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 La Maledizione di Tutankhamon:

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O.V.N.I
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MessaggioOggetto: Re: La Maledizione di Tutankhamon:   Lun 08 Mar 2010, 18:56

L'ultimo mistero del Faraone: Tutankhamon sarebbe nato da un'unione incestuosa.



Tutankhamon nato da un'unione incestuosa. E' l'ultima scoperta legata al giovane faraone, morto in circostanze misteriose, all'eta' di 19 anni attribuita al grande archeologo egiziano Zahi Hawass, vice ministro della Cultura dal 2009 e segretario generale del Consiglio superiore per le antichita' del Cairo.

Grazie ad accurati esami del dna, non solo sulla mummia di Tutankhamon, ma di altri faraoni, l'equipe di biologi e medici tedeschi e egiziani, avrebbero dunque scoperto l'ultimo segreto di Tutankamon, secondo quanto rivela il settimanale francese 'Point de vue'.

La genetica ha rivelato, infatti, che quest'ultimo era nato da un'unione incestuosa, tra un fratello e una sorella, entrambi figli d'Amenophis III e della prima moglie, Tiyi. I matrimoni tra consanguinei erano, comunque, frequenti in Egitto fino alla conquista dei romani.

Anche la leggendaria Cleopatra avrebbe sposato per due volte i suoi stessi fratelli, Tolomeo XII e Tolomeo XIV.

E così lo stesso Tutankhamon che imitera' l'esempio dei suoi genitori, sposando una delle sorellastre, Ankhsenaamom, figlia dell'enigmatica Nefertiti. Lo dimostrano i due feti mummificati trovati all'interno del sarcofago del giovane faraone.

fonte adnkronos

Il loro dna e' simile, ben oltre il 50%, a quello del loro progenitore. Uno dei due presenta, tra l'altro, una 'spina bifida', una malformazione della colonna vertebrale, indubbiamente di origine genetica.

I matrimoni tra consanguinei potrebbero spiegare, rivela sempre 'Point de vue', i problemi di salute di Tutankhamon e la sua morte prematura. In un primo tempo lo studio attento del suo scheletro, attraverso scanner di assoluta precisione, ha allontanato ogni ipotesi di un possibile assassanio.

La ferita dietro il testa risulterebbe legata ad un banale errore degli imbalsamatori durante l'estrazione del cervello. Scoperti inoltre nella mummia di Tutankhamon, problemi degenerativi legati al tessuto osseo del piede sinistro. Il giovane faraone soffriva inoltre di malaria. Malattia che i medici non riuscirono a debellare. Nonostante il suo soprannome , 'kanakht toutmesout', toro potente, Tutanakhamon era un uomo fragile, di costituzione debolissima.

Zoppicava e spesso si accompagnava con un bastone. E' forse a causa del suo handicap, e non durante una partita di caccia, che lo sfortunato e affascinante faraone, si sarebbe rotto il femore sinistro. Le conseguenze della caduta, una difficile riabilitazione e una ferita non curate a dovere, forse un'infezione, l'avrebbero condotto alla morte.

Ricerche approfondite sui cromosomi di Tutankhamon e della sposa Akhenaton avrebbero escluso poi la sindrome di Marfan, che avrebbe spiegato i tratti androgini dei sue sposi. Secondo quanto scrive il settimanale francese 'Point de vue' ''si tratta pero' della rappresentazione di figure stilizzate, secondo i codici politici e religiosi dell'epoca, che mostrano il faraone come sorgente di vita. Uomo e donna, un'unica identita' all'interno di uno uno stesso corpo''. Ma altri interrogativi si addensano sul faraone piu' amato, piu' conosciuto, piu' studiato.

Altri misteri da svelare, secondo Zahi Hawass, dopo la scoperta, il 29 novembre del 1922 della tomba di Tutankhamon, inviolata da 34 secoli. ''Mi piacerebbe rispondere al piu' presto a quesiti imperanti - ha confessato a 'Point de vue', l'archeologo egiziano - Chi era realmente Nefertiti? Chi si nascondeva dietro la 'giovane dama', la mummia, madre dei due feti, scoperti nella tomba, era realmente Ankhsenaamon?''. Sono cominciate le ricerche, gli studi, gli approfondimenti sul dna delle mummie. Nuovi capitoli si aggiungeranno all'eterna trama del racconto dell'infelice Tutankhamon. Il farone - bambino, simbolo dei segreti insondabili di un Egitto millenario.

fonte www.adnkronos.it
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MessaggioOggetto: Re: La Maledizione di Tutankhamon:   Gio 17 Dic 2009, 13:33

La maledizione dei Faraoni.

Inoltrandosi nella Valle dei Re, il visitatore è preso da un sacro timore, alla vista di quei ruderi, non può fare a meno di pensare agli uomini che li hanno costruiti, depositari di una scienza millenaria di cui le meravigliose conoscenze sono in parte scomparse con il tempo, ad una civiltà colma di misteri e di magia. Ci si sente presi da un vortice, ci si sente in un mondo senza tempo e si teme quasi di disturbare il sonno dei Faraoni con i nostri passi indiscreti, ed anche il più cinico degli uomini non può fare a meno di pensare, in quel momento, a tutto ciò che è stato detto e scritto sulle maledizioni dei Faraoni.

Erano le 14,15 del 17 febbraio 1923, quando l’archeologo Howard Carter ed il suo finanziatore Lord Carnarvon aprirono la tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re in Egitto. Una scoperta che sembrava senza alcuna importanza, perché creduta già saccheggiata dai ladri di tombe, doveva essere invece la più grande scoperta del secolo.

La tomba, pur visitata dai ladri - che sicuramente furono sorpresi e costretti ad abbandonare il bottino - era intatta con tutti i suoi meravigliosi tesori e con la mummia inviolata del Faraone. Questa scoperta rivoluzionò la scienza del tempo ed aprì nuove porte allo studio dell’egittologia e fece recuperare un immenso tesoro che, attualmente, ha posto in un’intera ala del Museo del Cairo.

Questa scoperta doveva, però, essere famosa anche per un altro motivo, meno scientifico ed alquanto macabro : la maledizione del Faraone.

Quando Lord Carnarvon ricevette il telegramma di Carter il 6 novembre 1922, in cui era scritto : "Lord Carnarvon, una meravigliosa scoperta nella Valle. Grande sepoltura con sigilli intatti. Ricopriamo tutto fino al suo arrivo. Auguri", non immaginava che il destino l’aveva messo sulla strada della morte insieme a decine di altre persone.

Alla tombra di Tutankhamon si accedeva per una breve rampa di scalini che terminavano davanti ad una porta sigillata - Carter scoprì che la porta era stata aperta dopo la sepoltura del re e di nuovo chiusa e sigillata - che immetteva in un lungo corridoio cosparso di materiale franato, cocci ed oggetti frantumati. Da questo corridoio si accedeva nell’anticamera e di qui in una stanza contenente il sarcofago con la mummia del Faraone, il tutto circondato da uno scrigno d’oro massiccio alto metri 2,75, lungo metri 5 e largo metri 3,30. Nella tomba vi erano anche altre due stanze.

Gli oggetti ivi trovati erano di valore incalcolabile e di fattura pregiata. Mai nessun Faraone in Egitto aveva avuto tali immensi tesori nella sua ultima dimora.

Chi era questo Faraone che, pur essendo morto alla giovane età di 18 anni, ebbe una tomba da far invidia ai piùpotenti re della terra ?

Dal 1367 al 1350 a.C. in Egitto regnò Amenofi IV, sovrano che per primo nella storia dell’umanità riformò la religione portandola da politeista a monoteista : credere in un solo Dio, Aton. Questo Faraone apportò molte altre riforme, cambiò il suo nome in Eknaton, tolse ogni potere e tributo ai sacerdoti di Amon ed altre divinità, costruì una città dandole il proprio nome, Akhetaton - l’attuale Tell-el-Amarna - e vi trasferì la residenza reale.

Alla sua morte gli successe Smenekhakare che visse solo pochi mesi ed il trono fu dato a Tutankhamon che aveva sposato Ankhesenpaamon figlia di Amenofi IV e Nefertiti.

Questo Faraone regnò dal 1347 al 1339 a.C. ; riportò la capitale a Tebe, riabilitando il culto di Amon e restituendo ai sacerdoti di questa ed altre divinità l’antico potere. Non è quindi da escludere che Tutankhamon debba lo sfarzo ed i tesori della sua tomba alla riconoscenza del clero di Amon.

Carter, una volta aperta la tomba, si circondò di decine di scienziati e studiosi esperti in vari campi : troviamo nomi famosi come l’esperto di iscrizioni Alan Gardiner, quello dei sigilli Breasted, il chimico Lucas del Museo del Cairo, il fotografo Burton, i disegnatori Hall e Hauser, e fu proprio Alan Gardiner a decifrare alcuni caratteri geroglifici si di un coccio : "La morte colpirà con le sue ali chiunque disturberà il sonno del Faraone". Purtroppo, dopo che Gardiner lo ebbe decifrato, il coccio sparì, forse ad opera dello stesso Carter affinchè non turbasse i superstiziosi operai, e non fu mai ritrovato. Comunque, ciò bastò a creare un certo nervosismo tra gli scienziati ed i componenti della spedizione, specialmente dopo che si ebbe il primo decesso che avvenne nello stesso 1923. A morire fu Evelyn White, seguita, sei settimane dopo, dal finanziatore della spedizione Lord Carnarvon, colto da improvvisa e inspiegabile febbre. Sua sorella ed il figlio raccontarono che nel delirio aveva più volte fatto il nome di Tutankamon e che, nel momento del trapasso, inspiegabilmente tutte le luci si spensero.

Da quel momento i giornali parlarono della maledizione del Faraone e del coccio scomparso, ma il panico si diffuse anche tra gli scienziati quando, subito dopo, altre due persone morirono : Arthur C. Mace - colui che aveva abbattuto l’ultimo pezzo del muro che immetteva nella tomba - ed il miliardario Jay-Gold. Non molto tempo dopo morì il fratello di Lord Carnarvon, Audrey Herbert. Seguirono Filippo Poe e Wolf Toel. Nel 1929 è la volta del segretario di Carter, Richard Berthel, trovato vittima di un colasso cardiocircolatorio nel suo letto ed il padre, Lord Westbury, alla notizia del decesso del figlio si lanciò dal settimo piano della sua casa a Londra e, come se non bastasse, il carro funebre che ne portava le spoglie, investì ed uccise un ragazzino.

Successivamente abbiamo il decesso inspiegabile degli archeologi Benedite e Passanova, nonché di Lady Almina, moglie del defunto Carnarvon, punta da un insetto. Fra gli altri, ricordiamo anche gli scienziati La Fleur, Foucart, Gardiner, Breastd, Winlock e gli archeologi Davies, Harkness e Derry ed anche i due assistenti Astor e Callender. Douglas Reid, mentre è alle prese con la mummia del Faraone per effettuare delle radiografie cade fulminato. Dopo di lui, gli scienziati Weingall e Mace del Metropolitan Museum di New York. Nel 1942 Ralph Barker viene ucciso dopo aver comprato tre dita della mummia e, infine, la moglie quando a sua volta ne viene in possesso. Nel 1962, un ladro strangolò C. Hollenbeck, autore di un libro su Tutankhamon.

L’unico - cosa strana - a sopravvivere è Carter.

Si potrebbe, a questo punto, pensare che, essendo il periodo di tempo molto lungo, esattamente dal 1923 al 1962, le morti che sembrerebbero misteriose, potrebbero invece essere naturali, dovute al caso. Si deve, però, tener presente che gli studi sulla mummia e sui reperti furono ultimati molti anni dopo la scoperta e che tutto coloro che morirono avevano partecipato agli scavi o toccato oggetti rinvenuti nella tomba.

Senza tema di errore Tutankhamon è il Faraone circondato dal maggior numero di vittime, ma anche altri re egizi hanno avuto i loro morti. Ci limiteremo a ricordarne alcuni.

Nel 1948 tutti e sei archeologi che parteciparono alla scoperta della tempa di Amenofi III morirono entro breve tempo. Uno scrittore, Abdel Wahad, nel 1952, morì misteriosamente dopo aver tenuto una conferenza sul Faraone Cheope, costruttore della Grande Piramide. Nel 1955, Zakaria Goneim venne trovato ucciso mentre era al lavoro per scoprire altre tombe a Saqqarak. Adham, un collezionista nel 1956 acquistò una statuetta ritrovata nella Valle dei Re ed il suo restauratore venne colto da embolia e mentre il pezzo veniva inviato a Roma dal proprietario, l’aereo che lo trasportava precipitò.

Abbiamo anche dei casi in cui si sono verificati degli strani fenomeni pur non essendoci vittime : Lord Seton, nel 1936 al Cairo, comprò clandestinamente un osso appartenuto ad un non ben identificato Faraone. Gli fu assicurato che l’osso possedeva particolarità curative per chi ne fosse a stretto contatto. Infatti, Lord Seton lo teneva in camera da letto sotto una spessa campana di cristallo. Dopo qualche giorno cominciò ad udire strani rumori provenienti dalla campana contenete l’osso.

I fenomeni continuarono al punto che, preso da un certo timore, il Lord una notte chiuse la reliquia in biblioteca, ma, poco dopo un enorme boato fece accorrere sia Seton che la moglie e trovarono la campana di cristallo completamente frantumata e l’osso a qualche metro di distanza sul pavimento. Nessuno aveva avuto modo di entrare in biblioteca e solo Seton ne possedeva la chiave. L’osso, il giorno successivo, fu regalato ad un museo.

Le spiegazioni date alla maledizione dei Faraoni fino ad ora ne sono centinaia, alcune semplicissime, altre complesse, ma tutte senza alcun fondamento scientifico.

Molti vogliono che queste morti misteriose siano opera degli antichi sacerdoti conoscitori di formule magiche, altri le attribuiscono a virus e altri ancora a spore sconosciute, naturalmente queste ultime hanno più credibilità, ma rimaniamo sempre nel campo delle ipotesi.

Si crede anche, che i re egiziani usassero far costruire nelle proprie tombe dei trabocchetti mortali per preservarle dai ladri ; infatti, in una tomba presso Medun, l’archeologo Engelbach trovò due cadaveri : uno era la mummia del Faraone e l’altro un ladro schiacciato da un enorme masso. Nella tomba fu anche trovata una tavoletta con l’iscrizione : "Lo spirito del defunto al predone torcerà il collo come a un’oca". Il masso staccatosi dal soffitto, faceva parte di una trappola ben congegnata dai costruttori della tomba ? Si trattò di un fatale caso o fu la maledizione del Faraone ?

Gli scienziati oggi ridono e non vogliono prendere minimamente inconsiderazione un eventuale intervento di forze misteriose, ma molti preferiscono non parlarne. Non si sa mai.

http://digilander.libero.it/grumkadodmes/la_maledizione_dei_faraoni.htm

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MessaggioOggetto: Re: La Maledizione di Tutankhamon:   Gio 17 Dic 2009, 13:30

La mummia sottoposta alla tac

MILANO — Salvate Tutankhamon. Altro che maledizione! I poveri resti del faraone vissuto quattordici secoli prima di Cristo non trovano pace. Cioè, la troverebbero se migliaia di archeologi, ricercatori, appassionati, non continuassero a studiarlo, sezionarlo, analizzarlo per scoprire il segreto della sua perfetta manutenzione (ma anche per aggiungere pezzi al ricchissimo mosaico di una grandiosa e ancora per molti aspetti misteriosa epoca storica). Ora sarà pure esposto in una teca nella Valle dei Re come un reperto archeologico qualsiasi.

L'urlo di dolore arriva dal quotidiano Avvenire, con l'egittologo Aristide Malnati che scrive: «Il corpo imbalsamato del figlio di Akhenaton è stato sottoposto a una discutibile analisi sistematica; quasi a un accanimento per scovarne tutti i segreti, come se pochi tasselli di storia personale fossero in grado di recare contributi sostanziali e decisivi...». La decisione che ha fatto saltare sulla sedia l'egittologo italiano è l'annuncio di pochi giorni fa dell'archeologo egiziano Zahi Hawass («insigne studioso, a volte incline a spettacolarizzare la ricerca scientifica... ») che esibirà il faraone più famoso della storia in una teca nella Valle dei re. È la goccia che si aggiunge ad un vaso già stracolmo, secondo Malnati, di decenni di studi cui il «povero corpo» del faraone bambino è stato sottoposto, a partire da quel 1922, quando l'archeologo inglese Howard Carter lo trovò nella sua tomba circondato di tesori. Da allora, «quasi un accanimento ».

Radiografie, sezioni, test, analisi, prelevi, perfino una tac: il corpo del faraone ha subìto di tutto pur di riuscire a scoprire qualcosa di più sulla sua storia e quindi su tutta la civiltà egizia. Ma, scrive ancora Malnati «una simile, inopportuna attenzione nel determinare particolari secondari, di per sé discutibile, non giustificherebbe comunque l'uso di un povero corpo anche a fini turistici»... Anche perché «va sottolineata la completa inutilità scientifica di una simile operazione (come la tac, ndr), unicamente finalizzata allo spettacolo con il faraone defunto utilizzato quale personaggio da circo». Ma Tutankhamon non è solo. La sua sorte è toccata a molti personaggi della storia, analizzati, vivisezionati, sviscerati al microscopio. Grazie ai quali però si sono potuti ricostruire pezzi di vita dell'umanità. Come la regina di Hatshepsut, regnante dal 1520 al 1483 avanti Cristo: la sua identità è stata scoperta grazie a radiografie alla mummia e ai suoi denti. E bisogna ringraziare anche Ötzi, l'uomo di cinquemila anni fa trovato nel '91 mummificato tra i ghiacciai della Val Senales: è grazie a lui e agli oggetti che aveva con sé se gli archeologi hanno potuto scoprire che nell'età del rame già si intraprendevano viaggi ad alta quota. Esposto nel Museo Archeologico dell'Alto Adige, ora è «in tourné» a Stoccolma.

Certo, destino diverso è capitato a Saartje Baartman, diventata famosa come Venere ottentotta. Sudafricana, visse tra il 1789 e il 1815 e i suoi organi sessuali troppo sviluppati scatenarono la curiosità di studiosi e non, purtroppo fin da quando era in vita. Il che le costò un'esistenza da animale da laboratorio e soprattutto da circo: il medico inglese che la comprò la rinchiuse in gabbia e la mise in mostra. Il successivo «proprietario», un domatore, invece la espose nuda a Parigi. Da morta poi, il suo corpo sezionato rimase in bella vista in un museo fino al 1974. Solo nel 2002 i suoi resti sono tornati in Sudafrica ottenendo finalmente una definitiva sepoltura. Ma Tutankhamon dovrà ancora aspettare.


Claudia Voltattorni -fonte www.corriere.it

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MessaggioOggetto: Re: La Maledizione di Tutankhamon:   Gio 17 Dic 2009, 13:27

La leggenda di Tutankhamon, il faraone bambino

Alla morte del faraone Akhenaten nel 1336 a.C., Tutankhamon salì al trono all'età di soli dieci anni. Il suo vero nome era Tutankhaton, nome che suo padre gli diede in onore di Aten (Aton), unica divinità venerata nel corso del suo regno. Alla morte di Akhenaten, il popolo, la vecchia nobiltà e soprattutto la casta sacerdotale, contrari al monoteismo imposto dalla rivoluzione religiosa del faraone, decisero di ripristinare l'antico credo politeista, in cui la divinità principale era Amon. E per questa ragione che il potente Eie, reggente del giovane erede, gli impose il cambiamento di nome.
Non abbiamo molte notizie su Tutankhamon, faraone della XVIII dinastia. Sappiamo che durante il suo regno la capitale fu spostata a Tebe e che sposò la sorellastra Ankhsenama, la quale rimase incinta due volte senza però riuscire a dargli un erede. La mancanza di un legittimo discendente al trono consolidò il potere eli Eie, ed è proprio a quest'ultimo che alcune fonti fanno risalire le cause della prematura e misteriosa morte del giovane faraone all'età di appena vent'anni. Ma contrariamente a quanto si è più volte affermato, le recenti indagini con la TAC sembrano escludere una sua morte violenta.
La notorietà di Tutankhamon è legata soprattutto al rinvenimento della sua tomba e alla maledizione che si dice si sia abbattuta sui suoi profanatori. Il sigillo clic chiudeva ermeticamente il sepolcro del fitaone riportava infatti la seguente limmula: «la morte sopraggiungerà su rapide ali per colui che disturba la pace del re».
La scoperta della tomba risale al novembre del 1922 e si deve agli egittologi britannici Howard Carter e George Carnarvon. La tomba venne alla luce nella cosiddetta Valle dei Re, una necropoli in cui furono sepolti i faraoni del Nuovo Regno (1570-1070), situata sulla riva occidentale del Nilo, di fronte all'attuale Luqsor, in Egitto; era nascosta sotto le rovine delle baracche degli operai che avevano costruito il sepolcro di Ramses IV. Scampata ai saccheggi, conteneva incredibilmente intatti la mummia del faraone e il suo sfarzoso corredo funebre, un prezioso esempio di arte egizia, talmente ricco che ci vollero circa dieci anni per catalogarne i singoli pezzi.
Carter localizzò la tomba e, dopo aver praticato un foro nella parete della camera mortuaria, vi introdusse una torcia; lo spettacolo che si manifestò ai suoi occhi lo lasciò senza fiato. Da quel momento in poi una lunga serie di misteriosi decessi sconvolse la vita di coloro che avevano preso parte alla scoperta e molti iniziarono a credere che la maledizione di Tutankhamon avesse iniziato a mietere le sue vittime.
Il giorno stesso del rinvenimento la città del Cairo fu colpita da un improvviso blackout; lord Carnarvon morì nell'aprile di quell'anno a causa dell'infezione provocata dalla puntura di un insetto sulla sua guancia sinistra, lo stesso punto in cui fu riscontrata una ferita sulla mummia del faraone. Nel 1929 undici tra le persone che avevano partecipato agli scavi archeologici scomparvero misteriosamente o morirono prematuramente. Tutti questi «misteriosi-decessi, in realtà. hanno potuto ricevere una spiegazione razionale; all'epoca delle scoperte di Carter, le scarse precauzioni igieniche prese dagli archeologici nel corso degli scavi rendevano tutt'altro che inconsueto lo svilupparsi di malattie infettive trasmesse da funghi e batteri.
Certo è che il prezioso tesoro rinvenuto nella sua tomba e soprattutto la leggenda della sua maledizione hanno contribuito a rendere fascinosa la figura di un faraone il qui regno fu troppo breve per incidere significativamente nel corso della storia egizia.
http://www.google.it/search?sourceid=navclient&hl=it&ie=UTF-8&rlz=1T4SMSN_it___CH358&q=Ankhsenama

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MessaggioOggetto: Re: La Maledizione di Tutankhamon:   Gio 17 Dic 2009, 13:21

TUTANKAMON



Dal matrimonio con Nefertiti, Akhenaton ebbe sei figlie. Purtroppo però, per dare seguito alla sua dinastia, era necessario avere un figlio maschio che ebbe da una moglie minore di nome Kyia. Tale figlio fu chiamato Tutankaton. Quando Akhenaton morì, il suo unico figlio maschio aveva solo 10 anni. Il reggente Eie proclamò Tutankaton faraone nel 1336 a.C.

Il popolo, la vecchia nobiltà ed il clero, contrari alla politica monoteista del faraone, approfittarono della giovane età del successore per imporre alcuni cambiamenti tramite il potente Eie. Tutankaton fu così costretto a cambiare il proprio nome in Tutankamon. Questi si sposò con la sorellastra Ankhsenama ed il matrimonio tra i due fu molto felice e ricco di amore. Sullo schienale del trono di Tutankamon sono raffigurati il Faraone e la sua moglie Ankhsenama con ai piedi un solo sandalo. Questo significa come i due giovani si fossero promessi amore eterno nel bene (piede con il sandalo) e nel male (piede nudo). Il giovane faraone era aiutato nel suo governo dal gran visir Eie che, sostenitore degli oppositori di Akhenaton, ripristinò l'antica religione politeista e riportò la capitale a Tebe. La bellissima Ankhsenama, moglie di Tutankamon, rimase incinta due volte senza riuscire a dare al giovane sposo un erede. La prima volta abortì una figlia al settimo mese di gravidanza e la seconda un figlio maschio al quinto mese.

Le sfortunate vicissitudini della giovane coppia giovarono alla figura di Eie che acquistò sempre più potere, grazie soprattutto alla mancanza di un legittimo erede al trono. All'età di 20 anni Tutankamon morì in circostanze ancora misteriose. Molti studiosi, oggi, ipotizzano che Tutankamon sia stato assassinato da Eie perché intenzionato a riprendere il culto di Akhenaton.

A sostegno di questi sospetti c'è la scoperta del celebre radiologo Harrison che riuscì a fare una radiografia del cranio del grande faraone rivelando una profonda frattura nella parte inferiore, probabilmente procurata con un corpo contundente. La tomba di Tutankamon, vista la prematura ed improvvisa morte del faraone, fu realizzata in meno di settanta giorni, e rimase famosa per il tesoro che conteneva.

http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/altro/Tut.html

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MessaggioOggetto: Re: La Maledizione di Tutankhamon:   Gio 17 Dic 2009, 13:16


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MessaggioOggetto: Re: La Maledizione di Tutankhamon:   Gio 17 Dic 2009, 13:15


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MessaggioOggetto: Re: La Maledizione di Tutankhamon:   Gio 17 Dic 2009, 13:13


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MessaggioOggetto: Re: La Maledizione di Tutankhamon:   Gio 17 Dic 2009, 13:11

Tutankhamon



Tutankhamon, il cui nome è trascritto anche come Tutenkhamen e Tutenkhamon[2] (in egiziano: twt-ˁnḫ-ı͗mn; tVwa:t-ʕa:nəx-ʔaˡma:n; 1341 a.C. – 1323 a.C.), è stato un sovrano egiziano, il dodicesimo[3] della XVIII dinastia egizia, durante il periodo della storia dell'antico Egitto chiamato Nuovo Regno. Il suo nome originale, Tutankhaten, significa "Immagine vivente di Aten", mentre Tutankhamon significa "Immagine vivente di Amon". Spesso il nome Tutankhamon era scritto Amen-tut-ankh, a causa dell'uso di alcuni scribi di mettere il nome della divinità all'inizio della parola.[4] Va probabilmente identificato con il Nibhurrereya delle lettere di Amarna e, probabilmente, con il sovrano della diciottesima dinastia di nome Rathotis che, secondo lo storico antico Manetone, regnò nove anni (una stima compatibile con la versione di Flavio Giuseppe dell'Epitome di Manetone)[5].

La sua fama è legata alla scoperta della sua tomba, la KV62 della Valle dei Re, praticamente inviolata, avvenuta nel novembre 1922 ad opera della spedizione diretta da Howard Carter e sovvenzionata da George Herbert, V conte di Carnarvon.

Famiglia


In base a recenti scoperte archeologiche, il padre di Tutankhamon sarebbe Akhenaton.[1]

In precendenza, varie erano le teorie proposte sul problema della ascendenza di Tutankhamon. La più semplice lo vedeva come figlio di Smenkhkhara e di una delle principesse della corte di Tebe. Un'altra supponeva, appunto, che fosse figlio di Akhenaton, e della stessa regina Nefertiti. Altra ipotesi voleva Tutankhamon figlio di Amenhotep III e della regina Tyi (e quindi fratello di Akhenaton) ma una tale ipotesi comportava l'accettazione anche della teoria sulla prolungata co-reggenza tra Amenhotep e Akhenaton in quanto Tutankhamon salì al trono ancora bambino. Anche l'ipotesi che lo vedeva figlio di Amenhotep e di una principessa di Mitanni (Gilikipa, figlia del re Shuttarna II, sorella perciò di Tushratta e di Artashumara, giunta alla corte egizia con un seguito di 317 dame di compagnia ed un'infinità di regali preziosi), si scontrava con i problemi della cronologia. Infine, ulteriore ipotesi affermava che Tutankhamon sia figlio di Akhenaton e di Kiya, una regina secondaria; un rilievo tombale infatti, in una delle sepolture predisposte ad Akhetaton, mostra una scena di compianto funebre. Dinanzi al catafalco sono riconoscibili le figure di Akhenaton e Nefertiti (quest'ultima identificabile per l'alto cappello a cono rovesciato) insieme ad una donna che potrebbe essere una balia ed a un portatore di flabello segno che la scena si riferisce a qualcuno della famiglia reale. Una possibile interpretazione della scena potrebbe essere quello di una morte per parto corrispondente alla nascita di un erede reale.
http://it.wikipedia.org/wiki/Tutankhamon

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MessaggioOggetto: Re: La Maledizione di Tutankhamon:   Gio 17 Dic 2009, 13:05

Con il termine Maledizione di Tutankhamon viene indicata una presunta moria che avrebbe colpito inaspettatamente tutti coloro che parteciparono alla ricerca ed alla scoperta, da parte dell'archeologo Howard Carter, della tomba del faraone Tutankhamon, rinvenuta nella Valle dei Re (e catalogata con il codice KV62), nel 1922, scoperta "sponsorizzata" da un ricco nobile inglese, Lord Carnarvon.

La maledizione di Tutankhamon è in realtà da considerarsi una trovata pubblicitaria dell'epoca, anche in funzione delle pochissime notizie che trapelavano sia per la lentezza delle operazioni di "svuotamento" della tomba (l'autopsia del faraone risale al 1925, tre anni dopo la scoperta), sia per l'esclusiva mondiale data ad un giornale americano dallo stesso Lord Carnarvon, che tagliò fuori tutti gli altri quotidiani dell'epoca da ogni informazione, innescando così una violenta campagna denigratoria nei confronti della scoperta.

Infatti, l'unica morte che potrebbe essere fatta coincidere con la scoperta della tomba, è proprio quella di Lord Carnarvon (morto poco dopo la scoperta); ma la sua morte avvenne per cause naturali: nel febbraio 1923, infatti, tre mesi dopo la scoperta, il nobile inglese fu punto da un insetto; nel clima egiziano, umido e caldo, e su un fisico già indebolito (a causa di un incidente stradale nel 1901) come quello di Lord Carnarvon, ogni piccola infezione poteva risultare fatale; e qualche giorno dopo, radendosi la barba, inavvertitamente egli riaprì la ferita. E l’infezione, nonostante l’immediato trattamento con tintura di iodio, non si fece attendere. Dopo pochissimo tempo il Conte di Carnarvon venne costretto a letto da una fortissima febbre che presto si trasformò in polmonite. Morì dopo una lunga agonia il 5 aprile del 1923 al Cairo.

Tutte le altre morti dei partecipanti alla scoperta avvennero poi a diversi anni di distanza da quest'ultima, come indicato nella seguente tabella.
premendo nel link qua sotto inserito:
http://it.wikipedia.org/wiki/Maledizione_di_Tutankhamon

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MessaggioOggetto: La Maledizione di Tutankhamon:   Gio 17 Dic 2009, 13:03

Carter iniziò gli scavi nell'autunno del 1922 tra le tombe di Rameses IX e Rameses VI. Questi scavi gli permisero di portare alla luce il sepolcro di Tutamkhamon e sue favolose ricchezze, realizzando così la più fantastica scoperta archeologica di tutti i tempi. Mentre la squadra di Carter esaminava un po' alla volta i diversi pezzi costituenti la tomba e ne catalogava i favolosi tesori, i giornali del mondo intero annunciavano la scoperta accomunando nella medesima improvvisa celebrità i nomi dei lord Carnavon, di Carter e di Tutankhamon. Come annunciavano le iscrizioni funerarie dell'antico Egitto, Carter e lord Carnavon avevano fatto rivivere questo faraone pronunciando il suo nome...

Coloro che sono scettici per temperamento, ritengono, come Howard Carter, che tutti i racconti relativi alla vendetta dei faraoni siano solo una forma "degenerata delle storie dei fantasmi".
Numerosi tuttavia sono coloro che rimangono convinti che gli anatemi pronunciati più di tremila anni fa dagli antichi Egizi, abbiano conservato i loro poteri malefici.
La lista delle persone decedute in seguito a contatti diretti o indiretti con le tombe o le mummie dei faraoni è in realtà sconcertante. In meno di mezzo secolo, si sono verificati circa quaranta casi di morti "strane".
Quali sono le cause "apparenti" di questi decessi? In certi casi, la vittima è stata colta da violenti accessi di febbre e da delirio. Altre sono state colpite dal cancro. Ad ogni modo la causa più frequente di questi decessi sembra essere la crisi cardiaca. In alcuni egittologi sono stati anche osservati fenomeni di paralisi, di depressione nervosa e di alienazione mentale.

L'avvenimento che dà origine al problema della "maledizione dei faraoni" è la morte che colpisce in maniera inattesa lord Cararvon, nell'aprile del 1923, solo alcune settimane dopo la scoperta della tomba di Tutankhamon.
Un mese e mezzo prima della sua morte, nel marzo 1923, lord Carnarvon, come ogni giorno, si reca nella Valle dei Re per seguire, confuso tra gli operai, il progredire dei lavori nella tomba del giovane faraone.
Già da qualche tempo porta una medicazione sulla guancia perché la settimana prima, rasandosi, è stato punto da una zanzara e la ferità è tuttora in suppurazione.
Carnarvon si sente debole in maniera anormale. Nausee e svenimenti lo colgono sempre più di frequente. E ora non riesce a sopportare il sole bruciante al quale in realtà si è così bene abituato in quasi diciassette anni che è in Egitto.

Il 27 marzo 1923 Lord Carnarvon è preso da una sincope nella tomba di Tutankhamon. Trasportato immediatamente nel suo appartamento al Cairo, si mette a delirare. Il medico diagnostica una congestione polmonare. Lo stato della malattia peggiora di giorno in giorno. I suoi sonni sono attraversati da incubi spaventosi. La febbre continua a salire e scendere. Qualche giorno più tardi Carnavor mori.

La morte di Carnavor naturalmente non mancò di indurre i giornalisti a parlare di fatti strani, di coincidenze sorprendenti, di mano invisibile, infine... di maledizione dei faraoni.
Ma è pur vero che la catena di decessi sopravvenuta negli anni successivi conferisce qualche credito a queste affermazioni.
Per parecchi anni la morte continua ad abbattersi non solo sulla squadra che ha preso parte agli scavi, ma anche su quelli che aiutarono l'impresa, visitarono la tomba, o semplicemente furono parenti o amici dei ricercatori.

L'archeologo canadese La Fleur arriva in Egitto nell'aprile 1923 in perfetto stato di salute. Amico intimo di Carter, lo ha raggiunto per aiutarlo nei suoi lavori, ma muore per una misteriosa malattia appena qualche settimana dopo il suo arrivo.
La terza vittima è l'archeologo inglese Arthur C. Mace, che aiutò Carter ad abbattere il muro della camera mortuaria. Poco dopo il decesso di lord Carnarvon, è preso a sua volta da strani malesseri. Le forse lo abbandonano progressivamente, fino a che perde conoscenza e muore nello stesso albergo di lord Carnarvon senza che si possa stabilire la causa del suo male.
Poi è la volta del miliardario americano Georges Jay Gould, uno dei più vecchi amici di lord Carnarvon, venuto in Egitto per rendere un ultimo omaggio al suo compagno. Molto interessato ai lavori intrapresi nella Valle dei Re, insite con Carter perché gli mostri la tomba. Il giorno dopo questa visita, Jay Gould viene colpito da febbri violente. Muore la sera stessa.
Il Dr. Evelyn White, celebre archeologo e collaboratore di Carter, si impicca qualche tempo dopo. Colto da malessere ogni volta che entra nella camera mortuaria, cade infine vittima di una depressione nervosa che lo conduce al suicidio. Nella sua lettera d'addio scrive: "Ho ceduto alla maledizione che mi ha costretto a scomparire

Alfred Lucas e Douglas Derry muoiono a loro volta. L'inquietudine dilaga fra gli scienziati del mondo intero.
I due studiosi hanno partecipato all'autopsia della mummia di Tutankhamon e sono morti poco dopo, in seguito a infarto cardiaco.
Un po' più tardi il fratellastro di lord Carnarvon, Aubrey Herbert, si suicida nel corso di un accesso di follia tanto improvviso quanto inspiegabile.
Nel febbraio 1929 lady Almina, moglie di lord Carnarvon, muore in circostanze strane. Una puntura d'insetto, secondo i medici, è la causa della sua morte subitanea.
Durante quello stesso fatidico anno 1929, nel mese di novembre, Richard Bethell, ex segretario di Carter, viene travato morto nel letto. Un collasso cardiaco, affermano i medici.
Richard Bethell era figlio unico di lord Westbury. Tre mesi dopo, quest'ultimo, che ha settantotto'anni si uccide, gettandosi dalla finestra del settimo piano del suo appartamento londinese.
Nel corso del funerale di lord Westbury, il carro funebre travolge due adolescenti. Uno di essi muore durante il trasporto all'ospedale.


L'Inghilterra si è appena rimessa dal trauma di queste due morti che un "fremito la percorre di nuovo", come sottolinea la stampa dell'epoca.
Archibald Douglas Reed, uno studioso inglese distaccato presso il governo egiziano, muore a sua volta. Reed, qualche giorno prima, aveva ricevuto l'ordine di radiografare la mummia di Tutankhamon. Il suo incarico era quello di scoprire i corpi estranei eventualmente esistenti all'interno del cadavere.
Il giorno dopo gli esami radiografici viene colpito da malessere; qualche giorno più tardi muore, lui che fino ad allora non aveva mai sofferto di nessuna malattia.
... L'ultimo di questa sconcertante serie di decessi è quello di James Breasted, dell'Università di Chicago", uno degli archeologi che, con Carter, è rimasto più a lungo nella tomba.

Tutte queste morti si collegano alla scoperta della tomba di Tutamkhamon.

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