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 L`ultimo papa-la fine del mondo

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O.V.N.I
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MessaggioTitolo: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:18

LA FINE DEL MONDO





Poiché finora praticamente tutte le previsioni della Profezia dei Papi si sono avverate, anche la frase finale della Profezia assume una nuova luce e indicherebbe che la fine del mondo sarebbe piuttosto imminente. Ma quanto imminente? E come avverrebbe?

Oralvedremo le risposte a queste domande limitandoci alla profezia in questione, ma subito dopo - con risultati estremamente interessanti - allargheremo il nostro orizzonte ad altre profezie contenute invece in apparizioni famose (e non) della Madonna per avere dei riscontri e, soprattutto, per saperne di più sul "quando" e sul "come".

Ricordiamo che la frase finale della Profezia dei Papi è: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia".

Molte persone hanno pensato che questa frase si riferisse a un 112° Papa, anche se i motti sono 111. In realtà, la Profezia suddetta non numera i Papi, e non parla affatto di un 112° Papa. I vari motti sono elencati uno sotto l’altro, e proprio sotto l’ultimo motto, De gloriae olivae, c’è la frase che abbiamo riportato qui sopra relativa al Petrus romanus. Nel documento più antico in cui è riportata, la frase sul Petrus romanus è così vicina al motto De gloria olivae che essi sono probabilmente lo stesso soprannome, la stessa descrizione di uno stesso Papa. L'illusione dell'esistenza di un 112° Papa sarebbe, in altre parole, semplicemente una tragica “trappola” in cui chi ha finora interpretato la profezia sarebbe caduto.

Del resto questa interpretazione, incredibilmente, risulta in perfetto accordo con una profezia della famosa Monaca di Dresda (1680-1706) -- una pia religiosa che ci ha lasciato numerosi manoscritti con profezie sulla fine dei tempi -- fatta in una lettera indirizzata a Federico Re di Prussia. La religiosa, dopo aver previsto l'avvento di Hitler (che nelle sue lettere chiama "Hister"), annuncia che l'onere maggiore della terra di Federico (cioè l'attuale Germania) sarà dare i natali all'Ultimo Pietro, ossia all'Ultimo Papa (e infatti Papa Ratzinger è tedesco). E aggiunge: "Il Papa sarà ben diverso dal sovrano (Federico): quanto il re è superbo, tanto l'altro sarà umile; quanto questo è bramoso di gloria, tanto l'altro agognerà la pace; tanto questo si premura per la vita terrena tanto quello si prodigherà per la vita Celeste".

Ma è anche quanto emerge dalle singolari "coincidenze" che abbiamo illustrato nell'omonima sezione di questo sito a dissipare ogni dubbio sul fatto che De Gloria Olivae e il Petrus romanus sono in realtà la stessa persona, cioè lo stesso Papa. Vediamo perché.

Occorre, innanzitutto, riflettere su cosa abbia rappresentato Pietro per la Chiesa: egli è stato il primo Papa dopo Gesù, così come De gloria olivae è il primo Papa dopo quella sorta di “Gesù reincarnato” che è stato Giovanni Paolo II (basti pensare all’attentato e alle varie “coincidenze”...). Così come c'è una distanza incommensurabile in "grandezza" tra Pietro (I) e Gesù, così esiste tra Papa Ratzinger e Papa Wojtyla. In altre parole, Pietro (I) : Gesù = Papa Ratzinger : Papa Wojtyla "il grande" (leggi: "Pietro sta a Gesù come Papa Ratzinger sta a Papa Wojtyla il Grande"). È quindi del tutto naturale concludere che De gloria olivae, cioè Papa Ratzinger, sia il “Pietro II” della frase finale e dunque l’ultimo Papa della Storia, quello che “chiude il cerchio”.

Una questione importante dunque è: Wojtyla si può considerare un po' una sorta di "Nuovo Gesù" (uso queste espressioni ovviamente piuttosto forti solo per essere più chiaro)? Chiunque abbia vissuto le ore, i giorni in cui il mondo intero è rimasto incollato alla televisione per ripercorrere le tappe del suo straordinario pontificato, non può non essere stato profondamente colpito dalla sua figura e dall'impatto che egli ha avuto sulla gente durante il suo Papato e nel lento trapasso, quest'ultimo seguito, come mai era successo, in una lunghissima non-stop mediatica planetaria. Tuttavia, anche a prescindere dai "miracoli" (che abbiamo deciso di non considerare), e dalle sensazioni personali (che non sono chiaramente oggettive), sembra che il Cielo si sia divertito a dare molti “segni” che indicano, specie se considerati nel loro complesso, come Giovanni Paolo II sia stato un Papa molto "speciale".

Questi "segni" li abbiamo già illustrati in precedenza, e tra essi spiccano: (1) la coincidenza di data (13 maggio) e ora tra l'attentato subìto e la prima apparizione della Madonna di Fatima, nonché tutti gli altri "episodi" grandi e piccoli che legano Papa Wojtyla alla vicenda o ai personaggi di Fatima; (2) il fatto che il suo sia stato il pontificato più lungo dopo quello di Pietro e del grande Pio XI, nato il 13 maggio; (3) il fatto che l'ora della sua morte sia formata dagli unici due numeri che moltiplicati fra loro diano il numero che in numerologia indica la "perfezione"; (4) il fatto che un fenomeno riguardante il Sole accomuni la morte di Gesù, l'apparizione di Fatima e sia il suo "arrivo" su questo pianeta che l'ultimo "addio" in diretta planetaria. In questo senso, le "coincidenze" formano le tessere di un puzzle che solo in questi ultimi mesi riusciamo a ricomporre e a interpretare.

Ma vi è un'altra importantissima ragione per cui, indipendentemente dai ragionamenti fatti finora, si può concludere che Benedetto XVI è l'ultimo Papa della Storia, o, equivalentemente, che De gloria olivae e il Petrus romanus descrivono lo stesso pontefice. Lo vedremo nelle righe qui sotto, che interpretano alcuni recenti eventi di cronaca.



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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:19

SIAMO VICINI ALLA FINE DEL MONDO?

La risposta sembra largamente contenuta nella Profezia dei Papi: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia".

L"ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa" e le "tribolazioni" potrebbero essere quelle scatenate dalle parole di Benedetto XVI su Maometto pronunciate nella sua lectio magistralis tenuta in Germania, all'Università di Ratisbona, il 12 settembre 2006, e considerate una grave offesa dal mondo islamico. Nei giorni seguenti a tale infausto discorso, infatti, si sono succeduti dei fatti che davvero hanno fatto ritornare alla mente le antiche persecuzioni di duemila anni fa contro i Cristiani: una chiesa cristiana è stata bruciata a Turkarem, in Palestina; a Mogadiscio, in Somalia, è stata uccisa una suora, suor Leonella; in Indonesia sono stati uccisi tre Cristiani accusati di aver ucciso duecento musulmani negli scontri interreligiosi del 2000, ma l'esecuzione è avvenuta dopo un processo viziato da pesanti irregolarità, come testimonanze non ascoltate e prove non accettate.

Inoltre, sempre a seguito di tale discorso, sono giunte gravissime minacce contro Benedetto XVI e contro il Vaticano che potrebbero concretizzarsi in futuro. Il 15 settembre 2006 il gruppo armato Jaiech al-Moudjahidine, cellula irachena di Al Qaeda, con un comunicato su Internet, ha minacciato di attaccare Roma e il Vaticano a causa delle parole di Benedetto XVI sull'Islam e sulla guerra santa. "Giuriamo di distruggere le croci nel cuore di Roma - hanno scritto i terroristi - Non avremo pace finché i vostri troni e le vostre croci non saranno distrutte". "Ci faremo vivi con fatti, non con parole" si leggeva ancora nel comunicato. Altre minacce: "Sappi che i soldati di Maometto verranno presto o tardi a scuotere il tuo trono dalle fondamenta del tuo stato" si leggeva in un messaggio del gruppo armato iracheno Asaeb al Iraq al Jihadiya (Lega degli jihadisti in Iraq) rivolto al Papa.

Le minacce suddette riguardano la figura del Papa e il Vaticano come luogo fisico. Dunque l'"inizio della fine" potrebbe forse essere un grave attentato che provochi la morte del Papa e/o la distruzione fisica di una parte o dell'intero Vaticano. In realtà, dalla Profezia dei Papi non è affatto chiaro se Roma, "la città dai sette colli", sarà distrutta dall'uomo o da Dio. Nel primo caso, ci si deve aspettare come "segno" dell'inizio della fine un attentato contro il Papa e/o contro la sede fisica del Vaticano, mentre nel secondo non è chiaro quale "segno premonitore" aspettarsi, se non la persecuzione e le tribolazioni che sembrano essere iniziate con l'infelice discorso del Papa, ma che non sappiamo quanto a lungo dureranno... In ogni caso, appaiono preoccupanti le parole pronunciate dal Papa alla vigilia del suo viaggio in Germania (settembre 2006), quando ha detto: "È probabilmente l'ultimo viaggio che potrò fare nel mio Paese. [..] Sono vecchio e non so quanto tempo il Signore mi darà ancora".



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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:20

FINE DEL MONDO: "QUANDO" E "COME"?

Questa è, ovviamente, la domanda e l'argomento più interessante di questo sito, assieme alla tesi che Ratzinger sia l'ultimo Papa della Storia. Solo che, mentre quest'ultima è, appunto, una tesi (sia pure con tutta una serie di forti indizi che la sostengono a fronte di praticamente nessun indizio a sostegno di una tesi diversa!), il "quando" e il "come" della fine del mondo, solo accennati dalla Profezia dei Papi, sono in realtà molto più chiaramente contenuti in varie profezie fatte dalla Madonna in alcune famose apparizioni del Ventesimo secolo.



In effetti, oggi che la Profezia dei Papi è di terribile attualità e che uno vuol saperne di più sul "come" e sul "quando", avere dei riscontri, etc., l'unica cosa che si può fare è leggersi le profezie fatte dalla Madonna nelle sue varie apparizioni degli ultimi due secoli. Per fortuna, nonostante tali apparizioni siano state numerosissime, quelle in cui vi sono interessanti profezie riguardo il "quando" e il "come" della fine del mondo sono relativamente poche: tutte le altre apparizioni non ne contengono oppure sono ridondanti, cioè non danno informazioni nuove. Noi evidenziamo in dettaglio le informazioni che emergono da tali apparizioni sul "quando" e sul "come", rispettivamente, nella sezione sulle apparizioni di Medjugorje-Garabandal e in quella Le altre apparizioni, di cui consigliamo la lettura dopo quella di Fatima, sulle apparizioni omonime e sul famoso Terzo segreto.

Qui, però, vogliamo esporre in estrema sintesi due risultati importanti sul "quando" e sul "come" che emergono da tale indagine, e che sono di utile introduzione alle due suddette interessantissime sezioni:

QUANDO. La Madonna, in una delle sue apparizioni a Medjugorje, ha detto che "quando le apparizioni cesseranno a Medjugorje, termineranno pure in tutti gli altri siti nei quali si sono verificate apparizioni mariane. Quando questo accadrà, gli eventi descritti nei segreti [..] inizieranno a compiersi". Per fortuna, per ora la Madonna continua ad apparire a Medjugorje il 25 di ogni mese (controlla qui se è apparsa anche l'ultimo mese lasciandoci, come di consueto, un messaggio). Per i dettagli, rimandiamo alla parte finale della sezione su Medjugorje-Garabandal.

COME. Mettendo insieme le varie profezie della Madonna, si deduce il seguente quadro chiaro e coerente sul "come": vi sarà (1) un GRANDE CATACLISMA-AVVERTIMENTO/I (primo castigo che ha origine sulla Terra: terribile guerra + "avvertimenti minori" comprendenti catastrofi naturali di grande portata), seguito da (2) un GRANDE MIRACOLO-SEGNO (principalmente, una grande Croce nel cielo), seguito a sua volta da (3) un CASTIGO (secondo castigo, questa volta dal Cielo e ad evidente opera di Dio, compiuto attraverso un corpo celeste). Per tutti i numerosi dettagli, rimandiamo alla parte finale di Le altre apparizioni.


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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:25

IL MESSAGGIO DI FATIMA

Tutti hanno sentito parlare delle famose apparizioni della Madonna avvenute a Fatima nel 1917 e del Terzo segreto di Fatima, ma pochi conoscono o ricordano i dettagli che ci interessano qui in questo sito. Ecco, dunque, tutto ciò che è necessario sapere.

Secondo il racconto di tre giovani pastorelli portoghesi – Lucia dos Santos e i suoi due cuginetti Francesco e Giacinta Marto – fra il 13 aprile e il 13 ottobre del 1917 la Madonna sarebbe apparsa in Portogallo in località Cova da Iria, nella diocesi di Fatima, in sei distinte occasioni, rivelando nella terza tre importanti segreti. I più piccoli fra i tre veggenti, i fratelli Francesco e Giacinta, morirono rispettivamente nel 1919 e nel 1920. Noi conosciamo quel che accadde dai testimoni presenti e dal racconto scritto di Lucia, che abbracciò poi la vita claustrale e che, tra il 1935 e il 1941, su ordine del monsignor José Alves Correia da Silva, redasse alcune memorie degli avvenimenti e rivelò i primi due segreti. Ecco di seguito un'interessantissima sintesi di ciò che accadde secondo il racconto di Lucia.


LA PRIMA APPARIZIONE
La Madonna apparve la prima volta ai tre pastorelli il 13 maggio 1917. I tre bambini, usciti dalla Messa domenicale, avevano portato le greggi a pascolare in cima al pendio della Cova da Iria, ai piedi del monte Cabaco. E dopo aver mangiato e recitato il Rosario, cominciarono a giocare. A un certo punto, una specie di lampo si stagliò nel cielo e i tre, pensando a un’imminente temporale, cominciarono a spingere le pecore del gregge sulla strada di casa.

Arrivati a circa metà pendio, mentre stavano camminando vicino ad alcuni cespugli di lecci, videro un altro lampo e, dopo pochi passi, rimasero abbagliati da una luce bianchissima con al centro una donna bellissima, che li chiamava. Era la Madonna: la veste era simile a neve e dalle sue mani, congiunte al petto in preghiera, pendeva un rosario con una croce d’oro, mentre il viso esprimeva una grande tristezza.
Poi la Madonna iniziò a parlare ai tre ragazzi:

«Non abbiate timore. Non vi faccio del male»
«Di dove siete?», le domandai.
«Sono del cielo»
«E che cos’è che volete da me?»
«Sono venuta a chiedervi che veniate qui sei mesi di seguito, il giorno 13 a questa stessa ora. Poi dirò chi sono e che cosa voglio. Poi tornerò ancora qui una settima volta»
«E anch’io andrò in cielo?»
«Sì, ci andrai»
«E Giacinta?»
«Anche lei»
«E Francesco?»
«Pure, ma deve recitare molti Rosari»
Dei tre bambini, Lucia vedeva, sentiva e parlava con la Madonna, Giacinta vedeva e sentiva, mentre il piccolo Francesco poteva solo vedere e gli «dovevano spiegare tutto...».

La Vergine chiese poi ai pastorelli:
«Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze ch’Egli vorrà inviarvi, in atto di riparazione dei peccati con cui Egli è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?»
«Sì, vogliamo»
«Avrete dunque molto da soffrire, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto»
Poi la Madonna aprì le mani emanando una forte luce e, passati alcuni momenti, aggiunse:
«Recitate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra».
Subito dopo, la Signora cominciò a elevarsi serenamente, salendo verso levante, fino a scomparire nell’immensità della distanza.


LA SECONDA APPARIZIONE

Esattamente un mese dopo la prima apparizione della Madonna, il 13 giugno, cadeva la festa del patrono di Fatima, Sant’Antonio. Usciti dalla chiesa, i tre bambini si diressero verso il luogo dell’appuntamento con la Madonna insieme ad alcuni fedeli che avevano sentito parlare della precedente apparizione. Dopo aver recitato il Rosario, videro lo stesso riflesso di luce simile a un lampo visto a maggio, che preannunciava l’arrivo della Signora. La Madonna disse ai pastorelli:

«Voglio che veniate qui il 13 del prossimo mese, che recitiate il Rosario tutti i giorni e che impariate a leggere. Poi dirò quello che voglio»
Lucia chiese la guarigione di un malato, e la Vergine le rispose:
«Se si converte, guarirà durante l’anno»
«Vorrei chiedervi di portarci in cielo»
«Sì, Giacinta e Francesco li porterò presto. Ma tu resterai qua ancora per un po’. Gesù vuol servirsi di te per farmi conoscere e amare. Lui vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Esso sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio».
Nell’istante in cui pronunziò queste ultime parole, la Madonna aprì le mani e davanti al palmo della mano destra c’era un cuore circondato di spine: secondo Lucia era il Cuore Immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell’umanità, che voleva riparazione.


LA TERZA APPARIZIONE E I SEGRETI

Alla terza apparizione, il 13 luglio, la Madonna comunicò il segreto poi divenuto famoso. Alcuni momenti dopo che i pastorelli furono arrivati alla Cova da Iria, accompagnati da una numerosa folla di popolo, mentre dicevano il Rosario, videro il riflesso della luce familiare e, subito dopo, la Madonna. Ella, annunciata come sempre dalla forte luce, disse:

«Voglio che veniate qui il 13 del prossimo mese, che continuiate a recitare il Rosario tutti i giorni in onore della Madonna del Rosario per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra, perché solo Lei vi potrà aiutare»
Lucia allora rispose:
«Vorrei chiedervi di dirci chi siete, e di compiere un miracolo con il quale tutti possano credere che Voi ci apparite»
«Continuate a venire qui tutti i mesi. In ottobre dirò chi sono, quello che voglio e farò un miracolo che tutti vedranno per credere»
La Madonna disse pure che era necessario recitare il Rosario per ottenere le grazie durante l’anno. E continuò:
«Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte, specialmente quando fate qualche sacrificio: “O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria”».

Mentre diceva queste ultime parole, la Vergine aprì le mani e i tre pastorelli videro come un mare di fuoco, in cui erano immersi i demoni e le anime come se fossero braci con forma umana. Esse fluttuavano nell’incendio, sollevate dalle fiamme che da loro stesse uscivano insieme a nuvole di fumo, e ricadevano da tutte le parti, tra grida e gemiti di dolore e di disperazione, che terrorizzavano e facevano tremare di paura.
La Madonna spiegò:
«Avete visto l’Inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se faranno quello che io vi dirò, molte anime si salveranno e ci sarà Pace. La guerra sta per finire, ma, se non smetteranno di offendere Dio, sotto il regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore».

E continuò dicendo:
«Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che la prossima punizione del mondo è alle porte. Quello è il grande segno di Dio per indicare la fine del mondo a causa dei delitti dell’umanità, mediante la guerra, la fame e le persecuzioni contro la Chiesa ed il Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati».

E concluse, prima di allontanarsi:
«Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà la Pace; se no, essa diffonderà i suoi errori nel mondo promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà e sarà concesso al mondo un periodo di pace. In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede. [..] Questo non lo dite a nessuno. A Francesco sì, potete dirlo»
Nel punto in cui sono stati inseriti i puntini tra le parentesi quadre, si trova quello che è noto come il "Terzo segreto di Fatima", solo di recente svelato, e su cui torneremo più avanti.


LA QUARTA APPARIZIONE


Il giorno 13 agosto, giorno in cui era prevista la terza apparizione della Madonna, molte erano le persone convenute ma nessuno vide nulla. Non videro nulla nemmeno i tre piccoli “illuminati”, che questa volta non erano presenti: il sindaco di Villa Nova di Ourem li aveva sequestrati, rilasciandoli solo tre giorni dopo. Si udirono solamente due tuoni ed un fulmine venne visto solcare il cielo; infine, le nuvole irradiarono i colori dell’arcobaleno. L’apparizione ai tre pastorelli avvenne il giorno 19 agosto, mentre si trovavano in un luogo chiamato Valinhos.
La Madonna disse loro:

«Voglio che continuiate ad andare alla Cova da Iria il 13 e che continuiate a recitare il Rosario tutti i giorni. L’ultimo mese farò il miracolo perché tutti credano»
Lucia allora le domandò:
«Che cosa volete che si faccia con i soldi che il popolo lascia alla Cova da Iria?»
«Facciano due bussole: una portala tu insieme a Giacinta e ad altre due bambine vestite di bianco; l’altra che la porti Francesco con altri tre bambini. I soldi delle bussole sono per la festa della Madonna del Rosario e quello che avanza è per la costruzione di una cappella che mi faranno»
Poi, alla richiesta di Lucia di guarire alcuni malati, la Madonna replicò:
«Sì, alcuni li guarirò durante l’anno».
E ancora, assumendo un aspetto più triste:
«Pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’inferno in quanto non hanno chi si sacrifichi e preghi per loro».


LA QUINTA APPARIZIONE

Il 13 settembre 1917 i tre pastorelli si recano alla Cova da Iria facendosi largo tra una folla di gente che li lascia appena camminare.
Lì apparivano tutte le miserie della povera umanità, perché numerose persone venivano a prostrarsi in ginocchio davanti ai tre, chiedendo che presentassero alla Madonna le loro necessità. Altri, non riuscendo ad arrivare vicino a noi, gridavano da lontano:
«Per amor di Dio chiedete alla Madonna che mi guarisca il figlio che è zoppo» o «...che guarisca il mio che è cieco», o ancora «...che mi riporti mio figlio che è in guerra», «...che mi dia la salute, perché sono tisico».

Di nuovo la Madonna apparve e disse:
«Continuate a recitare il Rosario per ottenere la fine della guerra. In ottobre verrà anche Nostro Signore, la Madonna Addolorata e del Carmine, S. Giuseppe col Bambino Gesù per benedire il mondo. Dio è contento dei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda, portatela solo durante il giorno»
Lucia allora le si rivolse dicendo:
«Mi hanno chiesto di chiedervi molte cose: la guarigione di alcuni malati, di un sordomuto»
«Sì, alcuni li guarirò, altri no. In ottobre farò il miracolo perché tutti credano»
Dopodiché scomparve, come al solito. In questa occasione alcuni videro una palla di luce accecante salire verso il cielo, mentre dei fiocchi simili a neve-fiori scesero a terra sciogliendosi.


LA SESTA APPARIZIONE E IL MIRACOLO

L’ultima apparizione della Madonna di Fatima avvenne il 13 ottobre 1917. Il popolo era presente in massa all’appuntamento, e vi era una pioggia torrenziale. Lucia, giunta alla Cova da Iria, spinta da un movimento interiore chiese al popolo di chiudere gli ombrelli per recitare il Rosario. Poco dopo apparve ai tre pastorelli la Signora, dicendo:

«Voglio dire che si faccia qui una cappella in onore mio, che sono la Madonna del Rosario, che si continui sempre a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati torneranno presto alle loro case»
E a Lucia, che le chiese di guarire alcuni malati e di convertire alcuni peccatori, rispose:
«Alcuni sì, altri no. È necessario che si correggano, che domandino perdono dei loro peccati»
E assumendo un aspetto più triste:
«Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso»
Questa volta la Madonna, aprendo le mani, le fece riflettere sul Sole e così, mentre si elevava allontanandosi, il riflesso della sua luce continuava a proiettarsi verso di esso.

A questo punto, una gran folla assistette a quello che fu subito definito il “miracolo del Sole”, che è stato in seguito riconosciuto dalla Chiesa cattolica.
Era piovuto nel corso di tutta l'apparizione. Alla fine del colloquio di Lucia con la Madonna, nel momento in cui la Santissima Vergine si elevava e che Lucia gridava «Guardate il Sole!», le nuvole si aprirono, lasciando vedere il Sole come un immenso disco d'argento.
Brillava con un'intensità mai vista, ma non accecava. Tutto questo durò solo un attimo.
L'immensa palla cominciò a "ballare". Come una gigantesca ruota di fuoco, il Sole girava velocemente. Si arrestò per un certo tempo, per poi ricominciare a girare su sé stesso vertiginosamente. Quindi i suoi bordi divennero scarlatti e si allontanò nel cielo, come un turbine, spargendo rosse fiamme di fuoco.

Questa luce si rifletteva sul suolo, sulle piante, sugli arbusti, sui volti stessi delle persone e sulle vesti, assumendo tonalità scintillanti e colori diversi. Animato per tre volte da un movimento folle, il globo di fuoco parve tremare, scuotersi e precipitarsi zigzagando sulla folla terrorizzata.
Il tutto durò circa dieci minuti. Finalmente il Sole tornò zigzagando al punto da cui era precipitato, restando di nuovo tranquillo e splendente, con lo stesso fulgore di tutti i giorni. Molte persone notarono che le loro vesti, inzuppate dalla pioggia, erano improvvisamente asciugate. Il miracolo del Sole fu osservato anche da numerosi testimoni posti fuori dal luogo delle apparizioni, fino a quaranta chilometri di distanza.




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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:26

IL "TERZO SEGRETO DI FATIMA"

Moltissimo si è ipotizzato, per ben più di mezzo secolo, sul famoso "Terzo segreto di Fatima", cioè su quella parte del discorso della Madonna, alla sua terza apparizione, che Lucia non riporta nel proprio racconto in quanto la stessa Santissima Vergine le disse: «Questo non lo dite a nessuno. A Francesco sì, potete dirlo».

Le prime due parti - se si vuole "i primi due segreti" del messaggio di Fatima, riguardanti la predizione della Seconda Guerra Mondiale e l'ascesa e il crollo del comunismo in Russia - furono messe per iscritto da suor Lucia nel 1941, su ordine del Vescovo di Leiria e le abbiamo lette prima. Nel 1944, suor Lucia mise per iscritto anche il Terzo segreto e, prima di consegnare all'allora Vescovo di Leiria-Fatima la busta sigillata contenente questa parte del messaggio della Madonna, scrisse sulla busta esterna che poteva essere aperta solo dopo il 1960 o dal Patriarca di Lisbona o dal Vescovo di Leiria. Alla domanda molto diretta posta nel 2000 a suor Lucia dal Mons. Tarcisio Bertone «Perché la scadenza del 1960? È stata la Madonna ad indicare quella data?», suor Lucia aveva risposto: «Non è stata la Signora, ma sono stata io a mettere la data del 1960 perché, secondo la mia intuizione, prima del 1960 non si sarebbe capito: si sarebbe capito solo dopo».
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La busta contenente il Terzo segreto di Fatima fu invece aperta, nel 1959, da Papa Giovanni XXIII, che dopo aver letto il segreto decise di rinviare la busta sigillata al Sant'Uffizio e di non rivelarlo. Papa Paolo VI lesse il contenuto nel 1965 e anch'egli si comportò come il suo predecessore. Papa Wojtyla, dopo l'attentato subito il 13 maggio 1981, richiese la busta, di cui lesse il contenuto il 18 luglio 1981, ma lo ha rivelato solo nel 2000, in occasione del passaggio dal Secondo al Terzo millennio (e quando già la sua salute era minata dal Parkinson).

Il testo del Terzo segreto, rivelato a Lucia il 13 luglio 1917 nella Cova di Iria a Fatima, secondo quanto divulgato con un documento ufficiale dal Vaticano il 26 giugno del 2000, è il seguente:


«Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo di sua Ecc.za Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima Madre.
Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo, indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: "qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti" un Vescovo vestito di Bianco "abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre". Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio». Tuy, 3-1-1944


Il Terzo segreto di Fatima, dunque, pare essere proprio la descrizione di una fase della "fine del mondo", o "fine dei tempi", ed infatti è perfettamente complementare e coerente con la frase finale della Profezia dei Papi di San Malachia riguardante lo stesso argomento, nonché con altre profezie della Madonna che vedremo nelle prossime due sezioni. Il Terzo segreto di Fatima NON è, dunque, la descrizione profetica dell'attentato a Papa Wojtyla, come molti hanno ingenuamente creduto di leggervi. Del resto, se fosse la descrizione dell'attentato al Papa, non avrebbe avuto senso che Giovanni Paolo II ne mantenesse segreto fino al 2000 il contenuto, di cui era venuto a conoscenza nel 1981, pochi giorni dopo l'attentato subìto. Un'indicazione per questa (peraltro evidente) interpretazione del Terzo segreto di Fatima era già stata offerta dalla stessa Suor Lucia in una lettera a Papa Wojtyla del 12 maggio 1982. In essa dice:

«La terza parte del segreto si riferisce alle parole di Nostra Signora: “Se no [si ascolteranno le mie richieste la Russia] spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte” (13-VII-1917).
La terza parte del segreto è una rivelazione simbolica, che si riferisce a questa parte del Messaggio, condizionato dal fatto se accettiamo o no ciò che il Messaggio stesso ci chiede: “Se accetteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, etc.”.
Dal momento che non abbiamo tenuto conto di questo appello del Messaggio, verifichiamo che esso si è compiuto, la Russia ha invaso il mondo con i suoi errori. E se non constatiamo ancora la consumazione completa del finale di questa profezia, vediamo che vi siamo incamminati a poco a poco a larghi passi. Se non rinunciamo al cammino di peccato, di odio, di vendetta, di ingiustizia violando i diritti della persona umana, di immoralità e di violenza, etc.
E non diciamo che è Dio che così ci castiga; al contrario sono gli uomini che da se stessi si preparano il castigo. Dio premurosamente ci avverte e chiama al buon cammino, rispettando la libertà che ci ha dato; perciò gli uomini sono responsabili».



Quella di Fatima non è stata certo l'unica serie di apparizioni della Madonna: nel Ventesimo secolo ve ne sono state altre due almeno altrettanto importanti, la prima delle quali continua ancora oggi e, come vedremo, merita molta attenzione in relazione al tema del "quando" della "fine del mondo": queste due serie di apparizioni mariane sono avvenute a Medjugorje e a Garabandal.


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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:28

L'AVVOCATO DEL DIAVOLO...


Ecco delle tipiche obiezioni a quanto raccontato...


1) Perché dovrei credere al messaggio e alle profezie di Fatima?

Perché finora si è avverato tutto quanto è stato riferito dalla Madonna ai tre pastorelli, in particolare i primi due "segreti": la predizione della Seconda Guerra Mondiale e l'ascesa e il crollo del comunismo in Russia. Alla luce di ciò, acquista particolare rilevanza sia il testo del Terzo segreto di Fatima - peraltro così straordinariamente in accordo con la Profezia dei Papi - sia la frase da tempo nota, e relativa alla fine del mondo, pronunciata nella terza apparizione: «Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che la prossima punizione del mondo è alle porte...». Si noti che, poiché le prime memorie scritte di suor Lucia sulle apparizioni di Fatima risalgono al 1935-37, a rigore si deve considerare una "postmonizione" il fatto che la piccola pastorella di Fatima, Giacinta, così come era stato "predetto" dalla Madonna («Sì, Giacinta e Francesco li porterò presto»), si ammalò presto: era l’ottobre del 1918, e di seguito si ammalò anche il fratello Francesco. Per la cronaca, il primo a morire fu proprio quest'ultimo, il 4 aprile 1919, e a seguire, il 20 febbraio 1920, Giacinta, la quale raccontò a Lucia di aver ricevuto ancora visite dalla Madonna in cui la Signora le prediceva grandi sofferenze, ma la “ricompensa” del Paradiso.


2) Forse il Terzo segreto di Fatima si riferiva all'attentato a Papa Wojtyla, perciò è stato svelato...

Basta leggere con un minimo di attenzione il testo del Terzo segreto per rendersi conto di come la "lettura" in esso dell'attentato a Papa Giovanni Paolo II sia del tutto forzata. Del resto, se Papa Wojtyla non ha divulgato il Terzo segreto di Fatima se non vent'anni dopo il suo attentato, deve aver avuto almeno qualche dubbio sul fatto che esso fosse la profezia di quell'evento. D'altra parte, Giovanni Paolo II forse si rendeva conto che poteva aspettare a divulgare il segreto almeno fin quando suor Lucia era in vita, poiché dal messaggio della Madonna di Fatima si intuiva chiaramente che Lucia sarebbe morta prima della fine del mondo («...Ma tu resterai qua [sulla Terra] ancora per un po’»). Si noti che, avendo divulgato il segreto proprio il Papa che aveva subìto un attentato, sull'interpretazione del Terzo segreto si è creata, apparentemente, un po' di ambiguità (parla della fine del mondo o dell'attentato a Wojtyla?), proprio come quella che pare esserci se si legge ingenuamente la Profezia dei Papi, dove a un'analisi superficiale non si capisce se vi sia un 112° Papa o no, e dunque ciò crea un'apparente incertezza sul "quando" della fine del mondo.




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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:29

MEDJUGORJE E GARABANDAL

Quelle di Fatima non sono state le uniche apparizioni della Madonna avvenute nel Ventesimo secolo: la Vergine, infatti, è apparsa moltissime volte a Medjugorje (Bosnia-Erzegovina), a Garabandal (Spagna) e in tantissimi altri luoghi, specie in Europa.

Certo, i fatti di Fatima, che costituiscono una delle poche apparizioni mariane del secolo scorso ufficialmente approvate dalla Chiesa, complici anche alcune stranissime “coincidenze” illustrate in questo sito hanno indotto una devozione largamente diffusa nel mondo. Ma i messaggi affidati all'umanità dalla Madonna a Medjugorje ed a Garabandal sono altrettanto interessanti e, in un certo senso, complementari a quelli di Fatima (e alla Profezia dei Papi di San Malachia) per quanto riguarda l'argomento della fine del mondo, e specialmente il suo "quando". Vediamo, dunque, cosa dicono questi messaggi.


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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:30

IL MESSAGGIO DI MEDJUGORJE

Nel giugno del 1981, sei ragazzi (le quattro femmine Ivanka, Mirjana, Vicka, Marija e due maschi: Ivan e il piccolo Jakov) del villaggio di Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina, furono testimoni dell’apparizione della Madonna vicino alla cima del Podbrdo, una piccola montagna nel centro della Jugoslavia. In una serie di apparizioni, che ancora oggi continuano anche se con minor frequenza (il giorno 25 di ogni mese), la Madonna invia al mondo un messaggio che può essere riassunto in cinque punti chiave: preghiera del cuore, digiuno, riconciliazione con Dio e con il prossimo, conversione e pace.

Per sottolineare la serietà della situazione e l’urgenza delle sue richieste, la Vergine SS., nel corso del tempo, ha affidato ad alcuni dei veggenti 10 segreti che descrivono gli eventi che si verificheranno se l’umanità non riesce a ravvedersi. Dei sei veggenti soltanto tre (Mirjana, Ivanka e Jakov) hanno ricevuto tutti e dieci i segreti. Gli altri, fino a questo momento, ne hanno ricevuto solo nove. Mirjana avrebbe affermato che, prima che ci sia un "Segno visibile", verranno dati all'umanità tre "Avvertimenti". Gli avvertimenti saranno avvenimenti sulla Terra, e Mirjana ne sarà testimone. Tre giorni prima di uno di questi avvertimenti, essa avviserà un sacerdote a sua scelta. La testimonianza di Mirjana sarà una conferma delle apparizioni e sarà un incentivo per la conversione del mondo. Dopo questi avvertimenti, il segno visibile verrà dato per tutta l'umanità nel luogo delle apparizioni a Medjugorje. Il segno sarà dato come testimonianza delle apparizioni e come richiamo alla fede.

Sempre secondo Mirjana, il nono e il decimo segreto sono cosa grave. Sono un Castigo per i peccati del mondo. La punizione è inevitabile perché non possiamo aspettarci una conversione del mondo intero. Il Castigo può essere attenuato attraverso la preghiera e la penitenza. Non può essere però soppresso. Dopo il primo Avvertimento, gli altri seguiranno entro un periodo di tempo piuttosto breve. La gente avrà tempo per la conversione. Questo tempo è un periodo di grazia e conversione. Dopo questi avvertimenti, il segno visibile verrà dato per tutta l'umanità nel luogo delle apparizioni a Medjugorje.

Tutti e dieci i segreti sono per il mondo intero. I primi tre segreti sono tre avvertimenti estremi dati al mondo come ultima possibilità di convertirsi. Il terzo segreto (che è anche il terzo avvertimento) sarà un segno visibile dato sulla collina delle apparizioni per convertire coloro che non credono. Seguirà poi la rivelazione degli ultimi sette segreti, più gravi, soprattutto gli ultimi quattro. Vicka ha pianto ricevendo il nono e Mirjana ricevendo il decimo. I veggenti di Medjugorje dicono che, con la realizzazione dei segreti affidatigli da Nostra Signora, la vita nel mondo cambierà: dopo, gli uomini crederanno come nei tempi antichi.

La Madonna ha anche detto ai ragazzi che, quando le apparizioni cesseranno a Medjugorje, termineranno pure in tutti gli altri siti nei quali si sono verificate apparizioni mariane. Quando questo accadrà, gli eventi descritti nei segreti inizieranno a compiersi.

Mirjana ha dichiarato che dieci giorni prima della realizzazione di ogni segreto avviserà padre Pèro, incaricato di rivelarli. Egli dovrà digiunare per sette giorni e avrà il compito di rivelarli tre giorni prima della loro realizzazione. Poiché è arbitro della sua missione, potrebbe tenerli per sé, come fece Giovanni XXIII per il segreto di Fatima, la cui rivelazione era autorizzata per il 1960. Tuttavia, Padre Pèro è fermamente intenzionato a rivelarli: è stato interrogato in proposito anche da A. Socci nel 2004 e ha confermato che lo farà senz'altro.


La Chiesa non ha ancora espresso il suo pronunciamento ufficiale sulle apparizioni di Medjugorje ma esse, dopo più di venti anni dal loro inizio, sono ormai ritenute da molti esperti fra le più importanti apparizioni mariane del Ventesimo secolo.


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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:30

IL MESSAGGIO DI GARABANDAL

A Garabandal, un piccolo paesino sulle montagne a sud di Santander, in Spagna, tra il 1961 e il 1965 la Madonna apparve a quattro bambine di età tra gli 11 e 12 anni: Mari Cruz, Mai Loli, Giacinta e Conchita. Il numero delle apparizioni fu intorno a 2.000 e sono le più lunghe in assoluto avvenute sulla Terra: durarono finanche 8 ore.

Le apparizioni di Garabandal sono anche le più straordinarie in assoluto tra quelle mariane, sia per le caratteristiche con cui si presentò la SS. Vergine, sia per il tipo di estasi delle bambine: l'inclinazione della loro testa era tale che una qualsiasi persona sarebbe morta soffocata; si assistette a marce estatiche in avanti e all'indietro senza guardare il terreno, particolarmente accidentato, a volte a velocità non sostenibile al miglior atleta; e, inoltre, si fu in presenza di cadute estatiche in cui le bambine mantenevano la loro compostezza, "erano talora in lievitazione" e assumevano una straordinaria bellezza; infine, l'Eucarestia fu visibile ad occhi umani in bocca a Conchita.

Per quanto riguarda, invece, le caratteristiche con cui si presentò la SS. Vergine, Ella apparve a capo scoperto, come si usava in Palestina al tempo di Gesù, quale ideale di bellezza che si rispecchia nel volto luminoso delle veggenti. I dialoghi intercorsi fra Lei e le bambine la caratterizzavano come la mamma per eccellenza, quale figura amorevole e dolcissima, che si occupa in tutto e per tutto dei suoi figli: gioca con loro, si interessa di tutto ciò che fanno, li corregge e li educa. Occorre sottolineare che, a differenza di quelle di Fatima, le apparizioni di Garabandal non sono state né approvate né disapprovate dalla Chiesa, in quanto sono ancora sotto investigazione e coloro che ne promuovono il messaggio possono farlo purché lo dichiarino.

A Garabandal la Madonna dà due messaggi al mondo. Qui di seguito ne trascriviamo fedelmente il testo.





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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:32

Il primo messaggio: 18 ottobre 1961


«È necessario fare molti sacrifici, molta penitenza, visitare spesso il Santo Sacramento, ma prima di tutto bisogna essere buoni. E se non lo faremo vi sarà per noi un "Castigo", già la coppa si sta riempiendo e, se non cambieremo, il castigo sarà grandissimo».

Il secondo messaggio: 18 giugno 1965


«Siccome non si è compiuto, non si è fatto sufficientemente conoscere il mio messaggio del 18 ottobre, voglio dirvi che questo è l'ultimo: prima la coppa si stava colmando, ora trabocca.
Cardinali, Vescovi e Sacerdoti camminano, in molti, sulla via della perdizione e trascinano con loro moltissime anime.
All'Eucarestia si dà sempre meno importanza.
Dovete con i vostri sforzi evitare la collera del buon Dio che pesa su di voi.
Se Gli chiederete perdono con animo contrito, Egli vi perdonerà.
Io, vostra Madre, per mediazione di S. Michele Arcangelo, voglio esortarvi alla conversione.
Questi sono gli ultimi avvertimenti.
Vi amo molto e non voglio la vostra condanna.
Pregate sinceramente, e noi vi esaudiremo.
Dovete fare più sacrifici.
Meditate sulla passione di Gesù».

È stato inoltre promesso un grande Segno là a Garabandal, il più grande sulla terra, poiché là non è stata riconosciuta la SS. Vergine.
Esso verrà comunicato al mondo da Conchita una settimana prima.
La Madonna ha detto che avverrà tra il 7 e il 17, non compresi, e da marzo a maggio, un giovedì alle 20:30, in cui ricorre la festa di un martire dell'Eucarestia. Nello stesso giorno avverrà nella chiesa un grande avvenimento per cui si griderà: "Miracolo, Miracolo, Miracolo".

Esso sarà preceduto da un "Avvertimento" che può riassumersi in questi punti:


Porterà grande afflizione, e sarà impressionante.

Non verrà come castigo, ma con finalità di salvezza: "Affinché i buoni si avvicinino ancora di più a Dio e i cattivi si convertano e cambino".
Sarà un fenomeno di portata universale, poiché toccherà tutti in ogni parte del mondo.
Si vedrà chiaramente che si tratta di "cosa di Dio" e gli uomini davanti a questo non potranno fare altro che invocare la misericordia divina.
Avrà un duplice effetto, esterno ed interno; tutti lo vedranno "nel cielo" e, nello stesso tempo, ciascuno proverà in sè la terribile esperienza di quel che è, veramente, il peccato: la perdita di Dio.
Si produrrà sicuramente prima del miracolo, ma il giorno e l'ora non sono stati rivelati.
Saranno tre giorni di tenebre, durante i quali non ci sarà rifugio, altra consolazione che la preghiera.
La SS. Vergine a Garabandal ha anche pronunciato questa profezia:
che, morto Papa Giovanni XXIII (1963), mancavano solo tre Papi per la "FINE DEI TEMPI". Questa profezia l'abbiamo già ampiamente illustrata e commentata (confrontandola con la Profezia dei Papi di San Malachia, con cui si accorda perfettamente) in una risposta a una domanda dell'"Avvocato del Diavolo" che si trova in questo sito alla fine della sezione La fine del mondo. Ricordiamo, comunque, che i tre Papi prima della "fine dei tempi" sono stati Paolo VI, Giovanni Paolo I e Papa Wojtyla, e che la FINE DEI TEMPI è una fase (predetta anche nell'Apocalisse di Giovanni) che evidentemente si realizza (o, nella migliore delle ipotesi, inizia) con il 111° Papa della Profezia di San Malachia, cioè Benedetto XVI, e si conclude con lui (tranne il caso in cui il Petrus romanus sia, in realtà, un 112° e ultimo Papa).





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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:32

IL "QUANDO" DELLA FINE DEL MONDO

I messaggi di Medjugorje e Garabandal aggiungono molte informazioni, rispetto alla Profezia dei Papi e ai messaggi di Fatima, sul "quando" e sul "come" avverrà la fine del mondo.

L'informazione più interessante, in realtà, riguarda senza dubbio il "quando", poiché, come abbiamo letto, ai ragazzi di Medjugorje la Madonna ha detto che "quando le apparizioni cesseranno a Medjugorje, termineranno pure in tutti gli altri siti nei quali si sono verificate apparizioni mariane. Quando questo accadrà, gli eventi descritti nei segreti inizieranno a compiersi". Poiché gli eventi descritti nei segreti sono quelli che riguardano la fine del mondo e gli avvertimenti che la precedono, il giorno in cui le apparizioni di Medjugorje cesseranno è un "indicatore temporale" molto importante (e al tempo stesso molto semplice) da tenere d'occhio. A questo scopo, potete controllare che la Madonna sia apparsa a Medjugorje anche nell'ultimo mese (appare sempre il giorno 25) cliccando qui.


Altre informazioni utili che possiamo trarre dalle due apparizioni sono quelle relative al "come" avverrà la fine del mondo. Si noti che sia a Medjugorje che a Garabandal la Madonna parla, nel suo messaggio, di "Avvertimenti", di un "Segno" e di un "Castigo". Secondo entrambe le profezie, essi si verificheranno nell'ordine Avvertimenti-Segno-Castigo. Gli "Avvertimenti" sono, in pratica, avvertimenti estremi dati all'umanità come ultima possibilità di convertirsi: dopo il "Segno", infatti, potranno ancora farlo soltanto i sopravvissuti.


Dunque la Profezia dei Papi e l'interruzione dei messaggi di Medjugorje ci danno informazioni preziose sul "quando" della fine del mondo, ma sarebbe interessante avere maggiori dettagli sul "come". Poiché le apparizioni della SS. Vergine a Medjugorje ed a Garabandal si ricollegano a moltissime altre manifestazioni carismatiche (in Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Venezuela, Messico, Giappone, etc.), vale la pena vedere se si possono trarre nuove informazioni utili a riguardo proprio dalle altre apparizioni della Madonna. Questo è l'argomento della prossima sezione del sito: Le altre apparizioni.










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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:34

LE ALTRE APPARIZIONI

Le apparizioni della Madonna alla giovane religiosa parigina santa Caterina Labouré della "Medaglia Miracolosa" (Francia, 1830) aprirono un ciclo di grandi manifestazioni mariane ritenute attendibili dalla Chiesa, proseguite con le apparizioni - solo per citare qui le più importanti - a La Salette (Francia, 1846), a Lourdes (Francia, 1858) e culminate, infine, a Fatima (Spagna, 1917).


Se nell'Ottocento si sono avute apparizioni mariane in 18 diversi luoghi del pianeta, nel Novecento si sono avute apparizioni della Madonna in ben 57 luoghi diversi della Terra: infatti, oltre a Fatima - e solo per citare alcune delle più famose - vi sono state apparizioni a Beauraing (Belgio, 1932-33), a Banneaux (Belgio, 1933), a Caiazzo (Italia, 1948-76), a Garabandal (Spagna, 1961-65), a San Damiano (Italia, 1964-70), a Bayside (Stati Uniti, 1970-75), ad Akita (Giappone, 1973), a Betania (Venezuela, 1976-84), a Medjugorje (Bosnia-Erzegovina, 1981-oggi), per tacere di tutte quelle "minori" o più recenti.

Ovviamente, alcune apparizioni della Madonna sono più "importanti" di altre, perché accompagnate da messaggi che contengono delle profezie legare alla fine del mondo e/o richieste molto dettagliate su ciò che occorre fare per convertirsi dal peccato a una vita pienamente cristiana e così guadagnarsi il "perdono divino" evitando l'Inferno. In questo senso, le tre apparizioni della Madonna più importanti in assoluto, negli ultimi due secoli, sono senza dubbio quelle di Fatima, di Medjugorje e di Garabandal, di cui in questo sito abbiamo riportato in sintesi il contenuto dei rispettivi messaggi.


Vi sono però alcune altre apparizioni e/o messaggi mariani che sono di notevole interesse, per cui li citiamo nel seguito di questa pagina o nell'ampia sezione dedicata alle richieste della Madonna. Anche le rimanenti apparizioni della Madonna sono interessanti, perché spesso accompagnate da eventi miracolosi o inspiegabili: qui non le consideriamo "importanti" e non le citiamo solo perché non aggiungono molto dal punto di vista dell'informazione fornita. Chi fosse interessato a leggere i resoconti delle apparizioni poco conosciute, magari una volta completata la lettura delle altre sezioni di questo sito, li può trovare in siti esterni a questo (il sito-link 1 per soffermarsi sulle apparizioni principali, il sito-link 2 per l'elenco completo).


Comunque, dopo aver letto attentamente tutti i resoconti delle apparizioni della Madonna dell'Ottocento e del Novecento, risulta evidente come tutto ciò che è importante e utile sapere a riguardo - con riferimento all'argomento specifico della fine del mondo e al terribile "castigo" che si starebbe per abbattere sull'umanità - sia contenuto nei pochi ma fondamentali messaggi seguenti:



Messaggi a Beata Anna Maria Taigi (Italia, 1837) - Senese, per molti anni fu un’instancabile badante di infermi e poveri, ed ebbe una tenerissima devozione per la Madonna. Il 26 dicembre 1808 abbracciò l'Ordine Secolare Trinitario. Ebbe numerosi doni mistici: cadeva spesso in estasi, operava miracoli e guarigioni. Per 47 anni venne misteriosamente illuminata da un "Sole luminoso" nel quale vedeva gli avvenimenti passati, presenti e futuri del mondo, lo stato delle anime, il presente e il futuro delle persone, le vicende della Chiesa. La gente (compresi papi, cardinali e sacerdoti) iniziò a prendere sul serio questi carismi quando predisse con esattezza la morte di diversi prelati. Preannunciò numerosi eventi storici che successivamente si verificarono nei tempi e nei modi che lei aveva indicato. Predisse per esempio l’abdicazione di Carlo IV, Re di Spagna, la caduta di Napoleone, la data esatta della liberazione di Papa Pio VII. Predisse anche, con un anno di anticipo, l’elezione a Pontefice di Cardinal Mastai (Papa Pio IX). Profetizzò anche la data esatta della morte di Napoleone nell’isola di Sant’Elena.
"Dio manderà due castighi: uno sarà sotto forma di guerre, rivoluzioni e altri mali, avrà origine sulla terra; l’altro sarà mandato dal Cielo. Verrà sulla terra una oscurità immensa che durerà per tre giorni e tre notti. Non si vedrà più nulla e anche l'aria sarà nociva, e recherà danno alla salute. Durante questi tre giorni, non vi sarà luce e anche quella artificiale sarà impossibile adoperare. Soltanto le candele benedette potranno ardere e dare luce in quei terribili giorni. Durante i tre giorni i fedeli dovranno rimanere chiusi in casa, recitare con molta devozione il Santo Rosario e chiedere perdono a Dio dei peccati commessi. Tutti i nemici della Chiesa in quei giorni di tenebre periranno".
"Soltanto chi si convertirà potrà essere salvato. Una candela, se benedetta, durerà accesa per tre giorni. Solo nella casa degli empi, non rimarrà accesa. Durante questi tre giorni, i demoni appariranno nelle forme più orribili e nell'aria risuoneranno solo le loro bestemmie. Raggi e scintille entreranno nelle case, ma non riusciranno a spegnere le candele benedette. Non saranno spente né dai venti, né dai terremoti. Un nube rossa come il sangue attraverserà il cielo, e un forte rumore farà tremare tutta la terra".
"Dopo i tre giorni, la terra sarà tutta un cimitero, i cadaveri degli empi, ma anche quelli dei giusti, copriranno il suolo. Una grande desolazione regnerà, tutta la vegetazione distrutta, così sarà anche la maggior parte del genere umano. La crisi sarà per tutti e il castigo di Dio sarà su tutta la terra. Durante i tre giorni di tenebre, coloro che non si saranno convertiti periranno, i sopravvissuti saranno solo una quarta parte dell'umanità".
"Quando sentirete il rombo tremendo, dovrete chiudere porte e finestre in modo da coprire la luce che viene da fuori e non siate curiosi, perché sarete puniti. Sentirete delle voci di persone a voi care, ma non aprite la porta, perché non sono loro, ma demoni che vi ingannano per poter entrare nelle vostre case. Raccoglietevi in preghiera davanti al Crocifisso e raccomandatevi a Dio con tanta fede, senza timore, e tutte le tribolazioni di quelle terribili notti passeranno. Risplenderà nuovamente il Sole, e seguirà l'avvento nuovo del regno di Dio sulla Terra. Vigilare e pregare, aspettate con fiducia il momento di grazia. Beati voi se avrete creduto alle parole di Dio e avrete sofferto per il Suo Nome".




Messaggi a Teresa Musco (Italia, 1948-73) - Figlia analfabeta di due modesti agricoltori di Caiazzo, nel casertano, nata da una famiglia cristianamente timorata di Dio e rispettosa della fecondità del matrimonio (10 figli), la sua vita è stata tutta offerta alla gloria del Padre. Descrive la flagellazione di Gesù e l'esperimenta nella propria carne che viene ferita: il 31 agosto 1957 ricevette le stimmate invisibili alle mani e ai piedi, che diventarono visibili il 25 ottobre 1968. Muore a 33 anni, come S. Faustina Kowalska. Scrive il consultore della Sacra Congregazione per le Cause dei Santi: "Per 27 anni continui ho avuto occasione di leggere e di vagliare innumerevoli biografie di anime sante, di ogni tempo e di ogni luogo: eccezionali, dotate di doni straor­dinari, impressionanti. Nessuna però - a mio sommesso pa­rere - può paragonarsi alla vita e ai fenomeni straordinari che hanno riguardato Teresa Musco". Dal 1955, Teresa annotò in un Diario le sue esperienze mistiche, tra cui quelle con il Bambin Gesù e la Madonna:
"Voglio dirti che il mondo è così cattivo. Sono apparsa nel Portogallo dando messaggi, e nessuno mi ha ascoltato, e a Lourdes, a La Salette, ma pochi cuori duri si sono ravveduti. Anche a te voglio dire tante cose che affliggono il Mio Cuore. Voglio parlarti del terzo segreto di Fatima che diedi a Lucia e ti dico che da tempo è stato letto, ma nessuno si è pronunciato". La Madonna, di seguito poi predice il pellegrinaggio del Santo Padre Paolo VI a Fatima, ove inviterà tutto il mondo alla preghiera ed alla penitenza. Aggiunge poi che il Papa non oserà parlare del segreto, perché è spaventoso". (3 gennaio 1951)
"Il mondo cammina verso una grande rovina. Fuoco e fumo sconvolgeranno il mondo, le acque degli oceani diventeranno fuoco e vapore, la schiuma si innalzerà sconvolgendo l'Europa, e affonderà tutto in una lava di fuoco, e milioni di uomini e bambini periranno nel fuoco, e i pochi eletti rimasti invidieranno i morti, perché da qualunque parte si volgerà lo sguardo, non si vedranno altro che sangue e morti e rovine in tutto il mondo". (3 gennaio 1951)
"Cristiani che pregano ne rimarranno pochi, molte anime vanno all'inferno. Pudore, vergogna non ci sarà più per le donne: satana si veste di esse per far cadere molti sacerdoti. Crisi comuni ci saranno nel mondo. I preti, vescovi, cardinali sono tutti disorientati, cercano di aggrapparsi alla politica per aiutarsi, ma ancora una volta sbagliano; il governo cadrà, il Papa passa ore di agonia, alla fine Io sarò lì per condurlo in Paradiso. Una grande guerra succederà. Morti e feriti ce ne saranno tanti. Satana grida la sua vittoria e quello è il momento che tutti vedranno mio figlio apparire sulle nubi e allora giudicherà quanti hanno calpestato il Suo Sangue innocente e divino. E allora il Mio Cuore trionferà". (20 agosto 1951)
"Tanti scienziati stanno inventando armi con le quali sarà possibile distruggere, in pochi attimi, gran parte dell'umanità... Dio castigherà l'umanità con maggiore severità che non abbia fatto col diluvio. Se tutto dovesse procedere come ora, e se l'umanità non si convertirà, vedrete come i gradi e i potenti, i piccoli e i deboli periranno insieme". Qui a Teresa in visione in breve, gli viene mostrata una sanguinosa guerra che dovrà venire. (23 luglio 1973)

"Sta per iniziare una nuova guerra nella terra dove è nato il Salvatore, cioè il Mio amatissimo Figlio e non si fermerà. Sembra che fanno la pace ma non è vero, perché da lì nascerà la grande guerra, da lì viene il grande castigo dal cielo e dalla Terra". (10 ottobre 1973)



Messaggi a suor Elena Aiello (Italia, 1952-59) - La "monaca santa" nata in provincia di Cosenza nel 1898, e che all'età di 33 anni, nel 1928, fondò l’ordine delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, oltre alle stimmate sanguinanti che ebbe ogni Venerdì di Passione per ben 38 anni, manifestò una drammatica e clamorosa essudazione di "sangue" in tutti i periodi di Quaresima a partire dal 2 marzo 1923. Si noti che nella letteratura medica non esistono casi di "emoglobinoidrosi", il che è come dire che nell’uomo normale e patologico tale fenomeno non accade perché non può accadere dal punto di vista istofisiologico e fisiopatologico, e conseguentemente il caso singolare della Aiello risulta del tutto inspiegabile. Il 22 gennaio 1991 Madre Elena Aiello è stata dichiarata Venerabile dalla Chiesa. Madre Elena ricevette da Gesù e dalla Madonna molte rivelazioni, tra cui alcune profezie sui destini futuri della Chiesa e del mondo:
"Voglio che si sappia che il flagello è vicino: fuoco mai visto scenderà sulla terra e gran parte dell'umanità sarà distrutta... Quelli che resteranno troveranno nella mia protezione la misericordia di Dio, mentre tutti coloro che non vogliono pentirsi delle loro colpe periranno in un mare di fuoco!... La Russia sarà quasi completamente bruciata. Anche altre nazioni scompariranno. L'Italia sarà salvata in parte per il Papa". (11/04/52)
"L'ira di Dio è prossima e il mondo sarà travagliato da gran calamità, sanguinose rivoluzioni, forti terremoti, carestie, epidemie e spaventosi uragani, che faranno straripare i fiumi e i mari! Il mondo sarà tutto sconvolto da una nuova terribile guerra. Le armi più micidiali distruggeranno popoli e nazioni. I dittatori della terra, veri mostri infernali, atterreranno le Chiese con i Sacri Cibori e distruggeranno popoli e nazioni e le cose più care. In questa lotta sacrilega, per il feroce impulso e l'accanita resistenza molto verrà abbattuto di tutto quello che è stato fatto dalla mano dell'uomo. Nubi con bagliori di incendio compariranno infine nel cielo e una procella di fuoco si abbatterà su tutto il mondo. Il terribile flagello, mai visto nella storia dell'umanità, durerà settanta ore. Gli empi saranno polverizzati e molti andranno perduti nell'ostinatezza del loro peccato. Allora si vedrà la potenza della luce sulla potenza delle tenebre". (16/04/55)
"Se gli uomini non torneranno a Dio, verrà una grande guerra da est a ovest, guerra di terrore e di morte, ed infine il fuoco purificatore cadrà dal cielo come fiocchi di neve su tutti i popoli e una gran parte dell'umanità rimarrà distrutta. La Russia marcerà su tutte le nazioni d'Europa, particolarmente sull'Italia, e innalzerà la sua bandiera sulla cupola di San Pietro!... Manifesterò la Mia predilezione per l'Italia, che sarà preservata dal fuoco; ma il cielo si coprirà di densa tenebra e la terra sarà scossa da spaventosi terremoti che apriranno profondi abissi, e verranno distrutte città e province; e tutti grideranno che è la fine del mondo! Anche Roma sarà punita secondo giustizia per i suoi molti e gravi peccati, perché lo scandalo è arrivato al colmo. I buoni però che soffrono e i perseguitati per la giustizia e le anime giuste non debbono temere, perché saranno separati dagli empi e dai peccatori ostinati, e saranno salvati!". (1959)
"L'ora della giustizia di Dio è vicina e sarà terribile! E se gli uomini non ravviseranno in questi flagelli i richiami della Divina Misericordia e non ritorneranno a Dio con una vita veramente cristiana, un'altra guerra terribile verrà da est ad ovest, e la Russia con le sue armi segrete combatterà l'America, travolgerà l'Europa e si vedrà specialmente il fiume Reno della Germania pieno di cadaveri e di sangue. Anche l'Italia sarà travagliata da una grande rivoluzione e il Papa dovrà molto soffrire. Oh, che orribile visione vedo! Sta succedendo una grande rivoluzione a Roma! Stanno entrando in Vaticano. Il Papa è da solo, sta pregando. Stanno tenendo il Papa. Lo prendono con la forza. Lo picchiano fino a farlo cadere. Lo stanno legando. Oh Dio! Oh Dio! Gli stanno dando dei calci. Che scena orribile! E' terribile!…Nostra Signora si sta avvicinando. Quegli uomini malvagi cadono a terra come cadaveri! Nostra Signora aiuta il Papa ad alzarsi prendendolo per il braccio, lo copre con il Suo manto e gli dice: Non temere!". (Venerdì Santo 1961).


Messaggi a Mamma Rosa (San Damiano Piacentino, 1967-70) - Rosa di Gesù Maria, o Mamma Rosa come la chiamavano familiarmente, madre di tre figli, sempre più gravemente malata a causa di uno "sventramento" predetto dal medico e subìto pur di non avere un aborto, guarì grazie a un miracolo che in qualche modo coinvolse Padre Pio. Dopo l'incontro di ringraziamento con Padre Pio, Rosa ebbe una trasformazione radicale: intuì che tutti quei fatti straordinari che le erano accaduti la indirizzavano a qualcosa di più grande, più alto, al misterioso operare di Dio nella vita di tutti, alla semplicità e forza del Vangelo, ad abbracciare la Croce di Gesù. Sempre con il Rosario al polso, non perdeva occasione di sgranarlo durante ogni momento libero. Dal 1967 tutti i venerdì, a mezzogiorno, e in ogni giorno delle feste Mariane, le apparve la Madonna, ed i Messaggi che si succedevano, di settimana in settimana, erano spesso accompagnati da fenomeni inesplicabili, come quello del Sole che ruota su se stesso:
"Quelli che verranno con fede riceveranno tutti un segno". (4 Marzo 1966). "Ci saranno numerosi segni nel cielo, di giorno e di notte, prima che vengano le tribolazioni". (30 Ottobre 1966). "Quando vedrete un grande segno nel cielo, sarà il grande momento terribile... Di angoscia e di pianto". (13/1/67)

"Una stella verrà nel cielo... Io verrò tra voi con questa stella... E darò luce al mondo intero... Io darò tanti segni nel cielo, nella luna, nel Sole, nelle stelle e in tanti luoghi, alla mia venuta". (7/4/1967) "Guardate il Cielo, guardatelo spesso: vi troverete dei segni, e quando vedrete un gran segno (La croce in cielo) il momento sarà grave ed angoscioso". (16/5/67)
"Quando sentirete grandi scosse, quando vedrete grandi tenebre alzate gli occhi al cielo, le mani distese, chiedete pietà e misericordia, recitate la Salve Regina, recitate il Credo". (22 Maggio 1967)
"Guardate il cielo, guardatelo spesso, v'è una stella luminosissima con una lunga scia... Quando la vedrete, di sera o di mattino... Improvvisamente - e si farà vedere in molte regioni - sarà un segno di calamità. Dovete far tutto per consolare le anime perché è suonata l'ora del terribile castigo... L'avvertimento è incominciato; dovete comprendere che è l'inizio delle terribili prove di pianto... Sono già trascorsi centotrenta anni dopo La Salette, cinquant'anni dopo Fatima, tre anni qui. Non aspettate che l'ora sia suonata: amatevi gli uni gli altri portate amore nei cuori. Non orgoglio, non superbia, non vanità, ma solo amore, amore e pace nel cuore. Quando verranno i terribili momenti d'oscurità, se avrete Gesù nel cuore, sarete forti. Egli attende sino all'ultima ora, ascoltatemi". (9 giugno 1967).

"...Non sono segni della terra, sono segni del Cielo... Segni di preparazione dall'alto che Gesù ha dato per preparare le anime alla mia venuta". (21 luglio 1967) "Aumentate sempre la vostra fede perché i momenti vengono terribili. Vedrete in molte parti del mondo molte scosse, tanti disastri, terremoti. Pregate, pregate con Fede perché‚ l'Eterno Padre abbia pietà". (15 agosto 1967).


Messaggi di Bayside (Stati Uniti, 1970-75) - Veronika Lueken, madre di cinque figli, vide completamente cambiare la sua vita quando, nel 1968, cominciò a ricevere manifestazioni soprannaturali: mentre recitava il suo Rosario quotidiano dinanzi al Crocifisso della camera da letto, sentì un profumo delizioso di rose che colpiva fortemente il suo odorato e di cui non riusciva a capire la provenienza. Per prima le apparve Santa Teresa, che cominciò a dettargli messaggi spirituali e a prepararla alla prima visita della Madonna, che le apparve la prima volta il 18 giugno 1970. Da allora Veronica vede molto spesso la Santa Vergine e Nostro Signore. Durante le veglie di preghiere precedenti i giorni delle apparizioni della Madonna, diversi pellegrini, per mezzo di apparecchi fotograflci utilizzanti il procedimento Polaroid hanno eseguito "foto miracolose": alcune corone del Rosario, durante tali veglie, hanno perso il loro colore naturale per prendere quello dell'oro; fatta verificare da esperti, la sostanza in questione è risultata proprio oro. Ecco i messaggi della Madonna:

"...Vi chiedete ancora perché vi ammoniamo, figli miei? Per prepararvi a ciò che vi attende. Il mondo sarà purificato dalla prova! Vi saranno numerosi avvertimenti prima del castigo. Il castigo e la purificazione saranno estesi a due parti del mondo". Dicendo ciò, la Vergine fece vedere a Veronica un grosso globo terrestre e, indicando con un dito l'Asia e l'Africa (l'Egitto), disse: "Ci sarà una guerra terribile. Molte nazioni periranno. Molte anime non preparate si perderanno".
Poi la Santa Vergine indicò al di là del globo: vi era una grossa SFERA (con una coda simile ad una striscia di fuoco) che attraversava velocemente il cielo, dirigendosi verso la terra e producendo un grande calore. Vi erano città in fiamme, gente che correva e cadeva. L'aria era pesante e spessa e mancava di ossigeno. La Sfera girava e rigirava velocemente nel cielo rovesciando grosse particelle di polvere (Veronica soffocava). Le onde del mare si sollevavano molto in alto, ricadendo sulla terraferma, su New York.

"Figlia mia, al momento del castigo lo splendore causato dall'avvicinarsi dell'oggetto celeste, inviato dal Padre come agente punitore, illuminerà la notte in pieno giorno. Questo corpo celeste emanerà una grande quantità di calore sulla terra". [..] Veronica vide allora una grande macchia nera estendersi sul mondo ed una grossa Sfera (somigliante ad un Sole, ma piccola a causa della lontananza) che se ne veniva giú attraverso lo spazio.
Ha detto Veronica: è vero che mi è stato comunicato un messaggio finale. Non mi è stato permesso di rivelarne la data, ma soltanto di comunicare al mondo che un grande avvertimento colpirà l'umanità. Ci sarà, dopo il cataclisma-avvertimento, un grande miracolo. Dopo il miracolo, se l'umanità non si convertirà, Dio Padre darà inizio ad un terribile castigo".
"Siete una generazione perversa e vi attirate la mano dei castigo che non tarderà a colpirvi. Verrà sulla terra una grande oscurità. L'aria sarà stagnante, senza ossigeno. Non vi sarà luce. Le candele si accenderanno in piccolo numero. Poi il calore diventerà intenso. Sarete avvertiti dell'avvicinarsi del castigo un po' prima. Allora verrà la penitenza, ma troppo tardi, per molti. Il Padre ha già lanciato la Sfera sulla sua traiettoria verso di voi!" (Nel luogo delle apparizioni sono state scattate "foto miracolose" della cometa con la sua coda)

Tutte queste cose sono state scritte a nostro avvertimento, per noi che siamo vicini alla FINE DEI TEMPI: "Voi vivete negli ULTIMI TEMPI descritti da Giovanni nell'Apocalisse.[..] La GRANDE DISTRUZIONE colpirà l'umanità in due tempi. Nel primo tempo si avrà la Grande Guerra (la terza guerra mondiale), che porterà via dalla terra un terzo degli uomini; e, poi, la SFERA della Redenzione (Ball of Redemption), che ne porterà via un altro terzo. Il CASTIGO, perciò, sarà una enorme sfera di fuoco; e il mondo sarà battezzato nel fuoco. [..] E le tenebre verranno prima della Sfera della Redenzione".



* * *


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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:35

IL "COME" DELLA FINE DEL MONDO

A questo punto, abbiamo tutte le informazioni che ci servono per capire meglio anche "come" avverrà la fine del mondo. In realtà, spesso la Madonna stessa parla, più correttamente, di "fine dei tempi", perché si tratta di una fase caratterizzata da più eventi in successione, la maggior parte dei quali, purtroppo, catastrofici.


Lo svolgimento degli eventi alla fine dei tempi e la loro più precisa caratterizzazione sono soltanto all'apparenza complicati dal fatto che sono descritti, nelle varie apparizioni, in modo non sempre completo, in un ordine non sempre identico, con parole diverse, creando un apparente confusione nel lettore. In realtà, però, se si leggono con un minimo di attenzione tutti i messaggi della Madonna che abbiamo riportato in queste pagine (da Fatima a Medjugorje, da Garabandal a quelli delle altre apparizioni descritte qui sopra), mettendo insieme le varie profezie si deduce un quadro chiaro e coerente sul "come". In pratica, infatti, vi saranno in successione tre (tipi di) cose:





1) GRANDE CATACLISMA-AVVERTIMENTO/I


Si tratta del primo grande castigo, che ha origine sulla Terra, attraverso una terribile guerra (verosimilmente nucleare) + "avvertimenti "minori" comprendenti catastrofi naturali di grande portata (terremoti, epidemie, uragani, etc):


Nel suo messaggio a Beata Anna Maria Taigi, la Madonna ha detto: "Dio manderà due castighi: uno sarà sotto forma di guerre, rivoluzioni e altri mali, avrà origine sulla terra; l’altro sarà mandato dal Cielo".
Nel messaggio a Teresa Musco ancora altri dettagli: "Una grande guerra succederà [..] Tanti scienziati stanno inventando armi con le quali sarà possibile distruggere, in pochi attimi, gran parte dell'umanità. [..] Sta per iniziare una nuova guerra nella terra dove è nato il Salvatore, cioè il Mio amatissimo Figlio e non si fermerà. Sembra che fanno la pace ma non è vero, perché da lì nascerà la grande guerra".
Nel messaggio a suor Elena Aiello: "L'ira di Dio è prossima e il mondo sarà travagliato da gran calamità, sanguinose rivoluzioni, forti terremoti, carestie, epidemie e spaventosi uragani, che faranno straripare i fiumi e i mari! Il mondo sarà tutto sconvolto da una nuova terribile guerra. Le armi più micidiali distruggeranno popoli e nazioni".
Nel messaggio di Bayside della Madonna: "Vi saranno numerosi avvertimenti prima del castigo. [..] Indicando con un dito l'Asia e l'Africa (l'Egitto), disse: Ci sarà una guerra terribile. Molte nazioni periranno [..] Non mi è stato permesso di rivelarne la data, ma soltanto di comunicare al mondo che un grande avvertimento colpirà l'umanità".
La Madonna a Medjugorje: Mirjana avrebbe affermato che, prima che ci sia un "Segno visibile", verranno dati all'umanità tre "Avvertimenti". Gli avvertimenti saranno avvenimenti sulla Terra, e Mirjana ne sarà testimone [..] La Vergine SS., nel corso del tempo, ha affidato ad alcuni dei veggenti 10 segreti che descrivono gli eventi che si verificheranno se l’umanità non riesce a ravvedersi. Dei sei veggenti soltanto tre (Mirjana, Ivanka e Jakov) hanno ricevuto tutti e dieci i segreti. [..] Dopo il primo Avvertimento, gli altri seguiranno entro un periodo di tempo piuttosto breve.


2) GRANDE MIRACOLO-SEGNO

Verosimilmente solo dopo un "segno visibile" a Medjugorje e un "grande segno" a Garabandal (il primo, nei messaggi della Madonna, fa parte degli "avvertimenti"), si vedrà un grande miracolo-segno visibile da tutti, una grandissima Croce nel cielo più splendente del Sole e visibile di giorno e di notte:


Uno dei "segni"/avvertimento è descritto in uno dei messaggi di Medjugorje, dove si parla in dettaglio del terzo avvertimento: "Dopo questi avvertimenti, il segno visibile verrà dato per tutta l'umanità nel luogo delle apparizioni a Medjugorje [..] Dopo questi avvertimenti, il segno visibile verrà dato per tutta l'umanità nel luogo delle apparizioni a Medjugorje. [..] Il terzo segreto (che è anche il terzo avvertimento) sarà un segno visibile dato sulla collina delle apparizioni per convertire coloro che non credono".
Di un altro "segno"/avvertimento si parla in uno dei messaggi della Madonna a Garabandal: È stato inoltre promesso un grande Segno là a Garabandal, il più grande sulla terra, poiché là non è stata riconosciuta la SS. Vergine. Esso verrà comunicato al mondo da Conchita una settimana prima. La Madonna ha detto che avverrà tra il 7 e il 17, non compresi, e da marzo a maggio, un giovedì alle 20:30, in cui ricorre la festa di un martire dell'Eucarestia. Nello stesso giorno avverrà nella chiesa un grande avvenimento per cui si griderà: "Miracolo, Miracolo, Miracolo".
Nel messaggio di Bayside, con cui cominciamo la nostra rassegna dei messaggi relativi invece al grande miracolo-segno, la Madonna ha detto: "Ci sarà, dopo il cataclisma-avvertimento, un grande miracolo".
Nel messaggio a Mamma Rosa: "Quando vedrete un grande segno nel cielo, sarà il grande momento terribile... Di angoscia e di pianto [..] Guardate il Cielo, guardatelo spesso: vi troverete dei segni, e quando vedrete un gran segno (La croce in cielo) il momento sarà grave ed angoscioso".

Nel messaggio della Madonna alla stigmatizzata britannica Maria Giulia Jeahenny, nell'estasi del 21 novembre 1912: "La terra è molto minacciata, tutti gli elementi si scatenano a tratti per crivellare la terra e circondarla di voragini enormi. Voi canterete al peggiore degli sdegni del cielo l'inno della Croce Vittoriosa dei suoi nemici, Vittoriosa sulla giustizia del suo divino sposo… La dolce Croce sarà il riparo dei cristiani... la Croce sarà così luminosa che in pieno giorno sarà più splendente del Sole; nella notte Essa non si spegnerà, si allungherà ad una distanza immensa".


3) CASTIGO TERRIBILE

Si tratta del grande castigo, che questa volta non ha origine sulla Terra ma è mandato dal Cielo. Sarà prodotto da un corpo celeste, una grossa cometa che rigirerà velocemente intorno alla Terra. Prima vi sarà un'oscurità che durerà tre giorni e tre notti, l'aria sarà stagnante, senza ossigeno, e il calore intenso. Verrà annientata gran parte dell'umanità:


a) I "tre giorni e tre notti di tenebre"


Nel suo messaggio a Beata Anna Maria Taigi: "Verrà sulla terra una oscurità immensa che durerà per tre giorni e tre notti. Non si vedrà più nulla e anche l'aria sarà nociva, e recherà danno alla salute. Durante questi tre giorni, non vi sarà luce e anche quella artificiale sarà impossibile adoperare. Soltanto le candele benedette potranno ardere e dare luce in quei terribili giorni. Durante i tre giorni i fedeli dovranno rimanere chiusi in casa, recitare con molta devozione il Santo Rosario e chiedere perdono a Dio dei peccati commessi. Tutti i nemici della Chiesa in quei giorni di tenebre periranno.

Ancora la Madonna alla Beata Anna Maria Taigi: "Dopo i tre giorni, la terra sarà tutta un cimitero, i cadaveri degli empi, ma anche quelli dei giusti copriranno il suolo. Una grande desolazione regnerà, tutta la vegetazione distrutta, così sarà anche la maggior parte del genere umano. La crisi sarà per tutti e il castigo di Dio sarà su tutta la terra. Durante i tre giorni di tenebre, coloro che non si saranno convertiti periranno, i sopravvissuti saranno solo una quarta parte dell'umanità".
Nel messaggio a suor Elena Aiello la Madonna ha ribadito: "Nubi con bagliori di incendio compariranno infine nel cielo e una procella di fuoco si abbatterà su tutto il mondo. Il terribile flagello, mai visto nella storia dell'umanità, durerà settanta ore [..] Il fuoco purificatore cadrà dal cielo come fiocchi di neve su tutti i popoli e una gran parte dell'umanità rimarrà distrutta".
Nel messaggio della Madonna a Maria Giulia Jeahenny, nell'estasi del 21 novembre 1912: "Io verrò sul mondo peccatore con un terribile rombo di tuono, in una fredda notte d'inverno. Un caldissimo vento del Sud precederà questa tempesta, e pesanti chicchi di grandine scaveranno la terra. Da una massa di nuvole rosso-fuoco lampi devastatori saetteranno, incendiando e riducendo tutto in cenere. L'aria si riempirà di gas tossici e di esalazioni letali che, a cicloni, sradicheranno le opere dell'audacia e della follia e della volontà di potenza della Città della notte…

Ancora a Maria Giulia Jeahenny: Quando in una fredda notte d'inverno, il tuono romberà sono a far tremare le montagne, allora chiudete molto in fretta porte e finestre… I vostri occhi non devono profanare il terribile avvenimento con sguardi curiosi…riunitevi in preghiera dinanzi al Crocifisso, ponetevi sotto la protezione di mia Madre Santissima. Non lasciatevi prendere da alcun dubbio riguardo alla vostra salvezza… Accendete le candele benedette, recitate il Rosario. Perseverate tre giorni e due notti… Io, vostro Dio avrò purificato tutto… Magnifico sarà il mio regno di pace".


b) La grande "Sfera" della Redenzione


Nel messaggio a Mamma Rosa la Madonna ha detto: "Guardate il cielo, guardatelo spesso, v'è una stella luminosissima con una lunga scia... Quando la vedrete, di sera o di mattino... Improvvisamente - e si farà vedere in molte regioni - sarà un segno di calamità. Dovete far tutto per consolare le anime perché è suonata l'ora del terribile castigo...".

Nel messaggio di Bayside ha detto: "Dopo il miracolo, se l'umanità non si convertirà, Dio Padre darà inizio ad un terribile castigo". [..] Poi la Santa Vergine indicò al di là del globo: vi era una grossa SFERA (con una coda simile ad una striscia di fuoco) che attraversava velocemente il cielo, dirigendosi verso la terra e producendo un grande calore. Vi erano città in fiamme, gente che correva e cadeva. L'aria era pesante e spessa e mancava di ossigeno. La Sfera girava e rigirava velocemente nel cielo rovesciando grosse particelle di polvere (Veronica soffocava). [..] "Al momento del castigo lo splendore causato dall'avvicinarsi dell'oggetto celeste, inviato dal Padre come agente punitore, illuminerà la notte in pieno giorno. Questo corpo celeste emanerà una grande quantità di calore sulla terra".

Sempre a Bayside: "Siete una generazione perversa e vi attirate la mano dei castigo che non tarderà a colpirvi. Verrà sulla terra una grande oscurità. L'aria sarà stagnante, senza ossigeno. Non vi sarà luce. Le candele si accenderanno in piccolo numero. Poi il calore diventerà intenso. Sarete avvertiti dell'avvicinarsi del castigo un po' prima. Allora verrà la penitenza, ma troppo tardi, per molti. Il Padre ha già lanciato la Sfera sulla sua traiettoria verso di voi!" (Nel luogo delle apparizioni sono state scattate "foto miracolose" della cometa con la sua coda).
Nelle parole pronunciate dalla Madonna di Fatima nella terza apparizione: "Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che la prossima punizione del mondo è alle porte...".
E ancora a Bayside: "La GRANDE DISTRUZIONE colpirà l'umanità in due tempi. Nel primo tempo si avrà la Grande Guerra (la terza guerra mondiale), che porterà via dalla terra un terzo degli uomini; e, poi, la SFERA della Redenzione (Ball of Redemption), che ne porterà via un altro terzo. Il CASTIGO, perciò, sarà una enorme sfera di fuoco; ed il mondo sarà battezzato nel fuoco. [..] E le tenebre verranno prima della Sfera della Redenzione".

Se le profezie all'apparenza più "interessanti" sono quelle che parlano dei Cataclismi/Avvertimenti, dei Segni/Miracoli e del terribile Castigo che Dio sta per mandare sul mondo, in realtà il più importante messaggio della Madonna è sempre quello che ci chiede di convertirci a Dio e di vivere una vita pienamente cristiana. Troverete tutte le principali richieste a riguardo fatte dalla Madonna nelle sue apparizioni - e organizzate per il lettore secondo un semplicissimo schema - nell'ultima sezione di questo sito: Le richieste della Madonna.

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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:38

LE RICHIESTE DELLA MADONNA

Nelle sue varie apparizioni - a Lourdes, come a Fatima, come nei posti più sperduti del mondo - la Madonna ha gridato ai suoi figli un messaggio molto semplice che può essere riassunto così: "Convertitevi e credete al Vangelo, e pregate molto facendo penitenza".

Per la conversione a una vita pienamente cristiana è necessario chiedere il perdono di tutti i propri peccati con la confessione e, come disse la Madonna a Garabandal, "oltre a dire molte preghiere, a fare molti sacrifici e molta penitenza, ed a visitare spesso il Santo Sacramento, soprattutto bisogna essere molto buoni". In altre parole, come detto dalla Madonna nell'apparizione di Cuapa, dopo il pentimento e l'allontanamento sincero dal peccato, occorre "perseverare nella recita del Santo Rosario e nel mettere in pratica la Parola del Signore".

Gli insegnamenti dati all'umanità dalla Madonna a Garabandal, non a caso, furono i seguenti (vedremo di seguito come interpretarli meglio anche sulla base di tutte le altre apparizioni mariane):


Presenza viva di Cristo nella SS. Eucarestia
Devozione al Sacro Cuore di Gesù e all'Immacolato Cuore di Maria
Recita quotidiana del S. Rosario, come arma contro Satana
Preghiera per i defunti
Visita ai malati
Preghiere per "i suoi figli prediletti", i sacerdoti
Comunione e confessione frequenti
Preghiera di ringraziamento dopo la Comunione
Offrire tanti sacrifici e penitenze
Ricevere la Comunione in bocca
Vivere una vita buona
Aggiungere nell'Ave Maria: Madre di Dio e Madre nostra...


* * *



LE PREGHIERE E IL SANTO ROSARIO

Le preghiere sono innanzitutto una comunicazione con Dio, ma anche un'arma contro Satana, contro il Male. La Madonna di Medjugorje ha detto: "Vi invito alla preghiera, così che attraverso la preghiera mettiate Dio al primo posto".
Come la Madonna ha detto in una delle sue apparizioni a La Salette, le preghiere "bisogna dirle e bene, al mattino e alla sera. Quando non avete tempo, dite almeno un Padre Nostro o un 'Ave Maria. Quando potete far meglio, ditene di più".
Inoltre, almeno una volta al mese occorre riflettere sulla passione di Gesù attraverso la recita del Santo Rosario: l'ideale sarebbe farlo "tutti giorni", come ha detto a Fatima e in una delle apparizioni di Cuapa (Nicaragua, 1980), "recitandolo a un'ora fissa quando non ci sono problemi con le faccende di casa".

Sempre a Cuapa, la Madonna spiegò che al Signore non piacciono le preghiere recitate superficialmente o meccanicamente: per questo raccomandò di pregare il Rosario con la lettura dei passi biblici, mettendo in pratica la Parola di Dio.
Devozione dei "primi Cinque Sabati" per ricevere molte grazie, raccomandata dalla Madonna di Fatima: "A tutti coloro che, durante cinque mesi consecutivi, si confesseranno, riceveranno la Santa Comunione, e mi terranno compagnia per quindici minuti, meditando sui quindici misteri del Rosario, in spirito di riparazione, io prometto di assisterli nell’ora della loro morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza della loro anima. La confessione può anche essere anticipata, a patto che le anime siano in stato di grazia quando mi riceveranno il primo sabato, e che in questa confessione anticipata esse abbiano l’intenzione di fare così un atto di riparazione al Sacro Cuore di Maria. Le anime che si dimenticheranno di formulare questa intenzione potranno formularla nella confessione successiva, approfittando della prima occasione di confessarsi che avranno".
Occorre pregare per la conversione dei peccatori, per i sacerdoti, per le vocazioni, per i defunti, per la pace nel mondo, per i pericoli imminenti che minacciano l'umanità. Come ha detto la Madonna di Gallinaro a Giuseppina Norcia, "il Santo Rosario è l'arma più potente contro il demonio, per salvare le anime, per liberarle dal male e dalla tentazione". Anche a Placanica la Madonna ha chiesto: "Ogni primo sabato del mese fa un'ora di preghiera notturna dalle 23 alle 24 in onore del mio cuore immacolato con l'intenzione di offrirmi riparazioni per i peccatori".
Come richiesto dalla Madonna a Garabandal, occorre aggiungere, nell'Ave Maria, "Madre di Dio e Madre nostra": Ave Maria, Madre di Dio e Madre Nostra, piena di grazia...
Come disse una volta la Madonna in un'apparizione ad Aopke: "Coloro fra i miei figli che pregano il Rosario con frequenza e impegno riceveranno molte grazie, tanto che Satana non riuscirà ad avvicinarsi a loro. Figli miei, quando siete assaliti da grandi tentazioni e problemi prendete il vostro Rosario e venite da me e i vostri problemi saranno risolti. Ogni volta che direte 'Ave Maria piena di Grazia...' riceverete da me molte grazie. Quelli che recitano il Rosario non potranno mai essere dannati".
Come più volte la Madonna ha detto a Medjugorje: "Vi invito a mettere la preghiera al primo posto nella vostra vita". [..] "Pregate fino a che la preghiera non diventi per voi gioia. Solo così ognuno di voi scoprirà la pace nel cuore e la vostra anima sarà contenta. Sentirete il bisogno di testimoniare agli altri l'amore che sentite nel vostro cuore e nella vostra vita".


LA MESSA, LA CONFESSIONE E LA COMUNIONE

Occorre andare alla Santa Messa tutte le Domeniche e in tutte le Feste considerate tali dalla Chiesa (Festa dell'Immacolata, Natale, etc.). L'ideale sarebbe, come richiesto di recente dalla Madonna di Civitavecchia, "andare alla Santa Messa tutti i giorni". La Santa Messa è essenzialmente il rinnovo del sacrificio di Cristo: davanti all'altare non distraetevi, ma state raccolti in preghiera.

Occorre confessarsi frequentemente. L'ideale sarebbe, come richiesto nei messaggi della Madonna di Civitavecchia: "Confessarsi almeno una volta alla settimana, nel giorno del Signore". A Oliveto Citra, la Madonna ha detto: "Riconciliatevi perché solo con la pace nel cuore si può amare mio Figlio". A Medjugorje: "Vi invito alla conversione. Aprite il vostro cuore a Dio, figlioli, attraverso la Santa Confessione e preparate la vostra anima affinché il piccolo Gesù possa nuovamente nascere nel vostro cuore. Permettetegli di trasformarvi e di condurvi sulla strada della pace e della gioia".
La confessione riguarda il non rispetto dei Dieci Comandamenti:

Non avrai altro Dio all'infuori di me;
Non nominare il nome di Dio invano;
Ricordati di santificare le feste;
Onora il padre e la madre;
Non uccidere;
Non commettere atti impuri;
Non rubare;
Non dire falsa testimonianza;
Non desiderare la donna d'altri;
Non desiderare la roba d'altri.
Infatti, la Madonna ha detto in una delle sue apparizioni che "quelli che rispondono alla chiamata dello Spirito Santo sono coloro che accettano di conformare quotidianamente la propria vita al Vangelo e di mettere al primo posto nella propria giornata i doveri verso Dio. E così accettano di osservare scrupolosamente i Dieci Comandamenti, di tendere fervidamente alle Beatitudini, di servire umilmente e per sempre la Chiesa di Pietro".
Occorre ricevere la Comunione frequentemente. Dopo la Comunione, bisogna fare una preghiera di ringraziamento. L'Eucaristia contiene Cristo immolato per noi, per la nostra salvezza.

Occorre, come richiesto a Civitavecchia, "pregare molto davanti a Gesù Eucaristia", dove c'è la presenza viva di Cristo. Come la Madonna di Fatima dice a Conchita: "Devi visitare più spesso mio Figlio nel Tabernacolo. Perché non gli fai visita, e ti lasci prendere dalla pigrizia? Egli vi sta aspettando giorno e notte..."
Parlando a suor Lucia, il Signore ha detto: "Desidero che la mia Chiesa ponga la devozione a questo Cuore Immacolato accanto a quella del Mio Sacro Cuore". E a Fatima la Madonna ha detto: "Gesù vuol servirsi di te per farmi conoscere e amare. Lui vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Esso sarà il tuo rifugio e il cammino più breve che ti condurrà fino a Dio". Come ha rivelato una volta la Madonna presentandosi come Stella del Mattino, occorre "fare o rinnovare formalmente e solennemente la propria consacrazione al Sacro Cuore di Gesù per mezzo della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, secondo la formula 'Totus Tuus ego sum et monia mea tua sunt' ('Ecco sono tutto Tuo e tutto ciò che è mio è Tuo'), durante una celebrazione della Santa Messa, previa Confessione sacramentale e recita del Rosario". Ancora la Madonna: "Il Cuore di Gesù e il mio sono intimamente uniti da fare un Cuore solo. Sì, Io e Gesù siamo una cosa sola, i peccati che feriscono il suo Cuore, feriscono anche il Mio".
Come una volta la Madonna ha detto alla venerabile Flora Manfrinati: "Desidero che nel cuore di ogni anima vi sia un sol motto: Vivo con la Chiesa, la mia casa è la Chiesa, la mia umiltà la trovo in Chiesa, la mia forza la trovo in Chiesa! Vivo con la Chiesa, perché la Chiesa è stata benedetta da Cristo, da essa ho ricevuto la vita attraverso i Sacramenti; il mio pane lo trovo nell'Eucaristia, l'umiltà la trovo nell'Ostia, dove un Dio si cela, tace, aspetta in silenzio, in un Tabernacolo oscuro".


SACRIFICI, PENITENZE E "VITA BUONA"

Occorre offrire tanti sacrifici (fioretti) e penitenze, anche per gli altri peccatori. Meno divertimenti e passatempi, e come ha detto la Madonna a Medjugorje: "Non pensate solo al riposo del vostro corpo ma cercate tempo anche per l’anima". Inoltre, come la Madonna disse a Mamma Rosa: "Tutto ciò che sarà sopportato nel nome di Gesù sarà scritto nel libro d'oro". E ad Aopke: "Offri tutte le piccole sofferenze che incontrerai per consolare Gesù". E a Fatima: "Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte, specialmente quando fate qualche sacrificio: 'O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria' ".

Occorre vivere una "vita buona", cioè, come la Madonna di Cuapa ha detto, "amarsi gli uni gli altri, perdonarsi a vicenda, fare la pace, adempire ai propri doveri, mettere in pratica la Parola del Signore, piacere a Dio, servire il prossimo". Dunque, come la Madonna ha detto a Bayside: "Portate amore nei cuori: non orgoglio, non superbia, non vanità ma solo amore".

Occorre esercitare "solidarietà come chiamata alla carità" - ha detto la Madonna di Betania - "e specialmente verso i più bisognosi, i poveri, gli emarginati e gli infermi". Dunque questo significa, in pratica, "servire il prossimo": la visita ai malati, l'aiuto ai poveri, eccetera.
Occorre "approfondire e rafforzare la propria fede" - disse la Madonna a Betania - "per mezzo della lettura e della meditazione della parola di Dio nella Sacra Scrittura".

Occorre "esercitare un impegno apostolico come conseguenza di una fede approfondita e viva", disse la Madonna di Betania. Ed a Heede disse: "Fate la vostra parte per far conoscere la mia volontà ovunque", concetto ribadito a Bayside: "Ognuno collabori a diffondere urgentemente i messaggi. Dio lo ricompenserà!". Come più volte la Madonna ha detto a Medjugorje: "Figlioli, siate segno per coloro che sono lontani da Dio e dal suo amore. [..] Siate gioiosi portatori dei miei messaggi". [..] "Lavorate perché più anime possibili incontrino Gesù e il suo amore".
Occorre fare delle opere buone. Come la Madonna di Fatima disse a Conchita: "Presentandoti davanti a Dio, dovrai mostrarGli le tue mani piene delle tue opere fatte in favore dei tuoi fratelli e per la gloria di Dio... Ora, sono ancora vuote".

* * *


“Non stancatevi di ripetere a coloro che l'avessero dimenticato e che continuano a dimenticare le parole da Me pronunziate nell'Ultima Cena:


IL MIO CORPO È STATO IMMOLATO

ED IL MIO SANGUE È STATO SPARSO PER VOI.

VENITE A ME.

QUANDO RICEVERETE QUEL PANE E QUEL VINO,
SENTIRETE IL CALORE DEL MIO AMORE,

SENTIRETE L'AMORE DEL VOSTRO DIO.

VEGLIATE.

AMATEVI COME IO HO AMATO VOI.

AMATE IL PROSSIMO COME VOI STESSI.

RISPETTATE I DIECI COMANDAMENTI”.



Messaggio di Gesù (Gallinaro, FR, 1975)





"Beati noi se sappiamo soffrire e offrire tutto al Signore. Niente va perduto. Il Signore non si tiene niente, e saprà ben ricompensarci delle nostre sofferenze."
Teresa Musco


"Figli miei, vi ho dato tutto il mio tempo, datemi una parte del vostro."
Messaggio di Cristo (Los Angeles, 12 agosto 1988)



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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:41

guardate attenntamente il video,ma soppratutto il graffico in cui si trova il livello sulla fine del mondo attualmente:


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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:42

LE COINCIDENZE

Elenchiamo qui di seguito, in ordine di tempo, le numerose e - nel loro complesso - incredibili "coincidenze" rilevanti per la nostra tesi che Benedetto XVI sia l'ultimo Papa della Storia, in accordo con la profezia dei Papi di San Malachia. Molte di esse erano ben note, ma negli ultimi 24 mesi se ne sono aggiunte delle nuove, alcune delle quali sono sfuggite anche ai più attenti osservatori, e fanno acquistare una diversa luce a quelle già conosciute. L'importanza di tali coincidenze per la corretta interpretazione della Profezia dei Papi sarà chiara più avanti, nella sezione dedicata alla Profezia stessa.

Eccole, in questo ben documentato elenco:


1) MAJOR COINCIDENCE (2 coincidenze "molto forti")
Tutti conoscono l'incredibile coincidenza tra il mese, il giorno e l'ora dell'attentato al Papa (13 maggio 1981, ore 17) e la famosa apparizione (la prima delle sei) della Madonna di Fatima ai tre pastorelli (13 maggio 1917, ore 17): due moriranno pochi mesi dopo; la terza, Lucia, diventerà suora con il nome di suor Lucia. L'attentato al Papa era previsto dal Terzo segreto di Fatima, che nel 1981 era noto solo a Papa Wojtyla, il quale infatti si riterrà miracolato dalla Madonna (il proiettile sfiora tutti gli organi vitali ferendolo gravemente ma senza ucciderlo). Come se questa incredibile coincidenza di mese, giorno e ora non bastasse, la fuga dell'attentatore turco Alì Agcà - come riportano le cronache dell'epoca e ha raccontato lo stesso Agcà - fu impedita da una suora che lo prese per il braccio permettendo a un carabiniere di intervenire: quella suora si chiamava suor Lucia.



2) MAJOR COINCIDENCE (2 coincidenze "forti")

Il 13 febbraio 2005, alle ore 17, è morta, a 97 anni, suor Lucia. Ancora una singolare coincidenza di giorno (il 13) e ora (le 17) con la prima apparizione della Madonna di Fatima (13 maggio 1917, ore 17) e con l'attentato a Papa Wojtyla (13 maggio 1981, ore 17), profetizzato dal Terzo segreto di Fatima, nonché coincidenza dell'anno con la morte di Wojtyla stesso. Salutando il cardinal Tarcisio Bertone, quando egli l'era andata a trovare nel 2000 su richiesta di Giovanni Paolo II per porle alcune domande sull'interpretazione del Terzo segreto di Fatima, suor Lucia aveva detto (come Bertone stesso ha raccontato): "No, lei non mi rivedrà viva. Tornerà a darmi la benedizione". E infatti l'ha rivista quando è andato a celebrarne il funerale.



3) MAJOR COINCIDENCE (2 coincidenze "molto forti" + 2 "deboli")

Papa Wojtyla è nato il 18 maggio 1920, e in quello stesso giorno c'è stata un'eclisse di Sole (una delle due di quell'anno). L'8 aprile 2005 è stato il giorno dei suoi funerali, e in quello stesso giorno c'è stata un'eclisse di Sole (una delle due di quell'anno). Considerata la rarità delle eclissi di Sole (circa 2-3 l'anno), il fatto che la nascita e il solenne addio di questo Papa, seguito in diretta Tv da miliardi di persone nel mondo, abbiano coinciso entrambi con un'eclissi di Sole, va considerato un fatto straordinario in quanto rarissimo, come si può calcolare anche matematicamente: pertanto, quasi certamente Wojtyla è l'unico Papa della Storia per il quale ciò si è verificato.


Molto evidente, quindi - e come vedremo importante - il legame e l'accordo perfetto con il motto descrittivo fornito per questo Papa dalla Profezia dei Papi (De labore solis, "della fatica del Sole"). Inoltre è evidente l'ennesimo legame (il Sole) tra Wojtyla e Lucia di Fatima. Infatti, nella 6a apparizione della Madonna di Fatima, il 13 ottobre 1917 (il 13 è anche il giorno dell'attentato a Wojtyla e della prima apparizione), si verifica il cosiddetto miracolo del "Sole danzante" (non ci sono state eclissi di Sole in quei giorni), a cui assistono le numerossime persone che erano sul luogo: il Sole si muove, si avvicina alla Terra e asciuga i presenti, inzuppati dall'acquazzone.



4) MAJOR COINCIDENCE (2 coincidenze "medio-forti")

Anche il giorno e l'ora della morte di Papa Wojtyla non sono "qualsiasi" (primo sabato di aprile, ore 21:37). Infatti, in seguito a una richiesta della Madonna di Fatima, esiste la "devozione dei primi 5 sabati del mese", e dunque vi è al tempo stesso una coincidenza assai curiosa del giorno del mese e un ennesimo legame con Fatima. Inoltre, il numero 777, che in numerologia notoriamente corrisponde alla "perfezione" (rappresenta infatti la Trinità) è dato proprio da 21 x 37, le due cifre che formano l'ora ufficiale a cui Wojtyla è morto (provate a ottenere il numero 777 con un altro orario, se ci riuscite...). Questa singolare coincidenza riguardante l'orario della morte, di cui vedremo meglio in seguito il significato, me l'ha fatta notare Ennio Peres, noto esperto di numeri e collaboratore di Focus, La Stampa, etc.



5) MAJOR COINCIDENCE (2 coincidenze "medio-forti")


Mi chiedevo perché proprio la data del 13 maggio accomunasse il Papa a Fatima e, scorrendo la lista delle date di nascita e di morte di tutti i Papi, ho scoperto una nuova curiosissima coincidenza: c'è solo un Papa nato il 13 maggio (1792), ed è Pio IX. Pio IX non è affatto un Papa "qualsiasi", ma è il Papa più "legato" a Wojtyla, perché (Pietro a parte) Wojtyla è il Papa che ha avuto il pontificato più lungo dopo Pio IX (Pio IX è stato un grandissimo papa, tanto che è stato beatificato... da Wojtyla). Wojtyla il Grande è stato forse il Papa più "unico" di sempre o, al massimo, il secondo: ciò a causa dell'attentato, della lunghezza del pontificato, di una marea di "prime volte", del suo carisma, dei suoi miracoli, etc. E la durata del suo pontificato è stata seconda non a quella di un Papa "qualsiasi", ma di uno considerato grandissimo, da lui beatificato e nato, guardacaso, proprio il 13 maggio.



6) ALTRO: UN CURIOSO "SEGNO"


Inoltre, vale la pena notare l'esistenza di un "segno" che sembra "legare" la morte di Wojtyla a quella di Gesù. Come raccontano i Vangeli di Luca, Matteo e Marco, alla morte di Gesù il Sole si eclissò e «fece buio su tutta la terra» fino alle tre del pomeriggio (Matteo parla anche di un terremoto). I calcoli astronomici non segnalano però alcuna eclisse di Sole nell’anno della morte di Gesù. Del resto, essa è avvenuta il giorno prima della Luna piena, quella della Pasqua ebraica, e dunque la Luna si trovava dalla parte opposta della Terra rispetto al Sole, e non poteva dare luogo a un’eclissi di Sole. Perciò il fatto che il Sole si sia oscurato alla morte di Gesù è da ritenersi non un normale fenomeno astronomico, bensì un fatto straordinario, così come lo è la “danza del Sole” vista a Fatima dai pastorelli e dalla folla presente.

Ovviamente, nel caso di Giovanni Paolo II, le eclissi di Sole non costituiscono un evento straordinario in quanto tale, essendo state prodotte da un fenomeno astronomico, ma per il fatto che un fenomeno naturale non certo frequente sia associato a due delle date più significative della vita del Pontefice. Sia nel caso della morte di Gesù, sia nel caso dell’apparizione di Fatima, l’oscurarsi del Sole è associato a un evento molto importante, e in entrambi i casi rappresenta evidentemente un “segno”; e quindi non stupisce che un’eclisse, la quale è un oscurarsi (sia pure naturale) del Sole, sia associata per ben due volte - giorno dell'arrivo e quello dell'addio - a uno dei papi (anzi, forse l'unico di tutta la Storia) la cui vita, soprattutto per il gravissimo attentato subìto, ma certamente non solo per quello, ha per certi versi assomigliato a quella quasi di un "Nuovo Gesù".

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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Gio 26 Nov 2009, 23:48

LA PROFEZIA DEI PAPI

Non sappiamo a quando risalga con esattezza e da chi sia stata realmente scritta la famosa "Profezia dei Papi", nota anche come Profezia di San Malachia, in quanto attribuita al monaco cistercense irlandese Malachia, che l'avrebbe scritta in epoca medioevale (intorno al 1140), ma è certo che è stata pubblicata per la prima volta nel 1595 dal benedettino Arnold Wion nel suo libro Lignum vitae.

Il Santo irlandese Malachia nella Profezia indica una lista - che avrebbe visto in sogno - dei Papi che si sarebbero succeduti a partire dal 1143 fino alla fine dei giorni. Ma non li indica con nome e cognome, bensì con 111 brevi motti in latino corrispondenti ad altrettanti Papi, mentre sotto il 111° motto vi è un'inquietante frase: "In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen."



La traduzione in italiano di quest'importante frase è la seguente: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia".



Analizzeremo nella sezione sulla Fine del mondo l'interpretazione di tale frase. Di seguito ci limiteremo a mostrare l'impressionante aderenza tra i motti e (in particolare) gli ultimi 11 Papi; ma anticipiamo che, quasi certamente, il 111° motto e la frase finale si riferiscono al medesimo Papa: per cui Benedetto XVI sarebbe l'ultimo Papa della Storia, dopodiché ci sarebbe il "giudizio di Dio".





Ecco i motti corrispondenti ai Papi più recenti (subito dopo la lista troverete anche quello del 111° Papa, cioè Benedetto XVI):




110°) Giovanni Paolo II (1978-2005) - Motto "De labore solis"
Il motto attribuito a Papa Wojtyla (n. 18/5/1920 m. 2/4/2005), “della fatica del Sole”, è un chiaro riferimento al fatto che egli nacque del giorno di un'eclisse solare, e che anche il suo "addio" ha coinciso con un'eclisse, una doppia circostanza estremamente rara.


109°) Giovanni Paolo I (1978) - Motto "De medietate lunae"
La Profezia di San Malachia (“della metà della luna”) sembra aver previsto in modo impressionante, anche nel caso di Papa Luciani (n. 17/10/1912 m. 28/9/1978), il fatto che il suo brevissimo pontificato (che durò appena 33 giorni) iniziò e terminò quando la Luna era visibile esattamente a metà. Più calzante di così...


108°) Paolo VI (1963-1978) - Motto "Flos florum"
Papa Montini (n. 26/9/1897 m. 6/8/1978) era il “fiore dei fiori”, e infatti la famiglia Montini aveva tre gigli nel proprio stemma. Un altro tipico genere di motto (azzeccato) della Profezia dei Papi.


107°) Giovanni XXIII (1958-1963) - Motto "Pastor et Nauta"
Egli (n. 25/11/1881 m. 3/6/1963) fu patriarca di Venezia prima di diventare Papa, donde “pastore e marinaio”. Senza dubbio uno dei tanti motti che risultano molto aderenti al personaggio.


106°) Pio XII (1939-1958) - Motto "Pastor Angelicus"
Questo Papa (n. 2/3/1876 m. 9/10/1958) di grandissima spiritualità riconobbe in alcune encicliche, come guida più sicura per la dottrina cattolica, la filosofia di San Tommaso d'Aquino, tradizionalmente noto come "Il dottore angelico". Donde, forse, "Pastore angelico".




105°) Pio XI (1922-1939) - Motto "Fides intrepida"
Egli (n. 31/5/1857 m. 10/2/1939) sfidò senza paura Stalin, Mussolini, e Hitler, subendo, come mostrano documenti vaticani pubblicati di recente, fortissime pressioni da questi ultimi due. Nel '37 pubblicò l'enciclica Mit Brennender Sorge per denunciare il razzismo e l'antisemitismo nazista. Dunque è azzeccato "Fede intrepida".




104°) Benedetto XV (1914 -1922) - Motto "Religio depopulata"
Papa (n. 21/11/1854 m. 22/1/1922) durante i massacri della Grande Guerra e l'epidemia della "spagnola", eventi che provocarono la morte di milioni di Cristiani, e nel 1917 vide l'inizio della Rivoluzione russa che portò alla fine della vita religiosa in questo Paese in precedenza cristiano. Donde il motto di "religione spopolata".

103°) Pio X (1903-1914) - Motto "Ignis Ardens"
Questo Papa (n. 2/6/1835 m. 20/8/1914) fu probabilmente il più zelante propagandista del suo tempo e i suoi sforzi furono diretti al promuovere la pietà e la fede. "Fuoco ardente" descrive benissimo Pio X, il cui impegno zelante fu volto alla rinascita spirituale della Chiesa.

102°) Leone XIII (1878-1903) - Motto "Lumen in coelo"
L'ultimo Papa del XIX secolo (n. 2/3/1810 m. 20/7/1903) era "una luce nel cielo", e infatti il simbolo della sua casata, quella dei Pecci, era una cometa. Si noti che nel suo motto non viene usata la parola "astro" perché già usata in un motto analogo precedente.




101°) Pio IX (1846-1878) - Motto "Crux de cruce"
Il Papa del Risorgimento (n. 13/5/1792, m. 7/2/1878), che dai Savoia subì vessazioni e sequestri, era "La croce (dunque, la sofferenza) che viene dalla croce": e una grande croce bianca in campo rosso è lo stemma, appunto, dei Savoia.


100°) Gregorio XVI (1831-1846) - Motto "De Balneis Etruriae"
Papa Gregorio XVI (n. 18/9/1765, m. 1/6/1846) iniziò la sua vita religiosa nell'ordine dei Camaldolesi, che fu fondato nel Tredicesimo secolo in Etruria, in una località chiamata in latino "balneum".



Naturalmente, non è teoricamente corretto cercare di interpretare il motto di Papa Benedetto XVI in questo momento, poiché alcuni altri motti della lista possono esssere compresi solo al termine del pontificato. Comunque, per soddisfare la curiosità:

111°) Benedetto XI (2005-regnante) - Motto "De gloria olivae"
Il motto di Papa Ratzinger (n. 16/4/1927), "la gloria dell'olivo", sembra un chiaro riferimento al nome Benedetto, poiché i membri dell'ordine benedettino sono anche noti come gli Olivetani, il cui stemma è proprio un ramo d'olivo. Ma, soprattutto, egli è nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine del periodo Pasquale, e tutto il periodo è notoriamente sotto il segno dell'ulivo.


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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Ven 27 Nov 2009, 00:07

LA "FINE" DEL PETROLIO (E DELLA CIVILTÀ)




si evidenzia come esistano solo due tipi di catastrofi che hanno, allo stesso tempo, la possibilità di "spazzare via" quasi all'improvviso la maggior parte del genere umano e che hanno una probabilità non trascurabile di verificarsi in qualsiasi momento: si tratta di una pandemia altamente letale dovuta a un virus naturale o modificato in laboratorio dall'uomo, oppure una guerra termonucleare globale (Menichella, 2005). Ci sono tantissime cose interessanti e non note al largo pubblico da dire riguardo questi due tipi di eventi -- oppure su altre serie minacce per la nostra società, sul superamento di "soglie critiche" a livello planetario, sulla fine della civiltà e della nostra specie, etc. -- ma non lo farò perché ne ho già parlato diffusamente nel mio libro e perché ciò mi porterebbe ora fuori tema.

Il problema che invece illustrerò nel seguente articolo è quello senza alcun dubbio più urgente e grave (come risulta ben chiaro a chi si occupa dell'argomento) che la nostra civiltà tecnologica e globalizzata si trova -- e si troverà sempre più velocemente e drammaticamente -- ad affrontare per tentare di rimandare la sua fine (o la scomparsa di gran parte dell'umanità): parliamo del "picco del petrolio", che è una cosa un po' diversa dalla fine del petrolio, ma che in pratica si può considerare quasi equivalente. Infatti, è la sempre maggiore difficoltà a comprare il petrolio dato il suo prezzo medio sempre più alto che causa di fatto la sua crescente "indisponibilità" (con tutte le sue gravissime conseguenze che analizzeremo), più che il minor petrolio esistente in sé. E se il rialzo del prezzo medio del petrolio negli ultimi anni fino al 2005 è dovuto più a un eccesso di domanda (e quindi di salute del sistema), dal 2005 è dovuto invece a un principio di shock dell'offerta, in quanto siamo appunto al "picco del petrolio", cui segue il declino.


Clicca sulle figure per ingrandirle


Figura 1. Il ritmo di crescita esponenziale registrato nell'ultimo decennio dal prezzo del petrolio con l'avvicinarsi al cosiddetto "picco di Hubbert", cioè il picco della produzione mondiale di petrolio, che in realtà più che un picco appuntito è un plateau leggermente decrescente iniziato nel 2008, cui seguirà nei prossimi anni un declino più marcato nella produzione mondiale. (fonte: ASPO Newsletter, marzo 2009)



La verità sul picco del petrolio

Ma cos'è il cosiddetto e famigerato picco del petrolio? Semplice, premesso che il petrolio è una risorsa naturale di fatto non rinnovabile sui tempi scala umani, la quantità di petrolio "prodotto" (cioè estratto, raffinato e immesso sul mercato) NON è rappresentata, nel tempo, da una curva sempre crescente o quasi -- quale invece è la curva dei consumi di una società liberal-capitalistica come la nostra, basata sull'espansione economica quasi-continua, pena la recessione o anche peggio -- bensì da una curva con una forma vagamente simmetrica e "a campana", che come una montagna ha un picco -- detto "picco del petrolio" o anche "picco di Hubbert" -- all'incirca a metà, cioè quando sostanzialmente una metà del petrolio estraibile è stato estratto. Come vedremo, una volta superato il picco di Hubbert iniziano per la nostra società dei problemi insormontabili, perché il petrolio che può essere estratto e immesso sul mercato diminuisce sempre più rapidamente, mentre la domanda da consumi tende a crescere.



Figura 2. Il "picco del petrolio", o "picco di Hubbert", è in pratica il picco più alto, collocato intorno al 2008, che vediamo in questo grafico che rappresenta la produzione mondiale cumulativa di petrolio+gas naturale (il petrolio si distingue in convenzionale e in "non convenzionale", la cui estrazione è molto più difficile e costosa: pesante, da giacimenti marini profondi o polari, etc.). (fonte: ASPO Newsletter, marzo 2009)


Secondo le maggiori autorità mondiali (e, soprattutto, fonti del tutto indipendenti) in questo campo -- ovvero il geologo petrolifero Colin Campbell, Kjell Aleklett e altri esperti dell'ASPO (Association for the Study of Peak Oil and Gas) -- oggi noi saremmo sopra il picco del petrolio: anzi, secondo i dati e vari "segnali", lo avremmo appena superato, e ciò sarebbe avvenuto nel 2008. Infatti si vede bene che si è superato il picco solo un certo tempo dopo che si è oltrepassato, quando la situazione ha assunto già un carattere catastrofico o quasi: lo si può notare, infatti, dal solito grafico del petrolio prodotto, sotto forma di un netto massimo (o, come sta avvenendo in questo caso, di un massimo non troppo pronunciato seguito da un pianerottolo più o meno regolare) seguito da un chiaro inizio di declino. Ad ogni modo, il fatto che ora siamo sopra il picco o nelle sue immediate vicinanze, è fuori discussione: oltre il 95% dei modelli (elaborati da gruppi di esperti diversi) prevede il picco tra il 2008 e il 2010.

Il concetto di picco del petrolio, infatti, si applica pure alla produzione di petrolio dei singoli Paesi o dei singoli pozzi. Ebbene, dei 65 Paesi del mondo maggiori produttori di petrolio, la maggior parte hanno già superato il picco di Hubbert (ad es., la Russia lo ha superato nel 2007) e dunque la loro produzione è in declino, mentre per gli altri è solo questione di tempo. In pratica, il grosso della produzione mondiale deriva da pochi giacimenti giganti scoperti molto tempo fa, e tre dei quattro giacimenti giganti più grandi del mondo (Daqing in Cina, Cantarell in Messico, Burgan in Kuwait) sono già in declino, mentre il quarto (Ghawar, in Arabia Saudita) sembra prossimo a oltrepassare il picco. Essi sono oggi i soli giacimenti petroliferi in grado di produrre 1 milione di barili di petrolio al giorno, ma fino a quindici anni fa erano 15. Quando anche gli ultimi Paesi supereranno il picco del petrolio, inizierà purtroppo un marcato declino della produzione mondiale, e con esso il veloce cammino verso una probabile catastrofe.


Tabella 1. Le migliori stime disponibili dicono che il picco di Hubbert a livello mondiale per il petrolio (+ gas naturale) è stato raggiunto nel 2008, e che il declino della produzione sarà alquanto rapido. (fonte: ASPO Newsletter, marzo 2009)


Non ci sono "paracadute", perché le scoperte di nuovi giacimenti nel mondo hanno raggiunto un massimo negli anni Sessanta e sono nettamente in calo da decenni, nonostante i notevoli miglioramenti delle tecnologie per la prospezione petrolifera. Anche il forte aumento dei prezzi negli anni Settanta conseguente alla grave crisi petrolifera del '73 (di natura geopolitica) non è stato sufficiente a invertire la tendenza. Ormai si stanno già largamente sfruttando anche i grandi giacimenti di petrolio "pesante", quelli marini profondi e restano da scoprire solo le "briciole", o poco più. L'80% del petrolio che consumiamo è stato scoperto prima del 1973. Oggi, per sei barili di petrolio consumati viene scoperto un solo nuovo barile, e l'esplosione della domanda da parte di Paesi super-energivori come la Cina peggiorerà tale rapporto. Perfino scoperte inattese -- che comunque appaiono improbabili -- posporrebbero i problemi di qualche mese, ma ben poco cambierebbe nel quadro generale.



Figura 3. La curva delle scoperte di nuovi giacimenti petroliferi ha un massimo negli anni Sessanta. Oggi le nuove scoperte sono largamente inferiori ai nostri consumi e alla domanda da consumi futura. (fonte: Association for the Peak of Oil and Gas)


Si potrebbe a questo punto ingenuamente pensare che "basti" aumentare la produzione, cioè la capacità di estrazione e raffinazione. Il punto-chiave, tuttavia, è che la produzione di petrolio da un dato giacimento diviene progressivamente più difficoltosa (e costosa) via via che si estraggono percentuali maggiori della riserva recuperabile: in altre parole, è relativamente facile estrarre la prima metà del petrolio di un pozzo, cioè quello a sinistra del picco di Hubbert, ma non si può dire lo stesso per la seconda metà. Pertanto, il picco del petrolio si verifica quando si raggiunge la massima capacità di produzione possibile a causa di tali difficoltà; dopodiché, l'incremento degli investimenti in ricerca di nuovi giacimenti e nello sviluppo di nuove infrastrutture estrattive permesso dai prezzi del petrolio più elevati NON si traduce più in un incremento della produzione, ma riesce al massimo a stabilizzare per un po', prima dell'inevitabile declino, il livello di produzione raggiunto al picco di Hubbert.


Perché andiamo verso una catastrofe


La nostra civiltà tecnologica è fondata sul petrolio, che direttamente o indirettamente entra in tutti i settori dell'economia: ad esempio, l'agricoltura moderna dipende dal petrolio sia come combustibile per i macchinari agricoli che per la produzione di fertilizzanti e pesticidi. Quasi non c'è prodotto della nostra vita quotidiana -- plastica, giocattoli, borse, computer -- o servizio, che non sia collegato a un qualche derivato del petrolio. Ma soprattutto, i prodotti raffinati del petrolio (benzina, gasolio, kerosene, etc.) rappresentano in pratica l'unica forma di carburante usata oggi (e l'unica utilizzabile su vasta scala per almeno altri 10-20 anni) per il trasporto sia dei beni (con camion, aerei, navi) sia dei lavoratori (con automobili, autobus, treni). Infine -- ma non meno importante -- una gran parte dell'energia elettrica usata nel mondo è ricavata bruciando combustibili ottenuti dalla raffinazione del petrolio, oppure altri combustibili fossili il cui prezzo e la cui durata sono legati a quelli del petrolio.

La catastrofe è dovuta al fatto che tutto avverrà in tempi molto rapidi, impedendo ogni reale adattamento alla mutata situazione e frustrando, di fatto, ogni tardivo tentativo di mitigazione delle conseguenze. Infatti, una volta ben superato il picco del petrolio a livello mondiale, avremo una chiara e crescente divergenza tra la curva di produzione del petrolio da una parte (che vedrà un declino sempre più accentuato) e la curva della domanda dall'altra, che in un sistema liberal-capitalistico come il nostro fondato totalmente sull'economia del petrolio cresce (e "deve" crescere), pena il rischio di collasso dell'economia stessa e della civiltà. Tale divergenza, a causa dell'andamento di queste due curve -- una decrescente (o stazionaria) e l'altra crescente (grosso modo al ritmo del 2% l'anno) dominata dalla domanda di petrolio di Cina e Asia -- tenderà, da un certo punto in poi, a diventare insostenibile (nel 2030 la domanda cinese di energia sarà del 50% più alta, e ogni anno la Cina inizia a usare decine di milioni di nuove automobili).






Figura 4. La divergenza rapidamente crescente tra la curva della domanda del petrolio e la curva della produzione del petrolio (+gas) -- che fino al picco di Hubbert crescono di pari passo -- a un certo punto dà luogo a una situazione potenzialmente catastrofica.


Ciò si rifletterà inevitabilmente sul prezzo del petrolio, che tenderà a crescere con un ritmo esponenziale, in quanto in alcuni suoi utilizzi esso risulta di fatto insostituibile, tanto più in un arco di tempo inferiore a 10 o più anni (a seconda dei suoi singoli impieghi), per cui verrà acquistato anche a prezzi assai più alti. Già oggi la curva del prezzo del petrolio, che su scale temporali brevi e medie fluttua molto a causa di fattori geopolitici, speculativi, etc., nascondendo il trend sistematico di fondo, invece su una scala temporale più lunga (anni) è ben descritta da una curva di tipo esponenziale (Urso, 2006), andamento dovuto negli ultimi anni (peraltro con modesta inflazione, che dunque non incide granché) proprio all'avvicinarsi del picco di Hubbert. La semplice estrapolazione nel futuro di tale curva -- che tenderà tanto più a crescere a ritmo esponenziale una volta ben superato il picco di Hubbert -- mostra come la tendenza sia di arrivare in poche decine di mesi a prezzi stellari, chiara "anticamera" di una catastrofe.




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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Ven 27 Nov 2009, 00:14

Non si tratta, purtroppo, di fantascienza. La "forbice" tra domanda e offerta mondiale di petrolio sta realmente per iniziare ad allargarsi. Da una parte, la domanda di petrolio cresce tendenzialmente del 2% l'anno, spinta soprattutto dalla domanda di Cina e India. Dall'altra parte, l'offerta di petrolio nel mondo non aumenta da circa due anni, e anzi è in leggera diminuzione perché probabilmente si è già raggiunta la massima capacità di produzione possibile (cioè il picco di Hubbert): perfino il Medio Oriente non è in grado di garantire non solo l'aumento della produzione, ma neppure il mantenimento dei livelli attuali. Si prevede che nei prossimi anni -- verosimilmente già dopo il 2010 -- l'offerta di petrolio diminuirà a un ritmo grosso modo dell'ordine del 4% annuo (tipico dei pozzi all'inizio del loro declino). Tanto che perfino la sempre "super-ottimistica" -- e, per ragioni su cui non mi dilungo, di solito poco attendibile -- International Energy Agency (IEA) è stata di recente costretta ad ammettere la gravità della situazione e ad ipotizzare un collasso dell'offerta entro il 2015.

In realtà, il declino della produzione del petrolio sarà assai più rapido di quanto usualmente previsto perché pochi considerano il fatto che, specie dopo il picco di Hubbert, per estrarre il petrolio -- dunque, a parità di risorsa estratta -- occorre sempre più energia, per cui il petrolio netto disponibile sarà ben inferiore a quello prodotto, dal momento che: petrolio netto = petrolio estratto - petrolio impiegato per l'estrazione. Se negli Stati Uniti (dove il picco del petrolio c'è stato nel 1970 e dunque ciò ci dà informazioni su quanto succederà presto a livello mondiale) nel 1930 ci voleva un barile di petrolio per estrarne 100, cioè il rapporto era di 100:1, negli anni Settanta era già calato a 30:1 e nel 2000 a 11:1. In pratica, ciò equivale a descrivere il picco del petrolio con l'asimmetrica "curva di Hubbert netta" al posto della solita (simmetrica e semplicistica) curva di Hubbert. Ciò fa anche capire come NON sia tanto importante quanto petrolio rimane all'umanità, bensì quanta energia netta possiamo ancora ricavarne per unità investita (il cosiddetto EROI, Energy Return on Investment).


Figura 6. La cosiddetta "curva di Hubbert netta", che ci mostra come il declino del petrolio davvero disponibile per la società, cioè "netto", sia in realtà molto più rapido di quanto previsto dalla tradizionale curva di Hubbert "lorda". (fonte: The Oil Drum)



Cosa succederà più nel dettaglio

Tutto ciò porta inevitabilmente ad almeno un "super-picco" del prezzo del petrolio (il primo si è verificato nella prima metà del 2008), che, non essendo evidentemente sostenibile se non per brevissimo tempo, provoca una recessione (non a caso la più grande crisi finanziaria degli ultimi 80 anni ha raggiunto un punto minimo a fine 2008) che taglia la domanda e riduce per un po' la pressione sul prezzo. A questo primo ciclo possono seguire più cicli di apparente ripresa economica (e/o relativa speculazione finanziaria) fino al raggiungimento di nuovi picchi del prezzo del petrolio poi seguiti da nuovi crolli, e così via. Un plausibile scenario per i prossimi mesi/anni prevederebbe, quindi, un circolo vizioso fatto di Shock da prezzo del petrolio - Recessione - Collasso del prezzo del petrolio - Ripresa economica - Shock da prezzo del petrolio. Diminuendo a ogni nuovo picco del prezzo la capacità produttiva di petrolio e la "soglia di dolore" della società, si innesca inoltre una spirale ribassista di estrema pericolosità.

Negli anni Ottanta, la cosiddetta spare capacity -- cioè la riserva di produzione di petrolio inutilizzata disponibile per far fronte a "imprevisti" (ad es. piattaforme off-shore danneggiate da uragani, guerre locali che coinvolgono Paesi produttori, dannegggiamento di oleodotti da parte di terroristi, etc) -- era del 15%: cioè, l'offerta di oro nero era del 15% superiore alla domanda. Nel 2008, invece, la spare capacity era già scesa al 3% a causa dell'aumento della domanda a fronte di un'offerta di petrolio praticamente ferma su un valore costante. Ma più la spare capacity si avvicina a 0 e più la domanda è vicina all'offerta, e quindi più elevate sono le fluttuazioni di prezzo del petrolio sovrapposte al trend di fondo: a provocarle, è sufficiente un imprevisto tipo quelli citati prima. Quando poi, a un certo punto, la "forbice" tra domanda e offerta (mostrata in Fig. 2) si apre perché la domanda diviene costantemente superiore all'offerta -- cioè la spare capacity diventa "negativa" -- cominciano i guai seri.






Figura 7. Confronto tra il petrolio consumato dall'OECD (organizzazione di Paesi consumatori che include Stati Uniti, Europa, Canada, Giappone, Australia) e il prezzo del petrolio. Si vede che nel 2005 il consumo ha un picco, in quanto la produzione mondiale di petrolio raggiunge un plateau e, poiché la domanda diventa maggiore dell'offerta (cioè la "spare capacity" diviene negativa), il prezzo del petrolio schizza verso l'alto, deprimendo la domanda e innescando una Grande Recessione. (fonte: The Oil Drum)


Quando infatti la domanda di petrolio sarà permanentemente superiore all'offerta, l'intero sistema economico precipiterà in una crisi energetica strutturale non solo difficilmente superabile a breve termine, ma difficilmente superabile tout-court e gravida di pericoli, a cominciare dal rischio di un collasso sistemico. Difatti, un sistema liberal-capitalistico come il nostro si basa (e, in particolare, il sistema economico-finanziario si regge) su un'economia quasi eternamente in espansione, cioè che accresce di anno in anno il Prodotto Interno Lordo (PIL). I prezzi sempre più alti del petrolio e, a cascata, di un numero sempre maggiore di beni e servizi, provocheranno d'altra parte un marcato calo del potere di acquisto delle persone, che taglieranno di conseguenza le spese, incidendo sui consumi. I profitti del sistema capitalistico verranno quindi colpiti in due modi: dai costi più alti e dalle minori vendite. Ciò significa "recessione economica": una situazione di crisi che, oltre una certa soglia di gravità e durata, può avere effetti sistemici.

In pratica, con l'inizio del declino nell'offerta di petrolio si innesca una crescita dei prezzi che diventa sempre più insostenibile, e dunque si ha una contrazione dell'economia, cioè una recessione. Secondo gli esperti dell'ASPO, essa non può che sfociare prima o poi nella Terza Grande Depressione dopo quelle del 1870 e del 1930. Una depressione, però, potenzialmente ancor più pericolosa di qualsiasi altra del passato perché potrebbe essere da un certo punto in poi -- e cioè da quando il prezzo del petrolio (o meglio, la sua media a 12 mesi) non scenderà al di sotto di certi minimi -- caratterizzata da stagflazione, cioè da presenza di inflazione pur in un contesto di stagnazione economica, ovvero di mancanza di crescita. Inoltre, l'incertezza e la volatilità dei prezzi del petrolio, eventualmente accompagnata dalla crisi del credito, potrebbe indurre le compagnie petrolifere a ritardare o cancellare costosi progetti di ricerca e di estrazione del petrolio fondamentali per rendere quanto meno più "dolce" il declino dei livelli di produzione.

Una simile spirale di fondo ribassista conduce, dopo un periodo di incubazione in cui "ci si giocano via via tutte le cartucce" per cercare di contenerla curando i "sintomi" e non la vera causa della malattia, a una depressione economica sempre più profonda, in quanto dovuta a una causa strutturale come il rapido declino dei combustibili fossili dopo il picco di Hubbert. Ciò significa, da una parte, il palese raggiungimento dei cosiddetti "limiti naturali" della crescita e, dall'altra, il fallimento della nostra economia di crescita: una situazione che, portando i sistemi economico-finanziari e socio-politici locali e globali sempre più verso critici "punti di rottura", non potrebbe durare a lungo senza che si inneschi una nuova dinamica, verosimilmente catastrofica. Anche perché, come illustrato in alcuni articoli di The Oil Drum citati nella bibliografia, il declino della produzione del petrolio comporterà, fra l'altro, una rapida e devastante svalutazione delle monete e degli asset tradizionali, poiché l'unica "vera moneta" sarà l'energia.


Il rischio del "crac" finanziario globale

Perché in questa Terza Grande Depressione si rischia seriamente il collasso del sistema economico-finanziario? La ragione è che, soprattutto negli Stati Uniti, e specie negli ultimi anni, le banche hanno prestato più di quanto avevano in deposito, concedendo con facilità dei mutui-casa a quel 25% della popolazione americana più povera che non poteva offrire adeguate garanzie (i famosi "mutui sub-prime"). Ciò confidando nel fatto che l'espansione di domani avrebbe coperto il debito di oggi, senza rendersi conto che l'espansione economica è stata in passato possibile proprio grazie al crescente flusso di energia a basso prezzo basata sul petrolio. Negli Stati Uniti, tutto ciò ha funzionato fin quando il costo dell'importazione di petrolio è stato compensato dall'espansione del credito domestico. Ma il declino della produzione di petrolio, invertendo la direzione di tale flusso e dunque trasformando l'espansione economica in una contrazione economica, ha minato alla base questo criticabile meccanismo.

Infatti, più la causa di una recessione economica è seria, e più tende a portare allo scoperto le distorsioni di un modello capitalistico "drogato" fino all'inverosimile. Ne abbiamo avuto un "assaggio" nella crisi globale iniziata alla fine del 2007, in cui l'esplosione dell'enorme "bolla del credito" creata dai mutui facili ha travolto dapprima il sistema bancario, e poi, via via, tutto il resto. Infatti, la speculazione al ribasso sui mercati azionari, dopo aver attaccato le banche effettivamente in crisi, si è allargata a quelle sane e "liquide", e poi un po' a tutti i settori della Borsa, esaltando la gravità del problema di fondo prima citato, la cui natura è invece strutturale. Al punto che i mercati, sempre più terrorizzati dal fantasma del crac globale, sono diventati totalmente illiquidi: non c'era più fiducia nel prestarsi denaro, neppure tra le banche stesse. Ciò ha provocato una stretta del credito concesso dalle banche alle imprese, già sotto stress per il crollo dei consumi, alimentando così, in una sorta di "spirale perversa", la recessione stessa.


Figura 8. Il crollo della Borsa americana nella Grande Recessione iniziata nel 2007 (la più seria degli ultimi 80 anni) a confronto con il grande crollo avvenuto durante la Grande Depressione negli anni Trenta, che durò tre anni. I dati si riferiscono, precisamente, all'Indice Dow Jones Industrial. (i dati recenti sono aggiornati all'1/1/09)


Si è arrivati davvero vicini al collasso, anche perché proprio in questa crisi senza precedenti è risultato ormai chiaro come, sia nella "pancia" delle banche sia, più in generale, nel sistema finanziario mondiale, esista in realtà un potenziale "buco nero", una voragine che può inghiottire tutto e tutti. Non ci riferiamo tanto ai "titoli tossici" con cui le grandi banche americane hanno scaricato sui risparmiatori di tutto il mondo i rischi assuntisi erogando mutui subprime, bensì ai vari strumenti derivati frutto della nuova "ingegneria finanziaria": in particolare, ai cosiddetti Credit Default Swaps (CDS), con cui ci si protegge dal rischio che alcuni titoli (comprese le obbligazioni "tossiche" con cui sono stati "cartolarizzati" i mutui subprime) non vengano onorati alla scadenza. I CDS sono una "bomba" di gran lunga più pericolosa e destabilizzante dei titoli tossici -- Warren Buffett li ha definiti "un'arma di distruzione di massa che pone rischi mega-catastrofici per i mercati finanziari" -- perché ammontano a 700 trilioni di dollari, una cifra astronomica, e nessuno sa come siano distribuiti.

Le nazionalizzazioni di grosse banche e di altri "attori" importanti in questo o quel settore, nonché l'acquisto di asset tossici, hanno momentaneamente stabilizzato la situazione negli Stati Uniti e nel resto del mondo, impedendo sia fallimenti a catena "eccellenti" soprattutto di banche e assicurazioni, sia di scoperchiare il "vaso di Pandora" dei Credit Default Swaps, cose che avrebbero destabilizzato in maniera critica l'intero sistema. Il problema è che tali "salvataggi" da parte degli Stati, compiuti proprio nel tentativo di impedire danni ben peggiori, fanno esplodere i debiti pubblici, incrinando la fiducia di grossi investitori e piccoli risparmiatori nei titoli obbligazionari con cui gli Stati finanziano i loro debiti. Dunque, se i Governi non fanno i salvataggi si rischia il collasso dei mercati mondiali, a cominciare dall'azionario; mentre, se i salvataggi li fanno, oltre una certa misura si rischia invece un non meno grave default (cioè un fallimento, da insolvenza o illiquidità) degli Stati medesimi. Quindi, in entrambi i casi si rischia in pratica il "crac" del sistema finanziario globale.






Figura 9. Il debito nazionale degli Stati Uniti (espresso in percentuale sul PIL), dalla Grande Depressione fino al 2009. Si noti come quello verso cui sta andando (secondo una previsione ottimistica del Governo americano) sia un livello di indebitamento assai elevato, addirittura prossimo a quello della Seconda Guerra Mondiale (oltre 100% del PIL), e ben superiore a quello degli anni Trenta. (fonte: U.S. Treasury Department)


Ma salvare le banche per evitare il crac totale è un'operazione dal costo immane. Il prezzo pagato finora (maggio 2009) dai contribuenti americani ed europei per accollarsi attraverso gli interventi statali le perdite da "titoli tossici" delle banche e risanarne un po' i bilanci evitandone il fallimento, sfiora i 10.000 miliardi di dollari, quasi il PIL annuo degli Stati Uniti. Tuttavia, ci sono ancora molte perdite nascoste nei bilanci delle banche, camuffate con abili trucchi contabili e non venute allo scoperto grazie all'apparente ripresa dell'economia. Perciò, in caso di nuove crisi -- come quella, inevitabile, provocata dal declino della produzione di petrolio -- per evitare l'effetto detonatore finale dei Credit Default Swaps ci si avvicinerebbe in realtà a pericolosi punti di rottura. La fase successiva, infatti, sarebbe la bancarotta di più Paesi -- come successo già, nel 2008, alla piccola Islanda -- che, nel caso fossero di un "peso" economico (negli Usa, la California, 12a economia mondiale, è in bancarotta e altri 7 Stati sono vicini), porterebbe presto, attraverso un effetto domino, alla catastrofe.



Previsioni a breve e medio termine

Per fare delle previsioni, occorre innanzitutto capire bene il presente, e in particolare la ragione della crisi economica iniziata nel 2007, la più grave dell'ultimo secolo dopo la Grande Depressione degli anni Trenta. L'origine di questa crisi viene di solito attribuita allo scoppio della "bolla" dei mutui-casa americani. Ma con tale semplicistica risposta, in realtà, si confonde un sintomo (il default dei mutui subprime) con la causa. Infatti, perché questa bolla è scoppiata? Qual è la vera causa della crisi? La risposta viene dal semplice grafico qui sotto, che mostra come gli Stati Uniti siano entrati in crisi, trascinando con sé il resto del mondo, perché la spesa per il petrolio (espressa come percentuale del PIL) ha superato, in quel Paese, una "soglia critica". L'ha superata perché, a causa del picco del petrolio (o anche solo dell'avvicinarsi ad esso!) il prezzo del petrolio -- che l'America consuma in gran quantità importandolo in gran parte da altri Paesi -- è cresciuto più rapidamente di quanto potesse crescere l'economia americana.



Figura 10. La spesa degli Stati Uniti per l'acquisto di petrolio (in buona parte importato dall'estero), espressa come percentuale del PIL. Si noti come, ogni volta che l'alto prezzo del petrolio fa salire questa spesa oltre una certa soglia -- posta intorno al 5,5% -- abbia luogo una recessione economica. (fonte: The Oil Drum)


In pratica, per effetto del caro-petrolio -- che, come abbiamo visto, è a sua volta collegato al "picco del petrolio" e causa un aumento generalizzato del prezzo di carburanti, energia, beni e servizi -- molti americani non solo hanno dovuto tagliare i consumi, ma non hanno avuto soldi per pagare il mutuo-casa, e ciò ha causato altrettanti default, facendo scoppiare la famosa "bolla" ed entrare il Paese in recessione. Quindi, la profonda crisi iniziata nel 2007 risulta una diretta conseguenza del picco del petrolio, ed è scoppiata negli Stati Uniti perché qui le famiglie sono state incoraggiate a indebitarsi oltre le proprie possibilità. Nei suoi lucidissimi articoli che oggi appaiono quasi profetici (Economic Impact of Peak Oil - Part 2, 3), il professor G. Tverberg aveva previsto quanto finora successo, e si spinge oltre. Egli spiega che, senza il petrolio -- o, equivalentemente, con il prezzo del petrolio alle stelle, tale da impedirne sempre più l'acquisto -- l'economia non può crescere, e senza crescita il nostro sistema economico, che è tutto basato sul "debito", non può funzionare.

Il debito (sotto forma di mutui, prestiti, obbligazioni o altro) è infatti essenziale per comprare una casa, per avviare un'impresa ed è altrettanto prezioso nel mondo degli affari e nel commercio internazionale. In un'economia in espansione tipicamente i debitori riescono a ripagare i debiti (con i relativi interessi) perché nel frattempo la loro situazione finanziaria è migliorata (in quanto le case si apprezzano, l'attività avviata è in attivo, etc.), mentre i default rappresentano una frazione del tutto trascurabile. Al contrario, in un'economia in contrazione, la situazione dei debitori peggiora nel tempo, per cui non riescono a onorare i debiti e i default sono molti. Se non si interviene sulla (vera) causa della contrazione economica, la situazione peggiora sempre più quanto maggiore è la durata e la gravità della recessione stessa, finché non è messa in dubbio la solvibilità dell'intero Paese, cioè la sua capacità di ripagare (con gli interessi) i debiti verso altri Paesi, per cui a un certo punto scompaiono gli acquirenti dei Titoli di Stato e si ha il default.

Difatti, l'aumento dei default privati in un'economia in contrazione, mettendo a rischio banche, assicurazioni, fondi pensione, etc., causa la restrizione del credito (oltre che tassi di interesse più alti), perché nessuno si fida più a prestare denaro. Di conseguenza, si possono fare meno investimenti e acquisti, tutto tende ad arrestarsi, e la contrazione dell'economia si autoalimenta. Inoltre, se lo Stato interviene facendosi garante dei debiti, alla lunga aumenta l'inflazione, mentre se non interviene si ha deflazione. Sul lungo termine, ripagare il debito in una tale situazione diventa una "battaglia persa", e l'instabilità del sistema raggiunge punti critici. Attualmente siamo pericolosamente avviati su questa strada, perché, come mostrano i grafici di Eichengreen e O'Rourke, a livello mondiale la produzione industriale, la caduta del mercato azionario e la riduzione del commercio stanno ricalcando l'andamento che portò alla Grande Depressione degli anni Trenta, anzi stanno facendo anche peggio (in particolare, l'Italia), né paiono incoraggianti gli altri indicatori economici americani.



Figura 11. La produzione industriale mondiale, confronto tra la crisi attuale e quella degli anni Trenta. Il crollo dal massimo prodotto dalla recessione iniziata a fine 2007 (simboli azzurri e verdi) è praticamente analogo, finora, al crollo che ha portato alla Grande Depressione (linea azzurra), durata 3 anni. (fonte: Eichengreen e O'Rourke)


Secondo Tverberg, è evidente che la crescita non è più possibile, per cui si possono immaginare per il futuro a breve e medio termine due scenari, uno ottimistico e l'altro pessimistico (v. l'articolo "Peak oil and the financial crisis"). Lo scenario ottimistico -- si fa per dire -- prevede il da noi già citato periodo di "oscillazione": dopo il primo "super-picco" il prezzo del petrolio crolla, poi la domanda riparte e il prezzo raggiunge di nuovo un picco, finché non si raggiunge un nuovo limite più basso nella produzione di petrolio e si verificano nuovi ampi default sul debito, ricominciando il ciclo daccapo. Quindi, si assiste a una temporanea (apparente) ripresa con il mondo che oscilla tra fasi di petrolio ad alto prezzo e sua temporanea scarsità e fasi di basso prezzo ma scarsa disponibilità di credito. Lo scenario pessimistico, invece, prevede un collasso dell'intero sistema finanziario, che lo scenario ottimistico semplicemente procrastina (forse fino a quando una consapevolezza diffusa della realtà non scatenerà il panico generale).

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Ultima modifica di O.V.N.I il Ven 27 Nov 2009, 00:26, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Ven 27 Nov 2009, 00:23

Perchè non esiste una via d'uscita

Il problema è che sembra NON esistere alcuna "via d'uscita": l'idea che si possa realizzare per tempo -- come molti sognano -- una transizione da un'economia completamente basata sul petrolio a una basata sull'idrogeno e sull'energia da fonti rinnovabili (e "pulite") appare del tutto illusoria. Conosco bene questo tipo di economia propagandata dagli economisti essendo stato consulente per una società italiana leader in tale campo, e posso dire -- senza entrare in noiosi dettagli sulle singole tecnologie -- che tale transizione ha tempi molto lunghi, i quali (anche se esiste una forte volontà politica) si misurano in decenni, non certo in anni. Al contrario, le crescite di tipo esponenziale o quasi -- come quelle della curva del prezzo del petrolio e della forbice tra domanda e offerta di petrolio -- sono molto rapide, e ora ci troviamo proprio in prossimità della fase di crescita più ripida di queste due curve, che inizia una volta superato il picco di Hubbert, cosa che oggi si ritiene essere avvenuta nel 2008.



Figura 12. Dettaglio della produzione mondiale di petrolio tra il 2004 e il 2008. Si noti come già da molti anni si sia sostanzialmente raggiunto un plateau -- segnalato dalla banda più scura -- prima del verosimile netto declino. La forma "a plateau" assunta dalla curva riflette sia il raggiunto limite nella capacità di produzione sia la staticità della domanda dovuta ai prezzi elevati. (fonte: The Oil Drum su dati EIA)


Dunque, il problema è che verosimilmente NON ci sarà il tempo per la "sostituzione" del petrolio nella nostra economia prima che quest'ultima venga letteralmente stritolata dall'aumento del prezzo del petrolio. Infatti, come abbiamo già visto nel 2008 quando si raggiunsero i prezzi record di circa 145$ al barile, l'aumento del prezzo del petrolio provoca, a cascata, un aumento generalizzato dei prezzi, a partire da quelli della benzina e dei prodotti agricoli (quest'ultimo causato dai maggiori costi di trasporto e, soprattutto, dal fatto che con il caro-petrolio sempre più terreni agricoli vengono usati per produrre colture da cui estrarre un po' di biocarburanti), ma anche delle materie prime e in seguito, come conseguenza, di beni e servizi. In altre parole, un aumento vertiginoso del prezzo del petrolio provoca un forte aumento dell'inflazione, e finisce per "strangolare" per prime le categorie più esposte all'uso di derivati del petrolio: dalle compagnie aeree agli autotrasportatori, dai pescatori ai pendolari.

Inoltre, la transizione da un'economia del petrolio a un'economia basata su idrogeno e fonti rinnovabili NON è "a costo zero" dal punto di vista energetico: in altre parole, una civiltà che ha superato il picco di Hubbert si trova a disporre di (sempre) meno petrolio di quanto richiesto dalla sua economia; ma, per creare la quantità sterminata di pannelli fotovoltaici, di generatori eolici, di auto a idrogeno, etc. -- e soprattutto tutta l'infrastruttura (reti e altro) -- necessaria per effettuare la transizione a una società oil-free, occorre una quantità di energia elettrica enorme, ed oggi la maggior parte di tale energia è prodotta proprio da quelle che saranno sempre più costose e preziose fonti fossili, come appunto il petrolio. Dunque, come illustrato da alcuni articoli più tecnici postati nell'ottimo sito The Oil Drum, in realtà nel disperato tentativo di sfuggire ai problemi della fine del petrolio, il "gatto finirebbe col mordersi la coda", accelerando -- in una sorta di spirale perversa -- il consumo del petrolio mondiale residuo, e quindi la folle corsa dell'umanità verso la catastrofe.

In altre parole, il superamento del picco del petrolio, proprio a causa della rapidità delle sue conseguenze e del fatto che la transizione all'economia dell'idrogeno e delle fonti rinnovabili avrebbe dovuto essere iniziata con almeno una ventina d'anni di anticipo rispetto al picco di Hubbert -- cioè, appunto, circa vent'anni fa -- NON lascia probabilmente alla nostra civiltà tecnologica alcuna via d'uscita, cioè nessuno scampo. Infatti, nell'affrontare il problema del declino del petrolio, che è di natura strutturale, non c'è alcun modo di "mettere la polvere sotto il tappeto", come fatto in un certo senso dai Governi per superare la crisi finanziaria iniziata alla fine del 2007, o di fare altri "giochetti" molto cari ai nostri politici e alla "finanza creativa": quando la produzione del petrolio mondiale inizierà a diminuire chiaramente, ed i suoi effetti a prolungarsi e ad esacerbarsi -- e inoltre l'umanità intera prenderà consapevolezza della situazione precipitando nel pessimismo e nella disperazione -- sarà davvero l'inizio della fine.



Figura 13. Diagramma a punti che mostra, su un periodo di diversi anni, la quantità giornaliera di petrolio prodotta in un dato mese e il prezzo del petrolio in quello stesso mese. Avvicinandosi al plateau di produzione di circa 74 barili al giorno (v. la precedente figura) nonostante il prezzo schizzi in alto -- raggiungendo nel luglio 2008 il record di 147$ al barile -- la produzione aumenta ben poco: un chiaro segno del fatto che il plateau è il "picco del petrolio" e che, in ogni caso, si è raggiunto un "punto di rottura". A quel punto, la crisi è inevitabile e non c'è una vera via d'uscita. (fonte: The Oil Drum)


Il problema più pesante, come sottolinea anche l'International Energy Agency, non è tanto la scarsità di denaro o di potenziali risorse per sostituire (almeno in parte) il petrolio, ma la mancanza di tempo. In realtà, esiste una possibilità teorica per "rinviare" per un po' i gravi problemi derivanti da una produzione di petrolio largamente inferiore alla domanda da consumi crescenti, ed è quello di una drastica riduzione della popolazione mondiale, o meglio di quella dei Paesi maggiori consumatori: Occidente e Cina -- o più in generale Asia -- in testa. Ma, come abbiamo già visto all'inizio di questo lungo excursus, una riduzione in tempi rapidi della popolazione planetaria può avvenire solo attraverso due eventi altamente drammatici: una guerra nucleare o una pandemia altamente letale. Tuttavia, essendo l'Asia il luogo di produzione della maggior parte dei beni che consumiamo, ciò condurrebbe comunque a un catastrofico collasso per la nostra civiltà tecnologica. Dunque, ad esso pare che non si sfugga.


Le fasi verso il collasso sistemico

Ora ci troviamo all’inizio della parte più ripida della salita dei prezzi del petrolio, che dà origine a un processo articolato verosimilmente in tre fasi: (Fase 1, già conclusasi) una prima crescita record dei prezzi del petrolio, dei prodotti agricoli, delle materie prime e dell’inflazione, che innesca una recessione globale; (Fase 2) dopo due o più cicli di crisi economica e apparente ripresa in cui il prezzo del petrolio crea ogni volta una "bolla" che poi scoppia, l'onere è trasferito sempre più al consumatore finale sotto forma di un aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi, l’inflazione diventa a due cifre e inizia una pericolosa stagflazione che porta a una Grande Depressione; (Fase 3) il superamento di soglie critiche, magari accompagnato da un collasso dei rifornimenti ed all’impossibilità di "sostituzione" per mancanza di tempo, provoca una o più serie conseguenze tra le seguenti: (1) collasso del sistema economico-finanziario, (2) collasso dei sistemi socio-politici, (3) conflitti con probabile impiego di armi nucleari.

Ci troviamo, attualmente (luglio '09), all'inizio della Fase 2 della strada che conduce a un esito catastrofico: ci stiamo (solo) all'apparenza riprendendo dalla più profonda crisi economica degli ultimi 80 anni, e il prezzo del petrolio sta di nuovo viaggiando velocemente minacciando di raggiungere presto nuovi massimi. Poiché tali massimi non sono sostenibili per lungo tempo, è possibile che vi siano più cicli di profonda crisi economica e di apparente ripresa prima che si entri in pieno nella Fase 2, e cioè nella più Grande Depressione della Storia. Già in ciascuno di tali cicli, tuttavia, il rischio di una "fusione del nocciolo" (financial meltdown) del sistema economico-finanziario sarà sempre più elevato, e potrà essere forse scongiurato -- non evitando, però, altri fallimenti di banche, compagnie aeree, aziende varie, etc. -- solo al prezzo di nuovi grossi interventi economici statali, che di conseguenza aumenteranno il rischio di default degli Stati medesimi e di crac globale (Fase 3), esito che potrebbe diventare via via sempre più probabile.



Figura 14. Il trend della disoccupazione negli Stati Uniti. Alla data di giugno 2009, non si vede ancora il minimo segno di un'inversione di tendenza. Anzi, altri dati rivelano che la situazione è anche peggiore perché sta crescendo il part-time obbligatorio e, se si includono anche questi casi, il cosiddetto "tasso di sofferenza" ha già raggiunto oltre il 18%, cioè quasi un 1/5, della forza lavoro. (fonte: U.S. Bureau of Labor Statistics)


Vi è poi un altro tipo di minaccia, di tipo geopolitico. Infatti, i Paesi più "energivori" sono tra quelli che dispongono di "riserve" (nel senso di giacimenti) più limitate: quasi il 70% delle attuali riserve di petrolio si trova in Medio Oriente, mentre più del 75% delle riserve di gas naturale si trovano in Medio Oriente e Paesi dell'Ex-Unione Sovietica. Ciò è una minaccia per la continuità dell'approvvigionamento di tali risorse: perfino un attacco terroristico o militare al porto saudita dove transita il 12% del petrolio mondiale sarebbe catastrofico. Perciò, alcune nazioni sono già in gara per l'accaparramento delle ultime riserve, e la guerra costituisce -- e costituirà sempre più -- uno strumento privilegiato di tale strategia. Inoltre, un prezzo del petrolio molto più alto può essere sopportato bene dalla Cina ma non dall'Occidente, che dunque ha una "soglia del dolore" più bassa. E in una situazione ancora peggiore si trovano i Paesi poveri, in quanto il caro-petrolio si accompagna a prezzi più elevati per il cibo e per altre risorse essenziali, ponendo laggiù le basi per pericolose instabilità civili e sociali.

La nostra civiltà tecnologica, ammesso che riesca a evitare una fine prematura per un collasso economico-finanziario, rischia quindi di finire per un collasso dei sistemi socio-politici. Infatti, nella crescita esponenziale del prezzo del petrolio (e dei generi alimentari che l'accompagnerà strettamente), il Terzo Mondo, non potendosi affatto permettere i prezzi che potrà (almeno inizialmente) permettersi il più ricco Occidente, entrerà per primo in una situazione gravissima, caratterizzata da: escalation dei morti a causa della fame, calo drammatico della soglia di povertà, disordini socio-politici, guerre, genocidi, etc. Dopodiché, sempre che la situazione del Terzo mondo non inneschi prima un conflitto globale, all'ulteriore crescere del prezzo medio del petrolio toccherà all'Occidente entrare nella fase critica -- caratterizzata, verosimilmente, da black-out elettrici e penuria di carburante per i trasporti -- che metterà sotto un fortissimo (e sempre maggiore) stress i propri sistemi socio-politici.


Perché l'Italia è il Paese che sta peggio

Ritengo opportuno aprire una parentesi sulla situazione italiana in tale contesto, poiché il nostro Paese è forse quello che nel complesso sta peggio in assoluto, sia perché ha il terzo debito pubblico più alto al mondo sia perché -- come vedremo -- è il più esposto al rischio di un collasso sistemico, dipendendo quasi completamente dall'estero per l'approvvigionamento di energia (sia elettrica che carburanti), nonché dal trasporto su gomma di tutte le merci. Ma per capire quali siano i rischi concreti per l'Italia, riteniamo opportuno rammentare (in quanto ci servirà come parametro di riferimento) che, quando il 23 dicembre 2001 l'Argentina andò in bancarotta, si trovava al terzo anno consecutivo di recessione economica e il suo debito pubblico aveva raggiunto il 140% del PIL: ricordatevi questo numero. Il default, oltre a ripercuotersi sulle obbligazioni (i famosi bond) dei risparmiatori italiani, provocò una perdita di valore della moneta argentina di quasi l'80 per cento: come se un euro valesse all'improvviso solo 20 centesimi.

Abbiamo visto in precedenza che il mondo è destinato a entrare prima o poi (probabilmente più prima che poi, come nel '29) in una Grande Depressione a causa dei prezzi alti dell'energia. In tale situazione, saranno necessari altri salvataggi di banche e assicurazioni per evitare di far saltare la mega-bomba a orologeria dei Credit Default Swap (che nel mondo ammontano a circa 500 trilioni di dollari, ovvero dieci volte di più dell'intero PIL mondiale, che è di 50 milioni di dollari), in quanto ciò significherebbe collasso immediato del sistema economico-finanziario. Ma tali salvataggi comporteranno un forte peggioramento del debito pubblico di molti Paesi. A quel punto, probabilmente qualche Stato andrà in bancarotta, con il rischio concreto di trascinarne con sé altri per effetto domino. In pratica, uno Stato va in bancarotta quando non riesce a piazzare sul mercato le proprie obbligazioni, con le quali paga gli interessi sul proprio debito: non a caso, prima di andare in default l'Argentina offriva bond con interessi a due cifre.

La domanda, quindi, è: quale Stato andrà in bancarotta per primo? Gli Stati Uniti, che prima della crisi avevano un debito pubblico pari a circa il 60% del PIL (vedi Fig. 9), viaggiano verso un debito già pericoloso del 100% del PIL, che potrebbe essere ampiamente superato in caso di ulteriori "salvataggi". Finora, la Cina ha acquistato le obbligazioni emesse dal Tesoro USA, di cui è il principale acquirente, ma non è chiaro se sarà disposta a farlo nel caso in cui si rendesse conto di star comprando solo "carta straccia". In Europa, sono a rischio bancarotta, in particolare, alcuni Paesi dell'Est (che però sono economie abbastanza piccole) e la Grecia, che ha un debito pubblico pari al 95% del PIL ed, essendo "sotto i riflettori", in futuro potrebbe avere grosse difficoltà a piazzare le proprie obbligazioni. L'Italia ha oggi un debito pari quasi al 110% del PIL, anche se non è stato finora peggiorato da salvataggi o piani di stimolo dell'economia, per cui rimane uno dei Paesi candidati alla bancarotta (in prima o in seconda battuta).

L'Italia, per giunta, è probabilmente il Paese avanzato più esposto al rischio di un collasso sistemico. Infatti, noi dipendiamo per ben oltre l'80% dall'estero per l'approvvigionamento di energia elettrica (o dei combustibili necessari a produrla), il che si traduce in un alto rischio di black-out, anche permanenti, in caso di una seria crisi internazionale che coinvolga dei Paesi da cui dipendiamo, oppure di una bancarotta del nostro Paese (possibile fra un paio di anni, se non prima). Idem per quanto riguarda i carburanti per i trasporti, con l'ulteriore aggravante che in Italia il trasporto delle merci avviene quasi esclusivamente su gomma, con potenziali catastrofiche conseguenze nella fase più acuta di una crisi, come quella provocata dal naturale e rapido declino della produzione mondiale di petrolio e gas naturale. E, in una società come la nostra, sono sufficienti 10-15 giorni di interruzione di servizi quali energia e trasporti per portare il Paese a un collasso che, prolungandosi oltre, degenererebbe causando milioni di morti.


Un problema gravissimo ma ignorato
I Governi e i loro consiglieri hanno notevoli responsabilità nel non aver avuto la percezione dell'urgenza del problema "picco del petrolio" né, tanto meno, delle conseguenze a cui si va incontro quando si raggiunge e supera tale picco. E pare che continuino ancora oggi a vivere nel passato, immaginando che il problema non possa essere più grave del cambiamento climatico, su cui amano concentrare qualche modesto sforzo, peraltro più "di facciata" che sostanziale. Buona parte di tale profonda ignoranza va attribuita all'International Energy Agency (IEA), che, per motivi su cui preferiamo tacere, per anni ha fornito previsioni largamente ottimistiche su produzione e disponibilità del petrolio (nonché sul suo prezzo) poi sistematicamente rivelatesi sbagliate. Oggi, l'unica fonte affidabile sull'argomento è rappresentata dall'ASPO, l'Association for the Peak of Oil and Gas, che in quanto ad autorevolezza e indipendenza è l'equivalente dell'IPCC (International Panel for Climate Change) per il riscaldamento globale.

A differenza del riscaldamento globale, tuttavia, il picco del petrolio è un argomento troppo nuovo e interdisciplinare per attirare l'interesse della maggior parte degli esperti "tradizionali", così sembra non esistere nei media e nella coscienza collettiva. Addirittura, se nel 2007 si faceva una ricerca nel database ScienceDirect, si trovavano solo 24 articoli scientifici contenenti nel titolo o nell'abstract il termine "Peak Oil", contro ben 1800 articoli contenenti "Global Warming"! Tra l'altro, il picco del petrolio e il riscaldamento globale indotto dall'uso sconsiderato dei combustibili fossili nell'ultimo secolo rappresentano due lati della stessa medaglia, e molte delle soluzioni proposte per il riscaldamento globale -- energie rinnovabili, migliore efficienza energetica, etc. -- sono utili anche per il picco del petrolio. Prima o poi i politici, gli economisti, gli scienziati, e tutti i semplici cittadini si accorgeranno del nuovo problema, ma sarà tardi.




Figura 15. Le statistiche di Google Trends mostrano come il "picco del petrolio" sia stato, negli ultimi anni, un argomento quasi del tutto ignorato nelle ricerche di informazioni su Google rispetto al "riscaldamento globale", nonostante il primo sia di gran lunga il problema più serio e urgente per il nostro futuro prossimo. (fonte: ASPO)


Occorre invece sottolineare la gravità del problema, che è sotto ogni aspetto di gran lunga superiore per urgenza e probabili conseguenze a quella del riscaldamento globale. Durante la crisi petrolifera del '73, dovuta al boicottaggio arabo, la discrepanza tra offerta e domanda (cioè la spare capacity) raggiunse appena il -5%, ovvero l'offerta era "solo" del 5% inferiore alla domanda, e comunque lo fu solo per un tempo limitato. E già questo fu sufficiente a quadruplicare il prezzo del petrolio, e a provocare inflazione a due cifre, auto a targhe alterne, file interminabili ai distributori di benzina. Ma nello scenario "post-picco del petrolio" il gap negativo tra la capacità di produzione e la domanda si stima che cresca intorno al 4% l'anno (che è il tasso di declino annuale iniziale dei pozzi, che di solito dopo pochi anni sale al 10% e più), il che porta a un gap negativo di almeno il 20% in meno di cinque anni: un vero disastro, altro che -5% degli anni Settanta!

Con un calo di questa entità, anche la contrazione economica -- cioè, in pratica, il calo del PIL cumulato nell'arco di pochi anni -- potrebbe dunque essere altrettanto grande, ovvero a due cifre, con tutte le catastrofiche conseguenze che ciò comporterebbe in un sistema economico-finanziario fondato sul presupposto dell'espansione, resa possibile solo dall'energia fornita dal petrolio a basso prezzo, grazie alla quale l'1% della popolazione mondiale produce cibo per il restante 99%. Perciò, è inevitabile che la recessione economica iniziata alla fine del 2007, seguita da un'apparente ripresa, sfoci prima o poi in una Grande Depressione (come successe anche nel 1929). Ma questa volta, essendo la sua causa fondamentale il declino della fonte-chiave di energia della nostra civiltà tecnologica, sarà molto più grave di quella degli anni Trenta, che, in pratica, fu poco più dello scoppio di una grossa bolla speculativa nel mercato azionario dell'epoca.

Molti, fra l'altro, ignorano del tutto che oltre al "fattore tempo" esiste un altro, e non meno importante, problema di fondo. Il petrolio, infatti, rappresenta oggi il 35% dell'energia mondiale generata (ma insieme al gas oltre il 55%) e circa il 90% dell'energia usata nei trasporti (nei quali le fonti rinnovabili hanno un'incidenza quasi nulla). L'energia fornita dalla produzione corrente di petrolio è quindi enorme, equivalente al lavoro 24 ore su 24 di ben 22 miliardi di schiavi. Ebbene, anche secondo l'ASPO è virtualmente inconcepibile che la produzione di energia dalle possibili fonti alternative possa essere aumentata al punto da compensare il declino di petrolio e gas. Infatti, il gas naturale è anch'esso assai prossimo al picco, e pure le altre sorgenti primarie di energia (carbone e uranio) sono soggette a un rapido esaurimento, mentre la transizione alle fonti rinnovabili richiede, paradossalmente, un'enorme quantità di energia e inoltre con esse -- come già per i biocarburanti -- l'area disponibile tende a saturare.

Alcune false credenze sull'argomento

Circolano spesso, tra la gente comune e perfino tra alcuni esperti, idee errate riguardanti il problema del picco del petrolio. Alcune nascono dalla semplice ignoranza dei dati. Quanti sanno, ad esempio, quali sono quantitativamente gli utilizzi del petrolio? Ben pochi, visto che il 99% dei siti sul picco e la fine del petrolio non ne parlano! Ebbene, secondo alcune stime di tecnici del settore, circa il 55% di un barile di petrolio diventa carburante, il 20% olio combustibile per produzione elettrica e usi industriali, oltre il 10% serve per il riscaldamento, mentre il resto va in bitumi, lubrificanti e altri prodotti lavorati (plastica, tessuti, etc.), come mostrato dalla tabella qui sotto. È interessante sapere che un barile di petrolio (pari a 158 litri) fornisce un'energia di 1.650 kWh, pari ai consumi elettrici di una famiglia in sette mesi e mezzo, oppure equivalente al lavoro di 5 schiavi per 12 ore al giorno per un anno. In Italia, mediamente una persona consuma 5 litri di petrolio al giorno, ossia circa un barile di petrolio al mese.



Ebbene, è una falsa credenza che sia possibile sostituire il petrolio nel suo uso principale con i biocarburanti, cioè carburanti di origine vegetale. Infatti, anche se gli Stati Uniti per ipotesi convertissero tutto il mais da loro prodotto in bio-diesel (da sottrarre, però, all'attuale uso alimentare), coprirebbero solo il 12% della propria domanda di carburanti. Dunque, non è possibile rimpiazzare i derivati del petrolio con i biocarburanti senza provocare un serio impatto sulla disponibilità di cibo per noi stessi e sui prezzi dei generi alimentari. Non stupisce quindi che, secondo uno studio della Banca Mondiale, i biocarburanti -- soprattutto dove gli agricoltori sono stati indotti da incentivi statali a dedicare parte dei propri campi a tale produzione -- hanno distorto i mercati, provocando nel 2008 un'impennata fino al 75% dei prezzi alimentari mondiali. In seguito a tale rapporto, la Commissione Europea è finita sul banco degli imputati per aver fissato come obiettivo per il 2020 la quota di carburanti di origine vegetale al 10%.

Un'altra idea comune è che, per affrontare il problema del picco del petrolio, sia utile aumentare l'efficienza energetica: ad es. producendo calore con fonti rinnovabili e non con fonti pregiate di energia, come invece sono l'olio combustibile o quella elettrica (quest'ultima ricavata magari da una centrale a olio combustibile sfruttando solo il 50% del calore prodotto). Il paradosso è che ciò permette alla popolazione e all'economia di crescere a livelli ancora più insostenibili, senza affrontare le vere cause: lo stile di vita, la sovrappopolazione, etc. L'umanità tende sempre ad agire in modo miope, guardando solo all'oggi, e compie azioni che realizzano una sorta di "effetto molla": i cittadini riducono i km percorsi in auto, le imprese i margini di profitto, lo Stato le tasse sulla benzina, etc. Più si tamponano i sintomi e più la molla si carica, finché, finite le "carte da giocare", scatta all'improvviso con un effetto simile a quello dell'acqua quando rompe gli argini, facendo precipitare in breve tempo la situazione.



Figura 17. La "nostra scelta" riguarda come vogliamo arrivare in pochissimi anni a un livello e ad uno stile di vita sostenibili: possiamo tentare di gestire la difficile e al tempo stesso rapidissima transizione oppure lasciare che sia una catastrofe a farlo per noi. Quest'ultima sembra essere la strada che abbiamo da tempo imboccato.


Un'altra falsa credenza è che il prezzo crescente del petrolio dipenda dalla speculazione. Questa gioca certamente un ruolo importante sul breve e medio termine (da ore a mesi), ma non sul lungo termine (anni), in quanto essa semplicemente "scommette" in anticipo sui futuri trend (assolutamente reali) di domanda e offerta: se questi trend poi non si verificano, gli speculatori non guadagnano bensì perdono; in più, se essi spingessero i prezzi a livelli ingiustificati, la domanda si contrarrebbe e loro rimarrebbero con "piscine" di petrolio invendute! Pertanto, non servirebbe a nulla chiudere il mercato dei futures sul petrolio -- ossia la possibilità di agire della speculazione finanziaria -- nel tentativo di proteggere l'economia e la finanza (anche se tale mercato, oggi libero, va regolamentato). Sarebbe anzi un errore, perché la funzione preziosa del mercato dei futures e della finanza in generale è proprio quella di anticipare le tendenze in atto nel mondo reale, e dunque di fornire un prezioso "campanello d'allarme".

A proposito di speculazione, come sottolinea Tverberg in uno dei suoi ultimi articoli, in una contrazione economica seria il prezzo medio del petrolio (che, paradossalmente, ne è la causa) e di tutte le altre commodity tende a calare -- quasi per un'ironia della sorte -- non a crescere. Infatti, la già citata restrizione del credito che si ha quando si verificano molti default privati sul debito, oltre a rappresentare un problema di per sè, significa prezzi più bassi (pure per il petrolio), oltre che meno fondi da investire sia per realizzare nuove infrastrutture (strade, reti elettriche, satelliti GPS, etc.) sia per manutenere le vecchie e per puntare su alternative al petrolio più o meno palliative come le fonti rinnovabili, le auto a idrogeno, etc. E, in un contesto di scarso credito, minori capitali da investire e prezzi bassi, non solo la base industriale tende a collassare, ma il declino della produzione di petrolio sarebbe molto più rapido di quanto previsto dai soliti modelli business-as-usual, peggiorando ulteriormente le cose.


La fine della civiltà tecnologica

Dunque, oggi ci troviamo in una fase critica della Storia dell'Uomo e della Civiltà, che in qualche modo vedrà la fine della civiltà tecnologica come noi la conosciamo. La prima metà dell'Età del Petrolio -- iniziata circa due secoli fa e appena finita -- è stata caratterizzata dall'espansione, basata sulla disponibilità di tanta energia a basso prezzo ricavata dal petrolio, ed ha visto lo sviluppo di un sistema finanziario fondato sul presupposto della crescita perpetua, che ha potuto creare falsa liquidità in quanto le banche prestavano più di quanto avessero in deposito. La seconda metà dell'Età del Petrolio, invece, è (e sarà sempre più) caratterizzata da una scarsa disponibilità di energia a basso prezzo e dunque dalla contrazione, per gestire la quale occorrerebbe un nuovo sistema economico-finanziario (una improbabile economia di "stato stazionario") oltre che uno stile di vita profondamente diverso, intollerabile per chi ha estratto e consumato i combustibili fossili al massimo ritmo possibile.



Figura 18. Probabilmente, le "armi di distruzione di massa" che per prime porranno fine alla nostra civiltà tecnologica sono i derivati, strumenti creati da un'ingegneria finanziaria priva di scrupoli. Si pensi che l'intero (e regolamentato) mercato borsistico americano rappresenta appena il 2%, in quanto a dimensioni, del mercato mondiale dei derivati (che non è regolamentato): una vera "Santa Barbara" pronta ad esplodere.


Non è difficile cogliere la tragica ironia del declino della produzione del petrolio: più si è efficienti nell'estrarre e nel mettere sul mercato questa risorsa e prima essa diventa abbastanza scarsa da mettere il mondo nei guai. E oggi, di questa situazione non ancora compresa dai più, purtroppo ne vediamo chiaramente i sintomi, se si "vuole vederli": crescita del prezzo del petrolio, crisi economica, aumento di fame e guerre, disoccupazione, etc. D'altronde, l'uomo è bravissimo a fare, in nome del profitto immediato e dell'interesse personale, il contrario di ciò che dovrebbe. Siamo giunti, quindi, a un punto di svolta. La Storia ci insegna che la recessione economica e le ingiustizie economico-sociali portano a risposte violente, come insurrezioni, conflitti civili e guerre. E mai come oggi sono grandi -- e si vanno sempre più allargando -- le disparità tra Paesi ricchi e Paesi poveri (nonché tra cittadini ricchi e poveri all'interno di uno stesso Paese), e tra "gente comune" da una parte e manager, finanzieri, politici dall'altra.

Se guardiamo la situazione attuale in una prospettiva storica, forse possiamo coglierne la sua drammaticità. Dall'Ottocento, il benessere portato dal petrolio ha dato luogo a un boom della disponibilità di cibo e della popolazione mondiale. L'uomo, infatti, è la prima specie animale ad aver utilizzato fonti esterne di energia, con le quali ha sostituito il lavoro degli schiavi. Grazie ad esse, la moderna agricoltura è quasi 40 volte più efficiente, in termini di cibo prodotto, di quando il lavoro veniva svolto dall'uomo e dagli animali anziché dalle macchine. Ora, però, ci troviamo ad affrontare il rapido declino delle fonti di energia primarie, e al crollo della produzione di petrolio si accompagnerà inevitabilmente un catastrofico crollo della disponibilità di cibo e della popolazione mondiale. Quindi il picco del petrolio oggi è, in ultima analisi, un problema di sovrappopolazione, oltre che, ovviamente, di consumi individuali eccessivi.



Figura 19. Il picco della popolazione umana associato al picco della produzione del petrolio (e della disponibilità di cibo). Dopo il picco di Hubbert ci si aspetta un rapido crollo della popolazione mondiale quanto meno a un livello sostenibile. (fonte: ASPO)


La più grande sfida a cui l'umanità è chiamata in questo momento è tentare di gestire tale transizione a un mondo post-petrolifero -- inevitabile e rapida -- nel modo meno "doloroso" possibile. È infatti impossibile che la popolazione mondiale possa crollare a un livello sostenibile se non morendo per fame e per guerre. D'altra parte, un eventuale conflitto nucleare globale potrebbe rendere il pianeta invivibile per l'uomo, e causarne di fatto l'estinzione. Se mai qualcuno sopravviverà a una transizione di tale portata, ciò significherà presumibilmente il ritorno a una condizione rurale tradizionale, con comunità autosufficienti, se non addirittura a uno stadio più primitivo. In effetti, oggi siamo su un treno che è alla fine della sua corsa, ma a questo arresto imprevisto la nostra civiltà tecnologica ci sta arrivando nel modo più veloce e violento possibile, il che non rende difficile immaginare quali potranno essere le conseguenze.

In conclusione, il raggiungimento del picco mondiale di produzione del petrolio rappresenta quel punto della Storia dell'umanità in cui la risorsa petrolio cessa di essere abbondante (come è stata fino a pochi anni fa) e diventa scarsa, con conseguente aumento esponenziale dei prezzi e con tutte le difficoltà economiche e geopolitiche del caso. Il fatto che il petrolio sia una risorsa preziosissima e di fatto NON sostituibile su larga scala per il trasporto di merci e persone nonché per la produzione di innumerevoli prodotti di uso comune o particolare, oltre alla crescita di Paesi come la Cina, che ha raddoppiato i consumi di petrolio negli anni Novanta e ha un tasso di crescita simile a quello delle economie occidentali nel Dopoguerra, rende purtroppo del tutto impossibile, di fatto, una transizione a una società post-petrolifera (cioè basata sull'idrogeno, sulle fonti di energia rinnovabili e su nuovi materiali) senza che lungo la strada si verifichino collassi sistemici o altre situazioni catastrofiche per l'intera umanità.


Una fine annunciata. Vi dice nulla l'Isola di Pasqua? Come in tempi non sospetti raccontavo nel mio libro "Mondi futuri" (vedi a pag.146), su quell'isola ricca di foreste 1600 anni fa viveva una civiltà florida e sofisticata anche politicamente. Ma gli abitanti tagliarono a un ritmo elevato gli alberi per costruire barche con cui procurarsi cibo. Il rapido esaurimento di questa risorsa preziosa (il legno) provocò la fame e lo scoppio di disordini gravissimi, e quando nel 1772 gli europei arrivarono sull'isola, i pochi superstiti vivevano in uno stato di cannibalismo e violenza su un'isola sterile e desolata. La società mondiale sta dunque semplicemente ripercorrendo le orme di quanto già successo su scala più piccola all'Isola di Pasqua. Detto in altre parole, la nostra civiltà tecnologica oggi è un po' come un malato di tumore che scopre di avere una metastasi e di essere in fase terminale, e noi individui siamo le cellule (alcune sane, molte altre malate) di quell'organismo: quando muore l'organismo, il nostro destino è segnato...

Post scriptum. Ho ricevuto da un lettore una e-mail che mi ha fatto capire come non sia chiaro che qui si parla di eventi molto vicini nel tempo (oltre che di una situazione senza precedenti: ai tempi della Grande Depressione non esisteva la "super-bomba" odierna dei derivati, inventati da una finanza senza né etica né regole!). Per fortuna, mi aiutano due articoli che, al di là dei discorsi sul petrolio e su problemi che possono sembrare al lettore lontani nel futuro -- ma non lo sono! -- vanno al "nocciolo" della situazione attuale, spiegando perché e come il sistema economico-finanziario mondiale si trovi sull'orlo del collasso (con l'Italia in prima fila avendo il terzo debito pubblico più grande al mondo): non che io non l'abbia fatto, ma la chiarezza non è mai troppa! Vi consiglio, quindi, di leggerli per intero. Eccoli: uno e due.

Nota. Chi necessita di contattarmi per motivi rilevanti sull'argomento "picco del petrolio", troverà i miei recapiti nel mio sito personale.


(Ultimo aggiornamento periodico: 10 luglio 2009)





Fonti bibliografiche

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Siti Internet

I migliori siti di riferimento per la maggior parte dei temi trattati in questa pagina:
- Association for the Study of Peak Oil and Gas, ASPO International. È l'associazione che fornisce i dati più attendibili riguardo il petrolio ancora disponibile e fa previsioni con sofisticati modelli. In particolare, sono utili le sue newsletter (v. link qui sotto).
- ASPO Newsletter, a cura di C. Campbell et al., Ireland, 2001-Today. Le ultime annate danno un'idea del problema propedeutica e complementare a "The Oil Drum". Ottime.
- The Oil Drum, Discussions about Energy and Our Future. Il sito più utile riguardo l'aspetto-chiave del problema picco del petrolio: la connessione tra energia ed economia. Abbiamo selezionato gli articoli migliori nella nostra bibliografia. Imprescindibile.
- Trading Economics, Indicatori economici e grafici che permettono di farsi un'idea della situazione economica di qualsiasi Paese del mondo, Italia compresa. Utilissimo.
- Wall Street Italia, News, dati e analisi dal mondo finanziario. Permette di vivere "dal di dentro" la situazione della finanza, che nell'immediato fa "scommesse" sul futuro, ma che con un paio di trimestri di ritardo tende a riflettere lo stato dell'economia reale.
- Charting The Economy, Grafici "freschi" relativi alla situazione economica degli Stati Uniti, che mostrano l'andamento di molti indicatori-chiave relativi a disoccupazione, debito, risparmio personale, utilizzo industriale, etc. Consiglio di guardare le più recenti 3 pagine di post anziché direttamente le categorie nel menù a destra. Interessante.
- Energy Bullettin del Post Carbon Institute. Argomenti vari correlati al picco del petrolio.
- The Oil Depletion Analysis Centre, ODAC. Promuove la divulgazione del problema.
- Housing Bubble Charts. Dati e grafici relativi all'esplosione della "bolla" immobiliare USA.


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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Ven 27 Nov 2009, 00:30

L’Ultimo Papa:Esaminando Nostradamus
e Malachia [288]



Nostradamus ha fatto alcune sorprendenti profezie che si sono realizzate. Alcune di esse sono state erroneamente interpretate ed ignorate. L’obiettivo di questo documento è di esaminare e forse spiegare due delle sue profezie che hanno importanza religiosa, una delle quali si è avverata e l’altra che si deve avverare in un futuro prossimo. Malachia era un Arcivescovo Cattolico del dodicesimo secolo che scrisse una straordinaria lista di Papi fino alla fine dei tempi. In questo testo le esamineremo tutte e due. Secondo Malachia mancano solamente due papi alla fine.




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L’Ultimo Papa: Esaminando Nostradamus e Malachia [288]


Nostradamus o Michel de Nostredame era un praticante di medicina nella Francia provenzale. Le sue opere vennero pubblicate a Lione nel 1555 in centurie, ovvero gruppi di cento quartine. Le sue quartine sono state criticate affermando che erano farneticazioni e vaneggiamenti ottenuti dalla delusione e da influenze demoniache. Qualunque siano le basi, per esse c’è una spiegazione semplice e razionale ed in alcuni casi delle sorprendenti rivelazioni, che possono solamente essere comprese dopo l’evento. L’obiettivo di questo documento è di osservarne alcune e spiegare il loro probabile significato. Una profezia riguarda l’incredibile e vera predizione dell’omicidio di un papa. Altre riguardano il possibile inizio di ciò che viene piuttosto descritto come la fine di questa fase di controllo e vita sulla terra, da quello che sappiamo.


Anche se solamente una o due delle predizioni di Nostradamus sono vere, ci troviamo comunque davanti a delle questioni. Anche se i demoni sono capaci di questo e ne possono essere responsabili, ci troviamo comunque davanti al fatto che se non ci fosse Dio a dare questi consigli, allora i demoni o altre agenzie avrebbero questa capacità dimostrativa, al di fuori della profezia biblica, di prevedere gli eventi.


Un altro dei fattori in gioco è la traduzione delle quartine stesse dal francese medioevale.
Inizieremo con la morte di Papa Pio XI.


Nostradamus scrisse una gran quantità di lavori che riguardano i papi. Ci furono anche molti lavori dei Nazisti scritti in suo nome ed alcune quartine spurie furono pubblicate durante la Seconda Guerra Mondiale.

Uno dei papi che sembrava preoccuparlo era Pio XI.
Nella C5 Q92 egli scrisse:

Après le Siège tenu dix et sept ans,

Cinq changeront en tel révolu terme:

Puis sera l’un esleu de même temps

Qui des Romains ne sera trop conforme

De Fontbrune traduce questo testo nel seguente modo:

Vicino il seggio tenuto diciassette anni, Cinque cambieranno in tale trascorso termine: Poi sarà l'uno eletto del medesimo tempo, Che dei Romani non sarà troppo conforme.

Questa interpretazione ha una serie di conseguenze su cosa stava per succedere a Roma in questo periodo. L’aspetto rivoluzionario è stato ignorato finora, ma sta realmente accadendo come profetizzato. Anche l’ultimo dei cinque papi stava per essere uno straniero, considerato più opportuno e moralmente sano dei Romani.


La prima volta che il Seggio (i.e. il papato) fu tenuto per diciassette anni, fu con Pio XI (1857-1939) che era infatti più anziano. Egli fu eletto Papa nel 6 febbraio 1922 e morì nel 10 febbraio 1939 dopo un pontificato di 17 anni e quattro giorni (cfr. De Fontbrune, Nostradamus 1: Contdown to Apocalypse, Pan Books 1983, p. 212).


Il suo successore fu Eugenio Pacelli, un romano di famiglia aristocratica, che divenne Pio XII. Regnò diciannove anni e morì il 9 ottobre 1958.


Nel 1956 a Fresno, in California, fu pubblicato un lavoro scritto da un cattolico di nome Edward Connor (Prophecy for Today, Accademic Library Guild, 1956). Conteneva una serie di discussioni sui lavori profetici della Chiesa Cattolica Romana e comprendeva la discussione di alcuni lavori di Nostradamus e di Profeti Cattolici esistiti negli anni che trattano la fine del tempo. Le strane, sorprendenti ed accurate profezie dell’Arcivescovo Malachia O’Morgair della città di Armagh in Irlanda (morì nel 1148) stavano giungendo al termine. In una visita al Papa Innocenzo II a Roma nel 1139 gli fu concessa una visione di tutti i papi che sarebbero stati eletti (ibid. P. 15). Quando si univano le visioni di Nostradamus alle altre, le profezie mostravano che ci sarebbe potuta essere una crisi imminente per la Chiesa. Nostradamus fu da essi bandito perché alcune delle sue previsioni sembrava profetizzassero la caduta della Chiesa [Romana] (ibid. p. 10). Avevano interpretato una profezia di Nostradamus come:

Tenuto il seggio diciassette anni, cinque cambieranno in tale trascorso termine (ibid.).

Non citano l’intero testo come vediamo sopra. Essi interpretarono la prima parte della quartina sia come cinque cambieranno in cinque anni e questo non accadde, poiché Pio XII era ancora al trono, che come cinque cambieranno in diciassette anni, il numero degli anni di durata del suo papato a quel tempo. Ciò venne ignorato poiché non sembrava verosimile mancando solo pochi mesi alla profezia e visto che Pio XII non stava male ed era in buona salute. Se avessero distribuito il libro sarebbe in ogni caso passato del tempo. Perché cercavano di screditare Nostradamus? La risposta è che egli e Malachia mostravano una fine, anche prossima, della Chiesa Cattolica Romana. Anche Nostradamus aveva apparentemente predicato nella profezia un veloce ricambio di Papi in questo periodo finale, o così sembra, se fosse avvenuto in diciassette anni. Il problema risiede nel fatto che rimangono pochi papi prima della venuta del Messia. Esamineremo questo argomento più avanti.


Ciò che non avevano preso in considerazione era che Nostradamus aveva una straordinaria abilità nel comporre queste quartine, poiché ritraevano alcuni eventi molto significativi. Il Problema risiede nel francese. La parola ans in questo contesto potrebbe significare anno o anni. Essi in questo caso lo interpretarono al plurale e con il significato di cinque anni per il numero dei papi, o diciassette per lo stesso numero di anni di regno menzionato.


Perché tutto ciò è così importante? La risposta era che era così importante. Come sappiamo Giovanni XXIII successe a PioXII come papa, dopo la sua morte nel 1958. Giovanni morì il 3 giugno del 1963 ed il suo successore fu Paolo VI.


Il Regno dei Cinque Papi


Il Primo regno dopo il seggio fu tenuto da Pio XI, i.e. anche il regno di Pio XII fu profetizzato da Nostradamus ma ignorato. Nella stessa centuria, circa 36 quartine prima, alla C5, Q56 egli scrisse:

Par le décès du très vieillard pontife,

Sera esleu Romain do bon aage:

Qu’il sera dict que le Siège debiffe

Et long tiendra et de picuant ouvrage

De Fontbrune lo interpreta nel seguente modo:

Per il trapasso di molto vecchio Pontefice Sarà eletto Romano di buona età, Che sarà detto che il seggio indebolisce, E lungo terrà e di operosità arguta.

Pacelli aveva sessantatre anni quando fu eletto nel 1939 e durò più anni di Pio XI. Egli era anche un personaggio molto controverso. Dal 1923, dopo la salita di Pio XI nel 1922, le chiese introdussero alcune strane idee in Germania, come l’eutanasia. Hitler, nel 1939, ordinò semplicemente di ricominciare quello che era stato iniziato. La Chiesa Luterana e quella Cattolica Romana erano antidemocratiche. Esse videro che l’unione della chiesa con lo stato aveva rinforzato solo il loro sistema. Quindi in realtà essi rinforzarono il sistema nazista come estensione di una chiesa e stato. Dal 1932, alcune parti della Chiesa Cattolico Romana e della Chiesa Luterana lavorarono a fianco dei Nazisti, per costituire i campi di concentramento e cominciare ad eliminare dall’Europa tutti i non Trinitari, in modo particolare i Sabbatari, compresi i Giudei. La Chiesa Luterana occupò un campo di concentramento vicino Amburgo, nel 1933.


In Europa i Cattolici sotto Pio XII, hanno assistito alla costruzione, secondo le recenti prove, di più di 10000 campi, ed ora sembra certo che il totale è di 15000 o più, fra campi di concentramento e di sterminio. Cercarono deliberatamente e sistematicamente di sterminare tutti i Sabbatari o gli studiosi che non aderivano alla Bibbia CR/Luterana dall’Europa. I Giudei rappresentano solo la metà dell’Olocausto; ora infatti sembra certo che essi non erano neanche la metà del numero di persone uccise dal sistema Nazista in Europa. Hitler non era un’aberrazione della Germania del 1930. Egli era un prodotto del suo tempo che condizionava attraverso i Luterani. Con l’aiuto del Vaticano sotto Pio XII, alla fine della guerra, il papato aiutò i criminali di guerra Nazisti ad evitare il processo ed utilizzò la sua influenza per mandarli in Sud America ed in Australia. Alcuni venivano utilizzati in Australia in ruoli che riguardavano la sicurezza. Può darsi che usando questo tipo di mentalità abbiano danneggiato i residenti australiani. Durante la seconda guerra mondiale la Chiesa Cattolica Romana sotto Pio XII aiutò e favorì, o al limite tollerò lo sterminio di un gran numero di cittadini che rispettavano la legge, molti dei quali avevano commesso, nei loro occhi, il solo crimine di essere Giudei o Sabbatari (Unitari) Cristiani, o appartenere a qualche altra comunità non Cattolica. Nostradamus stesso era di origine giudea. Questo fatto ha un altro significato come vedremo.


Tuttavia, i nostri amici in California sotto Connor, potevano scrivere una critica per il mondo sul papa in vita, per vedere e fare domande sulla sua attività? Essi stentavano a nasconderlo al mondo. Malachia chiama questo papa il Pastore Angelico con incredibile ironia. Nessun altro papa o persona aveva presieduto allo sterminio di massa, del suo stesso popolo, costituito da tanti Sabbatari Giudei e Cristiani, nell’intera storia della tribù ebraica e della religione Cristiana. Tutto questo argomento sarà esaminato nel prossimo documento L’olocausto il Quinto Sigillo di Persecuzione.


La conseguenza di quest’errore era di avere come risultato finale un fallimento nella prevenzione dell’omicidio, come vedremo. Alla fine, quando la verità sarà manifesta ed i falsi storici delle università ammetteranno la verità, la Chiesa Cattolica Romana sarà vista per quello che è, e sarà condannata agli occhi del mondo. Questo è l’aspetto controverso delle attività della Curia Romana sotto Pio XII, ed anche prima e dopo la sua elezione.


Giovanni XXIII gli successe il 28 ottobre del 1958 e regnò fino al 3 giugno del 1963. In realtà gli successe Giovanni XXIV poiché il precedente Giovanni XXIII (1410-1415) (Baldassare Cossa (d. 1419) appropriatamente chiamato Il Cervo della Sirena da Malachia) si era comportato in modo malvagio con un gruppo di più di 200 monache. Egli era anche un sodomita. Era stato dichiarato antipapa. Essi furono imbarazzati da questo papa, benché ce ne fossero altri peggiori, così cercarono di chiedere la restituzione del nome Giovanni. Egli fu chiamato Flos Florum o Fiore dei Fiori. Al tempo di Giovanni XXIII, nella chiesa cominciò un’altra rivoluzione sotto il Vaticano II. Qui le sane preoccupazioni della chiesa erano esposte tra le nuove scuole di pensiero e le capacità furono sviluppate. Forse il nome di Malachia era per lui simbolico nei termini del Vaticano II e nella successiva Inquisizione e Controriforma che avrebbe prodotto. Mao Tse Tung si riferì allo stesso processo: lasciò crescere un milione di fiori di papavero, e quindi li distrusse nella Rivoluzione Culturale che seguì.


Non molto temo dopo, come vedremo, la chiesa cercò di rivedere la sua posizione e le sue dottrine e di venirne a capo. Quindi il processo finì in scandali finanziari, uccisioni e controrivoluzioni nel Vaticano.


Givanni Battista Montini, Paolo VI era il terzo papa e nel 1978 ebbe come successore Albino Luciani, Giovanni Paolo I. Quest’uomo era il quarto papa nella profezia.


Quindi i cinque papi sono:

Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, e coprono un periodo che va dal 1939 al 1978.
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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Ven 27 Nov 2009, 00:36

La visione cattolica delle profezie

Il lavoro di Connor pubblicato nel 1956 con l’imprimatur del Vescovo Cattolico Romano A. J. Willinger di Monterey-Fresno, mostra alcuni commenti interessanti che riguardano i cinque papi della profezia.

C’era solamente un’interpretazione che non era analizzata nel lavoro dei Francescani ed era la seguente: Cinque cambieranno nello stesso numero di anni. Pio XI mori nel 1939 ed in base a questa spiegazione, significava che dovevano ancora morire cinque papi fino al 1978.
Probabilmente per questo motivo, come riportato da innumerevoli fonti, Giovanni Paolo I, quando venne eletto impallidì e pronunciò queste parole: Possa Dio perdonare ciò che avete fatto nei miei confronti (o da parte mia).

Perché doveva essere così sventato di diventare papa? La risposta è che egli conosceva le profezie così come tutti gli altri.
Malachia chiamò questo papa De Medietate Lunae o Mezza luna. I Cattolici ipotizzavano che questo papa avrebbe convertito l’Islam e quello era il significato della mezza luna. In altre parole era la mezzaluna dell’Islam. Connor chiede:

La conversione dei Maomettani – il cui simbolo è la luna crescente – avverrà nel suo regno?(p.16).

La verità è molto più strana della finzione. Giovanni Paolo I morì in circostanze molto strane nel Vaticano, dopo un mese dalla sua elezione. Egli durò un mese e fu tagliato via nel mezzo di una delle più grandi riforme che il Vaticano avesse mai affrontato. Stava per salvarlo da se stesso e cercava di restaurare la fede che Cristo aveva portato al genere umano. Stava per liberarsi della sua salute terrena e la stava rinviando nel luogo dove sarebbe dovuta stare, prima che l’imperatore Costantino la distruggesse, rendendola un potere e la religione del potere del mondo, dall’editto di Tolleranza a Milano nel 314. Morì in strane circostanze prima di poter compiere questo. Le persone all’interno del vaticano, che sapevano quello che era successo, chiamarono questo evento con il suo nome: omicidio. Alcune personalità all’interno del Vaticano chiesero al giornalista investigativo David Yallop di indagare sulla questione e di scrivere un libro che descrivesse come il papa fosse stato ucciso. Yallop scrisse una brillante opera di giornalismo investigativo chiamata In God’s Name. Egli accusa pubblicamente il potere Curiale di aver ucciso Giovanni Paolo I e sfida alcuni di essi ad uscire dal Vaticano. Ciò non accadde. Stranamente, il suo libro sta oggi scomparendo dagli scaffali. Senza dubbio l’attuale carenza dell’opera Hitler’s Pope indicherebbe che sia stata soggetta allo stesso trattamento.

Normalmente il pontefice indica il tipo di pontificato che vuole avere, scegliendo il suo nome. In questo caso il suo successore Karl Jozef Wojtyla scelse il nome di Giovanni Paolo II, quindi ci si poteva aspettare che continuasse le riforme del precedente papa Giovanni Paolo I ed il lavoro iniziato sotto Giovanni XXIII ed il Vaticano II. Niente poteva essere favorito dalla verità.


Malachia e la lista dei Papi

Malachia indica anche gli eventi con il nome che egli diede a questi papi. In molte centurie egli li nomina riferendosi agli stemmi che avevano, quello delle loro famiglie o in base a oggetti così significativi che potevano essere notati con il senno di poi. Le sue accurate profezie continuarono dall’ultima decade del dodicesimo secolo, attraverso le centurie, fino al ventesimo secolo, in cui ci fu un cambiamento nella nomenclatura, che descriveva la loro attività ed i loro pontificati in modo più accurato. Questi sono tutti elencati accanto ai nomi ed agli uffici papali nell’Allegato A.
I nomi che Malachia diede ai papi erano molto realisti e Connor nel suo lavoro commenta questo aspetto. Connor ignora le profezie di Nostradamus, quando affermava che se cinque erano cambiati ed erano passati diciassette anni, l’era stava giungendo alla sua conclusione e la lista dei papi stava per terminare. Soprattutto egli indicherebbe una catastrofe più grande per un simile cambiamento in quel breve periodo di tempo. In generale, Connor e gli studiosi cattolici fallirono in tutto il loro approccio ai testi delle Scritture, alle loro ed alle altre profezie sull’argomento.


Dopo la morte di Giovanni Paolo I chiamato Mezza Luna, vediamo salire Giovanni Paolo II chiamato De Labore Solis o Levante del Sole. Connor ipotizza (Conversione dei pagani) dopo questo nome e va avanti con De Gloria Olivae – La Gloria dell’Olivo con l’ipotesi (Conversione dei Giudei?).
In questi termini notiamo un grande significato. La luna rappresentava la chiesa nel suo stato originale ed anche il calendario della chiesa era Lunare Solare, basato sulle combinazioni della luna per i suoi Sabbath annuali, i Noviluni e le Festività. Il sistema Romano lo cambiò in un sistema basato sul sole, che deriva dai culti del sole, cercando di distruggere il vero ed originale sistema della chiesa. Penetrò la Cristianità e trasferì il giorno di adorazione alla Domenica portandolo nelle festività pagane o del culto del sole, nella Pasqua del sistema di Baal-Istar e del Natale, nella festa dei dies natalis Solis Invicti: il giorno di nascita del Sole Invincibile (vedi il documento Le Origini del Natale e della Pasqua [235]).


Negli ultimi tre pontificati stavamo per vedere il tentativo di ritornare indietro nel tempo, di tagliare a metà processo e di sostituire il sistema lunare-solare con l’ampiamente diffuso sistema del sole. Si poteva anche commentare che egli provenisse da un paese operaio dell’est. Dal loro punto di vista, l’ipotesi di Connor è verosimile. Agli occhi dei Cattolici Romani, malgrado essi non sostengano nessuna dottrina della chiesa fondata da Cristo e dagli Apostoli, essi sono la vera chiesa. Essi credono di avere il diritto di sterminare tutti coloro che gli si oppongono e di fare solamente quello, quando hanno il potere di farlo. Quando non hanno questo potere, ritornano allo spionaggio, all’intrigo ed alla eliminazione degli individui che non sono d’accordo con loro. Questa guerra è andata avanti senza sosta dal 590, ed anche da prima, ed è continuata fino al 1850 ed al ventesimo secolo e non finirà fino a quando la chiesa non sarà distrutta, come profetizzato, dal sistema che sta nascendo oggi nel mondo.


Il papa che abbiamo oggi è malato e ne mancano solamente due alla lista di Malachia. Il prossimo papa, come vediamo, è chiamato semplicemente Piero il Romano. Malachia afferma semplicemente che dopo quell’evento il Grande Giudizio giudicherà il popolo.


Questa è la fine del papato.


Quindi La Gloria dell’Ulivo sarà seguito da Pietro il Romano e dopo di esso, i Cattolici sostengono che il grande giudizio giudicherà il popolo. Essi ignorarono nella Bibbia l’Apocalisse del regno Millenario del Messia da Gerusalemme, come afferma Apocalisse 20:1-10, e tutto doveva succedere prima del Giudizio del Grande Trono Bianco in Apocalisse capitolo 20:11-15.


Apocalisse 20:1-10 1 Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell'Abisso e una gran catena in mano. 2 Afferrò il dragone, il serpente antico - cioè il diavolo, satana - e lo incatenò per mille anni; 3 lo gettò nell'Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un pò di tempo. 4 Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; 5 gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. 6 Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. 7 Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere 8 e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magòg, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare. 9 Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d'assedio l'accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. 10 E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli. (RSV)

Il motivo per cui non tengono conto di questo libro è che esso mostra chiaramente che il regno di Cristo non è ancora iniziato e che la Chiesa Romana non può fungere da delegato di Cristo, come dio di questo mondo (2Cor. 4:4). L’Apocalisse mostra che satana non è ancora stato frenato ed il ruolo del mondo sarà a Gerusalemme, non a Roma.


La Chiesa Romana chiama Apocalisse la Rivelazione, per nascondere il fatto che è la Rivelazione di Dio a Gesù Cristo e quindi dimostrare che Cristo non è Onnisciente. L’Apocalisse identifica Roma come la città dai sette colli chiamata Babilonia nel testo.


Le supposizioni su chi sarà il prossimo pap, sono infinite. Sarà Martini, come molti suggeriscono? Sarà papa un Gesuita? L’Opus Dei lo permetterà con la violenta guerra che è in corso tra loro e i Gesuiti? Gli appartenenti all’Opus Dei erano circa 88000. Essi vorranno uno Spagnolo, qualcuno delle loro enclave, o delle loro cellule di potere in America? Oppure sarà un candidato compromissorio? Potrebbe anche essere Giudeo? Si, potrebbe esserlo. C’è un candidato; un tentativo estremo di mettere insieme il sistema prima della venuta del Messia. Dopo tutto, possono dire che abbiamo convertito i Giudei, o possono dirlo loro? Il Cardinale Arcivescovo di Parigi è una vittima dell’Olocausto presa ed elevata dai Cattolici Romani.


Una profezia di Nostradamus (C5 Q49; Lorie p.152) sembrava riferirsi a questa possibilità.


Nul del’Espagne
Mais de l’antique France
Ne sera lu pour la
Tremblante nacelle,
A l’ennemi sera faite fiance,
Qui dans son regne fera peste cruelle.
Tradotto significa:
Non dalla Spagna, ma dall'antica Francia
Non sarà eletto per la tremante navicella
Al nemico sarà fatta intesa,
Che dentro suo regno sarà peste crudele.


Così, qui vediamo che verrà eletto per la tremante navicella. Questo rappresenta un riferimento sia alla salute malata di Giovanni Paolo II che alla reale condizione della Chiesa Cattolica. Sembra che egli faccia una promessa al nemico. Giuda potrebbe giustamente vedere questa come una buona occasione.
Tutti i Khemarim, coloro che hanno la tonaca nera, del sistema del sole di Baal, avranno la possibilità di unirsi per resistere al prossimo Anticristo della profezia Cattolica? Questo concetto viene esaminato nel documento I Messaggi di Apocalisse 14 [270]. Il Movimento del falso sistema deve partire da Roma ed andare a Gerusalemme in accordo con il sistema biblico. Un Giudeo sarà l’ideale per questo processo.


Le profezie Cattoliche hanno predetto la venuta dell’Anticristo per secoli. Esse sono stranamente confuse e sono in realtà un miscuglio di profezie, che anno a che fare con molti futuri eventi profetici. La Bibbia afferma che devono avvenire molti eventi prima della venuta del Messia. Uno è la restaurazione del vangelo e la sua promulgazione a tutte le nazioni insieme all’ammonimento del giorno del giudizio (cfr. Ger. 4:15 ed il documento L’Ammonimento del Giorno del Giudizio [044]). La voce del giorno del giudizio, che avverte della venuta del Messia, è di Dan ed Efraim, che sembrano essere la nuova tribù di Giuseppe, a cui si riferisce Apocalisse 7. Dopo quel periodo vedremo i Due Testimoni, le persecuzioni finali e le guerre (cfr. il documento Il Testimone [135]). Le profezie Cattoliche parlano dell’Anticristo di Dan, che è ucciso dalla venuta di Enoc ed Elia, i quali pensavamo fossero testimoni dei testi della Bibbia, poiché erano gli unici presi da Dio senza che se ne conoscesse il motivo.


Nostradamus predice un profeta iconoclasta, che usa un linguaggio raffinato, per educare continuamente chi viene elevato nel giorno del giudizio, in C1 Q96.

Celuy qu’aura la charge de destruire,

Temple et sects changes par fantasie,

Plus aux rochers qu’aux

Vivans vienra nuyre,

Par langue ornee d’oreilles ressaisies.

Tradotto significa:

Colui che avrà l’incarico di distruggere

templi e sette, cambiati da fantasia,

più alle rocce che ai viventi nuocerà

per lingua ornata d’orecchie stanche.


Questo è ovviamente un importante processo di rieducazione del genere umano nel giorno del giudizio per eliminare i sistemi d’adorazione delle immagini idolatre nelle religioni della Terra.


Il Nome dell’Ultimo Papa

Quale nome avrà il prossimo papa? Se Possiamo fare affidamento alle visioni dei papi come riferimento, dovremmo considerare questo papa più seriamente. Egli era il primo papa ad essere nominato sotto la dottrina papale dell’infallibilità, benché non stesse parlando ex Cathedra. Pio X (1835-1914) nel 1909 durante un’udienza con il Capitolo generale dei Francescani, cadde in semi-trans, con la testa chinata sul suo petto e dopo pochi minuti rinvenne con uno sguardo di orrore nel suo volto. Egli gridò presumibilmente:
Ciò che ho visto è terribile...Sarà me stesso? Sarà il mio successore? Ciò che è certo è che il Papa lascerà Roma, e nel fuggire dal Vaticano dovrà camminare sui corpi morti dei suoi sacerdoti. Non ditelo a nessuno fintanto che sono vivo (cfr. Stephen Skinner, Millenium Prophecies, Carlton, p. 75).
Dunque si rivolge alla Gloria dell’Ulivo o al cosiddetto Pietro il Romano? Prenderanno entrambi il nome di Pio XIII o sarà a loro conferito come risultato delle loro azioni? Una cosa di cui possiamo essere certi è che la città sarà distrutta ed essi spariranno da Roma. Ci sono però anche altri aspetti che riguardano la costituzione di falsi profeti a Gerusalemme.


La Prostituta di Apocalisse

Nel libro di Apocalisse abbiamo una grande prostituta, che commette peccati con i re della terra ed è ubriaca del sangue dei santi. Ella siede su molte nazioni, popoli e lingue. Una donna simboleggia una chiesa e c’è solo una chiesa nel pianeta che si adatta a questa descrizione.

Apocalisse 17:1-18 1 Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me: "Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. 2 Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione". 3 L'angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. 4 La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d'oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. 5 Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: "Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra". 6 E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Al vederla, fui preso da grande stupore. 7 Ma l'angelo mi disse: "Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, con sette teste e dieci corna. 8 La bestia che hai visto era ma non è più, salirà dall'Abisso, ma per andare in perdizione. E gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, stupiranno al vedere che la bestia era e non è più, ma riapparirà. 9 Qui ci vuole una mente che abbia saggezza. Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna; e sono anche sette re. 10 I primi cinque sono caduti, ne resta uno ancora in vita, l'altro non è ancora venuto e quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. 11 Quanto alla bestia che era e non è più, è ad un tempo l'ottavo re e uno dei sette, ma va in perdizione. 12 Le dieci corna che hai viste sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale, per un'ora soltanto insieme con la bestia. 13 Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia. 14 Essi combatteranno contro l'Agnello, ma l'Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli". 15 Poi l'angelo mi disse: "Le acque che hai viste, presso le quali siede la prostituta, simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue. 16 Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco. 17 Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finché si realizzino le parole di Dio. 18 La donna che hai vista simboleggia la città grande, che regna su tutti i re della terra". (RSV)
Ci fu solamente una città che ebbe autorità sui re del mondo. Nessun altra chiesa o popolo uccise tanti milioni di Cristiani credenti nella Bibbia. Osservate che Apocalisse definisce il falso sistema religioso la madre delle prostitute, che significa che ci devono essere alcune figlie con le stesse dottrine che commettono anche fornicazione con i re della terra. La Chiesa Luterana viene dallo stesso sistema e vi ritornerà in un futuro molto prossimo. Questa chiesa, per un lungo periodo di tempo ha assistito allo sterminio dei santi. Durante l’era Nazista, già nel 1933, questa chiesa fu assorbita dalle SA e diede inizio ai campi di concentramento. Uno dei gruppi che i Nazisti avevano nei campi era quello dei Bibelforscher o Ricercatori Biblici. Chiunque non fosse ortodosso Trinitario di convinzione Cattolica o Luterana era internato ed ucciso. Essi assistettero allo sterminio del fior fiore degli studiosi Biblici in Europa nel ventesimo secolo, ma quello che non viene compreso è che lo hanno fatto insieme ai Cattolici, da quando furono imposti dalla Riforma. La storia della persecuzione delle Chiese Sabbatarie come abbiamo visto da un analisi del lavoro di R. Samuel Kohn I Sabbatari in Transilvania, trans. CCG Publishing, 1998, vedi anche la prefazione di Wade Cox). I Dieci Corni sono come le dieci dita dei piedi di cui parla Daniele nel cap. 2. Questi sistemi nazionali stabiliti dalla prostituta religiosa, che noi abbiamo conosciuto come il Sacro Romano Impero (590-1850), nel giorno del giudizio si rivoltano alla prostituta ed alle sue figlie prostitute e le distruggono. Poiché Dio odia questa prostituta e ha posto questo nei cuori dell’unione dei dieci affinché si rivoltino contro di essa. Dio gli ha dato questo per affidargli i loro regni in quest’unione alla bestia, fino a che le Parole di Dio non saranno osservate. La donna rappresenta l’organismo che ha fondato la chiesa e che ha anche governato i sette colli di Roma.
Questa unione alla bestia muove guerra a Cristo ed ai suoi chiamati, prescelti e fedeli (Ap. 20:14). Essi sono gli eletti che osservano i Comandamenti di Dio e la testimonianza del Suo Cristo. Allora il dragone si infuriò con essi e con la donna o la chiesa che rappresentavano e cercò di distruggerli, in tutto il periodo della loro esistenza (Ap. 12:17; 14:12).
Queste profezie gli sono state date dai loro capi affinché capiscano e temano Dio. Alla fine, il sistema che cercarono di creare andrà al potere per un ora con la bestia per soddisfare la volontà di Dio e le profezie delle Scritture, poiché le Scritture non possono essere annullate. (Gv. 10:34-35).
Dunque, non ci sorprende il fatto che Pio X (chiamato da Malachia Fuoco Vitale) (1903-1914) ebbe una visione in cui vide il suo omonimo camminare fuori dal Vaticano e da Roma passando sopra ai corpi senza vita dei suoi sacerdoti. Il suo successore fu chiamato da Malachia Religio Depopulata che significa Religione Devastata (o spopolata). Benedetto XV regnò dal 1914 al 1922. Egli fu molto di più che semplicemente il papa del periodo della Prima Guerra Mondiale. In questi tempi iniziò la distruzione dei Sabbatari e di altre sette in Armenia ed un milione di Armeni furono sterminati in fucilazioni di massa. Il suo successore, che vide l’eliminazione di Bektashi in Turchia, con quasi due milioni di Sabbatari, tra i cinque milioni circa di Bektashi, semplicemente sparì dal 1927 in poi.
Ai giorni d’oggi è iniziata la sistematica distruzione dell’indipendenza dei Serbi, è quindi l’Islam sarà costretto al conflitto.
Nei prossimi tre decenni centinaia di milioni di persone saranno costrette a guerre inutili e le nazioni spariranno attraverso le ambizioni politiche di questo sistema.
Quando tutta la storia è narrata e quando viene raccontato tutto l’orrore che queste persone rappresentano, la bestia li lapiderà nella strada. Poiché grande è il Dio potente che li giudica e che li ha fatti desistere dalla bestia nel giorno del giudizio, per attuare la Sua volontà.


Negli ultimi giorni prima della venuta del Messia i due Testimoni saranno a Gerusalemme vestiti di sacco, Apocalisse 11:3-13. Ciò avviene dopo gli eventi in Apocalisse 11:1-2. Questi eventi sono spiegati nel documento La Misurazione del Tempio [137]. Ai testimoni sarà dato il potere di Elia. Dio dice che invierà Elia nel giorno grande e terribile del Signore, per convertire il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri; così che Egli venendo non colpisca il paese con lo sterminio. (Mal. 4:5-6). Essi restaureranno tutto. La cosa che restaureranno per ultima è il Legame della Legge di Dio. Questo legame fu rotto da Satana sotto il suo sistema e le benedizioni e le maledizioni della Legge applicate in modo imperfetto (cfr. il documento Le Benedizioni e le Maledizioni [075]). Attualmente piove sul giusto e sull’ingiusto.


Quando il Legame della Legge sarà restaurato non pioverà più sul giusto e sull’ingiusto allo stesso modo. Sotto questi due profeti gli dei di questo mondo saranno spinti nelle gole delle persone che cercheranno di ucciderli, ma non saranno in grado di farlo fino a quando i 1260 giorni della profezia non saranno terminati. Saranno lasciati giacere nelle strade per tre giorni e mezzo e dopo saranno resuscitati e saliranno davanti agli occhi del popolo. Da questo momento in poi il Messia inizierà ad interessarsi del pianeta e stabilirà il suo quartiere generale a Gerusalemme.


Nessuna di queste profezie può essere accettata o spiegata dai Trinitari, poiché colpisce in pieno il concetto di un sistema ecclesiastico potente, nel presente, sul e nel controllo del pianeta sotto Gesù Cristo. Anche la Bibbia mostra che i cieli si sono chiusi per far osservare il Calendario di Dio. Se le Festività, i Noviluni, ed i Sabbath della Bibbia non sono rispettati non ci sarà pioggia nella giusta stagione e le piaghe d’Egitto saranno inflitte alle nazioni del mondo (cfr. il documento Il Calendario di Dio [156]).
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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Ven 27 Nov 2009, 00:43

La Fine della Profezia Cattolico Romana

I Profeti Cattolici Romani e Nostradamus hanno fatto una serie di profezie che possiamo riassumere nel seguente modo.



Nel Giorno del giudizio ci sono alcuni papi che sono coinvolti in una rivoluzione che è conclusa da un papa che non è Romano, ma che sembra esserlo. Questo papa è chiamato Levante del sole, che sembra indicare l’osservanza delle opere del sistema del Sole.


L’attuale papa Giovanni Paolo II è un Polacco impegnato nell’istituzione del sistema della dea madre sotto le spoglie di Maria. La madre di Cristo fu chiamata Mariam e non Maria, che si suppone sia il nome della Madre del Messia ed ora viene elevata persino come quarto membro della cosiddetta Natura Divina (cfr. il documento La Vergine Mariam e la Famiglia di Gesù Cristo [232]). Questo è il vero Levante del sole. I culti del sole erano dedicati al sistema di Baal-Istar con la venerazione di Istar come Venere sotto il sistema trino. Questo Istar è l’Ostar o Pasqua europea. In questo periodo la Regina del Cielo è elevata ed il sistema di adorazione del Sole degli Assiro-Babilonesi è restaurato. Tutto questo è fatto per separare il genere umano dalle Leggi del loro Unico Vero Dio. Il Suo ultimo levante del sole, su cui il titolo di Malachia enfatizza, è la liberazione delle rivelazioni dei sistemi del sole della dea madre di Fatima. Come ultimo tra i suoi atti liberò la terza visione di Fatima che sarà esaminata separatamente.


Mancano due papi alla fine. Uno La gloria dell’Ulivo e l’altro Pietro il Romano che si sosteneva fosse l’ultimo papa.



Pio X sosteneva che uno di questi papi avrebbe lasciato Roma passando sopra i corpi dei suoi sacerdoti ed avrebbe potuto avere il titolo Pio.



Nella struttura Cattolico Romana non c’è sistema Millenario ed essi ignorano una grande quantità di testi biblici che trattano quest’argomento. Quindi per loro la fase successiva consiste nell’andare dritti al giudizio che la Bibbia pone alla fine del regno Millenario da Gerusalemme.



I Testi che riguardano l’Anticristo saranno esaminati separatamente.


La Cronologia

Il Papa che visse più a lungo regnò non più di 23 anni circa. Pio VII (Barnaba Chiaramonte chiamato L’Aquila Rapace da Malchia) regnò dal 14 Marzo 1800 al 20 Luglio 1823. Leone XIII regnò dal 20 Febbraio 1878 al 20 Lulgio 1903. In questo secolo altri due papi regnarono rispettivamente 17 e 19 anni e l’attuale papa ha già regnato ventuno anni. La media è molto più bassa. Secondo Pio X un papa deve vivere sui corpi dei suoi sacerdoti.


Le Scritture ed il Calendario di Dio indicano alcune importanti attività in questo periodo. Una è l’eliminazione della prostituta tramite il sistema della bestia, prima della venuta del Messia, come vediamo sopra da Apocalisse. Quindi la sconfitta di questo falso sistema avviene prima del ritorno del Messia.


Anche Daniele afferma che le Guerre dei Re del Nord e del Sud avvennero il giorno del giudizio dall’occupazione di Gerusalemme per opera dei re del Nord e quel sistema che è messo in allarme sterminò molte persone a nord e ad est (Dn. 11:41-44). Questa guerra nelle steppe Russe e questa potenza del nord è vittoriosa, ma quando giungerà alla fine nessuno verrà in suo aiuto.


Così potremmo guardare al regno dell’attuale papa. Karol Jozef Wojtyla, Giovanni Paolo II, divenne papa il 16 ottobre 1978. Fino ad oggi ha regnato ventuno anni e per la fine del 2001 avrà eguagliato il regno di Pio VII. Egli non si trova in buone condizioni di salute e si pensa che non viva molto a lungo. Sta per abdicare sulla base dei referti medici. Quindi ci si aspetta, a breve, l’elezione del nuovo papa. Se questo prossimo papa eguagliasse di nuovo il regno di PioVII e se non ci sono altri ostacoli, regnerebbe al massimo fino al 2025. Se regnasse per un periodo record, potrebbe eguagliare i trentadue anni del folle e maligno Pio IX. Un altro lungo papato di simile durata era quello del sopracitato Leone XIII. Ci si aspetta che l’ufficio di Pietro il Romano durerà al massimo fino al 2025. Esiste la possibilità che il nome Pietro il Romano sia un gioco di narrativa su Pietro il Giudeo che era il primo papa e che fondò il papato. Tutto ciò può solamente rappresentare una spinta finale di questa profezia a tutto il sistema. Riguarda la rimozione del sacerdozio ed il ritorno alla chiesa primitiva, poiché ciò accadrà secondo la Bibbia. Possiamo infatti guardare al prossimo papa come all’ultimo vero papa, nel senso in cui è interpretato oggi.


L’ultimo papa e tutto il suo sistema sono rimossi dall’ufficio secondo le Profezie della Bibbia. I suoi sacerdoti al più tardi, o forse addirittura i loro predecessori, moriranno nelle strade. Quindi, dalle loro stesse profezie, ci potremmo legittimamente aspettare di vedere la fine della Chiesa Cattolica Romana nel 2025 circa, o forse prima.


Dunque nei prossimi 25 anni dovremmo vedere dei grandi cambiamenti negli eventi mondiali e nella struttura di controllo del mondo. Ciò è pienamente in accordo con la profezia della Bibbia.


Il tempo delle attività di Dio è determinato dal Suo calendario, in base a quel sistema e nella Profezia. Cristo disse che gli uomini cercarono un segno ma al suo ministero non fu dato nessun segno al di fuori del miracolo di Giona (cfr. il documento Il Miracolo di Giona e la Storia della Ricostruzione del tempio [013]).


Il sistema della Bibbia funziona in base al Giubileo. Un giubileo dura cinquant’anni. Quaranta giubilei sono esattamente duemila anni. Il numero quaranta ha un grande significato per la profezia della Bibbia ed anche per il ministero del Messia.


I giubilei cadono negli anni 27 e 77 dei secoli dell’attuale era (vedi il documento La Legge con Esdra e Nehemia [250]). Il Prossimo giubileo è nell’anno 2027 da redenzione a redenzione dei Sabbath e degli anni Giubilari. Il 2028 è l’inizio del Quarantunesimo giubileo dal Messia ed il Cinquantottesimo o Giubileo dei Giubilei dalla restaurazione della Legge e del Tempio sotto Esdra e Nehemia. Questo ha un terribile significato.


L’elemento più importante è che il Miracolo di Giona ha molti aspetti legati a questo. Nel giorno del giudizio, andò avanti un anno quotidianamente e un giubileo annualmente e quotidianamente.


Giona diede a Nineveh quaranta giorni per pentirsi dopo un giorno dall’entrata e due giorni di preghiera, dopo tre giorni e tre notti nel ventre del grande pesce. Nineveh si pentì.


Giovanni Battista diede ai Giudei meno di un anno di preghiera, quindi il Messia gli diede due anni di Preghiera e quaranta anni per pentirsi. Essi non si pentirono. Il Messia fu crocefisso nel 14 Abib dell’anno 30 d.C.. Ai Giudei, fu dato fino al 70 d.C. per pentirsi. Essi martirizzarono Giacomo il fratello di Cristo nel 63 d.C. ed iniziò l’ultima settimana degli anni delle settanta settimane di anni in Daniele 9:25-26. Nel 1 Abib o 1 Nisan del 70 d.C. Gerusalemme era circondata dall’armata Romana sotto Tito e tramite la Redenzione del 70 d.C., Gerusalemme ed il Tempio furono distrutti e tutto venne raso al suolo. Nel 1 Abib 71 d.C. il tempio a Leontopoli in Egitto fu chiuso per ordine di Vespasiano e Giuda fu imprigionato per i rimanenti quaranta giubilei, fino al tempo della fine ed alla loro conversione prima dell’Avvento e del regno Millenario del Messia.


Quindi la chiesa andò ad Israele nel deserto ogni anno, nel giorno del Giubileo, nel deserto di Esodo. Tutte le nazioni avevano 40 giubilei per pentirsi e non lo fecero. I quaranta giubilei scadono nel 2027 e questo mondo sarà portato al pentimento con la forza. Quindi il Legame della Legge sarà la forza della restaurazione della pace. Il falso sistema religioso di questo mondo sarà distrutto ed anche gli eserciti di questo modo saranno distrutti. Questo profilo storico viene trattato nel documento Delineare il Profilo storico dell’Epoca [272].


Matteo 24:15-28 "15 Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -, 16 allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, 17 chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, 18 e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 19 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. 20 Pregate perché la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato. 21 Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. 23 Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: E' là, non ci credete. 24 Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, io ve l'ho predetto. 26 Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: E' in casa, non ci credete. 27 Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. 28 Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.

Il suo prematuro arrivo sembrerebbe avvenire almeno sette anni prima del giubileo del 2027. Ciò è in accordo con le varie profezie della Bibbia come spiegato nel documento La Caduta di Gerico [142].

La Conferma di Nostradamus alla Cronologia della Bibbia

Ci sono delle prove che Nostradamus utilizzava la cronologia Biblica e stesse lavorando in base ai Giubilei? Si, ci sono delle prove e sembra che egli stesse lavorando lungo queste linee, utilizzando il 2020 per la pace del mondo che aspettiamo dalla sottomissione delle nazioni.


Nella Centuria 10 Quartina 89, che è posta in mezzo a predizioni di disastrosi eventi, vediamo il periodo in cui mancano almeno sette anni ed il tempo del Giubileo dei Giubilei

De brique en marbre seront les murs reduicts,

Sept et Cinquante années pacificque,

Joye aux humains, renoüé l’aquduict,

Santé, grands fruits, joye et temps mellifique.



David Ovason riconosce la singolare sensibilità in questa brillante quartina astrologica. Bisogna ricordare che in questo periodo l’astrologia e l’astronomia non erano separate e questo era il modo di descrivere il tempo negli eventi a lungo termine. Ovason opportunamente ridimensiona qualsiasi riferimento al 1945 basato su eventi successivi e rende la quartina nel seguente modo:

I muri saranno ridotti da mattone a marmo,

Sette e cinquanta anni pacifici,

Gioia agli uomini, rinnovato l’acquedotto

Salute, grandi frutti, gioia e momenti felici

(D.Ovason, The Nostradamus Code, Arrow Books, 1997, p.443)


I sette ed i cinquanta anni pacifici a cui si riferiscono al grande Giubileo dei Giubilei nel 2028-2077. Ovason si riferisce a Rodney Colin cercando di formulare per la guerra un ciclo di quindici anni che dice: ‘In realtà, la guerra è continua, e i suoi apici (quelli stimati) sembrano solo rappresentare i momenti di massima tensione’ (ibid. p.444).


Per capire questa profezia di pace di Nostradamus senza riferimenti esterni Ovason sostiene che dobbiamo vedere anche C.9 Q.83. Egli quindi ricorre alla spiegazione dei trigoni dell’Aria invece di riferirsi semplicemente al calendario biblico. Colloca il testo con la prossima congiunzione di Giove e Saturno, che avrà luogo nel 2020, facendo riferire il testo nella terza linea renoüé l’aquduict, alla congiunzione del 21 Dicembre 2020, che si verificherà nel primo grado dell’Acquario (00.29 minuti). Egli spiega questo rinnovato l’acquedotto come il rinnovo dell’Acquario dopo secoli di assenza. Sono 800 anni che non avviene questa congiunzione. Le ultime due righe, lette interamente affermano:

Gioia agli uomini, rinnovato l’acquedotto

Salute, grandi frutti, gioia e momenti felici.



Questo rappresenta la gioia del genere umano che potremmo aspettarci dalla ricompensa dopo una Terza Guerra Mondiale di ampia portata e la restaurazione del Messia. L’assegnazione della salute viene dal testo di Ezechiele 47:6-12

Ezechiele 47:6-12 6 Allora egli mi disse: "Hai visto, figlio dell'uomo?". Poi mi fece ritornare sulla sponda del fiume; 7 voltandomi, vidi che sulla sponda del fiume vi era un grandissima quantità di alberi da una parte e dall'altra. 8 Mi disse: "Queste acque escono di nuovo nella regione orientale, scendono nell'Araba ed entrano nel mare: sboccate in mare, ne risanano le acque. 9 Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. 10 Sulle sue rive vi saranno pescatori: da Engàddi a En-Eglàim vi sarà una distesa di reti. I pesci, secondo le loro specie, saranno abbondanti come i pesci del Mar Mediterraneo. 11 Però le sue paludi e le sue lagune non saranno risanate: saranno abbandonate al sale. 12 Lungo il fiume, su una riva e sull'altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui fronde non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina".

L’acquedotto rappresenta le acque della guarigione che vanno dal Tempio al mare e all’Araba e guariscono i mari e le acque. Gli alberi che crescono vicino a queste acque servono per la guarigione delle nazioni. Quindi non dipendiamo dalla teologia dell’Acquario per questo testo ma piuttosto per lo scenario biblico che può essere identificato e questo potrebbe essere il caso, con una congiunzione di 800 anni nello stesso anno. In Francese la parola rinnovare significa ricominciare. Questa è una grande restaurazione e può solo riferirsi a quella Messianica della Legge di Dio e del potere di Dio come abbiamo visto nel Giardino dell’Eden.


Allo stesso modo, un’altra quartina (C.X. Q.72) che egli ci ha dato, segna l’inizio del periodo in questione. E’ stata gravemente male interpretata dai commentatori.

L’an mil neuf cens nonante neuf sept mois

Du ciel viendra un grand Roy d’effrayeur

Resusciter le grand Roy d’Angoulmois.

Avant apres Mars regner par bon heur.

Questa quartina è resa da Ovason nel seguente modo:

L'anno millenovecentonovantanove al settimo mese,

Dal cielo gran Re del terrore calerà:

E resusciterà il gran re d’Angoulmois,

Prima e dopo Marte la buona fortuna regnerà



Questa data è stata interpretata in base al calendario civile come luglio 1999. Tuttavia, in queste quartine ci potremmo trovare difronte ai calendari sacri. Il settimo mese contiene il Giorno delle Trombe, il Giorno dell’Espiazione e la Festa dei Tabernacoli.


L’importanza di questa quartina sta nel fatto che dal 21° anno del Quarantesimo Giubileo che è il 1998, nell’anno del Sabbath, la Legge doveva essere letta in accordo con la stessa Legge di Dio. Da questo momento la Legge doveva essere promulgata a tutte le nazioni in preparazione alla testimonianza ed alla restaurazione della Legge e del pianeta a Dio.


Dunque l’ammonimento di Geremia 4:15 deve essere garantito dalla Chiesa di Dio, in preparazione alla venuta del Messia. Questo deve essere fatto per mezzo delle comunicazioni moderne, utilizzando la tecnologia satellitare ed internet, che rappresenta il concetto del segnale venuto dal cielo.


Questo riporterà alla vita il grande re d’Angoulmois. Il Re d’Angoulmois era il Messia come capo della vera chiesa, che al tempo di Nostradamus fu perseguitata quasi fino all’estinzione e successivamente causò il trasferimento degli Ugonotti al Trinitarismo Protestante ed al loro trasferimento in Sud Africa. Tuttavia al tempo di Nostradamus essi erano Sabbatari Unitari del sistema Valdense, perseguitati dalle crociate Albigesi. Essi furono protetti dai Conti di Tolosa ed anche da Francesco I che appare in altri riferimenti di Nostradamus.


L’interpretazione di Angoulmois come Re dei Mongoli è secondo Ovason (p.461) un assoluto controsenso. Ovason divide questa parola in tre parti:

ANG-OUL-MOIS

ANG è un’abbreviazione di Ange; Angelo in francese.

OUL si sosteneva fosse il termine che divideva il mondo in strutture importanti.

Ol è il nome di uno degli arcangeli dello Zodiaco trovati nella letteratura medioevale e nei calendari e che per Nostradamus si sarebbe riferito a Verchiel nella magica scala del noto De Occulta Philosophia di Agrippa (Ovason pp. 461-464).

MOIS è mese in francese.


In questa Quartina stiamo dunque guardando al concetto di gioco sui calendari, sia pagani che biblici. Il Calendario Gregoriano non fu utilizzato comunemente in Francia fino al 1582, molto più tardi delle scritture di Nostradamus e di questa quartina. Coloro che controllano i mesi ed i mesi stessi, erano considerati sullo stesso piano.


Il re dei sette mesi biblici è il Messia, che viene alle Trombe. Questo era l’Angelo del Grande Consiglio di Isaia 9:6 nella Septuaginta (LXX), identificato con Gesù Cristo dall’antica Chiesa pre-Riformata.


I sette mesi del calendario solare sono controllati da Leo (Leone) che rappresenta il sole. Sol è la fonte di Ol ed Oel è un anagramma di Leo (cfr. Ovason op.cit. pp. 462-463). Nell’antica teologia l’Arcangelo che rappresentava questo segno era Michele. L’Arcangelo Michele (Giuda 9) è il grande principe che era identificato come il difensore di Israele (Dan. 10:13, 21), difensore della chiesa, capo degli angeli del paradiso (Dn. 12:1; Ap. 12:7) e Angelo dell’Antico Testamento. Quindi Michele era identificato come Gesù Cristo dai Valdensi pre-Riformati o dal sistema Albigese e le successive Chiese di Dio. Così, qui abbiamo a che fare con le attività di Gesù Cristo attraverso i suoi servi, gli eletti nella chiesa. Non importa che questo testo sia stato interpretato nei termini del calendario solare pagano o in quelli del calendario lunare/solare biblico.


Poiché questo tempo oramai è passato, possiamo analizzare ciò che è filtrato e cosa voleva significare questo testo.


Nel 1998 la Chiesa di Dio restaurò e lesse la legge di Dio per la prima volta dalla pre-Riforma del sistema Valdese e forse per la prima volta in millecinquecento anni, dallo sterminio dei desposini. La Chiesa Cattolica Romana ordinò e organizzò lo sterminio della famiglia di Gesù Cristo tramite l’Impero nel quarto e nel quinto secolo, dalla conferenza di Roma nel 318 (cfr. il documento La Vergine Mariam e la Famiglia di Gesù Cristo [232]).


Nel 1999 la Legge e gli ammonimenti furono tradotti e messi su internet in molte lingue, dai sette mesi in poi.


Ore le nazioni saranno valutate attraverso la cronologia esaminata qui e nel documento Delineare il Profilo Storico dell’Epoca [272].


L’ultima riga della quartina afferma che Prima e dopo Marte la buona fortuna regnerà; alcuni hanno tradotto Buona fortuna con felicemente; è un riferimento al fatto che solo tramite la Grazia di Dio i demoni possono continuare a regnare. Le guerre della fine sono permesse attraverso il potere di Dio nel tempo che egli ha dato a Satana. Queste guerre hanno luogo nella completa inosservanza della Leggi di Dio. In un futuro non molto lontano il Messia ritornerà e metterà fine alla guerra.


Fino a quel momento ci sarà un conflitto a lungo termine che inizierà tra poco tempo. Nostradamus cerca di dare una posizione al conflitto e sostiene che durerà ventisette anni.


Chefs d’Aries, Jupiter and Saturne,

Dieu éternel quelles mutations,

Puis par long siècle son maling temps retourne

Gaule et Italie, quelles émotions.

Può essere visto come:

Capo d’Ariete, Giove e Saturno,

Dio eterno quali sconvolgimenti!


Poi per lungo secolo il suo maligno tempo ritorna, Francia e Italia quali sommosse!(C1, Q51).

Questo è un riferimento al lungo ventesimo secolo, reso in questo modo da guerre interminabili, che appena finite ricominciavano nuovamente. Il Dio Eterno iniziò questi cambiamenti. In altre parole abbiamo a che fare con le profezie delle guerre della fine e la distruzione dell’ordine del mondo attuale. Questo secolo finisce ed il prossimo inizia il 1Gennaio 2001 (vedi anche il documento L’Importanza dell’Anno 2000 [286]).


La durata delle ultime guerre dell’Anticristo, sembra che copra il periodo che va dalla fine del ventesimo secolo fino al giubileo. Nostradamus indica il suo punto di vista nella C.8 Q77.

L’antichrist trois bien tost annichilez

Vingt et sept ans sang durera sa guerre:

Les heretiques morts, captifs exilez,

Sang corps humain eau rougie greler terre.

De Fontbrune lo interpreta come:

L'anticristo tre ben presto annichilirà,

Ventisette anni sangue durerà sua guerra:

Gli avversari saranno messi a morte, i prigionieri esiliati,

Sangue corpi umani acqua rossa grandinerà (sulla) terra. [missili bombardamenti]



Le interpretazioni di De Fontbrune sono soltanto queste ed in alcuni casi non hanno a che fare con il testo in maniera fedele. In questa quartina le parole Les heretiques sono tradotte semplicemente come gli avversari. Attualmente abbiamo a che fare con una guerra religiosa. Secondo gli interpreti questa guerra durerà per i primi ventisette anni del ventunesimo secolo, fino al 2027.


C’è un ovvio accavallamento nell’interpretazione che fa durare la guerra per 27 anni, infatti la struttura della pace inizia nel 2020. A tutto ciò c’è una risposta, se comprendiamo che la sottomissione di Canaan non avvenne in un unico momento. Cristo appare a Giosuè e a Gerico come il capitano della schiera del Signore caduto nei sette giorni, ma la sottomissione fu progressiva. Così, anche negli ultimi sette anni del giubileo e di questa era ci sarà una graduale pace.


Questa sarà completata negli ultimi anni dell’ultimo ciclo nel 2025 per far in modo che la vibrazione del raccolto per il Sabbath ed il giubileo abbia luogo nel 2026 e 2027.


Questo tema emerge da un’altra profezia, tradotta di nuovo da Loire (p. 99).


Il Millennio di Nostradamus

Dopo quell’Anticristo il principe infernale ritornerà per l’ultima volta. Tutti i regni della Cristianità tremeranno, anche gli infedeli, per 25 anni. Le guerre e le battaglie saranno più gravi e le città, i grandi villaggi, i castelli e tutti gli altri edifici, saranno bruciati, devastati e distrutti, con grande spargimento di sangue vestale, stupri di donne sposate e vedove, e bambini in fasce scaraventati e fracassati contro i muri delle città. Tramite Satana, Principe infernale, molti mali saranno commessi che il mondo sembrerà distrutto e desolato. Prima di questi eventi alcuni uccelli cinguetteranno nell’aria: Oggi, oggi; e poco dopo spariranno. Dopo che questo sarà durato per un lungo periodo, sarà quasi rinnovato un altro regno di Saturno, e un’età dell’oro. Sentendo la sofferenza del suo popolo, Dio il creatore ordina che Satana sia gettato nelle profondità del pozzo senza fondo e vi sia confinato. Quindi tra Dio e l’uomo inizierà una pace universale e Satana rimarrà confinato per circa mille anni, quindi tutti saranno liberati.


Qui sopra abbiamo un riferimento diretto ad Apocalisse 20:1-10.


Nostradamus mostra che quella catastrofe sulla terra vedrà la scomparsa del clero in quel processo. La terra sarà distrutta progressivamente e sarà arida per un periodo di tempo di quarant’anni e dopo, con la ricomparsa delle alluvioni si rigenererà. Egli utilizza l’Iris come esempio del processo.

Mars nous menace par sa force bellique,

Septante fois fera le sang épandre:

Auge et ruine de ‘Ecclésiastique et plus ceux qui

Deux rien voudront entendre. Faux à létang

Joint vers le Sagittaire en son haut AUGE de

L’exaltation, peste, famine, mort de main militaire:

Le siécle approche de rénevation.

Par quarante ans l’Iris n’apparaitre,

Par quarante ans tous les jours sera vu:

La terre aride en siccité croåtra,

Et grands déluge quand sera apercu.






Questo è tradotto:

Marte ci minaccia con la sua forza bellica, farà scorrere il sangue settanta volte: caduta e rovina del clero e più per coloro che non vogliono capire niente di essi. La falce unita allo stagno verso Sagittario all’altezza del suo ascendente, piaga, fame, morte per mano di militari: il secolo avvicina il suo rinnovo. Per quarant’anni l’Iris non apparirà, per quarant’anni sarà visto ogni giorno: la terra secca diventerà più arida e grandi alluvioni quando apparirà (P.Loire).


Quindi le guerre ed il riscaldamento del globo prima di essi (vedi il documento Il Riscaldamento del Globo e la Profezia della Bibbia [218]) iniziarono un disastro ecologico che avanza nel millennio e viene restaurato alcuni anni con una generazione di piogge forti e alluvioni ristoratrici. Questo viene in parte spiegato da Ezechiele, come citato in precedenza.


I Tempi della fine riguardano i profeti, i testimoni e le schiere d’Israele nella costituzione finale del regno di Dio sotto il Messia. Tutto il processo sarà analizzato nelle opere sull’Anticristo e le guerre della fine.
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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Ven 27 Nov 2009, 00:47

La Fine del Trinitarismo in Europa

In questo periodo il Trinitarismo ed il simbolo della croce saranno cacciati fuori dall’Europa. La prossima quartina (C.6 Q.80) indica la comparsa o l’invasione del sistema Islamico dall’Africa ed apparentemente dal Marocco Islamico e la distruzione del Trinitarismo.

De Fez le regne parviendra à ceux d’Europe,

Feu leur cité, et lame tranchera:

Le grand d’Asie terre et mer à grand troupe,

Que bleux, pers, criox à mort déchassera.

Si sostiene ovviamente che questa incursione Islamica indebolisca in modo significativo il Trinitarismo ed alcuni scrittori (come Peter Lorie) sostengono che questo è il tempo della distruzione della Chiesa Cattolica. Tuttavia non bisogna dimenticare che le forze del Sud

premono sui re del Nord. Alla fine, dopo il grande affare della distruzione in Europa, sappiamo dai testi della Bibbia che questo sistema dei Re del Nord, dall’Europa invade il Medio Oriente prima delle guerre della Quinta e della Sesta Tromba, che uccise più di un terzo del genere umano (cfr. i documenti I Sette Sigilli [140] e Le Sette Trombe [141].

Si sosteneva che, in questo processo, anche la Germania infine si sarebbe divisa in molte sette pagane, fino a che non sarebbe ritornata a pagare la vera decima.

En Germaine naitront diverses sectes,

S’approchant forte de l’heureux paganisme,

Le coeur captif et petites receptes,

Feront retour a payer le vrai dime (C3 76).

Tradotto significa:

In Germania nasceranno diverse sette,

Avvicinandosi molto al felice paganesimo,

Il cuore prigioniero e piccole ricette,

Faranno ritorno a pagare la vera decime.

(cfr. P. Lorie, Nostradamus The Millenium and Beyond…, Bloomsbury, 1993, p. 146).

Può darsi che la rimozione del papato da Roma sui corpi dei sacerdoti, segue dalla sua distruzione nell’invasione della Francia e dell’Italia da parte di questo movimento del Nord Africa. La Bibbia afferma in modo certo che il re del Sud spinge il re del Nord e ci viene insegnato che dobbiamo aspettarci la distruzione della città dai sette colli, chiamata Babilonia Misteriosa, nel giorno del giudizio.


Ci si aspetta che il sistema del Nord passi da Roma a Gerusalemme, durante questo processo. Vedremo quindi il capo del sistema seduto nel Tempio di Dio che dichiara di essere Dio. L’estensione di questo processo iniziò il secolo scorso a Roma che sarà infine distrutta quando il falso profeta sarà ucciso nell’avvento del Messia.


L’Avvento del Messia
Il Popolo non avrà dubbi alla venuta del Messia. In più, sarà preceduto da una serie di azioni. La prima è l’ammonimento del giorno del giudizio e la spiegazione della profezia, affinché il popolo nei tempi della fine possa capire. Dio non fa niente al di là d’avvertire il popolo attraverso i Suoi servi, i profeti. La seconda è il comando dei testimoni che parlano con grande potenza ed autorità da Gerusalemme, ed hanno il potere di chiudere i cieli e portare da essi il fuoco durante il ministero. Si opporranno ai falsi profeti. Potranno essere uccisi e lasciati nelle strade per tre giorni e mezzo. Quindi verrà il Messia. Egli ucciderà il falso profeta con la sua venuta e rimuoverà tutta la falsa religione da Gerusalemme, dai dintorni e progressivamente da tutto il mondo.


Da quel momento tutte le nazioni saranno soggette al Legame della Legge di Dio, per mille anni e quindi nella e dalla seconda resurrezione.


Questo pianeta sarà gestito dunque con le leggi che Cristo diede a Mosè sul Sinai, come mediatore dell’unico vero Dio. Da quel momento in poi, i demoni saranno gettati nel pozzo senza fondo fino a che non saranno giudicati alla fine del sistema Millenario. Il Messia stabilirà il suo sistema. Attualmente, gli insegnanti di false religioni affermano che l’Anticristo stabilirà la Legge di Mosè da Gerusalemme. Vale a dire, tutto ciò che la Bibbia dice, il Messia lo farà. Esamineremo questo aspetto nel documento L’Anticristo.


Quando arriveremo in quel momento, ciò di cui saremo sicuri è che l’intero sistema Trinitario in Europa sarà distrutto. Ogni sacerdote dalla tonaca nera sarà o morto o in ginocchio nel completo pentimento ed il loro sistema non esisterà più. Avverrà tutto nel Miracolo di Giona e nel Giubileo del 2027.


Questa generazione maligna ed adultera cerca un segno, ma non ci sarà altro segno all’infuori del Miracolo di Giona. Il giorno del giudizio sarà più terribile dei peggiori giorni di Sodoma e Gomorra. Essi non si pentiranno e migliaia di milioni di persone moriranno inutilmente, solo per colpa della falsa religione e del lavoro dei demoni, che non obbediranno alle Leggi del Dio Vivente e del Suo sistema del calendario.

Venitene fuori, o popolo o ne dividerete il giudizio.


http://www.logon.org/italian/s/p288.htm
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MessaggioTitolo: Re: L`ultimo papa-la fine del mondo   Ven 27 Nov 2009, 01:03









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