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 Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...

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MessaggioTitolo: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 19:27

Esaminiamo con attenzione il testo biblico di Matteo 7:13-29 e vediamo che cosa esso effettivamente dica sulla questione dei falsi profeti e delle loro opere.


1. La porta stretta
La sezione che consideriamo inizia con un discorso del Salvatore Gesù Cristo sulla porta stretta:"13Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e molti sono coloro che entrano per essa. 14Quanto stretta è invece la porta e angusta la via che conduce alla vita! E pochi sono coloro che la trovano!".

La via che i falsi profeti propongono è sempre una via più facile, seducente, e "ragionevole" rispetto alla verità. Essa è la via che fa appello all'umana sensualità, quella che la Bibbia chiama "carne". La via della croce, invece, la via che contempola la radicale corruzione dell'essere umano, la sua impossibilità di salvarsi con i proprii meriti, la via che parla dell'amore di Dio che in Cristo si carica Egli stesso dei nostri peccati e di ciò che essi meritano per potercene liberare e per poterci trasformare in nuove creature, è molto più difficile ed ostica per l'uomo naturale.

Per potere abbracciare la salvezza l'essere umano deve rinunciare alle proprie pretese e al proprio intendimento per accogliere umilmente il punto di vista di Dio: "Lasci l'empio la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all'Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro Dio che perdona largamente. Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie le mie vie, dice l'Eterno" (Is. 55:6,7).

Parole più rassicuranti. Il profeta Geremia doveva riferire al popolo di Israele ed ai suoi governanti il messaggio di Dio, e questo parlava di giudizio e di condanna, un messaggio "scomodo", difficile da accettare. Israele però preferiva il messaggio più bello da ascoltare dei falsi profeti: «Così dice l'Eterno degli eserciti: Non ascoltate le parole dei profeti che vi profetizzano. Essi vi fanno diventare spregevoli; vi espongono le visioni del loro cuore, e non ciò che procede dalla bocca dell'Eterno. Dicono del continuo a quelli che mi disprezzano: "L'Eterno ha detto: Avrete pace; e a tutti quelli che camminano nella caparbietà del loro cuore: "Nessun male verrà su di voi".. Ecco, la tempesta dell'Eterno si scatena furiosamente... "Io non ho mandato quei profeti; ma essi sono corsi..."». Si veda tutto Gr. 23:9-40.

Parole più ragionevoli. I Corinzi erano scandalizzati dalla predicazione dell'apostolo Paolo. La ritenevano "follia" perché "irragionevole": «Infatti il messaggio della croce è follia per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio... poiché i Giudsei chiedono un segno, e i greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocefisso, che è scandalo per i Giudei e follia per i greci» (1 Co. 1:18,23,24). Ciò che l'uomo naturale considera "irragionevole" è spesso invece la verità perché la "ragionevolezza umana è viziata anch'essa dal peccato, e deve rigenerarsi.


Un metodo di salvezza "più logico". In Galazia l'apostolo Paolo aveva predicato l'Evangelo della grazia, che siamo cioè salvati da Dio per grazia mediante la fede. Molti però reagivano a questa predicazione perché sostenevano che si potesse essere salvati solo per l'osservanza della legge di Dio, e non per fede, ed influenzavano i cristiani in questo senso. A questi Paolo risponde: "O Galati insensati! Chi vi ha ammaliati per non ubbidire alla verità?, voi, davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato ritratto crocefisso fra voi? Questo solo desidero sapere da voi: avete voi ricevuto lo Spirito mediante le opere della legge o attraverso la predicazione della fede? Siete così insensati che, avendo cominciato nello Spirito, vorreste finire nella carne?" (Ga. 3:1-3).

In Ga. 4:9-11 l'apostolo Paolo reagisce difronte a coloro che della fede cristiana ne fanno un ritualismo, come se questa fosse la sostanza della fede: "Ora invece, avendo conosciuto Dio, anzi essendo stati piutztosto conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, ai quali desiderate essere di nuovo asserviti? Voi osservate giorni, mesi, stagioni ed anni. Io tempo di essermi affaticato invano per voi". In Cl. 2:23 l'apostolo dice: "Se dunque siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché vi sottoponete a dei precetti come se viveste nel mondo, quali: 'Non toccare, non assaggiare, non maneggiare' tutte cose che periscono con l'uso, secondo i comandamenti e le dottrine degli uomini?".

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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 19:29

2. I falsi profeti
Ecco così che il Salvatore Gesù Cristo passa a metterci esplicitamente in guardia contro i falsi profeti. Chi sono? Quelle persone che proferiscono falsamente la Parola di Dio dicendo che Dio li ha mandati, ma non è vero.

a. Conoscono la Parola. "15Guardatevi dai falsio profeti, i quali vengono a voi in vesti di pecore, ma dentro sono lupi rapaci".
I falsi profeti possono essere perfettamente a conoscenza della lettera della Parola di Dio, ma solo abilmente sfruttarla a loro vantaggio. Un esempio illuminante è quello delle tentazioni di Cristo, dome il diavolo mostra di conoscere molto bene la Bibbia. Egli cita la Bibbia diverse volte, ma fuori dal contesto, od omettendone ad arte alcune sue parti (cf. Mt. 4:6).

b. Torcono la Parola. Essi sono in grado di manipolare la Parola di Dio: "...in esse [le lettere di Paolo] vi sono alcune cose difficili da comprendere, che gli uomini ignoranti ed instabili torcono, come fanno con le altre Scritture, a loro propria perdizione" (1 Pi. 3:16).

c. Ne insinuano elementi estranei. E' sempre Pietro che scrive: "Or vi furono anche dei falsi profeti fra il popolo, come pure vi saranno fra voi falsi dottori che introdurranno di nascosto eresie di perdizione e, rinnegando il Padrone che li ha comprati, si attireranno addosso una fulminea distruzione" (1 Pi. 2:1).

Per usare un'espressione biblica, "loro padre è il diavolo", ed agiscono espressamente per ingannare, per rovinare l'opera di Dio, per far perdere a Dio anime preziose. Egli è maestro dell'inganno e dell'interessato travisamento della verità, gioca a confondere e a sovvertire: "(il diavolo) fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità perché in lui non c'è verità. Quando dice il falso parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna" (Gv. 8:14).

Per attuare questi malvagi propositi usano i mezzi dell'inganno e del travestimento. Essi si travestono "da pecora" e non possono essere riconosciuti dalla persona disattenta, perché non hanno un aspetto cattivo, anzi, si presentano come brave persone dalla testimonianza ineccepibile, ma sotto...

"...tali falsi apostoli, infatti, sono degli operai fraudolenti che si trasformano in apostoli di Cristo. E non c'è da meravigliarsi, perché anche Satana si trasforma in angelo di luce" (2 Co. 11:4).

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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 19:30

3. Maestri di seduzione
Quali sono le tecniche degli "operai fraudolenti", veri maestri di seduzione, e come si presentano? Lo scopriamo dalla Scrittura stessa:

"Costoro, infatti, non servono il nostro Signore Gesù Cristo, ma il proprio ventre, e con dolce e lusinghevole parlare seducono il cuore dei semplici" (Ro. 16:18).

"...ma io temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così talora le vostre menti non siano corrotte e sviate dalla semplicità che si deve avere al riguardo di Cristo" (2 Co. 11:3).

"Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perché per queste cose viene l'ira di Dio sui figli della disobbedienza" (Ef. 5:6).

"Vi dico questo, affinché nessuno vi inganni con parole convincenti" (Cl. 2:4).

"Vi ho scritto queste cose al riguardo di coloro che cercano di sedurvi" (1 Gv. 2:26).

Ecco dunque come questi falsi profeti usano bene la loro lingua con astuzia per trarre ion inganno la gente semplice e senza risorse per scoprire l'inganno: parlare dolce e lusinghevole, vani ragionamenti (abilità dialettica appresa) e parole convincenti! Essi sanno usare parole convincenti per trarre in inganno.

Chi saprebbe resistere a tutto questo, soprattutto se non super-preparato? Ringraziando Dio, però, Gesù ci assicura: "Poiché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile anche gli eletti" (Mt. 22:24). Gli eletti cioè arriveranno irresistibilmente alla salvezza, nonostante tutto. Chi però cadrà nelle reti dei falsi profeti? Risponde l'apostolo Paolo: "Israele non ha ottenuto quello che cercava, ma gli eletti l'anno ottenuto, e gli altri sono stati induriti, come sta scritto: Dio ha dato loro uno spirito di stordimento, occhi per non vedere e orecchi per non udire" (Ro. 11:7,9), e in questo si manifesta il giudizio di Dio nei loro riguardi.

Fanno mostra di opere buone! Hanno apparentemente un carattere dolce, fanno mostra di opere buone, ma non sono fatte nel giusto spirito, e quindi non sono gradite a Dio. Dio apprezza evidentemente le buone opere, esse però non possono essere mai disgiunte dal rispetto della verità rivelata di Dio.

"21Non chiunque mi dice: 'Signore, Signore' entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore! Non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?'. 23E allora io dichiarerò loro: 'Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti, operatori di iniquità".


Interessante è sapere chi siano questi "operatori di iniquità": (1) Gente che invoca il nome del Signore; (2) gente che profetizza, cioè che compie attività di predicazione; (3) gente che sembra essere molto brava a "cacciare demoni"; gente che fa "opere potenti", cioè opere sociali e civili, che si comporta con una certa moralità... (4) gente ripiena di "zelo" e che batte in questo ogni loro concorrente! "Quelli sono zelanti per voi, ma non per fini onesti; anzi, essi vi vogliono separare affinché siate zelanti per loro. Ora è buona cosa essere sempre zelanti nel bene..." (Ga. 4:17,18).

Inoltre è facile "dare l'apparenza" di moralità e di costumi onesti, ma di può essere così simili ai Farisei, persone certo degnissime, eppure persone che Gesù aveva condannato per la loro ipocrisia: "Perché rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine. Così anche voi di fuori apparite giusti davanti agli uomini; ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità" (Mt. 24:27,28). I Farisei al tempo di Gesù erano molto abili nella propaganda a loro favore, facendosi ritenere i migliori, la realtà però era molto diversa.

Quale opera davvero più conta e deve essere la prima? Risponde a questa domanda il Signore Gesù Cristo, che replicando a chi gli chiedeva quali opere dovesse fare per conquistare il Regno di Dio, dice: "Questa è l'opera di Dio: che crediate in Colui che Egli ha mandato" (Gv. 6:29), e credere a Cristo significa affidarsi a Lui soltanto per la nostra salvezza disperando di noi stessi e rinunciando al presunto valore meritorio delle nostre opere. Solo così potremo ottenere il perdono dei nostri peccati e la vita nuova (la "nuova nascita") che sola ci permette di fare buone opere gradite a Dio.

Inoltre la Parola di Dio ci dà un criterio molto chiaro per smascherare i falsi profeti. Dice: "Da questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio" (1 Gv. 4:2), "poiché sono apparsi nel mondo molti seduttori, i quali non confessano che Gesù Cristo sia venuto in carne; questi è il seduttore e l'anticristo" (2 Gv. 10).

E' a questo punto che l'ortodossia dottrinale è essenziale. Qualunque siano le pretese di chi "bussa alla nostra porta", il metro per giudicarlo è se questi crede che Gesù Cristo sia Dio stesso diventato uomo per la nostra salvezza. Questo è il punto centrale di tutta la questione. Le persone che consideriamo potrebbero anche essere le migliori al mondo, ma se non riconoscono che Gesù Cristo è Dio con noi, sono dal diavolo, e non devono essere neppure ricevute, bisogna solo pregare il Signore che, se possibile, abbia pietà di loro, le converta e faccia loro aprire gli occhi. Anzi, l'apostolo Paolo stesso dice molto chiaramente: "...vi sono alcuni che vi turbano e vogliono pervertire l'Evangelo di Cristo. Ma se anche noi o un angelo dal cielo vi predicasse un Evangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia maledetto. Come abbiamo già detto, ora lo dico di nuovo: Se qualcuno vi predica un evangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia maledetto!" (Ga. 1:8,9).


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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 19:32

Falsi Messia, Falsi Profeti

Immaginate che un UFO, un disco volante, atterri a New York, non molto lontano dalle Nazioni Unite, e che ne discenda una creatura di circa un metro d’altezza, camminando goffamente davanti al grande stupore di un ampio gruppo di giornalisti ed alle telecamere della televisione. Pesa circa quaranta chili, ha gli occhi molto distanti ed infossati di forma ovale, una testa più grande della nostra, senza peli, una fessura come bocca, praticamente senza labbra. La sua pelle è liscia e grigia. I suoi occhi riflettono la saggezza delle età. Comunica senza muovere le labbra, per telepatia.

La creatura si rivolge ai pensieri di quelli che sono presenti e dice loro che, benché noi non conoscessimo inevitabilmente la sua specie, loro conoscevano molto ben la nostra. Sono stati loro a guidare l'evoluzione dell'uomo da migliaia d’anni. Sono stati loro a comunicare con Krishna, Budda, Mosè, Gesù e Maometto, ed hanno dato loro rivelazioni spirituali. Erano dietro i miracoli che questi profeti hanno compiuto. La loro missione è di purificare la razza, portare un'era di pace nel mondo. Mentre i presenti assorbono il messaggio, che è contemporaneamente comunicato via satellite a quattro miliardi di persone, un rispetto misto a timore scende sull'umanità.

Quest'essere, con occhi simili a pacifici laghi di luce, e la cui voce è come un contatto morbido nel pensiero, è venuto a portare una nuova era che chiama la pace universale e che paragona al Millennio profetizzato nella Bibbia. Ci annuncia che tutti, uomini, donne e bambini devono entrare in comunicazione con loro tramite la meditazione. Molti altri dischi volanti atterreranno su tutto il pianeta per facilitare la realizzazione di questo grande piano, che sarà un salto straordinario nell'evoluzione dell'uomo. La coscienza dell'uomo deve passare per uno “spiegamento” perché la sua aggressività latente sia definitivamente soggiogata. Questi esseri prudenti saranno come angeli guida per il compimento del destino universale ed ultimo dell'uomo.

Tutti dovranno conformarsi. I miti del passato devono essere spazzati via. Gli dèi degli uomini hanno fatto il loro tempo, ma ora, l'uomo deve riscoprirsi, con l'aiuto di questi angeli prudenti, e imparare e raggiungere tutto il suo potenziale per trovare il suo posto nel Piano universale. La povertà, la malattia, la guerra saranno soltanto memorie del passato. Gli uomini riceveranno ora nuovi e meravigliosi poteri, man mano che si svilupperanno e si trasformeranno gradualmente in dèi. È ciò che i profeti avevano cercato d’insegnare all'uomo, ed ora, queste creature gentili avrebbero portato a termine il compito.

Un uomo giovane e bello esce da una caverna nel Medio Oriente. Egli è barbuto, con capelli ramati ma, quello che è più sorprendente sono i suoi occhi, pieni di compassione e di saggezza. Il suo messaggio si diffonde come un incendio nella foresta attraverso tutto il pianeta, un messaggio di fratellanza universale. I suoi discepoli affermano che è l’Imam nascosto, l'ultimo dei dodici profeti dell'Islam che era scomparso, decenni prima, nella stessa caverna, mentre era ancora soltanto un ragazzo. Egli afferma di essere l'ultimo vero profeta di Dio.

Non c'è mai stato un candidato così carismatico per le presidenziali. Gli elettori e gli esperti pensano che assomigli a John Kennedy: soave, eloquente, una star di cinema. Ma è un “conservatore” fiscale e crede fermamente nell'economia liberale; una forza militare insuperabile, un nuovo, non tossico futuro, per tutti gli abitanti della Comunità globale, il ritornello attuale politicamente corretto. “Imparzialità” sarà il nome della sua amministrazione: l'imparzialità per tutte le razze, tutti gli orientamenti sessuali. La “libertà” risuonerà ovunque: libertà per i diritti delle donne, libertà senza restrizioni per l’aborto e l’eutanasia a richiesta, libertà per le persone anziane di trapiantarsi organi di feti per portare una nuova resistenza ai loro corpi indeboliti, libertà di assicurarsi che tutti i bambini siano uniformemente esposti alle “nuove” verità non assolute del tipo “se ciò ti sembra bene, allora fallo”, tramite un programma imposto dal governo.

Cosa c’è di sbagliato negli scenari precedenti? I messaggi che vi sono contenuti contraddicono la parola di Dio. Dio è venuto come un uomo, e si è rivelato. Non abbiamo bisogno che extraterrestri o angeli decaduti ci predichino un altro vangelo e ci mostrino una via non biblica verso la “salvezza”. Non abbiamo bisogno che un politico soave promulghi un ordine del giorno che sfida le leggi assolute di Dio, del bene e del male. La Bibbia ci dice che “anche satana si maschera da angelo di luce” (2 Corinzi 11:14 CEI). Satana non si rivela per quello che è: un macellaio sanguinario; è il signore dell’inganno. Gesù stesso ci dice in Giovanni 8:44, parlando di Satana: “è bugiardo e padre della menzogna” e “fin dal principio egli vuole la morte degli uomini”.

Come bugiardo, Satana sa bene architettare ogni specie di dottrina che detragga il vero Vangelo, deforma punti teologici importanti, o presenta un vangelo completamente diverso. Ad esempio, se negate che Gesù era Dio incarnato, allora il suo sacrificio non avrebbe potuto essere perfetto per l'eternità poiché Dio solo è perfetto. Se un uomo muore sulla croce, la sua morte non sarebbe stata un sacrificio accettabile per l'espiazione dei peccati del mondo.

Se negate la resurrezione o la Trinità, voi dite semplicemente che Gesù era soltanto un uomo. Se respingete il concetto di peccato, negate la necessità del riscatto. Se paragonate Gesù agli altri “grandi profeti”, annullate la sua unicità. Se credete che potete diventare un dio, non avete bisogno di un salvatore. Se non credete nell'inferno, riducete al minimo il sacrificio che Dio ha fatto per salvarvi da un posto di giudizio eterno dove Egli non si trova.

http://www.earthharvest.org/it/RisposteDelCristianoItaliano/ChiDio-Cristo/8SatanaFalsiProfeti.htm#FalsosMessiasProfetasDivindadesDeuses

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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 19:33

Angeli Con Vangeli Diversi

La bibbia c’insegna che: “Ma sia maledetto chiunque vi annunzia una via di salvezza diversa da quella che io vi ho annunziata: anche se fossi io stesso o fosse un angelo venuto dal cielo” (Galati. 1:Cool. Michele ed i suoi angeli, come abbiamo visto precedentemente, hanno gettato Satana ed i suoi angeli fuori dei cieli. Queste entità disincarnate sono esistite dall'alba dei tempi, esse interferiscono con il piano di Dio per l'uomo. Possono offuscare il pensiero di quelli che hanno in modo cosciente, perso il controllo del loro pensiero, tramite il peccato, la lussuria, la droga, l'alcool, la meditazione, lo yoga, i mantra, la visualizzazione, il controllo della mente, o la violenza (compresa la violenza delle fiction fabbricata dai mass media). Essi possono apparire nelle visioni o in una forma fisica. Come proseguimento della frode di Satana nel giardino d’Eden, questi angeli decaduti sanno predicare piuttosto bene “vangeli diversi”e creare “nuovi sistemi religiosi”.

Avendo interferito con gli affari degli uomini dal tempo d’Adamo ed Eva, possono descrivere gli eventi trascorsi. Entrano nei corpi di channeler e li possiedono, con il pretesto in essere esseri illuminati e predicono il futuro. Possono curare i malati. Possono compiere le sorti di quelli che sono implicati nella magia. Possono realizzare le immaginazioni di quelli che praticano “il pensiero positivo” o “l’affermazione positiva”. Possono creare il caos nelle chiese assetate di “segni e prodigi” ma che non esercitano il loro discernimento spirituale.

Quando si tratta di problemi spirituali, siamo facilmente fuorviati da ciò che è falso. Se non abbiamo già un sistema di riferimento, come la visione del mondo che da la Bibbia, anche la persona atea più convinta può essere fuorviata - un ateo soprattutto, poiché sarà sopraffatto da una manifestazione spirituale che non può spiegare. Una società come la nostra, che ha negato il sovrannaturale per decenni, è una facile preda del falso. L'America era tutta presa dal suo “destino manifesto” nel periodo “post Guerra Civile” e dalla sua espansione industriale durante le due guerre mondiali e negli anni 50.

All'inizio degli anni 60, erompe una contro cultura, che si rivolta contro il materialismo e contro il cristianesimo tiepido, marginale e superficiale dagli adulti. Questa contro cultura si volse verso la droga e le dottrine dell'Est. Sposò “l'amore libero”, ma si diede alla lussuria in tutte le sue aberrazioni.

La contro cultura degli anni 60 è diventata la cultura dominante d'oggi. I frutti “dell'amore libero” sono ora visibili nell’aborto rampante e legalizzato. C'è un appetito insaziabile per l'occulto. Film, programmi televisivi e libri che trattano l'argomento della morte, del macabro, e del sovrannaturale hanno un successo fenomenale.

Barbara Tuchman, nel suo libro ben documentato “A distante Mirror” (uno specchio distante) descrive il culto della morte presente in Europa nel quindicesimo secolo:

Gli artisti indugiavano sulla putrefazione del corpo fornendo precisazioni morbose: vermi si torcevano in tutti i cadaveri, rospi gonfiati si sedevano su bulbi oculari morti. Una morte beffarda, esultando ed ammiccando, conduceva la parata della Danza Macabra su innumerevoli pareti ricoperte di affreschi. La scena della violazione delle vergini è proposta con un realismo sorprendente; per mezzo di oggetti artificiali molto realistici, il corpo di Cristo fu viziosamente mozzato e tagliato in parti dai soldati, anche un bambino fu arrostito e mangiato da sua madre.


Se questo vi sembra forse ripugnante, fate una visita in un negozio di video e date un’occhiata a quanto viene proposto. I temi della morte, cadaveri, vampiri, abusi sulle donne, sodomia, mutilazioni, omicidi in serie, ed altre forme di violenza sono ben rappresentati sotto la voce “intrattenimento”. Procedendo parallelamente a questo culto della morte, c’è un gran fascino per i temi dell’occulto: le case infestate dagli spiriti, i lupi-mannari, lo spiritismo, le potenze psichiche, la reincarnazione, la comunicazione con i morti (o piuttosto con demoni che si fanno passare per i morti), i dischi volanti, astrologia, chiromanzia, magia (bianca o nera), ecc. Questi temi permeano la nostra società, anche i cartoni animati del sabato mattina ne sono saturi. L’industria cinematografica è al secondo posto nelle esportazioni, contaminano il mondo ogni volta che il messaggio è malvagio o vile.

Lo scopo di Satana è di corrompere la creazione di Dio, di trasformare l'uomo in un bruto degenerato spezzando il suo rapporto con Dio. Lo ha fatto nel giardino d’Eden, e continua a farlo oggi. Corrompendo la conoscenza dell'uomo del piano di salvezza, creando altri sistemi di credenza, promuovendo l'occulto, degradando l'uomo, distrugge la nostra relazione con Dio. C'è tanta polvere nell'aria che il Figlio non può essere visto e lo scopo di Satana, di aumentare la popolazione dell'inferno trascinando con sé coloro che non sono salvati, si compie.

Tuttavia, la vittoria finale appartiene a Dio. Il destino di Satana e dei suoi angeli è inevitabile: “E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.” (Apocalisse 20:10; vedere anche Matteo 25:41).

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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 19:36

Guardatevi dai falsi profeti e dai falsi insegnanti

Guardatevi da coloro che parlano e scrivono opponendosi ai veri profeti di Dio.

Verso la fine del ministero terreno del Salvatore i discepoli Gli rivolsero alcune domande riguardanti il futuro: «Dicci . . . quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente?»

Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e ne sedurranno molti. Or voi udirete parlar di guerre e di rumori di guerre . . . ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che il principio di dolori» (Matteo 24:3­Cool.

L'apostolo Paolo avvertì i santi a proposito di questi giorni: «Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie

e distoglieranno le orecchie dalla verità» (2 Timoteo 4:3­4).

Paolo spiegava anche che il Signore «ha dato gli uni come apostoli; gli altri come profeti . . .

per il perfezionamento de' santi, per l'opera del ministerio per la edificazione del corpo di Cristo,

finché tutti siamo arrivati all'unità della fede e della piena conoscenza del Figliuol di Dio . . .

affinché non siamo più de' bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore» (Efesini 4:11­14).

Fratelli e sorelle, il momento esatto della Seconda Venuta non è noto a nessuno se non al Padre (Matteo 24:36). Vi sono tuttavia dei segni che le profezie delle Scritture relative a quel giorno tremendo si stanno adempiendo. Gesù ammonì ripetutamente i Suoi discepoli che prima della Sua seconda venuta «molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti» (Matteo 24:11). Come apostoli del Signore Gesù Cristo è nostro dovere essere sentinelle sulla torre, ammonire i membri della Chiesa di stare in guardia contro i falsi profeti e i falsi insegnanti che sono in agguato per ingannare e distruggere la fede e la testimonianza. Oggi vi mettiamo in guardia perché stanno sorgendo falsi profeti e falsi insegnanti; e, se non stiamo attenti, anche coloro che sono contati tra i fedeli membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni cadranno vittima dei loro inganni.

Il presidente Joseph F. Smith ci ha lasciato alcuni saggi e chiari consigli che ci riguardano direttamente oggi:

«Non possiamo accettare niente di autorevole tranne quello che proviene direttamente attraverso la via stabilita, cioè le organizzazioni costituite del sacerdozio, che è il canale di comunicazione voluto da Dio attraverso cui Egli rivela il Suo pensiero e la Sua volontà . . . Quando però gli individui guardano a qualche altra sorgente, si abbandonano alle allettanti influenze di Satana e sono soggetti a divenire servi del demonio; perdono di vista il vero ordine per mezzo del quale vorrebbero beneficiare delle benedizioni del sacerdozio, ed escono dal recinto del regno di Dio venendosi a trovare lungo una strada pericolosa. Quando vedete un uomo levarsi e asserire di aver ricevuto rivelazioni dirette dal Signore per la Chiesa, indipendentemente dall'ordine e dal canale del sacerdozio, dovete considerarlo un impostore» (Gospel Doctrine, 5a edizione [1939], 41­42).

Quando pensiamo ai falsi profeti e ai falsi insegnanti, abbiamo la tendenza a pensare a coloro che espongono una dottrina ovviamente falsa o presumono di avere l'autorità di insegnare il vero vangelo di Cristo secondo la loro personale interpretazione. Spesso presumiamo che queste persone siano legate a piccoli gruppi fondamentalisti posti agli estremi della società. Tuttavia lo ribadisco: vi sono falsi profeti e falsi insegnanti i quali appartengono, o almeno asseriscono di appartenere, alla Chiesa. Vi sono persone le quali, senza autorità, asseriscono che la Chiesa approva il loro pensiero e le loro pratiche. State in guardia contro queste persone.

Ieri i membri della Chiesa hanno sostenuto la Prima Presidenza e i membri del Quorum dei Dodici Apostoli come «profeti, veggenti e rivelatori» e il presidente della Chiesa è stato sostenuto come «profeta». Il profeta, e soltanto lui, detiene ed esercita nella loro pienezza tutte le chiavi del regno di Dio sulla terra. Quanto siamo felici noi tutti di conoscere e sostenere il presidente Gordon B. Hinckley!

Con semplicità e potere il presidente Hinckley predica il piano eterno di salvezza, condanna il peccato, invita tutti a pentirsi e accettare Cristo e il Suo vangelo. Le dottrine dell'eterna salvezza non sono oscure o incerte, ma piuttosto sono coerenti con i principi rivelati sia nell'antichità che nella nostra epoca.

Il presidente Spencer W. Kimball ci ha ricordato che i profeti «deprecano costantemente le cose che sono intollerabili al cospetto del Signore, deprecano l'inquinamento della mente, del corpo e dell'ambiente, deprecano la volgarità, i furti, le menzogne, l'orgoglio e la bestemmia; deprecano la fornicazione, l'adulterio l'omosessualità e tutti gli abusi dei sacri poteri di procreazione; deprecano l'omicidio e ogni crimine simile ad esso; deprecano ogni forma di dissacrazione». Egli continua così: «È appena credibile che queste cose abbiano luogo tra i santi . . . tuttavia, e lo dico con grande tristezza, ci accorgiamo che conoscere la via non significa percorrerla» (La Stella, agosto 1977, pag. 2).

Perciò stiamo in guardia contro i falsi profeti e i falsi insegnanti, sia uomini che donne, che si dicono araldi delle dottrine della Chiesa e che cercano di diffondere il loro falso vangelo e di attirare seguaci patrocinando simposi, libri e diari il cui contenuto contesta le dottrine fondamentali della Chiesa. Guardatevi da coloro che parlano e scrivono opponendosi ai veri profeti di Dio e che svolgono attivamente opera di proselitismo con ignobile disprezzo per il bene eterno di coloro che essi seducono. Come Nehor e Korihor nel Libro di Mormon, essi confidano sui sofismi per ingannare e convertire altre persone al loro punto di vista. «Si pongono a luce del mondo, per poter ottenere guadagno e le lodi dal mondo; ma non cercano il benessere di Sion» (2 Nefi 26:29).

Il presidente Joseph F. Smith ci ha messo in guardia contro «gli orgogliosi e i millantatori che leggono al lume della loro presunzione, che interpretano secondo criteri di loro invenzione che hanno preso come legge propria; costoro si ritengono i soli giudici delle proprie azioni» (Gospel Doctrine, 381)

Ora consentitemi di citare alcuni esempi di falsi insegnamenti predicati da coloro che leggono al lume della loro presunzione, i quali anche se «imparan sempre . . . non possono mai pervenire alla conoscenza della verità» (vedere 2 Timoteo 3:7).

Falsi profeti e falsi insegnanti sono coloro che dichiarano che il profeta Joseph Smith era un imbroglione bugiardo; contestano che la Prima Visione sia stata un'esperienza autentica, dichiarano che il Libro di Mormon e altre opere canoniche non sono antichi libri di Scritture. Cercano anche di ridefinire la natura della Divinità e negano che Dio abbia dato e continui a dare oggi rivelazioni ai profeti che Egli ha ordinato e sostenuto.

Falsi profeti e falsi insegnanti sono coloro che con arroganza cercano di trovare nuove interpretazioni delle Scritture per dimostrare che questi sacri testi non devono essere letti come parole di Dio per i Suoi figli, ma semplicemente come dichiarazioni di uomini non ispirati, limitati dai loro pregiudizi e tradizioni. Essi asseriscono dunque che le Scritture richiedono una nuova interpretazione, e che essi stessi sono le uniche persone qualificate a dare tale interpretazione.

Essi, ed è la cosa che forse più vogliamo condannare, negano la risurrezione e l'espiazione di Cristo, asserendo che «nessun Dio può salvarci». Essi respingono la necessità di un Salvatore. In breve, questi detrattori cercano di dare una nuova interpretazione alle dottrine della Chiesa per adeguarle ai loro punti di vista preconcetti, e in questo processo rinnegano Cristo e il Suo ruolo di Messia.

Falsi profeti e falsi insegnanti sono anche coloro che cercano di cambiare le dottrine date da Dio e basate sulle Scritture che proteggono la santità del matrimonio, la divina natura della famiglia e la fondamentale dottrina della moralità personale. Essi propongono una nuova definizione della moralità per giustificare la fornicazione, l'adulterio e i rapporti omosessuali. Alcuni difendono apertamente la legalizzazione dei cosiddetti «matrimoni tra persone dello stesso sesso». Per giustificare il loro rifiuto delle leggi immutabili di Dio che proteggono la famiglia, questi falsi profeti e falsi insegnanti attaccano anche l'ispirato proclama sulla famiglia emanato al nel mondo nel 1995 dalla Prima Presidenza e dai Dodici Apostoli.

A prescindere da quali particolari false dottrine essi insegnino, i falsi profeti e falsi insegnanti sono un elemento inevitabile degli ultimi giorni. «I falsi profeti», secondo il profeta Joseph Smith, «si fanno sempre avanti per osteggiare i veri profeti» (Insegnamenti del profeta Joseph Smith, a cura di Joseph Fielding Smith, 290).

Tuttavia nella chiesa del Signore non esiste la cosiddetta «leale opposizione». O si fa parte del regno di Dio e si difendono i Suoi apostoli o profeti, oppure ci si schiera contro di loro. Il consiglio dato anticamente da Lehi ai suoi figli è valido anche per noi oggi:

«E il Messia verrà nella pienezza del tempo, per poter redimere i figlioli degli uomini dalla caduta. E poiché sono stati redenti dalla caduta, essi sono diventati per sempre liberi, distinguendo il bene dal male; per agire da sé e non per subire, se non la punizione della legge nel grande e ultimo giorno, secondo i comandamenti che Dio ha dato.

Pertanto gli uomini sono liberi secondo la carne; e sono date loro tutte le cose che sono opportune per l'uomo. E sono liberi di scegliere la libertà e la vita eterna, tramite il grande Mediatore di tutti gli uomini, o di scegliere la schiavitù e il potere del diavolo; poiché egli cerca di rendere tutti gli uomini infelici come lui.

Ed ora, figli miei, vorrei che guardaste il grande Mediatore, e deste ascolto ai suoi grandi comandamenti; e foste fedeli alle sue parole e sceglieste la via eterna, secondo la volontà del suo Santo Spirito» (2 Nefi 2:26­28).

Fratelli e sorelle, siamo dunque ansiosamente impegnati in ogni buona causa. Amiamo il Padre e Suo Figlio Gesù Cristo. Sosteniamo e osserviamo le rivelazioni del vangelo restaurato. Amiamo il nostro prossimo e riempiamo il nostro cuore e la nostra anima della luce del vangelo di Gesù Cristo. Allora potremo cantare insieme con Isaia:

«Ecco, Iddio è la mia salvezza; io avrò fiducia, e non avrò paura di nulla . . .

Voi attingerete con gioia l'acqua dalle fonti della salvezza» (Isaia 12:2­3).

Sappiamo anche dalle ispirate parole di Paolo ai santi della Galazia che «il frutto dello Spirito, invece, è amore, allegrezza, pace, longanimità, benignità, bontà, fedeltà, dolcezza, temperanza; contro tali cose non c'è legge . . .

se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito» (Galati 5:22­23, 25).

Come membro della Chiesa ognuno di noi deve essere un esempio di ciò che significa veramente essere, credere e comportarsi come Santi degli Ultimi Giorni. Il nostro esempio avrà un potente effetto sugli altri rendendo il Vangelo restaurato molto più pertinente, importante, convincente e desiderabile per loro. Quindi ognuno di noi esprima agli altri la gioia, la fiducia, l'amore e il calore che si provano appartenendo alla vera chiesa di Cristo. La nostra condizione di discepoli non è una cosa da sopportare con volto triste e cuore oppresso. Né è una cosa da conservare gelosamente senza condividerla con gli altri. Se capiamo veramente l'amore che il Padre e il Figlio hanno per noi il nostro spirito esulterà, e noi verremo «a Sion, cantando canti di gioia eterna» (DeA 45:71).

Ognuno di noi porga la mano dell'amicizia e dell'affetto ai suoi vicini, compresi quelli che appartengono ad altre religioni, collaborando così a creare migliori rapporti tra le famiglie e una più grande armonia nel nostro vicinato. Ricordate: troppo spesso il nostro comportamento allontana gli altri più di quanto lo faccia la nostra dottrina. Con spirito di amore per tutti gli uomini, donne e bambini, aiutateli a capire e a sentirsi accettati e apprezzati.

Ricordiamo che è nostro dovere essere fedeli ai principi del vangelo restaurato di Gesù Cristo. Ci vuole fede--vera fede, totale e senza riserve--per accettare e sforzarsi di mettere in pratica i consigli dei profeti. Lucifero, il nemico della verità, non vuole che sentiamo o dimostriamo di possedere questo genere di fede. Egli incoraggia la disobbedienza e inculca un sentimento di ribellione nel cuore di coloro che non stanno in guardia. Se ha successo, distoglie queste persone dalla luce per condurle nelle tenebre del mondo. La nostra sicurezza, come la nostra pace, si trovano nello sforzarci il più possibile di vivere come il Padre e il Figlio vogliono che viviamo, rifuggendo dai falsi profeti e dai falsi insegnanti ed essendo ansiosamente impegnati in buone cause.

http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,89-7-20-23,00.html

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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 19:43



Adam d'avvicinamento Kadmon

Adam Kadmon è il modello del diamante della parte superiore. Composto di linee rette, le relativi intersezioni e punti del termine sono conosciuti come “Sephiroth„-- come “luminosità,„ letteralmente, o come “sfere„ o come “emanazioni,„ tradizionalmente: un cognate del sefer ebraico di parola, significando “rotolo,„ o “libro.„

Adam Kadmon è sia il simbolo su cui il diamante della parte superiore è costruito che la chiave da cui si avvicina a per capire. Un simbolo breve dei marchi-- della parola, le relative componenti completamente sono ripiegate nello schema quattro volte in una disposizione circolare tramite cui le parti superiori coincidono, una sfera che posiziona su un altro (confronti Ezekiel, il capitolo 1).

Nell'interezza dello schema allora, il diamante della parte superiore è un'immagine amplificata del vagone per il trasporto dei lingotti di Elohim, il veicolo dello spirito: il corpo unificato e mystical di Mashiyach. Il centro aperto si è formato dalle relative parti-- dai quattro Adam di sovrapposizione Kadmons-- quindi è capito per rappresentare il petto di Avraham, in cui è nascosto il percorso che conduce, attraverso il haMashiyach di Yahushúa, anche oltre il trono celestiale di Elohim nel regno dello spirito puro (3:21 di Rev.; Jn. 1:18, 14:9 - 11, 16:28; Eccles. 12:7; 1 parentela. 8:27; 1 Tim. 6:16). Queste funzioni ingrandette del mistero saranno un fuoco all'interno della presentazione sul diamante della parte superiore, in se.

Come simbolo dei marchi-- della pietra di fondamento, la pietra angolare-- Adam Kadmon è definito come la proiezione spiritosa del Adam completo (1 cuore. 15:45 - 49). Poiché la messia dichiara che è il primo ed anche duri-- il primo ed anche con l'ultimo (22:13 di Rev.; È. 48:12; 41: 4)-- e quello dobbiamo conformarci all'immagine di Mashiyach Yahushúa (ROM. 8:29), capiamo che, come figli di Adam all'interno dell'intervallo ampio, anche dobbiamo sopportare nei nostri membri l'immagine e la vita del Adam completo (Jn. 6:53 - 57): per “che nega quel Gesù Cristo, l'inizio della creazione di Elohim, è venuto nella carne È antichrist„ (2 John 7; 28:20 di Mt.).

Abbiamo definito Adam Kadmon come la proiezione spiritosa del Adam completo. È capito, quindi, che parli simultaneamente sia della carne che dello spirito (1:27 del generatore; Jn. 4:24). L'inizio del relativo studio, indipendentemente da fatto che uno ha una conoscenza di con il simbolo in se, coinvolge scoprire la natura di Elohim dalla parabola della creazione della carne; il risultato del relativo studio è il sacrificio informato e priestly delle facoltà della carne alla volontà dello spirito: all'estremità in della che ogni pensiero, parola e documento legale si trasforma in in un'offerta cosciente al haElohim di Ruach, lo spirito del dio (cuore 2. 10: 5). Poiché la mente carnal nell'isolamento del peccato è inimicizia con il dio (ROM. 8: 7), questo studio può essere intrapreso con successo soltanto nel nome-- soltanto nella posizione spiritosa-- di mashiyach Y'shúa (Jn. 14: 6).

Il primo Adam è caduto permettendo che la carne predomini lo spirito, quello potrebbe accompagnare Eve negli eoni di giudizio che avrebbero ottenuto a causa del suo inganno i reasonings della mente carnal (3:13 del generatore; 1 Tim. 2:14). In tal modo, Adam ha dimostrato la perfezione nella legge di amore (ROM. 13:10; Jn. 15:13): era disposto a perdere la sua vita-- per per investirla-- nella fede che sussidio giorno nell'estinzione dell'una pecora di cui era responsabile (Jn. 10:11; 3:6 degli AMO - 7).

Eve ha avuto ancora essere separato da Adam quando la legge dell'albero della conoscenza di buon e della malvagità è stata data (2:7 del generatore - 9, 21-24). Quindi ha imparato la legge, coscientemente, da Adam tramite l'istruzione e non da Elohim direttamente dalla rivelazione; e non poteva capire la portata del relativo rapporto (è. 53: 1). Così Adam, nella sua decisione per ripartire con lei la morte da ottenere anche la partecipazione alla frutta severa, ha accettato giustamente la responsabilità del suo inganno.

La risposta alla domanda da Elohim-- “Che cosa il thou ha fatto? „-- non è risposto a soltanto dalle parole del Adam, “io ha mangiato,„ né neppure dalle parole del Paul dell'apostolo riguardo all'importanza della decisione del Adam, ma da ogni parola della sacra scrittura data unto l'uomo durante le età, così come da quelle parole che ancora continueranno dalla bocca della parola del dio vivente unto gli abitanti delle portate più lontane di eternità. Accettando un patto con la morte: accosentendo da prendparteere al processo che avrebbe condotto alla loro “estensione completa„ (in conformità con la comprensione spiritosa della cessazione inglese di significato di termine di vita), Adam ed Eve sono diventato i progenitors di tutta l'umanità.

Prima della separazione di Eve da Adam, Adam ha camminato con Elohim, pensante, “noi è.„ È continuato in questa consapevolezza sul risveglio alla separazione del Eve, comprendente in quella consapevolezza il pensiero, “arte del Thou anche di noi.„

Eve nasceva al pensiero, “arte del Thou; Sono; siamo; ed il dio è.„ La dinamica della caduta era quindi inerente nel corso della creazione in se, a quella consapevolezza resa necessaria creazione dell'auto e dell'umanità aperta al potenziale per orgoglio, che ottiene dimenticanza di unità all'interno dell'isolamento di individualità.

L'avversario è il corpo di pensiero sviluppato dall'uomo nel lampeggiamento di un occhio (17:30 di Leggi). Satan e gli ospiti di Amaleq hanno generato da lui nelle sue congiunzioni continue con le percezioni dell'uomo di esperienza, sarebbero limitati nella pienezza di tempo dalla preghiera del Yahushúa, “quel possono essere una„ (Jn. 17:21).

Il secondo Adam ha trionfato sopra l'avversario interno (4:1 di Mt. - 11; 3:21 di Rev.; 2:15 della colonna) dal di riconciliazione ingannato (il uncircumcision) e dal non ingannato (la circoncisione): allineando la carne nella relativa condizione caduta con la volontà di riacquisto dello spirito (Eph. 2:11 - 16; 2:10 della colonna - 13). La camminata terrena del Yahushúa unto la morte fisica nel trionfo di quella vittoria interna assicura l'ultima salvezza di Eve, poichè Adam è una figura della messia in Torah e poichè Eve è una figura della chiesa, la sua sposa (Eph. 5:31 - 32; ROM. 7:14). Unito nel faithfulness nascosto della sua morte di Adamic, inoltre saranno uniti nel faithfulness apparente nella sua vita messianica (1 cuore. 15:22).

Di conseguenza, nell'inizio delle permanenze dell'umanità su terra--prima che l'effetto della separazione del Eve da Adam cominci a asserirsi, prima che la consapevolezza di relativa importanza ottenga la frutta della caduta-- ci era armonia fra la carne e lo spirito (2:18 del generatore, 25). Un'armonia ben maggior, ingrandetta nella comprensione dalla Truth e nella comprensione dalla Grace (è. 42:21; Il LK. l: 46; Jn. il 1:17), è ristabilito in messia dal sacrificio volontario dell'auto per la costruzione del tempiale fatto senza mani (LK. 12:50; Mk. 10:39; Jn. 17).

Come lo spirito è stato sacrificato nell'inizio per la convenienza della carne [13:8 di Rev.; 2:7 del generatore; 1 cuore. 15:42 - 45 (versi 46 e seguire, parlano della maturazione delle cose naturali, poichè sappiamo che lo spirito retrodata ed abita nel tutto che compaia)], in modo da Mashiyach Yahushúa ha dato la sua carne da sacrificare alla convenienza dello spirito (Jn. 11:50 - 52; Eph. 2), denominando tutto per prendere le loro doghe-- le loro traverse-- e per seguire.

Ancora, poichè la caduta del primo Adam è un processo epico di cui effetti continui sia tuttavia evidente sia nel mondo at large che all'interno della chiesa in se (ROM. 7; 1 Jn. ; 2 Thess. 2: 3), così è la risurrezione del Adam completo un maggior, processo compensatorio (ROM. 5.20; 1 cuore. 15:22, 26), di cui la portata completamente sarà riconosciuta soltanto nella manifestazione dei relativi effetti maturi (Eph. 4:13; ROM. 8:19). Quindi concludiamo che la traversa della messia-- come i bastoni di Ephrayim e di Judah nelle mani di Ezekiel, un figlio dell'uomo-- comprende l'intera storia della razza umana, l'eredità carnal del primo Adam che è attraversato ed annullato ad ogni punto temporale determinato dall'eredità spiritosa impressionante del secondo Adam (ROM. 11:22 - 26).

In Adam Kadmon, allora, sono simbolizzati sia l'uomo di carne che l'uomo dello spirito. Il Sephiroth, o le sfere, parla delle posizioni specifiche e delle funzioni nel corpo come tempiale di Elohim (cuore 2. 12); quindi, inoltre parla dei principi spiritosi alloggiati nelle forme corporee e visualizzati dalle funzioni corporee (ROM. 1:20). I binari di raccordo di Adam Kadmon sono simbolici dell'organizzazione, della coordinazione e della comunicazione dei membri e delle facoltà. I cortili delineati dai binari di raccordo simbolizzano l'unità del funzionamento delle sfere collegate. L'ordine unito dell'intero, allora, simbolizza il corpo fisico dell'uomo e parla metaforico del corpo spiritoso della messia (Eph. 4:15 - 16).

Poichè l'uomo è inoltre simbolico dell'ordine organizzativo di Elohim, in quell'uomo è fatto nella sua immagine ed in quel Mashiyach è la sua immagine espressa (Heb. 1: 3), Adam Kadmon parla inoltre della realtà invisibile del padre celestiale dello spirito: ragioniamo perché ragiona; vediamo perché vede; possiamo levarci in piedi, afferrare e riprodurrci perché queste funzioni hanno loro corollari nel regno dello spirito puro (1:15 della colonna). Ciò non è di dire che i nostri pensieri sono come suoi pensieri (è. 55:8 - i 9), né quello nostri membri è come suoi membri (Deut. il 32:31), ma quello le forme e le funzioni a cui le nostre anima sono state unite in questa vita sono come un prisma, permettendoci di vedere la luce che lucida all'interno di loro dalla fonte mentre siamo dati l'abilità nella tolleranza.

Tuttavia avanzi riguardo alle cose qui sotto, i marchi è il modello di tutta la creazione, non soltanto dell'uomo (ROM. 1:20). Adam Kadmon, come simbolo dei marchi (la parola), è quindi una chiave all'organizzazione, alla struttura ed all'importanza spiritosa di tutte le cose nell'universo.

Di conseguenza, il Sephiroth può anche essere chiamato e capito in ogni regno di ricerca in ogni sfera nominalmente secolare di attività umana-- da scienza speculativa alla pianificazione del pasto, che cosa differenza sostanziale là può essere fra loro. L'esame accurato implacabile delle attività dell'uomo rileva che la realtà di fondo di ogni presupposto presunto come fatto è fede; tutte le attività umane, quindi, sono forme di pratica religiosa e diventano per quanto siano pulite votate a YHWH Elohim in Mashiyach.

Comunque Adam Kadmon-- particolarmente nelle relative dimensioni dell'estensione nel diamante della parte superiore-- parla oracularly di tutte le cose, esso non è il modo di capire tutte le cose. L'albero di vita è dato a coloro in che hanno sormontato e dal potere della parola della messia: a coloro di che abbia la conoscenza intima e fiducia sullo spirito indwelling di YHWH. Coloro che è condotto coscientemente da Spirit del God sono i suoi bambini e bisogno contano su nessun insegnante, profeta, né guida esterno, avendo la conferma del tutto questi incisa sui loro cuori a causa della roccia su quale si levano in piedi (cuore 2. 3:3; 1 Jn. 2:27).

Che cosa, allora, alcuni possono ragionevolmente chiedere, sono il motivo che dovremmo studiare questi simboli? Per più motivo che uno dovrebbe studiare persino la sacra scrittura in se (Jn. il 5:39), salvo che la saggezza di YHWH ha decretato queste cose a favore dei suoi bambini, che possono imparare dei suoi sensi ma qui (Dan. 7: 1) poco e là (Dan. 9: 2) un piccolo (è. 28). Non ci sono necessità urgenti nella camminata secondo lo spirito: che crede non si affretterà.

Lascili, quindi, procedi con frequente riferimento alla sacra scrittura ed al supplication costante allo Spirito Santo vedere se queste cose sono in modo da (17:11 di Leggi). Capendo che la comprensione spiritosa ottenga poco poco (Dan. il 9:21 - 22), li lascia acconsente per prendere uno sguardo più attento a Adam Kadmon ed all'albero di vita meraviglioso rappresenta, alla gloria di HaShem.
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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 19:44

Progressione da Adam Kadmon al diamante della parte superiore

(1) Adam Kadmon è costituito dalla giustapposizione di tre traverse diagonali in cima a tre traverse verticali, proprio mentre l'interiore di Adam Kadmon, in se, inoltre contiene tre traverse. L'estensione delle linee provoca la formazione di Mogan Dawid.

(2) come le linee verticali implicite tramite l'intersezione del Mogan Dawid con le diagonali si aggiunge, una riconosce la formazione di due corti supplementari alle ali dello schermo del David identiche alla corte di Tipareth di Adam Kadmon, così come l'implicazione di una quarta corte di Tipareth che si siede in cima al simbolo originale.



(3) aggiungendo che horizotal, è chiaro che un Adam invertito Kadmon è implicato all'interno di e sopra l'originale.
(4) completando il Adam implicito Kadmon qui sopra e sigillando le estensioni con le diagonali alla misura del metà-cubit che interseca il Malkuths superiore e più basso, il diamante della parte superiore è completato.

http://66.196.80.202/babelfish/translate_url_content?.intl=it&lp=xx_it&trurl=http%3a%2f%2fwww.crowndiamond.org%2fcd%2fprogression.html

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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 19:47

Visione del Ezekiel

Nel cominciare ad estendere le linee di Adam Kadmon, ho ricordato la visione del vagone per il trasporto dei lingotti del Ezekiel, vedente in primo luogo le ali estendermi dai percorsi dell'albero di vita, come echeggiato nelle parole del 6:2 del Isaiah: “Sopra esso si è levato in piedi i seraphim; ciascuno ha avuto sei ali; con due ha coperto il suo fronte e di due ha riguardato i suoi piedi e con due ha volato: „

La visione del Isaiah è stata situata nei cieli, mentre la visione del Ezekiel è stata situata su terra; così Ezekiel ha veduto ma quattro ali, due che allungano verso l'alto e due che riguardano i corpi.

Adam Kadmon: la proiezione dell'uomo

“Adam Kadmon„ può essere tradotto come “la proiezione dell'uomo.„ Poiché l'uomo è fatto nella somiglianza del dio, il simbolo dell'albero di vita inoltre è capito per rappresentare la proiezione/emanazione spiritose di YHWH Elohénu. Molto antico, il simbolo si leva in piedi al centro di misticismo ebreo. La relativa dinamica quindi è alla base dell'ebreo, del cristiano e delle sacre scritture musulmane. La comprensione della relativa logica è fondamentale allo studio sull'esposizione del diamante della parte superiore.

Le chiavi alle discipline dell'albero di vita sono disponibili dalle fonti varie, ma è soltanto quando Adam Kadmon è disegnato alla scala dell'arca del Noah che i relativi parametri allineare sono conosciuti, le relative correlazioni dirette al linguaggio figurato scritturale stabilito.

Con le radici nel cielo ed in terra e nelle acque sotto la terra, l'immagine dell'albero di vita è non di più severa delle parole scritte che delineano il linguaggio figurato scritturale. Tuttavia, si non partecipa sicuro alla relativa frutta mentre si leva in piedi in violazione del primo ordine. Con YHWH come vostro fuoco, tuttavia, potete mangiare sicuro nella posizione del figlio, ricevente direttamente al petto del padre. Una discussione sulle immagini e su Torah e su riferimento scritturale generalmente è presentata a questo collegamento: Ex.: 20:25. B'shalom, Bora.
http://66.196.80.202/babelfish/translate_url_content?.intl=it&lp=xx_it&trurl=http%3a%2f%2fwww.crowndiamond.org%2fcd%2fadam.html

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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 19:57



le figure sono infinitesimali,quindi ben poterlöe visualizzare kliccate sul link:


http://it.babelfish.yahoo.com/translate_url?doit=done&tt=url&intl=1&fr=slv&lp=xx_it&trurl=http%3a%2f%2fimages.google.de%2fimgres%3fimgurl%3dhttp%3a%2f%2fwww.crystalinks.com%2ftolsnake.gif%26imgrefurl%3dhttp%3a%2f%2fwww.crystalinks.com%2fspheres_creation.html%26usg%3d__gDlKawb34YhAbxhDikFPhGxyt4s%3d%26h%3d450%26w%3d358%26sz%3d44%26hl%3dit%26start%3d70%26um%3d1%26itbs%3d1%26tbnid%3dslnSjSUDP4h7XM%3a%26tbnh%3d127%26tbnw%3d101%26prev%3d%2fimages%253Fq%253Dkadmon%2526ndsp%253D20%2526hl%253Dit%2526rls%253Dcom.microsoft%3ait%3aIE-SearchBox%2526rlz%253D1I7ADRA_it%2526sa%253DN%2526start%253D60%2526um%253D1

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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 20:01



Ouroboros

Ouroboros è un simbolo antico di alchemia che descrive un serpente o un drago [DNA] che inghiotte la relativa propria coda, costantemente generandosi e formando un cerchio. È la rotella di tempo - la rotella di alchemia - 12 intorno 1 per manifestare i programmi di griglia che danno l'illusione di tempo lineare permettendo che le anima avvertano le emozioni.

Ouroboros è associato con l'alchemia, lo Gnosticism e Hermeticism. Rappresenta la natura ciclica delle cose, del ritorno eterno e di altre cose percepite come cicli che cominciano di nuovo non appena si concludono.

In alcune rappresentazioni il serpente è indicato d'importanza come luce mezza e simboli a metà scuri e echeggianti quale il Yin Yang, che illustra la natura doppia di tutte le cose, ma, che questi opposti non sono dentro conflitto.

Origini del Ouroboros

Il serpente o il drago che mangia la relativa propria coda è sopravvissuto a dall'antichità e può essere seguito di nuovo all'Egitto antico, circa 1600 B.C.E.

Da esso è passato a Phoenicia ed allora ai filosofi greci, che gli hanno dato il Ouroboros nome (“il coda-devourer„).

Mitologia di norvegesi - il serpente Jormungand, uno dei 3 bambini del Loki - il Trickster che si è sviluppato così grande che potrebbe circondare il mondo ed afferrare la relativa coda in relativi denti.

Mitologia indù - il drago che circonda il tortoise che sostiene i quattro elefanti che trasportano il mondo.

Il serpente o il drago inoltre compare in mitologia dell'Azteco, di cinese e dell'nativo americano.

I cristiani hanno adottato il Ouroboros come simbolo dei confini limitati di questo mondo (che ci è “una parte esterna„ che è implicata tramite la delimitazione di una parte interna) e la natura transitoria diconsumo di un'esistenza questo-terrena pura che segue i passi del predicatore in Ecclesiastes.

Potrebbe essere usato molto bene per simbolizzare persino oggi il modello del chiuso-sistema dell'universo di alcuni fisici.

Simbologia dietro il Ouroboros

I ouroboros ha parecchi significati intrecciati in esso. Primo è il simbolismo del serpente che morde, divorando, mangiando la relativa propria coda. Ciò simbolizza la natura ciclica dell'universo: creazione da distruzione, vita dalla morte. I ouroboros mangia la relativa propria coda per sostenere la relativa vita, in un ciclo eterno del rinnovamento. Nell'illustrazione di cui sopra, da un libro da un alchimista in anticipo, Cleopatra, la metà nera simbolizza la notte, la terra e la forza distruttiva della natura, yin. la metà chiara rappresenta il giorno, il cielo, la forza generativa e creativa, yang.

Alchemia

Alchemically, i ouroboros inoltre è usato come glyph di purificazione. Ouroboros era ed è il nome per il grande serpente del mondo, circondante la terra.

La parola Ouroboros è realmente un termine che descrive un simile simbolo che cross-pollinated da molte colture differenti. La relativa connotazione simbolica da questa deve alla natura ciclica di rinvio delle stagioni; le oscillazioni del cielo notturno; auto-fecundation; disintegrazione e reintegrazione; verità e cognizione complete; il Androgyny; acque primigenie; il potenziale prima della scintilla della creazione; il non differenziato; totalità; unità primordiale; autosufficienza e l'idea di inizio e dell'estremità come essendo un principio senza fine continuo.

Ouroboros rappresenta il conflitto di vita pure in quella vita esce dalla vita e dalla morte. “La mia estremità è il mio inizio.„ In un certo senso la vita si alimenta fuori da se, così ci sono buone e connotazioni difettose che possono essere disegnate. È una singola immagine con le intere azioni di un ciclo di vita - genera, weds, impregna e si vuota, ma in un senso ciclico, piuttosto che lineare.

Quindi, adatta alle nostre vite ad una totalità più verso che cosa può realmente essere - una serie di movimenti che si ripetono. “Come sopra, in modo da sotto„ - nasciamo dalla natura e la rispecchiamo, perché è di che cosa l'uomo è interamente una parte. È questa resa simbolica dei principi eterni che sono presentati nei ridurre in pani verde smeraldo di Thoth.

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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 20:09



Società teosofica

La società teosofica è stata fondata a New York City, S.U.A., in 1875 da Helena Blavatsky, da Henry Olcott d'acciaio, dal giudice del William Quan e da altri. Il relativo obiettivo iniziale era la ricerca, lo studio e la spiegazione dei fenomeni mediumistic. Dopo alcuni anni Olcott e Blavatsky si sono mossi in India ed hanno stabilito le sedi internazionali a Adyar, Madras (Chennai). Là, inoltre sono stato interessati nello studio delle religioni orientali e questi sono stati inclusi nell'ordine del giorno della società. Dopo parecchie ripetizioni gli obiettivi della società si sono evoluti per essere:

°per per formare un nucleo della fratellanza universale di umanità senza distinzione della razza, della dottrina religiosa, del sesso, della casta, o del colore.
°per per incoraggiare lo studio sulla religione, sulla filosofia e sulla scienza comparative.
°per per studiare le leggi della natura non spiegate ed i poteri latenti in uomo.
Oltre che gli obiettivi definiti, fin da Blavatsky 1889 presumibilmente aveva detto un gruppo di allievi teosofici che l'obiettivo reale dell'instaurazione della società era di preparare l'umanità per la ricezione dell'insegnante del mondo quando è comparso ancora su terra. Ciò è stata ripetuta ancora più pubblicamente da Annie Besant in 1896, cinque anni dopo la morte del Blavatsky. [1] Nelle proprie scritture del Blavatsky, l'unico riferimento ad una simile idea ha indicato che non avrebbe avuto luogo per almeno un secolo .



Società teosofica, 1890
La proprietà terriera, Sydney, Australia, che è stata usata come centro dalla società teosofica dal 1922Dopo la morte di Helena Blavatsky in 1891, i capi della società sono sembrato inizialmente lavorare insieme pacificamente. Ciò non è durato lungamente. Il giudice è stato accusato da Olcott e da Annie Besant delle lettere di pezzo fucinato dal Mahatmas; ha concluso la sua associazione con Olcott e Besant in 1895 ed ha preso la maggior parte della sezione americana della società con lui. L'organizzazione originale principale da Olcott e da Besant rimane oggi basata in India ed è conosciuta come la società teosofica - Adyar. Il gruppo principale dal giudice più ulteriormente si è scheggiato in una fazione principale da Katherine Tingley ed un altro hanno associato il tempiale Hargrove della segretaria Ernest del giudice. Mentre la fazione del Hargrove più non sopravvive a, la fazione principale da Tingley oggi è conosciuta semplicemente come la società teosofica, ma spesso con la dichiarazione di chiarificazione, “sedi internazionali, Pasadena, la California„. Una terza organizzazione, la casetta unita dei Theosophists o il ULT, nella spaccatura 1909 fuori dall'organizzazione posteriore e nelle varie piccole correnti scissioniste hanno cominciato a definirsi compreso la casetta teosofica verde di Palmers nell'ambito della direzione di Thomas Neumark-Jones - che era influente fra i nuovi intellettuali liberali britannici. [citazione stata necessaria]
In 1902, Rudolf Steiner è diventato General segretaria divisione tedesca/austriaca della società teosofica. Ha effettuato un corso Occidentale-orientato, relativamente indipendente dal quartiere generale di Adyar principale da Besant e Olcott. Dopo che serio i conflitti filosofici, soprattutto sull'importanza spiritosa di Christ e sulla condizione di giovane ragazzo Krishnamurti (vedi sotto), la maggior parte dei membri tedeschi ed austriaci hanno spaccato fuori in 1913 ed hanno formato la società di Anthroposophical. L'ultimo rimane oggi molto attivo ed influente ed ha rami in quasi tutte le comunità occidentali, compreso gli Stati Uniti ed il Canada polemica/credenza razziale
Blavatsky ha presupposto che l'umanità aveva disceso da una serie “di radice non umana corre„ (Cosmologically sulla parità con i sacramenti cristiani, l'albero di vita cabalistico, il phylosophy orientale dei chakras) la nomina della quinta corsa della radice (su sette) la corsa Aryan. Le corse della radice erano fasi evolutive, ogni nuova corsa della radice che è più mutevole di quella precedente. Ha pensato che i Aryans originale venissero da Atlantis, [3], che fa parte della quarta corsa della radice. La corsa Aryan della radice era soltanto un nuovo punto nel progresso evolutivo e finalmente sarebbe sostituito tramite le corse più spiritose della radice, il sixth. Ha creduto che “il Semites, particolarmente gli arabi, fosse Aryans successivi - degeneri nella spiritualità e perfezionato nella materialità. A questi appartengono tutti gli ebrei e gli arabi. Il precedenti sono una tribù discesa dal Tchandalas dell'India, gli emarginati, molti di loro ex-Brahmins, che hanno cercato il rifugio in Chaldea, in Scinde e l'aria (Iran) ed allineare sono stati sopportati dal loro padre Un-Bram (nessun Brahmin) circa 8.000 anni B.C.

Gli ultimi, gli arabi, sono i discendenti di quei Aryans di che non entrerebbe in India ai tempi della dispersione delle nazioni, alcune chi ha rimanere le regioni di frontiera di ciò, a nell'Afghanistan e Cabul, * e lungo il Oxus, mentre altri hanno penetrato in e l'Arabia invasa. Ma questo era quando l'Africa già era stata alzata come continente. Abbiamo nel frattempo seguire molto attentamente, come lo spazio limitato consentirà, lo sviluppo graduale della specie vero umana di now. È nello sviluppo improvvisamente arrestato delle secondario-corse sicure e nella loro diversione forzata e violenta nella linea puramente animale dall'ibridazione artificiale, allineare analoga all'ibridazione, che ora abbiamo imparato utilizzare nei regni di verdure ed animali, che dobbiamo cercare l'origine dei anthropoids. “[4]

Non ha incoraggiato alcuna sensibilità della superiorità tramite chiunque o la corsa, spargente l'idea dell'origine e del destino comuni di tutta l'umanità e stabilente il principio di fratellanza universale come il primo oggetto della società teosofica: “Per formare il nucleo di una fratellanza universale di umanità senza distinzione della corsa, del colore, o della dottrina religiosa.„ [5]. Quindi, dichiara “i Theosophists, rispetti collettivamente la bibbia tanto come fanno le sacre scritture sacre dell'altra gente, trovando in esso le stesse verità eterne di nel Vedas, nello Zend-Avesta, nel Tripitakas, ecc.„ [6]

Guido von List (ed i suoi seguaci quale Lanz von Liebenfels) più successivamente ha preso alcune delle idee del Blavatsky, mescolando la sua ideologia con le idee nazionalistiche e fasciste; questo sistema di pensiero è stato conosciuto come Ariosophy.

Alcuni ricercatori quando seguono i collegamenti fra Ariosophy e Theosophy, provati per illustrare gli ultimi come contando principalmente “sulle esposizioni intellettuali di sviluppo razziale„. [7] Tuttavia, nella chiave a Theosophy Elena Blavatsky aveva precisato chiaramente che “la società è un corpo filantropico e scientifico per la propagazione dell'idea di fratellanza su pratico anziché le linee teoriche. „ [8].

La società di Thule ha predicato la supremazia Aryan e si è comportata per realizzarla. Fornisce il collegamento finale fra le teorie razziali occulte e l'ideologia razziale di Hitler, di che ha dato ai principi fondamentali ed alle comprensioni una direzione obliqua per controllo sociologico ed economico dal partito nazista emergente. „
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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 20:22

LA CHIESA TRA VERA E FALSA PROFEZIA

Il cristiano può essere ingannato non solo da manifesti ciarlatani della fede o da
austeri santoni che vantano platealmente presunti poteri sovrannaturali ma anche da
persone colte o ignoranti che abbiano un aspetto dimesso, semplice, umile, mite e che, in
forme e modi molto diversi, vengano imponendosi alla pubblica attenzione quali soggetti
attraverso le cui opere o le cui parole si verrebbe in realtà dispiegando profeticamente la
parola e la potenza di Dio. Nostro Signore ci ha avvertiti: attenti a non farvi ingannare,
perché molti nel mio nome, ostentando cose apparentemente o realmente straordinarie,
cercheranno di sedurre e imbrogliare, spesso riuscendovi, molta gente, e persino “gli
eletti” potranno essere indotti da essi in errore (Mt 24, 3 ss. e 24, 23 ss). Che falsi profeti,
che falsi o veri veggenti non mandati e non autorizzati da Dio e guaritori manipolati da
Satana, non sarebbero mancati in tutte le epoche e le generazioni della storia
dell’umanità, è ciò che un cristiano dovrebbe sapere bene proprio perché avvisato per
tempo dal suo Dio. E, francamente, non sono sempre giustificate quelle critiche di
scetticismo irreligioso che vengono spesso rivolte anche a chi in effetti sente di non aver
affatto l’obbligo religioso di assentire spiritualmente a casi di presunta santità o ad eventi
certamente sensazionali ma di non sicura e incontrovertibile origine divina.
Naturalmente, casi come quelli di Lourdes, di Fatima o affini, per il modo limpido e
inequivocabile in cui il sovrannaturale anche pubblicamente sembra essersi manifestato,
non possono che corroborare la fede dei credenti e dei cattolici in particolare, fermo
restando che la voce di Gesù e di Maria sarà stata sentita e continuerà ad essere
percepita probabilmente anche in tante altre situazioni che non sono note e da tante altre
singole persone sconosciute. Ma, in ultima analisi, e in molti altri casi in cui obiettivamente
le cose appaiono meno evidenti e più problematiche, la sincerità e la genuinità della fede
non possono essere invalidate dal fatto che si ritenga di credere o non credere a talune
presunte manifestazioni contemporanee della divinità o del sovrannaturale. La stessa
Chiesa ammonisce al riguardo ad essere oltremodo prudenti e misurati e ogni credente ha
non solo il diritto ma innanzitutto il dovere di interrogare a fondo la propria coscienza e di
chiedere una speciale illuminazione divina.
Da una parte bisogna guardarsi dai falsi profeti, che hanno un aspetto mite e
mansueto ma che in realtà «sono lupi rapaci» (Mt 7, 15), e sono in sostanza persone
all’apparenza sante ma sempre pronti, nel nome del Signore e della sua Parola, a carpire
la buona fede dei credenti e a perseguire fini perversi e vantaggi personali. Se queste
persone sono colte potranno perseguire i loro subdoli scopi maneggiando con disinvoltura
le Scritture ma più precisamente estrapolando da esse indebitamente o interpretandole
con interessata e faziosa unilateralità; se queste persone sono incolte o analfabete
potranno fare la medesima operazione limitandosi furbescamente ad accettare la dottrina
ufficiale della Chiesa senza mai entrare in questioni particolari o specifiche della fede e
degli stessi testi evangelici per non correre mai il rischio di essere smascherate.
Perciò quegli individui che si travestono da pecora essendo invece “lupi rapaci”,
capaci anche talvolta di produrre frutti apparentemente buoni che però internamente sono
marci o che si rivelano alla lunga avvelenati, non sono facilmente riconoscibili o
identificabili da gente disattenta o suggestionabile. Proprio per questo san Paolo esorta
alcune comunità a non lasciarsi sedurre da certi «operai fraudolenti che si trasformano in
apostoli di Cristo» (2 Cor 11, 4 ma anche 1Gv 2, 26) e in generale tutti i grandi apostoli
della Chiesa primitiva e della Chiesa tout court si sono sempre preoccupati di mettere in
guardia i fedeli contro tutti coloro che usano bene la loro lingua con astuzia per ingannare
gente semplice e sprovveduta o che, ove non abbiano mezzi intellettivi adeguati, fanno
mostra di umiltà e di buone opere per impressionare anche quegli interlocutori
intellettivamente dotati e per creare tra sé e questi ultimi un rapporto quanto meno di
affabilità e di simpatia.
Ecco: niente di più facile che oggi si abbia spesso a che fare con quelli che Gesù
include tra gli “operatori di iniquità” (Lc 13, 27), che a dire il vero sono una categoria di
soggetti molto ampia e variegata in quanto comprende quelli che invocano il nome del
Signore vanamente, che predicano spesso ma senza costrutto e senza volontà di
compiere il bene, che riescono a compiere esorcismi talvolta anche con successo, che
fanno miracoli e cose strabilianti e riescono a realizzare persino “opere potenti” quali sono
determinate opere sociali e civili, che agiscono in modo decoroso e conforme alla moralità
corrente, che appaiono sempre pieni di “zelo” religioso anche se proprio in relazione a
quest’ultimo punto san Paolo ha detto chiaramente: «Quelli sono zelanti per voi, ma non
per fini onesti; anzi, essi vi vogliono separare affinché siate zelanti per loro» (Ga 4,17-18).
Vedere santi dove ci sono solo farisei, vale a dire persone degnissime dal punto di
vista sociale ma ipocrite e prive di vero spirito di carità, è qualcosa che è sempre accaduto
storicamente, può accadere oggi e accadrà sempre, perché delle situazioni umane vissute
da Gesù e su cui egli è dovuto intervenire cambiano la forma e gli attori ma resta immutata
la sostanza. Ma, proprio per questo, i cristiani, prima di sbilanciarsi a favore di certi
fenomeni di credulità popolare che non risultino preventivamente e periodicamente
sottoposti a precisi e indispensabili criteri di controllo e di verifica razionali, dovrebbero
disciplinare i propri slanci e i propri entusiasmi pure umanamente comprensibili. Sono
concetti che vengono espressi sostanzialmente anche da padre Livio Fanzaga nel suo
recente libro L’ora di Satana, Milano, Piemme, 2009, scritto con Diego Manetti, che funge
da intervistatore.
Padre Livio distingue essenzialmente tra «due specie di falsi profeti. Da una parte
abbiamo quelli che operano al di fuori della Chiesa e che propagandano lo “spirito del
mondo” all’insegna dello slogan: “senza Dio si vive meglio”; questa è dunque la “falsa
luce” della profezia mondana, dalla quale più volte la Regina della Pace ha messo in
guardia soprattutto i giovani. E si tratta di un esercito di servitori di Satana: da intellettuali e
filosofi, a ciarlatani e imbroglioni. Tutti però facilmente riconoscibili perché “nel mondo”.
Dall’altra parte, abbiamo i falsi profeti che operano invece all’interno della Chiesa: si tratta
di una profezia più pericolosa, perché più difficile da individuare, poiché è come se il
Diavolo si vestisse da frate, assumendo le spoglie di un esponente della Chiesa stessa,
secondo quella fine strategia ingannatrice del Maligno che Bernanos nei suoi romanzi ha
saputo ben rappresentare. Ecco, quando il falso profeta si presenta in cotta e stola o come
leader di un gruppo di preghiera, allora il discernimento è assai più complesso, e
facilmente tanti fedeli ne restano sedotti, confusi, ammaliati. Occorre sempre utilizzare la
libertà dei figli di Dio, ovvero lo spirito del discernimento, senza farsi abbagliare dalle
insegne esposte dai falsi profeti, poiché capita spesso che, rinunciando a tale capacità
critica, si venga ingannati da presunti veggenti che sbandierano false locuzioni e visioni
private. Vorrei quindi mettere in guardia da quel sottobosco di gruppi di preghiera che
hanno la “propria” veggente che ha le apparizioni, o rivela profezie, laddove tutto questo è
un prodotto dell’esaltazione personale o dell’inganno satanico. Ancora più grave è poi il
caso dei falsi profeti all’interno della stessa gerarchia ecclesiastica, quando cioè sono
sacerdoti o teologi a propagare tra i fedeli le eresie e gli inganni satanici. E’ il caso in cui si
deforma la Parola di Dio, o si passano sotto silenzio le verità fondamentali della dottrina
cattolica. E’ un argomento assai doloroso» (cit. da M. Tosatti, I falsi profeti nella Chiesa.
L’Ora di Satana. Padre Livio accusa “veggenti”, falsi profeti e chiesa, in “La Stampa” del
25 gennaio 2009).
Ammirevole consapevolezza cristiana! Ma allora perché anche padre Livio si è
lasciato cosí facilmente sedurre o conquistare dai cosiddetti veggenti di Medjugorje che in
verità, dopo alcuni decenni, al di là di qualche supposizione e di qualche suggestione di
ordine mistico, non hanno ancora offerto al mondo, e non al mondo insano ma a quello
sano di sinceri e onesti credenti, nulla di ciò cui si possa e debba riconoscere o attribuire
quel carattere di assoluta e incontrovertibile evidenza che è il principale requisito
dell’origine divina di determinati accadimenti non appartenenti alla sfera dell’ordinario?
Perché egli è sempre cosí freneticamente impegnato nel propagandare il caso Medjugorje
che è certamente un caso ma un caso altrettanto sicuramente per niente chiarito e risolto?
La massa di conversioni che si verifica da quelle parti, dice spesso il sacerdote lombardo,
è una prova evidente dell’origine sovrannaturale di quello di cui sono testimoni i sei
veggenti slavi. Ma, a parte il fatto che tale asserzione è tutta da verificare (perché non
penso che padre Livio voglia ridurre la conversione ad una gita o ad un viaggio spirituale),
come fa egli, allo stato delle cose, con una Chiesa che mantiene uno stretto riserbo sulla
questione in parola, a scagliarsi sistematicamente contro vescovi e preti che non la
pensano come lui?
Spero che padre Livio sia tra “gli eletti”, ma appunto per questo sarebbe
auspicabile che la sua posizione fosse più sobria e misurata, più comprensiva del fatto,
come sta a mostrare tutto il racconto biblico, che i veri profeti di Dio, quando non vengano
uccisi, non durano molto in questo mondo o, se durano per volontà di Dio, è solo per
subire l’incomprensione e l’emarginazione dei molti, per testimoniare in silenzio e
misconosciuti dai più la loro appartenenza al Signore e la presenza stessa di Dio nel
mondo. Nella Bibbia i profeti hanno caratteristiche ben precise: non dicono cose
generiche, non vanno alla ricerca di facile consenso o di successo popolare, non sono
desiderosi di affetto umano, ma dicono cose che non riguardano il presente immediato
anche se denunciano vigorosamente le vere iniquità del loro mondo e del loro tempo,
senza mai essere accomodanti e necessariamente rassicuranti. I profeti, nella Bibbia, non
sono melliflui ma scomodi e talvolta particolarmente duri perché non si preoccupano di
presentare bene e in forme accettabili i loro discorsi per il semplice fatto che i loro discorsi
vengono tratti direttamente dalla sapienza divina quale per esempio è già quella che è
stata acquisita nello stesso racconto biblico; essi vivono di onestà e non cercano
compromessi anche se sono sensibilissimi e portatori di grande umanità, si fanno voce e
difesa dei deboli e degli oppressi e generalmente i verbi che usano sono al futuro perché
conoscono la fedeltà di Dio e sanno che egli non verrà mai meno alle sue promesse.
Ora, come è stato evidenziato recentemente da un sacerdote cursillo di Tortona,
«nelle nostre parrocchie, monasteri, associazioni, gruppi ecclesiali e movimenti chi sono
oggi i profeti con tali caratteristiche?». Chi sono coloro che ai propri gesti esteriori e alle
proprie parole fanno corrispondere la sincerità radicale del cuore? Chi sono coloro che
usano parole scomode e inquietanti, qualche volta irrituali e irritanti, allo scopo e solo allo
scopo di aiutare «a ritornare in vita, ad essere veri e autentici, ove naturalmente vi sia
desiderio di guarigione e riconoscimento della malattia»? Dobbiamo pregare Dio che ci
aiuti a riconoscere i veri profeti, i buoni veggenti, gli onesti taumaturghi dello spirito, ovvero
tutti coloro che, per riprendere un pensiero petrino, non sono mossi dalla propria volontà
umana quanto dallo Spirito Santo inviato su di essi da Dio (2Pt 1, 19-20).
(11 ottobre 2009)

http://www.foglimariani.it/files/LA%20CHIESA%20TRA%20VERA%20E%20FALSA%20PROFEZIA.pdf

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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 20:24

Chi sono i falsi profeti?

Superata la soglia del Terzo Millennio, molta gente ha tirato un gran sospiro di sollievo nel constatare che nulla è accaduto di grave, specialmente perché non si sono avverate le profezie apocalittiche, preannunziate negli ultimi decenni, e che avrebbero dovuto compiersi entro l'Anno Giubilare.
Il nostro periodico, nato nel clima profetico delle apparizioni di Medjugorje - che include anche l'incognita dei "dieci segreti" affidati ai veggenti - ha sempre mantenuto viva l'attesa dei credenti, cercando di interpretare gli avvenimenti alla luce dei messaggi soprannaturali. In questa prospettiva vediamo che la Regina della Pace, coi suoi messaggi mensili, invitandoci alla conversione, alla preghiera ed alla penitenza, vuol condurci per mano all'incontro col Signore che sta per venire. Ci chiede anche di avere pazienza e perseveranza nell'attesa. Questi messaggi sono pieni di gioia e di speranza, per coloro almeno che hanno aperto il cuore alla Grazia.
Non tutti gli uomini però si trovano in questa condizione - lo sguardo della Madonna abbraccia tutto il mondo - perché molti sono ancora sordi ai richiami del Cielo. A questi "cuori chiusi" la Regina della Pace rivolge il richiamo più accorato, perché si trovano a rischio di perdizione eterna: se da quasi vent'anni ogni giorno appare ed ogni mese ci da un messaggio, occorre almeno riconoscere che non è per gioco, ma perché sono in procinto di accadere fatti grandiosi, unici, mai visti in precedenza! Nel mondo, milioni di persone a causa di Medjugorje hanno cambiato vita; chiediamoci: è possibile che siano tutti ingenui?
Medjugorje non è stata ancora riconosciuta, ma la Chiesa ha concesso liberamente di andare a pregare in quel santuario mariano, e grandi grazie vi si ottengono in continuazione.

Fatima invece è stata riconosciuta ufficialmente, ma i suoi messaggi - compreso anche il "terzo segreto" ormai svelato - da pochi sono stati accolti; Medjugorje è l'ultima grande proposta del Cielo, dopo le richieste "insoddisfatte" di Fatima. Non è tanto importante che la Chiesa riconosca Medjugorje - la Madonna non pone mai questo problema - ma piuttosto che gli uomini si convertano e ritornino a Dio: condizione indispensabile per poter accogliere la venuta del Signore.
Ad ogni modo, prima è prevista "una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati" (Mt 24, 21-22).
Riflettendo su questo brano evangelico, viene da pensare che il Signore, tramite la Vergine Maria, stia raccogliendo gli "eletti" da ogni luogo - "dai quattro venti" - per attingere dalle loro preghiere e sofferenze tutte quelle grazie così da "abbreviare" i giorni della "grande tribolazione" e prolungare ulteriormente il "tempo di Grazia e di Misericordia".
Cercando quindi una giustificazione per il mancato compimento delle profezie - previsto "prima della fine del secolo ", senza indicazione comunque del "giorno e l'ora" - si può pensare che Dio l'abbia permesso per dare ancora a molti "ritardatari" il tempo di convertirsi.
Anche Ninive, nonostante la profezia, non fu distrutta perché i suoi abitanti, per la predicazione di Giona si convertirono, fecero penitenza e "credettero a Dio" (Gio 3 ): quindi le profezie possono essere sempre modificate con la preghiera e il digiuno!
La Regina della Pace, nel ricordare l'Anno Santo, disse nel messaggio del 25/10/2000:
"In questo Anno Giubilare tanti cuori si sono aperti a me; la Chiesa si sta rinnovando nello Spirito: Gioisco con voi e ringrazio Dio per questo dono e vi invito, figlioli: pregate, pregate, pregate... ". Con queste parole la Vergine Maria ha fatto un grande dono, non solo ai credenti, ma anche agli scettici. Infatti, nel messaggio possiamo vedere:
1) Una risposta benevola del Cielo a tutta la Chiesa ed al Papa, che ha voluto e preparato il Grande Giubileo con tanto amore e sacrificio personale.
2) Il riconoscimento all'azione straordinaria dello Spirito Santo che, tramite la Vergine Maria, sta rinnovando la Chiesa con numerose conversioni.
3) L'esultanza della Madre della Chiesa che gioisce coi suoi figli perché, dopo tanto lavoro, si cominciano a raccogliere i frutti.
4) La necessità di perseverare nella preghiera, per ottenere da Dio la grazia di riportare alla fede gli spiriti più ribelli, i cuori pii induriti.

All'inizio delle apparizioni a Medjugorje, la Madonna in varie occasioni disse: "con la preghiera e col digiuno si possono allontanare le guerre e le catastrofi naturali". Questo forse è avvenuto, a conferma della validità dei messaggi: la Regina della Pace ci ha allontanato, almeno per ora, da una "catastrofe" soprannaturale... vera catastrofe per tutti quelli che hanno ancora il cuore chiuso alla Grazia. Secondo le profezie, infatti, l'incontro col Signore procurerà una grande gioia alle anime pronte ad accoglierlo, ma sarà un'amara sorpresa e la disperazione per quelle che l'hanno sempre rifiutato.
Un aspetto importante da sottolineare in questa vicenda è il ruolo della Vergine Maria, Madre della Chiesa: è stato il suo potente intervento presso il Padre a far spostare la data di inizio degli avvenimenti. Questo "rinvio" è stato provvidenziale per le anime non ancora convertite e fra queste forse persone a noi care: un giorno non lontano lo scopriremo e saremo eternamente riconoscenti alla Mamma del Cielo! Anche la Bibbia ci conforta: "Il Signore non ritarda nell'adempiere le sue promesse, come certuni credono, ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi" (2Pt 3, 9).
Se Dio ha fatto lo "scherzo" di mancare all'appuntamento, per rinviare ad altra data il grande "piano di salvezza" - che comunque si realizza continuamente e misteriosamente nelle coscienze - può anche averlo deciso per mettere alla prova la nostra preparazione, quasi una "esercitazione generale", in vista di un pericolo incombente. Nessuno evidentemente può fissare una data, perché tutto avverà all'improvviso: occorre avere l'occhio attento ai segni ed essere sempre pronti, "vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno viene il vostro Signore" (Mt 24, 42).
Questi sono alcuni timidi tentativi per giustificare il "rinvio ", perché si tratta evidentemente di un rinvio! Occorre aver ancora pazienza nell'attesa, essere perseveranti nella preghiera, senza diminuire la fiducia in Dio, i cui piani sono ben al di sopra dei nostri e ricolmi sempre di Misericordia...
Sulla scia dei messaggi della Regina della Pace, lo Spirito Santo invia nel nostro tempo altri messaggi importanti per prepararci ai futuri avvenimenti. Essi ci parlano, ad esempio, dell'enorme ed intollerabile diffusione del male nel mondo, che è sotto gli occhi di tutti e che gli uomini di potere promuovono in segreto. L'Anticristo è in piena azione ed anche prossimo alla sua manifestazione, condizione che prepara la seconda venuta di Gesù (cfr. 2 Ts. 2).
Coloro che hanno cancellato con un colpo di spugna tutti i fatti soprannaturali e le profezie da Fatima in avanti, ritengono falsi e bugiardi i profeti moderni. Chi invece ha cominciato a meditare le nuove profezie con umiltà - e col dovuto discernimento - ha potuto scoprire la verità, occulta e sconvolgente, sotto le apparenze di un mondo tranquillo.
Lo Spirito Santo continua a parlare ai cuori semplici e puri, per condurli alla Verità.

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MessaggioTitolo: Re: Simboli, e distinzioni tra i falsi e i veri profeti...   Mar 08 Dic 2009, 20:26

Chi sono i falsi profeti



di don Ivo Cisar



È nota la parola di Gesù: "Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete" (Mt 7,15-16).



Nello stesso vangelo secondo san Matteo si legge ancora: "Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti" (Mt 24,24).



Per falsi profeti s’intendono di solito coloro che seminano errori o, come spiega la Bibbia di Gerusalemme, dottori di menzogna che seducono il popolo con false sembianze di pietà, ma perseguendo fini interessati. Mons. S. Garofalo annota il passo: "I falsi profeti, notissimi dai libri del Vecchio Testamento, sono impostori e trafficanti della parola di Dio per il loro vantaggio".



La Bibbia di Navarra commenta: "Nella vita della Chiesa la figura di falsi profeti, di cui parla Gesù, è stata intesa dai Santi Padri come riferita agli eretici, i quali si rivestono con abiti esteriori di vita di pietà e di penitenza, ma il loro cuore non possiede i sentimenti di Cristo (san Girolamo, Commentum in Matthaeum, 7). San Giovanni Crisostomo applicava queste parole del Signore a coloro che simulano virtù che non hanno, e con questa finzione ingannano chi non li conosce (cfr. Omelie sul Vangelo di san Matteo, 23).



I falsi profeti si presentano in vesti di pecore, come se appartenessero all’ovile di Cristo, fingono lo zelo per la gloria di Dio, ma cercano la propria gloria e tramano per la rovina delle pecore.



S. Tommaso d’Aquino spiega, con san Giovanni Crisostomo, che i falsi profeti vengono chiamati "lupi rapaci", perché intendono nuocere agli altri (STh II-II, 172, 4 ad 3). Egli afferma che un profeta viene detto falso quando agisce come strumento del demonio (STh II-II, 172, 5c).



Il testo di Mt 7,15 viene citato nel Catechismo della Chiesa Cattolica a proposito dello scandalo: "Lo scandalo è grave quando a provocarlo sono coloro che, per natura o per funzione, sono tenuti a insegnare e a educare gli altri. Gesù lo rimprovera agli scribi e ai farisei: li paragona a lupi rapaci in veste di pecore" (CCC 2285).



Ma quale è la ragione profonda per la quale essi vengono chiamati falsi profeti e quale è concretamente il loro modo di agire?



1) Profeta non è principalmente colui che predice il futuro, ma colui che parla a nome di Dio, ispirato e incaricato da Lui. Siccome nel Vecchio Testamento i profeti preparavano la venuta di Cristo, essi ovviamente lo predicevano, anche nei suoi particolari. Evidentemente anche nel Nuovo Testamento, Cristo e i suoi, proclamando il regno del Padre (cfr. LG 35), lo indicavano come già presente e insieme futuro (cfr. LG 5).



Ora, proclamare il regno di Dio, ossia la sua grazia consistente nel perdono e nella salvezza futura, comporta l’invito e l’esortazione alla conversione: "dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicendo il vangelo di Dio e diceva: ‘Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al vangelo" (Mt 1,15).



Anche i profeti richiamavano alla fede in Dio, alla purezza dei costumi, denunciando i peccati e minacciando castighi divini. Basti ricordare le figure di Elia pieno di zelo per la purezza della fede nell’unico vero Dio (1Re 18,20-40), quella di Isaia che parla contro la corruzione morale (Is 1-5), quella di Natan che denuncia i peccati di Davide (2Sam 12,1-14), quella di Giona che annuncia i castighi divini alla città di Ninive (Gio 3); non sono che alcuni esempi scelti tra i tanti possibili. Il monoteismo, la moralità e l’attesa della salvezza sono oggetti della predicazione dei profeti, che esortano alla conversione.



Ma appunto per questo i profeti trovavano resistenze e reazioni, fino a dover temere per la propria vita; esempio tipico è quello di Geremia, "oggetto di litigio e di contrasto per tutto il paese" (Ger 15,10), che viene arrestato e giudicato (Ger 26).



2) Specialmente in Geremia emerge la differenza tra i veri e i falsi profeti: questi ultimi non sono stati mandati da Dio e parlano di testa propria; ne nasce un’aspra lotta (vedi Ger 23,9 ss.; 26,7 ss.; 27,9 s.; 28; Ez 13; Mi 3,5 ss.; Zc 13,2 ss.). Tipico dei falsi profeti è il tentativo di lusingare, illudere, tranquillizzare e narcotizzare le coscienze, per piacere agli uomini. Se ne lamenta Dio: "Così dice il Signore degli eserciti: ‘Non ascoltate le parole dei profeti che profetizzano per voi; essi vi fanno credere cose vane, vi annunziano fantasie del loro cuore, non quanto viene dalla bocca del Signore. Essi dicono a coloro che disprezzano la parola del Signore: voi avrete la pace! e a quanti seguono la caparbietà del loro cuore dicono: non vi coglierà sventura" (Ger 23,16-17). "La mia mano sarà sopra i profeti delle false visioni e dai vaticini bugiardi; ... poiché ingannano il mio popolo dicendo: pace! e la pace non c’è... " (Ez 13,9). Così pure, mentre i falsi profeti predicevano il successo al re, il profeta Michea predisse la disfatta (1Re 22,5 ss.).



Già nel libro del Deuteronomio Dio metteva sull’avviso: "Qualora si alzi in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti proponga un segno o un prodigio... ed egli ti dica: seguiamo dèi stranieri, che tu non hai mai conosciuti, e rendiamo loro un culto, tu non dovrai ascoltare le parole di quel profeta o di quel sognatore; perché il Signore vostro Dio vi mette alla prova per sapere se amate il Signore vostro Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima" (Dt 13,2-4). I segni che una profezia sia vera o falsa è la sua corrispondenza con la vera fede (Dt 13,2-6) e il suo adempimento (Dt 18,21-22), se cioè questi vi siano o se manchino.



Gesù dice che riconosciamo i falsi profeti dai loro frutti. Dei frutti dello Spirito Santo a differenza delle opere della carne parla san Paolo. Il profeta vero conduce alla fede, al pentimento, alla riconciliazione con Dio, alla bontà, alla fedeltà, al dominio di sé ecc., mentre il profeta falso semina impurità, idolatrie, dissensi, divisioni, fazioni, hairéseis-eresie, ecc. (Gal 5,19-23).



"Ma il frutto più caratteristico del falso profeta è l’impegno volto ad allontanare il popolo di Dio dal magistero della Chiesa, attraverso cui risuona nel mondo la dottrina di Cristo. Il Signore predice altresì la fine di questi truffatori: la perdizione eterna" (La Bibbia di Navarra, l.c.).



3) Insegnamento per noi.



a) La nostra esposizione è stata ridotta al minimo, abbiamo proceduto per cenni. San Giovanni apostolo ci avverte: "Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se vengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo" (1Gv 4,1-3). Oltre all’attualità del tema (cfr. Giovanni Paolo II nell’omelia del 31 dicembre 1993) ne risulta che la profezia autentica deve essere in armonia con gli articoli fondamentali della fede cristiana.



Nell’Apocalisse di san Giovanni viene descritta la fine dei falsi profeti al servizio della bestia, ossia delle forze che, arrogandosi poteri divini, si erigono contro Cristo e la Chiesa (Ap 13,11-17).



b) San Paolo dichiara: "Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo!" (Gal 1,10).



Gesù ha proclamato: "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande e la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi" (Mt 5,11-12).



Vi è un modo di "compiacere" che è secondo Cristo: "Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo" (Rm 15,2). "Io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare l’utile mio ma quello di molti perché giungano alla salvezza" (1Cor 10,33).



Sempre tenendo presente, però: "Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti" (Lc 6,26).



c) Siamo popolo profetico di Dio (LG 12), sotto la guida del Magistero della Chiesa (LG 25) i laici partecipano all’ufficio profetico di Cristo (LG 35) per l’evangelizzazione del mondo (ibidem), mediante l’apostolato (ibidem e AA), specie se confermati-cresimati (AA 3). Evangelizzare vuol dire annunciare Cristo per la conversione (cfr. At 2,36).



Una componente della funzione profetica del cristiano è il dovere della correzione fraterna o dell’ammonimento fraterno, di cui parla a più riprese il Nuovo Testamento: "Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo... " (Mt 18,15). "Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli" (Lc 17,3) Un presupposto della salvezza che consiste nel perdono dei peccati è la conoscenza dei peccati e il pentimento. La misericordia divina non significa che Dio chiude gli occhi davanti ai peccati, ma che ce li perdona, se ce ne pentiamo finché siamo in tempo: "Il Signore non ritarda nell’adempiere la sua promessa, come certuni dicono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo dio pentirsi (2Pt 3,9). Ma Gesù ammonisce pure: "Se non vi convertite, perirete tutti" (Lc 13,3.5). La correzione fraterna è una delle opere di misericordia spirituale, ben diversa dal giudicare il prossimo (Mt 7,1 ss.). Invece di giudicare le persone e tollerare il peccato, come spesso facciamo, dobbiamo condannare il peccato, senza condannare le persone (Lc 6,37), perché Dio vuole salvare tutti (1Tm 2,4).



Perciò san Paolo esorta i cristiani: "Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso persino parlare" (Ef 5,10-12). Egli confida che i cristiani siano "capaci di correggere l’un l’altro" (Rm 15,14), ci esorta a correggere gli altri con dolcezza e umiltà (Gal 6,1), di accettare gli ammonimenti di coloro che ci sono preposti nel Signore, come pure di correggere gli indisciplinati (1Ts 5,12.14), di ammonire fraternamente (2Cor 2,7; 2Ts 3,15).



d) Quel che induce al peccato ed è peccato già in sé è il falso rispetto umano, di cui peccò già Adamo (Gn 3,6.12). Non solo non dobbiamo subirlo, ma dobbiamo essere profeti veri che si regolano secondo la parola di san Paolo: "Non conformatevi alla mentalità di questo secolo (mondo), ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto" (Rm 12,2). Non seguendo i falsi profeti, accomodanti, che tentano di praticare sconti sulla dottrina e la morale di Cristo, per piacere agli uomini, dispiacendo a Dio, dal quale verranno giudicati, al quale dovranno rispondere (cfr. 2Cor 5,10; Rm 14,10-13; Gal 6,4-5), perché "responsabilità" vuol dire questo.



In conclusione: Dio manda i profeti, i quali parlano a nome Suo, denunciando i peccati, perché gli uomini possano rendersene conto e pentirsene e trovare la salvezza in Cristo. Ma alcuni autoinvitati si spacciano per profeti, mentre non lo sono, "pretendendo di essere dottori della legge mentre non capiscono né quello che dicono né alcuna di quelle cose che danno per sicure" (1Tm 1,7).



I falsi profeti addormentano le coscienze, i profeti veri le svegliano. E non si deve neppure tacere; specialmente le sentinelle costituite da Dio devono "suonare la tromba e dare l’allarme" (Es 33,2-3) avvertire della morte spirituale, conseguenza delle iniquità (Ez 33,10-16). Chi blandisce o tace colpevolmente compromette la salvezza eterna altrui.



Il mite san Francesco di Sales ha una parola molto forte: "Faccio eccezione per i nemici dichiarati di Dio e della Chiesa; quelli vanno screditati il più possibile: per esempio, le sette eretiche e scismatiche con i loro capi. È carità gridare al lupo quando si nasconde tra le pecore, non importa dove" (Filotea III 29).



Oggi si abusa della parola "speranza": è un termine inflazionato e spesso svuotato del suo contenuto proprio, soprannaturale, di virtù teologale, riferentesi a Dio (vedi per esempio Rm 5,5; 8,24); è divenuta una parola "riempitivo", immanentizzata, orizzontalizzata, storicizzata, non più trascendente, espressione della fede soprannaturale (vedi invece Ebr 11,1), ma una parola pseudoottimistica, ingannevole, anestetizzante, direi quasi "propagandistica". Se si studia bene l’Apocalisse, vi si constata un regresso nella storia e un progressivo aumento, crescita del male nel mondo (vedi Eduard Schick, L’Apocalisse, Roma, 1973, pp. 93, 99, 113, 114, 120, 126-129, 148-149, 185-186), donde la necessità dell’esortazione alla penitenza (vedi ivi, p. 127; cfr. Lc 13,1-5).



La voce dei falsi profeti spesso sovrasta quella dei veri, come quella di Anania in contrasto con Geremia (Ger 28). Ciò non porta alla conversione (penitenza) e alla salvezza. La gente pretende: "Non fateci profezie sincere, diteci cose piacevoli, profetateci illusioni!" (Is 30,10). Ma Dio avverte: "Non vi traggano in errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini; non date retta ai sogni che essi sognano. Poiché con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non li ho inviati. Oracolo del Signore" (Ger 29,8-9). "I tuoi profeti hanno avuto per te visioni di cose vane e insulse, non hanno svelato le tue iniquità per cambiare la tua sorte; ma ti han vaticinato lusinghe, vanità e illusioni" (Lam 2,14). Così avviene anche oggi in certe conferenze, prediche, liturgie che non evangelizzano, cioè non inducono alla conversione-penitenza, ma sono falsamente consolatorie. San Paolo ha scritto: "Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole". (2Tm 4,3-4). E accenna anche a dei "falsi fratelli" (Gal 2,4).



San Gregorio Magno, commentando i passi biblici sui "cani muti" (Is 56,10), guardiani infedeli (ivi), non difensori (Ez 13,5), scrive dei falsi profeti: "La parola di Dio li rimprovera di vedere cose false, perché, per timore di riprendere le colpe, lusingano i colpevoli con promesse di sicurezza, e non svelano l’iniquità dei peccatori ai quali mai rivolgono una parola di riprensione. Il rimprovero è una chiave. Apre infatti la coscienza a vedere la colpa che spesso è ignorata anche da quello che l’ha commessa. ..." (Reg. past. 2,4).



I falsi profeti sono addormentatori di coscienze mediante l’aperturismo e lo pseudoottimismo ("aggiornamento" e "speranza"). Conducono all’indurimento nel peccato e all’impenitenza finale, peccati "irremissibili", perché contro lo Spirito Santo, contro la grazia di Dio (Mt 12,32); conducono non alla salvezza, ma alla perdizione (Fil 3,19; Mt 7,13).



Il peccato, in quanto contro Dio, non è evidente alla coscienza umana, ma ha bisogno di essere svelato nella sua vera dimensione e gravità: questa è la vera funzione profetica (vedi Is 58,1), come quella di Natan nei riguardi di Davide (2Sam 12,1-14). La nuova (o rinnovata) evangelizzazione non consiste nella sola istruzione (catechetica, questa viene dopo), né in un solo dialogo (vedi Dialogo e annuncio, 19 maggio 1991), ma nel kerygma o annuncio del regno di Dio congiunto all’invito alla penitenza: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al vangelo" (Mc 1,15, cfr. Mt 4,17). È l’annuncio di Cristo e della salvezza in Lui solo: "Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati" (At 2,38). "In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati" (At 4,12).
http://www.unavoce-ve.it/11-01-16.htm

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