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 Lo Specchio Celeste : ORIONE

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MessaggioOggetto: Lo Specchio Celeste : ORIONE   Dom 31 Gen 2010, 19:47

Il Mistero di Orione
Tutto ebbe inizio nel Museo di antichità egiziane del Cairo, nel 1982. Percorrendo la galleria principale, gli occhi di Robert Bauval (ingegnere edile studioso di Egittologia) furono catturati da una fotografia aerea delle piramidi di Giza. Mai prima d'allora gli era capitato di notare il curioso spostamento della piramide di Micerino rispetto all'allineamento sud-ovest delle due piramidi più grandi. Tutte e tre le piramidi erano disposte ognuna lungo il suo asse meridiano (nord-sud). Inoltre, le due maggiori erano disposte lungo la diagonale sud-ovest, indicando una probabile unitarietà del progetto.
Tuttavia qualcosa non sembrava funzionare. Perché Micerino, altrettanto potente quanto i suoi predecessori e addirittura più amato dal suo popolo, si fece erigere un monumento assai più piccolo e meno maestoso? E inoltre, perché quella piccola piramide sembrava deviare dal progetto avviato?
Un fatto era certo: Micerino sapeva che la sua costruzione sarebbe stata molto più piccola delle altre due a Giza. Simili monumenti dovevano essere progettati con un largo anticipo, e il faraone doveva avere approvato il piano. Perché dunque approvare un progetto che lo avrebbe sminuito rispetto ai due predecessori? Il punto è che le piramidi di Giza non erano viste come singole opere monumentali, ma come parti in un complesso monumentale più ampio, che facesse di Giza una necropoli e ricomponesse la terra dei morti, il Duat, luogo "dove si trova Osiride".
A questo punto le domande erano: perché il piano generale prevedeva due grandi piramidi e una più piccola? Come collegare le piramidi a Osiride? e perché spostare la più piccola verso est?
Nel 1983, in una notte stellata dell'Arabia Saudita, Robert si svegliò e con un amico si soffermò ad ammirare le stelle della Cintura di Orione e la Via Lattea. Mentre l'amico gli insegnava a calcolare il punto della levata di Orione all'orizzonte, Robert si accorse che la stella più piccola della Cintura era spostata leggermente verso est, e tutte e tre le stelle erano inclinate in una direzione sud-ovest rispetto all'asse della Via Lattea.
Gli vennero alla mente i Testi delle Piramidi:
"Il Duat ha afferrato la mano del re nel punto dove si trova Orione...O Re Osiride...Recati alla Via d'acqua...possa una via di stelle fino al Duat stendersi per te nel punto dove si trova Orione..."
Nasceva allora il lungo cammino della Teoria della Correlazione di Robert Bauval, ben descritta nel suo libro "Il mistero di Orione".
.......
Il 22 marzo 1993, i media di tutto il mondo annunciarono con grande risalto che Rudolf Gantenbrink, uno sconosciuto ingegnere tedesco esperto di robotica, aveva compiuto la più significativa scoperta archeologica del secolo. Assunto dall'Istituto archeologico tedesco del Cairo per migliorare la ventilazione della Grande Piramide, Gantenbrink aveva inviato un minuscolo robot comandato a distanza, UPUAUT 2(in egiziano antico "colui che apre la via") su per il condotto meridionale della Camera della Regina. Arrestatosi dopo circa 65 metri, il robot rimandò attraverso un video le immagini di quella che pareva una porticina con una fascinosa fessura al di sotto. Il condotto misura 20X20 centimetri circa.
Ma allora lo scopo dei condotti di aerazione non doveva essere quello di areare, ma qualcosa d'altro.


http://www.acam.it/orione.htm
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MessaggioOggetto: Re: Lo Specchio Celeste : ORIONE   Dom 31 Gen 2010, 19:48

Il primo aprile 1993, via fax Rudolf inviò a Robert i risultati delle sue misurazioni sulle inclinazioni dei condotti della Grande Piramide.


CONDOTTO
Gantenbrink
Petrie
condotto sud Camera del Re
45°00'00"
44°30'00"
condotto nord Camera del Re
32°28'00"
31°00'00"
condotto sud Camera della Regina
39°30'00"
38°28'00"
fig.1 - Confronto fra le misurazioni di Gantenbrink e Petrie
Dato che tutte le inclinazioni erano leggermente più accentuate di quanto prima stimato, l'epoca della Grande Piramide sarebbe risultata un po' più recente. I condotti nord e sud della Camera del Re erano puntati rispettivamente verso Zeta Orionis e Alpha Draconis; il condotto sud della Camera della Regina era rivolto verso Sirio. Ecco i dati che ottenne Bauval:


Condotto
Gantenbrink
Epoca
Petrie
Epoca
C. Re sud
45°00'00"
c. 2475 a.C.
44°30'00"
c. 2600 a.C.
C. Re nord
32°28'00"
c. 2425 a.C.
31°00'00"
c. 2600 a.C.
C. Reg. sud
39°30'00"
c. 2400 a.C.
38°28'00"
c. 2750 a.C.
La conclusione era inevitabile. La Grande Piramide era stata costruita in un periodo compreso fra il 2475 a.C. e il 2400 a.C., quindi, in una data mediana attorno al 2450 a.C.
Le ultime misurazioni di Rudolf confermavano che i due condotti meridionali erano stati costruiti circa nello stesso periodo e che il condotto più alto puntava verso Zeta Orionis, la stella più bassa nella Cintura di Orione, in corrispondenza con il quadro della Grande Piramide nella teoria della correlazione di Orione. I tre condotti rimandavano ora con esattezza alla disposizione delle stelle e all'epoca intorno al 2450 a.C.
L'Astronomia è fondamentale alla Teoria della Correlazione di Bauval. In un ciclo di circa 26.000 anni la terra oscilla leggermente sul suo asse e questo produce ad un cambio apparente della posizione delle stelle. Questo fenomeno è noto come Precessione (le stelle, ad ogni mezzo ciclo, si troveranno ad una declinazione più bassa o più alta rispetto all'orizzonte). Quando la terra oscilla, la Stella Polare, che segna approssimativamente il Polo Celeste, cambia.
Attualmente è Polaris, dell'Ursa Minor, che marca il Polo Celeste ma al tempo delle Piramidi era marcato da Thuban nella costellazione del Drago. Nel 12.000 d.C. sarà Vega che marcherà il Polo.
Ma allora, se Bauval trovò conferma del periodo storico in cui vennero edificate le piramidi, dove sarebbe il mistero? Niente Atlantide o alieni?
In effetti, la ricerca di Bauval si complicò in seguito a tali scoperte, ma non venne scalfita affatto, anzi, ne fu rinvigorita.
Le ultime misure per i condotti confermarono la stupefacente precisione dei costruttori della Grande Piaramide quando avevano puntato i condotti su Sirio e la Cintura di Orione. Dato che, probabilmente, conoscevano i mutamenti precessionali, era anche verosimile che si rendessero conto di come quei condotti marcassero un'epoca (c. 2450 a.C.) Nei testi religiosi egiziani, spesso leggiamo del "Primo Tempo" in cui Osiride governò l'Egitto durante una primeva età dell'oro. Gli Egizi credevano che molto tempo prima gli dei avessero stabilito il sistema dell'ordine cosmico e l'avessero trasferito sulla loro terra. Una razza di dei aveva governato l'Egitto per molti millenni, prima di affidarlo alla linea mortale eppure divina dei faraoni. I faraoni, dal canto loro, rappresentavano il collegamento sacerdotale con gli dei e, per estensione, l'anello di congiunzione con il Primo Tempo, di cui custodivano le leggi e le cognizioni di saggezza. A che epoca risaliva il Primo Tempo? Era possibile usare i condotti e la precessione per stabilirlo? E la questione aveva a che fare con il ciclo precessionale della Cintura di Orione?
Robert Bauval e Adrian Gilbert, autori del libro, decisero di studiare più a fondo i cicli precessionali e tornarono allo Skyglobe 3.5 per individuare il periodo in cui la Cintura di Orione aveva cominciato il suo ultimo ciclo.
Gli antichi sacerdoti-astronomi di Eliopoli conoscevano i segreti del tempo perché osservavano e studiavano il moto apparente delle stelle, del sole e della luna. Erano quindi in grado di fissare un indicatore che nei secoli fosse in grado di segnare un'epoca. Così fu per la data di costruzione della Piramide di Cheope. Il segreto era la conoscenza della precessione delle stelle e la capacità di calcolare la misura del cambiamento per gli astri di Orione, per le Iadi e per Sirio.
Robert e Adrian analizzarono al computer le variazioni nella declinazione e nell'altezza al transito sul meridiano di Zeta Orionis nel corso di 13.000 anni (serie di dati che omettiamo per semplificare il discorso).
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MessaggioOggetto: Re: Lo Specchio Celeste : ORIONE   Dom 31 Gen 2010, 19:49

Ecco quanto emerse dal quadro visivo del cielo meridionale intorno al 10.400 a.C.: la disposizione della Cintura di Orione vista a "ovest" della Via Lattea coincide, con impressionante precisione, con il disegno e gli allineamenti delle tre piramidi di Giza!
Intorno al 2450 a.C. l'epoca in cui fu costruita la Grande Piramide, gli osservatori percepivano la correlazione quando vedevano la Cintura di Orione a est nel momento della levata eliaca di Sirio, secondo una perfetta corrispondenza "meridiano a meridiano", vale a dire, con le due immagini esattamente sovrapposte, questo è il momento in cui vediamo il Primo Tempo della Cintura di Orione attorno al 10.450 a.C.
Perché una data così lontana? Perché fornirci un indicatore precessionale definito dal condotto sud della Camera del Re correlato alla Cintura di Orione? Perché l'architetto che disegnò questo condotto e probabilmente tutta la piramide volle attrarre la nostra attenzione su quella data remota del Primo Tempo di Osiride, fissata intorno al 10.450 a.C.?
Mi sembra di aver esposto quelli che sono i punti cardinali della teoria della correlazione formulata da Robert Bauval negli scorsi anni e ancora in fase di sviluppo. Vorrei però in ultimo farvi riflettere sul periodo 10.450 a.C.
Chi di voi ha letto il Timeo di Platone, reso immortale dal mito di Atlantide che in tal dialogo e nel Critia viene sviluppato, si sarà accorto di aver già familiarizzato con questa data. Ebbene, per i neofiti tengo a precisare che quella data, secondo Platone, segna la fine della supremazia di Atlantide ed il catastrofico epilogo di una fiorente Civiltà che ancora oggi non si sa se sia esistita o meno.
Che ci sia un collegamento tra la stirpe divina di Atlantide e il Primo Tempo di Osiride e dell'Egitto Antico? Che si debba ricollegare il progetto unitario della piana di Giza con il preciso intento di tramandare nei secoli a venire la data in cui una razza di dei o uomini-dio instaurò il dominio sulle terre del Nilo?
Che l'Egitto e la sua storia siano la chiave per comprendere il mistero delle nostre origini?
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MessaggioOggetto: Re: Lo Specchio Celeste : ORIONE   Dom 31 Gen 2010, 20:26

Come molti già sanno, le caratteristiche tecniche della grande Piramide di Cheope hanno creato dei grossi problemi agli studiosi.Sembra che questa grande opera ingegneristica sia stata eretta con tecnologie molto avanzate e,ancor più importante,il suo scopo sembra molto diverso da ciò che possiamo pensare.La storia ci insegna che le Piramidi, stiamo parlando delle 3 Piramidi della piana di Giza Cheope, Chefren e Micerino sono state costruite per accogliere il corpo del defunto Faraone. Peccato che in nessuna delle 3 Piramidi sia stato trovato il corpo di un sovrano e per di più all'interno di esse non ci sono decorazioni con disegni e geroglifici come in altre tombe reali. A questo punto lo scopo della loro costruzione fa sorgere il dubbio che sia diverso da quello a cui normalmente viene attribuito. Ci si pone allora quale fosse il vero scopo delle Piramidi. In questi ultimi anni due studiosi di nome Graham Hancock e Robert Bauval hanno esposto le loro teorie in alcune opere: Bauval in un un libro che porta il titolo "Il mistero di Orione"; Hancock in "Impronte degli Dei" ed entrambi in "Custode della Genesi". Essi affrontano il tema, molto scomodo, dei misteri che circondano la piana di Giza arrivando alla conclusione che tutto fa parte di uno schema più ampio, di un retaggio tramandato da un'antichissima civiltà anti-diluviana che avrebbe dato l'impulso allo sviluppo di molte civiltà quale l'Egitto e che molto probabilmente questi antichi progenitori ebbero contatti con una razza di Semidei provenienti da Sirio,la stella che nella mitologia Egizia aveva un ruolo di primaria importanza perchè impersonificava la Dea Iside. Ecco che sopraggiunge un'altra opera molto importante: "il mistero di Sirio" scritto da Robert Temple (di cui stileremo un articolo più avanti) nel quale si ipotizza, in base alle prove inconfutabili, che l'umanità sia venuta in contatto in tempi remoti con una civiltà extraterrestre proveniente proprio dalla stella più luminosa della costellazione del Cane Minore.
IL MISTERO DI ORIONE
Bauval, leggendo i testi delle Piramidi di Unas, si trovò a riflettere su alcuni brani dove il sovrano affermava che il suo spirito "è una stella": è un'affermazione per indicare la metafora dell'immortalità o va presa letteralmente? In questi testi vi sono altri riferimenti alla costellazione di Orione: "O Re,tu sei la grande Stella, compagno di Orione che attraversa il cielo con Orione..."sappiamo per certo che la costellazione di Orione identificava la dimora del Dio Osiride, compagno di Iside. Orione, si trova in una regione stellare molto vicina al Cane Minore e perciò a Sirio, quindi Bauval capì che questi riferimenti sarebbero potuti essere la chiave di lettura per risolvere il mistero che avvolgeva le Piramidi di Giza. Quando egli osservò una veduta aerea della piana di Giza notò che l'allineamento delle tre Piramidi aveva caratteristiche anomale: le due grandi Piramidi, Chefren e Cheope, sono allineate meticolosamente tra loro al punto che sarebbe possibile tracciare una linea retta immaginaria tra l'angolo nord-est della grande Piramide di Cheope e quello sud-ovest di quella di Chefren. A questo punto la Piramide di Micerino, la più piccola delle tre, resterebbe spostata rispetto a questa linea immaginaria. Perchè? Quale potrebbe essere il significato di questa strana anomalia? Bauval afferma che la risposta è scritta nel cielo. Infatti se si osserva la costellazione di Orione possiamo notare che le tre stelle della cintura (Zeta, Epsilon e Delta) sono perfettamente allineate come le tre Piramidi di Giza. La conclusione è che poteva esserci uno stretto legame tra il cielo e la Terra, tra la cintura di Orione e le tre Piramidi, tra la via Lattea ed il Nilo. Così Bauval pensò che potevano esserci altre Piramidi allineate con altre stelle e scoprì che ad Abu Ruwash la Piramide di Nebca corrisponde alla stella del piede sinistro di Orione e la Piramide di Zawyat al Aryan a quella della spalla destra. Durante gli anni 60 alcuni studiosi ebbero modo di ricercare i significati astronomici negli allineamenti tra i condotti all'interno della grande piramide e le stelle della cintura di Orione. Tra questi spicca l'astronoma statunitense Virginia Trimble e l'egittologo Alexander Badawy. Quest'ultimo ipotizzò che il condotto di areazione della Camera del Re della grande Piramide puntasse precisamente verso Orione nel periodo in cui fu eretto e cioè verso il 2550 a.C. L'astronoma stabilì che Badawy aveva ragione. Il condotto puntava verso la grande costellazione, le cui stelle erano visibili dall'interno dello stretto passaggio. Bauval non era convinto perchè, secondo i calcoli della Trimble, il condotto puntava verso la stella centrale di Orione (che nell'ipotesi di Bauval essa rappresentava la Piramide media e cioè quella di Chefren) mentre, se la grande Piramide rappresentava la stella meridionale, doveva essere proprio la stella meridionale il giusto corrispettivo. Bauval chiese aiuto all'alta tecnologia e si rivolse all'ingegnere tedesco Rudolf Gantenbrink che era stato contattato per dei lavori di deumidificazione della grande Piramide. Per fare questo Gantenbrink utilizzò un piccolo robot , di nome Upuaut, in grado di salire su per i condotti di areazione della piramide. Il piccolo robot rilevò che l'inclinazione dei condotti era superiore rispetto ai dati forniti dell'egittologo Flinders Petrie dal quale aveva tratto gli studi la Trimble. Upuaut segnalò un'inclinazione del canale meridionale di 45° esatti rispetto ai 44° e 30' della Trimble. In base a queste nuove scoperte Bauval si rese conto che adesso il condotto puntava verso la giusta stella corrispettiva e cioè verso Zeta Orionis, a meno che non si spostasse di un centinaio di anni la data di costruzione della Piramide (2400 a.c.). Più avanti Bauval ebbe modo di studiare anche i condotti della camera della Regina e grazie al supporto dei computer scoprì che il canale meridionale di questa stanza puntava direttamente verso Sirio: la stella di Iside.

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MessaggioOggetto: Re: Lo Specchio Celeste : ORIONE   Dom 31 Gen 2010, 20:27

LO ZEP TEPI: IL PRIMO TEMPO
A questo punto secondo Bauval le piramidi non avevano lo scopo di accogliere il defunto sovrano ma erano edifici di culto, strutture che permettevano all'anima del defunto di puntare e viaggiare verso Zeta Orionis, la stella dalla quale avrebbe regnato per sempre come il dio Osiride. La stanza della Regina aveva un altro scopo e cioè veniva usata come quel luogo dove si consumava la prima parte di un avanzatissimo rito cerimoniale che culminava con uno speciale rituale chiamato "Apertura della Bocca" dove il figlio del faraone defunto, tramite l'ausilio di un'ascia sacra composta da ferro meteoritico, apriva la bocca del sovrano per ridonargli metaforicamente la vita. Se tutto fosse stato così e le piramidi rappresentavano lo stretto legame tra il cielo e la terra era possibile allora che il progetto fosse stato elaborato e pianificato da tempo immemorabile da una civiltà molto più antica di tutte quelle conosciute e molto più evoluta. Ma quando esattamente? Ecco che le conclusioni si fecero strada: per ottenere una configurazione perfetta tra la regione di Orione e le giuste inclinazioni dei condotti e il giusto allineamento Via Lattea-Nilo bisognava conoscere il fenoneno della precessione degli equinozi ed andare ancora indietro nel tempo fino all'epoca in cui la posizione della costellazione di Orione assunse la configurazione più bassa e cioè nel 10.450 a.C.. Adesso possiamo considerare la piana di Giza come un orologio stellare che segna l'epoca di Osiride come quell'epoca in cui gli Dei fraternizzavano con gli uomini... quell'epoca che gli Egizi chiamavano Zep-Tepi: il primo tempo. Questa epoca,per la storia ufficiale, appartiene all'età mitologica e coincide con l'età dell'oro della mitologia Greca... un'era che potrebbe coincidere alla data suggerita da Platone nel Timeo riguardante la distruzione di un antichissima ed evoluta civiltà di nome Atlantide. Se prendiamo in considerazione gli studi di John Antony West (il quale fu ispirato dagli studi di Schwaller De Lubicz) possiamo avere le idee più chiare. Egli si accorse che la Sfinge presentava i chiari segni di avverse precipitazioni e di piogge torrenziali! Un grosso problema visto che le piogge in quella parte dell'Egitto si riversavano solamente circa 10.000-12.000 anni fa! Una grossa prova che nessuno può cancellare: Una struttura leonina (la sfinge), risalente in modo inconfutabile al 10.000-12.000 a.C., che punta la sua figura centrale verso l'orizzonte celeste e che si troverebbe allineata con la sua corrispettiva parte del cielo, e cioè la costellazione del Leone, proprio nell'epoca in cui Bauval costruisce il suo schema celeste... e così i tasselli del puzzle combaciano... la piramide di Cheope con i suoi condotti e il suo posizionamento con il Nilo, la Sfinge e la sua erosione da parte delle piogge post-glaciali, e la data a cui tutto si riferisce... in cui il cielo notturno corrispondeva (nei solstizi e negli equinozi) perfettamente con la configurazione dei monumenti... la costellazione del leone, zeta orionis, la cintura di Orione, la via lattea: il 10.500 a.C.. Forse i nostri avi ci hanno lasciato un impronta per comprenderli meglio o forse ci hanno donato le prove per riflettere sul nostro passato e scoprire il significato delle nostre più profonde origini!

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MessaggioOggetto: Re: Lo Specchio Celeste : ORIONE   Dom 31 Gen 2010, 20:30

Lo Specchio Celeste (Photo Gallery)
La costellazione di Orione nella sua configurazione attuale
La vista aerea della piana di Giza. Si notino quanto siano perfettamente allineate le 2 grandi piramidi mentre la più piccola è spostata rispetto alle altre due .Il legame tra la terra (piana di Giza) ed il cielo (costellazione di Orione) è ben visibile.
Le 3 piramidi: in primo piano la più piccola, Micerino; al centro la grande piramide di Cheope; ed infine la piramide media, Chefren.
Legame tra la cintura di Orione e Sirio ed i condotti della grande piramide nel 10.500 a.C.
Particolare di uno spaccato della Sfinge: si notino le scanalature che soltanto forti precipitazioni possono provocare sulla roccia. Non c’è dubbio: la Sfinge presenta chiari segni di erosione da parte dell’acqua e non dai forti venti del deserto.

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MessaggioOggetto: La Nebulosa di Orione (M 42)   Dom 31 Gen 2010, 20:35

La costellazione dell'inverno

La costellazione di Orione (in latino Orion, Orionis) è una tipica costellazione visibile nella stagione fredda. .Si tratta di forma molto ben riconoscibile a , con una cintura centrale costituita da tre piccole stelle allineate. La nebulosa di Orione è una delle più belle e spettacolari di tutto l’emisfero boreale, anche se a causa della sua posizione, prossima all’equatore celeste, essa può essere vista da qualsiasi parte della Terra, ad esclusione dei due poli. Vi sono contenute tre delle ventiquattro stelle più luminose del cielo: Betelgeuse, Rigel e Bellatrix. Queste tre stelle, insieme a Saiph, costruiscono un quadrilatero che rappresenterebbe poi la sagoma di Orione. Alfa Orionis è Betelgeuse, che in arabo significa spalla; si tratta di una stella gigante rossa di tipo spettrale M2, distante 270 anni luce. La sua temperatura superficiale è di circa 3200 gradi kelvin ed il suo diametro è pari a 400 volte quello del Sole. La sua magnitudine varia, con un periodo di 2070 giorni, tra 0,4 e 1,3. Beta Orionis è detta anche Rigel (il piede del cacciatore Orione). E’ una stella di magnitudine 0,3 e tipo spettrale B8. Il diametro di Rigel è 19 volte quello del Sole e la sua luminosità è 25.000 volte maggiore. La distanza dalla Terra è di circa 650 anni luce. Gamma Orionis, o Bellatrix (che in latino significa “la guerriera”) è una stella di magnitudine 1,9, distante dalla Terra 250 anni luce. Le tre stelle della cintura centrale di Orione sono Alnilam, Alnitak e Mintaka (“Cintura”). Queste tre stelle sono note con diversi appellativi, per es. i tre Re Magi, o i tre Re, o il rastrello. Alnilam e Alnitak significano ambedue “filo di perle”. La costellazione di Orione ospita diversi ammassi aperti, in particolare NGC 2112 (distante dalla Terra 6200 anni luce) ed NGC 2194, comprendente almeno 100 stelle di magnitudine comprese tra 10 e 12, e distante 1600 anni luce. La Nebulosa di Orione (M 42) è una nebulosa gassosa distante 1500 anni luce dalla Terra. Il diametro apparente di questa enorme nube di idrogeno, scoperta nel 1610 dall’astronomo Peiresc è di 3 gradi circa, e la sua magnitudine totale è di 2,9. Appena visibile con un binocolo, la Nebulosa di Orione possiede in realtà una massa totale pari a 10 masse solari. Poco più in basso a destra di Alnitak (una delle stelle della cintura di Orione) troviamo la famosa Nebulosa Testa di cavallo (a sinistra nella foto), non visibile ad occhio nudo. Si tratta di una nebulosa oscura, distante 1600 anni luce, detta anche Barnard 33. Il diametro apparente della nebulosa Testa di cavallo è di 4 minuti primi d’arco. Intorno alla seconda metà di ottobre la costellazione di Orione sembra riversare sulla Terra uno sciame meteorico piuttosto generoso, detto delle “orionidi”, che gli astronomi mettono in relazione con i vari passaggi della cometa di Halley.
Mitologia: rappresenta il mitico cacciatore che si vantava di poter uccidere qualsiasi creatura della Terra. Fu ucciso da uno Scorpione che lo punse. Per questo motivo, lo Scorpione ed Orione, acerrimi nemici si trovano in punti opposti del cielo e non possono mai essere visti contemporaneamente. Orione dopo la puntura mortale fu resuscitato da Esculapio, il figlio di Apollo e di Coronide, ma fu definitivamente eliminato da Diana, la dea della caccia che vedeva in lui un pericoloso concorrente per le sue abilità venatorie.

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MessaggioOggetto: Re: Lo Specchio Celeste : ORIONE   Dom 31 Gen 2010, 20:38

La nebulosa di Orione fa luce sui segreti della vita

Nessuno sa perché la vita sulla Terra è costruita da aminoacidi con orientamento sinistrorso. Ma un indizio importante, secondo gli astrobiologi, si trova nella luce proveniente dalla Nebulosa di Orione.


Uno dei grandi misteri della vita sulla Terra è che essa è costruita quasi esclusivamente da una tipologia di enantiomero (sono dette enantiomeri, isomeri ottici o antipodi ottici, due molecole identiche in tutto, che sono una l'immagine speculare dell'altra, ma non sovrapponibili tra loro): gli aminoacidi con orientamento sinistrorso e gli zuccheri (carboidrati) con orientamento destrorso. Il rebus da risolvere è che le versioni di molecole con orientamento sinistro e destro dovrebbero essere prodotte in quantità uguale in tutti casi, e solo in casi eccezionali ci potrebbe essere una prevalenza.


Quindi quali condizioni hanno portato alla preferenza della vita terrestre per uno rispetto all'altro?



Il ricercatore Tsubasa Fukue, che lavora presso il National Astronomical Observatory a Tokyo, pensa di sapere come le cosiddette bio-molecole omochirali potrebbero essersi formate (con il termine omochiralità ci si riferisce, in chimica, a un gruppo di molecole, non necessariamente uguali ma con la stessa configurazione assoluta. In biologia alcune molecole costituenti gli esseri viventi sono omochirali. Praticamente tutti gli amminoacidi hanno configurazione L e tutti gli carboidrati biologicamente rilevanti hanno configurazioni D). La prova viene dallo studio sulla luce proveniente dalla Nebulosa di Orione, un noto vivaio di stelle e uno degli oggetti più spettacolari del cielo notturno.



La Nebulosa di Orione è importante perché contiene le regioni che dovrebbero essere simili a quelle in cui il Sole si formò circa cinque miliardi di anni fa. "Studi della regione di formazione stellare di Orione ci permettono di indagare i processi che possono essersi verificati durante la nascita del nostro sistema solare," dicono nel gruppo di ricerca di Fukue.



La scoperta interessante è che lo studio della nebulosa rivela una vasta zona, di circa quattrocento volte le dimensioni del nostro Sistema Solare, che è immersa nella luce visibile polarizzata circolarmente, probabilmente generata da radiazione di sincrotrone di particelle accelerate in potenti campi magnetici.

Questo è un passaggio importante, perché sulla Terra, la luce con polarizzazione circolare può illuminare le reazioni chimiche in modo tale da garantire che una forma di enantiomero sia scelto rispetto a un altro.

Potrebbe accadere la stessa cosa nello spazio? Forse. Un problema potrebbe essere che gli amminoacidi richiedono luce UV per la fotolisi piuttosto che la luce visibile. Ma è semplicemente impossibile vedere la luce UV (polarizzata o meno) dalla Nebulosa di Orione, perché viene assorbita dalla polvere che si trova tra la regione stellare e noi.

Fukue afferma che i vari modelli di formazione stellare prevedono che la luce UV polarizzata circolarmente dovrebbe essere normalmente prodotta nella regione stellare. Sappiamo anche che gli amminoacidi sono comuni nello spazio interstellare.



Quindi è molto probabile che le condizioni nella Nebulosa di Orione siano mature per l’omochiralità. E se fosse così, sarebbe anche possibile che il Sole, che si è formato in una regione di spazio simile, abbia "seminato" la Terra con queste molecole nel corso di un periodo di pesante bombardamento subito dopo la loro formazione.



Data: 25 gennaio 2010 - Fonte: www.technologyreview.com

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MessaggioOggetto: Re: Lo Specchio Celeste : ORIONE   Dom 31 Gen 2010, 20:41

La grande nebulosa di Orione


(ingrandimento foto circa 230 Kbyte)

E' la più bella nebulosa ad emissione e a riflessione visibile nel cielo boreale. E' un oggetto che con cielo limpido diventa affascinante anche con diametri di soli 10 cm.
Aumentando il diametro dai 20 ai 40 cm cresce progressivamente la visibilità dei delicati chiaroscuri delle sue strutture gassose e la visione d'insieme è veramente spettacolare.
La nebulosità ha un colore generale verde-tenue, che diventa bianco azzurro nella zona del trapezio.
Le regioni visibili per riflessione sono costituite da idrogeno neutro (HI, il gas rappresenta il 99% della massa delle nubi) e polveri (che operano una efficace diffusione, diffondendo maggiormente la radiazione blu rispetto a quella rossa).
L'HI è rilevabile soltanto tramite osservazioni radio alla lunghezza d'onda di 21 cm. Le regioni ad emissione sono costituite da idrogeno ionizzato (HII) dall'emissione ultravioletta (fotoionizzazione che avviene a lunghezze d'onda inferiori a 912A) di stelle ad elevata temperatura.
Gli elettroni e i protoni in cui vengono scomposti gli atomi di idrogeno, ricombinandosi rispettivamente con altri nuclei o elettroni emettono fotoni che rendono luminoso il gas (fenomeno della fluorescenza).
La luce verdastra visibile nelle osservazioni al telescopio è dovuta alla particolare sensibilità dell'occhio alla radiazione emessa da una coppia di righe in emissione dell'ossigeno doppiamente ionizzato (OIII, 495.9 e 500.7 nm).
La riga H-alfa in emissione dell'idrogeno è quella che conferisce alle nebulose il loro caratteristico colore rosso visibile in fotografia.Le stelle eccitatrici (tipo O-B, 40.000-30.000 °K) sono state individuate nell'ammasso aperto di cui fa parte il Trapezio, composto da 4 stelle di sequenza principale di grande luminosità, immerse nel cuore della nebulosa (in un raggio di 5' ci sono circa 300 stelle più luminose della magnitudine 17).
L'età dell'ammasso, uno dei più giovani fra quelli conosciuti, con numerose stelle in formazione, è stimata in pochi milioni di anni (età che giustifica la presenza di stelle di tipo O e B ancora in sequenza principale).

segui lettura sopra ---------------------I>
Le stelle del Trapezio si trovano nella regione più densa di tutta la nebulosa (regione visibile al telescopio); infatti nel raggio di 15 a.l. si contano circa 300 protostelle, di cui molte con relativi dischi di materia opaca (proplyd o protoplanetary disk) che, durante la fase di contrazione gravitazionale, emettono nell'infrarosso.
Sono state osservate numerose variabili del tipo T Tauri e a flare, con età di 100.000 - 1.000.000 di anni, identificate come astri ancora circondati dalla nebulosità iniziale e in fase di contrazione.
Le stelle principali dell'ammasso di cui fa parte il Trapezio sono responsabili di nuova formazione stellare.
L'insieme dei venti stellari spazza le regioni circostanti formando archi e inviluppi, favorendo la formazione di nuovi addensamenti di gas che, raggiunta una certa densità critica, inizieranno a contrarsi sotto la spinta gravitazionale (il collasso di una nube che genera una stella di tipo solare impiega circa un milione di anni, mentre occorrono altri centomila anni per l'accensione delle reazioni nucleari).
All'interno della nebulosa di Orione, oltre al trapezio, sono presenti altri sei piccoli ammassi di diametro inferiore ai 2 parsec, contenenti da 50 a 500 stelle.
La parte visibile della nebulosa è una frazione di una nube molecolare (le molecole più abbondanti sono H2, CO, H2O, CO2) estesa intorno e dietro all'area visibile, dove le densità variano da qualche centinaio a qualche migliaio di atomi per cm3 (la densità del gas interstellare ha un valore tipico che nei bracci a spirale è di 0,1-1 atomo per cm3, e aumenta fino a 50-300 volte ed oltre nelle nebulose, con un rapporto di 3 parti di H -10 atomi di H- ed 1 di He).
Pose a grande campo e lunga esposizione hanno evidenziato un vasto complesso nebuloso a forma di semicerchio chiamato "Anello di Barnard" che ingloba quasi totalmente la costellazione di Orione.

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MessaggioOggetto: Re: Lo Specchio Celeste : ORIONE   Mer 03 Feb 2010, 13:13

interessante
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MessaggioOggetto: Re: Lo Specchio Celeste : ORIONE   

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