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 geofisica e vulcanologia

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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Lun 01 Nov 2010, 19:41

iniziamo il 2010 all'insegna di catastrofi,tsunami e terremoti....bhe attendiamoci il peggio al concludersi di tale anno.

il 2012'? BHE LO STIAMO ASSAGGIANDO A BRICCIOLE PIANO PIANO
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Rosemary

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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Gio 28 Ott 2010, 20:18

vorrei ricordare a tutti che ad oggi questi sono i vulcani in eruzione

http://www.vulkaner.no/v/volcan/indo/merapi.html

http://www.vulkaner.no/v/volcan/ruiz.html

http://www.vulkaner.no/v/volcan/clevelan.html

http://www.vulkaner.no/v/volcan/latinam/planchon.html

http://www.vulkaner.no/v/volcan/indo/sinabung.html

tutti sono entrati in eruzione tra settembre e ottobre 2010.A questi và aggiunto il famoso e nostrano vulcano islandese che certo non dorme.

Per me se qualcuno\qualcosa è entrato nel sistema solare, oltre al riscaldamento globale della terra e dello stesso sistema solare che è ormai sotto gli occhi di tutti,

http://www.viniesapori.net/articolo/clima-coldiretti-il-2010-e-l-anno-piu-caldo-degli-ultimi-2-secoli-1408.html

http://www.accademiakronos.it/clima.html

http://www.meteogiornale.it/notizia/9588-1-forte-aumento-termico-nel-sistema-solare

penso che i fuochi d'artificio sono dietro l'angolo...
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ARMAGHEDON

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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Gio 30 Set 2010, 19:06

Attendiamoci una maxi eruzione....seguito da tsunami
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MessaggioOggetto: Scendere nel "cuore" dei Campi Flegrei   Mar 28 Set 2010, 10:48

E' previsto "al massimo per il 10 ottobre" il via al programma internazionale di perforazione dei Campi Flegrei, il primo al mondo che scenderà nel cuore di un supervulcano per catturare i segreti di strutture come queste: appena una decina, quelle note nel mondo, e capaci di eruzioni esplosive violentissime. Dei supervulcani finora noti, i Campi Flegrei quello potenzialmente più pericoloso in assoluto per i numerosi centri abitati che si trovano nell'area. Il programma internazionale, dal costo di 15 milioni di euro e finanziato dal Consorzio Internazionale per le Perforazioni Profonde Continentali (Icdp), si chiama Campi Flegrei Deep Drilling Project (Cfddp), è coordinato dall'Italia attraverso l'istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), ed è considerato il più importante esperimento al mondo nel campo della vulcanologia.

"Il cantiere si aprirà fra il primo e il 2 ottobre e per l'avvio della perforazione saranno necessari una decina di giorni. Di conseguenza la perforazione potrà cominciare al massimo per il 10 ottobre", ha detto Giuseppe De Natale, responsabile dell'unità per lo studio della Dinamica dei sistemi vulcanici e geotermiche dell'Ingv, che coordina il programma con Claudia Troise. Entrambi fanno parte della sezione di Napoli dell'Osservatorio Vesuviano. Il primo passo sarà costruire il basamento di cemento sul quale installare la perforatrice, poi sarà posizionato il tubo di acciaio lungo 2-3 metri che farà da guida nella perforazione. Il progetto prevede due fasi: nella prima, che durerà una ventina di giorni, la perforazione arriverà alla profondità di 500 metri, mentre nella primavera 2011 è prevista la perforazione più profonda, fino a 4 chilometri. "Questa prima fase sarà comunque molto interessante - ha detto De Natale - perché ci permetterà di studiare la stratigrafia e la storia delle eruzioni, comprese le più antiche". L'ultima eruzione che si ricordi ai Campi Flegrei è avvenuta nel 1538, generando il Monte Nuovo, un piccolo cono di tufo nella parte occidentale della caldera. "E' stata abbastanza distruttiva, ma all'epoca nella zona c'era solo un piccolo villaggio, chiamato Tripergole", ha detto De Natale. L'ultima eruzione violenta risale a 15.000 anni fa e ha coperto l'intera provincia di Napoli del tufo giallo con il quale sono stati costruiti tutti gli edifici di Napoli. La più violenta in assoluto, di 30.000 anni fa, ha coperto l'intera Campania con uno strato di tufo grigio che al centro della Regione ha raggiunto uno spessore di 50-60 metri, mentre i depositi di ceneri più sottili sono arrivati fino in Russia. Obiettivo del progetto, ha detto ancora De Natale, "é saperne di più sui supervulcani e capirne il funzionamento". Quello che i ricercatori si aspettano è avere le conoscenze sufficienti per cogliere le anomalie che potrebbero segnalare un'eruzione imminente, come accade oggi per gli altri vulcani. (ANSA).




fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/09/27/visualizza_new.html_1758598853.html
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MessaggioOggetto: Due scosse in Sicilia: su Etna e Mar Tirreno   Mer 21 Apr 2010, 10:50

Gli eventi hanno avuto magnitudo di 2.8 e 2.2. Nella stessa zona ieri erano stati rilevati altri due sisma, di magnitudo 2.6 e 2.4

CATANIA - Due scosse di terremoto sono state registrate tra la notte scorsa e l'alba in Sicilia dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania. Nessuno dei due sismi è stato avvertito, né ha creato danni. Il primo evento, di magnitudo 2.8, è stato rilevato alle 3.54 nel Mar Tirreno Meridionale, nel Messinese, tra Capo d'Orlando e Gioiosa Marea. L'ipocentro è stato localizzato a una profondità di circa 118 chilometri. Il secondo terremoto, di magnitudo 2.2, è stato registrato alle 7.09 a sei chilometri a nord-est di Linguaglossa, al confine tra il vulcano Etna e i monti Peloritani, tra le province di Catania e Messina, a una profondità di 18 chilometri. Nella stessa zona ieri erano stati rilevati altri due sismi, di magnitudo 2.6 e 2.4.
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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Gio 15 Apr 2010, 18:50

ok cyborg ritienilo come fatto Cool
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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Gio 15 Apr 2010, 18:43

TIENI AGGIORNATO IL TOPIC......QUALCOSA STA MANIFESTANDOSI A LIVELLO CATASTROFICO......DA NON DIMENTICARE ANCHE IL MEGA VULCANO NEL TIRRENO..........


PS: CAPSULA....TI INCARICO DI METTERE CIO CHE TROVI...SU CIO CHE STA ACCEDENDO......INTANTO VEDO IN NOTTATA DI RICOLLEGARE LE ATTUALI SCOSSE SISMICHE IN EUROPA E ALTROVE....BUON LAVORO

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MessaggioOggetto: ISLANDA:VULCANO;DIRETTORE INGV CATANIA,SEGNALI ANCHE DA ETNA   Gio 15 Apr 2010, 16:54

(ANSA) - ROMA, 15 APR - ''Anche l'Etna sta dando segni di agitazione in questo momento, lo ha fatto proprio pochi giorni fa''. E' il primo commento del professor Domenico Patane', direttore della sezione di Catania dell' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), riferito all'eruzione del vulcano islandese Eyjafallajokull, in corso da ieri, e che sta provocando da stamane la chiusura di gran parte degli spazi aerei del Nord Europa. ''L'Islanda e' un'isola vulcanica - ricorda Patane' - che si erge dalla dorsale oceanica Atlantica e tutti i fondali sottomarini sono tappezzati di vulcani. In particolare questo e' un vulcano la cui ultima eruzione risale a circa 200 anni fa. Vicino ce n'e' un altro, che recentemente ha dato segnali di attivita', il Katla. Alcuni ricercatori islandesi ritengono che ci potrebbero essere ripercussioni anche su questo secondo vulcano, la cui ultima eruzione risale al 1981, e che stavolta potrebbe anche essere piu' intensa. Questa attivita' e' legata alla copertura di ghiaccio che innesca delle esplosioni freatiche con produzione notevole di nubi vulcaniche''. Il paese, sottolinea il direttore della sezione di Catania dell'Ingv, proprio a causa della sua configurazione geologica, non e' nuovo a questi fenomeni:''La piu' grande eruzione mai verificata in Islanda e' quella del vulcano Laki, nel 1783; una nube di cenere copri' quasi tutto l'emisfero settentrionale. quella che doveva essere una stagione estiva fu completamente annullata da un inverno freddo con carestie in tutta Europa e anche in Nordamerica''. C'e' un eventuale legame con tutti i gravi terremoti verificatisi nel mondo negli ultimi mesi, l'ultimo ieri in Cina? ''Sicuramente questo e' un periodo un po' particolare, nel quale la nostra Terra sta mostrando un'agitazione non indifferente - prosegue Patane' -. Non ci stupisce che l'attivita' vulcanica possa essere in relazione anche con attivita' di grandi terremoti''. Il professore conclude ricordando le difficolta' create al traffico aereo dall'attivita' vulcanica:''In Cile, ad esempio, a partire dagli anni Ottanta gli aerei hanno avuto dei problemi attraversando reti vulcaniche. Nel 1989, invece, durante l'eruzione del vulcano Redoubt, in Alaska, un aereo attraverso' la rete vulcanica, gli si spensero i motori e scese velocemente da 25.000 a 12.000 piedi, riuscendo poi a riavviare i motori stessi''.(ANSA). PR
15/04/2010 13:13

Nuvole di cenere raggiungono il nord Europa: annullati i voli di Danimarca, Norvegia, Svezia e Gran Bretagna

La gigantesca nuvola di cenere prodotta dall’eruzione di un vulcano sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull, nel sud dell’Islanda, ha causato un blocco quasi completo del traffico aereo in Nord Europa, con la chiusura dei principali aeroporti. I voli sono stati sospesi su tutta la Gran Bretagna, l’Irlanda e la Danimarca, mentre in Norvegia è stato chiuso lo scalo di Oslo ed interdetto il traffico aereo su gran parte del nord del Paese. Difficoltà si registrano anche in Svezia e in Belgio, dove potrebbe essere chiuso in giornata l’aeroporto di Bruxelles.

Conseguentemente, si susseguono le cancellazioni e i ritardi dei voli diretti verso questi Paesi o di quelli la cui rotta interseca lo spazio aereo islandese. Ironicamente, sottolinea il sito di informazione IceNews, l’aeroporto internazionale di Keflavik nel nordovest dell’Islanda rimane aperto: le ceneri si muovono verso est. Lo spazio aereo britannico è stato chiuso a tutti i voli in arrivo a partire dalle 12 ora locale (le 13 in Italia). Lo stesso è avvenuto per lo spazio aereo irlandese, almeno fino alle 20 di questa sera. In Danimarca, le autorità hanno deciso la chiusura dello spazio aereo a partire dalle 18 (locali, stessa ora italiana).

In Norvegia, tutto il traffico all’aeroporto di Oslo, è stato annullato dalle 10.00. In precedenza, le autorità avevano sospeso i voli nel nord e nell’ovest del Paese. «Si erano già verificate eruzioni in Islanda, che avevano prodotto nuvole di cenere. Ma mai di queste dimensioni», ha detto alla Cnn il portavoce delle autorità dell’aviazione civile norvegese. In Svezia la navigazione aerea è stata totalmente interrotta la notte scorsa a nord dell’aeroporto di Skellefteaa, 200 chilometri a sud del circolo polare, e nel resto del paese ci sono numerosi ritardi e non sono esclusi altri blocchi. Anche nel nord della Finlandia ci sono delle interruzioni ai voli.

Il vulcano, il sesto per grandezza dell’Islanda, si trova sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull, circa 160 chilometri ad est della capitale Reykjavik. «L’eruzione sta facendo fondere parti del ghiacciaio», ha confermato il responsabile della Protezione civile islandese, Rognvaldur Olafsson. Il blocco del traffico aereo è dovuto al fatto che le ceneri vulcaniche causano scarsa visibilità e potenzialmente possono danneggiare i reattori degli aerei.

L’eruzione ha provocato anche inondazioni nella parte meridionale dell’isola che non hanno provocato vittime nè danni significativi. L’area interessata dall’eruzione era stata evacuata dalle autorità, circa 800 persone sono state trasferite in luoghi più sicuri.

fonte: http://www.lastampa.it
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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Mer 24 Mar 2010, 20:49

Su 10000 vulcani al mondo ben 500 sono i più pericolosi.
SIcuramente ce ne sono di attivi costantemente (come il più grande vulcano che ancora ha una regolare attività è il MAUNA. Ha un cono lungo 120 Km e dal diametro di 103; il suo cratere è largo 10 Km; il vulcano è alto 4186 m) e di silenti e questi sono i peggiori a livello di pericolosità...se dovessero esplodere il tappo che si è formato in tutti gli anni di silenza farebbe disastri...tra questi il Vesuvio, il Vulcano Merapi sull' Isola di Giava in Indonesia (E' il vulcano al Mondo che ha generato il maggior numero (32) di nubi ardenti in tempi storici. E' tra i più attivi vulcani del Mondo. E' situato in una zona tra le più popolate al Mondo).
La pericolosità dipende sicuramente dalle caratteristiche del vulcano e dalla conformazione (Vulcano di tipo inslandico: il particolare del vulcano di tipo inslandico, Vulcano di tipo hawaiano, Vulcano di tipo Stromboliano pericolosissimo insieme al Vulcano di tipo Vulcaniano, Vulcano di tipo peleeano e Vulcano di tipo Pliniano) ma anche dalla posizione in cui è situato, dal tipo di attività

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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Dom 21 Mar 2010, 21:47

altro che cinema 3d ehh yf22-raptor Laughing
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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Dom 21 Mar 2010, 14:59

se fossero soltanto loro il problema e la preucupazione.....pensate se poi oltre questo aumentassero i tornado,uragani e tempeste tropicali....sarebbe come guardare un film dalla finestra di casa...
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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Dom 21 Mar 2010, 14:27

QUELLO CHE A ME INVECE STUPISCE E COME MAI PROPRIO ADESSO...IN VICINANZA DEL 2012..Smile

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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Dom 21 Mar 2010, 14:18

quello che mi sorprende e che l ultima eruzione risale nel 1823...
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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Dom 21 Mar 2010, 14:15

INTERESSANTE....

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MessaggioOggetto: Vulcano in eruzione in Islanda   Dom 21 Mar 2010, 12:53

Piano di evacuazione per lo sgombero di 600 persone
21 marzo, 12:16

REYKJAVIK - Un vulcano è entrato in eruzione questa mattina nel sud dell'Islanda e oltre 500 persone sono state evacuate. Lo hanno annunciato le autorità di Reykjavik secondo le quali anche se si ritiene che non sussista alcun pericolo diretto, è stato messo in atto un piano di evacuazione che prevede lo sgombero di oltre 600 persone della zona della regione del ghiacciaio Eyjafallajokull. L'eruzione è cominciata verso mezzanotte e la principale strada di accesso all'aerea interessata è stata chiusa. Gli ultimi fenomeni eruttivi nella zona del ghiacciaio risalgono al 1821 e al 1823.
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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Ven 25 Dic 2009, 15:36




























    http://notizie.it.msn.com/fotostory/gallery.aspx?cp-documentid=151378177&page=11
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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Gio 24 Dic 2009, 09:30

e che cavolo mi è uscito male sto topic Mad
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MessaggioOggetto: Scosse di terremoto in Sicilia a Catania zona Etna fino a 3.6 di magnitudo   Mer 23 Dic 2009, 21:36


Continua la scia di terremoti che sta interessando la zona dell'Etna e Catania. I sismografi dell'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) al momento in cui scriviamo ne ha registrate altre 5 solo nel pomeriggio di oggi: una scossa alle 15:24 di magnitudo 3.6 Richter seguita alle 15:27 da una seconda scossa 3.0, alle 15:29 ancora di 3.0, alle 16:34 di 2.7 e l'ultima in ordine di tempo alle 16:39 di 2.6.
Tra le scosse di terremoto più violente di questo pomeriggio quella alle 15:26 di magnitudo 3,6 Richter con ipocentro a 35.5 km di profondità.

Continua la scia di terremoti che sta interessando la zona dell'Etna e Catania. I sismografi dell'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) al momento in cui scriviamo ne ha registrate altre 5 solo nel pomeriggio di oggi: una scossa alle 15:24 di magnitudo 3.6 Richter seguita alle 15:27 da una seconda scossa 3.0, alle 15:29 ancora di 3.0, alle 16:34 di 2.7 e l'ultima in ordine di tempo alle 16:39 di 2.6.
Tra le scosse di terremoto più violente di questo pomeriggio quella alle 15:26 di magnitudo 3,6 Richter con ipocentro a 35.5 km di profondità.
23-12-2009
fonte: http://www.italia-news.it/index.php?idcnt=29398&lang=it
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MessaggioOggetto: L'origine dei vulcani sottomarini   Mer 23 Dic 2009, 21:14

Si riapre il dibattito sugli "hot spot" terrestri

Scoperti nuovi indizi sulla formazione delle catene di montagne vulcaniche sottomarine e sul ruolo dei "punti caldi" sul fondo degli oceani
Alcuni ricercatori dello Scripps Institution of Oceanography dell?Università di California di San Diego hanno scoperto nuovi indizi su come si sono create le catene di montagne sottomarine formate da vulcani. Queste catene possono innalzarsi per centinaia di metri sopra il fondale marino ed estendersi per migliaia di chilometri lungo gli oceani. Sin dalla metà del ventesimo secolo, l'ipotesi che la superficie terrestre fosse ricoperta da larghe placche in movimento - il concetto della tettonica a zolle - ha plasmato le teorie convenzionali sullo sviluppo delle catene di montagne sottomarine. I libri di testo hanno insegnato agli studenti che queste configurazioni vengono prodotte da cambiamenti nella direzione e nel moto delle placche: mentre una zolla si muove, i "punti caldi" stazionari al di sotto della placca producono magma che forma una serie di vulcani nella direzione del moto. Ora lo studio di Anthony Koppers e Hubert Staudigel sembra contraddire l'ipotesi che gli "hot spot" si trovino in posizioni fisse. L'articolo, apparso sul numero dell'11 febbraio della rivista "Science", mostra che le catene degli hot spot possono cambiare direzione come risultato di processi non legati al moto delle placche. La ricerca fornisce nuovi argomenti al dibattito scientifico sugli "hot spot" e sulla comprensione delle dinamiche all'interno della Terra.

fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it
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MessaggioOggetto: Osservata la più profonda eruzione sottomarina   Mer 23 Dic 2009, 21:06

Un gruppo di ricercatori della NOAA e della National Science Foundation (NSF) è riuscito a osservare la più profonda eruzione sottomarina mai osservata, quella del vulcano West Mata, situato a oltre 1200 metri di profondità in un'area compresa fra le Fiji, Tonga e le Samoa.

"Per la prima volta siamo stati in grado di esaminare da vicino come le isole oceaniche e i vulcani sottomarini sono nati", ha detto Barbara Ransom, responsabile della divisione di scienze oceanografiche della NSF, che ha presentato il video (video 1, video 2) dell'eruzione e i primi risultati della ricerca al convegno della American Geophysical Union di San Francisco. "L'insolita composizione delle lave dell'eruzione del West Mata ci ha detto molto sui meccanismi di riciclo della litosfera."

"Abbiamo trovato un tipo di lava che non è mai stato visto eruttare da un vulcano attivo e per la prima volta abbiamo osservato della lava fusa scorrere su un fondale marino profondo", ha aggiunto Joseph Resing, dell'Università di Washington, che ha guidato la spedizione esplorativa.

"Dato che la pressione dell'acqua a quella profondità sopprime la violenza dell'esplosione del vulcano, abbiamo potuto inviare un robot subacqueo ai piedi dell'eruzione attiva. Sulla terraferma o in acque basse non avremmo potuto sperare di avvicinarci e osservare simili dettagli." Il robot è stato fornito dalla Woods Hole Oceanographic Institution.

Il vulcano di West Mata Volcano sta eruttando lave di boninite, le più calde che possano essere emesse e particolarmente ricche di magnesio, di un tipo che finora era stato rilevato solamente in vulcani ormai spenti da almeno un milione di anni.

fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/


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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Mar 22 Dic 2009, 20:39

In fuga dal vulcano dodicimila filippini abitanti delle zone vicine al picco Mayon, la cui bocca, secondo gli esperti, potrebbe eruttare violentemente nei prossimi giorni.

Il monitoraggio costante della montagna infatti evidenzia una significativa attività magmatica, con emissioni di fumo e cenere.

Il responsabile del Centro di vulcanologia della provincia di Albay, Julio Sabit, che da anni studia il Mayon, spiega che l’attività sismica del vulcano in questo momento è alta. “Stanno avvenendo molti terremoti vulcanici. Nelle scorse 24 ore abbiamo registrato 222 scosse”, spiega.

Il Mayon si trova sull’isola di Luçon, nella provincia filippina di Albay, ed è uno dei vulcani più attivi al mondo.

In chiave preventiva le autorità di Manila hanno predisposto un piano di evacuazione degli abitanti della zona più prossima alla montagna. Tuttavia lo stato d’emergenza è stato proclamato in otto città, e in diverse località vige un coprifuoco di 24 ore.

Per il momento la lava fuoriuscita dal cratere è arrivata a quattro chilometri e mezzo di distanza, mentre si osservano colonne di fumo alte fino a due chilometri.
http://it.euronews.net/2009/12/20/allerta-eruzione-per-il-vulcano-filippino-mayon/

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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Mar 22 Dic 2009, 20:38

Manila, 21 dic. - (Adnkronos/Dpa) - Aumenta il rischio di una prossima eruzione del vulcano Mayon nelle Filippine, per i fiumi di lava che fuoriescono dalla montagna alta oltre 2400 e per i circa 2 mila movimenti sussultori registrati, altro segnale che il magma sta salendo.

Lo ha riferito l'Istituto nazionale di vulcanologia e sismologia, mentre le autorita' si stanno preparando all'evacuazione di 120 mila persone. Dal 1616 il vulcano situato a 360 chilometri a sudest di Manila e' entrato in eruzione una cinquantina di volte.

L'ultima eruzione risale al luglio 2006 e la piu' devastante al 1814, quando morirono 1200 persone e un'intera citta' venne sepolta dalla lava.

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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Lun 21 Dic 2009, 21:34

ottimo topic,poi in treore lo metteremo in portal cosi lo ve
dono tutti a dopo

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MessaggioOggetto: Allerta eruzione per il vulcano filippino Mayon   Lun 21 Dic 2009, 20:41

In fuga dal vulcano dodicimila filippini abitanti delle zone vicine al picco Mayon, la cui bocca, secondo gli esperti, potrebbe eruttare violentemente nei prossimi giorni.

Il monitoraggio costante della montagna infatti evidenzia una significativa attività magmatica, con emissioni di fumo e cenere.

Il responsabile del Centro di vulcanologia della provincia di Albay, Julio Sabit, che da anni studia il Mayon, spiega che l’attività sismica del vulcano in questo momento è alta. “Stanno avvenendo molti terremoti vulcanici. Nelle scorse 24 ore abbiamo registrato 222 scosse”, spiega.

Il Mayon si trova sull’isola di Luçon, nella provincia filippina di Albay, ed è uno dei vulcani più attivi al mondo.

FONTE. http://it.euronews.net/2009/12/20/allerta-eruzione-per-il-vulcano-filippino-mayon/
In chiave preventiva le autorità di Manila hanno predisposto un piano di evacuazione degli abitanti della zona più prossima alla montagna. Tuttavia lo stato d’emergenza è stato proclamato in otto città, e in diverse località vige un coprifuoco di 24 ore.

Per il momento la lava fuoriuscita dal cratere è arrivata a quattro chilometri e mezzo di distanza, mentre si osservano colonne di fumo alte fino a due chilometri.
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MessaggioOggetto: Re: geofisica e vulcanologia   Lun 21 Dic 2009, 19:58

Etna, tre scosse di terremoto: magnitudo
fino a 4,6, paura e scuole evacuate

CATANIA (19 dicembre) - Tre scosse di terremoto di alta energia, accompagnate da uno sciame sismico intenso ma senza ripresa dell'attività eruttiva, si sono verificate sui versanti sud-orientale e sud-occidentale dell'Etna tra le 6.17 e le 10.01. L'ultima in particolare è stata nettamente avvertita a Catania e nei paesi alle pendici del vulcano. Lo segnala l'Ingv di Catania. Il primo evento di magnitudo 2.7 è stato registrato alle 6.17, il secondo di magnitudo 4.3 alle 6.36, e il terzo, con epicentro a Monte Maletto, di magnitudo 4.6 alle 10.01. La prima scossa si è avuta sul versante sud-orientale, quelle più intense sul versante sud-occidentale.

A Maletto state evacuate le scuole e il sindaco sta per emettere un'ordinanza di chiusura degli istituti. Studenti in strada anche a Randazzo e Bronte, per paura di una nuova scossa. Dalla sala operativa del dipartimento nazionale della Protezione civile non si segnalano danni a cose o persone. La rete sismologica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha pubblicato on line tutti i dati.

Continua lo sciame sismico. Lo sciame sismico sull'Etna è ancora in corso ma le scosse - si legge nel sito Internet dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania - sono per la maggior parte strumentali e le più avvertite finora sono state quella di magnitudo superiore a 3.5 verificatasi alle 13.30 ed un evento sismico di magnitudo 3.6, alle 13.43, localizzata nel medio versante Nord-occidentale del vulcano ad una profondità di 20 chilometri. Gli eventi sismici sono stati avvertiti in una vasta area a nord, fino al versante tirrenico, compresa la zona di Sant'Agata di Militello (Messina) dove la protezione civile ha effettuato dei controlli nelle scuole, e a sud del vulcano, fino alla provincia di Siracusa.


L'Ingv di Catania ha registrato alle 10.30 tredici scosse di magnitudo inferiore a 3 sempre localizzate nel medio versante Nord-occidentale del vulcano. Sono seguite, alle 13.30, altre sei scosse sismiche, una sola delle quali di magnitudo superiore a 3.5, e, alle 13.43, una scossa di magnitudo 3.6 localizzata nel medio versante Nord-occidentale del vulcano ad una profondità di 20 km. A partire dalle 14.30 sono state registrate altre quattro scosse, di cui due di magnitudo superiore a 3.0, sempre localizzate nel medio versante Nord-occidentale del vulcano.

FONTE: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=84813&sez=HOME_INITALIA
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