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 CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS

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MessaggioTitolo: La glaciazione...che non arriva   Lun 01 Mar 2010, 21:27


Secondo il pensiero comune l'invenzione della macchina a vapore e l'avvento dell'era industriale hanno segnato l'inzio dell'influenza umana sul clima terrestre. L'immissione nell'atmosfera di sempre maggiori quantità di gas serra contribuisce all'aumento delle temperature medie con preoccupanti conseguenze per la vita dell'uomo sulla Terra.

Secondo una ricerca condotta dalle università del Wisconsin e della Virginia, l'uomo ha iniziato a contribuire al riscaldamento terrestre ben prima di 200 anni fa e in particolare i fattori scatenanti furono l'inizio dell'agricoltura su grande scala praticata in Asia e la massiccia deforestazione eseguita in Europa.

Le prove sono state raccolte tramite simulazioni eseguite con il computer più avanzato al mondo per lo sviluppo di modelli climatici. I dati ottenuti da queste simulazioni sostengono, inoltre, l'idea che l'effetto cumulativo di migliaia di anni di influenza antropica sul clima possa svolgere un'azione preventiva nei confronti dell'arrivo di una nuova glaciazione. In questo modo viene alterato il ritmo di periodici raffreddamenti (glaciazioni) seguiti da periodici riscaldamenti (interglaciali) che caratterizzano il Quaternario.
Questo risultato mette in discussione il paradigma che il contributo antropico al riscaldamento del clima terrestre sia iniziato con la Rivoluzione Industriale" afferma Stephen Vavrus, climatologo del Center for Climatic Research della University of Wisconsin-Madison e del Nelson Institute for Environmental Studies.
Il climatologo William Ruddiman della University of Virginia sostiene che fu l'introduzione dell'agricoltura intensiva in Asia accoppiata all'estesa deforestazione in Europa a dare inizio alle alterazioni climatiche mondiali attraverso l'immissione di significative quantità di gas serra nell'atmosfera - metano dalle colture di riso e anidride carbonica dagli incendi delle foreste. A sua volta, un'atmosfera più calda iniziò a riscaldare gli oceani rendendoli meno efficienti nello stoccaggio dell'anidride carbonica con la conseguenza di incrementare il riscaldamento globale.

Questo è bastato per gettare le basi del cambiamento climatico indotto dall'uomo.

Se l'agricoltura e la deforestazione hanno dato il via al processo di riscaldamento indotto dall'uomo, con la Rivoluzione Industriale l'uomo ha sicuramente iniziato l'immissione su grande scala di ingenti quantità di gas serra come mai aveva fatto prima.

A sostegno dell'ipotesi di un contributo antropico al riscaldamento della Terra prima dell'arrivo dell'era industriale ci sono i dati ottenuti attraverso lo studio di "archivi climatici" come le carote di ghiaccio dell'Antartico da cui gli scienziati stanno estrapolando prove di antichi gas serra presenti nell'aria fossile intrappolata nel ghiaccio.
Questa aria contiene la prova indiscutibile di un incremento dei livelli atmosferici di metano e anidride carbonica iniziati migliaia di anni prima dell'industrializzazione umana.

"Tra 5000 e 8000 anni fa, sia il metano sia l'anidride carbonica iniziarono un trend in salita, diversamente dagli interglaciali precedenti" spiega il climatologo John Kutzbach. Allo stesso risultato portano anche gli studi di Ruddiman che hanno mostrato che durante gli ultimi stadi degli interglaciali precedenti, i gas serra mostravano un trend in discesa e non in salita.
Perciò i climatologi delle università del Wisconsin e della Virginia sostengono che l'accumulo di gas serra durante le ultime migliaia di anni è molto probabile che abbia agito come prevenzione all'arrivo di un nuovo ciclo glaciale.

La nuova ricerca sottolinea quindi il ruolo chiave dei gas serra prodotti dall'attività antropica nell'influenzare il clima della Terra: così come la diminuzione dei gas serra nel passato ha aiutato l'avvio delle glaciazioni, gli incrementi di gas serra prodotti dall'agricoltura prima e dall'industria poi potrebbero prevenire l'arrivo della nuova glaciazione.

"Attualmente siamo in un momento molto favorevole per l'arrivo di una glaciazione e se l'uomo non ci fosse stato la glaciazione avverrebbe proprio a ai nostri giorni" afferma John Kutzbach.
Questa affermazione deriva da una serie di prove eseguite dai ricercatori che hanno usato tre diversi modelli climatici e hanno rimosso da questi tutti i dati relativi ai gas serra immessi dall'uomo nell'atmosfera durante gli ultimi 5000-8000 anni.
Da queste simulazioni hanno ottenuto modelli in cui è presente una copertura di ghiaccio e neve più permanente in Canada, Siberia, Groenlandia e le Montagne Rocciose, tutte zone note per ospitare ghiacciai durante le passate ere glaciali.

Gran parte degli scienziati sostiene l'ipotesi che il fattore determinante il riscaldamento della Terra sia l'attività umana, un'altra parte di scienziati sostiene invece che l'uomo da solo non possa essere responsabile di eventi che escono dalla scala del tempo umano.

L'uomo ha sicuramente contribuito in modo massiccio a modificare ambienti e paesaggi cercando di modellare l'ambiente più idoneo alle sue attività. Facendo questo ha innescato una serie di eventi che stanno provocando un degrado ambientale sempre più accentuato che a breve potrebbe rivelarsi irreversibile, almeno su scala umana.
E' quindi necessario cambiare e ridurre l'impatto dell'uomo sull'ambiente, infatti, i danni prodotti dall'uomo non possono che ritorcersi proprio contro se stesso. Iniziamo perciò a preoccuparci della salvaguardia ambientale per salvare noi stessi.

fonte: http://www.scienzenews.it
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MessaggioTitolo: Re: CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS   Sab 26 Dic 2009, 18:55

i post messi con foto hanno i copyright e quindi non possono essere visualizzate

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MessaggioTitolo: Re: CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS   Sab 26 Dic 2009, 18:49

" LA FARSA DI COPENHAGEN "
Di redazione (del 15/12/2009 @ 10:00:00, in Ambiente ed Energia, linkato 69 volte)


In questi giorni si sta giocando una partita in teoria molto importante, quella per il clima. Nella citta' ospite, Copenhagen, si possono confrontare i grandi inquinatori del mondo, sia di 'vecchia' che di 'nuova generazione'. L'evento (il piu' importante a livello mondiale dalla Seconda Guerra Mondiale) vede in campo i rappresentanti di 193 Paesi con 15.000 delegati e 110 Capi di Stato e di governo, oltre ai circa 300.000 delegati di Ong ed Associazioni ambientaliste. Ma a che pro? Dato che i problemi dovuti ai cambiamenti climatici sembrano riguardare solo una parte della popolazione mondiale (ossia quella che ne e' consapevole), il maxi-vertice di Copenhagen rischia di essere un match tra chi vuole iniziare a prendere dei seri provvedimenti e chi non lo vuole per ovvi motivi economici. Una partita di cui, pero', si sapeva il risultato ancor prima del suo inizio: nullo.

Paragonare cio' che si sta svolgendo in Danimarca ad una partita di calcio dal risultato truccato e' in realta' un eufemismo. Un copione gia' scritto, che come al solito mette in evidenza i torti subiti, i favori non ricevuti, il disaccordo su punti ritenuti marginali da alcuni e di vitale importanza da altri, sta rendendo il vertice danese una delle tante perdite di tempo, se non uno dei tanti episodi grotteschi, a cui la politica internazionale ci ha abituati.

E' ancora fresco il ricordo del G8, durante il quale i sedicenti 'grandi' della Terra, ospitati dal presidente Berlusconi (che per fortuna almeno li non fece 'cucu'' a nessuno) in mezzo alle macerie ancora fumanti del terremoto abruzzese, non sono riusciti a concludere nulla. Nemmeno a parole. Cosa dovremmo aspettarci, quindi, dall'attuale raduno di oratori ormai sordi ad ogni richiesta proveniente dalle popolazioni che dovrebbero rappresentare (ma ovviamente non sordi ai comandi dei poteri economici)? Nulla. Come nullo sara' il risultato di una 'partita' che, ancor piu' di una competizione sportiva truccata, ha tutte le caratteristiche di una farsa: una serie di imprese ed azioni di carattere comico e grossolano. Seppure a ridere sono rimasti in pochi.

Risparmiamoci allora di attendere la fine di quest'altro teatrino, e restiamo compatti e focalizzati su cio' che possiamo fare noiRisparmiamoci allora di attendere la fine di quest'altro teatrino, e restiamo compatti e focalizzati su cio' che possiamo fare noi, Moltitudine inarrestabile fatta di persone che nel nostro piccolo, e soprattutto a livello locale, stiamo facendo molto di piu' per prolungare la nostra permanenza sulla Terra e per salvare noi stessi, piu' che un pianeta per il quale siamo solo un brevissimo prurito, e che e' esistito a lungo prima ed esistera' a lungo anche dopo di noi. Continuiamo nella nostra pacata ma efficace marcia verso la riduzione degli sprechi e la soppressione di tutto cio' che ci sta schiavizzando 'morbidamente'.

Non abbiamo bisogno di tromboni della politica (economica) internazionale che si parlano addosso per qualche giorno, abbiamo bisogno di un cambiamento di paradigma culturale, che puo' partire solo da noi, dalle nostre prese di coscienza e dalle nostre scelte. Perche' se anche i cambiamenti climatici dovessero essere una barzelletta, una bufala inventata per far vendere libri a qualche scienziato, cio' di cui stiamo parlando e' la qualita' della nostra vita.

Ben lungi dalla retorica e si, questa volta con un filo di arroganza, mi permetto di suggerire di non sprecare piu' tempo con coloro i quali, in questo momento, stanno discutendo e (come avrebbe detto Edoardo Bennato) 'seriamente lavorando' a Copenhagen (magari per trattare porcherie come il meccanismo Cap & Trade), ma semplicemente di fare da noi.

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MessaggioTitolo: Re: CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS   Sab 26 Dic 2009, 18:46

" L' UMANITA' AL BIVIO " EDITORIALE PUBBLICATO DA " THE GUARDIAN "
Di redazione (del 21/12/2009 @ 11:00:00, in Ambiente ed Energia, linkato 58 volte)


Il vertice di Copenaghen sul riscaldamento globale rischia di fallire per la miopia di una civiltà che non riesce a imporsi dei limiti. L'appello dell'ecologista britannico George Monbiot.

È arrivato il momento di guardarci in faccia. Qui, nei corridoi rivestiti di linoleum, tra le poltrone affollate, in mezzo a testi incomprensibili e procedure che languono, il genere umano sta decidendo che cosa è e che cosa intende diventare. Sta scegliendo se continuare a vivere come ha sempre fatto, fino a quando non renderà una discarica la sua stessa casa, o se intende fermarsi e cambiare strada. Questo va ben al di là del cambiamento del clima. Questo riguarda tutti noi.

Il vertice di Copenaghen ci mette di fronte alla nostra tragedia originale: siamo primati universali, capaci di abbattere prede molto più grandi di noi, conquistare nuovi territori, sfidare gli elementi. D’altro canto, il summit parte dalla premessa che l’epoca delle prodezze è conclusa. Siamo entrati nell’epoca dell’adattamento. Non possiamo più vivere senza porci dei limiti. In tutto ciò che facciamo dobbiamo essere consapevoli dell’esistenza altrui, dobbiamo essere prudenti, moderati, meticolosi. Non possiamo più vivere per il presente, come se non esistesse un domani.

Visioni inconciliabili

Quello di Copenaghen non è un semplice vertice sui gas serra: è una battaglia tra due opposte visioni del mondo. Gli arrabiati che cercano di far deragliare un possibile accordo l’hanno capito molto meglio di noi. Un nuovo movimento, visibile soprattutto in America Settentrionale e in Australia ma anche altrove, pretende di calpestare tranquillamente le vite altrui, come se si trattasse di un diritto umano. Non si farà condizionare da tasse, restrizioni all’uso delle armi, normative, regolamenti sanitari e di sicurezza e tanto meno da vincoli ambientali. Sa che i combustibili fossili hanno garantito al primate universale un progresso ben al di là dei più rosei sogni del Paleolitico. Per un breve istante, un istante meraviglioso, ci hanno consentito di vivere in una beata noncuranza.

Il genere umano non è più diviso tra conservatori e liberali, tra reazionari e progressisti. Oggi la linea di conflitto separa chi si espande e chi si modera, coloro che credono che non dovrebbero esserci impedimenti di sorta e coloro che pensano che sarebbe giusto darsi dei limiti. Le battaglie tra verdi e negazionisti sono soltanto l’inizio. Questa guerra diventerà via via più spiacevole, a mano a mano che la gente prenderà a calci i limiti che la decenza impone.

L'illusione dello sviluppo

Anche se i delegati stanno cercando di affrontare le loro responsabilità, credo che alla fine cercheranno di svenderci. Tutti vogliono vivere un’ultima avventura. Quasi nessuno tra i partiti ufficiali può accettare le implicazioni di uno stile di vita sostenibile. Continuano tutti a ripetere che domani ci sarà un’altra frontiera, altri mezzi per eludere i nostri limiti. La crescita economica è una formula misteriosa, che consente ai nostri conflitti di restare irrisolti. Finché le economie crescono, la giustizia sociale non è necessaria – dicono – perché le vite possono migliorare senza procedere a una ridistribuzione della ricchezza. Finché le economie crescono, possiamo continuare a comprare il modo di tenerci fuori dai guai.

I negoziatori nella città di plastica non fanno ancora sul serio col cambiamento del clima. C’è anche un’altra cosa importante di cui non si parla: gli approvvigionamenti. La maggior parte degli stati nazione che si azzuffano a Copenaghen ha due politiche per i combustibili fossili: la prima è quella di ridurre al minimo la domanda, incoraggiando a restringere i consumi; la seconda è di massimizzare i rifornimenti, incoraggiando le aziende a estrarre il più possibile.

Sappiamo, dagli articoli pubblicati su Nature nell’aprile scorso, che per non innalzare le temperature medie globali di più di due gradi non potremo utilizzare più del 60 per cento delle attuali riserve di carbone, petrolio e gas. E ancor meno se – come molti paesi poveri chiedono a gran voce – vogliamo evitare che le temperature si alzino di più di 1,5 gradi. Sappiamo che il sequestro e l’immagazzinamento dell’anidride carbonica potranno eliminare solo una minima parte del biossido di carbonio prodotto da quei combustibili. Le conclusioni, inevitabilmente, sono due: i governi devono decidere quali riserve esistenti di combustibili fossili devono restare lì dove si trovano e devono introdurre una moratoria globale sulla ricerca di nuovi giacimenti. Ma nessuna di queste proposte è stata messa sul tavolo. ( Fonte: presseurop.eu)

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MessaggioTitolo: Re: CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS   Sab 26 Dic 2009, 18:45

Si è concluso il teatrino che 120 capi di stato con i loro entourage hanno recitato a Copenhagen nel corso dl summit organizzato per far fronte ai dilanianti cambiamenti climatici. Un vertice organizzato per combattere l’inquinamento terrestre che ha inquinato, solo in due settimane, tanto quanto un paese come il Marocco nel corso di un anno.
Centoventi capi di stato, diretta emanazione di banche e multinazionali, chiusi dentro a un fortino a disquisire dei disastri ambientali prossimi venturi, determinati dal modello di sviluppo che loro stessi hanno creato, al fine di garantire sempre maggiori profitti ai propri padroni.

Disastri che la maggior parte di loro non vedrà mai, dal momento che per evidenti ragioni di età si sarà accomiatata da questo mondo prima che la barca affondi.

Molte migliaia di giovani fuori al gelo, decisi a contestarne l’operato presente e futuro. Giovani che con i disastri ambientali e le loro conseguenze dovranno fare i conti, consapevoli del fatto che si tratterà di conti “salati” perché qualcuno ha rubato loro la prospettiva di godere di un avvenire sereno.

A frapporsi fra i due contendenti qualche migliaio di poliziotti, impegnati nell’esercizio di bastonare i giovani affinché non disturbino e serva loro di lezione. Contornati da migliaia di giornalisti, gran parte dei quali pennivendoli senza pretese, deputati raccontare menzogne di ogni sorta che risultino funzionali alla fame di profitto futura dei padroni di cui sopra.

A ben guardare il vertice di Copenhagen sui cambiamenti climatici potrebbe essere tutto raccolto in queste immagini, sospese fra l’inanità di chi ha mangiato in maniera bulimica fino a scoppiare, depauperando le risorse del pianeta e pregiudicando lo stato di salute della biosfera, e la volontà di reagire di chi si è visto precipitare nella prospettiva di un futuro fatto di carestie, aria irrespirabile, fiumi marcescenti e acqua imbevibile, all’interno del quale “sopravvivere” per buona parte della propria vita.

Un confronto impari, perché i primi detengono il potere e continueranno a venire rappresentati nell’immaginario collettivo come le “anime buone” che vogliono salvare il mondo. I secondi non detengono un bel nulla e continueranno a venire stigmatizzati come facinorosi e giovinastri che protestano e non hanno voglia di lavorare, nonostante il progresso e lo sviluppo abbiano ormai creato un posto al call center a 400 euro al mese per tutti.

Nella commedia buonista e qualunquista del vertice di Copenhagen, di curiosità se ne possono trovare anche altre, tutte a modo loro interessanti, da leggere sullo sfondo della completa inutilità manifestata da una kermesse di questo genere.

Impossibile non sottolineare ancora una volta la mistificazione portata avanti, avallando l’assurto in virtù del quale la CO2 sarebbe di gran lunga l’agente inquinante più pericoloso ed il vero unico responsabile dei mutamenti climatici presenti e futuri. Unita alla profonda omertà manifestata nei confronti di tutti gli agenti inquinanti, diossina, metalli pesanti, particolato, nanopolveri, benzene,elementi radioattivi, che le attività umane producono in enorme quantità ogni giorno, avvelenando il pianeta e la popolazione che lo abita.
Così come è impossibile non mettere in evidenza la contraddizione insita in un vertice di questo genere, organizzato con il “nobile” scopo di combattere l'inquinamento, ma che, come in molti hanno sottolineato, ha inquinato esso solo in due settimane tanto quanto un paese come il Marocco nel corso di un anno.
Grazie alla presenza, oltre ai 120 capi di stato con i loro entourage, di oltre 50.000 persone solo fra delegati e giornalisti, con relativa movimentazione di 1200 auto con autista, 140 jet privati e una quantità enorme di spostamenti in taxi ed auto a nolo, viaggi in aereo e in treno e soggiorni in hotel. Unitamente alla mobilitazione d’ingenti reparti di polizia con relativi automezzi e perfino alla costruzione di un carcere temporaneo all’interno di un deposito di birra dismesso.

Tutto il teatrino “impegnato” a combattere CO2 e mutamenti climatici si è inoltre concentrato solo ed esclusivamente sull’aspetto economico della questione, quasi l’essere umano non necessitasse di mangiare, bere e vivere in un ambiente il quanto più possibile sano ed incontaminato, ma fosse simile ad un androide che per sopravvivere deve “ingerire” qualche dollaro al giorno e nulla più.
Così si sono trasformate in dollari le previsioni delle potenziali sciagure imminenti, in dollari i potenziali milioni di vittime delle stesse, in dollari gli eventuali rimedi, che sempre attraverso i dollari dovrebbero essere in grado di ripristinare gli equilibri naturali perduti.

E anche la conclusione ingloriosa del vertice, terminato con l’accordo di rinnovare la penosa kermesse il prossimo anno a Città del Messico, ha prodotto come unico risultato un movimento di denaro, sotto forma della promessa di 100 miliardi di dollari da stanziare in favore dei paesi poveri, sotto la gestione di quelle stesse banche e multinazionali che hanno diretto i lavori del vertice e con tutta probabilità intendevano conseguire l’unico obiettivo di travasare nelle loro tasche nuove quantità di denaro dei contribuenti, a fronte di una sceneggiata di sicuro effetto mediatico. ( Fonte: Articolo tratto da Il Corrosivo)

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MessaggioTitolo: Re: CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS   Sab 26 Dic 2009, 18:43

I SERVIZI SEGRETI RUSSI DIETRO IL CLIMA GATE ?
Di redazione (del 09/12/2009 @ 12:00:00, in Succede Nel Mondo, linkato 155 volte)


Un'inchiesta del domenicale Mail on Sunday ha rivelato che le email della University of East Anglia al centro del cosiddetto Climategate sono state fatte trapelare da un piccolo server nella città siberiana di Tomsk, suscitando il sospetto che i servizi segreti russi si trovino dietro allo scandalo.

La rivelazione che gli scienziati del Climatic Research Unit dell'università inglese avrebbero manipolato alcuni dati sui cambiamenti climatici in vista della conferenza di Copenhagen per enfatizzare la minaccia dell'effetto serra, ha dato man forte alla fazione degli scettici, secondo i quali il surriscaldamento del clima non sarebbe colpa dell'uomo.
La Russia, uno dei maggiori produttori di gas e petrolio, ha numerosi interessi a contrastare un nuovo accordo il taglio delle emissioni ed ha già minacciato di abbandonare il tavolo dei negoziati di Copenhagen se al Cremlino non verranno fatte alcune concessioni.

L'inchiesta del domenicale britannico rivela che gli hacker che sono entrati in possesso dei messaggi email li hanno distribuiti in rete attraverso il server di una società informatica, la Tomline, che offre tra l'altro anche un servizio di sicurezza informatica contro virus e hacker.
Il link di internet al quale si accedeva ai documenti è stato rimosso non appena le informazioni sono state riprese da altri siti. Il server viene utilizzato dalla Tomsk State University, uno dei centri accademici più importanti del Paese, e da altri istituti scientifici. L'Fsb, i servizi segreti russi, si sarebbero in passato rivolti ad hacker basati nella città per chiudere siti critici del governo di Mosca.

Nel 2002 per esempio, alcuni studenti e hacker di Tomsk avrebbero chiuso un portale che diffondeva notizie critiche sulla Cecenia. "Non ci sono prove certe che l'operazione di hacking sia stata fatta da Tomsk, ma potrebbe esserlo", ha dichiarato un esperto russo, che ha definito l'operazione "sofisticata e ben fatta e dotata di motivazioni politiche in relazione a Copenhagen".
L'effetto del Climategate sull'opinione pubblica britannica é misurabile attraverso un nuovo rilevamento dal quale emerge quanti cittadini del Regno siano scettici nei confronti dell'effetto serra e delle sue cause. Dal sondaggio pubblicato ieri dal Sunday Telegraph emerge infatti che che il 39% dei britannici non crede che l'uomo sia responsabile dei cambiamenti climatici, mentre il 7% ritiene che non esistano affatto. ( Fonte: americaoggi.info)

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MessaggioTitolo: Re: CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS   Ven 25 Dic 2009, 15:23

Mi sforzo controvoglia di scrivere di quello che è successo nei giorni scorsi e dei casini intorno al Climagate. Mi sforzo perchè in giro si legge di tutto, perchè persone che non sanno nemmeno cos'è una serie, parlano di trend; perchè persone che sanno di termodinamica quanto il mio dalmata fanno i gran professori di sistemi climatici; e perchè adesso gli hacker ci hanno svelato il grande arcano, aspettando con ansia le rivelazioni prossime venture sull'11.09 e sull'allunaggio.
Per seguire il path utilizzo un pezzo di quelli che "la destra italiana è smart come quella americana" scritto da uno che fa le medie dei sondaggi; così, giusto per capirci.
Cominciamo:
1. Le figure dei climatolici. Ci sono due-tre persone che tirano le fila di tutti. I gran visir del global warming. Jones e Mann. Senza di loro, il nulla. Jones "possiede" le serie storiche delle temperature.
Questa è la scienza come la si può descrivere su Topolino. Ci sono al mondo almeno un migliaio di scienziati che lavorano in modo attivo sulla questione. Ci sono serie e dati a go-go, pubblicati e online. In formato raw e processato. Di istituti governativi e privati. Americani e non. E parlano purtroppo tutti nello stesso modo. Numeri e dati. Niente di più. Stanno qui.
2. Gli scienziati hanno fatto lobbying, in modo sporco. Hanno fatto in modo che articoli non venissero pubblicati, hanno isolato alcune persone.
Ohhhhh. Ohhhhh. Quanti ne volete di esempi uguali a quelli del "climagate"? Quanti scienziati con nomi altisonanti si sono messi dietro a teorie, giuste o sbagliate che siano, e hanno esercitato pressioni interne al mondo scientifico e anche in quello politico. Giorni fa ho scritto dell'etere. Non ho scritto dell'ostracismo che toccò ad Einstein su argomenti che poi si sono rivelati corretti (quelli sulla relatività ristretta) e di come lui poi si comportò in modo analogo su altri argomenti (la costante gravitazionale) poi rivelatisi sbagliati.
Il fare lobbying a me sembra una cosa normale; può diventare pure baronaggio. Però non regge se dietro non ci sono teorie solide e basi di dati altrettanto solide. Quelle del link di cui sopra. Indipendenti dall'istituto che è stato coinvolto dalla storia delle email.
Il fare lobbying è uno degli aspetti vitali e fondamentali dell'americanismo che gli stessi che oggi si stracciano le vesti vogliono difendere. Dov'è il problema a difendere le proprie idee in modo veemente? Si chiama potere, e la scienza non è una dinamica esterna agli uomini.
E lobbying lo fanno, a ragione, anche quelli che in questi anni hanno proposto altre teorie sul GW. E si sono fatti anche finaziare da società che avevano interessi un po' particolari. Qual'è il problema?
3. La centralità dei dati in possesso alla cricca.
Non è così. I dati che avrebbero nascosto, taroccato, riusato e quant'altro sarebbero I DATI... gli unici DATI. No, sono solo alcuni dei dati. La scienza non funziona così se non ci fossero altri scienziati in un'altra parte del mondo che non facessero misure analoghe. E poi i satelliti della NASA. E quelli dell'ESA. E quelli dell'agenzia spaziale Giapponese.
Ammesso e non concesso che gli scienziati in questione avessero fatto tutto quello che gli si ascrive, non vuol dire una mazza. Non sono quelli i soli dati su cui si basano le analisi del GW. Non sono quelli gli unici due scienziati che hanno tutti in mano come burattini.
Due persone e un istituto gestirebbero un migliaio di persone, decine di altri istituti nel mondo, agenzie spaziali, satelliti e downlink dei dati, tarano i palloni sonda al polo sud, corrono per rimodificare i profili di temperatura ottenuti con i radar a terra in Nuova Zelanda, ...? L'hoax dell'11 Settembre mi sembra a confronto molto più serio.
4. Trick.
Lo dico per quelli che si stanno emozionando dopo aver letto la parola trick. Calmatevi. Si usa nel gergo corrente e vuol dire ben altro. I dati che si misurano hanno un problema intrinseco che si chiama mi-su-ra. Non voglio fare il professorino, ma la misura in sè è un processo. Quando io piazzo un termometro, un igrometro, uno spettrometro o qualsiasi altro strumento, lo devo ta-ra-re. Utilizzo un processo con degli altri strumenti per far sì che le misure siano corrette.
Poi succede che a volte gli strumenti durante le misure diano risultati errati, perchè si sono starati o perchè la taratura non era corretta. Succede tutti i giorni. Un orologio è così e voi, di tanto in tanto, rimettete a posto le lancette.
Il fatto è che spesso i dati grezzi sono cannati. Uno ci prova e ci riprova. Ma non c'azzeccano. E di queste basi di dati inutilizzabili ce ne sono tantissime. Questo era il trick. Questo era il database non utilzzabile e scartato in quel modo brusco. Io non commento il tono di chi ha preso quella decisione. Posso dire che a me sucede a lavoro di essere molto più duro contro delle cose che purtroppo "succedono". Shit happens dicono gli americani, e così è.
5. "quella sui cambiamenti climatici non è una scienza consolidata"
Mano sulla fondina. Una "scienza consolidata" è uno spettacolare non-senso. Purtroppo devo qui dire, e l'ho detto un sacco di volte, che l'argomento è stato usato a livello politico anche da persone che hanno preso a cuore la questione, e.g. Al Gore. La scienza non è consolidata per definizione, ma è un divenire. La gravitazione è stata una scienza su cui tutti erano d'accordo per secoli, poi è arrivata la relatività. L'etere ha subito lo stesso processo e poi è stato sostituito dal vuoto. Però la parola etere è rimasta e addirittura ci fanno pagare le tasse sull'uso del vuoto.
Dietro questo errore madornale di interpretazione c'è la madre di tutte le stupidaggini: il consenso tra gli scienziati. Usato sia da una parte (c'è consenso nella comunità scientifica, per cui dobbiamo agire) che dall'altra (ci sono alcuni scienziati boicottati che non sono d'accordo, per cui è meglio aspettare che la scienza "neonata" si consolidi). Read my leaps: il consenso e il dissenso tra gli scienziati non sono scienza.
La climatologia non si consoliderà mai. Neanche quando nel 2100 misureremo il livello dei mari o la temperatura estiva ad Acapulco. Ma anche altre scienze non si consolideranno mai. Verranno usate nei loro limiti e forzate per vedere cosa succede oltre quei limiti. E poi verranno rielaborate o adattate. L'elettromagnetismo ne è stato un esempio lampante. Funziona con quattro equazioni da più di un secolo, ma quando lo si vuole usare su scala atomica, chiedete a chi sta progettando chip, entrano in gioco in modo sempre più pesante, componenti quantistiche.
La termodinamica è stata concepita come scienza quando si credeva che il calore fosse un fluido (!!!). Funziona nell'interpretazione "fluidistica" ancora oggi fintanto che le scale a cui si misurano le temperature e le pressioni sono grandi. Ma diventa tutta un'altra scienza se si cambiano le scale e si va a livello atomico.
Cambiare una scala temporale o spaziale fa diventare una scienza obsoleta o non piú utilizzabile. Questa è la realtà. E il clima è la stessa cosa.
Scale temporali (sul decennio, sul secolo, sul millennio, sulle ere) definiscono strutture completamente diverse per lo studio del clima e per le proiezioni future. È la tipica stupidaggine che fanno quelli che comparano metereologia e climatologia (quest'anno fa freddo in Oregon, allora il GW non è vero). Sono scale diverse e sono misure diverse. E i risultati sono diversi.
Il clima parla di trend, di energia intrappolate dai gas serra. Non di neve oggi a Milano.
6. L'hanno fatto per soldi.
Hanno raccolto una decina di milioni di sterline per il loro istituto nell'ultimo decennio. No comment. Per chi sa di budget, stiamo parlando di un team di quattro-cinque persone. Al confronto in tutto il mondo il budget che riguarda lo studio del clima del pianeta (per non metterci quello degli altri pianeti del sistema solare) è decine di migliaia di volte più grande.
Questa Spectre ha organizzato la più grande truffa della storia della scienza con 13,7 milioni di Sterline. Controllando migliaia di altre persone, migliaia di istrumenti piazzati in tutto il mondo e in orbita. Organizzazioni di paesi occidentali e comunisti. In tutte le lingue del mondo.
7. Le decisioni politiche.
La chiosa di quasi tutti quelli che vivacchiano o sono saltati sul carro degli oppositori al GW è sempre la stessa: la climatologia come scienza non è consolidata (mano sulla fondina), i dati sono truccati, aspettiamo e non decidiamo. Perche le scelte politiche per ridurre l'emissione dei gas serra ci costerebbero miliardi e miliardi e ci ridurranno in ginocchio economicamente. Non cito la variante di quelli che dicono che il GW è solo una scusa per ridurre le economie occidentali sul lastrico in modo che i comunisti si riprendano il potere; non la cito perchè adesso sto dando da mangiare ai miei cavalli cosacchi nell'attesa di farli abbeverare alle fontane di Piazza San Pietro.
Facciamo un passo indietro e parliamo dell'emissione di un gas serra (non solo la CO2, ma molti di quelli emessi nei cicli di combustione); questo a prescindere se il gas in questione sia nocivo o meno per il clima o la salute.
La domanda fondamentale per capire di che scempiaggine stanno parlando quelli che argomentano contro gli investimenti necessari a ridurre le emissioni è una sola: perchè un ciclo termico, tipo quello di un motore a scoppio o di una centrale termoelettrica, produce CO2? La riformulo perchè possiate riflettere un po': ci sono possibilità di produrre energia meccanica senza per questo sputacchiare gas?
E se ci sono, quali differenze ci sono con quelli che sputacchiano.
Prendiamo adesso come esempio due motori dei quali tutti hanno esperienza: il motore elettrico del trapano e quello a scoppio del motorino. Il primo fa un rumore tendente al fischio, a volte molto forte e non ha la marmitta. Il secondo fa un rumore constante e forte e ha il marmittone.
Vi siete mai chiesti quali dei due è più efficiente? Per ogni grammo di materiale "energetico" che ci mettete dentro (nel motorino ce lo mettete in modo fisico in forma di benzina, in quello elettrico ce lo mettete in modo complesso, dopo essere passati per una centrale elettrica e per la rete di distribuzione) quale rende meglio?
A questa domanda la risposta è semplice: il motore a scoppio sta intorno al 25% di efficienza e quello elettrico intorno all'85% (intorno, con molta variabilità).
Detto in soldoni, per ogni litro di materiale energetico, il motore a combustione ne spreca tre quarti, quello elettrico poco più di un decimo.
E poi, parliamoci chiaro. Ma miliardi de che? Se prendiamo in considerazione la scala di cui si parla a livello politico (riduzione delle emissioni nel periodo fino al 2020 e fino al 2050) sono scale in cui comunque gran parte del parco macchine va rinnovato, sia nella produzione che nell'acquisto. In cui gran parte della rete di distribuzione va ammodernata. Con o senza GW. Gli investimenti vanno visti al netto dei costi che ci saranno comunque e che le aziende che lavorano nel settore energetico e dell'autotrasporto hanno già nei loro budget. Si tratta solo di dargli un minimo di sincornizzazione temporale, per far sì che sistemi energetici più efficienti (elettrici, ibridi, a idrogeno e quant'altro) siano disponibili insieme alle modifiche nella rete di distribuzione. Insomma, la pompa di benzina all'angolo di Viale Marconi nel prossimi 20 anni deve essere rinnovata comunque.
E poi il processo l'abbiamo sperimentato con successo per i CFC. Problema ambientale (anche qui il discorso dei CFC e dell'ozono non è per niente settled), protocollo, investimenti, riconversione. Le aziende prodruttrici di frigoriferi e di spray esistono ancora. Le ascelle sono sempre profumatissime. Nessuno è diventato povero e puzzolente.
Spreco. Efficienza. Produttività. Fa un non so che vedere la destra US e i lecchini europei andare dietro ad un discorso che principalmente vuol dire inefficienza. Gli stessi che discutono per ogni dollaro o euro pagato di tasse, perchè le tasse sono uno spreco, perchè i servizi pubblici sono poco produttivi. E allora? I gas serra, indipendentemente dal fatto che siano la causa del riscaldamento globale o no, sono un sintomo di enorme inefficienza.
Sulle pompe della benzina c'è scritto (almeno qui in Germania): per ogni Euro che pagate, 0,80 centesimi vanno in tasse. Chissà cosa pensereste se scrivessero: per ogni Euro che pagate, 0,75 centesimi vanno nel tubo di scappamento e non nelle ruote.
Perchè vi state comportando così e state perdendo il senso di una battaglia che, mossa da interessi ecologisti, in realtà è una battaglia sull'efficienza della produzione di energia e dei motori per autotrazione? Perchè non vedete che gli investimenti per la riconversione dei motori e per la creazione di un'auto che fa 200Km con un litro vorrà dire ridurre la dipendenza dalle importazioni e aumentare la capacità privata e buiness di muoversi?
Sono state le vostre battaglie per decenni. E adesso vi arricciate per una stupida pretesa luddista e per la paura di investire? Volete calcolare il "business case" per gli investimenti necessari a ridurre i gas serra. Sappiate che vi state muovendo in un campo ingegneristico in cui l'efficienza è lontanissima da suo valore ideale. E che non si tratta di passare dal 99% al 99,5% di effettività, passaggio sempre più difficile quanto più ci si avvicina al limite del 100%. Ma dal 25% all'80%. Un passo che non costa molto e che si rifinanzia sul medio termine; un passo che riduce le emissioni di gas serra, aumenta la mobilità delle persone e delle aziende, riduce i costi dell'elettricità.
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MAGNITUDO10

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MessaggioTitolo: Re: CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS   Ven 25 Dic 2009, 15:21

24 novembre 2009


Climagate



“Il fatto è che non possiamo spiegare l’assenza di riscaldamento in questo momento storico”

non inserire nel grafico (dati, ndr) successivi al 1960 perché questi saranno artificialmente aggiustati per sembrare più simili alle vere temperature
Qualcuno ha fregato un pò di email scambiate fra insigni studiosi del clima. Non sembrano proprio innocenti...

Ulteriori aggiornamenti li potete trovare qui
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MAGNITUDO10

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MessaggioTitolo: CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS   Ven 25 Dic 2009, 15:19

CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS



- Per ora sono solamente rumours e vanno presi con le pinze, ma certo da qualche giorno a questa parte molti leader e molti free-rider della campagna contro il riscaldamento globale non dormono sonni troppo tranquilli.
E c’è già chi parla di un vero e proprio “clima-gate”.
Le cose sono andate presso a poco così. Pochi giorni fa degli hacker anonimi hanno attaccato il sistema informatico della Climatic Research Unit della University of East Anglia, un’istituzione che è in prima linea nella battaglia contro il riscaldamento globale.
Gli hacker hanno reso pubblica una certa quantità di dati e di messaggi mail privati della CRU dalle quali si desumerebbe, a quanto pare, come anche negli ambienti scientifici anti-global-warming ci sia la consapevolezza che una lettura oggettiva delle evidenze disponibili non consente di avvalorare la tesi del riscaldamento globale antropogenico e che pertanto tale tesi è sostenuta per finalità primariamente politiche, attraverso un utilizzo selettivo e di comodo dei dati.
E’ chiaro che gli ecoscettici più convinti hanno immediatamente drizzato le antenne, ma anche la stampa generalista come il Daily Telegraph ed il Washington Post sta dando un certo spazio alla questione.
La questione è calda ed in evoluzione. Vedremo nei prossimi giorni come andrà a finire. Se si tratterà di una bufala oppure se chi ha “bucato” il server della CRU ha davvero scoperchiato un vaso di Pandora.
La vicenda della University of East Anglia non è peraltro in questo periodo l’unica occasione di disappunto (e di imbarazzo) per i pasdaran ecologisti.
Sono passati solo pochi giorni, infatti, dalla prima mondiale di “Not Evil Just Wrong”, il film documentario di Ann McElhinney e Phelim McAleer che propone una forte ed argomentata denuncia dell’ambientalismo ideologico e dei suoi disastrosi impatti economici e sociali sia nei confronti dei paesi più prosperi che nei confronti di quelli di sviluppo.
In pratica una sfida aperta al pluripremiato documentario di Al Gore “Una verità scomoda”.
Di verità scomode a quanto pare non ce n’è una sola. Lasciamo ad un trasparente dibattito scientifico l’onere di determinare quale sia la più convincente.
Al tempo stesso per un principio di precauzione liberale può essere saggio diffidare di quanti, non paghi di governare le economie, delineano oggi grandiosi progetti di governo mondiale del clima – di quanti sulle questioni ambientali spostano l’attenzione da problematiche circoscritte, concrete e misurabili per concentrarla su questioni generali, emotive, non misurabili.
Queste ultime – clima-gate o non clima-gate – rappresentano un terreno infido perché garantiscono inevitabilmente ai politici una mano libera di lungo periodo ed un’assenza di qualsivoglia possibile controllo sui risultati.
http://www.libertiamo.it/2009/11/24/regno-scoppia-il-clima-gate-si-manipolavano-dati-per-avvolorare-le-tesi-catastrofiste/
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MessaggioTitolo: Re: CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS   

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CLIMA: L'OMBRA DEL 'CLIMAGATE' SUL VERTICE DI COPENAGHEN /ADNKRONOS
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