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 SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio

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GALAKTIKA
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 09 Giu 2010, 21:35

Il linguaggio semplificato quale quello binario ha di che credere che ogni cerchio nel grano sia un modo con la quale forme di vita fuori dal sistema solare cercano di farci non solo capire qualcosa ma bensi preavisarci del cio che dovra accadere a mio parere resta sempre in atto il fattore che noi tutti sappiamo e cioe : quali di essi è a fin di bene?
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THE PUNISHER
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Sab 29 Mag 2010, 17:19



Il nostro pianeta viene visitato da astronavi di possibile natura aliena; è un fenomeno forse antico di millenni.

Ai nostri occhi gli extraterrestri appaiono come creature quasi onnipotenti, che si spostano a loro piacimento da un punto all'altro dello spazio. Tuttavia se le teorie sul volo a velocità esponenziale rispetto a quella della luce sono esatte, anche gli UFO dovrebbero aver bisogno di varchi per entrare ed uscire da quella realtà paradimensionale che chiamiamo iperspazio o subspazio. Di queste porte la Terra sarebbe piena; alcune naturali altre inconsapevolmente costruite dall'uomo.
Se le cose stanno davvero così, abbiamo già spianato le piste di decollo per il volo interstellare e non ci resterebbe che imparare a costruire i velivoli adatti.

ASTRONAVI SUL GOLGOTA
Anno 33 d.C.; sono circa le 3,00 del pomeriggio del Venerdì prima della Pasqua Ebraica. Sulla collina del Golgota nei pressi di Gerusalemme, Gesù Cristo esala sulla Croce il suo ultimo respiro.
"Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono"...
"Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, erano presi da gran timore e dicevano: Davvero costui era figlio di Dio!" (Matteo 27, 51-54).
Stando alla descrizione, sembra che la zona sia stata scossa da un forte terremoto. Ci sono molti testimoni oculari che tramanderanno i dettagli dell'evento, e da queste informazioni verranno fuori i testi di numerosi Vangeli, per lo più apocrifi. La Chiesa di Roma ne riconoscerà solo quattro.
Un singolare affresco del XIV secolo, custodito nel monastero kossovaro di Visoki Decani nel sud della ex Jugoslavia, raffigura il teatro della crocifissione sorvolato da strani oggetti aerodinamici, simili a gocce orizzontali stilizzate. All'interno di questi vi sono sedute strane creature umanoidi dall'aspetto ambiguo. Gli studiosi di paleoastronautica hanno ricollegato questa raffigurazione alla presenza di UFO che volavano sul Golgota e che la tradizione avrebbe tramandato fino ai pittori del 1300. Non è un fatto poi tanto assurdo, se si considera che il monastero in questione è situato in una zona impervia, nel cuore dell'ex Impero Bizantino.
Narrazioni apocrife, testimonianze e reliquie pervenute in epoca protocristiana a Bisanzio (si pensi al clamoroso caso della Sindone), avrebbero potuto essere custodite in luoghi di culto appartati, per poi ritornare alla luce molti secoli dopo.
Al di là di considerazioni mistiche o paranormali, tre sono le concrete possibilità che in questo momento interessano:

Al momento della crocifissione vi fu un movimento tellurico, scenario di fenomeni insoliti.
Forse qualcuno vide nel cielo strani oggetti volanti e ne fece una qualche descrizione scritta, destinata a venire alla luce solo tredici secoli dopo.
Forse l'autore del dipinto in questione - nel caso, attribuito al maestro Vita da Cattaro - avvistò una formazione di UFO nel corso di un terremoto e li ricollegò all'evento della crocifissione realizzando l'affresco.

ALIENI CURIOSI
Facciamo adesso un salto cronologico fino ai nostri giorni.
Nel 1998, in Italia meridionale, B.S. (si riportano solo le iniziali per rispetto della privacy) avvista insieme alla sua famiglia un UFO che sorvola la campagna irpina. L'oggetto scompare sulla verticale del monte Taburno.
Lì si trova una installazione radio militare, dotata di potenti antenne ricetrasmittenti.
Il Taburno sembra essere una meta privilegiata dei presunti visitatori alieni; ai primi di quest'anno una testimone che ci chiede di non essere nominata, avvista e fotografa un UFO proprio nei pressi della montagna in questione. Ma un reportage pubblicato su di un quotidiano locale la porrà in tale imbarazzo da farle scegliere di rinchiudersi nell'anonimato.
Alcuni mesi or sono un avvistamento effettuato a Battipaglia, in provincia di Salerno, ci descrive un oggetto triangolare che sosta a mezz'aria approssimativamente sulla verticale di un grosso ripetitore televisivo. Poi, cosa succede? L'oggetto sparisce.
Nel novembre 1999 un oggetto volante non identificato compare ripetutamente sui cieli di Ischia, nel golfo di Napoli. Il CUN Campania, avvalendosi della collaborazione di due giovani ufologi procidani, Fabio Rocca e Tommaso Esposito, ricostruisce le rotte ipotetiche seguite dall'oggetto nelle sue varie apparizioni. Tutte portano verso installazioni militari dotate di emittenti radio. L'ultimo avvistamento avviene nei pressi dell'aeroporto napoletano di Capodichino.
A parte questi episodi della casistica campana, è un fatto risaputo che gli UFO prediligono le zone in cui si trovano centrali elettriche, installazioni militari, antenne TV e stazioni radiotelevisive. La tesi più accreditata è che i visitatori siano interessati al nostro livello tecnologico in fatto di utilizzo delle onde elettromagnetiche.
Un'altra ipotesi, che personalmente condivido molto di meno, è che gli UFO compaiano in tali zone per rifornirsi in qualche modo di energia dalle nostre emittenti.
Oramai con la venuta alla luce di una casistica ufologica risalente agli anni Trenta (vedi le indagini sui cosiddetti "Files Fascisti" da parte di Alfredo Lissoni e Roberto Pinotti) possiamo parlare non più di 50 ma di almeno 70 anni di ufologia, intendendo con tale termine cronologico l'inizio del periodo in cui il fenomeno è stato studiato con criteri di scientificità. In questo ampio lasso di tempo si è giunti a numerose conclusioni che a tutt'oggi appaiono valide; una di queste è che gli oggetti volanti non identificati appaiono costantemente in determinati punti del pianeta (la "tattica puntiforme", come qualcuno la ha chiamata), come se fossero in qualche modo costretti a seguire delle rotte prefissate. Il caso delle apparizioni di Hessdalen in Norvegia è un esempio tipico come gli UFO presentino delle mete quasi fisse. L'interpretazione di questo fenomeno è stata collegata al fatto che tali oggetti abbiano, per così dire, bisogno di particolari condizioni fisiche o atmosferiche per renderli visibili ed il senso di una simile esigenza può essere ricollegato a lume di logica alle loro ipotetiche dinamiche di volo.

LA FRONTIERA DELL'IPERSPAZIO
Considerando l'improbabilità che gli UFO provengano da pianeti vicini alla Terra, nei quali non è stata trovata traccia di vita intelligente, almeno attualmente, ci resta solo da ammettere che i nostri visitatori provengano da distanze assai maggiori.
La teoria del volo iperspaziale o subspaziale nasce dall'esigenza di un ipotetico viaggiatore interstellare di spostarsi lungo distanze valutabili nell'ordine di anni luce. Un anno luce equivale a circa 9.461 miliardi di chilometri. Ammettendo di possedere un'astronave che viaggi alla velocità di 100 mila km orari, occorrerebbero 10 mila e 800 anni per coprire la distanza di un anno luce e ben 54 mila anni per spostarsi dalla stella più vicina al sole (Alfa Centauri) fino a noi.
La teoria del volo supspaziale ipotizza che sia possibile curvare lo Spazio Einsteniano, facendo quasi combaciare punto di partenza ed obiettivo e azzerando in tal modo i tempi di percorrenza. Ciò presuppone la necessità di by-passare il limite fisico di velocità oggi conosciuto: i 300 mila km al secondo a cui viaggiano i fotoni che compongono la luce.
Fino a pochi anni fa questa era pura fantasia, ma recentemente studi ancora agli albori stanno delineando la possibilità che i fotoni possano essere accelerati da un forte campo magnetico, divenendo particelle iperveloci che vengono chiamate "tachioni".
Si è giunti all'acquisizione teorica che un oggetto possa curvare lo spazio-tempo entrando in una sorta di imbuto posto al centro di un forte campo magnetico in cui i fotoni subiscono accelerazioni esponenziali e possono così spostarsi a velocità luce elevata a potenza x, sulla scia del flusso di particelle.
Partenza e... buon viaggio!
Ma come si fa a decelerare e ritornare nell'universo corpuscolare?
La risposta è semplice, forse ingenua, ma al momento non se ne trovano altre: si esce come si è entrati, cioè attraverso un imbuto uguale e contrario a quello di ingresso, in cui le particelle iperveloci decelerano.
In altre parole ci si serve di un ulteriore campo magnetico.

CI ERAVAMO GIÀ ARRIVATI
Alcuni anni fa venne proiettato nelle sale cinematografiche un film di fantascienza che ebbe un discreto successo, chiamato "Philadelphia Experiment". Si trattava della versione romanzata di un singolare esperimento condotto negli anni Quaranta dalla U.S. Navy, la Marina militare Statunitense, nel quadro di un progetto segreto probabilmente chiamato in codice "Rainbow" e svoltosi nell'arsenale navale di Philadelphia.
Un cacciatorpediniere sarebbe stato posto al centro di un forte campo magnetico; l'obiettivo era di renderlo invisibile (il tutto era finalizzato nei confronti della minaccia bellica costituita dai sommergibili tedeschi). In parte la cosa sarebbe andata bene poiché la nave sarebbe effettivamente sparita per qualche istante agli occhi degli osservatori, ma l'equipaggio sarebbe stato ridotto in condizioni assai precarie. Ustioni diffuse sui corpi dei marinai e seri disturbi psichici avrebbero costretto gli scienziati impegnati al progetto a desistere dai loro intenti.
Contemporaneamente però si sarebbe anche sparsa una strana voce: numerosi testimoni riferirono di aver visto materializzarsi per alcuni secondi la sagoma della nave nella baia di Norfolk (che si trova molto più a sud).
Forse il progetto "Rainbow", senza volerlo, dette origine ad un primo esempio di forzatura della curvatura spazio-temporale; comunque le Autorità statunitensi non hanno rilasciato dichiarazioni sul fatto, che è entrato suo malgrado nel novero delle leggende metropolitane, tanto da essere poi sceneggiato e rappresentato nelle sale cinematografiche.

ACCESSI APERTI AGLI ALIENI
Ammettendo che gli UFO si spostino secondo lo schema esposto, i loro piloti dovranno allora identificare dei varchi di uscita per poter giungere ad una destinazione che non sia davvero "L'altro Mondo".
Sulla Terra questi varchi sono forse rappresentati dalle aree circostanti ad emittenti radio, antenne, centrali elettriche, centrali nucleari, ovvero ambiti caratterizzati dalla produzione di campi magnetici di considerevoli proporzioni?
Lo stesso caso di Hessdalen può avere attinenze con l'argomento. Sebbene non vi siano nella zona suddetta installazioni particolari, resta il fatto che la sua relativa vicinanza al Polo Nord, sommata ad altre caratteristiche geofisiche che restano ancora da chiarire, potrebbero creare particolari variazioni di campo magnetico potenzialmente utili agli UFO in arrivo.
Quanto ai terremoti, incluso quello che si sarebbe scatenato sul Golgota il pomeriggio di Venerdì Santo del 33 d.C., é noto che essi si accompagnano frequentemente a variazioni locali dell'assetto geo-magnetico e quindi potrebbero anche rappresentare una buona "porta di accesso" per visitatori alieni.
La cosa, pero, non si svolgerebbe sempre con esito positivo, nemmeno per dei super progrediti extraterrestri. Immaginiamo infatti le indiscutibili difficoltà a cui andrebbero incontro i piloti che viaggiassero su di un veicolo proiettato a velocità iperfotoniche in uno spazio che non è più spazio, dove le leggi fisiche siano sovvertite in maniera inimmaginabile e dove si renda ad un certo punto necessario fare una brusca frenata dimensionale, andando a cascare nei cieli di un corpo planetario compatto, peraltro dotato di una spessa atmosfera.
Bisognerà dunque identificare bene il punto, centrarlo, attraversarlo nel momento giusto, nell'assetto giusto, facendo collimare una serie sicuramente lunga di complicati parametri, altrimenti...
Il caso dell'UFO schiantatosi a Roswell nel 1947 e gli altri UFO-crash, incluso quello ipoteticamente avvenuto in Italia negli anni Trenta, potrebbero essere esempi classici di fatali errori in fase di "rientro" dalla dimensione iperspaziale.
Se tutto ciò si dimostrasse fondato, potremmo almeno essere soddisfatti di aver creato, seppur involontariamente, dei varchi per accedere alle rotte interstellari.
Siamo comunque lontani da soluzioni concrete. Abbiamo porte aperte su oceani in tempesta, ma la nostra tecnologia di volo spaziale non supera comunque il livello di una banale zattera.
Dalle indiscrezioni pervenuteci sui rottami dell'UFO di Roswell apprendiamo di trovarci probabilmente su di un binario sbagliato. Questi oggetti sono forse poco più che semplici gusci costituiti da una lega metallica leggerissima ed estremamente versatile rispetto alle variazioni fisiche dello spazio circostante. Non avrebbero apparato propulsivo autonomo, quasi che sfruttassero il campo magnetico ed i flussi di particelle con lo stesso criterio usato da una barca a vela rispetto al vento.
Le nostre navette spaziali sono invece ordigni ben più pesanti, cariche come sono di combustibili, di parti elettriche, di materiali altamente infiammabili. Passerà del tempo prima che l'umanità riesca a fare questo balzo tecnologico che la porterà nello scenario siderale. Intanto però, a quanto pare, le porte di accesso sono e restano aperte. Speriamo che i nostri visitatori non diventino troppo invadenti... sempre ammesso che non lo siano già.
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Sab 29 Mag 2010, 17:18

Una nuova raccolta su temi spesso richiesti dai nostri lettori: 13 articoli che affrontano varie ipotesi su come gli UFO potrebbero viaggiare spostandosi a loro piacimento da un punto all'altro del nostro Universo.

Ecco gli articoli, di vari autori: "
UFO: ipotesi di un modello funzionale", "EDST, la possibile soluzione per i viaggi interstellari", "Porte aperte sull'iperspazio", "La vetrina spazio-temporale", "Gli UFO e l'universo olografico", "UFO: viaggiatori del tempo?", "Fenomeni ufologici e distorsioni spazio-temporali", "Come funzionano questi apparecchi?", "Spazio, tempo, ESP e universi paralleli", "Come viaggiare nell'universo", "UFO e invisibilità ottica", "Gli UFO, gli USO e il loro comportamento fisico" e "L'universo è un'illusione?", pubblicati sui numeri 4, 20, 21, 22, 28/29, 32, 39, 40, 44, 45, 54 e 56 di "UFO Notiziario" degli anni dal 1999 al 2005.
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Ven 16 Apr 2010, 00:52

cONCORDO CON TE ALEX77

_________________
NESSUNO PUO NASCONDERE E NEGARE LE VERITÀ ALL UMANITÀ.
http://anno2012.secretsstories.com/


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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Gio 15 Apr 2010, 22:23

Per mè aldilà del loro significato c'è il fatto che sono delle opere stupende :-)mi viene in mente il Diagramma di Mandelbrot ;-)
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Gio 15 Apr 2010, 14:11

Ogni cerchio nel grano ha un ben preciso significato...la maggior parte di essi ancora sconosciuto o semplicemente tenuto all'oscuro dei fatti attuali nel mondo
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Dom 28 Mar 2010, 19:51

ENERGIA GRATUITA DALL'ACQUA?
CE LO DICONO GLI ALIENI





Nei cerchi nel grano si trovano spesso rappresentazioni scientifiche, ed in questo articolo si soffermeremo su queste.

Purtroppo le persone in grado di interpretare correttamente i cerchi nel grano sono poche, in quanto i simboli sono complessi e richiedono avanzate conoscenze scientifiche per essere interpretati, e spesso si attribuiscono significati errati ai cerchi nel grano, ad esempio spacciando per fiore quella che ad un esame più attento è la camera di risonanza magnetica di uno strumento che produce microonde. Spesso non ci si rende conto che anche dei dettagli insignificanti sono importanti, come dei puntini vicino alle formazioni che hanno un significato importantissimo, in quanto indicano ad esempio il fatto che sono l’atmosfera dato che all’interno della formazione c’è un disegno che si riferisce a un dispositivo o situazione in condizioni di vuoto (non c’è l’aria).

Esistono delle regole universali per quanto riguarda i cerchi nel grano:

- La prima regola universale è che i messaggi dei cerchi nel grano consistono in messaggi formati da molti disegni presenti in molti cerchi nel grano, quindi un messaggio non va interpretato esaminando una sola formazione nel grano ma tutta la sequenza di messaggi collegati.

- La seconda regola universale è che chi fa i cerchi nel grano pensa in termini di comunicazione grafica e non in termini di comunicazione audio.

- La terza regola universale è che uno stesso concetto viene spiegato più volte, spesso disegnato con prospettive differenti e con rappresentazioni 2D e 3D.

- La quarta regola universale è che i disegni nel grano hanno spesso un significato scientifico, spesso riguarda tecnologia avanzata oppure sono rappresentazioni di elementi astronomici, e tutto questo può essere rappresentato anche tramite elementi che sembrano “scarabocchi senza senso” oppure rappresentazioni di cose che assomigliano a simboli della cultura umana.
Andiamo quindi a dare un’occhiata a dei dispositivi tecnologici descritti in dettaglio in molti cerchi nel grano apparsi nel corso di diversi anni.
Tutto ciò che segue è espresso in modo molto ma molto riassuntivo, è possibile andare ad approfondire nei siti in inglese presenti a fine pagina. Se qualsiasi cosa non vi torna, prima di trarre conclusioni vi invito a ad approfondire in quei siti, lì è espresso tutto con molto più dettaglio e rigorosità scientifica. Insisto su questo punto, se siete pratici di questi campi ed avete dubbi su certe affermazioni, come ad esempio la parte riguardante la ionizzazione dell’idrogeno, vi invito fortemente ad approfondire cliccando i link ai siti in lingua straniera, che contengono studi fatti da persone molto preparate in materia. Le immagini in questa pagina sono raccolte in modo più visibile e molto più numeroso nei link esterni.




Premessa: cosa si intende per Free-energy



In questa sede per Free-energy o energia gratuita si intende una energia non inquinante a basso costo, cioè che oltre a non inquinare produca una quantità di energia significativamente superiore a quelle impiegata per generarla. Un esempio di free-energy o energia gratuita che si sta tentando di sviluppare è la cosiddetta fusione fredda, l’alternativa pulita al nucleare.

Purtroppo circolano concetti distorti di free-energy o energia gratuita, che si sostanziano con la generazione di energia illimitata praticamente dal nulla o attraverso metodi fantascientifici, ma una energia letteralmente gratuita ed infinita va contro le conoscenze scientifiche dimostrate. Tanto per intenderci, free-energy come quelle che sognavano alcuni ricercatori agli inizi del ‘900, come Tesla, sono scientificamente impossibili, e non per nulla non sono state scoperte dai tantissimi ricercatori che con mezzi e conoscenze estremamente più avanzate hanno cercato di realizzarle.

L’unica free-energy possibile è una energia che, con l’ausilio di tecnologia avanzata, produca molta più energia di quanta ne serva per generarla.

Chiusa questa parentesi, passiamo ora ai dispositivi proprio di questo tipo che sembrano esserci stati suggeriti.



Primo dispositivo



Molti cerchi nel grano fanno riferimento ad un “magnetron” modificato applicato alle molecole di H2O (acqua). Il magnetron è una camera di risonanza in cui linee di forze magnetiche ed elettriche interagiscono per creare radiazioni microonde.

Nei cerchi nel grano si trovano innumerevoli e complesse spiegazioni dettagliate su come usare magnetron modificato per creare microonde che causeranno la scissione delle molecole d’acqua in idrogeno ed ossigeno, che a loro volta si ricombineranno in una forza esplosiva e si riverbereranno contro quello che sembra un quarzo o un cristallo piezoelettrico, le cui emissioni elettriche alimenteranno il magnetron sostenendo il processo. In sostanza dalle indicazioni scaturisce un dispositivo che genera sia energia elettrica che energia termica, cioè un dispositivo che produce energia gratuita (free energy).

Ci sono varie rappresentazioni per la costruzione di un potente magnetron con indicazioni persino su come deve essere costruita la camera di risonanza del magnetron, che appare diversa da quelle solite dei magnetron costruite finora (oltre ad altre differenze importanti con i magnetron comuni).

Ci sono rappresentazioni dettagliate, nei campi di grano di tutto il mondo, di un processo che inizia con un percorso con varie curve in cui viaggiano degli elettroni da un centro con carica negativa alla circonferenza esterna di un anello magnetico il cui centro con carica positiva interagisce con le linee magnetiche di forza che respingono questo movimento di questi elettroni. Questa interazione non è continua a causa del fatto che quelle linee magnetiche di forza sono intermittenti, non continue. In sostanza, gli elettroni sono forzati a percorrere un percorso circolare curvo quando incontrano un forte campo magnetico circolare, e il percorso circolare curvo in cui viaggiano gli elettroni sarà interrotto in modo intermittente dal campo magnetico circolare attraverso il quale stanno passando. Durante queste interruzioni le interazioni elettromagnetiche tra elettroni e linee magnetiche creano microonde di circa 2.7 GHZ, le quali vengono assorbite dalle molecole di H2O (acqua) che si dividono in idrogeno ed ossigeno. Tutto ciò è rappresentato con grande dettaglio.

La rappresentazione del numero e la grandezza delle molecole, degli atomi e degli elettroni durante tutto il processo coincide perfettamente con quelli reali.

Le rappresentazioni sembrano anche indicare che l’area d’influenza delle microonde è molto limitata, forse tocca solo poche molecole. L’effettiva estensione delle microonde create è molto limitata quando si colpiscono molecole d’acqua.

Le rappresentazioni indicano che bisogna usare un magnetron per creare microonde della frequenza di appena sotto i 2.7 GHZ che devono colpire molecole d’acqua, le quali assorbiranno il 100% di queste microonde. A questo punto le microonde cessano di esistere e le molecola d’acqua si dividerà nei suoi elementi più elementari, cioè 2 atomi di idrogeno ed 1 di ossigeno, tuttavia un atomo di idrogeno avrà un elettrone in meno e sarà elettricamente caricato. Gli atomi caricati elettricamente possono essere utilizzati in circuiti elettrici e formano una fonte di energia. Inoltre, la vicinanza di idrogeno ed ossigeno spinge al riformarsi delle molecole d’acqua, e questo crea una rapida espansione ed un’attività molecolare che producono energia termica. Si crea una reazione esplosiva che può essere impiegata per sfruttarne l’energia termica e/o per sfruttare la rapida espansione in apparecchi come turbine o motori a cilindri. Tutto ciò è ripetuto spesso nei disegni dei cerchi del grano.



Cosa è un magnetron

Il magnetron è un tipo di valvola termoionica (tubo a vuoto) ad alta potenza destinata alla produzione di microonde coerenti. Il magnetron è anche un sistema in grado di accoppiare un campo



magnetostatico ed una radiofrequenza ai fini di depositare film sottili di dielettrici o metalli non magnetici, impiegato industrialmente e per scopi di ricerca negli apparati di deposizione fisica detti sputtering. Il magnetron è costituito da una camera con sezione circolare circondata da lobi, in cui è stato effettuato il vuoto. Al centro è collocato un filo mantenuto incandescente, il catodo, e ad un potenziale elettrico negativo molto elevato, costante o impulsivo. Parallelamente all’asse della camera è mantenuto un campo magnetico prodotto da un magnete permanente.
Gli elettroni emessi per effetto termoionico dal filamento tendono a muoversi verso le pareti della camera, mantenute a potenziale zero, che corrispondono all’anodo, positivo rispetto al catodo. La presenza del campo magnetico però causa una curvatura nella loro traiettoria per effetto della forza di Lorentz, portandoli a seguire un percorso a spirale.
Sul perimetro della camera sono ricavate delle aperture opportunamente spaziate e comunicanti con delle cavità. Gli elettroni, raggiungendo il bordo delle cavità si riuniscono in fasci che vibrano e producono un campo elettromagnetico ad alta frequenza.
Una parte di questo campo è prelevato da una speciale antenna connessa ad una guida d’onda (un tubo metallico in grado di convogliare le microonde), e da questa inviato al carico utilizzatore, che sia la camera del forno a microonde oppure una antenna trasmittente.
La dimensione delle cavità determina la frequenza di risonanza e quindi la frequenza delle onde radio prodotte. Questa frequenza non è molto precisa né modificabile. Questo non è un problema nelle applicazioni tipiche del magnetron, quali il radar e la cottura dei cibi. Ove sia richiesta precisione si usano altri dispositivi, per esempio il Klystron. La potenza irradiata dipende dalla tensione applicata e dalle caratteristiche costruttive del tubo.

La rappresentazione dei magnetron nel grano presentano delle differenze con quelli costruiti solitamente, praticamente sono costruiti in modo differente e sono differenze di notevole importanza per la riuscita del processo. Ad esempio, nelle rappresentazione nel grano la parte superiore è coperta da una cupola, c’è un una copertura schermata che riflette le microonde indietro nel corpo del magnetron. I magnetron costruiti dall’uomo hanno il vuoto all’interno (senza aria), mentre i loro sembrano avere idrogeno/ossigeno/acqua al loro interno, ed inoltre sembrano avere uno scarico.



Rappresentazioni aggiuntive collegate

- Rappresentazioni di apparecchi che trasmettono un flusso di corrente continua ad alto voltaggio nel vuoto e in modo intermittente, creando un vortice elettrico. I terminali di trasmissione non sono della stessa dimensione e gli elettroni hanno un tragitto non lineare.

- Rappresentazioni continue di campi magnetici e di campi magnetici repulsivi creati con energia elettrica ad alto voltaggio trasmessa nel vuoto (privo di aria)

- Rappresentazioni di microonde della frequenza di 2.7 GHZ, che partono dalla camera di risonanza del magnetron, seguono un percorso curvilineo per poi giungere nella camera dove ci sono le molecole d’acqua.

- Ci sono molte rappresentazioni di molecole d’acqua e persino di cristalli di ghiaccio. Molte formazioni fanno continuamente riferimento all’acqua ed alle sue molecole ponendoci una enfasi incredibile. Ci sono anche riferimenti ai 3.3 volt di elettricità rilasciati quando una molecola d’acqua si forma. A volte ci sono rappresentazioni della molecola d’acqua che “bruci” generando microonde, c’è anche la rappresentazione dell’acqua prima e dopo che venisse colpita dalle microonde.

- Rappresentazioni simboliche che mostrano un elettrone che vola all’interno di un magnetron e viene respinto dal magnetismo, spesso viene rappresentato proprio il magnete che si oppone al viaggio dell’elettrone.

- Rappresentazioni di magnetron che emettono elettroni che stanno interagendo in un campo magnetico circolare. Tra l’altro è proprio questo che accade nei magnetron.

- Rappresentazioni di difficile interpretazione dove si vedono microonde utilizzate per colpire qualcosa che inizia a girare velocemente intorno a dove si trova.

- Rappresentazioni della dissipazione dell’energia nel processo di divisione della molecola d’acqua in idrogeno ed ossigeno utilizzando le microonde.

- Rappresentazioni di deuterio e trizio colpite dalle microonde emesse da un magnetron. Il deuterio (simbolo 2H) è un isotopo stabile dell’idrogeno il cui nucleo (chiamato deutone o deuterone) è composto da un protone e un neutrone. Il trizio (simbolo 3H o anche T) è un isotopo dell’idrogeno con un nucleo formato da un protone e due neutroni. In condizioni standard di pressione e temperatura il trizio forma un gas di molecole biatomiche (T2).
- Ci sono rappresentazioni dettagliate sia della scissione della molecola d’acqua che di quando idrogeno ed ossigeno si ricombinano, con tanto di rappresentazione dell’energia che si genera quando avviene questa ricombinazione.

- A volte ci sono state rappresentazioni di un condensatore o capacitore, che è un componente elettrico che immagazzina l’energia in un campo elettrostatico, accumulando al suo interno una certa quantità di carica elettrica. Il condensatore è un componente ideale che può mantenere la carica e l’energia accumulata all’infinito, se isolato (ovvero non connesso ad altri circuiti), oppure scaricare la propria carica ed energia in un circuito a cui è collegato. I condensatori rappresentati nel grano sono rappresentati in modo simbolico con e senza energia elettrica, cioè vengono rappresentati anche durante il loro funzionamento, e quando trattengono energia elettrica è mostrato che il quantitativo di energia trattenuto è molto grande, quindi si tratta di condensatori potenti.

- Rappresentazioni della piezoelettricità, che è la proprietà di alcuni cristalli di generare una differenza di potenziale quando sono soggetti ad una deformazione meccanica. Tale effetto è reversibile e si verifica su scale dell’ordine dei nanometri. Il funzionamento di un cristallo piezoelettrico è abbastanza semplice: quando viene applicata una pressione (o decompressione) esterna, si posizionano, sulle facce opposte, cariche di segno opposto. Il cristallo, così, si comporta come un condensatore al quale è stata applicata una differenza di potenziale. Viene quindi generata una corrente elettrica, detta corrente piezoelettrica, tra le facce opposte del cristallo. Al contrario, quando si applica una differenza di potenziale al cristallo, esso si espande o si contrae.

- A conferma che chi fa i crop circles vuole comunicare con l’umanità e monitora costantemente i tentativi di comunicazione dell’uomo, accadde che in vista delle rappresentazioni che esprimono quanto prima esposto, un gruppo tedesco realizzò in Inghilterra un messaggio nel grano diretto a loro: si trattava di una semplice rappresentazione schematica di un cristallo di quarzo e dell’effetto piezoelettrico che faceva scaricare l’energia in un punto di un aerea sotto vuoto.

Due giorni dopo arrivò la risposta, comparve un incredibile rappresentazione complessa della piezoelettricità del quarzo mostrante la capacità di scaricare energia. Qualche settimana dopo arrivò un ulteriore risposta che riprendeva il complesso disegno precedente inserendo una variazione che indicava il punto di impatto fisico dell’energia come indicato nella rappresentazione fatta dal gruppo tedesco. Ecco i crop circles di questa incredibile vicenda:



- Infine, vi sono rappresentazioni dettagliate di sequenze che mostrano come l’acqua può essere usata per generare sia energia elettrica che energia termica, con tanto di istruzioni riguardo all’apparecchio da usare, cioè un magnetron in parte modificato. Le rappresentazioni sono così ossessionanti tali da voler indicare in modo disperato che l’uomo deve utilizzare quel sistema per produrre energia invece dei sistemi inquinanti come il petrolio.





Secondo dispositivo



Ci sono molte rappresentazioni che fanno riferimento ad un dispositivo per la creazione di particelle attraverso il magnetismo in una struttura tubolare, che da una parte ha una specie di boccia sotto vuoto (senza aria), da cui parte un flusso di particelle temporanee create, arrivando in una camera/dispositivo sotto vuoto (senza aria) in cui vi è un forte magnetismo. Le particelle temporanee sono indicate come magnetiche e sono propulse da un campo magnetico. Esse si formano grazie a degli elettroni che si muovono nel vuoto magnetizzato. In tutto questo processo c’è un flusso di corrente continua che scorre attraverso il vuoto (senza aria) Le particelle temporanee sono create in modo che possono essere respinte magneticamente prima che si disintegrino.

In sostanza, viene ad essere una rappresentazione di un avanzato sistema di propulsione di un veicolo che si basa su una nuova tecnologia.

La sequenza delle rappresentazioni mostra chiaramente le basi su cui costruirlo, mostrando un flusso intermittente di corrente continua ad alto voltaggio che si propaga in un tubo dove è presente il vuoto (senza aria), che crea delle particelle magnetiche temporanee. È possibile gestire le particelle utilizzando l’orientazione di 2 magneti separati. In sostanza deve essere presente almeno un magnete repulsivo principale che magneticamente respinge le particelle temporanee create all’interno di un magnete a forma di coppa a “C”, forzando questa coppa e tutto quello che vi è attaccato in una direzione opposta da quella verso le cui particelle sono respinte (azione/reazione). Le particelle possono essere utilizzate per far girare il tubo o la struttura che lo contiene (come la parte rotante di una dinamo), oppure le particelle possono essere deviate da più magneti producendo una potenza maggiore. Le particelle spingono contro il magnetismo durante la loro breve esistenza, e questa spinta può essere sfruttata in un motore per una propulsione di un veicolo oppure per produrre energia elettrica. In sostanza è una tecnologia per creare un motore estremamente efficace, economico e non inquinante.

Le rappresentazioni sono così ossessionanti tali da voler indicare in modo disperato che l’uomo deve utilizzare quel motore per i propri veicoli invece dei motori inquinanti attuali.

Da notare che nel 1996 accadde che un fisico francese durante un suo esperimento si avvicinò a tutto ciò riuscendo a produrre sotto vuoto (senza aria), le particelle temporanee che erano respinte dal magnetismo (quindi proprio quelle di cui si è parlato), ma incredibilmente fu deriso dal mondo scientifico che fece passare la sua scoperta come un pesce d’aprile. Così funziona la stupidità umana.


Il secondo dispositivo, così come il primo, può essere visto in dettaglio visitando gli approfondimenti per molte altre immagini ed informazioni.

Terzo dispositivo :



Ci sono moltissime rappresentazioni di un dispositivo che mostra una struttura watersphere, che è una complessa struttura formata da molti componenti e rappresenta una potente ed avanzata fonte di energia. Essa è formata essenzialmente da una grande struttura a forma di Tetraedro/tetragono (un poliedro con 4 facce) che comprende 9 sfere, al cui interno c’è la watersphere che è formata da una struttura a forma di ottaedro al centro di forze magnetiche: tutta la struttura è irradiata da microonde che partono dall’alto e gioca ancora su magnetismo, acqua, idrogeno e microonde. Sono presenti anche delle strutture elettriche.

La struttura a forma di Tetragono è formata da tubi cavi intervallati da 9 sfere cave di 3 differenti dimensioni, ed il suo potere si attiva quando si mandano le microonde nel suo interno. Un magnetron o un klyston si trova al vertice della struttura e manda microonde verso il basso.

Qualche nota sul klyston: il Klystron è un tubo a vuoto di tipo a elettroni liberi e a fascio lineare. I klystron sono utilizzati come oscillatori e amplificatori di microonde e frequenze radio per generare il segnale di bassa potenza per i ricevitori radar a supereterodina e per generare portanti di alta potenza, sia per le telecomunicazioni sia per alimentare gli acceleratori lineari di particelle. Rispetto al magnetron ha la caratteristica di mantenere la coerenza del segnale amplificato, così il segnale in uscita può essere esattamente controllato in ampiezza, frequenza e fase.

Il magnetron o il klyston sono sovrastati da un contenitore di idrogeno.

All’interno dei tubi cavi circolano le microonde nella cavità principale e l’idrogeno o l’acqua nella cavità secondaria attorno alla cavità principale.

All’interno della struttura a forma di ottaedro (la watersphere al centro della struttura) avviene la separazione dell’acqua di idrogeno ed ossigeno, come risultato di forze combinate. Una volta separato, l’idrogeno si muove all’infuori attraverso anelli magnetici. Successivamente l’idrogeno viene riunito con l’ossigeno in modo da formare di nuovo l’acqua.
In breve, la struttura watersphere si basa su un super efficiente processo di scissione delle molecole d’acqua, che avviene nella watersphere come risultato di forme focalizzate di energia provenienti dalla grande struttura a forma di tetragono, dalla struttura a forma di ottaedro e dalle strutture elettriche. L’acqua necessita di essere scissa in idrogeno ed ossigeno molto efficientemente dopo di che gli elementi si ricombinano di nuovo per formare di nuovo l’acqua, formando così un processo ripetitivo. Inoltre la watersphere sembra che agisca sugli atomi di idrogeno. Le rappresentazioni in merito sono numerose, molto dettagliate e complesse.

In sostanza. la struttura watersphere appare come una potente fonte di energia per un veicolo aereo o spaziale.



Conclusioni



Per quanto riguarda i dispositivi, vale quanto detto riassuntivamente in questa pagina e si invita al relativo approfondimento sui siti in inglese.

Il problema di base risiede nel fatto che sicuramente è chiaro che nel disegni nel grano ci sono indicazioni per costruire dispositivi, ma è anche chiaro che queste indicazioni sono di difficile decodifica e richiedono ulteriori studi per poterci ricavare qualcosa di concreto.

PURTROPPO devo far presente che gli studi sui tre dispositivi elencati in questa pagina e le ricerche di messaggi nel grano correlati sono state abbandonati a fine 2007/inizio 2008. Nessuna persona si occupa più di tutto questo ed è scomparsa anche molta documentazione sui tre dispositivi derivante dallo studio dei crop cirles.





Approfondimenti in merito (in inglese o francese)



Vi invito a ad approfondire in questi siti in lingua straniera, dove è espresso tutto con molto più dettaglio e rigorosità scientifica, e contengono studi fatti da persone molto preparate in materia. Se avete qualsiasi dubbio, prima di trarre conclusioni approfondite cliccando sui link seguenti. Incredibilmente delle persone hanno avuto la faccia tosta di dire che non ci sono informazioni più dettagliate disponibili, ed invece i link seguenti dimostrano che non è vero.



Questa è una raccolta di scansioni che illustrano brevemente in inglese, con molte immagini, i tre dispositivi di cui si è parlato:

CLICCA QUI

Le immagini per essere lette vanno ingrandite con un click o con la rotellina.



Altre informazioni:



Sul primo e sul secondo dispositivo

http://www.informantnews.com/starshipgamma/crop/index.htm

http://www.informantnews.com/starshipgamma/crop/cropindex.html

http://photovni.free.fr/cropcircles1/crop.htm

http://photovni.free.fr/cropcircles2/crop2.htm

http://photovni.free.fr/cropcircles3/crop3.htm

http://photovni.free.fr/cropcircles4/crop4.htm



Sul terzo dispositivo

http://www.cropcircleship.com/wiki/Main_Page

http://www.cropcircleship.com/wiki/Symbols

http://www.cropcircleship.com/wiki/Acronyms

Ci sono anche questi 2 video:

http://video.google.com.au/videoplay?docid=-5754670943097613356&q=crop+circles

http://video.google.com.au/videoplay?docid=-433288732754891412&q=crop+circles





Appendice: energia dall’acqua di mare tramite le onde elettromagnetiche



John Kanzius è un ingegnere statunitense che ha scoperto la possibilità di “incendiare” l’acqua salata (di mare) con con un generatore di onde radio, innescando una combustione in grado di produrre energia.
L’esperimento è stato ripetuto più e più volte: avvicinando in un punto preciso dell’apparecchio una provetta contenente semplice acqua di mare, diventa combustibile. Uno stoppino alla sommità della provetta, acceso da una fiamma, continua ad ardere, alimentato dal “carburante” di acqua di mare, come una candela o un comune accendino. In sostanza, grazie alla frequenza delle onde radio (elettromagnetiche) emesse, l’acqua di mare prende immediatamente fuoco, generando una fiamma quasi elettrica, e in grado di superare i 1700 gradi centigradi. L’idrogeno insomma si accende grazie ad onde radio.
Il chimico Rustum Roy, ha recentemente confermato la scoperta. Egli ha constato che l’onda radio, permettendo di rompere i legami molecolari, quindi provocando la scissione dell’ossigeno e dell’idrogeno, genera una combustione. Una volta incendiato, l’idrogeno brucia finché rimane esposto alle frequenze. Per il ricercatore si tratta della più grande scoperta scientifica nel campo dell’acqua degli ultimi cent’anni.
Maggiori informazioni qui:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/09_Settembre/12/acqua_salata.shtml

http://it.wikipedia.org/wiki/John_Kanzius

http://it.youtube.com/watch?v=Tf4gOS8aoFk

Ovviamente è difficile che riceva la dovuta attenzione, visto e considerato l’interesse manifesto delle potenze a voler mantenere l’attuale sistema economico basato sulle fonti di energia non rinnovabili come il petrolio.



Appendice 2: motori ad idrogeno



Forse non tutti lo sanno, ma una qualche forma di energia gratuita non inquinante è già disponibile: si tratta dei motori ad idrogeno, che però vanno ancora perfezionati.

Il motore ad idrogeno, è dotato di celle a combustibile, che sono dei generatori di energia, che trasformano l’idrogeno in corrente elettrica sfruttando (attraverso una serie di piastre metalliche), la reazione chimica dell’idrogeno e dell’ossigeno.

La combustione dell’idrogeno, che si realizza nelle cosiddette pile ad idrogeno (fuel cell), ha come prodotto acqua ed energia elettrica (da cui il nome di pila).
Come detto appena sopra,l’idrogeno libero non esiste, quindi bisogna ricavarlo o dall’acqua o dagli idrocarburi. La molecola di acqua contiene due atomi di idrogeno legati chimicamente ad un atomo di ossigeno, come indicato dalla formula chimica H2O. Per ricavare l’idrogeno dall’acqua é necessario rompere (dissociare) la molecola dell’acqua. Questa dissociazione viene fatta con un processo che é chiamato elettrolisi e che richiede energia (per rompere una molecola stabile bisogna fornirgli energia). In conclusione, nel ciclo acqua-idrogeno-acqua, il punto é: perché questo ciclo dia energia utile ai nostri servizi bisogna che venga inventato un percorso per il tratto acqua-idrogeno in cui non viene usata energia degli idrocarburi.

di Pasquariello Domenico

http://www.segnidalcielo.it/energia_gratuita_acqua.html
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mar 26 Gen 2010, 22:06

Il Crop Circle dell'Alieno ( da www.ufologia.net ) Una formazione di 108 metri per 75, costituita da un rettangolo con il disegno di una faccia di un alieno, accostato da un cerchio contenente un messaggio scritto in codice binario (ASCII) è stato ritrovato alla Crabwood Farm House, vicino a Sparsholt nello Wiltshire. L´immagine, è stata «ricamata» sul grano in due dimensioni in modo da fornire un effetto tridimensionale se osservata dall'alto. La rappresentazione del grigio, affiancato dal misterioso messaggio decifrato con la parola «EELRIJUE» rappresenta un´elaborata bufala piena di logica umana. Il particolare più incredibile è sicuramente il metodo con cui questa formazione è stata realizzata; il disegno tridimensionale potrebbe essere stato tracciato da un elicottero che, con l'aiuto di un Gps controllato da un computer, abbia come "plottato" l'immagine sul terreno.


Secondo le elaborazioni effettuate da Daniele e Gabriele Cataldi, la formazione mostrerebbe un codice e un disegno non eseguito dall'uomo. Le elaborazioni sono state effettuate sulle immagini di Steve Alexander. Le foto ingrandite della formazione in questione sono visibili sul sitocropcircleconnector.



Analisi sul crop circles dell'alieno

a cura di Daniele e Gabriele Cataldi

Dopo avere sentito le varie teorie su come possa essere stato eseguito il disegno, possiamo scartare l'ipotesi avanzata secondo la quale sarebbe stato eseguito con un elicottero pilotato da un sistema GPS. Primo perché il vento avrebbe influito sui movimenti del velivolo stesso, e secondo perché, forse pochi lo hanno notato, ma sopra il Crop passano i cavi dell'alta Tensione, e dunque sarebbe molto pericoloso fare volare un velivolo sotto agli stessi!!! La seconda teoria, quella di un ipotetico raggio (la cui natura non si conosce) che da un satellite possa aver disegnato il Crop, mi sembra poco reale! anche perché nessuno è saltato fuori a dirlo e perché nessuno ha dato la dimostrazione di poterlo fare. Infine il perché! Perché alcuni uomini, dotati di una tecnologia costosissima (GPS - Satelliti Geostazionari - telecomunicazioni ecc ecc ...), avrebbero disegnato un crop del genere, per provare cosa? Se da una parte vorremmo dire che si tratta di una burla, dall'altra parte ci sono dei dati che non tornano. Innanzitutto aspettiamo i risultati degli esami chimico - fisici, e poi quelli relativi allo studio del crop circle dal punto di vista "matematico". Sappiamo che un noto studioso di Crop, lo ha definito come una burla. Ebbene, noi ci vogliamo discostare da tali ammissioni, anche perché è troppo presto fare una sentenza. Se il crop risultasse genuino, tutti dovremmo riflettere un po' di più su queste cose; anche se l'opinione pubblica non crederà più di tanto a questi fatti.





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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mar 26 Gen 2010, 22:04

A prima vista il messaggio di Chilbolton può sembrare uguale, ma guardandolo attentamente si può notare che il pianeta degli alieni è il quarto di un sistema solare con nove o dodici pianeti, anche il terzo e il quinto pianeta (raffigurato come un gruppo di quattro globi, forse le quattro lune di Marte) sembrano essere abitati. L’omino tratteggiato è sostituito da una piccola figura con una grossa testa e l’altezza media è di 108 cm. La popolazione ammonta a 21,3 miliardi, tre volte e mezzo la nostra. Al posto del radiotelescopio c’è un tipo di sonda simile a un “piatto volante” di 850 m di diametro, ma la differenza più grande è quella biochimica: oltre ai cinque elementi fondamentali per la vita terrestre riportati sul messaggio di Arecibo, ne compare un sesto … il silicio. È quindi possibile che su un altro pianeta l’elemento dominante sia il silicio.

Un’altra importante differenza è nella struttura del DNA: quello degli alieni sembra avere una tripla elica, forse dovuta a una variazione genetica o a una mutazione. Nonostante tutto ciò l’Istituto SETI è scettico al riguardo.

è comunque difficile credere che sia un falso, perché i falsificatori avrebbero dovuto:

1) eseguire questo pittogramma di unità quadrangolari (e non cerchi come solitamente avviene) senza lasciare buchi o tracce sul terreno

2) costruire il complicato modello di 1679 unità senza il minimo errore

3) eseguire il tutto in un paio d’ore, di notte e senza essere filmati dalle numerose telecamere di controllo ...
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mar 26 Gen 2010, 22:03

Per capire la formazione del messaggio occorre conoscere i principi del sistema binario, basato sui numeri 1 e 0 che si alternano costantemente potando così formare tutti i numeri. Si può così ottenere la seguente tabella:




Decimale

Binario
1
1
2
10
3
11
4
100
5
101
6
110
7
111
8
1000
9
1001
10
1010
11
1011
12
1100
13
1101
14
1110
15
1111
16
10000

Per esprimere gli 1 e gli 0 si utilizzano campi neri (1) e campi bianchi (0).




Il radiomessaggio conteneva una serie di informazioni sull’uomo e sul nostro pianeta: la nostra posizione come terzo pianeta del sistema solare, la popolazione della Terra (allora 4,29 miliardi), il nostro aspetto (uno schizzo di un omino tratteggiato), la nostra statura media (176,40), un paio di informazioni sulla nostra struttura biologica (il DNA e alcuni fondamenti di biochimica) e uno schizzo del radiotelescopio che inviò il messaggio.





In alto a sinistra si vede l’Osservatorio di Chilbolton, un’istallazione governativa britannica che originariamente venne costruita, nel 1965, per lo studio della propagazione delle onde radio nello spazio. L’Osservatorio è off-limits per il pubblico. Il campo di grano che si estende lungo il suo perimetro, come si vede nella fotografia, è di proprietà privata ed è lavorato dalla Leckford Estate. La “Faccia” è apparsa per prima il 14 Agosto poi seguita dal “Codice” il 20 Agosto 2001

(Original images copyright 2001: Crop Circle Connection)






La formazione detta "Chibolton Code" può a prima vista sembrare uguale al messaggio lanciato dal telescopio di Arecibo nel 1974, ma osservando con attenzione si notano alcune differenze. La più importante è la presenza del Silicio oltre ai cinque elementi (che diventano quindi sei ...) fondamentali per la vita sulla Terra: un riferimento ad un altro Pianeta?!

Chibolton Code (19 Agosto 2001) e Messaggio di Arecibo (1974) a confronto
(Original images copyright 2001: Crop Circle Connection)
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mar 26 Gen 2010, 22:02

Alla prima investigazione da parte dei due ricercatori Janet Ossebard e Robert Boerman si osservò che:


  1. vi era stato un forte sviluppo di calore, poiché i nodi di migliaia di steli erano esplosi
  2. l’erba era stata sollevata, attorcigliata e infine seccata prima di ricadere a terra in forma sferica
  3. gli steli erano piegati e attorcigliati a spirale, direttamente sotto le spighe e in alcuni casi anche le spighe mostravano delle curvature, senza che fossero rotte o i semi fossero danneggiati.
Se compito del pittogramma di Milk Hill era quello di richiamare nuovamente l’attenzione pubblica sul fenomeno, sicuramente aveva raggiunto lo scopo egregiamente, ma l’evento che seguì risultò un vero enigma …
Forse si trattava della prima risposta “ufficiale” al progetto SETI che continua ad inviare radiomessaggi nello spazio, nella speranza che qualche intelligenza extraterrestre li possa captare, o forse fu soltanto uno scherzo a scopo di distogliere l’attenzione da quanto appena accaduto. Per trovare una risposta bisogna esaminare i fatti senza pregiudizi.

Nello stesso giorno in cui i primi ricercatori entravano nella campagna di Milk Hill per osservare il megapittogramma, veniva annunciato un nuovo pittogramma a Huish, nella contea di Wiltshire. Da un cerchio partivano dieci anelli e cinque linee rette che raggiungevano altri sette cerchi. Il disegno sembrava essere il simbolo di un messaggio radio. Anche qui Osserbard e Boerman trovarono le stesse anomalie del pittogramma di Milk Hill. Ma ancora un altro fenomeno attirò la loro attenzione: su molti steli di frumento pendevano mosche morte, rimaste attaccate allo stelo con la lingua. Ciò significa che lo strato esterno di paraffina della pianta si era riscaldato improvvisamente e quindi fuso, ma nuovamente solidificato a contatto con l’aria fredda: le mosche che erano state attirate dal calore e volevano suggere il fluido della pianta rimasero intrappolate nella pellicola esterna.
Ma solo cinque giorni dopo la formazione del pittogramma si capì il motivo per cui il simbolo del radiosegnale era così importante: il 19 agosto, esattamente una settimana dopo la comparsa del pittogramma di Milk Hill, apparve una nuova formazione su un campo di frumento vicino al radiotelescopio di Chilbolton in Hampshire, un’area recintata e circondata da alti reticolati, con molte telecamere di controllo che però non ripresero nulla. Quello che era comparso non era un semplice pittogramma: somigliava ad un codice binario, costituito da centinaia di sentieri di steli intrecciati e di cilindri di grano in piedi; il tutto era lungo 67 m e largo 28 m. Il codice era un messaggio simile a quello che era stato trasmesso il 16 novembre alle 13:13 dal radiotelescopio di Arecibo (Portorico) verso un gruppo di stelle M13: forse qualcuno dal cosmo aveva risposto ora a quel messaggio?


(Original images copyright 2001: Crop Circle Connection)
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mar 26 Gen 2010, 22:02

La storia cominciò nella notte dell’11 agosto; era un sabato, pioveva a catinelle e gli scienziati che erano nei campi per studiare e avere nuove informazioni, avevano lasciato il luogo a causa del brutto tempo.
Deve essere stata pura intuizione quella che spinse Charles Mallet, un ricercatore interessato al fenomeno degli Ufo e dei Cerchi nel Grano da tanti anni, a resistere, nonostante la pioggia, per due ore sul pendio di una collina verso Devizes. Improvvisamente scorse un lampo di luce che rischiarò la cima di una collina completamente al buio: doveva trattarsi della Milk Hill.
Anche se pioveva a dirotto, non si trattava di un fulmine: non si erano sentiti tuoni. Pochi secondi dopo lampeggiò nuovamente nella stessa direzione. In un istante Mallet intuì che stava accadendo qualcosa d’importante, tuttavia era troppo buio e Mallet troppo stanco, così dopo un’ora tornò a casa.
Il giorno dopo, in effetti, lì era comparso qualcosa … il più grande "pittogramma" mai trovato fino allora: erano 409 cerchi su una superficie di 90.000 metri quadrati. Un cerchio centrale di 25 m di diametro, circondato da sei bracci ricurvi formati ognuno da 86 singoli cerchi, formavano una galassia in piena regola di 280 m di diametro, una ruota del sole orientata a sinistra con sei raggi. Ma gli esperti poterono raggiungere il posto, inzuppato d'acqua, solo il 14 agosto e fu una grande emozione per tutti i ricercatori.
Tutti coloro che fino allora avevano attribuito i cerchi nel grano a falsificatori umani dovevano ricredersi: i falsari avrebbero infatti dovuto fare un cerchio ogni 30-60 secondi, senza commettere errori o asimmetrie. E tutto questo sotto una pioggia battente, in un campo diventato un acquitrino, senza lasciare tracce e senza schizzare fango sugli steli stesi sul terreno. Finalmente anche la stampa dovette arrendersi alla conclusione che il pittogramma non poteva essere opera umana.




La formazione di 409 cerchi, 787 piedi di diametro, scoperta domenica 12 Agosto dopo una notte di pioggia. Questo campo di grano si trova sull'altopiano più alto di Milk Hill e nel punto più alto della regione del Wiltshire, Inghilterra. Il campo non è visibile da nessuna strada e per arrivarci la gente deve camminare circa un quarto d'ora dal posto più vicino dove parcheggiare la macchina - Foto di Lucy Pringle © 2001
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mar 26 Gen 2010, 22:01

IL "GRIGIO" NEL CAMPO DI GRANO






Come ogni anno sono tornati i crop circles nei campi della Gran Bretagna. E, quasi a voler continuare un'operazione di "contatto" (dopo la figura apparsa nel 2001, l'[url=http://www.cerchinelgrano.info/ufo_&_co.htm#Chilbolton in Hampshire]Arecibo Reply[/url], che avrebbe mostrato un messaggio alieno in codice binario), quest'anno è stata la volta dell'Alien Face. Di cosa si tratti è presto detto: di un gigantesco volto di "Grigio", ovvero di alieno macrocefalo e dagli occhi a mandorla, iscritto in un rettangolo, al quale si sovrappone un cerchio (la stilizzazione di un CD-Rom, ha detto qualcuno) percorso come un disco da un codice binario ASCII. Le immagini aeree, riprese dall'ufologa inglese Lucy Pringle, hanno fatto il giro del mondo rapidamente, suscitando le reazioni più disparate.

In Russia e Polonia, ad esempio, si è inneggiato al "messaggio extraterrestre". Sarcastici invece i commenti della stampa italiana. In Gran Bretagna, il ricercatore Paul Vigay, che ha analizzato la figura e che si è detto prima scettico e successivamente possibilista, ritiene che la figura sia troppo elaborata per essere frutto di uno scherzo, in quanto conterrebbe cognizioni di planetologia, fisica dei buchi neri, geometria tridimensionale e persino musica vittoriana.

Un'altra ufologa, l'americana Linda Howe, con la collaborazione di un anonimo "netsurfer" ha a suo modo decodificato il codice presente nel CD, ricavandone una delirante frase in inglese: "Guardatevi dai portatori di falsi doni e dalle loro promesse non mantenute. Molto dolore ma ancora tempo. Credete. C'è del buono là fuori. Noi ci opponiamo all'inganno. Canale in chiusura (suono di campana)". Su queste frasi deliranti, a metà strada tra il misticismo biblico e la goliardia, sono stati versati fiumi di inchiostro, e qualcuno ha anche ironizzato sulla banalità dei "messaggi alieni". La stampa ha fatto poi notare, riprendendo uno scritto di Vigay, che la faccia aliena ricorda un pupazzo del telefilm "Star Trek" (l'alieno Balok, presente nell'episodio "Corbomite manoeuvre"). Si è anche detto che il crop fosse stato realizzato segretamente dalla Disney per sponsorizzare il film ufologico "Signs" di Night Shyamalan, ma l'ufficio stampa della stessa ha smentito qualsiasi coinvolgimento. Messaggio alieno, dunque? Tutto è possibile, ma è plausibile che una mente aliena comunichi (frasi sconclusionate) utilizzando due linguaggi tipicamente terrestri, ovvero l'inglese ed il codice binario ASCII dei computers? Possiamo poi credere che la tecnologia extraterrestre sia simile alla nostra al punto di condividere l'esistenza dei CD-Rom? Come interpretare il fatto che testimoni, all'epoca, dissero di avere udito volare nei pressi del campo un elicottero? Qualcuno sorvegliava forse la zona per studiare il disegno, o per crearlo?
Esso appare, secondo il fisico olandese Eltjio Haselhoff, credente dei crops ma scettico dell'Alien Face, come "una formazione realizzata assai maldestramente rispetto al precedente [url=http://www.cerchinelgrano.info/ufo_&_co.htm#Chilbolton in Hampshire]Arecibo Reply;[/url] l'Alien Face è creata con delle linee orizzontali modulate per creare una scala di grigi". Un disegno del genere si potrebbe tranquillamente realizzare con l'impiego dell'informatica e lo stesso Vigay non esclude che il crop possa essere stato costruito utilizzando uno schema creato al computer e trasmesso via GPS. É questa anche la nostra opinione.




Fonti:

http://www.cropcircleresearch.com/articles/alienface.html

"The alien at Crabwood farm hose", di E. Haselhoff

"Scrive in inglese al computer l'alieno del campo di grano", in La Stampa 23-8-02
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:53

CROP CIRCLE A CHILBOLTON
CROP (1999) E ANTENNA DEL RADIO TELESCOPIO
DI ARECIBO



Scheletro antenna del radio telescopio di Arecibo e Crop Circle, apparso il 13 giugno 1999 a Chilbolton, che sembra riprodurne lo schema.
Una serie di cerchi formarono, in un campo d'orzo, una serie di triangoli racchiusi in un rombo. La figura, conosciuta come "setaccio di Sierpinski", era composta da 138 cerchi di tre metri l'uno, in un disegno di circa 100 metri per 60.




http://images.google.de/imgres?imgurl=http://www.edicolaweb.net/crop004g.jpg&imgrefurl=http://www.edicolaweb.net/crop004g.htm&usg=__jeFpapQ2tImBQEzyvTocT73Iwo8=&h=318&w=430&sz=54&hl=it&start=18&um=1&itbs=1&tbnid=7xHWmGh-CbxZSM:&tbnh=93&tbnw=126&prev=/images%3Fq%3Darecibo%2Bantenna%26hl%3Dit%26rlz%3D1T4ADRA_itCH334CH334%26sa%3DN%26um%3D1

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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:52

PIASTRA CON IL MESSAGGIO
AFFIDATO AL VOYAGER




Piastra con il messaggio affidato al Voyager

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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:51

CROP CIRCLE A CHILBOLTON
SEGNALE "SIMILE" A QUELLO DI ARECIBO



Il 20 agosto 2001, accanto al radiotelescopio SETI di Chilbolton, nei pressi di Andover, Hampshire, sul campo della Leckford, davanti all'antenna dell'osservatorio, è comparso un Crop Circle riproducente uno "strano" disegno rettangolare. Il disegno è risultato simile al
segnale trasmesso nel 1974 dal radio telescopio di Arecibo, Porto Rico.

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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:50

CROP CIRCLE A CHILBOLTON
CHIAMATO "LA FACCIA"



Il 14 agosto 2001, accanto al radiotelescopio SETI di Chilbolton, nei pressi di Andover, Hampshire, sul campo della Leckford, davanti all'antenna dell'osservatorio, è comparso un Crop Circle riproducente un volto.


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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:49

CROP CIRCLE A CHILBOLTON
CHIAMATO "IL CODICE"



Il 20 agosto 2001, accanto al radiotelescopio SETI di Chilbolton, nei pressi di Andover, Hampshire, sul campo della Leckford, davanti all'antenna dell'osservatorio, è comparso un Crop Circle riproducente uno "strano" disegno rettangolare.


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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:46





SCHEMA DEL MESSAGGIO DI CHILBOLTON
Nelle prime righe del disegno, nella rappresentazione dell’elenco dei numeri atomici degli elementi che compongono il DNA, si nota la presenza del numero 14 corrispondente al Silicio, ad indicare che il mittente è una forma di vita basata su tale elemento anziché sul Carbonio come noi.
Il numero dei nucleotidi ci informa che si tratta di un DNA più corto; la rappresentazione elicoidale presenta una difformità, una modifica.
Perché presentare un DNA modificato?
Si vuole attirare l’attenzione sul fatto che qualcuno sta operando modificazioni a livello DNA? Una conferma dell’esistenza di patti segreti di cooperazione e scambio fra gruppi di potere e entità aliene, come riportato da alcune voci?
La figura riprodotta è presentata con un grosso cranio, ampie cavità oculari; la cifra binaria che ne indica la statura fornisce un valore di circa un metro. Vi si riconosce quindi la forma aliena definita "grigio".
Nella riga sottostante la figura il sistema stellare di provenienza con nove pianeti, quattro dei quali rialzati verso l’alieno. Sono i pianeti abitati. Fra il quinto ed il sesto una linea curva indica che quest’ultimo ruota intorno all’altro. Una luna anch’essa abitata. Un altro particolare che ci riconduce alla vicende di Duncan e Epsilon Boote.
Riguardo a tale sistema stellare ricordiamo anche la storia dei coniugi Hill.
Il dato relativo alla popolazione fornisce la cifra di nove miliardi.
Nelle ultime righe la rappresentazione dell’antenna usata per trasmettere la "risposta".
Non un’antenna comune, ma qualcosa che nel settore delle radiotrasmissioni viene definito generatore del fascio di onde radio, con tanto di "obbiettivo" centrale. Una versione ridotta di quello che apparve il 13 agosto del 2000, come vedremo più avanti.

http://www.edicolaweb.net/edic0465.htm

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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:45

ALTRI CROP A CHILBOLTON
A Chilbolton sono apparsi altri Crops in stretta relazione con Arecibo.
Il 13 giungo 1999, una serie di cerchi formarono, in un campo d’orzo, una serie di triangoli racchiusi in un rombo che sembrano rappresentare lo scheletro delle antenne di ricezione moderne, simile anche a quella del telescopio di Arecibo. Una figura conosciuta come "setaccio di Sierpinski", composta da 138 cerchi di tre metri l’uno, in un disegno di circa cento metri per sessanta.
Il 13 agosto 2000, come già detto in precedenza, decine di cerchi sovrapposti intorno ad un obbiettivo centrale, a riprodurre la figura che successivamente è stata indicata come il trasmettitore della "risposta" che è apparsa quasi nella stessa data, nello stesso campo, nello stesso angolo di inclinazione, nella stessa posizione. Un significato che ancora nessuno ha saputo interpretare?
Sovrapponendo le due immagini, il crop del 2000 e il "codice", potremo osservare che il "codice" si inserisce quasi perfettamente fra i cerchi laterali dell’altra figura, come a significare che l’immagine è stata trasmessa con tale sistema.
Varie le interpretazioni. Chi si domanda perché non è stato rinviato a chi lo aveva trasmesso, anziché ad un radiotelescopio diverso, ipotizza si tratti di una trasmissione telepatica dell’iperspazio. La "faccia" ne sarebbe la prova. Per tale corrente di pensiero il disegno del 2000 rappresenterebbe i due emisferi del cervello ed il fascio il terzo occhio.
Abbiamo anche ipotesi di falsificazione attraverso l’uso di una tecnica conosciuta come "sistema energetico del punto zero". Tale metodo prevede l’utilizzo di due radar modificati capaci di emettere onde scalari. Posti in orbita, i radar sono orientati sopra un obbiettivo; i loro raggi di energia, allineati sulla stessa parte di terreno, si intersecano provoca un vortice di microonde che modella le spighe o l’erba, nella forma predefinita.
Osservando le foto aeree di Arecibo, rintracciabili nel Web, notiamo la somiglianza con tale Crop; il grande cerchio, l’enorme parabola a terra, i piloni laterali e le collinette laterali di forma circolare, fanno un po’ pensare. Se così fosse, un ulteriore domanda: nel 1974 tale immagine non era compresa nel messaggio; chi e come poteva conoscere tale particolare?

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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:45

ANALISI DEL MESSAGGIO DI ARECIBO
Adesso analizziamo nello specifico il messaggio perché questo ci sarà di aiuto a capire il disegno del campo di grano.
Nelle righe superiori troviamo la posizione dei numeri che facilitano la sua identificazione; sono i numeri da uno a dieci del codice binario.
Sotto i numeri che rappresentano la chiave di decodifica, quattro numeri atomici dei quattro elementi chimici che compongono il DNA e le nostre molecole. Da sinistra a destra troviamo il numero atomico 1 che corrisponde all’Idrogeno e a seguire il 6 per il Carbonio, il 7 per l’Azoto, l’8 per l’Ossigeno e il 15 per il Fosforo.
Nelle righe seguenti la chimica del DNA e subito sotto la rappresentazione elicoidale del DNA, al centro, lungo l’asse, il numero 32 per indicare la misura della molecola generale. L’indicazione di 4 miliardi fornisce il numero dei nucleotidi del genoma umano per conoscere la lunghezza del DNA.
Poi al centro la figura umana, parte principale del messaggio; questa è la nostra forma fisica. A sinistra della figura il numero 14 e dato che il ricevente conosce la lunghezza d’onda di 12,6 centimetri potrà calcolare la misura media della nostra altezza. Quattordici unità di 12,6 centimetri forniscono la misura di 176 cm.
A destra della figura il numero 32, ossia 4 miliardi corrispondenti alla popolazione della terra nel 1974.
Continuando troveremo la raffigurazione del nostro sistema solare, con il sole e i nove pianeti con le loro grandezze. La terra appare sotto la figura umana e proiettata verso di essa a significare il pianeta di appartenenza e dal quale è partito il messaggio.
Infine la rappresentazione dell’antenna utilizzata per la trasmissione con sotto il numero 2430 per segnalare il diametro dell’antenna di 306 metri.

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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:42


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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:40


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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:38

[url=http://iwantobelieve.splinder.com/post/21476505/IL+RADIOTELESCOPIO+DI+ARECIBO]IL RADIOTELESCOPIO DI ARECIBO [/url]



Nell'isola di Puerto Rico
dal 1963 è sito il più grande Radiotelescopio ad A
ntenna singola del Mondo



Nel 1974 da questo radiotelescopio venne trasmesso un messaggio nello spazio, in direzione dell'ammasso di stelle M13 (nella costellazione di Ercole), ideato da Frank Drake. Si trattava di un semplice schema di 73 righe, per un totale di 23 punti. Entrambi numeri primi, quindi facilmente percepibili da un'intelligenza aliena, considerando il fatto che la matematica e la geometria sono delle scienze "universali". Il messaggio venne mandato per tre minuti in una banda compresa tra due frequenze intorno ai 2.380 MHz.

L'osservatorio possiede un radiotelescopio formato da un'antenna di 305 metri ed è il più grande telescopio con singola apertura che sia mai stato costruito. Vi operano più di 100 tra fisici e ingegneri. Esso viene utilizzato principalmente per tre grandi aree di ricerca: la radioastronomia, la fisica atmosferica (utilizzando sia il radiotelescopio che la funzione LIDAR dell'osservatorio) e l'osservazione radar di oggetti del sistema solare.

Il telescopio ricevette ulteriori riconoscimenti internazionali nel 1999, quando cominciò a raccogliere dati per il progetto SETI@home.

Coordinate su Google Earth: 18°20'39.09"N 66°45'09.97"O


Nel 2000 comparve nel campo di Chilbolton, in Inghilterra, un interessante pittogramma, cui interpretazione fu data l'anno dopo, quando nello stesso campo, comparvero a distanza di solo quattro giorni due tra i più enigmatici agroglifi della storia, precisamente il 16 agosto ed il 20 agosto 2001. Infatti, nella parte bassa del messaggio del 20 agosto è raffigurato un oggetto molto simile a quello rappresentato nello stesso luogo l'anno prima, ovvero un probabile radiotelescopio alieno. Tra l'altro, questi pittogrammi comparvero in un campo adiacente un altro telescopio radioastronomico recintato e sorvegliato da telecamere a circuito chiuso che, naturalmente, non filmarono niente di anomalo.





Tra l'altro, questi due disegni nel grano sorsero a soli quattro giorni dalla "madre di tutti i crop circles", quello ai piedi della Milk Hill formato da più di 400 cerchi su 90.000 mq, sorto in una notte molto piovosa! Il pittogramma del 16 agosto rappresenta un viso, forse alieno. Mentre quello del 20 agosto è la "risposta" al messaggio di Arecibo, mandato il 16 novembre 1974 nello spazio. Risulta difficile pensare ad una burla, perché gli autori in questione, chiunque essi siano, devono per forza conoscere il linguaggio binario, essere matematici e biologi. Per questo, l'"ipotesi aliena" sembra, per ora, la più probabile. Secondo i dati riportati in questa "risposta", questi alieni vivrebbero in un sistema solare simile al nostro, formato da nove pianeti, di cui tre abitati. Tant'è che alcuni hanno supposto potersi trattare proprio del nostro stesso Sistema Solare. In tal caso i tre pianeti abitati, indicati dalla "risposta" sarebbero la Terra, Marte (infatti di recente è stata scoperta l'acqua ghiacciata ai poli e forse anche dei microrganismi) e Giove, con le sue lune, specialmente Europa, Io, Ganimede e Callisto (sui quali è stata riscontrata, ancora, la presenza di acqua ghiacciata).




Di fatto, una risposta da parte degli alieni c'è stata, e non è l'unica. L'umanità ha già avuto la prova che forme di vita evolute, molto più della nostra, hanno provato a contattarci, sia mediante gli straordinari Crop Circle, sia con onde radio ricevute dai radio-telescopi, addirittura sarebbe possibile confermare una manifestazione ufficiale, sapientemente nascosta dai servizi segreti governativi e militari. Ma ovviamente, qualcosa sfugge loro di mano, ed è quel poco di verità che noi riusciamo a diffondere
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:35

Il diametro del trasmettitore infine viene indicato – sempre in base a codice binario, calcoli alla mano - come più grande dei 305 metri di Arecibo.



Ad aggiungere carne al fuoco ci ha pensato anche Colin Andrews, che dopo alcune ricerche ha fatto notare che quello del 2000 (poi rappresentato nel 2001 con il crop di risposta al messaggio di Arecibo) non era il primo che si verificava in quel campo. C’era – come già detto – il crop che disegnava una figura particolare simile ad una struttura cristallina o a un diamante. Ma prima ancora, nel 1990-91 erano state ritrovate 2 strane “griglie” al suolo.
L’anno seguente alla comparsa di quelle 2 griglie, vi furono proprio sopra quel campo due misteriosi incidenti aerei, dei quali non si seppe mai la causa (il pilota era in entrambi i casi esperto, e sul motore non erano stati rilevati – ne prima né dopo – malfunzionamenti).
Il 22 Maggio del 1992 il mistero si infittisce. Viene trovato in un campo adiacente un altro crop: un largo cerchio all’interno di 2 anelli.
Lo stesso giorno una mongolfiera perse inspiegabilmente quota proprio mentre transitava sopra quel crop, e precipitò a non molta distanza. Dopo di che, prima del cosiddetto “Arecibo Reply” compaiono - come abbiamo già visto - i crops sul campo di Arecibo, da quello il cui disegno richiama una struttura cristallina cubica, al crop del 2000 di cui si è detto, alla faccia di Chilbolton. Ma in quei giorni appare anche un altro crop sensazionale a Milk Hill, non lontanissimo da li, precisamente il 13 agosto, dal giorno alla notte. Si tratta di 400 cerchi per un diametro complessivo di 450 metri. Qualcosa di assolutamente imponente, e perfettamente realizzato, da lasciare sbigottiti anche i più scettici.
Ma questi crop hanno a che fare con quello detto “Arecibo Reply”? Per quanto è dato sapere no, o almeno non sembra esserci alcun legame diretto. Tuttavia il boom di formazioni così spettacolari, importanti e significative, nell’arco di pochi giorni e non lontane tra loro, aveva creato un clima di stupore in tutti, e predisposto forse ad uno stato d’animo particolare. In altre parole la voce che gli alieni stavano comunicando con noi stava acquisendo un maggior spessore. Ma sarà bene attenerci ai fatti e tornare ad effettuare delle riflessioni sul caso di Chilbolton. Si perché il SETI stesso, che aveva ideato il messaggio di Arecibo, fu tra i primi a sostenere che il crop di Chilbolton non poteva in alcun caso essere la risposta di entità extra-terrestri. Per 5 fondamentali ragioni – dice il SETI – il crop di Chilbolton non può che essere di origine umana. Vediamo in sintesi queste 5 ragioni.
1. Se gli alieni avessero ricevuto il messaggio di Arecibo (e questo sarebbe per loro l’unico modo per conoscere la trasmissione effettuata nel 1974) significherebbe che le loro capacità di ricevere e inviare segnali radio ad alta frequenza sono eguali o superiori alle nostre. Allora perché non avrebbero usato le onde radio per rispondere? Perché avrebbero risposto con un metodo così grossolano come un disegno su un campo di grano, che permette di fornire una quantità di informazioni assai inferiori rispetto ad una trasmissione radio? Se non utilizzassero la radio avrebbero comunque potuto utilizzare dei supporti magnetici, cd, o anche giornali; o qualsiasi altro mezzo consono.
A questo punto molti obiettano però che una civiltà presumibilmente molto avanzata, come quella che ha risposto al messaggio di Arecibo, è sufficientemente consapevole dell’impatto che un loro deciso intervento creerebbe sul nostro Pianeta: il caos. Per questo utilizzare trasmissioni radio che potrebbero finire sulle televisioni e sulle radio di tutti i cittadini, o lasciare cd o prove materiali, potrebbe non essere stato ritenuto opportuno, in base alla cosìddetta “strategia della gradualità”, con la quale gli extra-terrestri si stanno avvicinando a noi, per avere un effettivo contatto solamente nel momento in cui l’umanità sarà pronta per questo passo.
2. Come mai questi alieni sono così somiglianti a noi? Nello stereotipo alieno di Hollywood gli ET sono effettivamente umanoidi, ma ciò a causa di una nostra presunzione antropocentrica. Basta visitare lo ZOO per rendersi conto che esistono circa moltissime specie e creature che pur condividendo milioni di anni di evoluzione e parte del DNA, non si somigliano affatto.
A questa interessante osservazione c’è però chi obietta che la vita intelligente nell’universo, pur potendo derivare da percorsi diversi, giunge necessariamente ad una conclusione simile. Se esiste una specie in grado di viaggiare nello spazio e di sviluppare una ingegneria genetica, si può presumere che questa civiltà sia anche in grado di dominare il modo di apparire. Oppure che il modo di apparire possa essere comunque simile per tutte quelle specie che sono ad un elevato grado di evoluzione. Nello stesso modo in cui tutte le scimmie che si evolvono tendono a stare su 2 zampe e a sviluppare determinate capacità ed abilità (che saranno poi quelle dell’uomo). Se abbiamo 2 occhi, 2 gambe, 2 braccia ecc ci sono valide ragioni, dovute ad uno sviluppo dell’intelligenza e all’adattamento anche genetico del corpo all’evoluzione e alle necessità. Sarebbe insomma curioso, al contrario, se le forme di vita intelligenti avessero tutte delle sembianze completamente diverse tra loro. Per non parlare dell’ipotesi – più che plausibile secondo molti, tra cui il noto scrittore Zechariah Sitchin – che potremmo essere noi umani a somigliare a loro, poiché deriviamo da loro, che ci hanno creati a loro immagine e somiglianza (chissà che il Dio cristiano della Bibbia non sia invece un ET, come sostengono alcuni revisionisti e studiosi delle origini dell’uomo). La controversia anche su questo punto, sembra restare insolubile.
3. Il Messaggio è stato inviato come detto all’ammasso M13, che dista circa 23 mila anni luce. Significa che, viaggiando il messaggio alla velocità della luce, impiegherebbe circa 230 secoli per giungere a destinazione (e magari altrettanti per tornare). Come è possibile che dopo 26 anni abbiamo già la risposta? E’ evidente che – se anche questa fosse una risposta – non proviene dagli abitanti dell’ammasso M13, perché questi non possono aver ricevuto ancora alcun messaggio. Dunque, si ipotizza, potrebbe essere una risposta (ammesso che lo sia) di qualche altro pianeta sulla via Lattea, che si trova nella traiettoria del messaggio e lo ha intercettato, ed ha risposto con il crop circle di Chilbolton?
Si è parlato, come unico candidato accettabile, di Hercules 86, stella non dissimile dal nostro Sole, posta a 26,4 anni luce da noi sulla traiettoria ideale (pur con una leggera deviazione di 17 gradi) seguita dal fascio radio a suo tempo inviato verso l’Ammasso Stellare M13 di Ercole: più o meno, in effetti, il tempo richiesto al messaggio di Arecibo da noi inoltrato verso la Costellazione di Ercole nel 1974 per raggiungere quel sistema stellare. Visto che l’eventuale risposta si sarebbe avuta oggi, più o meno in tempo reale, senza che trascorressero altri 26 anni, gli Ercoliani avrebbero dovuto bypassare la velocità della luce? La fisica teorica d’avanguardia del warp drive e dei wormholes permetterebbe questo a chi sapesse gestirla, com’è ben noto agli scienziati aerospaziali che attualmente studiano la cosiddetta breakthrough propulsion.
Secondo il SETI però questa ipotesi è talmente remota da potersi considerare del tutto trascurabile. Infatti abbiamo detto che il fascio di onde radio aveva una dimensione, come estensione spaziale, di circa un quindicesimo della superficie lunare. Ovvero era un fascio estremamente ristretto. Per dare un’idea potremmo paragonare il fascio di onde di Arecibo ad una freccia, scoccata verso un immenso spazio vuoto in cui vi siano alcune palline da ping-pong appese a dei fili (sarebbero altri Pianeti). Le palline distano fra loro molti chilometri. Quante possibilità ci sono che la freccia colpisca accidentalmente una di queste palline prima di arrivare alla pallina a cui è destinata? Pochissime (circa una su mezzo milione), ma si riducono ancora di più se consideriamo la possibilità alla data odierna, e cioè se ci poniamo la domanda: “quante possibilità ci sono che, ad oggi, il messaggio abbia già raggiunto qualche altro Pianeta”? E la probabilità che una sonda nelle nostre vicinanze possa averla intercettata sono ancora più piccole, infinitamente piccole.
Come obiettare a questa constatazione? Semplice: il SETI ignora che gli extraterrestri non sono affatto solamente su M13 o altri pianeti e galassie distanti milioni di anni, ma sono presenti anche sulla Terra (e qualcuno comincia lentamente ad esserne consapevole e ad accettarlo), per cui sono a conoscenza del messaggio dal giorno stesso in cui è stato inviato. Ed è possibile che gli extra-terrestri abbiano scelto questo semplice e gentile metodo di comunicazione per parlare e rispondere alle persone “open-minded” della Terra, rispettando allo stesso tempo il nostro diritto di ignorarli o di negarli.
Se così fosse, replica il SETI, allora perché attendere 26 anni? Potevano rispondere subito? La risposta che è stata fornita agli scettici è che è possibile che gli extra-terrestri abbiano atteso il momento opportuno, prima del quale non ci sarebbe stato nessuno disposto a credere a questa ipotesi e tutti si sarebbero comportati come il SETI fa ora. Non si può escludere poi che potrebbero aver comunicato anche prima, magari da anni, ma la notizia è stata regolarmente occultata, fraintesa, ignorata, non vista ecc..
4. Le informazioni biochimiche contenute nel crop di Chilbolton sono le stesse che erano contenute nel messaggio di Arecibo del 1974. E’ da notare quanto la biologia aliena sia simile alla nostra.


E’ vero, il DNA sembra avere un filamento extra ed un numero differente di nucleotidi, e si è anche notato che viene indicato il silicio come parte del kit di costruzione biologica. Tutto ciò non può convincere. Se il silicio è piuttosto popolare nei film di fantascienza, nella realtà è assai difficile che possa costituire un elemento fondamentale delle molecole necessarie alla vita.
Inoltre è fin troppo riguardevole quanto sia simile il loro DNA al nostro, addirittura al punto da presentare una molecola di DNA elicoidale. Inoltre essi fanno uso dello stesso numero di zuccheri e di basi che costituiscono il DNA umano per costruire il proprio. Ma è piuttosto strano che il silicio sopra menzionato non compaia poi nella formula di alcuno fra i componenti del DNA alieno (un punto questo evidenziato da Randy Wiggins). Va ricordato inoltre che a fronte di centinaia di possibili aminoacidi, nelle forme di vita terrestri ne compaiono solo venti. In altre parole, la nostra biochimica è piuttosto specifica. È curioso (ed improbabile) che anche la loro corrisponda così da vicino alla nostra.
Queste considerazioni neppure possono però rappresentare una efficace risposta a chi ha un punto di vista diverso su quel che è accaduto. Infatti se la genetica umana fosse stata modificata da antichi viaggiatori dello spazio (extra-terresti o in qualsiasi modo li si voglia chiamare), sarebbe ovvio che le strutture biochimiche e il DNA si somiglino, e sarebbe semmai strano il contrario. Riguardo il silicio non è stato provato che questo posa giocare un ruolo importante nel DNA, ma è stato tuttavia dimostrato che questo elemento gioca un qualche ruolo non secondario. Il Dott. Levengood, che è stato un pioniere negli studi biochimici sui crop circles, ha trovato in alcuni (rari) casi, degli anomali depositi di silicio (ma anche silicone e silicati) all’interno di crop circles. In un caso trovò uno strato di microcristalli di silicio bianco, talmente puro da risultare – fino ad allora – sconosciuto (almeno non conosciuto a quel grado di purezza). Inoltre è stato dimostrato che laddove è stato rinvenuto questo silicio le piante coinvolte sono cresciute circa il 400% del normale in biomassa, ed i test di germinazione hanno mostrato una crescita tremendamente consistente, rapida e solida dei gambi e delle spighe (fino a 5 volte quella “normale”). Alcuni scienziati rispettabilissimi stanno studiando questi aspetti, anziché limitarsi a dire che “non può essere, quindi non è”.
5. Il crop di Chilbolton stesso non presenta prove fisiche, chimiche o scientifiche sufficienti a sostenere che sia originato da altre entità.
Ci si potrebbe anche meravigliare del perché, nonostante anche lì vi siano vasti campi coltivati a grano, gli Stati Uniti non siano quasi mai bersaglio di questo tipo di disegni alieni: circa due terzi di tutti i cerchi nel grano si trovano in Inghilterra. Possiamo anche notare come Chilbolton sia un luogo ove sono comparsi altri crop circles nel 1999 e nel 2000. Perché gli alieni dovrebbero far ricorso ad un sistema di segnalazione che trasferisce così poche informazioni e che si può utilizzare soltanto durante i due mesi della stagione della crescita, per di più solo di notte? Da Chilbolton ci hanno anche fatto sapere – conclude il SETI - che questi recenti glifi sono apparsi (come in molti altri casi) dopo un weekend.
Su quest’ultimo punto in effetti non è stata fornita una risposta direttamente intesa a controbatterlo. Questo perché si dicono due cose. Intanto che non ci sono prove che il crop non sia umano, il che è tuttavia ovvio (ma vorremmo dire che non vi sono neppure “prove provate” che lo sia). Poi si dice che è un artefatto poiché è comparso in quel posto, in quel periodo, di notte, nel weekend ecc. Sono dati che non provano molto, né formulano alcuna teoria degna di attenzione scientifica. In altre parole, il quinto punto, è una dichiarazione generica che sostanzialmente spiega perché il SETI non crede al fenomeno dei cerchi nel grano, se non come opera dell’uomo. Ma era cosa nota, ed il dibattito sulla loro origine e natura è stato affrontato in mille sedi e da molto tempo. Non riguarda nello specifico il caso di Chilbolton, pertanto rimandiamo il dibattito in altra sede.


Fonti:

• http://www.cicap.org
• http://www.ufonet.it
• http://freeweb.supereva.com/danielecataldi/CROP.htm?p
• Drake, Frank, and Dava Sobel. Is Anyone Out There? . New York: Delacorte Press, 1992. ISBN 0-385-30532-X
• http://claudescommentary.com/special/chilbolton/;
• http://www.seti.org/general/ao_message_crop.html
• http://www.cropcircleresearch.com/articles/arecibo.html
• www.cropcirclesinfo.com
• www.busty-taylor.com
• www.enterprisemission.com
• La Stampa, 30 Agosto 2001
• Vigay’s Panel, http://www.cropcircleresearch.com/articles/arecibo.html
• Dr. W. C. Levengood, Anatomical Anomalies in Crop Formation Planets, Physiologia Plantarum 92:356 – 363, 1994.
• Dr. W. C. Levengood, Semi molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation, Journal of Scientific Exploration, Vol. 9 n°2 pp. 191-199, 1995

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