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 AUTOCOMBUSTIONE UMANA

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GALAKTIKA
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MessaggioTitolo: AUTOCOMBUSTIONE UMANA   Lun 11 Gen 2010, 00:38

AUTOCOMBUSTIONE UMANA


Può un essere umano inciendiarsi dall'interno e ridursi in cenere nel giro di pochi istanti lasciando intatti solo gli arti inferiori senza avvertire dolore?Non esiste spiegazione scientifica o logica per alcuni casi detti di autocombustione umana, in inglese: SHC(Spontaneous Human Combustion) in cui persone prendono fuoco improvvisamente e dei loro corpi rimane solo un mucchio di cenere fumante e generalmente solo gli arti inferiori misteriosamente non bruciano, anche le ossa finiscono in cenere, le vittime non avvertirebbero dolore durante l' "autocombustione".
Nei luoghi in cui avvengono queste "autocombustioni" non vi sono danni ingenti ai locali solo le vittime e la zona che li circonda è danneggiata dall'incendio.
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MessaggioTitolo: Re: AUTOCOMBUSTIONE UMANA   Lun 11 Gen 2010, 00:41

IL CASO più famoso.


Il caso più ben documentato di "autocombustine umana" è quello della signora Mary Hardy Reeser.
Florida, a St. Petersburg, 1 luglio 1951
- Mary Reeser, 57 anni.
La signora Reeser all'epoca viveva con il figlio Richard, la moglie ed il nipote e quella sera decise di prendere del sonnifero ed andare a dormire presto stando alle testimonianze del nipote.
Alle 5 del mattino la padrona di casa la signora Carpenter sentì un lieve odore di fumo nell'aria ma ne attribuì l'origine ad una pompa surriscaldata in garage ed ebbe la conferma del guasto recandosi in garage e sistemando il problema.
Alle 8, sempre di quella mattina, la signora Carpenter ricevette un telegramma per la signora Reeser e si accinse a consegnarglielo di persona, ma la signora Reeser non rispose ai ripetuti richiami della padrona di casa la quale, preoccupata, chiese aiuto a due imbianchini che si trovavano in strada e si fece aiutare ad aprire la porta di ingresso.
Una volta all'interno dell'appartamento un ondata di caldo avvolse i soccorritori improvvisati ma nessun segno evidente d' incendio era presente nell'appartamento a parte una trave bruciacchiata ma sul pavimento si trovavano i resti della povera signora Mary Reeser di cui riamaneva solo un piede intatto con una pantofola di raso nero, il teschio carbonizzato ed un mucchio di cenere in cui si potevano notare alcuni organi interni e la spina dorsale della sventurata.
La spiegazione ufficiale per la morte della segnora Reeser fu che la signora si era addormentata con la sigaretta accesa e che la vestaglia della vittima avesse preso fuoco facilmente a causa della sigaretta, però nonostante questa spiegazione questo rimane un caso di autocombustione umana per molte persone ed è il meglio documentato.
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MessaggioTitolo: Re: AUTOCOMBUSTIONE UMANA   Lun 11 Gen 2010, 00:42

CARATTERISTICHE DELL'AUTOCOMBUSTIONE UMANA

Numerosi casi di autocombustione umana sono stati segnalati in varie parti del mondo e vi sono numerose testimonianze ed il risultato è sempre lo stesso:
-Organi interni ed ossa bruciati, ridotti in un ammasso di cenere di colore biancastro.
-Raramente gli arti inferiori e talvolta gli arti superiori bruciano e quindi rimangono intatti..
-Una sostanza oleosa, probabilmente dovuta ai grassi corporei sciolti delle vittime, avvolge i locali dove avvengono le ipotetiche autocombustioni.
-I danni ai locali sono praticamente inesistenti, poco o nulla viene danneggiato dall'incendio, solo la zona intorno alla vittima rimane lievemente danneggiato.
-Nell' 80% dei casi le vittime sono donne che abusavano di alcool o farmaci.
-La presenza di oggetti in grado di generare un incendio:stufe, sigarette, caminetti......
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MessaggioTitolo: Re: AUTOCOMBUSTIONE UMANA   Lun 11 Gen 2010, 00:43

LE TEORIE

TEORIA 1:
L'EFFETTO STOPPINO
Il corpo umano è costituito per l'80 % d'acqua e non può prendere fuoco da solo a meno che non si utilizino sostanze infiammabili come la benzina per incendiarlo ed il corpo umano, in questo caso prende fuoco dall'esterno non dall'interno.
La teoria dell"effetto stoppino"è la più accreditata secondo la quale la combustione umana ha una causa precisa ed una volta che si innesca l'incendio i grassi che compongono il corpo umano si scioglierebbero impregnando i vestiti e permettendo al corpo della vittima di continuare a bruciare proprio come lo stoppino di una candela fino al completo discioglimento della massa adiposa.

Questa teoria darebbe una spiegazione al fatto che gli arti inferiori e superiori delle vittime raramente bruciano:in queste zone vi sono meno tessuti adiposi.
Ma le ossa?Come fanno a bruciare completamente anche le ossa?
Le ossa di un essere umano all'interno di un forno crematorio impiegano più di otto ore per "dissolversi"ad una temperatura di 900 gradi centigradi e comunque le ossa ottenute da un forno crematorio non sono polverizzate immediatamente ma devono essere frantumate in un secondo momento con uno pseciale macchinario dando luogo ad una polvere grigia non bianca come quella che si ha dopo un ipotetica autocombustione umana.
TEORIA 2:
L'ALCOOL

Numerosi casi di "autocombustione umana" si sono verificati dopo feste o dopo che le vittime avevano ingerito sostanze alcoliche in quantità elevata ed una teoria è quella che una presenza più elevata di alcool nel sangue potrebbe aver generato una reazione chimica all'interno dell'organismo causando l'autocombustione della vittima.
L'alcool ingerito in ogni caso può essere la causa degli incidenti.
TEORIA 3:
I FARMACI

L'assunzione di farmaci potrebbe sortire l'effetto dell'acool nel corpo umano.
TEORIA 4:
UNA REAZIONE CHIMICA A LIVELLO CELLULARE

Teoria di John Heymer (Larry Arnold di ParaScience Intenational) : Secondo questa teoria una reazione chimica all'interno dei mitocondri( cellule del corpo umano che creano energia) tra idrogeno ed ossigeno provocherebbe a livello cellulare una sorta di esplosione interna al mitocondrio stesso il quale si incendierebbe e a sua volta incendierebbe le altre cellule vicine in una reazione a catena.
TEORIA 5:
FULMINI GLOBULARI
Fulmini globulari penetrati all'interno della stanza colpendo le vittime e causando l'incendio.
L'autocombustione umana è affascinante e misteriosa e"colpisce" persone di ogni razza, età, sesso, persone astemie, persone che non utilizzano medicinali.
Articolo scritto dal webmaster del sito
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MessaggioTitolo: Re: AUTOCOMBUSTIONE UMANA   Lun 11 Gen 2010, 00:49

Autocombustione umana


Uno stranissimo fenomeno inspiegabile dove persone sono state vittime di autocobustione umana nel quale una sorta di energia endogena potrebbe arrivare a far prendere fuoco una essere vivente...

E' realmente plausibile? Può un fenomeno naturale inspiegabile come quello sopra descritto manifestarsi? Il corpo umano è davvero in grado di sprigionare una misteriosa energia interna tale da portarlo a combustione?


Analizziamo subito qualche dato e cerchiamo di dare una spiegazione plausibile al fenomeno dell'autocombustione umana....


Numerosi sono stati i casi nel secolo precedente al nostro con episodi diventati famosi come quello della signora Mary Reeser in Florida avvenuto il 1/o7/1951 a St. Petersburg dove la donna venne ritrovata completamente in cenere ma gli arti inferiori erano intatti o in parte danneggiati dall'incendio.


Le insolite autocombustioni umane avvenivano tutte nelle stesse modalità:

- Le persone ritrovate bruciavano totalmente la parte superiore del corpo ma non le gambe dal gionocchio in giù.



- Le persone vittime di autocombustione umana non innescavano brutali incendi a tutta la casa o il luogo dove avveniva il fenomeno ma l'evento si limitava solo su se stessi e ai pochi oggetti intorno ad essi.


- Da notare che queste persone assumevano tutte alcool e farmaci.

- Sul posto vi erano quasi sempre oggetti in grado d' innescare un fenomeno di combustione quali appunto sigarette, accendini, ecc.


- Tutte le vittime non hanno provato dolore nel bruciare.

Le teorie potrebbero essere molteplici tutte molto interessanti ma nessuna precisa e sicura di essere quella reale. Si è ipotizzato, per esempio, che l'alcool assunto dalle vittime possa essere entrato in circolo e che per una insolita reazione chimico-cellulare possa aver generato la cosidetta autocombustione umana.
Alcuni hanno detto per esempio che l'autocombustione umana potrebbe essere dovuta ad un effetto simile allo stoppino di una candela ovvero una volta che il corpo brucia inizia a fondersi anche la parte grassa facendo in modo che l'autocombustione umana possa usufruire del grasso come combustibile. Tutto ciò però non spiegherebbe come mai la parte delle ossa venga ridotta in polvere cosa che con la normale combustione non avviene.


Fatto sta che l'autocombustione umana desta davvero un bel mistero paranormale soprattutto per come si manifesta in quanto non si spiega come mai un tale fenomeno si presenti improvvisamente ed in maniera violenta oltrettutto senza causare dolore alle vittime che vengono colpite.
Ma cosa si nasconde dietro al fenomeno dell'autocombustione umana? E' possibile ingerire una sostanza che, una volta entrata in circolo, possa generare un fenomeno chimico all'interno del nostro organismo tale da polverizzarci in termine di pochi minuti? Centra qualcosa l'alcool o un farmaco con l'autocombustione umana?

http://soul1-blog.blogspot.com/2009/05/autocombustione-umana.html
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MessaggioTitolo: Re: AUTOCOMBUSTIONE UMANA   Lun 11 Gen 2010, 00:53



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MessaggioTitolo: Re: AUTOCOMBUSTIONE UMANA   Lun 11 Gen 2010, 00:54

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MessaggioTitolo: Re: AUTOCOMBUSTIONE UMANA   Lun 11 Gen 2010, 01:04

Con il termine Combustione umana spontanea (noto anche come SHC dall'inglese Spontaneous Human Combustion) si fa riferimento ad un supposto fenomeno naturale per il quale in determinate circostanze un corpo umano possa prendere fuoco e bruciare senza fonti esterne di innesco. L'argomento è oggetto di numerose teorie e studi ma non sono stati raggiunti risultati condivisi in merito all'esistenza di una tale reazione chimica all'interno del corpo che possa produrre tali risultati. Una serie di decessi negli ultimi tre secoli sono stati attribuiti proprio alla combustione spontanea. Il primo caso documentato fu Nicole Millet, nel 1725. La donna aveva problemi di alcolismo e nell'occasione il marito venne accusato del suo omicidio. Altro caso è relativo alla contessa Cornelia Bandi di Cesena che nel 1731 all'età di sessantadue anni, fu ritrovata nella sua stanza ridotta quasi completamente in cenere. Più recentemente altri casi sono stati, non ufficialmente, classificati come combustione spontanea. Tra questi segnaliamo nel 1966 il Dottor Irving Bentley a Coudersport in Pennsylvania e nel 1980, a Gwent nel Galles, Henry Thomas, settantadue anni. Le caratteristiche che solitamente vengono attribuite al fenomeno sono quelle di produrre un calore molto alto ma contenuto in una zona circoscritta. Il corpo della vittima viene rinvenuto quasi completamente incenerito (per bruciare un corpo sono necessarie temperature intorno ai 1.000 gradi come quelli usati nei moderni forni crematori) e tuttavia gli ambienti risultano non troppo danneggiati dalle fiamme.
Wiki

1966: Il caso di Irving Bentley

Il 5 Dicembre 1966, Gosnell, un addetto dell’azienda del gas di Coudersport, in Pennsylvania, fu insospettito dallo strano odore che proveniva dall’interno della casa di Irving Bentley. Gosnell suonò più volte alla porta senza ottenere una risposta e alla fine decise di entrare. Frugò in tutte le stanze finché non raggiunse il bagno, ma tutto quello che trovò del Dr. John Irving Bentley fu un mucchio di cenere alto parecchi centimetri e un piede ancora calzato, che giaceva all’estremità di un area bruciata di 80-120 cm di diametro. A parte Bentley e i suoi abiti, nient’altro era bruciato nella stanza, inoltre più tardi si apprese che la vittima era stata vista viva pochi minuti prima. 1951: Il caso di Mary Reeser Mary Reeser, una vedova di 57, anni venne trovata il 1 luglio 1951 ridotta in cenere in un appartamento che quasi non mostrava segni di danno. Questo è considerato un altro punto di riferimento nei fenomeni di autocombustione umana, perché fu il primo esempio in cui fu usato ogni possibile mezzo di moderna investigazione scientifica per determinare la causa del misterioso fenomeno. La signora Mary Hardy Reeser si era recata a vivere a St. Petersburg il Florida per essere vicina al figlio. La sera del 1 luglio 1951 era rimasta a casa del figlio con uno dei nipoti, mentre il resto della famiglia era andato in spiaggia. Quando tornarono Mary Reeser aveva già fatto ritorno alla propria abitazione. La moglie di Richard Reeser decise pertanto di andare a trovare la suocera per accertarsi che fosse tutto a posto. Secondo la sua testimonianza, non vi era niente nell’apparenza o nel comportamento di Mary Reeser tale da causare qualsiasi allarme. La donna manifestò l’intenzione di andare a letto presto, disse che aveva preso due pillole di Seconal (sonnifero) per assicurarsi una notte di riposo e che ne voleva prendere altre due. La signora Carpenter vide la sua inquilina intorno alle 21:00; indossava una camicia da notte e un paio di pantofole di raso nero e stava oziando su di una poltrona mentre fumava una sigaretta. Le coperte del letto erano state sollevate, segno che si apprestava a coricarsi. Quando la signora Carpenter si svegliò Lunedì mattina alle 5:00, avvertì un lieve odore di fumo, tuttavia non si allarmò, attribuendone la responsabilità ad una pompa per l’acqua situata in garage che si era surriscaldata. Pertanto si alzò, andò a spegnerla, e tornò a letto. Alle 8:00 arrivò un telegramma per Mary Reeser. La signora Carpenter firmò la ricevuta e andò nell’appartamento dell’inquilina per consegnarglielo. Quando appoggiò la mano sulla maniglia della porta, notò che era calda. Allarmata corse a chiamare aiuto, e due imbianchini, dall’altra parte della strada raccolsero l’appello. Uno di loro aprì la porta, e non appena entrò si sentì investito da un’ondata di aria calda. Pensando di poter salvare Mary Reeser si guardò intorno freneticamente, ma non vide alcun segno di lei. Il letto era vuoto. L’unico segno di incendio era una piccola fiamma su una trave di legno, su una divisoria che separava la sala da un cucinotto. All’arrivo dei pompieri le fiamme furono spente e una parte della divisoria abbattuta. Quando il vice comandante dei pompieri iniziò l’ispezione del locale, non credette ai suoi occhi. Nel mezzo del pavimento era chiaramente visibile un area carbonizzata di circa 120-150 cm, all’interno della quale trovò alcune molle annerite di una poltrona e i resti di un corpo umano, che consistevano in un fegato carbonizzato ancora attaccato ad un pezzo di spina dorsale, un teschio rattrappito, che per il calore si era ridotto alle dimensioni di una palla da baseball, un piede che calzava ancora una pantofola di raso nero e un mucchio di cenere.. La bibliografia scientifica è colma di fascicoli considerati misteriosi riguardanti queste situazioni apparentemente paranormali…

Il fenomeno dell’autocombustione umana ha vissuto un periodo di netto rifiuto da parte delle comunità scientifiche di tutto il mondo, nel quale veniva classificato nelle più disparate motivazioni, tra cui il suicidio o l’omicidio fino ad arrivare a incidenti domestici. Solo modernamente si è iniziato a studiarlo come fenomeno pseudo paranormale. Uno dei primi casi registrati accadde a Verona nel 1745. La Contessa Cornelia di Bandi misteriosamente esplose in fiamme una notte nella camera da letto della sua villa. Il suo corpo fu completamente incenerito, ma nient’altro nella stanza, piena di materiali infiammabili, fu toccato dal fuoco. Non fu mai trovata nessuna origine all’incendio. In condizioni normali, il corpo umano non brucia molto bene, perché costituito per l 80% di acqua. Ha bisogno di un “accelerante” come benzina. Su questo preambolo si sono concentrate le indagini, visto che casi di combustione umana spontanea si verificarono dopo feste o party, allorché gli studiosi ipotizzarono la possibile presenza di alte dosi di alcool nei tessuti dei soggetti.
Harrison, in una sua pubblicazione, sospettò che il fenomeno fosse dovuto a forti correnti bioelettriche che attraversano il corpo, menzionando casi di soggetti che risultavano essere vere e proprie batterie viventi. Ma probabilmente si trattava di semplice elettricità elettrostatica. Un altro ricercatore, tale Larry Arnold, sul numero del 1982 della rivista Frontiers of Scienze

Il fine era abbastanza comune: un cortocircuito di queste tensioni sarebbe la causa principale dello scoccare della scintilla, mediato in qualche modo da una condizione mentale particolare.

Facciamo un punto: mentre il busto viene completamente distrutto dalle fiamme. Le estremità raramente bruciano.
La maggioranza delle persone colpite sono donne, il che potrebbe far ipotizzare un coinvolgimento dell’assetto ormonale (le donne fisiologicamente sono più grasse degli uomini, questo è dovuto fondamentalmente alla presenza maggiore di ormoni femminili rispetto al testosterone; giustamente, la donna in gravidanza deve assicurare al feto il giusto nutrimento). La stranezza è che i materiali potenzialmente infiammabili che si trovavano nelle vicinanze erano intatti; il che fa pensare alla presenza di notevole energia in un brevissimo tempo! Il residuo rinvenuto a terra è giallastro, di consistenza grassa e dolciastro (come quello che cola durante un bel barbecue casalingo, probabilmente dovuto ai grassi!).

A mio avviso, scientificamente parlando, è bene restare con i piedi per terra! studiando la fisiologia cellulare, si comprende che la cellula ha un sistema di produzione di energia. Come una vera e propria centrale, trasforma le sostanze nutritive in energia. I mitocondri forniscono il fabbisogno energetico a tutto il corpo attraverso piccole reazioni chimiche, capaci di generare notevole energia.
ora, in condizioni particolari, se questo organello non funziona a dovere, potrebbe rilasciare troppa energia e troppo in fretta, cosi da scindere ossigeno ed idrogeno (con trasformazione delle molecole di NAD+ in NADH). In particolare per ogni molecola di acetilCoa in entrata nel ciclo di krebs, vengono liberati 5 atomi di idrogeno, alcuni elettroni di quest'ultimi vengono catturati da tre molecole di NAD+ che si riducono in NADH più una di FAD a sua volta FADH2; successivamente, queste molecole neo formate rilasceranno l’idrogeno in passaggi complicati, al fine ultimo di ottenere energia sottoforma di ATP). Colpiti da tale mole energetica, gli altri mitocondri lì vicino esploderebbero causando una reazione a catena. La cellula esplode in mille pezzi ed in pochi minuti scoccherebbe la scintilla. Un volta innescato il processo, i grassi presenti nel corpo, sciogliendosi in presenza di calore, impregnerebbero i vestiti che continuerebbero a bruciare come lo stoppino di una candela, fino al completo esaurimento dei tessuti adiposi della vittima. Gli accumuli di grasso, solitamente localizzati nel tronco piuttosto che negli arti, spiegherebbero il perché le estremità sono solite scampare alla violenza delle fiamme, e come la massima situazione di incenerimento si localizzerebbe a livello addominale. Il mistero si infittisce pensando che la temperatura di un possibile focolaio di questo tipo raggiunge circa i 600 °, sufficienti a consumare tessuti e muscoli, ma sicuramente insufficienti per bruciare il tessuto osseo… dott. Marco Garbati presentò una teoria in cui entravano in gioco “correnti di energia tellurica”che continuamente, a detta dello scienziato, solcano continuamente la crosta terrestre.
http://xtravaned.blogspot.com/2009/03/autocombustione-umana-vero-o-falso.html
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