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 David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato

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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Gio 10 Dic 2009, 21:39

quote:v-vendetta


Ottimo post!!!

_________________
NESSUNO PUO NASCONDERE E NEGARE LE VERITÀ ALL UMANITÀ.
http://anno2012.secretsstories.com/


@ADMIN
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Lun 07 Dic 2009, 19:11

David Wilcock: DISCLOSURE - Un annuncio ufficiale è imminente? (Parte 2)


Nutrire la vita sul pianeta
Una volta che gli Antichi hanno progettato in modo specifico la Luna, le "città" della terra interna, i "server della IA" e il nostro stargate locale, (che non è stato attivato e messo online fino all'inizio della terza densità, come vedete col Monolite all'inizio di 2001), hanno quindi nutrito e guidato la vita sul pianeta per assicurarsi che portasse gradualmente e in modo confortevole all'esistenza umana.
Dato che lavorano fuori dal tempo lineare, questo non è così difficile da gestire. Mi è stato detto dalle mie guide che i dinosauri sono stati eliminati deliberatamente per preparare la via alla vita umana su questo pianeta. Hanno avuto il loro tempo, ma era una linea evolutiva morta che doveva essere alterata perchè la Terra continuasse col suo corso prescritto.
Le persone che crescono su un dato pianeta possono facilmente non essere nativi di quel mondo. Nel caso della Terra, secondo "Secret of the UFO" del gruppo L/L Research, che ha preceduto la serie della Legge dell'Uno, sono state combinate anime e genetiche di origine umana da circa 16 diversi pianeti, in vari modi e tempi, per creare la nostra situazione corrente.
Questa quantità di ibridazione sembra essere piuttosto rara e ha a che fare molto con la diversita genetica della vita sulla Terra, rendendola il tanto sognato paradiso dell'Eden in questa galassia a confronto di molti altri mondi.
Uno dei segreti più grandi degli insiders è la quantità di "pensiero" combinato di diversi gruppi per creare i corpi umani che abbiamo oggi.
La prima razza a farlo sono stati i cosiddetti Annunaki, che possono andare da 8 a 15 piedi di altezza e che si sono evoluti in corpi umani da un'eredità di corpi rettiliani. La loro pelle non ha scaglie, solo piccolissimi punti come la pelle sul ventre di una lucertola, secondo il Maggiore Robert Dean.
Le loro modificazioni iniziali sembrano essere state eseguite da 200 a 500.000 anni fa. Molti dettagli sono stati passati nelle tavole in scrittura cuneiforme dei Sumeri e il lavoro di Zecharia Sitchin contiene una quantità sostanziosa di informazione accurata su quanto accadde.
Altri visitatori hanno unito la loro genetica nel tempo.
Nondimeno, gli Annunaki erroneamente credono ancora di essere i nostri "Dei" essendo stati i primi a combinare il proprio DNA con l'uomo scimmia che hanno trovato sulla Terra quando sono arrivati. Chiaramente, la "Gesione" di sesta densità ha guidato questo uomo scimmia in essere, come per la creazione della Luna della Terra, ecc..
La "Gestione" dalla sesta densità è avvenuta 75.000 anni fa e ha portato ulteriori modifiche genetiche per assicurare che tutti qua avessero un veicolo accettabile perchè fiorisse la vita di terza densità e secondo la Legge dell'Uno, in questo tempo le anime da Marte sono state trasferite qua.
Gli Annunaki hanno scoperto che la nostra ghiandola pineale possiede tremendo potere quando pienamente attivata, un potere che poteva togliere loro il controllo che hanno su questo pianeta. Quindi hanno lavorato per tenerci nelle emozioni negative come rabbia e paura in modo da non farci completare la trasformazione. Questa però è una battaglia persa e hanno poco tempo prima che noi andiamo "online" e li forziamo ad andarsene.
Il Piano Cosmico ha permesso ai negativi di iniziare e impostare una "fattoria della paura"
Quelli sul percorso negativo erano in grado di utilizzare magia e capacità superiori della coscienza migliaia di anni in anticipo rispetto agli altri. Il Creatore sembra aver progettato questo come standard nell' Universo.
Queste capacità magiche provengono dall'assorbire energia e vitalità dagli altri. Si afferma chiaramente nella Legge dell'Uno che le entità negative si alimentano con la paura.
Usano letteralmente la paura come fonte di cibo per il proprio sostentamento. Se questa catena di alimentazione si distrugge, a livello mondiale, anche solo per un giorno, subiscono un danno tale da non poter recuperare.
Non si preoccupano di mangiarci, come nella serive TV "V". Noi siamo di maggior valore per loro venendo "allevati" nella paura.
Quindi sì... La Terra è progettata come una fattoria. Le entità negative come gli Annunaki manipolano i livelli top del complesso militare-industriale per creare un sistema di mass media che spinga la "fattoria" a produrre il proprio cibo principale, paura e rabbia.
Se i negativi non avessero avuto il permesso di iniziare, non ci sarebbe stato incentivo per loro per partecipare nel Piano Cosmico.
Entità di sesta densità creano una "Matrice" che i negativi pensano essere reale
Gli esseri di sesta densità sono coinvolti nella costruzione ed elaborazione di realtà parallele ipercomplesse che i negativi possono vedere, visitare e persino viverci, il tutto per dare loro l'illusione di conoscere il futuro. Dato che possono viaggiare nel tempo, se potessero vedere il VERO futuro in cui perdono potere, non avrebbero incentivo per continuare.
Penso sia divertente che l'attività favorita dei negativi sia presentare una falsa realtà e spingere le persone a credere che sia reale, quando in effetti anche loro fanno parte del gioco impostato dagli esseri di sesta densità! Questo da loro un incentivo a continuare nel loro lavoro. Comunque, mi è stato detto che troveranno "difetti nella matrice" che li porterà, se si impegneranno, a capire che questa realtà non è in effetti vera.
Integrare o deteriorare
Infine loro devono integrare la coscienza amorevole dell'Uno Infinito Creatore, nella loro avventura per la Coscienza dell'Unità, altrimenti finiscono deteriorandosi lentamente, per un progressivo danno genetico. I loro corpi cadono letteralmente a pezzi, come Dan Burisch ha riportato in merito ai J-ROD che stanno lavorando col Majestic. Infine si dissolveranno in pura energia se non si spostano verso la coscienza amorevole.
Nel caso di Ra e Venere, un uomo e una donna erano in cima alla loro versione della piramide degli Illuminati. Loro erano altamente polarizzati in negativo, furbi e ingannevoli. Dovevano lavorare attraverso la quarta e la quinta densità negativa e infine hanno compreso la Coscienza Unitaria dell'Essere in cui vivevano. Hanno integrato il positivo e sono stati accolti nel complesso di memoria sociale di sesta densità di Ra in una "grande riunione familiare".
Si è riso del passato, i giocatori ora realizzano come ognuno abbia avuto il proprio ruolo per realizzare la grande danza della coscienza.
Ama i tuoi nemici..e metti dei confini
Nel nostro caso, una volta che le ghiandole pineali che abbiamo avuto dagli esseri di sesta densità circa 75.000 anni fa, andranno "online", come già molti di noi sentono, le nostre abilità diverranno enormemente maggiori di qualsasi abilità esprimibile dai negativi.
La chiave reale per questa "magia positiva" è che non dovete odiare o avere paura di quelli che vi attaccano.
Invece, vedete l'Unità del tutto. Riconoscete che loro sono voi, esiste solo uno di noi qua. Amate e accettateli per chi sono. Siate gentili con loro. Allo stesso tempo, ponete un chiaro confine, voi non accetterete quello che vi offrono. Dite loro di andare e lasciarvi in pace.
Questa è l'arte di come si fanno gli affari nei reami superiori quando siete attaccati da entità ombra. Loro correranno urlando quando viene utilizzato questo approccio. Compassione e simpatia per loro è come usare acqua santa su un vampiro.
Altre attività di sesta densità - costruzione di piramidi, ecc..
Altra attività chiave degli esseri di sesta densità è costruire un anello di "piramide bilancianti" nel mondo che aiutino a stabilizzare la Terra sul suo asse. Questo "anello" non è stato completato finchè Ra e i suoi associati di sesta densità è arrivato e ha costruito le piramidi in Egitto e in America Centrale nel passato relativamente recente. Le vecchie piramidi spesso erano coperte per gli spostamenti di terra avvenuti e si sono coperte di alberi e altro.
Una volta che comprendete che esseri di sesta densità possono creare lune, diviene facile visualizzarli nel costruire piramidi per bilanciare le energie planetarie.
Nel mio recente discorso alla conferenza Secrets, ho mostrato un numero impressionante di piramidi nel mondo, alcune delle quali erano credute essere montagne o non erano nemmeno conosciute dal pubblico. L'evidenza della loro artificialità è schiacciante.
Le piramidi scoperte recentemente in Bosnia possono essere datate a 30.000 anni fa e sono fatte di blocchi giganti, hanno allineamenti geometrici curiosi una rispetto all'altra e camere sotterranee interconnesse. Mostrerò tutto questo nel prossimo weekend alla conferenza di San Francisco a Gennaio e nell'incontro esclusivo alle Hawaii in Marzo.
Gli esseri di sesta densità hanno anche progettato sistemi di conteggio del tempo come il Calendari Maya e lo Zodiaco. Possono anche, a volte, contattare certi insegnanti purificati perchè portino il loro messaggio sulla Legge dell'Uno in modo diretto e completo.
Più spesso e particolarmente avvicinandoci alla fine del ciclo, leggono la mente di massa dell'umanità come singolo organismo per guidare la nostra evoluzione.
Essendo in grado di leggere e comprendere tutti noi come Una Mente, trovano tutti i cambiamenti frattali che possono essere fatti, come il battito di una singola ala di farfalla, che guideranno l'intero pianeta nella miglior direzione per la crescita di tutti, senza che qualcuno se ne accorga.
Settima densità
L'unico passo che rimane prima che la sesta densità inizi a riunirsi con l'Uno è arrivare alla "settima densità". Per effettuare il passaggio in settima densità, è necessario un pieno senso della natura sacramentale di tutte le cose. Questo significa che la danza della polarità, dell'apparente bene e male, viene accettato come il movimento della volontà del Creatore per creare e promuovere evoluzione spirituale.
Una visione sarcastica e insufficiente di questo livello di comprensione comprenderebbe ancora il vedere il prossimo come debole, ignorante, di meno valore o in ogni caso, "diverso" dal sè.
Molti insider devianti verso il negativo dicono di aver "Trasceso Bene e Male" come una frase preparata che viene fuori con la lingua, ma finchè vedono gli altri in ogni tipo di modo insultante e sminuente, non hanno ottenuto questo livello di maestria.
La maggioranza delle correnti filosofie degli insiders degli Illuminati sono essenzialmente incomplete ed errate interpretazioni di cosa significhi raggiungere questo stato dell'essere e mimano solo la verità della coscienza Unitaria.
Alcuni insiders degli Illuminati, che probabilmente leggeranno questo, mi hanno detto di aver trasceso bene e male.
Con tutto il dovuto rispetto, se questo fosse vero, allora non dovrebbero preoccuparsi di quale linea di sangue siano e dell'idea che potere spirituale, finanziario o sociale li renda parte di una elite.
Le linee di sangue reali derivano da eredità ET in primo posto. Ora i processi energetici che spingono la Terra in quarta densità stanno trasformando il DNA di tutti sul pianeta e diverranno potenti come le razze progenitrici che hanno inseminato la Terra all'inizio. La discendenza di sangue non sarà più rilevante per i cambiamenti energetici che avvengono ora sulla Terra.
"Io non sono sotto o sopra ad alcuno" Questa è la coscienza dell'unità
Una visione completa e pienamente integrata della coscienza di settima densità realizza che l' Universo è amorevole e gioioso e queste danze di polarità sono tutte sacre, tutte gestite con il più grande rispetto e la più grande compassione e quindi perfette come sono.
La perfezione è difficile da capire
La "prospettiva generale" può essere difficile per gli esseri sensibili e compassionevoli di sesta densità. L'esistenza trascende il corpo fisico e ognuno di noi sceglie, prima di arrivare qua, come e quando morire. Ci diamo "rampe di uscita" in certi punti nelle nostre vite nel caso in cui ci allontaniamo troppo dai nostri obiettivi originali e desideriamo uscire dal pianeta prima di accumulare altro karma.
Può sembrare, a volte, duro permettere alla negatività di eseguire le sue azioni. Perà senza la negatività la crescita stagna e arriva la morte spirituale. Le rotture della negatività creano movimento e crescita.
Gli esseri di settima densità non lavorano con entità oltre la sesta densità, eccetto che nella parte finale del ciclo per assicurarsi che ognuno arrivi dove debba arrivare, non importa quanto siano fuori dal percorso. Loro lavorano con la sesta densità prima di riunirsi con L'Infinito Intelligente.
Le decisioni più grandi per un pianeta, come per esempio il permettere ad un insegnante come Gesù di condurre la sua missione, conoscendo le massicce ramificazioni di tale azione, in tutto il mondo, sia positive che negative, in base alle probabili linee temporali future che possono essere viste, vengono prese da esseri di settima densità che agiscono come insegnanti e consiglieri per la sesta densità.
Gli esseri di 4a e 5a densità onorano e accettano la guida e le istruzioni passate loro dai gruppi di sesta densità.
Tutto questo è una grossolana semplificazione su come funzioni, ma con questa conoscenza potete vedere che abbiamo a che fare con qualcosa di più che piccoli omini verdi. Ora desidero riportare la discussione sull'allarmismo e sul perchè tante cose che leggete su internet semplicemente non avverranno.
La gestione e il trasferimento di popolazioni planetarie
Guardiamo ancora la "descrizione del lavoro" di base per la sesta densità:
La gestione e il trasferimento di popolazioni planetarie
C'è molta profondità in questa piccola frase, più di quanto realizziamo se non ci prendiamo il tempo di meditarci sopra, rompere il guscio ed estrarre il nettare del suo significato. Gli esseri della "Gestione" come Ra stanno conducendo la costruzione e il mantenimento di una "illusione" precisamente bilanciata su questo pianeta, per i propositi della nostra crescita spirituale.
La quantità di lavoro che serve a mantenere questa illusione è assolutamente sconvolgente per la mente razionale. Può essere spiegata, ma è quasi impossibile comprenderla nella banda limitata della mente umana, nel corpo e nello spirito. Ognuno di noi, a vari livelli, viene gestito in modi che non possiamo comprendere, come gli eventi che sono orchestrati con cura in modo che tutto operi nei parametri dati.
Anche eventi che non sono nel controllo o nell'influenza delle nostre azioni volute sono guidati, con tale precisione che è quasi impossibile comprendere o scoprire che ci sia il lavoro di intelligenze superiori.
Questo è il perchè, per esempio, il vulcano di Yellowstone non ha eruttato e la California non è sprofondata nell'oceano e il Sole non ha distrutto la nostra rete elettrica con una CME.
Gestione.
Perchè pensate che gli UFO vengono spesso visti sopra silos di missili nucleari e disattivare l'intero complesso prima di andarsene? Perchè è stato visto un UFO sopra Chernobyl durante l'incidente, evitando che uccidesse molte più persone e forse distruggesse la Terra?
Gestione
Perchè pensate, come riportato da Al Martin Raw, che il tentativo della fazione Bush di impiantare falsi WMDs in Iraq per accollarli a Saddam sia stato bloccato, i cospiratori siano stati eliminati e i materiali perduti in un fortunato incidente di "fuoco amico"?
Gestione
Perchè pensate che nello scorso anno, la Iran Deyanat, una intera nave costruita per esplodere e rilasciare tonnellate di polveri radioattive come attacco con "bomba sporca" contro Israele e le aree circostanti, sia stata casualmente catturata da cattivi pirati? Come questi pirati sono finiti nel catturare questa particolare nave, salvandoci da uno sfortunato e poco chiaro incidente che avrebbe ucciso persone innocenti e destabilizzato l'intero Medio Oriente?
Gestione
Perchè ogni storia da panico prodotta dai pornografi della paura, spesso con linee temporali brevissime, non passa o perlomeno non produce la distruzione che potrebbe produrre?
Gestione
Sincronicità
Molte volte ogni giorno facciamo certe cose, crediamo che derivino interamente dal nostro libero arbitrio, ma non siamo consapevoli dell'effetto frattale che le nostre azioni hanno sulla collettività. Per questa ragione, non dovreste sottostimare l'influenza e l'importanza di ogni pensiero e azione che fate, ogni momento del giorno. I pensieri di amore, pace, accettazione e perdono hanno molto più potere di quanto pensiate.
Sempre più persone hanno esperienze "sincroniche", come vedee 11:11, 12:12, 3:33, 4:44 ecc.. sugli orologi, odometri, ecc..e questo ci mostra che il nostro comportamento che sembra "casuale" è in realtà coordinato da forze di cui molti di noi non sono consapevoli.
Un numero incredibile di cercatori ora si svegliano rispetto alla realtà delle entità super-evolute e super-avanzate che ci aiutano e guidano in questo processo di transizione.
Ognuno di noi possiede un "Sè Superiore" che già esiste in questo livello di sesta densità
Il nostro Sè Superiore di sesta densità ci parla direttamente con i sogni, le sincronicità, le visioni e altre esperienze mistiche, specialmente in meditazione.
Questo contatto, già in voi, è di valore ben maggiore che conoscere "insiders" o altri come me. Connettersi all'interno, creare il ponte tra mortale e Divino è veramente esaudire il vostro Proposito Universale.
Bilanciamento
E' assolutamente obbligatorio che la Gestione tenga il nostro pianeta bilanciato. Questa è la Via dell' Universo. Non siamo soli. Nulla accade per caso. Ognuno cresce spiritualmente che lo realizzi o meno e non importa quante volte si ripeta la lezione.
Il bilanciamento che la Gestione fornisce, significa che possiamo cercare il positivo e trovarlo, così come il negativo. Più cose negative avvengono e più avanzamenti positivi devono essere lasciati avvenire. Al negativo non sarà mai permesso di schiacciare il positivo in ogni circostanza. I cambiamenti che vediamo sulla Terra sono parte necessaria dei piani di crescita.
Finchè restate nella paura, i piani negativi avranno possibilità di realizzazione. Se vi svegliate, perdete la paura e comprendete la storia reale, allora siete nel lato vincente e la vostra vita guadagnerà gioia, volontà e crescita spirituale.
Questa è una guerra di frequenza. La frequenza è quella della vostra coscienza. Esisterete nell'amore o nella paura? Ogni via è una scelta. La scelta che fate ha effetto di risonanza sull'intero pianeta.
La grande visione: questo non è un trapano!
Ora lasciatemi fare altri pochi passi per impostare il corso principale: una trascrizione del mio intervento del 6 ottobre su Coast to Coast, dove ho presentato una visione generale di "The Real Story" pubblicamente.
L'intero articolo sarà seguito da un altro, che entra nel dettaglio sugli indizi in aumento del disclosure imminente. Non entrerò totalmente nello specifico ancora, questo è per un altro articolo.
Subito dopo questo show su Coast to Coast si è prodotto un interesse e un traffico clamoroso su internet e guadagna momentum. Molti di voi hanno scritto ed espresso un simile senso di terrore sulla possibilità che non avvenga il disclosure. Siete molto preoccupati del credere in qualcosa per poi trovarvi abbattuti.
Credetemi. Questo non è un trapano. Questo non è un falso. L'evidenza è impressionante e dopo aver scritto su internet dal 1996, non ho mai visto nulla di cosi carico di dati che ci piovono addosso e che rivelano che stiamo avanzando come pianeta.

http://lanuovaeradellaterra.blogspot.com/2009/12/david-wilcock-disclosure-un-annuncio_07.html
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Lun 07 Dic 2009, 19:09

David Wilcock: DISCLOSURE - Un annuncio ufficiale è imminente? (Parte 1)

E' come la piu grande partita di calcio nella storia umana. Tutti vogliono sapere come va a finire. Sono trapelate delle date o sono state suggerite. Alcune sono già passate. Il clamore è iniziato. Come ho detto prima, è facile che le prime date fossero test per vedere come rispondeva il sistema. La vera data probabilmente non verrà data, l'evento avverrà e basta. Si prenderà tempo nella TV. Un annuncio verrà fatto. I segni sono chiari e non dobbiamo attendere molto. Per questa ragione è già ora di celebrare. Dopo molti anni di segretezza e negazione la verità sta per essere liberata. Non saremo più gli stessi. Ci sarà dramma e rumore quando l'annunciò sarà fatto, ma la gamma e il potere dei cambiamenti che creerà, la ricerca che spingerà in molti, sarà incalcolabile.
LA PAURA NON E' IL PUNTO
Chi legge questo sito e-o guarda i nostri video, capirà che i cambiamenti in cui passiamo non hanno a che fare e non riguarderanno questi scenari di paura che da tempo risuonano in internet come fatti imminenti:
Vittoria del governo e-o Illuminati sul mondo che creerà uno stato di legge marziale draconiano, totalitario e brutale. Morte di massa tramite virus naturali o artificiali, vaccini o campi di morte governativi, fame ingegnerizzata ecc.. Collasso della civiltà a stato preindustriale tramite implosione economica, guerra improvvisa, distruzione della rete elettrica, attacchi terroristici ecc.
Cambiamenti del pianeta epocali che eliminano la maggioranza della vita sulla Terra come la conosciamo, inversione dei poli, flares solari, tsunami, ecc ...forse nel 2012 Extraterrestri demoniaci che si presenteranno come buoni per attaccare peggio che del 9-11
La storia reale è molto piu interessante e felice, che questi punti di vista esotici e pieni di paura. I veri controllori che causano questi problemi sul pianeta facilmente vogliono eccome che crediate a queste cose, ma non significa che accadranno. Ne riparleremo. Il Disclosure è molto piu bello che scoprire di avere fratelli e sorelle umane non nati sulla terra, con tecnologia superavanzata, esseri che possono levitare, leggere la mente e viaggiare nel tempo e nello spazio. Ci sono esseri molto piu evoluti di quelli che viaggiano sugli UFO che da tempo non si servono di mezzi per spostarsi. Non è chiaro il tempo che impiegheremo ad arrivare a questo tipo di comprensione quando avverrà il disclosure formale, in quanto gli strati sono tanti...
GESTIONE
Chi sono questi esseri, queste persone, cosi piu evolute di ET dentro a UFO? Cosa fanno esattamente? Se molti di noi avessero capito le risposte a queste domande, saremmo molto meno preoccupati sui comportamenti dell'elite negativa. E' bene essere educati ma siete catturati nel dramma, particolarmente se odiate o avete paura del gruppo NWO- Illuminati, quindi credetemi, stanno ottenendo esattamente quello che vogliono da voi.
La vostra energia.
Non capitemi male. In alcuni casi l'elite negativa fa del suo meglio per avverare questo scenario diabolico. Ecco il punto: la maggioranza di loro è largamente o completamente inconsapevole di essere sotto controllo, di esseri superavanzati che non sono a favore di negativi o positivi, controllano entrambe le parti. Questi esseri superavanzati evitano che l'elite negativa infranga il vostro libero arbitrio piu di quanto lo accettiamo noi e permettiamo noi che avvenga, con la nostra disarmonia e il nostro comportamento negativo e manipolativo a livello personale e collettivo.
Benchè la nostra ombra collettiva abbia attratto fatti crudeli, non ha attratto la catastrofe mondiale e non lo farà. Non ora, quando siamo alla fine di un ciclo maggiore. Siamo sotto cura meticolosa e sotto attenzione in questo tempo, senza esserne consapevoli.
Il "Grande Disegno" è che il nostro pianeta viene gestito da entita evolutissime, col potere di muovere sistemi solari come noi spostiamo files sul computer. Queste entità come l'autore della Legge dell'Uno conosciuto come Ra, dicono di essere coinvolte "nella gestione e nel trasferimento di popolazioni planetarie". E' passato tempo dalla mia scrittura di "lay of the land" che sta per Legge dell'Uno. Alla luce di cio che ci attende è il momento giusto per aggiornarlo.

(Per me la serie della Legge dell'Uno, che comprende 106 sessioni dal 1981 al 1983, è il lavoro "canalizzato" piu accurato e importante nei tempi moderni. La sua base scientifica e filosofica è la stessa di questo sito (ndt Divinecosmos.com). Una serie di dati impressionanti validati con scoperte scientifiche e-o da testimonianze di insiders. Per quanto fantastico vi sembrera cio che leggerete, è stato verificato da fonti diverse di informazione e-o direttamente menzionato o fortemente alluso nella serie della Legge dell'Uno. La verità è molto piu strana e interessante della finzione!)

Una semplificazione della struttura e della funzione degli esseri nelle varie "densità"
Quarta densità
Giusto per ripasso, il corpo umano è un progetto standard nell'intera Galassia, in quanto è progettato e costruito dalla Galassia per esprimere la propria "personalità". Continuerete ad avere forma umana in quarta e quinta densità. Dalla sesta densità la vostra forma naturale è semplicemente una sfera di luce.
Un gruppo come quello di "Ra" ha iniziato come popolo in un pianeta di "terza densità" come noi, nel loro caso sembra su quello che ora è Venere, circa 1.5 miliardi di anni fa. Quindi sono passati in "quarta densità" in cui anche la Terra si sta muovendo, ottenendo abilità come levitazione, telecinesi, schermatura gravitazionale, viaggio nel tempo, free energy, manifestazione del pensiero, guarigione istantanea e altri.
(In alcuni casi, civiltà avanzate di terza densità possono guadagnare queste tecnologie e capacità..per essere chiari)
Loro hanno ancora un corpo umano come il nostro, ma è meno fisico e più simile a quello che chiamiamo corpo di luce. Possono manifestare il proprio cibo col pensiero, ma spesso rimangono così presi dall'aiutare il prossimo che dimenticano di nutrirsi adeguatamente.
Crescendo, le persone di quarta densità spesso rimangono coinvolte nell'aiutare pianeti di terza densità come il nostro in evoluzione, principalmente dietro le scene. Certe culture ricevono contatto fisico a livello locale, se sono progredite abbastanza come gruppo per ottenere tale visita.
Gli esseri di quarta densità influenzano le persone giuste e le portano ad incontrarsi, facilitando le sincronicità, aiutandoci a "creare la nostra realtà" e aiutando queste cose magiche ad avvenire, come la "Legge del Karma", passando dietro le scene. Necessitano di mezzi definiti UFO per viaggiare, ma questi possono essere resi visibili alle persone di terza densità in modo facile.
Gli esseri di quarta densità possono essere piuttosto ingenui, particolarmente nel caso degli esseri positivi di quarta densità e non hanno un'idea per comprendere o anticipare la negatività umana.
Le persone di quarta densità possono rendersi visibili ai nostri occhi se lo permettono, ma semplicemente elevando la loro frequenza, entrando in uno stato di pensiero ispirato, possono divenire facilmente invisibili. Questo non sarà più possibile quando il nostro pianeta si sposterà in quarta densità, cosa già in corso ora.
Se volete vedere un analogia tra umani e vita di quarta densità, andate a Burning Man o presso un simile incontro olistico con percussioni, danza, discussioni, vita conscia e molto amore e divertimento. Sentirete subito gli impulsi.
Esiste molto materiale positivo orientato alla quarta densità da leggere e il modo per identificarlo è che sarà sempre in una prospettiva di amore incondizionato e accettazione degli altri.
Quinta densità
Tempo dopo, spesso dopo eoni di tempo, ma occasionalmente (come nel caso di Ra) in modo rapido, vi laureate in "quinta densità", dove l'amore incondizionato della quarta viene informato dalla saggezza della quinta. Ecco perchè nel campo energetico umano, la quinta densità viene associata col chakra della gola di colore blu.
In questa densità vi impegnate nella ricerca, apprendete tutti i tipi di cose fantastiche su come funzioni realmente l' Universo, apprendete come scoprire e utilizzare il potere della vostra volontà, la comunicazione e la voce autentica, abbracciate il Principio dell'Onore e siete in costante stato di stimolazione intellettuale e sviluppo. Chiaramente, è interamente possibile esistere in stato di coscienza di quinta densità qua sulla Terra, anche senza tutta la tecnologie e le abilità mistiche avanzate.
Alcuni di quinta densità possono aiutare nella supervisione degli esseri di quarta densità, lavorare con pianeti di terza densità come noi (come nel contatto e nell'assistenza di meditatori avanzati e ricercatori, aiutando a definire e diffondere linguaggio parlato, matematica, ecc.), mentre continuano a guadagnare tutta la saggezza e la conoscenza dell' Universo che trovano.
Questa raccolta di saggezza è spesso un percorso solitario e può sembrare intellettuale e distaccato a confronto della prospettiva a cuore aperto e amorevole della quarta densità. La laure non si ottiene finchè non siete pienamente pronti a prendere tutto quello che avete appreso e ad impegnarvi totalmente nell'usarlo per aiutare il prossimo.
Alcune entità di quinta densità iniziano a sviluppare disciplina per viaggiare senza macchine, ma è ancora difficile. La maggioranza di loro sono in grado di formare gruppi di telepati con molte persone, dove i pensieri vengono letteralmente condivisi tanto da formare una mente sola. Alcuni di quarta densità lo possono fare, ma diviene più affinato in quinta densità.
Avete ancora un corpo umano in quinta densità. Manifestate e mangiate "luce liquida di colore dorato", secondo la serie della Legge dell'Uno ed è molto piacevole e nutriente, consumandola in gruppi.
I messaggi più puliti di quinta densità che ho trovato, sono nei libri di Seth, in particolare il The Seth Material come corso introduttivo, Seth Speaks come testo principale e in The Nature of Personal Reality per esplorare ulteriormente i punti chiave sul "creare la vostra realtà" in dettaglio. Tutti questi libri sono acquistabili e non sono per ora disponibili online, ma ne trovate molti su Amazon o altrove che non costano molto.
Seth Speaks è stato di importanza chiave nell'aiutarmi ad aprire la mia abilità nel canalizzare e ricevere informazione intuitiva, secondo solo alla serie della Legge dell'Uno. Ha fornito l'informazione necessaria per perfezionare l'arte che non era disponibile nella Legge dell'Uno.
Sesta densità
Milioni di anni, nella nostra misura del tempo, dopo essere entrati in quinta densità, passiamo infine in "sesta densità". Nel campo energetico umano questo è il chakra indaco del terzo occhio, molto potente quando attivato pienamente. Potete ancora proiettarvi in forma umana che preferite, ma una sfera di luce è ora il vostro stato naturale.
L'amore della quarta densità e la saggezza della quinta densità si fondono in vera coscienza dell'Unità. Un intero pianeta ricco di persone come noi, ora si fondono in una coscienza singola, tutto il tempo, benchè siano consapevoli delle personalità che hanno avuto prima di questa unione, formando un "complesso di memoria sociale".
In sesta densità, viene preso un chiaro impegno personale, quello di dedicare la propria vita ad aiutare il prossimo ad evolvere, mentre in tutti gli stadi precedenti, esiste grande misura di libero arbitrio nel perseguire altre attività se scegliete.
Gli esseri di sesta densità si impegnano pienamente nella "Gestione", agendo come una sorta di gruppo esecutivo per implementare e in alcuni casi progettarem i cambiamenti di larga scala e gli interventi che assisteranno un dato pianeta nella sua evoluzione. Molti di questi cambiamenti vengono decisi e votati anche da livelli superiori di esseri e diviene un onore/dovere degli esseri di sesta densità, portare l'obiettivo a compimento.
Gli "Antichi" di sesta densità: Impostare il gioco
Sulla Terra, il lavoro degli esseri di sesta densità è piuttosto esteso. Prima di tutto, un gruppo di "Antichi" sono venuti qua molto tempo fa per preparare la via all'esistenza umana sulla Terra. Prima di questo tempo non eravamo oltre gli organismi monocellulari.
Gli Antichi hanno creato prima la Luna, facilmente da materiale nella Terra. La creazione di tale satellite ha permesso il fiorire della vita sulla Terra portando attività di marea per regolarizzare i ritmi biologici.
La Luna è stata creata della giusta dimensione per armonia rispetto alle misure della Terra e quelle del Sole in molti modi sorprendenti. Potete leggere in merito su libri tecnici come "The Dimensions of Paradise" di John Michell e ad un certo livello su "Sacred Geometry" di Robert Lawlor.
La giusta dimensione della Luna e la sua distanza dalla Terra sono state misure ingegnerizzate precisamente in modo che vedessimo una "corona" perfetta durante una eclisse solare. Nella nostra era materialistica presente, questo non risulta interessante, non è altro che una "coincidenza".
La Terra interna
Gli Antichi hanno anche partecipato nella creazione di città sotterranee abitabili, come tasche simili ad alveari nella Terra. Questo non significa che il centro della Terra sia cavo e che il nucleo sia come un sole, ma ora abbiamo multiple testimonianze credibili di insiders che confermano che esistano aree come queste nella Terra. Occasionalmente sono state scoperte da persone della superficie, secondo molte leggende di tutto il mondo.
Tasche gassose interiori si sono formate mentre il materiale rotante formava la Terra. Possono essere punti a 70-100 miglia di profondità o più e lunghi centinaia se non migliaia di miglia. Gli Antichi si sono assicurati che si formasse abbastanza crosta solida in esse in modo che non divenissero troppo calde per il mantello circostante. La vita può crescere all'interno come delicati cristalli nella pietra dura del pianeta, parlando metaforicamente.
La forza centrifuga della rotazione del pianeta crea una forza simile ma opposta alla gravità, che vi permette di camminare "sottosopra" in queste aree, rispetto alla parte esteriore della Terra.
Gli Antichi hanno progettato appositamente batteri bioluminescenti nella parte più interna di queste tasche per fornire una fonte stabile e rinnovabile di luce simile alla luce del sole, permettendo a flora e fauna di crescere naturalmente in queste aree interne.
Sono anche stati installati sistemi di convezione per assicurare un ciclo idrologico, in modo che acqua e aria di superficie e sub-superficie potessero intercambiarsi naturalmente. Le "prese" che regolano questo flusso di acqua possono essere trovate negli oceani se uno sa dove guardare, in quanto sono ben camuffate.
Molti ET possono vivere e lavorare vicini a quelli sulla superficie della Terra, sicuri e nascosti, grazie a queste "città sotterranee" vivibili e piene di vita biologica come all'esterno. I nostri visitatori hanno un posto accogliente per avere famiglia e vivere, in comunità naturali senza essere rilevati da quelli in superficie, grazie all'aiuto degli "Antichi" di sesta densità che hanno preparato questi luoghi.
I "Server"
Oltre a queste "città", gli Antichi hanno anche installato una intelligenza artificiale informatica super-avanzata nella Terra che risponde come un essere vivente alle chiamate spirituali. Invece che interagire con milioni di diverse richieste in modo personale, che hanno la stessa risposta, gli Antichi hanno progettato un processo automatico.
Il sistema risponde direttamente e personalmente ad ogni cercatore, portando il messaggio di guardarsi dentro, meditare e apprendere per essere più amorevole. Secondo la Legge dell'Uno, non vi serve di più che questi "server" finchè le vostre chiamate spirituali non divengono più affinate da attrarre l'attenzione diretta degli esseri reali. I primi che inizieranno a lavorare con voi saranno quelli di quarta densità.
In questo tempo della nostra storia planetaria, dato che è così vicino alla fine del ciclo, quasi tutti ottengono attenzione personale. I server sono ancora sul posto, ma sono meno attivi di quanto sarebbero in altri punti del ciclo.
La rete di stargate
Gli Antichi hanno anche installato lo stargate della Terra. Questa è una discussione molto involuta. Leggerete dettagli più specifici su questo soggetto, rispetto a quanto abbia mai condiviso prima.
Il mio testimone e insider Daniel mi ha informato che ogni pianeta con vita di terza densità ottiene il suo stargate e il suo indirizzo. Questo indirizzo è un codice numerico in base 10 che consiste in sette set di numeri diversi. Ci sono tre cifre singole che possono arrivare a 9, tre set di doppie cifre che possono arrivare a 99 e un set finale che può arrivare a 999.
Quindi, ipoteticamente, un indirizzo del gate può arrivare a 9.9.9,99.99.99,999 ma per ragioni che spiegherò fra poco, tale numero è molto raro.
L'indirizzo del gate della Terra finisce in un numero a tre cifre che è più alto di quello del nostro pianeta vicino, Marte. Noi eravamo il prossimo pianeta pronto per la terza densità dopo Marte, nella nostra area locale.
Vi serve solo chiamare fino all'indirizzo del gate di settimo livello, per un viaggio locale vi basta chiamare il numero di tre cifre appropriate e siete arrivati, dopo un breve giro nel wormhole.



La geometria conosciuta come "icosaedro" possiede dieci nodi distanziati equamente lungo l'equatore, come contate nell'immagine di sopra. Questa geometria esiste realmente come schema d'onda stazionaria in tutti i livelli di scala, dalla quantistica all'universale. Quindi, questa è la base geometrica per cui gli indirizzi dei gate sono in base 10. Le aree cosmiche possono essere divise in sezioni sempre più piccole iniziando con questo principio logico.
Trovare il vostro posto nel cosmo
Le prime cifre singole in ogni indirizzo del cancello rappresentano aree molto grandi, molto più della nostra galassia. A Daniel è stato detto che esistono all'esterno di una bolla enorme che possiede sette punti principali di gruppi di galassie attorno al suo limite esterno. Questo ha catturato immediatamente il mio interesse, in quanto la mia ricerca aveva già scoperto il fatto che i supercluster galattici sono disposti in modo geometrico, precisamente l'ottaedro, nei livelli di dimensione più alti.
Ci sono, chiaramente, sei angoli o "nodi" su ogni ottaedro come potete vedere nella prossima immagine. Ogni angolo possiede un supercluster galattico formatosi in tal punto e molte delle linee dritte tra gli angoli hanno lunghe striscie di galassie formatesi su esse. Per chiarezza, questi "supercluster" possono contenere centinaia o migliaia di galassie. I nostri scienziati stimano che ci siano circa 10 milioni di superclusters nell' Universo .



Ognuno di questi sei "angoli" possiede un numero diverso assegnato per la prima cifra dell'indirizzo del cancello. Non sono sicuro da dove vanga il numero extra per arrivare a sette. Immagino che ci sia qualcosa di interessante nel mezzo di ogni ottaedro e/o una stazione centrale che può essere installata nonostante l'apparente mancanza di galassie.
E' anche possibile che un indirizzo di 11 possa portarvi automaticamente nel centro dell'ottaedro e da questo punto possiate avere accesso agli altri ottaedri. Questo potrebbe essere un aspetto pratico per come esseri molto avanzati possano attraversare vaste distanze nell' Universo.
Come potete vedere con la freccia dalla parola " Sole", ci accade di essere nel centro di due grandi cluster ottaedrici identificati da Einasto et al. e Battaner e Florido, il cosiddetto " Universo a cartone delle uova". I nostri scienziati hanno scoperto che questi clusters geometrici sono in quella che sembra una super-galassia gigante, come ho discusso nei libri di Convergence, gratuti sul mio sito (ndt. )
Nessun fisico convenzionale ha spiegato perchè questa geometria venga osservata in quel punto o perchè i supercluster galattici si formano cosi precisamente lungo i bordi di queste forme. La risposta, chiaramente, è perchè queste geometria si formano naturalmente in fluidi vibranti. L'intero universo è costruito in una energia simile ad un fluido non situata nelle nostre "tre dimensioni".
Farsi strada attraverso i punti di trasferimento
La prima cifra del nostro cancello è 7, in quanto siamo nella settima area all'esterno di questa bolla supermassiccia legata nella rete dagli Antichi. La forma icosaedrica e le sue coordinate, può non essere usata finchè non scivoli in regioni più piccole.
Seguendo l'indirizzo dai tre singoli numeri ai set di doppie cifre, passate in aree sempre più piccole. Ad un certo punto e non sono stato informato precisamente dove, ora vi trovate interamente nella galassia Via Lattea. Fornirò alcuni numeri ipotetici e inaccurati solo per illustrare il punto.
Diciamo che l'indirizzo di tre cifre del vostro pianeta sia 505. (E' difficile che il numero finale di tre cifre superi 700 o 750 al massimo, dato che gli Antichi hanno tenuto un set di numeri dispari verso la fine e riciclano numeri di pianeti quando escono dalla terza densità).
Se foste nel 505, potreste chiamare il 501 e arrivare nel pianeta a quattro passi da voi nel tempo e nello spazio.
Diciamo che il vostro indirizzo di due cifre prima di 505 sia 22. Se avete chiamato il 23.155 dovreste raggiungere prima la stazione per il 22 e arrivare da qua all'area 23, prima di arrivare sul pianeta che corrispondeva al numero 155 nell'area vicina.
Questo viaggio dovrebbe farvi passare in una stazione di trasferimento, costruita dagli Antichi, in modo da attraversare da una delle regioni in doppia cifra all'altra. Più salite nella catena e maggiore è la distanza e più stazioni dovete passare. Se avete chiamato un indirizzo di sette set e il primo numero era qualcosa di diverso da 7, avrete un lungo viaggio davanti.
Se siete "cattivi in matematica" potreste scrivervi l'indirizzo dello stargate sulla mano in modo da non perdere la strada di casa.
Altri particolari interessanti
Questo sistema è stato ben dipinto nel finale del film CONTACT. Il film Stargate e la serie televisiva sfruttano anche questi gli indirizzi degli stargate in sette parti. Il film "2001" di Arthut C.Clarke contiene il monolite come altro simbolo del sistema di cancelli e la fine del film presenta una sequenza di viaggio psichedelico famosa.
Si attivano allarmi naturali che vi avviseranno se state cercando di arrivare in un pianeta o luogo che non supporta il vostro tipo di vita biologica, ma potete comunque arrivarci e morire se volete.
Daniel mi ha informato che il protocollo di indirizzo IP che usiamo per internet è stato in parte basato sugli studi interni dell'antica rete di cancelli. Chiaramente gli indirizzi IP hanno quattro set di massimo tre cifre, 192.128.0.1 viene spesso usato nella vostra rete locale in casa, ma quasi ogni indirizzo IP arriva ad un computer.
Lo stesso equivale per la rete di cancelli. Quasi ogni combinazione numerica che potete chiamare vi porterà da qualche parte, quindi dovete stare attenti.
Il viaggio per gli stargate antichi può essere pericoloso
Henry Deacon era a conoscenza di questo sistema, ma lo ha definito "antico" e molto pericoloso. Nessuno lo usa più da quando loro sono arrivati al punto del vero viaggio e della comunicazione interplanetaria. Vi sentite sparati nei wormholes che a volte è come andare nelle montagne russe e può portare ad esperienze allucinatorie vivide.
Se non siete propriamente addestrati potete avere sintomi di schizzofrenia dopo essere passati nel sistema di stargates. A confronto, il sistema "moderno" è così rapido e semplice da usare che non passa alcun tempo. Le porte si chiudono, poi si aprono e siete arrivati.
L'antica rete di stargates farà passare solo materiali organici e viventi. Le armi o simili non passeranno, così come materiali inorganici come il poliestere, materie elastiche e rayon. Non potete portare strumenti o cibi a parte la frutta, vegetali e simili. I sistemi moderni non hanno questi problemi. Gli Antichi hanno appositamente progettato la rete in quel modo per facilitare l'esplorazione pacifica e la comunicazione interplanetaria.
I nostri insiders sulla Terra temono quello che potrebbe passare dal cancello e Daniel ha detto di aver sentito negli anni '80 che il cancello venne chiuso nell'Antartico in modo che chiunque passasse venisse ghiacciato. Questo apparirebbe come un " messaggio di errore" dall'altra parte del cancello per qualsiasi viaggiatore.
Informazione reale rilasciata tramite fantascienza
Ogni pianeta ha ricevuto il suo cancello e il nostro sembra essere stato riscoperto in Egitto nel 1927. Molti punti specifici e corretti sono stati inseriti nel film Stargate e nelle serie TV in modo che se qualcuno avesse parlato, sarebbe stato attaccato e discreditato come "fan degli show tv".
Lo show ha anche mostrato verità dietro la finzione nell'episodio intitolato "Wormhole X-Treme", dove un "falso" show televisivo è stato creato in merito al "reale" team Stargate. Potete sentirli mentre danno pezzettini di verità e si divertono mentre ci fanno capire che loro la conoscono.
Nel programma c'è anche molto materiale fantasioso e impreciso, mentre ogni tanto fornisce vera informazione. In particolare le prime due stagioni contengono molte rivelazioni. I Goa'Uld sono gli Annunaki, benchè in Stargate abbiano la nostra stessa altezza, cosa errata. Gli Asgard in Stargate SG-1 sono conosciuti come gli Aesir e hanno un cancello con indirizzo 001, il mondo inabitato originale nel nostro settore locale.
(La A e la E in Aesir sono unite nei documenti che li descrivono e fisiologicamente sembrano come i "Grigi". Diversi tipi di popolazioni umane hanno questa sembianza e non significa che siano negativi).
Apparentemente il loro pianeta è un asteroide che orbita una pulsar e questa unica e inusuale configurazione ha permesso alla vita di persistere in esso per un periodo, ecco perchè sono stati in giro per il tempo maggiore relativamente alle conoscenze di Daniel e del suo team. Comunque facilmente sono solo di quarta e quinta densità.
Gli Antichi hanno inseminato linguaggi sui pianeti lungo la rete come il Latino, con l'aiuto dei loro assistenti di 5D/4D come gli Aesir. Questo facilita la comunicazione tra pianeti vicini, i loro linguaggi condivideranno spesso radici comuni.

http://lanuovaeradellaterra.blogspot.com/2009/12/david-wilcock-disclosure-un-annuncio.html
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Gio 03 Dic 2009, 01:38

OTTIMI TOPIC,I TUOI,COMPLIMENTI,E,GRAZIE DEL TUO INTERVENTO,APPARTE QUESTO....CONTINUA COSI.

PS.TI HO MANDTO PER EMAIL LE IP CHE DEVI CONTROLLARE VEDI ORA DI SISTEMARLI COME SI DEVE,ALMENO FINO A QUANDO THE CROW NON TORNA....

@JERICHO2012
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Gio 03 Dic 2009, 01:00

CAPITOLO QUINTO(CONTINUO):

Come abbiamo detto nel precedente volume,



E’ molto probabile che la forte luce che egli ha visto intorno a sé non sarebbe stata visibile da terra; essa era una conseguenza visiva del suo stesso corpo in movimento in un’area più energetica. Per un osservatore esterno non ci sarebbe stato nessun cambiamento, dal momento che il suo corpo si muove all’interno di un’area di energia vibrazionale superiore che è al di fuori del tempo e dello spazio osservato da terra. Se egli non fosse tornato, il suo aeroplano sarebbe semplicemente scomparso dalla vista, e se fosse tornato allora per un osservatore esterno sarebbe stato come se nulla fosse successo; si sarebbe visto solo il suo aereo nella sua ininterrotta continuità.



5.7 - LA GRIGLIA DI BECKER-HAGENS E NUOVE SCOPERTE DI “GRANDI CERCHI”



Un modello ancora più completo della griglia terrestre è stata elaborata dai dr. William Becker e Bethe Hagens, conosciuta come griglia di Beker-Hagens. Abbiamo riportato questa informazione in entrambi nostri precedenti volumi. Questa griglia è stata prodotta prendendo due icosaedri e ruotandone uno leggermente fuori fase rispetto all’altro, un concetto introdotto da Buckminster Fuller nella sua opera magna, Synergetic Geometry (Geometria Sinergica). Da questo processo, che riguarda tutti i Solidi Platonici, si forma un poliedro a 120 lati. La prossima immagine mostra la struttura base di questo modello della Griglia, benché ogni triangolo possegga anche molte sotto-linee al suo interno. Continuiamo con un altro estratto dal nostro volume precedente, che ci aiuta a comprendere quello che stiamo osservando:



Da questo disegno di griglia, possiamo vedere che la struttura attuale di continenti, catene insulari, rilievi montuosi, creste oceaniche e molto altro seguono tutte questo schema. Studiando lentamente e cautamente questa mappa, come abbiamo documentato in The Shift of Ages, possiamo vedere come sembri che la Terra stessa sia un palloncino flessibile che è circondato da questa griglia. Se la griglia è simile a un gruppo di fili, e i fili stanno esercitando forze sul palloncino, allora possiamo vedere come essi stanno spingendo le masse di terraferma nella loro conformazione attuale.





Figura 5.7 – La Griglia di Becker-Hagens, ispirata dal lavoro di Chris Bird



Studiando attentamente la mappa, viene facile capire come i continenti siano spinti e tirati dalla Griglia. Abbiamo diligentemente parlato di tutti i punti più importanti in entrambi i nostri precedenti volumi. Solo per fare qualche esempio, si noti come il Sud America sia circondato perfettamente da linee, e come il fondo di quel continente sia spinto a destra dal nodo 58, mentre il nodo 49 lo spinge sulla sua costa orientale vicino a Rio de Janeiro in Brasile. Si noti anche come l’Australia sia perfettamente stirata tra i nodi 43 e 45, con il vertice nord del continente che forma una baia pressoché circolare intorno al nodo 27, includendo anche la massa di terra più piccola della Nuova Guinea direttamente sopra di essa.



Al fine di rendere più visibili certe formazioni, nella prossima figura abbiamo alterato digitalmente la mappa in modo che si possa vedere principalmente l’area dell’Oceano Pacifico. Se ripensiamo ai modelli di Solidi Platonici in un fluido vibrante del dr. Jenny, ricordiamo che si possono vedere le curve delle spirali tra i vari nodi, che formano un leggero contrasto rispetto alla rettitudine delle linee delle geometrie stesse. Se questo modello eterico fosse effettivamente corretto ci aspetteremmo di osservare sulla Terra formazioni simili. Attraverso lo studio delle catene insulari e dei rilievi montuosi, possiamo effettivamente vedere strutture circolari su larga scala proprio come quelle che circondavano le formazioni negli esperimenti del dr. Jenny.





Figura 5.8 - Le scoperte dei Grandi Cerchi di Wilcock nell’aree dell’Asia e del Pacifico della Griglia Terrestre

Per gli inesperti, quando guardiamo alla mappa del pianeta che mostra i rilievi montuosi scopriamo che quasi l’intero confine occidentale dell’Asia è delimitato da gruppi montuosi leggermente curvati che non hanno un singolo nome. Nella mappa abbiamo disegnato grezzamente questi rilievi montuosi con una serie di linee a ricciolo all’estrema sinistra del cerchio più grande. La posizione di questa mega-catena corrisponde con estrema precisione a un ellisse che può essere disegnata tra i nodi 12, 4 e 5, passando per il Pakistan e l’Afghanistan, il confine occidentale della Cina, il confine tra Russia e Mongolia e poi il confine tra Russia e il nord-est della Cina, continuando fino alla linea costiera oceanica. Anche il mare allungato in Russia proprio a destra del nodo 4 (vedi figura precedente) è allineato in modo praticamente perfetto con questa ellisse. Ora possiamo combinare questo dato con altre formazioni su scala minore, come la catena insulare di Taiwan, Filippine, Nuova Guinea e Isole Salomone, per mostrare che ci sono effettivamente strutture circolari giganti di energia per completare le sottili linee della griglia geometrica.

Notevolmente, entrambi questi “Grandi Cerchi” toccano ordinatamente e simmetricamente molti nodi sulla griglia terrestre, ed entrambi i cerchi si allineano perfettamente con Russia e Alaska nel loro confine nord. Anche altre formazioni possono essere osservate su questa mappa, come la catena di isole formate dalla punta inferiore della penisola di Myanmar (Burma), Tailandia e Malesia, e in modo più specifico la prima catena insulare dell’Indonesia. La catena di isole forma un semicerchio praticamente perfetto proprio sulla sinistra del cerchio più piccolo che abbiamo disegnato in questa mappa. E’ anche altrettanto interessante notare che il cerchio più piccolo su questa mappa sembra molto simile allo stadio finale della mitosi cellulare, con i nodi 14 e 16 che formano il nucleo cellulare e la linea verticale tra di essi che rappresenta i cromosomi che si dividono.

Nella prossima figura, mostriamo una struttura energetica che è incentrata nel nodo numero 4 in Siberia, dove molte anomalie magnetiche sono state registrate e analizzate dal dr. Aleksey Dmitriev et. al. Se prendiamo questo punto come centro, allora osserviamo una spirale in espansione che appare in formazione da esso. La spirale ha tre bracci principali, formati dai Monti Urali in Russia, visti sulla sinistra del cerchio esterno, le montagne Himalayane che attraversano Pakistan, Kashmir, India, Nepal, Buthan e Tibet, (che abbiamo mostrato solo con una linea molto sottile per enfatizzare la loro formazione ricurva a spirale) e l’arcipelago Giapponese. Una volta che si vede questa struttura spirale ripiegata verso l’interno in un atlante mondiale, guardando ai rilievi montuosi attuali, non si potrà non rivederla ancora. Questo illustra chiaramente le tracce residue degli stadi di espansione geometrica della Terra all’opera. Inoltre, lo stile di questa proiezione su mappa distorce la vera forma della linea costiera della Russia superiore, e così in realtà questo cerchio è molto più direttamente allineato con la forma e la posizione della costa di quanto si possa vedere qui:



Figura 5.9 – La formazione a vortice spirale di Wilcock che incorpora i Monti Urali, l’ Himalaya e il Giappone

5.8 - SOMMARIO

Quindi, con le informazioni che abbiamo fatto emergere in questo capitolo, abbiamo ora stabilito una chiara connessione tra il comportamento energetico che è stato osservato a livello quantico con quello a livello planetario. Proprio come le “esplicite forze multi-corpo angolo-dipendenti” devono essere invocate per spiegare la formazione di microcluster, simili forze geometriche devono essere chiaramente all’opera nelle formazioni di plasma osservate a Hessdalen, Norvegia, ed effettivamente sulla Terra stessa che ha un cuore di plasma energeticamente strutturato e una complessità geometrica della posizione dei continenti in evoluzione quando si espande nella sua dimensione fisica. Ora abbiamo anche una nuova visuale della formazione dei terremoti che spiega perché vediamo formazioni di plasma nei periodi di intensa attività sismica, e che concorda anche con la nuova concezione che il centro della Terra è composto di plasma luminoso. Le anomale sparizioni di navi e velivoli ai punti nodali della nostra Griglia Globale puntano in modo evidente sulla validità di un modello che include densità eteriche multiple, dove la materia può essere spostata da una densità ad un’altra se la pressione delle onde di torsione a livello molecolare cresce abbastanza da superare a livello vibrazionale la velocità della luce.

Da ora, il nostro prossimo passo è quello di espandere ancora di più questo modello “olografico”, dimostrando che questi stessi principi energetici sono all’opera attraverso l’intero Universo, a ogni livello di grandezza, con semplici ma precisi principi armonici che definiscono le loro relazioni l’uno con l’altro. Questo stabilirà un modello veramente unificato come non è stato mai osservato prima in nessun moderno lavoro scientifico, ma che molto probabilmente è un ritorno alle antiche comprensioni del Cosmo Divino. I due capitoli seguenti formano il cuore del modello che si presenta in questo libro, e poggerà su tutte le precedenti conoscenze che abbiamo presentato in questo libro fino ad ora.



RIFERIMENTI



1. Berlitz, Charles. The Bermuda Triangle. (1974) Avon Books, New York, NY. ISBN: 0-380-00465-8 [See also http://www.bermudatriangle.org]

2. Braden, Gregg. Awakening to Zero Point. [Videotape Presentation] 1996. URL: http://www.greggbraden.com

3. Corliss, W.R. (comp) (1982) Lightning, Auroras, Nocturnal Lights and Related Luminous Phenomena. A cagalog of Geophysical Anomalies. [and] (1991) Inner Earth: A Search for Anomalies. Glen Arm, MD, Sourcebook Project.

4. Dmitriev, Aleskey. Planetophysical State of the Earth and Life. URL: http://www.tmgnow.com/repository/global/planetophysical.html

5. Dziewonski, A.M., Woodhouse, J.H. (1987) Global Images of the Earth’s Interior. Science 236:37-48.

6. Howe, Linda M. Scientists Say Mysterious Lights in Hessdalen, Norway are Thermal Plasmas. (2001) November, 2001. [Technical references in this article to Dr. Massimo Teodorani and Prof. Erling Strand’s research.] URL: http://www.earthfiles.com/earth301.htm

7. Maxlow, James. Expanding Earth Theory. URL: http://www.tmgnow.com/repository/global/expanding_earth.html

8. Pasichnyk, Richard. The Vital Vastness – Volume One: Our Living Earth. Writer’s Showcase / Iuniverse.com, 2002. ISBN: 0-595-21078-3; URL: http://www.livingcosmos.com

9. Persinger, M.A., Lafreniere, G.F. (1977) Space-Time Transients and Unusual Events. Chicago, Nelson Hall.

10. Wilcock, David. Convergence III – Extraterrestrial Physics. 2001. URL: http://ascension2000.com/ConvergenceIII
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Gio 03 Dic 2009, 00:59

Capitolo Cinque

FORME DI ENERGIA GEOMETRICA SU AMPIA SCALA

di David Wilcock



Abbiamo ora visto l’esistenza di forze a livello quantico che producono strutture geometriche, e che permettono a gruppi di atomi di unirsi insieme in interi più grandi dove la loro identità individuale non è più percepibile. Grazie alle scoperte di Rod Johnson e altri, per spiegare l’esistenza di queste forze ora disponiamo di un modello quantico unificato che ingloba tutti quegli argomenti apparentemente scollegati di cui allo stato attuale si conosce l’esistenza nella teoria dei quanti, come il significato della costante di Plank. In questo capitolo il nostro obiettivo sarà di dimostrare che in un modello eterico veramente Unificato, queste formazioni energetiche continueranno ad esibire la stessa struttura e la stesso comportamento a tutti i livelli di grandezza. Inizieremo la nostra esposizione guardando alla ricerca del dr. Massimo Teodorani e associati sul ricorrente fenomeno delle formazioni di “Plasma Termico” a Hessdalen, in Norvegia. Ci muoveremo poi a rivedere le informazioni riguardo la griglia geometrica di energia di onde di torsione della Terra, argomento del quale abbiamo in gran parte parlato nel capitolo 11 del nostro precedente libro.



5.1 - FORMAZIONI DI PLASMA SULLA TERRA



Il 17 Novembre 2001, la ricercatrice e stimata speaker radiofonica Linda Moulton Howe ha pubblicato un articolo in esclusiva sulle ricerca del dr. Massimo Teodorani e associati riguardante le formazioni anomale di plasma che sono state osservate nella valle di Hessdalen, in Norvegia. La Howe scrisse che nel corso dell’ultima decade, molti testimoni oculari hanno osservato e riferito:



…luci pulsanti e tremolanti che cambiano forma. Un paio di volte negli anni ’90, gli ingegneri Norvegesi hanno investigato sulle luci. Ma la ricerca è diventata più seria lo scorso Agosto 2001 quando alcuni astrofisici italiani si sono uniti si sono uniti agli ingegneri norvegesi in uno studio congiunto con radar, fotografie, videocassette e spettroscopi. I risultati possono essere suddivisi in due categorie: il 95% sono plasma termici e il 5% sono oggetti solidi non identificati. I plasma emettono frequenze radio ad onda lunga e, stranamente, la loro temperatura non varia al variare di grandezza e luminosità.



La Howe, poi, va avanti a citare dal sommario della ricerca di Teodorani et al.:



La maggior parte del fenomeno luminoso è plasma termico;

I globi di luce non sono singoli oggetti ma sono costituiti di molti piccoli componenti che vibrano intorno ad un baricentro comune;

I globi di luce sono in grado di espellere globi di luce più piccoli;

I globi di luce cambiano forma in continuazione;

Il crescere di luminosità dei globi di luce è dovuto [solo] all’incremento dell’area radiante. Ma la causa, e il meccanismo fisico, per il quale viene emessa tale radiazione è tuttora sconosciuta.



Come possiamo vedere da questa lista, abbiamo una formazione che possiede certe caratteristiche in comune con i microcluster, cioè abbiamo una serie di “molti piccoli componenti” di campi energetici sferici (come gli atomi di un microcluster) che “stanno vibrando intorno ad un baricentro comune”. Secondo il dr. Erling Strand, queste formazioni plasmatiche possono rimanere visibili anche fino a due ore, cosa che li rende decisamente diversi dai fenomeni di breve durata delle palle luminose. Come il dr. Teodorani riporta,



…quando rielaboriamo i dati vediamo che molti piccoli globi di luce vibrano intorno ad un baricentro comune. Quindi si tratta di qualcosa come una forza centrale che espelle dei globi, oppure di mini-globi che girano intorno al corpo centrale. E’ piuttosto complicato.



La prossima citazione stabilisce un fatto non osservato nella ricerca di Dmitriev ed altri, sulle formazioni naturali di luce spontanea, ma che si accorda perfettamente con l’idea che queste formazioni di plasma possono comportarsi secondo gli stessi principi geometrici fondamentali dei microcluster, anche se ad un ordine di grande maggiore. In questo estratto abbrevieremo Teodorani con “MT:” e Linda Moulton Howe con “LMH:”, con grassetti aggiunti:



MT: E abbiamo anche osservato durante la fase di analisi che questi plasma sono in grado di assumere svariate forme. Talvolta anche geometriche.



LMH: Anche forme geometriche?



MT: Si. Talvolta anche geometriche. Non ne conosciamo ancora la ragione, ma abbiamo visto qualcosa che era simile ad un rettangolo. Essa ha immediatamente cambiato forma da un plasma amorfo in un rettangolo. E’ accaduto in modo transitorio e l’abbiamo visto ed è nel mio documento, EMBLA 2001: The Optical Mission. (La Missione Ottica)



LMH: Così stavate osservando qualcosa come una sfera di plasma e improvvisamente si è trasformata in un rettangolo?



MT: Esattamente. Inizialmente abbiamo pensato che fosse una sorta di effetto strumentale dovuto alla videocamera. Ma poi abbiamo comparato la foto di questo stesso fenomeno con il video, abbiamo visto che erano la stessa cosa, cioè un plasma, a dispetto di quella forma geometrica, poiché possiamo eseguire determinate analisi studiando la distribuzione della luce, ed anche eseguendo le spettroscopie. Vediamo che questo è un plasma. Quindi è strano: un fenomeno plasmatico che possiamo descrivere ma di cui ancora non possiamo dire quale sia la principale ragione che lo causa.



LMH: Ed è corretto dire che nessuno di voi o qualsiasi altro astrofisico ha mai documentato questo tipo di interazione e trasformazione plasmatica prima d’ora?



MT: No… So che alcuni astrofisici hanno osservato il fenomeno luminoso come globi di luce amorfi, è la prima volta che lo osserviamo quest’anno.



LMH: E perché avete concluso nei vostri documenti scientifici che questi sono plasma termici?



MT: Perché se eseguo una spettroscopia e inserisco lo spettro in una lunghezza d’onda di flusso, quello spettro assomiglia alla tipica curva di Max Planck, che è tipica di un cocktail di ioni ed elettroni. Questo parla molto chiaro. E possiamo anche misurare la temperatura e la temperatura in quel caso era poco più alta della temperatura del sole; 6.500 gradi Kelvin.



Nell’articolo on-line della Howe è riportata la fotografia di questa formazione, ed è visibile una chiara forma geometrica; ricordate che è stata ripresa sia su pellicola fotografica convenzionale sia su videotape. Nell’intervista da qui in avanti il dr. Teodorani ci racconta che questi plasma possono cambiare improvvisamente dimensione senza alcuna variazione nella loro temperatura rilevata, cosa che è certamente un’anomalia dal punto di vista della fisica convenzionale. Nel nostro modello, vediamo che come le dimensioni del plasma si riducono, l’energia mancante si posiziona in una densità di energia eterica più alta. E’ per questa ragione che la temperatura del plasma non varia; parte del plasma è semplicemente uscita dalla nostra densità eterica della materia. Tuttavia può essere ancora rilevata da alcuni strumenti come il radar, solamente non dai nostri organi sensoriali.



Inoltre, il prof. Erling Strand associato di Teodorani ha fotografato circa 34 tracce radio di fenomeni di plasma che si alternavano tra visibilità e invisibilità. Un radar avrebbe indicato posizione e velocità del plasma, ma l’occhio nudo non poteva rilevarne la presenza, e i passaggi tra visibilità e invisibilità erano pressoché istantanei. Questo cambio improvviso di visibilità aggiunge alla prova il fatto che l’energia del plasma si sposta ad una densità più alta di energia eterica quando diventa invisibile. Una prova preliminare indica che il plasma scende improvvisamente a 100° Kelvin o meno quando scompare, il tutto può accadere in meno di un secondo [6]. Tali cambi repentini di temperatura ovviamente non obbediscono alle regole della termodinamica convenzionale: il plasma “un minuto c’è e quello dopo non c’è più”.





Figura 5.1 – Una foto ingrandita di una formazione plasmatica rettangolare

dopo la trasformazione da una sfera, così come la corrispondente funzione 3-D a distribuzione di punti

che si usa per ottenere simultaneamente l’intensità del picco e la dimensione apparente, in pixels, del soggetto.

Data 18 Agosto 2001. Immagine elaborata da M. Teodorani.



Nella sua intervista al sig. Teodorani, Linda Moulton Howe aggiunge un ulteriore supporto alla connessione tra le sfere di plasma, l’invisibilità e le strutture geometriche, come riporta nella sua stessa esperienza in Inghilterra con una formazione di plasma che era visibile solo attraverso un apparecchio a infrarossi:

LMH: Ed è così evidente con almeno dodici anni di resoconti di testimoni oculari in Inghilterra, compresa la sottoscritta, nei quali attraverso un apparecchio ad infrarossi ho potuto osservare quello che sembrava un ovale di luce che cambiava in un quadrato di luce pulsante. L’ho visto insieme ad altre persone e lo potevamo vedere solo attraverso gli infrarossi; non si vedeva ad occhio nudo. (grassetto aggiunto)



Come riportato nel capitolo 11 del libro di Richard Pasichnyk, The Vital Vastness, Volume One (La vastità della Vita, Volume Uno), tali formazioni di plasma sono quasi sempre associate con alcune forme di attività geofisica amplificata. Uno dei più anomali singoli eventi di questo tipo è stato riportato il 30 Novembre 1930 a Tango, in Giappone, e abbiamo aggiunto una nota dopo la prima frase:

C’era un cielo chiaro senza nuvole quando è comparso uno strano arcobaleno, che ha catalizzato l’attenzione. [Nota: quest’arcobaleno pare fosse causato da una distorsione locale del campo di energia eterica in quell’area, per cui la luce visibile si rifrangeva in uno spettro]. Essendo fuori stagione e diverso da qualunque cosa vista prima, quel fatto unico si impresse bene nella memoria di molti. Quando la mattina è poi avanzata, con esso è arrivato anche il rombo e il tremore del suolo. Negli occhi di facce esterrefatte si potevano vedere i riflessi di luci lampeggianti, fiammate blu e ultimi bagliori simili all’aurora, che dipingevano i cieli. Laddove il suolo ha tremato di più, sono apparsi sconcertanti raggi brillanti, palle di fuoco, luci a forma di imbuto e colonne luminose mobili. Verso il Tempio Manpukuzi, si è vista una fila dritta di radiose masse rotonde che ruotavano con considerevole splendore. (grassetto aggiunto)

Tali eventi non sono così rari come molte persone possono credere; semplicemente non sono raccolti e riportati con lo stesso grado di presentazione imparziale che è tipica delle forme convenzionali dei dati scientifici. Sia Pasichnyk sia il dr .Aleskey Dmitriev citano studi che indicano incrementi significativi nel numero di segnalazioni di avvistamenti UFO durante periodi di intensa attività geofisica. Pasichnyk segnala un libro del 1977 di M.A. Persinger e G.F.Lefreneire che misero in un grafico una combinazione di terremoti e segnalazioni UFO su carte geografiche degli USA tra il 1820 e il 1971, e si nota che entrambi i fenomeni “coincidono piuttosto bene” nelle stesse aree e negli stessi periodi. [9]

Quindi, una prova chiara punta al fatto che questi plasma energetici sono emanati direttamente dal centro della Terra, come nel caso di un terremoto, e sono quindi composti dello stesso materiale di cui è composto il centro della Terra. Così, condividiamo l’affermazione di Pasichnyk che il centro della Terra è composto della stessa forma di plasma energetico che vediamo nel Sole: il che spiegherebbe perché le misurazioni di Teodorani e altri mostravano che il plasma aveva la stessa temperatura della superficie del Sole.

Nei prossimi due capitoli, presenteremo prova che i pianeti sono in realtà materia espulsa dal Sole, e quindi composti della stessa sostanza di base del Sole stesso. Infatti, in una cosmologia eterica unificata, tutta la materia si origina in forma di un plasma condensato di Bose-Einstein superconduttore con proprietà geometriche, come detto nel capitolo precedente, prima di raffreddarsi, separarsi e cristallizzarsi in atomi e molecole individuali.

5.2 - LA PROVA CHE IL CUORE DELLA TERRA E’ UN PLASMA LUMINOSO

Gran parte dell’argomento riguardo al centro della Terra plasmatico è stata presentato nel nostro volume precedente, ma per via della loro importanza ripetiamo ancora qui molti dei fatti salienti. La gran parte delle persone istruite sanno che l’area più calda della Terra è nel centro, e che gradualmente si raffredda attraverso gli strati successivi conosciuti come mantello fino ad arrivare infine all’area più fredda sull’esterno della sfera, che è la dura crosta o litosfera. E’ anche importante ricordare che la crosta esterna della Terra è così sottile, comparata al resto della massa terrestre, che se la Terra fosse ridotta alla grandezza di un bicchier d’acqua, la crosta sarebbe spessa e densa solamente come la tensione superficiale della cima del bicchiere stesso. Questo mostra quanto poca materia solida ci sia in realtà sulla Terra.

I geologi convenzionali credono che il centro della Terra sia composto di ferro e nickel. Nella prevalente teoria della “dinamo”, questo centro metallico ruota dentro la terra e girando crea il campo magnetico terrestre. Comprensibilmente, la ragione più forte per la popolarità di questa teoria è la credenza che ci sia bisogno di un pezzo di metallo come il ferro per costituire un campo magnetico. Tuttavia, numerosi ricercatori compresi Schappeller, Searl e Roschin & Godin hanno dimostrato in laboratorio che si può creare un campo magnetico nient’altro che come onda stazionaria di un energia plasmatica di etere luminoso.

Di fatto, tutte le nostre “prove” di ciò che giace nel centro della terra sono indirette, ricavate principalmente attraverso ricerche sugli impulsi sismici che si creano durante i terremoti. Come spiegato nel volume precedente, le onde che viaggiano da parte a parte, conosciute come onde S o onde trasverse, non possono passare attraverso il centro dalla Terra, e questo è quanto ci si aspetterebbe se il centro fosse solido. Pasichnyk fa notare che le onde S potrebbero non attraversare il centro della Terra anche nel caso che esso fosse composto di energia plasmatica compressa.

Tali modelli [basati sul] plasma normalmente verrebbero immediatamente repressi, poiché la scienza convenzionale pensa alla Terra come ad una massa inerte e respinge immediatamente l’idea di un centro plasmatico, perché una tale fonte di energia richiederebbe una continua immissione di energia. Tuttavia, una volta che comprendiamo che sia la gravità sia le onde di torsione sono forme di energia eterica che scorrono continuamente all’interno della Terra, ecco che troviamo una fonte di energia che può passare senza sforzo attraverso la materia fisica e rifornire la fonte di plasma nel centro della Terra. Una gran parte dell’attività energetica di queste onde di torsione avviene ai poli della Terra, allineati con il campo magnetico. Ricordiamo dal primo capitolo che Kozyrev ha scoperto che i maggiori effetti nel campo di torsione si verificano nei pressi del Polo Nord, e Pasichnyk ci ha anche portato molti altri tipi di prova. Per esempio,

Le onde del terremoto viaggiano più veloci lungo l’asse nord-sud dell’interno della terra di quanto non facciano sull’asse est-ovest.

Come detto nel precedente volume, altre osservazioni puntano al fatto che l’attività energetica proveniente dalle regioni polari, in realtà acceleri verso il centro della Terra:

1. Attività di aurora associata con magnetismo e attività solare. L’aurora boreale, o “Luci del Nord”, è una formazione di energia luminosa che si osserva solitamente sopra i poli. Quando l’attività del Sole aumenta, l’aurora diventa più brillante, e l’aurora varia anche in proporzione diretta al campo magnetico terrestre. Quest’aurora ci mostra lo scorrere dell’energia.

2. Aurore a forma di tende ai poli. Dagli studi sulle formazioni dell’aurora, sappiamo anche che sono stati osservati vortici di protoni ed elettroni energetici in formazione elicicoidale, come imbuti super-allungati, che scendevano secondo un moto spiraliforme dentro le regioni polari terrestri ad alti livelli di intensità.

3. Il centro della Terra è troppo caldo per il magnetismo metallico. I metalli non possono mantenere un campo magnetico oltre una certa temperatura cruciale, conosciuta come punto di Curie. Tuttavia, contrariamente ai modelli convenzionali, si è scoperto che le temperature all’interno della Terra crescono molto rapidamente mentre perforiamo verso il basso, e se proseguiamo idealmente il lento incremento estrapolandolo su un grafico, allora a soli 100km o 62 miglia, le temperature nel pianeta sarebbero troppo alte perché i metalli possano produrre un campo magnetico.

4. Anomalie di magnetismo e gravità durante l’eclisse. Durante un’eclisse i campi magnetici terrestri sono indeboliti e questo effetto è abbastanza significativo da mandare in confusione gli uccelli migratori. Durante un’eclisse anche il campo gravitazionale viene alterato, come osservato in vari studi sui pendoli. Entrambe queste osservazioni mostrano che la Terra è continuamente “influenzata” dalla radiazione del campo torsionale del Sole e dalle “particelle” energetiche che vi scorrono attraverso.

5. Inclinazione del campo magnetico della Terra. Se il centro della Terra fosse una dinamo metallica, allora ci aspetteremmo che il suo campo magnetico sia allineato col suo asse di rotazione. Tuttavia, dal momento che il campo magnetico è sfalsato di circa 11° dall’asse di rotazione, il modello della dinamo è inadeguato.

6. Cambi di lunghezza del giorno con attività solare. La lunghezza del giorno (LOD[1]) sulla Terra è la misura di quanto veloce ruoti la terra. Sono state stabilite chiare correlazioni per mostrare una connessione tra la LOD e il livello di attività solare. Ciò mostra una interazione energetica diretta tra il Sole e la Terra di cui il modello della dinamo non poteva tener conto.

7. Cambi nel magnetismo con attività solare. L’attività solare può anche variare la direzione e l’intensità dei campi magnetici terrestri. E’ altamente improbabile che una dinamo gigante dentro la Terra possa subire influenze da cambi tanto esterni.

8. Capovolgimento dei poli, spostamenti e scossoni. Il campo magnetico della Terra possiede una serie di movimenti che il modello della dinamo non può giustificare. Schemi circolari conosciuti come “Chandler’s Wobble” (“Dondolii di Chandler”) vengono continuamente tracciati ai poli, e il campo magnetico può sperimentare improvvisi scossoni e anche completi capovolgimenti dei poli. Una fonte di energia che fluisce liberamente nel centro della Terra, in conseguenza dei cambi del Sole, tiene conto di queste anomalie molto più facilmente rispetto all’idea che il centro della Terra sia un grosso pezzo di metallo solido.

9. Il ruolo della gravità come forza formativa. Nel nostro modello, la gravità è un movimento all’interno della Terra di energia eterica che vi crea materia ed energia in ogni momento. Una volta che andiamo in profondità oltre i 2700km o 1.678 miglia, c’è un grado di forza gravitazionale diretta in uscita dal centro maggiore di quella diretta verso il centro. Ciò mostra il ruolo [importante] della gravità nella formazione del centro della Terra, similmente all’effetto Biefield-Brown, che mostra che la nuvola elettronica negativa corre verso il nucleo positivo. Una volta che l’energia che scorre converge al centro della Terra, una parte di essa torna verso l’esterno, creando queste anomalie gravitazionali.

10. Vento plasmatico che emerge dalla Terra. La sonda spaziale Dynamic Explorer della NASA ha determinato che un vento plasmatico emana dai poli della Terra in aggiunta al vento che scorre dentro i poli. Questo dimostra la qualità dell’energia sia in entrata sia in uscita che avviene in queste aree, che sarà discussa più approfonditamente nei capitolo che seguono.


5.3 - IL MODELLO DEL TERREMOTO ETERICO DI WILCOCK

Basandoci su tutte queste prove, possiamo chiaramente vedere che esiste un rimarchevole parallelismo tra il modello eterico dell’atomo come toroide sferico e le formazioni di plasma di grandi dimensioni come il cuore della Terra. Come Pasichnyk e molti altri hanno documentato, incrementi dell’attività solare sono strettamente correlati con gli incrementi nel numero e nell’intensità dei terremoti sulla Terra. Quando avvengono questi terremoti, spesso si osservano anche formazioni anomale di plasma. Un ulteriore supporto a questo concetto si ha nel fenomeno dei “radar angels”, dove gli operatori radar rilevano frequentemente falsi segnali su aree della Terra geofisicamente attive. La maggior parte dei radar ora sono equipaggiati per schermare questi segnali, che pare siano causati da sfere di plasma in gran parte invisibili che vengono continuamente espulsi dalla Terra nelle regioni sismicamente attive.

E allora, cosa è esattamente un terremoto? Presentiamo quanto segue come una ragionevole supposizione, basata sulle prove presentate nel corso di tutto questo libro:

Si comincia con un’improvvisa ondata di attività energetica, come potrebbero essere i brillamenti solari o altre fonti di cui discuteremo più avanti.

Questa ondata incrementa improvvisamente il quantitativo di energia che scorre nel centro della Terra.

La quantità totale di plasma luminoso nel centro aumenta di conseguenza.

Tuttavia, dalla Terra non c’è una decrescita nella pressione per circondare e contenere il plasma, quindi l’energia extra non ha nessun posto dove andare eccetto l’essere compressa sotto una maggiore quantità di pressione.

Basandoci sulla semplice fisica eterica, se l’ondata di energia è sufficientemente alta, allora questo improvviso incremento di pressione spinge una parte del plasma a dislocarsi in una densità superiore di energia eterica.

Una volta che il plasma raggiunge una densità superiore, può passare agevolmente attraverso la materia fisica di densità inferiore, dando alla Terra quei connotati che noi ora conosciamo e misuriamo.

A questo punto, il plasma non viene più trattenuto nel centro della Terra dalle imponenti forze di pressione, ma è libero di evadere dal centro della Terra grazie alla forza centrifuga.

Ora, in questo stato di densità superiore, il plasma ribolle verso la superficie del pianeta, così come le bolle d’olio emergono verso la superficie dell’acqua.

Dal momento che la pressione scorre sempre dall’alto verso il basso, il plasma si muoverà naturalmente verso l’area di minor densità di energia eterica in prossimità della superficie terrestre.

Lo spazio “vuoto” è molto meno denso della materia solida, e quindi ha una minore densità di energia eterica.

Pertanto, una frattura della crosta terrestre, che è relativamente vuota, possiede una minor densità di energia eterica rispetto alla materia solida circostante.

Il plasma in movimento viene attratto naturalmente in tali fratture

Una volta che il plasma raggiunge questo spazio, la pressione si allevia, e una parte di essa torna a ridislocarsi al suo originale stato di plasma che aveva nel centro della Terra.

Comunque, dal momento che la temperatura è ora molto inferiore, parte del plasma si raffredda immediatamente.

Non appena il plasma improvvisamente si raffredda, cristallizza in nuova materia fisica.

Questa nuova materia si forma quasi subito lungo i bordi della frattura

Ricordate che quando l’acqua cristallizza in ghiaccio, si espande. Similmente, il volume del plasma cresce quando si raffredda (trasformazioni di stato) in materia fisica.

Quando si crea questa nuova materia può essere rilasciata una grande forza esplosiva, dal momento che spinge lateralmente le zolle che stanno intorno al sito della frattura.

Quando ciò avviene può verificarsi un terremoto se la quantità di materia è abbastanza grande da causare uno slittamento lungo la faglia.

In molti casi, parte del plasma rimane in uno stato di densità superiore, e continua a fuoriuscire attraverso la superficie terrestre.

Non appena questa energia attraversa l’atmosfera, può anche non ritornare ad uno stato di densità sufficientemente basso da essere visibile.

Se il plasma rimane ad una densità superiore si formano gli invisibili “radar angels”

Se il plasma torna alla sua densità originale, si possono rilevare le “formazioni di plasma”.

Se il plasma è in uno stato riverberante, o dondolante, può alternarsi tra visibilità e invisibilità, muovendosi su e giù fra due livelli di densità eterica adiacenti, come il prof. Erling Strand ha osservato e filmato in Norvegia.

Certamente, anche i modelli più convenzionali della formazione dei terremoti e la pressione dei movimenti della superficie devono essere tenuti in considerazione; questo è solo un fattore che può dare origine ai cambiamenti più improvvisi. Questo nuovo modello aiuta anche a spiegare il fenomeno dei “tubi di kimberlite”, menzionati sia dal dr. Dmitriev sia dal dr. V.L. Dyatlov. Questo fenomeno, in Russia, è considerato “il grande mistero della geologia moderna”, ed è stato osservato essenzialmente in Alaska. Dapprima i geologi rilevano un’improvvisa esplosione e un’ondata di calore vicino alla superficie terrestre. Se l’area dove è avvenuta l’esplosione è abbastanza vicina alla superficie, si può trivellare ed osservarla. [in alcuni casi, gli Eschimesi sono stati in grado di scavarsi a mano la via verso il sito]. Nel sito dell’esplosione si è scoperto un tubo vuoto allungato nella crosta. Ma cosa molto più sorprendente, e remunerativa, l’interno del tubo era completamente pieno di file di diamanti!

Normalmente si ritiene che i diamanti e altri cristalli simili necessitino di parecchie migliaia di anni per formarsi, invece in questi casi pare che si formino istantaneamente. Questo discorso assumerà più senso per noi nel Capitolo 10, quando studieremo il lavoro del dr. Krasnoholovetz e altri, i quali hanno scoperto che campi di torsione creano naturalmente maggiore durezza e cristallizzazione in ogni materia alla quale sono esposti. I metalli che vengono esposti ad apparecchi generatori di onde di torsione diventano significativamente più duri e più cristallizzati nella loro forma, e i campi di torsione possono anche creare formazioni di microcluster nell’acqua e in altri composti. Dunque, una formazione di plasma contiene campi torsionali ad alta intensità, pronti a comprimersi in cristalli geometrici in un batter d’occhio.

Un lettore acuto dovrebbe comprendere che c’è un altro possibile effetto in questo modello dei terremoti. In tale modello, quando c’è un’improvvisa ondata di incremento energetico nella Terra, il plasma viene spinto ad una densità superiore e fugge dal centro della Terra. Questo in genere crea un terremoto, laddove si crea nuova materia. Tuttavia è anche possibile che se gli incrementi di energia avvengono più lentamente e regolarmente, allora l’intera dimensione del centro stesso potrebbe gradualmente espandersi senza dislocarsi in una densità superiore. Questo, in genere, incrementerebbe l’intera dimensione del pianeta stesso.

Ciò si accorda certamente con il modello quantico che abbiamo proposto nei capitoli precedenti, dal momento che abbiamo visto con i microcluster, i quasi-cristalli e i condensati di Bose-Einstein che gli atomi possono raggrupparsi in gruppi più grandi che formano una singola identità. La chiave di lettura qui è che quando a queste strutture viene aggiunta sufficiente energia essi continuano ad espandersi di grandezza.. I microcluster iniziano come atomi individuali che poi si “fondono” in formazioni cristalline più grandi. I quasi-cristalli possono essere cresciuti ad oltranza proprio come ogni altro cristallo, e ancora continuano a mantenere un’identità individuale. Anche un condensato di Bose-Einstein (superconduttore) può essere espanso in grandezza con l’aggiunta di nuova energia, tuttavia continua a comportarsi come se fosse un atomo unico. Nel nostro modello, tutte le strutture base a tutti gli ordini di grandezza nell’Universo si comportano in accordo a questi stessi principi energetici, e sono in grado di espandersi se vi viene immessa una più grande quantità di energia.

Quindi, la Terra dovrebbe essere capace di crescere continuamente in grandezza dal momento che il suo cuore viene continuamente rifornito di nuova energia eterica, proprio come avviene nella crescita di un organismo. Questa previsione si concretizza nella scienza della “Tettonica ad Espansione Globale”.

5.4 - TETTONICA AD ESPANSIONE GLOBALE

Christopher Otto Hilgendberg è stato il primo, nel 1933, a mostrare che se restringiamo la Terra al 55-60% della sua attuale dimensione, allora tutti i continenti si incastrano insieme a formare un puzzle, come mostrato in figura 5.2. Egli ha fatto la coraggiosa supposizione che ciò fosse causato dall’espansione della Terra; un tempo nel passato essa era veramente il 55-60% dell’attuale dimensione. L’articolo più rigoroso che abbiamo trovato sull’argomento è di James Maxlow [7], e sarà citato nel proseguio.

Questo nuovo modello certamente non è nei libri di testo delle scuole di oggi, ma sta lentamente guadagnando popolarità nel corso degli anni. Un Simposio sull’Espansione della Terra è stato tenuto a Sidney, in Australia nel 1981, e lo Smithsonian Institution ha ospitato un meeting nel 1989 dove sono stati discussi questi concetti ed altri relativi a modelli tettonici globali. Come scrive Maxlow,

Questi argomenti [nel meeting dello Smithsonian] hanno indicato che sembra esserci qualcosa di discutibile nella teoria della tettonica a placche per come è attualmente presentata (Kremp, 1992) e che i presenti concetti di tettonica a placche / deriva dei continenti / oscillazione dei poli, possano aver bisogno di essere rivalutati, rivisitati e respinti (Smiley, 1992).



Figura 5.2 – I modelli del “pianetino” di Hilgenberg sull’espansione della Terra. Il globo più piccolo è il 60% del raggio attuale (da Vogel, 1983)

Attualmente fra le autorità scientifiche è in voga il modello della “tettonica a placche” o “deriva dei continenti”. In questo modello la Terra ha mantenuto una dimensione costante durante tutto il corso della sua vita, e i continenti sono stati originati come un’unica massa gigante conosciuta come “Pangea”. Ad un dato momento, questo continente si è spezzato in molti pezzi, e le fratture erano siti di attività vulcanica. Siccome lungo queste creste vulcaniche veniva espulsa nuova lava che successivamente veniva raffreddata dagli oceani, i diversi pezzi del continente originale sono stati lentamente spinti via l’uno dall’altro fino alle loro posizioni attuali.

Tuttavia, affinché avvenga questa deriva su un Terra di dimensioni invariate, “ciò che sale deve anche scendere”. In termini più scientifici, se ci sono aree di “risalita orogenica” dove si forma continuamente nuova crosta, allora devono esserci anche delle “zone di subduzione” dove la crosta terrestre torna a riaffondare nel mantello e si fonde ancora in uno stato fuso. Come indica Maxlow, questo modello ha un grande, enorme difetto:

Non sono state mai trovate prove definitive di “zone di subduzione” sulla Terra.

Inoltre,

Le aree dov’anche possano esistere zone di subduzione sono molte meno di quante ne richiede il modello della Tettonica a Placche.

O per farla ancora più semplice,

Possiamo facilmente dimostrare l’espansione della Terra con dati oggettivi, ma non abbiano nessun interesse nel provare che stia contemporaneamente avvenendo la presunta subduzione.

Maxlow continua affermando che le conclusioni della “tettonica a placche” sono basate su un insieme di dati incompleti:

Nel presentare la Tettonica dell’Espansione Globale si deve comprendere che l’insieme delle informazioni globali, geologiche e geofisiche ha raggiunto solo ora [2001] lo stadio dove ogni ipotesi tettonica globale può essere confidentemente quantificata, testata e/o accantonata.

Ora, con in mano i nuovi dati, il modello della “tettonica a placche” può essere scartato. Comunque, secondo Maxlow e altre fonti, ci sono due ragioni principali per cui la scienza ufficiale e la comunità geologica non accetta la Teoria dell’Espansione della Terra:

1. Nella nostra attuale comprensione della fisica quantica non si pensa che la materia possa espandersi

2. La prova necessaria per creare un modello matematico che possa riprodurre accuratamente un processo di espansione ad oltranza della Terra , sembra non esistere.

Il primo punto viene efficacemente confutato dai modelli quantici di cui abbiamo discusso in questo libro, e Maxlow ha fornito la prova richiesta dal secondo punto. Man mano che vengono acquisite maggiori informazioni sulla geofisica della Terra, la Teoria dell’Espansione della Terra ne viene sempre più accresciuta nella sua credibilità. Nuove mappe degli schemi, velocità e direzioni dell’allargamento dei fondi marini mostrano che la Terra è “soggetta ad un’espansione esponenziale dall’era Arcaica ad oggi”, in accordo con Maxlow, e in questo documento si presentano mappe e immagini a supporto di queste conclusioni.

Basandoci sui modelli matematici di Maxlow la Terra si starebbe espandendo in grandezza alla velocità di approssimativamente 21 millimetri all’anno. E infatti



1. Carey nel 1986 ha usato un laser satellitare per misurazioni radiali per calcolare che il raggio della Terra si sta espandendo di 24 millimetri all’anno, [con una tolleranza] di più o meno 8 millimetri.

2. Robaudo e Harrison nel 1993 hanno usato misure geodetiche VLBI e SLR per concludere che la terra si sta espandendo di 18 millimetri all’anno.

La spiegazione convenzionale è che questa espansione osservata nella Terra è causata dal flusso continuo di polvere e meteoriti, ma combacia perfettamente anche con i calcoli di Maxlow basati su una schietta raccolta di dati dall’espansione dei fondali marini. Altri scienziati in Russia hanno concluso che la Terra fa improvvisi incrementi nella sua grandezza in certi periodi della nostra storia geologica, e questo potrebbe rendere conto del perché Robaudo e Harrison hanno osservato un’espansione di soli 18 millimetri annui anziché i 21 calcolati da Maxlow.
La successiva, e ovvia, domanda che questo modello solleva è questa: se tutti i continenti erano un tempo parte di una singola superficie esterna della Terra, allora dove li mettiamo gli oceani? Maxlow suggerisce che in quei primi tempi sulla superficie della Terra c’era meno acqua totale, e si sono formati “mari epi-continentali[2] poco profondi” tra le varie aree di quelli che ora sono i continenti. La crosta originale sulla Terra ha raggiunto un certo livello di spessore, (probabilmente il risultato del raffreddamento da uno stato fuso appena dopo essersi separata dal Sole) ma poi con la continua espansione della Terra, la nuova crosta che si andava formando era molto più sottile, e quindi più bassa. Non appena i continenti hanno iniziato a dividersi, questi mari epi-continentali si sono riversati nelle fratture più profonde, formando le versioni primordiali dei nostri oceani.

Questo solleva un’altra questione: “Da dove proviene tutta l’acqua dei nostri oceani se all’origine non c’era?” La Terra “cresce” di dimensione attraverso continui incrementi di energia eterica che riceve dal Sole e da altre fonti. Gli stessi processi energetici che incrementano la dimensione della Terra stanno anche creando continuamente nuove molecole come idrogeno e ossigeno nella nostra atmosfera, rendendola così più spessa in densità. L’idrogeno e l’ossigeno poi si legano insieme per formare ulteriori grandi quantità d’acqua, che piovono dal cielo negli oceani, mescolandosi con i sali della crosta terrestre. E’ molto interessante notare che, come abbiamo documentato nella pubblicazione precedente, è stato osservato che i pianeti gassosi possiedono tutti un centro roccioso delle dimensioni simili alla Terra, perciò sembra plausibile che la Terra possa diventare a sua volta un pianeta gassoso allorquando si allontanerà ulteriormente dal Sole. Nell’Ottavo Capitolo passeremo in rassegna la prova del Dr. Aleskey Dmitriev che dimostra che questa creazione di nuova atmosfera è un processo incessante, dal momento che si stanno scoprendo nuovi cambiamenti nelle atmosfere della Terra e di altri pianeti come Marte.

5.5 - ESPANSIONE GEOMETRICA RADIALE DEI CONTINENTI

Se l’attività della Terra condivide un legame comune con le attività a livello quantico, allora durante il processo di espansione ci dovremmo aspettare di vedere coinvolta la geometria dei Solidi Platonici, proprio come la vediamo nella formazione di un microcluster o di un quasi-cristallo. Abbiamo già visto come le osservazioni del dr. Teodorani sulle formazioni di plasma in Norvegia adottino configurazioni geometriche spontanee, e questo suggerisce che anche il plasma nel centro della Terra debba possedere le stesse proprietà. Inoltre, grazie al lavoro investigativo del dr. Pasichnyk, sappiamo che W.R. Corliss, A.M. Dziewonski e J.H. Woodhouse hanno confermato che il centro della Terra mostra una “simmetria esagonale”, cioè che è nella forma di un solido geometrico tridimensionale che, se osservato da determinate angolazioni, ha sei lati. Nel video della sua conferenza del 1996, Gregg Braden indica che questo dato simmetrico suggerisce che il centro della Terra è a forma di dodecaedro perfetto, uno dei cinque principali solidi Platonici, con 12 facce pentagonali. Sicché, il fenomeno geometrico dei “microcluster” si conferma valido anche a scale di grandezza molto più grandi di quelle del regno dei quanti. (Anche l’icosaedro possiede una simmetria esagonale molto ripetitiva).

Non dimentichiamo che la geometria è il semplice sottoprodotto della vibrazione/pulsazione in un materiale fluido; gli studi del dr. Hans Jenny hanno rivelato che quando il livello di vibrazione/pulsazione viene incrementato, le forme geometriche che si osservano all’interno del fluido diventano più complesse. Così, se la velocità della vibrazione/pulsazione nel centro luminoso della Terra sta continuamente incrementando, allora ci si dovrebbe aspettare di vedere all’opera forme geometriche sempre più complesse.

Tenendo questo a mente, nel 1993, Vogel e altri esordirono con le seguenti conclusioni riguardanti le Ipotesi di Espansione Terrestre, basate sulla loro vasta esperienza nel fare modelli della superficie terrestre. Se si riduce il raggio della Terra al 55/60% della sua attuale dimensione, allora:

1. I confini esterni dei continenti possono essere composti insieme per formare un’unica crosta chiusa;

2. La posizione dei vari continenti rimangono generalmente costanti rispettivamente l’uno all’altro, e la loro separazione è causata da una “espansione radiale della Terra” e;

3. La causa dei movimenti dei continenti deriva da un sempre più veloce incremento di raggio nel tempo, in accordo con l’espansione dei fondali marini…
La concordanza di questi tre fenomeni non può essere casuale, [ma è dovuta a] processi operanti dall’interno della Terra, e il risultato è l’espansione del pianeta.

La chiave di lettura di quanto abbiamo bisogno di vedere qui sta nel punto 2, dove Vogel stabilisce che la separazione dei continenti avviene secondo un movimento “radiale” o a spirale. Si può osservare parte di questo modello nella figura 5.3, basata sulla ricostruzione al computer di Perry della espansione radiale della Terra. Quando studiamo la struttura gerarchica dei Solidi Platonici singolarmente “annidati” l’uno all’interno dell’altro, osserviamo che c’è sempre un movimento a spirale quando una forma meno complessa si espande in una di complessità superiore. Questo argomento è stato già ben trattato nei nostri precedenti volumi.



Figura 5.3 - Ricostruzione al computer della espansione radiale della Terra di Perry (da Carey, 1986)



Il dr. Athelstan Spilhaus, affermato scienziato che lavora per la National Oceanic and Atmospheric Association (NOAA), ci ha fornito la prova che la Terra si sta davvero espandendo in forme di armonia geometrica sempre più grandi. Secondo le informazioni forniteci dal dr. Bethe Hagens, le scoperte del dr. Spilhaus in questo campo sono state pubblicate sulla rivista Scientific American negli anni ’80, e ci auguriamo di ottenere una copia delle altre immagini di quell’edizione. Nel modello di Spilhaus, la Terra non si sta espandendo in grandezza, ma le sottostanti forme geometriche che lui ha scoperto possono ancora essere direttamente applicate a un modello di espansione della Terra, dal momento che tutti i suoi dati si basano su linee rette con relazioni angolari significative. In maniera molto simile a un microcluster in espansione, la gerarchia delle forme che la terra ha sperimentato risulta come segue:



1. Tetraedro: Quando il “continente” Pangea si è rotto la prima volta, ogni frattura principale era esattamente della stessa lunghezza o equidistante da ogni altra frattura. Queste linee equidistanti formano le linee esterne di un tetraedro allorquando i continenti si allontanano dal loro centro originale. Come abbiamo detto in entrambi i nostri precedenti volumi, questa forma continua a lasciare una firma energetica sulla Terra, e il lavoro di Richard Hoagland con The Enterprise Mission ha chiaramente dimostrato formazioni di energia tetraedriche su altri pianeti.

2. Cub-ottaedro: Mentre i continenti continuano a separarsi, la loro geometria si espande a una maggiore complessità di linee equidistanti, componendo la forma combinata di un cubo con un ottaedro. Come abbiamo scritto in The Shift of Ages, Bruce Cathie ha dimostrato chiaramente che questa griglia è tuttora all’opera sulla Terra. Con queste precise misure della griglia, Cathie ha prodotto molte svolte decisive in questo nuovo campo della “fisica armonica dell’etere” che sono molto utili, alcune delle quali sono state riportate in The Shift of Ages.

3. Icosa-dodecaedro: I continenti della Terra si sono ora espansi in una forma combinata di icosaedro e dodecaedro di linee equidistanti. Ancora una volta, il processo di espansione a questo stadio avviene lungo schemi spirali radiali
.



Nella figura 5.4, cortesemente concessa dalla pubblicazione originale della NOAA, possiamo vedere lo stadio finale della espansione geometrica della Terra di Spilhaus per come si presenta oggi. La principale faccia pentagonale che vediamo proverrebbe dal dodecaedro, e le facce triangolari proverrebbero dall’icosaedro. Ovviamente le linee puntinate rappresentano le creste sottomarine e/o i rilievi montuosi. Non sorprende vedere questa conformazione, considerando che il centro della Terra appare ora in forma di un dodecaedro:



Figura 5.4 – Espansione geometrica finale dei continenti secondo Spilhaus, per gentile concessione del suo giornale NOAA



Sebbene i dati di Spilhaus siano piuttosto soddisfacenti, c’è una gran mole di informazioni addizionali a supporto dell’idea che tali forme geometriche circondano attualmente la Terra. Il team russo di Goncharov, Morozov e Makarov ha determinato in modo indipendente che la Terra ha la forma di una griglia icosa-dodecaedrica, [fig. 5.5] basata sulle posizioni dei continenti e delle creste vulcaniche sottomarine. La cresta medio-atlantica corre precisamente lungo la verticale zig-zagante nell’Atlantico, come si vede nel diagramma. In questa immagine si possono vedere sia i pentagoni dei dodecaedri sia i triangoli dell’icosaedro:





Figura 5.5 – Griglia icosa-dodecaedrica di Goncharov, Morozov e Makarov



Sorprendentemente, Goncharov ha passato in rassegna la collocazione di oltre 4000 antichi siti sacri differenti sulla Terra, come pietre verticali, piramidi, monoliti, menhir, obelischi, templi, pagode, sotterranei di pietra, cerchi di pietre, ziggurat, sollevamenti di terra, e simili, e ogni singolo sito antico che hanno catalogato è situato, senza eccezioni, da qualche parte su questa griglia icosa-dodecaedrica. Scopriremo nel Capitolo 9 il perché gli antichi abbiano usato tale tecnologia; riguarda l’abilità che ha una formazione come la piramide di imbrigliare le onde di torsione da utilizzare per bilanciare il pianeta. Vedremo ricerche russe e ucraine di fonti esimie che hanno provato che le piramidi possono smorzare la potenza dei terremoti, le emissioni meteorologiche e radioattive, mentre aumentano la purezza di acqua, petrolio e minerali sotterranei. Le piramidi possono anche essere usate per curare, stimolare la crescita e l’espansione della coscienza in relazione ad una elevazione spirituale.

Tutti i sopracitati effetti sulla materia fisica sono creati dall’azione delle onde di torsione, la cui delicata pressione, se in forma sufficientemente concentrata, può creare effetti significativi sulla materia, ed è importante ricordare che le “linee di questa griglia” sono essenzialmente formazioni di onde di torsione. I rivelatori di campi torsionali percepiscono, lungo queste linee, una quantità di radiazione torsionale molto più alta rispetto ad ogni altra zona, e i punti nodali dove le linee si incrociano sono particolarmente attive. Perciò, dovremmo essere molto ben stimolati a ricostruire una volta ancora un simile sistema di piramidi attraverso tutta la Terra al fine di compensare gli attuali danni che la civilizzazione sta a tutt’oggi producendo. In caso di un limitato scambio nucleare e/o ulteriori distruzioni ambientali, un simile progetto diventerà estremamente necessario, così come lo è stato dopo la caduta delle antiche civiltà di Atlantide e Rama.

5.6 - CAMPI DI ENERGIA CONTRO-ROTAZIONALE E DINAMICHE DI GRIGLIA

Ricordiamo che nel modello quantico di Johnson, l’atomo è in realtà composto di campi di energia contro-rotazionale. Affinché un atomo o una molecola diventi stabile, la geometria deve mescolarsi in una formazione bilanciata. Similmente, possiamo osservare nei due ultimi stadi del modello del dr. Spilhaus sulla espansione terrestre che ci sono sempre due geometrie coinvolte; abbiamo la combinazione di cubo con ottaedro e la combinazione di icosaedro con dodecaedro. Anche il primo stadio dell’espansione terrestre, che ha visto coinvolto il tetraedro, può in realtà aver visto incorporato anche l’ottaedro, dal momento che l’ottaedro è in relazione diretta con il tetraedro, come abbiamo visto nel capitolo precedente.

Basandosi sul modello di Johnson, appare che l’icosaedro e il dodecaedro visti nella Griglia siano di fatto campi energetici opposti che hanno raggiunto uno stato di armonia obbligata, nella stessa esatta maniera in cui, nel regno quantico, si crea un composto molecolare. Crediamo che lo stress creato da queste forze di contro-rotazione sia la vera causa della rotazione anti-oraria della Terra intorno al proprio asse. In tal caso, mentre le due forme geometriche sono obbligate insieme, la geometria che ruota in senso anti-orario ha una forza di rotazione leggermente più forte della geometria che ruota in senso orario, e questo fa sì che la Terra ruoti in direzione anti-oraria.

Così, le prove disponibili suggeriscono che la Terra abbia effettivamente una griglia energetica globale che è stata ben compresa e utilizzata dalle civiltà antiche. Il fatto chiave che analizzeremo nel resto di questa sezione include i fenomeni che avvengono lungo le linee e i nodi di questa griglia. Sebbene questa informazione non sia pubblicamente riconosciuta, nondimeno essa è assai reale ed abbondantemente documentata nei nostri volumi precedenti e in molte altre fonti. Per i non addetti, ci concentreremo sui dodici punti equidistanti (vertici) dell’icosaedro attualmente visibile sulla superficie terrestre, introdurremo una lista di proprietà anomale estratte dal lavoro di Richard Pasichnyk. Anche questo materiale è inserito nel volume precedente, ma a questo punto è utile una ripetizione. Ricordiamo che Pasichnyk si riferisce a queste dodici aree come “i Campi”:

1. In ognuna [area] si verificano spirali di elettricità terrestre, suoni strani, e anomalie magnetiche e gravitazionali

2. Le zone più profonde degli oceani [si trovano in queste aree]

3. Schemi delle correnti oceaniche [scorrono intorno a questi punti]. [Nota: I dati di Ivan P. Sanderson rivelano che gli schemi di queste correnti mostrano un movimento contro-rotazionale]

4. [In queste aree si sono osservati] forti tempeste nel fondale oceanico profondo

5. [In queste aree si sono osservati] alcuni dei valori più alti di salinità superficiale degli oceani

6. [In queste aree si sono osservate] le località più abbondanti di bolle che scoppiano, producendo cariche atmosferiche più forti e altre associazioni

7. Queste stesse aree sono sistemi di alta e bassa pressione nel meteo e nei centri delle tempeste.

8. sono state osservate dallo spazio nubi gassose spiraliformi con centro in ogni Campo

9. Lo strato superficiale della terra (litosfera) e gli aspetti fisici della tettonica a placche (zone di subduzione, confini delle placche, alture, spaccature, schemi di stress, anomalie delle onde dei terremoti, ecc.) sono in relazione con le località dei campi (un’ulteriore analisi è nella sezione 3.4)

10. [In queste aree] si sono osservati ripetutamente fenomeni luminosi (particelle ionizzate) e masse oscure (neutroni)

11. Gli schemi e le trasformazioni nell’atmosfera superiore, le cinture di radiazione, e la magnetosfera mostrano relazioni con i Campi

12. Anguille, batteri a precipitazione ferrosa, e pesci elettrici sono geograficamente collocati in queste aree

13. Più del 70% di tutta la vita sulla Terra è insediata in relazione ai Campi (tra le latitudini di 40°) il che è ideale per la generazione di energia elettrica per la vita.


Effettivamente una gran parte della trilogia Vital Vastness di Pasichnyk è incentrata sugli studi di come questi “Campi” si verificano sulla Terra e su altri pianeti. Nel capitolo 12 del nostro precedente volume abbiamo riassunto da Pasichnyk una gran quantità di informazioni convincenti che mostrano che questi Campi sono all’opera su ogni pianeta di tutto il nostro sistema solare. Come possiamo vedere, tutti questi effetti possono essere causati dal potere che forti campi torsionali possono esercitare sulla materia fisica, dal momento che i campi torsionali creano una pressione tangibile. Questa è la pressione che appare come la responsabile della formazione delle correnti che osserviamo negli oceani e nell’atmosfera, che la ricerca di Pasichnyk mostra associate alla Griglia Terrestre.

Come abbiamo già mostrato, le aree di campi torsionali di intensità superiore sono anche le aree dove la materia è capace di spostarsi ad un livello più alto di densità eterica. La chiave qui è comprendere che in questi dodici nodi della Griglia Globale la materia e l’energia possono effettivamente essere dislocate in un livello di densità eterica superiore, a causa dell’alto grado di radiazione torsionale di queste aree, e questo è stato già documentato e osservato nel 20° secolo con il lavoro, tra gli altri, di Ivan P. Sanderson.

Nel 1972, Ivan Sanderson ha pubblicato un articolo intitolato “The Twelve Devil’s Graveyards Around the World” (“I Dodici Cimiteri del Diavolo intorno al Mondo”) sulla rivista Saga. Questi “Cimiteri del Diavolo” sono gli stessi dei Campi di Pasichnyk, e rappresentano i punti dell’icosaedro sulla griglia terrestre, come si vede in figura 5.6. Tanto per rinfrescare la memoria, sappiamo che ogni faccia dell’icosaedro è un perfetto triangolo equilatero dove ogni angolo interno misura 60°. All’interno di una sfera come la Terra, i punti dell’icosaedro sono localizzati fra i 30° e i 40° di latitudine sopra e sotto l’equatore. Ogni punto è distanziato da intervalli di 72° dai punti vicini, ed eccetto per i due ai poli, il loro esatto centro geometrico è a 36° di latitudine Nord e Sud. Tutti insieme, ci sono cinque punti nell’emisfero nord, cinque nell’emisfero sud e due ai poli.



Figura 5.6 L’icosaedro (sin.) e la sua griglia posizionata sulla terra (des.) (per gentile concessione di Nick Nelson)


Sanderson ha scoperto questi punti facendo una massiccia meta-analisi di tutti i dati disponibili su aerei e navi scomparse. Da questi dati, ha determinato che tali scomparse erano molto più probabili in questi dodici punti che in ogni altra area. Nel libro di Charles Berlitz The Bermuda Triangle, ci viene fornita una descrizione più ampia delle proprietà di queste aree, sia in termini di processi fisici della Terra sia di anomalie temporali elettromagnetiche:



Queste aree… rappresentano i punti nodali dove le correnti oceaniche di superficie girano in un verso e le correnti sotto la superficie girano nell’altro verso. [Nota: vediamo ancora all’opera forze di contro-rotazione]. Le grandi correnti di marea sotto la superficie che strisciano tangenzialmente, e influenzate da differenti temperature, provocano vortici magnetici, disturbando le comunicazioni radio, il magnetismo – forse anche la gravità – ed eventualmente causando, in speciali condizioni, la scomparsa di veicoli aerei e di superficie – che navigano o volano in differenti punti dello spazio e del tempo. Un interessante effetto collaterale del comportamento erratico di queste aree è sottolineato da Sanderson nel descrivere gli stupefacenti “arrivi anticipati” di aerei attentamente cronometrati dove aeroplani sono arrivati così in anticipo rispetto al previsto che l’unica possibile spiegazione è che avessero un vento impetuoso che soffiava dalla loro spalle a, per esempio, 500 miglia all’ora. [Nota: si ricordi che questo genere di velocità dei venti si osserva solamente nei peggiori uragani] Tali incidenti possono essere il risultato di venti mai scoperti ma sembra che avvengano per il più delle volte nel Triangolo delle Bermuda e in altre aree di vortice, come se questi particolari aerei avessero incontrato l’anomalia ma avessero planato o fossero stati sospinti in sicurezza attraverso quei “buchi nel cielo” che sono costati la vita di così tanti viaggiatori.



Le sparizioni nelle aree come il Triangolo delle Bermuda o il Triangolo del Diavolo al largo delle coste del Giappone (che sono state ampiamente documentate nel capitolo 10 del precedente volume) sono prodotte quando le navi o i velivoli vengono dislocati in una densità superiore di energia eterica e non tornano indietro. I dr. William Becker e Bethe Hagens conferiscono ulteriore supporto alle anomalie relative al tempo nel loro articolo “The Planetary Grid: A New Synthesis” (La Griglia Planetaria: Una Nuova Sintesi), che è stato ristampato nel libro Anti-Gravity and the World Grid (L’Antigravità e La Griglia Mondiale). In questo articolo essi riferiscono di un’anomalia di tipo temporale che si verifica nel punto nodale vicino alle Hawaii:



Un pilota che volava con passeggeri vicino alla zona delle Hawaii [dell’icosaedro di punti energetici sulla Terra] si è trovato improvvisamente in una “zona morta” senza strumenti [elettromagnetici funzionanti] e impossibilitato a comunicare fuori dalla cabina di pilotaggio. Dopo aver volato più o meno 350 miglia, [impiegando molto probabilmente un’ora e più] il “fenomeno” è svanito e il pilota scoprì che gli ufficiali di torre non potevano verificare che tra l’inizio della sua esperienza nella “zona morta” e la sua fine fosse trascorso alcun tempo misurabile.



Questi cambi nella velocità del tempo concordano chiaramente con le teorie di Kozyrev per cui lo scorrere del tempo è una funzione della radiazione di torsione, che è a sua volta funzione della densità di energia eterica. Se ci si sposta in una densità eterica più alta il tempo può rallentare per noi tanto quanto ha rallentato per il pilota. In casi come questi, la nave dall’area di densità superiore ritorna al nostro livello di densità di energia eterica, e i superstiti vivono per raccontare l’avventura. Bisogna ammettere che tutto questo appare come un’eccezione alla regola, ma sembra proprio che le antiche culture avessero una conoscenza migliore su come non “finire dispersi” in queste aree di “vortici” eterici, e che fossero in grado di utilizzarli in modo costruttivo, come per viaggi fisici attraverso la terra.



Nel precedente volume abbiamo discusso delle storie di testimoni di prima mano che sono volati all’interno di queste aree di densità eterica più alta e sono ritornati vivi. L’ultimo esempio è il caso di Charles Wakeley. Brevemente, non appena Wakeley è passato in un’area di densità eterica più elevata nel vortice del Triangolo delle Bermuda, i suoi strumenti elettromagnetici hanno mostrato un comportamento molto anomalo, e sulle punte delle ali hanno cominciato a crescere delle luci blu-verdi, che alla fine diventavano bianche e si diffondevano nella cabina di comando. Al culmine di questo evento era circondato da accecanti luci bianche che sembravano provenire “contemporaneamente da ogni direzione” e l’effetto poi è svanito alla stessa velocità con la quale era cominciato, permettendogli di riprendere il controllo del velivolo.



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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Gio 03 Dic 2009, 00:43

4.6 - TEOREMA DI BELL


Un’altra anomalia recentemente scoperta ci mostra che esiste geometria a livello quantico è il Teorema di Ineguaglianza di Bell. In questo caso, due fotoni vengono rilasciati in direzioni opposte. Ogni fotone viene emesso da uno gruppo di atomi separato che viene eccitato. Entrambi i gruppi atomici sono composti da atomi identici, ed entrambi decadono allo stessa velocità. Questo permette che “una coppia” di fotoni con le stesse qualità energetiche vengano rilasciati in direzioni opposte contemporaneamente. Entrambi i fotoni vengono passati attraverso filtri di polarizzazione come gli specchi, che dovrebbero teoricamente cambiare la loro direzione di movimento. Naturalmente se si ha uno specchio con un’angolazione di 45° dovremmo aspettarci che il fotone compia una deviazione angolare differente da quella che compirebbe un altro fotone che venisse riflesso da uno specchio posto con un’angolazione di 30°.



Invece, in realtà quando viene eseguito questo esperimento, i fotoni compiono esattamente la stessa deviazioje angolare nello stesso istante, indipendentemente dalle differenze di angolazione degli specchi!



Il grado di precisione che è stato apportato a questo esperimento è sbalorditivo, come illustra la seguente citazione dalle pagine 142 e 143 del libro del dott. Milo Wolff:

Il più recente esperimento di Aspect, Dalibard e Roger ha utilizzato interruttori ottico-acustici alla frequenza di 50Mhz che variavano l’assetto dei polarizzatori durante il volo dei fotoni, per eliminare completamente ogni possibilità di effetti locali di un rivelatore sull’altro…

Il Teorema di Bell e i risultati sperimentali implicano che parti dell’universo sono connesse in modo intimo (e perciò non ovvio per noi) e queste connessioni sono fondamentali (la teoria dei quanti è fondamentale). Come possiamo comprenderli? Il problema è stato analizzato a fondo (Wheeler & Zurek 1983, d’Espagnat 1983, Herbert 1985, Stapp 1982, Bohm & Hiley 1984, Pagels 1982, e altri) senza soluzione. Quegli autori tendono ad essere d’accordo sulla seguente descrizione delle connessioni non-locali:

Collegano eventi in luoghi separati in assenza di campi o materia conosciuti.

Non diminuiscono con la distanza; un milione di miglia vale quanto un centimetro.

Pare che agiscano a velocità più alte di quella della luce.

Chiaramente, all’interno della struttura della scienza, questo è un fenomeno sconcertante.

Ciò che ci mostra il Teorema di Bell è che i “fotoni” energeticamente appaiati in realtà sono uniti insieme da una singola forza geometrica, come il tetraedro, che continua ad espandersi ad una grandezza maggiore non appena i fotoni si separano. I fotoni continueranno a mantenere la stessa posizione di fase angolare relativemente l’uno all’altro mentre la geometria che c’è tra loro si espande.

4.7 - L’ONDA ELETTROMAGNETICA


Il nostro prossimo campo di investigazione è la stessa onda elettromagnetica, dal momento che Einstein ha determinato che la materia è fatta di energia elettromagnetica. Come molti di noi sono consapevoli, l’onda elettromagnetica possiede due componenti: l’onda elettrostatica e l’onda magnetica, che si muovono insieme. In modo interessante, le due onde sono sempre perpendicolari l’una all’altra. Per visualizzare quello che avviene qui, Johnson ci chiede di prendere due matite di lunghezza uguale e tenerle perpendicolari l’una all’altra, utilizzando anche la lunghezza stessa della matita per [stabilire] la distanza che le deve separare:



Figura 4.7 – Due matite poste relativamente a 90°, tenute a distanza equidistante

Ora possiamo connettere ogni punta della matita superiore con ogni punta della matita inferiore. Quando facciamo questo, formeremo un oggetto a quattro facce composto di triangoli equilateri tra le due matite: otterremo un tetraedro. Potremmo seguire lo stesso procedimento con l’onda elettromagnetica, tenendo l’altezza totale dell’onda elettrostatica o magnetica (che hanno entrambe la stessa altezza o ampiezza) come nostra lunghezza di base, come mostrato nella figura 4.7 per le matite. Qui nella figura 4.8, possiamo vedere come l’onda elettromagnetica in realtà stia tracciando se stessa su un tetraedro “nascosto” (potenziale) quando uniamo insieme le linee utilizzando lo stesso procedimento:





Figura 4.8 – La relazione tetraedrica nascosta nell’onda elettromagnetica.

E’ importante menzionare qui che questo mistero è stato scoperto in continuazione da svariati pensatori, solo per essere dimenticato una volta ancora dalla scienza. Il lavoro del Ten.Col. Tom Bearden ha rigorosamente mostrato che James Clerk Maxwell sapeva che esisteva quando scrisse le sue equazioni “quaternarie” complesse, ma poi Oliver Heaviside distorse il modello semplificandolo a quattro quaternarie semplici e rovinò il sotteso potenziale del tetraedro. Questo tetraedro nascosto fu anche visto da Walter Russell, e più tardi da Buckminster Fuller. Johnson non era consapevole di nessuna di queste precedenti svolte decisive quando le scoprì egli stesso.

4.7 - LA “EIGHTFOLD WAY” DI GELL-MANN

L’enigma successivo ci viene quando studiamo le “particelle” subatomiche chiamate “quark”. Quando una struttura atomica viene improvvisamente frantumata, emersero brevi piste che volarono via dal normale schema di “particella” a spirale in una camera a bolla, e furono nominati “quark”. Questi “quark dovrebbero scomparire molto rapidamente dopo essere stati rilasciati la prima volta. La geometria dei loro movimenti fu analizzata attentamente, dal momento che l’unica cosa che si può realmente rilevare in un’analisi a traccia di vapore sono differenti forme geometriche di movimento. Furono scoperti molte defferenti forme di “quark”, ognuna con proprietà geometriche differenti, ingannevolmente chiamate come “color”, “charm” [“fascino”] e “strangeness” [“stranezza”]. Murray Gell-Mann fu il primo a scoprire un modello unificato che mostrasse come tutte queste proprietà geometriche differenti fossero correlate, e lo chiamò “Eightfold Way” [letteralmente “sistema a otto pieghe”, N.d.T.] . La struttura geometrica unificata che vediamo è, sorprendentemente, un tetraedro:





Figura 4.9 – Il tetraedro osservato nell’organizzazione “Eightfold Way” dei “quark” di Gell-Mann



Cosa stiamo vedendo, esattamente, qui? Ogni punto è ovviamente un “quark” differente. Johnson ci dice che i “quark” vengono rilasciati quando il flusso di energia eterica del tetraedro all’interno dell’atomo viene improvvisamente frantumato. Per un breve istante, i frammenti di energia frantumata che vengono rilasciati continueranno a fluire con le stesse proprietà geometriche/rotatorie che avevano quando erano fuse nell’atomo, ma in seguito si dissolveranno molto velocemente nell’etere. Non si vedono necessariamente tutti i diversi tipi di “quark” quando si frantuma un atomo, dal momento che l’angolo col quale l’atomo viene frantumato determina quanta parte della sua Unità geometrica interna verrà rilasciata. Ecco perché i quark devono essere diligentemente studiati in modo separato.In modo ancor più interessante, nel modello di Gell-Mann esistono anche altre frequenze geometriche “ripiegate” come il cubottaedro; questo tetraedro è solo una delle tre differenti gerarchie che egli ha scoperto.



Ancora, la corrente scientifica principale vede la Eightfold Way di Gell-Mann come nient’altro che una organizzazione geometrica conveniente, ma senza altro significato che quello. Nel seguente estratto, dott. Milo Wolff allude al fatto che la geometria potrebbe essere la soluzione per comprendere la struttura delle “risonanze dello spazio nucleare” nel reame quantico, dalla pagina 198 del suo libro:



Un altro interessante problema con un risultato di valore è vedere se si può trovare un modo per accordare le risonanze dello spazio nucleare con la spiegazione della teoria del gruppo dello zoo della particella nucleare. Uno dei nomi di quella teoria è la Eightfold Way scoperta da Gell-Mann e Ne’eman nel 1960. Essa usa astutamente i raggruppamenti geometrici delle varie particelle per determinare i loro parametri: rotazione, parità, numeri isotopi e numeri di stranezza. La teoria del gruppo non ha ancora rivelato una struttura fisica come del tipo della risonanza di spazio. Se c’è una relazione è logico aspettarsi che le soluzioni della equazione d’onda SR abbia proprietà ortogonali che concordino con la Eight-fold Way. E’ un aspetto interessante da tentare.



Sorprendentemente, mentre stavamo terminando questa porzione di libro, fummo contattati dal dott. R.B. Duncan, il quale ha pubblicato un lavoro on-line molto dettagliato e meticoloso che spiega che la struttura dell’atomo è basata sulla teoria della geometria di gruppo che Wolff stava menzionando qui sopra. Duncan aveva lavorato su questo problema per trent’anni della sua vita prima di pubblicare una soluzione!

4.8 - CHIARITI GLI ENIGMI DELLA “ROTAZIONE” E DELLA TORSIONE



Figura 4.10 – Angoli di rotazione di 180° degli elettroni causati da impulsi che si muovono sulle forme di energia ottaedriche



La prossima prova che dobbiamo prendere in considerazione è la rotazione. I fisici hanno riconosciuto per molti anni fino ad oggi che le particelle d’energia quando viaggiano “ruotano”. Per esempio, sembra che “gli elettroni” cuntinuino a fare giri rapidi di 180° o “mezze rotazioni” quando si muovono nell’atomo. Si sono visti spesso i “Quark” fare “un terzo” o “due terzi” di rotazione quando viaggiano, cosa che ha permesso a Gell-Mann di organizzare i loro movimenti nel tetraedro e in altre geometrie. Nessuno nella scienza ufficiale ha proposto una spiegazione veramente adeguata del perché questo avvenga.



Il modello di Johnson mostra che la rotazione di 180° delle nuvole di elettroni è causata dal movimento dell’ottaedro, come si vede nella figura 4.10. E’ importante comprendere che il movimento di 180° proviene in realtà da due giri di 90° per ogni ottaedro. L’ottaerdro deve “slittare all’indietro”, cioè 180°, per rimanere nella stessa posizione nella matrice della geometria che lo circonda. Il tetraedro deve fare giri o 120° (1/3 di rotazione) o 240° (2/3 di rotazione) al fine di conservare la stessa posizione.Questo sarà spiegato in modo più semplice nella sezione 4.9 qui sotto. (Altri teorici dell’etere come Wolff, Crane, Ginzburg e Krasnoholovets hanno la loro personale spiegazione basata sul flusso fluido per il fenomeno del mezzo-giro).



Anche l’enigma del movimento a spirale delle onde torsionali si spiega con il medesimo processo. Non importa dove ci si trova è nell’Universo, anche nello “spazio vuoto”, l’etere starà sempre pulsando in queste forme geometriche, formando una matrice. Perciò, ogni impulso di momento che viaggia attraverso quell’etere dovrà tracciare un percorso attraverso le facce di questi “cristalli fluidi” geometrici nell’etere. Così, il movimento a spirale delle onde torsionali è causato dalla semplice geometria attraverso cui deve passare durante il suo spostamento.



4.9 - LA COSTANTE DELLA STRUTTURA FINE



Sebbene abbiamo lavorato duramente per rendere questa sezione semplice, la costante della struttura fine è un problema più difficile da visualizzare; così se questa sezione diventasse troppo difficile da leggere, potete anche saltare al sommario nella sezione 4.10 senza perdere niente del filo conduttore di questo libro. Abbiamo incluso questa sezione per coloro che volessero solamente vedere quanto lontano arriva il modello della “matrice”. La costante della struttura fine è un altro aspetto della fisica quantica di cui poche persone della corrente ufficiale hanno mai neanche sentito parlare, probabilmente dal momento che si tratta di un imbarazzo totalmente inspiegabile per la scienza ufficiale che aderisce ai modelli basati sulle particelle.



Immaginate ora che una nuvola elettronica sia come una palla di gomma flessibile, e ogni volta che un “fotone” di energia viene assorbito o rilasciato, (noto come accoppiamento) la nuvola si stira e si flette come se avesse rimbalzato. La nuvola elettronica sarà sempre “colpita” con una relazione fissa, esatta e proporzionale alla grandezza del fotone. Questo significa che se si hanno fotoni più grandi si otterranno “urti” più grandi nella nuvola elettronica, e fotoni più piccoli creano “urti” più piccoli nella nuvola elettronica. Questa relazione rimane costante, indipendentemente dalla grandezza. La costante della struttura fine è un altro numero adimensionale come la costante di Planck, il che significa che si otterrà la stessa proporzione indipendentemente da quanto la si misura.



Questa costante è stata continuamente studiata con analisi spettroscopiche, e il grande fisico Richard P. Feynman ha spiegato il mistero nel suo libro La Strana Teoria della Luce e della Materia [The Strange Theory of Light and Matter] (Dobbiamo qui ricordare ancora che la parola “accoppiamento” significa semplicemente l’unione o la separazione di un fotone e un elettrone:)



C’è una questione più profonda e bella associata con la costante di accoppiamento osservata e: l’ampiezza di un elettrone reale per emettere o assorbire un reale fotone. E’ un semplice numero che è stato determinato sperimentalmente in approssimativamente 0,08542455. I miei amici fisici non riconosceranno questo numero, perché a loro piace ricordarlo come l’inverso del suo quadrato: circa 137,03597 con un’approssimazione di circa due nell’ultima cifra decimale. Questo numero è stato sempre un mistero sin da quando è stato scoperto più di cinquanta anni fa, e tutti i buoni fisici teorici mettono questo numero in cima alla loro bacheca e se ne occupano.

Immediatamente vorreste sapere da dove proviene questo numero di accoppiamento: è in relazione a pi o forse la base dei logaritmi naturali? Nessuno lo sa, è uno dei più grandi maledetti misteri della fisica: un numero magico che ci arriva senza comprensione per l’uomo. Si potrebbe dire che la “mano di Dio” ha scritto quel numero, e “noi non sappiamo come Egli abbia mosso la Sua matita”. Sappiamo che tipo di balletto sperimentale fare per misurare questo numero molto accuratamente, ma non sappiamo che tipo di balletto fare su un computer per farlo saltar fuori: senza inserircelo segretamente. [grassetti aggiunti]

Nel modello di Johnson il problema della costante della struttura fine ha una soluzione molto semplice ed accademica. Come abbiamo detto, il fotone viaggia come due tetraedri che sono appaiati, e la forza elettrostatica interna all’atomo è mantenuta dall’ottaedro. Comparando semplicemente i volumi del tetraedro e dell’ottaedro quando si scontrano otteniamo la costante della struttura fine. Tutto quello che facciamo è dividere il volume del tetraedro che è circondato (circoscritto) da una sfera nel volume dell’ottaedro che è circondato da una sfera, e otteniamo la costante della struttura fine come differenza tra essi. Al fine di mostrare come si fa, sono necessarie alcune spiegazioni addizionali.



I diagrammi di fase d’onda che abbiamo visto prima in questo capitolo (figure 4.3 e 4.4) ci hanno mostrato la relazione angolare tra l’ottaedro e il tetraedro. Dal momento che il tetraedro è interamente triangolare non importa quanto sia ruotato, i tre vertici su ognuna delle sue facce dividerà il cerchio in tre parti uguali di 120° ognuna. Pertanto, è necessario ruotare il tetraedro solamente di 120° per riportarlo in equilibrio con la matrice geometrica che lo circonda, così che sia sempre nella stessa posizione in cui era prima. Questo è facile da vedere se immaginate un’automobile con ruote triangolari, e volendo muoverla in avanti quel tanto che basta che le ruote sembrino ancora uguali. Ognuna delle ruote triangolari avrebbe ruotato di 120° per farlo.



Ora nel caso dell’ottaedro, esso deve sempre girato “sottosopra” o di 180° per riacquistare il suo equilibrio. Se lo si vuol rivedere nell’analogia dell’automobile, allora le ruote dovrebbero avere la classica forma a “diamante” che si vede su un ponte di carte. Al fine di ottenere che il diamante sembri esattamente come all’inizio si deve girarlo sottosopra, di 180°. Il prossimo passo tratto da Johnson spiega la costante della struttura fine basata su questa informazione:



[Quando] si vede il campo elettrostatico come l’ottaedro e il campo magnetodinamico come il tetraedro, allora la relazione geometrica [tra loro] è di 180 a 120. Se li si vede come sfere definite da volumi di raggio, allora dividendoli l’uno con l’altro si otterrà la costante della struttura fine.



“Volume di raggio” significa semplicemente che si calcola il volume di un oggetto dal suo raggio, che è la metà della larghezza dell’oggetto. (Per coloro che volessero verificare il procedimento matematico, si prenda semplicemente il seno di 180° e lo si divida per il seno di 120°, poi si inserisca questo numero nell’equazione di Coulomb per ottenere la piccola perdita di energia che avviene quando una pulsazione si muove attraverso l’etere). Quando si esegue questo semplice processo di dividere due “volumi di raggio” l’uno con l’altro, il risultato è la costante della struttura fine.



E’ interessante notare che, mentre Johnson ha mostrato che la costante della struttura fine può essere vista come relazione tra ottaedro e tetraedro quando l’energia si muove da uno all’altro, Jerry Iuliano ha scoperto che la si può anche vedere nell’energia “residua” che si produce quando si fa collassare una sfera in un cubo, o si espande un cubo in una sfera! Questi cambiamenti di collasso o espansione tra due oggetti sono noti come “pacchettizzazione”, e i calcoli di Iuliano non erano difficili da eseguire; era così semplice che nessuno aveva mai pensato di provarci prima. Nei calcoli di Iuliano, il volume dei due oggetti non cambia; sia il cubo sia la sfera hanno un volume che lui ha fissato in 8πxπ2 .[cioè 23π3] Quando li si pacchettizza l’uno con l’altro, la unica differenza tra cubo e sfera è nel totale dell’area di superficie. La superficie in avanzo tra i due equivale esattamente alla costante della struttura fine.



Il lettore dovrebbe immediatamente chiedere: “Come può, la costante della struttura fine, essere un rapporto tra ottaedro e tetraedro ed essere contemporaneamente anche un rapporto tra il cubo e la sfera?”. Questo è un altro aspetto della magia della “simmetria” in azione, dove si vede che forme geometriche differenti possono avere proprietà simili, dal momento che sono tutti inglobati l’uno nell’altro con rapporti perfettamente armonici. Sia la prospettiva di Johnson sia quella di Iuliano ci mostrano che abbiamo a che fare con energie eteriche geometricamente strutturate all’opera nell’atomo.



E’ anche importante ricordare che ciò che la scoperta di Iuliano ci mostra è la classica geometria della “quadratura del cerchio”. Questo è stato a lungo un elemento centrale nelle tradizioni esoteriche di “geometria sacra”, dato che si riteneva che mostrasse l’equilibrio tra il mondo fisico, rappresentato dal quadrato o dal cubo, e il mondo spirituale, rappresentato dal cerchio o dalla sfera. Ora possiamo comprendere che questo era ancora un altro esempio di “conoscenza occulta” che era codificata in una metafora, così che la gente del nostro tempo potesse infine riguadagnare la vera comprensione della scienza segreta nascosta in essa. Essi sapevano che una volta che avessimo scoperto la costante della struttura fine, probabilmente non avremmo compreso quello che stavamo osservando, così ci è stata tramandata questa antica conoscenza per mostrarci la chiave di lettura.



4.10 - UN MODELLO UNIFICATO



Ora, con i dati che abbiamo visto dalla fisica di Johnson e dalla sua comprensione della scienza dei microcluster, quasi-cristalli e condensati di Bose-Einstein, abbiamo veramente un modello quantico unificato.

La nostra presentazione della fisica di Johnson è stata disegnata per essere il più semplificato e stringato possibile, così per chiunque volesse mettere scientificamente alla prova il modello è necessario leggere di più a riguardo, al fine di afferrare veramente le sfumature più recondite. Comunque, per coloro che hanno una mente aperta, i dati che abbiamo presentato qui sono più che sufficienti a dimostrare il punto. La chiave è che la geometria sacra è sempre esistita nel regno quantico; è solo rimasta nascosta in mezzo alle varie anomalie della fisica quantica che è rimasta inspiegata fino ad oggi, dal momento che la corrente ufficiale continua a restare incatenata ai modelli “a particelle” ormai fuori moda.



In questo nuovo modello non dobbiamo più restringere gli atomi ad una determinata dimensione; essi sono in grado di espandersi e mantenere le stesse proprietà. Una volta che abbiamo compreso appieno quello che accade nel regno quantico, possiamo progettare materiali che siano estremamente duri ed estremamente leggeri, dal momento che ora siamo consapevoli dell’esatto arrangiamento geometrico che fa in modo che leghino nel modo più efficace. Ci ricordiamo che si diceva che i pezzi dei frammenti dell’Incidente di Roswell erano incredibilmente leggeri, eppure erano così forti che non potevano essere tagliati, bruciati o danneggiati in alcun modo. Questo è il tipo di materiale che saremo in grado di costruire quando avremo compreso appieno la nuova fisica quantica.



Ricordiamo che i quasi-cristalli sono ottimi serbatoi di calore, ed anche che spesso non conducono elettricità, nonostante i metalli coinvolti siano dei buoni conduttori. Similmente i microcluster non permettono ai campi magnetici di penetrare dentro i cluster stessi. Quello che la fisica di Johnson ci dice è che una struttura tanto geometricamente perfetta ha un perfetto legame in tutta la sua struttura, e così nessuna energia termica o elettromagnetica può passarci attraverso. La geometria all’interno è così compatta e precisa che non c’è letteralmente nessun “buco” per far muovere la corrente attraverso le molecole.



Ora che abbiamo un modello eterico di fisica quantica relativamente completo, siamo pronti ad andare avanti e mostrare come tali forze geometriche continuino ad avere la loro influenza su ordini di grandezza superiori, specificatamente nelle formazioni note come la Griglia Globale. Molto di questo materiale è una rivisitazione dei volumi precedenti, ma nondimeno è importante che li si riprenda ancora una volta. Una volta che abbiamo stabilito questo legame cruciale tra la geometria del regno quantico e la macro-geometria, che prova effettivamente l’esistenza e l’importanza di queste nuove teorie, andremo avanti a delineare un intero nuovo modello del Cosmo basato su tutti i principi di cui abbiamo discusso fino a questo punto. Il Sesto Capitolo si concentrerà principalmente nella spiegazione di questo nuovo modello cosmologico, mentre il Settimo Capitolo presenterà informazioni più specifiche e osservabili che mostrano il nuovo modello in funzione.



RIFERIMENTI:

1. Besley, N.A., Johnston, R.L., Stace, A.J. and Uppenbrink, J. Theoretical Study of the Structures and Stabilities of Iron Clusters. School of Chemistry and Molecular Sciences, University of Sussex, Falmer, Brighton, BN1 9QJ, United Kingdom. URL: http://www.tc.bham.ac.uk/~roy/Papers/fecpap.ps

2. Carter, Barry. ORMUS and Consciousness. YGGDRASIL: The Journal of Paraphysics. 1999. URL: http://members.aol.com/yggdras/paraphysics/BCarter.htm

3. Carter, James. Theory of Absolute Motion. URL: http://www.circlon.com

4. Feynman, Richard P. The Strange Theory of Light and Matter.

5. Fuller, Buckminster. Planet Planning. 1969.

6. Gell-Mann, Murray. The Eight-fold Way. 1960.

7. Hartmann, Caroline. Max Planck’s Unanswered Challenge. 21st Century Science and Technology Magazine, Vol. 14, No. 2, Summer 2001. URL: http://www.21stcenturysciencetech.com

8. Johnson, Rod and Wilcock, David. Conversations on Sequential Physics. 2001. URL: http://www.ascension2000.com/sequential.htm

9. Mehrtens, Michael. Definition of Microclusters. URL: http://www.subtleenergies.com/ormus/research/research.htm

10. Sugano, Satoru and Koizumi, Hiroyasu. Microcluster Physics: Second Edition. Springer-Verlag, Berlin Heidelberg New York, 1998. ISSN: 0933-033X; ISBN 3-540-63974-8

11. Wolff, Milo. Exploring the Physics of the Unknown Universe. Technotran Press, Manhattan Beach, CA, 1990. ISBN 0-9627787-0-2. URL: http://members.tripod.com/mwolff
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Gio 03 Dic 2009, 00:34

Capitolo Quattro

LA PROSPETTIVA SEQUENZIALE

di David Wilcock





Abbiamo davvero visto la prova che suggerisce che l’atomo è un vortice eterico con simmetria sferica e un asse centrale, formando in tal modo un toroide sferico. L’effetto Biefield-Brown prova che la “grand solution” al mistero della “polarità di carica” [=la carica dei poli] è che l’energia eterica sta fluendo attraverso le nuvole di elettroni verso l’interno del nucleo. Il dott. Ginzburg fece pochi aggiustamenti semplici ed accettabili alle equazioni della relatività e produsse un modello che spiega perfettamente i comportamenti della materia osservati in laboratorio da Kozyrev, cioè perdita di massa ed energia quando viene accelerata vicino alla velocità della luce.



Grazie alle formazioni molecolari cristalline convenzionali del tetraedro, cubo e ottaedro, e specialmente con l’introduzione dei microcluster, dei quasi-cristalli icosaedrici e dodecaedrici e del fenomeno dei condensati di Bose-Einstein, ora possiamo comprendere l’importanza dei Solidi Platonici nel reame quantico. Non possiamo più negare che queste forze esistono, dal momento che ne possediamo prova fisica inconfutabile. Queste nuove scoperte rivelano anche che non abbiamo più bisogno di pensare agli atomi come ad unità individuali, ma piuttosto [dobbiamo pensarli] come vortici di etere armonico che possono fondersi insieme in livelli più elevati di unità e coerenza, come ad esempio nei quasi-cristalli. E con questi dati a disposizione, ora possediamo una valida soluzione a tutte le “conclusioni slegate” del puzzle introducendo il lavoro di Rod Johnson.



4.1 - LE BASI DELLA “FISICA SEQUENZIALE” DI JOHNSON



Ciò che fondamentalmente si vede nel modello di Johnson è quanto segue:

Non esistono particelle “solide”, solo raggruppamenti di energia;

Ogni misurazione quantica può essere spiegata geometricamente, come una forma di campi energetici strutturati e intersecanti;

Gli atomi in realtà sono forme di energia torsionale [n.d.t.: ‘counter-rotating’ letteralmente significa contro-rotante, vedi fig. 2.3] in forma di Solidi Platonici, direzionati specificatamente nel [verso di] torsione dell’ottaedro e del tetraedro, con ogni forma di vibrazione/pulsazione che corrisponde a una differente densità principale dell’etere;

Tutti i livelli di densità o dimensioni nell’intero Universo sono strutturati da questi due livelli principali [ottaedro e tetraedro] di etere, che sono in continua interazione fra loro.



Significativamente, un sempre maggior numero di teorici avanzati stanno già sforzandosi verso un modello della fisica a “rete di particelle”, basata sulla teoria delle Superstringhe, dove tutta la materia dell’Universo è in qualche modo un elemento di una matrice geometrica interconnessa. Tuttavia gli scienziati convenzionali, poiché non hanno ancora visualizzato i Solidi Platonici che sono annidati uno dentro l’altro, che condividono un asse comune e che sono capaci di contro-rotazione (=torsione), hanno un po’ perso il quadro [reale] del reame quantico.



Ancora una volta, in questo capitolo proveremo a rendere le cose semplici facendo inizialmente una presentazione generale del modello di Johnson su “quanto avviene” a livello quantico, e discutendo poi la prova scientifica che lo avvalora. Cominciamo il nostro excursus sui principi fondamentali del modello con un’illustrazione a matita del tetraedro intrecciato, disegnata da noi per mostrare molto chiaramente come si presenta tridimensionalmente. E’ importante avere una immagine ben chiara di questa struttura prima di cominciare ad immaginare un ottaedro che vi si adatta all’interno. Possiamo chiaramente vedere che ci sono due tetraedri nell’immagine, uno con la punta rivolta in alto e l’altro con la punta verso il basso. Ricordiamo anche che esso è perfettamente inscritto in una sfera:





Figura 4.1 - Il tetraedro intrecciato



Tenendo in mente questa struttura, consideriamo i seguenti punti del modello:

Il tetraedro e l’ottaedro sono torsionali l’uno nell’altro[cioè ruotano l’uno nel senso inverso all’altro] a livello quantico;

Entrambi hanno una simmetria sferica intorno ad un centro comune;

Il tetraedro e l’ottaedro rappresentano due livelli primari della densità dell’etere che deve esistere nell’Universo, che potrebbero essere chiamati A1 e A2;

Il campo dell’ottaedro sta perfettamente nel centro del campo del tetraedro, e pertanto è più piccola di diametro, come possiamo vedere nel seguente diagramma:





Figura 4.2 – L’ottaedro (des.) e la sua inscrizione nel tetraedro intrecciato (sin.) [Lawlor, 1982]



La figura 4.2 ci mostra l’ottaedro dentro al tetraedro intrecciato, che a sua volta è dentro a un cubo. Inizialmente è piuttosto difficoltoso cercare di immaginare l’ottaedro come un oggetto libero che può contro-ruotare dentro al tetraedro intrecciato. Effettivamente, in questa forma, le due geometrie sono completamente bilanciate e integrate. Comunque, la parte più importante della fisica di Johnson è capire che l’ottaedro è “staccato”, che agisce separatamente dal campo del tetraedro, ruotando nella direzione opposta. Ci sono solo otto possibili posizioni in “fase” che le due geometrie posso assumere prima tornare nuovamente all’armonia che vediamo qui sopra. Al fine di avere una posizione in fase, le due geometrie devono avere un certo grado di diretto contatto l’una con l’altra, cioè linea su linea o punto su punto. Il seguente diagramma di “fase” illustra graficamente quanto detto:





Figura 4.3 – Le otto “posizioni di fase” create dalla contro-rotazione dell’ottaedro e del tetraedro.



Ciò che vediamo in questo diagramma sono due onde semplici: l’onda più piccola che si adatta ad ognuno dei quattro cerchi principali e che rappresenta la rotazione dell’ottaedro, e l’onda più grande, esterna ai confini del cerchio principale, che rappresenta la contro-rotazione del tetraedro. Questo diagramma è di gran lunga il modo più facile di rappresentare come e dove il tetraedro e l’ottaedro si ricongiungeranno, ed è basato su una “fisica delle fasi”, che fu esplorata per primo da Kenneth Geddes Wilson come metodo per mappare relazioni geometriche a larga scala con i movimenti d’onda. Ognuna delle otto differenti “posizioni di fase” rappresenta un diverso elemento, come viene mostrato nella figura seguente:



http://img21.imageshack.us/img21/5294/75133846.gif


Figura 4.4 – Le otto “posizioni di fase” e come si relazionano con le strutture base dei cristalli formati dagli elementi



Quindi, per continuare:

Il tetraedro e l’ottaedro sono entrambi sotto alta pressione – il tetraedro preme verso l’ottaedro, molto similmente a come le nuvole di elettroni negativi premono verso il nucleo;

Questa pressione può essere rilasciata solamente quando un nodo o una linea di un solido attraversa un nodo o una linea dell’altro solido, aprendo una porta (gateway) per far fluire l’energia.



Il modo più semplice per visualizzare tale “porta” che si apre sarebbe ritagliare un buco in un pezzo di cartone, e poi accendere un asciugacapelli e tenerne il becco piatto contro il cartone, e poi farlo scivolare verso il buco. Finché il becco non ha raggiunto il buco, l’aria non ha nessun posto dove andare e il motorino farà presto fatica a girare e si surriscalderà; ma una volta che il becco ha raggiunto il buco, l’aria trova un posto dove andare e la pressione si allenta, e il motorino si rilassa. Nell’atomo, per via dell’effetto di Biefield-Brown, la pressione nelle nuvole degli elettroni cercano sempre di correre verso il nucleo, e fino a quando le geometrie non collimano, tale pressione è intrappolata. In questo senso, le linee e i nodi delle forme geometriche posso essere viste come i “buchi” che si materializzano nei campi sferici annidati, che permetteranno alla pressione che scorre all’interno di fuoriuscire.



Questo risolve un problema di pressione, ma ci dobbiamo ricordare anche della pressione che si crea per le forze di contro-rotazione del tetraedro e dell’ottaedro. (Queste sono le geometrie che si formano nelle “bolle di campo” di quelli che ora chiameremo rispettivamente etere 1 (A1) ed etere 2 (A2). Le antiche tradizioni spesso si riferiscono ad A1 e A2 come “forza positiva e negativa”). Fino a quando il maggior numero possibile di “buchi” non si sono allineati tra le due geometrie al punto di ottava del bilancio geometrico, l’intera pressione esterna non può fluire verso il centro. Così, quando le due forme “si agganciano” insieme in periodi di valenza che non sono al punto di ottava, la contro-rotazione di A1 e A2 non è pienamente bilanciata, causando ulteriore pressione e mancanza di simmetria. A1 e A2 allora rimarranno “ingessati” in questa posizione sbilanciata se non vengono disturbati da energie esterne.



La maggior parte degli elementi sulla Tavola Periodica degli Elementi di Mendeleyev sono “ingessati” in questa maniera, e quindi instabili. In questa situazione, che si verifica in modo del tutto naturale, gli elementi non radioattivi sono organizzati da sinistra a destra della tavola in gruppi di otto. Essi si muovono da una posizione di instabilità e di mancanza di simmetria a sinistra verso una posizione di estrema simmetria cristallina e di bilancio geometrico a destra. Nel modello di Johnson, è solo quando ci muoviamo verso l’Ottava posizione di fase della contro-rotazione che le geometrie riguadagnano nuovamente il loro bilanciamento perfetto.



Questo può essere visualizzato con l’idea di sedersi su uno sgabello stretto. Ovviamente, la posizione più confortevole è quando il nostro corpo è centrato nel mezzo. Ora immaginate semplicemente di sedervi sullo sgabello in otto diverse posizioni, cominciando con solo una piccola parte delle vostre gambe a contatto con lo sgabello. Ogni posizione sarà scomoda, e non sarete veramente in equilibrio fino a quando non vi siederete perfettamente al centro dello sgabello. Allo stesso modo gli atomi e le molecole che non si trovano in questo stato di equilibrio vengono considerati “instabili”e si legheranno facilmente con altri atomi e molecole instabili che posseggono l’energia mancante, al fine di creare equilibrio.



4.2 - LEGAME COVALENTE



La prima forma di legame che può avvenire è conosciuta come legame covalente. Questo nome è usato da quando si credeva che i “legami di valenza” delle nuvole di elettroni fossero condivise dagli atomi in questione. Come abbiamo detto, non ci sono veri “elettroni” ma è il completamento della simmetria geometrica tra A1 e A2, i tetraedri e ottaedri annidati, che formano questo legame. Tutti gli elementi sono semplicemente mescole diverse di A1 e A2, i tetraedri e ottaedri annidati bloccati in differenti posizioni relativamente gli uni agli altri, nel modello di Johnson. L’esempio più semplice di ciò è che un singolo atomo di ossigeno sarà naturalmente attratto da due singoli atomi di idrogeno per miscelarsi naturalmente in una molecola d’acqua, o H20. Non sorprende infatti che la molecola d’acqua è a forma di tetraedro. Nei prossimi capitoli sulla biologia vedremo le interessanti possibilità che emergono come risultato di questa struttura unica.



4.3 - LEGAME “IONICO”



L’altra possibilità di legame semplice in chimica è conosciuta come “legame ionico”. In questo caso, il legame si crea per una differenza di carica polare, dove un negativo attrae un positivo. Quando un elemento ha una carica non bilanciata è noto come ione, da cui il termine di legame ionico. L’esempio migliore potrebbe essere il cloruro di sodio o sale, che si può scrivere come Na+Cl-, e forma un cubo o un ottaedro. In questo caso è la differenza di pressione tra ioni positivi e negativi ciò che li attrae insieme. Gli atomi di Cloro sono larghi 1,81 angstrom nella molecola di sale, quasi il doppio dell’atomo di sodio, 0,97 angstrom.



Il legame ionico può avvenire anche quando singoli atomi di un particolare elemento sono attratti l’uno all’altro e si legano insieme a due a due, creando così simmetria. L’esempio più semplice di questo caso è la molecola di ossigeno gassoso, scritto come O2. L’unico modo in cui i primi chimici furono in grado di isolare questi elementi base, come ad esempio il singolo atomo di ossigeno, era di disgregare gruppi chimici elementari attraverso processi come bruciare, congelare, mischiare con acidi e basi, eccetera.



4.4 - ESPANSIONI E CONTRAZIONI DI FREQUENZA



Quindi, tornando all’argomento principale, abbiamo otto posizioni di base o fasi nelle quali il tetraedro e l’ottaedro possono trovarsi. Tuttavia, qualunque attento lettore avrà già capito che otto condizioni geometriche di base chiaramente non sono sufficienti per formulare l’intera Tavola Periodica; ci devono essere al lavoro alcune proprietà addizionali al fine di produrre il gruppo completo degli elementi naturali.





Figura 4.5 – Contrazione di frequenza del tetraedro (sin.) nell’ottaedro (des.)



Ecco la chiave:



Entrambe le geometrie sono anche in grado di espandersi e contrarsi sui loro centri.



Ci si riferisce a ciò come a un cambio nella loro frequenza.



Quando cambiano frequenza, formano diversi tipi di solidi geometrici.



Questi solidi non sono solo quelli Platonici, bensì possono avere anche altre forme, come i solidi di Archimede, e sono tutti correlazionati da formazioni imparentate al tetraedro e all’ottaedro.


Come si vede in figura 4.5, contrarre una forma geometrica è semplice come dividere ognuna delle sue linee in due o più parti di uguale lunghezza e poi unire i punti insieme. Sezionare ogni linea in due parti si chiama divisione di “seconda frequenza”, così come sezionarle in tre parti si chiamerebbe divisione di “terza frequenza”. Cominciando dal tetraedro Buckminster Fuller dimostrò che con questo processo di espansione e contrazione di frequenza si potevano creare fino a dieci frequenze differenti (forme geometriche), e questo è un aspetto centrale delle scoperte di Johnson. Per esempio, è risaputo che la potente forza nel nucleo dell’atomo è esattamente dieci volte più potente della debole forza delle nuvole elettroniche! (Questo solitamente si scrive come la radice quadrata di 100, che è 10). Non è stata avanzata nessun altra plausibile spiegazione per questa anomalia. Qui, il nucleo rappresenta il punto più grande di geometria ripiegata, al più alto livello di frequenza di contrazione.



Quindi, quello che dobbiamo fare è combinare le otto fasi della geometria contro-rotazionale con le varie frequenze della geometria che possono emergere dalla contrazione e dall’espansione. Tenendo questo a mente, l’intera Tavola Periodica può essere ridisegnata, e ultimamente si può anche predire se l’elemento sarà un solido, un liquido o un gas e quali saranno i suoi punti congelamento, fusione ed evaporazione. Johnson rimanda gli interessati al lavoro di James Carter, che fu capace di restituire l’intera Tavola Periodica per mezzo di diagrammi a movimento spirale che chiamò “circloni”. [da “circlons”, gioco di parole fra “circle” e “cyclone” n.d.t.]Sorprendentemente, i “circloni” di Carter sono formazioni toroidi sferiche! Non pare che Carter sapesse cosa fossero le “rotazioni nelle rotazioni” spiraliformi, cicliche e arricciate quando li stava disegnando tra i circloni per mostrare i vari elementi, semplicemente essi dovevano esistere per “moto assoluto”. Per una descrizione più completa invitiamo il lettore ad esaminare la nostra intervista dettagliata e/o il nostro sito internet. Al fine di mantenere il nostro pensiero ad un livello comprensibile per i propositi di questo libro, di seguito indicheremo semplicemente alcuni dei segni più ovvii della fisica quantica che la geometria Platonica è davvero in azione.



4.5 - LA COSTANTE DI PLANCK E LA NATURA “QUANTIZZATA” DELLA LUCE



Molti di noi già sanno come la radiazione di calore e la luce siano causate dalla stessa cosa, il passaggio di scoppi di energia elettromagnetica conosciuti come “fotoni”. Tuttavia, prima del 1900, non si pensava che luce e calore si muovessero in unità separate di fotoni, ma piuttosto in fasci piccoli, fluenti e ininterrotti. Il fisico Max Planck fu il primo a scoprire che luce e calore si muovono in “pulsazioni” o “pacchetti” di energia al livello più minuscolo, che si calcola essere circa 10-32 centimetri. (Il nucleo di un atomo a confronto è grande come un pianeta!). Notevole che, se si ha una oscillazione più veloce, si avranno pacchetti più grandi, e se si hanno oscillazioni più piccole si avranno pacchetti più piccoli. Planck scoprì che questa relazione tra la velocità di oscillazione e la grandezza del pacchetto rimane sempre costante, indipendentemente dalla misura. Questa relazione costante tra velocità di oscillazione e grandezza del pacchetto è conosciuta come Legge dello Spostamento di Wien. Rigorosamente, Planck scoprì che questa relazione era espressa da un unico numero, che è conosciuto come “Costante di Planck”.



Un articolo recente di Caroline Hartmann nell’edizione del Dicembre 2001 del 21st Century Science and Technology tratta specificatamente le scoperte di Max Planck, e rivela che il puzzle creato dalle sue scoperte rimane irrisolto:



Oggi siamo indaffarati nel continuare le ricerche di scienziati come Curies, Lise Meitner e Otto Hahn per una visione più approfondita nella struttura atomica. Ma la domanda fondamentale è: il cosa causi il moto degli elettroni, se tale moto sia forzato da qualche legge geometrica e il perché certi elementi sono più stabili di altri, non è ancora chiaro, e aspettano nuove pionieristiche ipotesi ed idee. [grassetto aggiunto]



Possiamo già vedere la risposta alla domanda della Hertmann emergere in questo libro. Come avevamo detto, le scoperte di Planck giunsero dagli studi sulla radiazione di calore. Il paragrafo introduttivo dell’articolo di Caroline Hartmann è una descrizione perfetta di quanto lui avesse compiuto:



Cent’anni fa, il 14 Dicembre 1900, il fisico Max Planck (1858-1947) annunciò (in un discorso davanti alla Kaiser Wilhelm Society di Berlino) la sua scoperta di una nuova formula di radiazione, che avrebbe potuto descrivere tutte le regolarità osservate quando la materia veniva scaldata e cominciava a irradiare calore di vari colori. La sua nuova formula, comunque, poggiava su un assunto importante: che l’energia di questa radiazione non è continua, ma avviene solo in pacchetti di una certa dimensione. La difficoltà stava in come rendere intelligibile l’assunto che stava dietro a tale formula. Cioè, cosa si intendeva con “paccheti di energia”, che non sono neanche costanti ma variano proporzionalmente con la frequenza dell’oscillazione (Legge dello Spostamento di Wien)?

La Hartmann continua poco dopo:
[Planck] sapeva che in Natura ogniqualvolta si giunge ad un problema apparentemente insolubile, dietro ci deve essere un più alto e complesso insieme di leggi; in altre parole, ci deve essere una “differente geometria dell’universo” rispetto a quella assunta prima. Planck insisteva sempre, per esempio, sul fatto che la validità delle equazioni di Maxwell dovesse essere riveduta, perché la fisica aveva raggiunto un punto in cui le cosiddette leggi “fisiche” non erano più universalmente valide. [grassetto aggiunto



Il fulcro del lavoro di Planck può essere affermato in una semplice equazione, che descrive come la materia radiante rilasci energia in “pacchetti” o esplosioni. L’equazione è E=hv, dove E equivale all’energia che si ricava dalla misurazione, v è la frequenza di vibrazione della radiazione che rilascia l’energia, e h è quella che è conosciuta come “Costante d Planck”, che regola il flusso tra v ed E.



La costante di Planck vale 6,626. E’ una costante adimensionale, cioè esprime semplicemente un puro rapporto tra due valori, e non serve assegnargli una ulteriore categoria di misurazione specifica. Planck non ha trovato questa costante per magia, ma piuttosto l’ha laboriosamente ricavata studiando radiazioni di calore di molti tipi diversi.



Questo è il primo grande misetro che Johnson ha chiarito con la sua ricerca. Egli ci ricorda che per misurare la costante di Planck è stato utilizzato il sistema di coordinate Cartesiane. Questo sistema prende il nome dal suo fondatore, Rene Descartes (Cartesio), e non dice nient’altro che per misurare lo spazio tridimensionale si usano i cubi. Questo sistema è usato talmente comunemente che gli scienziati non lo considerano per niente come [se fosse] qualcosa di inusuale: solo lunghezza, larghezza e altezza in azione. Negli esperimenti come quelli di Panck, veniva impiegato un piccolo cubo per misurare l’energia che passava attraverso quella regione di spazio. Nel sistema di misure di Planck a questo cubo veniva naturalmente assegnato un volume pari a uno (1), per banale semplicità. Tuttavia, quando Planck scrisse la sua costante non volle che fosse un numero decimale, così trasformò il volume del cubo in 10. Questo rese la costante 6,626 anziché 0,6626. Ciò che però era veramente importante era la relazione tra qualsiasi cosa si trovasse nel cubo (6,626) e il cubo stesso (10). In ultima analisi non era rilevante assegnare al cubo un valore di uno, dieci o qualsiasi altro numero, poiché il rapporto sarebbe rimasto comunque lo stesso. Planck, come abbiamo detto, ha compreso la natura costante di questo rapporto solo attraverso sperimentazioni rigorose nel corso di parecchi anni.



Ora ricordiamo che a seconda della grandezza del pacchetto che viene rilasciato, sarà necessario misurarlo con un cubo di grandezza diversa. E ancora, qualsiasi cosa si trovi all’interno del cubo avrà sempre un rapporto pari a 6,626 unità rispetto ad un cubo del volume di 10 unità, indipendentemente dalle grandezze considerate. A proposito dovremmo notare qualcosa: il valore di 6,626 è molto vicino a 6,666, che è esattamente 2/3 di 10. Quindi dobbiamo allora chiederci: “Cosa c’è di tanto importante in 2/3?”




Figura 4.6 – Due tetraedri uniti con una faccia in comune a formare un fotone misurato dalla costante di Planck.



Basandoci su semplici, verificabili principi geometrici spiegati da Fuller ed altri, sappiamo che quando si inscrive perfettamente un tetraedro in una sfera, esso riempirà esattamente un terzo del suo volume totale. Il fotone in realtà è composto da due tetraedri uniti insieme, come vediamo nella figura 4.6, e poi passano insieme attraverso un cubo la cui grandezza è sufficiente a misurarne solo uno alla volta. Il volume (energia) totale che passa attraverso il cubo sarà due terzi (6,666) del volume totale del cubo, al quale Planck aveva assegnato il valore 10. Buckminster Fuller fu il primo a scoprire che il fotone in realtà era composto da due tetraedri uniti in questo modo, e lo annunciò al mondo al Planet Planning del 1969, dopodichè fu ovviamente dimenticato.



La sottile differenza di 0,040 tra il “puro” 6,666 o 2/3 ed il 6,626 della costante di Planck è causato dalla permettività dello spazio vuoto, che assorbe una parte dell’energia coinvolta. Questa “permettività del vuoto” può essere calcolata precisamente da quella che è conosciuta come equazione di Coulomb. Per metterla in termini semplici, l’energia eterica del “vuoto fisico” assorbirà una piccola parte di qualunque energia lo attraversi. Ciò significa che esso permetterà il passaggio di un po’ meno energia di quella che è stata originariamente rilasciata. Quindi, una volta che ci caliamo nell’equazione di Coulomb, i numeri funzionano perfettamente. Inoltre, se misuriamo lo spazio usando coordinate tetraedriche anziché cubiche, allora la necessità dell’equazione di Planck E=hv decade, perché ora si misurerà che l’energia è la stessa in entrambi i lati dell’equazione, così E (energia) equivarrà a v (frequenza) senza bisogno di “costanti” nel mezzo.



Le “pulsazioni” di energia che sono state dimostrate dalla costante di Planck sono conosciute ai fisici quantici come “fotoni”. Normalmente pensiamo ai fotoni come “trasportatori” di luce, ma quella è solo una delle loro funzioni. Di maggior importanza, quando gli atomi assorbono o rilasciano energia, l’energia si trasmette in forma di “fotoni”. Ricerche come quelle del dott. Milo Wolff ci ricordano che l’unica cosa che sappiamo per certo a proposito del termine “fotone” è che si tratta di un impulso che viaggia attraverso il campo di energia dell’etere/punto-zero. Ora, possiamo comprendere che questa informazione possiede una componente geometrica, che suggerisce che anche gli atomi debbano possedere tale geometria.

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_04.htm
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Gio 03 Dic 2009, 00:08

3.5 - DAVID HUDSON E GLI “ELEMENTI ORMUS”


ELEMENTI ORMUS CONOSCIUTI

Elemento
Numero Atomico

Cobalto
27

Nickel
28

Rame
29

Rutenio
44

Rodio
45

Palladio
46

Silver
47

Osmio
76

Iridio
77

Platino
78

Oro
79

Mercurio
80
Tabella 3.1 – Microcluster di Metalli o Elementi “Ormus” conosciuti nel brevetto di David Hudson



Ora introduciamo il lavoro di David Hudson, che nei tardi anni ’70 scopre una sostanza che finirà per trasformare i microcluster in una miniera d’oro nelle sue mani. Hudson spende parecchi milioni di dollari per analizzare e testare in diversi modi queste sostanze misteriose, così che nel 1989 giungerà a brevettare la sua scoperta dei microcluster chiamandoli “ORME” (Orbitally Rearranged Monatomic Elements = Elementi Monoatomici dalle Orbite Modificate). [Nelle discussioni il nome viene comunemente cambiato in elementi “Ormus” o “M-state” per non interferire con il copywright di Hudson]. Hudson mostra un’ampia conoscenza della fisica dei microcluster nelle sue letture pubblicate dai primi anni ’90, ma le sue scoperte sono più controverse di quelle trovate nel testo di Sugano & C. o di quelle di altre pubblicazioni ufficiali. Il brevetto di Hudson si concentra sulle strutture dei microcluster da lui trovate nei seguenti metalli preziosi. (A questo punto dobbiamo notare che Sugano e Koizumi hanno stabilito che sono stati trovati microcluster anche in elementi non metallici).



Secondo Hudson nell’acqua di mare si trova una varietà sconfinata di tutti i metalli che formano microcluster sopra menzionati. In maniera ancor più sorprendente, Hudson afferma che questi elementi potrebbero essere presenti sulla Terra allo stato di microcluster in quantità di più di 10.000 volte superiore che non nella loro comune forma metallica. La ricerca di Hudson dimostra che questi microcluster di metalli si trovano in molti sistemi biologici diversi, comprese molte varietà di vegetali, e che essi possono arrivare a costituire fino al 5% in peso di materia cerebrale di un vitello. Inoltre, tali microcluster agiscono come superconduttori a temperatura ambiente, possiedono qualità superfluide e levitano in presenza di campi magnetici, dal momento che nessuna forza magnetica è in grado di penetrare attraverso i loro gusci esterni. Tali qualità fisiche combaciano con le descrizioni di vari materiali tratti da tradizioni alchemiche in Cina, India, Persia ed Europa. Varie persone si sono offerte volontarie per ingerire microcluster d’oro o “oro monoatomico”, ed hanno raccontato di aver sperimentato gli stessi effetti psichici, come le trasformazioni kundaliniche, riportate nelle scritture Vediche dell’antica India.



Ancor più controverse sono le scoperte brevettate da Hudson riguardanti il riscaldamento di microcluster di iridio. Non appena il materiale viene riscaldato, si osserva un incremento del suo peso del 300% e oltre. C’è di più: non appena un microcluster di iridio viene riscaldato fino a 850° Celsius il materiale scompare fisicamente alla vista e perde tutto il suo peso. Comunque, quando la temperatura viene nuovamente ridotta, il microcluster di iridio riappare e riguadagna gran parte del suo peso originale. Nel suo brevetto, Hudson ha una tabella generata da analisi termo-gravimetriche che illustrano l’evolversi di questo comportamento.



L’idea di un materiale che aumenta di peso, poi spontaneamente perde peso e scompare completamente alla vista non è più così fuori luogo se combiniamo le scoperte di Kozyrev con le modifiche di Ginzburg alle equazioni convenzionali della relatività e le scoperte di Mishin e Aspden sulle densità multiple dell’etere. Nel primo capitolo, Kozyrev ha mostrato come il riscaldamento o il raffreddamento di un oggetto possa influire sul suo peso in modi sottili ma misurabili. Abbiamo anche visto che questi incrementi e decrementi avvengono in improvvise esplosioni “quantiche”, non in modo lento e progressivo. Il prof. Vladimir Ginzburg suggerisce che la massa di un oggetto si converta in campo puro non appena si approssima alla velocità della luce, e i dati di Mishin e Aspden suggeriscono che la massa in realtà si evolva in una densità di energia eterica più elevata.



Così, gli effetti osservati e brevettati sui microcluster di iridio in questo volume forniscono la prima grande prova dell’idea che un oggetto possa essere completamente spostato in una dimensione (o densità) di energia eterica più elevata. Nel caso del microcluster di iridio, sembrerebbe che la struttura geometrica del microcluster permetta che l’energia del calore venga imbrigliata molto più efficientemente. L’imbrigliamento delle vibrazioni di calore, poi, crea una estrema risonanza a una temperatura relativamente più bassa, portando le vibrazioni interne dell’iridio oltre la velocità della luce. (E’ plausibile che le vibrazioni interne siano già relativamente vicine alla velocità della luce prima che venga introdotta tale risonanza, grazie alla velocità alla quale l’etere fluisce attraverso il “vortice” atomico delle nuvole elettroniche negative e del nucleo positivo). Poi, quando la soglia della velocità della luce viene raggiunta, l’energia eterica dell’iridio si sposta in una dimensione più alta, causando così la sua scomparsa dalla vista. Quando la temperatura viene ridotta, l’iridio ritorna nella nostra dimensione, dal momento che le pressione che lo teneva nella dimensione superiore è stata eliminata.



3.6 - ANOMALIE NELLE FORMAZIONI CRISTALLINE




Ora che abbiamo trattato dell’anomala situazione dei microcluster, siamo pronti ad affrontare i problemi più convenzionalmente riconosciuti della formazione dei cristalli. Il comune sale da tavola è l’esempio perfetto di come due elementi diversi, sodio e cloro, possano fondersi insieme e generare un Solido Platonico, in questo caso il cubo. Due atomi di idrogeno e uno di ossigeno si uniscono in forma di tetraedro per creare la molecola dell’acqua, (che non è un cristallo allo stato liquido ma ha una molecola tetraedrica), e i cristalli di fluoro formano un ottaedro. I cristalli che si formano con queste proprietà manterranno dappertutto al loro interno lo stesso modello, e sono simmetrici. Una descrizione più tecnica è che i cristalli sono “solidi che hanno superfici (facce) piatte che si intersecano secondo angoli specifici, e sono ordinati a livello microscopico”. La nostra domanda chiave da ricordare qui dovrebbe essere: “perché i vortici di energia che sono sferici finiscono per unirsi insieme con questi angoli e schemi così geometricamente precisi?” La risposta, ovviamente, deve essere trovata nella comprensione dei Solidi Platonici come strutture di energia “armonica” nell’etere.



La definizione classica di Glusker e Trueblood di come si formino i cristalli è che essi sono prodotti da…



…un assembramento di atomi che si ripete regolarmente. Ogni cristallo può essere visto come costituito dalla continua e ripetuta traslazione tridimensionale di un qualsiasi schema strutturale di base. (grassetto aggiunto)



Il termine “traslazione” significa ruotare un oggetto specifico di un preciso numero di gradi, come ad esempio 180°, il che formerebbe un cristallo “a due direzioni” dal momento che ci sono due traslazioni di questo tipo in un angolo giro di 360°. Così, “una traslazione ripetuta” significa che l’elemento strutturale di base (atomo o gruppi molecolari di atomi) che forma un cristallo può essere ruotato allo stesso modo più e più volte per formare lo schema ripetuto. Il termine tecnico per un accomodamento così regolare è periodicità, che significa che un cristallo è fatto di una “qualsiasi unità strutturale di base che si ripete infinitamente in tutte le direzioni, che riempie tutto lo spazio” al proprio interno. La stessa struttura (atomo o gruppo di atomi) continua a ripetersi nella stesso, periodico, modo; da cui il termine periodicità.



Nella teoria classica della formazione “periodica” del cristallo, ogni atomo conserva la propria forma e dimensione originale e non influenza gli altri atomi a parte quelli ai quali è direttamente collegato.



E’ importante comprendere che il modello della periodicità ha funzionato molto bene in cristallografia. Ogni tipo di cristallo scoperto potrebbe essere analizzato con questo metodo, e gli angoli tra le sue facce potrebbero essere predetti in base a semplici principi geometrici. In più, nel 1912, Max Von Laue scoprì un modo per utilizzare i raggi X per illuminare la struttura interna dei cristalli, creando quello che viene chiamato come “diagramma di diffrazione”. Il diagramma appare come un assembramento di singoli punti di luce su uno sfondo scuro. Questo fatto portò ad una intera scienza di ‘cristallografia a raggi X’ che fu formalizzata da William H e William L. Bragg, dove i punti di luce vengono analizzati geometricamente in relazione l’uno all’altro al fine di determinare cosa realmente sia la struttura di un vero cristallo. Nei settant’anni successivi a questa scoperta, ogni diagramma di diffrazione che è stato analizzato dagli scienziati della scienza ufficiale si adattava perfettamente al modello della periodicità, cosa che portò all’inevitabile ed apparentemente semplice conclusione che i cristalli fossero un assembramento di singoli atomi in unità strutturali.



Uno delle regole più puramente matematiche del modello della periodicità è che un cristallo può avere solo rotazioni (traslazioni) in 2, 3, 4 e 6 direzioni. In questo modello, se si ha un cristallo che è effettivamente fatto di singoli atomi o molecole in una struttura periodica ripetitiva, il cristallo non può avere una rotazione a 5 sensi o una rotazione in più di 6 direzioni. “Si suppone” che gli atomi mantengano le loro proprie identità puntiformi e che non si uniscano con altri atomi in un intero più grande. Tuttavia, in termini puramente geometrici, il dodecaedro ha cinque assi di simmetria e l’icosaedro ha 5 e 10 assi di simmetria. Questi Solidi Platonici soddisfano tutti i requisiti per la simmetria, come sottolineato dal dr. Wolff precedentemente in questo capitolo, ma non si può semplicemente impacchettare singoli atomi per creare una di queste forme. Quindi il dodecaedro e l’icosaedro hanno la simmetria ma ancora non hanno la periodicità delle formazioni cristalline. Perciò, non c’era nessun indizio in scienza che facesse credere che entrambe queste forme potessero comparire come strutture molecolari cristalline, era “impossibile”. O almeno così credevano loro…..



Ora addentriamoci nell’infame incidente di Roswell. Secondo l’ex impiegato di Groom Lake / Area 51 Edgar Fouche, sui resti rinvenuti sono state trovate delle strutture molecolari che non soddisfano il modello convenzionale della periodicità cristallina. Questi vennero conosciuti come “quasi-cristalli” (quasi-crystals), abbreviazione di “cristalli quasi-periodici” (quasi-periodic crystals) Sia l’icosaedro sia il dodecaedro apparvero in queste leghe uniche. Simili a microcluster ma ad un più elevato ordine di grandezza, questi quasi-cristalli manifestavano molte strane proprietà, come estrema durezza, estrema resistenza al calore e non-conduttività elettrica, anche se normalmente i metalli presenti in queste formazioni sono dei conduttori! (Questo concetto sarà chiarito nelle prossime righe). Diversamente dai microcluster, che pare si possano formare individualmente solo da “strisce di cluster”, i quasi-cristalli possono essere raggruppati insieme per formare delle leghe. Fouche afferma quanto segue sul proprio sito internet, con il grassetto aggiunto da noi:

Ho detenuto cariche all’interno della USAF [l’Aeronautica Militare USA] che richiedevano che fossi in possesso di accessi Top Secret, Top Secret-Crypto e di classe “Q”…

Nella sala centrale a Groom [base top secret di Groom Lake], ho udito parole come Forze di Lorentz, detonazioni pulsanti, radiazione ciclotroniche, generatori di campo a trasduzione di flusso quantico, lenti di energia di quasi-cristalli e ricevitori quantici EPR. Mi hanno detto che i quasi-cristalli erano la chiave [d’accesso] ad un intero nuovo ramo di tecnologie per la propulsione e le comunicazioni.

A tutt’oggi sono oggetto di forti pressioni affinché spieghi le eccezionali proprietà elettriche, ottiche e fisiche dei quasi-cristalli e il perché tali ricerche vengano secretate…

Quattordici anni di ricerche sui quasi-cristalli hanno permesso di stabilire l’esistenza di una ricca varietà di quasi-cristalli stabili e meta-stabili con cinque, otto, dieci e dodici assi di simmetria, con strane strutture [come il dodecaedro e l’icosaedro] e interessanti proprietà. Si è reso necessario sviluppare nuovi strumenti per lo studio e la descrizione di questi straordinari materiali.

Ho scoperto che ricerche segrete hanno mostrato che i quasi cristalli sono molto promettenti come materiali per lo stoccaggio di grandi energie, componenti di matrici metalliche, barriere termiche, rivestimenti inusuali, sensori ad infrarossi, applicazioni laser ad alta potenza ed elettro-magneti. Alcune leghe ad alta resistenza e alcuni strumenti chirurgici sono già sul mercato. [Nota: Wilcock è stato personalmente informato nel 1993 che il Teflon e il Kevlar sono entrambi frutto di retro-ingegneria]

Una delle storie che mi sono state raccontate più di una volta era che una delle coppie di cristalli usate nella propulsione dell’incidente di Roswell fosse un Cristallo di Idrogeno. Fino a poco tempo fa, creare un cristallo di idrogeno andava oltre le nostre conoscenze scientifiche. Ora la situazione è cambiata. In un Programma Black Top Secret, sotto la DOE, è stato scoperto un metodo per produrre cristalli di idrogeno, poi la produzione è iniziata nel 1994.

Il lattice di quasi-critalli di idrogeno, e un altro materiale non nominato, formavano le basi per la propulsione a scudo plasmatico del velivolo di Roswell ed era una parte integrante del motore bio-chimico del veicolo. Una quantità di avanzata cristallografia che gli scienziati non osavano nemmeno sognare fu scoperta da scienziati ed ingegneri che valutarono, analizzarono e tentarono di risalire per retro-ingegneria alla tecnologia che si era presentata col veicolo di Roswell e con altri otto veicoli che caddero dopo di allora.

Discutibilmente, dopo 35 anni di segrete ricerche sui materiali di Roswell, coloro che avevano recuperato queste tecnologie hanno ancora centinaia se non migliaia di enigmi irrisolti su quanto hanno trovato, ed è stato giudicato “prudente” introdurre i “quasi-cristalli” nel mondo non scientifico con una certa gradualità. Ora ci sono letteralmente migliaia di riferimenti diversi ai quasi-cristalli su Internet, completamente privi di ogni menzione ai microcluster. (Non un singolo studio scientifico tra quelli che siamo stati in grado di trovare in rete menziona i quasi-cristalli e i microcluster nello stesso documento). Molti dei riferimenti ai quasi-cristalli provengono da compagnie che sono partner del governo, ed è facile intuire come vengano studiati in modo intenso ed ampio. Tuttavia, non vengono quasi mai menzionati sui media generalisti, e nonostante ciò presentano una sfida unica alle nostre prevalenti teorie della fisica quantica. La ricerca va avanti, ma con una esaltazione molto dimessa.

Dan Schechtman è stato insignito dell’onere/onore di aver scoperto (o di aver avuto la possibilità di ri-scoprire) i quasi-cristalli l’8 Aprile 1982 con una lega Alluminio-Manganese (Al6Mn) che all’inizio era allo stato di liquido fuso e che poi veniva raffreddata molto velocemente. Si è verificata la produzione di cristalli in forma di icosaedro, come determinato dal diagramma a diffrazione che è stato osservato, simile all’immagine qui sotto. I dati di Schechtman non sono mai stati pubblicati fino al Novembre 1984! Nell’immagine a destra della figura 3.4 possiamo vedere chiaramente un numero di pentagoni, che indica la simmetria a cinque assi dell’icosaedro:





Figura 3.4 – L’Icosaedro (a sinistra) e il suo diagramma a diffrazione a raggi X di un quasi-cristallo (a destra)



Come abbiamo detto, con l’avvento dei quasi-cristalli, sono apparsi sia il dodecaedro che l’icosaedro, insieme ad altre inusuali forme geometriche, che in qualche modo completano la comparsa di tutti e cinque i Solidi Platonici nel mondo molecolare. Sia il dodecaedro che l’icosaedro posseggono elementi di simmetria a cinque assi con le loro strutture pentagonali. La figura 3.5 di An Pang Tsai del NRIM di Tsukuba, Giappone, mostra una lega quasi-cristallina di Alluminio-Rame-Ferro in forma di dodecaedro e una lega di Alluminio-Nichel-Cobalto in forma di prisma decagonale (10 lati):





Figure 3.5 – Prisma dodecaedrico (sin.) e decagonale (des.) di quasi-cristalli creati da An Pang Tsai del NRIM.



Il problema, qui, è che non si possono creare tali cristalli usando singoli atomi uniti insieme, ma, come possiamo ancora vedere nelle fotografie, essi sono assai reali. Il problema chiave per gli scienziati, allora, è come spiegare e definire il processo per mezzo del quale si formano questi cristalli. Secondo A.L. Mackay, uno dei modi per includere la simmetria a cinque assi nella definizione cristallografica è “l’abbandono dell’atomicità”.



Strutture frattali con cinque assi ovunque richiedono che vengano abbandonati gli atomi di grandezza finita. Questo non è un assunto realistico per i cristallografi del mondo, ma i matematici sono liberi di esplorarlo. [grassetto aggiunto]



Ciò che questo suggerisce è che, similmente ai microcluster, pare che i quasi-cristalli non abbiano più atomi individuali, ma piuttosto che gli atomi si siano fusi insieme in una unità attraverso l’intero cristallo. Mentre può apparire impossibile da credere per i cristallografi, in realtà è tra le quattro più semplici potenziali soluzioni al problema di A. L. Mackay, poiché include la semplice geometria tridimensionale e si correla con le nostre osservazioni sui microcluster. Ancora: dal momento che i cristalli sono molto reali, l’unico grande ostacolo da superare è la nostra fissazione sulla credenza che gli atomi siano fatti di particelle.



Un altro esempio a riguardo si ha nel Condensato di Bose-Einstein, teorizzato per la prima volta nel 1925 da Albert Einstein e Satyendranath Bose, e dimostrato per la prima volta in un gas nel 1995. In breve, un Condensato di Bose-Einstein è un grande gruppo di atomi che si comporta come se fosse una particella singola, con ogni atomo che lo compone che sembra occupare simultaneamente tutto lo spazio e tutto il tempo attraverso l’intera struttura. Si misura che tutti gli atomi vibrano alla stessa esatta frequenza e viaggiano alla stessa velocità, e tutto appare essere situato nella stessa area di spazio. Le varie parti del sistema agiscono rigorosamente come un intero unificato, perdendo ogni segno di individualità. Questa è la vera proprietà richiesta a un superconduttore per esistere. (Un superconduttore è una sostanza che conduce elettricità senza perdita di corrente).



Tipicamente, un condensato di Bose-Einstein può essere formato solo a temperature estremamente basse. Tuttavia, sembra di osservare un processo simile a quello che avviene nei microcluster e nei quasi-cristalli, dove non esiste più un senso di identità atomica individuale. Sorprendentemente, un altro processo simile avviene anche nella luce laser, conosciuta come luce “coerente”. Nel caso del laser, l’intero fascio di luce si comporta come se fosse un unico “fotone” nello spazio e nel tempo; in un fascio laser non c’è nessun modo per separare fotoni individuali. E’ interessante notare che i laser, i superconduttori e i quasi-cristalli sono stati tutti trovati in tecnologie ET recuperate dal 1940 in poi.



Tutto questo ovviamente introduce un intero nuovo mondo di fisica quantica sul tavolo della discussione. Nel tempo, pare che i quasi-cristalli e il condensato di Bose-Einstein saranno usati molto più diffusamente e compresi come esempi di come siamo stati fuori strada nel nostro pensiero dei quanti basati su “particelle”. Inoltre, il fisico britannico Herbert Froehlich ha supposto nei tardi anni ’60 che sistemi viventi si comportano frequentemente come i condensati Bose-Einstein, suggerendo che sia in atto un ordine a scala più alta. Discuteremo di questo nei capitoli successivi, che si accordano con la biologia eterica.





Figura 3.6 – Tavola geometrica degli Elementi di Sir William Crookes nella ristampa di Dan Winter



La nostra prossima domanda riguarda le nuvole di elettroni che sono state osservate nell’atomo. Rod Johnson e Dan Winter hanno entrambi notato che nell’atomo le nuvole di elettroni a forma di lacrima si adattano perfettamente alle facce dei Solidi Platonici. Winter si riferisce alle nuvole di elettroni come “coni a vortice” (vortex cones), e la figura 3.6 è sfortunatamente una copia illeggibile della Tavola Periodica degli Elementi come originariamente ideata da Sir William Crookes, uno scienziato famoso e altamente rispettato dei primi del ‘900, il quale in seguito divenne investigatore nel campo della parapsicologia. Nella parte bassa dell’immagine, vediamo un’illustrazione di come i “coni a vortice” si adattino su ogni faccia dei Solidi Platonici.

(Pare che una copia più leggibile della figura 3.6 esista in uno dei libri precedenti di Winter. Alcuni dei nomi degli elementi possano essere ricavati guardando l’immagine a grandezza naturale, e altri possano essere dedotti dalla loro posizione in relazione alla classica Tavola Periodica degli Elementi. Il documento ovviamente si legge dall’alto in basso, e il primo elemento che è scritto proprio sotto i due cerchi al centro è l’Elio, e la linea poi si muove verso l’elemento successivo. La scala sulla sinistra è una serie di misure graduate, che inizia dallo 0° della linea superiore e aumenta di unita di 10° per ogni linea. I numeri dei gradi scritti sulla scala sono 50, 100, 150, 200, 250, 300, 350 e 400. Questo pare indicare che la teoria di Sir Crookes comprendesse rotazioni angolari o traslazioni degli elementi in base alla loro geometria quando ci muoviamo da un elemento al successivo. Possiamo vedere che l’onda è per lo più dritta, ma al tempo stesso ci sono inclinazioni nella linea che sembrano corrispondere a rotazioni angolari più ampie che devono essere fatte).

Ritornando ai Solidi Platonici nell’etere, Aspden afferma che essi agiscono come “cristalli fluidi”, cioè che si possono comportare come solidi e come liquidi allo stesso tempo. Così, dopo aver capito che le nuvole di elettroni sono tutte posizionate secondo il modello dei Solidi Platonici, diventa molto più facile capire come si formino i cristalli e anche come probabilmente si formino i quasi-cristalli. Ci sono “nidi” di Solidi Platonici nell’atomo, un solido per ogni sfera principale nel “nido”, proprio come ci sono “nidi” di nuvole elettroniche a differenti livelli di valenza tutti co-esistenti. I Solidi Platonici formano una griglia e una struttura energetica attraverso cui l’energia eterica deve fluire non appena si avvicina al centro positivo di bassa pressione dell’atomo. Così, vediamo che ogni faccia dei Solidi funziona come un tunnel attraverso cui l’energia deve passare, creando ciò che Winter ha chiamato “coni a vortice”.

Ora che il necessario contesto è stato chiarito, i concetti di Johnson sulla simmetria Platonica all’interno della struttura di atomi e molecole del prossimo capitolo non dovrebbero risultarci così strani come probabilmente appaiono alla maggior parte delle persone. Dato quello che abbiamo visto nell’estesa ricerca che è stata sviluppata, specialmente con l’ingegneria dei quasi-cristalli, pare che questa informazione sia già sfruttata dall’umanità in certi circoli ristretti.



RIFERIMENTI:



1. Aspden, Harold. Energy Science Tutorial #5. 1997. URL: http://www.energyscience.co.uk/tu/tu05.htm

2. Crane, Oliver et al. Central Oscillator and Space-Time Quanta Medium. Universal Expert Publishers, June 2000, English Edition. ISBN 3-9521259-2-X

3. Duncan, Michael A. and Rouvray, Dennis H. Microclusters. Scientific American Magazine, December 1989.

4. Fouche, Edgar. Secret Government Technology. Fouche Media Associates, Copyright 1998/99. URL: http://fouchemedia.com/arap/speech.htm

5. Hudson, David. (ORMUS Elements) URL: http://www.subtleenergies.com

6. Kooiman, John. TR-3B Antigravity Physics Explained. 2000. URL:http://www.fouchemedia.com/Kooiman.htm

7. Mishin, A.M. (Levels of aetheric density) URL: http://alexfrolov.narod.ru/chernetsky.htm

8. Winter, Dan. Braiding DNA: Is Emotion the Weaver? 1999. URL: http://soulinvitation.com/braidingDNA/BraidingDNA.html

9. Wolff, Milo. Exploring the Physics of the Unknown Universe. Technotran Press, Manhattan Beach, CA, 1990. ISBN 0-9627787-0-2. URL: http://members.tripod.com/mwolff
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Gio 03 Dic 2009, 00:03

Capitolo Tre

GEOMETRIA SACRA NEL REGNO DEI QUANTI

di David Wilcock





3.1 - I SEGRETI DI ATLANTIDE RIVISITATI


Come illustrato nel nostro precedente lavoro, una gran parte del quadro cosmologico unificato che stiamo descrivendo in questo libro è presentato con profusione di dettagli nelle scritture Vediche, che si autodefiniscono vecchie di 18.000 anni. E’ altamente probabile che l’intera cosmologia di cui stiamo ora trattando fosse già ben conosciuta nei tempi antichi sia dagli abitanti di Atlantide sia da quelli di Rama. Poi, oltre 12.000 anni fa, un cataclisma globale causò la distruzione di entrambe le civiltà. Col passare degli anni, coloro che hanno ereditato le conoscenze scientifiche hanno avuto sempre maggiori difficoltà a comprendere il “quadro generale”.



Quasi tutte le tradizioni sacre, compresa quella dei Veda, insistevano sull’esistenza di un ordine nascosto in grado di unificare tutti gli aspetti dell’Universo, e che, con sufficienti studi e visualizzazioni delle forme geometriche implicite di questo ordine, la mente dell’iniziato potesse essere connessa all’Unità dell’Universo, permettendo lo sviluppo di grandi abilità della coscienza e della mente sovrasensibile. Alcune di queste visualizzazioni hanno preso forma nello studio dei mandala come la formazione Sri Yantra. Altri hanno preferito dedicarsi a danze nelle quali il movimento e la musica erano in sintonia con questi schemi geometrici. Altri ancora si sono orientati sull’assemblare, scolpire e/o disegnare tali forme con un compasso e un righello, da cui l’importanza del principale simbolo della fratellanza Massonica, composta da una “G”, che simbolizza “Dio”[1], “Geometria e il “Grande Architetto dell’Universo”, racchiusa tra un compasso in alto e un righello in basso. Gruppi Pre-Massonici come i Cavalieri Templari hanno scelto di nascondere queste relazioni geometriche nelle loro strutture sacre, come le finestre in ferro e vetro delle cattedrali.



3.2 - GEOMETRIA SACRA E I SOLIDI PLATONICI



Dunque, la chiave di volta della conoscenza per le scuole misteriche segrete riguardo questo ordine nascosto nell’Universo è sempre stata la geometria sacra. Abbiamo parlato molto di questo argomento in entrambi i nostri precedenti libri, e incoraggiamo il lettore a fare riferimento ad essi per una più ampia comprensione. In breve, la geometria sacra è semplicemente un’altra forma di vibrazione, o “musica cristallizzata”. Consideriamo il seguente esempio:



Dapprima facciamo vibrare la corda di una chitarra. Questo crea “onde stazionarie”, cioè onde che non si muovono avanti e indietro attraverso la corda ma rimangono stabili in un posto. Vedremo alcune aree dove ci sono dei movimenti verticali estremi, che rappresentano i picchi alti e bassi dell’onda, e altre aree dove non c’è nessun movimento verticale, noti come nodi. I nodi che si formano in ogni tipo di onda stazionaria saranno sempre distanziati uniformemente l’uno dall’altro, e la velocità della vibrazione determinerà quanti nodi si formeranno. Questo significa che più alta la vibrazione sale, maggiore sarà il numero di nodi che vedremo.

In due dimensioni, possiamo sia usare un oscilloscopio sia far vibrare un “ Piatto Chladni” circolare e piano e osservare come i nodi, se uniti insieme, sviluppino forme geometriche comuni come il quadrato, il triangolo e l’esagono. Questo esperimento è stato ripetuto molte volte dai Dr. Hans Jenny, Gerald Hawkins e altri.

- Se il cerchio ha tre nodi equamente distribuiti, allora possono essere uniti per formare un triangolo.

- Se il cerchio ha quattro nodi equamente distribuiti, si può formare un quadrato.

- Se ha cinque nodi, si forma un pentagono.

- Sei nodi, un esagono, eccetera.



Sebbene sia un concetto molto semplice in termini di meccanica delle onde, Gerald Hawkins è stato il primo a stabilire matematicamente che tali forme geometriche inscritte nei cerchi fossero proprio relazioni musicali. Possiamo rimanere sorpresi nel comprendere come egli sia stato guidato a questa scoperta analizzando varie formazioni geometriche nel grano apparse nottetempo nelle campagne britanniche. Ciò è stato trattato nei nostri precedenti due libri.



Le più profonde, riverite forme di geometria sacra sono tridimensionali, e sono conosciute come Solidi Platonici. Ci sono solo cinque formazioni esistenti che seguono tutte le regole necessarie per essere considerate tali, vale a dire l’ottaedro a otto facce, il tetraedro a quattro facce, il cubo a sei facce, il dodecaedro a dodici facce e l’icosaedro a venti facce. Qui, il tetraedro è illustrato come un “tetraedro a stella” o tetraedro intrecciato, cioè due tetraedri uniti insieme a formare una perfetta simmetria.










Figure 3.1 – I cinque Solidi Platonici di base.



Ecco alcune delle regole principali per questi solidi geometrici:



- Ogni formazione avrà la stessa forma per ogni faccia:

o Facce a triangolo equilatero nell’ottaedro, tetraedro e icosaedro

o Facce quadrate nel cubo

o Facce pentagonali nel dodecaedro

- Ogni linea di ogni formazione deve essere della stessa lunghezza

- Ogni angolo interno di ogni formazione deve essere uguale



E, cosa più importante di tutte,



- Ogni forma deve essere perfettamente inscritta in una sfera, e tutti i punti devono toccare la superficie della sfera senza sovrapposizioni.



Similmente ai casi bidimensionali riguardanti il triangolo, il quadrato, il pentagono e l’esagono inscritti nel cerchio, i Solidi Platonici sono semplicemente rappresentazioni di formazioni d’onda in tre dimensioni. Questo punto non è stato sottolineato abbastanza. Ogni punto di vertice dei Solidi Platonici tocca la superficie di una sfera nella zona dove le vibrazioni si fermano per formare un nodo. Quindi, quello che stiamo vedendo è un’immagine geometrica tridimensionale di vibrazione/pulsazione.



Entrambi gli allievi di Buckminster Fuller e del suo prediletto prof. Hans Jenny hanno escogitato esperimenti ingegnosi per mezzo dei quali mostrare come i Solidi Platonici si formino all’interno di una sfera vibrante/pulsante. Nell’esperimento condotto dagli studenti di Fuller, un palloncino sferico viene immerso nella tintura e fatto pulsare con frequenze sonore pure, conosciute come rapporti sonori “Diatonici” [2]. Un piccolo numero di nodi equidistanti si formano sulla superficie della sfera, così come le sottili linee che li connettono l’uno all’altro. Se appaiono quattro nodi equidistanti, vedremo un tetraedro. Sei nodi equidistanti formano un ottaedro. Otto nodi equidistanti formano un cubo. Venti nodi equidistanti formano un dodecaedro, e dodici nodi equidistanti formano un icosaedro. Le linee rette che vediamo su questi oggetti geometrici rappresentano semplicemente la tensione creata dalla “ distanza più breve tra due punti” nel momento in cui ognuno dei nodi si distribuisce sull’intera superficie della sfera.





Figure 3.2 – Formazione di un Solido Platonico in un fluido sferico vibrante del Dr. Hans Jenny



Il prof. Hans Jenny ha condotto un esperimento simile, una piccola parte del quale è raffigurata qui in figura 3.2, nel quale una gocciolina d’acqua contiene una sospensione molto fine di particelle colorate di chiaro, conosciuta come una “sospensione colloidale”. Quando questa gocciolina d’acqua pesantemente riempita di particelle viene fatta vibrare a varie frequenze musicali “Diatoniche”, all’interno compaiono i Solidi Platonici, circondati da linee curve ellittiche che uniscono tali nodi insieme, come vediamo in figura, dove appaiono evidenti due tetraedri nell’area centrale. Se la goccia fosse una sfera perfetta anziché una sfera appiattita, le formazioni sarebbero visibili ancor più chiaramente.



3.3 - SOLIDI PLATONICI E SIMMETRIA IN FISICA



Il mistero ed il significato dei Solidi Platonici non è ancora stato del tutto perduto dalla scienza moderna, dal momento che queste forme si adeguano a tutti i criteri necessari per creare “simmetria” in fisica in molti modi differenti. Per questa ragione, si ritrovano spesso nelle teorie che trattano della multi-dimensionalità, dove molti “piani” hanno necessità di intersecarsi simmetricamente in modo da poter essere ruotati in numerosi modi e rimanere sempre nelle stesse posizioni relative l’uno all’altro. Queste teorie multi-dimensionali includono la “group theory” (“teoria del gruppo”), conosciuta anche come “gauge theory” (“teoria del calibro”), che utilizza coerentemente vari modelli Platonici per lo spazio iperdimensionale ripiegato.



Queste stesse “funzioni modulari” sono considerate i più avanzati strumenti matematici disponibili per studiare e comprendere le “dimensioni superiori”, e la teoria delle “Superstringhe” è interamente costruita su di esse. In breve, i Solidi Platonici sono già stati riconosciuti come la chiave maestra per sbloccare il mondo delle “dimensioni superiori”. Ricordiamo che i punti precedenti sono stati menzionati in breve, essendo già stati ben trattati nei nostri precedenti libri, e che la chiave di tutto ciò è la simmetria. Quando teniamo in mente le qualità di simmetria dei Solidi di cui abbiamo parlato, le parole del Dr. Wolffs tratte dal capitolo 5 intitolato On the Importance of Living in Three Dimensions (Sull’Importanza del Vivere in Tre Dimensioni) dovrebbero assumere un particolare significato per noi:



Pag. 71 – Come vostro consigliere in esplorazione, posso dirvi che “ Ogni volta che vedete una situazione di simmetria in un problema di fisica, fermatevi e riflettete! Perché quasi sempre troverete una via più semplice per risolvere il problema usando la proprietà della simmetria”. Questa è una delle ricompense del giocare con le simmetrie. L’impressione è netta…



In matematica e geometria, c’è la necessità di essere precisi; per definizione la simmetria significa che una funzione o una figura geometrica rimane la stessa, nonostante: 1) una rotazione di coordinate, 2) una traslazione lungo un asse, o 3) uno scambio di variabili.



Nella scienza della fisica, che è il nostro argomento principale, la presenza della simmetria solitamente significa che una legge di Natura non cambia, nonostante: 1) una rotazione delle coordinate nello spazio, 2) una traslazione lungo un asse nello spazio, 3) la trasformazione del passato nel futuro quando t diventa –t, 4) uno scambio di due coordinate come per esempio x con y, z con –z, ecc., 5) lo scambio di ogni variabile data. (grassetto aggiunto)

I Solidi Platonici manifestano la più grande simmetria geometrica tra tutte le forme esistenti, sebbene qui il Dr. Wolff non le chiami per nome. Nel prossimo estratto dal dr. Aspden, egli si riferisce alle forme dei Solidi Platonici nell’etere come “cristalli fluidi”, e spiega come essi possano avere un effetto simile ad un solido, anche se compaiono in un mezzo simil-fluido:

… i fisici del 19° secolo erano in imbarazzo di fronte all’etere perché esso mostra alcune proprietà che ci dicono che è un fluido e altre che ci dicono che è un solido. Questa era la percezione in un’ epoca in cui poco o niente si conosceva dei “cristalli fluidi”. I display di molte calcolatrici tascabili usano segnali elettrici e fanno affidamento sulle proprietà di una sostanza che, come l’etere, mostra proprietà caratteristiche di entrambi gli stati liquido e solido in risposta a un’alterazione del campo elettrico.



Questo ci dà una “valida” spiegazione del perché Tesla diceva che l’etere “ si comporti come un liquido di fatto, e come un solido per luce e calore. I Solidi Platonici in realtà si comportano come fossero strutture consolidate dell’etere, organizzando i flussi energetici in schemi specifici.



Dunque: i Solidi Platonici sono semplici forme geometriche di “musica cristallizzata” che si formano spontaneamente nell’etere quando questo pulsa. Un altro punto importante da ricordare è che quando una gerarchia di Solidi Platonici evolve in un’altra, il moto avverrà sempre lungo un percorso a spirale, prevalentemente secondo il classico rapporto “phi”. E’ stato osservato che anche le Onde Torsionali seguono lo schema “phi”, cosa che sarà discussa più approfonditamente quando affronteremo il sottostimato fenomeno del “potere della piramide” e l’ “effetto della cavità strutturale” esplorato dal dr. Victor Grebennikov nel settimo capitolo.



3.4 - FISICA DEI MICROCLUSTER


Dopo aver terminato la prima metà di questo libro, un nuovo associato ci ha segnalato il germogliare del nuovo campo della “fisica dei microcluster”, che cambia interamente il nostro punto di vista sul mondo quantico, presentandoci un intero nuovo stato della materia che non obbedisce alle “regole” comunemente accettate. I Microcluster sono minuscole particelle che presentano chiare ed inequivocabili prove che gli atomi sono vortici nell’etere che si assemblano naturalmente in forma di Solidi Platonici tramite la loro vibrazione/pulsazione. Inoltre, queste nuove scoperte sono state un duro colpo per coloro che ancora credono all’esistenza di singoli elettroni orbitanti intorno ad un nucleo anziché nuvole di elettroni in forma di onde stazionarie di energia eterica assemblate in schemi geometrici. La storia dei “microcluster” irrompe per la prima volta nel mondo ufficiale nell’edizione del Dicembre del 1989 dello Scientific American, nell’articolo scritto da Michael A.. Duncan e Dennis H. Rouvray.



Dividi e suddividi un solido e i tratti caratteristici della sua solidità scompariranno uno per uno, come i tratti somatici dello Stregatto, per essere rimpiazzati da caratteristiche che comunque non sono quelle dei liquidi o dei gas. Essi appartengono invece ad un nuovo stato della materia, i microcluster… Essi pongono questioni che risiedono nel cuore della fisica e della chimica dello stato solido, e nel relativo campo della scienza materiale. Quanto piccolo deve diventare un aggregato di particelle prima che si perda il carattere della sostanza d’origine? Come possono riconfigurarsi gli atomi se liberati dall’influenza della materia che li circonda? Se la sostanza è un metallo, quanto piccolo dev’essere un gruppo (=cluster) di atomi per perdere la caratteristica condivisione di elettroni liberi che soggiace alla conduttività? (corsivo aggiunto)



Meno di due anni dopo dell’irruzione di questa storia nel mondo ufficiale, la fisica dei microcluster è stata perfezionata in un apposito testo universitario scritto da Satoru Sugano e Hiroyasu Koizumi. Microcluster Physics (Fisica dei Microcluster) è stato pubblicato dalla rispettabile, ufficiale corporazione Sprinter-Verlag come il 21° volume di una serie di testi nel campo delle scienze materiali. Tutte le citazioni tratte da questo testo che proporremo, provengono dalla seconda edizione, edita nel 1998. Nel testo di Sugano e Koizumi, ci viene detto che, con le nuove scoperte sui microcluster, possiamo ora assemblare raggruppamenti di atomi in quattro categorie base di grandezza, ognuna delle quali con differenti proprietà:



- Molecole: 1-10 atomi.

- Microcluster: 10-1000 atomi

- Particelle fini: 1000-100.000 atomi

- Massa: più di 100.000 atomi.


Studiando questa lista, ci aspetteremmo inizialmente che i microcluster posseggano tratti in comune sia con le molecole sia con le particelle fini, ma di fatto hanno proprietà che né le une né le altre mostrano, come Sugano e altri spiegano in questo passo:



I Microcluster composti dai 10 ai 103 atomi non esibiscono né le proprietà della massa corrispondente né quelle delle corrispondenti molecole di pochi atomi. Si può dire che i microcluster formino un nuovo stato della materia che è una via di mezzo tra i solidi microscopici e le particelle microscopiche come atomi e molecole, e che essi mostrino sia le caratteristiche macroscopiche sia quelle microscopiche. Comunque, le ricerche in direzione di questo nuovo stato della materia sono state lasciate intatte dallo sviluppo della teoria dei quanti della materia fino a pochi anni fa. (grassetto aggiunto)



Continuando a leggere, comprendiamo che non tutti i gruppi composti da un numero casuale di atomi compreso tra 10 e 1000 formano dei microcluster; solo alcuni “numeri magici” di atomi, unendosi, diventano effettivamente dei microcluster. Nel prossimo passo si descrive come ciò è stato scoperto per la prima volta, e mentre lo leggiamo dobbiamo tenere a mente che lo spettro di massa menzionato descrive analisi spettroscopiche, cosa che abbiamo affrontato nel capitolo precedente. Quando si parla di “strisce di cluster”, significa che atomi (come il sodio, Na) vengono estrusi attraverso un sottile becco per formare una “striscia” che viene poi analizzata. Più importante: non appena gli atomi vengono estrusi dal becco, alcuni di essi si raccolgono spontaneamente in microcluster, i quali dimostrano proprietà anomale:



Le caratteristiche microscopiche dei microcluster sono state scoperte per la prima volta osservando delle anomalie nello spettro di massa di una “striscia di cluster” di sodio (Na) di determinate dimensioni, chiamate numeri magici. Quindi è stato confermato sperimentalmente che i numeri magici provengono dalla struttura a conchiglia degli elettroni di valenza. Stimolati da queste scoperte epocali nei microcluster di metalli, e aiutati dal progresso delle tecniche sperimentali in grado di produrre microcluster relativamente densi e non interattivi[3] di varie dimensioni, in forma di strisce di microcluster, il campo di ricerca dei microcluster si è sviluppato rapidamente negli ultimi 5/7 anni [dalla prima edizione del 1991 del libro]. Il progresso si deve anche allo sviluppo dei computer e delle tecniche di calcolo computerizzato…



Il campo dei microcluster sta attirando l’attenzione di molti fisici e chimici (e anche biologi!) impegnati in ricerche sia applicate che pure, dal momento che non interessa solo i punti di vista fondamentali ma anche quelli delle applicazioni in elettronica, catalisi, ingegneria ionica, ingegneria carbon-chimica, fotografia e così via. Giunti a questo punto dello sviluppo, è stata avvertita sentita l’esigenza di un libro introduttivo per i novizi del settore, per chiarire i concetti fisici fondamentali per lo studio dei microcluster. Questo libro è destinato proprio a soddisfare tale esigenza. Ed è basato su una serie di letture fatte ai laureandi (principalmente di Fisica) dell’Università di Tokio, Università di Kyoto, Università Metropolitana di Tokyo, Tokyo Institute of Technology e Università di Kyushu, nel periodo tra il 1987 e il 1990.



La nostra prossima citazione proviene dalla prima parte del libro di Sugano e Koizumi, dove vengono presentati dettagli specifici a proposito delle proprietà altamente anomale dei microcluster. Sebbene in termini di quantità di atomi siano di poco più piccoli delle particelle fini, essi sono molto più stabili. In questo caso, la maggiore stabilità si riferisce al fatto che i microcluster bruciano a una temperatura molto maggiore delle molecole o delle particelle fini dello stesso elemento. Secondo David Hudson (del quale parleremo più avanti), gli scienziati russi furono i primi a scoprire che i microcluster dovevano essere bruciati per più di 200 secondi per far apparire uno spettro di colori analizzabile, laddove tutte gli altri composti molecolari conosciuti si consumano in un massimo di 70 secondi:



Quando dall’ulteriore divisione delle particelle fini giungiamo ad avere un frammento chiamato microcluster con un raggio dell’ordine dei 10 angstrom, osserviamo che dobbiamo prendere in considerazione una fisica differente da quella delle particelle fini. La differenza sostanziale deriva dal postulato teorico, parzialmente supportato dagli esperimenti, che, in linea di principio, sia possibile estrarre microcluster di forma e grandezza volute e che le loro proprietà possano essere misurate, mentre questo genere di misurazioni sono impossibili per le particelle fini. Questo postulato potrebbe essere giustificato considerando il fatto che gruppi di una data forma regolare sono molto stabili se comparati con quelli di altre forme, il numero dei quali è piuttosto esiguo. In contrasto con questo fatto, le particelle fini di forme differenti e di grandezza fissa che formano un grande agglomerato da permettere un trattamento statistico sono energeticamente pressoché degenerate. Ciò rende impossibile l’estrazione di particelle fini della forma voluta.



Prova definitiva si è ottenuta dal fatto che microcluster di metalli alcalini [1.8] e nobili [1.9] in forma di striscia di cluster, quando sono della grandezza dei cosiddetti numeri magici hanno una forma pressoché sferica. Un numero magico è una specifica grandezza N [cioè il numero di atomi nel cluster] dove si verificano anomalie di abbondanza negli spettri della massa. Questo indica che i microcluster di quelle dimensioni sono relativamente stabili se comparati con quelli di grandezze vicine. (grassetto aggiunto)



Nelle prossime citazioni si vedrà che le forme “pressoché sferiche” sopra citate sono proprio i Solidi Platonici e le relative geometrie. Il prossimo passaggio è probabilmente troppo tecnico per la gran parte dei lettori e può essere saltato, ma è una descrizione esaustiva di come le “strisce di cluster” vengano create e analizzate, nonché quali specifici “numeri magici” di atomi siano emersi. Inoltre, dobbiamo far notare che i cluster formati diventano elettricamente neutri, la qual cosa costituisce un altro risultato anomalo ed inatteso:



Come esempio mostriamo lo spettro di massa della striscia di cluster di Sodio della Fig. 1.5. La striscia è prodotta mediante l’espansione adiabatica di una mistura di gas di Sodio e Argon attraverso un becco. I cluster di sodio nella striscia vengono foto-ionizzati, ne viene analizzata la massa con un analizzatore di massa quadripolare, e vengono infine individuati tramite un sistema di rilevazione di ioni. Esami dettagliati dell’esperimento verificano che lo spettro di massa così osservato rispecchia i cluster [elettricamente] neutri prodotti originariamente dall’estrusione. Le anomalie di abbondanza osservate nella grandezza N, quando questa è 8, 20, 40, 58 e 93 (Fig. 1.5), fanno sì che questi vengano indentificati come i numeri magici dei cluster di Sodio neutro. (grassetto aggiunto)



Ora riponete molta attenzione alla prossima frase, perché il suo significato può essere facilmente frainteso:



In quanto segue, mostreremo che questi numeri magici sono associati con la struttura intrinseca degli elettroni di valenza che si muovono indipendentemente in un efficace potenziale a simmetria sferica…



Quello che ci viene detto è che nel microcluster gli ipotetici “elettroni” non sono più confinati nei singoli atomi di appartenenza, ma piuttosto che si muovono indipendentemente attraverso l’intero cluster stesso! Ricordate che nel nostro nuovo modello quantico, non ci sono elettroni, ma solo nuvole di energia eterica che scorrono dentro, verso il nucleo in conseguenza dell’effetto Biefield-Brown. In questo caso, il microcluster agisce come un singolo atomo, con il centro del cluster che diventa simile al nucleo atomico caricato positivamente, all’interno del quale scorre l’energia caricata negativamente. In modo interessante, tenendo a mente i comportamenti similfluidi dell’etere, il prossimo passaggio suggerisce che i microcluster possano avere proprietà simili sia ad un fluido che ad un solido:



[La simmetria dei] microcluster di metalli sembra rivelare che i microcluster appartengano al mondo microscopico come gli atomi e le molecole, laddove invece le particelle fini appartengono al mondo macroscopico. Questo è vero per certi aspetti, ma non per tutti. Nel 2° capitolo vedremo che, a temperature interne finite, i microcluster possono apparire allo stato liquido quando vengono osservati nel mondo macroscopico… (grassetto aggiunto)



Il prossimo passaggio proviene da uno studio completamente diverso di Besley ed altri, a cui si fa riferimento alla fine del capitolo, intitolato Theoretical Study of the Structures and Stabilities of Iron Clusters (“Studio Teoretico sulle Strutture e sulla Stabilità dei Cluster di Ferro”). Ovviamente, il loro lavoro si fonda direttamente sul testo di Sugano e Koizumi e sulle scoperte occorse durante la sua stesura. Qui, la chiave è che la ricerca di Besley ed altri punta sulle proprietà elettriche e magnetiche anomale possedute dai microcluster, che non si trovano né nelle molecole né nella materia condensata:



I cluster sono a buon diritto interessanti, dal momento che per piccoli cluster c’è la possibilità, nella piccola dimensione, di effetti che riconducono a proprietà elettriche, magnetiche o altro, che sono piuttosto differenti da quelle delle molecole o della materia condensata. Da un punto di vista teoretico, c’è stato anche un considerevole sforzo in direzione della ricerca per la comprensione di geometrie, stabilità e reattività di cluster di metalli puri allo stato gassoso. (grassetto aggiunto)



E ora, se saltiamo direttamente alla pag. 11 del testo di fisica dei microcluster di Sugano e altri, arriviamo alla sezione 1.3.1 intitolata Fundamental Polyhedra (=Poliedri Fondamentali). E’ qui che il collegamento tra i microcluster e la geometria della fisica di Johnson diviene chiaramente evidente:



Recentemente, si è discusso [1.12] del fatto che le forme stabili dei microcluster siano date dai 5 poliedri di Platone: tetraedro, cubo, ottaedro, dodecaedro a pentagoni, icosaedro [cioè i Solidi Platonici]; e da due poliedri di Keplero a facce romboidali; il dodecaedro e il triacontaedro romboidali…



E’ molto importante notare che i tetraedri non riempiono completamente lo spazio, come mostra la fig. 1.9, e che gli icosaedri, i decaedri trigonali e i dodecaedri pentagonali con simmetria rotazionale a cinque assi non sono strutture cristalline: essi non crescono secondo la struttura periodica della massa. Se il poliedro è una struttura non-cristallina, allora il microcluster, sulla via per diventare massa, deve sottostare a una fase di transizione verso una struttura cristallina (grassetto aggiunto)



Per chi ha studiato geometria sacra per molti anni, è sorprendente considerare che, ad un livello decisamente troppo piccolo per l’occhio nudo, gli atomi si raggruppano insieme in formazioni di Solidi Platonici perfetti. E’ anche interessante considerare che alcuni di questi microcluster possiedono anche qualità simil-fluide, per mezzo delle quali essi sono in grado di fluire da un tipo di struttura geometrica ad un’altra. Nel loro testo, Sugano e Koizumi prendono per assunto che certi poliedri come l’icosaedro e dodecaedro sono non-cristallini, e devono quindi sottostare a una fase di trasformazione prima di poter diventare un oggetto cristallizzato più grande. Comunque, più avanti in questo capitolo, presenteremo una prova forte e inconfutabile del fatto che l’intero modello della cristallografia è incompleto e che, in determinate circostanze, si possono ottenere formazioni molto simili ai microcluster a ordini di grandezza più elevati, da due o più elementi di atomi raggruppati insieme.



Se il lettore sfoglia rapidamente il resto del testo di Sugano e altri, è notevole come riesca a vedere una gran quantità di diagrammi di atomi raggruppati in Solidi Platonici. Impariamo che il raggrupparsi di un “numero magico” di atomi crea sempre una delle strutture geometriche sopra menzionate. Se prendiamo il tetraedro, per esempio, e lo smembriamo in un certo numero di sferette aventi tutte la stessa dimensione, allora avremo bisogno di un esatto “numero magico” di sferette per costruire un tetraedro di una data grandezza. E’ lo stesso modello delle “sfere chiuse” di Buckminster Fuller, e la sua forma più semplice si esprime nel fatto che se si mettono insieme tre sfere in un triangolo e poi si posiziona sopra un quarta sfera nel mezzo si otterrà un tetraedro.



Ancor più degno di nota è che alla pagina 18 del libro Microcluster Physics (Fisica dei Microcluster), Sugano riporta una fotografia di un cluster d’oro costituito da “circa 460” atomi, all’interno del quale possiamo chiaramente osservare la struttura a sfera chiusa di atomi, che forma una geometria inconfondibile. Queste immagini sono state scattate al microscopio elettronico ad alta risoluzione, e in esse è chiaramente visibile la struttura di geometria ‘cubottaedrica’ da una varietà di angolazioni diverse. Rimarchevole il fatto che si veda il cluster, immagine dopo immagine, procedere a differenti trasformazioni geometriche della propria struttura dal ‘cubottaedro’ ad altre forme, suggerendo ancora una volta qualità simil-fluide e invisibili linee di tensione dell’etere all’opera. La figura 3.3 è un diagramma che riproduce artisticamente come il numero magico di 459 atomi sferici si compattino per formare un cluster di forma ‘cubottaedrica’, mentre 561 atomi si raggruppino in forma di icosaedro.





Figura 3.3 – Cluster cubottaedrico di 459 atomi (a sinistra) e cluster icosaedrico di 561 atomi (a destra)



La prossima citazione proviene dalla sezione 3 dello studio di Besley ed altri, e propone il modello “gelatinoso” rendendo estremamente chiaro il fatto che in un microcluster la natura individuale dell’atomo si perda in favore di un comportamento di gruppo. Vedremo ancora menzionati i numeri magici e gli elettroni che si muovono attraverso l’intera struttura invece che attraverso i loro atomi di appartenenza; vedremo anche l’ipotesi che in qualche modo nei microcluster si formino “gusci geometrici” di elettroni.



Per piccoli cluster di metalli semplici, come quelli alcalini, studi spettroscopici della massa hanno indicato la presenza di nuclearità (=condizioni del nucleo) preferenziali o “numeri magici” corrispondenti a picchi particolarmente intensi. Questi esperimenti portano allo sviluppo di un modello “gelatinoso” (sferico), nel quale la geometria attuale del cluster (cioè le coordinate nucleari) sono sconosciute e irrilevanti (forse perché i cluster sono fluidi e in rapida evoluzione) e si presume che gli elettroni di valenza del cluster si muovano in un potenziale centro medio sferico. Il modello gelatinoso, perciò, spiega i numeri magici dei cluster in termini di riempimento di gusci di elettroni nei cluster, che sono analoghi ai gusci di elettroni negli atomi. Per nuclearità molto più grandi (N ~ 100-1500 [atomi totali nel cluster]) ci sono oscillazioni periodiche nell’intensità dei picchi degli spettri di massa che sono stati attribuiti all’agglomerarsi dei gusci di elettroni in supergusci.



L’osservazione di lunghi tempi di oscillazione nelle intensità dei picchi negli spettri di massa di cluster molto grandi di metalli (con più di 100.000 atomi) ha portato alla conclusione che tali cluster si evolvono attraverso la formazione di gusci geometrici tridimensionali di atomi e che per tali nuclearità è più il riempimento di gusci geometrici che non di quelli atomici che conferisce ulteriore stabilità al cluster.

Certamente, l’idea di “supergusci” di elettroni suggerisce una fusione fluida di atomi a livello quantico. Inoltre, emerge che l’idea stessa di elettroni sia fallace, dal momento che il prossimo passo di Besley e altri ci dice che il modello “gelatinoso”, nel quale elettroni “materiali” riempiono “gusci geometrici”, non funziona per quelli che sono conosciuti come metalli di transizione. Dal momento che a questo punto non possono esistere elettroni individuali, Besley e C. ipotizzano l’esistenza di “esplicite forze multi-corpo angolo-dipendenti”. In breve, un modello quantico di un “cristallo fluido” etereo è essenzialmente necessario per spiegare le forze che creano i microcluster:

Per i metalli di transizione non c’è prova a livello nucleare che il modello gelatinoso regga, anche per piccole nuclearità… speriamo che un modello che introduce esplicite forze multi-corpo angolo-dipendenti (come nel modello MM [Murrell-Mottram] che abbiamo adottato) abbia miglior successo nello spiegare le preferenze strutturali dei cluster.

Se ripensiamo ai risultati di questi studi sui microcluster, non dobbiamo dimenticare che i Solidi Platonici si formano molto facilmente facendo vibrare un regione sferica di un fluido. E’ piuttosto sorprendente che gli studiosi dei microcluster non sembrano aver notato questo collegamento. La visione prevalente della meccanica quantica come un fenomeno di particelle ha una così forte presa nelle menti dei ricercatori scientifici da richiedere una dimostrazione esaustiva a proposito dei “gusci geometrici” di elettroni. La domanda chiave che deve essere posta è come e perché questa geometria si formi, e l’idea di un mezzo quantico vibrante e simil-fluido costituisce di fatto la risposta più semplice. Un microcluster è semplicemente un più grande “atomo di etere” in una forma geometrica perfetta.

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_03.htm
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Mer 02 Dic 2009, 23:53

Capitolo Due

LUCE SULLA FISICA QUANTICA



2.1 - MECCANICA BASILARE DEL QUANTUM ETERICO



Gli esperimenti del dott. Kozyrev forniscono un punto di vista radicalmente differente sulla materia e le sue interazioni e connessioni con l’ambiente circostante, rispetto a ciò che si dice nella scienza ufficiale. Perciò, per giustificare il motivo per cui la materia incrementa e decrementa leggermente di peso è necessario pensare a un nuovo modello di meccanica quantica, basato sulle interazioni con una fonte non-elettromagnetica di energia fluida. Questioni di tipo più esoterico, collegate al modo di connettersi dei campi torsionali con la coscienza e la spiritualità saranno discusse nei successivi capitoli; a questo punto, il nostro proposito principale è quello di stabilire in fisica un sistema di lavoro che spieghi esattamente che cosa sia la materia. Se non altro, le scoperte di Kozyrev ci fanno capire che non possediamo ancora un modello adeguato per rispondere a questa domanda.



Per fortuna, molti pensatori esperti stanno affrontando i problemi relativi alla fisica quantica, e sono riusciti ad illustrare modelli basati sull’etere che rispondono a queste assillanti questioni, ma questi risultati sembrano essere stati completamente ignorati nella comunità scientifica ufficiale occidentale. Fra questi pionieri possiamo includere i professori Milo Wolff, Vladimir Ginzburg, Volodymyr Krasnoholovets, Charles Cagle, “Smart 1234”, John Nordberg, Henry Myers, Harold Aspden, R.B. Duncan, Buckminster Fuller, Oliver Crane, il Ten. Col. Tom Bearden e molti altri. Ognuna di queste fonti contiene differenti pezzi del ‘puzzle’, ma immaginiamo che il lavoro di Rod Johnson possa servire a spiegare una serie di paradossi restanti – di questo studioso parleremo nel capitolo quattro. Anche se certamente è possibile per autori futuri presentare un modello completo e unificato, tratteremo solo alcune interessanti linee guida allo scopo di dimostrare che un simile modello può e deve invece esistere.



2.2 - LA NUOVA VISONE DELLA RELATIVITA’ IN GINZBURG



I primi concetti chiave che desideriamo esplorare sono da collegarsi all’opera del dott. Vladimir Ginzburg, nato a Mosca e trasferitosi negli USA con la famiglia nel 1974. Dopo la laurea in scienze tecniche nel 1968, egli si trovava certamente nella migliore posizione per conoscere le scoperte di Kozyrev, uno dei maggiori astrofisici russi. Come detto, nell’ex-Unione Sovietica esisteva un forte desiderio del regime di stendere un velo di segretezza su questi argomenti, infatti Ginzburg stesso non menziona Kozyrev nelle sue opere. Nondimeno, Ginzburg scoprì che potevano essere effettuate poche semplici modifiche alle comuni equazioni facenti parte della teoria della relatività senza creare discordanze con le osservazioni note e, per di più, riuscendo a spiegare le anomalie di modificazione del peso della materia che già Kozyrev aveva notato.



La teoria della relatività afferma che un oggetto aumenta gradualmente la sua massa una volta che è stato sottoposto ad accelerazione. Secondo il pensiero scientifico convenzionale, nessun oggetto può superare la velocità della luce, perché appena esso raggiunge tale velocità, secondo le equazioni l’oggetto diventerebbe infinitamente grande. Allora, in termini approssimativi, Ginzberg trovò che era possibile invertire completamente queste equazioni senza violare alcuna regola scientifica. Questo significa che invece di diventare più grande, un oggetto avrebbe addirittura rilasciato energia verso l’etere nel momento in cui fosse stato spostato, provocando così la perdita graduale di tutte le sue caratteristiche profonde di massa gravitazionale, massa inerziale e polarità elettrica qualora avesse raggiunto la velocità della luce. Ginzberg presenta questi nuovi concetti nei seguenti termini: [grassetto nostro]



Le caratteristiche principali di queste nuove equazioni sono:

- Sia la massa gravitazionale che quella inerziale di una particella decrescono quando la sua velocità aumenta.

- La polarità elettrica di una particella decresce allo stesso modo quando la sua velocità aumenta…


Come si vede, la massa (peso) complessiva di un oggetto è rappresentata sia dalla massa gravitazionale che da quella inerziale, le quali sono semplicemente misure del comportamento della gravità e dell’inerzia su di un oggetto. Curiosamente, sia la gravità che l’inerzia manifestano essenzialmente effetti identici sulla materia; ciò è noto come il “Principio di Equivalenza” di Einstein. Tale principio ci mostra che la gravità e l’inerzia sono due forme della stessa energia di uguale forza, una (la gravità) che si muove verso giù, e l’altra (l’inerzia) che provoca la resistenza al movimento nello spazio. Questo è uno dei modi più semplici per capire che deve allora esistere un ‘etere’ o ‘vacuum fisico’, che risiede dietro queste forze, come aveva già notato Kozyrev. Così, dopo aver iniziato ad accelerare un oggetto (che abbiamo già detto essere simile ad una spugna immersa nell’acqua in questo nuovo modello), la pressione aggiunta comprimerà atomi e molecole dell’oggetto causando con sempre maggior evidenza il rilascio del suo etere.



Ginzburg poi continua:



Potreste non essere preparati ad abbandonare subito le vecchie equazioni relativistiche. Ma quando lo sarete, scoprirete molte cose interessanti:

- Solo quando una particella è a riposo può essere considerata come materia ‘pura’. Appena la particella comincia a muoversi, la sua massa gravitazionale e la polarità elettrica inizieranno a decrescere, in accordo con le nuove equazioni relativistiche, così che una parte della sua materia sarà convertita in un campo. Quando la velocità della particella diventa uguale all’ultima velocità di campo a spirale “C”, la sua massa gravitazionale e polarità elettrica diverranno uguali allo zero. A quel punto, la materia sarà completamente convertita in un campo ‘puro’.



“L’ultima velocità di campo a spirale ‘C’” menzionata da Ginzburg è leggermente più alta della normale velocità della luce, a causa del percorso a spirale che egli ritiene ogni energia debba seguire. Questo semplice cambio nelle equazioni della relatività base porta quindi ad una nuova fisica quantica della trasmutazione, contenente il concetto che un oggetto può sparire completamente dalla nostra realtà fisica conosciuta. E questo conduce dritto ad un nuovo interrogativo: “Sparisce per andare dove?”



2.3 - MISHIN E ASPDEN TROVANO ENTRAMBI DIFFERENTI LIVELLI DI DENSITA’ DELL’ETERE


Ginzburg asserisce che un oggetto diviene ‘campo puro’ quando la sua velocità si avvicina a quella della luce. In ogni caso, risulta piuttosto evidente che ci sono differenti livelli vibratori dell’etere, e perciò possiamo dedurre che quando un oggetto viene accelerato verso la velocità della luce, sia per mezzo di moto lineare, che per vibrazione interna o per azione energetica correlata, l’energia mancante e la massa vengono semplicemente spostate in un livello vibratorio di etere più elevato. In questo libro ci riferiremo a questi livelli chiamandoli ‘densità’. Ad esempio, facendo pressione su un pallone per mezzo della sua immersione nell’acqua, è possibile spostarlo gradualmente facendolo passare da ‘aria interna’ ad ‘acqua interna’, la quale è peraltro più densa. Rilasciando la pressione, la più elevata pressione dell’acqua provocherà uno scoppiettìo del pallone che si ritrova di nuovo nell’atmosfera. Si noterà che nulla della forma base del pallone è cambiato. Anche se si tratta di un’analogia piuttosto rudimentale, è senz’altro la migliore per spiegare molte anomalie di cui discuteremo nel libro.



Alcuni scienziati come Mishin, Aspden, Tesla e Keely hanno scoperto, indipendentemente gli uni dagli altri, che l’etere è suddiviso in differenti livelli di densità. Apprendiamo da queste scoperte che le qualità della materia e dell’energia saranno differenti secondo la densità, cosa che comporta un cambiamento nelle leggi-base della fisica per ogni livello di densità raggiunto. Parleremo brevemente delle loro scoperte per inserire le loro argomentazioni nel giusto contesto.



Prima di tutto, il dott. A.M. Miskin di S. Pietroburgo, Russia, ha condotto misurazioni molto approfondite per lunghi periodi di tempo nel suo laboratorio, ed ha dimostrato che l’etere esiste simultaneamente in diversi stati, e che lo stato che si rileverà dipende dal tipo di turbolenza disturbante che si crea. Queste scoperte sono state fatte con misurazioni prese per mezzo di sistemi elettromeccanici auto-oscillanti, simili ad alcuni schizzi di Kozyrev, con in più un celato ‘componente nascosto’, più adatto a rilevare onde di torsione da sistemi biologici che da sistemi inorganici. Con questo tipo di misurazioni, Mishin ha potuto rilevare quanto segue:



- La ‘temperatura’ dell’etere, ossia la quantità di disturbo vibratorio contenuto in esso;

- La direzione e la polarizzazione dell’etere;

- I movimenti fluenti, o ‘flussi’ dell’etere.



Mishin ha numerato le differenti densità dell’etere come segue:



- Ether-1 che funziona come un corpo solido;

- Ether-2 che funziona come un denso liquido superfluido;

- Ether-3 che funziona come un corpo gassoso, connesso con il moto molecolare;

- Ether-4 che è lo stato osservabile a livello di energia del plasma stellare;

- Ether-5 che corrisponde ai processi galattici.


Come possiamo vedere, ogni livello di etere scoperto da Mishin possiede un differente livello di densità rispetto agli altri, più chiaramente visibile nei primi tre, che sono ovviamente in ordine decrescente di densità. Dobbiamo ricordare che Mishin non è l’unico scienziato ad avere scoperto le diverse densità dell’etere. Fin dagli anni ’50, il dott. Harold Aspden ha documentato scoperte simili, e in questo caso queste scoperte sono state confermate da equazioni estensive. Per di più, tutte le argomentazioni principali del lavoro di Aspden hanno successivamente superato processi di revisione accademica e sono quindi stati pubblicati in prestigiose riviste scientifiche; di questo materiale daremo conto negli ultimi capitoli. Ancora, il fisico del XIX secolo John Keely aveva già classificato sette differenti densità di etere, probabilmente per mezzo di una scoperta simile a quella del dott. Mishin.



Tutte queste ricerche ci permettono di introdurre il concetto che questi differenti livelli di densità di energia eterica corrispondono a differenti ‘dimensioni’ o piani di esistenza. Molti insegnamenti di antiche scuole misteriche sembrano accordarsi sul fatto che esista un Ottava di sette maggiori densità che corrisponde ai sette colori dell’arcobaleno e alle sette note della scala diatonica; di ciò si è parlato nei nostri volumi precedenti. Una soluzione ai bizzarri problemi matematici delle ‘dimensioni superiori’ così splendida ed elegante è esattamente ciò che aspettiamo di incontrare in un Cosmo Divino. Le più pure e armoniche vibrazioni della luce visibile e del suono udibile sono entrambe convenientemente organizzate in un sistema di Ottave, e appare chiaro che le vibrazioni dell’etere non possano essere diverse.



Anche se continueremo a presentare nuove informazioni nel corso del libro, è chiaro che l’effetto combinato dei modelli di Mishin e di Aspden, relativo ad un etere ‘multilivello’ rappresenterà un punto di riferimento importante. Mishin ci fornisce la diretta evidenza dell’osservazione che tali livelli esistano, mentre Aspden ci dà un completo sistema matematico che spiega come e perché tali livelli esistano. Non è mai esistita una teoria dei quanti in grado di spiegare i misteriosi e documentati effetti relativi agli oggetti che appaiono, scompaiono e/o riappaiono intorno a noi. Questi effetti includono anche le anomalie del Triangolo delle Bermuda e altri simili vortici, e ugualmente fenomeni scientificamente documentati di telecinesi, come quelli recentemente emersi in Cina nel libro di Paul Dong China’s Super Psychics, che sarà discusso più avanti. Il materiale in questo libro mette in evidenza una teoria che esplicita questi requisiti. Ancora più importante il fatto che stabiliremo che queste differenti densità eteriche devono per forza corrispondere a differenti livelli di intelligenza e di conoscenza. Per ora, continuiamo ad esplorare le basi.



2.4 - GINZBURG E LA ‘DYNOSFERA’




Il dott. Ginzburg suggerisce anche che queste nuove equazioni della relatività rivelano l’esistenza di onde spiraliformi di energia, e un ‘campo a spirale’ che si muove in un etere fluido e simil-sferico che egli definisce “dynosfera”:



La dinosfera è un assemblaggio delle bolle di campo che occupano l’intero spazio nell’universo.



Ovviamente, la teoria di Ginzburg è in esatta armonia con le scoperte di Kozyrev. In definitiva, l’etere deve essere visualizzato, al livello più sottile, come un’essenza composta da bolle sferiche di energia eterica che esistono nell’intero Universo. Le onde di torsione si muovono attraverso questo etere provocando ‘bolle di campo’ che si incontrano le une con le altre. Nessuna bolla di muove in realtà molto lontano rispetto alla sua posizione, come accade ad un gruppo di oggetti galleggianti che rimangono essenzialmente nella loro posizione quando le onde attraversano l’acqua. Ogni volta che un impulso di quantità di moto raggiunge una bolla di campo, la bolla successivamente va a collidere nei paraggi, trasferendo il moto. L’impulso continuerà ad essere trasferito attorno anche se tutte le bolle vanno a posizionarsi nelle stesso modo in cui si trovavano all’inizio.



Il nuovo modello di Ginzburg ci porta a considerare l’idea che gli atomi e le molecole sono semplicemente formazioni di vortici, come gli anelli di fumo o i mulinelli, i quali vanno a formare all’interno di questo etere fluido ciò che egli chiama dynosfera. Anche se Ginzburg e molti altri hanno fornito molte evidenti prove dei loro asserti, la maggior parte degli scienziati ufficiali continuano ad ignorare questi concetti. In tal modo, essi restano fermi all’interno di confortevoli edifici di pensiero basati sul concetto che gli atomi sono costituiti da particelle. Invece, dimostreremo ora che il modello a particella non è nulla di più che una credenza messa su da una serie di supposizioni.



2.5 - SUPPOSIZIONI DELLA FISICA QUANTICA



Niels Bohr per primo portò avanti il modello dell’atomo detto ‘magnetron’, basato sulle particelle che orbitano le une con le altre come un piccolo sistema solare. Molti non sanno che questo modello non può essere vero ed è in realtà fuorviante, poiché una quantità di esperimenti conferma che le cosiddette ‘particelle’ si comportano come se fossero onde. Questo porta a problemi che possono indurre in confusione, come il paradosso del Gatto di Schroedinger e il Principio di Indeterminazione di Heisenberg, entrambi i quali cercano di dirci che gli atomi non sono in realtà ‘reali’ ma sono solo ‘probabilità’ a livello quantico. Avere qualcosa che non è ‘reale’ come fondamento di una scienza della materia sembra assurdo. Dobbiamo qui ricordare che la maggior parte delle nostre conclusioni sul regno dei quanti sono solo supposizioni, messe su soltanto attraverso due fonti indirette:



1. analisi spettroscopica

2. analisi della traccia di vapore



Il primo punto della lista è più semplice di quanto si possa immaginare. Un particolare elemento (gruppo di atomi) viene collocato in un piccolo contenitore trasparente finché non raggiunge uno stato mutevole di energia, cosa che provoca il rilascio di luce (fotoni). Quindi, una speciale forma di luce viene irradiata nell’elemento, che esercita pressione sui fotoni rilasciati, cosicché essi passano attraverso un prisma (lens) o una grata (slot) che li fa rifrangere in uno spettro dei colori dell’arcobaleno. Lo spettro viene quindi registrato ed analizzato, e a causa della qualità unica della radiazione luminosa proiettata attraverso l’elemento mutevole (chiamata appropriatamente radiazione del ‘corpo scuro’), la ripresa filmerà solo una piccola serie di linee colorate verticali. Queste linee sono formate da un numero incalcolabile di fotoni rilasciati dall’elemento chimico, a determinate esatte frequenze di colore. Così sappiamo tutti per certo che gli atomi sono in grado di rilasciare certe frequenze di colore luminose (i fotoni), che sono state quindi sottoposte ad analisi – nulla più di una supposizione informata.



La seconda categoria di misurazioni quantiche è l’analisi della ‘traccia di vapore’ o ‘camera a bolla’. Il mezzo adoperato per rilevare le ‘particelle’ è una tipica camera a vetro riempita con gas altamente pressurizzato, come vapore acqueo. La pressione è così elevata che non possono essere inserite all’interno altre molecole, e quando una ‘particella’ satura viaggia attraverso il medium, crea visibili disturbi. Ecco la spiegazione del dott. Milo Wolff sull’argomento:



Il secondo tipo di misurazione riguarda l’indirizzamento di singole particelle sature entro un medium che registrerà il percorso della particella astraendo parte delle sua energia allo scopo di creare una sorta di reazione visibile nel medium. Un film fotografico e l’aria saturata di vapore o ancora dei liquidi costituiscono i media comuni. Negli ultimi due casi il passaggio della particella [attraverso il medium] provoca una sottile nebbia formata da particelle o bolle; perciò il metodo è definito ‘camera a nube’ o ‘a bolla’. Se è presente un campo magnetico, il percorso della particella è curvato [in una spirale] e la misurazione del percorso permette il calcolo di massa, velocità ed energia.



Come indica Wolff, la gran parte delle nostre credenze sulle particelle proviene da questi due tipi di misurazione e dalle supposizioni inferite da ciò. Un caso addizionale di ‘prova’ concerne l’idea che gli atomi possiedono un nucleo di particelle. Tale assunto deriva dall’esperimento di Rutherford in cui egli aveva bombardato una sottile lastra d’oro con protoni ad alta energia, e misurato quanti di essi riuscivano ad oltrepassare la lastra. Un numero molto esiguo benché misurabile di protoni non riuscivano a farlo, perciò Rutherford concluse che quei protoni venivano rimandati indietro da un sottile ‘nucleo’ nel centro dell’atomo e che il resto dell’area era formato da un ampio ‘spazio vuoto’.



Così, abbiamo l’esperimento di Rutherford, l’analisi spettroscopica e della camera a bolla come fondazione a partire da cui la maggior parte delle supposizioni sulla fisica quantica prendono forma. Nessun atomo è stato mai lontanamente osservato visualmente fino al 1985, anno in cui i Laboratori di ricerca Almaden della IBM sono riusciti per primi ad usare un microscopio a tunnel per elettroni allo scopo di fotografare realmente l’organizzazione delle molecole di germanium in una macchia d’inchiostro. Ciò che possiamo osservare di questo esperimento in Figura 2.1. sono degli oggetti indistinti e sfuocati di forma sferica che sembrano possedere alcune qualità geometriche non-sferiche nella loro forma e che si trovano in un modello organizzativo estremamente geometrizzato, cosa che ha costituito una certa sorpresa per la scienza convenzionale. L’immagine è stata colorata artificialmente in arancione e verde per permettere all’occhio di discriminare fra i due tipi di atomi riscontrabili in essa:





Figura 2.1. Fotografia reale di atomi di germanium in una macchia di inchiostro



Ancora, quando i fisici quantici hanno studiato gli ‘elettroni’ dell’atomo, hanno osservato che essi non sono in realtà dei ‘punti’, ma piuttosto delle forme lisce, una sorta di ‘nube’ a forma di lacrima in cui il punto più stretto della ‘goccia’ converge in un punto molto piccolo verso il centro (Figura 2.2.). Per rendere maggiormente l’idea, ripresentiamo estratti dal libro del dott. Wolff (grassetto e corsivo nostri):



p. 122 – Non esistono orbite dell’elettrone! Chiunque possieda la nozione di elettroni che orbitano attorno al nucleo commette un terribile errore! Se possedete una simile idea, scartatela immediatamente. Al contrario, tutti i calcoli e tutti gli esperimenti dimostrano che non esiste nessun moto orbitale tipo satellite in un normale atomo. Invece, esistono strutture di onde a riposo. Per esempio, nel caso N = 1 nella Figura 9-1 [in questi diagrammi, M = 0 e L = 0], vediamo che la struttura di onde a riposo è del tutto sferica. Il centro della struttura dell’elettrone è anche il centro della struttura del protone. Questa è la situazione normale degli atomi H nell’universo; essi possiedono una simmetria sferica, non delle orbite.





Figura 2.2. Nubi di elettroni vista dall’alto verso il basso (L) e da dietro (R)

[per gentile concessione di Wolff, 1990]



p. 133 –

1. tutti gli esperimenti atti a dimostrare che l’elettrone possiede una struttura centrale sono risultati negativi.

2. non esiste nessuna teoria quantica che possa prefigurare una dimensione per l’elettrone, né una massa, né una polarità. Inoltre, nessuna teoria è in grado di quantificare la particella in maniera significativa. Tutto ciò implica che la teoria dei quanti non necessita del concetto di particella poiché tutti i calcoli risultano gli stessi sia se si crede nelle particelle sia se non si crede.

3. la sostanzialità della ‘massa’ è dubbia perché essa può essere sempre convertita in energia elettromagnetica, che non manifesta proprietà di particelle.



Come suggerisce il dott. Wolff, le forme dell’elettrone a lacrima osservate sono esattamente ciò che ci aspetteremmo studiando un’’onda vibratoria a riposo’. Ricordiamo che la nube dell’elettrone dell’atomo di idrogeno deve possedere una forma sferica. Ciò costituisce anche un indizio diretto che gli atomi sono formazioni a vortice, visto che l’atomo di idrogeno è considerato la ‘pietra di paragone’ di tutti gli altri elementi, con un ‘protone’ ipotetico nel nucleo e un ‘elettrone’ ipotetico in realtà rappresentato da una nube sferica.



2.6 - NEGATIVO E POSITIVO: SEMPLICI DIFFERENZE NELLA PRESSIONE




Come ogni scienziato sa, le nubi di elettroni possiedono carica negativa mentre i ‘protoni’ nella molto più piccola area del nucleo ne possiedono una positiva. Ciò è noto come ‘la polarità della carica’, dato che ci sono due cariche che vengono polarizzate, una opposta all’altra. Scoprire che cosa ciò significhi è stato sempre un profondo mistero, così come possa esistere un ‘flusso’ nella carica. Il problema ha fatto scervellare molti scienziati, e il dott. Aspden lo ammette nei seguenti termini:



Ammetto di non riuscire a risolvere il rebus della polarità della carica. Esso giace su un territorio inesplorato e, a parte alcune escursioni in quel territorio, lo vedo come qualcosa che non si trova sulle mappe…ed è anche una sfida e probabilmente la frontiera finale delle nostre conquiste nel campo della fisica. Mi sorprende che un simile argomento non sia mai stato menzionato dagli studiosi come meritevole di una ricerca. Pare che sia più facile esplorare ciò che accadde nei primi momenti dopo il Big Bang che dare uno sguardo a ciò che accade vicino a noi e tutto intorno a noi, qui ed ora sulla Terra. [corsivo nostro]



Nel nuovo modello del dott. Crane e altri, queste cariche opposte, o polarità di carica di positivo e negativo sono in realtà nulla più che differenze nella pressione eterica. Le nubi di elettroni negativi possiedono una maggior pressione, mentre il nucleo positivo ne possiede una minore. Detto in parole povere, le cariche negative nell’elettrone scorrono nell’area positivamente caricata al centro dell’atomo.



Ciò suggerisce che sia possibile unificare maggiormente l’elettromagnetismo e la gravità, poiché sia la gravità che la polarità della carica rappresentano la pressione orientata verso l’interno dell’energia eterica, che si dirige al centro del campo sferico o dell’oggetto. (La scienza esoterica potrebbe affermare che queste siano entrambe forme della lotta della materia e dell’energia per diventare nuovamente Uno). L’unica vera differenza, quindi, fra gravità e carica elettrica risiede nell’intensità effettiva della pressione eterica misurata, e nel grado di simmetria in cui il flusso di energia si manifesta lungo la superficie della sfera. Perché diciamo che la simmetria è così importante? Detto semplicemente, le forze gravitazionali sulla Terra sono assai costanti da un luogo all’altro, mentre negli atomi ci sono aree fra le nubi di elettroni nelle quali non si riscontra un flusso di energia diretto verso il centro. Spiegheremo il perché di queste aree soggette a partizione più avanti.



Ora, con il concetto del dott. Crane di ‘pressione eterica’ relativa alla carica, il mistero della polarità della carica è chiarito. A questo concetto è dato un supporto fattuale incontrovertibile da ciò che è noto come effetto Biefeld-Brown, proposto per primo dal dott. Paul Biefeld. Allievo di Albert Einstein a Zurigo, Biefeld ha proposto un concetto eterico della carica come flusso di etere, in cui la carica negativa è da considerare un’area di alta pressione in un mare di energia eterica, che tende poi a confluire in aree a bassa pressione di ciò che chiamiamo carica positiva nello stesso mare. Se questo modello dovesse essere vero, propone Biefeld, allora con un livello di intensità elettromagnetica sufficientemente elevato, dovrebbe essere possibile creare una forza propulsiva anti-gravitazionale.



Il primo a verificare le teorie di Biefeld è stato il dott. Townsend T. Brown nel 1923. Il suo esperimento riguarda un ‘condensatore a piastra’, ossia una semplice piastra elettrica positiva (a forma di disco) ed una negativa in mezzo alle quali viene applicato in alto un materiale non-conduttivo o dielettrico. Così, questo condensatore a piastra viene caricato con un certo quantitativo di elettricità e sospeso ad un cavo solido il quale fa sì che il condensatore stesso possa ruotare orizzontalmente qualora mosso. Dopo aver caricato elettricamente questo oggetto, esso si muoverà indipendentemente verso il disco positivo del condensatore, sostenendo una costante spinta e provocando la formazione nell’intero assemblato condensatore/filo di rotazioni circolari su sé stesso. Quindi, il dott. Crane così prosegue:



Quando il condensatore veniva fissato verticalmente ad una scala graduata di una bilancia, si poteva rilevare un aumento di peso se il polo positivo (bassa pressione) veniva messo in rilievo. In modo corrispondente, se si metteva in evidenza il polo negativo, si verificava una perdita di peso. L’intensità dell’effetto era determinata dalle dimensioni delle aree polari delle piastre, dal livello di voltaggio e calla capacità di polarizzazione del dielettrico [grassetto e corsivo nostri].



L’ultima affermazione sulla ‘capacità di polarizzazione del dielettrico’ può indurre in confusione. Come abbiamo detto, un dielettrico è una sostanza non-conduttrice, che in questo esperimento viene applicata fra i due opposti rappresentati dalle piastre polarizzate. La ‘capacità di polarizzazione’ si riferisce alla capacità del dielettrico di mantenere le cariche fra le due piastre separate o polarizzate.



In tal modo, ciò che possiamo osservare è una scoperta profonda per capire la struttura e la funzione dell’universo. Dopo aver stabilito un flusso tra polo positivo e negativo, viene creato un vero e proprio fiume di energia nell’etere circostante, e questo fiume verrà a forza attratto verso il positivo. Un simile effetto è sufficientemente forte da controbilanciare la gravità. Molte fonti rispettabili concordano sul fatto che Brown abbia escogitato un mezzo per creare un’ unità completa in sé stessa in grado di sconfiggere la gravità e di diffondersi autonomamente nell’aria, e su questo lavoro sono stati in seguito effettuati degli studi, fino ad arrivare al 10 maggio 2001, in cui Wilcock nel Disclosure Project Executive Summary Briefing [incontro conclusivo sul progetto esecutivo di divulgazione] è intervenuto con il supporto di altri partecipanti. In questo congresso molti testimoni possono certificare che tutta questa vasta mole di informazioni misteriose è stata invece utilizzata con successo nella tecnologia della propulsione. Il sistema di anelli concentrici magnetici e cilindri magnetici rotanti, ideato dal prof. John R. Searl e discusso nel nostro precedente volume, è un altro sistema anti-gravitazionale funzionante, ed è stato replicato con successo nonché pubblicato in Russia da Roschin e Godin.



Con molta prudenza si sta cominciando a sottoporre all’opinione pubblica il fatto che l’effetto Bieler-Brown possa essere adoperato per la propulsione. Jeff Cameron della Transdimensional Technologies ha filmato due versioni del suo congegno ‘T3’ in azione, ossia una struttura metallica triangolare con fili applicati ad ogni angolo. Su una base circolare non-conduttrice, la struttura triangolare viene vista levitare e navigare lievemente nell’aria dopo che la corrente elettrica è invertita. Si ascolta anche un chiaro e soddisfacente “SNAP” [colpo secco] quando viene tolta la corrente e il congegno improvvisamente ricade sulla superficie. Non sorprende il fatto che nel Febbraio 2002 l’intero contenuto del sito web correlato è stato rimosso ad eccezione della pagina del titolo, con una vaga promessa di “star effettuando controlli”. Per fortuna nel marzo dello stesso anno Jim Ventura è stato in grado di replicare indipendentemente lo stesso identico esperimento, basandosi sulle ricerche di Jean-Louis Naudin, per cui ora esistono sul sito Art Bell tre filmati diversi disponibili per pubblica visione. E’ interessante notare che l’oggetto ruota costantemente intorno ai fili nei primi due filmati, suggerendo il fatto che la pressione spiraliforme delle onde di torsione (ossia l’energia gravispin) sia in azione.



Nell’atomo, la sorgente negativa di alta pressione preme verso il ricettacolo positivo di bassa pressione, e questo è il motivo per cui gli elettroni orbitano attorno al nucleo. Tutto ciò ci porta alla conclusione che gli atomi e lo ‘spazio vuoto’ dell’etere che li circonda sono entrambi costituiti dallo stesso materiale energetico tipo-fluido; l’unica differenza risiede nel fatto che in un atomo l’etere ha iniziato a turbinare in un vortice centrale a bassa pressione, viaggiando attraverso gli elettroni. Non sorprende che un informatore proveniente dal Disclosure Project abbia rivelato che le astronavi ARV (Alien Reproduction Vehicles) costruiti dall’uomo sono noti agli addetti ai lavori come “flusso-linee”. Si tratta di un evidente gioco di parole con il termine “aereo-linee”, che dimostra la conoscenza del fatto che tali veicoli si spostano attraverso il flusso di energia anziché l’aria.



2.7 - SIMMETRIA SFERICA E UN ASSE CENTRALE



Per il nostro prossimo punto chiave ci riferiremo alla natura dell’atomo, e potremo osservare che gli esperimenti sulle ‘particelle’ della fisica quantica hanno mostrato che esiste una tendenza verso una struttura sferica di tali campi di energia. In ogni caso, queste strutture sferiche devono anche essere viste come rotazioni. Sono state adoperate varie tecniche per realizzare questa scoperta, come la misurazione delle qualità di particelle identiche rilasciate da un emittente ad angoli successivamente differenti prima di scontrarle con un detector. La validità della scoperta della rotazione non fa parte del dibattito nel mondo scientifico ufficiale. Come afferma il dott. Wolff nel capitolo 10 del libro Particles and Elettricity,



p. 147 – C’è un dilemma sul carattere rotatorio dello spin, ed è il seguente: le particelle sono simmetricamente sferiche in riferimento alla loro polarità, massa e comportamento. Nonostante ciò, da una visuale umana dello spin con relativa necessità di un asse per la rotazione, proprio questo asse distrugge la simmetria sferica! Come può essere? C’è o non c’è simmetria? Una possibile via di fuga da questo dilemma potrebbe essere questa: qualunque spin venga trasferito in un’interazione (cioè misurato), il suo asse si trova sempre lungo la linea di moto delle particelle. [grassetto nostro]



Così, quando le ‘particelle’ si muovono nell’etere, il loro asse centrale di spin è allineato alla direzione del loro moto. Ciò dà loro la stessa identica qualità di “vortice” di movimento come possiamo osservare in un anello di fumo: questa formazione viene creata automaticamente da un movimento a linea retta attraverso un medium fluido.



Il nostro prossimo interrogativo consiste nel vedere a che cosa assomigli questo vortice sferico. Inizieremo a visualizzare che cosa avviene quando si prende un fluido singolo e lo si fa rotare attorno ad un’area centrale. Dopo che il fluido inizia la rotazione, forma un vortice lungo il suo asse rotazionale. Ciò può essere dimostrato molto facilmente riempiendo un recipiente di acqua e quindi mescolandola con le mani fino ad ottenere un largo cerchio nel liquido. Formeremo ben presto un vortice al centro del cerchio.



Ora, è necessario immaginare che lo stesso fluido stia rotando in un’area sferica, in tal caso all’esterno dell’atomo. Ciò che scopriremo è che si formerà di nuovo un vortice lungo l’asse di rotazione, fra i poli nord e sud della sfera. Su un polo della sfera l’acqua fluirà all’interno, con il vortice che diventa progressivamente più ristretto man mano che si avvicina al centro, e quindi il continuo moto dell’acqua farà sì che essa fluirà all’esterno al polo opposto, quando il vortice diventa progressivamente più largo man mano che si avvicina al bordo esterno. L’acqua deve scorrere internamente in una direzione ed esternamente nell’altra, dal momento che non ha altri posti in cui andare. Questa è una proprietà base delle formazioni “toroidi” e può essere osservata negli avvolgimenti a spirale degli anelli di fumo.



Ovviamente, un’immagine è meritevole di migliaia di parole di commento, e la Figura 5.6. tratta da Charles Cagle mostra la struttura del toroide sferico al livello quantico, ciò che egli definisce «elettromagnetotoroide»:





Figura 2.3. - «Elettromagnetotoroide», che mostra la formazione di toroidi sferici al livello quantico.



Continuando le indagini sul fenomeno dello spin, scopriremo che anche altri scienziati hanno adottato la forma di toroide sferico per il regno quantico. Le teorie del dott. Harold Aspden a riguardo sono forse le più complete e ben strutturate matematicamente, e sono state pubblicate in alcune fra le più importanti riviste scientifiche. Il dott. Aspden illustra anche il concetto che gli atomi sono in realtà formazioni sferiche di forma toroidale, anche se non usa il termine «torus»:



Inserisco qui il commento che la mia ricerca su questo soggetto mette in evidenza che l’etere è in grado di mostrare un moto rotazionale, e un moto angolare, in quanto una qualche sfera avente una densità di massa può ruotare senza un asse centrale e non disturba l’etere che la circonda. In tali prospettive possiamo continuare a ritenere possibile l’esistenza dell’etere e non permetteremo alle nostre menti di essere usurpate dalle dottrine di Einstein [corsivo e grassetto nostri].



2.8 - ALCUNE SPECIFICHE ANOMALIE DEVONO ESSERE SPIEGATE



Il nostro lavoro sarebbe relativamente semplice se tutto ciò che c’era da fare era considerare gli atomi sferici con un asse centrale, formanti in tal modo vortici in un etere fluido. In ogni modo, esistono anomalie geometriche specifiche che riportano alle osservazioni sui quanti e generano la necessità di una spiegazione per completare l’analisi di questo modello. Ecco due basilari problemi relativi ai quanti che necessitano di essere relazionati al modello in esame per essere compresi appieno:



1. prima di tutto, è necessario spiegare perché le ‘nubi di elettroni’ si dispongano nell’atomo con spazi vuoti attorno, la qual cosa è opposta alle semplici formazioni sferiche.

2. quindi dobbiamo cercare di capire come e perché queste formazioni di energia sferico-toroidali si addensino in strutture di cristalli, come il cloruro di sodio o sale, formando un cubo. Una delle proprietà più interessanti di un simile cristallo è quella di frazionarsi naturalmente in versioni in miniatura di sé stesso, nelle quali viene preservata la stessa relazione angolare fra le sfaccettature.



Entrambe le questioni possono essere risolte nel momento in cui si inizia a capire l’importanza di ciò che sono definiti ‘I Solidi Platonici’, un gruppo di cinque diverse figure geometriche che rivestono grande importanza nell’antica scienza sacra, e sono state presentate nei nostri precedenti libri. In breve, le forme geometriche dei solidi platonici appaiono naturalmente in un vortice sferico di fluido vibrante o pulsante. Nel prossimo capitolo approfondiremo l’importanza della conoscenza dei solidi platonici, sia presso gli antichi che presso i moderni, scoprendo il peso di una sorprendente e inattesa evidenza fisica della correttezza di questa teoria. Quindi, nel quarto capitolo parleremo dei dati teoretici di Rod Johnson che completano la nostra esposizione del regno quantico.



RIFERIMENTI:



1. Aspden, Harold. Energy Science Tutorial #5. 1997. URL: http://www.energyscience.co.uk/tu/tu05.htm

2. Cagle, Charles. Electromagnetotoroid model. 1999. URL: http://www.singtech.com/

3. Cameron, Jeff. Transdimensional Technologies. 2001. URL: http://www.tdimension.com/

4. Crane, Oliver et al. Central Oscillator and Space-Time Quanta Medium. Universal Expert Publishers, June 2000, English Edition. ISBN 3-9521259-2-X

5. Mishin, A.M. (Levels of aetheric density) URL: http://alexfrolov.narod.ru/chernetsky.htm

6. Mishin, A.M. The Ether Model as Result of the New Empirical Conception. International Academy of MegaSciences, St. Petersburg, Russia URL: http://alexfrolov.narod.ru/mi-paper.htm

7. Wolff, Milo. Exploring the Physics of the Unknown Universe. Technotran Press, Manhattan Beach, CA, 1990. ISBN 0-9627787-0-2. URL: http://members.tripod.com/mwolff
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Mer 02 Dic 2009, 23:40

CAPITOLO UNO

1.11 - EFFETTI ANTI-GRAVITA’ CAUSATI DALLA DIREZIONE DELLA ROTAZIONE


Molti degli esperimenti di Kozyrev mostravano che la direzione del movimento del rilevatore era molto importante ai fini della misurazione dei cambi di peso. Kozyrev determinò che un giroscopio che veniva fatto vibrare, o riscaldare, o condurre elettricità avrebbe sostanzialmente perso peso se fatto ruotare in senso anti-orario, mentre l’avrebbe mantenuto se fatto ruotare in senso orario. Lo scienziato concluse che ciò dipendeva dal cosiddetto effetto-Coriolis, mediante il quale un oggetto lanciato sulla superficie della Terra assume contemporaneamente un movimento di rotazione. In definitiva, ciò dipende dalla sottile pressione di torsione spiraliforme che viene comunicata al flusso dell’etere (gravità) quando precipita sulla terra, sostenendo l’esistenza di tutti i suoi atomi e molecole. Nel 1860 Newton e Hook confermarono che l’effetto Coriolis era qualcosa di reale facendo precipitare giù oggetti lungo pozzi di miniera, e l’esperimento venne ripetuto in seguito molte volte. L’effetto Coriolis provoca un movimento antiorario nell’emisfero settentrionale e uno orario nell’emisfero meridionale, ed è considerata la forza maggiore che sta dietro i movimenti delle stagioni. L’effetto deve essere calcolato quando si voglia sparare con cannoni a lunga gittata, e infatti prima che fosse scoperto l’effetto Coriolis, questo problema creava grossa confusione a livello militare. Si tratta di un altro caso scientifico non molto noto, di cui la maggior parte delle persone non è a conoscenza.



Teniamo presente che Kozyrev faceva vibrare, riscaldare o elettrificare il giroscopio per rilevarne gli effetti anomali. In queste condizioni, egli doveva muovere il giroscopio sia in senso orario che antiorario. Muovendosi in senso antiorario nell’emisfero settentrionale, si muoveva all’unisono con la corrente antioraria causata dall’effetto Coriolis. Ciò fa sì che l’oggetto assorba parte dell’energia che avrebbe normalmente essendo spinto giù, e un piccolo ma definito decremento nel suo peso viene in tal caso misurato.



L’opera su menzionata di G. Hayasaka e S. Tekeyuchi, ha confermato indipendentemente lo stesso risultato. Rotando il loro giroscopio in senso antiorario esso cadeva più lentamente del previsto, mentre rotandolo in senso orario non si verificavano cambiamenti, cosa che provava le scoperte di Kozyrev. Naturalmente, anche il Giappone si trova nell’emisfero settentrionale. Kozyrev scoprì ancora che poteva essere introdotta in questi esperimenti una torsione addizionale, qualora il giroscopio non fosse posizionato al 100% orizzontalmente, e ciò gli fece supporre che la gravità, la quale fa muovere in linea retta verso il basso, è qualcosa di collegato con le onde di torsione, come successivi teorici hanno confermato. Senza l’esistenza dell’etere e del fenomeno della torsione dinamica, nessuno di questi risultati sarebbe mai stato possibile.



1.12 - L'ESPERIMENTO DI DE PALMA CON LO "SPINNING BALL"




Figura 1.5. Dati dell’esperimento del dott. Bruce De Palma con lo spinning ball dall’incontro ONU di Hoagland del 1992



Un perfetto esempio di sfruttamento delle onde torsionali per mezzo della rotazione venne scoperto in maniera del tutto indipendente dal dott. Bruce De Palma, di frequente citato da R.C. Hoagland et al. sul sito web Enterprise Mission. All’interno di un completo vacuum, De Palma prese due biglie d’acciaio e le catapultò in aria ad angoli uguali, con la stessa forza. La sola differenza era che una biglia ruotava 27.000 volte al minuto mentre l’altra era stazionaria. La biglia ruotante saliva più in alto e scendeva più velocemente della sua controparte, cosa che violava tutte le leggi della fisica. L’unica spiegazione per questo effetto è che entrambe le biglie attingono energia da una fonte sconosciuta, e la biglia rotante “assorbe” più energia della controparte – energia che potrebbe esistere normalmente come la gravità, che si muove giù verso la terra. Con l’aggiunta della ricerca sui campi di torsione, possiamo rilevare che lo spinning-ball è in grado di sfruttare naturalmente le onde torsionali spiraliformi presenti nell’ambiente, le quali forniscono un surplus di energia addizionale.



1.13 - EFFETTI DI VARIABILE TEMPORALE



Kozyrev scoprì nei suoi esperimenti la produzione di un effetto di variabile temporale. In tardo autunno e nel primo inverno gli esperimenti funzionavano meglio, mentre erano di riuscita praticamente impossibile in estate. Kozyrev riteneva che il riscaldamento atmosferico estivo creava un disturbo che in qualche misura interrompeva il flusso delle onde di torsione. Il caldo extra provocava lo scuotimento più vigoroso delle molecole d’aria, e ciò a sua volta avrebbe disturbato le sottili pressioni spiraliformi attinenti alle onde di torsione. Come egli stesso affermava, “il riscaldamento attraverso i raggi solari crea un caricatore atmosferico che interferisce con gli effetti [sperimentali]”. Agli inizi della sua carriera Kozyrev riteneva che questo effetto di variabile temporale fosse causato dalla naturale crescita della vegetazione nei mesi più caldi, poiché egli aveva già notato che la semplice presenza di piante che crescevano poteva interferire con i suoi risultati sperimentali, e ciò perché le stesse piante avevano la capacità di assorbire in sé stesse l’energia che invece avrebbe dovuto fluire entro i rilevatori. Chiaramente, sia vegetali che assorbono energia per loro sostentamento in estate sia il caos crescente nelle vibrazioni dell’atmosfera più calda costituivano una combinazione che avrebbe potuto bene essere responsabile per la difficoltà di effettuare simili misurazioni durante le stagioni più calde.



Tali effetti sperimentali stagionali prevenivano gli scienziati americani operanti in un’area come la California meridionale dall’essere in grado di replicare questi risultati, poiché non potevano mai sperimentare le condizioni esistenti in tardo autunno e primo inverno, ideali per realizzare gli esperimenti.



1.14 - POSIZIONE, POSIZIONE, POSIZIONE



Un’altra implicazione complessiva dell’opera di Kozyrev è che la posizione geografica in cui si localizza l’esperimento costituisce una rilevante differenza. I suoi risultati migliori vennero ottenuti effettuando le misurazioni vicino al Polo Nord, i più avventurosi dei quali furono effettuati su blocchi di ghiaccio alla deriva con una latitudine massima di 84°15’, con il Polo Nord a 90°. Questo è un punto molto importante, perché ci mostra che la più grande quantità di energia di onde torsionali fluisce sulla Terra nelle regioni polari, e diminuisce gradualmente se ci si sposta verso l’Equatore.



Certamente, la maggior parte dei lettori si potrebbe meravigliare del fatto che si associ un qualche effetto ai poli terrestri. La risposta va ricercata in uno studio sul magnetismo. Nel 1991-92, A.I. Veinik determinò che i tipici magneti di ferro “permanenti” non solo possiedono un campo magnetico collettivo, ma anche un campo di torsione collettivo, con una rotazione oraria al Polo Nord, ed una antioraria al Polo Sud. Il Dott. G.I. Shipov ha dimostrato che tutti i campi elettromagnetici generano onde di torsione. Così, dal momento che sappiamo che il campo magnetico della Terra è maggiormente concentrato ai poli, possiamo dedurre che allo stesso modo la più grande quantità di onde di torsione dovrebbe trovarsi proprio nelle regioni polari. Nei suoi libri e nel sito web, Richard Pasichnyk ha dimostrato che gli impulsi dei terremoti viaggiano più velocemente da Nord a Sud che da Est a Ovest. Così, la pressione aggiunta delle onde di torsione, incanalandosi e affluendo nelle regioni polari, incide molto più della semplice polarità nord-sud del campo magnetico che può essere misurato con un compasso.



Kozyrev determinò anche che l’energia torsionale fluisce differentemente nell’emisfero meridionale terrestre in quanto opposto al settentrionale, e di nuovo questo è dovuto all’effetto Coriolis. Egli scoprì anche che la velocità dell’accelerazione gravitazionale cambia lievemente tra l’emisfero nord e quello sud di un sottile fattore di 3.10^-5. Ciò sembra essere causato dal fatto poco noto che la forma sferica della Terra è addirittura più schiacciata nell’emisfero settentrionale rispetto al meridionale! Questo fatto è stato fra l’altro osservato e misurato anche in altri pianeti come Giove e Saturno. Kozyrev riteneva che dal, dal momento che la superficie dell’emisfero sud era lievemente più distante dall’Equatore rispetto alla corrispondente area nell’emisfero nord, ciò spiegava i sottili cambiamenti nella velocità di accelerazione gravitazionale.



1.15 - ESISTONO FORZE LATENTI DOPO AVER GENERATO INTERRUZIONI DI ENERGIA


Il termine “latente” vuol dire “lasciato in sospeso”, e Kozyrev osservò certi effetti che si manifestavano per un certo periodo di tempo dopo aver interrotto la formazione di onde torsionali e/o disturbi agli oggetti misurati. Si ricordi che Kozyrev dimostrò come il semplice scuotimento di un corpo su di una striscia di gomma ne avrebbe incrementato il peso, e che esso sarebbe lentamente tornato alla normale massa a riposo dopo averlo sistemato sulla bilancia a gioghi. Il tempo che il corpo impiega a ritornare al suo peso normale equivale a misurare la “forza latente” che esso è in grado di sostenere.



In questi esperimenti certi oggetti aumentano e diminuiscono di peso più velocemente di altri. Kozyrev concluse che la percentuale alla quale un oggetto aumenta o diminuisce di peso si basa sulla sua densità, o spessore, e non sul suo peso complessivo. Egli mostrò che la perdita di peso si verifica ad indice esponenziale, e che più è elevata la densità del materiale, più velocemente le forze residue scompaiono. Ecco alcuni esempi:

Il piombo, densità 11, perderà le forze latenti in 14 secondi;

L’alluminio, densità 2.7, in 28 secondi;

Il legno, densità 0.5, in 70 secondi.




Se questo risulta difficile da capire, possiamo pensare al fatto che una spugna più densa e spessa come la gommapiuma usata nei materassi o nei cuscini da poltrona possieda molta più “elasticità” rispetto ad una più leggera e sottile, come una vecchia e stanca spugna da cucina. Più un materiale è elastico, più velocemente può assorbire e rilasciare energia. Kozyrev testò anche questi effetti su rame, ottone, quarzo, vetro, aria, acqua, carbone, grafite, sale da tavola e altri, e indicò che “gli effetti più ampi, con tempi di preservazione massimi, venivano osservati su materiali porosi come mattoni o tufo vulcanico (Nasonov 1985°, pag. 15). Questo dovrebbe essere fonte d’interesse, dal momento che nella nostra analogia la spugna è anch’essa costituita di materiale poroso, ossia formata da una quantità di pori o buchi.



1.15.1 - L’EFFETTO ASPDEN



Un altro esempio di forze latenti presenti in un sistema si trova nel cosiddetto effetto Aspden, scoperto dal dott. Harold Aspden della Cambridge University. Questo esperimento si basa su un giroscopio il cui ingranaggio centrale viene attratto da un potente magnete. Il normale quantitativo di energia richiesta per rotare il giroscopio ad una velocità massima data è di 1.000 joule. Come un bicchiere d’acqua che viene agitato con una spugna, la rotazione del giroscopio fa sì che l’energia eterica contenuta nell’ingranaggio centrale inizi a muoversi a spirale, e questo movimento agitatorio continui nell’oggetto anche dopo aver arrestato il giroscopio.



Sorprendentemente, fino a 60 secondi dopo che il giroscopio finisce di ruotare, basta un’energia dieci volte inferiore affinché esso ritorni alla stessa velocità ottenuta la prima volta, ossia solo 100 joule. Questo è un altro effetto riproducibile che è stato semplicemente ignorato dalla corrente principale scientifica, in quanto “viola le leggi della fisica”. Ad ogni modo, con l’opera di Kozyrev come background, possiamo immaginare le risatine degli scienziati russi dopo aver letto dei problemi di Aspden nel far riconoscere agli scienziati occidentali questo effetto.



Ora, se si è notato, il piombo (Pb) manteneva le sue forze latenti per 14 secondi mentre l’alluminio per 28, e, ancora, i giroscopi di Aspden mantenevano le loro forze per 60 secondi. Questo è dovuto al fatto che l’energia extra torsionale / eterica viene attratta dal potente magnete permanente che compone il centro del giroscopio; in Convergence III abbiamo dimostrato in che modo questa proprietà basilare dei magneti rotanti è stata usata per creare molte fonti differenti di “energia libera”.



1.16 - LISTA GENERALE DI RILEVATORI NON MECCANICI



Anche se fin qui abbiamo trattato di giroscopi, pendoli e bilance a gioghi, Kozyrev scoprì ancora rilevatori non meccanici in grado di catturare l’energia del “flusso temporale”. Ciò che intendiamo con il termine “non-meccanico” è che le onde di torsione possono essere rilevate senza le parti mobili normalmente richieste, che coinvolgono due differenti forme di vibrazione o moto meccanico, come nel giroscopio, bilancia di torsione e pendolo. Alcuni di questi rilevatori non meccanici possono dimostrare chiaramente cambiamenti sostanziali in presenza di campi di torsione, e nel caso di tungsteno e quarzo, gli effetti dei campi torsionali sul materiale possono diventare irreversibili. Tutti i seguenti materiali manifestano mutamenti in presenza di energia di onde torsionali:



la conduttività di resistenze elettriche, specialmente quelle costituite da materiale al tungsteno;

il livello di mercurio nei termometri;

le frequenze vibrazionali di oscillatori di cristallo al quarzo;

i potenziali elettrici delle termocoppie;

la viscosità dell'acqua;

la quantità di lavoro elettronico che può essere eseguito in una cellula fotoelettrica;

le percentuali di reazione dei componenti chimici (come l'effetto Belousov-Zhabotinskij);

i parametri di crescita di batteri e piante.


Una lista altamente dettagliata del lavoro di Kozyrev, compresi i grafici esatti, le statistiche precise, le analisi e descrizioni di tutti i rilevatori precedentemente menzionati può essere rintracciata in "A Substantial Interpretation of N.A. Kozyrev's Conception of Time," [Una interpretazione sostanziale della concezione del tempo di N.A. Kozyrev] di A.P. Levich, 1996.



1.17 - LA RIPRODUZIONE DI CHERNETSKIJ



Alcune di queste onde di torsione non-meccaniche sono state riprodotte dal team di A.V. Chernetskij, Y.A. Galkin e S.N. Kolokoltzev, i quali hanno inoltre creato una sorgente che genera e immagazzina questa energia eterica in maniera del tutto simile ad un capacitor, che è un componente elettronico capace di immagazzinare una carica elettrica. Questi scienziati considerano la loro invenzione come “una sorgente di scarico autorigenerante”. Come Kozyrev, Chernetskij et al. hanno scoperto che il livello di resistenza di un circuito elettronico può mutare se parte di esso viene collocata tra due piastre di capacitor della sorgente mentre si trova in azione. Ancora, la frequenza vibrazionale di un oscillatore al quarzo può diventare 1000 o più volte più veloce qualora venga in precedenza collocata fra le due piastre. Tutto ciò dovrebbe perlomeno far sollevare le sopracciglia, dal momento che la precisione dei cristalli al quarzo nel mantenere un esatto ritmo pulsante mentre l’elettricità li attraversa viene adoperata per segnare l’ora esatta nella gran parte di orologi digitali esistenti.



1.18 - FORZE LATENTI NEL VACUUM E NELLA MATERIA



Chernetskij et al. scoprirono anche che la loro “sorgente di scarico autogenerante” poteva creare un campo di torsione statico o non-movente nella struttura profonda dello spazio-tempo stesso. Una corrente scorrevole può essere creata in un etere fluido anche se nell’area non risieda materia. Chernetskij et al. erano anche in grado di misurare gli stessi effetti dei campi torsionali nell’area che si era trovata in mezzo alle due piastre dello strumento, dopo che esso era stato disattivato e rimosso da quell’area! Gli effetti latenti sono misurabili anche in metalli al tungsteno o oscillatori al quarzo.



Un altro effetto simile venne scoperto da Donald Roth con la cosiddetta “memoria magnetica”, e documentato dall’Institute for New Energy. Roth scoprì che si poteva portare un magnete sufficientemente vicino ad una bilancia da attrarla a sé, e dopo cinque giorni il magnete poteva essere posizionato molto più distante dalla bilancia ed ottenere gli stessi effetti di prima. Gli scienziati russi si riferiscono a questo effetto definendolo “vacuum strutturale”, ciò che ci dimostra una volta ancora che esiste qualcosa, lì nello spazio “vuoto”, qualcosa che gli eredi dei Misteri Atlantidei conoscono come “etere”.



Kozyrev scoprì ancora che una sostanza fisica poteva diventare “strutturata” allo stesso modo. Come scrive a pag. 271 del quaderno del 1977:



Un corpo collocato per un certo tempo vicino ad un processo [che genera onde di torsione] e poi portato su una bilancia di torsione [può] produrre lo stesso effetto [sulla bilancia di torsione] come il processo [generato dalla torsione originale prodotto] da sé stesso. [La] memorizzazione [della] azione dei processi è una caratteristica di [tutte] le diverse sostanze, eccetto l’alluminio.



Nel 1984, Dankachov mostrò che la “memorizzazione” o l’effetto “strutturale” poteva avvenire anche con l’acqua, e questo è un esperimento che di tanto in tanto trova modo di espressione anche presso il pensiero scientifico occidentale alternativo. Gli esperimenti sulla “memoria dell’acqua” cominciano ad utilizzare uno dei basilari processi di creazione di onde di torsione allo scopo di far decrescere la viscosità o densità dell’acqua. Quindi, l’acqua trattata viene collocata vicino ad un altro contenitore d’acqua, e la nuova viscosità dell’acqua decrescerà esattamente fino a quella dell’acqua originale trattata. Altri esperimenti, come quelli di Jacques Beneviste, dimostrano come gli effetti di questa memoria dell’acqua siano in grado di perdurare anche sotto effetti chimici, con generatori di onde torsionali adoperati per stimolare l’acqua per mezzo di un determinato composto chimico. Infine, quel composto può essere trasferito energeticamente in un contenitore sigillato di acqua pura, cosicché l’acqua sigillata assumerà le stesse caratteristiche del modello originale.



1.19 - L’EFFETTO-SCHERMATURA DELL’ENERGIA DI UN’ECLISSE SOLARE



Come già suggerito nel prologo, il Sole è la nostra ovvia scelta come sorgente primaria di onde di torsione nella nostra eliosfera, visto che possiede il 99.86% dell’intera massa del Sistema Solare. Nel 1970, Saxel ed Allen dimostrarono che durante un’eclisse solare la presenza della Luna scherma i campi di torsione radianti dal Sole, cosa che provoca un incremento nel periodo di oscillazione di una bilanciadi torsione. I metereologi V.S. Kazachok, O.V. Khavroshkin e V.V. Tsyplakov sono stati in grado di ripetere questo esperimento durante l’eclisse solare del 1976, producendo lo stesso effetto; tutto ciò venne poi pubblicato nel 1977. Altri hanno ottenuto gli stessi risultati osservando le semplici deviazioni di un pendolo durante un’eclisse solare.



1.20 - ALLINEAMENTI MOLECOLARI CHE AIUTANO O SCHERMANO GLI EFFETTI DELLA TORSIONE




Come già detto, la teoria Einstein-Cartan fu la prima a porre le basi teoretiche per l’esistenza dei campi di torsione, nel 1913. La teoria predice che, a seconda della dislocazione, vi saranno torsioni orarie o antiorarie nello spazio. Le successive scoperte nella fisica dei quanti relative alla nozione di “spin” o rotazione hanno confermato che anche gli elettroni possono avere rotazione destrorsa o sinistrorsa, il che equivale a parlare di movimento orario/antiorario. Tutti gli atomi e le molecole mantengono vari gradi di bilanciamento fra spin destro e sinistro. Kozyrev determinò che molecole fortemente destrorse come lo zucchero possono schermare gli effetti della torsione, mentre quelle fortemente sinistrorse come la trementina li rinforzano. Successive indagini russe hanno stabilito che la comune pellicola di polietilene agisce come potente schermatura per le onde di torsione, pertanto essa viene usata in molti e diversi esperimenti, come quelli effettuati dal dott. Alexander Frolov.



1.21- MUTAMENTI “QUANTIZZATI” NEL PESO



Abbiamo parlato degli esperimenti di Kozyrev nei quali un oggetto veniva disturbato in vari modi, dopodiché esso tornava lentamente al suo bilanciamento normale dopo aver attraversato variazioni di peso. In questi esperimenti emerge un importante fattore, che fra l’altro non collima perfettamente con l’analogia della spugna immersa nel liquido; tale fattore è noto come “effetto quantizzazione”. (Spiegheremo più avanti che cosa lo provochi). Quando qualcosa è quantizzata, significa che essa non si muove o si calcola scorrevolmente, ma solo scalarmente, a specifici intervalli. Detto semplicemente, il peso di un oggetto non dovrebbe crescere o decrescere gradualmente negli esperimenti sulla “forza latente”, ma solo a scatti improvvisi. Questa è certamente una proprietà anomala della materia. Kozyrev afferma:



Negli esperimenti di vibrazione su una bilancia la riduzione di peso avviene a scatti, iniziando con un certo potere vibrazionale. Se la frequenza della vibrazione è ulteriormente incrementata, la riduzione di peso sulle prime rimane la stessa, e quindi di nuovo cresce a scatti dello stesso valore… Fino ad ora una spiegazione realistica di questo fenomeno non è stata ancora trovata. In seguito si è riscontrato che l’effetto-quantizzaizone si verifica in quasi tutti gli esperimenti. (Kozyrev 1971, pag. 26)



Nel caso in questione, Kozyrev studiò gli effetti su un peso di 620 grammi, che egli sottopose a vibrazioni, misurate in hertz o cicli per secondo. Sia riscaldare che raffreddare sono funzioni della vibrazione, così a seconda di come facciamo vibrare un oggetto, possiamo accrescerne o diminuirne il peso. In questo esperimento, la massa del peso di 620 grammi veniva lievemente accresciuta sottoponoendo l’oggetto a vibrazioni ad alta velocità. Per ottenere risultati numericamente chiari e precisi, in seguito Kozyrev e Nasonov applicarono una semplice funzione matematica per ri-normalizzare i risultati riferiti al peso da 620 g verso la misura più elevata e semplice di 1 kg. I seguenti numeri sono ri-normalizzati calcolando il peso di 1 kg:





Figura 1.6. – Incrementi quantizzati nel peso attraverso aumento di frequenza vibrazionale, misurati attraverso bilancia.



Come possiamo vedere da questo grafico, quando le vibrazioni dello strumento giungono alla soglia di 16-23 Hz (o cicli per secondo), l’oggetto mostra un incremento stabile di 31 mg. A questo punto, se Kozyrev incrementava le vibrazioni tra 16 e 23 cicli per secondo non si verificava ulteriore guadagno di peso. Però, se le vibrazioni si spostavano sui 24 Hz, improvvisamente il peso lordo si incrementava spontaneamente del doppio, giungendo a 62 mg. Incrementando ancora, da 24 a 27 Hz, non si registrava cambio di peso. Arrivando a 28 Hz, il peso netto di nuovo si incrementava improvvisamente di altri 31 mg[4] fino a raggiungere i 93 mg. Ogni volta che si raggiungeva una nuova soglia, il guadagno iniziale di 31 mg veniva aggiunto alla somma totale. Come Kozyrev scoprì,



Siamo riusciti ad ottenere effetti quintupli e decupli. (!)


Non dimentichiamo che questo effetto-quantizzazione si verificava in tutti gli esperimenti di Kozyrev, sia se l’oggetto in questione aumentava sia se diminuiva di peso. Affinché una cosa di questo genere possa aver luogo, l’intervallo-base di 31 mg misurato nell’oggetto di 1 kg deve essere una funzione combinata di volume, densità, peso e topologia (forma), simile al tono udibile percuotendo una campana di dimensioni, forma e densità date. Nel momento in cui Kozyrev accresceva nell’oggetto la frequenza delle sue vibrazioni, venivano prodotti nuovi intervalli di incremento di peso, ma sempre espressi in unità di 31 mg.



Questo effetto-quantizzazione costituisce in effetti una chiave molto importante per comprendere la natura multidimensionale della materia, ed esemplifica chiaramente il fatto che gli atomi e le molecole possiedono una struttura a strati di onde sferiche nidificate, tipo cipolla. Nel prossimo capitolo cominceremo a mostrare il contesto di quest’esperimento, e come esso si relazioni alle nuove scoperte nel campo della fisica quantica.



1.22 - LA DIFFICOLTA' DI COMBINARE I RISULTATI DI KOZYREV CON LA SCIENZA UFFICIALE



Le idee di Kozyrev non sono state assimilate facilmente né velocemente dalla corrente scientifica ufficiale, specialmente in Occidente, forse perché la magnitudine degli effetti da lui rilevati non è sufficientemente visibile. Per esempio, le forze addizionali introdotte nei suoi esperimenti meccanici cambiavano il peso degli oggetti di un mero fattore di 10^-4/10^-5, come il giroscopio che diveniva solo 100 mg più leggero se fatto ruotare e vibrare allo stesso tempo. Per capire quanto sia infinitesimale un simile cambiamento, basta ricordare che un semplice ingrediente attivo aggiunto ad una pillola di vitamine può pesare 100 mg.



Come Kozyrev stesso ritiene, “i risultati sperimentali mostrano che le proprietà di organizzazione del tempo esercitano un’influenza molto limitata sui sistemi [di materia come le stelle], comparati al corso naturale e distruttivo del loro sviluppo. Quindi non è sorprendente che una simile … entità sia stata mancata nel nostro sistema di conoscenza scientifica. Comunque, essendo limitata, è distribuita ovunque in natura, ed è necessaria solo la sua capacità di essere immagazzinata.



RIFERIMENTI:



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2. Anonymous. (Amount of vaccuum space in light bulb) {Link no longer in operation 6/02}: www.newphys.se/elektromagnum/physics/KeelyNet/energy/zpe7.asc

3. Fox, Hal. Now Come Torsion Fields. NEN, Vol. 5, No. 11, Mar. 1998, p.1. URL: www.padrak.com/ine/NEN_5_11_2.html

4. Gamow, George. Gravity. Anchor Books, NY, 1962; p. 138.Keely, John. Sympathetic Vibratory Physics. URL:www.keelynet.com/

5. Kozyrev, N.A. On the Potential for Experimental Investigation of the Properties of Time. 1971.

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7. Lyne, William. Occult Ether Physics. Creatopia Productions, NM, 1997. ISBN: 0-9637467-2-3

8. Nachalov, Yu.V. Theoretical Basics of Experimental Phenomena. URL:www.amasci.com/freenrg/tors/tors3.html

9. Nachalov, Yu.V. and Parkhomov, E.A. Experimental Detection of the Torsion Field. URL:www.amasci.com/freenrg/tors/doc15.html

10.Nachalov, Yu.V. e Sokolov, A.N. Experimental Investigation of New Long-Range Actions. 1993. URL:www.amasci.com/freenrg/tors/doc17.html

11.Ostrander, S. e Schroeder, L. Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain. Prentice-Hall, Inc., Englewood Cliffs, N.J., 1970. URL: www.psychicdiscoveries.com/

12.Pasichnyk, Richard. The Vital Vastness: Volume One. Writer’s Showcase, 2002. URL:www.livingcosmos.com/

13.Russell, Walter. The Divine Iliad. University of Science and Philosophy; URL:www.philosophy.org/

14.Taubes, Gary. Relativists in Orbit. Discover Magazine, March 1997.

15.Tesla, Nikola. Lecture Before the Institute of Immigrant Welfare. May 12, 1938.

16.Wilcock, David. Convergence III. April, 2001. URL: http://ascension2000.com/ConvergenceIII

17.Wright, Walter. Push Gravity. URL: www.keelynet.com/
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Mer 02 Dic 2009, 23:34

1.2 - ANALOGIE PER COMPRENDERE LE SCOPERTE DI KOZYREV



Nei capitoli 3 e 4, analizzeremo i miti della fisica quantica mostrando che il consueto modello dell’atomo a “particella” è seriamente errato. Come suggerisce la teoria della relatività di Einstein, tutta la materia fisica, in ultima analisi, è composta da pura energia, e non vi sono “particelle pesanti” da rinvenire nel regno quantico. Sempre più spesso la comunità scientifica viene forzata ad accettare il fatto che gli atomi e le molecole siano come la fiamma di una candela, in cui l’energia che essa rilascia (come il calore e la luce della fiamma) deve essere bilanciata dall’energia che assorbe (come la cera della candela e l’ossigeno dell’aria). Quest’”analogia della candela” è un tratto distintivo del modello del dott. Hal Puthoff, con cui egli cerca di spiegare per quale motivo l’elettrone ipotetico non irradia intorno tutta la sua energia e precipita dentro il nucleo. Questo apparente “moto perpetuo” entro l’atomo viene spiegato semplicemente dai più come “la magia della meccanica quantistica”.



Per essere realmente in grado di grattare la scorza del lavoro e delle relative scoperte di Kozyrev, sono richieste certe nuove analogie per la materia fisica. L’opera di Kozyrev richiede rigorosamente che noi siamo in grado di visualizzare tutti gli oggetti fisici della materia dell’Universo come se essi fossero spugne immerse nell’acqua. In tutte queste analogie, dovremmo considerare le spugne come se fossero rimaste immerse nel liquido per tutto il tempo sufficiente affinché arrivassero ad essere sature. Tenendo presente questo, ci sono adesso due cose che possiamo fare con le spugne imbevute: possiamo decrementare il volume dell’acqua che esse contengono oppure incrementarlo, per mezzo di alcune procedure meccaniche molto semplici.



1. decrementare: se una spugna imbevuta viene strizzata, raffreddata o ruotata, parte dell'acqua che essa contiene verrà rilasciata nelle vicinanze, diminuendo la sua massa. lasciando riposare la spugna subito dopo, la pressione dei milioni di piccoli pori viene alleggerita, portandola a poter nuovamente assorbire altra acqua e ad espandersi nuovamente entro la sua normale massa a riposo.

2. incrementare: possiamo anche pompare più acqua nella spugna in posizione di riposo, scaldandola (facendola vibrare), portando così i pori ad espandersi più della loro normale capacità ricettiva. In questo caso, dopo aver rilevato la pressione aggiunta, la spugna rilascerà naturalmente l'acqua in eccesso e si ritrarrà di nuovo alla sua massa a riposo.



Anche se potrebbe apparire impossibile alla maggior parte delle persone, Kozyrev ha dimostrato che scuotendo, facendo girare, riscaldando, raffreddando, facendo vibrare o rompendo oggetti fisici, il loro peso può essere incrementato o decrementato di piccole ma significative unità. E questo è solo uno degli aspetti del suo eccezionale lavoro.



1.3 - IL BACKGROUND DEL PROF. KOZYREV



Dato che il mondo occidentale conosce molto poco su Kozyrev, saranno utili alcune note biografiche e informazioni di ricerca, le quali mostreranno anche come egli sia ben lungi dall’essere una sorta di scienziato-mitomane: si tratta anzi di uno dei più eminenti pensatori russi del XX secolo. La prima pubblicazione scientifica di Kozyrev ebbe luogo quando aveva diciassette anni; gli altri scienziati si meravigliarono della profondità e della chiarezza della sua logica. La sua attenzione principale fu rivolta all’astrofisica, in particolare studiò l’atmosfera del Sole e delle altre stelle, il fenomeno delle eclissi solari e l’equilibrio della radiazione. A venti anni si laureò in Fisica e Matematica all’università di Leningrado, e a ventotto anni era già conosciuto come importante astronomo, e relatore a diversi convegni.



L’intensa vita di Kozyrev attraversò una fase sfortunata e difficile nel 1936, quando fu arrestato a causa della leggi repressive di Josef Stalin; subito dopo, nel 1937, iniziò un tormentoso periodo di 11 anni durante i quali conobbe tutti gli orrori di un campo di concentramento. Anche senza equipaggiamento scientifico, durante questo periodo gli fu data la più brutale delle iniziazioni nel campo della conoscenza nascosta. Per una mente illuminata, una serie di terribili difficoltà può anche bruciare qualsiasi desiderio di gratificazione dal mondo materiale, rimuovendo la resistenza verso la più alta consapevolezza, cosicché viene prodotto uno stato di illuminazione nel quale la verità universale viene immediatamente riconosciuta e assimilata. In questo stato, egli meditò profondamente sui misteri dell’Universo, prestando attenzione a tutte le strutture esistenti nella vita, in cui così tanti differenti organismi manifestano segni di asimmetria e/o sviluppo a spirale.



Kozyrev sapeva che, a metà dell’Ottocento, Louis Pasteur aveva scoperto che il blocco di vita in formazione noto come “protoplasma” era intrinsecamente non simmetrico, e che le colonie di microbi crescevano in una struttura a spirale. Queste proporzioni in espansione soggiacevano anche alla struttura di piante, insetti, animali e uomini, così come avevano scritto molti fra gli appartenenti all’antica tradizione di Misteri Atlantidei a proposito della “geometria sacra”, come la forma a spirale nota come Fibonacci, Sezione Aurea, o spirale “phi”.





Figura 1.2 – La spirale “phi” nel guscio del nautilo (L) e con triangoli geometricamente inscritti (R)



Dalle sue osservazioni illuminate nel campo di prigionia, Kozyrev ritenne che tutte le forme di vita dovevano essere composte da una forma di energia invisibile a spirale, in aggiunta alle loro normali proprietà di ottenere energia per mezzo di cibo, liquidi, respirazione e fotosintesi. Vedremo più avanti in quest’opera come i dati in questione siano del tutto esaurienti.



Kozyrev teorizzò che cose come la crescita della spirale del guscio e quale lato del corpo umano conterrà il cuore sono determinati dalla direzione di questo flusso. Da qualche parte nello spaziotempo dovrebbe esistere un’area in cui il flusso di energia produca spirali in direzione opposta, cosicché Kozyrev si aspettava che lì i gusci crescessero in direzione opposta, e che il cuore si trovasse dalla parte opposta della cavità corporea.



Questo concetto di energia a spirale potrebbe sembrare non realistico in biologia, ma le scuole misteriche lo conoscono da molto tempo. La prossima immagine ci mostra come la ratio del “phi” emerga naturalmente nella struttura del braccio umano, e questo non è che uno degli esempi in cui si ripete in tutto il corpo umano, così come nelle piante, animali e insetti. Quei pochi che riconoscono ciò alle fine riterranno, del tutto tipicamente, che tali relazioni emergono semplicemente perché “phi” rappresenta il modello naturale più efficiente in cui la crescita possa manifestarsi. Kozyrev suggerì che la vita non avrebbe avuto altri modi di manifestarsi, poiché essa crea continuamente la sua energia a spirale per sostenersi, e perciò ogni momento del processo deve seguire le proporzioni. In questo senso possiamo ritenere che il sistema scheletrico funga da antenna per quest’energia.





Figura 1.3. Le proporzioni “Phi” nell’avambraccio umano



Quando Kozyrev venne finalmente riabilitato e liberato dal campo di prigionia, nel 1948, fece ritorno alle sue ricerche, e fece delle predizioni sulla Luna, Venere e Marte, che furono in seguito convalidate dai ricercatori spaziali sovietici più di dieci anni dopo. Con questo si guadagnò la considerazione generale dei sovietici, che lo considerarono un pioniere della corsa allo spazio. Quindi, nel 1958 il prof. Kozyrev attirò su di sé una controversia a livello mondiale, dichiarando che la Luna presentava attività vulcanica in prossimità del cratere Alphonsus. Se questa scoperta si fosse dimostrata vera – cosa che la maggior parte di astronomi e scienziati si rifiutò fermamente di credere – avrebbe significato che la luna possedeva immense risorse naturali e sorgenti di forza, tali da rendersi utili come propellenti per lanciare l’umanità verso le stelle.



Il Premio Nobel statunitense prof. Harold Urey fu tra i pochi che credettero all’ipotesi di Kozyrev sull’attività vulcanica lunare, tanto da spingere la NASA a svolgere ricerche in merito. Il risultato fu che la NASA lanciò l’immenso progetto “Moon Blink” (battito lunare), che in seguito fu in grado di confermare le asserzioni di Kozyrev, avendo scoperto significative emissioni di gas sul suolo lunare.



In ogni caso, non tutte le ricerche di Kozyrev furono così prontamente riprese dal mondo tradizionale della NASA. Nell’inverno del 1951-52, solo tre anni dopo essere scampato alla tremenda iniziazione del campo di prigionia, il prof. Kozyrev iniziò le sue incursioni nel mondo della fisica esoterica: fu quello il primo di trentatre anni intensi durante i quali si dedicò ad ogni sorta di esperimenti, dai risvolti intriganti e controversi. Il suo naturale desiderio di perseguire tali ricerche era destinato a servire da convalida per le verità spirituali di cui egli aveva già fatto esperienza attraverso il processo mistico di preparazione, illuminazione e iniziazione (come riferito nel classico di Rudolf Steiner Knowledge of Higher Worlds and Its Attainment)[1], sotto il pungolo più vivo delle circostanze. Dopo aver iniziato a pubblicare i risultati di queste scoperte, molti scienziati russi e una piccola parte di quelli occidentali, basandosi sui suoi passati successi, erano disposti ad ascoltarlo.



Come detto, i modelli di energia a spirale si svelarono agli occhi dell’illuminato prof. Kozyrev mentre si trovava nel campo di concentramento. La sua “conoscenza diretta” lo informò che questa energia a spirale era, in effetti, la vera natura e manifestazione del “tempo”. Naturalmente, egli trovò che la nozione di “tempo” che possediamo doveva essere qualcosa di più che un semplice calcolo di durata. Kozyrev ci spinge a tentare di trovare una causa per il tempo, qualcosa di tangibile ed identificabile nell’Universo che noi possiamo associare al tempo. Dopo averci pensato per un po’, possiamo concludere che il tempo non è nient’altro che un movimento a spirale. Sappiamo che stiamo tracciando un complesso modello di spirale attraverso lo spazio grazie ai modelli orbitali della Terra e del Sistema Solare. E adesso, lo studio della “temporologia”, o scienza del tempo, è sotto continua, attiva investigazione dall’Università di Stato di Mosca e dalla Fondazione Umanitaria Russa, ispirata dal lavoro pionieristico del prof. Kozyrev. Sul loro sito web, essi affermano che:



Secondo noi, la “natura” del tempo è il meccanismo che causa cambi apparenti e nuovi accadimenti nel mondo. Comprendere la natura del tempo significa concentrare l’attenzione su un processo, un fenomeno, una “carriera” nel mondo materiale le cui proprietà potrebbero essere identificate o corrispondere a quelle del tempo.



Tutto ciò potrebbe a prima vista apparire strano: un albero che cade su un vostro terreno potrebbe essere stato causato da forte vento, piuttosto che dal “flusso del tempo”. Piuttosto, bisognerebbe chiedersi che cos’è che ha causato il soffio del vento.In ultima analisi, il maggior responsabile di ciò è il movimento della Terra intorno al proprio asse. Perciò, tutti i cambiamenti sono causati da qualche forma di movimento, e senza movimento non può esistere il tempo. Diversi studiosi i cui lavori sono pubblicati sull’Istituto Russo di Temporologia, concordano sul fatto che se Kozyrev avesse cambiato la sua terminologia, usando la parola “tempo”, anziché termini scientifici più comuni come “etere” e “vacuum fisico”, allora molte persone sarebbero state in grado di comprendere il suo lavoro prima. A questo punto, non è necessario al lettore approfondire la filosofia dell’energia a spirale come manifestazione del tempo, come sarà più chiaro in seguito.



Uno dei pochi sguardi che Kozyrev ricevette dai media occidentali in merito ai suoi concetti è rappresentato da un capitolo del libro pionieristico di Sheila Ostrander e Lynn Schroeder intitolato Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain [2], che ha ottenuto grande successo in tutto il mondo, ed è tuttora in ristampa con il titolo abbreviato Psychic Discoveries. Molte delle precedenti informazioni biografiche su Kozyrev provengono da questa fonte. Nel capitolo 13, intitolato Tempo: una nuova frontiera per la mente, l’autore spiega che anche negli anni ’60, Kozyrev aveva un aspetto abbronzato e atletico e dava “l’impressione di grande calma e qualità spirituale.” Essi affermano anche:



Per reputazione e lavoro, si tratta del più importante scienziato che abbiamo incontrato. Egli sta cercando di sviscerare una nuova visione del mondo, una nuova cosmogonia. Nella nuova concezione di Kozyrev, gli accadimenti psichici dovrebbero cominciare in un luogo. Il punto di vista ufficiale della scienza è invece che essi non dovrebbero esistere a lungo, come se si trattasse di qualcosa che va al di là del sistema, qualcosa che deve essere negata per proteggere il sistema.



La connessione dei fenomeni psichici alla fisica è ben conosciuta e frequentemente discussa nella letteratura russa, che fra l’altro ultimamente sta divenendo sempre più disponibile; in tutto ciò è evidente la funzione di apripista esercitata da Kozyrev. Uno dei pochi ricercatori occidentali a rilevare le opere del prof. Kozyrev fu il dott. Albert Wilson dei Douglas Research Laboratories in California, che affermò:



Trovo che qualcosa di molto simile a ciò che ha teorizzato il prof. Kozyrev sarà istituzionalizzato nella teoria fisica entro dieci o vent’anni. Le implicazioni di ciò saranno rivoluzionarie. Sarà necessario lavorare per una generazione per integrare i salti in avanti che egli ha prodotto e incorporarli nella conoscenza scientifica.

La previsione di Wilson si è rivelata ottimistica, in effetti solo adesso, all’alba del 21° Secolo siamo in grado di mettere insieme tutti i pezzi. Per dare consistenza ai nostri termini, useremo le espressioni scientifiche comuni “campi di torsione” oppure “onde di torsione” nel riferirci al flusso spiraliforme di energia-tempo scoperta da Kozyrev [La parola torsione essenzialmente significa “girare” o “scuotere”]. Molti scienziati occidentali che hanno esplorato questo argomenti, in particolare il Ten. Col. Tom Bearden, definiscono tali campi come “onde scalari”, ma noi riteniamo che l’espressione “onde di torsione” è in ultima analisi di più facile approccio, anche perché ci rimanda al modello a spirale. Il lettore dovrebbe poi tenere presente che in tutti i casi, ciò di cui ci occupiamo è semplicemente un impulso di momentum[3] che viaggia attraverso il medium dell’etere/ZPE/vacuum fisico, e non possiede qualità elettromagnetiche.

Prima che Kozyrev avesse mai iniziato a condurre i suoi esperimenti, già esisteva una buona, solida fondazione teoretica che aveva già dato i suoi risultati. Cominceremo perciò con una discussione preliminare sulla teoria della relatività di Einstein, seguita dalle aggiunte del prof. Eli Cartan, che per primo stabilì l’esistenza di campi torsionali.

1.4 - IL MODELLO GEOMETRICO DELLA GRAVITA’ DI EINSTEIN

Il 29 maggio 1919 Albert Einstein apparentemente provò “che noi viviamo in uno spazio tempo curvato quadridimensionale”, in cui spazio e tempo sono due entità unite insieme come fossero una “fabbrica”. Egli riteneva che un oggetto come la Terra, ruotante nello spazio, “dovrebbe trascinare insieme ad essa spazio e tempo...”; ancora, riteneva che questa “fabbrica di spaziotempo” curvasse interiormente attorno a un corpo planetario. Così, egli affermava:

la gravità non è affatto una forza misteriosa che agisce a distanza, bensì [piuttosto si tratta del] risultato di un oggetto che cerca di camminare in linea retta attraverso una spazio che risulta curvato dalla presenza di corpi materiali.

Spazio curvo? “Un attimo…non si suppone che lo spazio sia vuoto?”, potreste domandare. Come è possibile curvare qualcosa che è vuoto? Come possiamo vedere, il problema fondamentale nel visualizzare il modello di gravità di Einstein risiede tutto nel termine “curvo”, poiché si tratta di qualcosa che una superficie piana ed elastica dovrebbe riuscire a fare. Invece, quasi tutti i tentativi di visualizzare i risultati raffigurano i pianeti come se fossero dei pesi che abbassano un immaginario strato piano di gomma esteso per tutto lo spazio come “fabbrica” dello spazio-tempo. Un oggetto come una cometa o un asteroide, nel muoversi verso la terra, segue semplicemente la geometria dello strato. Il problema con questo modello è che qualunque curvatura dello spazio-tempo avrebbe bisogno di essere portata dentro un oggetto sferico da tutte le direzioni, non solo da un piano liscio. E ancora, si richiede una forza di gravità, per tirar giù un peso in uno strato piano di gomma. In uno spazio senza peso, la sfera e il piano devono semplicemente fluttuare insieme.

In realtà, il verbo “fluttuare” è più preciso di “curvare”, e in Convergence III ho dimostrato che la gravità è una forma di energia eterica che fluttua costantemente in un oggetto. Le equazioni gravitazionali non specificano in quale direzione una simile energia debba fluttuare, ma solo che la gravità esiste come forza responsabile del fatto che gli oggetti non possono volar via dalla terra. Tali idee possono essere collegate a John Keely, il dott. Walter Russell e alla più recente e brillante teoria di Walter Wright sulla “push gravity” [gravità di spinta].

Dopo aver stabilito che tutti i campi come la forza gravitazionale e quella elettromagnetica sono semplicemente differenti forme di etere/ZPE in movimento, abbiamo una sorgente attiva per la gravità, e una semplice e chiara ragione per la quale essa dovrebbe esistere. Osserviamo che ogni molecola di un intero corpo planetario deve essere sostenuta da un continuo flusso interno di energia eterica. La stessa energia che interviene nella creazione della Terra crea e fluttua dentro di noi. Allora, noi restiamo impigliati nella corrente gigante del fiume di energia che scorre all’interno della Terra, così come le zanzare restano incastrate in una zanzariera mentre l’aria continua a fluire attraverso la retina. I nostri corpi non possono spostarsi attraverso la materia solida, ma ciò è certamente possibile ad una corrente di energia eterica – e questa è una delle molteplici cose che Keely, Tesla, Kozyrev e altri hanno dimostrato. Un stella o un pianeta deve continuamente ricavare energia dal suo ambiente per riuscire a mantenersi in vita. Kozyrev ha fatto le stesse osservazioni a proposito del Sole negli anni ’50, concludendo che le stelle agiscono come “macchine che convertono il flusso del tempo in calore e luce”.

Quasi tutti gli scienziati occidentali ritengono che le teorie della relatività di Einstein, la generale e la ristretta, eliminino la necessità di fare riferimento all’etere – e, invece, Einstein sosteneva il rifiuto dell’etere nel 1910, che è l’anno in cui la scienza ufficiale ritiene conclusa la riflessione di Einstein sull’argomento. Tuttavia, nel 1920 Einstein afferma in realtà che “l’ipotesi dell’esistenza dell’etere non contraddice la teoria della relatività ristretta”. E nel 1924, scrive:

... nella fisica teoretica, non andiamo da nessuna parte senza l’etere, cioè un continuum di proprietà fisiche definite, in quanto la teoria generale della relatività (…) esclude un’azione diretta a lungo raggio; e ogni teoria a breve raggio assume la presenza di campi continui, e, conseguentemente, l’esistenza dell’"etere”. (grassetto aggiunto)

1.5 - FISICA TORSIONALE


Nel 1913, il fisico Eli Cartan dimostrò per primo che la “fabbrica” (flusso) di spazio e tempo nella teoria della relatività generale di Einstein non solo “curvava”, ma possedeva in sé stessa anche un movimento di rotazione o spiraliforme conosciuto come “torsione”. Questa parte della fisica viene collegata esplicitamente alla Teoria Einstein-Cartan, o ECT. La teoria di Cartan da principio non venne presa troppo sul serio, poiché venne fuori prima dell’epoca della fisica quantistica, durante un periodo in cui si credeva che particelle elementari come gli elettroni rotassero o girassero intorno al nucleo. La maggior parte delle persone non sa che oggi viene generalmente accettato che lo spazio che circonda la Terra e probabilmente l’intera Galassia possiede una rotazione destrorsa, il che significa che l’energia sarà influenzata a girare in senso orario come se viaggiasse attraverso il vacuum fisico. Nel 1990, gli studiosi russi dottori Akimov e Shipov scrivevano:



Per la precisione, i riferimenti contenuti nelle pubblicazioni di tutto il mondo ai campi torsionali ammontano a 10.000 articoli, appartenenti a circa un centinaio di autori. Di questi, almeno la metà lavora in Russia.



Come vedremo facilmente, l’opera del prof. Kozyrev costituì l’influenza principale per gli oltre 5.000 articoli russi su quest’argomento, come sopra citato. Nei modelli di fisica classica, i campi torsionali non venivano mai considerati come una forza universale allo stesso livello del campo gravitazionale o elettromagnetico, soprattutto perché possedevano solo esistenza teorica. Cartan con la sua teoria originale del 1913 congetturò che i campi torsionali fossero quantificabili in 30 gradi di magnitudine più deboli della gravità, la quale a sua volta ne possiede 40 in meno del campo elettromagnetico! Con un livello di influenza tanto minuscolo, così affermano le teorie, i campi torsionali “rotanti naturalmente” costituivano in sostanza un insignificante granello di polvere non in grado di dare alcun contributo ai fenomeni osservabili nell’universo.



Per tutti gli scienziati in grado di mantenere la mente aperta, le opere di Trautman, Kopczyynski, F. Hehl, T. Kibble, D. Sciama e altri nei primi anni ’70 creavano onde di interesse verso i campi torsionali. Concreti fatti scientifici confutarono la teoria di Cartan, vecchia di 60 anni e più simile a un mito, che i campi torsionali fossero deboli, piccoli e inadatti a muoversi nello spazio. Il mito della teoria Einstein-Cartan era che i campi di torsione a spirale non avrebbero potuto muoversi (cioè rimanevano statici), e non avrebbero potuto esistere in uno spazio molto più piccolo dell’atomo. Sciama et al. hanno dimostrato che questi campi torsionali di base previsti nella ECT esistevano realmente, e ad essi ci si riferiva come a “campi torsionali statici”. La differenza consisteva nella dimostrazione dei “campi torsionali dinamici”, i quali possedevano proprietà più importanti di quelli statici, teorizzati dalla ECT.



Secondo Sciama ed altri, i campi torsionali statici sono causati da sorgenti ruotanti che non irradiano alcuna energia. Perciò, se si ha una qualsiasi fonte ruotante in grado di rilasciare energia sotto qualunque forma, come il Sole o il centro della Galassia, e/o una fonte ruotante che possiede più forme di movimento che agiscono contemporaneamente, come un pianeta che sta ruotando intorno al proprio asse e nello stesso tempo intorno al Sole, allora viene prodotta una torsione dinamica. Questo fenomeno permette alle onde di torsione di propagarsi nello spazio anziché permanere in un singolo punto “statico”. Così, i campi torsionali, come la gravità e l’elettromagnetismo, sono capaci di muoversi da un punto all’altro dell’Universo. Per di più, come scopriremo nei prossimi capitoli, Kozyrev dimostrò, decadi addietro, che questi campi viaggiano a velocità “superluminali”, ossia a più della velocità della luce. Avendo un impulso che si muove direttamente dalla “fabbrica dello spaziotempo”, che viaggia a velocità superluminali e che è separato da gravità ed elettromagnetismo, si arriva ad una significativa conquista della fisica, qualcosa che richiede che il “vacuum fisico”, la “zero-point-energy” o l’”etere” esistano realmente.



1.6 - LISTA GENERALE DEI FENOMENI CHE CREANO GLI EFFETTI DI KOZYREV



Gli esperimenti di Kozyrev iniziarono negli anni ’50 e durarono fino agli anni ’70 con l’assistenza continua del prof. V.V. Nasonov, il quale aiutò a standardizzare i metodi di laboratorio e l’analisi statistica dei risultati. E’ importante ricordare che questi esperimenti furono condotti nelle condizioni più rigide possibili, nonché ripetuti centinaia e spesso migliaia di volte e messi per iscritto con esattezza di dettagli matematici. Inoltre, tali esperimenti sono stati accuratamente revisionati, infatti Lavrentyev e altri hanno potuto replicare gli stessi risultati per via indipendente (in questo libro abbiamo volutamente omesso i risultati matematico-analitici del lavoro di Kozyrev per favorire la scorrevolezza della lettura). Rivelatori speciali basati sulla rotazione e vibrazione sono stati messi a punto allo scopo di reagire in presenza di campi torsionali, ciò che Kozyrev definiva “il flusso del tempo”.



Se torniamo alla precedente analogia, possiamo affermare che la materia si comporta come una spugna immersa nell’acqua. Se facciamo qualcosa che disturba la struttura della spugna, come strizzarla, ruotarla o scuoterla, essa rilascerà parte dell’acqua raccolta nell’ambiente circostante. Negli anni, tutti i seguenti processi sono stati scoperti allo scopo di creare in laboratorio un “flusso di tempo” di onde torsionali, dovute allo scompiglio da esse creato nei confronti della materia in queste forme:

la deformazione di un oggetto fisico;

l’incontro di un ostacolo da parte di un getto d’aria;

il riempimento con sabbia di una clessidra;

l’assorbimento di luce;

la frizione;

il bruciamento;

l’azione di un osservatore, come il movimento della testa;

il riscaldamento o raffreddamento di un oggetto;

transizioni di fase nelle sostanze (da ghiacciato a liquido, da liquido a vapore ecc.);

scioglimento e mescolamento di sostanze;

la morte delle piante per appassimento;

radiazioni non-luminose da oggetti astronomici;

improvvisi cambiamenti di coscienza nell’individuo.



A parte la problematica ultima voce riguardante la coscienza umana, possiamo vedere facilmente come ogni processo “disturbi” in qualche modo la materia, provocando così il rilascio o l’assorbimento di una certa quantità della sua “acqua eterica”, la qual cosa si adatta perfettamente alla nostra analogia della spugna. Ancor più importante è il fatto che una forte energia emozionale potrebbe causare una reazione a distanza misurabile, cosa che è stata ripetutamente provata non solo da Kozyrev ma anche da molti altri; tutto ciò porta sotto i riflettori i nostri concetti di fenomeni fisici e di consapevolezza. Tali concetti hanno fatto ancor più notizia dopo l’attacco terroristico agli Stati Uniti dell’11 settembre 2001, nel momento in cui Dean Radin e il suo team dell’Institute of Noetic Sciences sono stati in grado di misurare un tremendo mutamento nel comportamento di un certo numero di generatori computerizzati nei periodi immediatamente precedente e successivo rispetto all’attacco:





Figura 1.4. Dati forniti da Radin / INS che misurano un mutamento nella coscienza di massa l’11 settembre 2001



Il grafico mostra che un cambio nella coscienza di massa ha in qualche modo influenzato il comportamento dell’energia elettromagnetica nei computer di tutto il mondo, specialmente nei circuiti dislocati nel Nord America. Più tardi vedremo che questo è solo l’inizio di un intero nuovo mondo di una “scienza della consapevolezza”. Suggeriremo che le onde torsionali e la consapevolezza sono essenzialmente identiche manifestazioni di un’energia intelligente.



Ritornando alla più confortevole arena della materia fisica, il lavoro di Kozyrev ha dimostrato che i campi torsionali possono essere assorbiti, schermati e qualche volta riflessi. Per esempio, lo zucchero può assorbire, una pellicola di polietilene può schermare, e altre forme di alluminio o specchi possono riflettere. Kozyrev scoprì che in presenza di simili flussi di energia, oggetti rigidi e non-elastici potevano manifestare cambi di peso, mentre oggetti flessibili ed elastici potevano mostrare cambi nella loro elasticità/viscosità. Kozyrev mostrò anche che il peso di una trottola cambiava in caso di vibrazioni, riscaldamento, raffreddamento o di corrente elettrica fatta passare attraverso di essa. Come possiamo osservare, tutti i precedenti comportamenti si adattano perfettamente alla nostra analogia della materia come spugna che rilascia o assorbe piccoli quantitativi di “acqua energetica”.



1.7 - COSTRUZIONE DI UN RILEVATORE MECCANICO PER IL “FLUSSO DI TEMPO”




Al momento, la questione più inesplicata risulta essere, ovviamente, quale sia il modo di ottenere meccanicamente una simile energia. Fra l’altro, tutto ciò è del tutto sfuggito alla scienza ufficiale per circa un secolo. Dunque, è importante ricordare che, sebbene la forza delle onde di torsione sulla materia sia relativamente piccola, essa tuttavia esercita una spinta regolare. Le ricerche di Shipov, Terletzkij e altri teorici russi hanno associato direttamente l’energia dei campi torsionali con quella gravitazionale, arrivando così alla definizione del termine “energia gravispin”, e della scienza della “gravispinotica”. In queste nuove teorie, la gravità e la rotazione [spin] sono accoppiate nella stessa basilare maniera in cui lo sono elettrostatica e magnetismo nel momento in cui insieme formano le onde elettromagnetiche. Sebbene le onde torsionali possano viaggiare in ogni direzione, esse vengono più tipicamente assorbite nel flusso discendente del campo gravitazionale. Così, gli effetti più rilevanti della pressione di torsione potrebbero essere identificati in un lieve movimento spiraliforme congiunto all’energia gravitazionale. Trattandosi di una pressione molto lieve, solitamente non riusciamo a notare alcun movimento in noi stessi o in oggetti che stanno cadendo verso il basso.



Molti dei rilevatori meccanici di onde di torsione approntati dal prof. Kozyrev coinvolgevano oggetti in movimento, come un giroscopio rotante o un pendolo oscillante asimmetrico. Attraverso una semplice analogia possiamo essere aiutati a capire in che modi tali oggetti in movimento possano catturare una pressione così delicata. Se una barca non allinea le sue vele nella direzione del vento, allora non si potrà muovere. Allineando le vele con il vento, lo farà, e se il vento cambia, bisognerà essere pronti a cambiare posizione delle vele. Rilevare le onde torsionali è un processo più difficile rispetto alla navigazione, poiché le onde torsionali cambiano continuamente la loro direzione in forma di spirale tridimensionale. In qualche modo, è necessario creare vibrazioni nell’oggetto della rilevazione, ciò che gli permetterà di imbrigliare di continuo una spirale in movimento tridimensionale di forza energetica.



Kozyrev riuscì a catturare la sottile pressione delle onde torsionali combinando nello stesso tempo due differenti forme di vibrazione o movimento. Nei seguenti paragrafi discuteremo approfonditamente di ciò. In speciali condizioni di laboratorio, giroscopi o pendoli possono essere usati per interagire con l’energia “time flow” [flusso temporale], come Kozyrev la definì. In questi casi, tali rilevatori segnaleranno variazioni di peso o improvvisi movimenti angolari in risposta all’energia.



Uno dei più importanti rilevatori di energia “time-flow” usati da Kozyrev è la “bilancia di torsione”, ossia un giogo di bilancia in grado di ruotare liberamente se sospeso ad un filo. Come descritto nella prima pubblicazione di Kozyrev dell’anno 1971, la bilancia di torsione non possiede eguale bilanciamento in entrambi i lati, infatti un’estremità del giogo pesa 10 grammi e l’altra solo uno. Kozyrev sospese questo giogo ad un filo di capron di 50 micrometri di diametro e 5-10 cm di lunghezza. La corda era attaccata molto più strettamente all’estremità più pesante del filo che a quella più leggera, in maniera tale da consentire al giogo di rimanere in una perfetta posizione orizzontale nonostante la gravità. Questo posizionamento creava anche una maggiore tensione al giogo, permettendogli di muoversi liberamente. L’estremità più leggera del giogo era collegata ad un indice, cosicché Kozyrev poteva misurare su un goniometro di quanti gradi il giogo si sarebbe mosso volta per volta.



Per evitare di essere influenzato dall’atmosfera, l’intero sistema era avvolto in una calotta di vetro cui tutta l’aria era stata eliminata per creare un vacuum. Ancora, Kozyrev circondò la calotta con una rete di metallo (simile alla gabbia di Faraday) allo scopo di eliminare tutte le interferenze elettromagnetiche.



E, quel che più conta, la sommità del filamento, cui la bilancia era appesa, era fatta vibrare meccanicamente da una fonte elettromagnetica.



L’esperimento non era ritenuto valido qualora il giogo non fosse rimasto perfettamente immobile anche in presenza di extra-vibrazioni alla sommità del filo. Comunque, queste extra-vibrazioni che scuotevano a tratti la sommità del filo causavano una aumentata sensibilità alle vibrazioni esterne che si sarebbe riverberata nell’intero oggetto. Siamo allora in presenza di un disuguale set di pesi accuratamente sospesi ad un sottile filo in modo da rimanere orizzontali che crea un sistema in grado di grande tensione, pronto a muoversi al minimo tocco. E’ qualcosa di simile alla potenza sprigionata da una leva che permette ad un uomo di sollevare la propria automobile con il semplice movimento del cric. Perciò, se a questo si aggiunge anche la tensione delle vibrazioni che si irradiano su e giù per il filo e nella bilancia stessa, si ottengono tutti gli ingredienti necessari a rendere il rilevatore estremamente sensibile alla pressione dal tocco leggero delle onde di torsione, tanto da poterne poi misurare l’effetto. Questo è uno dei modi più ingegnosi per catturare e rilevare queste forze. (Come altro esempio, si poteva mettere in moto un giroscopio in moto e quindi appeso ad una corda fatta vibrare).



Sotto alcuni aspetti questa extra-sensibilità si comporta nello stesso modo di un tavolo da hockey ad aria, in cui una superficie piatta e rettangolare viene bucherellata con diversi fori che fanno passare l’aria verso sopra. La partita viene giocata con un disco leggero e piatto che è colpito avanti e indietro da due giocatori. Se l’aria scorre attraverso il tavolo (come l’asimmetria della bilancia e le extra-vibrazioni sul filo negli esperimenti di Kozyrev), in tal caso la gravità del disco è neutralizzata da una forza superiore, che crea un equilibrio più delicato fra le due (forze). Il disco può rimanere perfettamente immobile una volta lasciato solo, ma, se si introduce nel sistema nuova energia colpendo il disco quando l’aria è in movimento, allora il disco si sposterà molto velocemente e con il minimo sforzo. Se invece l’aria non circola, il disco si muove molto più lentamente e richiede molta più forza per essere messo in azione.



Accade nello stesso modo con i rilevatori di Kozyrev. Se non si include l’energia extra-vibrazionale, ci vorrà molta fortuna per poter osservare una reazione, in quanto la “spinta” delle onde di torsione non è sufficiente a muovere un oggetto stazionario. Molti scienziati che hanno tentato di ripetere gli esperimenti di Kozyrev spesso non vi sono riusciti, e ciò perché essi non consideravano importanti le extra-vibrazioni. Certamente non è possibile rilevare le onde di torsione con un pendolo se questo non è asimmetrico e/o se non si introducono vibrazioni alla sommità del filo. Un altro modo per visualizzare questo effetto può essere considerata la nostra analogia esposta nel prologo, nella quale la differenza fra una goccia d’acqua allocata in un metallo freddo viene opposta a quella goccia allocata in una padella calda. Le vibrazioni del metallo della padella faranno schizzare l’acqua attorno al tegame, divenendo parecchio sensibili ai più lievi cambi di pressione da ogni direzione.



Per i lettori più inclini alla spiritualità, è interessante notare che le dottrine degli Iniziati hanno sempre fatto riferimento al bisogno di “aumentare le proprie vibrazioni” per migliaia di anni se si vuole divenire capaci di percepire l’invisibile energia dell’universo. Come abbiamo dimostrato in alcuni dei nostri laboratori, in un arco di tempo relativamente breve un umano può essere portato a rispondere alla lieve pressione delle onde di torsione nella propria ”aura” attraverso il tocco. Con i più profondi addestramenti, come quelli descritti nelle opere di Rudolph Steiner o Carlos Castaneda, il campo energetico umano può essere alla fine visualizzato. Nella Parte II discuteremo questa ingombrante evidenza allo scopo di dimostrare l’esistenza di questo campo energetico umano, che si comporta nei nostri corpi come componente delle onde di torsione.



http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_01.htm
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Mer 02 Dic 2009, 23:27

Una Nuova e Sconvolgente Visione della Realtà




LE CONQUISTE DEL DOTT. N.A. KOZYREV



La sensazionale prova scientifica che tutta la materia fisica è formata da un “etere” di energia invisibile e cosciente risale almeno agli anni ’50. Il rinomato astrofisico russo prof. Nikolaj A. Kozyrev (1908-1983) ha dimostrato senza ombra di dubbio che una simile sorgente di energia deve esistere; e il risultato di ciò fu che egli divenne una delle figure più controverse nella storia della comunità scientifica russa. Le imponenti conseguenze delle sue ricerche, e di tutti coloro che lo seguirono, furono completamente nascoste dall’ex Unione Sovietica; ma con la caduta della Cortina di Ferro e l’avvento di Internet finalmente abbiamo la possibilità di accedere ai “segreti più nascosti della Russia”. Il seme delle scoperte di Kozyrev ha prodotto come frutto due generazioni di rimarchevoli ricerche da parte migliaia di studiosi specialisti in materia, cosa che ha cambiato profondamente la nostra concezione dell’Universo. Il fatto di attribuire a Kozyrev una menzione di rilievo all’inizio del nostro libro vuole essere un modo per far capire permanentemente ai nostri colleghi e lettori l’importanza e l’impatto storico di questo studioso.





1.1 - L’ETERE



Il termine “aether” in greco significa “splendore”, e la realtà fondamentale di una tale invisibile, fluida sorgente di energia universale è da sempre una delle caratteristiche delle scuole segrete misteriche di tutto il mondo. Le opere dei filosofi greci Pitagora e Platone vi dedicano molto spazio, così come le scritture dei Veda dell’antica India; queste opere chiamano l’etere in molti modi fra cui “prana” o “Akasha”. In Oriente, esso è conosciuto come “chi” o “ki”, e viene data una speciale importanza alle sue interazioni con il corpo umano, come nella scienza dell’agopuntura. Maestri e adepti che ereditassero una tale tradizione segreta potrebbero eventualmente imparare a manipolare quest’energia, creando risultati miracolosi, quali levitazione, teletrasporto, manifestazioni, guarigioni istantanee, telepatia e simili. Tali risultati sono stati ripetutamente documentati nel XX secolo e studiati in laboratorio, come abbiamo scritto in Convergence III.



L’esistenza dell’etere è stata manifestamente accettata senza riserve nei circoli scientifici a partire dai primi anni del XX secolo, dopo che l’esperimento Michelson-Morley del 1887 era stato “cooptato” per provare che una simile forma di energia nascosta non esisteva. D’altra parte, le scoperte più recenti sulla “massa oscura”, l’”energia oscura”, le “particelle virtuali”, il “vacuum flux”, e l’”energia del punto-zero”, per citarne solo alcune, hanno portato gli scienziati occidentali riluttanti a dover riconoscere che invece doveva esistere un medium energetico nascosto nell’Universo. Finché si adopera un termine rassicurante come “quantum medium” anziché la parola proibita “etere”, è possibile parlare sulla stampa ufficiale senza timore di cadere nel ridicolo. L’establishment scientifico di base è assai duramente polarizzato contro chiunque si avvicini ad una teoria “eterica”: loro “sanno” che una simile teoria è palesemente falsa, e si batteranno vigorosamente per questo. Comunque, una simile repressione non fa altro che incrementare il desiderio e l’impegno di quanti si adoperano per risolvere il puzzle.



Uno dei primi esempi della prova dell’esistenza dell’etere proviene dal dott. Hal Puthoff, un rispettabile scienziato della Cambridge University. Puthoff menziona di frequente gli esperimenti compiuti all’inizio del XX secolo, prima dell’avvento della teoria meccanica dei quanti, che cercavano di definire se ci fosse una forma di energia nello spazio vuoto. Per verificare quest’idea in laboratorio, era necessario creare uno spazio completamente privo di aria (il vacuum), schermato e protetto da tutti i tipi di radiazione elettromagnetica, usando ciò che è noto con il nome di gabbia di Faraday. Questo vacuum veniva portato alla temperatura di meno 273 gradi (lo zero assoluto), alla quale tutta la materia dovrebbe smettere di vibrare e di produrre calore.



Questi esperimenti provarono che, anziché assenza di energia nel vacuum, si verificava un tremendo aumento di essa, per giunta da una fonte non-elettromagnetica! Il dott. Puthoff ha spesso definito questo processo come “un calderone in ebollizione” di energia alla più elevata magnitudine. Dato che questa energia potrebbe essere trovata allo zero assoluto, tale forza è stata chiamata “energia del punto zero” o ZPE (zero point energy), mentre gli scienziati russi di solito la definiscono “il vacuum fisico”, o PV (phisical vacuum). Recentemente, gli affermati fisici John Wheeler e Richard Feynman hanno calcolato che:



La quantità di zero point energy nel volume spaziale di un singolo bulbo luminoso è potente abbastanza da portare tutti gli oceani del mondo al punto di ebollizione!



Chiaramente, non abbiamo a che fare con una forza tenue e invisibile, ma con una fonte di potenza incredibilmente elevata, che potrebbe avere capacità necessaria per sostenere l’esistenza di tutta la materia fisica. Nella nuova visuale scientifica che emerge dalla teoria dell’etere, tutti e quattro i campi di forza, il campo gravitazionale, il nucleare forte e quello debole, il campo elettromagnetico, sono in sostanza differenti manifestazioni dell’etere/ZPE. Per avere un’idea di quanta energia “libera” esista intorno a noi, il prof. M.T. Daniels calcola che la densità di energia gravitazionale vicino la superficie della terra corrisponde a 5,74 x 10^10 (t/m^3). [Non bisogna dimenticare che la gravità potrebbe essere semplicemente un’altra forma di etere secondo questo nuovo modello]. I calcoli del prof. Daniels rivelano che il prelevamento di 100 kilowatt di questa potenza di “energia libera” dal campo gravitazionale intacca un estremamente piccolo 0,001% dell’energia naturale che è stata prodotta in quell’area. (New Energy News, Giugno 1994, pag. 4)

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_01.htm
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Mer 02 Dic 2009, 23:19

L’AUTORE E IL LAVORO
Ovviamente queste sono concezioni avanzate e, proprio come gli Antichi sapevano, l’esplorazione scientifica deve essere combinata con la coscienza mistica per sviluppare e comprendere appieno i concetti prima di presentarli agli altri in modo accurato.Infatti, da quando aveva cinque anni o anche prima, l’autore ha avuto una estesa esperienza di stati mistici di coscienza come sogni, profonde trance meditative e viaggi fuori del corpo o “astrali”. Dal 1992 egli ha registrato per iscritto ogni mattina della sua vita quasi ogni sogno e ha attivamente cercato di seguirne la guida, presentata negli antichi linguaggi del simbolismo e della metafora.
Dal 1994 egli si è molto focalizzato sul mantenere una rigida dieta vegetariana/vegetaliana e su un programma di esercizi in modo da raffinare ed espandere la sua coscienza, e poi dal 1996 ha sperimentato il contatto telepatico con forme di intelligenza superiori. Il totale combinato di sogni scritti e di contatti telepatici ammonta oggi a ben più di 5.000 pagine.
Molta parte di questo libro non avrebbe potuto essere messa assieme senza realmente ”andare fuori là e farlo di persona”, in quanto ci sono innumerevoli errori che possono essere fatti col semplice ragionamento diretto, che può condurre ad anni di false comprensioni che verranno poi frantumate da qualche nuovo dato imprevisto. (La maggior parte degli scienziati occidentali sta già vedendo che ciò succede a un buon numero dei loro amati modelli, ma di norma non vogliono ammettere le nuove verità, così evitando chiaramente di discutere i numerosi problemi. Qualsiasi modello scientifico che getta via quanto non riesce a comprendere, come il fenomeno dell’abilità psichica, è un modello invalidato).
Nel nostro metodo di ricerca, per risolvere un problema particolarmente difficile (ce ne sono stati letteralmente centinaia), uno inizierebbe con le osservazioni scientifiche disponibili e poi viaggerebbe nei reami più elevati dell’essere attraverso sogni e stati di trance per vedere come quelle osservazioni stanno effettivamente lavorando. Un esempio di ciò sarebbe nello studio della gravità – invece di pensare a questo come a una fonte che inghiotte dal centro della Terra, essa può pure essere modellata come una sorgente di energia esteriore che fluisce dentro la Terra da tutte le direzioni. Così, nella prossima fase, voi andreste fuori a vedere se questo è come il flusso gravitazionale effettivamente si comporta.
Una volta che le soluzioni vengono ottenute da quel luogo di “sapere”, spesso emergono delle nuove porte che conducono a meravigliosi, imprevisti nuovi passi significativi. Un semplice studio della gravità finisce per essere una lezione su come la Terra stia effettivamente respirando l’ energia della vita dallo spazio che la circonda, letteralmente inalando “nuova” energia , trasformandola nella materia dei suoi atomi e molecole e poi esalandola, rilasciandola indietro fuori nello spazio.
Questo può allora pure aprire la porta per risolvere i puzzle della fisica quantica, con una comprensione di come ogni atomo e molecola rilascia, allo stesso modo, questa stessa energia. Una tale conoscenza è venuta da una fonte spirituale a persone come John Keely, Edward Leedskalnin, Dr. Walter Russel e Dr. Nikolai Kozyrev, ognuna delle quali condusse a impressionanti realizzazioni che i più considererebbero impossibili .
Una delle più affascinanti osservazioni dell’autore avvenne tempo fa quando egli cercò di volare via dalla Terra e andare nello “ spazio esterno” durante un’esperienza “fuori del corpo”. Da ciò egli alla fine comprese che la Terra aveva una struttura, di tipo cipolla, di piani sferici che la circondano. (Questo viene considerato una conoscenza comune agli iniziati dei Misteri ed è stato notevolmente confermato dalla ricerca “fuori del corpo” condotta da Robert Monroe).
Dopo aver percorso una certa distanza nel viaggio fuori dal corpo nello spazio attorno alla Terra, Wilcock sarebbe sbucato attraverso uno “strato” di energia e una nuova superficie sarebbe apparsa sotto di lui. Alcuni dei primi nuovi strati apparvero essere abitati da una qualche forma di civiltà umana e apparvero essere reami dell’Aldilà.
Quanto più lui andò in alto, tanto meno queste aree sembravano proprie di una convenzionale civiltà umana. Egli arrivò presto in un luogo altamente pittoresco e sacro costituito da quasi indisturbate verdi foreste e prati, complete di gigantesche pietre erette disposte in modo geometrico e caricate da un senso di amore e intelligenza molto superiore allo stato attuale dell’umanità. La gente di questo mistico posto stava letteralmente risplendendo di raggiante energia e indossava fascette per capelli, toghe e sandali ai piedi. Ognuno sorrideva felice e salutava ogni altro – incluso questo nuovo viaggiatore – mentre passava.
Perforando un livello ancora più alto, egli si ritrovò di colpo letteralmente dentro quanto apparve come una nave spaziale extraterreste. La stanza era gigantesca e quieta come una libreria con soffitti alti 30 piedi e luccicanti pavimenti e pareti di marmo nero che avevano una sfumatura bluastra che sembrava emettere della luce. Una sfera stava fluttuando sopra una piattaforma cubica nel centro della stanza, probabilmente più un simbolo che altro, e allineati con le pareti rettangolari c’erano dei grandi cubicoli aperti.
Ogni cubicolo era largo circa 6 piedi, con una persona di apparenza umana in uniforme seduta su una sedia davanti a una superficie piatta tipo scrivania e a uno schermo gigantesco ad alta risoluzione che era alto almeno 5 piedi. Sugli schermi potevano apparire immagini di sistemi planetari, rotte di viaggio, sistemi di navigazione, diagrammi energetici, forme differenti di vita in ogni livello di anatomia, ecc., in brillanti, pienamente colorati, dettagli tri-dimensionali.
In molte differenti occasioni il vostro autore era seduto in uno di questi cubicoli dove venne istruito su come usare una nuova forma di apparecchiatura di controllo per manipolare le immagini sullo schermo. Essa consisteva in un buco circolare di 3 pollici che aveva una dolce luce brillante che veniva fuori da esso fino a una altezza visibile di forse 4 pollici. Tenendo assieme le 4 dita sopra questa luce, con la palma in giù, e inclinando e muovendo la mano in vari disegni diversi, si poteva svolgere sullo schermo una varietà di compiti. Tendere le dita a distanza era una cosa che la macchina non poteva trattare, pertanto certe attività tipo “video game” venivano usate per addestrare lo studente a non fare quell’errore quando era davvero importante, come durante la navigazione.
Il pronome “noi” è spesso usato in queste libro, in quanto l’autore non è solo in contatto con il genio luminoso di molti eccezionali esseri umani tramite il loro lavoro e le loro comunicazioni, ma ha pure personalmente sperimentato degli incontri diretti con esseri di intelligenza più elevata in questi stati mistici. Ovviamente agli inizi si pensò che questo fosse semplicemente immaginazione, ma tramite delle cose come la telecinesi – un piccolo, ma definito movimento di oggetti nel mondo fisico – divenne sempre più ovvio che i contatti erano davvero reali. Ci vollero mesi e mesi per adattarmi a questa scoperta, ma essa fu sempre estremamente affascinante.
Anche se non stiamo “canalizzando” quando scriviamo le parole di questo libro, l’autore ha addestrato se stesso a essere capace di comunicare consciamente con queste entità e a portare avanti i loro messaggi, che spesso emergono in una forma criptica che è molto diversa dal linguaggio umano, specialmente negli stati di trance più profondi.
Un buona prova della verità di queste comunicazioni risiede nel fatto che esse possano o meno produrre delle informazioni che l’individuo prima non conosce, o non può sapere consciamente. E in realtà, dal 1996, noi abbiamo documentato estesi esempi di profezie molto chiare, non ambigue, di eventi futuri, e questa fonte è stata di valore inestimabile nel condurre l’autore, e i suoi lettori, verso uno stile di vita più equilibrato, più integrato e più consapevole spiritualmente.
La maggioranza della comunità scientifica non dà credito alla coscienza mistica e all’abilità psichica per cui essi stessi molto raramente l’hanno sperimentata. Se esaminiamo la saggezza originale degli iniziati delle culture di Atlantide e di Rama tramite i loro gruppi scissionisti, troviamo che un’enfasi universale viene posta sulla meditazione. Come vedremo, la mente conscia non è, e non può semplicemente essere, una funzione del cervello – certi idrocefali hanno soprattutto acqua nella loro scatola cranica eppure sono capaci di pensare e ragionare e ricordare come le persone normali.
Eppure per i più i capricci del giorno, con il senso di colpa per il passato e la paura per il futuro, governano la loro mente. Questi ossessivi avvolgenti pensieri derubano la persona della capacità di focalizzarsi sul presente, su come essi si sentano a posto in quel momento e su quanto sta succedendo nelle loro menti quando essi cessano il chiacchiericcio. Il superare questo chiacchiericcio mentale è proprio il fine principale di tutta la filosofia orientale.
Molte persone hanno avuto qualche grado di successo psichico semplicemente liberando la loro mente tramite la meditazione, focalizzandosi su una questione specifica e poi documentando qualsiasi pensiero venisse su, sia che fosse parlato, visivo o altro. Adepti mistici come i Tibetani, un altro gruppo in possesso di eredità Atlantidee e Rama, portò questo fenomeno a un tale estremo che essi letteralmente avrebbero “canalizzato” intere scritture sacre che non avevano prima mai visto e poi avrebbero classificato loro stessi in base alla corrispondenza del loro prodotto all’originale viaggiando nelle altre aree, dove furono immagazzinate queste scritture, per comparare i documenti. Le più belle imprese psichiche dei moderni iniziati dell’Occidente sembrano impallidire se comparate con queste gesta.
La conoscenza dei Misteri è pure di inestimabile valore nel trattare con gli altri. Gli Antichi usavano la loro conoscenza dei principi musicali della vibrazione, armonia ed equilibrio come strumenti per imparare come vivere vite migliori per loro stessi e come creare società “ideali” dove ci sia equità, pace e uguaglianza. Dato che l’ Universo è veramente un’immagine di perfezione, a una tale bellezza ci si può ispirare nel progettare e costruire edifici, città, governi e istituzioni sociali, come spesso venne scritto nei libri di Platone.
Quando una società ritorna a essere famigliare con i principi senza tempo dell’ Universo come un Tutto, essa invariabilmente assumerà una ricchezza e una vibrazione che prima non venne mai immaginata, a cui gli Antichi si riferivano chiamandola “l’Età dell’Oro”. Non ci può più essere intento criminale o lesivo degli altri quando il dolore della separazione viene eliminato nella conoscenza della nostra collettiva unitarietà.
Un altro argomento per i critici che dicono che queste informazioni non hanno “valore spirituale” è questo. Se la vostra meta è quella di muovervi verso una vera conoscenza dell’ “io”, che è dentro di voi e che ha creato l’ Universo, allora nulla può sostituire la conoscenza di quanto “voi” esattamente creaste e di come ciò funziona e si comporta. Se la nostra scienza attuale ha fatto degli errori, come l’idea che la Terra ha un nucleo fuso di ferro, noi stiamo perdendo pezzi di valore del puzzle se semplicemente annuiamo e riteniamo che viviamo su una roccia rovente.
Se invece apprendiamo che il centro della Terra è una fonte di brillante energia plasmatica, come quella che osserviamo sul Sole, e che essa continuamente assorbe energia, creando nuova materia ed espandendo progressivamente la Terra nella sua dimensione fisica, allora quella conoscenza può diventare una parte di noi che sta con noi ogni volta che facciamo una passeggiata oppure ci sediamo e meditiamo.
La nostra coscienza si espande automaticamente in livelli più elevati di ispirazione e comprensione quando noi ri-apprendiamo questi eterni principi per la prima volta nelle nostre esistenze fisiche. E c’è un’estasi molto definita che questo produce, un’estasi che molte persone stanno cercando di sperimentare ricercandola ardentemente tramite Internet e nelle librerie. Ma tutto ciò è parte del processo di illuminazione: assumere informazioni in preparazione di un’intensa esperienza personale di non può mai venire da una fonte esteriore.
L’autore di questo libro dovette scoprire i suoi elementi un po’ alla volta nel corso di molti anni e ripetutamente lavorare, in modo graduale e laborioso, su queste concezioni nella sua mente per trovare il modo più appropriato per presentarle al pubblico. Molte di queste conclusioni ci resero proprio euforici la prima volta che a esse si addivenne e divennero un’intima parte della vita quotidiana: una lente tramite la quale tutte le altre esperienze nella vita, perfino le più mondane, potevano essere percepite. E’ adesso gioia del lettore trovare che tutti questi pezzi raccolti sono stati sintetizzati assieme dentro una grandiosa raccolta, cosicché non è più necessario rifare anni infaticabili di ricerca per poter osservare l’esatto disegno del “Grande Quadro”.
Originale in inglese: http://divinecosmos.com/index.php?option=com_content&task=view&id=94&Itemid=36

Fonte: http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_prologo.htm
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Mer 02 Dic 2009, 23:17

CHE COSA ABBIAMO IN QUESTO LIBRO ?
Cosa noi abbiamo in questo libro è fondamentalmente una cosmologia – un nuovo modo di comprendere l’ Universo della materia fisica e non fisica, e come esso funzioni. Impareremo che la scienza convenzionale ha fatto una serie di “svolte sbagliate” negli ultimi 100 anni all’incirca che hanno portato a un modello che, al meglio, è altamente incrinato e incompleto. Una volta che ripariamo il danno apportato noi avremo una chiara e comprensibile visione nuova del Cosmo che spiega come le tecnologie di anti-gravità e dell’ energia “libera” senza limiti siano possibili.
Il presentare queste concezioni in una maniera semplice e comprensibile aiuta ad assicurare che queste tecnologie di svolta non saranno più a lungo soppresse dalle attuali strutture di potere in quanto esse possono adesso essere facilmente spiegate agli altri. Siamo stati indotti a credere che queste tecnologie sono pazzesche e impossibili a causa delle “leggi” della fisica, ma una volta che procediamo oltre quel punto noi comprenderemo quanto incredibilmente la nostra civiltà verrà trasformata una volta che noi iniziamo di nuovo a crearle.
Inoltre in questo libro noi scopriremo molte notevoli nuove proprietà energetiche del Sistema solare, della Galassia e dell’ Universo, che pochi prima hanno previsto. Impareremo che “lo spazio vuoto non è vuoto “, ma è piuttosto ripieno di una fonte di energia che è davvero la vera fonte di vita e coscienza per come noi la conosciamo. Vedremo come la qualità delle nostre emozioni e pensieri non è per nulla isolata, ma è costantemente influenzata dalle forze cosmiche esteriori, che possono portare i nostri stati d’animo a fare una corsa sulle montagne russe producendo talvolta ispirazione e talaltra disperazione.
Noi siamo pertanto tutti connessi al Cosmo in questo modo così fondamentale. Questa conoscenza funzionale va molto oltre i concetti popolari dell’astrologia includendo molti altri elementi imprevisti come i cicli degli eventi storici che si ripetono in modo preciso su lunghi periodi di tempo e avanzate predizioni su come i mercati finanziari si muoveranno.
Quando noi comprendiamo che i nostri pensieri e sentimenti non sono semplicemente i nostri propri, ma sono parte di una rete sincronizzata di vita, non possiamo mai più vedere noi stessi come separati dagli altri. L’umanità come un tutto verrà vista come una forma di organismo che circonda la superficie della Terra, che interagisce con i pianeti, gli asteroidi, le comete, il Sole e la Galassia stessa in una reciproca relazione.
Strane domande sorgeranno in merito a dove inizia il nostro libero arbitrio e dove finisce, dal momento che ci possono esser delle forze di volontà molto più ampie della nostra che ci stanno muovendo lungo un corso previamente disegnato sul quale noi tutti ci siamo accordati in un senso più elevato – un corso che adesso ha raggiunto un punto di svolta principale. Tutti i principali misteri associati con le profezie che circondano questo evento dell’“Ascensione” vengono eliminati in questo nuovo modello.
Molti che hanno letto i nostri libri nel passato si sono sorpresi di quanto poco essi sapevano, oppure di quanto c’era da sapere che essi non avevano nemmeno mai concepito. Un’area di importanza particolare riguarda la formazione di un modello funzionale “multidimensionale” dell’ Universo. I nostri scienziati stanno iniziando ora a esser d’accordo sul fatto che ci devono essere diversi piani differenti di esistenza o “Dimensioni” nell’ Universo e, in questa nuova cosmologia, questo diventerà pure un concetto molto semplice da afferrare.Noi dimostreremo scientificamente un concetto unificato spirituale e scientifico di come l’ Universo sia tutto basato su un “Piano maestro” che incorpora semplici principi di vibrazione come la luce, il suono e la geometria. Pure vedremo che, proprio come il principio del frattale o dell’ologramma, dentro l’infinità dei Molti c’è sempre la firma del Tutto.
http://lanuovaeradellaterra.blogspot.com/2009/11/david-wilcock-divine-cosmos-il-mistero.html
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Mer 02 Dic 2009, 23:16

Nell’Emisfero Occidentale questa influenza atlantidea è pensabile stia dietro il Calendario Maya e molte altre tradizioni spirituali indigene dei diversi gruppi dei Nativi americani. Nell’Emisfero orientale questa stessa influenza atlantidea e di Rama collega gli Egiziani, i Sumeri, gli Assiri, i Babilonesi, i Caldei, i Celti, i Druidi, i Tibetani e i Greci, come pure il Giudaismo, la Cristianità, l’Islam, l’Induismo, il Zoroastrianesimo, il Taoismo e il Buddismo. Sorse pure una varietà di “società segrete” o “scuole misteriche”, includendo la seguente lista parziale che potrebbe essere facilmente continuata:
Atlantidea, Indù/Vedica/Ramana, Ermetica, Piramidica, Zodiacale, Egiziana, Celtica/Druidica, Mitraica, Serapica, Odinica/Gotica, Eleusina, Orfica, Bacchica, Dionisiaca, Cabirica, Pitagorica, Essenica, Platonica, Salomonica, Cabalistica, Ebraica, Gnosica, Cristiana, Scandinava, Arturiana, Alchemica, i Cavalieri Templari, l’Ordine degli Assassini, l’Ordine della Ricerca, i Rosacroce, i Baconiani/Massoni, i Costruttori dell’Adytum (BOTA), l’Ordo Templi Orientalis (OTO), la società JASON, la società del Teschio e delle Ossa, i Misteri islamici, i sacri insegnamenti Maya e la vasta eredità dei Nativi americani e degli Sciamani.
E’ importante ricordarsi che dentro ognuno dei nomi sopraelencati c’è un corpus intero di materiale da assimilare e digerire, su cui potrebbero essere scritti una varietà di libri – una conoscenza che probabilmente rimane nascosta fino a oggi, almeno in parte. La segretezza era parte del quadro, come sottolinea questo passaggio del libro di Hall:
"Chi volesse scandagliare le profondità del pensiero filosofico deve familiarizzarsi con gli insegnamenti di quei sacerdoti iniziati che furono designati come i primi custodi della rivelazione divina. I Misteri rivendicarono di essere i guardiani di una conoscenza trascendentale così profonda da essere incomprensibile tranne che per gli intelletti più elevati e così potente da essere rivelata con sicurezza solo a coloro in cui l’ambizione personale era morta e che avessero consacrato le loro vite al servizio altruistico dell’umanità. Sia la dignità di queste sacre istituzioni che la validità della loro rivendicazione di possedere la Saggezza Universale sono attestate dai più illustri filosofi dell’antichità, che vennero loro stessi iniziati alle profondità della dottrina segreta e che furono testimoni della sua efficacia.
Ora può legittimamente porsi questa domanda: se queste antiche istituzioni mistiche erano di “grande importanza e significato”, perché c’è oggi così poca informazione disponibile in merito a esse e alle cose arcane che esse affermarono di possedere ? La risposta è abbastanza semplice: i Misteri erano società segrete che impegnavano i loro iniziati alla inviolabile segretezza e che vendicavano con la morte il tradimento delle loro sacre verità. Sebbene queste scuole fossero la vera ispirazione delle varie dottrine promulgate dagli antichi filosofi, la sorgente di queste dottrine non venne mai rivelata al profano. Inoltre nel tempo gli insegnamenti divennero così inestricabilmente collegati con i nomi dei loro divulgatori che la fonte effettiva ma recondita, e cioè i Misteri, finì per essere totalmente ignorata."
Nel seguente paragrafo Hall spiega quanto di questa antica segreta conoscenza venne preservato tramite l’uso del simbolismo. Ciò consentì di immagazzinare in piena vista delle informazioni di valore, sia su strutture fisiche che in racconti mitologici e in testi sacri, eppure nascoste in una forma codificata, che sarebbe stata decifrabile solo da coloro che avessero già afferrato sino a un certo grado la conoscenza dei sacri Misteri.
"Il simbolismo è il linguaggio dei Misteri: in esso c’è il linguaggio non solo del misticismo e della filosofia, ma anche di tutta la Natura, dato che ogni legge e potere attivo nel procedimento universale è manifestato alle limitate percezioni sensoriali dell’uomoper mezzo del simbolo. Ogni forma esistente nella sfera diversificata dell’essere è simbolica dell’attività divina per mezzo della quale viene prodotta. Con i simboli gli uomini hanno sempre cercato di comunicare l’un l’altro quei pensieri che trascendono le limitazioni del linguaggio.
Rigettando i dialetti concepiti dall’uomo come inadeguati e indegni di perpetuare idee divine, i Misteri scelsero così il simbolismo come un metodo di gran lunga più ingegnoso e ideale per preservare la loro conoscenza trascendentale. In una singola figura un simbolo può sia rivelare che nascondere poiché per il saggio il soggetto del simbolo è ovvio mentre per l’ignorante la figura rimane incomprensibile. Chi cerca di disvelare la dottrina segreta dell’antichità deve ricercarla non già sulle pagine aperte di libri che possono cadere nelle mani di chi non ne è degno, bensì nel posto dove essa venne originariamente nascosta.
Di vista lunga furono gli iniziati dell’antichità. Essi compresero che le nazioni vengono e vanno, che gli imperi cadono e che le Età d’oro delle arti , scienze e idealismo vengono seguite dalle ere oscure della superstizione. Avendo in mente principalmente i bisogni della posterità gli antichi saggi arrivarono a estremi inconcepibili per essere certi di poter preservare la loro conoscenza. Essi la incisero sulla faccia delle montagne e la nascosero con le misure di immagini colossali, ognuna delle quali era una meraviglia geometrica.
La loro conoscenza della chimica e della matematica la nascosero dentro delle mitologie che l’ignorante avrebbe poi perpetuato, oppure nelle spanne e negli archi dei loro templi che il tempo non ha completamente obliterato. Essi scrissero in caratteri che né il vandalismo degli uomini né la spietatezza degli elementi potevano completamente cancellare. Oggi gli uomini fissano con timore e riverenza le possenti Piramidi che si elevano solitarie sulle sabbie dell’ Egitto, o le strane Piramidi terrazzate di Palenque. Queste sono mute testimonianze delle perdute arti e scienze dell’antichità: e questa saggezza deve restare nascosta finchè questa razza ha imparato a leggere il linguaggio universale: il SIMBOLISMO.
Il libro del quale questa è l’introduzione è dedicato all’asserzione che nascosta dentro le emblematiche figure, allegorie e rituali degli antichi si trova una dottrina segreta che concerne i misteri intimi della vita: la quale dottrina è stata preservata “in toto” per mezzo di una piccola fascia di menti iniziate dall’inizio del mondo. Quando morirono questi filosofi illuminati lasciarono le loro formule di modo che altri pure potessero arrivare a comprendere. Ma, per tema che queste procedure segrete finissero nelle mani sbagliate e venissero pervertite, il Grande Arcano venne sempre nascosto nel simbolo o nell’allegoria. E coloro che oggi sono in grado di scoprire le sue chiavi perse possono aprire con esse una casa del tesoro delle verità filosofiche, scientifiche e religiose."
Come possiamo vedere da questo passaggio la sacra conoscenza di Atlantide riguardava una cosmologia dei “misteri interiori della vita”, un punto di vista della realtà che era notevolmente diverso da quello abbracciato dalle masse “profane” che non erano iniziate alle antiche tradizioni. Hall alla fine di questo passaggio afferma esplicitamente che coloro che possono scoprire le chiavi perse della saggezza antica “possono aprire con esse la casa del tesoro delle verità filosofiche, scientifiche e religiose”.
Dentro questo libro che state ora leggendo c’è una ricostruzione esauriente della conoscenza scientifica degli Antichi, e queste informazioni sono arricchite con le più moderne e all’avanguardia scoperte della fisica e dunque le “chiavi perse” ritornano nelle mani dei moderni ricercatori di oggi. Con queste antiche chiavi possiamo veramente rivelare un magazzino incredibile di saggezza spirituale che sin qui è sfuggito quasi completamente all’ “establishment” scientifico occidentale, almeno in modo manifesto.
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MessaggioTitolo: Re: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Mer 02 Dic 2009, 23:15

Discutiamo adesso di un’altra sottocultura: della sempre più estesa maggioranza della popolazione che è attivamente interessata alla spiritualità alternativa, alle culture antiche, alla profezia, alle segrete scuole misteriche, agli insegnamenti degli indigeni, alla geometria sacra, alle visite di Extraterrestri e Angeli, alla fisica esoterica e simili. Anche se c’è un enorme numero di libri che trattano questi argomenti, Internet ha portato a casa di una “audience” ancora molto più vasta questi concetti in un modo che prima non era stato mai immaginato.
Proprio da questa sottocultura in aumento sempre più si è sforzato di emergere un nuovo paradigma: un paradigma che offre impreviste intuizioni dentro la natura della realtà e il nostro posto dentro di essa. E’ un paradigma di “iniziazione” per cui uno cessa di aderire a ideali scientifici riduzionisti e diventa invece consapevole che una realtà spirituale più elevata sottostà a tutta l’esistenza fisica per come noi la conosciamo.
In questo libro noi speriamo di dirigere il lettore attraverso un processo drammatico di iniziazione, delineando una visione interamente nuova dell’ Universo che spiegherà esattamente cosa sta succedendo al Sistema solare in questo periodo, perché sta succedendo e cosa ci possiamo aspettare che tutto ciò “produca”. La differenza chiave tra questo libro e la maggioranza delle altre fonti letterarie su questi argomenti è che ogni passo della discussione affonderà le radici nella chiara, non ambigua, ricerca scientifica.
Questa illuminazione e iniziazione della mente apporterà a sua volta dei nobili frutti, costruendo il senso del proprio ruolo, dello scopo e della meta, e fornendo un forte incentivo per aspirare a una più elevata crescita fisica, mentale e spirituale. Impareremo che la nostra intera comprensione della natura della materia fisica è radicalmente sottosviluppata e che gli aumenti di energia che noi vediamo nel Sistema solare culmineranno realmente in quanto si potrebbe ritenere uno “spostamento dimensionale”. E’ nostra scelta se vorremo o meno accettare l’attitudine benevola di chi ama, che è richiesta per partecipare a questo evento e all’Età d’Oro della civiltà umana che ne sortirà.
E qui è la nostra prima fonte di conflitto. Molti lettori si trincerano dietro una disposizione mentale e una struttura di credenze tale per cui questi cambiamenti ed eventi sono semplicemente non possibili. E’ possibile che essi cessino rapidamente di leggere quando comprendono che una tale iniziazione necessita di un bel po’ di lavoro prima che la visione di chi scrive possa essere davvero integrata.Molti libri di questi tipo si sono cimentati su questa tematica:
ma in essi alcune preziose pepite d’oro, che mettono a disposizione dati di valore, sono nascoste dentro paragrafi senza fine di verbosità ripetitiva e di scarto, che pochi hanno il tempo o la pazienza di leggere. Questo libro comunque contiene solo queste pepite d’oro, sufficienti a generare un’intera legioni di libri, e in una forma chiara e condensata.
Le parole devono essere assaporate e studiate con attenzione e non possono essere “scorse” come quando uno di norma getta un’occhiata, pagina dopo pagina, alla E-mail o agli articoli dei giornali. La comprensione viene drammaticamente accresciuta con lo stampare un documento scritto del libro e con l’apporre su di esso delle note informative mentre si procede nella lettura. La mente deve essere tenuta estremamente aperta in modo da vedere i fatti come fatti e da non essere accecati dalle incomprensioni che continuano a essere perpetuate sotto la maschera dell’autorità da parte della scienza ufficiale. Rari sono gli individui che scelgono di investigare queste materie a loro vantaggio invece di continuare a credere alla “saggezza convenzionale” senza porsi domande.
Consideriamo inoltre il lettore che già “sa” che la nostra conclusione non può essere valida. Per una tale persona ha senso procedere oltre nella lettura? Con ogni probabilità non ci si aspetta che avvenga l’iniziazione prima di mesi, o forse perfino anni, dal momento che il libro viene letto, e alcuni rifiuteranno di credere che essa addirittura accadrà.
Se così stanno le cose, allora, per il semplice quotidiano livello di comprensione, perché uno trarrebbe vantaggio da una tale iniziazione nella conoscenza della natura nascosta dell’ Universo? E’ questo evento qualcosa per cui noi dovremmo solo “sederci e attendere”, oppure c’è una ragione, più immediatamente valida, per iniziare oggi a studiare questo materiale?
Nella meditazione profonda scopriamo che l’unica causa basilare di tutto il nostro soffrire si trova nella credenza subconscia che Dio ci ha abbandonato…Ci riferiamo a questa credenza come alla “Ferita Originale”. I nostri genitori, insegnanti, fratelli, sorelle, amici, amanti, datori di lavoro, governi e istituzioni, come pure i nostri rapporti col denaro, con l’educazione e con la salute e condizione dei nostri corpi fisici, tutti ci confrontano di volta in volta con opportunità di sentirci disgraziati, umiliati, alienati e abbandonati, quando viene fatta tacere a forza la nostra ricerca di amore, di amicizia e di appartenenza.
Quello che la maggior parte di noi mai comprenderà è che queste situazioni scatenano una tremenda carica subconscia di rabbia e risentimento verso Dio. La mente conscia ha concluso che Dio è onnisciente ed è amore infinito, ma quella subconscia spesso si sente tagliata fuori, depressa e isolata nella disperazione. Malattie determinate dalla dipendenza da cibo, sesso, shopping, televisione, Internet, caffé, alcol, droghe, vittimismo, vergogna, passioni e da tutte le altre forme di materialismo sono il nostro modo per cercare “gratifica istantanea” per quella parte di noi stessi che si sente abbandonata. Comunque è un fatto spirituale comprovato che tutte tali distrazioni devono alla fine collassare sotto il loro stesso peso, conducendo ancora una volta alla ricerca di Dio.
Una volta che noi profondamente stabiliamo la realtà scientifica di un Essere Supremo, e dell’ Universo che funziona in accordo con un perfetto Grande Piano, la cecità viene rimossa dai nostri occhi. Noi impariamo a costruire un tempio o vascello dentro noi stessi ove possa risiedere l’Amore Divino con l’emulare le eterne leggi di armonia, equilibrio e proporzione nel pensiero e nell’azione. Una volta che questo processo è stato pienamente compiuto, è impossibile per noi incolpare qualcun altro per i nostri propri problemi o sentire delle emozioni negative a proposito delle altrui opinioni e azioni verso di noi.
Non c’è necessità di cercare di distrarci e di intrattenerci con il mondo materiale quando noi diventiamo consapevoli che esso non è altro che un’illusione, modellata dalle limitazioni imposte dai nostri organi sensoriali, che di norma non sono capaci di scoprire i mondi invisibili dell’ energia che ci circondano e le entità evolute e intelligenti che li popolano.
Noi non siamo mai soli nel Cosmo Divino.
Non c’è nulla di nuovo per la scienza spirituale di preparazione, illuminazione e iniziazione nei misteri contenuti in questo libro. A coloro che sono attivamente impegnati nello studiare le testimonianze sta infatti diventando sempre più evidente che la Terra un tempo ospitava un’antica avanzata civiltà che aveva completa comprensione della fisica e dell’evolversi nel tempo dell’evento che noi stiamo adesso sperimentando nel Sistema terrestre e solare. Questa civiltà si diede molto da fare per preservare la sua eredità in modo che noi potessimo riscoprire queste eterne verità.
Le orme più evidenti lasciate da questa antica civiltà andata perduta sono le molte strutture sopravvissute attorno al mondo composte da blocchi di pietra di molte tonnellate o “megaliti”, di gran lunga troppo grandi e di costruzione complicata per essere state costruite con qualsiasi metodo conosciuto, ora disponibile per l’umanità. Nel libro del 2000 “The Shift of the Ages” (Il Cambio d'Era) noi investighiamo nei dettagli questi monumenti, includendo le loro distinte funzioni energetiche e la loro natura interconnessa a livello mondiale, comprovabile chiaramente tramite un’analisi matematica.
Fuori dalla costa dell’isola giapponese di Yonaguni è stata trovata una struttura piramidale megalitica, ovviamente artificiale, sommersa sotto il mare in un’area che non poteva essere stata sopra l’ acqua per almeno 12.000 anni. E nel 2001 Paulina Zelinsky e Paul Weinzweig della Advanced Digital Communications annunciarono di avere scoperto una vasta città sommersa di piramidi, costruzioni, strade e altre strutture fuori dalla punta occidentale di Cuba, circa mezzo miglio sotto il mare, secondo le letture del sonar side-scan. Questa storia irruppe effettivamente sui principali media occidentali, il che dimostra quanto essi siano sorprendentemente vicini ad ammettere che una tale civiltà davvero esistette.
Sebbene ci sia stato un reale interesse nella ricerca di antiche rovine sommerse, il team di Zelinsky è stato il primo a ottenere la cooperazione con il regime comunista di Cuba, tanto che queste misurazioni così avanzate poterono essere fatte nelle acque nazionali di Cuba. La ricerca di Linda Moulton Howe e di altri ha rivelato che il “National Geographic” ha già firmato un contratto per avere i diritti di esclusiva per la distribuzione all’umanità di questo materiale e che è stata pianificata una rivelazione globale multimediale.
Aggiornamenti più recenti del Novembre 2001 rivelarono che cerchi di roccia interconnessi simili a Stonehenge sono stati poi fotografati sul sito da una sonda robotica sottomarina, come pure una serie di iscrizioni sulla pietra incluse delle croci, degli schizzi di piramidi di stile Mesoamericano, e anche una lingua scritta non usuale. Questo team spera di fotografare e ispezionare quest’area molto più approfonditamente col passare del tempo.
La fonte originale di informazione per il mondo occidentale in merito a questa antica e perduta civiltà provenne dalle opere del filosofo greco Platone, che per primo si riferì a essa nel Timeo come all’isola/continente Atlantide”. Molti ritengono che la ricercatezza tecnologica di Atlantide fosse superiore alla nostra, includendo la capacità anti-gravitazionale che venne usata sia per congegni atti al viaggio interstellare che per la levitazione degli enormi blocchi usati per costruire le piramidi e le strutture sacre che si vedono in tutto il mondo.
Gli Atlantidei disponevano pure di una forma di tecnologia per cui quantità estremamente alte di energia per far funzionare i più diversi congegni potevano essere tratte dall’essenza stessa dello spazio vuoto – una fonte di energia non fisica a cui i Greci si riferivano come “etere”, che era la loro parola per “splendore”. La parola greca Piramide deriva in realtà dalle radici “Pyre” e “Amid”, che significano “fuoco nel mezzo”. Il che suggerisce che un imbrigliamento di energia avviene dentro queste strutture. Oltre alla tecnologia, gli Atlantidei erano molto più consapevoli della parte spirituale, intuitiva e simbolica della vita, qualcosa da cui la civiltà moderna si è molto distaccata.
Molte fonti diverse indicano che Platone ricevette l’informazione a proposito di Atlantide segretamente da sacerdoti egiziani dell’epoca e che il fatto che lui la pubblicasse creò una grande controversia tra le loro schiere. Questa piccola informazione, pubblicata poi nei testi filosofici dell’epoca, potrebbe venir vista come il primo indizio di districamento di un mistero molto importante. Secondo queste fonti i sacerdoti dell’ Egitto erano uno dei diversi gruppi scissionisti aventi il compito di preservare ciò a cui essi si riferivano come al “sacro fuoco dell’antichità”, un termine in codice per la complessiva cosmologia, fisica e conoscenza spirituale di Atlantide, alla quale ci si riferiva pure chiamandola “la Tradizione” o “i Misteri”.
Giuramenti rigorosi di segretezza venivano richiesti per conservare questi segreti in merito alla conoscenza iniziatica, pena la morte. Diramazioni di queste società è ben noto che tuttora esistono tramite organizzazioni come la Massoneria, un gruppo che fu intimamente connesso con la fondazione degli Stati Uniti e ha ancora una vasta influenza tra la maggioranza dei circoli di potere dell’Elite.
Piena informazione su queste “società segrete” e i loro insegnamenti iniziatici è stata disponibile pubblicamente nei secoli 19.mo e 20.mo. Nel 1928 l’erudito Massone di 33.mo grado Manly Palmer Hall pubblicò un libro che fa il notevole lavoro di assemblare i pezzi del puzzle in un insieme unitario, vasto e composito. Il suo titolo è: “The secret Teachings of all Ages: an encyclopedic outline of Masonic, Hermetic, Quabbalistic and Rosicrucian Symbolical Philosophy, being an interpretation of the secret teachings concealed within the rituals, allegories and mysteries of all Ages.” Questo testo è di gran lunga il più popolare del suo genere e, senza questo libro, sarebbe davvero molto più difficile ricostruire un quadro accurato di quanto esattamente era noto nel mondo antico e di come ciò venne preservato nel corso del tempo.
Il quadro generale del tempo di Atlantide che Hall e altre fonti dipingono è di un mondo piuttosto diverso da quello che noi oggi conosciamo. Atlantide era una delle due principali civiltà avanzate che coesistevano sulla Terra in quel tempo, l’altra era l’Impero di Rama, che aveva in India il suo centro. (Se davvero esistette la civiltà di Lemuria con base nell’Oceano Pacifico, sembra che essa si ebbe in un periodo ancora più antico ed era da tempo scomparsa all’epoca di Atlantide e Rama).
Documenti dell’Impero Rama esistono tuttora e possono essere studiati dal pubblico, gli Indù li chiamano i Veda, e in questi testi ci sono molte referenze a una tecnologia altamente avanzata, incluse macchine volanti particolareggiate conosciute come “Bimana” e anche armi nucleari. Secondo David Hatcher Childress nel libro “Vimana aircraft of ancient India and Atlantis”:
L’India di 15.000 anni fa viene talvolta conosciuta come l’Impero Rama, un Paese che era contemporaneo di Atlantide. Una grande ricchezza di testi ancora esistente in India testimoniano la civiltà estremamente avanzata che questi testi affermano risalire a oltre 26.000 anni. Guerre terribili e susseguenti cambiamenti della Terra distrussero queste civiltà, lasciando solo tasche isolate di civiltà.
Non sorprende chi è consapevole di queste ricerche il fatto che vaste rovine sommerse di città siano adesso state scoperte fuori dalle coste dell’India presso Gujarat, che non potrebbero essere state fuori dall’ acqua per almeno 9000 anni. Circa 12.000 anni fa la maggioranza della popolazione terrestre non era in alcun luogo assolutamente vicina al livello di sofisticazione posseduto dagli Atlantidei o dai Rama e, come gli “scontri di civiltà” della nostra era, questi due giganti finirono per farsi la guerra tra di loro.
Atlantide aveva appena iniziato un programma di indottrinamento di culture meno sviluppate con la propria conoscenza quando il suo continente/isola venne distrutto da una combinazione di guerra e cataclismi geologici, che sommersero completamente il loro territorio circa il 9.600 A.C.. Poco prima di questo tempo, alcuni che erano consapevoli dell’incombenza di questo cataclisma lasciarono l’isola e andarono a nascondersi tra altre meno sviluppate popolazioni umane.Alcuni di questi gruppi indigeni erano nell’America del Nord e del Sud mentre altri erano in Europa, Africa e Asia. Come Hall scrive nel “Secret Teachings”:
Dagli Atlantidei il mondo ha ricevuto non solo l’eredità delle arti e dei mestieri, le filosofie e le scienze, le etiche e le religioni, ma pure l’eredità dell’odio, del conflitto e della perversione. Gli Atlantidei istigarono la prima guerra; ed è stato detto che tutte le guerre successive vennero combattute in uno sforzo senza frutto di giustificare la prima e di riparare i torti che essa causò. Prima che Atlantide sprofondasse, i suoi iniziati spiritualmente illuminati, che compresero che la loro terra era votata alla distruzione in quanto si era staccata dal sentiero della Luce,si allontanarono dal malaugurato continente.
Portando con loro la sacra e segreta dottrina questi Atlantidei si stabilirono in Egitto, dove essi divennero i primi governanti “divini”. Quasi tutti i grandi miti cosmologici che formano il fondamento dei vari libri sacri del mondo sono basati sui rituali del Mistero Atlantideo.
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MessaggioTitolo: David Wilcock: The Divine Cosmos - Il Mistero viene rivelato   Mer 02 Dic 2009, 23:13




L’ 11 Settembre 2001 la Terra venne scossa da un colpo, pianificato meticolosamente, al cuore finanziario e militare dell’ultima superpotenza mondiale, quando degli aerei per il trasporto ordinario di passeggeri vennero utilizzati come arma di distruzione di massa, riducendo le Torri Gemelle del World Trade Center a un ammasso di macerie e facendo esplodere un’ala del Pentagono.
Prima di questo evento era piuttosto comune per il pubblico in generale proclamare che ogni cosa era “normale” e ignorare alcuni indicatori ovvii del fatto che l’umanità, la Terra e in generale il Sistema solare stavano subendo un tremendo cambiamento senza precedenti che include le seguenti tendenze sempre in accrescimento:
- un incremento del 410% nel numero totale di catastrofi naturali sulla Terra tra il 1963 e il 1993 (Dmitriev 1997)
- un incremento del 400% nel numero dei terremoti sulla Terra (oltre il 2.5 della scala Richter) dal 1973 (Mandeville 1998)
- un incremento del 500% dell’attività vulcanica sulla Terra tra il 1875 e il 1993 (Mandeville 2000)
- 9 su 21 dei più violenti terremoti dal 856 al 1999 avvennero nel secolo 20.mo (Centro Russo di informazione sui terremoti, 1999)
- un incremento del 230% della forza del campo magnetico del Sole dal 1901 (Lockwood, 1998)
- un incremento del 300% dell’attività solare violenta che era stata prevista per il solo anno 1997 ( NASA 1998).
- incremento del 400% o maggiore nella velocità con cui le emissioni di particelle solari sono capaci di viaggiare attraverso l’ energia dello spazio interplanetario ( NASA 1997-2001)
- recenti spostamenti del polo magnetico di Urano e Nettuno, poiché il Voyager 2 osservò come i loro assi magnetici erano significativamente deviati dai loro assi di rotazione. (Dmitriev 1997)
- visibili incrementi di lucentezza sono stati scoperti ora su Saturno (Dmitriev 1997)
- incrementi del 200% nell’intensità del campo magnetico di Giove tra il 1992 e il 1997 (Dmitriev 1997)
- incremento del 200% della densità conosciuta dell’atmosfera di Marte incontrata dal satellite Mars Surveyor nel 1997 ( NASA 1997)
- Notevole scioglimento delle calotte di ghiaccio di Marte nel giro di un solo anno, come osservato chiaramente dalla fotografia dei satelliti ( NASA 2001)
- importanti cambiamenti fisici, chimici e ottici su Venere, incluso un decremento forte dei gas contenenti zolfo nella sua atmosfera e un incremento di luminosità (Dmitriev 1997)
Se ci ricordiamo che il Sole contiene il 99,86% della massa nel Sistema solare, possiamo facilmente vedere che esso esercita la più forte influenza termica, gravitazionale ed elettromagnetica. In questo libro identificheremo un chiaro meccanismo fisico che fa sperimentare notevoli cambiamenti al nostro Sole. Questi importanti cambiamenti energetici nel Sole vengono poi irradiati al di fuori tramite il “vento solare”, incrementando drammaticamente la carica e la permeabilità dello spazio interplanetario, causando il fatto che le particelle cariche viaggino più velocemente proprio come una gocciolina d’ acqua schizza violentemente attorno su uno sfrigolante tegame rovente. I campi elettromagnetici dei pianeti assorbono poi questo aumentato flusso energetico, producendo cambiamenti anomali incluso il riscaldamento interno, incrementi dei terremoti, vulcanismo e altre catastrofi naturali, aumenti di luminosità e pure lo spostamento dei poli magnetici.
Sebbene la scienza occidentale non sia ancora capace di spiegare come tali cambiamenti, come i terremoti, possano essere causati da un’influenza energetica esterna, l’intero mistero è noto tra i circoli scientifici russi e viene spiegato facilmente col correggere certi errori fondamentali delle nostre concezioni predominanti. Senza che la cosa sorprenda, i media principali non danno quasi mai informazioni nemmeno sui più basilari cambiamenti che abbiamo sopra elencato.
Perfino nei media occidentali alternativi/metafisici, dominati da Internet, si parla occasionalmente solo dei cambiamenti dell’attività solare e degli incrementi nell’attività cataclismica della Terra. Pertanto la cecità di base indotta dai media sull’attività della nostra stessa Terra e del Sistema solare consentì alla maggioranza della gente di dire che ogni cosa era normale, prima dell’ 11 Settembre 2001.
E tuttavia, alla vigilia dell’attacco terroristico dell’11.9.01, praticamente nessuno può negare che certe antiche profezie, come quelle della Bibbia giudaico-cristiana, degli Hopi, dei Maya, degli Indù, dei Buddisti e degli Aborigeni, appaiano accadere quasi letteralmente. L’aumento delle guerre, delle malattie, dei terremoti, del vulcanismo, della siccità e di altri cataclismi naturali, che possono alla fine condurre a uno “spostamento dei poli”, tutto ciò segue il modello delle “tribolazioni” che sono state predette da praticamente ogni fonte di religione o profezia di cui si abbia memoria.
Che queste tribolazioni siano adesso sopra di noi è cosa evidente e facilmente dimostrabile in modo scientifico. Ciò che la maggior parte degli aderenti a questi diversi insegnamenti non comprendono è che questi fenomeni vengono causati da un cambiamento energetico fondamentale che sta prendendo luogo dentro l’intero Sistema solare.
Quando i più pensano alle profezie bibliche la loro mente evoca immagini di caos, apocalisse e distruzione, e spesso ritengono a qualche livello che la Terra deve essere annichilita e che c’è poco o nulla da fare in merito a questo. Un numero molto più piccolo di gruppi, associati con l’etichetta ora avversata di “fondamentalisti religiosi”, sta essenzialmente tenendosi pronto nell’attesa del ritorno di Gesù che condurrà al Cielo tramite l’estasi la loro setta di seguaci “prescelti”, escludendo tutte le altre sette.
Essi pure ritengono che la Terra avrà “un migliaio di anni di pace” dopo questo evento e che, dopo essere stati “prelevati” essi torneranno sulla Terra in qualche nuova trasformata condizione. La scienza convenzionale non ha del resto alcuna concezione di questo, tanto da non discuterne nemmeno, e meno ancora di dimostrarlo e così viene messa da parte in mancanza di un'altra concezione. Inoltre, la natura esclusivistica di questi gruppi confessionali è estremamente avversata da tutti coloro che rifiutano di accettare il dogma.


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