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 MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....

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MessaggioTitolo: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:04

profilo-biografico

Fra Nazareno
(1911 – 1992)

Giovanni Zucca nacque a Pula (Ca) da Giuseppe e Faustina Pibiri, il 21 gennaio 1911;
venne battezzato nella parrocchia di Pula il 06 febbraio e cresimato 23 febbraio 1922.
Sesto di nove figli, sei maschi e tre femmine, frequentò solo le scuole elementari, poiché aiutava il padre nei lavori della campagna, specie nell’allevamento del bestiame per la vendita.

All’età di circa 25 anni, partì per l’Africa Orientale, dove intraprese, in proprio, un’attività di ristorazione, che ben presto divenne talmente florida da proporlo all’attenzione e all’ammirazione di quella comunità formata in gran parte da soldati italiani.
L’attività dovette cessare con lo scoppio della guerra, perché fu arruolato nell’artiglieria,
corpo in cui conseguì il grado di sergente. Durante la campagna di guerra 1940 – 1941 in Africa Orientale, alla quale prese parte, fu fatto prigioniero degli inglesi e portato in Kenia,
ove rimase fino al 1946, anno del rimpatrio in Italia. Durante la prigionia conobbe e sperimentò le durezze della vita a cui non era abituato, la triste condizione del prigioniero di guerra, umiliato in continuazione dalla ferocia e dal cinismo dei vincitori.
Proprio in quella condizione da disperati, ebbe modo di distinguersi e farsi apprezzare dai commilitoni e perfino dai suoi “padroni” inglesi, per le sue elette virtù e spiccato senso di
amor patrio. Non si abbassò mai al servilismo e alle adulazioni verso gli inglesi che invece molti compagni dimostravano. Rientrato in Sardegna, riprese i contatti con i paesani e gli amici e intensificò i legami con una ragazza del luogo, nell’intento di formare con lei una famiglia. Ma col passare del tempo, sentì più impellente il desiderio di consacrarsi a Dio, nella vita religiosa.


Per intraprendere questo cammino fu decisivo per lui l’incontro e l’intervento di Padre Pio da Pietrelcina che andò
a trovare a San Giovanni Rotondo. Padre Pio, pure accogliendolo a modo suo: “Guagliò, sei arrivato finalmente!
E’ da tempo che ti aspettavo”, lo trattò duramente e lo mandò via, ma l’indomani stesso lo accolse benevolmente e lo ascoltò
come un vecchio amico. Da quel giorno il loro rapporto si intensificò sempre più e Padre Pio a più d’un pellegrino proveniente
dalla Sardegna, quando andavano a trovarlo, disse: “Ma perché venite qui? In Sardegna avete fra Nazareno…”.


L’incontro con Padre Pio fu decisivo nella vita del giovane Zucca. Padre Pio lo confortò e lo rassicurò che il suo posto era tra i
figli di San Francesco ma non a San Giovanni Rotondo come il futuro fra Nazareno avrebbe voluto, bensì in Sardegna,
fra la sua gente: “Sarai cappuccino in Sardegna – gli disse Padre Pio – e farai del bene alla gente della tua isola”.
E soggiunse per confortarlo: “Vai tranquillo. Io non ti lascerò mai solo”. Gli eventi confermarono poi questa promessa.
Il 23 dicembre del 1950 Giovanni Zucca fece al Padre Provinciale dei Cappuccini della Sardegna la richiesta per essere accettato nell’Ordine, come fratello laico “avendo grande desiderio di abbracciare la vita di San Francesco, ad imitazione del Beato Ignazio
ed essendo pieno di vita e di buona volontà” nonostante i suoi 39 anni.


In data 23 settembre del 1951, a Sanluri, riceveva il santo abito dei Cappuccini, dalle mani del Padre Maestro, Padre Innocenzo Demontis da Neoneli, mutando il nome in quello di fra Nazareno. Il 24 settembre del 1952, emetteva la professione dei voti temporanei, sempre nelle mani del Padre Innocenzo; il 29 novembre del 1955, nelle mani del Padre Commissario provinciale, Padre Filippo Pili
da Cagliari, emetteva la professione dei voti perpetui, sempre a Sanluri.




A Sanluri rimase fino al 1955, svolgendo l’ufficio di cuoco, con grande compiacimento e soddisfazione dei confratelli, (era un ottimo cuoco!), poi fu mandato a Sassari prima, e ad Iglesias due anni dopo con l’ufficio della questua.
L’ufficio della questua lo fece incontrare con la gente che non tardò ad accorgersi delle sue elette virtù. Presto infatti s’impose fra la popolazione del Sulcis-Iglesiente per la sua vita santa e fu riconosciuto in possesso di doni speciali, ricevuti da Dio.
Dal 1958 lo troviamo a Cagliari, svolgendo l’ufficio di questuante, che fino al giugno di quell’anno era stato di fra Nicola da Gesturi;
fra Nazareno si impegnò a svolgerlo nel migliore dei modi, proprio sull’esempio e nel ricordo di fra Nicola.
Ciò gli valse la stima e la venerazione della gente, che intravide in lui il continuatore della missione di fra Nicola, e che sempre più numerosa, accorreva a lui, si da costringerlo, in breve tempo, a ridurre notevolmente il tempo della questua, per poter essere più disponibile ad accogliere, ascoltare e aiutare la gente che a lui ricorreva e poter visitare gli ammalati, dai quali veniva continuamente chiamato, sia negli ospedali che a domicilio.



Alla fine del 1972, ritornò per pochi mesi a Sanluri e poi fu nuovamente a Cagliari, ove rimase fino al 1977, anno del suo trasferimento a Sorso, ove rimase fino al 1986.
Anche il trasferimento a Sorso, operato dai superiori per lasciar respirare un pochino il convento di Cagliari sempre invaso da una moltitudine di fedeli alla ricerca di fra Nazareno, si rivelerà provvidenziale.


La fama di fra Nazareno si sparse, così, anche nel nord della Sardegna ove né fra Ignazio da Laconi né fra Nicola da Gesturi erano conosciuti a sufficienza. La sua permanenza a sorso fu una benedizione per la popolazione e non scoraggiò nemmeno i devoti di Cagliari e del sud-Sardegna che numerosi, in macchina, in autobus e in treno si recavano a Sorso per incontrarlo.



Dal 1986 fino alla morte avvenuta a Cagliari il 29 febbraio del 1992, fece parte della fraternità del convento di Cagliari, anche se, prima saltuariamente, e poi in modo permanente, viveva in una casa di campagna, in agro di Pula, onde essere sempre più disponibile all’accoglienza e all’ascolto delle persone (i suoi “povarelli”!), che, sempre più numerose, a lui ricorrevano e che provenivano da tutte le parti della Sardegna e anche dal continente.


La sua scomparsa, nel 1992, gettò nello sconforto tantissima gente che si sentiva privata di un amico, di un benefattore, di un intercessore, di un punto sicuro di appoggio e di speranza.


Ai suoi funerali, presieduti dall’Arcivescovo di Cagliari, Monsignor Ottorino Pietro Alberti, parteciparono diecine di migliaia di persone
(i giornali locali parlavano di almeno 30 – 40 mila persone) e la città intera si fermò per alcune ore.



Ultima modifica di YF22-RAPTOR il Ven 08 Gen 2010, 23:00, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:08

Bibliografia

Questi sono i testi considerati "affidabili" sul Servo di Dio
Fra Nazareno da Pula


per ulteriori informazioni premete sulle foto:








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Ultima modifica di YF22-RAPTOR il Ven 08 Gen 2010, 22:24, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: [b]testimonianze sul Servo di Dio fra Nazareno da Pula [/b]   Ven 08 Gen 2010, 22:11

1) Fra Nazareno Portinaio


Quando i frati ricordano in modo benevolo fra Nazareno, raccontano volentieri un episodio simpatico,
tanto quanto rivelatore della sua personalità, avvenuto allorché si trovava nel convento di Sassari.

Un giorno, ad un’ora sicuramente poco opportuna, bussò alla porta del convento una persona che desiderava
parlare col padre superiore.
Fra Nazareno col suo solito sorriso benevolo, accolse quella persona e sentita la richiesta disse:
“Aspetti qui per favore, vado a vedere!"
Si presentò dal superiore e riferì. Questo, evidentemente non disposto a ricevere alcuno a quell’ora, disse:
“fra Nazareno, digli che non ci sono…”
“Ma come faccio a dire così se lei è qui!”
…“tu digli che non ci sono!” Rispose con fermezza il superiore.
Ma fra Nazareno replicò come prima. Allora il guardiano visibilmente infastidito,
passando dal tu al lei, chiuse il discorso dicendo:
“Senta fra Nazareno, lei ha fatto un voto d’obbedienza sì o no?"
"Certo!" rispose.
"Allora obbedisca e gli dica che non ci sono”…

Fra Nazareno annuì e, ritornato in portineria, disse candidamente alla persona che aspettava:
“Il superiore mi ha detto di dire che non c’è!”

Così il Servo di Dio aveva rispettato il dovere dell’obbedienza e ugualmente quello di dire la verità.





http://sites.google.com/site/franazarenodapula/1


Ultima modifica di YF22-RAPTOR il Ven 08 Gen 2010, 22:26, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:14

2) Fioretti Vari del Servo di Dio
Una persona ricorda…

Circa vent’anni fa i miei fratelli ed io iniziammo le nostre prime esperienze professionali con un lavoro di rappresentanza che ci inseriva giorno per giorno in una profonda realtà sociale fatta di quotidianità ma anche costellata di curiosità ed eventi a volte inspiegabili.

Il nostro lavoro consisteva in una vendita porta a porta (in giro per la Sardegna) di testi sacri riguardanti la vita di santi e papi con il sostegno di sacerdoti delle parrocchie in cui avveniva la divulgazione.
Era proprio l’argomento di questi libri che ci apriva le porte ad esperienze mistiche di persone che nella sofferenza avevano trovato risposte e soluzioni per opera di santi storicamente affermati e di particolari uomini in odore di santità.
Uno di questi personaggi era fra Nazareno, un piccolo grande uomo che nel suo operare con umiltà e semplicità di cuore si rivelò prescelto da Dio e destinato a fare parlare di sé in vita ed in morte.

In uno dei nostri percorsi lavorativi ci capitò di entrare in contatto con una famiglia di Frutti d’Oro e dialogando con la padrona di casa scoprimmo che una sua conoscente spinta dalla profonda preoccupazione per la salute del suo bimbo lo portò da fra Nazareno.
Egli appena lo vide si rivolse alla madre dicendole: “Quest’angelo non è di questo mondo!”
A queste parole, la donna con grande disperazione rispose in lingua sarda:
“Ma pogarirari! Itta m'esti narendi fra Nazareno…? Lassimind' andai.”
(“Ma per carità! Cosa mi sta dicendo fra Nazareno…?Mi lasci andare via.”).

Il bambino morì dopo poco tempo e la madre nella fede trovò consolazione.

Il nostro datore di lavoro ebbe anch’egli un’esperienza diretta della sua grandezza.
Accompagnò dal frate la moglie che soffriva da tempo di un’ernia iatale di cui non era a conoscenza e fra Nazareno nel vederla le appoggiò la mano sullo stomaco e le rivelò che era proprio lì l’origine dei suoi disturbi.

Un’altra interessante testimonianza riguarda una bimba di otto anni afflitta da un male sconosciuto che ogni notte le provocava un gran febbrone e le illividiva le estremità delle mani e dei piedi.
Ricoverata per lungo tempo in ospedale in isolamento, fu sottoposta a controlli ed analisi accurate sino alla scoperta di una grossa ciste nella zona pelvica da asportare chirurgicamente.
Il giorno precedente l’intervento il padre accompagnò dalla sua bambina fra Nazareno, il quale le diede le “caramelle benedette”. Il giorno successivo, poco prima dell’intervento, vennero ripetuti dei controlli che rivelarono l’improvvisa scomparsa della ciste e dei conseguenti disturbi.

Anche mia madre, mia sorella ed io possiamo essere enumerate fra la moltitudine di persone che hanno avuto l’onore e la gioia di conoscerlo in vita e di poter toccare con mano la sua singolare capacità di leggere dentro il cuore della gente.
Dopo lunga attesa nella sua dimora di Is Molas fummo ricevuti per alcuni minuti durante i quali soltanto io riuscii a parlargli dei miei problemi di salute legati al diabete appena diagnosticato.
Mi disse non essere sicuro si trattasse proprio di questa malattia e ci congedò con le caramelle al rabarbaro.
Mia sorella non può dimenticare che nel porgerle le caramelle la fissò un attimo di più.
Passati pochi giorni ci spingemmo per lavoro ad Iglesias e mia sorella capitò a casa di una dolce signora anziana che l’accolse con ospitalità e le disse di aver già preso in precedenza molti libri di santi e di non volere acquistarne altri.
Tuttavia alla presentazione del libro di sant’Ignazio le disse in lingua sarda:
“Intzandu sesi tui, filla mia, mi d'ari nau fra Nazareno: ara beni una picciocchedda a domu tua, a ti bendi su libru de santu fra Inassiu. Comprasiddu!” (“Allora sei tu, figlia mia, mi ha detto fra Nazareno, verrà una ragazza a casa tua, per venderti il libro di sant’Ignazio. Compraglielo!”). Fra Nazareno non sapeva che lavoro facessimo.

Un’altra testimonianza interessante è stata pubblicata sulla rivista Voce Serafica della Sardegna del Marzo del 2001.

Luglio del 1984, la mia seconda figlia Anna stava morendo nelle mie braccia nella casa al mare (Solanas): febbre a 40° con convulsioni. Venne ricoverata d’urgenza in clinica “Macciotta” con diagnosi di pertosse e broncopolmonite; per una bambina di 11 mesi non era poco! Dopo una settimana di ricovero, alla dimissione, sentivo il desiderio di portarla in chiesa a S. Ignazio; speravo di trovare Fra Nazareno, che tra l’altro non conoscevo se non per averne sentito parlare.
Arrivai a mezzogiorno e suonai in lacrime con la bambina in braccio.
Mi aprì proprio Lui e con un gran sorriso mi fece entrare.
Io non riuscivo ad aprire bocca; lui parlando in sardo mi fece sollevare la maglietta della bambina e fece con l’olio 3 croci sui polmoni, mi diede uno scapolare e mi raccomandò di non perderlo.
Dopo anni quello scapolare mi è sparito; ho sempre davanti a me quel tessuto color oro-rosso; per tante volte andai anche a Pula. Credo che questo episodio non lo cancellerò dalla mia mente per il bene ricevuto (la guarigione della mia figlia) e penso che ancora oggi fra Nazareno mi assiste dall’alto.
A distanza di tre anni, ricoverarono mio marito d’urgenza in Clinica otorino per una lesione della cartilagine, con rischio di meningite fulminante. Avevo due bambine di 6 e 3 anni; ero nel panico totale, forse non sapevo neanche chi fosse Dio e andavo solo alla ricerca del “miracolo”. Mio marito venne ricoverato il giorno dell’Epifania, di sera, per essere operato l’8 seguente.
La Domenica in clinica passò Fra Nazareno, guardò mio marito e gli disse: "Cos’hai?"
Rispose: "Devo essere operato d’urgenza". Fra Nazareno gli toccò l’orecchio sinistro (sebbene non sapesse quale fosse l’orecchio da operare).
Prima dell’intervento gli rasarono il capo, ma strano a dirsi, non c’era più niente di grave e intervennero con un semplice raschiamento.

Oggi medito e ringrazio: il Signore è così grande, che mi ha messo davanti le persone giuste al momento giusto, e soprattutto quando ero sola. Il Signore era sempre pronto, giorno e notte a consolarmi: le grazie concessemi le posso raccontare con lacrime di gioia. L’importante è credere che al Signore niente è impossibile.


http://sites.google.com/site/franazarenodapula/2--fioretti-vari-del-servo-di-dio
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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:29

3) Non poteva avere figli
Dopo aver avuto due aborti naturali successivi, intorno ai due mesi di gravidanza, una donna su consiglio della cognata accetta di recarsi da fra Nazareno, “per avere una buona parola”.
Decide di andare ma senza fare nessun tipo di pubblicità. Vive questo dramma con grande umiliazione, come una vergogna.
Appena entrata nella stanza dove riceve fra Nazareno, espone il suo caso, apre il suo cuore. Senza la minima esitazione fra Nazareno le dice che avrebbe avuto figli ma le intima: “fatti vedere dai medici”. La donna obbedisce. Coi referti già fatti in precedenza e già esaminati senza riscontro di nessun tipo di patologia, si reca da un’altro specialista che diagnostica una toxoplasmosi mai identificata causa dei precedenti aborti. Fatta la cura, questa signora avrà due figli maschi…

http://sites.google.com/site/franazarenodapula/3
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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:31

4) i pezzi di ricambio


Al mercato di Cagliari una signora stava facendo la spesa.
Appena vide fra Nazareno le si avvicinò e richiamò la sua attenzione dicendo:
“fra Nazareno, preghi per la mia famiglia!”
Ed il Servo di Dio rispose:
“prego anche per lei che deve cercarsi pezzi di ricambio…”

La signora non capì.
Qualche tempo dopo ebbe un infarto, fu ricoverata e dopo un intervento le fu impiantata una valvola al cuore.



http://sites.google.com/site/franazarenodapula/4--i-pezzi-di-ricambio
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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:33

5) Bilocazione...


In un negozio di Cagliari, allorché si avvicinava l’ora della chiusura, un uomo dal far sospetto entrò e, avvicinandosi minaccioso alla commessa, si voleva certamente fare consegnare l’incasso della giornata.
La donna inaspettatamente gridò: “fra Nazareno!”
Allora - racconta la donna - “è successo una cosa sorprendente: quel delinquente si fermò guardando spaventato verso un angolo in alto del negozio dove non c’era nessuno.

Come alla presenza di un essere che solo lui vedeva, si inchinò, sembrò scusarsi e senza dire nulla si dileguò”.

In cuor suo la donna intuì che fra Nazareno c’entrasse in questa vicenda e la domenica decise di recarsi da lui.
Appena la vide fra Nazareno sorridendo le disse: “se non c’ero io a salvarti!”




http://sites.google.com/site/franazarenodapula/5--bilocazione
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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:33

6) La rosa di fra Nazareno


Qualche giorno dopo il funerale di fra Nazareno una signora si recò sulla sua tomba, nel Cimitero Monumentale di Bonaria, dove era inizialmente sepolto, nel loculo che fu occupato precedentemente dalla salma del Beato Nicola da Gesturi.

Voleva chiedere una grazia per sua sorella che soffriva per una broncopolmonite che non le lasciava molta speranza.
Dopo aver pregato a lungo con il rosario prese una rosa dalla tomba per portarla alla sorella.
Tornata a casa disse alla sorella di pregare il Signore, per intercessione di fra Nazareno, e di tenere stretta a se la rosa.
Ella obbedì in tutto e si mise a letto trascorrendo serenamente la notte.

L'indomani mattina svegliandosi si accorse di sentirsi molto bene e di non avvertire più alcun problema respiratorio.
Con la broncopolmonite anche la rosa era scomparsa!


http://sites.google.com/site/franazarenodapula/6--la-rosa-di-fra-nazareno
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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:34

7) "Po Pasca est'in domu!"


Un giovane di Cagliari ebbe un incidente stradale molto grave e venne ritrovato dopo 3 giorni.
Venne ricoverato che era già in coma e posto in sala rianimazione.
Dopo otto mesi era ancora nelle stesse condizioni e per lui non c'erano speranze: i medici avvertirono i genitori che non c'era più nulla da fare.

Disperata la madre si recò da fra Nazareno chiedendogli di recarsi all'ospedale per visitare il figlio in coma.
Egli accettò e appena vide il ragazzo gli fece una croce sulla fronte con il dito e disse alla madre in lingua sarda:
"Po Pasca est'in domu!" ("Per Pasqua è a casa!")

La madre rispose:
"Oi fra Nazareno, itta mi ses' narendi! No c'esti nudd'e fai: su dottori m'ari nau chi fillu miu deppiri morri!"
("Oh fra nazareno, cosa mi sta dicendo! Non c'è nulla da fare: il dottore mi ha detto che mio figlio deve morire!")

E fra Nazareno rispose:
"Nossi nossi, no est'aicci!" ("No, no, non è così!")

"Ma mi d'anti nau is dottorisi!" ( "Ma me lo hanno detto i dottori!") Rispose la madre.

"Fustei no teniri fedi! Chi no creiri a su chi nau deu poitta m'ari fattu benni?!"
("Lei non ha fede! Se non crede a quel che dico perchè mi ha fatto venire?!")
E se ne andò sbuffando, innervosito.

Non era ancora giunto a metà corridoio che il ragazzo si svegliò dal coma e chiese alla madre:
"Dove sono? Cosa mi è successo?"

La madre corse dietro al Servo di Dio e gli disse:
"Fra Nazareno, fillu miu s'esti scirau!" ("Fra Nazareno, mio figlio si è svegliato!")

E fra Nazareno ancora innervosito ma accennando un sorriso di soddisfazione disse:
"E no si d'emu nau deu? Fedi ci olliri! E mo arringratzidi su Segnori"
("E non gliel'avevo detto io? Ci vuol fede! E adesso ringrazi il Signore")

Era Mercoledì santo.
La Domenica di Pasqua il ragazzo era a casa sua proprio come disse fra Nazareno!

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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:34

8 ) "Sempre così dicono loro!"


Era il mese di maggio 1975; mio figlio (segue il nome) si ammalò.
Inizialmente si pensò ad una banalissima influenza, ma col passare dei giorni gli si gonfiò il collo e si formò una noce tra il collo e la spalla. Il pediatra prescrisse per mio figlio anti infiammatori sotto forma di iniezioni che però non dettero risultati.
Nell’ufficio dove lavoravo, la signora che faceva le pulizie, notando la mia angoscia, mi disse: “Perché non porti il bambino da fra Nazareno ai cappuccini, vedrà che l’aiuterà!”.

Io non avevo mai sentito parlare di questo frate, anche perché non andavo spesso ai cappuccini, però seguii il consiglio e portai l’indomani il bambino. Al convento chiesi di parlare con fra Nazareno e non mi fecero opposizione alcuna; quando lo vidi rimasi colpita dalla sua semplicità; mi chiese per quale motivo ero andata da lui, parlando rigorosamente in sardo.
Spiegai che mi aveva segnalato il suo nome la signora A.D. e raccontai quanto fatto fino ad allora, aggiungendo che il pediatra aveva richiesto una visita specialistica e li mi avevano consigliato di fare una biopsia al bambino.

Mentre gli parlavo, prese mio figlio tra le braccia e lo mise a sedere su di un tavolo…
Quando finì l’esposizione dei fatti, mi disse sempre in sardo: “Non far toccare il piccolo dai ferri e riportamelo tra una settimana”, dette al bambino alcune caramelle accarezzandolo con amore. Andai via molto sollevata e per strada dissi a mio figlio di mangiare le caramelle benedette recitando le preghiere.
Non feci toccare mio figlio, come mi aveva detto.

Dopo qualche giorno il gonfiore sparì e la noce pure; il collo assunse la dimensione normale e guarì prima della settimana.
Lo portai dal pediatra per il controllo, raccontando quanto mi aveva detto il frate e manifestando la mia gioia per il “miracolo”, mi sorrise dicendomi che credeva alla scienza… Alla settimana esatta portai il bambino da fra Nazareno, che lo accolse con grande gioia domandandomi come stava. Gli dissi che era guarito. Sorrise e mi chiese cosa avevano detto i medici e sentita la risposta mi disse sempre in sardo: “Sempre così dicono loro!”
Per me è stato un miracolo per sua intercessione.


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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:36

9) Una signora borbottona


Un 13 giugno, alcune persone decidono di accompagnare da fra Nazareno una loro amica ormai incapace di camminare e di stare in piedi, per una serie di problemi alla schiena.
Tra brontolii, mormorazioni e imprecazioni, causati dal dolore, arrivano a Pula.
Il viaggio è infernale e, come se non bastasse, vedendo la fila di persone che attendono il loro turno per essere ricevute dal frate, le lamentele e le imprecazioni di quella donna vanno aumentando; ore e ore passate in questo atteggiamento, fino al momento in cui finalmente può entrare, sempre mugugnando, da fra Nazareno.

Dopo non più di un minuto la signora esce, sventolando un’immaginetta di sant’Antonio e recriminando - questa volta - per il fatto di essere stata liquidata così in fretta, non accorgendosi di essere in grado di stare in piedi senza bisogno di sostegno, perfettamente dritta. Fra Nazareno aveva preso su di sé il male di questa signora borbottona che era stata guarita per la fede e la tenacia di chi l’aveva accompagnata.


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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:36

10) Qualcosa che non quadra c'è!


Un personaggio importante aveva l’abitudine di recarsi una volta al mese da fra Nazareno.
Soleva chiedere al frate consigli per la sua vita interiore ma anche per la conduzione dei suoi affari.
Come sempre la macchina entra nel cortile del convento di sant’Ignazio a Cagliari.

Il signore è introdotto nello stanzino dove riceve fra Nazareno.
Questi senza perdersi in convenevoli dice all’illustre visitatore…
“Oggi non ho niente da dirgli, quello che deve fare per vivere in grazia lo sa bene, mi mandi qui il suo autista che in lui qualcosa che non quadra c’è!”, la risposta è immediata:
“non è stato il mio autista ad accompagnarmi ma un mio vecchio amico”
e fra Nazareno replicando immediatamente:
“sì sì lo so, quell’avvocato, me lo faccia venire qui subito!”.
Stupito che fra Nazareno fosse al corrente del fatto, senza indugio corre alla macchina dove l’avvocato aspetta il ritorno dell’amico e pregandolo di accompagnarlo da fra Nazareno che desidera parlargli.
Lo stupore di quest’ultimo è ancora maggiore del precedente.
Dopo essere stato introdotto alla presenza del fraticello, una volta soli, fra Nazareno infuriato gli dice:
“La vuole smettere lei con quella donnaccia, sta rovinando la sua famiglia e poi si sta dannando l’anima.
Ora vada a confessarsi e poi torni da me”.
Senza battere ciglio, fece quanto gli ordinò il cappuccino e mutò vita.


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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:37

ANCORA TESTIMONIANZE.





11) La barbetta bianca


Mio figlio è stato ricoverato all’ospedale microcitemico di Cagliari nel 1987, per disturbi alla testa.
Dopo vari accertamenti gli venne diagnosticato un tumore al cervello. Dimesso senza alcuna possibilità di salvezza, considerata la gravità del caso, il primario mi consigliava di recarmi in un istituto specializzato in neurologia di Milano.
Là, gli esami confermarono la stessa diagnosi “medullo blastoma”.
Concessa l’autorizzazione per l’intervento, il primario del reparto di chirurgia, ultimata l’operazione, ci riferì l’impossibilità di estirpare completamente il male in quanto risultava diffuso e radicato sino al terzo ventricolo, già avviato a metastasi.

Insistere, avrebbe significato non uscire vivo dalla sala, poi mi informò che durante l’intervento a causa dell’estensione del male, gli è sopraggiunta una “paresi totale alla parte destra”.
Dopo l’intervento mio figlio venne trasferito all’istituto Nazionale Centro Tumori, sempre a Milano, per essere sottoposto ad una serie di cicli di chemioterapia a raggi gamma ad alte dosi, nel tentativo di debellare il male rimasto.

Considerate le previsioni dei medici, “tutte negative”, che prevedevano tra l’altro il riformarsi del tumore che nella stessa forma mieteva vittime tutti i giorni, le sorti di mio figlio Stefano restavano solo nelle mani di Dio.
Dopo alcune applicazioni di chemio i medici mi dissero di tornare a casa per pochi giorni - all’incirca 15 - , in attesa di rientrare in ospedale per riprendere la cura.
Quando rientrai da Milano sentii parlare del frate di Pula, non persi tempo e portai mio figlio a chiedergli disperato - ma con tanta fede - di aiutarlo.
“Stia tranquillo”, mi rispose mentre io piangevo e mi disse ancora “portami qui il bambino” visto che io avevo lasciato fuori mio figlio per tenergli nascosto la gravità del caso.
Fra Nazareno gli passò sulla testa il guanto di Padre Pio e lo segnò in più punti con l’olio benedetto mentre sorrideva diceva: " Bai tranchillu, as a bi' chi t'ara cresci sa brabixedda bianca!" (“Vai tranquillo, vedrai che ti crescerà la barbetta bianca”).

Questo sembrava voler dire che non sarebbe morto, che anzi avrebbe fatto in tempo a diventare grande e vecchio fino ad avere la barba bianca. Dopo quel incontro la malattia è rimasta solo un brutto ricordo. Specialisti illustri ed esperti non erano stati in grado di dirmi tanto!
Tornato a Milano e sottoposto all’esame TAC prima di riprendere il ciclo di cura, i medici, restarono turbati e sgomentati vedendo che il male era misteriosamente scomparso senza lasciare alcuna traccia, si chiedevano come era potuto accadere un fatto del genere.

“Le vie del Signore sono infinite” rispondeva, commosso e felice, invece un famoso professore. Quello stesso che lo aveva operato osservando con i propri occhi le radici del male senza poterle raggiungere, pronosticandomi altro dolore, si era mostrato meravigliato e stupito senza sapersi spiegare, rifugiandosi alla fine anche lui nella potenza di Dio. Tornato successivamente da fra Nazareno per informarlo e ringraziarlo di tanti benefici, visto che dopo ogni visita periodica alla quale il bambino era sottoposto, non si trovavano più segni del male, mi ribadiva: “Ma glielo aveva detto io che al ragazzo gli sarebbe cresciuta la barbetta bianca”, allora io piangendo dissi: “fra Nazareno, a lei devo tutto!”, e lui mi rispose: “Lei a me non deve nulla! Chi ha fatto tutto è su!” riferendosi al Signore e raccomandando ancora di portare Stefano a Lourdes per “fare il bagno nella sorgente”.
Il 12 gennaio 1992, incontrando mio figlio gli disse: “Prega e ricordati sempre che sei stato miracolato”.


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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:38

12) Non dimenticarti mai di pregare!



Alla fine dell’estate del 1963, io e mio fratello eravamo entrambi malati (avevamo io 8 anni e mio fratello 10).
La preoccupazione regnava nella famiglia, quando un giorno bussò alla porta di casa un frate che non conoscevamo il quale chiedeva a mia madre, che aveva aperto, di poter vedere i bimbi ammalati che stavano in casa.
Mia madre accolse di buon grado quella figura rasserenante e lo accompagnò al capezzale di noi piccoli ammalati.


Si avvicinò per primo a mio fratello che aveva ustioni da acqua bollente sul corpo e gli disse:
"Tu devi soffrire ancora un po ma già ti passa!"


Poi fra Nazareno si avvicinò a me e chiese a mia madre cosa avessi.
Mia madre gli rispose che il medico aveva diagnosticato una brutta infezione alla gola che mi procurava forti febbri e problemi di deperimento.

Il buon Frate chiese a mia madre di scoprirmi la pancia. Mi tracciò un segno di croce sull’addome e disse a mia madre:
"Il bambino non ha niente alla gola. Ha una brutta malattia alla pancia".
Dopo di che fra Nazareno andò via.


Immediatamente mia madre allarmata chiese a mio padre di chiamare un altro medico.
Venne ed identificò una malattia intestinale che le conseguenti analisi del sangue identificarono in una forma molto grave di Tifo.


Dopo le cure del caso mi ripresi e, quando mi rimisi in piedi, quasi per miracolo si ripresentò a casa fra Nazareno.
Col suo solito modo affettuoso mi disse che era contento di vedermi in piedi ma che non ero ancora guarito del tutto.
Mi raccomando in quell’occasione di recitare ogni notte una “Ave Maria per quel frate brutto e cattivo che va a trovare i bambini ammalati”. Io promisi e, qualche giorno dopo, come previsto dal dolce fra Nazareno, ebbi una ripresa dell’infezione.


Quando guarii definitivamente fra Nazareno venne nuovamente a casa a trovarci e in quell’occasione mi disse:
"Ora sono contento che sei guarito veramente. Però sono molto dispiaciuto perché sono tre notti che non fai l’Ave Maria".
Io arrossii e ammisi di essermi dimenticato. Poi bonariamente mi disse:
"Non dimenticarti mai di pregare!".


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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:38

13) il male alla testa



Era il 1974 e mia madre soffriva di fortissime crisi di dolori alla testa.
Peraltro da tempo aveva perso la vista ad un occhio.

Il medico curante dopo un controllo che aveva evidenziato una forte pressione oculare (sospetto glaucoma) , ci consigliò di andare a Ginevra perché nel periodo era considerata la scuola oculistica più affermata.
Partimmo per Ginevra, io e mia madre, in una sorta di viaggio della speranza, dove vennero effettuate numerose analisi cliniche a seguito delle quali i medici sospettarono un tumore cranico.
Il tutto doveva essere comunque confermato da una analisi molto approfondita da effettuarsi sempre in loco, con un esame non privo di rischi, in un ricovero di qualche giorno.

La preoccupazione crebbe a dismisura ed il ricorso al saggio consiglio del frate di Pula era doveroso.
Egli disse a mio padre di non far toccare sua moglie e di farci rientrare immediatamente. Gli raccomandò di raggiungerlo per la S. Messa della domenica successiva.
Così avvenne.
Prima di recarsi ad ascoltare la Messa ( qui racconto per interposta persona perché io non ero presente) mio padre con mia madre e mia nonna andarono a trovare fra Nazareno.

Egli li ricevette in una delle stanzette dell’ingresso del convento.

Mentre era li prese la testa di mia madre tra le mani e si concentrò in una preghiera talmente intensa da sembrare estraniarsi dal mondo che lo circondava.
Dopo qualche minuto il dolce fra Nazareno si fermo e raccomandò ai miei di andare fiduciosamente alla Messa.


Durante la proclamazione del Vangelo mia madre riacquistò la vista all’occhio e da quel giorno i violenti mal di testa cessarono. Accertamenti radiografici successivi evidenziarono una massa calcificata grande quanto una piccola noce. L’intervento del buon Fra Nazareno aveva probabilmente trasformato il tumore in una massa calcificata.

Tanti altri piccoli episodi potrei raccontare sul frate di Pula che, per me e per tutti i miei cari, resta sempre un punto di riferimento indelebile nella mia modesta vita di cristiano.

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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:39

14) Caramelle



Era il mese di luglio del 1976.
Mio fratello aveva 22 anni ed era ricoverato all'ospedale oncologico di Cagliari.
Aveva subito già due operazioni a fegato, malato di cancro, e i medici non gli davano alcuna speranza.

Tutta la famiglia era disperata.
Io avevo sentito parlare di Fra Nazareno e ne parlai con mia cugina che frequentava la chiesa di S. Ignazio.
Il giorno seguente mi accompagnò.

Da Fra Nazareno speravamo una parola di sollievo, entrammo e lo misi al corrente del male di mio fratello.
Il frate mi toccò la spalla per tre volte e mi disse, riferendosi al male:


“Lo possiede anche in altri posti?”


Io in quel momento rimasi deluso: avrei voluto sentire da lui che mio fratello sarebbe guarito, ma non mi disse nulla.
Si girò verso una busta di caramelle “Rossana”, ne prese una manciata e le mise nella mia mano dicendo:


“Digli che quando mangia queste caramelle, per ognuna deve pregare un' Ave Maria alla Madonna”.


Fra Nazareno promise che avrebbe pregato per mio fratello.

Passarono due anni e la malattia avanzava.
Mio fratello venne operato all'aorta ed alle vertebre.
Dopo alcuni anni di chemioterapia alla fine, grazie a Fra Nazareno, alle sue caramelle e alle sue preghiere mio fratello è guarito ed oggi sta bene! I medici ancora oggi non si danno una spiegazione di come sia potuto guarire dalla brutta malattia.



Tutta la famiglia vuole ringraziare e testimoniare la guarigione, ottenuta per intercessione del frate di Pula.




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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:40

Pensieri e raccomandazioni di fra Nazareno



- Non si prega recitando solo qualche Ave Maria, ma col Signore bisogna insistere, senza soste!


- La vita è un pellegrinaggio dalla terra al cielo, non una gita di piacere…



- Il matrimonio è un grande sacramento. Non un oggetto o una camicia che si butta via quando non va più… Il frutto più bello del matrimonio sono i figli.


- Il babbo e la mamma sono i collaboratori di Dio nella creazione di nuovi esseri umani…


- I figli hanno bisogno del babbo e della mamma, come ogni persona ha bisogno della mano destra e di quella sinistra… provate a vivere senza un braccio, vi sentirete incompleti, imperfetti, incapaci…


- Le prime vittime delle famiglie separate, dissestate, sono i figli… quando una famiglia è a soqquadro, i figli sono esposti a divenire ribelli, asociali, viziosi.

- I figli con i genitori a metà, diventano uomini a metà…


- Chi semina ortica, non raccoglie profumate magnolie, ma piangerà e farà piangere.


- In una cartolina spedita da san Giovanni Rotondo:
“La preghiera è la principale mia occupazione.

Ai piedi di Gesù sacramentato e presso la tomba di Padre Pio ho pregato per lei.
Distinti saluti e le benedizioni del cielo.
Fra Nazareno.\"


- In un bigliettino di prima comunione:
\"Nel giorno più bello della tua vita,

Gesù resti sempre con te per sostenerti,
aiutarti e benedirti ogni momento della tua vita!
Fra Nazareno.\"


- Frasi che il Servo di Dio ripeteva spesso:


“Mi raccomando, la preghiera!”

“Tutto quello che posso fare è pregare, però anche voi dovete pregare!”

“Si confessi prima di tutto, poi torni da me!”




http://sites.google.com/site/franazarenodapula/pensieri
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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:44

ANDAVA SANTIFICATO COME TANTI


Preghiera alla Santissima Trinità
per ottenere la Glorificazione del Servo di Dio
Fra Nazareno da Pula



SS.ma Trinità,
ti ringraziamo umilmente per averci dato
in fra Nazareno
un luminoso esempio di coerenza e di fortezza cristiana
unite alla disponibilità nell’accoglienza e nel conforto
dei fratelli più bisognosi;
ti preghiamo di glorificarlo anche qui in terra,
concedendoci la grazia che, per sua intercessione,
con tanta fiducia ti chiediamo.


Pater, Ave, Gloria…

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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:46

http://sites.google.com/site/franazarenodapula/padre-bonaventura
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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:51

complesso fra nazareno

PER INQUADRARE AL MEGLIO LE FOTO CHE SEGUIRANNO.PREMETACI SU DI ESSE



Navata Centrale, interno della Chiesa dedicata alla Madonna della consolazione




[center]Madonna della Consolazione

[center]


Originale timpano in bassorilievo
del portale della Chiesa


[center]




LE FOTO CONTINUANO -------->
[/center]
[/center]
[/center]
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MessaggioTitolo: Re: MISTERO DI UN SERVO DI DIO : FRÀ NAZARENO....   Ven 08 Gen 2010, 22:57

Sepolcro di fra Nazareno
all'interno della navata laterale





Grande Statua bronzea
di San Michele Arcangelo

[center]


[center]Gruppo statuario bronzeo
del beato fra Nicola da Gesturi

[center]


L'Orto degli Ulivi

[center]

[center][b][size=16]Particolare:
Statua bronzea del Cristo
durante l'agonia nell'Orto degli Ulivi


[center]


Grotta della Madonna di Lourdes

[center]

Santo Sepolcro

[center]


Statua bronzea di San Pio da Pietrelcina
SEMPRE NEL SANTUARIO DI FRA NAZARENO

[center]
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[/center]
[/size][/b]
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