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 LTPA Observer Project

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O.V.N.I
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MessaggioTitolo: Re: LTPA Observer Project   Mar 26 Gen 2010, 22:42

23 Gennaio 2010 ore 05:00

Piccolo meteorite registrato alle ore 05:00 del 23 Gennaio 2010 a Lariano (RM) con CCTV Camera da 0.00045 lux di sensibilità. Si tratta della prima registrazione meteorica del 2010 effettuata dal nostro gruppo di ricerca. La magnitudine del fenomeno è stata calcolata intorno ad una magnitudine di +5; ad una declinazione di 55° dall'orizione, in direzione S-E.

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O.V.N.I
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MessaggioTitolo: Re: LTPA Observer Project   Mar 26 Gen 2010, 22:41

Statistiche ricavate dalle osservazioni

Di seguito sono stati riportati i grafici derivati dallo studio statistico condotto sui dati ricavati dalle nostre osservazioni. Si tratta di dati importanti che sono stati messi a disposizione di tutti i ricercatori, questo a dimostrazione del nostro "modus Operandi", basato su evidenza scientifica e non sulle solite chiacchiere che sempre più circondano questo fenomeno. I dati derivano dalle osservazioni effettuate nel 2009, e che sono contenute nel libro degli autori intitolato "Il mistero dei globi luminosi - guida all'identificazione".


Tipo di anomalie osservate
rispetto alla direzione di osservazione


















Tipi di anomalie osservate rispetto alla declinazione
in gradi (°)










Tipi di anomalie osservate rispetto ai mesi dell'anno












Tipologie Osservate




Dati Prelilimari delle osservazioni e loro studio



dati presi come riferimento per realizzare il seguente studio statistico (preliminare) sono stati acquisiti tra il mese di Aprile 2009 ed Agosto 2009. L’oggetto della statistica è rappresentato da sei tipologie di anomalie luminose (su un totale di dieci):



  • LTSO (5 casi);
  • NL stazionarie (25 casi);
  • TLS (5 casi);
  • NAT (15 casi);
  • MegaNAT (2 casi);
  • NACT (8 casi)





Poiché si tratta degli unici dati dai quali è possibile ottenere risultati di un certo interesse. La tipologia di anomalie osservate con più frequenza sono, in ordine: NL Stazionarie; NAT; NACT; LTSO e TLS a pari merito, MegaNAT. Volendo unire i casi di probabile origine satellitare (LTSO e TLS) osserviamo che questi raggiungono quota 10, andando a collocarsi statisticamente tra i NACT e i NAT, divenendo cioè la terza fenomenologia più osservata.


http://ltpaobserverproject.weebly.com/statistiche-del-fenomeno.html
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O.V.N.I
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MessaggioTitolo: Re: LTPA Observer Project   Mar 26 Gen 2010, 22:35

16 Gennaio 2010 - Motion-Detect - Lariano (RM)

Prima rilevazione del nuovo anno, eseguita con CCTV Sony da 0.00045 lux di sensibilità, puntata in direzione S-E, umidità del 50% e temperatura di 6°C circa. Il fenomeno è apparso ad una elevazione di circa 50°, rispetto all'orizzonte. L'oggetto anomalo è quel puntino luminoso che si trova poco al di sopra della cima dell'albero.

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MessaggioTitolo: Re: LTPA Observer Project   Mar 26 Gen 2010, 22:32

Gli LTPA comprendono numerose manifestazioni luminose atmosferiche di breve durata. Ne fanno parte gli UAP (Unidentified Aerial Phenomena) cui spesso sono stati compresi anche i fenomeni U.F.O. Si tratta di eventi atmosferici studiati dalla comunità scientifica internazionale, alcuni dei quali hanno ormai una spiegazione nota, mentre su altri bisognerà lavorare ancora molto per riuscire a comprenderne la genesi. Eccone i principali:

GP = Gorgons phenomena: Il nome gorgons (un equivalente più chiaro è quello di “luci vulcaniche”) è stato adottato nel 1993 dal geologo Egon Bach per denominare una serie di fenomeni luminosi, a sua dire di tipo plasmatico, che si produrrebbero con l’attività dei vulcani, specie in vista del parossismo eruttivo. Per estensione, i GP, definiscono tutte quelle manifestazioni (sfere luminose, anelli, corpi opachi) che sono stati talvolta descritti intorno a vulcani attivi. In Italia esempi di questo tipo si ebbero durante i cicli di attività del Vesuvio del 1906 e del 1944.

HP = Hessdalen phenomena:
SI tratta di fenomeni luminosi ma anche di corpi strutturati che sono osservati nella valle di Hessdalen, situata nella Norvegia centrale, almeno dal Dicembre 1981 (ma secondo alcuni avvistamenti casuali in zona potrebbero risalire addirittura alla fine del XIX secolo). Gli HP costituiscono uno snodo cruciale per lo studio degli LTPA soprattutto perché in quella remota località dell’Europa settentrionale, la Norvegia, per una serie di circostanze è stato possibile svolgere una serie di ricerche sistematiche che hanno fatto uso di una vasta gamma di strumentazioni e di tecnologie volte a registrare i fenomeni ed a rilevare una serie di parametri fisici sempre più vasta. Ampio, ma ancora insufficiente, è il coinvolgimento di astrofisici, fisici ed ingegneri elettronici all’interno dello studio di tale fenomenologia. Lo studioso Bjørn Hauge ritiene che gli studi condotti dal 1998 avrebbero chiuso il problema dell’esistenza del fenomeno. A suo avviso esso sarebbe reale, si tratterebbe di un qualcosa che si libra in aria le cui caratteristiche lo renderebbero “unico”. Certo, nel corso delle missioni erano state realizzate interessanti riprese video e fotografiche, ma non occorre dimenticare che il fenomeno si è rivelato più elusivo di quanto non si pensasse. Irradierebbe energia, ma ancora non ci sono tracce elettromagnetiche di un certo rilievo.

IF = Ignes fatui:
I fuochi fatui sono stati dei fenomeni popolarissimi nella letteratura scientifica e nella cultura generale del periodo che va dagli inizi del XVII secolo ed i primi decenni del XX. Descritti in genere come “fiammelle” o “deboli luci” in movimento ondivago vicino al terreno, erano associati a storie di fantasmi, a zone acquitrinose o a luoghi in cui era un’intensa decomposizione di materia organica (ad esempio nei cimiteri). Con il sorgere della chimica moderna, nel XVIII secolo, emerse un’interpretazione standard che li legava alla combustione spontanea della fosfina derivante dal decadimento di materiale organico presente in alcuni tipi di terreno a contatto con l’idrogeno dell’atmosfera. In realtà, le loro cause sono rimaste sempre oggetto di discussione. I fuochi fatui si manifestano in modo difficilmente compatibile con altri tipi di fenomeni naturali. Assieme alle Earth Lights (denominati in modo diverso a seconda delle culture locali nella letteratura anglosassone) erano spesso noti come will-o’-wisps. I loro caratteri li rendono indistinguibili dalle più sorprendenti e controverse Earth lights.

IL = Ignes lambentes: Si tratta delle “fiamme lambenti”. Esse sono state collocate dalla scienza, ormai da diversi secoli, all’interno delle cosiddette “credenze popolari” poiché derivano da concezioni scientifiche pre-moderne ancora connesse alle idee aristoteliche della fisica mescolate a convinzioni di tipo religioso. Sino al XIX secolo, tuttavia, non sono mancati resoconti relativi allo sprigionarsi di fiamme o di luminosità dal corpo dei morenti o dai cadaveri. Per la rilevanza che questi resoconti hanno avuto nella formazione delle interpretazioni standard del fenomeno dei fuochi fatui, essi rivestono tuttora un certo interesse alla luce dei meccanismi per la produzione di emissioni luminose oggi note alla scienza e talora non del tutto chiariti in dettaglio. In una certa misura, le “fiamme lambenti” probabilmente costituirono un’indebita assimilazione all’ancora più controverso fenomeno delle SHC (Spontaneous Human Combustion), presunti fenomeni di autocombustione del corpo umano sui quali esiste un certo numero di resoconti ma che le discipline scientifiche nel loro insieme considerano privo di fondamento.

LLP = Long-lived plasmas: La possibilità che in natura e nell’atmosfera terrestre si possano manifestare plasmi dilunga durata, come i fisici riescono oggi a dimostrare in laboratorio e come sappiamo avvenire nella fisica stellare, costituisce una delle frontiere della ricerca in cui sono in particolare impegnati parecchi scienziati russi. Le condizioni in cui plasmi naturali riuscirebbero a rimanere stabili per diverso tempo potrebbe aprire la strada all’interpretazione di certe osservazioni di presunti LTPA. Ad ogni modo, il grado di possibile anomalia scientifica di questi eventi è potenzialmente assai elevato.

LTSO = Luminous Transient Satellite Object: Oggetti Satellitari Luminosi Transitori. Sono di origine sconosciuta, si tratta di una nuova categoria di anomalie luminose coniata a seguito delle osservazioni ed allo studio dei fenomeni di apparente natura satellitare. Gli LTSO sono apparizioni luminose in movimento più o meno lento che percorrono grandi o piccole porzioni della volta celeste che hanno delle caratteristiche sovrapponibili a quelle dei satelliti artificiali se non fosse, ad esempio, per la velocità, per la luminosità o per il fatto che non è possibile ottenere alcun riscontro del passaggio del satellite attraverso software di tracciamento satellitare. SI tratta cioè di oggetti che, da successive indagini, non risultano avere un’origine satellitare in quanto sono dotati di caratteristiche del tutto inconsuete, come l’intensità o la forma della fonte luminosa, la rotta e il moto. Sono difficilmente osservabili con le normali apparecchiature fotografiche ed ottiche. Su questi oggetti non si hanno ancora sufficienti dati scientifici per poter spiegare la loro natura (“LTSO” è un acronimo coniato dal nostro gruppo di ricerca in base alle osservazioni eseguite).

MPL = Mountain peaks luminosity: Le MPL (luminosità delle cime montane) sono quei fenomeni probabilmente riconducibili a scariche di elettricità terrestre di dimensioni particolarmente grandi ritenute la possibile spiegazione di quel complesso fenomeno luminoso che in più parti del mondo è stato osservato sui picchi e pendii di numerose montagne. Le MPL possono manifestarsi anche sottoforma di raggi, lampi e bagliori intensi e diffusi o addirittura in “strisce ondulate di luce”. Il colore più ricorrente sembra essere il bianco-giallastro ed in certi casi sono stati osservati per diverse ore consecutive. Se ne hanno descrizioni testimoniali dettagliate in specie dalle isole Svalbard, nelle Alpi svizzere e da varie parti delle Ande (Cile, Perù e Bolivia); ma anche dal Messico e dalle Isole Azzorre. Lo studioso americano di fenomeni anomali William R. Corliss, ha fatto notare che vi sono comunque diverse difficoltà nella spiegazione offerta (grandi scariche di elettricità terrestre) dalla comunità scientifica. Appaiono infatti insolite le particolari dimensioni dei fenomeni osservati, il loro frequente manifestarsi in connessione con scosse di terremoto - fatto che in certe occasioni le accomuna alle luci sismiche (EQL) - la ricorrente caratteristica della periodicità dei lampi e la loro somiglianza con le aurore polari.

NAT o Nightlight Anomalous Transient (Luce notturna anomala transiente): Si tratta di una tipologia di fenomeni luminosi osservati nel cielo praticamente solo nelle ore notturne (forse perché in pieno giorno risultano essere “soffocate” dalla luce del Sole) che sembrano non avere caratteristiche in comune con altri eventi luminosi descritti nella classificazione internazionale dei fenomeni luminosi anomali. L’acronimo “NAT” è stato coniato nel Novembre del 2009 dal Gruppo di Ricerca italiano indipendente “LTPA Observer Project”. I fenomeni NAT non possono essere confusi con i TLE (Transient Luminous Events) poiché si verificano anche lontano dai temporali ed inoltre sembrano avere una durata più elevata che comunque è inferiore al secondo. Contrariamente ai TLS (Transient Luminous Spot, fenomeni luminosi di origine satellitare) hanno una durata più breve (< 1 secondo) e una luminosità mediamente meno intensa (solitamente non superano la magnitudine +1) ed inoltre non presentano uno spostamento angolare come quello imputabile ai TLS (visibile attraverso registrazioni ad alta velocità). Anche i fulmini globulari (BL) hanno un comportamento diverso dai NAT: durano almeno 1 secondo ed inoltre è statisticamente molto raro osservarli nel cielo, mentre i NAT possono essere osservati molto più frequentemente: anche 4 o 5 volte in sole 8 ore di registrazione compiuta su una area della volta celeste grande 30° x 25°. Questo fatto rende i NAT dei fenomeni luminosi che non possono essere confusi con i raggi cosmici (CR) che, al contrario, sono in grado di raggiungere il suolo o gli strati più bassi della nostra atmosfera molto difficilmente: circa 1 raggio cosmico/metro quadro/anno[1][2]. Ricapitolando i NAT hanno le seguenti caratteristiche:


Luminosità: uguale o inferiore alla magnitudine +1.
Durata: non Maggiore di 0,5 secondi.
Moto: stazionario.
Presenza di un alone luminoso: si.
Forma: globulare.
Numero: una singola luce per ogni rilevamento; non multipla.
Cono meteo: debbono essere esclusi i temporali. Sereno.

megaNAT: Mega Nightlight Anomalous Transient (Luce notturna anomala transiente di alta intensità), ossia: NAT con luminosità superiore alla magnitudine +1. Ricapitolando i megaNAT hanno le seguenti caratteristiche:



Luminosità: minore di magnitudine +1 (più luminoso di un NAT).
Durata: non Maggiore di 0,5 secondi.
Moto: stazionario.
Presenza di un alone luminoso: si.
Forma: globulare.
Numero: una singola luce per ogni rilevamento; non multipla.
Cono meteo: debbono essere esclusi i temporali. Sereno.

NACT o Nightlight Anomalous Circumscribed Transient (Luce notturna anomala transiente circoscritta) Differisce dalla fenomenologia NAT semplicemente per l’assenza di un alone luminoso e per la forma non globulare che invece risulta essere più netta e circoscritta.

ANL o Atypical Night Light (Luce Notturna Atipica). Si tratta di una nuova categoria di fenomeni luminosi anomali osservati nel 2009 dall’equipe di ricercatori del progetto italiano di osservazione del cielo notturno denominato ”LTPA Observer Project”. Le ANL si contraddistinguono per l’elevata atipicità delle anomalie osservate sia rispetto ad oggetti di origine convenzionale che di natura sconosciuta. Tali fenomeni sono da considerarsi un’evoluzione delle cosiddette “Luci Notturne”. Ecco le caratteristiche principali:


presenza di uno o più globi;
presenza di una o più scie luminose tra uno i più globi;
polimorfismo della formazione;
elevato numero di casi di avvistamento nell’arco
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MessaggioTitolo: Re: LTPA Observer Project   Mar 26 Gen 2010, 22:24

Di seguito abbiamo inserito una classificazione degli LTPA, ovvero di tutte quelle fenomenologie di fenomeni luminosi che è possibile osservare nel cielo, di cui oggi la scienza ufficale non riesce a dare una precisa collocazione. Prima di tale classificazione abbiamo deciso di inserire alcune immagini estratte in un video girato in Ecuador, e che si riferiscono alla formazione di alcuni globi luminosi, fulmini e lampi apparsi durante l'eruzione del Vulcano Tungurahua. La visione di questo filmato, da poco messo al vaglio dell'opinione pubblica, dimostra in maniera inequivocabile la complessità di tali manifestazioni, e rappresenta un esempio lampante di cosa è possibile aspettarci, durante una registrazione.

Tungurahua - Equador




URL del Video: http://www.youtube.com/watch?v=UkcudxZXPio
Le frecce gialle indicano la presenza di globi luminosi immobili nel cielo da cui si propagano dei fulmini. La foto n.1 e n.2 mostrano la parte iniziale del fenomeno; ovvero la presenza nel cielo di un globo scintillante, che si muove nel cielo, cambia forma, e innesca fulmini e flash luminosi. Durante la ripresa sono osservabili anche dei globi luminosi, non meglio identificabile. Tutto ciò avviene sopra i getti di magma espulsi dal vulcano durante l'eruzione.




Classificazione degli
LTPA
Luminous Transient Phenomena in the Atmosphere
(Fenomeni luminosi transitori in atmosfera)
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MessaggioTitolo: Re: LTPA Observer Project   Mar 26 Gen 2010, 22:12

All'LTPA Observer Project fa capo ad un altro progetto (non meno importante) denominato "IR Project", cioè un progetto di ricerca basato sull’acquisizione di dati video-fotografici ottenuti attraverso tecnologie che sfruttano la visione infrarossa. l'IR Project nasce nel 2006 dopo alcune prime esperienze incoraggianti di ripresa in luce IR ottenute attraverso l’utilizzo di speciali filtri IR-pass (che bloccano parzialmente o totalmente lo spettro visibile, per lasciar passare solo quello infrarosso) installati su fotocamere e videocamere digitali.

In realtà l'LTPA Observer Project è figlio proprio dell'IR Project dal quale, comunque, si è evoluto per poter dar luogo ad un unico progetto di ricerca condiviso da più persone che mira alla realizzazione si sistemi di rilevamento trasportabili completamente automatizzati (cioè computerizzati) in grado di rilevare in modo del tutto automatico qualsiasi anomalia luminosa che si presenti nel cielo. Si tratta di un sistema di rilevamento continuo (Constant Digital Acquisition) che è già realtà.


L’LTPA Observer Project prevede anche l'utilizzo di sistemi di monitoraggio elettromagnetico ambientale computerizzato in grado di rilevare le emissioni radio nelle bande ELF e VLF (quella che in gergo viene definita “radionatura”) per tenere sotto controllo le emissioni radio naturali (fenomeni meteorici, fenomeni atmosferici, fenomeni geologici, etc.) e rilevare eventuali anomalie in concomitanza di contatti visuali.
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MessaggioTitolo: LTPA Observer Project   Mar 26 Gen 2010, 22:11



l'LTPA Observer Project è un progetto di ricerca fondato da Daniele e Gabriele Cataldi che si occupa della ricerca e dello studio dei fenomeni luminosi transitori di origine atmosferica. Rientrano all'interno del target di ricerca di questo progetto tutte quelle anomalie che si manifestano sia nella bassa che nell'alta atmosfera la cui origine non ha trovato ancora collocazione scientifica ben definita.


Il "modus Operandi" del gruppo “LTPA Observer Project” è basato su un approccio scientifico contraddistinto dall'utilizzo di strumentazioni concepite per la ripresa in luce IR (oltre che nel visibile) del cielo notturno. Lo scopo delle nostre ricerche è reperire informazioni e dati scientifici oggettivi delle anomalie luminose che si verificano all’interno dell’atmosfera terrestre e creare un apposito archivio nazionale ed internazionale degli eventi anomali registrati a cui possono accedere tutti.




http://ltpaobserverproject.weebly.com/
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