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 SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio

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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:45

ANALISI DEL MESSAGGIO DI ARECIBO
Adesso analizziamo nello specifico il messaggio perché questo ci sarà di aiuto a capire il disegno del campo di grano.
Nelle righe superiori troviamo la posizione dei numeri che facilitano la sua identificazione; sono i numeri da uno a dieci del codice binario.
Sotto i numeri che rappresentano la chiave di decodifica, quattro numeri atomici dei quattro elementi chimici che compongono il DNA e le nostre molecole. Da sinistra a destra troviamo il numero atomico 1 che corrisponde all’Idrogeno e a seguire il 6 per il Carbonio, il 7 per l’Azoto, l’8 per l’Ossigeno e il 15 per il Fosforo.
Nelle righe seguenti la chimica del DNA e subito sotto la rappresentazione elicoidale del DNA, al centro, lungo l’asse, il numero 32 per indicare la misura della molecola generale. L’indicazione di 4 miliardi fornisce il numero dei nucleotidi del genoma umano per conoscere la lunghezza del DNA.
Poi al centro la figura umana, parte principale del messaggio; questa è la nostra forma fisica. A sinistra della figura il numero 14 e dato che il ricevente conosce la lunghezza d’onda di 12,6 centimetri potrà calcolare la misura media della nostra altezza. Quattordici unità di 12,6 centimetri forniscono la misura di 176 cm.
A destra della figura il numero 32, ossia 4 miliardi corrispondenti alla popolazione della terra nel 1974.
Continuando troveremo la raffigurazione del nostro sistema solare, con il sole e i nove pianeti con le loro grandezze. La terra appare sotto la figura umana e proiettata verso di essa a significare il pianeta di appartenenza e dal quale è partito il messaggio.
Infine la rappresentazione dell’antenna utilizzata per la trasmissione con sotto il numero 2430 per segnalare il diametro dell’antenna di 306 metri.
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:42

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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:40

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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:38

[url=http://iwantobelieve.splinder.com/post/21476505/IL+RADIOTELESCOPIO+DI+ARECIBO]IL RADIOTELESCOPIO DI ARECIBO [/url]



Nell'isola di Puerto Rico
dal 1963 è sito il più grande Radiotelescopio ad A
ntenna singola del Mondo



Nel 1974 da questo radiotelescopio venne trasmesso un messaggio nello spazio, in direzione dell'ammasso di stelle M13 (nella costellazione di Ercole), ideato da Frank Drake. Si trattava di un semplice schema di 73 righe, per un totale di 23 punti. Entrambi numeri primi, quindi facilmente percepibili da un'intelligenza aliena, considerando il fatto che la matematica e la geometria sono delle scienze "universali". Il messaggio venne mandato per tre minuti in una banda compresa tra due frequenze intorno ai 2.380 MHz.

L'osservatorio possiede un radiotelescopio formato da un'antenna di 305 metri ed è il più grande telescopio con singola apertura che sia mai stato costruito. Vi operano più di 100 tra fisici e ingegneri. Esso viene utilizzato principalmente per tre grandi aree di ricerca: la radioastronomia, la fisica atmosferica (utilizzando sia il radiotelescopio che la funzione LIDAR dell'osservatorio) e l'osservazione radar di oggetti del sistema solare.

Il telescopio ricevette ulteriori riconoscimenti internazionali nel 1999, quando cominciò a raccogliere dati per il progetto SETI@home.

Coordinate su Google Earth: 18°20'39.09"N 66°45'09.97"O


Nel 2000 comparve nel campo di Chilbolton, in Inghilterra, un interessante pittogramma, cui interpretazione fu data l'anno dopo, quando nello stesso campo, comparvero a distanza di solo quattro giorni due tra i più enigmatici agroglifi della storia, precisamente il 16 agosto ed il 20 agosto 2001. Infatti, nella parte bassa del messaggio del 20 agosto è raffigurato un oggetto molto simile a quello rappresentato nello stesso luogo l'anno prima, ovvero un probabile radiotelescopio alieno. Tra l'altro, questi pittogrammi comparvero in un campo adiacente un altro telescopio radioastronomico recintato e sorvegliato da telecamere a circuito chiuso che, naturalmente, non filmarono niente di anomalo.





Tra l'altro, questi due disegni nel grano sorsero a soli quattro giorni dalla "madre di tutti i crop circles", quello ai piedi della Milk Hill formato da più di 400 cerchi su 90.000 mq, sorto in una notte molto piovosa! Il pittogramma del 16 agosto rappresenta un viso, forse alieno. Mentre quello del 20 agosto è la "risposta" al messaggio di Arecibo, mandato il 16 novembre 1974 nello spazio. Risulta difficile pensare ad una burla, perché gli autori in questione, chiunque essi siano, devono per forza conoscere il linguaggio binario, essere matematici e biologi. Per questo, l'"ipotesi aliena" sembra, per ora, la più probabile. Secondo i dati riportati in questa "risposta", questi alieni vivrebbero in un sistema solare simile al nostro, formato da nove pianeti, di cui tre abitati. Tant'è che alcuni hanno supposto potersi trattare proprio del nostro stesso Sistema Solare. In tal caso i tre pianeti abitati, indicati dalla "risposta" sarebbero la Terra, Marte (infatti di recente è stata scoperta l'acqua ghiacciata ai poli e forse anche dei microrganismi) e Giove, con le sue lune, specialmente Europa, Io, Ganimede e Callisto (sui quali è stata riscontrata, ancora, la presenza di acqua ghiacciata).




Di fatto, una risposta da parte degli alieni c'è stata, e non è l'unica. L'umanità ha già avuto la prova che forme di vita evolute, molto più della nostra, hanno provato a contattarci, sia mediante gli straordinari Crop Circle, sia con onde radio ricevute dai radio-telescopi, addirittura sarebbe possibile confermare una manifestazione ufficiale, sapientemente nascosta dai servizi segreti governativi e militari. Ma ovviamente, qualcosa sfugge loro di mano, ed è quel poco di verità che noi riusciamo a diffondere
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:35

Il diametro del trasmettitore infine viene indicato – sempre in base a codice binario, calcoli alla mano - come più grande dei 305 metri di Arecibo.



Ad aggiungere carne al fuoco ci ha pensato anche Colin Andrews, che dopo alcune ricerche ha fatto notare che quello del 2000 (poi rappresentato nel 2001 con il crop di risposta al messaggio di Arecibo) non era il primo che si verificava in quel campo. C’era – come già detto – il crop che disegnava una figura particolare simile ad una struttura cristallina o a un diamante. Ma prima ancora, nel 1990-91 erano state ritrovate 2 strane “griglie” al suolo.
L’anno seguente alla comparsa di quelle 2 griglie, vi furono proprio sopra quel campo due misteriosi incidenti aerei, dei quali non si seppe mai la causa (il pilota era in entrambi i casi esperto, e sul motore non erano stati rilevati – ne prima né dopo – malfunzionamenti).
Il 22 Maggio del 1992 il mistero si infittisce. Viene trovato in un campo adiacente un altro crop: un largo cerchio all’interno di 2 anelli.
Lo stesso giorno una mongolfiera perse inspiegabilmente quota proprio mentre transitava sopra quel crop, e precipitò a non molta distanza. Dopo di che, prima del cosiddetto “Arecibo Reply” compaiono - come abbiamo già visto - i crops sul campo di Arecibo, da quello il cui disegno richiama una struttura cristallina cubica, al crop del 2000 di cui si è detto, alla faccia di Chilbolton. Ma in quei giorni appare anche un altro crop sensazionale a Milk Hill, non lontanissimo da li, precisamente il 13 agosto, dal giorno alla notte. Si tratta di 400 cerchi per un diametro complessivo di 450 metri. Qualcosa di assolutamente imponente, e perfettamente realizzato, da lasciare sbigottiti anche i più scettici.
Ma questi crop hanno a che fare con quello detto “Arecibo Reply”? Per quanto è dato sapere no, o almeno non sembra esserci alcun legame diretto. Tuttavia il boom di formazioni così spettacolari, importanti e significative, nell’arco di pochi giorni e non lontane tra loro, aveva creato un clima di stupore in tutti, e predisposto forse ad uno stato d’animo particolare. In altre parole la voce che gli alieni stavano comunicando con noi stava acquisendo un maggior spessore. Ma sarà bene attenerci ai fatti e tornare ad effettuare delle riflessioni sul caso di Chilbolton. Si perché il SETI stesso, che aveva ideato il messaggio di Arecibo, fu tra i primi a sostenere che il crop di Chilbolton non poteva in alcun caso essere la risposta di entità extra-terrestri. Per 5 fondamentali ragioni – dice il SETI – il crop di Chilbolton non può che essere di origine umana. Vediamo in sintesi queste 5 ragioni.
1. Se gli alieni avessero ricevuto il messaggio di Arecibo (e questo sarebbe per loro l’unico modo per conoscere la trasmissione effettuata nel 1974) significherebbe che le loro capacità di ricevere e inviare segnali radio ad alta frequenza sono eguali o superiori alle nostre. Allora perché non avrebbero usato le onde radio per rispondere? Perché avrebbero risposto con un metodo così grossolano come un disegno su un campo di grano, che permette di fornire una quantità di informazioni assai inferiori rispetto ad una trasmissione radio? Se non utilizzassero la radio avrebbero comunque potuto utilizzare dei supporti magnetici, cd, o anche giornali; o qualsiasi altro mezzo consono.
A questo punto molti obiettano però che una civiltà presumibilmente molto avanzata, come quella che ha risposto al messaggio di Arecibo, è sufficientemente consapevole dell’impatto che un loro deciso intervento creerebbe sul nostro Pianeta: il caos. Per questo utilizzare trasmissioni radio che potrebbero finire sulle televisioni e sulle radio di tutti i cittadini, o lasciare cd o prove materiali, potrebbe non essere stato ritenuto opportuno, in base alla cosìddetta “strategia della gradualità”, con la quale gli extra-terrestri si stanno avvicinando a noi, per avere un effettivo contatto solamente nel momento in cui l’umanità sarà pronta per questo passo.
2. Come mai questi alieni sono così somiglianti a noi? Nello stereotipo alieno di Hollywood gli ET sono effettivamente umanoidi, ma ciò a causa di una nostra presunzione antropocentrica. Basta visitare lo ZOO per rendersi conto che esistono circa moltissime specie e creature che pur condividendo milioni di anni di evoluzione e parte del DNA, non si somigliano affatto.
A questa interessante osservazione c’è però chi obietta che la vita intelligente nell’universo, pur potendo derivare da percorsi diversi, giunge necessariamente ad una conclusione simile. Se esiste una specie in grado di viaggiare nello spazio e di sviluppare una ingegneria genetica, si può presumere che questa civiltà sia anche in grado di dominare il modo di apparire. Oppure che il modo di apparire possa essere comunque simile per tutte quelle specie che sono ad un elevato grado di evoluzione. Nello stesso modo in cui tutte le scimmie che si evolvono tendono a stare su 2 zampe e a sviluppare determinate capacità ed abilità (che saranno poi quelle dell’uomo). Se abbiamo 2 occhi, 2 gambe, 2 braccia ecc ci sono valide ragioni, dovute ad uno sviluppo dell’intelligenza e all’adattamento anche genetico del corpo all’evoluzione e alle necessità. Sarebbe insomma curioso, al contrario, se le forme di vita intelligenti avessero tutte delle sembianze completamente diverse tra loro. Per non parlare dell’ipotesi – più che plausibile secondo molti, tra cui il noto scrittore Zechariah Sitchin – che potremmo essere noi umani a somigliare a loro, poiché deriviamo da loro, che ci hanno creati a loro immagine e somiglianza (chissà che il Dio cristiano della Bibbia non sia invece un ET, come sostengono alcuni revisionisti e studiosi delle origini dell’uomo). La controversia anche su questo punto, sembra restare insolubile.
3. Il Messaggio è stato inviato come detto all’ammasso M13, che dista circa 23 mila anni luce. Significa che, viaggiando il messaggio alla velocità della luce, impiegherebbe circa 230 secoli per giungere a destinazione (e magari altrettanti per tornare). Come è possibile che dopo 26 anni abbiamo già la risposta? E’ evidente che – se anche questa fosse una risposta – non proviene dagli abitanti dell’ammasso M13, perché questi non possono aver ricevuto ancora alcun messaggio. Dunque, si ipotizza, potrebbe essere una risposta (ammesso che lo sia) di qualche altro pianeta sulla via Lattea, che si trova nella traiettoria del messaggio e lo ha intercettato, ed ha risposto con il crop circle di Chilbolton?
Si è parlato, come unico candidato accettabile, di Hercules 86, stella non dissimile dal nostro Sole, posta a 26,4 anni luce da noi sulla traiettoria ideale (pur con una leggera deviazione di 17 gradi) seguita dal fascio radio a suo tempo inviato verso l’Ammasso Stellare M13 di Ercole: più o meno, in effetti, il tempo richiesto al messaggio di Arecibo da noi inoltrato verso la Costellazione di Ercole nel 1974 per raggiungere quel sistema stellare. Visto che l’eventuale risposta si sarebbe avuta oggi, più o meno in tempo reale, senza che trascorressero altri 26 anni, gli Ercoliani avrebbero dovuto bypassare la velocità della luce? La fisica teorica d’avanguardia del warp drive e dei wormholes permetterebbe questo a chi sapesse gestirla, com’è ben noto agli scienziati aerospaziali che attualmente studiano la cosiddetta breakthrough propulsion.
Secondo il SETI però questa ipotesi è talmente remota da potersi considerare del tutto trascurabile. Infatti abbiamo detto che il fascio di onde radio aveva una dimensione, come estensione spaziale, di circa un quindicesimo della superficie lunare. Ovvero era un fascio estremamente ristretto. Per dare un’idea potremmo paragonare il fascio di onde di Arecibo ad una freccia, scoccata verso un immenso spazio vuoto in cui vi siano alcune palline da ping-pong appese a dei fili (sarebbero altri Pianeti). Le palline distano fra loro molti chilometri. Quante possibilità ci sono che la freccia colpisca accidentalmente una di queste palline prima di arrivare alla pallina a cui è destinata? Pochissime (circa una su mezzo milione), ma si riducono ancora di più se consideriamo la possibilità alla data odierna, e cioè se ci poniamo la domanda: “quante possibilità ci sono che, ad oggi, il messaggio abbia già raggiunto qualche altro Pianeta”? E la probabilità che una sonda nelle nostre vicinanze possa averla intercettata sono ancora più piccole, infinitamente piccole.
Come obiettare a questa constatazione? Semplice: il SETI ignora che gli extraterrestri non sono affatto solamente su M13 o altri pianeti e galassie distanti milioni di anni, ma sono presenti anche sulla Terra (e qualcuno comincia lentamente ad esserne consapevole e ad accettarlo), per cui sono a conoscenza del messaggio dal giorno stesso in cui è stato inviato. Ed è possibile che gli extra-terrestri abbiano scelto questo semplice e gentile metodo di comunicazione per parlare e rispondere alle persone “open-minded” della Terra, rispettando allo stesso tempo il nostro diritto di ignorarli o di negarli.
Se così fosse, replica il SETI, allora perché attendere 26 anni? Potevano rispondere subito? La risposta che è stata fornita agli scettici è che è possibile che gli extra-terrestri abbiano atteso il momento opportuno, prima del quale non ci sarebbe stato nessuno disposto a credere a questa ipotesi e tutti si sarebbero comportati come il SETI fa ora. Non si può escludere poi che potrebbero aver comunicato anche prima, magari da anni, ma la notizia è stata regolarmente occultata, fraintesa, ignorata, non vista ecc..
4. Le informazioni biochimiche contenute nel crop di Chilbolton sono le stesse che erano contenute nel messaggio di Arecibo del 1974. E’ da notare quanto la biologia aliena sia simile alla nostra.


E’ vero, il DNA sembra avere un filamento extra ed un numero differente di nucleotidi, e si è anche notato che viene indicato il silicio come parte del kit di costruzione biologica. Tutto ciò non può convincere. Se il silicio è piuttosto popolare nei film di fantascienza, nella realtà è assai difficile che possa costituire un elemento fondamentale delle molecole necessarie alla vita.
Inoltre è fin troppo riguardevole quanto sia simile il loro DNA al nostro, addirittura al punto da presentare una molecola di DNA elicoidale. Inoltre essi fanno uso dello stesso numero di zuccheri e di basi che costituiscono il DNA umano per costruire il proprio. Ma è piuttosto strano che il silicio sopra menzionato non compaia poi nella formula di alcuno fra i componenti del DNA alieno (un punto questo evidenziato da Randy Wiggins). Va ricordato inoltre che a fronte di centinaia di possibili aminoacidi, nelle forme di vita terrestri ne compaiono solo venti. In altre parole, la nostra biochimica è piuttosto specifica. È curioso (ed improbabile) che anche la loro corrisponda così da vicino alla nostra.
Queste considerazioni neppure possono però rappresentare una efficace risposta a chi ha un punto di vista diverso su quel che è accaduto. Infatti se la genetica umana fosse stata modificata da antichi viaggiatori dello spazio (extra-terresti o in qualsiasi modo li si voglia chiamare), sarebbe ovvio che le strutture biochimiche e il DNA si somiglino, e sarebbe semmai strano il contrario. Riguardo il silicio non è stato provato che questo posa giocare un ruolo importante nel DNA, ma è stato tuttavia dimostrato che questo elemento gioca un qualche ruolo non secondario. Il Dott. Levengood, che è stato un pioniere negli studi biochimici sui crop circles, ha trovato in alcuni (rari) casi, degli anomali depositi di silicio (ma anche silicone e silicati) all’interno di crop circles. In un caso trovò uno strato di microcristalli di silicio bianco, talmente puro da risultare – fino ad allora – sconosciuto (almeno non conosciuto a quel grado di purezza). Inoltre è stato dimostrato che laddove è stato rinvenuto questo silicio le piante coinvolte sono cresciute circa il 400% del normale in biomassa, ed i test di germinazione hanno mostrato una crescita tremendamente consistente, rapida e solida dei gambi e delle spighe (fino a 5 volte quella “normale”). Alcuni scienziati rispettabilissimi stanno studiando questi aspetti, anziché limitarsi a dire che “non può essere, quindi non è”.
5. Il crop di Chilbolton stesso non presenta prove fisiche, chimiche o scientifiche sufficienti a sostenere che sia originato da altre entità.
Ci si potrebbe anche meravigliare del perché, nonostante anche lì vi siano vasti campi coltivati a grano, gli Stati Uniti non siano quasi mai bersaglio di questo tipo di disegni alieni: circa due terzi di tutti i cerchi nel grano si trovano in Inghilterra. Possiamo anche notare come Chilbolton sia un luogo ove sono comparsi altri crop circles nel 1999 e nel 2000. Perché gli alieni dovrebbero far ricorso ad un sistema di segnalazione che trasferisce così poche informazioni e che si può utilizzare soltanto durante i due mesi della stagione della crescita, per di più solo di notte? Da Chilbolton ci hanno anche fatto sapere – conclude il SETI - che questi recenti glifi sono apparsi (come in molti altri casi) dopo un weekend.
Su quest’ultimo punto in effetti non è stata fornita una risposta direttamente intesa a controbatterlo. Questo perché si dicono due cose. Intanto che non ci sono prove che il crop non sia umano, il che è tuttavia ovvio (ma vorremmo dire che non vi sono neppure “prove provate” che lo sia). Poi si dice che è un artefatto poiché è comparso in quel posto, in quel periodo, di notte, nel weekend ecc. Sono dati che non provano molto, né formulano alcuna teoria degna di attenzione scientifica. In altre parole, il quinto punto, è una dichiarazione generica che sostanzialmente spiega perché il SETI non crede al fenomeno dei cerchi nel grano, se non come opera dell’uomo. Ma era cosa nota, ed il dibattito sulla loro origine e natura è stato affrontato in mille sedi e da molto tempo. Non riguarda nello specifico il caso di Chilbolton, pertanto rimandiamo il dibattito in altra sede.


Fonti:

http://www.cicap.org
http://www.ufonet.it
http://freeweb.supereva.com/danielecataldi/CROP.htm?p
• Drake, Frank, and Dava Sobel. Is Anyone Out There? . New York: Delacorte Press, 1992. ISBN 0-385-30532-X
http://claudescommentary.com/special/chilbolton/;
http://www.seti.org/general/ao_message_crop.html
http://www.cropcircleresearch.com/articles/arecibo.html
www.cropcirclesinfo.com
www.busty-taylor.com
www.enterprisemission.com
• La Stampa, 30 Agosto 2001
• Vigay’s Panel, http://www.cropcircleresearch.com/articles/arecibo.html
• Dr. W. C. Levengood, Anatomical Anomalies in Crop Formation Planets, Physiologia Plantarum 92:356 – 363, 1994.
• Dr. W. C. Levengood, Semi molten Meteoric Iron Associated with a Crop Formation, Journal of Scientific Exploration, Vol. 9 n°2 pp. 191-199, 1995
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MessaggioTitolo: Re: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:31

Torniamo ora ad occuparci di una questione di merito. Prima abbiamo accennato alla possibilità che il crop circle di Chilbolton possa rappresentare addirittura una risposta al messaggio di Arecibo. Eppure avevamo spiegato che questo messaggio non avrebbe potuto raggiungere l’ammasso m13 in tempi così brevi. Come può esserci arrivata una risposta? Prima di approfondire cerchiamo intanto di capire se può trattarsi di una risposta o meno. Vediamo in cosa consiste.
Il 13 agosto 2001, accanto al radiotelescopio SETI di Chilbolton, nei pressi di Andover, Hampshire, sul campo della Leckford, davanti all'antenna dell'osservatorio, è comparso un Crop Circle



Fin qui nessuno poteva pensare ad una qualche forma di risposta. Il giorno seguente, 14 agosto compare nello stesso luogo un altro crop circle, riproducente un volto. A questo punto qualcuno comincia realmente ad ipotizzare qualcosa di anomalo, di “alieno”.
Da terra sembrava solamente una indecifrabile confusione, e si scoprì che si trattava di un viso solamente sorvolando la formazione dall’alto. L’immagine era stata creata più o meno come un giornale fotografico, con punti di varie dimensioni che davano l’impressione di profondità quando visti da lontano. Molti vollero vedere in questo viso una somiglianza con la famosa “Faccia su Marte”.



Non c’è però neppure il tempo di studiare a fondo quel che sta accadendo perché il 19 agosto succede qualcosa di apparentemente inspiegabile e incredibile. Sempre nello stesso luogo, a poche decine di metri dal volto del 13 agosto, appare un ulteriore pittogramma, che visto dall’alto è molto simile al grafico del messaggio di Arecibo. C’è però qualche elemento diverso, e nello stupore generale c’è chi comincia a pensare che quel disegno è la risposta al messaggio di Drake e del SETI.



Vediamo allora come appare questo nuovo e formidabile crop.
Intanto dovremmo chiederci quello che ci siamo sempre chiesti di fronte ad ogni nuovo crop circle: è autentico? Solo dopo aver appurato questo si potrà discutere se può essere o meno una risposta aliena al messaggio di Arecibo. Certamente, visto dall’alto, sembra di buona fattura. Ma ormai siamo abituati a cose ben più perfette e spettacolari, e ciò che realmente colpisce di questo crop non è la sua bellezza, ma il suo significato. In breve, non è semplice stabilire la autenticità di questo crop, e – come sempre – ci sono pareri discordanti: troppi pochi studi scientifici, e troppe opinioni. Il dott. Levengood non ha trovato nessun nodo ingrossato, cavità da espulsione, cambiamenti nel peso dei semi, tasso di crescita aumentato o una più alta concentrazione di magnetite in entrambe le formazioni di Chilbolton. Dunque opera di mistificatori? Colin Andrews, giunto dall’America per investigare su questo caso, intervistò immediatamente il Dr. Darcy Ladd, direttore del telescopio di Chilbolton. Questi spiegò che i terreni circostanti al radiotelescopio sono recitanti e di difficile accesso, e ci sono telecamere che registrano e monitorano costantemente l’area, anche in direzione del campo. Queste telecamere non avevano rilevato alcun movimento sospetto. Se poi consideriamo che all’interno del crop sono stati ritrovati circa 800 perfetti angoli retti, le probabilità che questi siano stati fatti a mano, di notte, da qualche mistificatore scendono a zero. Il Dr. Hoagland e il Dr. Bara, dell’Enterprise Mission, hanno spiegato che le probabilità di compiere un simile lavoro in quei tempi, con quella luce (solo quella lunare), in quel campo e senza errori, corrisponde circa ad una su cinque miliardi. Quindi, se vogliamo accettare che si tratti dell’opera di uomini, dovremmo almeno partire dal presupposto che sia stata fatta da diverse persone, con visori notturni e tecniche molto sofisticate. Autentico o meno allora, sarà il caso che ci occupiamo subito di venire al punto: è la risposta degli alieni al nostro messaggio di Arecibo?
Sebbene molto somigliante al grafico di Arecibo, vi sono interessanti differenze. Se si trattasse – come qualcuno sostiene – di una risposta, le differenze sarebbero spiegabili e funzionali, e si tratterebbe di un evento importantissimo nella storia dell’umanità. Ma andiamo con ordine. Quali sono queste differenze?
Partendo dal codice binario, la prima sezione in alto del messaggio sopra esaminato, non si nota alcuna differenza tra il crop del 2001 e il messaggio del 1974.
Riguardo i principali elementi che compongono la vita sulla terra invece, c’è la aggiunta del numero binario 14, che indica il silicio. Prima di tutto vorrei dire che è stupefacente come su diversi testi compaiano ancora una volta informazioni discordanti su dati che dovrebbero essere oggettivi. Molti parlano di “aggiunta” del silicio, altri parlano di silicio “in sostituzione” del carbonio. Per quanto ho potuto capire, non essendo un esperto di codice binario, la giusta affermazione è la prima. E’ una aggiunta, ma non può trattarsi di una coincidenza, perché il codice è stato ri-decifrato per inserire il Silicio nella giusta sequenza, tra ossigeno (numero atomico Cool e fosforo (numero atomico 15). Il Silicio è l'elemento chimico della tavola periodica degli elementi, che ha come simbolo “Si” e come numero atomico il 14. E’ un metalloide tetravalente, meno reattivo del suo analogo chimico, il carbonio. E' il secondo elemento per abbondanza nella crosta terrestre, conponendone il 25,7% del peso. Si trova in argilla, feldspato, granito, quarzo e sabbia, principalmente in forma di diossido di silicio, silicati e alluminosilicati (composti contenenti silicio, ossigeno e metalli). Il silicio è il componente principale per vetro, cemento, semiconduttori, ceramica e silicone. A differenza del carbonio però, non è presente nelle strutture organiche dotate di vita. Mentre per noi è semplicemente un materiale che sta acquistando una sempre maggiore importanza nel settore sperimentale e della tecnologia avanzata (laser, transistor, celle solari, e apparati elettronici a basso costo), forse il Silicio è un elemento della “vita” extra-terrestre. Nel 1969 Ben Volani, microbiologo dello Scripps Institutions of Oceanography, aveva identificato un ruolo cruciale del silicio nella “vita al carbonio”. Egli aveva notato che la presenza del silicio nelle forme di vita terrestri, pur essendo precaria ed instabile, era una componente importante. Su un terreno meno scientifico e più esoterico o – direbbero altri – di conoscenza e saggezza cosmologica, vale giusto la pena di menzionare una pubblicazione di Ashayana Deane intitolata “Angelic Realities” (Granite Publishing 2001) un cui si parla di una scala cosmica e di Universi armonici: la realtà è formata da 15 matrici dimensionali-temporali, generate da 5 settori, ognuno dei quali tridimensionale (5 x 3 = 15). La Terra è nel primo Universo armonico, cioè ad un punto neanderthaliano della scala cosmica, dove scienza, regole e vita stessa sono basate sulla chimica organica basata sul carbonio. Nell’Universo armonico superiore al nostro invece, i processi vitali sono basati sulla biologia di carbonio e silicio. Nell’Universo ulteriormente superiore si parla solo di silicio (poi di forme liquide e cristalline di pre-materia e infine di pure energie viventi nell’anti-materia).
Tutte le entità extraterrestri, astrali, gli angeli e arcangeli, vivono e prolificano in questi vari universi armonici, dove gli universi più alti possono vedere quelli più bassi. Verosimilmente i creatori del crop di Chilbolton si sono identificati – e sono – secondo questo schema, abitanti del secondo universo armonico, basato sul sistema biologico del carbon-silicio.
C’è infine un aspetto curioso da tenere in considerazione e riguardante sempre il silicio. Nel 1999 era apparso sullo stesso campo un altro piccolo crop, che rappresentava una bella forma cristallina.
Si pensò allora soltanto alla geometria dei frattali, alla serie di crop che stava ben dimostrando la meravigliosità degli algoritmi. Ma alla luce della discussione sul Silicio, non è del tutto da escludere che il modello possa avere qualche cosa a che fare con la forma della struttura cristallina di Silicio (che è cubica, molto simile a quella di vari semiconduttori e in particolare del diamante).
Tornando allo schema del crop di Chilbolton, notiamo che a cambiare è anche il DNA, con un filamento aggiuntivo sulla sinistra, ed un diverso numero di nucleotidi. Sembra una struttura però molto simile alla nostra, tanto da legittimare l’ipotesi che possa trattarsi di una alterazione genetica, o una mutazione, del nostro stesso DNA; forse – siamo sempre nel campo delle ipotesi – una alterazione genetica indotta di proposito (esperimenti genetici?) sul nostro DNA di base. Il numero di nucleotidi varia da 4,293,917,614 a 4,294,966,190, cioè oltre un milione di nucleotidi in più. Alcune ricerche di Hoagland e Bara non escludono che possa effettivamente esistere un organismo vivente con una conformazione a tripla elica. E c’è di più: la Enzo Biochem Inc., una ditta americana, aveva depositato recentemente un brevetto sensazionale che presentava un nuovo processo per modificare il DNA, chiamando in esame proprio l’addizione di un terzo filamento di DNA nella classica doppia elica, trasformandola temporaneamente a tre filamenti.
A questo punto consideriamo anche una ipotesi interessante. L’RNA (Acido Ribonucleico) ed il DNA (Acido Desossiribonucleico) sono composti da unità che si ripetono. Nel caso dell’RNA le unità che si ripetono sono i ribonucleotidi e i monofosfati, mentre nel DNA si ripetono 2’desossiribonucleotidi monofosfati. Sia l’RNA che il DNA formano lunghe catene di polinucleotidi, le quali hanno delle polarità. La sequenza di un acido nucleico è di norma letta da 5’ a 3’ (ad esempio la sequenza delle molecole di RNA è AUGC mentre per il DNA è ATGC). Il DNA è più stabile, mentre la presenza di “2'OH” nell’RNA forma 2'3' “phosphodiester” che generano un mix di 2' e 3' monofosfati (quindi la catena di polinucleotidi dell’RNA è instabile). In altre parole l’RNA polimerizza in due differenti forme, rispettivamente 2', 5' oppure 3', 5'; ed è un mistero della evoluzione chimica il perchè la forma 3’, 5’ si è affermata sulla Terra..
. In termini teorici è però plausibile che l’RNA 2’, 5’ possa rappresentare un codice genetico alternativo all’RNA 3’,5’ o al DNA. Tutto ciò ha probabilmente a che fare con il crop di Chilbolton dove viene rappresentato il DNA a triplice elica. Infatti gli acidi nucleici 2’, 5’ formano una singola elica con 6 avvolgimenti (quella cioè rappresentata come la terza elica nel crop di Chilbolton). Inoltre molte persone vittime di “abduction” (coloro cioè che sostengono di essere stati rapiti da alieni) passano il resto della vita in modo apatico, colpiti da una sorta di affaticamento cronico, è ciò dipende anche dall’acido ribonucleico. Come se, insomma, il sistema immunitario di queste presone fosse entrato in contatto con l’RNA 2’, 5’. Ma – di nuovo – rischiamo di cavalcare delle “illazioni”, per cui lanciato il sasso ritiriamo subito la mano, e passiamo oltre.
Cambia anche il disegno dell’uomo, che nel crop appare piuttosto simile ad un cosiddetto “grigio” (cioè l’immagine dell’alieno nella cultura popolare): basso, con 2 braccia, 2 gambe, una testa molto più grande della nostra, due grandi occhi ben visibili. Cambia anche l’altezza media, indicata come 2 piedi (corrispondente ancora a quella standard del “grigio” secondo la fantasia popolare ed i racconti di abdction – cioè circa 3 piedi e 4 pollici), e cambia il numero degli abitanti, che sarebbero circa 21,3 miliardi. Ci si chiede se si tratta della popolazione soltanto del loro pianeta (e questa cifra, curiosamente, sembra corrispondere a quanto sostenuto da alcuni testimoni reduci da fenomeni di abduction, che hanno sostenuto che la loro popolazione è molto più numerosa della nostra), o se non si tratti piuttosto della loro popolazione sommata a quella della Terra, o perfino la popolazione futura della terra, o quella del sistema solare (comprendente le forme di vita su Marte, e sui satelliti di Giove?). Già, perché cambia anche la descrizione del sistema solare: il terzo pianeta dal sole (almeno da quello che nel messaggio di Arecibo era il nostro Sole) non è più il solo ad essere accentuato, ma è in compagnia del quarto e del quinto (e quest’ultimo sembra essere enfatizzato anche più, con tre supplementari pixel).
La differenza nelle informazioni di Sistema solare potrebbe indicare almeno un paio di scenari. E’ possibile che il disegno si riferisca sempre al nostro Sistema Solare, ma oltre ad accentuare la Terra si è accentuato anche Marte e Giove. In effetti, la zona di massima luce sul quinto pianeta potrebbe anche riferirsi alla cintura di asteroidi che giace tra Marte e Giove, che è in realtà il quinto elemento dal sole. Questo potrebbe voler dire che sul nostro Sistema solare c’è vita, oltre che sulla Terra, anche su Marte e su Giove (o sulla cintura di asteroidi attorno a Giove); cosa in effetti già sospettata dal Seti stesso e da chi studia da anni lo spazio. Si ritiene infatti, secondo alcuni studi scientifici, che almeno i satelliti (di Giove) “Io” ed “Europa” possano essere abitati da forme di vita.
Alternativamente, non corrisponderebbe al nostro Sistema solare, ma al loro sistema, che dunque sembrerebbe anche consistere di nove pianeti. Il sole è rappresentato leggermente più piccolo. Questo potrebbe essere allora il loro più piccolo sole, o si potrebbe supporre che rappresenti il nostro futuro, forse quando il sole sarà divenuto più piccolo e noi avremo popolato gli altri pianeti. Non è possibile dare risposte certe.
Infine al posto del disegno del trasmettitore di Arecibo c’è qualcosa che ricorda la forma di una sonda spaziale. Eppure a ben vedere potrebbe essere il diagramma del crop circle che fu ritrovato in quello stesso campo l’anno precedente, nel 2000.
Questa parte del crop è di difficile comprensione ed interpretazione. Come mai viene raffigurato il crop dell’anno precedente? Forse perché il crop del 2000, a sua volta, potrebbe essere la rappresentazione di una tecnologia che va oltre le nostre conoscenze, un avanzato metodo di comunicazione? Forse – sostengono altri più o meno ironicamente – rappresenta una diavoleria per costruire pittogrammi.
Inoltre, attraverso una analisi minuziosa, si è potuto constare che questa parte del disegno non corrisponde in modo perfetto al crop del 2000 ma ha una leggera differenza: al posto di due anelli concentrici presenti nella parte centrale dell’agroglifo del 2000 sono stati inseriti quattro punti disposti a croce (secondo alcuni ad indicare il presunto sistema solare alieno).

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MessaggioTitolo: SISTEMI BINARI ALIENI : I cerchi nel grano ed i viaggi nell'iperspazio   Mer 20 Gen 2010, 14:29

Ad Arecibo, sulla costa Nord del Portorico, ricavato all’interno di una cavità naturale nella roccia, è installato da oltre 30 anni il più grande radio-telescopio del mondo. La superficie riflettente (specchio radio) è di 305 metri di diametro; è profondo 50 metri e ricopre una superficie di circa venti acri. La superficie è composta da quasi 40.000 pannelli di alluminio perforati, ciascuno dei quali misura circa 0,9 per 1,8 metri, sostenuti tramite una rete di cavi d'acciaio che scorrono al di sotto della cupola. Quello di Arecibo è un riflettore sferico (non parabolico) e il suo formato gigante è ciò che rende l' osservatorio puertoricano la più grande antenna focalizzante curvata sul pianeta, e il radiotelescopio più sensibile del mondo. E’ dotato di un trasmettitore potentissimo, che viene anche utilizzato dall’Università di Cornell e dal governo americano per studiare lo spazio lontano.
Centoquaranta metri sopra il riflettore troneggia la piattaforma di 900 tonnellate che regge le enormi antenne. Simile nel disegno ad un ponticello, è tenuta in aria da diciotto cavi, che sollevati da tre torri, sono ancorati ad altrettanti blocchi di cemento. Il sistema di fissaggio è resistente quanto funzionale, e permette la registrazione dell' altezza e dell’angolo della piattaforma con precisione millimetrica.
Appena sotto la struttura triangolare della piattaforma superiore vi è un binario circolare su cui gira il braccio di azimut. Il braccio di azimut è una struttura a forma di arco lunga 100 metri. La parte curvata del braccio comprende un altro binario, su cui sono posizionati un carrello scorrevole e una sorta di cupola per la ricezione di particolari frequenze che possono essere posizionati dovunque fino a venti gradi dalla verticale. Appese sotto la base del carrello vi sono varie antenne lineari ciascuna sintonizzata su una banda stretta di frequenze. Queste antenne guardano verso il basso e sono progettate specialmente per il riflettore sferico. Un totale di 26 motori elettrici gestisce la piattaforma, permettendo di spostare l' azimut, il carrello e la cupola in ogni posizione con precisione millimetrica.
Frank Drake (all’epoca direttore dell’osservatorio) e Carl Sagan, ritenevano che l’essere umano fosse probabilmente solo nell’universo, non tanto perché non ci fosse vita altrove, bensì perché questa vita sarebbe stata talmente lontana da non poter entrare in contatto con noi, e probabilmente nessuna civiltà potrebbe vivere abbastanza a lungo da coprire questo enorme spazio.
Fu così che il pomeriggio del 16 dicembre 1974 – essendo stato anche da poco potenziato il telescopio di Arecibo - il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) decise di utilizzare questo imponente ed avanzatissimo radio-telescopio per inviare un messaggio in codice binario verso lo spazio. Si festeggiava così il potenziamento del telescopio, lo si inaugurava, e si metteva in un certo senso alla prova l’assunzione di Drake e Salgan, i quali furono i primi artefici del contenuto del messaggio di Arecibo.
Le onde elettromagnetiche inviate da Arecibo avevano una intensità impressionante. L'invio del messaggio ha richiesto tre minuti, ed è stato effettuato una sola volta. Il messaggio è stato codificato tramite il semplice spostamento del segnale fra due frequenze, poste nella banda dei 2.380 MHz, variando la frequenza di trasmissione di 10 Hz (tecnica FSK), per indicare il valore (1 o 0) di ciascun bit, e consisteva in 1679 impulsi di codice binario (zero ed uno). Il fascio di onde elettromagnetiche inviate copriva una piccola parte di cielo, essendo indirizzato precisamente – attraverso la Via Lattea - verso un ammasso globulare di stelle chiamato M13, a circa 23.000 anni luce da noi, nella costellazione di Ercole, e comprendente centinaia di migliaia di stelle.
La comunicazione effettuata in questo modo, nella migliore delle ipotesi, avrebbe potuto ricevere risposta soltanto dopo diversi secoli, perché tanto è il tempo che ci vuole prima che il segnale di Arecibo possa fisicamente raggiungere l’ammasso M13.
Il fascio di trasmissione di Arecibo aveva una ampiezza di circa 2 minuti d'arco, che equivale più o meno ad 1/15 del diametro della luna piena. È un fascio – come detto - estremamente stretto. La possibilità che questo fascio colpisca altri Pianeti sulla sua traiettoria è secondo gli scienziati estremamente bassa, praticamente trascurabile. Vedremo che questo aspetto del problema è di una certa importanza, ma prima occupiamoci di capire cosa era scritto in questo messaggio inviato verso lo spazio profondo.
Ebbene nel messaggio erano contenute delle informazioni essenziali sulla Terra e sull’essere umano, una sorta di biglietto da visita che il terrestre porge all’eventuale abitante sconosciuto dello spazio extra-terrestre. Vi era dunque il nostro indirizzo (quello cioè della Terra, relativamente al sistema solare), la nostra foto (cioè la descrizione stilizzata di un uomo) e quella del telescopio utilizzato per inviare il messaggio; infine qualcosa sugli elementi più diffusi sul nostro pianeta (carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto, fosforo) e qualcosa riguardo la nostra struttura biologica (il DNA e qualche elemento costitutivo della nostra biochimica). Il tutto attraverso codice binario, ovvero numeri primi.
In alto c’è dunque la rappresentazione binaria da 1 a 10, o meglio la definizione del sistema di calcolo dei numeri binari. Per comprendere questo sistema banalmente possiamo contare come faremmo normalmente, ma escludendo qualsiasi numero che non sia zero o uno. Pertanto non conteremo 1,2,3,4 ecc bensì 1,10,11,100,100 ecc..
Questa parte del messaggio è stata trasmessa per prima, e dovrebbe costituire senza dubbio l’inizio del messaggio (infatti svela il linguaggio o codice in cui il messaggio è trasmesso, fornendo la chiave di interpretazione dello stesso).
La sezione successiva contiene i valori binari 1, 6, 7, 8 e 15, che indicano i numeri atomici degli elementi primari della vita sulla Terra: idrogeno, carbonio, azoto, ossigeno e fosforo.
Insieme sono indicate le formule degli zuccheri e delle basi nei nucleotidi del nostro DNA. Alcune voci secondo cui erano stati introdotti di proposito degli errori al fine di smascherare dei possibili falsari risulta infondata, poiché il codice è esatto.
Poi la rappresentazione della doppia spirale dell’acido desossiribonucleico (DNA).
Sotto all’indicazione chimica del DNA c’è una rappresentazione della sua struttura a doppia elica. Al centro delle 2 eliche abbiamo un numero a 32 bit, orientato lungo l’asse dell’elica, per suggerire che il suo scopo è comunicare la dimensione complessiva delle molecole: tre bilioni, è approssimativamente il numero di nucleotidi presenti nel genoma umano.
Sotto al DNA abbiamo una stereotipizzazione del corpo umano, con due braccia e due gambe.
A sinistra dell’immagine umana è il numero binario 1110 (rappresenta il 14) scritto al centro della barra di sinistra, che è alta come l’immagine dell’uomo. La barra suggerirebbe che quel numero fornisca la dimensione della figura. Ma in quale unità di misura? Presupponendo che il destinatario del messaggio conosca la lunghezza d’onda con la quale il messaggio viene ricevuto (in unità di lunghezza d’onda…”waveleght units” = 12,6 centimetri) ciò fornisce una scala di misura. Quattordici di queste unità di misura sono 176 cm, cioè orientativamente l’altezza media dell’uomo.
A destra dell’immagine umana invece è un altro numero a 32 bit, stavolta il valore binario della popolazione terrestre (che tradotto significa circa 4,29 bilioni di persone – stima della popolazione mondiale nel 1974).br> A questo punto occorre una precisazione. Molti disegni, reperibili in internet ma anche su libri e carta stampata, riportano queste ultime 2 informazioni in modo inverso, cioè l’altezza media a destra e la popolazione a sinistra. La stessa cosa accade – come vedremo – per la rappresentazione grafica dell’antenna, che molti riportano riflessa orizzontalmente rispetto alla traduzione grafica “letterale”.
La sezione successiva è una rappresentazione semplificata del nostro sistema solare, che mostra il Sole e 9 Pianeti, sommariamente indicandone le dimensioni. La Terra è spostata direttamente sotto la figura dell’uomo ed è scalata in alto rispetto alle altre, evidenziando in questo modo che si tratta del pianeta su cui viviamo,e da cui è stato inviato il messaggio.
L’ultima sezione indica l’origine specifica del messaggio stesso: il radiotelescopio di Arecibo, e il suo diametro indicato in un numero binario in basso (100101111110. che – secondo la stessa logica di prima – significa 306 metri).
. Vediamo di capire ancora di più di questo messaggio e della modalità con cui è stato inviato. Abbiamo detto che sono stati inviati 1679 impulsi, e la ragione di questo numero risiede nel fatto che 1679 è l’unico prodotto di due numeri primi: 23 e 73. Si presume che una forma di vita dotata di intelligenza non dovrebbe ignorare delle costruzioni universali e univoche come gli elementi chimici, le frequenze, il codice binario, ed i numeri primi (mentre potrebbe facilmente ignorare delle costruzioni appartenenti al sistema umano, come le unità di misura).
Se dovessimo trasferire in una griglia questo segnale, basato appunto sui numeri primi 23 e 73, ciò potrebbe essere fatto solamente in un modo: una matrice di 23 per 73 riquadri.
La matrice comprensiva dell’intero codice binario può essere graficamente rappresentata come nelle figure qui sotto):



Infatti convertendo gli "1" in quadratini neri e gli "0" in quadratini bianchi, si ha l’immagine del messaggio di Arecibo.

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Ultima modifica di THE CROW il Ven 12 Feb 2010, 11:49, modificato 1 volta
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