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 Gli Annunaki : vennero sulla Terra da un pianeta chiamato Nibiru

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nibiru2012
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MessaggioOggetto: Gli Annunaki : vennero sulla Terra da un pianeta chiamato Nibiru   Lun 25 Gen 2010, 19:08

Annunaki, il Dio Anu all’origine degli Etruschi? Realtà o fantascienza?
Gli Annunaki:
Coloro che dal cielo alla terra vennero...

- Erano ‘giganti terrestri’, che crearono l’uomo geneticamente come un ibrido tra loro e l'Homo Erectus.
- Gli Annunaki vennero sulla terra da un pianeta chiamato Nibiru, che si trova nel nostro sistema solare su un enorme orbita cometaria della durata di 3600 anni.
- Gli Annunaki si sono evoluti su Nibiru, sul quale avevano una società ben sviluppata, governati dal loro principe Dio Anu.
- Essi arrivarono sulla terra nell’era dei Pesci, 445000 anni fa. L’uomo fu creato dagli Annunaki 299000 anni fa, quale servo, per compiere il duro lavoro a supporto delle truppe annunake.
- Gli Annunaki vennero sulla terra, per ottenere oro da immettere nell’atmosfera del loro pianeta, Nibiru.
- Gli Annunaki vivevano migliaia di anni perché i loro cicli vitali si erano adattati, per la vita su di un pianeta con un’orbita di 3600 anni attorno al sole.
- Il diluvio universale, fu un autentico evento storico, causato dal pianeta Nibiru che sciolse la placca ghiacciata dell’Antartico, che scivolando in mare, generò un enorme maremoto.
- L’enorme piattaforma di pietra a Baalbek in Libano, era un sito di atterraggio degli Annunaki…”


Queste, sono le affascinanti teorie di Zacharia Sitchin, un autore controcorrente che ha ipotizzato una possibile derivazione umana da una matrice extra-terrestre. Ma ancor più che, se osserviamo la cultura babilonese e ittita, molto ci dice e svela su questi misteriosi Annunaki provenienti da un pianeta, che guarda caso, non è fantasma, esiste ed è stato scoperto e fotografato: il pianeta si chiama Nabiru.

Dunque, avevo accennato inizialmente alla suggestiva ipotesi degli Etruschi discendenti dai giganti; gli Annunaki abbiamo appena appreso essere proprio dei Giganti, e racconti biblici del Vetero Testamento parlano di Giganti che si unirono alle donne della terra e generarono figli e figlie. Nella Genesi, il libro che appartiene al Pentateuco, si narra di questo fatto. Dunque, proseguiamo la Cerca con una certa armonia di pensieri e visioni, forse non troppo angeliche, ma sicuramente molto interessanti e suggestive, qualcosa che apre il ‘portale’ della mente, il nostro personale ‘stargate’, a percezioni e conoscenze fuori dal comune luogo, e oltre la terra.
Iniziamo con il leggere il passo biblico in questione, che annovera Giganti scesi sulla terra:




… C’erano sulla terra dei giganti a quei tempi ― e anche dopo ― quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini favolosi…” Genesi, 6, 3-4.

Il testo della Genesi spiega chiaramente dell’esistenza sulla terra di Giganti, e dall’unione con le figlie, belle, degli uomini, la nascita di semi-dei, cioè gli eroi, uomini dotati di particolari qualità e virtù. Forse paragonabili al bellissimo Achille della mitologica Iliade? Questa, però, è ben altra storia, di tutt’altra letteratura!
Nell'immagine a lato,
il Pianeta Nibiru, che gli antici Sumeri conoscevano, possibile fonte di contatto extraterrestre, per la nostra formazione scientifica. Forse un mutamento, dall'Alto -mediante una possibile visita - della genia umana e di tutte le possibili conoscenze tecniche, nonché linguistiche...
Si ringrazia Autore-Editore per la concessione.

Ma, da dove provenivano questi Giganti, che anche la Bibbia cita? Sono forse gli Annunaki? Cerchiamo, di comprendere più da vicino il misterioso arcano…
Il decimo pianeta dell’orbita solare, il pianeta dei Giganti? Nibiru? Ogni mistero ha una sua intima storia, così, anche questa che ora racconto ha la personale verità. Tutto ha inizio con un fatto di cronaca, quelli che ogni giorno informano gli appassionati di giornali vari, o notizie lampo ma molto, molto interessanti, specie, poi, se vanno a stimolare la fantasia di ogni ipotetico lettore…



…il 12 Dicembre 2002, un comunicato Ansa, ed un articolo della rivista britannica New Scientist, informano l’umanità dell’esistenza di un ‘decimo’ pianeta nel nostro sistema solare. Nel frattempo, le informazioni inviate dalle sonde spaziali sulla terra, offrono precise idee in merito. Esisterebbe, di fatto ― poiché anche delle immagini giungono dalle sonde ― un altro pianeta, o di un corpo celeste, oltre Plutone, che influenza le orbite dei pianeti esterni…

Dove si nasconde la verità? E’ un pianeta reale, o come sostiene il citato autore Zacharia Sitchin nei suoi libri, trattasi di un ‘pianeta da guerra’? Molti anni prima, nel 1983, già si era gridato all’esistenza di un ‘corpo celeste’, insolito, misterioso!
Ancora, un comunicato Ansa, questa volta siamo nell’anno Domini 2005, esattamente 30 Luglio, da Los Angeles giunge al mondo che:



… E’ ufficiale, il sistema solare avrebbe, ha, un decimo pianeta. Un pianeta gravitante a 15 miliardi di kilometri dalla terra. L’oggetto celeste più distante in orbita intorno al sole, dopo Plutone…!

Perché tanta meraviglia, perché un simile stupore? Rimanere quasi senza parole, dinanzi a quello che appare come una grande scoperta scientifica e astronomica: il mondo intero sembra sconcertato. C’è chi scrive su quotidiani: “ …dobbiamo riscrivere le mappe stellari, riscrivere l’astronomia classica… è tutto da rifare… Galilei, Keplero, Newton… Un vero caos di leggi e calcoli…?Quando tale pianeta, e non solo, era già conosciuto e annoverato astronomicamente, presso i Sumeri? Una simile notizia fu già tema di discussione, anni or sono, quando il citato Sitchin, studioso russo, esperto di lingua sumera (la stessa che, secondo la mia tesi, è matrice per la formazione della lingua etrusca) e perfetto traduttore delle tavolette sumeriche scritte in caratteri cuneiformi, comunicò al mondo tale verità dai suoi innumerevoli libri, di particolare divulgazione ante litteram… (Il Pianeta degli Dei, Ed. Piemme, 2000).

L’autore scrive che il popolo Sumero definisce un pianeta col nome di ‘Nibiru’, o ‘pianeta dell’incrocio’. Da questo pianeta l’autore dice interpretando i Sumeri, che provengono gli Annunaki: “Coloro che dal cielo caddero sulla terra”, una stirpe di giganti evoluti, molto intelligenti. Corrispondenti ai Nefilim biblici, che atterrati sulla terra, danno vita a nuovi esseri umani (è possibile la discendenza degli Etruschi da costoro?).
Nel museo di stato di Berlino, secondo Sitchin, si trova un sigillo cilindrico accadico, risalente al 2400 a.C., che fornirebbe notizie sul sistema solare dei tempi antichi. Che vede la nostra stella circondata dai pianeti, come noi li conosciamo, con l’aggiunta di ‘Tiamat’ e il misterioso ‘Nibiru’. Tiamat per i Sumeri era un piccolo pianeta collocato tra Marte e Giove. Dove si è eclissato?


Come facevano gli antichi Sumeri, e non solo loro, a conoscere perfettamente la posizione e l’esistenza dei pianeti, non avendo a disposizione i nostri modernissimi telescopi elettronici?
La verità, cari lettori, è sempre celata, occultata nelle cose che ci si presentano come impossibili e improbabili, molto spesso!
Ma riflettendo con un acuto senso dell’indagine, e andando oltre, qualcosa di iper-umano deve essere avvenuto in quei tempi così remoti, inaccessibili alla comprensione dalle nostre povere menti, che non sanno vedere oltre determinate linee di confine, troppo spesso offuscate. Sicuramente, seguendo l’autore in questione, ci sarà stato un contatto diretto ravvicinato dei Sumeri con quelle lontane civiltà. Forse, le stesse, o la stessa, hanno disegnato le mappe astrali e astronomiche per i terrestri, indicando perfettamente la loro provenienza; esse successivamente sono state trascritte sulle Tavolette, per non perdere la memoria degli accadimenti. Del resto, se seguiamo le teorie dello studioso russo non dovrebbe meravigliare più di tanto il fatto che questi giganti provenienti da Nibiru abbiano sulla terra dato origine a degli ibridi, che diventarono ominidi.


Il fatto interessante è che prevalentemente gli Annunaki cercavano l’oro, perché legati vitalmente a questo. Gli Ittiti erano ricchi di questo prezioso metallo, e gli Etruschi, guarda caso, conoscevano modalità artistiche quasi occulte, misteriose, ma raffinate di lavorare l’oro, che andarono perdendosi nel tempo. Coincidenze, casualità, o similitudine genetica di discendenza dagli Annunaki? Lo stesso Re accadico, il fantastico Re Scorpione, potrebbe essere stato un nibiriano, che sulla terra si unì alle belle figlie dell’uomo, originando nel tempo una nuova dinastia regale, da cui, poi, successivamente la grande cultura Ittita, Egizia, e per derivazione quella Etrusca. Certamente qualcuno potrà gridare allo scandalo: servono prove, solide prove, ma ricordiamo le migliaia di Tavolette cuneiformi non ancora tradotte, i centinaia di antichissimi codici perduti, le meravigliose biblioteche antiche distrutte. Quante verità avranno offerto, che per colpa del fuoco e dell’incauta mano sono andate irrimediabilmente distrutte per sempre?

Siamo così, ormai giunti alla fine di questo particolare e insolito viaggio. Una cerca tra le pieghe dell’archeologia, quella più esoterica, più in ombra, misteriosa, che tenta di rivaleggiare con la grande Archeologia ufficiale, la sorella prediletta…
Si è tentato di valutare un popolo, quello Etrusco, ancora in ombra, all’orizzonte della storia, con i parametri di grandi civiltà come quella Ittita, spingendoci oltre, con un salto del pensiero verso altri lidi di ricerca. Un pensare ad un ipotetico contatto con civiltà la cui provenienza è posta al di fuori della madre terra… la cui sede è negli alti cieli, in sconosciute sfere?


Ultima modifica di nibiru2012 il Lun 25 Gen 2010, 19:48, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: I MAYA TRA MISTERI E PROFEZIE   Lun 25 Gen 2010, 19:11

La cultura maya era considerata la più importante cultura amerindiana. I suoi aspetti distintivi erano le conoscenze astronomiche, matematiche (soprattutto per l’uso dello zero) e l’urbanistica, coniugate all’uso di un precisissimo calendario e a un sistema di scrittura dapprima ideografico (glifi) tradotto solo parzialmente e poi a un sistema punto e linea.
Geograficamente il popolo maya occupava la zone del Messico orientale, la penisola dello Yucatan, il Belize, alcune zone del Guatemala, dell’Honduras e del Salvador. Quest’area è molto particolare dal punto di vista climatico e topografico in quanto va da fitte foreste pluviali ad aree di pianura eppure questo popolo riuscì a creare un grande impero con enormi città-stato. L’area dei Maya comprende numerosi siti nei quali possiamo ammirare a tutt’oggi i resti ineffabili di questa popolazione che come le altre popolazioni precolombiane aveva un’arte nel costruire che lascia perplessi per la straordinaria precisione.

Gli storici tendono a dividere la storia dei Maya in tre periodi:

- periodo preclassico: dal 2000 a.C. al 250 d.C.
- periodo classico: dal 250 d.C. al 900 d.C.
- periodo postclassico: dal 900 d.C. al 1519, data che segna l’ arrivo degli europei e il successivo sterminio della civiltà maya.

Dei Maya si parla tanto: bravi astronomi, bravi costruttori e ci sono teorie diverse anche sulla loro scomparsa.
Tra le città maya più importanti ricordiamo nella penisola dello Yucatan Chichén Itzà, che era molto probabilmente un tempio (con una fonte) dedicato a Kukulcan (o Kukumatz), ovvero IL SERPENTE PIUMATO, colui che gli Aztechi chiamavano Quetzalcoatl. Il Serpente piumato non è proprio un dio, come si sostiene. Egli era, secondo le popolazioni precolombiane, il portatore della civiltà, un uomo saggio con una lunga barba bianca che da Aztlan (che letteralmente significa la terra degli aironi), isola da cui secondo una leggenda provenivano gli Aztechi, portò la cultura e la civiltà in America Centrale. In Messico ricordiamo Palenque, nota per la sua arte e le sue sculture che hanno affinità con quelle egizie. Si sostiene infatti che possa esserci stata una relazione tra la civiltà americana e quella egizia o addirittura, come sostiene Peter Tompkins, che le piramidi di queste due culture siano state costruite dalla medesima civiltà.

Uno degli elementi culturali maggiormente rappresentativi della civiltà maya è il calendario. Invero esistono teorie divergenti a riguardo: alcune fonti parlano di due calendari: lo tzolkin, vale a dire il calendario sacro, e lo haab, cioè il calendario civile; altre fonti, di contro, menzionano anche un terzo calendario, il Tun, volto ai calcoli lunghi. Il Tun sembra che venga inserito nel calendario civile, cioè sembra che sia un sinonimo per definire il calendario civile: l’uso di calcoli lunghi, infatti, si può fare solo con un calendario lungo che è appunto quello civile. Lo tzolkin sembra invece un calendario di carattere divinatorio e rituale, diviso in 13 mesi di 20 giorni l’uno per un totale di 260 giorni. In questo calendario c’è il concetto di giorno (kin) ed esistono due tipi di grandezze superiori al giorno ma non paragonabili né alla nostra settimana né al nostro mese. Esiste comunque un nome per definire il mese nel calendario tzolkin: uinik.

I Maya avevano un certo atteggiamento nei confronti dei giorni e delle cifre: li vedevano sotto un aspetto divino. C’erano giorni considerati fausti ed altri considerati infausti. Di riflesso alcune decisioni pregnanti venivano prese esclusivamente in determinati giorni. Il secondo calendario, lo haab, era invece di 360 giorni più 5. Lo haab corrispondeva all’anno solare. I Maya erano a conoscenza del fatto che l’anno solare fosse di 365, 242 giorni e decisero di correggere questo errore, così crearono questo calendario dividendolo in 18 periodi (pop) ognuno di 20 giorni che andavano da 0 a 19. L’ultimo giorno di un mese (contrassegnato dal numero 0) era il primo giorno del mese successivo. Alla fine dei 18 periodi ne veniva aggiunto un altro, composto solo di 5 giorni. Questo periodo era denominato uayeb ed era considerato nefasto.

Come abbiamo potuto constatare anteriormente, i Maya conoscevano lo zero. Questo popolo calcolava con un sistema vigesimale, cioè in base 20. Dopo un periodo in cui usarono i geroglifici, i Maya adottarono un sistema di numerazione punto e linea. I punti segnavano i numeri dall’1 al 4, mentre la linea corrispondeva al 5. Lo zero veniva rappresentato con un simbolo a forma di occhio. Il loro sistema era additivo ma anche posizionale, dunque i Maya erano abili nello scrivere numeri di ogni valore. Tra i glifi ritrovati e tradotti ve ne è uno che esprime la fuoriuscita del sangue. I Maya erano soliti fare dei sacrifici cruenti che riguardavano precipuamente re e sacerdoti che dovevano evolversi ed avere in visione il Serpente sacro ed erano soliti praticare anche degli autosacrifici. L’autosacrificio era diverso per gli uomini e le donne: gli uomini dovevano perforarsi il pene con spine o oggetti aguzzi di ossidiana e dovevano inserire nei fori praticati degli steli di paglia; le donne, per converso, dovevano perforarsi la lingua e le labbra. Il rito cagionava uno stato di trance, dovuto anche all’utilizzo di determinate sostanze. La trance a sua volta declinava nella visione del Serpente sacro.

I Maya credevano che il sangue fosse un mezzo per creare un collegamento tra mondo superiore e mondo inferiore, era cioè una chiave per arrivare al divino. Il sangue e l’acqua venivano considerati le basi della vita. Alcuni elementi iconografici utilizzati per indicare il sangue coniugano la presenza di questo elemento con la rappresentazione delle perle.
I Maya sotto l’aspetto religioso e spirituale adoravano nello Yucatan un cosiddetto Essere Supremo, creatore del cielo e della terra (paragonabile forse al nostro Dio) chiamato Haunab Ku, ed altre divinità, tra cui:

- Itzamnà: dio del Sole e del cielo, della cultura, della scienza medica , dell’agricoltura , della scrittura e del calendario;
- Bacab, figlio di Itzamnà;
- Ixchel, compagna di Itzamnà, dea della terra e della luna;
- Kukulcan o Kukumatz, vale a dire il Serpente piumato, protettore dei sacerdoti.

Nel 1517 Hernandez de Cordoba sbarcò nello Yucatan e questo suo sbarco fu esiziale per le popolazioni autoctone. Lui e gli altri invasori ebbero il loro primo impatto con costruzioni in pietra. Dopo la conquista spagnola la cultura maya iniziò a manifestare i suoi primi segni di decadenza. All’interno dello Yucatan ci furono i primi scontri con le popolazioni indigene che hanno inflitto perdite agli europei, tra cui la morte dello stesso Hernandez de Cordoba.
Altri europei continuarono le loro azioni feroci in quelle aree. Nel 1562 il Vescovo Diego de Landa continuò in nome di Dio l’evangelizzazione e la distruzione etnica tramite omicidi, torture e distruzioni di tutto ciò che si poteva tramandare. Fu così che morirono queste civiltà ma è vero anche che tuttora la fine dei Maya rappresenta un mistero perché alcuni sostengono che i Maya in realtà si siano trasferiti in un’altra dimensione.

Gli unici libri maya che sono giunti fino a noi sono stati: il Codice Dresda, il Codice di Madrid, il Codice Grolier e il codice di Parigi (i Codici portano i nomi delle città in cui sono conservati) e Relacionas de las cosas de Yucatan che è un saggio in cui Diego de Landa espone la cultura e il pensiero dei Maya nel periodo della conquista fornendo spunti per l’interpretazione dei glifi e del calendario
Oggi gli unici discendenti originali dei Maya sono i Lacandoni. Per due secoli e mezzo i quattrocento Lacandoni hanno vissuto nella giungla del Chiapas ma oggi con i moderni mezzi di comunicazione si stanno inserendo nella cultura occidentale. Così la cultura maya perisce di nuovo.
I Lacandoni che attualmente vivono nella foresta del Chiapas a sud del Messico venerano rovine di monumenti costruiti dai Maya dell’epoca classica. Secondo le credenze di questi discendenti quelle rovine erano costruzioni realizzate da esseri soprannaturali che loro chiamano k’hu, cioè dei. Sono cioè le case degli dei ma il nostro occhio, secondo le loro credenze, non è in grado di vederle in tutta la loro bellezza e vede solo pietre.
Oltre a venerare rovine di antichi edifici, i Lacandoni venerano anche grandi rocce in riva ai laghi e per comunicare con gli dei si servono di incensieri di terracotta. Queste usanze religiose sono le medesime utilizzate dagli antichi Maya.
Durante alcuni riti religiosi i Lacandoni dipingono il viso, la tunica e l’incensiere con l’oriana, vale a dire una sostanza rosso sangue estratta dall’orellana, per richiamare i sacrifici umani praticati dagli antichi Maya nell’epoca postclassica. Come spiegato anche precedentemente, i Maya ritenevano che il sangue fosse un collegamento con il soprannaturale. Gli stessi Lacandoni asseriscono che “Il sangue degli uomini è l’oriana degli dei”: gli dei, secondo queste credenze, si diletterebbero all’odore del sangue umano. I Lacandoni portano con sé una forte credenza ereditata dagli antichi Maya, cioè quella della fine del mondo o più precisamente della fine di questo mondo, di questo tempo.

Secondo i Maya ci sono state cinque ere cosmiche:

- era dell'Acqua
- era dell'Aria
- era del Fuoco
- era della Terra
- era dell'Oro

Ad ogni era corrisponderebbe una civiltà. Queste ere, con le sue civiltà corrispondenti, sarebbero terminate tutte con dei cataclismi, perché la terra subisce periodicamente degli spostamenti dell’asse del pianeta . Noi ci troveremmo nell’ età dell’oro (ma in realtà a proposito di queste ere vi sono teorie molto divergenti) governata dal famoso Quetzalcoatl e questa nostra era, secondo il calendario maya, terminerebbe tra il 21 e il 23 dicembre 2012. Secondo il ricercatore Maurice Coterell la profezia relativa alla fine nella nostra era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista proprio per il 2012. Per quell’anno è previsto un avvicinamento di Venere alla Terra e ciò cagionerà un cambio vibrazionale. L’era in cui viviamo è detta anche era dei pesci e sarà seguita dall’era dell’acquario.
I Lacandoni sostengono che la fine del mondo inizierà con un’eclissi di sole che getterà la loro foresta in un buio totale. Molti Lacandoni si sono convertiti al Cristianesimo proprio perché sanno che il giorno ultimo (il xutan) sta arrivando e in quel giorno desiderano andare in cielo con Gesù. Desiderano salvarsi.

“SO CHE E’ VICINO IL GIORNO ULTIMO, QUANDO GLI DEI CONCLUDERANNO QUESTO CICLO DEL MONDO (…) MIO NONNO DICEVA CHE ERA ANCORA LONTANO, MIO PADRE CHE NON ERA ANCORA VICINO. MA A ME GLI DEI LO HANNO DETTO: IL XUTAN STA PER VENIRE.”

Invero altre fonti sostengono che in quella data, sempre secondo i Maya, ci sarà sì un cambiamento, ma il genere umano continuerà ad esistere: le immagini catastrofiche descritte dall’Apocalisse (termine che significa nient’altro che rivelazione) non sarebbero altro che le proiezioni delle nostre paure, perché l’era attuale è caratterizzata dalla paura.

Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà, quella corrispondente all’era dell’acqua, era Atlantide, che proprio dall’acqua fu distrutta. Si sostiene che Atlantide sia sprofondata a causa di uno spostamento dell’asse terrestre circa 10.500 anni fa. Platone, nel Crizia e nel Timeo parla proprio di Atlantide, un’isola che si sarebbe trovata oltre le colonne d’Ercole (ma invero ci sono teorie divergenti su dove fosse localizzata). Partendo dai dialoghi di Platone, Marco Stefanelli, adattando un saggio di Marco di Nunzio, sostiene che si può presupporre che l’attuale America fu anticamente colonizzata dal popolo atlantideo, che era un popolo più evoluto di noi. E’ strano infatti che un popolo come i Maya, che non aveva molti anni di civilizzazione, raggiunse un così alto grado di evoluzione fino a costruire edifici sorprendenti. Lo stesso vale per gli Inca e per le altre civiltà precolombiane.
Si può notare che le opere più maestose e misteriose come la Sfinge, le piramidi, le statue dell’ isola di Pasqua ecc. hanno tutte una certa attinenza strutturale e ci si chiede se siano state create dai supersiti di Atlantide o addirittura se le abbiano create gli extraterrestri. Qualcuno ritiene che la stessa Atlantide possa essere stata creata dagli extraterrestri. Molti autori suggeriscono invece che gli extraterrestri abbiano fornito agli egizi e ai maya il sistema per costruire le piramidi. Le piramidi infatti possiedono poteri particolari, ad esempio fanno vetrificare le uova…ma c’è dell’altro! I Maya avevano conoscenze superiori, ad esempio sapevano che la forma delle cose influisce sull’energia, sapevano che vi sono lunghezze d’onda che viaggiano tra gli esseri umani e che quindi vediamo la realtà materiale solo perché la guardiamo con occhi materialistici. Ciò è solo una minima parte dei misteri che avvolgono la civiltà maya: non si sa né da dove siano venuti né dove siano finiti. Forse è vero che si sono trasferiti in un’altra dimensione!
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MessaggioOggetto: NIBIRU E GLI ANUNNAKI   Lun 25 Gen 2010, 19:17

Dalle traduzioni dei testi Sumeri e Babilonesi in caratteri cuneiformi ad opera del Dott. Zacharia Sitchin (Dottore Ebraico di origine Russa), abbiamo appreso notizie circa l'esistenza di un pianeta supplementare, in aggiunta a quelli che oggi conosciamo, che orbiterebbe intorno al Sole, ma più probabilmente ad altra stella gemella (stella Rossa o Bruna) e, quindi, facente parte del nostro sistema in modo indiretto, dove la stella Sole occupa un fuoco dell'ellisse che descrivono i pianeti rotando intorno al Sole e lo stesso vale per i corpi celesti che rotano o roterebbero intorno alla stella gemella. –



Quanto illustrato non è altro che il contenuto della prima legge di Keplero ed essa è legge universale valida ed applicabile per i calcoli matematici ed astrofisici relativi a tutti gli elementi dell'Universo e pertanto, vale anche per il pianeta Nibiru se esso è effettivamente un componente del Sistema Solare o del complesso binario come prima accennato.



Percival Lowell, morto nel 1916, è lo scienziato statunitense che fu uno dei maggiori e perseveranti ricercatori dei Pianeti trans – nettuniani .



In effetti, è da qualche tempo che è stata ufficializzata la notizia della scoperta di un dodicesimo componente del nostro sistema planetario, ma gli elaborati scientifici rimangono ancora in possesso della NASA (Ente Ufficiale degli Stati Uniti) e di qualche Astronomo (V. pubblicazioni della rivista Hera) perciò ad oggi possiamo solo basarci sulle informazioni che provengono dai Sumeri e di conseguenza, dalle traduzioni del dott. Sitghin.









Foto Percivall Lowell



Teniamo buona l'indicazione sumera di 3600 anni (secondo il nostro metodo temporale) il periodo di rotazione del pianeta intorno al Sole che per la terra è di solo di circa 360 giorni secondo il calendario lunare come è testimoniabile esaminando quello etiope che prevede ancora oggi, 12 mesi di 29 giorni ed un tredicesimo di soli 12 a compensazione.



Da questo unico elemento, ovvero dal periodo di rotazione del Pianeta Nibiru, si deduce che la sua orbita sarebbe molto allungata al contrario di quella terrestre e l'estremità esterna ovvero, quella opposta al Perielio raggiungerebbe una elevata profondità nello Spazio Cosmico.



E' probabile, ma non dimostrato che questo pianeta possa avvicinarsi non poco a qualche pianeta esterno di una stella della Costellazione di Orione se non addirittura fungere da "Pianeta Navetta" (ipotesi solo giustificativa delle conoscenze egizie in merito e che verranno trattate in seguito) tra il nostro sistema ed un altro simile.

(V. Fig. n. 4)





Foto n. 4 – Costellazione di Orione



Da un paragone tra la velocità di rotazione della terra intorno al Sole nelle due posizioni limiti (Perielio ed Afelio) possiamo comprendere quelle del pianeta Nibiru ed anche, con buona approssimazione, la sua massa rotante.



Dalla medesima fonte Sumera apprendiamo anche che da questo pianeta sarebbero trasbordati sulla Terra esseri viventi a cui i Sumeri diedero il nome di Anunnaki la cui traduzione significa "Coloro che dal cielo scendono" e







Fig. n.5 – Divinità Sumera



proprio su queste presenze, apparentemente lontane nel tempo, è su cui desideriamo soffermarci per comparare eventi ed in base ai risultati, tentare di arrivare a formulare una ipotesi con cui lavorare e che potrebbe aprire la strada ad una ricerca Archeologica e Scientifica veramente finalizzata a svelare molte constatazioni che oggi sono racchiuse sotto un manto di mistero.

(Ved. Fig n. 6 – Simbolo pianeta Nibiru)





Fig. n. 6 – Simbolo del Pianeta Nibiru



In base alle nostre limitate conoscenze e soggetti anche a castelli di carta costruiti per giustificare comportamenti religiosi validi solo per mantenere un potere temporale nonché occultamenti di reperti che, non rientrano nella normale dimensione scientifica, potrebbero creare profondi dubbi nell'ambiente scientifico e non solo, siamo portati a misurare tutto secondo il nostro metro, ignorando che i sistemi di misura possono anche essere diversi, ma che potrebbero anche essere compresi ed interpretati solo se comparati opportunamente a quelli nostri e non, come succede, essere ignorati nella totalità.



Così è anche per il Tempo, la nostra suddivisione è la seguente: -

Alla base del sistema abbiamo l'Ora che è riferita alla rotazione della Terra intorno al Sole considerando questa rotazione completata in 360° come misura dell’angolo giro.



Questa suddivisione, del tipo sessantesimale, è la medesima usata dai Sumeri (per gli Accadi popolo successivo in ordine di tempo ai Sumeri, è la stessa) dove la partizione del giorno è in 24 ore, e l'ora è suddivisa in 60 minuti primi.



Il sistema è dodicesimale proprio come quello dei primi calcolatori con sistema digitale (MS-DOS, gli attuali sono a 16 bit) fatto strano come coincidenza, ma non tanto inusuale se si tiene conto e veritiero che un’orbita del Pianeta Nibiru si completa in 3600 anni, sempre un multiplo di 60 quindi di dodici ed infine, di tre.



Molti attribuiscono questo fatto al numero disponibile dalle dita delle mani e o dei piedi, in altre parole 10 per noi uomini moderni come anche, se riferito ai Maya, il sistema matematico in uso era ventesimale ; - sembra proprio strano che quei popoli antichi potessero usare un sistema alla cui base era la dozzina e suoi multipli senza che ci fosse un riferimento specifico naturale anche se graffiti preistorici molto rari, indicherebbero esseri, forse umani, a sei dita 8tre per arto) che potrebbero essere ritenuti una logica derivazione per sistemi matematici.



Mentre, al contrario, vi sono molti riscontri di esseri rappresentati con tre dita per arto che, stranamente hanno sembianze di rettili e qualche reperto archeologico mostra anche una doppia raffigurazione che comprende un tratto umano con estremità corredate di tre dita ciascuna.



(ved. Fig n. 4 - n. 5 – n. 5a – n. 5b – n. 5c – n. 5d – n. 5e - Divinità Sumere)





Fig. n.5 – Sigillo Sumero







Fig. n. 5a – Divinità sumera







Fig. 5b – Rapp.ni Dogon – Divinità Sumere



La figura n. 4 è la Stele della Vittoria di Naram-Sin conservata al Museo del Louvre di Parigi. Sono visibili tre corpi celesti ragianti (Divinità) di cui uno dovrebbe essere riferito al Pianeta Nibiru.







Fig. n. 4 – Stele della Vittoria



La figura n. 5 è un sigillo sumero con la scena di presentazione di un personaggio al dio Shamash.

Il sigillo è conservato al Museo del Louvre di Parigi ed è datato intorno al 2300 a. C.



La figura n. 5a è la raffigurazione di una divinità sumera. E’ anche visibile il Pianeta alato simbolo di Nibiru.



La figura n. 5b rappresenta in primo piano una divinità sumera. E’ visibile l’abbinamento dell’entità alata e l’estremità di un arto che è raffigurato con tre sporgenze.



La figura n. 5c è la divinità sumera Hishar. Notare il particolare degli arti inferiori a tre sporgenze.





Fig. n. 5c – Divinità sumera Hishar ed il particolare



La figura n. 5d è la foto del dipinto di Salvator Rosa La Tentazione di Sant’ Antonio dove il tentatore ha una strana rassomiglianza con le entità anunnake.







Fig. n. 5d – Dipinto Fig. n. 5e - Particolare



La figura n. 5e è solamente il particolare dello stesso dipinto. Il fatto strano è che Salvator Rosa nel corso della sua vita non poteva essere a conoscenza dei sigilli sumeri e quant’altro proveniente da Egizi ed altri popoli medio orientali.



In tutto questo discorso, vi sarebbe anche qualche considerazione da fare e che non è stata ancora avanzata se non come un errore predeterminato, che attribuirebbe a conteggi fittizi gli anni di vita dei preistorici personaggi di Israele, a detta di qualcuno, al solo fine di esaltare la personalità dei Patriarchi di questo popolo.



Prendiamo invece atto della elencazione biblica circa i periodi di vita degli uomini antecedenti al Diluvio in cui gli anni vissuti da costoro, vedi Adamo e successori, rasentano i mille e consideriamo attendibile questa informazione.



Basta fare una semplice considerazione riguardante il nostro sistema circa il computo dei periodi di vita per vedere quando affermiamo che un uomo ha l'età di cinquanta anni, non facciamo altro che riferirci e contare quante orbite complete la terra ha compiuto rotando intorno al Sole e che quell'essere ne è stato testimone.



Per questa ragione, se ammettiamo veritiera l'ipotesi della presenza del dodicesimo componente del sistema solare, troveremo molte spiegazioni ai tanti misteri che ci circondano.

Ritorniamo agli Anunnaki: questi sono definiti dai Sumeri, abitanti del pianeta Nibiru ovvero del dodicesimo componente del nostro sistema stellare (binario o meno) il cui periodo di rotazione riferito al Sole è di 3600 anni indicato come uno “Shar” il cui significato è anno. –







Fig. n. 5f – Statuetta fittile –prob.le Anunnako



Orbene, se uno Shar equivale ad un loro anno e se paragoniamo la nostra vita a quella degli Anunnaki, questi, per i popoli della Terra figurarono come Immortali e, pertanto, divinizzati senza alcun dubbio dagli uomini di quel lontano tempo dove si aveva, come oggi, la certezza che il Vivere di un mortale significava, con matematica certezza, morire.



Non sappiamo quale possa essere stata la durata della vita degli Anunnaki, ma se interpretiamo le Sacre Scritture (la Torah) secondo questi concetti, molte cose possono cambiare circa la valutazione degli avvenimenti pre Diluvio come anche le manifestazioni megalitiche che troviamo disseminate sul nostro pianeta e tutte, salvo qualche eccezione, riferite agli equinozi e solstizi.





Rappresentazione di divinità alata



In questo discorso inseriamo anche manifestazioni estremamente particolari come anche la successione di eventi che definiamo occasionali come miracoli (esclusi dalle Sacre Scritture e, quindi se ci definiamo credenti cristiani non possiamo condividere) ma, che però si verificano ed escludendo a priori quelli artefatti per fini di lucro e per la sottomissione delle genti, abbiamo testimonianza di strani personaggi, strani conflitti e tanti altri fenomeni che risultano fuori della logica corrente.



Dalle Sacre Scritture apprendiamo anche che, a seguito dell'unione di esseri diversi o alieni con le femmine della Terra si originarono anche i Giganti (nuova razza di dimensioni superiori a quelle degli uomini dell'epoca), e per questa ragione e per la corruzione del genere umano, il Signore Creatore (Libro della Genesi) limitò la durata della vita a 120 anni.





Scheletro di Gigante



Risulterebbe ben chiaro che questa limitazione ovvero l’abolizione del termine “Eternità” è solo rivolta a coloro che visitarono questa terra e non agli uomini terrestri che già erano di per se stessi limitati e mortali quindi non soggetti all’Eternità.



I versetti in questione, per questa ragione trovano una loro giustifica solo se si riferiscono proprio a queste presenze estranee alla Terra e, pertanto, i 120 anni, per noi significherebbero 3600x120 nostri anni lunari, tempo conseguente di vita massima per gli Anunnaki pre e post diluvio, ma che per noi, in ogni caso, sono equivalenti ad una eternità.



Secondo quest’ipotesi, la vita Anunnaka dovrebbe equivalere ora ai nostri 432000 anni. -



Su questa base è possibile elaborare un principio di lavoro che terrebbe conto anche di un evento dubbio e molto discusso riguardante la visita dei Magi descritti dal Vangelo di S. Matteo dove si parla di una stella che guidò costoro fino alla stalla dove era nato il Re dei Re .



Sempre dalle Sacre Scritture (la Torah) si parla di “Figli di Dio” (la definizione “Angeli” è puramente arbitraria) che si unirono, ma una più corretta traduzione dall'Aramaico dovrebbe corrispondere a "Buona Compatibilità", con le figlie degli uomini dando origine a nuove generazioni (uomini che sarebbero stati potenti sulla terra) ed a Giganti come prima enunciato. -



Orbene se quanto ipotizzato dovesse avvicinarsi ad una remota realtà, si giustificherebbero le costruzioni megalitiche senza alcuna iscrizione o incisioni rupestri perché questi esseri come anche i padri Anunnaki non avrebbero avuto bisogno di comunicare nel modo a noi noto in quanto il loro periodo vitale, riferito al nostro, non sarebbe servito sicuramente per una comunicazione distante nel tempo, perché ciò che per noi è un secolo o più, per questi esseri sarebbe stato solamente una frazione di ora; quindi, esisteva una condizione di mancanza di necessità di trasmettere informazioni nel tempo.

Da pubblicazione del Museo Americano Mt. Blanco Fossil Museum possiamo osservare un osso femorale dal quale è possibile farsi un'idea della dimensione che questi esseri potevano assumere.

Dei Giganti vi sono prove tangibili anche se i ritrovamenti europei (Europa settentrionale) non risultano ufficializzati mentre per alcuni ritrovamenti americani vi sono notizie in merito.




A tal proposito vedere le pubblicazioni del Museo Americano Mt. Blanco Fossil Museum rif.to sito internet: e la foto del femore rapportata ad un uomo del nostro tempo (V. Fig. n. 6). -





Fig. n. 6 – Osso Femorale



Questi esseri e ci riferiamo agli Anunnaki, per la durata della vita ipotizzata in precedenza e che riteniamo ancora come base di lavoro, avrebbero avuto la capacità di conoscenze che per gli uomini dell’epoca saranno state al limite dell’ immaginabile, ma che, sicuramente avranno impressionato i nostri antenati tanto da riconoscere in loro divinità specie poi se quei lontani uomini od ominidi non potevano constatarne la morte come conseguenza della forte differenza di tempo vivibile tra quello umano terrestre ed anunnako .



Come si è ipotizzato in precedenza, dall'unione di Anunnaki e femmine umane di discendenza animale (processo Darwiniano), oltre ai Giganti che gli stessi Anunnaki avrebbero usato come manovalanza, si sarebbero o sarebbero stati generati altri esseri (Ibridi) a seguito di manipolazione genetica, più simili agli uomini con una durata della vita che, di generazione in generazione, sarebbe rientrata nei limiti di quella terrena tanto da far accettare ai viventi umani non modificati, il loro inserimento nelle comunità primordiali che, poi, in funzione dell'apporto genetico superiore, avrebbero organizzato inizialmente in società agricole utilizzando tecniche d'avanguardia per l'epoca e, successivamente agglomerati organizzati tipo Città Stato, al cui vertice sociale, per le capacità e poteri non proporzionati ai tempi, si sarebbe insediato uno degli ibridi, discendente dei primi Anunnaki e da questi, sempre presenti, ma non visibili da tutti, anche protetto e pilotato. -



La testimonianza dell'arrivo di questi esseri esiste e ci viene fornita dai Sumeri mentre non esiste alcuna documentazione di ritorno di costoro al Pianeta d'origine il che lascia pensare che questi rimasero e lo sarebbero ancora oggi fra noi terrestri in forme diverse, non visibili secondo il nostro metro, ma sicuramente capaci di influenzare le nostre civiltà secondo i loro scopi. -



Dovunque oggi troviamo segni megalitici, sicuramente vi sarà stata la presenza di Anunnaki e loro ibridi (Fig. n.7 – n.7a - n.7b – n.7c – n.7d ).









Fig. n. 7 – Complesso megalitico













Da foto di Sebastiano Signorile - Bari



Se accettiamo queste idee propositive, possiamo non escludere che essi siano presenti anche ai giorni nostri, ma che noi non siamo in grado di riconoscerli a causa del divario di tempo che ci divide e che caratterizza i due tipi di vita, ma possiamo solo osservare le ricadute di certi fatti o eventi che anche oggi si verificano e che non trovano eloquenti riscontri logici come per esempio, i Miracoli come si è usi chiamarli, ma su questo argomento riteniamo aprire una nuova discussione dopo altre considerazioni ed ampliamento dell'argomento.















Particolare della pietra con 12 spigoli



Ritornando al pianeta Nibiru ed alla sua reale esistenza di cui non dovrebbero esserci dubbi e nell’attesa che la scienza ufficiale comunichi gli ultimi rilevamenti astrofisici, in base ai ritrovamenti archeologici di alcuni Faraoni e dipinti ritrovati in alcune tombe egizie, per non parlare dei popoli del Sud America ed Asiatici, si nota una spiccata conoscenza dell’Astronomia e di particolari specifici come quelli del sistema stellare della costellazione di Orione.

E' molto probabile che questo pianeta che per comodità di dialogo, attribuiamo temporaneamente al sistema solare, abbia anche una seconda funzione, ovvero quella di navetta stellare che consenta l'avvicinamento a qualche pianeta di una delle stelle della costellazione avente anche esso un'orbita allungata come quella del nostro Nibiru. -




Questo probabile evento spiegherebbe le conoscenze Egizie circa quella costellazione e la mancanza di qualsiasi presenza di residuo umano nei sarcofagi delle tre piramidi principali e sepolture di Faraoni del periodo predinastico pur essendosi verificati i loro regni le cui prove sono tangibili dopo i ritrovamenti archeologici attuali.



Per quanto concerne i siti megalitici come Stonehenge, dovrebbe essere facile capire che l'insieme dei massi così posti doveva servire ad individuare gli equinozi ed i Solstizi nonché unire anche una funzione di culto (Fig. n. Cool.









Fig. n. 8 - Stonehenge



Il perché potrebbe essere in quanto proprio gli Equinozi ed i Solstizi rappresenterebbero l'unico elemento di riferimento tra il sistema Nibiru e quello terrestre, quindi l'elemento di paragone e calcolo per quegli esseri ibridi a conoscenza delle proprie origini, ma soggetti sempre più alle leggi fisiche e temporali del nostro pianeta.



In pratica, solo gli equinozi ed i Solstizi potevano stabilire un anello di congiunzione tra il tempo dei padri e le nuove condizioni di coloro che, sempre più diventavano Terrestri assoggettando la nuova forma vivente al metabolismo umano legato alla rotazione del nostro pianeta intorno alla stella Sole.



Lo stesso dovrebbe essere per la Sfinge Egizia la cui datazione dovrebbe ricadere all'incirca verso l'anno 13000/12000 se non prima e che dovrebbe indicare la probabile collocazione nel cielo della costellazione propria di contatto del pianeta Nibiru con l'equivalente di altro sistema stellare (Fig. n. 9).





Fig. n. 9 – La Sfinge



Quanto stiamo proponendo è a livello di pura ipotesi confortata solamente da alcune osservazioni di documentazioni archeologiche che sembrano inspiegabili e da comportamenti umani che esulano dalla normale prassi di vita quotidiana, ma disponendo di opportune apparecchiature scientifiche e di un Laboratorio chimico di ricerca organica, sufficientemente attrezzato ed in grado di analizzare anche campioni di DNA, siamo sicuri che dal paragone delle analisi strutturali delle tracce di DNA prelevato da reperti umani di epoca risalente al 13.000/12.000 a. C. o antecedente se ancora siano recuperabili elementi di questo programma organico con quello di alcuni popoli come gli Assiri, i Babilonesi, gli Egizi di epoca Predinastica e di popolazioni Nord europee con quello di esseri umani dell'Era Moderna, si individuerebbero molte diversità strutturali che, tramite la recente mappatura del Genoma Umano, ci indicherebbero su quali funzioni genetiche sarà stato possibile e se esso lo è ancora oggi, un intervento estraneo che modifichi l'uomo in un ibrido apparentemente simile agli altri, ma diverso nei contenuti. -



Sulla base di queste congetture è ipotizzabile anche che proprio i Sumeri siano stati dei diretti discendenti dei primi ibridi perché proprio di loro si sa poco delle origine, mentre si è a conoscenza del loro modo di calcolo e della scrittura completa in tutte le sue parti di trasformazione fonica non riscontrabile in altre popolazioni dello stesso periodo.



In pratica, essi potrebbero essere un residuo sopravvissuto al cataclisma che va sotto il nome di Diluvio o seconda distruzione e, nello stesso tempo, essere stati testimoni di un successivo trasbordo di Anunnaki colonizzatori che usarono altre forme di sovrapposizione con il genere terrestre che sopravvive a tutt'oggi, ma che non siamo ancora in grado di identificare.

Forse alcuni passi biblici fanno riferimento a questi esseri chiamandoli "Figli di DIO" in modo generico e questo varrebbe anche per i testi riferiti al profeta Ezechiele (di questo Profeta verrà allegato un sunto storico della sua vita ed il periodo in cui operò).




Su questo argomento occorrerebbe una migliore lettura dei Testi del Mar Morto ed interpretare con maggiore accortezza, se già non fatto dagli Studiosi Israeliti e non divulgato quanto contenuto nei manoscritti circa l’argomento che stiamo trattando .-



Qualcosa emerge dal "Libro di Enoc" e dal Documento di Damasco (Allegato n.1) , ma essi sono praticamente sottratti alla lettura pubblica ad opera di caste religiose che ritengono pericoloso la divulgazione di taluni testi. –



E' molto probabile che al successivo arrivo, gli Anunnaki avessero trovato un nuovo genere umano, già formato ed in grado di ostacolarli nell'intento colonizzatore del nostro pianeta che prevedeva forse, ma non troviamo al momento altra ragione plausibile se non l'imposizione della loro volontà a tutto il genere umano .-



Questo nuovo popolo potrebbe essere proprio Israele ovvero quello che fu definito come il "Vincitore".





Particolare – Testa di divinità Sumera





Scheletri di Giganti



Mura ciclopiche – Foto di Signorile Sebastiano
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MessaggioOggetto: Re: Gli Annunaki : vennero sulla Terra da un pianeta chiamato Nibiru   Lun 25 Gen 2010, 19:22

GLI ANNUNAKI





I sumeri erano un popolo molto avanzato della Mesopotamia. Dalla traduzione delle loro tavolette si e' venuto a conoscienza che erano molto avanzati, ma cio' che importa agli ufologi, e a chi si interessa di questa materia, e' il fatto che erano bravissimi astronomi, tanto che avevano gia una corretta visione del nostro sistema solare, e, cosa piu' importante, che avevano un culto assai strano: i sumeri credevano negli Annunaki (i loro dei) che si riunivano in un assemblea presieduta da An,il dio del cielo. Dalle tavolette sumeriche che sono giunte fino a noi e' stata elaborata da Zecharia Sitchin una teoria secondo la quale gli Annunaki sarebbero degli alieni provenienti da un pianeta del nostro sistema solare (Nibiru) e avrebbero contribuito a velocizzare l'evoluzione degli umani, in particolare dei Sumeri. Secondo questa teoria sarebbero venuti sulla Terra per sfruttare i giacimenti minerari, all'inizio avrebbero inviato delle sonde, per poi inviare una spedizione di esseri viventi quando il loro pianeta era nel punto piu' vicino alla Terra. I luoghi scelti dalla spedizione furono : la Valle del Nilo, la Valle dell'Indo e la Mesopotamia. Elemento molto importante e' proprio cio' che ho scritto prima: i Sumeri avevano una visione corretta del nostro sistema solare. Forse furono proprio gli Annunaki che insegnarono a questo popolo i segreti dell'astronomia.
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MessaggioOggetto: Re: Gli Annunaki : vennero sulla Terra da un pianeta chiamato Nibiru   Lun 25 Gen 2010, 19:29




Sino ad ora i commenti espressi nei confronti della ricerca di Zecharia Sitchin hanno viaggiato fra due estremi: quello delle scetticismo totale e quello del supporto incondizionato. È mia intenzione proporre un approccio critico equilibrato, non di esprimere attacchi personali sulla metodologia di Sitchin, né sui dettagli del suo lavoro, come è stato fatto da più parti, né sulla sua personalità.






Voglio invece mettere a fuoco le sue conclusioni, che risultano di grande importanza per tutti noi. Esposti qui di seguito, a mio parere, i 14 punti più importanti sul lavoro di Sitchin:


Conclusione n. 1: Gli Annunaki (“Coloro che dal cielo alla terra vennero”) erano “giganti extraterrestri” che crearono l’uomo geneticamente come un ibrido tra loro e l’Homo erectus.


Commento: sono d’accordo. C’è stato un intervento genetico. Il Darwinismo crolla miseramente nello spiegare come l’Homo erectus abbia beneficiato improvvisamente di un incremento del 50 % nel volume del cervello, della capacità linguistica e di una moderna anatomia.


Conclusione n. 2: Gli Annunaki vennero sulla Terra da un pianeta chiamato Nibiru, che si trova nel nostro sistema solare su un’enorme orbita cometaria della durata di 3600 anni.


Commento: sono d’accordo. Questo è ciò che affermavano gli antichi testi. Inoltre, gli astronomi sono alla ricerca di un “Pianeta X” con caratteristiche assai corrispondenti a quelle di Nibiru. Negli ultimi anni sono state avanzate critiche piuttosto pesanti alla teoria del “Pianeta X” ma sulla base di argomentazioni cervellotiche e inconcludenti, e non stupisce che coloro che appoggiano la teoria, come l’astronomo Tom Van Flandern, continuino a tenere duro. lo credo che il discredito del Pianeta X potrebbe benissimo essere stato orchestrato a causa delle profonde implicazioni connesse alla sua scoperta… va infatti notato come il sistematico discredito sia coinciso con investimenti nell’ordine di miliardi di dollari per telescopi spaziali. La ricerca del Pianeta X continua in segreto ad opera dei governi?




Conclusione n. 3: Gli Annunaki si sono evoluti su Nibiru sul quale avevano una società ben sviluppata, governati dal loro Dio principale, Anu.


Commento: altamente improbabile. Sebbene Nibiru possa aver piantato semi di forme di vita primitive sulla Terra, è altamente improbabile che da questo si siano evolute specie sino al livello di intelligenza. Lo si può dedurre dall’orbita di Nibiru, che si presume essere su un corso regolare di collisione cataclismica con la cintura di asteroidi. Per quanto riguarda la divinità suprema vivente su Nibiru, perché avrebbe scelto di insediarsi su un pianeta dove la luce del Sole avrebbe circa un sedicesimo della forza che ha sulla Terra? Sitchin non ha considerato l’ipotesi che gli dèi siano giunti sulla Terra passando per Nibiru e non da Nibiru, usandolo come astronave… nè la possibilità che gli stessi dèi fossero una colonia lavorativa che agiva sotto ordine di qualcuno… o anche che i messaggi presumibilmente provenienti da Anu su Nibiru avrebbero potuto essere trasmessi da altrove…


Conclusione n. 4: gli Annunaki arrivarono sulla Terra nell’era dei Pesci, 445.000 anni fa.


Commento: errato, Sitchin ha basato i suoi calcoli su 120 “cicli” di 3.600 anni, e il riferimento alla lista dei re di Babilonia a 432.000 anni. Comunque, come ho esaustivamente dimostrato nel mio libro, i Babilonesi hanno erroneamente interpretato dei dati che erano stati espressi in ere di 2.160 anni (un dodicesimo del ciclo precessionale). Il “ciclo” di 2.160 anni fornisce una cronologia decisamente migliore che suggerisce che gli dèi arrivarono 272.000 anni fa. Inoltre, è altamente probabile che il cataclisma del diluvio abbia influito sull’oscillazione della Terra e quindi Sitchin non può calcolare le date dei periodi zodiacali prima del diluvio. L’immagine dei pesci che Sitchin usa per corroborare un arrivo nei Pesci potrebbe ugualmente significare l’arrivo degli dèi tramite un ammaraggio nell’oceano (paragonare con le missioni Apollo di ritorno dalla Luna).




Conclusione n. 5: L’uomo fu creato dagli Annunaki 299.000 anni fa.


Commento: nuovamente errato. Il ciclo di 2160 anni situa la datazione della creazione a 182.000 anni fa. Sitchin fa andare indietro la sua cronologia con la datazione dell’arcaico Homo sapiens al 300.000 a.C., ma non abbiamo alcun dato affidabile di questo modello arcaico. Tutto ciò che è credibile sull’ Homo sapiens suggerisce un’improvvisa sua comparsa a meno di 200.000 anni fa…


Conclusione n. 6: L’uomo fu creato quale servo per compiere il lavoro duro a supporto delle truppe Annunaki.


Commento: d’accordo, tutti i testi antichi lo affermano, quindi perché contestarlo? La nostra specie è troppo arrogante per digerire questa possibilità?


Conclusione n. 7; Gli Annunaki vennero sulla Terra per ottenere oro da immettere nell’atmosfera del loro pianeta, Nibiru.


Commento: nessuna prova. Questa è una delle affermazioni più straordinarie di Sitchin, elencata qui perché è importante spiegare perché vennero sulla Terra. Personalmente, riterrei più credibile che vi siano giunti per estrarre numerosi altri minerali. Perché quest’ossessione per l’oro? Una volta scrissi a Sitchin per chiederglielo, ma non mi ha mai risposto…


Conclusione n. 8; Gli Annunaki vivevano migliaia di anni perché i loro cicli vitali si erano adattati per la vita su un pianeta con un’orbita di 3.600 anni attorno al Sole.


Commento: altamente improbabile. La teoria è priva di basi scientifiche. Al contrario, la storia tramandata nelle culture e nei testi antichi suggerisce che la longevità degli dèi abbia basi genetiche. lo ho suggerito che gli dèi usassero terapie genetiche per accrescere i loro stessi geni della longevità: si sposavano con le sorellastre per minimizzare gli effetti della dispersione genetica e usavano cocktails di droghe per contrastare gli effetti dell’invecchiamento causati dai “radicali liberi”.


Conclusione n. 9: II Diluvio Universale fu un autentico evento storico, causato dal pianeta Nibiru che sciolse la placca ghiacciata dell’Antartico, che scivolando in mare generò un enorme maremoto.
Commento: è improbabile che ciò sia accaduto nel modo descritto da Sitchin. La presunta orbita di Nibiru non lo avrebbe portato più vicino alla Terra rispetto alla fascia di asteroidi, una distanza di 166 milioni di miglia. E’ difficile immaginare come avrebbe potuto avere qualche effetto sulla Terra da tale distanza. Dal mio punto di vista, Nibiru causò il Diluvio ma non nel modo descritto da Sitchin.


Conclusione n. 10: L’enorme piattaforma di pietra a Baalbek, in Libano era un sito di atterraggio degli Annunaki.




Commento: sono d’accordo. Sono tra i pochi fortunati ad aver visitato Baalbek e ho visto le sue enormi pietre da vicino, oltre alle quali la prova geografica sottolineata da Sitchin è persuasiva.




Secondo Sichtin l’enorme piattaforma di pietra (foto) a Baalbek (Libano) fu il sito di atterraggio degli Annunaki.



Conclusione n. 11: Le piramidi di Giza furono costruite dagli Annunaki come fari che guidassero le astronavi in arrivo a Baalbek.
Commento: beh… forse, però… malgrado la sua connessione geografica con Baalbek, la Grande Piramide è molto più complessa di quello che dovrebbe essere se fosse solo un faro. La mia analisi suggerisce che avrebbe potuto essere un generatore di energia a gas idrogeno.


Conclusione n. 12: Sodoma e Gomorra furono attaccate da armi nucleari, che allo stesso modo distrussero un centro spaziale nel Sinai.


Commento: sono d’accordo. Ho ottenuto una foto ravvicinata da un satellite della penisola del Sinai che conferma ciò che afferma Sitchin. Inoltre possiedo copie delle foto di Emmanuel Anati delle rocce annerite in Sinai. Gli esperti ammettono che tali rocce sembrano vulcaniche, ma non c’è alcun vulcano vicino al Sinai.


Conclusione n. 13: Stonehenge e Machu Picchu furono costruite dagli Annunaki come calendari solari-lunari, associati alla Nuova Era dell’Ariete, circa 2.200 a.C.
Commento: quasi. Chiunque abbia costruito Stonehenge conosceva in anticipo il ciclo di 19 anni della Luna ed era in grado di localizzare un unico sito per tracciare i suoi otto punti principali in un disegno rettangolare. Perché costruire un osservatorio solare-lunare così complesso per guardare a quello che già conosci? Sorprendentemente, Sitchin non ha colto questo punto. I calendari di Stonehenge e Machu Picchu erano secondari al loro scopo primario, che era sicuramente quello di osservare le stelle e misurare la velocità dei cambi precessionali.



Conclusione n. 14: II Dio ebreo, Yahweh, non era uno de li extraterrestri, ma è il Dio Unico, Eterno e Spirituale.


Commento: decisamente sbagliato. La conclusione di Sitchin sul Dio degli Ebrei potrebbe benissimo essere parziale, al fine di evitare di urtare i suoi amici Ebrei. Le analisi presentate nel mio libro lasciano pochi dubbi sul fatto che Yahweh fosse il Dio in carne e ossa, conosciuto dagli antichi come “il Dio della tempesta”.


http://www.salux.net/misteri%20annunaki.htm
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