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 Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.

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MessaggioOggetto: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Sab 28 Nov 2009, 00:21

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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Sab 28 Nov 2009, 00:24

La NASA conferma: uno "tsunami" sul Sole !

27/11/2009.





La Nasa ha reso noto di aver registrato per la prima volta in modo scientifico uno tsunami solare. L'esistenza di un fenomeno di questa natura era teorizzata da almeno una decina di anni, ma mai era stato possibile registrarla con attendibilità scientifica.

Grazie ad un sistema chiamato Solar Terrestrial Relations Observatory (STEREO), lo tsunami solare è stato invece rilevato con assoluta certezza: "Ora sappiamo - ha commentato Joe Gurman, uno dei responsabili del Solar Physics Laboratory del Goddard Space Flight Center della Nasa - Gli tsunami solari sono una realtà". Si tratta di eruzioni capaci di sollevare onde di plasma rovente di proporzioni enormi, alte quanto la Terra.

L'ultima, rilevata lo scorso febbraio, ha provocato nello spazio una nuvola di gas che la Nasa ha calcolato essere di circa un miliardo di tonnellate. Nello stesso tempo sulla superficie solare si è prodotta un'onda che il sistema STEREO è riuscito a rilevare da due angoli diversi, consentendo ai ricercatori di aver una visione senza precedenti del fenomeno. "Si è trattato certamente di un'onda" ha spiegato Spiros Patsourakos, della George Mason University. "Non un'onda d'acqua, ma una gigantesca onda di forze magnetiche e plasma rovente".

Fonte: www. ANSA.it
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Sab 28 Nov 2009, 00:27

Tsunami sul Sole
dopo forti esplosioniLe deduzioni di alcuni ricercatori della Nasa sono state confermate dalle rilevazioni di una coppia di satelliti gemelli: sulla nostra stella si producono onde gigantesche di energia .




A volte per "credere" è necessario "vedere". Ed è quello che aspettavano gli scienziati della Nasa per dare conferma a una serie di deduzioni su fenomeni che sembravano avvenire sulla superficie del nostro Sole. Qualche anno fa infatti, alcuni ricercatori avevano rilevato elementi provenienti dalla stella che facevano sospettare la presenza di gigantesche esplosioni seguite da onde gigantesche, così spaventosamente grandi che a dubitare per primi erano gli stessi fisici autori della scoperta. Gli scettici poi sostenevano che i dati erano dovuti a qualcosa di ancora non ben compreso, ma certamente non dovevano essere legati ad esplosioni solari. "Ora abbiamo la certezza. Sul Sole avvengono davvero dei giganteschi tsunami", ha spiegato Joe Gurmel del Solar Physic Lab al Goddard Space Flight Center della Nasa.

La conferma visiva del fenomeno arriva dalla coppia di satelliti gemelli chiamati STEREO, che hanno colto il fenomeno lo scorso febbraio (la notizia è stata data solo ora), quando una macchia solare, la numero 11012, esplose inaspettatamente. L'esplosione eiettò nello spazio una nube di gas di miliardi di tonnellate di peso e creò un vero e proprio tsunami di energia lungo la superficie della stella. STEREO registrarono il fenomeno in due punti diversi dello spazio, posti a 90° l'uno dall'altro, dando ai ricercatori un punto di vista del fenomeno senza precedenti.

"Tale osservazione ci ha permesso di affermare definitivamente che si è formata una vera e propria onda di "plasma" (materiale ad altissima temperatura)", ha spiegato Spiros Patsourakos della George Mason University, autore di un rapporto apparso sulla rivista scientifica Astrophisical Journal Letters.

Gli STEREO hanno osservato un'onda di materiale sollevarsi per 100.000 chilometri dalla superficie del Sole e avanzare nello spazio alla velocità di 900.000 chilometri all'ora. L'esplosione ha generato un'energia paragonabile a quella prodotta da 2.400 milioni di tonnellate di tritolo.

I primi tsunami solari vennero rilevati nel 1997 dal satellite NASA/Esa chiamato SOHO, il quale però non fu in grado di rilevare l'intensità e le proporzioni delle esplosioni in quanto osserva la nostra stella da un'unica posizione.

Il mistero degli tsunami solari è così rimasto insoluto fino a quando i due satelliti della serie STEREO si sono trovati esattamente a 90° l'uno dall'altro rispetto all'esplosione solare, una posizione che ha permesso di cogliere tutti i particolari del fenomeno avvenuto lo scorso febbraio.

"La realtà degli "tsunami solari" è stata confermata anche dai video delle onde che si sono scontrate con aree della superficie del Sole dalle particolari caratteristiche magnetiche. In un video si vede una di queste oscillare dopo che è stata colpita dall'onda dell'esplosione", ha spiegato Angelos Vourlidas del Naval Research Lab in Washington (Usa).

Ricadute sulla Terra? "Per fortuna nessuna - ha assicurato Gurman - Tuttavia sono importanti per studiare il nostro Sole, soprattutto per raccogliere informazioni sull'atmosfera più bassa della stella che non è assolutamente osservabile da Terra".


http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/scienze/sole-anomalo/tsunami-solare/tsunami-solare.html
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Sab 28 Nov 2009, 00:31

Spazio, due satelliti Nasa vedono “tsunami” sul Sole



La potenza degli "tsunami solari" corrisponde alla potenza di 2milioni e 400mila tonnellate di tritolo

Da qualche anno, alcuni ricercatori avevano rilevato alcuni elementi che provenivano dal sole e che facevano sospettare la presenza di gigantesche esplosioni seguite da onde gigantesche, così spaventosamente grandi che a dubitare per primi erano gli stessi fisici autori della scoperta. Dopo la scoperta, uscirono fuori alcuni scettici che accusarono gli scienziati di non comprendere cosa stesse succedendo dicendo anche che certamente gli eventi non erano legati alle esplosioni solari. Ma ora la situazione è cambiata: «Ora abbiamo la certezza. Sul Sole avvengono davvero dei giganteschi tsunami»ha spiegato Joe Gurmel del Solar Physic Lab al Goddard Space Flight Center della Nasa.

La conferma visiva del fenomeno arriva dalla coppia di satelliti gemelli chiamati “Stereo”, che hanno colto il fenomeno lo scorso febbraio, ma la notizia è stata data solo ora. Per quella data, una macchia solare, la numero 11012, esplose inaspettatamente: l’esplosione scagliò nello spazio una nube di gas di miliardi di tonnellate di peso e creò un vero e proprio tsunami di energia lungo la superficie della stella. I due satelliti registrarono il fenomeno in due punti diversi dello spazio, posti a 90° l’uno dall’altro, dando ai ricercatori un punto di vista del fenomeno senza precedenti.

«Tale osservazione ci ha permesso di affermare definitivamente che si è formata non un’onda d’acqua, ma una gigantesca onda di forze magnetiche e plasma rovente», ha spiegato Spiros Patsourakos della George Mason University, autore di un rapporto apparso sulla rivista scientifica Astrophisical Journal Letters.

I due satelliti Stereo hanno osservato un’onda di materiale sollevarsi per 100.000 chilometri dalla superficie del Sole e avanzare nello spazio alla velocità di 900.000 chilometri all’ora, come se stessero esplodendo contemporaneamente 2.400 milioni di tonnellate di tritolo.

Già nel 1997 il satellite della Nasa Soho aveva rilevato questi tsunami, ma Soho non fu in grado di rilevare l’intensità e le proporzioni delle esplosioni in quanto osserva la nostra stella da un’unica posizione, problema che si è risolto grazie al posizionamento deiu due satelliti Stereo.

Gli “tsunami solari” vengono confermati anche dai video delle onde che si sono scontrate con aree della superficie del Sole dalle particolari caratteristiche magnetiche. «In un video si vede una di queste oscillare dopo che è stata colpita dall’onda dell’esplosione», ha spiegato Angelos Vourlidas del Naval Research Lab di Washington. «Per fortuna – ha assicurato Gurman – non ci saranno ricadute sulla terra. Tuttavia sono importanti per studiare il nostro Sole, soprattutto per raccogliere informazioni sull’atmosfera più bassa della stella che non è assolutamente osservabile da Terra».

Ecco cosa hanno visto i due satelliti “Stereo”:








http://www.blitzquotidiano.it/scienze/spazio-due-satelliti-stereo-nasa-vedono-tsunami-sole-160684/
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Sab 28 Nov 2009, 00:35

L'EX PIANETA DI DIO
QUESTO BLOG TRATTA SOLO I SEGUENTI TEMI: -ARCHEOLOGIA -ASTRONOMIA -GEOFISICA -EFFETTO SERRA -ARGOMENTI SCIENTIFICI. -PSEUDORELIGIONE LA POLITICA E ALTRI ARGOMENTI LI LASCIO A PERSONE O BLOG PIU' COMPETENTI DI ME. QUESTO SITO INOLTRE NON PUO' CONSIDERARSI UNA TESTATA GIORNALISTICA PERTANTO AD OGNI ARTICOLO NON NE SARA' ALTERATO IL CONTENUTO E NE VERRA' CITATA LA FONTE. ALEX


http://expianetadidio.blogspot.com/2009/11/tsunami-sul-sole.html
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Sab 28 Nov 2009, 01:01

Spazio, Nasa: da un meteorite la prova di vita batterica su Marte
27 Novembre 2009




Gli scienziati della Nasa hanno portato a termine uno studio che dimostra che su Marte c’è vita, o c’è stata vita, almeno a livello di batteri. Lo studio è stato condotto su alcune microscopiche strutture vermiformi ritrovate in un meteorite proveniente da Marte che colpì la terra 13.000 anni fa. Queste strutture, secondo la Nasa, sono quasi certamente dei batteri fossili e la loro presenza sotto la superficie rocciosa dei frammenti di meteorite dimostrerebbe che questi batteri si trovavano sul corpo astrale prima dell’impatto con la terra.

“E’ una prova molto forte di vita su Marte” dice David Mackay, del Nasa Johnson Space Center, tra i primi a studiare il meteorite al momento della sua scoperta nel 1984. Già nel 1996, studiando un campione, Mackay e altri avevano tratto le stesse conclusioni ma le loro ipotesi erano state rifiutate da diversi scienziati. Le nuove analisi, condotte con un microscopio a elettroni ad alta risoluzione, sgombrano il campo da diversi dubi. Le strutture ‘vermiformi’, esaminate meglio, sembrano effettivamente dei batteri.

Secondo gli astrobiologici, il meteorite si stacco dalla superficie di Marte dopo l’impatto con un asteroide e poi raggiunse la terra, cadendo nella Hallen Hills, al polo sud, dopo aver vagato per lo spazio per circa 16 milioni di anni.

Sempre dallo stesso meteorite, a novembre scorso, si è potuto desumere che su Marte ci sia stata l’acqua. (Apcom)


http://www.wikio.it/scienza/astronomia_e_spazio/nasa
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Lun 30 Nov 2009, 15:00

La spazzatura spaziale sta diventando un problema molto serio. Una minaccia anche per la ISS ?



Due frammenti di "spazzatura spaziale" si stanno avvicinando a pochi chilometri di distanza dalla Stazione Spaziale Internazionale "Alpha", senza al momento costituire un rischio per la Iss che non dovrebbe quindi dover alterare la sua orbita.

La Nasa ha infatti rilevato un frammento di un vettore Delta lanciato nel 1999, la cui distanza minima dalla Iss dovrebbe essere di 10 chilometri, e del materiale parte di un esperimento scientifico condotto nel corso di una missione shuttle, che non dovrebbe avvicinarsi a più di 14 chilometri dalla Stazione.

Con oltre 19mila oggetti in orbita terrestre - di cui appena 900 satelliti ancora integri, se non tutti funzionanti - la "spazzatura spaziale" sta diventando un problema sempre più serio, come dimostra la collisione fra due satelliti avvenuta nel febbraio del 2009.

Secondo gli specialisti le possibili strategie sono due: il recupero della maggior massa possibile di detriti e frammenti oppure una condivisione delle informazioni sulla loro localizzazione, in modo da minimizzare la possibilità di collisioni future.

La prima, oltre al problema pratico di come far rientrare nell'atmosfera i detriti, è costosa e rischiosa: durante il recupero i pezzi più grandi potrebbero infatti frammentarsi ulteriormente causando maggiori problemi (anche un pezzo di metallo di un centimetro di diametro è potenzialmente distruttivo date le elevate velocità orbitali: la recente collisione ne ha creati circa un migliaio).

La seconda dipende dalla buona volontà dei singoli Paesi di rivelare l'esatto posizionamento dei propri satelliti - anche militari - e ogni altro dato riguardante eventuali frammenti: in questo senso l'Agenzia Spaziale Europea ha lanciato il programma Space Situational Awareness, che mira alla sorveglianza della zona interessata. Secondo gli esperti servirebbe tuttavia un sistema globale integrato, proposta su cui fino ad ora solo Stati Uniti e Francia hanno espresso un qualche interesse, senza che nessun Paese abbia però manifestato un sostegno ufficiale all'iniziativa
http://mysterium.blogosfere.it/
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Lun 30 Nov 2009, 15:02

Il Large Hadron Collider batte il record mondiale di energia.



La notizia era attesa, ma comunque rende conto di quanto importante sia questa macchina umana. Ora è ufficiale: il Large Hadron Collider, il superacceleratore di particelle del Cern di Ginevra, detiene da oggi il nuovo record mondiale d'energia. Lo ha reso noto il Cern stesso.

Il Large Hadron Collider, nelle prime ore del mattino, ha accelerato i fasci di protoni che scorrono al suo interno all'energia di 1.180 miliardi di elettronvolt (1,18 TeV) diventando così l'acceleratore di particelle di energia piu' potente del mondo.

Il record precedente, raggiunto nel 2001 dall'acceleratore di particelle Tevatron del Fermilab di Chicago, rivale del Cern, era stato di 0,98 TeV.

fonte www. ASCA-AFP.it
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Lun 30 Nov 2009, 15:04

Un sito tutto italiano per il Large Hadron Collider.




C'e' finalmente un sito tutto italiano dedicato al piu' grande acceleratore di particelle del mondo - e potremmo anche dire alla macchina umana più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra.

Sarà così possibile seguire 'in diretta' gli esperimenti dell'acceleratore, quando - tra pochi giorni ormai - la macchina sarà mandata a pieno regime e inizieranno le collisioni ad altissima energia, i cui risultati tutto il mondo sta aspettando.

Il sito, promosso e curato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) è entrato subito in funzione con le ultime notizie sui successi dell'acceleratore e le immagini delle prime collisioni tra le particelle.

Il sito, al quale si accede collegandosi all'indirizzo www.infn.it/lhcitalia/, e' il primo in Italia dedicato all'Lhc e funziona gia' a pieno ritmo. Sono gia' disponibili le foto dei primi scontri tra le particelle fotografate nell'anello di 27 chilometri del superacceleratore, insieme a notizie, comunicati stampa dedicati, informazioni sulla macchina, i singoli esperimenti e il contributo italiano.

Disponibili anche schede grafiche, foto e video su Lhc ed i suoi esperimenti.

L'acceleratore Lhc e' il frutto di un'impresa scientifica internazionale nella quale l'Italia ha un ruolo di primo piano, con un contribuito pari a circa il 15% dell'intera macchina. All'acceleratore lavorano oltre 600 fisici italiani coordinati dall'Infn. I due esperimenti maggiori di quattro attivi nell'Lhc, Cms e Atlas, sono guidati dagli italiani Guido Tonelli e Fabiola Gianotti, e italiano e' lo stesso direttore della ricerca del Cern, Sergio Bertolucci, ex-membro della giunta esecutiva dell'Infn. Alla costruzione dell'Lhc hanno contribuito anche industrie italiane, che hanno costruito componenti fondamentali, come i magneti.

fonte : www.ANSA.it
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Mer 16 Dic 2009, 15:16

La NASA rivela nuove scoperte sul pianeta Mercurio


Gli scienziati hanno discusso per più di 30 anni circa l’origine delle regioni lisce presenti sulla superficie di Mercurio e sull’origine del suo campo magnetico. Ora, le analisi dei dati ottenuti mediante il flyby della sonda MESSENGER (Mercury Surface, Space Environment, Geochemistry and Ranging) hanno evidenziato che una qualche attività vulcanica sia stata coinvolta nel processo di formazione delle regioni con minore presenza di crateri e che il campo magnetico sia attivamente generato dal nucleo del pianeta.

Gli scienziati, inoltre, hanno potuto verificare in modo approfondito la composizione chimica della superficie. La sonda ha, inoltre, analizzato la composizione della sottilissima atmosfera di Mercurio, campionando le particelle cariche (ioni) vicino al pianeta.

Le controverse speculazioni legate all’origine delle regioni “levigate” di Mercurio hanno avuto inizio nel lontano 1972, durante la missione lunare dell’Apollo 16, che suggerì che alcune regioni senza craterizzazione della Luna avessero avuto origine dalla deposizione di materiale eiettato durante l’impatto di grossi meteoriti, che coprì il terreno sottostante. Quando il Mariner 10, nel 1975, fotografò simili formazioni anche su Mercurio, alcuni scienziati ipotizzarono che fosse avvenuto lo stesso processo, come sulla Luna. Altri scienziati sostennero, differentemente, che la natura delle regioni prive di forte craterizzazione fosse di origine vulcanica. In realtà questa seconda ipotesi non ha mai avuto molto credito per via del fatto che le immagini passate non mostrassero evidenti tracce di bocche vulcaniche o altre formazioni della stessa natura.

Ad oggi nono stati prodotti 11 lavori, che da oggi sono pubblicati (4 luglio) in una speciale sezione di Science magazine. Sei di questi lavori riportano le analisi effettuate della superficie di Mercurio attraverso misure di riflettanza, variazioni di colore, chimica di superficie, misure di altitudine e immagini ad alta risoluzione a differenti lunghezze d’onda. Oggi, i ricercatori, hanno finalmente trovato tracce di bocche vulcaniche lungo i margini del bacino Caloris, uno dei bacini da impatto più giovani del Sistema Solare. E’ stato inoltre scoperto come Caloris abbia una storia geologica molto più complicata di quanto si ritenesse in precedenza.

Le prime misure di altidudine hanno anche mostrato che i crateri sul pianeta siano molto meno profondi che sulla Luna ed evidenziano una geologia molto più complessa.

Il nucleo di Mercurio contiene circa il 60% della sua massa, e sembra 2 volte più grande rispetto a quello di qualsiasi altro pianeta di tipo terrestre. Il flyby ha rivelato, anche, che il campo magnetico, che si origina nel guscio esterno del nucleo ed è “alimentato” dal processo di raffreddamento, genera complesse interazioni dinamiche tra l’interno del pianeta, la superficie, l’esosfera e la magnetosfera.

Sean Solomon, del Carnegie Institution of Washington, afferma: “La tettonica dominante su Mercurio, che coinvolge le aree analizzate per la prima volta da MESSENGER, ha generato formazioni chiamate “scarpate lobate”, ovvero enormi scarpate che si sono formate durante la contrazione dell’area circostante. Queste formazioni ci suggeriscono quanto sia stato importante il raffreddamento del nucleo per l’evoluzione della superficie. Dopo la fine del periodo del bombardamento meteoritico, il raffreddamento del nucleo del pianeta non soltanto ha “alimentato” il campo magnetico, ma ha anche portato alla contrazione dell’intero pianeta. I nuovi dati, ottenuti dopo il flyby, mostrano che la contrazione totale è stata di un terzo più grande di quanto si ritenesse prima”

Il flyby ha effettuato, inoltre, le prime osservazioni delle particelle ionizzate che compongono l’unica sottilissima atmosfera del pianeta (l’esosfera). L’esosfera è un’atmosfera ultrararefatta nella quale le molecole sono così distanti le une dalle altre da avere più probabilità di collidere con la superficie che tra di esse.

[fonte: www.NASA.it ]

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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Mar 12 Gen 2010, 19:10

Scovato il primo “fossile cosmico” nel cuore della via lattea



[26/11/2009]

SU NATURE UNO STUDIO ITALIANO GETTA NUOVA LUCE SULL’ORIGINE DELLE GALASSIE

Si tratta di un sistema stellare dalle caratteristiche sorprendenti: un relitto dell’epoca della formazione della Via Lattea. Se ne sono accorti alcuni ricercatori che, sotto la guida dell’Università di Bologna, hanno deciso di usare un nuovo occhio hi-tech per penetrare le fitte nubi cosmiche che lo avvolgono. Al lavoro hanno preso parte anche alcuni studiosi dell’Istituto nazionale di astrofisica che ha pure collaborato allo sviluppo della tecnologia ottica impiegata.

Si chiama Terzan 5 ed è il primo “fossile galattico” scovato dagli astronomi nel cuore della Via Lattea. Si tratta di un grande e affollatissimo sistema stellare che, a differenza degli altri normalmente popolati da stelle tutte relativamente simili e coeve, risulta invece formato da diverse generazioni di astri, di età e composizione chimica variabili.

Potrebbe essere, dicono gli scienziati, quel che resta di un antico sistema proto-galattico 500 volte più grande, che 12 miliardi di anni fa si unì ad altri dando origine, come mattoni primordiali, alla Via Lattea (la nostra galassia).

L’affascinante ipotesi è avanzata questa settimana dalla rivista scientifica Nature che presenta i risultati di una ricerca coordinata dall’astrofisico Francesco Ferraro dell’Università di Bologna (Unibo), che ha visto impegnati anche altri studiosi dell’ateneo emiliano e del locale Osservatorio astronomico Inaf. “E’ stato come se, nell’esaminare attentamente una roccia, ci fossimo accorti di avere in realtà sotto gli occhi il frammento fossile di un essere mastodontico, testimone di epoche remote e prezioso custode di segreti del passato” spiega Ferraro. La diversità delle stelle che compongono Terzan 5 (circa 2 milioni) parla di una storia molto più travagliata e complessa di quanto finora si immaginasse e le differenti concentrazioni di ferro ci dicono che un tempo doveva essere molto, molto più grosso di oggi. Almeno un miliardo di volte il sole.



Abbastanza pesante cioè da trattenere le polveri, i gas e i metalli sintetizzati nel corso della sua evoluzione. “Queste caratteristiche fanno sospettare che Terzan 5 sia il relitto di un antico sistema proto-galattico che ha contribuito alla formazione del cuore della Via Lattea”, aggiunge Barbara Lanzoni (Unibo). La scoperta delle caratteristiche di Terzan 5 è così destinata, secondo gli studiosi, a dare più forza alla teoria corrente sulla formazione delle galassie, che le vorrebbe risultato della agglomerazione di sistemi stellari pre-esistenti e già strutturati, con una propria identità e storia, anziché del collasso gravitazionale di un’unica nube di gas.

Il risultato pubblicato da Nature è stato ottenuto grazie ad un prototipo di sistema ottico d’avanguardia, Mad, montato in via sperimentale per pochi mesi su uno dei telescopi più grandi del mondo, il Very large telescope, nel deserto del Cile, gestito dall’Osservatorio europeo del sud (Eso). Uno dei componenti di questo nuovo gioiello hi-tech è stato ideato, realizzato e collaudato da un gruppo di astrofisici delle strutture INAF di Padova e Firenze. Mad, che vede nell’infrarosso e corregge le distorsioni dovute all’atmosfera terrestre, è stato in grado non solo di penetrare la spessa coltre di nubi che oscura la parte centrale della nostra galassia, ma anche di produrre la più grande immagine di Terzan 5 mai ottenuta prima ad una simile risoluzione. È stata proprio questa foto a rivelare, inaspettatamente, la presenza di astri di diverse generazioni. “Ci siamo accorti – racconta Emanuele Dalessandro (Unibo) - che c’erano almeno due distinte popolazioni di stelle: un gruppo più luminoso con un’età di circa 6 miliardi di anni, ed uno più numeroso e meno brillante, di 12 miliardi di anni”. Non è la prima volta che Terzan 5 viene indagato dagli astronomi, ma l’esistenza di queste popolazioni “multiple” era finora sfuggita a tutti, anche ad osservazioni effettuate con l’Hubble space telescope. “E’ stato solo grazie alla straordinaria qualità e grandezza dell’immagine ottenuta con Mad che siamo stati in grado di identificare questa doppia famiglia stellare. Speriamo adesso che gli enti europei continuino la sperimentazione di questi prototipi capaci di strappare preziose immagini anche alle regioni più inaccessibili dello spazio” aggiunge Alessio Mucciarelli (Unibo).



Grazie ai colleghi statunitensi coinvolti nella ricerca, gli scienziati bolognesi sono ricorsi anche alla potenza dei 10 metri di diametro del telescopio Keck situato sulla cima del vulcano Mauna Kea alle isole Hawaii. “Queste ulteriori osservazioni ci hanno permesso di misurare immediatamente la composizione chimica delle due popolazioni stellari e di scoprire che esse differiscono anche nel contenuto di metalli!” commenta Livia Origlia (Inaf – Osservatorio astronomico di Bologna).

Come molte scoperte, anche questa è arrivata quasi per caso. “In realtà – ammette Ferraro - Terzan 5 ci interessava per la sua elevata popolazione di pulsar, che sono stelle di neutroni molto dense, resti di supernove ormai estinte”.

“La nostra scoperta aggiunge un tassello importante al complesso puzzle della formazione della Galassia e apre la caccia ad altri sistemi stellari “fossili” che potrebbero essere ancora nascosti nelle nubi impenetrabili del nucleo della Via Lattea. In questi oggetti, come in Terzan 5, e’ scritta la storia della formazione delle strutture cosmiche nell’universo appena nato” conclude Ferraro.

Il team di ricerca


Sono 12 gli scienziati che hanno contribuito alla scoperta. Nutrito il gruppo italiano: oltre a Francesco Ferraro, che ha coordinato il lavoro, ci sono Barbara Lanzoni, Emanuele Dalessandro e Alessio Mucciarelli, tutti del Dipartimento di astronomia dell’Università di Bologna. Ad essi si aggiungono altri due giovani: Giacomo Beccari dell’Agenzia spaziale europea e Elena Valenti dell’Osservatorio europeo del sud, anche loro però cresciuti nei laboratori dall’Alma Mater. Altri tre ricercatori bolognesi dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf): Livia Origlia, Michele Bellazzini e Gabriele Cocozza. Coi nove italiani hanno lavorato anche tre studiosi americani: Mike Rich della Los Angeles University, Robert Rood della Virginia University, e Scott Ransom dell’Osservatorio nazionale di radio astronomia della Virginia.



http://www.lswn.it/comunicati/stampa/2009/scovato_il_primo_fossile_cosmico_nel_cuore_della_via_lattea
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Ven 15 Gen 2010, 15:20

Arriva la conferma NASA: AL30 - 2010 era proprio un asteroide !
Come avevamo scritto ieri, sarebbero bastate poche ore per svelare l'arcano sull'asteroide AL30-2010 che è passato assai vicino alla Terra, e sapere se si trattava di un vero asteroide o di un rottame spaziale. La prima ipotesi era quella giusta. Vi riporto integralmente l'articolo scritto da Giovanni Caprara per Corriere.it:
Era proprio un asteroide e non un gigantesco rottame spaziale il bolide cosmico cheil 13 gennaio ha sfiorato la Terra alle 12.46 pm, ora di Greenwich. La Nasa ha sciolto ogni dubbio giudicandolo un «corpo naturale e non artificiale»: si era immaginato che fosse lo stadio spento di un razzo.
Così «2010 AL30», appena apparso in cielo, va ad allungare la lista degli asteroidi che si avvicinano pericolosamente alla Terra. Sono ormai circa un migliaio e l’ultimo arrivato è transitato a 130 mila chilometri dal nostro pianeta, quindi ben più vicino della Luna lontana 384 mila chilometri.
Scoperto dal Linear Survey dei Lincoln Laboratories del MIT il 10 gennaio scorso, aveva una taglia stimata di 10-15 metri di diametro. NESSUN PERICOLO - Quindi anche se fosse caduto nell’atmosfera come è accaduto nell’ottobre scorso non avrebbe causato guai perché si sarebbe disintegrato. Però quello di ottobre oltre lo spettacolo in cielo generò un’onda d’urto che fece tremare la terra facendo immaginare un terremoto tanto che la gente scappava in strada.
Ma al di sotto dei 25 metri non si corrono seri rischi, dicono per tranquillizzare gli astronomi della Nasa, i quali hanno precisato di aver verificato tutte le orbite di satelliti, razzi e rottami vari presenti intorno alla Terra e che l’orbita di AL30 non coincideva con nessuno di questi.
Nell’occasione gli stessi esperti hanno aggiunto un dato interessante. Gli asteroidi del diametro di 10-15 metri potenzialmente presenti nel circondario terrestre sono circa un milione per cui si aspettano che quasi uno ogni settimana transiti fra la Terra e la Luna. E se ci cade addosso può soltanto provocare pochissimi danni con qualche frammento se riesce a sopravvivere, oppure nulla. Un messaggio ottimista, sperando che non superino i 15 metri. Ma forse sarebbe meglio saperlo in anticipo.
Giovanni Caprara per Corriere.it
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MessaggioOggetto: Spazio: scoperti filamenti di polvere fredda nella via lattea   Mer 17 Mar 2010, 21:05



Li ha individuati il satellite Planck, il primo ad osservare l'universo giovanissimo
17 marzo

Ci sono filamenti di polvere fredda che attraversano la nostra galassia: li ha scoperti il satellite europeo Planck, il primo ad osservare l'universo giovanissimo, com'era 380.000 anni dopo il Big Bang. Per i ricercatori dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che li stanno studiando, la natura dei filamenti è ancora misteriosa ma è già chiaro che si tratta di oggetti interessanti, capaci di rivelare le forze che danno forma alle galassie e che determinano la nascita delle stelle.

I filamenti di polvere si trovano non lontani dal Sole, alla distanza di circa 500 anni luce, e attraversano la Via Lattea, che nelle immagini (in colori artificiali) inviate da Planck appare come una striscia rosa luminescente. I toni più chiari corrispondono a poche decine di gradi sopra lo zero assoluto (-273 gradi centigradi), mentre i più scuri corrispondono a zone nelle quali la temperatura è a 261 gradi centigradi sotto zero, ossia soltanto 12 gradi sopra lo zero assoluto. La polvere più calda è concentrata in corrispondenza del piano della galassia, mentre la più fredda si trova nella fascia più esterna.

I ricercatori hanno già dato un nome alle diverse forme dei filamenti di polvere: hanno chiamato nubi molecolari le zone più dense e cirri le più rarefatte. "Non sappiamo perché queste strutture abbiano questa particolare forma", ha detto il responsabile scientifico dell'Esa per il satellite Planck, Jan Tauber. Le possibili cause capaci di modellare la polvere sono numerose, come gravità, campi magnetici, radiazioni e getti di particelle emessi dalle stelle. Il compagno di lavoro di Planck, Herschel, potrà aiutare a capire qualcosa di più, con la sua capacità di studiare in dettaglio le regioni scoperte da Planck. I due satelliti sono stati lanciati insieme nel maggio 2009 ed entrambi sono destinati a registrare segnali estremamente deboli, tanto da poter essere intercettati solo da strumenti che funzionano a temperature molto vicine allo zero assoluto.
fonte: www.ansa.it
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Mer 24 Mar 2010, 20:33

Venezia nella morsa dell'inverno

24 Marzo 2010 Questa suggestiva immagine acquisita il 13 marzo dallo strumento MERIS del satellite dell'ESA Envisat permette di scorgere chiaramente la laguna veneta circondata da neve e le nuvole in una fredda giornata d'inverno.

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MessaggioOggetto: Telescopio Hubble conferma le teorie di Einstein   Gio 25 Mar 2010, 19:47

La relatività generale e l'accelerazione dell'espansione dell'universo confermate dalla più vasta osservazione condotta


La relatività generale e l'accelerazione dell'espansione dell'universo previste da Albert Einstein sono state confermate dalla più vasta osservazione mai condotta, nella quale il telescopio spaziale Hubble, di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa). La scoperta, pubblicata sulla rivista Astronomy and Astrophysics, si deve allo studio internazionale coordinato dall'astronomo Tim Schrabback, dell'università olandese di Leida. "I nostri risultati confermano che nell'universo c'é una fonte di energia sconosciuta che sta provocando l'accelerazione dell'espansione cosmica, spingendo lontano la materia oscura, come aveva previsto la teoria di Einstein", ha osservato uno degli autori della ricerca, Van Waerbeke. Hubble ha osservato più di 446.000 galassie, studiando così la distribuzione della materia nell'universo. Questi dati hanno anche permesso di realizzare una mappa in 3D della materia oscura, la materia ancora misteriosa che occupa il 25% dell'universo. La materia visibile ne costituisce il 5%, mentre l'energia oscura occupa il restante 70%. Alla base dello studio c'é l'indagine di Hubble Cosmos, un progetto di Esa e Nasa nel quale sono state fotografate 575 panoramiche della stessa porzione di universo, poi sovrapposte. Per la prima volta i dati di Hubble sono stati utilizzati per sondare gli effetti della cosiddetta 'lente gravitazionale debole', il fenomeno per cui la luce di galassie lontane viene deviata dalla materia oscura. Misurando questo effetto è stata ricostruita l'evoluzione della materia oscura.
link: www.ansa.it
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Ven 26 Mar 2010, 10:33

Una "superterra" lontana 40 anni luce da noi
Scoperto pianeta ricco di ghiaccio. Su Nature la ricerca dell'Università di Harvard





ROMA - A 40 anni luce dal nostro pianeta c'é una "superterra": è un pianeta più grande della Terra, ma anche molto più piccolo rispetto ai numerosi pianeti giganti finora scoperti all'esterno del Sistema Solare, ha una debole atmosfera ed è ricco di ghiaccio. Lo descrive su Nature il gruppo di astronomi guidati dall'americano David Charbonneau, dell'università di Harvard, ed è stato scoperto con un telescopio simile a quelli amatoriali. Il nuovo pianeta, chiamato GJ 1214b, è circondato da una debole atmosfera e probabilmente è ricco di ghiaccio d'acqua, anche se allo stato cristallino.

Per le sue dimensioni rientra nella categoria delle "superterre", che hanno una massa compresa fra 1,9 e 10 volte quella della Terra. Con una massa che è circa sei volte quella del nostro pianeta e il raggio di 2,7 volte quello terrestre, GJ1214b impiega solo 38 ore per orbitare intorno alla sua stella: una nana rossa dalla quale dista due milioni di chilometri, 70 volte in meno della distanza Terra-Sole. La temperatura della superficie, secondo i calcoli, è di circa 200 gradi centigradi, infernale dunque per la vita. Sono molti gli elementi che rendono interessante la scoperta, a partire dagli strumenti che l'hanno resa possibile: un sistema di telescopi ottici basati a terra con lenti dal diametro di 40,6 centimetri del tutto simili a molti strumenti amatoriali. Un elemento che, secondo gli esperti, apre nuove prospettive nella caccia di eventuali gemelli della Terra perché anche queste tecnologie hanno dimostrato di poter scoprire pianeti grandi più o meno quanto la Terra in orbite calde e ospitali per la vita. Si tratta, inoltre, di uno dei pochi pianeti extrasolari scoperti con la tecnica dei transiti. Il precedente più noto è Corot-7b, che ha la stessa massa di GJ 1214b, ma il raggio più piccolo, a indicare che la composizione dei due pianeti è diversa. Mentre Corot-7b ha un cuore roccioso e potrebbe essere ricoperto di lava, gli astronomi ritengono che per tre quarti GJ 1214b sia composto di ghiaccio d'acqua allo stato cristallino e che il resto sia silicio e ferro. I modelli teorici indicano infine che il pianeta dovrebbe essere circondato da un'atmosfera spessa 200 chilometri che, data la vicinanza alla Terra, potrà essere studiata con una certa facilità.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2009/12/16/visualizza_new.html_1647040723.html

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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Ven 26 Mar 2010, 10:35

25.gennaio.2010 : Un meteorite piomba dal cielo in uno studio medico americano

[justify][b]E' successo un po' come nei cartoni animati, quando un meteorite cade all'improvviso sulla tua testa, e... sei salvo per miracolo. E' davvero una bella storia questa dell'oggetto spaziale caduto lo scorso 18 gennaio a Lorton, West Virginia. E credo sia interessante leggere per intero il resoconto che ne ha fatto http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_gennaio_24/meteorite-precipita .Franco Foresta Martin sul CorriereUn tremendo boato, un buco nel soffitto, un altro nel solaio fra il secondo e il primo piano. E poi pietrisco e calcinacci sparsi dappertutto nella stanza delle visite mediche, al pianterreno. È successo a Lorton, West Virginia, un piccolo centro di circa ventimila abitanti, una trentina di km a Sudovest di Washington, nello studio di due medici di origine italiana: Marc Gallini e Frank Ciampi (proprio come il nostro ex presidente della Repubblica). Erano le 5,45 pomeridiane del 18 gennaio, l’ambulatorio era ancora aperto, ma per fortuna la stanza direttamente colpita dai frammenti, in quel momento, era vuota. «La prima cosa che ho pensato è che l’intera libreria da parete fosse crollata a terra -ha dichiarato Ciampi-. Poi abbiamo visto i fori e tutti quei cocci e abbiamo capito che qualcosa era penetrata dentro la casa». Un proiettile d’artiglieria? Un pezzo di un aereo o di un satellite caduto dal cielo? Un meteorite piombato direttamente dallo spazio? Sul pavimento, solo alcuni frammenti di un materiale pietroso, grigio all’interno e carbonizzato all’esterno, potevano fornire la risposta.




L'ESAME - Un giornalista di Channel 9, la tv locale accorsa subito dopo, ha un'idea risolutiva. Col permesso dei due medici, mette i cocci in una scatola e corre a Washington, allo Smithsonian's National Museum of Natural History. Alla dottoressa Linda Welzenbach, curatrice della Sezione Meteoriti del museo, basta un esame sommario per dare il suo responso: si tratta di una condrite, cioè di un sasso spaziale, che è stato attratto dalla Terra, è penetrato nell'atmosfera arroventandosi fino a formare una «crosta di fusione esterna», per poi dividersi in più frammenti. Uno di questi, del peso di circa 300 grammi, dotato di una velocità finale di centinaia di km l'ora, ha avuto la forza di sfondare l'ambulatorio medico, prima di suddividersi ulteriormente e fermarsi. Se avesse colpito direttamente uno degli occupanti, avrebbe potuto ucciderlo.

I CACCIATORI DI METEORITI
- Ma la storia non finisce con la soluzione del mistero. In questi giorni la piccola e tranquilla comunità di Lorton, è stata invasa dai meteorite hunters, i cacciatori di meteoriti, accorsi dai più vicini Stati nella speranza di raccogliere gli altri frammenti del sasso cosmico. Ad attirarli è stato non solo il video con le scene dello studio medico sforacchiato che continuano a rimbalzare di canale in canale, ma il fatto che finora sono state raccolte oltre un centinaio di dichiarazioni di altrettanti testimoni oculari i quali, all'imbrunire del 18 gennaio, da New Jersey, Maryland, Virginia e West Virginia, hanno visto una «fireball», una palla di fuoco variopinta, sfrecciare in cielo e dividersi in più pezzi, lasciando in aria una scia di fumo persistente, «proprio come un fuoco pirotecnico». Dunque, il meteorite potrebbe essere stato accompagnato dalla caduta di altri frammenti simili che, secondo i calcoli di alcuni «cacciatori» americani potrebbero trovarsi in una striscia di terreno lunga alcuni km, da Lorton verso Sudovest. E qui bisogna dire che l'interesse a trovare i frammenti, da parte di alcuni appassionati, è non soltanto scientifico ma anche economico, dal momento che esiste un vero e proprio mercato internazionale dei sassi cosmici i quali, a seconda della composizione e delle dimensioni, possono raggiungere quotazioni di migliaia di dollari. Malgrado ciò, comportandosi da cittadini-modello, i dottori Ciampi e Gallini hanno deciso di donare il loro meteorite al Museo Smithsonian, mentre altri abitanti di Lorton, assieme a numerosi meteorite hunters, continuano a setacciare giardinetti e campi palmo a palmo. Secondo una valutazione dell'astrofilo italiano Roberto Gorelli, studioso di meteoriti e asteroidi, i frammenti sparsi sul terreno di Lorton e immediati dintorni potrebbero essere da dieci a cento circa.

I CASI ITALIANI - Per quanto rara, l'irruzione di un sasso cosmico in un'abitazione è avvenuta anche in Italia. Il 10 agosto 1968, a Piancaldoli, al confine tra Toscana e Emilia, un meteorite bucò il tetto della casa del signor Nerio Cavina, fu successivamente recuperato e analizzato dal professor Mario Nuccio, geochimico dell'Università di Palermo: risultò essere un raro esemplare di condrite proveniente, con ogni probabilità, dalla fascia degli asteroidi, fra Marte e Giove. Una ventina di anni dopo, il 18 maggio 1988, alcuni frammenti meteoritici piombarono a Pianezza, Torino, su uno stabilimento della società Alenia: anche questi furono recuperati e analizzati. Ancora più recente è la caduta di un meteorite di tutto rispetto, del peso di oltre 10 kg, avvenuta a Fermo, in provincia di Ascoli Piceno, il 25 settembre 1996, questa volta all'aperto, ai margini di un campo coltivato, a pochi metri dall'agricoltore Luigino Benedetti. Insomma anche alcune località italiane, come ora Lorton, sono entrate nella guinness di questi esclusivi primati cosmici.

fonte: Franco Foresta Martin per Corriere della Sera.

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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Ven 26 Mar 2010, 10:36

RE : 25.gennaio.2010 : Un meteorite piomba dal cielo in uno studio medico americano

Meteorite sfonda lo studio
di due medici italo-americani
È accaduto in West Virginia. L’analisi ha confermato che si tratta di un sasso spaziale



ROMA - Un tremendo boato, un buco nel soffitto, un altro nel solaio fra il secondo e il primo piano. E poi pietrisco e calcinacci sparsi dappertutto nella stanza delle visite mediche, al pianterreno. È successo a Lorton, West Virginia, un piccolo centro di circaventimila abitanti, una trentina di km a Sudovest di Washington, nello studio di due medici di origine italiana: Marc Gallini e Frank Ciampi (proprio come il nostro ex presidente della Repubblica). Erano le 5,45 pomeridiane del 18 gennaio, l’ambulatorio era ancora aperto, ma per fortuna la stanza direttamente colpita dai frammenti, in quel momento, era vuota. «La prima cosa che ho pensato è che l’intera libreria da parete fosse crollata a terra -ha dichiarato Ciampi-. Poi abbiamo visto i fori e tutti quei cocci e abbiamo capito che qualcosa era penetrata dentro la casa». Un proiettile d’artiglieria? Un pezzo di un aereo o di un satellite caduto dal cielo? Un meteorite piombato direttamente dallo spazio? Sul pavimento, solo alcuni frammenti di un materiale pietroso, grigio all’interno e carbonizzato all’esterno, potevano fornire la risposta.

L'ESAME - Un giornalista di Channel 9, la tv locale accorsa subito dopo, ha un’idea risolutiva. Col permesso dei due medici, mette i cocci in una scatola e corre a Washington, allo Smithsonian's National Museum of Natural History. Alla dottoressa Linda Welzenbach, curatrice della Sezione Meteoriti del museo, basta un esame sommario per dare il suo responso: si tratta di una condrite, cioè di un sasso spaziale, che è stato attratto dalla Terra, è penetrato nell’atmosfera arroventandosi fino a formare una «crosta di fusione esterna», per poi dividersi in più frammenti. Uno di questi, del peso di circa 300 grammi, dotato di una velocità finale di centinaia di km l’ora, ha avuto la forza di sfondare l’ambulatorio medico, prima di suddividersi ulteriormente e fermarsi. Se avesse colpito direttamente uno degli occupanti, avrebbe potuto ucciderlo.

I CACCIATORI DI METEORITI - Ma la storia non finisce con la soluzione del mistero. In questi giorni la piccola e tranquilla comunità di Lorton, è stata invasa dai meteorite hunters, i cacciatori di meteoriti, accorsi dai più vicini Stati nella speranza di raccogliere gli altri frammenti del sasso cosmico. Ad attirarli è stato non solo il video con le scene dello studio medico sforacchiato che continuano a rimbalzare di canale in canale, ma il fatto che finora sono state raccolte oltre un centinaio di dichiarazioni di altrettanti testimoni oculari i quali, all’imbrunire del 18 gennaio, da New Jersey, Maryland, Virginia e West Virginia, hanno visto una «fireball», una palla di fuoco variopinta, sfrecciare in cielo e dividersi in più pezzi, lasciando in aria una scia di fumo persistente, «proprio come un fuoco pirotecnico». Dunque, il meteorite potrebbe essere stato accompagnato dalla caduta di altri frammenti simili che, secondo i calcoli di alcuni «cacciatori» americani potrebbero trovarsi in una striscia di terreno lunga alcuni km, da Lorton verso Sudovest. E qui bisogna dire che l’interesse a trovare i frammenti, da parte di alcuni appassionati, è non soltanto scientifico ma anche economico, dal momento che esiste un vero e proprio mercato internazionale dei sassi cosmici i quali, a seconda della composizione e delle dimensioni, possono raggiungere quotazioni di migliaia di dollari. Malgrado ciò, comportandosi da cittadini-modello, i dottori Ciampi e Gallini hanno deciso di donare il loro meteorite al Museo Smithsonian, mentre altri abitanti di Lorton, assieme a numerosi meteorite hunters, continuano a setacciare giardinetti e campi palmo a palmo. Secondo una valutazione dell’astrofilo italiano Roberto Gorelli, studioso di meteoriti e asteroidi, i frammenti sparsi sul terreno di Lorton e immediati dintorni potrebbero essere da dieci a cento circa.

I CASI ITALIANI - Per quanto rara, l’irruzione di un sasso cosmico in un’abitazione è avvenuta anche in Italia. Il 10 agosto 1968, a Piancaldoli, al confine tra Toscana e Emilia, un meteorite bucò il tetto della casa del signor Nerio Cavina, fu successivamente recuperato e analizzato dal professor Mario Nuccio, geochimico dell’Università di Palermo: risultò essere un raro esemplare di condrite proveniente, con ogni probabilità, dalla fascia degli asteroidi, fra Marte e Giove. Una ventina di anni dopo, il 18 maggio 1988, alcuni frammenti meteoritici piombarono a Pianezza, Torino, su uno stabilimento della società Alenia: anche questi furono recuperati e analizzati. Ancora più recente è la caduta di un meteorite di tutto rispetto, del peso di oltre 10 kg, avvenuta a Fermo, in provincia di Ascoli Piceno, il 25 settembre 1996, questa volta all’aperto, ai margini di un campo coltivato, a pochi metri dall’agricoltore Luigino Benedetti. Insomma anche alcune località italiane, come ora Lorton, sono entrate nella guinness di questi esclusivi primati cosmici.

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MessaggioOggetto: Scienziati indiani potrebbero aver scoperto la vita sulla Luna?   Ven 26 Mar 2010, 10:38

Scienziati della Indian Space Research Organisation (ISRO) sono sull’orlo di una eccezionale notizia. Potrebbero aver trovato qualche forma di vita sulla nostra Luna. Questo è credibile in base ai dati rilevati dagli strumenti scientifici della missione senza equipaggio Chandrayaan-1, che raccolse “firme” di materiale organico in parti della superficie lunare. Lo sostiene Surendra Pal, direttore associato dello Isro Satellite Centre (ISAC), nel corso dell’International Radar Symposium tenuto venerdì scorso. La materia organica consiste di componenti organici, che consistono di carbonio, il blocco per la costruzione della vita. Indica la formazione della vita oppure il decadimento stesso. Pal afferma che i segni di qualcosa di organico sono stati trasmessi alla stazione scientifica di Bylalu, vicino a Bangalore con lo spettrometro di massa a bordo della sonda indiana, attraverso il Moon Impacte Probe (MIP) il giorno 14 novembre 2008. La rilevazione dei dati è avvenuta poco prima lo schianto avvenuto vicino al Polo Sud lunare. Il MIP è stato il primo esperimento della missione Chandrayaan-1, che è stata avviata il giorno 22 ottobre 2008. Pal, tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli ma ha concluso dicendo che “i risultati verranno analizzati ed esaminati, prima della convalida, dagli scienziati e tecnici della ISRO“. “E’ troppo presto per dire qualcosa“, ha dichiarato il direttore del laboratorio di fisica spaziale della ISRO R. Sridharan, che è a capo del team di studio ed analisi dei dati MIP. Egli, tuttavia, non ha negato l’accertamento. Un altro scienziato del gruppo ha dichiarato che “alcuni numeri atomici sono stati rilevati, che indica la presenza di componenti di carbonio. Ciò indica la possibilità della presenza di materia organica (sulla Luna)”. Gli scienziati della missione Chandrayaan-1, al momento, stanno analizzando la fonte di provenienza della materia organica della Luna. “Potrebbero essere state le comete oppure meteoriti a depositare la materia sulla superficie della Luna o lo strumento che atterrò sulla Luna potrebbe aver lasciato delle tracce“, afferma un altro responsabile della Chandrayaan-1. “Ma la presenza di grandi lastre di ghiaccio nelle regioni polari della Luna e la scoperta di molecole di acqua, potrebbe per davvero dar credito alla effettiva presenza di materia organica sul nostro satellite“.

Articolo completo (in inglese) su http://www.dnaindia.com/scitech/report_indian-scientists-detect-signs-of-life-on-moon_1322785

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MessaggioOggetto: Dal 2003 in orbita terrestre un oggetto spaziale di origini sconosciute   Ven 26 Mar 2010, 10:40

4 novembre, 2009

Dal 2003 in orbita terrestre un oggetto spaziale di origini sconosciute

Porta la sigla enigmatica di “9U01FF6″. E’ un oggetto misterioso scoperto a metà anno 2003, che ancora non è stato identificato. Quindi dal 2003 abbiamo in orbita satellitare un USO (Unidentified Space Object). L’ultima notizia della sua presenza si ha dal sito
http://www.spaceweather.com , il quale nell’edizione del 27 ottobre 2009 riferisce che un misterioso oggetto è stato “scoperto” il giorno 26 ottobre 2009 dagli astronomi dell’Arizona, New Mexico e Spagna. Questo team di ricercatori, tutti specializzati nel cercare asteroidi in prossimità della Terra, ha avvistato questo misterioso oggetto, la cui orbita intorno al nostro pianeta è di 31 giorni. Le dimensioni dell’oggetto non identificato sono piccole e la sua forma è allungata. Si ipotizza che sia un frammento di un satellite delle missioni lunari Apollo. Il problema è che, nonostante gli sforzi di capire cosa sia, resta “non identificato” dall’anno 2003 (come riferito dal sito del CFA Center for Astrophysics di Harvard), data ufficiale della sua scoperta. Il mistero continua.

http://centroufologicotaranto.wordpress.com/2009/10/30/dal-2003-in-orbita-terrestre-un-oggetto-spaziale-di-origini-sconosciute/

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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Ven 26 Mar 2010, 10:41

Scoperti 32 nuovi pianeti extrasolari, il numero totale è oltre 400.

[img] http://ufoonline.altervista.org/sistema-extrasolare.jpg [/ img]
Diesmal gibt es ein Himmelskörper, der zur Ergänzung der bekannten Universum. Horizon von der Europäischen Informationsstelle von La Silla in Chile merdionale Ich habe sogar eine Handvoll geprüft: 32 neue Planeten hat, wurden viele ausserhalb unseres Sonnensystems gejagt, aber innerhalb unserer Galaxie. Einige relativ klein, mit einer Masse gleich fünf oder sechs Mal die Erde. Andere definitiv begabt: 5 bis 10 mal (für uns) Riesen Jupiter.

Exo-Planeten außerhalb des familiären Kreis, der die Sonne umkreist Wichtig, weil ihre Entdeckung legt nahe, dass die kleinen Planeten in unserer Galaxie sind sehr zahlreich. Und wer weiß, dass wir eines Tages nicht ein Planet "Zwilling" unserer eigenen finden.

Die Frage ist nicht genau auf der Tagesordnung, aber es rückt immer näher. "Wir wissen jetzt, dass mindestens 40 Prozent des Sun-wie kleine Sterne Planeten haben - Stephane Udry von der Universität Genf, -. Dies ist sehr wichtig erklärt, weil es bedeutet, dass kleine Planeten nahezu überall." Und es gibt noch mehr: "Was ist wirklich interessant ist, dass die Modelle vorgesehen für ihre Existenz, und wir sind sie zu finden. Und, dass die Modelle auch andere Planeten mit einer Masse noch kleiner, wie die Erde."

Mit der neuesten Ergänzungen zu der Zahl der Exo-Planeten steigt auf 400. Bisher wurden in erster Linie große Himmelskörper: Die Mehrheit der Größe des Jupiter oder größer. Aber dank neuer Technologien, empfindlicher, ist es nun möglich, auch kleinere Massen zu erkennen. Das System verwendet, um die Sonde wird als High Accuracy Radial Velocity Planet Searcher (Harfen) und nutzt ein komplexes System von astronomischen Teleskopen und Techniken, die auf die Existenz eines Himmelskörpers Störungen aus dem Orbit des Sterns vermuten lassen, um die bewegen, als ein Ergebnis ihrer Ernsthaftigkeit. Harps weniger auf den Sternen ausgerichtet, in der Hoffnung auf kleine Planeten zu finden, die fast hätte die Merkmale der felsigen Stellen - so wie die Erde, im Gegensatz zu einigen großen Planeten des Sonnensystems.

Von den 28 bekannten Planeten mit einer Masse von weniger als zwanzig Mal die Erde hat, Harps bisher identifizierten 24 und sechs sind ein Teil der letzten Gruppe nur identifiziert. Harps befindet sich auch ein Planet, der nur das Doppelte der unsere ist, aber von denen die Wissenschaftler von der Suche nach Leben auf der extremen Nähe zu den Eltern Sterne ausgeschlossen. Aber hier in der nächsten Monate sind, erwarten die Astronomen eine neue Ladung von "Kleinplaneten. Und vielleicht in ein paar Jahren findet man etwas Ähnliches auf die Erde. Selbst die NASA sucht ihn. Vor kurzem hat die Kepler-Teleskop, die den Raum auf der Suche nach neuen Welten scruterà.

  Credits: Ufoonline.it

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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Ven 26 Mar 2010, 10:42

RE : Scoperti 32 nuovi pianeti extrasolari, il numero totale è oltre 400.

Scienze e Tecnologie
l'annuncio a porto, durante la conferenza «Verso altre terre»
Scoperti in un solo colpo
32 nuovi pianeti extrasolari
Sono tutti delle superterre e nessuno è abitabile.La scoperta è frutto del progetto HARPS


Un vero colpo da record, con tante interessantissime implicazioni. A Porto, in Portogallo, durante la conferenza «Verso altre terre» i protagonisti del progetto HARPS (High Accuracy Radial Velocità Planet Search) hanno annunciato di aver scoperto addirittura 32 nuovi pianeti extrasolari, cioè orbitanti attorno ad altre stelle della nostra galassia Via Lattea: sono tutti delle superterre e nessuno è abitabile. Il progetto era partito cinque anni fa sotto la guida di Michel Mayor dell’Osservatorio di Ginevra ed ha coinvolto una ventina di astronomi europei.

IL SEGRETO DEL SUCCESSO - La chiave del loro successo è stato uno strumento particolare installato sul telescopio di 3,6 metri dell’ESO (European Southern Observatory) operante a La Silla, in Cile. Si tratta di uno spettroscopio ad alta risoluzione estremamente preciso con il quale gli scienziati hanno misurato i piccoli movimenti (avanti e indietro) indotti sulla stella dalla rotazione dei pianeti che gli girano intorno, arrivando persino a cogliere variazioni di velocità di 3,5 chilometri orari. Con HARPS gli studiosi hanno rilevato la presenza di 75 pianeti nell’arco di cinque anni in 30 sistemi planetari diversi, sui circa 400 pianeti extrasolari finora scoperti in totale da tutti i cacciatori impegnati su questa appassionante frontiera. Gli identikit planetari si sono mostrati estremamente diversi: da corpi poco più grandi della Terra a giganti più consistenti con masse diverse volte quella di Giove. «Queste osservazioni hanno certificato agli astronomi la diversità della popolazione planetaria esistente intorno agli astri lontani, aiutandoci a spiegare meglio la formazione dei sistemi solari che prima si basava soltanto sul nostro» nota Nuno Santos, del gruppo di ricerca. Il team ha anche preannunciato nuove sorprese per le prossime settimane. Non resta che aspettare.


http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_ottobre_19/32-pianeti-extrasolari-caprara_60b685fe-bcd1-11de-9662-00144f02aabc.shtml

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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Sab 27 Mar 2010, 00:12

Anno 1959: scoperto vapore acqueo su Venere. Potrebbe esserci vita



Nel Dicembre del 1959, l’Agenzia di Stampa Internazionale (UPI) pubblicava le dichiarazioni del Dottor John Strong, del Johns Hopkins University il quale ha affermato che su Venere c’è vapore acqueo e di conseguenza l’esistenza stessa della vita non può essere esclusa. E oggi? Come mai dopo circa 40 anni si afferma il contrario?

Sopra l’articolo apparso sul “The New York Times” il giorno 1° dicembre 1959

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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Gio 29 Apr 2010, 12:00

Lanciato nello spazio X-37 B un Drone militare super segreto.



Non e' un ufo ma e' certamente un oggetto volante misterioso, la nuova navicella militare lanciata nello spazio, in gran segreto giovedi' sera, dalla Base Nasa di Cape Canaveral in Florida.

Si conosce il suo nome, X 37-B. Si sa che non prevede persone a bordo e che le Forze Armate Usa lavorano da almeno 10 anni a questo progetto. Per il resto, su questa sorta di drone che suggerisce scenari da 'Guerre Spaziali', regna il mistero piu' fitto. Il suo scopo dovrebbe essere quello di supportare dallo spazio gli altri sistemi di combattimento a distanza.

Le autorita' assicurano che il lancio ha avuto successo, ma non forniscono alcun dettaglio sui costi e la durata di una missione che sino a oggi e' rimasta assolutamente 'top secret'. Dalle foto diffuse oggi dai media Usa, X 37-B e' a meta' strada tra un mini-shuttle e un aereo militare, ovviamente ipertecnologico. Dalla linea piuttosto tozza, questo nuovo tipo di aereo e' lungo quasi 9 metri e ha un'apertura alare di 4 metri e mezzo.

Pur in assenza di cifre ufficiali, gli esperti stimano che sia costato centinaia di milioni di dollari. Rientrera' sulla terra, atterrando sulla base aerea di Vandenberg, in California.

Ma non si sa ancora quando. ''Tutto dipendera' - spiega Gary Payton, il vicecapo della sezione spazio dell'Air Force - dai progressi che si saranno fatti in orbita''. Tuttavia le autorita' hanno detto che e' in grado di rimanere in orbita nello spazio nove mesi e anche di piu'. L'unica cosa certa e' che il suo utilizzo sara' militare. Un comunicato del Pentagono fa sapere che il velivolo e' stato concepito per ''diventare un laboratorio dove testare nello spazio le nuove tecnologie e i nuovi componenti che verranno utilizzati per le operazioni satellitari''.

Di fatto, X 37-B, potrebbe sviluppare programmi destinati in futuro agli aerei caccia di nuova generazione. Prodotto dalla divisione spazio della Boeing, certamente questo velivolo si inserisce in un programma di difesa a cui gli Stati Uniti credono molto. Lo dimostra il fatto che e forze armate americane hanno gia' commissionato la costruzione di un altro X 37-B, il cui lancio e' previsto nel 2011.

fonte www.ANSA.it
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   Mar 04 Mag 2010, 10:38

Avatar su Marte ! Cameron convince la NASA s utilizzare il 3D.



Avatar va su Marte. Il regista del celebre film James Cameron, primatista di incassi sia al botteghino sia nella versione messa in vendita nei dvd, ha convinto la Nasa a installare su uno dei sui futuri robot diretti su Marte una telecamera in grado di riprendere immagini tridimensionali.

Ed e' proprio il regista che sta aiutando i tecnici dell' Agenzia Spaziale americana a realizzare il prototipo.

La telecamera sara' installata sull'albero maestro di 'Curiosity', il rover di nuova generazione che i tecnici stanno progettando presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California. La Nasa conta di terminare il progetto in tempo per la prossima missione verso Marte, prevista per il 2011.

fonte www.ANSA.it
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MessaggioOggetto: Re: Recipiente per notizie rifferite unicamente a :NASA , ESA,Sonde spaziali,e altro ancora.   

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