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 La vita su Marte

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MessaggioTitolo: La vita su Marte   Mar 03 Nov 2009, 17:58



Nell'acqua che presumibilmente è stata individuata sul pianeta ci saranno tracce di organismi e dunque di vita estinta o magari ancora presente? Cosa c’è sotto la superficie? I resti della vita che fu quando, indubbiamente, l’acqua scorreva abbondantemente sul pianeta in quei letti dai fiumi scavati ma ormai secchi da milioni di anni che crearono in Lowell e negli astronomi di altre generazioni la convinta illusione ottica dei "canali"?

Non è la prima volta però che veniamo tenuti con il fiato sospeso: forse si è scoperto qualcosa? Forse il nostro vicino cosmico ospita una qualche forma di "vita"?

Nel settembre del 1976 il settimanale tedesco "Stern" da la notizia che i laboratori del Viking 1 avevano accertato la presenza, convalidata anche dal Viking 2, di microrganismi nel suolo marziano. Subito dopo, però, arriva la smentita. Non era vero che si era rinvenuta una traccia di vita, bensì la conferma della possibilità della vita stessa.

Nel 2001 gli scienziati della NASA dichiarano di aver scoperto tracce di vita microscopica su un meteorite proveniente dal pianeta.

I risultati del gruppo di ricercatori internazionali diretti da Imre Friedmann indicano che dentro la roccia ci sono delle lunghe catene di cristalli magnetici identici a quelli lasciati da batteri cosiddetti "magnetotattici", microrganismi che sopravvivono con limitatissime quantità di ossigeno. «Le catene che abbiamo scoperto sono di origine biologica» ha detto Friedmann. Ma sono anche di origine marziana?

Il dubbio che circonda ALH84001 è infatti che i suoi batteri siano banali microrganismi terrestri che avrebbero contaminato la roccia di Marte durante i 13.000 anni in cui è rimasta sepolta tra i ghiacci dell'Antartide. I cristalli scoperti adesso sono però in una sezione di ALH84001 sicuramente non contaminata, e Friedmann si è detto certo della loro provenienza.

Sulla terra la "magnetite" è prodotta da batteri che vivono sul fondo alcuni laghi. La usano come una bussola biologica, appunto magnetica, per navigare e orientarsi. Potrebbe dunque esistere ancora vita su Marte, in questo momento, perché quei microrganismi esistono nell'acqua e l'acqua nelle profondità del pianeta c'è.

Vita o non vita, dunque, sul pianeta?

E’ necessario allora definire cosa si intende per "vita", un concetto riferito non alle forme terrestri, ma più universale. Fino ad oggi si ritiene valida la definizione elaborata dall’Accademia Americana delle Scienze: il termine "vita" si può adottare quando si scopre "qualcosa" in grado di trarre alimento dall’ambiente circostante e riprodursi, anche quando questo "qualcosa" non usa l’acqua oppure il carbonio per costituire le proprie molecole.

Se consideriamo ciò che è necessario per la vita così come la conosciamo noi, bisogna dire che: c’è bisogno di energia, e su Marte l’abbiamo sotto forma di luce solare. C’è bisogno di acqua, e l’abbiamo trovata. C’è bisogno di azoto e su Marte c’è. C’è bisogno di fosforo e di fosfati, che quasi certamente sono presenti nelle rocce marziane.

Recenti studi pubblicati sul numero di gennaio 2002 della prestigiosa rivista Nature, discutono della scoperta di microbi, trovati 200 metri sotto la superficie nelle montagne dell'Idaho, che vivono in condizioni simili a quelle che devono esserci nel sottosuolo di Marte.

"La comunità di microbi trovata nell'Idaho è diversa rispetto ad ogni altra precedentemente nota sulla Terra," afferma Derek Lovley, capo del dipartimento di microbiologia dell'Università del Massachusetts e uno degli autori dell'articolo di Nature. Diversamente da ogni altra forma di vita subterranea, che sopravvive grazie al materiale organico trasportato nel sottosuolo dall'infiltrazione delle acque, i microbi scoperti nell'Idaho sono capaci di metabolizzare i gas di idrogeno ed anidride carbonica dissolti nell'acqua producendo metano e ricavando in questo modo l'energia di cui necessitano per sostentarsi. I microbi quindi non richiedono carbonio di origine organica o luce solare per sopravvivere.

Questo studio dimostra, per la prima volta, che certi microorganismi possono prosperare in assenza di luce solare usando l'idrogeno rilasciato dall'acqua nelle profondità del suolo come propria fonte di energia".

Da tutte le informazioni fin qui raccolte ed esaminate non vedo alcuna ragione per escludere la possibilità che su Marte si sia sviluppata ed esista ancora una qualche forma di vita.

"Lo spazio è lì e noi stiamo per andarci", disse J.F. Kennedy pensando alla Luna. Da allora la NASA non ha più avuto un obiettivo forte. Ora c’è: Marte.



Fonte: www.pianetamarte.com
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MessaggioTitolo: MARTE: Alla scoperta delle nostre paure   Mar 03 Nov 2009, 18:00

Con le spedizioni su Marte, abbiamo raggiunto conoscenze capaci di eliminare molte delle paure passate, immaginarie e reali. Ma ne sorgono di nuove. Mentre l’incubo di un assalto extraterrestre è crollato, si studia la futura invasione dello spazio e nuovi interrogativi sorgono.



Per centinaia di anni, è stato il ‘Pianeta Rosso’, il simbolo par eccellence del pericolo alieno, delle invasioni, degli attacchi di esseri mostruosi, di spietati extraterrestri non a caso chiamati genericamente marziani. Nel 1880 quando i telescopi mostrarono profondi solchi sulla superficie di Marte, la prova che gli alieni vi avessero scavato immensi canali parve perentoria, finché nel 1938 “War of the Worlds” alla radio raccontò l’invasione…

Quarto pianeta dal sole, ultimo pianeta roccioso, né troppo caldo né troppo freddo per forme di vita come noi le concepiamo, unico pianeta dove immaginare in futuro una sorta di ‘colonizzazione’ umana, Marte ha raccolto per secoli le proiezioni delle più profonde paure umane. Ma come ogni proiezione, calato lo schermo, il gioco si è svelato. Una storia di missioni sempre più mirate sta progressivamente chiarendo ogni mistero.

In quarant’anni, passi da giganti. Nella prima fase di missioni, il volo attorno a Marte diede modo di portare indietro quante più immagini del pianeta. Mariner 3 nel ’64 aprì il progetto, concluso da Mariner 7 nel ’69. Fu poi Mariner 8 ad inaugurare una seconda fase di missioni con navette messe in orbita attorno al pianeta per studi globali a lungo termine che sono andati avanti fino al ’97 mentre già la terza fase era inaugurata, quella dello sbarco su Marte.

Viking 1 atterrò su Marte nel giugno del ’76 e per trent’anni le agenzie spaziali hanno raffinato i propri strumenti, tanto che oggi si progettano missioni che non si limitino a muoversi sulla superficie del pianeta per prendere foto poco accurate e generiche ma si pensa a strumenti in grado di analizzare il sottosuolo e giungere a definitiva risposta sulla presenza dell’acqua, navette in grado di riportare roccia da studiare in laboratori adeguati, mezzi capaci di scattare foto di alta precisione.

Il futuro è dietro l’angolo. Le risposte sembrano imminenti. Vi è mai stata vita su Marte? Esistono attualmente forme riconoscibili di vita sul pianeta rosso? L’acqua sembra la chiave di volta e sono in molti ormai a sostenere con convinzione che un grande oceano dev’essere esistito, quanti milioni di anni fa difficile saperlo, come è difficile capire dove sia finita tanta acqua. Ma le risposte arriveranno – dicono tutti - mentre nuove domande, filosofiche stavolta, prendono il sopravvento.

Che cosa significa vita? Saremmo in grado di riconoscere forme di vita totalmente diverse da quelle cui siamo abituati? Abbiamo davvero considerato cosa possa implicare una vita completamente aliena, nel senso di ‘altra’, ‘diversa’? Gli astrobiologi sono al lavoro. Ma cosa implichi interrogarsi sul significato di vita in una prospettiva non Geo-centrica sembra questione di portata filosofica. Così, mentre conquistiamo le nostre paure, sfatiamo illusioni, discerniamo proiezioni e realtà, nuovi interrogativi rinascono, assieme a nuovi timori, nuove incertezze.

FONTE: www.Stile.it
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MessaggioTitolo: C'è ghiaccio nel sottosuolo di Marte scoperto dal radar italiano sulla sonda   Mar 03 Nov 2009, 18:03


ROMA - E' una scoperta eccezionale e l'ha fatta uno strumento italiano montato sulla sonda che sta esplorando Marte. Nel sottosuolo del 'pianeta rosso' c'è del ghiaccio, individuato a circa 700 metri di profondità dal radar italiano Marsis, a bordo della sonda Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Gestito dall'italiano Giovanni Picardi dell'Università La Sapienza, il radar Marsis ha analizzato i crateri da impatto e i depositi a strati della calotta polare settentrionale di Marte. I risultati saranno pubblicati domani sulla rivista Science e sono stati presentati questo pomeriggio a Parigi, nel corso di una conferenza stampa dell'Agenzia spaziale europea.
Tra le prime scoperte, una struttura quasi circolare di 250 chilometri di diametro sepolta a scarsa profondità nelle pianure settentrionali della regione di Chryse Planitia. Si tratta di un cratere di impatto contenente forse del materiale ghiacciato. Nell'analisi dei depositi attorno al Polo Nord, Marsis ha trovato inoltre segni che sembrano indicare che ci sia uno strato spesso un chilometro di ghiaccio puro, al di sopra di uno strato più profondo di regolite basaltica.

Lo strumento non ha trovato invece alcuna prova evidente di acqua allo stato liquido sotto la superficie, "ma la ricerca è solo all'inizio", ricorda Picardi. Importanti anche i risultati ottenuti da un altro strumento, Omega, gestito invece da ricercatori francesi. Omega, uno spettrometro, ha realizzato una mappa che copre quasi l'intera superficie marziana, con una risoluzione tra uno e cinque chilometri, e ha rivelato la presenza di due differenti classi di minerali, i fillosilicati e i solfati idrati, su aree isolate ma molto grandi della superficie. La scoperta svela che in tempi antichi, circa 3,8 miliardi di anni fa, c'erano grandi quantità di acqua allo stato libero su Marte e che il clima era abbastanza caldo da permettere la vita. "I dati - dicono i ricercatori - ci fanno individuare due grandi episodi climatici nella storia geologica del pianeta. Un periodo molto antico, chiamato Noachiano, con un ambiente umido dove si sono formati i fillosilicati, seguito da un ambiente più acido, dove si sono formati i solfati".

Questi due episodi sembrano essere divisi fra loro da un grande cambiamento climatico. "Le prove oggi a nostra disposizione - ricordano ancora gli esperti coordinati da Jean-Pierre Bibring - dicono che durante il Noachiano Marte avrebbe potuto sostenere qualche forma di vita. E i minerali che abbiamo mappato potrebbero contenere tracce di un processo di sviluppo biochimico".

FONTE: www.Repubblica.it
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MessaggioTitolo: Vita su marte   Mar 03 Nov 2009, 18:08

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MessaggioTitolo: Re: La vita su Marte   Mar 03 Nov 2009, 18:16

ottmo post ora vedo anche io di aggiungere


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NESSUNO PUO NASCONDERE E NEGARE LE VERITÀ ALL UMANITÀ.
http://anno2012.secretsstories.com/


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MessaggioTitolo: Re: La vita su Marte   Mer 04 Nov 2009, 18:58

Acqua su Marte

Generalmente si ritiene che acqua sia sinonimo di vita perciò attualmente l'esplorazione di Marte con la missione Mars Exploration Rover non è stata finalizzata direttamente sulla ricerca di forme vitali ma sulla scoperta del prezioso liquido, e questo è stato trovato, perlomeno sono state trovate le prove della sua esistenza.

È stata riconosciuta la presenza di ematite, un minerale che si forma solamente in presenza di acqua, si sono osservate strutture sedimentarie che solo l'azione di un liquido può aver formato; il rover Opportunity ha ottenuto riscontri che in un antico passato l'acqua esisteva allo stato fluido sulla superficie di Marte.


I solchi, che si originano dal bordo rialzato del cratere, sono attribuiti al ruscellamento di liquidi (probabilmente acqua) sulla superficie di MarteNel dicembre del 2006 Mars Global Surveyor ha fornito le prove fotografiche che a tutt'oggi l'acqua fuoriesce da fenditure lasciando tracce erosionali sul terreno. Altre fotografie hanno mostrato letti di antichi fiumi, con isole che sorgevano al loro interno, prove inconfutabili che un tempo il liquido scorreva formando le caratteristiche formazioni che ora noi vediamo. Ma col diminuire della forza del campo magnetico il vento solare ha spazzato via la primitiva atmosfera facendo diminuire drasticamente la pressione e quindi favorendo l'eliminazione quasi completa dell'acqua dalla superficie per evaporazione nello spazio.


Altri elementi a sostegno della vita


Nel marzo del 2004 la sonda Mars Express ha rilevato la presenza di metano nell'atmosfera di Marte, e siccome questo gas può persistere solo per poche centinaia di anni, essa viene spiegata solamente attraverso un processo vulcanico o geologico non identificato o con la presenza di certe forme di vita estremofile; altri hanno spiegato che il minerale chiamato olivina in presenza di acqua potrebbe essere stato convertito in serpentina, e questo fenomeno potrebbe essere successo in qualche posto nel sottosuolo di Marte ed aver liberato abbastanza metano da poter essere stato rilevato dalle sonde. Ancora il Mars Express nel febbraio 2005 ha segnalato la presenza di formaldeide, altro indizio di presenza di vita microbica.

Nel giugno del 2008 la missione Phoenix ha testimoniato la presenza di acqua allo stato solido sul pianeta rosso. Phoenix ha lavorato su terreni vecchi di 50.000 e forse un milione di anni sperando di trovare tracce che un tempo il clima di Marte era stato più caldo.

Nel 2016 l'Astrobiology Field Laboratory volerà verso il pianeta rosso per rispondere a quelle domande rimaste senza risposta o confermare quelle che già la hanno avuta.


http://it.wikipedia.org/wiki/Vita_su_Marte

http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/3896335.stm
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MessaggioTitolo: Nasa: "Prove della vita su Marte"   Ven 27 Nov 2009, 18:20

Strutture batteriche su un meteorite

C'è vita su Marte? Secondo alcuni scienziati della Nasa la risposta è affermativa. O perlomeno vita c'è stata in passato, almeno a livello di batteri. Lo studio rivelatore è stato condotto su alcune microscopiche strutture vermiformi ritrovate in un meteorite proveniente dal Pianeta Rosso che colpì la terra 13.000 anni fa. Queste strutture, secondo la Nasa, sono quasi certamente dei batteri fossili.


La loro presenza sotto la superficie rocciosa dei frammenti di meteorite dimostrerebbe che questi batteri si trovavano sul corpo astrale prima dell'impatto con la terra. "E' una prova molto forte di vita su Marte" dice David Mackay, del Nasa Johnson Space Center, tra i primi a studiare il meteorite al momento della sua scoperta nel 1984.

Già nel 1996, studiando un campione, Mackay e altri avevano tratto le stesse conclusioni ma le loro ipotesi erano state rifiutate da diversi scienziati. Le nuove analisi, condotte con un microscopio a elettroni ad alta risoluzione, sgombrano il campo da diversi dubbi. Le strutture 'vermiformi', esaminate meglio, sembrano effettivamente dei batteri.

Secondo gli astrobiologici, il meteorite si staccò dalla superficie di Marte dopo l'impatto con un asteroide e poi raggiunse la terra, cadendo nella Hallen Hills, al polo sud, dopo aver vagato per lo spazio per circa 16 milioni di anni. Sempre dallo stesso meteorite, a novembre scorso, si è potuto desumere che su Marte ci sia stata l'acqua.

fonte:http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo467110.shtml?refresh_cens&fontsize=medium
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MessaggioTitolo: Marte: la prova che le increspature delle dune si spostano   Gio 25 Feb 2010, 18:49

Immagini da una sonda Nasa, studio a guida italiana - FOTO

ROMA - Le increspature delle dune su Marte di spostano come quelle dei deserti della Terra e vengono mosse da venti fortissimi. La scoperta, nata dalla collaborazione fra Italia e Stati Uniti, dimostra che Marte è ancora oggi un pianeta molto attivo dal punto di vista geologico.

Il movimento della parte superiore delle dune è evidente nelle immagini raccolte dalla sonda statunitense Mars Reconnaissance Orbiter (Mro), analizzate da un gruppo internazionale coordinato dall'italiano Simone Silvestro, della Scuola internazionale di scienze planetarie (Irsps) dell' università d'Annunzio di Pescara, e dall'americana Lori K. Fenton, dell'istituto Seti del Centro di ricerche californiano Ames.

"E' la prima documentazione dell'esistenza di increspature sulle dune di Marte", ha detto all'ANSA Silvestro, che lunedì primo marzo presenterà la ricerca negli Stati Uniti, a Houston, nella Lunar Planetary Science Conference. "I movimenti delle increspature sulla sommità delle dune sono risultati evidenti nelle immagini rilevate a distanza di quattro mesi", ha detto ancora il ricercatore, e questa è la prova indiretta che tutte le dune su Marte sono attive, anche se il loro spostamento richiede migliaia di anni. Nelle immagini analizzate dai ricercatori le dune appaiono molto scure:"sono composte da sabbia di origine basaltica, formata dall'erosione di rocce vulcaniche", ha spiegato Silvestro.

Si trovano nel cratere Nili Patera, del vulcano Syrtis Mayor, all'interno di una delle regioni che appaiono come grandi macchie scure sulla superficie del pianeta. "E' molto importante avere dimostrato che le increspature si spostano nonostante la flebile atmosfera di Marte", ha osservato il ricercatore. "Sulla Terra l'atmosfera è molto densa ed è normale che i venti riescano a muovere la sabbia, ma con un'atmosfera debole come quella marziana i venti devono essere decine di volte più forti".

25 febraio
fonte news: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/02/25/visualizza_new.html_1708052751.html
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MessaggioTitolo: Re: La vita su Marte   Gio 25 Feb 2010, 19:27

ottimo....lo visto sulla 4° rete ora.....anche se credo che ce molto di piu Smile
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MessaggioTitolo: Re: La vita su Marte   Gio 25 Feb 2010, 19:49

ciao jeri non ero al pc prima quando me contattavi sto facendo il meccanicosotto casa ahha cmq risolto il problema del share?appena posso torno e vediamo
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MessaggioTitolo: Re: La vita su Marte   Ven 26 Feb 2010, 11:55

Marte: ci sono le prime prove che le increspature delle dune si muovono.


Le increspature delle dune su Marte di spostano come quelle dei deserti della Terra e vengono mosse da venti fortissimi. La scoperta, nata dalla collaborazione fra Italia e Stati Uniti, dimostra che Marte e' ancora oggi un pianeta molto attivo dal punto di vista geologico.

Il movimento della parte superiore delle dune e' evidente nelle immagini raccolte dalla sonda statunitense Mars Reconnaissance Orbiter (Mro), analizzate da un gruppo internazionale coordinato dall'italiano Simone Silvestro, della Scuola internazionale di scienze planetarie (Irsps) dell' universita' d'Annunzio di Pescara, e dall'americana Lori K. Fenton, dell'istituto Seti del Centro di ricerche californiano Ames.

''E' la prima documentazione dell'esistenza di increspature sulle dune di Marte'', ha detto all'ANSA Silvestro, che lunedi' primo marzo presentera' la ricerca negli Stati Uniti, a Houston, nella Lunar Planetary Science Conference.

''I movimenti delle increspature sulla sommita' delle dune sono risultati evidenti nelle immagini rilevate a distanza di quattro mesi'', ha detto ancora il ricercatore, e questa e' la prova indiretta che tutte le dune su Marte sono attive, anche se il loro spostamento richiede migliaia di anni.

Nelle immagini analizzate dai ricercatori le dune appaiono molto scure:''sono composte da sabbia di origine basaltica, formata dall'erosione di rocce vulcaniche'', ha spiegato Silvestro. Si trovano nel cratere Nili Patera, del vulcano Syrtis Mayor, all'interno di una delle regioni che appaiono come grandi macchie scure sulla superficie del pianeta.

''E' molto importante avere dimostrato che le increspature si spostano nonostante la flebile atmosfera di Marte'', ha osservato il ricercatore. ''Sulla Terra l'atmosfera e' molto densa ed e' normale che i venti riescano a muovere la sabbia, ma con un'atmosfera debole come quella marziana i venti devono essere decine di volte piu' forti''.

fonte www.ANSA.it
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MessaggioTitolo: Re: La vita su Marte   

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La vita su Marte
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