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 Sei gradi alla fine del mondo

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MessaggioTitolo: Re: Sei gradi alla fine del mondo   Dom 17 Gen 2010, 15:24


Controllo del clima

Chossudovsky, in questa incredibile e dettagliata indagine, dimostra come l'aumento delle temperature non sia l'unica causa dell'estrema instabilità climatica che, negli ultimi anni, ha devastato le più importanti regioni del mondo.

L'aviazione americana è in grado di manipolare il clima.

Può addirittura provocare inondazioni, uragani, siccità e terremoti. Il Dipartimento della Difesa ha destinato elevate somme di denaro allo sviluppo e al perfezionamento di queste tecnologie.



"Si definisce guerra ambientale la modifica intenzionale, o la manipolazione, del sistema ecologico che interessa il clima e i fenomeni metereologici, gli strati dell'atmosfera terrestre quali la ionosfera e la magnetosfera, il sistema della tettonica a zolle, e/o può innescare eventi sismici (terremoti) per provocare, a un bersaglio ben definito per ubicazione geografica, una volontaria distruzione fisica, economica e psico-sociale, prevista da una strategia di guerra".

(Eco News)



Quali sono le cause dell'estrema instabilità climatica che, negli ultimi anni, ha devastato le più importanti regioni del mondo?



Gli uragani e le tempeste tropicali hanno provocato gravissimi danni nei Caraibi. L'Asia e il Medio Oriente sono afflitti dalla siccità. L'Africa occidentale è invasa da un enorme sciame di locuste, il più grande degli ultimi dieci anni. Quattro terribili uragani e una tempesta tropicale, Alex, Ivan, Frances, Charley e Jeanne si sono susseguiti in un periodo di tempo molto breve. Si è, inoltre, verificato un evento senza precedenti nei Caraibi: l'isola di Grenada è stata completamente distrutta, sono morte 37 persone e i due terzi circa della popolazione dell'isola, 100.000 abitanti, è rimasta senza casa; ad Haiti si sono registrati più di duemila decessi e altre diecimila persone sono senza tetto. Anche la Repubblica Dominicana, la Giamaica, Cuba, le Bahamas e la Florida sono state distrutte. Negli Stati Uniti del sud, in Florida, Alabama, Georgia, Mississippi e le due Carolina, si sono registrati i danni maggiori nella storia del paese. Un'indagine, resa pubblica nel luglio 2003 dall'Organizzazione Metereologica Mondiale (O.M.M.), stabilisce, senza ulteriori ricerche, che la causa di questi fenomeni è l'aumento della temperatura del globo:



"Questi eventi senza precedenti [basse e alte temperature, elevate precipitazioni e siccità] concorrono nel calcolo delle medie mensili e annuali che, per quanto riguarda le temperature, hanno registrato un aumento graduale negli ultimi cento anni" dichiara l'OMM. (CNN, 3 luglio 2003, http://www.cnn.com/2003/WEATHER/07/03/wmo.extremes/)



Nonostante l'aumento delle temperature sia un fattore sicuramente importante, questo non è l'unica causa alla base di questi fenomeni metereologici atipici.



Guerra climatica

Vi è sicuramente stata una notevole espansione dell'arsenale adibito alla guerra climatica negli Stati Uniti, una priorità per il Dipartimento della Difesa.

Mentre gli ambientalisti accusano l'amministrazione Bush per non aver firmato il Protocollo di Kyoto, la questione della "guerra climatica", cioè la manipolazione dei fenomeni metereologici a scopi militari, non viene mai menzionata.



L'aviazione americana è in grado di manipolare il clima sia a scopo sperimentale sia a scopi militari e segreti. Può addirittura provocare inondazioni, uragani, siccità e terremoti. Negli ultimi anni il Dipartimento della Difesa ha destinato elevate somme di denaro allo sviluppo e al perfezionamento di queste tecnologie.



La manipolazione climatica diverrà parte della sicurezza interna e internazionale e sarà sfruttata in maniera unilaterale... Sarà usata a scopi difensivi e offensivi e anche come deterrente. La capacità di generare precipitazioni, nebbia e temporali e di modificare il clima, ... e la creazione di un clima artificiale, fanno parte di quelle tecnologie integrate che possono far aumentare la capacità statunitense, o diminuire quella degli avversari, di ottenere conoscenza, ricchezza e potere globale.



Anche se non esistono prove effettive che le strutture per la guerra climatica siano state deliberatamente impiegate dall'aviazione statunitense per modificare i fenomeni metereologici , queste tecniche sviluppate a scopo militare sono già state probabilmente testate, come si fa per le nuove armi. Ovviamente l'argomento è tabù per gli scienziati. La possibilità di manipolazioni climatiche e ambientali previste dall'esercito e dai servizi segreti, anche se tacitamente riconosciuta, non è considerata importante. Gli specialisti dell'esercito non si pronunciano a questo proposito, i meteorologi non fanno ricerche e gli ambientalisti rimangono saldi sulla teoria del riscaldamento globale e sul Protocollo di Kyoto.



Ironicamente il Pentagono, pur ammettendo di poter modificare il clima mondiale a scopi militari, ha aderito alla teoria sull'aumento delle temperature. Una importante ricerca ne ha analizzato nei dettagli le implicazioni.

Il documento del Pentagono è una copertura conveniente. Il programma di guerra climatica non viene assolutamente nominato: (HAARP)The High-Frequency Active Auroral Research Program, (Programma di Ricerca Aurorale Attivo ad Alta frequenza), che ha sede a Gokona, Alaska - gestito unitamente dall'aviazione e dalla marina statunitensi.



Alex, Ivan, Frances, Charley e Jeanne (agosto-settembre 2004): Quattro terribili uragani e una tempesta tropicale si sono susseguiti in un periodo di tempo molto breve. Si è inoltre verificato un evento senza precedenti nei Caraibi: l'isola di Grenada è stata completamente distrutta, sono morte 37 persone e i tre terzi circa della popolazione dell'isola, 100.000 abitanti, è rimasta senza casa; ad Haiti si sono verificati più di duemila decessi e altre diecimila persone sono senza tetto. Anche la Repubblica Dominicana, la Giamaica, Cuba, le Bahamas e la Florida sono state distrutte. Negli Stati Uniti del sud, in Florida, Alabama, Georgia, Mississippi e le due Caroline, si sono registrati i danni maggiori nella storia del paese.



Brasile (marzo 2004): il primo uragano che si sia mai formato nell'Atlantico meridionale si è abbattuto sul Brasile con venti a una velocità di circa 90 miglia/h e ha causato più di una dozzina di morti. "I meteoreologi sono letteralmente rimasti a bocca aperta quando hanno avvistato il ciclone di nuvole, con tanto di occhio ben definito, in un bacino oceanico dove non se n'erano mai visti prima".



Giappone, Cina e Penisola Coreana: "Il numero dei tifoni abbattutisi sul Giappone ha superato ogni record, e le tempeste - una alla settimana per tutta l'estate - hanno causato disastri a Taiwan, in Cina e nella Penisola Coreana". (Ibid)



Cina (agosto 2004): Il tifone Rananim, il peggiore degli ultimi 48 anni, ha causato 164 morti e ferito più di 1800 persone nella provincia cinese di Zhejiang. Le autorità meteorologiche cinesi hanno confermato che Rananim è stato il peggior tifone che abbia colpito la Cina dal 1956. Secondo le stime ha mandato in rovina circa 13 milioni di persone...



Stati Uniti (maggio 2003): 562 tornado hanno colpito gli Stati Uniti, il record più alto nella storia, che supera di gran lunga quello precedente di 399 del giugno 1992.(CNN, 3 luglio 2003) http://www.cnn.com/2003/WEATHER/07/03/wmo.extremes/



India (inizi 2003): un'ondata di caldo pre-monsonico ha causato picchi di temperatura compresi fra i 45 e i 49 gradi centigradi (113-120 gradi Fahrenheit), provocando la morte di più di 1400 persone. (Ibid)



Sri Lanka: "piogge violente causate dal ciclone tropicale 01B hanno peggiorato le condizioni meteorologiche e provocato piene e slavine e più di 300 morti". (Ibid)



Europa occidentale (estate 2003): temperature estive straordinariamente elevate. "Non si aveva un giugno così caldo in Svizzera da almeno 250 anni, mentre nella Francia meridionale le temperature sono aumentate rispetto alla media stagionale di 5-7 gradi centigradi (9-13 gradi Fahrenheit). Anche in Inghilterra e Galles non si assisteva a un giugno così caldo dal 1976." (Ibid) Sono state formulate diverse teorie generali sui cambiamenti climatici e meteorologici, ma nessuna di esse spiega in maniera esauriente le cause di queste manifestazioni climatiche così atipiche e irregolari, per non parlare della perdita di vite umane e della distruzione che ha portato alla destabilizzazione di interi sistemi agricoli ed ecologici. Ovviamente queste teorie non menzionano il problema della manipolazione climatica a scopi militari.



La manipolazione climatica praticata dall'esercito americano:

il programma HAARP




Home page














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The High-Frequency Active Auroral Research Program (HAARP) con sede a Gokona, Alaska, esiste dal 1992. Fa parte deli nuovi armamenti a tecnologia avanzata sotto il controllo dell' Iniziativa di Difesa Strategica degli Stati Uniti (S.D.I). Approntato dal Laboratorio di Ricerca dell'aviazione , Direzione Veicoli Spaziali, HAARP è un sistema di antenne così potenti da poter creare "modificazioni locali controllate della ionosfera" [lo strato più elevato dell'atmosfera]:



"[HAARP verrà usato] per provocare un cambiamento nella temperatura della ionosfera minimo e localizzato, cosicché le risultanti reazioni fisiche possano essere studiate da altri strumenti piazzati nello stesso sito o nei pressi di HAARP".

(sito web di HAARP)



Nicholas Begich -attivista della campagna contro HAARP- lo descrive come:



"Uno strumento tecnologico super potente che emette onde radio in grado di raggiungere aree della ionosfera, si concentrano su di essa e la riscaldano. In seguito le onde elettromagnetiche rimbalzano sulla terra e penetrano qualsiasi cosa - viva o morta che sia." (per info http://www.globalresearch.ca/articles/CHO201A.html )



Rosalie Bertel, scienziata di fama mondiale, definisce HAARP come "un gigantesco impianto di riscaldamento che può causare gravi danni alla ionosfera creando dei buchi, ma anche delle lunghe incisioni sullo strato protettivo che evita che il pianeta sia bombardato da radiazioni mortali". (citato in Chossudovsky, op cit.)



Secondo Richard Williams, fisico e consulente del laboratorio David Sarnoff di Princeton, HAARP è "un atto irresponsabile di vandalismo globale". Williams e altri scienziati temono un secondo stadio segreto in cui HAARP "proietterà ancora più energia nella ionosfera. Ciò potrebbe causare un grave danno nella parte superiore dell'atmosfera in un punto da cui si produrrebbero per anni effetti a rapida diffusione su tutto il pianeta per anni". (Citato in Scott Gilbert, Environmental Warfare and US Foreign Policy: The Ultimate Weapon of Mass Destruction, http://www.globalresearch.ca/articles/GIL401A.html)



HAARP è stato pubblicamente presentato come un programma di ricerca scientifica e accademica. Tuttavia documenti militari degli Stati Uniti sembrano suggerire che l'obiettivo principale di HAARP è di "sfruttare la ionosfera per scopi stabiliti dal Dipartimento della Difesa". (citato in Chossudovsky, op cit).



Senza alcun esplicito riferimento al programma HAARP, una ricerca dell'Aviazione statunitense parla dell'uso di "modificazioni indotte nella ionosfera" come un mezzo per alterare i fenomeni metereologici e disturbare comunicazioni e radar nemici. (Ibid) HAARP può inoltre causare blackout e distruggere le centrali elettriche di intere regioni.



L'analisi delle dichiarazioni emanate dall'esercito statunitense dimostra l'impensabile: la segreta manipolazione dei fenomeni metereologici, dei sistemi di comunicazione e delle centrali elettriche sono un'arma di guerra globale che permette agli Stati Uniti di infastidire e dominare intere regioni del mondo.



Fonte:

http://www.vergognatevi.com/blog/articolo.asp?articolo=110

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MessaggioTitolo: Re: Sei gradi alla fine del mondo   Dom 17 Gen 2010, 15:22

Riscaldamento globale: non dipende dall’uomo

di Paul Joseph Watson

Prison Planet



Sono gli esseri umani o è piuttosto il Sole ad essere responsabile del cambiamento climatico nelle regioni più esterne del Sistema Solare?



Nella giornata di oggi Kofi Annan ha criticato con forza gli scettici del riscaldamento globale definendoli "fuori passo" e "fuori tempo", ma come sarà capace la alterazione delle attività umane di frenare il cambiamento climatico quando esistono le prove che non sono i "SUV" ma il Sole che sta riscaldando l'intero sistema solare?



"Il capo delle Nazioni Unite ha lamentato "una spaventosa mancanza di leadership" nel tracciare i passi successivi che sono necessari per ridurre le emissioni a livello globale. "Cominciamo con l'essere più coraggiosi politicamente", è la maniera in cui ha sollecitato le centinaia di delegati provenienti dalle 180 nazioni che sono membre del "trattato sul clima" delle Nazioni Unite del 1992", è quanto riporta Forbes.



Ma come possiamo far quadrare il cerchio quando praticamente ogni pianeta del nostro sistema solare sta simultaneamente andando incontro ad un cambiamento della propria temperatura e a modelli meteorologici volatili? Non si mette in dubbio il fatto che il riscaldamento globale è un ciclo naturale che deriva dalla natura in continua evoluzione del Sole? Al Gore sarebbe capace di darmi una spiegazione su tutto questo?



- Space.com: Il riscaldamento globale su Plutone sconcerta gli scienziati

In quella che in gran parte pare una completa retromarcia rispetto all'annuncio fatto ad Agosto, oggi gli astronomi hanno dichiarato che la sottile atmosfera di Plutone si sta riscaldando a livello globale anche se il pianeta si trova nella zona più distante dal Sole sulla sua lunga orbita dalla forma eccentrica.



- Space.com: Una nuova tempesta su Giove suggerisce un cambiamento climatico

Le ultime immagini potrebbero fornire le prove che Giove si trova nel mezzo di un cambiamento globale che potrebbe causare l'innalzamento delle temperature anche fino a 10 gradi Fahrenheit su diverse zone del pianeta.



- Current Science & Technology Center: Il riscaldamento globale su Marte

Uno studio condotto sulle calotte di ghiaccio di Marte pare indicare che il pianeta rosso è attualmente coinvolto in un fenomeno di riscaldamento. Se il riscaldamento globale sta verificandosi sia su Marte che sulla Terra, allora forse esiste un fenomeno di più ampia portata che sta avendo luogo nel Sistema Solare e che sta causando il cambiamento climatico a livello globale dei due pianeti.



- United Press International: La NASA ha scoperto una mostruosa tempesta che sta colpendo Saturno

La NASA ha dichiarato che la sua navicella spaziale Cassini ha scoperto una tempesta del tutto simile ad un uragano nel Polo Sud di Saturno che si estende per 5000 miglia – o anche i 2 / 3 del diametro della Terra.



- Science Agogo: Scoperto un processo di riscaldamento globale su Tritone

E' assai probabile che non ci sia un grande inquinamento industriale sulla più grande Luna di Nettuno, ma nonostante ciò su quel pianeta tutto sta diventando più caldo. "E' perlomeno dal 1989 che Tritone sta attraversando un periodo di riscaldamento globale", conferma l'astronomo James Elliot, professore di Terra, Fenomeni Atmosferici e Scienze Planetarie al Massachusetts Institute of Technology. "In termini di percentuale, l'aumento di temperatura è molto grande".



- Associated Press: Uno studio afferma che la temperatura del Sole sta aumentando

Le radiazioni del Sole che raggiungono la Terra sono più calde dello 0.036 per cento di quelle del 1986, quando l'attuale ciclo solare stava cominciando, è quanto riporta un ricercatore in uno studio che verrà pubblicato venerdì sulla rivista Science. La scoperta è stata fatta sulla base delle analisi da parte di quei satelliti che misurano la temperatura della luce solare.



- London Telegraph: la verità sul riscaldamento globale – la colpa è del Sole

Si è finalmente giunti ad una spiegazione sul riscaldamento globale: la Terra sta diventando più calda perchè il Sole sta adesso bruciando più luminosamente che in qualunque altro momento durante gli ultimi 1000 anni, questo secondo una nuova ricerca.



Il fatto puro e semplice è che nel corso delle diverse epoche della storia la terra è oscillata in maniera violenta da un clima caldo, bagnato e stabile, ad uno freddo, asciutto e ventoso – e questo molto prima che venissero inventati i combustibili fossili. I cambiamenti che stiamo adesso testimoniando sono come una passeggiata nel parco se li paragoniamo ai ripetuti colpi ricevuti in passato dal nostro pianeta.



Questo non vuole rappresentare un atto di difesa dei cartelli petroliferi o dei saccheggiatori neo-con, che avrebbero ogni ragione a voler ignorare il riscaldamento globale sia che sia opera dell'uomo sia che non lo sia.



E neppure vuole essere un diniego indiscriminato del fatto che la terra stia gradualmente diventando più calda, ma come riconciliare il riscaldamento globale che sta avendo luogo nelle regioni più remote del Sistema Solare con l'affermazione secondo la quale l'innalzamento della temperatura è causato dalle attività dell'uomo? Non è che per caso i nostri fumi di scarico hanno abbandonato l'atmosfera della Terra e sono scivolati attraverso un buco nero fino a raggiungere Tritone?



La convinzione che il riscaldamento globale è causato dall'uomo è stata inculcata in maniera tanto oppressiva nell'opinione pubblica, specialmente in Europa, che esprimere una sola scintilla di dubbio al riguardo è analoga in alcuni casi alla negazione dell'olocausto. Tale è l'insipido lavaggio del cervello che si è avuto attraverso la televisione, i giornali ed alcune esaltate teste parlanti – che gli scettici del riscaldamento globale vengono obbligati ad indossare una metaforica medaglia gialla e a discutere dei loro dubbi solamente con toni alquanto contenuti e facendo ricorso a strutture conciliative, per non essere derisi e scherniti o per non dover subire le arringhe di un esercito di buonisti che sono convinti di essere nel giusto e di essere impegnati a salvare la madre terra quando riciclano una bottiglia di vino o quando buttano il giornale in un cestino della spazzatura separato.



La campagna per diffondere la paura su di un imminente giorno del Giudizio Universale climatico controlla anche la copertura giornalistica e così importanti questioni ambientali come il cibo geneticamente modificato, la folle chimera scientifica della clonazione e l'usurpazione e gli abusi da parte di multinazionali come la Monsanto vengono ignorate.



Il riscaldamento globale viene usato come una scusa per diffondere ulteriori forme di controllo e di sorveglianza sulle nostre vite quotidiane, per permettere l'inserimento di chip RFID [RadioFrequencyID] nei nostri bidoni della spazzatura, la raccolta dati da parte di satelliti GPS e la introduzione di una tassazione per miglio, come pure una tassa globale alla pompa di benzina.



L'ala estremista del movimento ambientalista, caratterizzata da persone come il dottor Erik Pianka, sostiene un processo di selezione di massa dell'umanità attraverso lo scatenamento di piaghe e di varie forme di bio terrorismo approvate dallo stato, e questo allo scopo di "salvare" la Terra da quella malattia chiamata umanità. Le misure di controllo genocide sulla popolazione di stampo nazista e l'establishment del movimento ambientalista sono sempre stati legati da una stretta alleanza.



La religione ortodossa & organizzata del riscaldamento globale con le sue disastrose conseguenze per la nostra libertà di espressione, libertà di movimento e il nostro diritto di rimanere al di fuori del sistema, deve essere messa in discussione sulla base fondazionale che il fenomeno sta coinvolgendo tutto il Sistema Solare e che è prevalentemente causato dalla evoluzione naturale del Sole e non dalle attività dell'uomo.



Versione originale

Paul Joseph Watson

Fonte:

http://www.prisonplanet.com

Link:

http://www.prisonplanet.com/articles/november2006/161106suvjupiter.htm



Versione italiana

Fonte:

http://www.radiokcentrale.it

Link:

http://www.radiokcentrale.it/articolinuovaera/itapiece208.htm



Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info



Fonte:

www.comedonchisciotte.org

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MessaggioTitolo: Re: Sei gradi alla fine del mondo   Dom 17 Gen 2010, 15:20

ALCUNI CAMBIAMENTI CLIMATICI INUSUALI VERIFICATISI DA QUANDO LA CORRENTE DEL GOLFO HA INIZIATO A RALLENTARE



Nel Marzo 2004 il mondo ha visto un grande uragano abbattersi sulla costa del Brasile. In tutta la storia, a memoria d'uomo, non era mai accaduto prima che un uragano si abbattesse sul Sud America continentale.
Nel Maggio 2004 gli USA hanno polverizzato ogni record di tornado in un solo mese: se ne contarono 562. Di questi, alcuni a Seattle - dove non se n'erano mai visti prima.
L'inverno 2003/04 è stato uno dei più rigidi della storia nel Canada orientale.
Da parecchi anni gli incendi distruggono le foreste di tutto il mondo - l'elenco sarebbe troppo lungo. L'Australia settentrionale sta bruciando, come l'Alaska - cose senza precedenti!
Tutto l'ovest degli USA è in prede alle fiamme, che si propagano di regione in regione, e il governo ha annunciato che questa è la peggiore siccità degli ultimi 500 anni.

In realtà tutto il mondo è in fiamme.

L'Europa - in particolare la Francia - ha avuto nel 2004 un'ondata di caldo che è costata la vita a 15.000 persone nella sola Francia, e 30.000 in tutta Europa;
e tutto questo è dovuto semplicemente all'intenso calore generato dal Riscaldamento Globale e dalla Corrente del Golfo.
Nel Luglio 2004 l'Argentina è stata travolta dalla peggiore tempesta della sua storia.
Il clima in Messico è talmente strano che in alcune zone si sono formati funghi e muffe sui raccolti - mentre in altre aree c'è siccità. Nella misura in cui i cambiamenti climatici inizieranno a succedersi rapidamente e radicalmente, la produzione di cibo diventerà il nostro più grande problema.
Le barriere coralline del mondo stanno morendo a causa del Riscaldamento Globale, e questo costituisce una seria minaccia per la maggior parte delle isole negli oceani, tra cui quelle del Pacifico. Probabilmente tutti coloro che vivono su un'isola dovranno presto abbandonarla, a causa dell'acqua marina salata che inquinerà le riserve d'acqua dolce. Di sicuro dovranno abbandonarle se il livello degli oceani salirà sensibilmente.


Oggi, 16 Luglio 2004, NPR dichiara che il 50% delle emissioni di CO2 immesse nell'atmosfera dalla nostra società tecnologica finisce negli oceani, e questo determina una diminuzione del PH fino a valori acidi. Ciò a sua volta concorre alla distruzione delle barriere coralline e alla scomparsa di un gran numero di altre forme di vita negli oceani.
E questa è solo la punta dell'iceberg. Se volessimo fare veramente sul serio e metterci a studiare tutte le bizzarrie del clima degli ultimi dieci anni (a partire dal rallentamento della Corrente del Golfo) incominceremmo a renderci conto per davvero dei radicali cambiamenti climatici globali a cui dovremo adattarci - se vogliamo che l'umanità continui a vivere sulla Terra.



IL MURO DI 13 METRI

Nel rapporto del Pentagono si raccomanda che gli Stati Uniti costruiscano un muro dell'altezza di circa 13 metri intorno a tutto il Paese, per tenere fuori coloro che vorrebbero immigrare, nel tentativo di sfuggire ai problemi climatici mondiali. Il Pentagono ritiene che i problemi più grossi saranno il cibo e l'acqua, e poiché gli USA hanno il denaro per acquistare cibo, pensano che riusciremo a far fronte a questo specifico problema più a lungo della maggior parte delle altre nazioni. La gente vorrà venire qui semplicemente per avere qualcosa da mangiare.
Se questo vi sembra qualcosa che andrebbe bene per un film apocalittico, sappiate che, di fatto, il governo degli USA ha già dato inizio alla costruzione di un tale muro al confine con il Messico.
Nota: parlando di film, il recente 'The Day After Tomorrow' è basato sulle informazioni relative all'arresto della Corrente del Golfo. A Hollywood hanno talmente esagerato la portata distruttiva delle tempeste, che la gente ha creduto che si trattasse di pura fantasia. Non è fantasia, sta succedendo realmente, ma… succederà nel modo prefigurato dal film? Nel film si vedono milioni da americani che scappano in Messico per sfuggire al clima troppo freddo.
Due settimane fa ho parlato con un funzionario militare USA coinvolto nella costruzione di questo muro di 13 metri. Durante la nostra discussione sulla Corrente del Golfo, di cui lui non sapeva niente, ad un certo punto ha detto: "Oh, ora capisco. Vedi, il muro è liscio ed invalicabile dal lato messicano, ma dal lato statunitense presenta scale e gradini che consentono di salirci su e passare in Messico. Non riuscivo a capire perché il governo stesse facendo questo."



IL CAMBIAMENTO DI FORMA DELLA CORRENTE DEL GOLFO

Nel suo rapporto, il Pentagono afferma che l'arresto della Corrente del Golfo si verificherà probabilmente nell'arco di 3-5 anni a partire dall'Ottobre 2003. Questa almeno è la loro opinione, ed essi stessi ammettono che è solo una teoria.
Ciò che ancora non sapevano - poiché era qualcosa che stava succedendo all'epoca in cui pubblicavano il rapporto - è che la Corrente del Golfo sta iniziando a cambiare forma. Questo è il segnale dell'inizio del processo di arresto di questa corrente d'acqua calda - e della fine della nostra civiltà, così come la conosciamo.



Queste informazioni provengono da due fonti, due famosi scienziati di fama mondiale, che però in questa fase preferiscono mantenere l'anonimato.
Se questo è vero, allora tutti gli effetti ed i tempi di cui parla il Pentagono nel suo rapporto vanno anticipati nel tempo, diciamo da 3 a 5 anni.
Non so se questo è vero, ma poiché non bisogna nascondere nulla, l'informazione è stata inclusa in questo articolo. Se riceverò le prove, le pubblicherò.




fonte:

www.stazioneceleste.it

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MessaggioTitolo: Re: Sei gradi alla fine del mondo   Dom 17 Gen 2010, 15:16

NEL PASSATO



Anno 1300


Il Pentagono, nel suo studio su quello che sta accadendo nel nord dell'Oceano Atlantico, ha condotto una ricerca sul passato, per vedere quando si è verificato in precedenza questo rallentamento o arresto della Corrente del Golfo, e cosa è successo nei cambiamenti climatici del mondo a quei tempi.
In realtà un tale rallentamento o arresto della corrente nel Nord Atlantico è già successo centinaia di volte in passato, milioni d'anni fa; ma nel passato recente, gli ultimi 10.000 anni, è successo soltanto due volte.
L'ultima volta è stato nell'anno 1300 d.C, e allora si trattò di un semplice rallentamento, non si fermò. Gli scienziati dibattono sul perché di quel rallentamento - non sanno veramente perché è successo.
I repentini cambiamenti climatici globali che seguirono non tornarono alla normalità prima di 550 anni. Questo periodo di tempo della nostra storia è denominato 'Piccola Era Glaciale' per via dello sconvolgimento che determinò nel nostro clima e per il freddo intenso che ne risultò.
Al Pentagono si sono resi conto che all'epoca della 'Piccola Era Glaciale' la costa est del Nord America divenne estremamente fredda, e le aree centrali ed occidentali degli Stati Uniti divennero talmente secche e aride da trasformare il 'Midwest' americano in un'enorme piana polverosa, mentre le foreste montane bruciavano - esattamente come sta accadendo oggi… Poiché ai nostri giorni il rallentamento della Corrente del Golfo è già in atto da più di 10 anni. Il clima cambiò radicalmente anche in Europa durante questa 'Piccola Era Glaciale'.
Lo studio degli Indiani Anasazi del 14° secolo d.C. è illuminante. A Chaco Canyon, nel Nuovo Messico, gli Indiani Anasazi scomparvero completamente - e nessuno sa con precisione dove andarono. Ma dallo studio sulle cause che indussero gli Anasazi ad abbandonare l'area del Nuovo Messico è emerso qualcosa di interessante: nel corso del 14° sec. d.C. l'area di Chaco Canyon fu colpita da una siccità talmente terribile, da non ricevere una sola goccia d'acqua per ben 47 anni! E una siccità di tale durata indurrebbe certo chiunque ad abbandonare l'area in questione: niente acqua, niente vita.
Gli archeologi che presentarono questo studio non sapevano quale fu la causa della siccità, ma se consideriamo che, nel periodo immediatamente precedente, la Corrente del Golfo subiva un sensibile rallentamento, tutto diventa chiaro. Questo è esattamente ciò che il Pentagono pensa che succederà all'America, al Canada e all'Europa.
Noi oggi crediamo che l'attuale siccità dell'occidente degli USA avrà termine presto, ma la storia della Terra e della Corrente del Golfo suggerisce invece che potrebbe durare altri 40 anni prima che si possa tornare ad un certo equilibrio.


8.200 Anni Fa



In realtà il rapporto del Pentagono induce a credere che la Corrente del Golfo - per quello che ne sanno loro - stavolta non avrà un semplice rallentamento, ma piuttosto si arresterà. L'ultima volta che questo è successo è stato 8.200 anni fa.
Sempre stando ai risultati della ricerca del Pentagono, questo sarebbe uno scenario ben più drammatico. Quando, 8.200 anni fa, la Corrente del Golfo si fermò, in breve tempo l'Europa fu ricoperta da circa 750 m di ghiaccio, mentre l'Inghilterra e New York si ritrovarono con un clima simile a quello della Siberia oggi.
Ne seguì una vera e propria 'Era Glaciale' che durò circa 100 anni - vedete perché il Pentagono è preoccupato… Sia Andrew Marshall che Sir David King sostengono che questo problema della Corrente del Golfo è, per la sicurezza nazionale degli USA (e di altri Paesi), una minaccia più grave di quella rappresentata da tutto il terrorismo mondiale messo insieme. Davvero, se ci pensiamo, il terrorismo non è nulla, in confronto all'arresto della Corrente del Golfo. Non si può neanche pensare di fare un paragone.
E' evidente che, senza condizioni climatiche stabili, agricoltura e allevamento diventano quasi impossibili; secondo il Pentagono, nel prossimo futuro questo problema potrebbe divenire talmente serio che potranno aver luogo guerre non per il petrolio o l'energia,
ma per il cibo e l'acqua.
La minaccia maggiore per la sicurezza nazionale sarebbe rappresentata - sempre secondo il rapporto del Pentagono - dall'enorme flusso di immigrazione proveniente da quei Paesi come Finlandia, Svezia, Danimarca, che finirebbero ricoperti dai ghiacci, ed andrebbero evacuati, nonché da altre nazioni, che si spopolerebbero per altre ragioni.
E' per questo che Andrew Marshall e Sir David King volevano che il mondo sapesse la verità su quanto sta per succedere, in modo da potersi preparare per l'inevitabile.

IL SENATO USA
Nel marzo 2004 il Senato USA, messo al corrente dello studio del Pentagono, ha destinato fondi per 60 milioni di dollari alla ricerca sui CAMBIAMENTI IMPROVVISI DEL CLIMA GLOBALE. Questo ci lascia un po' di speranza - che presto il Senato USA incomincerà a dire a tutto il mondo quali cambiamenti climatici stanno per accadere.


LE NAZIONI UNITE

Il 29 Giugno 2004 si è concluso un incontro dell'ONU per discutere cosa fare a riguardo del Riscaldamento Globale e della Corrente del Golfo, cui hanno partecipato 154 nazioni. Il risultato è stato che l'unica cosa su cui sono riusciti a raggiungere un accordo è che bisogna eliminare l'uso di petrolio e benzina al più presto possibile. C'è gente che crede che, se continuiamo ad abbassare il livello delle emissioni di CO2, i problemi potranno diminuire, ed è certamente importante fare tutto ciò che possiamo. E' altrettanto importante comprendere che vi sono correnti oceaniche - diverse da quella nord atlantica - in ogni oceano; se tutte quante subissero un rallentamento o un arresto, la Terra entrerebbe senza alcun dubbio in una nuova Era Glaciale, e la Storia ci mostra che, se questo accadrà, la nostra civiltà non tornerà ad un clima temperato prima di circa 90.000 anni.
In realtà, indurre dei cambiamenti nelle correnti di tutto l'Oceano Atlantico (cambiarle, o aumentarle) per riportarle alla 'normalità' è al di là delle possibilità della razza umana e delle sue tecnologie. E' troppo tardi - secondo le previsioni della maggioranza degli scienziati mondiali - per cambiare il corso di ciò che ha già incominciato a succedere. Tutto ciò che possiamo fare ora è prepararci allo shock - ed il messaggio principale di Andrew Marshall e Sir David King è che la preparazione è essenziale.



LA NASA SI PREPARA

Il 13 Luglio 2004 la NASA ha lanciato in orbita un satellite - il primo di una serie di tre - il cui unico scopo è lo studio del Riscaldamento Globale. Oltre a studiare lo strato di ozono - altro enorme problema associato al Riscaldamento Globale - questo satellite effettuerà il monitoraggio della temperatura e della densità salina degli oceani. Forse riusciremo almeno a monitorare i rapidi cambiamenti e a predire ciò che potrà succedere a breve termine.

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MessaggioTitolo: Re: Sei gradi alla fine del mondo   Dom 17 Gen 2010, 15:12

Alcuni anni fa Greenpeace annunciò che la calotta polare perenne del Polo Nord era arretrata di circa 450 km, ma nessuno ha ascoltato.



Oggi, mentre scrivo quest'articolo, siamo testimoni degli incendi in Alaska, che hanno consumato più di un milione di acri di foresta. Fino ad oggi, quell'area era sempre stata coperta dalle piogge o dalla neve. Anche questi incendi sono legati direttamente allo scioglimento dei poli e alla Corrente del Golfo.
Ma alla fine il Pentagono ha dovuto - grazie ad Andrew Marshall - ammettere la verità: hanno reso pubbliche foto satellitari che ritraggono il Polo Nord nel 1970 e nel 2003, e che dimostrano come il 40% del Polo Nord si è disciolto in soli 33 anni - ed ora lo scioglimento procede ad un ritmo ancor più rapido. Il Pentagono ha provato che tutte quelle dichiarazioni del governo sui poli che non si stavano sciogliendo erano pure menzogne - più dannose di qualunque cosa la guerra di Bush all'Iraq possa provocare agli Stati Uniti.



Lo Scioglimento del Polo Sud

Un paio d'anni fa la placca denominata 'Larsen A' si è staccata dalla calotta del Polo Sud, con grande stupore di molti scienziati. All'epoca il personale scientifico che conduceva gli studi su quest'evento affermò che non si trattava di qualcosa di veramente rilevante, poiché questo lembo di ghiaccio era stato parte del Polo Sud soltanto negli ultimi 10.000 anni.
Quegli stessi scienziati aggiunsero che invece la placca 'Larsen B', che si trovava dietro 'Larsen A', non si sarebbe mai sciolta, in quanto era rimasta lì per molte ere glaciali. E tuttavia l'anno scorso 'Larsen B' si è staccata e ha preso il largo. Sempre loro affermarono che ci sarebbero voluti sei mesi per sciogliere quell'immensa massa di ghiaccio, ma ancora una volta erano in errore: sono bastati 35 giorni, e - cosa più importante - il livello degli oceani in tutto il mondo è aumentato di circa 3 cm.
Ora che la placca 'Larsen B' non c'è più, resta esposta un'enorme massa di ghiaccio detta 'Placca di Ross', e l'unica cosa che la tratteneva dallo scivolare nell'oceano era proprio 'Larsen B'. Secondo le mie fonti, nella Placca di Ross si stanno producendo varie crepe.
Se anche lei scivolerà nell'oceano, si prevede che il livello degli oceani di tutto il mondo crescerà dai 5 ai 7 metri. Questo, amici miei, cambierebbe il mondo: quasi tutte le città costiere del mondo, molte isole e tutta l'Olanda sarebbero sommerse. Forse ci vuole un evento di questo tipo per risvegliare il mondo e prendere sul serio il Riscaldamento Globale.

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MessaggioTitolo: Re: Sei gradi alla fine del mondo   Dom 17 Gen 2010, 15:09

I POLI SI SCIOLGONO

L'Amministrazione Bush

Nel corso dell'amministrazione Bush, quando vi sono stati dibattiti sullo scioglimento dei ghiacci ai poli nord e sud, questo governo e le grandi corporazioni hanno sostenuto concordemente che gli scienziati di tutto il mondo sono in errore quando concludono che vi è un gran pericolo, e hanno indotto il pubblico americano a credere che non esista alcun problema.

Tuttavia, è stato su George W. Bush che si sono concentrati gli attacchi di Sir David King nel suo articolo su Science; i migliori scienziati del mondo - almeno 1.700, raccolti nella Union of Concerned Scientists (Unione degli Scienziati Preoccupati) - sostengono che, nel migliore dei casi, Bush è male informato.
Poiché il governo USA è responsabile del 25% dell'inquinamento da anidride carbonica nel mondo (che crea il Riscaldamento Globale), è assolutamente necessario discutere la politica di Bush sul Riscaldamento Globale. Forse uno dei migliori articoli che riassumono le posizioni di Bush è quello pubblicato dalla rivista Rolling Stone il 19 Maggio 2004, a firma di Tim Dickinson. Riportiamo qui di seguito, in corsivo, un brano tratto dal suo articolo.
Considerando l'imminenza della minaccia costituita dal Riscaldamento Globale, ci si potrebbe aspettare che perfino l'amministrazione Bush dichiari Guerra al Calore. Dopotutto, una delle promesse di Bush nella campagna elettorale del 2000 fu quella di "stabilire obiettivi di riduzione tassativi" per le emissioni di CO2, dichiarando che la questione avrebbe avuto priorità assoluta. Tuttavia, una volta diventato presidente, quella della riduzione delle emissioni di anidride carbonica è stata la prima promessa non mantenuta da Bush - e da allora ce ne sono state molte altre. Solo due mesi dopo essere entrata in carica, l'amministrazione si è ritirata dal Protocollo di Kyoto, il trattato globale che gli USA firmarono nel 1997 per stabilire rigidi limiti alle emissioni dei gas responsabili dell'effetto serra. Al suo posto, Bush istituì un piano di 'emissioni volontarie' che si è rivelato un fallimento totale: finora, soltanto 14 compagnie hanno dichiarato di voler ridurre le loro emissioni di CO2.
Il presidente trasformò inoltre il gruppo inter-agenzie che effettua il monitoraggio dei cambiamenti climatici in un Dipartimento del Commercio - affidandone la guida a Don Evans, ex amministratore di società petrolifere e del gas. Predispose inoltre ulteriori ricerche climatiche, che rimanderanno qualunque regolazione significativa per almeno altri dieci anni. In un discorso nel Rose Garden, Bush ha dichiarato: "Non sappiamo quanto potrà cambiare o cambierà il clima nel futuro". Affermazioni del genere hanno provocato la reazione di 20 premi Nobel, che in una lettera aperta hanno accusato senza mezzi termini l'amministrazione di aver "deliberatamente e cospicuamente inficiato" la comprensione pubblica del ruolo umano nel riscaldamento globale. (Il consigliere scientifico di Bush ha rifiutato di rilasciare un'intervista per quest'articolo)
Poi è arrivata la censura. Nel settembre 2002, la EPA, Environmental Protection Agency (Agenzia di Protezione Ambientale) ha reso pubblico un rapporto sulla qualità dell'aria che - per la prima volta dal 1996 - non comprendeva alcuna menzione del riscaldamento globale. Sette mesi dopo, la Casa Bianca effettuò una completa revisione del capitolo sui cambiamenti climatici del "Rapporto sull'Ambiente" dell'EPA, minimizzando l'influenza umana, cancellando i riferimenti all'impatto del riscaldamento globale sulla salute ed inserendo dati sul clima desunti da studi finanziati in parte dall' American Petroleum Institute. L'EPA rimosse poi il capitolo alterato, riconoscendo in un memorandum interno che "non rappresenta più in modo accurato il pensiero scientifico accettato sui cambiamenti climatici".
Perfino alcuni repubblicani sono rimasti sbalorditi dal pasticcio di Bush sulla faccenda dell'EPA. Russell Train, capo della stessa agenzia nelle Amministrazioni Nixon e Ford, ha dichiarato: "Sembra costantemente evidente che, con George W. Bush, l'EPA dovrebbe prendere ordini tassativi dalla Casa Bianca in materia di regolazioni. Ai miei tempi, non è mai successo." Train, che ricevette da Bush padre una Medaglia Presidenziale alla Libertà, definisce l'atteggiamento dell'attuale amministrazione nei confronti del riscaldamento globale "totalmente sbagliato" ed "irresponsabile"
Bush può contare su alcuni repubblicani di spicco che, nel Congresso, s'incaricano di bloccare ogni tentativo di ridurre le emissioni inquinanti ed evitare il disastro. Il senatore James Inhofe, consigliere del Environment and Public Works Committee (Commissione per l'Ambiente ed i Lavori Pubblici), liquida il riscaldamento globale come una 'bufala'. In un discorso tenuto nel luglio scorso, Inhofe ha paragonato l'IPCC ai Sovietici, tessendo le lodi di quello che ha definito 'un mondo rafforzato dall'anidride carbonica', ed ha concluso così: " Ho la fervida speranza che il Congresso respingerà i profeti di sventura che spacciano propaganda mascherata da scienza, in nome della salvazione del pianeta da un disastro catastrofico".
Da un altro punto di vista, nello stesso articolo si legge un'affermazione di Michael Oppenheimer, climatologo della Princeton University: "L'amministrazione Bush non ha un piano credibile, nazionale né internazionale, in merito al problema del riscaldamento globale. Dicono di non voler prendere una posizione sul riscaldamento globale perché - dicono - 'la scienza è incerta'. E' una posizione indifendibile, perché la scienza non è incerta."



Lo Scioglimento del Polo Nord


Guardiamo i fatti. Due anni fa, per la prima volta nella storia a noi nota, il Polo Nord si è completamente disciolto. Per la prima volta navi militari e private hanno potuto navigare direttamente sul polo, poiché c'era solo acqua. Di solito, in quell'area c'erano sempre stati almeno tre metri di solido ghiaccio.

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MessaggioTitolo: Re: Sei gradi alla fine del mondo   Dom 17 Gen 2010, 15:00

La Verità sul Riscaldamento Globale

La corrente del Golfo

Ciò che state per leggere cambierà per sempre il vostro mondo, questo ve lo posso garantire. Devo scusarmi per essere io a portare queste notizie spiacevoli, ma è necessario che sappiate, se volete sopravvivere, che ciò che verrà sarà o SECCO e caldo o GHIACCIO e freddo.
Del riscaldamento globale si parla da 40 anni, e nel frattempo siamo diventati compiacenti. I nostri scienziati concordano sul fatto che il riscaldamento globale sarà causa di enormi cambiamenti e problemi nel mondo, ma secondo i loro ragionamenti ci vorranno cinquanta o cento anni prima di doverci occupare dei suoi effetti.
La loro idea è che, in generale, il riscaldamento globale sarà lento ed il mondo troverà il tempo per scoprire la soluzione ai problemi.
Nuove incontrovertibili prove suggeriscono invece che questo scenario è semplicemente sbagliato, e faremmo meglio ad essere pronti per un'altra, più improvvisa possibilità.

La Rivista Discovery

Uno dei primi dubbi sulla veridicità di quello che ci veniva detto (specialmente qui negli USA) fu sollevato dalla rivista Discovery nel Settembre 2002, il cui titolo di copertina annunciava: "La sorpresa del riscaldamento globale, una nuova era glaciale", mentre il sottotitolo aggiungeva che "Gli oceanografi hanno scoperto un grande fiume d'acqua dolce nell'Atlantico, formato dallo scioglimento dei ghiacci polari. Avvertono che questo potrebbe presto seppellire la Corrente del Golfo, facendo sprofondare il Nord America e l'Europa in inverni polari".
Questo quasi due anni fa, e nessuno ha prestato ascolto. La vita continua, incurante del terribile pericolo incombente.


L'INGHILTERRA & SIR DAVID KING

Poi, nel Gennaio 2004, è arrivato Sir David King, capo dei consulenti scientifici del primo ministro inglese. Sir King è andato da Blair e gli ha parlato del disastro che incombe su tutto il mondo, dicendogli che era loro dovere dire a tutti cosa stava per accadere.
Tony Blair disse a Sir King di stare tranquillo e di non parlare. Ma Sir King sentiva che tutto questo era semplicemente troppo importante per non parlarne, e così nello stesso mese aggirò deliberatamente Blair e pubblicò un articolo sulla rivista americana Science in cui comunicava tutte le sue informazioni e preoccupazioni.
Nel suo articolo Sir King afferma: "Dal mio punto di vista, i cambiamenti climatici sono il problema più grave che dobbiamo affrontare oggi, più grave della stessa minaccia del terrorismo".
L'Inghilterra ha emesso una diffida nei confronti di Sir David King, ed ora egli non può nemmeno parlare in pubblico dell'argomento senza il rischio di essere arrestato.


AMERICA & PENTAGONO

Il mese successivo, Febbraio 2004, vede l'ingresso in scena del Pentagono, il che ha indotto il mondo ad entrare in azione.
Il Pentagono studia il Riscaldamento Globale da molti anni, per via dei possibili problemi di sicurezza nazionale associati al tipo di cambiamenti che potrebbero prodursi nel mondo in seguito al Riscaldamento Globale.
Uno studio speciale fu condotto da uno dei dipartimenti del Pentagono, l' Office of Net Assessment (Ufficio Valutazioni Nette), diretto da Andrew W. Marshall, 83 anni, che ha la responsabilità di identificare i rischi a lungo termine degli USA.
Marshall, in collaborazione con l'organizzazione statunistense Global Business Network, compilò le possibilità del Riscaldamento Globale ed i loro effetti sulla sicurezza nazionale degli USA. Lo studio fu completato nell'ottobre 2003 e consegnato al Pentagono, che considerava la questione dal punto d vista del peggiore scenario possibile. Il titolo è "Lo scenario di un improvviso cambiamento climatico e le sue implicazioni per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti". Il testo andava ben al di là di quanto si aspettava la maggior parte degli esperti del Pentagono.
Rendendosi conto delle incredibili possibilità delineate da questo studio, Marshall prese la decisione di rendere pubblica la sua ricerca e altre informazioni a tutti gli americani. E, probabilmente a causa della posizione del presidente Bush sul Riscaldamento Globale - piuttosto negativa - decise di aggirare il presidente, e pubblicò le sue informazioni e preoccupazioni sulla rivista Fortune, il 9 febbraio 2004.
Nel suo articolo, Marshall spiega come le calotte polari che si stanno sciogliendo a nord e a sud, nonché i ghiacciai di tutto il mondo, sono composti di acqua dolce, e questa è la causa dell'imminente disastro climatico globale.
La Corrente del Golfo, che gli scienziati chiamano 'convettore termoalino nord atlantico', è una corrente d'acqua calda proveniente da Sud dell'Equatore, che scorre sulla superficie dell'oceano verso nord; quest'acqua calda evita che il Nord America e l'Europa Occidentale e Settentrionale si ghiaccino. Essa è anche responsabile dei modelli climatici mondiali che conosciamo.
Quando la Corrente del Golfo si raffredda, scende al fondo dell'oceano e va verso sud, dove si riscalda nuovamente e torna in superficie muovendosi ancora verso nord, in una corrente convettiva continua. Così facendo, disegna un gigantesco '8' tridimensionale.
Il motore che tiene in funzione questo flusso d'acqua calda si trova a nord, dove la Corrente del Golfo scende al fondo dell'oceano. E' la densità salina dell'oceano che causa l'inabissamento di questo fiume, e che "tira su" l'acqua calda dal sud.
Ora che le calotte polari si stanno sciogliendo, l'acqua dolce si sta riversando nell'Oceano Atlantico, la densità salina sta diminuendo, e la Corrente del Golfo non va più molto a fondo - il che risulta in un rallentamento di questa corrente. La Corrente del Golfo ha rallentato notevolmente il suo corso negli ultimi dieci anni.
Con il rallentamento della Corrente del Golfo, il calore non raggiunge più la regione nord atlantica, e i modelli climatici incominceranno a mutare, poiché la loro stabilità dipende da quel calore.

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MessaggioTitolo: Re: Sei gradi alla fine del mondo   Dom 17 Gen 2010, 14:57

Cintura fotonica e cambiamenti climatici
di David Icke
dal libro: "...e la Verità vi renderà Liberi"



Gli effetti della Cintura Fotonica e del conflitto vibratorio attualmente in atto sul pianeta Terra tra la vibrazione bloccante e la vibrazione libera, si potranno vedere con maggiore chiarezza nel giro di poco tempo. In libri precedenti, a partire dal 1990, ho diffuso informazioni veicolate riguardo a drastici cambiamenti che interesseranno i modelli metereologici nel corso di questa decade e oltre, con piogge e inondazioni colossali e molti altri fenomeni metereologici e geologici estremi. Il cambiamento dei modelli metereologici mondiali è ormai chiaramente dimostrato dagli enormi blocchi di ghiaccio grossi come interi paesi che si staccano dalle calotte polari, un tempo considerate permanenti. Niente è permanente, a parte la vita stessa.

I record di precipitazione piovosa continuano a essere battuti anno dopo anno; i mari crescono e i fiumi coprono le terre in un modo che supera ogni immaginazione. In altre zone ci sono grandi siccità. Ripensate alle antiche profezie e ritroverete tutte queste cose.



Spesso ci viene detto, peraltro con poca convinzione, che questo è il risultato dell’innalzamento globale della temperatura, L’Effetto Serra.

Mi permetto di dissentire. Credo che si tratti di una distorsione di ciò che sta veramente succedendo. Stiamo assistendo agli effetti dell’influsso della Cintura Fotonica, all’affermazione delle frequenze più elevate, all’apertura dei portali, e al passaggio da una realtà tridimensionale alla quarta e quinta dimensione.

Allo stesso tempo la vecchia vibrazione cerca di ancorarsi al suo dominio e ciò si riflette fisicamente nel tentativo da parte dell’Elite di imporre i vecchi schemi di controllo e dominazione su chi si sta svegliando e sta cambiando il proprio pensiero.

Questo è il conflitto simbolizzato da Urano e Saturno.

Questo fenomeno, insieme alle energie fotoniche, è la causa dello scompiglio nei livelli oscuri della coscienza del pianeta – Madre Natura, Gaia, lo Spirito Terrestre – e tutto questo sta avendo conseguenze magnetiche per il campo energetico della Terra. Il pianeta è il corpo fisico di una coscienza dotata di mente ed emozioni. La Terra non è una semplice sfera che ruota nello spazio. Essa è in grado di pensare e provare sensazioni, proprio come noi.

Penso che il tempo ed i cambiamenti geologici ci stiano conducendo verso uno spostamento dei poli magnetici e, probabilmente, uno spostamento dell’asse. Quanto traumatico tutto questo sarà sulla via verso un mondo migliore dipenderà da noi, la razza umana.


Il sistema delle Pleiadi
Cintura Fotonica
Foto tratta dal libro:
...e la Verità vi renderà Liberi
di David Icke







Compralo su

il Giardino

dei Libri










Dietro tutti questi cambiamenti c’è la Cintura Fotonica.

Molti fisici e scienziati esoterici concordano sull’esistenza di una cintura di energia ad alta carica concentrata nel sistema stellare delle Pleiadi, che si calcola disti 500 anni luce dalla Terra. E’ da qui che si suppone provengano molte delle più valide informazioni veicolate.

Penso che dalle Pleiadi (magari nel nostro “futuro”) giungerà il sostegno positivo extraterrestre di cui avremo bisogno, ma, molto probabilmente, esse saranno anche la patria degli extraterrestri che hanno abusato della Terra e dell’umanità.

Come nel caso della Terra, sulle Pleiadi ci saranno quelli che hanno intenti positivi e quelli che hanno intenti negativi. Non è una coincidenza neanche il fatto che le Pleiadi ricorrano nella mitologia di molte antiche civiltà, tra cui quella greca e quella cinese.

L’astronomo Josè Comas Sola, ha condotto uno studio particolare della Pleiadi – le “Sette Sorelle” , come vengono chiamate – avanzando l’ipotesi che esse formino un sistema che include il nostro e altri Soli. Ogni Sole, continua, aveva il suo sistema planetario.

Nel suo studio sul sistema planetario, Paul Otto Hesse ha dichiarato di avere scoperto una cintura di energia estremamente potente che ha definito Cintura Fotonica .

Secondo i suoi calcoli, ci vogliono 24.000 (secondo altri 26.000) anni perchè questo sistema solare compia un giro completo intorno alle Pleiadi e alla stella che si ritiene stia al centro della cintura, nota come Alcione.

Ancora una volta ci sono antiche leggende in tutte le civiltà a proposito di questa stella.

Sembrerebbe che abbiamo raggiunto il punto in cui questo sistema solare sta entrando nella Cintura Fotonica e nel suo campo di energia altamente positivo.

L’influsso della cintura sulla Terra cominciò nei primi anni sessanta, condizionando positivamente il pensiero di molte persone, ma ciò non è niente al confronto di quello che succederà nei prossimi 35 anni. Pur volendoci 2000 anni per attraversare completamente la cintura, l’impatto più forte ci sarà nel momento in cui vi entreremo per la prima volta e le vibrazioni e la struttura molecolare di ogni cosa dovranno affrontare drastici cambiamenti.

Ciò influirà sul pensiero, sul comportamento e sui corpi fisici di tutte le forme di vita.

Queste sono le energie che stanno cambiando la vita sul nostro pianeta da un minuto all’altro, diciamo da un giorno all’altro, e queste stesse energie stanno riequilibrando la Quarta Dimensione, disperdendo da lì la negatività e la manipolazione...............

Stiamo parlando di una trasformazione multidimensionale che avverrà contemporaneamente in molti universi paralleli e non solo su un singolo pianeta.

Quando tale trasformazione sarà compiuta, e ciò sarà il risultato soprattutto di quello che noi faremo sulla Terra grazie all’influsso dei pianeti della Cintura Fotonica, la frequenza bloccante sarà sopraffatta e la porta della prigione si aprirà. Noi saremo allora di nuovo liberi ed integri.

L’incubo sarà finito. La frequenza bloccante si sta già disperdendo e la luce si sta già riversando nel nostro mondo.

Man mano che il processo avanza, i portali o ingressi ad altre realtà spazio-temporali (dimensioni) cominciano ad aprirsi. Il periodo di quarantena si sta avvicinando alla fine.

Questi ingressi, in luoghi come Stonehenge, Machu Picchu in Perù, il Tibet, Cnosso a Creta, Ayers Rock, il lago Titicaca nelle Ande, il Monte Fujii, il Monte Shasta, e le terre dove anticamente abitavano i Sumeri e i Babilonesi (l’attuale Iraq), si stanno via via aprendo.

E’ un fenomeno simile all’apertura di una valvola che consente alle energie e alle vibrazioni di altre dimensioni di riversarsi sulla nostra.

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MessaggioTitolo: Re: Sei gradi alla fine del mondo   Dom 17 Gen 2010, 14:55



Emergenza clima - Il Rapporto ONU (IPCC)




Il rapporto ONU, un “tomo” di 1400 pagine elaborato da ben 2500 scienziati di tutto il pianeta, è stato consegnato a Bruxelles all'Unione Europea giovedì 5 aprile 2007 ( data storica da ricordare). E' questo un documento drammatico che ci presenta scenari futuri apocalittici. Dinanzi a tanta precisione di dati, ad esempi concreti, come quest'ultimo inverno caldo, a fenomeni di estremizzazione meteorologica, ad alluvioni, fusioni accelerate delle calotte polari, innalzamento dei mari e quant'altro, anche i Paesi più recalcitranti sul Protocollo di Kyoto come USA, Cina, e Arabia Saudita, hanno dovuto chinare il capo e accettare il documento.



La novità di questo documento è che non si parla più di bloccare l'effetto serra come strategia prossima ventura, perché dal documento si evince che dobbiamo rassegnarci all'inevitabile.

Si è ormai preso atto che il fenomeno si è innescato e non potrà più fermarsi. Si parla, quindi, di adattamento ai fenomeni in arrivo innescati dall'effetto serra, che gli scienziati portoghesi hanno ribattezzato: “effetto stufa”.



Senza entrare nello specifico delle 1400 pagine, possiamo però raccogliere i principali elementi e i dati che rappresentano la sintesi di tutto il rapporto ONU. Questi pertanto i punti salienti del documento:



Entro il 2050 L'Europa potrebbe perdere il 70% dei suoi ghiacciai. E' previsto anche lo scioglimento delle distese di nevi”eterne”dell'Himalaya.

I fenomeni meteorologici saranno sempre più estremi e di uragani tipo “Katrina” dovremmo farsi l'abitudine;

Il 30% di animali e piante del pianeta potrà estinguersi;

Gli oceani prima del 2100 potrebbero crescere di oltre 1 metro;

Mari ed oceani inizierebbero ad acidificarsi compromettendone la vita marina stessa. Al momento il fenomeno sta interessando negativamente tutte le barriere coralline;

I deserti del pianeta entro la fine di questo secolo potrebbero raddoppiarsi e la foresta dell'Amazzonia trasformarsi in savana;

I fiumi delle latitudini equatoriali e tropicali potrebbero trasformarsi in torrentelli o diminuire la loro portata d'acqua di oltre la metà;

L'Africa subsahariana finirebbe per diventare una terra

senza acqua e vita;

Le malattie tropicali, anche le più devastanti, vedi la febbre dengue e la meningite, si potrebbero estendere anche negli attuali Paesi temperati;

Le economie dei Paesi tropicali o temperati che attualmente puntano sul turismo marino, a causa dell'eccessivo caldo, potrebbero fallire;

Per la conquista dell'acqua potrebbero innescarsi nuovi conflitti e milioni e milioni di disperati fuggire dall'Africa per invadere l'Europa.



Sono questi gli scenari che il rapporto intravede qualora raggiungessimo un aumento medio della temperatura della biosfera di altri 2 gradi centigradi da qui al 2050. Nel caso dell'ipotesi più nera, che vedrebbe entro la fine del secolo l'innalzamento della temperatura media del pianeta di oltre 5 gradi, i problemi sarebbero ben più gravi e per l'umanità potrebbe non esserci futuro.



Per il bacino del Mediterraneo il rapporto dedica oltre 50 pagine, informandoci che se il trend è quello che abbiamo appena assaporato in quest'ultimo inverno, questo è quanto ci aspetta da qui alla fine del secolo:



Circa 5000 Km di coste finiranno sott'acqua, a maggior rischio il delta del Nilo, le pianure della Tunisia, le coste della Spagna, quelle Italiane e della Turchia,. Venezia finirà sommersa del tutto;

I ghiacciai delle Alpi scompariranno quasi del tutto (finiranno “le settimane bianche”);

I grandi fiumi come il Po subiranno una drastica diminuzione della loro portata, entrando in fase di secca nel periodo estivo compromettendo così l'apporto di acqua per i bacini idroelettrici;

Il fenomeno deserto aggredirà in Italia la Sicilia , la Puglia , la Calabria e la Sardegna. La Val Padana sarà interessata da fenomeni di aridità;

L'acidificazione e l'aumento della temperatura sul Mediterraneo ridurrà drasticamente la vita marina, con scomparsa di pesci autoctoni a vantaggio di specie provenienti dall'Oceano Indiano poco commestibili e in alcuni casi velenose;

A causa della conformazione orografica dell'Europa con le Alpi e i Pirenei e a causa dell'aumento della evaporazione del Mediterraneo, si creerà il fenomeno della depressione: l'aria calda che dal mare salirà verso gli strati più alti dell'atmosfera “succhierà” aria calda africana, con inevitabili bolle e ondate di calore che giungeranno fino a ridosso dell'arco alpino, come accadde nel 2003 ( il 2003 è stato solo un breve assaggio!);

A causa delle continue ondate di calore sono previsti per tutto il bacino del Mediterraneo, stando ai dati dell'estate del 2003, almeno 35.000 morti l'anno, ma che purtroppo potrebbero raddoppiare. Oltre a ciò malattie veicolate da insetti che nel caldo-umido trovano il loro habitat ideale, aumenteranno a dismisura ( vedere servizio a parte );

Con il gran caldo gli incendi delle ultime foreste e macchie mediterranee saranno inarrestabili, accelerando così il fenomeno dell'effetto serra e degradando definitivamente i suoli;

L'agricoltura avrà il colpo di grazia soprattutto al Sud dove la carenza d'acqua e l'aumento delle temperature colpiranno drasticamente le produzioni ortofrutticole;

Per l'Italia un danno rilevante per i suoi vini ed oli doc, dove l'effetto stress da eccessivo calore modificherà gli aspetti organolettici compromettendone le caratteristiche del frutto. Pericoli anche per la produzione del Parmigiano a causa dell'inevitabile peggioramento e diradamento dei pascoli;

Sono previste massicce ondate di “profughi del clima” ( si parla da qui al 2050 di almeno 90 milioni di persone) che dalle coste africane cercheranno di raggiungere l'Europa attraverso soprattutto la Spagna , l'Italia e la Grecia.

Questa appena descritta è la sintesi di una altra serie di problemi connessi proprio al fenomeno del riscaldamento globale e in particolare del Mediterraneo.



Il rapporto ONU anche se non parte da un altro rapporto, quello dell'economista Stern, fa riferimento ad inevitabili crisi socio-economiche che condizioneranno in futuro le scelte economiche di ogni Stato.



Per Stern il problema è sotto gli occhi di tutti: in parole povere dice che i disastri ecologici, le malattie agli uomini e agli animali e le perdite di vita causati dai cambiamenti climatici hanno inevitabilmente un costo sociale. Tale che con il peggiorare della situazione andrà sempre di più ad incidere sui vari PIL. Al momento i costi per i disastri ecologici in Paesi come l'Inghilterra incidono sul PIL per lo 0.8%, ma seguendo il trend previsto di innalzamento della temperatura terreste con tutti i fenomeni connessi, l'incidenza salirà in progressione geometrica. Per cui i Paesi che non avranno trovato in tempo delle soluzioni sul fronte della mitigazione dei cambiamenti climatici e dell'adattamento, vedranno un'incidenza dei costi “climatici” sul loro PIL fino ed oltre il 50% . Un disastro che inciderebbe pesantemente sull'economia di ogni singolo cittadino.



Fatta questa breve considerazione dobbiamo immediatamente vedere

chi in Italia subirà i maggiori danni dal trend di innalzamento della temperatura:



Gli agricoltori, che dovranno rivedere i loro progetti produttivi, impiantare nuovi tipi di coltivazioni, più resistenti al caldo, ai parassiti e alla penuria d'acqua;;

I pescatori, che dovranno abbandonare ancora di più l'attività della pesca per penuria di pesce;

Gli allevatori che per penuria di foraggio e di pascoli dovranno ridurre i loro capi bestiame; non solo, ma dovranno anche far fronte a sempre nuove malattie come la Lingua Blu e la Lesmaniosi che decimano animali da cortile e da compagnia (i cani);

Gli operatori turistici che non avranno più centri invernali con piste da sci da prospettare alla loro clientela, né centri estivi al mare dove le temperature torride e la presenza di insetti fastidiosi e nocivi, nonché la penuria d'acqua, sconsiglieranno i vacanzieri ad andarci;

Le persone sensibili al caldo, quindi gli anziani e i bambini.

Con il caldo torrido aumenterà la richiesta di energia elettrica per mandare avanti tutti i condizionatori che sempre di più si istalleranno negli edifici italiani. Questo comporterà in estate, con la forte diminuzione di acqua per i bacini idrografici, per l'assenza di vento per gli impianti eolici, una grande crisi energetica che potrebbe portare a continui e gravi black out come accadde nel settembre 2003.



L'Italia che per il 68% dipende dai combustibili fossili ( i maggiori incriminati per l'effetto serra), non ha davanti a sé uno scenario sereno.



Per giugno prossimo ci sarà un altro vertice tra scienziati e capi di Stato ad Heiligendamm; in quella sede si cercherà di trovare soluzioni pratiche che ogni Paese industrializzato della Terra dovrà adottare per salvare il salvabile. Speriamo che anche questa volta possa prevalere il buon senso e la responsabilità nei confronti di ogni cittadino del globo.

Qualcuno però lo dica anche a Bush e al suo entourage.

http://www.accademiakronos.it/clima.html

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MessaggioTitolo: Sei gradi alla fine del mondo   Dom 17 Gen 2010, 14:52

Sei gradi alla fine del mondo...



Il riscaldamento del pianeta entro fine secolo può portare a una catastrofe ambientale di portata inimmaginabile. E’ la tesi di "Sei gradi» di Mark Lynas, best seller mondiale pubblicato negli Stati Uniti dal National Geographic...

Nel suo libro Mark Lynas, descrive, grado per grado, le conseguenze di un tale cambiamento climatico – apparentemente di poco conto – sulla Terra. Con l’innalzamento di un grado, secondo Lynas, gran parte delle barriere coralline e dei ghiacciai scomparirebbero. Se si salisse di tre gradi la maggioranza della foresta amazzonica verrebbe distrutta da incendi e periodi di siccità. Un ulteriore innalzamento (4 gradi) vedrebbe il livello degli oceani alzarsi al punto di distruggere paesi quali il Bangladesh e l’Egitto e sommergere città come Venezia. Con cinque gradi in più milioni di persone sarebbero costrette a lasciare le aree in cui vivono perché oramai inabitabili. Ma con sei gradi in più, quasi tutte le forme di vita (compresa quella umana) scomparirebbero...


Fonte: http://www.lastampa.it







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