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 La Supercometa del nuovo millennio.

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MessaggioOggetto: La Supercometa del nuovo millennio.   Gio 05 Set 2013, 11:10

La Supercometa del nuovo millennio.
La Super cometa del nuovo millennio sta arrivando.







Immagine originale acquisita da HST, il gg. 07 05 2013, nucleo Ison, al centro, piu'satellite, in basso.

 

 

Il giorno 7 Maggio Hubble ha finalmente acquisito il nucleo di Isonsupercomet!

 

Le foto sono mozzafiato, oltre le aspettative, ma soprattutto è molto interessante notare il satellite orbitante, in basso nella foto,  attorno al nucleo, quest'ultimo posto al centro della foto in secondo piano; oltre all'attività delle emissioni delle polveri si puo' già incominciare a notare l'emissione di una certa sublimazione dei gas.

 

Il corpo centrale del nucleo presenta una notevole ed evidente fuoriuscita di materiali carbonacei, misto alle emissioni di polvere e sublimazione di liquidi idrossili.

 

La sua conformazione del nucleo risulta eterogenea, la sua forma è quasi sferica, da cio' si deduce che il nucleo ha raggiunto il suo equilibrio idrostatico; per un semplice principio fisico le sue dimensioni vanno quindi ben oltre le 4 / 5 miglia di diametro che l'Ente Spaziale US va affermando!

 

 

 



 

Foto 1 originale HST / ISON

 



 

Foto 2 originale HST / ISON

 



 

Foto 3 originale HST / ISON

 

 

L'immagine successiva è un'analisi del nucleo in cui la foto originale di HST, in formato FITS, è stata acquisita con un programma apposito; si è potuto quindi stendere la scala di misura, espressa in Km.

 

Chi volesse conoscere le dimensioni del nucleo puo' semplicemente leggere la scala, per i piu' scettici posso confermare che le dimensioni sono oltre le 100 MAS!

 



 

 

Analisi del nucleo

 

 

E' molto evidente l'attività del nucleo centrale, presumo che ci sia una linea veramente sottile tra gli eventuali altri satelliti, temporanei, che eventualmente dovessero orbitare attorno al nucleo, rispetto alla fuga di frammenti espulsi dal nucleo stesso, ad una velocità di circa 2 metri al secondo!

 

Il mio scopo è stato raggiunto ho dimostrato, senza ombra di dubbio, quello che andavo da sempre affermando e cioè che le dimensioni del nucleo di Ison sono Eccezzionali.

 

Ora dato che l'osservazione del corpo cometario per un certo periodo sarà molto difficile, in quanto risulta essere basso ( altitudine 14°), sarà comunque visibile nuovamente verso settembre per la stragrande maggioranza degli osservatori a terra, queste immagini sono veramente confortanti per vincere l'attesa ;-)







ISON COMET, AGGIORNAMENTO SATELLITI RESIDENTI


ISON COMET, AGGIORNAMENTO SATELLITI RESIDENTI



FOTO IN FALSI COLORI DELLA COMETA ISON C 2012 S1 REALIZZATA DALL’HST, DURANTE LE 4 SESSIONI FOTOGRAFICHE EFFETTUATE DAL 26 MARZO al 22 APRILE 2013.

Nel 1978 la ricerca sviluppata dall’astronomo T. C. Van Flandern ( Bulletin of the American Astronomical Society, Vol. 10, p. 660 – 661, 09 / 1978 ), riguardente la presenza di satelliti in alcuni dei pianeti minori e in altrettanti asteroidi, trovo’ conferma dal Minor Planet Center, diretto all’epoca da Marsden; ne furono trovati ben 22.

La cosa  interessante di questa scoperta fu che, decenni dopo, si capi’ che alcuni di questi satelliti presentavano traccie chimiche identiche a quelle riscontrate nei corpi cometari, ma ancora piu’ interessante fu che questi satelliti “dormienti” si ritrovarono anche attorno ai pianeti maggiori come Saturno, con il satellite Phoebe, e Nettuno, con il satellite Tritone ( fonte: Robert H. Brown ).

Quindi non puo’ meravigliare il fatto che anche i corpi cometari possono presentare dei satelliti, orbitanti intorno loro nucleo; la causa puo’ essere duplice e puo’ riferirsi sia ad una eventuale “cattura” di un “compagno”, ottenuta durante il percorso di traiettoria orbitale, sia ad una eventuale pre-frammentazione.

Un famoso esempio, che nel 1996 provoco’ un notevole “rumors” tra gli addetti ai lavori, è ben rappresentato dal caso della cometa Hale Bopp.

Solo tre anni dopo, durante una conferenza tenutasi a Tenerife, nella Canarie ( il 2 / 6 Febbraio 1998 ) l’Astronomo Z.Sekanina espose ai presenti, con prove documentate, che la cometa Hale Bopp aveva un “satellite” che orbita attorno al nucleo.

Sekanina spiego’ che in base alla misura delle variazioni di luminosita', attorno alla regione nucleare della cometa, è stato possibile identificare la presenza di un satellite orbitante, del diametro di circa 30 Km con un periodo di 2-3 giorni, a 180 Km dal nucleo.

Sempre Sekanina confermo’ che le dimensioni del diametro del nucleo dovevano essere almeno di 70 Km, per giustificare la stabilita' del satellite stesso.

Infatti da un riesame delle immagini ottiche dell'HST ( cinque immagini riprese dal telescopio spaziale Hubble nella seconda meta' del 1996: 20 Maggio, 22 Giugno, 25 luglio, 23 Settembre e 17 Ottobre ) Sekanina incremento’ la stima del diametro del nucleo di Hale Bopp confermando che non poteva essere inferiore a 70 Km, o piu’.

Di seguito propongo delle immagini originali, inedite, provenienti dall’archivio Hubble in cui si possono osservare le foto originali catturate da Hubble nel 1996.

 

SINISTRA FOTO “GREZZA”, NON TRATTATA, OTTENUTA CON FILTRO F675W,
FOTO DESTRA IN FALSI COLORI

A questo link è possibile accedere alla lettura della “Proposal 6663” e alla visualizzazione delle immagini originali, non trattate:

http://archive.stsci.edu/proposal_search.php?id=6663&mission=hst

SYSTEMATIC INVESTIGATION OF C/1995 O1 (HALE-BOPP) HST, Proposal 6663.
Harold Weaver, the Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory

Abstract:

  Proponiamo una rappresentazione sistematica di indagini spettroscopiche
    della cometa C/1995 O1 (Hale-Bopp). La cometa sarà
    monitorata in un ampio intervallo di distanze eliocentriche,
    fornendo informazioni uniche sul comportamento di sublimazione
    questo insolito oggetto
. Le immagini saranno utilizzate per posizionare
    vincoli sensibili sulle dimensioni del nucleo, la ricerca di
    possibili nuclei compagni ed esaminare il vicino nucleo e la morfologia

    del coma per la prova dei getti e delle forme. Le esposizioni
    spettroscopiche ci permetteranno di inserire i vincoli sulla fonte
    d'attività cometaria a grande distanza eliocentrica e di rilevare
    l'insorgenza di sublimazione dell'acqua
. Se al quasi perielio
    le osservazioni saranno ancora possibili, condurremo ricerche approfondite per
    acquisire nuove specie di sensibilità senza precedenti, un importante inventario
    C-, H-, N-, O- e S- specie sul
    nucleo, per misurare il rapporto OD / OH e, forse, risolvere il nucleo anche

    fisicamente. Se questa cometa raggiunge la sua attesa
    luminosità, la qualità dei dati dell'HST sarà veramente spettacolare
    e fornirà delle nuove intuizioni fondamentali sulla natura delle comete.”
    

Cio’ che è di grande valore, nella lettura dell’abstract è che viene menziona la precisa volontà di ricercare otticamente la presenza di piu’ nuclei compagni,  confermando cosi’ le dichiarazioni esposte dall’astrofilo Chuck Shramek quando nel 1995, con il suo telescopio, noto’ un “oggetto” molto prossimo ad Hale-Bopp, denominato poi “compagno” ( questo termine fu utilizzato la prima volta da Harrington nel 1991 quando realizzo’ la pre-scoperta  futura di questo corpo celeste che poi si rivelo’ essere successivamente la cometa Hale Bopp ).
Ma entrando ancora piu’ nel dettaglio vi è un articolo scritto dallo stesso Sekanina:

COMET HALE-BOPP, ORBITING SATELLITE, NUCLEAR SIZE, SPHERE OF ACTION,  link:

http://adsabs.harvard.edu/cgi-bin/bib_query?bibcode=1997EM%26P...77..155S

in cui nell’abstract vengono descritte tutte le specifiche del rilevamento del nucleo della Hale Bopp.

Abstract:

 “ Questo articolo riporta il rilevamento di un satellite intorno al nucleo principale della cometa Hale-Bopp. Il satellite è stato rilevato in digitale su immagini scattate con la Wide Field Planetary Camera di Hubble Space Telescope 2, in modalità planetaria, per cinque giorni, nel periodo maggio-ottobre 1996. Il rapporto del segnale, mediamente satellite-primario, è 0.21 + / - 0.03, il che implica che il satellite è ~ 30 km di diametro, assumendo questa informazione il nucleo principale è ~ 70 km di diametro. Per evitare la collisione, la distanza di separazione deve superare i 50 - 60 km, in ogni momento. Distanze proiettate del satellite sulle immagini variano da 160 a 210 chilometri, ( 0,06 - 0,10 secondi d'arco).

Il satellite non è stato rilevato nell'ottobre 1995, presumibilmente a causa della sua separazione dal subpixel primario. Il raggio della sfera d'azione gravitazionale del nucleo principale di 70 km di diametro è di 370.540 chilometri al perielio, che aumenta linearmente con la distanza del Sole: viene visualizzato il satellite in un'orbita piuttosto stabile. Il suo periodo orbitale é ~ 180 km e dovrebbe essere di ~ 2 - 3 giorni, molto più breve di quanto siano gli intervalli tra le osservazioni dell'HST. Se invece il nucleo principale dovrebbe essere non più di 42 km, l'orbita del satellite potrebbe diventare instabile; con l'oggetto alla deriva dal nucleo principale, dopo la fase di perielio. Sono stati segnalati da rilevamenti terrestri  importanti potenziali vicini compagni. Gli sforzi per determinare l'orbita del satellite e la massa totale del sistema prenderanno il via nel prossimo futuro.”
 

Ecco che allora anche per un corpo cometario, cosi’ come per un asteroide, o un minor planet, è possibile ritrovare in prossimità del suo nucleo uno o piu’ compagni satelliti, orbitanti in moto periodico.

Ma cio’che ora è acquisito come caratteristica costituente un “canone astronomico” di un corpo cometario, non lo era affatto 15 anni fa.
Infatti quest’informazione era conosciuta solo agli addetti ai lavori e fu rilasciata pubblicamente solo dopo alcuni anni; la scoperta che Hale Bopp possedeva un satellite orbitante attorno al suo nucleo.
 
 

A SINISTRA FOTO “GREZZA”, NON TRATTATA, OTTENUTA CON FILTRO F675W,
FOTO DESTRA IN FALSI COLORI




L’analoga tecnologia utilizzata, durante la sessione fotografica della cometa  Hale Bopp prodotta nel 1996 dall’HST ( Proposals 6663 ), è comune alle sessioni fotografiche, realizzate 17 anni dopo per le prime fotografie ravvicinate della Ison.






A SINISTRA FOTO “GREZZA”, NON TRATTATA, OTTENUTA CON FILTRO F606W,
FOTO DESTRA IN FALSI COLORI


L’evidenza che le foto “rimaneggiate” ( per intenderci quelle di colore azzurro ) proposte ultimamente in internet, dall’ente spaziale US, siano state integralmente” trattate”, eliminando una buona parte di tutte quelle caratteristiche che compongono una foto ripresa spontaneamente ed in modo genuino ( come la totale assenza del cielo stellato, la riduzione del coma del nucleo e la rarefazione delle polveri componenti l’enorme volume della coda di Ison ) sono una evidente testimonianza che cio’ che ci viene proposto risulta essere “filtrato”, o modificato, soprattutto in campo astronomico.


La ragione di cio’ è semplice in quanto i finanziamenti elargiti per lo sviluppo del no-out necessario alle missioni e agli esperimenti spaziali sono tali che non permettono di poter rilasciare le “testimonianze” acquisite in modo immediato.


Lo stesso Mc Canney alcuni giorni fa, il 20 aprile 2013, nel suo sito: 


http://www.jmccanneyscience.com/  


parla apertamente che le foto rilasciate dalla Nasa e circolanti in internet non sono vere:…"sappiamo che la NASA prende un sacco di foto di comete con Hubble, ma non le rilascia ... prendono anche le foto con filtri speciali per riprendere spettri di comete, ma mai le  rilasciano al pubblico "...


A seguire viene proposta una foto originale, in falsi colori, per evidenziare la presenza di satelliti residenti ( di colore rosso ) all’interno del coma ( di colore giallo / verde ) orbitanti attorno al nucleo di Ison ( di colore rosso ).


Questi satelliti ( di colore rosso ) della grandezza di 1 pixel, o piu’, non possono essere scambiati per “rumore di fondo”, o raggi cosmici, in quanto, a differenza di un telescopio terrestre che puo’ senz’altro essere soggetto a queste naturali influenze, nello spazio esterno il telescopio Hubble non è disturbato da queste “problematiche”, o almeno non sono tali da alterare l’immagine acquisita; senz’altro, poi, l’utilizzo di filtri migliorativi contribuiscono a ottimizzare le immagini.





                                   FOTO ISON, IN FALSI COLORI


Una prova della genuinità delle VERE foto di Ison, acquisite da Hubble, consultabili in questi link, stanno a dimostrare che sono immagini reali, visionabili ancora allo stato “grezzo” cioè non trattate in post-prodizione:

http://archive.stsci.edu/proposal_search.php?mission=hst&id=13198



Nel Proposal 13198, ho controllato i tempi d’esposizione utilizzati durante la sessione dal Principal Investigator, l’astronomo Jian-Yang Li:





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MessaggioOggetto: Re: La Supercometa del nuovo millennio.   Gio 05 Set 2013, 11:16

                                   FOTO ISON, IN FALSI COLORI


Una prova della genuinità delle VERE foto di Ison, acquisite da Hubble, consultabili in questi link, stanno a dimostrare che sono immagini reali, visionabili ancora allo stato “grezzo” cioè non trattate in post-prodizione:

http://archive.stsci.edu/proposal_search.php?mission=hst&id=13198



Nel Proposal 13198, ho controllato i tempi d’esposizione utilizzati durante la sessione dal Principal Investigator, l’astronomo Jian-Yang Li:

http://www.stsci.edu/hst/phase2-public/13198.pro  e ho verificato che i tempi sono abbastanza lunghi per acquisire, senza problemi, lo sfondo del cielo stellato; allora perché nelle immagini proposte in internet, dall’Ente Spaziale US, le stelle non compaiono?



Questo è un’evidente segnale che le foto non sono originali, infatti in questa Proposal   l’astronomo Jian-Yang Li parla dell’utilizzo della strumentazione WFC3/UVIS su cui  sono stati usati di 2 filtri: F606W, per acquisire l'immagine della cometa, e  F438W, per determinare il colore del nucleo del coma.



 I tempi d'esposizione vanno, per il filtro F606W, dai 50 ai 274 secondi, mentre per il filtro F438W , arrivano fino a 300 secondi.



Il colore delle foto tende al rosso in quanto è causato dai filtri utilizzati nella strumentazione ottica di Hubble ( in realta' il colore originale è bianco in quanto è nello nello spettro visibile ).



Continuando nell’analisi delle altre Proposals, l’astronomo Zolt Leavy, nella Proposal 13229: http://www.stsci.edu/hst/phase2-public/13229.pro ,  parla nel suo Abstract:



…” Proponiamo un programma d’immagini dellaCometa C/2012 S1 (ISON) in tre fasi con simili osservazioni: epoca precoce, pre-perielio, e post-perielio. Queste osservazioni sono destinate a integrare con altre proposte d’osservazione per produrre ancora delle imagini e dei piccoli film in modo da massimizzare questo atteso spettacolare fenomeno”… 



Ed ancora nella Proposal successiva 13199, l’astronomo Dean Hines: http://www.stsci.edu/hst/phase2-public/13199.pro , propone nel suo abstract:



…” Proponiamo, nei tempi discrezionali del direttore, di ottenere delle immagini polarimetriche (ACS / WFC) della cometa C/2012 S1 (ISON) nel suo approccio, pre-perielio, al sistema solare interno, da HST, prima che diventi osservabile. La cometa ISON è un radente in una traiettoria quasi parabolica, simile a quello della Grande Cometa del 1680, e probabilmente trasporta materiale incontaminati che risalgono al tempo della formazione del sistema solare. Recenti osservazioni polarimetriche di altre comete hanno provato che diverse regioni del coma producono risposte di diffusione differenti della luce polarimetrica, indicando che diverse porzioni del coma contengono materiali diversi. La presenza di una regione con alone circumnucleare, fortemente polarizzata negativamente, è stata osservata molto vicino al nucleo di diverse comete e suggeriscono una deplezione d’assorbimento, di particelle carboniose, in questa regione. La risoluzione spaziale, ACS, delle immagini ad alta polarimetria della Cometa ISON possono essere utilizzate per mettere dei limiti sui costituenti materiali delle diverse regioni del suo coma, ma possono anche essere usati per esplorare le dinamiche e acquisire una comprensione dell'interazione, radiazione / coma, e delle sue eterogeneità”…

Nella stessa Proposal si legge, poi, una nota molto interessante:…" Queste osservazioni devono essere effettuate entro il 7 maggio 2013. Tuttavia, esse devono essere programmate più vicino al 7 maggio, il prima possibile. Noi certamente non vogliamo programmare prima del 6 maggio, se possibile."…

Cosa significa questo, che il Team di Hubble sta effettuando una corsa “contro il tempo” per riuscire a determinare la grandezza e le misure effettive del nucleo di Ison, prima che la sublimazione dei gas sia completa e avvolga totalmente il nucleo, celandolo, e, soprattutto, prima che essa effettui la fase di perielio; perché è d’importanza fondamentale conoscere in tempo le Dimensioni per poi predisporre un piano di risposta.

Questo piano comprenderebbe sia la possibilità di calcolare esattamente, conoscendo le reali dimensioni del nucleo di Ison, il limite di Roche, durante la fase di perielio, in modo da sapere in anticipo se ci sarà, o meno, una frammentazione del nucleo e, quindi,  la sua eventuale migrazione, assieme ai suoi satelliti e al suo sciame cometario, verso l’orbita terrestre, nel mese di gennaio / marzo 2014.

Invece nell’ultima Proposal 13197 dell’astronomo Michael  A Hearn, del 2 maggio 2013, si puo’ leggere nell’Abstract: http://www.stsci.edu/hst/phase2-public/13197.pro :




…" Ci proponiamo di ottenere spettri della recente scoperta, della cometa C/2012 S1, ISON,  ben prima che raggiunga la distanza eliocentrica in cui l'acqua-sublimazione avrebbe dominato l'attività, cioè 3 AU. La cometa è chiaramente attiva oltre i 5 AU, e capire quali siano i gas volatili che stanno guidando l'attività è una domanda chiave che deve essere risolta prima che i processi fisici operino il cambiamento con l'inizio di una rapida sublimazione dell'acqua"...

Anche qui’ si puo’ notare un interessantissimo commento, prodotto sempre dall’Astronomo Hearn, riguardante il nucleo di Ison: 
 

V - mags are for the nucleus    

                
Ephemeris offsets will be uplinked, if necessary, to correct  for any errors in the JPL #20 solution. 


Acquisition Uncertainty: 5 "arcsec ( Aquisizione incerta = 5’’ arcsec!)


Ephemeridis Uncertainy: 15.000 Km.


 


Di seguito allego il Target di puntamento del telescopio Hubble (remote plotting system)
inerente la Proposal 13197, dove è evidenziato il nucleo di Ison = UNKNOWN SIZE BODY:




La stessa Proposal 13197 presenta poi un’aggiornamento postumo, effettuato in data 5 maggio 2013, con una nuova sessione di foto acquisite, Distant Activity of Comet ISON, HST Proposal 13197:

http://archive.stsci.edu/proposal_search.php?id=13197&mission=hst

 

In conclusione, a supporto di quanto detto fino ad ora, termino la mia analisi aggiornandovi
con le ultime foto realizzate dall’astronomo Nick Howes, dove scrive pubblicamente, su Twitter, un interessante commento di una sua ultima acquisizione di Ison effettuata il 2 maggio 2013:


…” We have some structure in the tail of Comet C/2012 S1  ( 2 May ) preview of RAW images - 2m, La Palma Telescope / 0.7" seeing pic.twitter.com/GlyWiu865d”…



 



In parole povere egli ha rilevato delle "Strutture nella coda della cometa"; quest'affermazione
costituisce sicuramente un ottimo supporto a quanto scritto sopra.





Sempre l'astronomo Howes a dimostrazione che Ison sta "risvegliandosi", o meglio la sua luminosità sta aumentando di valore, egli ha registrato, mediante il programma Astronometrica, un valore di FWHM = 1.0'' ( valore già di tutto rispetto se poi consideriamo che la Ison è ancora alla distanza di 4 UA circa dal Sole )...quindi se a questa distanza la Ison presenta già una brillantezza di questo livello, allora lascio a voi immaginare come potrà presentarsi, a circa una distanza di 1 ua dal Sole, se continuerà cosi' questo oggetto celeste sicuramente manterrà veramente la promessa di essere considerata le cometa del secolo.




 


Quindi se anche un’astronomo conosciuto a livello Internazionale, come Howes, ha sottolineato l’esistenza di “strutture” nella Ison, questo è un chiaro segnale che dovrebbe dare da pensare a chi é “responsabile” della rete di Sorveglianza ( Survey ) del nostro splendido Pianeta Terra.



 



             FOTO ISON RIPRESA DALL'ASTRONOMO DIEPVENS, IL 5 / 5 / 2013


Un'altra palese testimonianza fotografica in cui si nota, senza ombra di dubbio, un aumento dell'attività d'emissione delle polveri e di una prima sublimazione dei gas residenti, che contribuiscono ad ingrandire il volume della coda di Ison.


In conclusione una cosa è certa, questo “oggetto” non ha ancora finito di stupire, anzi siamo solo all’inizio; ne vedremo sicuramente delle belle…per i piu’ sciettici, consiglio di prepararsi, con calma, una buona camomilla...

 

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MessaggioOggetto: Re: La Supercometa del nuovo millennio.   Gio 05 Set 2013, 11:17

ISON, COMETS AND COVER-UP


ISON, COMETS AND COVER-UP
 
FOTO ORIGINALE DELLA COMETA RIPRESA L'11 APRILE DA HUBBLE.


Da oltre un ventennio l’Ente Spaziale US classifica le informazioni sensibili riguardanti i corpi cometari in entrata nel nostro sistema solare.

 Questa affermazione si basa su fatti realmente accaduti sino ad oggi e che risalgono indietro nel tempo fino all’anno 1990.

Nel 1990 Harrington vide due cose ben distinte con il suo astrografo da 20 cm,  una grande cometa che successivamente verrà conosciuta con il nome di Hale Bopp ( C/1995 O1 ) e, dietro di essa, qualcosa di molto più grande ed indipendente.

Era il Planet X.

Quando questo corpo celeste di enorme massa  arrivava, portava con sé un intero sciame di corpi cometari.

Harrington sapeva perfettamente dove andare a cercare il Planet X, perché era accompagnato da una cometa; la futura Hale Bopp.

Nel 1990 l’astronomo Harrington scopri’ che la cometa in esame stava seguendo una traiettoria di  quasi collisione con la Terra ( Mc Canney ), poi sventata grazie al ritardo provocato dall’effetto “paracadute” della sua coda ( ultimo perielio 1 aprile 1997, prossimo perielio 4380 ).

I calcoli dell’orbita dell’Hale Bopp realizzati dal Team dell’US Naval Observatory ( USNO), erano nati da un sugerimento dell’astronomo Brady ( il quale rilevo’ un’anomalia orbitale della cometa di Halley, 1986 ) e dalla comparazione, poi, con le perturbazioni riscontrate dalle sonde Pioneer 10 ( Doppler anomaly observed, 1974 ) ed Iras ( Unknow body encounter, 1983 ), che lasciarono pochi dubbi.

Questo segno’ l’inizio del cover-up, da parte dell’Ente Spaziale US, verso i corpi cometari in entrata nel sistema solare e la fine, nel senso stretto del termine, del piu’ qualificato Team dell’USNO.

Un altro corpo cometario che fu oggetto di cover-up fu la Neat ( C/2002 V1 ).

Nel 2002 l’impianto NASA di Goddard (sede del controllo dei cronografi SOHO), registro’ un grande evento cometario; il passaggio della Neat aveva generato una  grandissima espulsione di massa coronale (CME ) che sviluppo’ adirittura un “ponte”, o un enorme filamento elettromagnetico, in direzione della coda della cometa che volava in prossimità del Sole.

Questa testimonianza ha poi  portato allo sviluppo di diversi progetti scientifici atti a studiare le  proprietà dei campi magnetici generati dalle comete SOHO.

La Neat, nel 2003, provoco' un CME di classe X 45 che causo’ la paralisi dell’emissione elettrica di una buona parte dell’Europa occidentale.

Noi europei ricordiamo molto bene cio’ che avvenne nell’anno 2003; in quel periodo salto’ l’erogazione dell’energia elettrica in tutta Italia ( e non solo ); la causa fu attribuita alla caduta di un pilone dell’alta tensione che avvenne sul confine svizzero...in realtà molti generatori delle centrali elettriche si fusero e cio’ avvenne nei nodi d’emissione di corrente Franco / Svizzero / Austriaco, confinanti con l’Italia, ma la stessa situazione si registro’ anche nei paesi dell’ Olanda, Norvegia e  Finlandia.  

Questa breve introduzione sulla “cronaca cometaria” serve come Prologo per introdurre un corpo celeste  che sta attirando, da diverso tempo, le particolari “attenzioni” dell’Ente Spaziale US; la  Ison ( C/2012 S1 ).

 

I corpi cometari, come Ison, sono “oggetti celesti” tenuti sotto attento controllo dalla rete Survey  della Nasa, in quanto rientrano nella categoria PHA ( Potentially Hazardous Asteriods ), cioè sono un potenziale pericolo per i pianeti interni equindi per la Terra stessa.

 

 La particolarità di Ison consiste nel fatto che essa provene dallo spazio esterno ( Oort ), quindi è sia un corpo cometario di lungo periodo, che un corpo sungrazer, cioè che effettua un’orbita quasi parabolica ( destinata al non ritorno ) molto prossima al Sole, durante la fase di perielio.

 

Questo estrema vicinanza al sole potrebbe causare due fenomeni: lo sviluppo di CME come avvenne per la Neat, nel 2003, e la produzione di uno sciame meteorico di “detriti residenti”.

 

Solo queste iniziali considerazioni potrebbero essere già sufficienti nel dimostrare che l’Ente Spaziale US, già da tempo, era a conoscenza dell’oggetto Ison, tenedolo sotto stretta sorveglianza, in quanto è considerato come potenziale "rischio" per la Terra.

 

Precovery and discovery Ison comet:


La cometa Ison, fotografata nel settembre 2012 (fonte: Remanzacco Observatory - Guido, Townley, Howes)


Non era un caso se la Ison fino al 21 settembre 2012 era ancora catalogata nelle pagine del NEOCP come Asteroide: AS03D20 .


Infatti una Precovery era già stata effettuata da parte dell’Osservatorio Lemmon Survey il 28 dicembre 2011 e poi dall’Osservatorio Pan-STARRS il 28 gennaio 2012.


Le osservazioni di follow-up sono state effettuate il 21 e 22 settembre 2012 dalla rete I.S.O.N. Observatory, in Russia, e dal Remanzacco Observatory, in Italia.


La scoperta ufficiale della Ison comet venne annunciata dal Minor Planet Center il 24 settembre 2012.
 
 
L'arrivo di una grande cometa sungrazer era stata prevista dall’Ente Spaziale US entro il  gennaio 2011:

Battams durante una tavola rotonda del 2008 affermo’ che: "Da quando è stato lanciato SOHO vi è stata una chiara tendenza che ha registrato un numero sempre piu’ crescente di sungrazers / Kreutz".


 “Il cronografo SOHO ha rilevato 69 sungrazers nel 1997, contro le 200 sungrazers nel 2010”.

"L'aumento è significativo e non può essere rappresentato dal miglioramento del cronografo SOHO”

Battams pensa  che la “tempesta cometaria” avvenuta nel dicembre 2010 potrebbe preludere a un oggetto cometario molto più grande a venire, qualcosa che la gente poteva vedere ad occhio nudo, forse anche durante il giorno!


La tempesta era iniziata il 13 dicembre e si concluse il 22 dicembre 2010, dice Karl Battams del Naval Research Lab di Washington DC, "Durante quel periodo, il Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) rilevo’ ben 25 comete che si immersero nel sole. E 'stato pazzesco!"

 “25 comete in soli dieci giorni, che è un evento senza precedenti", dice Battams.

 "E 'solo una questione di tempo", dice Battams. "Sappiamo che ci sono alcuni grandi corpi cometari là fuori."

( La Cometa Ikeya-Seki, del 1965, è un buon esempio; Sungrazing simili comete sono state osservate nel 1843, 1882, 1963 e 1970.)

Questi sungrazers sono tutti legati l'uno all'altro, Marsden ha analizzato le orbite delle comete Kreutz e vide che probabilmente provenivano dalla rottura di una singola cometa gigante nel 12 ° secolo, probabilmente la Grande Cometa del 1106, Ikeya-Seki e le comete SOHO sungrazers sono frammenti più “piccoli” derivanti dal corpo “progenitore”.

Ricercatori come Zdenek Sekanina e Paolo Chodas, del JPL, in un numero 2007 del Astrophysical Journal, studiando il modello frammentato del progenitore Kreutz, suggerirono che diversi grandi “blocchi”, con dimensioni piu’ grandi, erano in arrivo sulla strada!


T. C. Van Flandern, Astronomer dell’ US Naval Observatory,  nel Bulletin of the American Astronomical Society, Vol. 10, p. 660 – 661, 09 / 1978, scrisse:

Intuizioni sulla natura delle comete dalla scoperta dei satelliti di pianeti minori.
Il 7 giugno 1978 viene confermata l’esistenza di un satellite appartenente ad un pianeta minore, 532 Herculina, Altri sette pianeti minori sono stati osservati e hanno evidenziato la presenza di  satelliti orbitanti; ora ci sono 22 note o 22 sospetti compagni appartenenti a questi sette pianeti minori .

Se le comete venissero pensate come un sistema di corpi orbitanti ( satelliti ) dei pianeti minori, l’unica differenza che le dividerebbe da questi ultimi è che esse posseggono gas e polveri che non sono ancora stati espulsi dalla pressione della radiazione solare.
La frammentazione delle comete, causata da urti con altri corpi,  rappresenterebbe una “fuga” di questi satelliti dal pianeta minore di residenza.

Lo stesso processo potrebbe quindi espandersi anche per i meteoritipresenti nell’orbita della cometa.
Pertanto la spiegazione di questo modello muove le principali critiche ad entrambe le teorie in cui considerano i corpi cometari come  "palla di neve sporca" o "sciami di particelle".

Una controprova che avvalora le ricerche del 1978 sviluppate da Flandern è senz’altro ben rappresentata dalla scoperta della sonda Cassini / Hygens, in cui riscontro’, durante il flyby dell’ 11 Giugno 2004, che Phoebe, una delle numerose lune di Saturno, è probabilmente una miscela primordiale di ghiaccio, roccia e composti contenenti carbonio simili in molti modi di materiale visto in Plutone e luna di Nettuno, Tritone.
"Un risultato interessante è la scoperta di possibili somiglianze chimiche tra i materiali su Phoebe e quelli riscontrati sulle comete", ha dichiarato il Dr. Robert H. Brown, team leader per la Visible and Infrared Mapping Spectrometer, University of Arizona, Tucson.

“Sicuramente la sua natura rivela un’origine cometaria", ha detto il co-autore Ralf Jaumann del Centro Aerospaziale Tedesco, " Phoebe presentava un lungo viaggio alle spalle, proveniendo dal sistema solare esterno, dopo aver eseguito diverse volte il perielio attorno al sole fu poi  catturata dall’orbita di Saturno”.
Ma ancora piu’ sconcertante è quello che scrisse Fred L. Whipple nel suo trattato scientifico: Evidence for a Comet belt beyound Neptune, pubblicato adirittura il 30 Marzo 1964!

“Nella condensazione di una massa estesa, di gas e polvere, atta a formare il sole e il sistema planetario, Cameron aveva suggerito che "ci deve essere una grande quantità, costituita da materiale solido, alla periferia del sistema solare."
In competizione con questa teoria, se le comete sono formate dagli elementi costitutivi dai pianeti più esterni, nella grande nube di Oort, quindi le comete potrebbero essersi  formate all'interno di una zona planetaria gravitazionalmente perturbata in cui i pianeti presentavano orbite estremamente allungate.

Queste comete rimangono sospese in un anello di estensione, a tempo indeterminato, al di là della "portata perturbativa" di Nettuno, in prossimità del piano dell’eclittica.
Sotto quest’ottica Plutone potrebbe essere una cometa o il risultato di un accumulo cometario, come suggerito da Lyttelton, cioé un satellite perduto di Nettuno”.

Ma arriviamo, ora, alla cronaca dei giorni nostri:

La “curiosa” e tempestiva coincidenza della divulgazione avvenuta, l’11 Aprile 2013, sul sito Spaceweather.com, da parte di un sedicente studente russo,  Kirill Tsukanov, che afferma di aver trovato nell’archivio di Hubble una foto in bianco e nero della Ison, fotografata in modo molto dettagliato e che non si tratta di un falso, fornendo adirittura un codice identificativo di ricerca: ID 13198.


Se si ricerca in Wikipedia il nome di Kirill Tsukanov  risulta che egli è uno studente universitario dell'Università di Mosca di bioingenieria e Bioinformatica.



 

La seconda coincidenza accade il giorno successivo, dopo la comparsa della foto di Ison sul sito Spaceweather.com, quando dal sito di Hubble vengono pubblicate 2 foto simili, apparentemente realizzate con l’ultravioletto, cioè di colore blu.
  

Nel comunicato scritto si legge che queste foto sono state riprese il giorno 10 aprile, quando la cometa era leggermente più vicino di quanto l'orbita di Giove, ad una distanza di 386 milioni di miglia dal Sole ( 4.15 UA ).

 
Questa immagine è stata scattata in luce visibile, con la Wide Field Camera 3 di Hubble, l' immagine era originariamente in bianco e nero, il falso colore blu è stato aggiunto per far risaltare i dettagli nella struttura della cometa.

Nei dati tecnici pubblicati si puo’ leggere: L'immagine è stata creata a partire da dati di Hubble dalla proposta 13198: Li, Jian-Yang (Planetary Science Institute), P. Lamy (Laboratoire d'Astrophysique de Marseille), H. Weaver (JHU / APL), M. A'Hearn e M. Kelley (Università del Maryland), M. Knight (Lowell Observatory) , T. Farnham (Università del Maryland), e I.Toth (Hungarian Academy of Sciences).

Il problema di base è che le 2 foto pubblicate, tratte dall’archivio di Hubble, non sono VERE, o meglio, sono il risultato di un abile ricostruzione, operata sulla base di una foto originale, ottenuta attraverso l’utilizzo di strumenti di fotoritocco che ne hanno alterato la morfologia e le caratteristiche.
Tre sono le caratteristiche evidenti:

1) Il colore bluastro delle foto è stato imposto per rendere piu’ contrastate le caratteristiche della cometa, in realtà il colore originale è rosso perché le foto sono state realizzate tramite l'utilizzo di filtri tra il visibile e l'ultravioletto, vi sono poi anche delle versioni in bianco e nero ( che sono un’abbattimento del canale RGB ).

 

2) La dimensione del nucleo è stata ridotta abilmente in modo da far risultare la cometa meno impattante cosi' da poterla fare  rientrare nelle proporzioni prefissate dei 5 / 6 Km di diametro del nucleo ( il confronto con le foto originali non lasciano dubbi in merito, infatti nelle foto originali il nucleo e il suo coma risultano essere notevolmente piu' grandi ! )

 

3) Lo sfondo risulta insolitamente nero, infatti non si notano stelle di sfondo, mentre invece se si osservano le foto originali si vedrà che esse sono presenti e visibili.
 

Le foto originali invece possono essere consultate a questo indirizzo:
http://archive.stsci.edu/proposal_search.php?mission=hst&id=13198
 

Preview for IC7301OOQ

(Publication reference: ads/Sa.HST#IC7301OOQ)



Preview calibrations are uncertain so preview data should be used for diagnostic/quick-look purposes only.



Exposure Information




Target Name: ISON
RA: 06 37 12.17
Dec: +30 14 21.58
Data Quality:


Observation Date: Apr 10 2013 5:12AM
Exp Time: 272
Release Date: Apr 10 2013 7:18PM
Mode: ACCUM


Instrument: WFC3
Filter/Grating: F606W
Aperture: UVIS2-C1K1C-SUB
Config: WFC3/UVIS


Quality Comment:
 

Original observing program:
13198 - Li, Jian-Yang - Planetary Science Institute
The First Pre-Perihelion Nucleus Size Measurement of a Sungrazing Comet, C/2012 S1 {ISON}
- Cycle 20 - Status: completed
 


Come si evince dalla foto ORIGINALE La Ison appare molto piu’ impattante, soprattutto si puo’ notare la grandezza visiva del nucleo che è molto piu’ grande rispetto alla foto ricostruita nella “versione blu”.

Inoltre questa foto è stata realizzata nella modalità tra il visibile e l'ultravioletto, e le stelle nello sfondo risultano essere pienamente visibili!

Allo stesso indirizzo si puo’ leggere l’Abstract del lavoro svolto dal Team guidato dall’astronomo Li Jian-Yang.

Abstract:


La cometa C/2012 S1 ISON è al suo primo soggiorno nel sistema interno-solare, passerà entro due raggi solari della superficie del Sole al perielio. Essoa ci offre l'opportunità unica di studiare le proprietà delle comete della nube di Oort e le caratteristiche dei cambiamenti evolutivi nel nucleo, mentre sperimenta il cambiamento straordinariamente rapido nel suo ambiente termico e dinamico. La misurazione della dimensione pre-perielio del nucleo è fondamentale per caratterizzare questi cambiamenti. Noi proponiamo di misurare la dimensione nucleare della cometa ISON il più presto possibile, in particolare prima dell'inizio della sublimazione dell'acqua all'inizio dell'estate. Una misurazione precoce della dimensione nucleare abilita o migliora il rendimento delle scienze di molte osservazioni future di questa cometa, e migliora le nostre previsioni per la sua capacità di sopravvivenza e di possibili risultati dal passaggio al perielio, beneficiandone molto la pianificazione delle osservazioni. Osservazioni potenzialmente contemporanee con Herschel Space Telescope permettono la misurazione del albedo nucleare, rafforzando ulteriormente le nostre osservazioni proposte.


Quindi da quanto sopra scritto si evince che le misure del nucleo della Ison non sono ancora state intraprese e che i valori dimensionali dei 5 / 6 Km, proposta dallo studio delle emissioni delle polveri, ottenuti attraverso l'utilizzo dello strumento UVOT , montato sul satellite Swift, sono una stima "spannometrica".


Infatti il 30 gennaio lo strumento UVOT aveva rivelato che ISON versava circa 51.000 kg ogni minuto.


Per contro, la cometa stava producendo solo circa 60 kg di acqua ogni minuto.


Quindi confrontando la quantità dei gas per una normale cometa, necessaria per soffiare via la polvere al tasso osservato per ISON, gli scienziati hanno stimano che il nucleo è di circa 3 miglia (5 km).


Percio' ad oggi questa previsione non rappresentano ancora il valore reale delle vere dimensioni del nucleo.


Il Team di Hubble, al momento, non ha ancora misurato il nucleo ( come si legge nell'abstract ), infatti esso si propone di misurarlo il piu' presto possibile...prima dell'inizio della fase di sublimazione dell'H2O, ad inizio estate!
 
 


La Ison é, nella storia astronomica, il terzo corpo cometario, che presenta un'approccio alla Terra ( MOID ) il piu' vicino mai registrato, il problema pero’ é che questo corpo cometario appartiene alla famiglia Sungrazer, mentre invece la D / 1770 L1 Lexell e la 55P 7 1366 U1 Temple - Tuttle non lo erano!


Questo significa che il pericolo della frantumazione del nucleo è reale ( Ignacio Ferrin ), perché le probabilità che la Ison passi indenne durante la fase di perielio, il 28 novembre, risultano davvero basse.
 
Quindi se l’Ente Spaziale US vuole far passare la Ison come una semplice "cometina"  ( la stessa situazione si era già verificata, nel 2003, con la Neat comet ) la causa di fondo è dovuta solo all’incertezza del valore del MOID, nel mese di gennaio 2014.

Secondo alcuni astronomi del gruppo Yahoo / Ison il MOID dovrà essere ricalcolato perché la traiettoria iperbolica della Ison potrebbe subire una flessione durante la fase del prossimo incrocio con il pianeta Marte (0.073 AU), il 1 ottobre.

 Ecco un elenco di date in tutto il fine anno:

 

Asteroids orbits 1 crossing 25 / 7 ( ingresso nella cintura degli asteroidi )

 

Mars potenziale approccio Ison 1/10

 

Terra prima Orbit Crossing 2/11

 

Venus 1 Orbit Crossing 1 12/11

 

Mercury 1 Orbit Crossing 23/11

 

Sun perihelion 28 / 11 ( Roche limit ? )

 

Mercury 2 Orbit  Crossing 5/12

 

Venus 2 Orbit  Crossing 18/12

 

Solstice 21/12 (fine reale del Calendario Maya)

 

Terra Approccio - 26/12

 

Earth Orbit  Crossing 28/12

 

La Terra è attraversata dalla coda ( Tail ) di Ison 14-15/1/2014

 

Terra orbit 2 crossing asteroids ( sciame cometario Ison ) 4 / 4 /2014

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MessaggioOggetto: Re: La Supercometa del nuovo millennio.   Gio 05 Set 2013, 11:17

Concludendo l’analisi, al momento, occorre aspettare il 1 ottobre, quando la Ison incrocierà il Pianeta Marte; comunque sono consapevole che Ison, ed i prossimi imminenti  PX saranno, forse, decisivi nell’imporre la direzione di rotta della nostra civilta'.

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