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 IL QUARTO TIPO : ABDUCTION

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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Sab 06 Mar 2010, 16:09

INCONTRIAMO SOGGETTI SIMILI TUTTI I GIORNI , MA NON NON CI ACCORGIAMO IN QUEL PRECISO MOMENTO....CHE SI TRATTANO EVIDENTEMENTE...DI ALIENI...COSI MI DISSE UN PROFESSORE...IO RI SPOSI.....GLI UNICI ALIENI SIAMO IN EFFETTI SOLTANTO NOI...

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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 16 Feb 2010, 18:06

ho visto il film al cinema..e devo dire...lo trovato molto interessante anche sull'aspetto teorico ...sulla quale sono fondate le storie risalenti a straordinarie sparizioni proprio NOME
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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Ven 12 Feb 2010, 11:23

BELLISSIME FOTO.....
immaginavo qualcosa di meno fenomenale...ma quelle parlano ......spero non mi accadi mai...una sittuazione come è accaduta a quell'individuo....

Smile
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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Lun 08 Feb 2010, 11:45



Effetti di una reazione animica ad una tentata abduction,sul letto dove riposava un addotto.
Guardasi l'altra foto per vedere lo stesso effetto sul soffitto parallelo al letto.


Effetti di una reazione animica ad una tentata abduction,sul soffitto di fronte al letto dove riposava un addotto.
Guardasi l'altra foto per vedere lo stesso effetto sul letto


Ragazza francese con occhi rettiliani o orange? Ibrida ? (ps la ragazza esiste e gli occhi son cosi dalla nascita)








link della fonte di provenienza, delle attuali foto:


http://www.facebook.com/album.php?aid=8744&id=100000433841705&page=7
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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Lun 08 Feb 2010, 04:50

Da Vallée al folclore ufologico
Tra coloro che negli ultimi decenni di ufologia si sono distinti maggiormente per gli studi compiuti nei campi mitologici e folclorici del fenomeno UFO possiamo indicare sicuramente il noto studioso di origine francese Jacques Vallée, fisico ed esperto informatico.Vallée ha legato il proprio nome all'ufologia speculativa negli anni '60, '70 e '80 ma anche a quella sul campo attraverso numerosissime indagini compiute "in situ" per comprendere l'origine del fenomeno stesso.Assieme a studiosi come Thomas Ballard e Peter Rojcewicz, Vallee ha cercato di rilevare e localizzare temi rilevanti presenti nel folclore medievale, e nei secoli successivi, che potessero confutare o attestare una sorta di linea storica ininterrotta, un "continuum", riferito al fenomeno abduction.Lo studioso francese ha studiato centinaia di leggende e miti specifici presenti in tutte le culture del pianeta rinvenendo dati veramente eccezionali.Tra le più interessanti scoperte effettuate si spazia da resoconti di avvistamenti di strani oggetti nei cieli, campo di studi in cui oggi è principe la paleoastronautica (un tempo si suggerì di definirla "clipeologia"), ad esperienze che, come abbiamo sottolineato precedentemente, si collocano all'interno di scenari estremamente coerenti con gli attuali rapimenti alieni.Un esempio illuminante del materiale rinvenuto da Vallée lo possiamo trovare nel manoscritto autografo dell'arcivescovo di Lione Agobardo, datato 816 d.C., che prese posizione contro "marinai celesti" che infestavano i cieli della sua città sbarcando dalle nubi e saccheggiando frutteti e campi di frumento.Addirittura lo stesso Agobardo avrebbe salvato la vita a quattro persone sequestrate e poi rilasciate da questi. celesti "Silfi", indicati come colpevoli di avere rovinato i raccolti nei campi della zona: guarda caso, lo stesso fenomeno oggi indotto dall'attuale fenomeno dei "crop circles" .Quale migliore rappresentazione di un presunto rapimento e di contatti con un'altra civiltà?Lo stesso Agobardo, poi diventato Santo, nella stessa opera raccontò di come nell'VIII secolo il famoso cabalista Zedechia, sotto il regno di Pipino, avesse sostenuto che tutti gli elementi fossero abitati da esseri celesti definiti "Silfi" e di come lui stesso avesse chiesto loro di mostrarsi alle folle. Quando tale richiesta venne accontentata - i documenti recitano cosi - furono visti nei cieli prodigi e manifestazioni incredibili attraverso cui, per mezzo di "vascelli mirabili", i "Silfi" si palesarono.La cronaca continua affermando di come tali "manifestazioni pubbliche" avessero impaurito e destabilizzato le folle al punto tale da far imporre a Carlo Magno, e poi a Ludovico il Bonario, ammende a tutti i supposti "tiranni dell'aria" . Le ammende non servirono ed i Silfi continuarono a manifestarsi nei cieli e alla gente, addirittura iniziando a rapire persone. Quando però alcuni di questi esseri scesero al suolo con i loro "vascelli" la gente, esasperata a dismisura, catturò diversi tra loro e li portò al rogo o li fece annegare.Cronache, miti o leggende che siano queste narrazioni possiedono tutti i crismi della moderna letteratura ufologica e ci chiediamo come sia stato possibile inventarsi di sana pianta dati così dettagliati da somigliare in toto alle attuali testimonianze.Altri autori che hanno analizzato questi testi sono giunti a conclusioni simili alle nostre identificando chiare matrici ufologiche alla base delle suddette narrazioni. Ma i dati oggi in nostro possesso non si fermano a quanto detto fino ad ora anzi, come nel caso della mistica esperienza del profeta Ezechiele, possiamo risalire il nostro filo di Arianna ancora più addietro fino ad arrivare all'antica Grecia o al popolo ebraico.Gli ebrei furono soliti infatti chiamare gli esseri che erano tra gli angeli e gli uomini "Sadaim", mentre i greci (utilizzando lo stesso vocabolo greco ma aggiungendo alcune lettere) li conobbero come "Daimonias", demoni.Come non ricordare poi i Nephilim dell'antico testamento, scesi sulla Terra e accoppiatisi con le donne del nostro pianeta?Per gli antichi filosofi questi "demoni" si spostavano nell'aria nei modi più incredibili.Paracelso riteneva che questi misteriosi esseri che solcavano i cieli e si manifestavano a terra sui loro carri o vascelli fossero reali e non frutto delle paure umane.Unanimemente Plutarco riteneva che tali esseri, che definì "elementaria", fossero una via di mezzo tra esseri mortali ed esseri immortali .La cultura islamica ha l'equivalente di tutto questo nei "Jinn" (Geni).Diversi storici della scienza hanno ipotizzato che tra gli elementi che avrebbero potuto condurre alla possibile creazione o alla proliferazione di queste idee ci potesse essere la difficile transizione che l'uomo ha sempre subito nei confronti della religione, una transizione che imponeva di credere in esseri superiori come gli angeli o i demoni, ma non in altri esseri che potevano manifestarsi o interagire con gli uomini.Riteniamo che se tale spiegazione può essere al massimo delucidativa per alcuni casi non possa, né riesca, a coprire in toto quanto le cronache antiche ci hanno tramandato fino ad oggi a maggior ragione se raffrontato con l'attuale letteratura ufologica.Il sociologo americano Edward Tiryakian, della Duke University, nota gli importanti mutamenti che possono avvenire rispetto ad una stessa grammatica su simboli e concetti affermando: "...il prete tenderà a vedere la realtà invisibile in termini di forze personali (ad esempio bene e male o Dio e Satana) attraverso ciò che lui ritiene sia parte del rituale prescritto. Lo scienziato tenderà a vedere la stessa realtà in termini di forze impersonali come la gravitazione, i raggi, l'energia atomica attenendosi a ciò che ritiene oggettivo e sperimentale. Il mago vedrà invece la realtà invisibile sia nei termini personali del prete che in quelli impersonali dello scienziato." Quanto detto per affermare che differenti impostazioni mentali, differenti "culture" e differenti approcci possono alterare il significato ed il significante stesso dei termini o dei fatti che però, nella loro pura realtà, rimangono totalmente limpidi ed inalterabili.I maghi un tempo e gli scienziati oggi sono stati forse i primi a cercare di mettere ordine e di comprendere le vere matrici dietro a quelle "forze invisibili" oggetto di questo nostro testo. Attraverso percorsi diversi e con conclusioni contrastanti, entrambe le categorie hanno cercato di rispondere ad alcuni enigmi storici degli uomini.Lo stesso Vallée ha cercato di sollevare il velo che cottraddistinse il nostro passato alla ricerca di tali forze invisibili.Dopo le estensive e maniacali ricerche condotte nel folclore medievale e nella moderna casistica ufologica sempre Vallée ha ritenuto che qualcosa di realmente fisico sottintendesse tali tematiche e narrazioni. Pur attestandone la realtà l'unica conclusione cui questo autore giunge è che sempre un muro si ergerà davanti ai nostri studi e alla nostra comprensione, e non sarà mai possibile in effetti (soprattutto per ciò che riguarda il nostro passato) separare l'osservazione ed il fenomeno reale dall'interpretazione emozionale ed il vero collegamento tra fenomeni e fatti inusuali dalle alterazioni operate in conseguenza di questi dalla coscienza e dall'intelletto umano. Prima quindi di considerare il fenomeno abduction come "frutto dei disturbi dei nostri tempo", o come mero "prodotto del bombardamento mediatico" moderno consiglieremo a tutti coloro che si affacciano a tale fenomeno, o che se ne dicono scettici, di farlo con mente aperta e scevra da giudizi, ma allo stesso tempo osservando realmente il fenomeno e studiandolo nelle sue molteplici manifestazioni, ieri come oggi.
fonte: UFO Notiziario

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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Lun 08 Feb 2010, 04:49

I prodromi
L'aspetto mitologico del fenomeno abduction, che non implica unicamente e necessariamente una matrice fantastica alla sua origine bensì verosimilmente la traslitterazione di un avvenimento in termini e linguaggio propri della cultura o dell'individuo che lo vissero, sono stati sovente tralasciati dalla moderna ricerca del settore.La Parola "mito" dal greco "mithos", possiede come significato primitivo la valenza di narrazione, discorso, riferendosi appunto alla trasposizione di eventi che erano occorsi e che erano stati successivamente riportati oralmente e poi per iscritto.Solo in seguito il significato verrà modificato ed arricchito attribuendogli una tipologizzazione di stampo narrativo-fantastico ed identificando ed inserendo al suo interno racconti che avevano come protagonisti eroi, dei e Creature mitiche.Questo nostro testo vorrebbe proprio gettare le basi per il recupero e per una nuova comprensione di suddette tradizioni per riosservarle e ristudiarle alla luce del fenomeno ufologico. Si tratta di un compito estremamente arduo che prima di noi ha coinvolto decine di studiosi in tutto il mondo e che nei decenni sembra avere prodotto interessanti chiarimenti su determinati eventi del nostro passato.Se da una parte in epoca romana un Giulio Ossequente, nel suo "Il libro dei Prodigi", ci parla testualmente di "Clypei Ardentes" e di travi infuocate che solcavano i cieli dell'antica Roma, lasciandoci pochi dubbi sull'interpretazione di tali manifestazioni, è oltremodo più difficile rileggere sotto la stessa chiave tradizioni antiche in cui non sono presenti evidenti riferimenti ai meravigliosi prodigi cui l'uomo era stato fatto partecipe.Si potrà parlare anche di spiegazioni eziologiche, o di riadattamento di tali fatti all'interno di un'ottica ufologica, ma non possiamo né dobbiamo "mettere la testa sotto la sabbia" e non considerare quelli che possibilmente furono avvistamenti e contatti "ante litteram" con un fenomeno che si è reso manifesto, o di cui noi uomini abbiamo voluto prendere realmente coscienza, solo dal 1947 in poi.Gettando le basi per la nostra analisi "mitologica" del fenomeno Abduction non possiamo non iniziare da uno dei più importanti testi dell'umanità, il testo cardine per alcune tra le più importanti religioni moderne, il Vecchio Testamento.Attraverso una rilettura critica della Bibbia molti studiosi si sono trovati negli ultimi decenni davanti a quelle che potevano essere, o sembrare, descrizioni di eventi ufologici e contatti avvenuti nel passato più remoto dell'uomo. Eventi che pur se inseriti all'interno di un contesto religioso e dogmatico disponevano di notevoli similitudini con il fenomeno che studiamo.Nel testo biblico ci viene narrata la mistica ascesa al cielo del profeta Ezechiele collocando l'evento in un passato talmente remoto su cui non ci è possibile avere riferimenti precisi. La moderna ricerca sul tema ha identificato in tale narrazione la testimonianza ante litteram di un possibile caso ufologico.Ciò che fu narrato nel Libro di Ezechiele non si riferisce unicamente alla presunta manifestazione del "logos", l'essere divino, avvenuta per tramite di un carro luminoso disceso fino a Terra, ma soprattutto ci troviamo davanti ad un "contatto ravvicinato" con strane entità che sembrano governare tale struttura ed interagire con il profeta biblico.L'Antico Testamento ci descrive tale manifestazione divina in modo assai ambiguo, e le raffigurazioni classiche ci presentano sovente Dio, seduto su un trono di luce ed attorniato da angeli e cherubini, tutte rappresentazioni che sono però solo "interpretazioni" successive di ciò che Ezechiele poté effettivamente osservare.La moderna ricerca ufologica ci potrebbe altresì indicare in tale descrizione un possibile caso di incontro ravvicinato (del tipo IR3 e IR4) con entità aliene. Spiegazione eziologica o no che possa sembrare, ciò che viene narrato in questo antico testo risulta essere simile, se non speculare, a quanto narrato oggi dai soggetti presunti addotti, ovvero filtrato da una cultura, quella semitica del tempo, che non poteva che associare tale apparizione che aduna manifestazione divina, anche se la sua reale natura fosse stata ben diversa. Ezechiele non poteva altrimenti interpretare ciò che vide, e il suo contesto sociale, culturale e storico potevano unicamente condurlo a ritenere che ciò di cui era stato testimone fosse la presenza divina sulla Terra. Il tutto, ovviamente, ritenendo che il fatto sia avvenuto realmente.Di notevole interesse è inoltre la descrizione dei successivi eventi occorsi al profeta a seguito di tale "visione". Fu condotto su di una remota montagna in un luogo imprecisato ove si ritrovò cosciente ma in totale stato confusionale. Casi del genere non sono ignoti al mondo della psicologia o della psichiatria che, dal loro punto di vista, hanno in diverse occasioni affrontato il tema del misticismo associato a manifestazioni oggettive anomale e alla successiva ricaduta che un evento "particolare" poteva avere sulla mente di determinati individui.Un soggetto con forti predisposizioni al misticismo può facilmente interpretare un determinato fenomeno, che appunto potremmo definire anomalo cioè al di fuori di qualsiasi schema o convenzione normale, come frutto di un messaggio divino o di una diretta manifestazione dell'Essere supremo. Questi casi sono collocabili, e collocati, all'interno del variegato mondo delle patologie mentali e quindi prodotto e cagione di disturbi cognitivi o neurologici. Ma se un individuo totalmente normale, con nessuna nozione scientifica e tecnologica e ancor più collocato in un contesto storico estremamente distante dal nostro fosse venuto a contatto o avesse interagito con qualcosa di assolutamente sconosciuto e anomalo, come avrebbe potuto reagire?Verosimilmente rileggendo il tutto attraverso le proprie nozioni, la propria cultura e le proprie possibilità interpretative, possibilmente anche in chiave religiosa. Ezechiele potrebbe essere stato effettivamente testimone e vittima di qualcosa di ben tangibile ma allo stesso tempo di difficile interpretazione per il suo contesto storico e sociale, che poi sarebbe stato inevitabilmente reinterpretato attraverso la sua "forma mentis" e la sua formazione.Un salto temporale di oltre due millenni ci porta in un altro periodo storico estremamente interessante, ed altrettanto ricco di manifestazioni nomale, un periodo in cui le stesse manifestazioni sembreranno essere rappresentate nella loro accezione più negativa e più "maligna".Nel Medio Evo saranno proprio le strane ed inquietanti apparizioni di creature come gli "incubi" e i "succubi" a disturbare il sonno di ignari esseri umani.Esseri dalle fattezze antropomorfe, bassi e macrocefali, gli "incubi" ed i "succubi", narrano le leggende, erano "esseri demoniaci" che entravano nelle camere da letto di uomini e donne per accoppiarsi con loro o per sottoporli ad altrettanto enigmatiche attività. Patrimonio principalmente della "letteratura" del nord Europa, questi esseri sembravano essere in grado di rendere totalmente incapaci di controllare la propria volontà coloro che ne erano vittime, palesando allo stesso tempo atteggiamenti che sono oggi riscontrabili all'interno della letteratura sulle abduction.Il contesto socioculturale e religioso medioevale impose un certo "riserbo" su tali esperienze, oniriche o meno che debbano essere considerate, soprattutto per motivazioni che potevano addurre e portare ad accuse di stregoneria e di interazioni con il Maligno.Un mito come quello appena presentato lascia ovviamente pochi stralci interpretativi se non quelli che la mitografia stessa può presentarci ma se noi, come abbiamo appena detto, raffrontiamo tali narrazioni con le più recenti testimonianze di rapimento alieno vedremo nascere subito il dubbio se almeno in parte tali leggende non possano effettivamente aver preso spunto da ben più tangibili esperienze.Eziologia a parte, i resoconti testimoniali costituiscono un dato di fatto e documenti su cui poter esperire le proprie indagini.L'impressionante similarità che è rinvenibile a secoli di distanza può almeno palesarci il dubbio che una fenomenologia attigua si sia perpetuata nel corso dei secoli, un fenomeno che noi oggi identifichiamo con le abduction e che come nel caso di Ezechiele fu interpretato e filtrato da una cultura, quella medievale, che vide non più in Dio ma nel Maligno le manifestazioni di ciò che razionalmente non sapeva, né poteva, spiegarsi.

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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Lun 08 Feb 2010, 04:48

Retroscena mitologici del fenomeno Abduction


Dal vecchio Testamento al Medio Evo. Una visione generale su manifestazioni apparentemente comuni.
Sono passati ormai oltre 57 anni da quando il fenomeno ufologico si manifestò pubblicamente di fronte agli occhi esterrefatti dei media mondiali.Il superamento del millennio ha lasciato studiosi e scettici di fronte alle stesse domande che si ponevano alla fine degli anni '40. Le nostre coscienze, la nostra tecnologia ed anche la rappresentazione che abbiamo di questo fenomeno sono però cambiate nel corso del tempo, quasi come se affianco alla nostra evoluzione se ne fosse palesata un'altra interiore, più celata, che ci ha permesso di prendere sempre più coscienza di un fenomeno fino ad allora ignorato. Sì, perché ormai sappiamo che il fenomeno ufologico non è patrimonio unico del XX secolo, e l'enorme mole di studi compiuti in questi sei decenni ha permesso di riacquisire e riosservare, in chiave critica, eventi legati al nostro passato evidenziando in molti casi palesi rassomiglianze, se non uguaglianze, con il fenomeno moderno.Se sei decenni di analisi ed avvistamenti ci hanno posti davanti a tante domande e a poche risposte, e hanno suscitato malumori creando fazioni opposte, atteggiamento questo tipico di ogni ambito in cui si impegna il genere umano, un fatto sembra però oggi essere incontrovertibile: quello che il fenomeno UFO esiste e persiste, ma soprattutto non è frutto della nostra immaginazione.L'aspetto centrale e fondante su cui non siamo riusciti ad addivenire ad una soluzione è la sua natura, o le sue molteplici origini, e le chiavi che potrebbero spiegare una presenza così massiva ed estesa nel tempo (probabilmente in un arco di quasi e forse oltre due millenni); dati che sembrano ancora sfuggirci.Se la soluzione sembra ancora distante, ed il contatto ancora impalpabile, la certezza che quasi sessant'anni di studi non siano riusciti a demistificare ed inficiare il fenomeno dovrebbero essere però sicuro sintomo del fatto che realmente qualcosa di anomalo interagisce con il nostro pianeta.Questo per acquietare il buon cuore di coloro che definendosi "scettici" hanno ad oggi cercato in ogni modo di razionalizzare e spiegare la natura stessa di queste manifestazioni.La ricerca ufologica non è una scienza, né un dogma di fede in cui accettare ad occhi chiusi ogni pretesa verità, atteggiamento in cui purtroppo però diversi personaggi sembrano rispecchiarsi. La ricerca ufologica è uno studio multidisciplinare, eclettico, eterogeneo e composito, una sorta di operazione di retroingegneria che dovrebbe permetterci di acquisire dati ed informazioni attraverso le osservazioni e le testimonianze dei soggetti che se ne sono detti testimoni e vittime.

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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 22:13

ottimo topic maschera Wink questo film farà riflettere molto su certi argomenti.... Wink
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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 22:04

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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 22:03

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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 22:02

Nel 1972, fu stabilita una scala di misura per gli incontri con gli extraterrestri. Il semplice avvistamento di un UFO è chiamato incontro ravvicinato del 1° tipo, la raccolta di elementi di prova è del 2° tipo, il contatto diretto con gli extraterrestri è definito incontro ravvicinato del 3° tipo. Il livello successivo, quello del rapimento, è un incontro ravvicinato del 4° tipo. Alaska, ai giorni nostri. Dagli anni 60 si sono verificati tantissimi casi di sparizioni misteriose. Nonostante le molteplici investigazioni del FBI, nessun caso è mai stato risolto. La dottoressa Abigail Tyler, psicologa, comincia a videoregistrare le sedute con pazienti traumatizzati e comincia a scoprire le più inquietanti prove di rapimenti alieni mai documentate...
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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 21:59

Anteprima Cinema: Il quarto tipo - Trailer Ufficiale




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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 21:56

IL QUARTO TIPO


Gli incontri con gli alieni sono classificati in quattro tipi: il primo è l'avvistamento di un Ufo, il secondo è il reperimento di una prova, il terzo è il contatto diretto e il quarto è il rapimento. Il quarto tipo vuole raccontarci di quest'ultimo genere di contatti e lo fa con una struttura narrativa particolare. All'inizio, Milla Jovovich ci spiega che lei è un'attrice e nel film interpreta la dottoressa Abigail Tyler, detta Abbey, in una ricostruzione drammatica di fatti avvenuti nei primi giorni dell'ottobre del 2000 nella città di Nome in Alaska. Naturalmente, per proteggere la privacy delle persone coinvolte, i nomi sono stati cambiati. Però, ci viene detto che qua e là il regista ha inserito del reale materiale d'archivio, girato dalla stessa Abbey. Ed è proprio la "vera" Abbey a comparire nella prima intervista, con il volto contratto e scavato, per cominciare a raccontare l'accaduto. Poi l'immagine di Milla Jovovich le si sovrappone interpretandone la parte.
Will, il marito di Abbey, è stato misteriosamente ucciso una notte mentre dormiva accanto a lei. Per capire qualcosa della sua morte, Abbey prosegue gli studi di Will e si reca a Nome, i cui abitanti soffrono di persistenti disturbi del sonno. Si svegliano di soprassalto e ricordano d'aver visto uno strano gufo alla finestra. Abbey ipnotizza Tommy, uno di loro, per scoprirne i ricordi inconsci. Quei ricordi sono però così terribili che l'uomo si rifiuta di parlarne. Se ne va a casa e, poco dopo, tiene in ostaggio moglie e figli minacciando di ucciderli. Vuole che Abbey gli sveli il significato di alcune parole in una strana lingua. Quando Abbey non ci riesce, Tommy stermina la famiglia e si suicida. Grazie allo specialista dottor Odusami, Abbey scopre che quelle parole sono in lingua sumera e con l'aiuto del collega dottor Campos cerca di squarciare il velo del mistero.
È interessante notare come, negli ultimi tempi, dopo il pionieristico Blair Witch Project, l'horror miri spesso a dare l'illusione che quelli che vediamo sono orrori reali, ottenuti in modo confuso o casuale da testimoni che non si aspettavano di fronteggiarli. Rec - La paura in diretta e Rec 2, Diary of the Dead, Cloverfield, Paranormal Activity sono altri esempi di questa tendenza. Il pubblico sa che il "reale" è finto, ma è interessato a vivere l'illusione.
Immerso in un clima plumbeo e cupo, Il quarto tipo utilizza in modo efficace le desolate scenografie naturali per generare un senso di solitudine e smarrimento. Ma è anche un film claustrofobico, spesso confinato nei piccoli spazi degli studi, degli uffici, delle camere che sembrano preda di qualcosa di sfuggente e terribile. L'atmosfera che il film crea anche mediante la sua particolare struttura - da peculiare docudrama - è talvolta efficace, ma supplisce solo in parte alle carenze narrative. Il film tenta di creare suspense e mistero attraverso l'iterazione di momenti ripetitivi - le varie ipnosi, per esempio - ma non riesce ad arrivare al dunque, resta in superficie, accumula fatti senza uno sviluppo narrativo che superi la prevedibilità.
Viene tentato qualche approfondimento psicologico accennando ai problemi di Abbey con i figli: dopo la morte di Will, la piccola Ashley è diventata cieca, mentre il fratello Ronnie ha sviluppato una forte ostilità verso la mamma. Però più che rappresentativi del lato umano del personaggio, questi problemi sono visti come meri ostacoli alla ricerca della verità, che è in fondo l'unica cosa che la protagonista sembra davvero volere.
Lo split-screen è usato più volte per far vedere in parallelo le immagini "reali" e quelle ricreate. La ricerca di realismo è però futile. Produce soprattutto immagini screziate per simulare riprese amatoriali e ondeggiamenti ubriachi della camera che ormai non sono più una novità. Un paio di "spaventi" non mancano, ma sono il minimo sindacale in un horror. In certi momenti si ha la sensazione di una curiosa contaminatio tra il filone fantahorror e quello esorcistico per le conseguenze della "possessione" aliena, ma non ci sono sviluppi adeguati. La svolta finale in un accenno riecheggia confusamente quella mistico-pessimistica di L'astronave degli esseri perduti, ma è probabile che, dopo tanto montare la storia e il suo mistero, la conclusione del film provochi soprattutto delusione nello spettatore.
Nella fase terminale della guerra fredda, gli alieni - metafora di un ordine sociale diverso - cominciavano a essere visti, soprattutto nei film di Spielberg, come qualcosa con cui si poteva trattare. Ora, quando taluni vedono profilarsi un altro scontro di civiltà, sono tornati a rappresentare quel diverso minaccioso con cui non è possibile confronto. Dal punto di vista sociopolitico ciò non è confortante, da quello dell'intrattenimento dipende dai casi. In questo, le cose non funzionano troppo.
Milla Jovovich si sforza di farsi prendere sul serio come attrice: qualcuno deve averle detto di recitare per sottrazione, ma il risultato è la monotonia espressiva.
http://www.mymovies.it/film/2009/thefourthkind/trailer/
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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 21:50


Rapimenti Alieni



Storie di persone rapite dagli alieni!Per maggiori informazioni private contattare nelle varie senzioni del forum.

















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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 21:39

abductions, rapimenti alieni .


Una donna della Germania del Nord, Ina, descrive una abduction avvenuta nel 1991. Quello che qui è davvero insolito è la mescolanza tra elementi come Viaggi Astrali, esperienze di Pre-morte e Abductions, tutti presenti nella testimonianza di Ida:
"Stavo sdraiata nel mio letto, erano circa le 11.00 di sera. Mio marito dormiva di già , ed io guardai verso la finestra. Noi non abbiamo tendine alle finestre, perciò potevo vedere il cielo notturno molto bene. D’improvviso, la mia realtà cambiò, in qualche modo venne modificata. Vidi un raggio di luce formarsi nella mia camera ed io fluttuai verso di esso, poi mi ritrovai al di fuori della casa. Stranamente, dentro questo splendido raggio di luce brillante attraversai la finestra chiusa, come se non esistesse. Mi sentivo perfettamente bene e in qualche maniera percepii la presenza di un essere di luce alla mia destra. Lo vidi con la coda dell’ occhio.
Non riuscii a distinguerne il volto, ma sono certa che era una presenza femminile. Ero davvero emozionata e felice. Strano a dirsi, il quel momento il mio pensiero corse agli UFO, anche se tutto quello che avevo visto era il raggio e l’ essere di luce. Questa creatura luminosa emanava un incredibile calore umano e gentilezza e io mi sentii protetta coma mai prima nella mia vita, e dissi, o meglio pensai: ‘Tu esisti davvero!’ L’essere rispose alla mia domanda: ‘Certo, cosa credevi?’ Il suo tono era naturale e amorevole, come una madre che risponde a una domanda sciocca della figlia. Ero contenta e mi sentivo bene. Ricordo ancora che salimmo entrambe vero l’alto, dentro il raggio di luce. Giungemmo di fronte ad una grande luce ovale che aveva qualcosa di simile ad un’ apertura. Ero molto vicina a questa specie di apertura, quando d’improvviso mi ritrovai nel mio letto. Fu strano, perché tutto sembrava tranquillo e identico a prima. Mio marito era addormentato ed io ero ancora seduta nel letto, con lo sguardo fisso verso la finestra. Era come se nulla fosse accaduto, ma sono certa che sia avvenuto. Avvertii e provai tutto. Ero molto emozionata, e poi caddi addormentata".




Nel dicembre del ’90 un’insolita missiva giungeva alla sede del Coordinamento Nazionale di Gianfranco Neri [vedi fotografia]; in calce essa recava l’intestazione di un istituto ecclesiastico di Roma, il Centro Missionario Italiano dei Frati Minori Conventuali: l’autore era un frate di origine sarda, di nome Giuseppe Madau, all’epoca sessantenne, e da oltre quindici anni in missione nello Zambia. Precisando di avere trovato il recapito del CUN sul libro di R. Pinotti, UFO, Visitatori da Altrove, acquistato in occasione del proprio provvisorio rientro in Italia, per le festività natalizie, il religioso narrava di essere stato protagonista parecchi anni prima, nel settembre del’48, all’età di diciott’anni, di un clamoroso contatto ravvicinato con un UFO, avvenuto in pieno giorno nei pressi del proprio convento di Oristano, in Sardegna, nel corso del quale per evidente azione del misterioso oggetto, egli era stato sollevato in aria per alcuni istanti, insieme ad un cane che si trovava nelle vicinanze.
A questa esperienza ufologica, continuava il Madau nel proprio scritto, ne seguì decenni piu' tardi, nel 1974, una seconda, di minore entità si fa per dire: l’avvistamento sui cieli dello Zambia, di un enorme piattaforma cilindrica metallica, che affiancò per qualche istante l’aereo a bordo del quale egli si trovava, poco prima che avesse inizio la manovra di atterraggio. Vi era la giustificata sensazione che si fosse in presenza di un caso di notevole spessore, soprattutto per ciò che riguardava l’episodio dell’incontro ravvicinato del ’48, trattandosi di un evento inedito risalente agli albori dell’era ufologica, caratterizzato da una così rilevante interazione fra il testimone ed un oggetto non identificato: oltretutto apparentemente il primo in assoluto del genere, in Italia, e non solo, nel quale un religioso fosse stato di prima persona coinvolto.
per continuare: http://www.cifas.net/ricerche/degliesposti.html

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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 21:38

abductions, rapimenti alieni .

L'11 giugno del 1616, il conciatore di pelli Cristoph Kotter, mentre era in cammino verso Gorlitz, in Slesia, ebbe un incontro con una creatura straordinaria, da lui poi definita "angelo". sta di fatto che, dopo quell'incontro, gli capitò spesso di ritrovarsi in localita' molto lontane dal punto di partenza, senza sapere come vi fosse giunto. Nel XVIII secolo, in Russia, un cosacco di nome Puschkin, sparì letteralmente sotto gli occhi di alcuni villici, mentre inveiva contro una misteriosa sfera di circa tre metri di diametro, comparsa in un campo, nelle vicinanze di un boschetto. Dopo due giorni della sfera non vi era più traccia, mentre il cosacco ricomparve, barcollante, debilitato fisicamente e senza l' ombra di un ricordo che riguardasse il tempo della sparizione.
L'era moderna degli ufo ricordiamo prende il via ufficialmente nel giugno del '47, con il celeberrimo avvistamento Arnold.
Tuttavia è sicuramente con il caso dei coniugi Barney e Betty Hill, risalente al '61, che il fenomeno assume una collocazione precisa nel corpus generale dell'ufologia. Gli Hill, lui nero e lei bianca, in seguito a un incontro ravvicinato con un ufo, si resero conto della mancanza di due ore nel ricordo di quella esperienza. Questo fatto, unitamente a tutta una serie di disturbi psicofisici che affliggevano i due, li convinse a rivolgersi a un esperto ipnotista, il professor Benjamin Simon, che li sottopose a diverse sedute di regressione , durante le quali emerse che piccoli esseri umanoidi li avevano tratti a bordo di un disco volante e praticato su di loro una serie di test.
A partire da queste caso assistiamo a un'escalation nel numero delle segnalazioni, e ormai la casistica conta centinaia di episodi ben documentati, non solo negli Usa, ma in Inghilterra, Brasile, Spagna, Canada, Russia , Francia, Italia. Le esperienze vissute dai rapiti presentano una serie di costanti ricorrenti nella maggioranza dei casi, che riguardano le modalità con cui si svolge il fatto, gli effetti fisici e psichici sui testimoni, la tipologia delle entità abducenti, le prove indirette, di tipo materiale e testimoniale.
Anche la fisionomia delle creature abducenti è spesso molto simile. Sono state segnalate tipologie estremamente differenziate (caso Zanfretta, caso Parker-Hyckson), ma fra tutte emerge la seguente: altezza un metro, un metro e venti, macrocefala, occhi grandi, obliqui e completamente neri, naso quasi inesistente, per bocca una piccola fessura, corporatura generale esile con braccia sottili e sproporzionate al resto del corpo, pelle cerulea (donde la denominazione di "greys", "grigi").
Se si esamina la mitologia anglosassone, non può che inquietare la straordinaria somiglianza dei piccoli esseri grigi con i puck, strani gnomi dal corpo esile, con grandi occhi e testa sproporzionata, creature nate, guarda caso, dall'unione di uomini e fate.



Il Giorno: 15 luglio 2000
Nel 1971 un uomo di origini friulane, entrato in coma per emorragia cerebrale, dopo il suo risveglio ha raccontato di aver incontrato, in altre dimensioni, personaggi particolari che, come egli sostiene, gli avrebbero fornito informazioni preziose per il futuro; uno di questi, in particolare, diventera' la sua guida. Da allora Renato Minozzi ha mostrato di possedere informazioni e conoscenze che prima del coma non aveva: ha cominciato a dipingere e disegnare, ha scoperto di conoscere la fisica, la matematica e la meccanica, applicando queste cognizioni in iniziative strabilianti, quali la costruzione di un orologio astrale, in grado di attuare una specie di oroscopo con otto milioni di combinazioni. La sua invenzione di macchine per viaggi virtuali fuori dal corpo ha attirato l'attenzione della Nasa e di riviste come Life e Time. Su suggerimento della sua guida ha fondato un gruppo la cui vita sociale è basata sui principi morali dettati da queste entita' extraterrestri. Attualmente Renato Minozzi si occupa dell'insegnamento della lingua che gli e' stata insegnata affinché️ gli umani siano pronti nel 2023 ad accogliere gli extraterrestri e a comunicare con loro.



ABDUCTIONS: le persone risulterebbero prelevate fisicamente dal luogo in cui si trovano, da creature di forma umanoide, con corporatura piuttosto minuta, glabri e aventi occhi neri, e sottoposte, poi, ad ogni genere di esami medici, talvolta, anche a torture psicofisiche. In questi "prescelti", verrebbero inseriti degli "impianti" sottocutanei. Tali persone verrebbero poi rilasciate, anche se talvolta, a parecchi chilometri dal luogo del prelievo. Spesso, sembra non ricordino cosa sia loro capitato, ma risulterebbero essere preda di forti stati d’️ansia, di ricordi che poi risultano essere modificati dai loro rapitori e cosi' via. Capita talvolta che si accorgano di strane cicatrici sul loro corpo e non ricordino come se le siano procurate o si accorgano di strani bagliori provenienti dai loro occhi. Intimoriti di cio', i rapiti, si sottopongono a svariati accertamenti medici per poi, molte volte, scoprire di avere in corpo piccole quantita' di materiale non di origine terrestre. Un caso particolare, e' quello dell’️asportazione da parte del dr. Leir, di un oggetto piatto ed approssimativamente triangolare, delle dimensioni di circa un centimetro per lato e dall’️ "anima" metallica, dalla mascella di un presunto rapito. L’️oggetto era ricoperto da terminazioni nervose non umane; e quest’️ "anima, era coperta da una membrana impossibile da incidersi con il bisturi chirurgico. La cosa tra l’️altro più incredibile e' che l’️ impianto non provocava risposta infiammatoria e di rigetto come invece succede, generalmente, con l’️ intrusione di un oggetto estraneo nel nostro corpo. Asportato, l’️oggetto venne inviato al laboratorio nazionale di Los Alamos e poi al Laboratorio Tecnologico del New Mexico, dove si ipotizzò che fosse un frammento di meteorite (in questo caso i ricercatori non sapevano che tale "frammento" provenisse da un essere umano). L’️impianto, venne in seguito ulteriormente analizzato al microscopio elettronico, dove si scoprì la sua fattura artificiale.

"Questi impianti, sono dunque delle specie di sensori atti a controllare ogni nostro movimento o cos’️ altro ?" .


Chi si occupa di ufologia conosce il fenomeno definito "abduction" relativo a presunti rapimenti di esseri umani ad opera di entità aliene. I "rapiti" generalmente tacciono per paura del ridicolo ma qualcuno prima o poi trova il coraggio di venire allo scoperto e raccontare il proprio vissuto. In sintesi questa è l'esperienza di Valerio Lonzi al quale il sito è dedicato con lo scopo di monitorare, nel tempo, la vita e le attività di un rapito dagli alieni mettendo anche a disposizione degli interessati, videodocumenti,libri giornali ed attività culturali inerenti la tematica dei rapimenti alieni e dintorni.
Valerio Lonzi nasce a Genova il 29/2/68 dopo una gravidanza normale. Ed altrettanto normali sembrerebbero la sua infanzia ed adolescenza.
Anche se dimostra, fin da piccolo, un'eccezionale curiosità per l'ufologia e il paranormale. La sua vita procede, apparentemente tranquilla fino all'estate del 1982.
Valerio, all'epoca, frequentava, a Genova, la Parrocchia " Virgo potens" e tra le varie attività gestite da Don Malagodi era compresa pure l'organizzazione di campi tipo quelli dei "boy scout". Quell'anno il campo fu allestito tra Reppia e Pian della Biscia nell'entroterra di Chiavari. Le tende erano issate su di un terreno a fasce. Ogni piano ospitava un certo numero di tende e i maschi venivano tenuti opportunamente separati dalle femmine. Tuttavia i ragazzi organizzavano "innocenti evasioni ed incontri" a tarda notte: quando tutto il campo doveva essere già immerso nel sonno.
Valerio aveva "una cotta" e così la sesta sera di campeggio, verso mezzanotte, organizza un incontro dietro la sua tenda.
Il giovane Lonzi apparteneva al gruppo degli sparvieri che occupava la fascia più alta dell'accampamento, proprio sotto il sentiero che conduceva nel bosco.
Quella sera, prima dell'uscita clandestina, Valerio ed altri sedevano intorno al fuoco del bivacco e videro, vicino ad un fienile poco distante, una luce nell'erba.
Sembrava una torcia elettrica dimenticata accesa sul terreno. I ragazzi decisero di controllare meglio: strisciando si avvicinarono a "quella cosa luminosa" ma appena cercarono di illuminarla con una torcia elettrica, questa scomparve. Pensarono che potesse trattarsi di uno sciame di lucciole ma guardando meglio si accorsero che nel punto esatto in cui si trovava quella luce sferica era rimasta, sul terreno, un'impronta caldissima delle dimensioni di una palla da bowling.
Dentro l'impronta e nel solco circostante, l'erba appariva gialla come fosse appassita. I "giovani esploratori" tornano perplessi al bivacco e non raccontano a nessuno l'accaduto, temendo il ridicolo.
Quando il fuoco si spenge rientrano in tenda, cantano il San Giorgio e tutto tace. Valerio aveva appuntamento fuori dalla tenda, verso le 24,con altri quattro ragazzi ed altrettante ragazze. Ma un attacco d'asma lo costringe ad uscire, prima dell'ora convenuta, per prendere una boccata d'aria. Anche se l'intenzione era quella di rientrare subito per attendere l'ora dell'appuntamento.
Erano le 23,15.
Di spalle, sul sentiero che conduce nel bosco, Valerio vede uno dei quattro amici in un inconsueto e strano atteggiamento: la testa reclinata sulla spalla sinistra mentre con una mano reggeva la torcia elettrica accesa e con l'altra un'accetta. Valerio, in pochi secondi, cerca di immaginare tutti i motivi possibili di quella strana situazione quando nel sentiero scorge perfettamente tre luci fluttuanti che si avvicinano. Pensa che si tratti delle torce elettriche degli altri tre amici che arrivano in anticipo all'appuntamento. Ma quando le luci giungono pochi metri da lui, si rende conto che queste sono tre globi luminosi fluttuanti, ad un metro e venti di altezza, sul terreno. Procedono in fila indiana e sembrano globi di vetro smerigliato con un nucleo centrale bianco luminosissimo con un alone giallognolo. Il contorno periferico delle sfere assumeva invece un color verde molto chiaro.
Come la luce del fienile, anche queste avevano le dimensioni di una palla da bowling. Stranamente, pur essendo luminose, non illuminavano ciò che le attorniava: ne' il terreno ne' la vegetazione.

Senza esitazioni giungono in prossimità del ragazzo fermo sul sentiero. Compiono due giri in senso orario intorno al suo bacino per poi dirigersi verso Valerio che cerca di illuminarle con la torcia. Ma come era già accaduto nel fienile, le luci fluttuanti si affievoliscono fino a scomparire.
Nello stesso momento il ragazzo "in trance" ha come un sussulto e si risveglia in uno stato confusionale.
Risponde confusamente anche alle domande di Valerio sul motivo della sua presenza in quel luogo, a quell'ora, con l'accetta in mano, ecc.
Dice di essere stato attratto da tre luci sul sentiero, ma qualcosa non quadra. Infatti tutto sembra essersi svolto in pochi secondi: il ragazzo del sentiero pensa che siano le le 22,45 mentre Valerio ritiene che siano appena passate le 23,15. In realtà l'orologio segna le 24,02. I due ragazzi verificano che la storia delle luci era reale poiché️ entrambi le avevano viste. Decidono di non parlarne con altri e rientrano in tenda. Il giorno dopo, il settimo di campeggio dedicato alle visite dei parenti, il segreto trapela e tutto il campo sa cosa è accaduto. Qualcuno ha parlato o forse ci sono stati altri testimoni?
Trascorsi altri sette giorni senza particolari problemi, Valerio torna casa. Mentre si spoglia per fare la doccia, la madre nota sulla sua schiena tre segni paralleli che intersecano la colonna vertebrale.
Appaiono come solchi abbastanza profondi e molto arrossati.
Valerio non sa come giustificare quei segni che prima del campeggio non aveva.
Un controllo medico successivo, stabilisce che si tratta di esiti cicatriziali di ferite chirurgiche suturate e perfettamente cicatrizzate.
Prima della visita medica, il padre di Valerio racconta al figlio che nella zona del campeggio ci sono stati avvistamenti UFO e la notizia era apparsa sul giornale.
Successivi accertamenti medici rivelarono che Valerio è affetto da una calcificazione precoce dell'apparato scheletrico, tanto da provocarne un arresto dell'accrescimento. Oggi Valerio è alto un metro e mezzo, ha i lineamenti del viso minuti e delicati. Non dimostra i suoi trentadue anni e sembra proprio un piccolo uomo venuto dallo spazio.
Quando Valerio Lonzi é️ davanti ad una parete e io gli chiedo, come ci sei entrato in quell’️altra stanza e lui candidamente mi risponde, e mi ci sono ritrovato ( sempre in ipnosi regressiva). Come ci sei trovato, non c’️era una porta ? non hai attraversato la porta ? ti ha portato qualcuno ? ti hanno accompagnato ? : no non lo so , mi ci sono trovato, continua: descrivimi la scena in cui tu ti trovi nell’️altra stanza e allora ecco che la sua mente va su un particolare che é️ molto interessante, dice lui: due esseri piccoli alti un metro e venti con quattro dita mi prendono per mano uno a destra ed uno a sinistra e poi sono davanti ad una parete, questa parete diventa bianca, diventa bianca sempre più bianca, sempre più bianca: e poi dico io: e poi sono di là dice lui. E questa cosa da un punto di vista tecnico e scientifico ha ricordato a me come funzionano i cristalli liquidi dei nostri orologi, diventano trasparenti, o non trasparenti o opachi a seconda di come vengono orientate le molecole nello spazio. Se noi riuscissimo ad orientare gli "spin" molecolari di gran parte dei nostri materiali nello spazio in una sola direzione o forse come dicono le nuove teorie nello spazio termico probabilmente avremo questo fenomeno di dematerializzazione della parete solida del passaggio oggetti e la rimaterializzazione di questi oggetti solidi.



Come si può constatare leggendo i libri "del settore" e ascoltando le testimonianze raccolte dai mass-media, molte sono le persone che sostengono di avere avuto incontri ravvicinati con quelli che vengono chiamati U.F.O. o O.V.N.I.. Molte affermano, tra le altre cose di essere stati rapiti dalle creature che pilotano tali velivoli e di essere in seguito stati sottoposti ad esami di vario genere. Questa, seppur molto scarna, è la testimonianza di un mio collega; di cui per tutela della privacy, indicherò solo le iniziali. M.P., mesi fa, mi ha messo al corrente di un avvistamento avvenuto circa 15 anni fa: "Ero a Cinisello Balsamo, vicino a casa mia con un amico" -racconta- "stavamo giocando al pallone e all'improvviso, mi capitò di guardare verso l'alto e in quel momento vidi sopra il palazzo in cui abito un oggetto abbastanza grande, di forma discoidale. Era di colore grigio e restava fermo in cielo. Chiamai quindi mia madre per mostrarle lo strano velivolo, ma essendosi spostato, non riuscì a vederlo. Il "disco" sparì poi anche dalla mia visuale e non lo vidi più".
Un altro avvistamento fu quello avvenuto circa 30 anni fa a Milano. Egli racconta di un grosso disco luminoso apparso sopra i palazzi della città : "Era molto luminoso e la sua luce per quanto intensa fosse, non produceva ombre".


Carola e' una fotografa di 36 anni che risiede in un paesino della regione tedesca di Mecklenburg. Carola visse una impressionante esperienza alla fine del Marzo 1994: "Erano circa le 11.00 di sera. I bambini erano già a letto ed io ero sola. Stavo andando verso la mia camera da letto quando iniziai a sentirmi a disagio, come se qualcuno mi stesse guardando. Mi guardai attorno e gettai un’️occhiata anche fuori dalle finestre. Il cortile era scuro.
D’️improvviso fui assalita dal panico, corsi in camera mia e mi rifugiai nel letto. Mi ero calmata un po’️, quando d’️ un tratto udii un suono basso, intenso. Ero spaventata, e volevo alzarmi per riuscire a sentire meglio il rumore, ma non potevo muovermi. Ero paralizzata. Vidi diverse piccole figure grigie ai piedi del letto. Sembravano parlare tra loro di qualcosa che riguardava me. Altri due esseri Grigi erano in piedi vicino al lettino di mio figlio. La paura che provai per il mio bambino di 15 mesi fu indescrivibile. Volevo chiamare mia figlia, ma non potevo. In quel momento compresi che sarebbe stato comunque inutile, perché️ altri Grigi erano da mia figlia, nella sua stanza. Ne ebbi la sensazione precisa. Lei si lamento' ad alta voce nel sonno.
Poi, d’️ improvviso, non riuscii piu' a vedere o sentire. E il peggio fu quando compresi che la mia mente era incapace di formulare parole o frasi. Fu come se d’️ improvviso mi avessero privato di tutte le mie facoltà . Tutto quello che sapevo era che anche questo fenomeno era connesso con quelle orrende figure. Noi siamo completamente nelle loro mani adesso, e forse per sempre. Io davvero non so cosa accadde in seguito alla mia famiglia e a me".

spazio tempo (e buchi neri) link : http://www.cifas.net/ricerche/spaziotempo.htm
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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 21:34

La polizia di Chicago investiga un caso di rapimento alieno ?




Naturalmente quando si parla di IR4 (Incontri Ravvicinati del 4° Tipo) o “Rapimenti Alieni” bisogna sempre andar cauti e prudenti, vista la delicatezza della questione.
Comunque giunge notizia dal sito di Ufocasebook che la polizia di Chicago starebbe investigando sulla sparizione di una donna di 39 anni scomparsa mentre faceva jogging nei pressi di una riserva forestale.
La donna è scomparsa il giorno 28 Ottobre 2007, sulla “Euclide Avenue” (Chicago Heights).
Alcune telefonate parlano di strane apparizioni quella notte in zona.
I figli della donna sono preoccupati. La polizia ha riferito che hanno identificato il segnale proveniente dal cellulare della donna, perso nella foresta.
Una telefonata arrivata alla polizia, da una persona anonima, riferisce di aver visto la sera della scomparsa, nella stessa zona, un grande oggetto volante volare a bassa quota nella foresta.
L’oggetto emetteva un forte suono pungente, era a forma di cupola e aveva tante luci multicolori.
Nella stessa zona poi è stata ritrovata, in un parcheggio, l’auto della donna.
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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 21:32

Rapimenti

Immaginate come vi sentireste se al risveglio vi si presentasse questa scena. Ma tutto questo può accadere realmente, o si tratta dell’ennesimo tentativo di sconvolgere la gente con storie incredibili? Certamente può per coloro che hanno vissuto questa esperienza. Infatti sia che si tratti di un evento generato dalla nostra mente, sia che si tratti di una esperienza reale, una cosa è certa: le persone coinvolte sono state profondamente scosse da queste apparizioni. E sulla base di questo, il mistero dei rapimenti di umani da parte di Alieni va trattato col massimo rispetto.

Innanzitutto bisogna premettere che i rapiti sono di ogni ceto e cultura, provengono da aree geografiche estremamente differenziate e spesso parlano delle esperienze vissute con una grande riluttanza. Si tratta solitamente di gente sana, ma spaventata dal fatto di vedere ridicolizzata la propria esperienza e di essere considerata alla stregua di comuni cialtroni. Inoltre i rapimenti non avvengono sempre in boschi desolati e lontani dagli occhi di testimoni, come non accadono sempre a persone che vivono sole.
Sebbene ogni caso debba essere trattato diversamente, molti di essi presentano alcuni elementi comuni: ad esempio i rapimenti sembrano avvenire fuori dal tempo. Con questo intendo che il tempo sembra fermarsi o congelarsi al momento del rapimento.
Il rapito è paralizzato, incapace di parlare o di muoversi, e sorprendentemente rilassato. Le vittime di un rapimento da parte di Alieni raccontano di una sorta di telepatia fra loro e i visitatori, durante la quale vengono invitati a restare calmi e vengono rassicurati sul fatto che non verrà fatto loro alcun male.
I rapiti assicurano, inoltre, di aver subito impianti, e in particolare si parla di un congegno inserito dentro alla testa, vicino al cervello; esso sarebbe una sorta di meccanismo posizionale, e servirebbe agli Alieni per tenere sotto controllo la loro vittima.
Tuttavia, mentre alcune foto ai raggi X avrebbero provato l’esistenza di questi dispositivi, è da evidenziare che nessuno di essi è mai stato estratto e identificato come di origine extraterrestre.
Realtà o fantasia? John E. Mack è uno psichiatra molto noto negli Stati Uniti: insegna alla Medical School del Cambridge Hospital, in Massachussetts, e ha ricevuto un premio Pulitzer. Mack si è convinto dell’esistenza degli alieni ascoltando i racconti dei suoi pazienti sottoposti ad ipnosi regressiva. Un suo paziente, di nome Peter, parla di un episodio veramente impressionante:
“L’esperienza che mi ha portato dal dottor Mack è iniziate nel 1988, quando con mia moglie dirigevo un hotel nei Caraibi. Una notte mi sono svegliato improvvisamente, mi sono alzato dal letto e sono andato in soggiorno. Nella stanza ho trovato due piccole creature. Ho cominciato ad urlare: “Non lo sopporto, fermatevi!”. Dopo ricordo di essere stato paralizzato da una luce bianca che mi ha colpito alla testa. Quando mi sono svegliato, diverse ore dopo, sapevo che non si era trattato di un sogno. Quando mi sono recato per la prima volta dal dottor Mack, mi ha consigliato di sottopormi a sedute di rilassamento ipnotiche per facilitare il ritorno dei ricordi più profondi. Durante queste terapie sono riuscito a vedere cos’era accaduto dopo la visione di quella grande luce bianca. Ero stato rapito, e portato in una navicella spaziale. Qui mi hanno fatto sdraiare su una spece di barella e hanno esaminato il mio corpo dalla testa ai piedi.”
Probabilmente l’aspetto più terrificante della vicenda è costituito senza dubbio dagli esperimenti e dagli studi che avverrebbero durante i rapimenti. Gli esami su soggetti umani avverrebbero (e continuo ad usare il condizionale) con soggetto sveglio e cosciente, ma completamente immobilizzato. Gli impianti vengono inseriti dietro agli occhi, o attraverso le cavità nasali, e mentre queste operazioni avvengono lo scricchiolante rumore della sonda che si posiziona all’interno del capo terrorizza il rapito.
L’interesse primario di questo tipo di esperimenti sembra comunque focalizzarsi sugli organi riproduttivi. Agli uomini verrebbe estratto il seme e alle donne le cellule uovo. Un volta presi, questi semi di vita sarebbero in qualche modo alterati dagli Alieni e reinseriti nell’utero durante un successivo rapimento. Al feto è permesso di svilupparsi per alcune settimane, quindi viene rimosso. In seguito, i feti ibridi sono “incubati” in strutture fino a che non si sono sviluppati abbastanza per vivere all’esterno. Periodicamente i “genitori” umani di questo ibrido verrebbero rapiti e portati a vedere il “figlio”, nonché incoraggiati ad amarlo e a trascorrere tempo con lui, e questo sarebbe forse uno degli aspetti più orribili dell’intera vicenda.
Questo fenomeno di rapimento sembra inoltre godere di una certa ereditarietà, infatti non è strano che i figli naturali di un rapito vengano rapiti anch’essi.
Il dottor Mack non pare stupito più di tanto nell’ascoltare questi racconti, e anzi spiega: “Sia le donne che gli uomini mi raccontano di seduta in seduta una serie di esperienze vissute nel corso di questi rapimenti. Gli extraterrestri procederebbero a questi sequestri con lo scopo di creare una specie ibrida, a metà tra l’uomo e l’alieno. La figlia di una mia paziente, Giulia, è entrata una volta nella stanza della madre alle quattro di notte e non l’ha trovata nel letto. La mattina dopo le ha detto: “Mamma, quando sono venuta a trovarti ieri sera, tu non dormivi nella tua stanza” “. Questo sarebbe il racconto della madre: “Mia figlia non mi ha trovato perchè stavo vivendo un’esperienza di rapimento. Tre anni fa mi è successa una cosa veramente terribile. Ero incinta, ho cominciato a ingrossarmi, ma i capelli e le unghie crescevano oltre misura. Quando ho partorito, sono venuti e mi hanno preso il bambino. Non ricordo esattamente i particolari: ero sdraiata su un tavolo, poi mi hanno condotto in un’altra stanza dove c’erano molti bambini, metà umani metà alieni. Molto strani.”
Continua il dottor Mack: “Spesso i pazienti mi raccontano che, secondo gli alieni, la creazione di una specie ibrida è necessaria per il futuro, perché la vita sulla terra non durerà a lungo. Questa razza servirebbe a ripopolare la terra (o qualsiasi altro ambiente ci sarà) quando il nostro pianeta avrà esaurito le risorse che permettono la vita. Nell’opinione pubblica c’è un grande pregiudizio a proposito dei racconti di persone che affermano di essere state rapite dagli Ufo. Io faccio lo psichiatra da oltre 40 anni e posso affermare che solo in uno o due casi era chiaro che la storia era un’invenzione. Lo scetticismo è dovuto alla nostra mentalità, che non può accettare che simili esperienze possano accadere davvero.”
Concludo la trattazione sugli studi del dottor Mack citando lo strabiliante racconto di un’altra sua paziente, Diana, che asserisce di ricevere visite a domicilio: “Ho avuto ininterrottamente incontri con Alieni negli ultimi sei anni. Nel corso di uno di questi incontri un alieno si è trattenuto nella mia stanza molto a lungo, fissandomi da vicino per più di 20 minuti. Poi, mi ha obbligato a stendermi sul letto e ha incominciato ad eseguire una specie di esame ginecologico. L’anno seguente è tornato con un altro alieno. Anche questa volta ho avuto molta paura. Durante questo incontro l’alieno voleva… beh , non so cosa volesse esattamente. E’ rimasto a lungo nella stanza e cercava di essere amichevole in modo strano. Non mi va di entrare nei dettagli, ma cercava una forma di approccio molto particolare. Un’altra volta mi sono sentita sollevare dal letto nel buio. Quando mi sono risvegliata ho guardato attorno, ma non c’era niente. Allora sono tornata a dormire e la mattina dopo mi sono accorta di avere tre segni sul corpo, simili a segni di puntura, perfettamente allineati e molto profondi”.
Gli alieni, almeno secondo queste testimonianze, sarebbero dunque giunti sul nostro pianeta. Una domanda che penso molti si porranno, è perchè creature così evolute e in possesso di conoscenze così progredite, dovrebbero “vivere nell’ombra”, accontentandosi di studiarci di nascosto. In proposito ho sentito una teoria esoterica secondo la quale sarebbe proibito per esseri di un pianeta intervenire nelle sorti di un mondo che non sia il loro, a meno che:
Il pianeta in questione non stia tentando di autodistruggersi
Il pianeta in questione non stia rallentando il l’evoluzione dell’intera galassia in cui si trova
Ed in ogni caso l’intervento in questione dovrebbe essere estremamente discreto. A pensarci bene, non potendo per ovvie ragioni confrontare l’evoluzione della terra con quella di altri mondi a noi sconosciuti, si può credere che l’uomo sia andato vicino all’autodistruzione a partire dal secondo conflitto mondiale, con l’utilizzo dell’energia atomica a scopi bellici e la successiva sperimentazione di queste armi direttamente sul nostro pianeta.
Se, e con questo evidenzio tutti i miei dubbi in proposito, questo stesse veramente accadendo, le conseguenze per l’umanità sarebbero enormi. Se fossimo già in contatto con entità extraterrestri, come cambierebbe la nostra visione dell’universo? E come ci porremmo noi nei confronti di esso? Quali sarebbero le conseguenze per la religione, per i governi e per l’economia? E anche se non siamo ancora in contatto con Alieni, è difficile pensare che non incontreremo mai, neppure in futuro, altre forme di vita intelligenti. Dunque, come reagiremo quando la cosa accadrà? Come ci comporteremo con un essere così diverso da noi, quando spesso non sappiamo nemmeno come comportarci nei confronti dei nostri simili?
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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 21:31

Il marchio

Molti sono i segni che distinguono un addotto da chi non ha mai avuto problemi di abduction: alcuni sono segni interni, legati alle esperienze vissute, ricordi indelebili ma allo stesso tempo nascosti nelle pieghe dell’inconscio, e solo alcuni esperti al mondo possono, con una certa difficoltà, rendersi conto della loro presenza.
Altri segni, invece, sono decisamente più visibili: si tratta delle famose cicatrici presenti sulcorpo degli addotti.
All’origine di questo lavoro c’è la prima storica cicatrice, scoperta e segnalata da Bud Hopkins (USA) e mostrata anche nel film Intruders, tramite il quale, con l’ausilio della finzione scenica, la sua esistenza fu resa nota ad un pubblico ancora incredulo.
Questa cicatrice è molto comune sugli addotti, anche se non sempre sembra presente.
Mi sono imbattuto per la prima volta in essa tanti anni fa, mentre stavo lavorando ad un caso che rappresentò il punto di partenza per le mie ricerche: il caso Lonzi, a Genova.
C’è un intero libro (Gli UFO nella mente) dedicato alla sua storia e non voglio, in questa sede, addentrarmi ancora una volta nella vicenda vissuta da Valerio Lonzi, che lui stessoha più volte raccontato sui network televisivi nazionali; voglio solamente mettere in risaltoalcuni particolari di questo tipo di cicatrice.
Negli ultimi anni molti mi hanno chiesto, dopo una delle tante conferenze oppure dopo aver letto qualche mio lavoro, com’è fatta questa cicatrice. Nella prima edizione del libro or ora nominato c’era anche una fotografia della tibia di Valerio, sulla quale la suddetta cicatrice faceva bella mostra di sé, ma già nella seconda edizione le fotografie erano state eliminate, per problemi di costi di stampa (?), e tale preziosa informazione era, purtroppo, diventata inaccessibile al lettore.
D’altra parte, nessun centro ufologico italiano aveva mai pubblicato studi sull’argomento e quindi nessuno, in Italia, si era mai trovato davanti ad una foto di questa “stranezza”, diventando, in tal modo, capace di appurare se sul suo corpo ci fosse qualcosa di simile. La completa assenza dei cosiddetti centri ufologici italiani nel momento di trattare l’argomento abduction è conseguenza di una evidente ed altrettanto incomprensibile incapacità di capire cosa stia succedendo.
All’inadeguatezza personale dei sedicenti ufologi italiani si aggiunge l’idea che parlare di abduction significhi anche compromettersi di fronte alle autorità in generale, perdendo la fiducia dell’apparato governativo (fiducia che, peraltro, gli ufologi italiani hanno sempre agognata e mai posseduta – nda).
Così, fino a ieri, il Cun (Centro Ufologico Nazionale) diceva di non occuparsi di rapimenti, poi, qualche mese fa, i suoi esponenti sono usciti in edicola con uno speciale del Giornale dei Misteri dedicato all’argomento, riportando, tra altre incredibili stupidaggini, lavori copiati su Internet e scimmiottamenti di lavori del sottoscritto (ovviamente senza mai citarmi).
Il Cisu (Centro Italiano Studi Ufologici), d’altro canto, appare, oggi, troppo filo-Cicap (Centro Italiano di Controllo sulle Affermazioni del Paranormale) per poter esprimere un parere su di una questione così delicata, se non con toni spregiativi ed affermazioni negative che tutti possono rintracciare su Internet e leggere nel caso abbiano qualche problema a prender sonno. Negli anni passati avevo più volte posto l’accento sulla strana constatazione che coloro i quali “sognavano gli alieni” non facevano soltanto tutti, immancabilmente, lo stesso sogno, ma avevano anche la stessa cicatrice, generalmente collocata sul piano tibiale sinistro, o, talvolta, sul destro.
Di questa cicatrice potrei raccontare molto, poiché molte volte mi sono trovato di fronte allo sguardo smarrito di persone che vedevano per la prima volta sul loro corpo un segno del quale, a mente fredda, non riuscivano ricordare la comparsa.
Ricordo un maschio adulto di trenta anni circa, che incontravo per la prima volta, il quale, insieme alla sua ragazza, era venuto a trovarmi, e mi stava raccontando degli strani sogni che faceva di notte.
Siccome tali esperienze oniriche avevano molto in comune con le esperienze di abduction, gli feci alcune semplici domande, tese a verificare il suo grado di conoscenza del fenomeno abduction.
Tra l’altro gli chiesi se aveva qualche cicatrice della quale non sapeva come se l’era procurata. Subito mi rispose di no; nel farlo, però, abbassò repentinamente gli occhi verso la sua sinistra.
Quel gesto poteva avere diverse spiegazioni, la prima delle quali poteva portare alla conclusione che egli avesse attivato la memoria cenestesica, cioè “delle sensazioni”, e si ricordasse la sensazione provata quando qualcuno o qualcosa aveva provocato su di lui l’eventuale cicatrice.
Un’altra possibilità era che egli fosse andato, del tutto inconsciamente, a cercare con lo sguardo una cicatrice che il suo conscio non sapeva di avere, ma il suo inconscio conosceva benissimo.
Si era guardato la gamba sinistra, e la sua ragazza lo spronò a tirarsi su il pantalone, scoprirsi la gamba e verificare.
Fece la sua comparsa una bella cicatrice a forma di bruciatura di sigaretta, della grandezza di un’unghia del dito mignolo, uguale a tante altre cicatrici di quel tipo.
Io gli chiesi:
E quella cos’è ?
E lui, verde in volto e visibilmente agitato:
Non lo so, non l’ho mai vista prima…(?)
Il soggetto appariva visibilmente perplesso, perché la cicatrice era vecchia ma lui non si era mai reso conto di averla.
Una volta uscito dall’ipnosi indotta dal dottor Moretti era accaduta la stessa cosa a Valerio Lonzi, il quale aveva appena descritto, sotto ipnosi, come questa cicatrice gli era stata prodotta.
Ecco una sintesi del suo racconto. Valerio dice di essere su di un tavolo operatorio; ha circa dodici anni, i soliti esser grigi gli sono attorno ed un apparato tecnologico, attaccato al soffitto di quello strano luogo e “fatto come un elmo di una antica corazza”, scende verso di lui. Qualcosa gli blocca la testa e lui vede solo una piccola luce rossa che scorre ripetutamente avanti ed indietro di fronte ai suo occhi, lungo una linea orizzontale.
Nel frattempo Valerio sente che qualcosa sta lavorando sulla sua gamba sinistra.
Nella sua testa le voci telepatiche degli alieni trasmettono, nel frattempo, un messaggio dallo strano contenuto:
Stai buono: non ti facciamo niente, stiamo facendo un prelievo di tessuto osseo…
Valerio sente sempre più caldo, sempre più caldo…
Alla fine, uscito dallo stato ipnotico, non ricorda più nulla, a causa di un ordine postipnotico impartitogli da Moretti.
Valerio, chiede poi Moretti a Lonzi, cos’è quella cicatrice che hai sulla gamba?
Valerio non sa rispondere!
Dopo qualche anno mi trovo ad un convegno di ufologia organizzato dal Cun ed, al termine del mio intervento, in cui parlavo di abduction (era una delle prime volte in assoluto – nda), scendo dal palco e mi viene incontro una ragazza alta e mora, che mi intrattiene sul tema della cicatrice sulla tibia. Mi dice che il suo ragazzo ha la stesa cicatrice di cui ho parlato durante la conferenza, poi chiama il ragazzo, il quale, timidamente, è rimasto indietro.
Il ragazzo viene avanti, portando con sé una lastra radiografica della propria gamba sinistra e dichiara:
La dottoressa mi dice che sotto questa strana cicatrice è… come se mancasse del tessuto osseo… come se fosse stato fatto un piccolissimo prelievo di tessuto osseo….
È la conferma che cerco!
Non mi resta, a questo punto, che mostrare alcuni esempi di queste cicatrici, così che le persone interessate a verificarne l’eventuale presenza sulla propria pelle possano farlo da sole.
La cicatrice appare come un lieve avvallamento della pelle, come se il tessuto fosse statoasportato per mezzo di un’operazione di liposuzione.
A seconda della proprie caratteristiche, la pelle può presentarsi leggermente arrossata, oppure, a periodi, arrossarsi per poi tornare normale, cioè del colore di quella circostante. A volte la cicatrice è difficilmente identificabile, in quanto non ci sono arrossamenti e l’affossamento della cute appare poco pronunciato e quasi invisibile. Talvolta, come si vede sopra, il “prelievo di tessuto” è stato ripetuto.
Il soggetto non appare cosciente di avere quella cicatrice, anche se l’ha vista magari per nni; solo nell’istante in cui lo si fa ragionare sull’esistenza di quello strano marchio, ualcosa, dentro di lui, si muove e, per la prima volta, l’addotto si rende conto di esserlo veramente!
Di fronte a lui si apre una voragine interna, che lo inghiottisce in un colpo solo.
Ma allora… mi dice subito dopo… tutti quei sogni che facevo da piccolo… non erano ogni… tutti quegli esseri che venivano attorno al mio letto mentre i miei genitori ormivano erano veri… ma allora… ma allora… li stessi tipi di cicatrice che Bud Hopkins fotografa in America si trovano sugli addotti italiani.
Mai, come per il fenomeno abduction, sono sembrate esistere tante prove concrete e mai, come in questo caso, si è dovuto prendere atto della stupidità degli ufologi di stato, incapaci, nonostante tutto, di partecipare ad una battaglia, quella della conoscenza, che da tempo ha portato l’organizzazione a cui appartengo dall’altra parte della barricata, a rimirare immensi spazi dove governanti corrotti, militari inutili, alti prelati collusi continuano a tenere l’umanità in un’ignoranza che potrebbe rappresentare la sua futura tomba.


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MessaggioTitolo: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   Mar 19 Gen 2010, 21:28

Rapimento alieno



Un rapimento alieno (in inglese il termine entrato nella terminologia ufologica contemporanea è abduction, letteralmente abduzione) è il presunto rapimento di esseri umani da parte degli UFO, ritenuto un fenomeno reale da alcuni sostenitori dell'ufologia. Numerose persone in tutto il mondo avrebbero espresso la credenza di essere state rapite da esseri alieni, e condotte a bordo di veicoli spaziali o in luoghi difficilmente accessibili, come basi militari sotterranee, dove affermano di avere subìto esami di tipo medico.
Secondo le tesi pseudoscientifiche dei sostenitori delle teorie ufologiche e contattiste, questo tipo di "rapimenti" avrebbe scopi scientifici; ovvero, secondo loro, esseri di presunta origine extraterrestre avrebbero utilizzato delle cavie umane (o animali) per condurre degli esperimenti scientifici, di natura non meglio precisata. Secondo David Icke si tratterebbe di esperimenti genetici condotti con la complicità di militari terrestri[1].
Il fenomeno, detto anche incontro ravvicinato del IV tipo secondo la classificazione Hynek, è stato descritto da chi sostiene di averlo vissuto come un'esperienza sovente invasiva e traumatica che ha come incipit il Missing time, ossia un presunto blocco del tempo non dimostrato scientificamente . Secondo alcune testimonianze dei cosiddetti "rapiti", gli esseri di presunta origine extraterrestre cancellerebbero apparentemente la memoria dell'evento nel soggetto "rapito" per un periodo di tempo spesso prolungato. Secondo alcune correnti dell'ufologia, la stessa memoria dell'evento potrebbe essere recuperata attraverso sedute di ipnosi e con la programmazione neurolinguistica - tecniche che tra l'altro non sono considerate scientifiche in ambito psicologico.
Secondo alcuni psichiatri, ci sarebbe una spiegazione più semplice e razionale al "vuoto temporale", ed ai temi tipici raccontati dai presunti "rapiti": l'esperienza del rapimento potrebbe in realtà ricondursi a un vissuto traumatico del soggetto, a sua volta oggetto di rimozione, che in questo caso prenderebbe la forma dissociativa ed allucinatoria del c.d. "vuoto temporale".
Il cosiddetto contattista si differenzia dall'abdotto perché i suoi contatti con i presunti alieni non avverrebbero in modo coatto ma consensuale e perché, molto spesso, egli si dichiara latore di un messaggio di rinnovamento per l'umanità.
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MessaggioTitolo: Re: IL QUARTO TIPO : ABDUCTION   

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IL QUARTO TIPO : ABDUCTION
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