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 Riflessioni inedite e coerenti aprono una nuova via nell'interpretazione del numero 666

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THE PUNISHER
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MessaggioTitolo: Re: Riflessioni inedite e coerenti aprono una nuova via nell'interpretazione del numero 666   Sab 29 Mag 2010, 16:52

CURIOSITA' - 666, il numero dell'Anticristo
Uno degli aspetti simbolici dell’Anticristo, ancora oggi in gran parte avvolti nel mistero, è rappresentato dal 666: «Chi ha mente computi il numero della bestia: è un numero d’uomo. Il suo numero è seicentosessantasei», afferma Giovanni nell’Apocalisse. Ma che cosa significa? Segue
Uno degli aspetti simbolici dell’Anticristo, ancora oggi in gran parte avvolti nel mistero, è rappresentato dal 666: «Chi ha mente computi il numero della bestia: è un numero d’uomo. Il suo numero è seicentosessantasei», afferma Giovanni nell’Apocalisse. Ma che cosa significa? Pur accettando l’ipotesi che il 666 avesse un valore simbolico facilmente decodificabile dai contemporanei di Giovanni, va detto che già nel II secolo gli interpreti dell’Apocalisse ammettevano la loro incapacità di stabilire il vero significato dei tre sei.
Per cercare di raggiungere una definizione, alcuni studiosi hanno fatto ricorsa alla ghematria, un procedimento di tradizione ebraica che, assegnando un numero ad ogni lettera dell’alfabeto, sommava le varie lettere di una parola, stabilendo quindi la sua cifra corrispondente. Un metodo empirico con lacune incolmabili che portò ad identificare Nerone come l’Anticristo; poi vennero altre interpretazioni che condussero a Tito, Domiziano, Traiano e avanti fino a Stalin. La tradizione continuò per molto tempo, trovando nella cultura cabalistico-esoterica un territorio fertile, ricco di suggestioni, ma fortemente sincretistico.
In genere si tende ad assegnare al sei ripetuto tre volte un valore connesso all’imperfezione (numero d’uomo), che risulta peggiorato dalla sua ripetizione e dall’orgoglioso e perverso valore attribuitogli dalla bestia. Quindi, in questo senso, il 666 indicherebbe la debolezza di spirito, la fragilità, comunque l’inferiorità dell’uomo nei confronti dell’imperscrutabile disegno cosmico.







http://www.studiodostuni.it/index.php/sections/666-il-numero-dellanticristo/
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andromeda77
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MessaggioTitolo: Re: Riflessioni inedite e coerenti aprono una nuova via nell'interpretazione del numero 666   Gio 13 Mag 2010, 20:34

ESSENDO UN NUMERO SATANICO....
COME MAI MI CHIEDO IO È PRESENTE ANCHE IN CERTE SCRITTURE PIU ANTICHE DELLA STESSA BIBBIA?.

A mio parere col tempo salterà fuori che dopo tutto.....la chiesa ha dato simbologie e riferimenti malefici al diavolo attribuendo ad esso qualcosa che non esiste ma bensi viene male interpretato.

Il film al cinema ''LEGION'' descrive in piccoli dettagli alcuni argomenti molto significativi proprio sul fatto che il diavolo è un angelo e che vive al di sopra di cio che la chiesa interpreta come inferno.
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YF22-RAPTOR
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MessaggioTitolo: Re: Riflessioni inedite e coerenti aprono una nuova via nell'interpretazione del numero 666   Mer 05 Mag 2010, 10:27

il numero 666 a mio parere presiede le sue fondate simbologie esoteriche nel fatto che potrebbe significare una data o un marchio che noi portiamo senza renderci conto....la numerologia potrebbe dare una spiegazione a tale conseguirsi di 6
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GALAKTIKA
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MessaggioTitolo: Re: Riflessioni inedite e coerenti aprono una nuova via nell'interpretazione del numero 666   Lun 26 Apr 2010, 20:30

IO CREDEVO FOSSE IL 999 IL NUMERO DELLA BESTIA....Smile
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enza verro

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MessaggioTitolo: Re: Riflessioni inedite e coerenti aprono una nuova via nell'interpretazione del numero 666   Lun 26 Apr 2010, 13:32

lo STIGMA lettera dell'alfabeto greco arcaico è il segno che fu usato solo come simbolo del numero 6. E se analizziamo l'etmologia della lettera il 6 è il segno della bestia con cui Dio segnò il maligno.
Ϛ ϛ
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Ospite
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MessaggioTitolo: Re: Riflessioni inedite e coerenti aprono una nuova via nell'interpretazione del numero 666   Mer 24 Mar 2010, 20:56



In Apocalisse 13,18 è scritto: “Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.” Si tratta del passo che indica il celebre numero identificativo della Bestia. Ma già nell’interpretazione su chi sia questa Bestia le conoscenze popolari comettono un’errore: Giovanni infatti non intendeva riferirirsi direttamente a Satana, l’angelo ribellatosi a Dio, bensì di chi esercita sulla terra il potere del male in suo nome come spiegato poco prima in Ap 13,11-12:” E vidi un’altra bestia,che saliva dalla terra, e aveva due corna, simile a un agnello, e parla come un drago. Essa esercita tutto il potere della prima bestia di fronte a essa e fa in modo che la terra e quelli che abitano in essa adorino la prima bestia“
Secondo l’interpretazione maggiormente in voga tale numero si rifarebbe alla somma del valore delle lettere ebraiche ( QSRNRON; anche gli ebrei e i greci come i romani usavano lettere per indicare numeri) di Cesare Nerone, il primo grande persecutore di cristiani ( da cui “essa rappresenta un nome” d’uomo) assunto a immagine di tutti i nemici del cristianesimo.
Il 6 inoltre rappresenta il numero dell’incompletezza. 6 ripetuto tre volte rappresentano dunque i continui fallimenti dei persecutori dei cristianiche verranno sconfitta ala fine dei tempi dal ritorno del Figlio dell’Uomo

Ma una recente ricerca fatta da un gruppo di paleografi inglesi guidati dal professor David Parker dell’università di Birmingham ha proposto un’interpretazione diversa: l’esame agli ultrarossi di un frammento papiraceo , il P115 di Ossirinco ( il più antico testo dell’Apocalisse che ci sia pervenuto risalente alla fine del III , inizio del IV secolo) che riporta invece in Ap 3,18 il numero 616. Secondo Parker applicando il criterio interpretativo della gematria ((la coincidenza tra numeri e lettere) il 616 corrisponderebbe non a Nerone ma all’imperatore Caligola, noto per aver cercato di far erigere una sua statua nel tempio di Gerusalemme; va detto che questa interpretazione continua a essere meno convincente ( Nerone rappresenta molto meglio di Caligola il persecutore dei cristiani cui Giovanni intenderebbe riferirsi) e in ogni caso non esclude l’ipotesi del 666 per alcune ragioni. Già Sant’Ireneo conosceva l’esistenza di versioni dell’Apocalisse con il 616 ma considerò questa versione spuria, il che ne limitò conoscenza e diffusione perché il santo vescovo di Llione era stato seguace di uno dei discepoli diretti di San Giovanni Evangelista, e dunque considerato un’autorità al riguardo. Dunque considerando che Ireneo è vissuto nel II secolo e che il frammmento è di fine III secolo-inizio IV secolo,( cioè successivo all’interpretazione di Ireneo stesso) in pratica esso ci conferma quanto Ireneo già diceva oltre un secolo prima cioè che esistevano differenti versioni dell’Apocalisse alcune delle quali scrivevano il numero 616 invece di scrivere 666.

C’è un’altra interpretazione secondo cui il 616 sarebbe il numero del Paraclito, cioè dello Spirito Santo. Questa tesi appare anche logicamente abbastanza improbabile: 1)l’ipotesi della bestia con lo Spirito Santo non c’entra nulla con il resto del teso che parla di una bestia che serve un drago che bestemmia Dio. Perché Lo Spirito Santo dovrebbe bestemmiare Dio? 2) I numeri verrebbero usati da Giovanni per sfuggire a eventuali persecuzioni e ritorsioni dell’autorità romana. Ora è evidente che con lo Spirito Santo questa precauzione non avrebbe alcun senso; mentre si spiegherebbe qualora dietro al 616 si volesse indicare in Caligola (o in Nerone?) “la Bestia” nemica dei cristiani. Ma a questo punto bisognerebbe tornare a domandarsi: chi fu più tristemente famoso per le persecuzioni dei cirstiani: Nerone (il 666) o Caligola ( il 616)?
http://umanesimo.wordpress.com/2008/06/09/il-numero-della-bestia-dellapocalisse-e-il-666-o-il-616/
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CYBORG
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MessaggioTitolo: Riflessioni inedite e coerenti aprono una nuova via nell'interpretazione del numero 666   Sab 30 Gen 2010, 02:51

Il numero 666 e la tetraktis di Pitagora


La tetraktis è quella formulazione numerica con la quale Pitagora ci ha tramandato l’antico metodo d’accesso ai codici numerologici e alle metafore degli antichi testi. Egli sosteneva che il numero quattro è l’ultimo numero che si ottiene passando dal punto alla linea, dalla linea al piano e dal piano allo spazio. Speusippo riporta che il numero dieci contiene in se le connotazioni lineari, piane e solide del numero stesso, perché 1 raffigura un punto, 2 una linea, 3 un triangolo e 4 una piramide. Monade, diade, triade e tetrade comprendono quindi il tutto: il punto, la linea, la superficie e il mondo solido. La tetraktis veniva quindi scritta così:



1 +2 + 3 + 4 = 10



Oltre a questa tetraktis fondamentale gli antichi autori ne consideravano altre, riferendosi agli stessi concetti. Plutarco in Iside e Osiride, cap. 75, riferisce di una tetraktis complessa formata dalla polarizzazione di due quaterne, essa prendeva il nome di “ Mondo”:



“La cosiddetta tetraktis, ossia il trentasei, era la forma più alta di giuramento, come è stato rivelato, ed ha avuto il nome di Mondo perché è formata dalla somma dei primi quattro numeri pari e dei primi quattro numeri dispari”



Dal molteplice 2, in una serie di quattro numeri pari, all’unità 1, in un serie di quattro numeri dispari, sino alla manifestazione del “Mondo” 36, per duplice pulsazione quaternaria della decade (1 +2+3+4= 10 ), si dà l’espressione completa della tetraktis:

2 + 4 + 6 + 8 + 1 +3 + 5 + 7 = 36




La somma della serie dei numeri dispari dà 1 + 3 + 5 + 7 = 16 che è il quadrato del 4.

La somma della serie dei numeri pari dà 2 + 4 + 6 + 8 = 20 che è il doppio della decade.

Considerata nel suo insieme è in altro ordine una formulazione dell’ottonario:

1 + 2 + 3 + 4 + 5 + 6 +7 + 8 = 36




Questo procedimento, detto addizione teosofica, viene utilizzato da San Giovanni nel formulare le metafore dell’Apocalisse, riferite a cicli astrologici. Presentata la prima bestia che sale dal mare, la cui manifestazione si dà, nel semiperiodo di 360°, per chiave settenaria: 7×180 = 1260 giorni, ovvero 42 mesi, nei quali questa prima bestia esercita la sua potestà:



“Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi… E il drago le diede forza, il suo trono e le sua potestà grande… con il poter di agire per quarantadue mesi (Apocalisse 13, 1-5)



la metafora ha il suo compimento nella seconda bestia che sale dalla terra la cui epifania si compie per cifra ottonaria:



Quanto alla (seconda) bestia, che era e non è più, è ad un tempo l’ottavo re e uno dei sette, ma va in perdizione” (Apocalisse 17, 11)



Verifichiamo che, sommando i primi 36 numeri interi secondo il procedimento dell’addizione teosofica, avremo:



1 + 2 + 3 + 4 + 5 + 6 + 7 + 8 + 9 + 10 + 11 + 12 + 13 + 14 + 15 + 16 + 17 + 18 + 19 + 20 + 21+ 22 + 23 + 24 + 25 + 26 + 27 + 28 + 29 + 30 + 31 + 32 + 33 + 34 + 35 + 36 = 666



Nicomaque da Gérase nel XII secolo, definendo il numero con N, esprime la formula generatrice dei numeri triangolari nella forma del semiprodotto del numero N moltiplicato lo stesso numero N aumentato di una unità:

N × ( N + 1 )
——————
2




Nel nostro caso particolare:



36 × (36 + 1)
—————— = 666
2




Quindi questo numero è correlato alla composizione di quadrati magici e difatti notiamo che il quadrato cabalistico del Sole ha 36 camere ed ogni suo lato contiene 6 file di numeri la cui somma dà 111, valore che moltiplicato per le sei file di ogni lato del quadrato dà 666.





Il numero in questione è identico al valore dei talenti che venivano portati a Salomone ogni anno:



“La quantità d’oro che affluiva nelle casse di Salomone ogni anno era di seicentosessantasei talenti” ( I Re, 10,14. Confronta: II Cronache, 9, 13)



L’allegoria rivela che il numero dei talenti, 666, stabilisce un rapporto con un periodo compiuto e formalizzato, identificato nelle parole bibliche “ ogni anno” , che vale come ipostasi temporale sottesa alla somma teosofica del numero 36 e al correlato quadrato del sole di 36 camere; ne consegue che nell’ambito delle sacre scritture il nome d’uomo cui San Giovanni segretamente si riferisce, nella metafora e nella cifra 666, associata alla bestia, è il nome di Salomone:



“Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia. Essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei” (Apocalisse, 13, 18)



Il nostro assunto concorda con il pensiero di René Guénon secondo cui il numero 666



“E’ anzitutto un numero solare, è quello di Hakathriel o Angelo della Corona” ( Il re del Mondo cap. V)



Guenon specifica che si tratta dell’Angelo della corona di Khether posta a oriente sulla prima Sephirah dei 10 sentieri dell’Albero della Vita. Quest’angelo siede in trono, signore delle schiere degli angeli roteanti sull’asse del Cosmo.

Crediamo che per primo San Giovanni, nel formulare la sua metafora escatologica, abbia tratto spunto dalla dottrina egizia dei decani che in numero di 36 attraversano il cielo in una ronda su cui si fonda il calcolo del numero 666.



“Si portano qui le figure degli dèi del Sud e del Nord per te, con 36 nomi, tu vai come se essi fossero un’unica anima completa, li devi adorare in cielo, tu sei sotto le stelle dei 36 decani” ( Papiro Bulak n° 3)



Questa anima completa, che ha la stella Sothis, primo dei decani, come regina della ronda, è riportata da San Giovanni con l’immagine di un’ora, la quale è presieduta da dieci re i quali:



Non hanno ancora ricevuto il regno, ma riceveranno potere regale, per un’ora soltanto insieme con la bestia” ( Apocalisse, 17, 12)



Si determina la sincronia che vede in cielo trascorrere l’intero circolo dei 36 decani quando all’orizzonte dell’eclittica- per la metafora considerata- sorge un’ora simbolica, durante la quale si esplica la potestà d’ognuno dei dieci re, che a turno declinano. L’ora simbolica è attraversata da un re-decano ogni dieci giorni. Ed è proprio l’ottavo re, come sopra nella metafora giovannea, che fonda la manifestazione del tempo che ha origine - e si disperde in perdizione - nel segreto dell’ottonario. (*)

Ma ancor prima di quanto scritto da San Giovanni, leggendo la Formula ottava del Libro dei Morti degli Antichi Egizi, troveremo la prima formulazione del segreto,



Formula 8 ª :



“Si chiude l’ora. Io sigillo la testa di Thoth che rende potente l’Occhio di Horo ed io ho riempito l’Occhio di Horo che splende come un ornamento sulla fronte di Ra, padre degli dei. Io sono questo Osiride signore dell’Amenti. Osiride che conosce la sua Formula”



Tanto basti per potere affermare che l’ottonario costituisce il segreto di base nelle antiche codificazioni delle dottrine esoteriche.

_________________
NESSUNO PUO NASCONDERE E NEGARE LE VERITÀ ALL UMANITÀ.
http://anno2012.secretsstories.com/


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