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 METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE

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MessaggioTitolo: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Ven 01 Gen 2010, 23:26


METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE
In questo TOPIC ZONE del sito troverete informazioni e documenti riguardanti studi e ricerche su possibili contatti con una dimensione sconosciuta attraverso la metafonia e la metavisione. Non è facile poter dimostrare che la nostra dimensione può comunicare con coloro che hanno lasciato questo mondo e che vivono nell'altra dimensione più comunemente conosciuta come "aldilà" e che esistono altre entità sconosciute che non sembrano essere "trapassati" del nostro pianeta. E sappiamo ancora poco degli arcani meccanismi dell'esistenza. L'autore del sito sostiene la sopravvivenza di una parte dell'essere umano che continua ad esistere dopo la morte biologica; inoltre, alcuni risultati ottenuti sia in campo metafonico che metavisivo, fanno ipotizzare ad un possibile intervento inconscio dell'essere umano. L'obiettivo principale di questo sito non è quello di creare una nuova religione o di dimostrare o negare scientificamente l'esistenza dell'aldilà, ma di proporre dei risultati documentati da un protocollo dettagliato dei sistemi e dei metodi utilizzati, al fine di poter dare a tutti l'opportunità di sperimentare direttamente, perchè nulla può sostituire il processo di apprendimento e di evoluzione della coscienza attraverso l'esperienza diretta. Il messaggio finale è un invito alla prudenza a chiunque si interessi di argomenti così delicati e soprattutto a coloro che credono "per fede": ci vuole poco per perdersi nei labirinti ancora poco conosciuti della mente.
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Ven 01 Gen 2010, 23:33

Che cosa è la METAVISIONE ?

(ITC instrumental transcommunication - transcomunicazione strumentale)
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mèta- [dal greco “con, dopo”]. – 1. Prefisso di molte parole composte derivate dal greco o formate modernamente (anche nella terminologia lat. scient.), che indica in genere: a. Mutamento, trasformazione (per es., metamorfosi, metamorfismo, metafonesi, metaplasia, metacromasia, ecc.); trasposizione (metatesi, metastasi); trasferimento (metafora, metempsicosi), e simili. b. Partecipazione, affinità, con più precise accezioni nelle diverse discipline; per es. in mineralogia, dove i nomi con meta- (metaclorite, metacinnabarite, ecc.) designano per lo più minerali imparentati con quelli designati dal nome cui il prefisso è aggiunto. c. Successione, posteriorità, sia in senso locale (“che vien dietro o dopo, situato posteriormente”), come in alcuni termini di anatomia e zoologia (metacarpo, metatarso, metatalamo, metasoma, metatorace), sia in senso temporale, per indicare un fenomeno che si manifesta in fasi successive (per es., metameria), o un fatto che sia seguente o conseguente a un altro (per es., in medicina, metapneumonico). In varî rami delle scienze biologiche, al concetto della successione nel tempo si unisce quello di un'evoluzione maturativa, di uno sviluppo più avanzato o più complesso, di una organizzazione superiore, oppure serve a indicare (in correlazione con proto- e meso-) l'ultimo di tre stadî progressivi; così in metanefro, metamielocito, metazoi, metaclamidee, ecc. d. Infine, per influenza del termine metafisica, erroneamente interpretato come “scienza di ciò che trascende le cose naturali” (mentre il sign. originario è “trattazioni posteriori a quelle circa la natura”), il prefisso ha acquisito il valore di trans- ed è stato adottato in età moderna per designare scienze o forme di considerazione teorica, concernenti zone di realtà analoghe a quelle che sono oggetto della scienza al cui nome meta- è premesso, ma giacenti comunque al di là dei loro confini (v. metalinguaggio, metamatematica, metapsichica, metastoria, ecc.).
(estratto da Enciclopedia Treccani - www.treccani.it )
Per metavisione si intende quel particolare ramo della transcomunicazione strumentale in cui si ricevono immagini da un'altra dimensione attraverso un video; a volte il fenomeno si manifesta involontariamente per mezzo delle normali trasmissioni TV, durante una videoripresa, oppure, durante una sperimentazione con tecniche note, tra cui il metodo Klaus Schreiber (1985).
Con la tecnica Schreiber è possibile ricevere immagini di una qualità impressionante, come queste ricevute da Luigi Cama:







L'utilizzo della tecnologia ha eliminato in gran parte il dubbio dell'azione inconscia del mezzo umano (medium) in quanto lo strumento restituisce fedelmente ciò che percepisce.
Rimane sempre il dubbio, in certi casi, che il responsabile possa essere l'essere umano che inconsapevolmente, attraverso un'azione psicocinetica, influisca sui mezzi tecnologici. L'ipotesi non è così assurda, in quanto il corpo umano è una macchina elettro-chimica e il cervello nasconde ancora molti misteri alla scienza.

Bisogna, quindi, valutare caso per caso.
Bisogna puntualizzare, però, che non si ricevono solo volti.
Attualmente stiamo analizzando delle immagini di animali, oggetti astratti e ambienti. La natura e il processo di formazione del fenomeno restano ancora un mistero, anche se si stanno avanzando delle ipotesi interessanti. In ogni caso, qualunque sia la verità su questi fenomeni, il dato di fatto è che ci sono delle formazioni coerenti che si prestano a diverse interpretazioni, ma sono presenti in un segnale in cui NON DOVREBBERO ESISTERE.

Ci riferiamo alle immagini ricevute con la tecnica del "Color Noise" di Luigi Cama come in questo esempio in cui è stato identificato Massimo M.


In questo secondo caso per METAVISIONE si può intendere come "vedere oltre" ciò che si vede.
Il fenomeno, rispetto al primo caso, è molto più complesso e non di immediata interpretazione, ma fornisce, dopo un'attenta analisi, dei risultati sorprendenti che ci offrono nuovi spunti per lo studio della psiche, dei contatti con una dimensione sconosciuta.
Obiettivamente gran parte delle tecniche utilizzate non fornisce una gran qualità e il soggetto può essere criticato sotto tutti i punti di vista. Raramente si vedono volti definiti. Il nostro obiettivo è quello di presentare risultati intelligenti migliorando la qualità delle immagini e studiando il fenomeno alla radice "tentando" di riportarlo su una linea scientifica che ne consenta la ripetibilità, anche se la buona riuscita dell'esperimento sembra dipendere da un "AGENTE X" senza il quale nulla accade.
Questo Agente X potrebbero essere le entità disincarnate, o entità intelligenti che vivono in dimensioni parallele e che in determinate occasioni riescono ad interagire con la nostra.
In certe occasioni, queste entità rivelano che senza un contributo medianico da parte dell'essere umano, certi fenomeni non possono avvenire. Quindi, oltre l'Agente X, può rendersi necessario il "FATTORE X".
La materia è molto delicata, esce dagli schemi abituali della scienza e richiede solo tanta voglia di capire ed una buona dose di creatività.
Non è una questione di fede.
Esistono dei casi in cui dei soggetti si presentino improvvisamente all'insaputa dell'autore, come in questa foto scattata durante una normalissima serata in discoteca (abbiamo offuscato i volti dei protagonisti per ragioni di privacy):

La foto non risulta manipolata - dati EXIF dell'originale

Questa è la classica foto "paranormale".
Come nel caso di certe voci metafoniche, l'entità o altra attività a noi sconosciuta potrebbe aver utilizzato come portante la luce o altre forme di energia presenti in quel momento per imprimere quel volto. In questo caso notiamo la formazione di qualcosa che i presenti non hanno percepito ma che la macchina fotografica digitale ha catturato "in quell'istante".
Ribadiamo, comunque, che la formazione di questo fenomeno è ancora a livello di ipotesi. Il nostro amico Dott. Mario Zampardi ha esordito sul forum dicendo che "sulla falsa riga della metafonia (o psicofonia che dir si voglia) potrebbe trattarsi essenzialmente di un processo, isoenergetico, in grado di modulare le frequenze, in questo caso visive, che compongono un campo elettromagnetico, per effetto di micro-campi gravitazionali selettivamente localizzati in punti chiave delle apparecchiature. Ci si rapporterebbe pertanto a processi attinenti alla fisica quantistica".
Per poter parlare di fenomeno "paranormale" bisogna prima di tutto dimostrare che il fenomeno sfugge alle leggi fisiche tuttora conosciute o quanto meno, che presenti delle anomalìe che normalmente non dovrebbero esserci; scartate tutte le ipotesi naturali possibili, fornire un protocollo che valorizzi il metodo usato dall'operatore al fine di evitare frodi e falsificazioni.
Ecco perchè noi non partiamo da ciò che hanno fatto gli altri.
Noi lavoriamo sul materiale prodotto dal gruppo di ricerca e comunque facente parte della rete di sperimentatori accreditati da metavisione.it
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Ven 01 Gen 2010, 23:35

Ecco perché vediamo facce
anche dove non esistono

Il cervello "vede" per schemi legati alle zone di luci e ombre
ROMA - Per gli esseri umani, una delle specie più sociali mai apparse sulla Terra, riconoscere un volto è così importante che c'è una parte del nostro cervello che si è evoluta apposta per individuare esclusivamente le facce: un onore che non ha avuto nessun'altra parte del corpo né alcun altro oggetto.
Ma che cos'è che distingue un volto da qualunque altra cosa, tanto da permetterci di identificarlo anche nelle immagini più sfocate? E come mai, invece, può capitare di vedere una faccia anche dove non c'è?

A queste domande sta dando una sorprendente risposta un gruppo di ricerche, su cui riferiva ieri anche il New York Times, da cui emerge che a far scattare l'attività dei neuroni giro fisiforme (il nome della circonvoluzione cerebrale che riconosce i volti) bastano pochissimi elementi, purché siano disposti nel modo giusto. Questi elementi non sono "due occhi, un naso e una bocca", che sono strutture tutto sommato complesse e ricche di dettagli, ma più semplicemente dei rapporti tra zone in luce e zone in ombra: come il fatto che la bocca si trova nel terzo inferiore del viso, ed è sempre più scura delle guance che le sono accanto, mentre gli occhi sono nel terzo più in alto, e sono più scuri della fronte che sta sopra. Pawan Sinha, direttore del laboratorio di ricognizione visiva del Massachusetts Institute of Technology, ha individuato dodici di questi rapporti, che costituiscono in totale una sorta di modello universale di faccia.
Un banale gioco di macchie, insomma, ma che al nostro cervello (e secondo alcuni studi, anche a quello delle scimmie) è più che sufficiente per vedere una faccia anche in una foto da cui è stato cancellato ogni altro dettaglio. E per vedere facce anche dove facce non ce ne sono affatto, come dimostrano esempi quali la famosa "faccia su Marte", individuata nella regione Cydonia del Pianeta Rosso da vari ufologi; oppure il toast al formaggio con l'immagine della Madonna che una signora della Florida è riuscita a vendere su Internet per la bella cifra di 28.000 dollari; oppure ancora addirittura il volto del diavolo intravisto da alcuni nel fumo che circondava le Torri Gemelle l'11 settembre 2001.

Il bello, infatti, è che la capacità del nostro cervello di ricostruire l'immagine di un volto disponendo solo di pochi tratti cruciali lo rende anche molto più suscettibile agli inganni. Ma secondo Pawan Sinha, che a gennaio è stato premiato dalla National Academy of Sciences proprio per queste ricerche, è un rischio che vale la pena di correre. Le informazioni trasmesse dai volti sono così preziose, dice, che è meglio vederne uno dove non c'è che non riconoscerlo quando c'è davvero.

http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/riconoscimento-facce/riconoscimento-facce/riconoscimento-facce.html
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Ven 01 Gen 2010, 23:46

documento:


Meta Visione
Le visioni mentali non sono una novità per la scienza. Tanti studi hanno stabilito che alcuni soggetti in particolari stati mentali hanno tali visioni. Giovanna D'Arco, per esempio aveva delle visioni. Il punto è che i psicologi in generale, e in particolare i psichiatra, tentano di liquidare tale fenomeno, come sintomo di schizofrenia. In altre parole le persone che affermano di avere visioni sono considerate pazze. A parte che bisognerebbe meglio definire lo stato di pazzia, per non incorrere nell'errore di classificare pazzia, tutto ciò che sfugge alla nostra comprensione.
Diversamente, quello che la scienza dovrebbe studiare è il fenomeno in sé, e tentare di stabilirne le regole. E, non è da escludere che un individuo con disturbi mentali possa manifestare uno stato alterato della mente, capace di attivare funzioni del cervello attualmente sconosciute. Dimostrando così, che la mente possiede capacità inesplorate.
A sostegno di tale tesi, è superfluo ricordare, che quasi tutti i santi della storia e i mistici, hanno dichiarato di avere visioni. Ultimo in ordine cronologico: padre Pio. Penso che nessuno studioso, azzarderebbe affermare che padre Pio sia stato pazzo.
Quindi, invece di liquidare tutto come sintomo di disturbo mentale, bisognerebbe iniziare una seria ricerca per comprendere i meccanismi. Tale studio potrebbe proiettare il genere umano verso nuovi e inesplorati confini. Inoltre l'indagine strumentale potrebbe verificare la fondatezza del fenomeno ..... diversamente da altri fenomeni in cui l'indagine strumentale non sempre è possibile sia perchè non disponiamo delle necessarie apparecchiature sia per la complessità stessa del fenomeno, quale Per esempio l' OBE. Questo perché è molto più complesso stabilire se una persona effettivamente è uscita fuori dal corpo. Mentre con le visioni, la mente comunque produce una attività elettrica misurabile con gli opportuni strumenti.
Le visioni sono quasi sempre spontanee, ma esistono soggetti che attraverso particolari esercizi di contemplazione..... particolari tecniche di rilassamento, e altro che non saprei definire con la parola scritta perchè impossibile, sono in grado di attivare la meta-visione. E' considerando che qualsiasi attività della mente produce energia, non sarebbe difficile poter individuare ed isolare tale forma di energia, e farne materia di studio.
Quello che so della facoltà delle visioni, parte dalla mia esperienza diretta, e quindi non sono in grado di verificare se anche altre persone siano in grado di svilupparle, oppure siano in grado di produrre tale "fenomeno", dal momento che per provarlo, occorrono risorse non indifferenti, che solo una grande struttura scientifica può impiegare.
Né sono in grado di dire, se tale facoltà sia innata, oppure può essere indotta usando tecniche appropriate. Quello che so, è che un giorno ero sul letto, raccolto e avvolto da un grande richiamo spirituale, tanto che persi la cognizione del tempo e dello spazio, incominciando a vedere dei bagliori che partivano dalla parete di fronte fino ad invadere l'intero campo visivo. Attraverso quel bagliore incominciai a vedere scene di vita molto antiche, e di luoghi sconosciuti. Trovo inutile raccontare ogni cosa che ho visto, anche perchè tante cose sono diverse da come le conosciamo.
Passato lo smarrimento e lo stupore di quanto avevo visto, mi resi conto che attraverso quel particolare stato d'animo ...... mentale, riuscivo ad andare a cinema senza acquistare il biglietto. Tutto questo accadde che avevo solo 16 anni, anche se devo ammettere che di cose strane ne accadevano periodicamente. Ma mai come quella volta.
Avendo una discreta esperienza di certi fenomeni, compresi subito che involontariamente avevo aperto una nuova porta nella mia mente ...... e, nella mia anima. Così tutti i giorni, ed in particolare prima di addormentarmi, creavo quel particolare stato mentale che mi permetteva di vedere scene di vita di un mondo e dimensione oltre di noi.
La mia domanda è sempre la stessa: ci sono altre persone che vivono la mia stessa esperienza??
Da piccolo, diversamente dagli altri bambini, invece di giocare come facevano gli altri bambini, , ero trasportato da quella sensazione spirituale che mi spingeva ad imitare il parroco della mia parrocchia nell'atto di celebrare la messa. Quello che mi attirava, non era un richiamo religioso, ma qualcosa di molto più profondo: mi attirava la solennità di quel rito, rivolto a qualcosa di grande, che sentivo molto forte in me, come se ne fossi parte, e ne conoscessi il senso ..... l'origine ..... la potenza.
Ma, tutto questo non è sufficiente a mantenere intatte le percezioni e quel richiamo verso qualcosa oltre di noi, dato che con il tempo ...... diventando adulti, tali percezioni si perdono, man mano che si è assorbiti dalla cultura e da tutto ciò che è intorno a noi. Non accade, se oltre a ciò che è innato in noi, si manifestano fenomeni che segneranno per sempre la nostra vita. Per esempio vedere per circa un mese tutte le sere, delle presenze ai piedi del mio letto. Tale forte esperienza, di cui anche un bambino, è in grado di comprendere di essere stato testimone di un evento oltre l'umano, diventa un forte collante, che si va a saldare a quel richiamo e percezioni di cui parlavo prima. Tutto questo, e ciò che si è susseguito lungo il corso della mia vita ..... mi hanno dato quella consapevolezza e forza d'animo, da farmi affermare che la certezza di altri mondi e dimensioni oltre di noi, è l'unica vera certezza che ho in questa vita.
Lo scopo di tale narrazione, non è quello di convincere alcuno, anche perchè noi vediamo solo quello che siamo. Invece, vuole essere un conforto e insieme un incoraggiamento per coloro che avvertono una grande spiritualità e la forte percezione di qualcosa oltre di noi. E, forse il conforto di credere di non essere solo, in un mondo che sento non appartenermi.
I nativi d'America, per comunicare inviavano segnali di fumo, noi usiamo il telefonino. Io so che c'è un diverso modo: usare il potere del nostro spirito.
La scienza dovrebbe porsi il problema, che la fisica così come la conosciamo, è solo una, delle tante possibili varianti, e che quindi non è in grado di dare tutte le risposte di ciò che esiste intorno a noi, e cosa realmente siamo. Per questo è essenziale che la comunità scientifica, modifichi il suo atteggiamento ponendosi davanti a certi problemi con una diversa visione d'insieme.
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Ven 01 Gen 2010, 23:55

ALCUNI FOTO ESEMPI DI METAVISIONE:






















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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:02

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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:04

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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:09

METAVISIONE OPPURE PAREIDOLIA?


Un celebre caso di pareidolia: una formazione rocciosa su Marte, ripresa dalla sonda Viking 1, che appare come un volto

La pareidolia (dal greco είδωλον, immagine, col prefisso παρά, simile) è l'illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale.
È la tendenza istintiva e automatica a trovare forme familiari in immagini disordinate; l'associazione si manifesta in special modo verso le figure e i volti umani. Classici esempi sono la visione di animali o volti umani nelle nuvole, la visione di un volto umano nella luna oppure l'associazione di immagini alle costellazioni. Sempre alla pareidolia si può ricondurre la facilità con la quale riconosciamo volti che esprimono emozioni in segni estremamente stilizzati quali le emoticon.
Si ritiene che questa tendenza sia stata favorita dall'evoluzione perché consente di individuare situazioni di pericolo anche in presenza di pochi indizi, ad esempio riuscendo a scorgere un predatore mimetizzato.
La pareidolia consente spesso di dare una spiegazione razionale a fenomeni apparentemente paranormali, quali le apparizioni di immagini su muri o la comparsa di "fantasmi" in fotografie.
Un fenomeno analogo alla pareidolia (una sorta di pareidolia acustica) si verifica anche per le percezioni uditive, quando si crede di sentire suoni, parole o frasi significative in rumori casuali, come quelli ottenibili da registrazioni eseguite al contrario. Numerose leggende riguardo a presunti messaggi satanici inclusi in canzoni rock ed heavy metal (ad esempio, il caso di Stairway to Heaven dei Led Zeppelin) sono, secondo un'opinione diffusa, da attribuirsi semplicemente a questo fenomeno, amplificato dai fan e in alcuni casi sfruttato a scopi commerciali dall'industria discografica.
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:13

Pianeta Marte.net presenta questo articolo che affronterà il tema della "Pareidolia"; la motivazione dovrebbe essere chiaramente comprensibile considerato l'acceso dibattito esistente tra i sostenitori dell'ipotesi "Vita extraterrestre intelligente" e i detrattori d'essa. Si ritiene infatti che nella superficie della Luna, di Venere e Marte, in alcune Lune di Giove e Saturno giacerebbero i resti di costruzioni architettoniche, volti umani scolpiti nel terreno (o nel ghiaccio) ecc., tutti di chiara origine intelligente. Di questo ne abbiamo ampiamente discusso in altri articoli.
Coloro che non condividono questo genere di supposizioni propongono modelli interpretativi di tipo tradizionale, sopratutto psicologici. La pareidolia rientra a pieno merito in questo specifico quadro analitico. Allo scopo di affrontare il soggetto nel modo più completo possibile (visto che noi non siamo degli specialisti) abbiamo condotto una raccolta di materiale attraverso i motori di ricerca, e quindi vi saranno infine segnalati i relativi links dei siti ai quali ci siamo riferiti.


Fig. 1: nelle nubi si intravede una immagine simile ad un orsacchiotto.
Avete mai osservato qualcosa che assomiglia, in certa misura, ad un volto umano o animale? Oppure qualcosa che sembra un oggetto conosciuto? Se la vostra risposta è affermativa allora avete sperimentato ciò che viene definita con il termine "Pareidolia". Questa parola deriva dal latino "parìre" e "idolum", ma, a sua volta, ha una radice greca: είδωλον.
Potremmo definirla come illusione subcosciente insita nel nostro cervello, la quale tende a ricondurre a forme conosciute oggetti e profili naturali (oppure artificiali) in un contesto (o texture) casuale. È una tendenza istintiva e automatica che fa scattare l'accostamento di forme familiari in immagini disordinate. Normalmente questo genere di associazione si manifesta sopratutto verso le figure e i volti umani.
Quali sono i luoghi nei quali il nostro cervello interpreta come volti umani (o altro) degli insiemi più o meno casuali di schemi e tracciati? Le nuvole, per esempio; la loro composizione di vapore acqueo (sulla Terra) e la loro estrema volatilità permettono alle correnti d'aria di modellarle nella maniere più disparate e imprevedibili. Anche Il ghiaccio è un altro catalizzatore di figure pareidoliche; l'acqua essendo un fluido estremamente elastico tende ad acquisire facilmente la forma di qualsiasi cosa in cui essa si stabilisce. Quando congela ne mantiene le sembianze in modo permanete fintantoché la bassa temperatura permane. Ma il punto è questo: l'acqua di mare, di fiume o di lago è soggetta ai consueti moti ondulatori o delle correnti di flusso, i quali ne determineranno sostanzialmente l'aspetto superficiale al momento della solidificazione. L'azione combinata di urti con rocce adiacenti (frane), urti meteorici, scongelamenti e nuovi congelamenti, movimenti sismici ecc. potranno causare l'apparire di figure antropomorfe o d'altro genere. Non da meno è lo stesso terreno solido che forma il suolo terrestre o degli altri pianeti rocciosi. Sebbene considerabili "solide", le rocce in realtà sono anch'esse dei fluidi con la differenza sostanziale di densità. La roccia è un fluido estremamente denso tale da acquisire una consistenza dura. Eppure se sottoposte a temperature elevatissime le molecole componenti le rocce divengono estremamente dinamiche: esse ci appariranno incandescenti emettendo anche luce e calore.
CAPIRE IL PASSATO PER COMPRENDERE IL PRESENTE
La diatriba che si combatte da oltre 30 anni dai sostenitori e detrattori delle figure artificiali marziane dobbiamo inquadrarla proprio in tale contesto e per comprenderlo pienamente potrebbe esserci d'aiuto fare un passetto indietro nel tempo, ovvero alla stessa formazione dei pianeti. Al di la delle Nostre ipotesi proposte su questo sito o di altre, saremo tutti d'accordo che, dopo la "condensazione" della materia proto-planetaria, il nostro "neonato" pianeta doveva essere interamente allo stato fluido. Di conseguenza, in rispetto alle Leggi Fisiche, la porzione della massa caldissima più esterna cedeva calore allo spazio freddissimo. A questo punto dovremmo facilmente intuire che, anzitutto, proprio la parte esterna avrebbe iniziato a solidificare, dando origine alle prime proto-zolle continentali. Man mano che il raffreddamento continuava si estendevano le masse solide sopra le quali si stagliarono le prime catene montuose, vallate, canyons ecc. Probabilmente si potevano osservare anche molti canali scavati dai flussi di lava che sfociavano in laghi e mari di lava.
Facciamo adesso un semplicissimo ragionamento: riusciremmo ad immaginare o calcolare quante sarebbero le combinazioni di texture che si potrebbero ottenere da una simile situazione planetaria? Probabilmente un valore virtualmente infinito. Pertanto le forme che la roccia solidificata mostrerebbe sulla superficie di un ipotetico neo-pianeta non conoscerebbero limiti: da tracciati ortogonali, canali tubiformi, strutture rettilinee ad angolo, sferiche, ovoidali, pseudo-piramidali fino alle figure più bizzarre e curiose, comprese le figure antropomorfe semplici, complesse o incastonate su altre figure antropomorfe.
A questo scenario, meritevole di un trattato di geologia, dobbiamo naturalmente aggiungere le interazioni tra suolo e atmosfera (con le relative fenomenologie meteorologiche) e fluidi superficiali (o sotterranei). Solitamente si presuppone l'acqua, ma non è detto che debba necessariamente essere questa il principale componente liquido che caratterizza un pianeta: su Titano, per esempio, si pensa che sia il metano a creare fiumi, laghi e mari.
Torniamo ora nel presente e rammentiamo questo: quando osserviamo la superficie attuale della Terra, della Luna, di Marte o di altri corpi rocciosi essa dovrebbe rappresentare (almeno in teoria) l'ultima versione di un processo geologico strutturato a strati sovrapposti e successivi ai precedenti; a meno che non siano intervenuti eventi violenti tali da alterare o rimpastare questo processo, noi vediamo la somma (o risultato) di una serie N tali di passaggi. Proprio come le nubi cambiano forma e si trasformano, anche la superficie dei pianeti (benchè solida) risponde basilarmente alle stesse leggi, naturalmente con tempistiche differenti, ma talvolta imprevedibili.
Conclusione? Avremo sempre la formazione di nuovi tracciati ortogonali, canali tubiformi, strutture rettilinee ad angolo, sferiche, ovoidali, pseudo-piramidali fino alle figure più bizzarre e curiose, comprese le figure antropomorfe semplici, complesse o incastonate su altre figure antropomorfe.
ALTRI FATTORI DA CONSIDERARE
Dobbiamo ora prendere in esame altri possibili cause generanti forme pareidoliche. Il prodotto della combustione è anch'esso una possibilissima fonte di immagini antropomorfe: se il fuoco brucerà una superficie infiammabile non si può prevedere esattamente come, dove e quando esso consumerà il materiale in fase di combustione. Al termine del processo stesso potremo osservare la risultante superficie carbonizzata. Che aspetto avrà? Anche qui talvolta si possono intravedere sagome curiose e somiglianti a volti umani, nulla però che vada oltre la sua naturalità intrinseca. Possiamo associare quanto descritto alla combustione di vegetazione, materiali sintetici, abiti, plastica (e relativa sua fusione), cibi eccetera. Non dimentichiamo allora le figure pareidoliche prodotte nelle emissioni di fumo... Infatti, analogamente alle nubi di vapore acqueo, il fumo è strettamente legato alla modellatura data dalle correnti d'aria. Una importante differenza potrebbe risiedere nella sua densità (il fumo è carico di particelle di pulviscolo e ceneri varie) ed anche per la sua temperatura iniziale in quanto prodotto della combustione.



Fig. 2

Fig. 3

Fig. 4

Fig. 5
Nelle figure 2, 3, 5 possiamo certamente ricordare un triste giorno che ha segnato la Storia. L'11 settembre 2001 due aerei pilotati da squadre terroristiche suicide si schiantarono sulle Twin Towers a New York, provocando quasi 3000 morti e la totale distruzione di entrambi i grattacieli. Pianeta Marte.net non è interessato alle svariate teorie dei come, quando e perchè (non è il nostro compito e non siamo intenzionati ad esprimere giudizi al riguardo). Ciò che potete ben constatare sono tre manifestazioni paredoliche sulle emissioni fumogene dopo le tremende esplosioni dovute agli schianti degli aerei. Qualcuno ha avuto il coraggio di costruirci sopra delle belle storielle...
Nella figura 4 possiamo osservare un'altra manifestazione di pareidolia su una comunissima nube dall'aspetto simile ad un animale.
Che dire delle figure antropomorfe che appaiono nelle pareti di case, nelle grotte, nel vetro delle finestre o nella muffa? Il principio è lo stesso: pura casualità, ma in questo caso ricordiamo che (sopratutto) le pareti delle grotte e (un po' meno) i muri di casa sono porosi e lasciano traspirare piccole quantità d'acqua. Quest'ultima, dopo un certo tempo e una costante condensazione, assumerà le indistinte, ed insignificanti, sembianze di Madonne, Cristi e altre figure religiose; eppure sembra che nessuno abbia mai descritto l'apparire di forme simili a computer, telefonini, lavatrici ecc...
RASSEGNA DI PAREODOLIE
Ed ora proponiamo un po' di immagini tratte dal sito Attivissimo.net (sezione Antibufala) che dovrebbero chiarificare le idee molto più di 10 mila parole. Accettatele così come sono, comprese le simpatiche chiose umoristiche dell'Autore, persona molto acuta e intelligente...


La Madonna che prega (Chicago, 10 aprile 2005)

Queste immagini, tratte dalla BBC e da NBC5.com, mostrano una chiazza di colatura (o una Madonna che prega), scorta al sottopassaggio stradale di Fullerton Avenue, sulla Kennedy Expressway, a Chicago.
La Madonna del Tostapane (2004)


Diane Duyser, dalla Florida, esibisce nel 2004 una fetta di toast che afferma di aver preparato dieci anni prima e che mostrerebbe l'immagine della Madonna. Ma non notate una certa somiglianza con Greta Garbo?
La fetta mistica fu acquistata per 28.000 dollari da un casinò online. Non è che i titolari del casinò siano particolarmente religiosi: è che sono avvezzi a fare qualsiasi cosa che faccia comparire il loro nome nei giornali, e questa storia del toast fece il giro del mondo. Per esempio, lo stesso casinò affitta giovani ragazze che attraversano, più o meno nude e col nome del casinò scritto sui punti strategici, i campi da gioco durante le riprese TV delle partite.



Gesù compare su un bastoncino di pesce (2004 circa)


Dopo aver sentito della cifra notevole raccolta dalla fetta di toast "divina", Fred Whan, dell'Ontario, ha esibito il proprio campione di cibo miracoloso: un'immagine (lui dice) di Gesù su un bastoncino di pesce, conservato nel freezer da quando fu cucinato nel 2003.






Gesù su un chapati (2002)


Nel 2002, a Bangalore, in India, su un chapati (un tipo di pane) è comparso un "volto" che i fedeli hanno identificato come quello di Gesù, facendo accorrere migliaia di persone. Il chapati è stato conservato e messo in una teca di vetro.






Il volto di Gesù nell'ombra delle foglie (2000)

C'è chi sostiene che quest'ombra sulla recinzione di un parcheggio di roulotte mostri il volto di Gesù. L'apparizione, verificatasi a Port Germein, in Australia, ha prodotto un boom turistico. L'ombra è prodotta dalla combinazione di un lampione, di uno steccato di legno e di un albero.





Madonna col Bambino a Boston (2003)


Decine di migliaia di pellegrini si sono presentati al Milton Hospital, vicino a Boston, perché una finestra del terzo piano di un palazzo adibito a uffici mostrava (così si diceva) un'immagine della Vergine con il Bambino. A quanto pare, la forma era il risultato di una perdita di una sostanza chimica presente all'interno della finestra sigillata





Con tutta sincerità siamo certi che queste immagini esemplari dovrebbero da sole demolire molte delle congetture che i cosiddetti "Visionari" della Terra e dello Spazio propinano a tutto spiano. Tuttavia è chiaro che non possiamo garantire al 100% che queste fotografie siano veritiere, verificabili e autentiche; noi le abbiamo accettare come tali in quanto la fonte web (antibufala) ci sembra onesta e sincera. Siamo altresì consapevoli che uscirà sempre qualcuno pronto a mettere in discussione qualsiasi informazione pericolosa e compromettente, tale da smontare i propri "castelli di aria fritta".
Ma ecco un'altra definizione della pareidolia tratta dal sito Attivissimo.net: "la tendenza a cercare schemi ordinati e familiari nel disordine. E' la stessa tendenza che ci permette di "scorgere" un drago in una nuvola o un volto nella superficie della Luna. Inoltre abbiamo un riconoscimento innato estremamente radicato per i volti e le sembianze umane: è per questo che i neonati sono attratti immediatamente da un viso o da qualsiasi oggetto che somigli anche soltanto vagamente a un viso. Bastano due punti e una riga per rappresentare un viso, donde il successo delle "faccine" nei messaggi di posta e negli SMS. Faccine come quella che trovate alla fine di questa frase (se non la scorgete, inclinate la testa verso sinistra di novanta gradi). : )
Perché queste immagini continuano ad apparire? [...] Anche qui c'è una spiegazione psicologica abbastanza semplice: siamo selettivi nel notare le cose. Notiamo l'ordine nel disordine, per cui se al Lotto estraggono i numeri 1, 2, 3, 4, 5 ci sembra un'anomalia incredibile, quando in realtà quella sequenza ha la stessa probabilità di ogni altra. Nella nostra vita quotidiana ci imbattiamo in milioni di forme casuali: volute di fumo, nubi, automobili parcheggiate, folle, ombre sui muri, macchie di muffa. Ma notiamo e ricordiamo soltanto quelle che riteniamo in qualche modo "speciali" e ci dimentichiamo [...] di tutte le altre forme indistinte".
IMPLICAZIONI SULL'ESPLORAZIONE SPAZIALE E SULLE METODOLOGIE DI IDENTIFICAZIONE
Inevitabilmente l'argomento della Pareidolia si riflette anche nelle immagini che i veicoli spaziali in orbita attorno ai pianeti del Sistema Solare ci hanno reso durante questi ultimi 40 annidi storia e di conquiste. Inutile ricordare i connotati aspri e polemici della diatriba infinita sulla Face e le Piramidi di Cydonia, sulle città di Marte, i Castelli della Luna, e la varie basi aliene dei satelliti di Saturno... Non abbiamo la più pallida idea se (e quando) tali lotte intestine avranno mai termine, anche perchè le Parti Contendenti sono fervidamente convinte di avere ragione. Probabilmente ci sarà sempre la "Novità dell'ultima ora" che farà risvegliare l'orso dal suo momentaneo letargo. Ciò nonostante abbiamo pensato di mettere un po' di legna nel fuoco (tanto per restare in argomenti infuocati...) e mostrarvi qualcosa che abbiamo scovato su Marte...


Questa immagine è stata osservata attentamente adottando uno dei discutibili e collaudati metodi di ricerca di certi "Cacciatori di Anomalie" marziane. Come potete notare vi sarebbero tre apparenti abbozzature di volti umani scolpiti nel terreno della Juventae Chasma.
Non è stato molto difficile individuarli perchè erano chiaramente visibili; così ci è sembrato buona cosa applicare delle marcature utilizzando il software più banale che il mercato potrebbe offrire: Paint di Windows XP!
Siamo sicuri che non a tutti lo scherzetto sarà piaciuto, ma, dolenti, non è uno scherzo! Le bozze di volti umani ci sono veramente. Solo che desideravamo partecipare anche noi a questo divertente gioco di "Guarda la foto e dimmi cosa ci vedi".
Ma certo! questa è Pareidolia: la mente ha richiamato in modo del tutto automatico tre figure umane apparentemente disegnate nel suolo di Marte!
Allora, a conti fatti, è tutta illusione? Non esiste proprio nessuna "anomalia" da studiare?
Vogliamo lasciare il tutto al Vostro insindacabile giudizio e parere! Questa è invece l'immagine genuina e senza le nostre allegre pennellatine di nero fatte con il Paint...
Siamo certi che quelle fatidiche figure umane le vedrete sicuramente. Ma se non Vi avessimo detto un bel niente, mostrandovi solo l'immagine e basta, le avreste notate? Noi scommettiamo che... su 10 Lettori, forse solo uno se ne sarebbe accorto!
La Pareidolia è un meccanismo, sì, automatico, tuttavia totalmente soggettivo, il più delle volte subliminale e molto suscettibile di stimoli e suggerimenti dettati da preconcetti e forzature.
Da un punto di vista più tecnico e oggettivo come dovremmo considerare questi pseudo-volti umani intravisti nel fotogramma della Juventae Chasma? La risposta la troveremo ripassando quanto sopra descritto nel paragrafo "CAPIRE IL PASSATO PER COMPRENDERE IL PRESENTE". In altre parole, ragioniamo fin dove possiamo con l'occhio del geologo e teniamo a mente la straordinaria maniera in cui la Natura opera attraverso le Leggi Fisiche, interagendo con ogni singolo elemento presente in Essa.
Prendiamo in esame alcune figure geologiche dall'aspetto di volto umano o di animale. La rassegna di immagini è stata realizzata grazie una ricerca su alcuni siti e motori di ricerca.


Due rocce piuttosto conosciute: la prima (a sinistra) avente il vago aspetto di un elefante, almeno a prescindere dalla sporgenza simile ad una proboscide. La seconda (a destra) ricorda vagamente un orso. Ma si tratta in entrambi i casi di strutture geologiche esclusivamente di origine naturale.


In queste due immagini si vedono in modo chiaro delle figure umane di profilo: quella a sinistra è stata tratta dal forum di ufologia.net, in una serie di post in cui si discuteva delle anomalie di Marte e dei volti umani scolpiti nel terreno. Quella a destra invece arriva da Google Earth ed è stata anch'essa ampiamente commentata nel forum di ufologia.net. Bisogna ammettere che è veramente straordinaria: si tratta di un rilievo montuoso situato in Canada.
Vi suggeriamo di fare un confronto a colpo d'occhio tra il volto umano del Canada e quello che abbiamo individuato nella Juventae Chasma (Marte), situato a SX nel fotogramma. Non si può certo affermare che siano perfettamente uguali, comunque una certa somiglianza strutturale esiste. Cosa potrebbe indicare? Sostenere che la Natura non sia in grado di sviluppare, attraverso i suoi processi, figure complesse è illogico perchè le dimostrazioni ci sono.


Sul nostro sito ci siamo più volte soffermati a proposito delle strutture geologiche di Cydonia ed altre simili trovate su Marte; qui a sinistra vi riproponiamo la "Happy face" e la "Face". La Pareidolia si applica anche in questi due casi? Immancabilmente la nostra risposta è sì. Fondamentalmente ciò che vediamo è, nel caso della Happy Face, un cratere con, al suo interno altri piccoli crateri ed una mini-catena di rilievi a forma curvilinea. Il risultato della combinazione di tutti questi è un simpatico "smile".
La Face è un rilievo collinare situato a Cydonia Mensae, nei pressi di Acidalia Planitia. Analizzando recenti fotogrammi della Mars Express (sebbene siamo sempre un po' dubbiosi sulla genuinità totale del materiale ESA) ci siamo resi conto delle similitudini tra le sporgenze della Face e di due strutture ad essa vicine, tanto da ritenerle parte di un antico arcipelago dove anticamente c'era il mare (estensione della Vastità Boreale). Tutti e tre i rilievi mostrano forme tipiche delle coste prossime al mare.




Ed infine, è ancora la Juvetae Chasma a far parlare di se. Le forme pseudo-piramidali che vedete qui a sinistra sono state identificate dai Colleghi di Lunar Explorer Italia per dimostrare quanto siano effettivamente comuni tali strutture sulla superficie marziana.
A proposito di forme pseudo-piramidali ne avevamo parlato anche noi in un precedente articolo, evidenziando alcune curiose rocce dell'Ares Vallis, esattamente nel luogo di atterraggio della Pathfinder. Ma quali fattori determinano la generazione di tali sagomature nei rilievi rocciosi, indipendentemente dalle dimensioni? La nostra opinione è sempre basata sulle Leggi Fisiche primariamente applicate in ambito geologico.


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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:16

Fondamentalmente la Pareidolia è la descrizione di una parte del "software" insito nel nostro cervello; potremmo paragonarla ad una subroutine di riconoscimento delle forme familiari, nella fattispecie "volti umani". Il "software", in questo specifico caso inteso nel suo insieme, comprende tutti gli schemi cognitivi di qualsiasi insieme regolare all'interno di insiemi irregolari e/o caotici. La diretta conseguenza di tale presupposto ci porta, paradossalmente, al punto di partenza e cioè che il riconoscimento automatico delle forme regolari non è, in quanto tale, la causa delle forme regolari stesse.
Il passo successivo ci porta a dedurre che, in mancanza di dati oggettivi sui processi che hanno determinato l'esistenza di un insieme regolare in un contesto caotico, non siamo, a rigor di termini, in grado di stabilire se l'insieme regolare è di origine naturale o artificiale. Per stabilirlo necessitano i parametri tipici richiesti, ad esempio, nel cosiddetto "metodo scientifico". Oppure è indispensabile poter seguire un determinato processo dal suo inizio fino al suo epilogo; in tal caso potremo non solo valutare l'entità dell'insieme "pareidolico", ma potremo studiarne gli effetti che esso esercita sulle nostre facoltà cognitive al momento di osservarlo e identificarlo (con o senza stimoli subliminali o forzati).
Ritornando alle immagini proposte in questo articolo e riguardanti le Icone Sacre (Cristi e Madonne), abbiamo appurato che molte volte siamo in grado di tracciare l'Evento Base generante l'immagine in tutta la sua evoluzione (nascita, sviluppo, termine) e applicare correttamente il meccanismo della pareidolia quale spiegazione razionale del nostro istintivo accostamento interpretativo. Sono poi le differenze culturali e le nozioni acquisite nel tempo che differenzieranno i sottoprocessi elaborativi della subroutine "Pareidolia", a sua volta parte del "software" di riconoscimento delle forme regolari negli insiemi caotici. Per un ateo sarà forse più difficile scorgere una Madonna nei muri rispetto ad un fervente religioso; per un miscredente alla vita aliena sarà indubbiamente più complicato riuscire a scorgere un volto umano o una piramide su Marte... Si potrebbero fare moltissimi altri esempi...
Sicché appare ben chiaro che la Pareidolia non dovrebbe essere utilizzata come metro di giudizio per sostenere che una ipotetica struttura ortogonale presente su Marte (o altrove) sia naturale o artificiale; essa non è infatti un sistema parametrico geologico o archeologico, bensì un sistema interpretativo-soggettivo dell'osservatore. La Pareidolia quindi è un meccanismo del cervello, non un meccanismo della Natura operante nello spazio fisico e pertanto non possiamo definire "artificiale" ciò che appare ai nostri occhi solo perchè ha un aspetto "regolare".
La ricerca di elementi artificiali extraterrestri necessita dei mezzi tecnologici più idonei all'utilizzo, nel qual caso la fotogrammetria satellitare a più risoluzioni e prospettive angolari. Ottenuti tutti i dati indispensabili allo studio e riconoscimento, si potranno creare anche dei modelli "virtuali" in 3D, confrontandoli ovviamente insieme alle immagini "reali". Saremo sempre in balia della pareidolia e dei meccanismi di riconoscimento mentali, ma avremo dei marcatori tecnici in grado di guidare il nostro cervello a operare in modo lucido e obiettivo.


Le quattro immagini che vedete qui a sinistra rappresentano elementi sostanzialmente diagnostici, nel qual caso il paziente, sottoposto a test analitici come i cosiddetti "Test di Rosarch", viene invitato dallo psicanalista a esprimere ciò che vede.
In genere le illusioni ottiche e le immagini di Rosarch non danno quasi mai lo stesso risultato perchè, ripetiamo, si tratta di valutazioni del soggetto messo a confronto con un elemento preconfezionato e standardizzato.
Non dimentichiamo tuttavia che, esattamente come i test della vista ci aiutano a capire se vediamo bene oppure i test dell'udito ci consentono di misurare la nostra sensibilità uditiva, quelli adottati in psicologia e psicanalisi permettono di diagnosticare certe anomalie delle funzioni cerebrali più profonde e complesse (disturbi di percezione spaziale e temporale, alterazioni della memoria ecc.). Ciò che osserviamo nel mondo reale non è completamente immutabile e standard.
Le figure che talvolta appaiono nelle nubi, nel fumo, nelle macchie di umidità, nelle muffe, nel terreno ecc. hanno modalità di nascita, sviluppo e termine differenti tra loro; spesso sono prevedibili, controllabili e tracciabili, ma non in tutti i casi. La loro durata nel tempo varia in modo estremo.
Sono le figure geologiche le più complesse da interpretare e fintantoché avranno la loro ubicazione sulla Terra sarà possibile effettuare un'esplorazione diretta e completa così da stabilire la loro più probabile origine. Nel caso di altri pianeti sorgeranno delle inevitabili complicazioni...
Facciamo un esempio: se individuassimo una figura antropomorfa priva di ulteriori elementi decorativi ad essa adiacenti ci sono probabilità in più che sia di origine naturale e non artificiale. Se invece scoprissimo accanto, o attorno ad essa, elementi giudicabili decorativi, le probabilità potrebbero giocare a favore di una sua origine artificiale, e non naturale.
LA DIATRIBA INFINITA
La lotta ultradecennale, tra i sostenitori dell'archeologia spaziale e quelli contro, si sta combattendo a suon di immagini trasmesse dalle sonde spaziali e impugnate da un congruo numero di Appassionati, Ricercatori indipendenti e alcuni Scienziati che, da un lato, giurano di "vedere" ogni genere di struttura dall'aspetto regolare o familiare e comprovate l'esistenza di vita intelligente eso-terrestre, mentre dall'altro lato (i detrattori) non vedono proprio nulla.
Gli scettici si appellano dunque ai meccanismi interpretativi del cervello, tra cui la pareidolia, per smontare tutto.
Cosa dovrebbe insegnarci questo? Chi crede all'esistenza di tracce lasciate da possibili esseri intelligenti dovrebbe certamente tenere conto di queste legittime obiezioni, perchè il nostro occhio ed il nostro cervello possono essere facilmente tratti in inganno da vere e proprie illusioni prospettiche, risolvibili sovente in banali errori.
Inoltre, in mancanza di nozioni tecniche in Fisica, Geologia, Archeologia ecc., il nostro cervello non potrebbe facilmente sviluppare adeguati riferimenti di base in grado di filtrare le percezioni visive attraverso "marcatori razionali". E questo dato di fatto è essenziale per "ripulire" le interpretazioni al peggio dettate da concezioni approssimative in possesso al momento dell'osservazione di un presunto artefatto spaziale.
La Storia è Maestra in questo campo: basti pensare al sistema geocentrico, nato per errata interpretazione dell'apparente moto di sole, luna e pianeti nella volta celeste (ritenuta erroneamente immutabile). Chiaro il concetto?
La Pareidolia non va però considerata dal lato strettamente negativo. Immaginate un archeologo intento a scavare su un terreno ritenuto potenziale luogo di ritrovamento di reperti antichi: cosa pensate lo guiderà a individuare un oggetto da recuperare? Saranno solo ed esclusivamente le nozioni tecniche acquisite a scuola?
Ovviamente il cervello riconoscerà le forme regolari nel caos, così l'archeologo, un po' per istintivo meccanismo mentale e un po' per maturata conoscenza tecnica, individuerà un frammento d vasellame, un coperchio, una statuetta ecc...
Lo stesso principio dovrebbe guidare la ricerca eso-archeologica: un po' di istintiva pareidolia guidata e mitigata da adeguate conoscenze tecniche. Probabilmente avremo la possibilità di sviluppare una Metodologia di indubbio valore scientifico.

CONCLUSIONI
Gli Scettici irriducibili si appelleranno sempre ad ogni genere di spiegazioni naturali per togliere l'artificialità a tutto ciò che i Sostenitori mostreranno a favore delle tesi eso-terrestri. Ma, ripetiamo ancora, i meccanismi del cervello umano non corrispondono alle Leggi Fisiche che operano in Natura, pertanto una struttura ritenuta naturale potrebbe non esserlo fino a prova contraria. Mentre una struttura ritenuta artificiale potrebbe non esserlo fino a prova contraria. Ribadiamo: "PROVA"! non liquidazione a parole.
Per individuare possibili strutture artificiali extraterrestri nello spazio occorre giustamente applicare metodologie eque e degne di qualsiasi altro settore di ricerca scientifico e storico, senza facili liquidazioni e nemmeno troppe facilonerie da improvvisati Esperti che vedono ogni cosa dappertutto. Siamo altresì consapevoli che questo articolo non cambierà un bel niente nella mente di nessuno e che ciascuno continuerà a sostenere le proprie ragioni e i torti altrui. Pazienza! Noi ci siamo sforzati di offrire un punto di vista, vorremmo sperare, equilibrato e possibilista. Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro.
*** *** ***

http://www.pianetamarte.net/pareidolia.htm
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:17



La banconota da 20 dollari se dovutamente ripiegata mostra il WTC in fiamme, il Pentagono in fiamme (particolare 3) e la scritta Osama. Il fenomeno è curioso. Quale spiegazione possiamo dargli?
Si tratta di SUBLIMINALE? Improbabile. Un messaggio subliminale ha decorso da subito. Qui risulta impossibile riconoscere il messaggio prima del suo adempiersi. Inoltre avvertire la popolazione, di un attacco al WTC, attraverso le banconote in circolazione, implicava la conoscenza di fatti che ancora dovevano accadere. Bisogna comunque considerare (fatto non di poco conto) che la banconota da 20 dollari, è stata ridisegnata nel 1996, solo 5 anni prima dell'11 settembre 2001.
Si tratta di PAREIDOLIA? Improbabile. Prima di rendere visibile il particolare, la banconota ha dovuto essere ripiegata. E' mera PAREIDOLIA una macchia di muffa, che senza manomissione alcuna, mostra l’immagine di Padre Pio su un muro. Se di PAREIDOLIA si tratta, qui è PAREIDOLIA indotta. Qui il WTC, il Pentagono e la scritta Osama, sono visibili perché li si è cercati (se mai deve sorprendere il fatto che siano stati trovati). Se si da valore alla tesi, che colpevolizza il governo americano, la banconota è stata ideata, perchè a fatto avvenuto, destabilizzasse, con atroci sospetti, una nazione già terrorizzata.

Si tratta di una COINCIDENZA? Improbabile. Dei tre particolari che compaiano sulla stessa banconota, tutto si può dire, tranne che si tratti di coincidenza.
Si tratta di SUGGESTIONE? Probabilmente si. Chi ha ideato questo "giochino", inducendo alla PAREIDOLIA, ha voluto suggestionare la società, Conducendola, attraverso il dubbio, in un terrore ancora più profondo. Il messaggio è questo: tutto è stato precedentemente programmato. Il nemico si trova in casa. La prova sta in questo biglietto da 20 dollari.
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:18



Si tratta di SUBLIMINALE? Improbabile. Ecco come lo Zingarelli definisce il termine “SUBLIMINALE: Detto di stimolo che è troppo debole per essere percepito e riconosciuto, ma non tanto da non esercitare qualche influenza sui processi psichici consci o sul comportamento”. Le facce che compaiono nel fumo, sono così evidenti che vengono subito notate. Questo esclude a priori il SUBLIMINALE.
Si tratta di PAREIDOLIA? Improbabile. I particolari che compaiono non sono vari. Si tratterebbe di PAREIDOLIA solo se fossero visibili altri elementi, per esempio: animali, case, alberi, ecc., ciò che vediamo qui, è monotematico. Si tratta di volti che ricordano il diavolo. Quando, saranno mostrate altrettante immagini (in ugual numero), con elementi che si distaccano dal tema in questione, allora si potrà dar valore alla tesi della PAREIDOLIA.
Si tratta di una COINCIDENZA? Improbabile. Troppe facce in immagini diverse. Se non fosse per un attestato della Olympus, che conferma la genuinità di una delle fotografie, sarei propenso a parlare di manomissione (tale attestato ha valore finché qualcuno – esperto di fotografia digitale- non lo contesterà. O fino a quando si scoprirà che le macchine fotografiche digitali... ma questa è un'altra storia). La fotografia di destra è stata scattata (usando una macchina fotografica digitale) da Mark Philips (15 minuti dopo l'attentato) e diffusa dall'agenzia Associated Press.
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:20

METAFONIA


Viene definita con il il nome di Metafonia ( o psicofonia ) la captazione, mediante l'uso di un registratore o anche della radio, di parole e frasi di senso compiuto, non provenienti dall’ambiente circostante e, si suppone, neppure dall'ambiente terreno. A parte la radio, che richiederebbe una spiegazione più complessa, la registrazione di queste voci si può ottenere usando un nastro vergine ( questo è il metodo originario, inaugurato da Jurgenson nel 1959 e tuttora prevalente fra gli sperimentatori ) ed, in tal caso è necessaria l’assenza, nell’ambiente, di voci umane e la presenza di leggeri rumori di fondo, per attivare, comunque, un campo magnetico attraverso il movimento della membrana del microfono.

Il metodo usato, solitamente, dai coniugi Desideri è, però, quello c.d. del nastro rovesciato, che consiste nel riascoltare un nastro che viene magnetizzato con frasi pronunciate dai presenti o tratte da qualsiasi altra fonte e poi rovesciato dal lato interno, al fine di farlo scorrere al contrario.

Se la sperimentazione riesce, invece di udire, a rovescio, le parole registrate a suo tempo, si possono percepire al riascolto, in modo più o meno chiaro, parole e frasi di senso compiuto che con le prime hanno solo alcune sillabe in comune. Questo metodo permette di ottenere comunicazioni più lunghe, rispetto a quelle ottenibili con il nastro vergine, perché le Entità utilizzano, in parte, le sillabe che trovano nella “ base ” risparmiando, così, molta energia.

Questo metodo viene spiegato in modo più dettagliato nella sezione "BASI E VERIFICHE", dove si spiegano anche le prove che si possono effettuare per verificare che le frasi che si percepiscono siano di origine paranormale e non frutto di un'illusione uditiva. Usando prevalentemente questo metodo, i coniugi Desideri ricevono comunicazioni di Entità disincarnate e, assistiti dalle loro Guide ( S.Erasmo : un Santo vissuto nel terzo secolo dopo Cristo e Clelia: una giovane donna trapassata qualche anno fa ) prestano la loro opera, in modo totalmente gratuito, nei limiti delle proprie disponibilità di tempo, a favore di coloro che vogliano mettersi in contatto con parenti o amici defunti. Questi contatti, è bene precisarlo, hanno fini esclusivamente spirituali e servono ad acquisire la certezza della sopravvivenza dell’anima dopo la morte del corpo fisico,per cui non è ammesso utilizzarli per fini terreni ( per avere notizie sul futuro o consigli per la soluzione di problemi contingenti ) anche se, qualche volta, ai disincarnati viene permesso di fornire alcune informazioni o consigli, per aiutarci a superare momenti particolarmente difficili della nostra vita.
Nelle pagine che seguono si forniscono alcuni esempi di queste comunicazioni. Le frasi offerte in ascolto sono scritte, per facilitarne la percezione (non agevole per l’orecchio non esercitato a questo tipo di comunicazioni ), per cui si consiglia di seguire il testo durante l'ascolto. Le medesime sono accompagnate, inoltre, da un commento per spiegarne il significato ( non sempre comprensibile facilmente, se non si conosce il contesto in cui si inseriscono)
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:23

METAFONIA
(COMUNICARE CON l'ALDILÀ)


La Metafonia è la tecnica impiegata da alcune persone per poter comunicare, tramite apparecchi audio-video, con l'aldilà.
Sono sempre più le persone che si interessano a questa nuova disciplina, e sono sempre più i risultati sconvolgenti.




METAFONIA: metodologia.
Strumenti occorrenti:
1- una radio che riceva sulle onde corte, che come simbolo porti la sigla sw, fm (modulazione di frequenza) o mw (onde medie), oppure...
2- un registratore da tavolo o portatile, con possibilità di riavvolgere il nastro e risentire.
La comunicazione può avvenire in questo modo:
Nel caso si usi una radio, si deve cercare una frequenza occupata, in cui vi è una o più voci che discorrono. A questo punto ci si deve spostare sulla frequenza più vicina, ma in cui non vi sono voci alcune, solo un rumore di fondo. A questo punto si deve solo aspettare. Se una qualche entità vorrà comunicare con voi, potrà usare la forza sonora dell'emittente vicina, creando un testo vocale ex novo. Per questo è utile rimanere vicino ad un'emittente, altrimenti l'entità non potrebbe avere il mezzo vocale necessario alla comunicazione.
Nel caso si usi un registratore, bisogna registrare in ambienti in cui vi è solo silenzio, o meglio, rumore di fondo naturale. Quindi, all'aperto in un bosco va bene, ad esempio, oppure in casa, se siete soli. Non aspettatevi di ottenere risultati da subito. Bisogna essere pazienti e fare molti tentativi prima di poter ottenere qualcosa, e non è nemmeno detto che li otteniate. Infatti, conta molto la natura del soggetto che si cimenta in questi esperimenti, in quanto sarebbe meglio essere un minimo "sensitivi". Più si è lontani da quest'ambito, più si è razionalisti e scettici, minore sarà la possibilità che possiate avere successo.

MARCELLO BACCI, PIONIERE DELLA METAFONIA
MARCELLO BACCI - gli inizi della ricerca
Marcello Bacci ( nato a Grosseto nel 1927, è un pioniere nel campo della Metafonia, ndr) inizia le sue ricerche nel mondo del paranormale all'inizio degli anni '60 passando attraverso una vasta gamma di metodologie. Dopo alcuni anni di sperimentazione con il magnetofono la ricerca si è andata focalizzando nella ricezione di Voci paranormali tramite un apparecchio radio-ricevente a valvole.
L'uso di un apparecchio radio come strumento idoneo alla ricezione delle Voci paranormali fu suggerito dalle Voci stesse che Bacci registrava su magnetofono.
I contatti radio avvengono oggi con particolari e ben precise modalità subordinate alla presenza di Marcello Bacci, elemento medianico catalizzatore di energie misteriose "che non sono di ordine scientifico, ma di altro ordine", come hanno precisato le Voci stesse. Tentativi di stabilire il contatto in assenza di Bacci hanno dato sempre esito negativo, confermando il ruolo medianico dello sperimentatore.
Marcello Bacci e la radio oggetto dell'esperimento,
una "Geloso" a valvole.


MARCELLO BACCI - la sperimentazione

L'esperimento si svolge con semplici ed ormai consuetudinarie modalità: Bacci sintonizza la radio su una frequenza a onde corte, cercando una banda silenziosa senza alcuna trasmissione; dopo un'attesa che può essere molto breve o protrarsi anche per più di mezzora, la portante subisce una modifica, si attenuano e spariscono i rumori di fondo e subentra nella sintonia un caratteristico segnale acustico. Potremo paragonarlo ad un vortice di vento in avvicinamento, che viene ripetuto varie volte a brevi intervalli. Dopo i segnali la sintonia risulta silenziosa ed eliminati i rumori di fondo le Voci paranormali iniziano a parlare instaurando un vero e proprio dialogo, intervallato da pause durante le quali gli sperimentatori o le persone presenti come ospiti possono interloquire e porre domande. I contatti hanno mediamente una durata di circa 25/30 minuti ma si sono registrati interventi protrattisi per circa un'ora. I dialoghi si concludono spesso con cori solenni che talvolta sembrano emergere da una lontananza che progressivamente va amplificandosi, suscitando negli ascoltatori una sorta di rapimento emozionale, difficile da tradurre in parole, come spesso si può constatare ascoltando i commenti delle persone presenti all’esperimento.

MARCELLO BACCI - caratteristiche delle voci

Le Voci, per timbro, consistenza fonica e soprattutto per il contenuto emozionale e di pensiero appartengono a individualità molto diverse fra loro; alcuni degli interlocutori si qualificano come Entità spirituali o maestri, mantenendo la propria identità anonima, mentre altre Entità, fino dai primi tempi della sperimentazione, si sono presentate con un nome proprio. Cordula e stata la prima Voce che ha reso inequivocabili i contatti, chiamando per nome gli sperimentatori Marcello Bacci e Luciano Capitani ed esprimendosi in "poliglottismo" proprio per escludere il sospetto che potesse trattarsi di intercettazioni di trasmissioni radiofoniche umane. Nel corso degli anni successivi una Voce che si esprimeva in russo, con grande disappunto di tutti i componenti del gruppo che non conoscono questa lingua, in considerazione delle sollecitazioni ad esprimersi in una lingua comprensibile, accondiscese a tradurre in italiano il proprio pensiero e si qualificò con il proprio nome, Gregorio, fornendo anche alcune notizie circa la sua passata vita terrena come monaco cristiano vissuto nel VI secolo.

MARCELLO BACCI - il messaggio nella transcomunicazione

Le Voci hanno ripetutamente ribadito che il contatto avviene e deve essere mirato ad alleviare la sofferenza delle persone colpite dalla morte di un congiunto profondamente amato e fin dall'inizio della sperimentazione di Bacci almeno un terzo della durata degli interventi e stato dedicato a favorire l'incontro fra "vivi e morti", anche se spesso ci è stato detto che le parti sono invertite, cioè chi ci parla dice di essere "vivo più che mai" e che noi siamo "morti", nel senso che siamo oppressi e limitati dalla materia. Questa fase del contatto è resa inequivocabile da un metodo molto incisivo e convincente: alcuni degli ospiti, anche coloro che partecipano per la prima volta, vengono chiamati dalla Voce della radio per nome e talvolta anche col cognome per richiamarne l’attenzione: viene quindi introdotto il congiunto dando conferma della sua presenza proprio lì alla radio e viene favorito un dialogo diretto. Si avverte in questi interventi una forte carica emozionale ed emerge la determinazione primaria di farsi riconoscere e di tranquillizzare: il defunto si presenta insistentemente con il proprio nome, afferma la propria sopravvivenza e spesso dichiara la propria sorpresa di ritrovarsi vivo immerso in una luce sfolgorante; talvolta la Voce si esprime con il timbro e le caratteristiche foniche della voce umana, che, riconosciuta, suscita profonda e sconvolgente emozione nei genitori. Uno degli elementi straordinari della transcomunicazione è appunto la riconoscibilità di alcune voci: come quella di Federico Jurgenson, e come ho già rilevato, quella di alcuni dei defunti, che Bacci e gli sperimentatori non hanno mai conosciuto, ma che i congiunti confermano essere uguale alla voce terrena.


http://www.croponline.org/metafonia.htm
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:30

VOCI DALL'ALDILA'


Il fenomeno delle voci elettroniche, o EVP Electronic Voice Phenomena è conosciuto anche col nome di Metafonia, Psicofonia o Transcomunicazione Strumentale ed ha cominciato a far parlare di sé dai primi anni del 900.

Nel 1934 la medium Bice Valbonesi, alla presenza dell’allora presidente della Società Italiana Studi Psicofonici, Lorenzo Mancini, affermò di aver ricevuto un messaggio dall’aldilà che annunciava la scoperta nel campo dell’elettromagnetismo, qualcosa che avrebbe consentito di parlare coi defunti in maniera diretta.

Dal 12 giugno del 1959 iniziano gli esperimenti.
Un ruolo importante lo ricopre il regista svedese Friederich Jurgenson.
Mentre cercava di registrare il canto di alcuni uccelli dalla finestra di casa attraverso un magnetofono, Jurgenson si accorse, nel riascoltare, che si udivano voci lontane e mormorii che prima non aveva percepito, in cui si sentiva chiamare per nome.

Successivamente fece molti altri esperimenti coinvolgendo numerose persone producendo migliaia di nastri, ipotizzando che queste voci appartenessero a defunti.

Intanto altri studiosi cominciarono a seguire e praticare la psicofonia. Il lettone Konstantin Raudive, che a partire dal 1964, impresse sul nastro circa 72mila registrazioni in diverse lingue. Anch’egli suppose che la loro voce provenisse da un’altra dimensione.

Anche Guglielmo Marconi cominciò ad interessarsi al fenomeno, dopo che alcune voci, che non trovavano una spiegazione razionale, sarebbero state captate dalle apparecchiature radio.
Interessi e supposizioni teoriche avvinsero anche lo scienziato Thomas Edison il quale credeva di poter inventare un dispositivo simile ad un grammofono in grado di captare le voci dei defunti.

In Italia uno dei nomi di maggior spicco quando si parla di psicofonia è Marcello Bacci, che conduce esperimenti sulle voci dal 1970.

Bacci, all’inizio della sua attività di sperimentatore utilizzò sempre registratori magnetici, in particolare il Saba Hi-Fi 554. Il registratore veniva utilizzato come per una comune registrazione, con l’unica eccezione che nella capsula del microfono erano inseriti due diodi al germanio ai quali era collegato un filo come antenna.

Bacci ha raccolto con questo sistema circa 30mila voci.
http://zonedombranews.blogspot.com/
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:34

caratteristiche delle voci
Le Voci, per timbro, consistenza fonica e soprattutto per il contenuto emozionale e di pensiero appartengono a individualità molto diverse fra loro; alcuni degli interlocutori si qualificano come Entità spirituali o maestri, mantenendo la propria identità anonima, mentre altre Entità, fino dai primi tempi della sperimentazione, si sono presentate con un nome proprio.
Cordula e stata la prima Voce che ha reso inequivocabili i contatti, chiamando per nome gli sperimentatori Marcello Bacci e Luciano Capitani ed esprimendosi in "poliglottismo" proprio per escludere il sospetto che potesse trattarsi di intercettazioni di trasmissioni radiofoniche umane.
Nel corso degli anni successivi una Voce che si esprimeva in russo, con grande disappunto di tutti i componenti del gruppo che non conoscono questa lingua, in considerazione delle sollecitazioni ad esprimersi in una lingua comprensibile, accondiscese a tradurre in italiano il proprio pensiero e si qualificò con il proprio nome, Gregorio, fornendo anche alcune notizie circa la sua passata vita terrena come monaco cristiano vissuto nel VI secolo.
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:34

il messaggio nella transcomunicazione
Le Voci hanno ripetutamente ribadito che il contatto avviene e deve essere mirato ad alleviare la sofferenza delle persone colpite dalla morte di un congiunto profondamente amato e fin dall'inizio della sperimentazione di Bacci almeno un terzo della durata degli interventi e stato dedicato a favorire l'incontro fra "vivi e morti", anche se spesso ci è stato detto che le parti sono invertite, cioè chi ci parla dice di essere "vivo più che mai" e che noi siamo "morti", nel senso che siamo oppressi e limitati dalla materia.
Questa fase del contatto è resa inequivocabile da un metodo molto incisivo e convincente: alcuni degli ospiti, anche coloro che partecipano per la prima volta, vengono chiamati dalla Voce della radio per nome e talvolta anche col cognome per richiamarne l’attenzione: viene quindi introdotto il congiunto dando conferma della sua presenza proprio lì alla radio e viene favorito un dialogo diretto.
Si avverte in questi interventi una forte carica emozionale ed emerge la determinazione primaria di farsi riconoscere e di tranquillizzare: il defunto si presenta insistentemente con il proprio nome, afferma la propria sopravvivenza e spesso dichiara la propria sorpresa di ritrovarsi vivo immerso in una luce sfolgorante; talvolta la Voce si esprime con il timbro e le caratteristiche foniche della voce umana, che, riconosciuta, suscita profonda e sconvolgente emozione nei genitori.
Uno degli elementi straordinari della transcomunicazione è appunto la riconoscibilità di alcune voci: come quella di Federico Jurgenson, e come ho già rilevato, quella di alcuni dei defunti, che Bacci e gli sperimentatori non hanno mai conosciuto, ma che i congiunti confermano essere uguale alla voce terrena.
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 00:36

la sperimentazione

Sintonizza la radio su una frequenza a onde corte, cercando una banda silenziosa senza alcuna trasmissione; dopo un'attesa che può essere molto breve o protrarsi anche per più di mezzora, la portante subisce una modifica, si attenuano e spariscono i rumori di fondo e subentra nella sintonia un caratteristico segnale acustico. Potremo paragonarlo ad un vortice di vento in avvicinamento, che viene ripetuto varie volte a brevi intervalli.
Dopo i segnali la sintonia risulta silenziosa ed eliminati i rumori di fondo le Voci paranormali iniziano a parlare instaurando un vero e proprio dialogo, intervallato da pause durante le quali gli sperimentatori o le persone presenti come ospiti possono interloquire e porre domande.
I contatti hanno mediamente una durata di circa 25/30 minuti ma si sono registrati interventi protrattisi per circa un'ora.
I dialoghi si concludono spesso con cori solenni che talvolta sembrano emergere da una lontananza che progressivamente va amplificandosi, suscitando negli ascoltatori una sorta di rapimento emozionale, difficile da tradurre in parole, come spesso si può constatare ascoltando i commenti delle persone presenti all’esperimento.
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MessaggioTitolo: Re: METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE   Sab 02 Gen 2010, 16:19

Ho studiato abbastanza sull'argomento e lo trovo straordinario.Comunicare con i nostri cari rende la vita diversa, e dona speranza!! Mi piacerebbe anche partecipare agli incontri di Bacci,ma non so mai quando si fanno.
Per un certo periodo ho sperimentato anche da sola senza risultati.. oppure non ho saputo coglierli...
Probabilmente bisogna solo capire come sintonizzarsi sulla diversa frequenza di trasmissione...
Bisogna comunque continuare a sperimentare e raggiungere dei livelli di conoscenza accessibili a tutti.. Così la morte smetterebbe di essere un tabù!
C'è un sito dove Nicola Schepis pubblica tutti i suoi esperimenti ed è molto interessante,per chi ha voglia di ascoltare.
Grazie del post.
cristiBlack
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MessaggioTitolo: CHI È LUIGI CAMA   Dom 10 Gen 2010, 13:16



Luigi Cama





computergrafico in ambito pubblicitario

copywriter esperto in strategie di comunicazione

consulente sviluppo progetti multimediali applicati alla didattica

programmatore asp e database


Obiettivi professionali: riuscire ad entrare in un circuito di informazione che attraverso stampa, web, radio e televisione possa diffondere i risultati delle ricerche in ambito paranormale ed attivare un canale culturale che possa fornire sostegno tecnico a coloro che per varie ragioni (prima fra tutte il lutto) cercano il modo di entrare in contatto con un caro trapassato. Innescare di conseguenza un processo formativo che possa evitare il ripetersi di spiacevoli vicende a vantaggio dei "mercanti dell'occulto".



Progetti correlati:

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MessaggioTitolo: Un folletto a Villa Muscianisi ?   Dom 10 Gen 2010, 13:24

Un folletto a Villa Muscianisi ?



Avevo già sentito parlare di questo video, ma mi era sembrato più una bufala; avevo richiesto il video ad un conoscente dell'autore ma mi era stato negato in quanto materiale "riservatissimo". Ho quindi chiuso l'argomento perchè se avessi avuto la possibilità di analizzare il video, avrei potuto scoprire eventuali trucchi e/o manipolazioni.Ieri sera mio cognato mi ha mostrato un video eccezionale ed ho capito subito di cosa si trattava: il video del presunto folletto di Villa Muscianisi. Il video ha trovato me !

L'autore, il cui nickname è tanod2, ha pubblicato il file su youtube.it il 25 dicembre 2007. Da una prima analisi il video sembra genuino.

http://it.youtube.com/watch?v=yZcKK1gok0g
(aggiornamento del 16 gennaio 2008 - il video è stato rimosso da youtube.it in quanto chi lo ha pubblicato non era il leggittimo proprietario)

Ecco la sequenza in cui compare il presunto folletto:


Ed ecco l'ingrandimento:



Incisa sulla facciata centrale in alto all'edificio della villa, la seguente dicitura:
"QUI LIETO MI FIORISCE IL LARE ANTICO"

Ho effettuato una ricerca ed ho scoperto quanto segue sul mitico "LARE":

Lari e Penati, gli Dei e gli 'spiriti' nelle case nella tradizione italico-romana
Un articolo a riguardo di tale Elio Ermete, apparso su
www.saturniatellus.com, di interesse anche perchè mostra come la percezione di forze sottili, spesso 'personificate' fosse comune a tutti i popoli europei dell'antichità precristiana, e di come molti concetti siano sopravvissuti nella cultura popolare.

Pare che il termine Lare sia presente anche nella tradizione etrusca, dove esseri divini sono rappresentati con le ali. Alcuni hanno associato l’idea di “Lare etrusco” a quella di “angelo cristiano”. Si noti che il Lare etrusco ha le ali ed è rappresentato generalmente nell’atto di sollevarsi in volo; il termine angelo proviene dal greco anghelos, che significa “messaggero”. Cosa abbastanza curiosa il dio Mercurio è definito Messaggero ed è rappresentato con i calzari alati. Certamente in tutte le tradizioni ciò che è rappresentato con le ali si richiama a dimensioni superiori e alla comunicazione con queste.
Se è vero, come dicono Elio Ermete e altri grandi maestri delle tradizioni, che ogni divinità rappresenta/è un forza, allora i Lasa etruschi rappresentano/sono una forza di ascensione e comunicazione col cielo, allo stesso modo di Mercurio e dei Lari Romani e degli angeli cristiani. A prova di ciò si può richiamare un antico rito in uso in alcuni luoghi della Calabria. Le sere dei giorni di festa la tavola viene apparecchiata con una tovaglia di lino bianco e con un posto in più dove vengono servite le stesse portate degli altri. Finita la cena si lascia la tavola pulita e apparecchiata col cibo nel posto riservato al “lareddru”. La notte non si passa dalla cucina per non infastidire questo presunto ospite. Se al mattino il piatto si trova vuoto si dice che “u Lareddru ha gradito” (il Laretto ha gradito). Questo antico rito di offerta al Lare della casa si tramanda in alcune famiglie di madre in figlia (essendo le donne a occuparsi della cucina) e alla domanda “cosa è u lareddru” si usa rispondere che è l’angioletto che abita la casa. Si evince da ciò un’assimilazione dell’antico rito sotto una forma cristiana e che chiaramente il termine Lareddru derivi dal termine Lare con l’assunzione di un suffisso diminutivo –ddru, forse finalizzato a rendere questa figura originaria della religione precedente più accettabile a chi vede con cattivo occhio il perpetrarsi di determinate forme tradizionali. Il Lare è una divinità domestica e gli si officiano offerte e il rituale su esposto svela che determinate tradizioni hanno assunto una nuova veste ma si sono mantenute.
Castaneda definisce i luoghi concavi abitati da spiriti; il suo maestro pensa che esistano anche nelle automobili e in tutti i luoghi artificialmente prodotti dagli uomini, come ad esempio nelle case. Se ciò fosse valido anche per la tradizione romana avremmo una risposta significativa alla domanda: perché nei luoghi abitati vi sono Lari e nelle campagne Geni?
Perché il Lare è richiamato dall’azione artificiale dell’uomo, il Genio dall’azione della Natura di creare un luogo. Riscontriamo nelle città antiche la presenza di specifiche divinità all’interno delle mura urbane, altre venerate in santuari all’infuori di queste stesse mura.
Una stessa divinità può essere un Lare cittadino o il Genio di un promontorio. Perché Venere è Lare dei Romani (insieme a Marte) ma allo stesso tempo Genius Loci al Capo Ericino? Perché nella creazione della città di Roma in un modo o in un altro Venus è stata attratta dai luoghi prodotti dagli uomini, ad Erice Venus era già presente prima come Genius Loci, riconosciuta tramite una sua epifania dagli uomini, ordinò l’erezione di un suo Santuario, dunque fu attratta precedentemente dalla Natura che creò il capo.
Una simile interpretazione bene spiega il perché dell’assioma romano: i Lari vivono nei luoghi abitati dagli uomini. Essendo il Lare un ente vivente, invisibile a meno che non decida di presentarsi materialmente, è una forza agente che interagisce con l’ambito umano. Si hanno conseguentemente un’infinità di forze agenti in diversi aspetti: i Lari familiari (quindi i geni protettori della famiglia), i Lari compitali (abitanti degli incroci), i Lari triviari (abitanti dei trivi), i Lari della casa intesa come luogo fisico. I Lari familiari, il Genio di ogni componente della famiglia, le genialità che si occupano della dispensa (i penati appositamente evocati) rientrano nella cerchia dei Lari domestici. Perché queste divinità agiscano a nostro favore necessitano una serie di riti atti a creare una collaborazione tra essi e gli uomini (una sorta di Pax domestica, per riprendere le parole di Elio Ermete).
Nella tradizione romana i gentili attuano una serie di pratiche di realizzazione dell’individuo a partire dall’età dei 18 anni con l’assunzione della toga virile. Il richiamo agli antenati ha finalità evolutive, poiché si richiamano anime che conoscono la via di realizzazione dell’individuo e possono aiutare i loro discendenti; per questo motivo comunemente si usano considerare gli antenati membri dei Lari familiari.

Nella rituaria gentile il praticante conosce i propri Lari ed Elio Ermete nelle sue “Conclusiones Gentiles” spiega che: “Vesta è la più onorata, poiché il suo fuoco tutto permette...” , che i Lari rientrano nella gerarchia divina da lui esposta e che “la divinità gentilizia sempre segue la famiglia, nei luoghi in cui essa sceglie di vivere, così il genio di ognuno segue il suo amato ovunque e sempre…i penati possono essere ri-evocati anche in un nuovo luogo di abitazione ma il Genius Loci, il Lare che abita una casa, è sempre quello…esistono metodi di chiamata, di esorcismo e allontanamento dei Lari fastidiosi e mezzi per farseli tutti amici…ma la chiave di tutto è sempre il carattere del gentile, che gli permette di avere buone relazioni con gli uomini e con gli dei,…”



Lare: Spirito ancestrale che protegge le case e le famiglie. Avi consanguinei. Il termine Lare indica gli Antenati come un tutto, mentre per indicare un antenato in particolare si usa il termine Mane.

http://www.ilcastellodimilazzo.it/forum/forum_posts.asp?TID=190
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METAVISIONE: IMMAGINI E VOCI DA UN ALTRA DIMENSIONE
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