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 INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING

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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Mer 24 Mar 2010, 20:28

Laboratorio bunker P4 contro i virus più pericolosi



A Lione dal 2000 v’e’ il centro d’ Europa per la ricerca su febbre di Lassa, Ebola e Marburgo,encefalite giapponese,la dengue .
Il laboratorio è un vero bunker per scongiurare atti terroristici, i ricercatori che vi lavorano sono coperti da anonimato , una fortezza di vetro per svelare i virus mortali.
La «fortezza» di vetro blu spunta fra lo stadio di calcio dei mondiali di Francia ‘ 98 e la sede della V Biennale di arte contemporanea. Il quartiere si chiama Gerland, due chilometri circa dal centro di Lione. Sospeso su piloni di cemento armato, l’ avveniristico laboratorio appare inattaccabile anche dal più temerario commando di bioterroristi a caccia di virus letali, capaci di uccidere in un solo colpo migliaia di persone.
Il laboratorio P4 di Lione si aggiunge ai due americani, di Atlanta e Fort Detrick, e a quello sudafricano di Johannesburg.
Ogni stanza ha un sistema di aerazione a pressione negativa, infatti se ci fosse una falla in un punto qualsiasi, i virus verrebbero risucchiati all’ interno.
I ricercatori proteggono il loro anonimato per paura che qualche squilibrato li usi come ostaggi per entrare nel laboratorio. Le possibilità di aggressione dall’ esterno non sono cosi’ avverabili poichè i vetri dell’ edificio possono resistere ai kalashnikov e persino ai bazooka.
Schermato, accessibile solo a una manciata di persone accuratamente scelte , infatti chiunque senza un permesso speciale, è esposto a sei mesi di carcere e una multa di 7.500 euro.
Il laboratorio è depressurizzato con camere a tenuta stagna e dotato di docce detergenti. Tutti i rifiuti sono trattati a una temperatura di 128 ° e nulla, ad eccezione di elementi di carattere scientifico, si anima in questo laboratorio. L’ architetto che ha firmato il progetto, il francese Jean-Marc Tourret, ha utilizzato materiali ultramoderni e il laboratorio è stato definito dai tecnici «il P4 del XXI secolo». L’ idea di costruire un polo di ricerca sui virus letali è di Charles Mérieux, medico novantenne e figlio di Marcel che, a fine ‘ 800, aveva lavorato con Louis Pasteur, fondando poi l’ azienda farmaceutica di famiglia. La Fondazione Mérieux, cui il centro fa capo, ha firmato un accordo con l’ Istituto Pasteur di Parigi: la prima si occupa della gestione, il secondo della direzione scientifica.
Risalendo alle origini si puo’ determinare la nascita dei laboratori P4 come il risultato di un incidente di laboratorio nel 1967 a Marburg, in Germania.
I ricercatori, utilizzando la scimmia verde africana sono stati infettati da un virus provocando una febbre emorragica, uccidendo 7 su una trentina di contaminati.
La febbre emorragica di Marburg è caratterizzato da una elevata capacità di trasmissione (per i fluidi del corpo) e un tasso di mortalità relativamente alto, è un agente patogeno del Livello 4.
Lo studio del virus richiede speciali misure di sicurezza da attuare nei laboratori P4 nati in tutto il mondo. Uno dei primi laboratori a CDC (Centro per il controllo delle malattie, o Center for Disease Control) di Atlanta, Stati Uniti d’America. Ora anche Ginevra si è dotata del primo laboratorio virale di massima sicurezza.
Il nuovo centro dell’Ospedale universitario si limita ad individuare gli agenti patogeni più aggressivi. Niente ricerca e nessuna messa in cultura poichè troppo pericoloso.
Il primo ed unico laboratorio in Svizzera abilitato a maneggiare i virus umani emergenti più micidiali come Lassa, Ebola, Vaiolo, Marburg,… Dal 1 marzo 2007, data dell’entrata in funzione del centro, i campioni da analizzare non devono infatti più essere spediti nei laboratori specializzati di Lione o Amburgo. In poche ore, il personale medico confrontato a sospette patologie virali è così in grado di sapere con cosa ha a che fare e quali misure adottare. Il laboratorio P4D, al quinto piano dell’Ospedale universitario, è composto da tre locali. Nella prima stanza, il biologo lascia il suo camice bianco per indossare tuta, mascherina, occhiali e guanti di protezione. Passa in seguito nella seconda camera, munita di una doccia di soccorso, prima di raggiungere il laboratorio vero e proprio (20 m2). Elemento centrale della struttura è l’isolatore, una lunga cappa in acciaio a tenuta stagna. Grandi aperture con guanti in caucciù integrati consentono di trattare, con molta precauzione, i campioni prelevati da pazienti potenzialmente infetti. A differenza di altri laboratori di massima sicurezza nel mondo, i ricercatori di Ginevra non effettuano alcuna manipolazione su materiale vivente. Una particolarità come indica la «D» di P4D, si limitano alla diagnosi. I virus sono resi inattivi prima di essere analizzati. Per prevenire il seppur minimo incidente l’ospedale ha investito nel progetto 1,3 milioni di franchi. La depressurizzazione mantenuta nelle tre stanze, così come all’interno dell’isolatore, scongiura ad esempio pericolose contaminazioni. Tre strati di resina nelle pareti, finestre murate e guaine a protezione di cavi elettrici e tubi completano l’isolazione. Tutti i rifiuti biologici sono poi decontaminati in un’autoclave prima di essere sottoposti a vari cicli di disinfezione. Ed ogni molecola d’aria che lascia il laboratorio è dapprima filtrata a più riprese. Infine, ogni persona che accede al laboratorio è dotata di un «bip», pronto a suonare se il biologo, colto da malore o in pericolo, si ritrova in posizione orizzontale per oltre 15 secondi.

http://www.liberespressioni.com/2009/03/31/laboratorio-bunker-p4-contro-i-virus-piu-pericolosi/
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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 22 Mar 2010, 15:34


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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 17:47

Intervista Radio a Jane Burgermeister - Suina e Vaccino: Denunciati OMS e Nazioni Unite - Parte 4/4
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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 17:46

Intervista Radio a Jane Burgermeister - Suina e Vaccino: Denunciati OMS e Nazioni Unite - Parte 3/4
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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 17:44


Intervista Radio a Jane Burgermeister - Suina e Vaccino: Denunciati OMS e Nazioni Unite - Parte 2/4
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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 17:41


Intervista Radio a Jane Burgermeister - Suina e Vaccino: Denunciati OMS e Nazioni Unite - Parte 1/4
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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 17:12

La giornalista austriaca Jane Burgermeister ha denunciato l'OMS e
le Nazioni Unite in merito alla diffusione del virus AH1N1 e al
rilascio del relativo vaccino. La Burgermeister ha consegnato al
tribunale federale austriaco le prove d'accusa che testimoniano il
coinvolgimento di diversi rappresentanti politici e aziende
farmaceutiche americane in un'agenda di depopolamento intenzionale
degli USA e di altri stati europei.

Intervistata: Jane Burgermeister.
Trasmissione radiofonica RBN di Drew Raines, con la partecipazione della D.ssa Rebecca Carley e Pat Jordan.
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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 16:11

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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 16:10

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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 16:09

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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 16:09

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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 16:06






A Boissano “Gli inventori di malattie”





Boissano. Venerdì 22 Gennaio alle ore 20,45 presso la sede del Consiglio Comunale di Boissano (palazzo del municipio) verrà proiettato il film di Rai 3 (dura 50 minuti) “Gli inventori di malattie” . Si parlerà del fenomeno del Disease morgening orchestrato dalla Big Pharma, come è accaduto per la fasulla epidemia di infleunza suina H1/N1.

http://www.ivg.it/2010/01/19/a-boissano-gli-inventori-di-malattie/

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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 15:57

Inventori di malattie

La voglia di guadagno facile e le sue nuove regole hanno stravolto il valore d’uso tradizionale di tanti beni di interesse collettivo.
Con la complicità dei media viene diffusa l’implacabile forza d’urto del marketing, in grado di diffondere la paura per malattie inesistenti o semplicemente la paura di invecchiare. In inglese si chiama DISEASE MONGERING, che si potrebbe tradurre “commercializzazione delle malattie”.
In “Inventori di malattie”, Documentario inchiesta di 50’ per il programma C’era una volta in onda mercoledì 5 agosto 2009 alle 23,40 su RAITRE si racconta come l’industria farmaceutica finanziarizzata sia oggi in qualche modo costretta ad ingigantire, spesso con attente strategie di marketing della paura, nuove malattie pur di assicurare un rendimento crescente delle proprie azioni.
Come si fa? Vendendo farmaci a gente sana. Inventare malattie piuttosto che farmaci. E’ un business in voga che rende l’industria farmaceutica la più florida del pianeta. Una strategia per rafforzare posizioni di monopolio ed assicurarsi solide fette di mercato, spesso a danno della salute pubblica dei cittadini.
Le case farmaceutiche conoscono le normali fasi della nostra vita, l’adolescenza, la menopausa, la vecchiaia oppure le tipiche difficoltà della nostra esistenza – la timidezza, la vivacità, la paura – e le trasformano in pericolose e invalidanti malattie da curare con farmaci. Un viaggio-inchiesta che parte dagli USA e traccia un inquietante racconto sulla colonizzazione farmaceutica di larghe fette di popolazione del pianeta, attraverso le suggestioni ammiccanti delle campagne pubblicitarie, gli innumerevoli conflitti di interessi e le tante complicità occulte.
Inventori di malattie è un documentario di Luca Cambi, Nicoletta Dentico e Francesca Nava e una Co-produzione Alhambra factory – RAITRE/C’era una volta. Un lavoro di molti mesi per portare alla luce il fenomeno dell’uso eccessivo di farmaci negli Stati Uniti e in generale nel mondo occidentale.
Un percorso che va dalla creazione a tavolino di un disturbo alla sua consacrazione ufficiale, sino a far diventare un farmaco un blockbuster, ovvero un farmaco con prescrizione di ricetta medica che ha superato i 10 milioni di dollari l’anno di vendite.
L’industria farmaceutica, costretta dalla Borsa ad aumentare sempre di più i propri profitti, non si può permettere battute d’arresto. Così, invece di fare innovazione e ricerca investe in marketing e mette a punto una strategia perfetta che coinvolge e condiziona tutti gli attori del processo mediatico e produttivo. Una strategia basata fondamentalmente su innumerevoli conflitti di interessi a partire dalla complicità dei media nel diffondere le nuove malattie, fino ai corsi di formazione permanente da parte dei professori universitari, che spesso risultano essere anche consulenti di società farmaceutiche; dal lavori sporco degli informatori farmaceutici alla corruzione stessa e diretta dei medici; dalle associazioni di pazienti finanziate dalle case farmaceutiche al ruolo ambiguo dell’FDA, che su questo processo dovrebbe controllare… e soprattutto l’implacabile forza d’urto del marketing, in grado di diffondere una paura, creare un bisogno, proporre un rimedio e fare vendite di farmaci per milioni di dollari (500 milioni di dollari l’anno è la media dell’industria farmaceutica), anche attraverso libri per bambini!
Le strategie di marketing: vendono paura di invecchiare, di essere timidi, essere agitati, essere adolescenti, essere in meno pausa… essere umani. Tutti disturbi che si tramutano in malattie da curare con farmaci – sempre gli stessi – spesso inutili se non dannosi, magari il cui brevetto è in scadenza e occorre trovare un escamotage per rinnovarlo (è il caso del Prozac, tinto di viola e trasformato in Sarafem, senza alcuna modifica, per curare un certo “Disturbo Disforico Premestruale”).
Gli effetti collaterali sono un altro tema del documentario. Trial clinici fatti solo parzialmente i cui risultati sono stati nascosti e mai pubblicati, casi di suicidio e di morte per cocktail letali di farmaci, esagerata diffusione nelle scuole di farmaci per curare il disturbo di iperattività dei bambini (ADHD). Queste e altre storie e la testimonianza dell’Avv. Menzies di Los Angeles, in causa da anni con la Glaxo Smith Kline che spiega come solo facendo una causa si costringa l’industria farmaceutica a tirare fuori le carte.
Il documentario è guidato nel suo sviluppo da spezzoni di una preveggente commedia francese scritta negli anni 20 dal titolo “Il Dott. Knock e il trionfo della medicina”, trasposta poi in film negli anni ‘50. E’ la storia di un medico senza scrupoli che arriva in un paesino di gente tranquilla e, con metodi tutt’altro che scientifici, convince tutta la popolazione di essere affetta da svariate malattie. Nel giro di pochi mesi si arricchirà mettendo a letto mezzo paese, con grande gioia del suo conto in banca e di quello del farmacista! La sua teoria è che “non esiste gente sana, ma solo gente più o meno malata”.
Interviste a medici (Marcia Angell, Silvio Garattini, Steve Woloshin, Lisa Shwartz), giornalisti (Melodie Petersen, Merrill Goozner), oltre che avvocati ed economisti (J. Stiglitz) e due importanti insider (Peter Rost, ex vice direttore marketing della Pfizer e Mike Oldani, ex informatore farmaceutico).
Frasi tratte dalle interviste:
“L’unica innovazione degli ultimi anni nel settore farmaceutico è il marketing” (Marcia Angel)
“Ho definito il settore farmaceutico una mafia perché agisce e si comporta esattamente come la mafia” (Peter Rost)
“Dal momento in cui viene fatta una causa ad una casa farmaceutica al momento in cui questa dovrà pagare una multa passa talmente tanto tempo che il guadagno dalla vendita di quel farmaco è molto, molto superiore al costo della multa che la casa farmaceutica dovrà pagare” (K. B. Menzies, avvocato)
“Vendono paura, paura d’invecchiare, di ammalarsi, paura di essere adolescenti, paura degli altri…” (M. Petersen)
“La Chadd, l’associazione di pazienti per la cura dell’ADHD, ha poi ammesso di aver preso 700.000 dollari dalla Novartis, la casa farmaceutica produttrice del Ritalin” (M. Oldani)

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MessaggioTitolo: Re: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 15:51

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MessaggioTitolo: Terranauta: il pericolo è il vaccino, non l’influenza   Lun 01 Feb 2010, 15:49

Il vaccino anti-influenzale? Un rimedio pericoloso, peggiore del male, anche se il «terrorismo» mediatico oscura la realtà. Lo sostiene il newsmagazine “Terranauta”, che ha lanciato una petizione invitando il governo a mettere in guardia gli italiani dai rischi del vaccino. «Le persone – sostiene Daniel Tarozzi, direttore di “Terranauta” – hanno il diritto di conoscere la natura innocua di questa influenza e i rischi connessi all’uso di un vaccino inutile, non ancora sperimentato né sottoposto ai controlli necessari e gli interessi economici che sono all’origine di questa grande speculazione».
L’appello è rivolto al ministro Maurizio Sacconi e al suo vice Ferruccio Fazio, impegnati a gestire l’emergenza creata dal virus A/H1N1, di cui “Terranauta” contesta toni e contenuti della relativa campagna mediatica. Mentre le istituzioni hanno evitato di ricorrere all’allarmismo, giornali e televisioni «stanno creando un ingiustificato stato di paura, il cui unico risultato è quello di confondere le persone e far loro perdere la capacità di informarsi e scegliere in modo obiettivo». Secondo “Terranauta”, il vaccino in distribuzione è «molto più pericoloso dell’influenza che dovrebbe prevenire».
L’obiettivo del gruppo editoriale ambientalista è quello di permettere alle persone di «scegliere in modo consapevole e autonomo riguardo a un capitolo così importante per la salute propria e dei loro famigliari», malgrado la grancassa dei media. «Quello che chiediamo, quindi – prosegue l’appello a Fazio e Sacconi – è un vostro intervento a favore di una circolazione delle informazioni che rispetti il diritto delle persone a informarsi e crearsi un’opinione in modo libero e obiettivo». Il che garantirebbe il pieno diritto alla salute e alla libertà terapeutica. «Un vostro appello ai mezzi di comunicazione, affinché i toni vengano smorzati e le notizie diffuse con criterio e oggettività, è quello che noi e molti cittadini italiani si aspettano», conclude “Terranauta”.
In particolare, aggiunge Daniel Tarozzi, con questa iniziativa si desidera fare opera di informazione rivolta in particolare a donne incinte, madri che stanno allattando o comunque famiglie con bambini. L’appello, insieme alle firme di tutti i sottoscrittori, verrà inviato alle istituzioni sanitarie e amministrative, a livello locale e nazionale, per ottenere chiarimenti e avviare «iniziative di denuncia contro il comportamento allarmistico tenuto da televisioni e giornali». E’ possibile sottoscrive l’appello direttamente attraverso il sito di “Terranauta”, www.terranauta.it.
STOP VACCINATION - The ecological newsmagazine “Terranauta” asks the Government to stop the “psicological terrorism” created by media on A/H1N1 virus: «The vaccination is more dangerous that the pandemy», says Daniel Tarozzi, director of “Terranauta” (info: www.terranauta.it).

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MessaggioTitolo: Grillo: salute e ricerca, contro la mafia della sanità   Lun 01 Feb 2010, 15:48

Salvare la salute per guarire l’Italia. Beppe Grillo parte dalla sanità per lanciare il programma politico del suo nuovo, dirompente movimento civico: «La salute è il nuovo eldorado dei politici e delle mafie. Un fiume di denaro pubblico. Tutto sotto controllo e tutto in realtà incontrollato». La salute, accusa Grillo attraverso il suo blog, «è denaro contante per la politica e la criminalità organizzata, un pozzo di San Patrizio. La nuova frontiera dell’assalto al denaro pubblico, Sanitopoli». Inoltre, aggiunge con una battuta, per un ammalato l’Italia federale è già realtà: «Se abiti al Sud o nelle isole, quasi sempre devi emigrare al Nord per farti curare, oppure puoi morire sul posto».
Le Regioni, dichiara Grillo, «sono le grandi elemosiniere della salute: scoppiano di salute e di tangenti, come hanno svelato le inchieste in Abruzzo». Quanto costa, si domanda, «la tangente sulla salute agli italiani?». La maggior parte della spesa delle Regioni, osserva, è per la salute. «L’assessore alla salute è il membro più importante della giunta insieme al presidente di Regione». L’Italia, riconosce Grillo, è uno dei pochi paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universale. Due fatti però lo minacciano: la “devolution”, che affida alle Regioni la spesa sanitaria, accentuando le differenze territoriali, e la sanità privata, che sottrae risorse e talenti al pubblico: «Si tende inoltre ad organizzare la sanità come un’azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di salute e di qualità dei servizi».
Insieme all’energia, ai trasporti, all’economia, all’informazione, all’istruzione e al rapporto tra Stato e cittadini, proprio la salute è uno dei 7 punti su cui si articola il programma politico del movimento che Beppe Grillo si prepara a lanciare in Italia, a partire dal 4 ottobre 2009. Una proposta dirompente e liquidata da più parti come “antipolitica”, specie dopo la chiusura totale del Pd, che ha impedito all’attore genovese di candidarsi alle “primarie” del partito: una evidente provocazione, con la quale Grillo ha voluto dimostrare l’impermeabilità della “casta” dei politici di professione, contro cui ora intende battersi, scendendo in campo personalmente, col suo movimento, alle regionali 2010.
Grillo sta costruendo un movimento dal basso, popolare, basato sulla partecipazione diretta. Mette in campo un programma di governo ispirato a quello dei “Comuni virtuosi”, che puntano sulla trasparenza e sulla qualità dei progetti più innovativi, sul piano sociale, economico ed ecologico. L’enorme capitolo della sanità pubblica è ovviamente sul tappeto. Grillo propone innanzitutto gratuità delle cure ed equità di accesso, ticket in base al reddito per le prestazioni non esenziali, promozione dei farmaci generici e prescrizione dei principi attivi anziché dei farmaci “di marca”.
Fondamentale l’informazione: Grillo chiede un programma di educazione sanitaria indipendente, pubblico e permanente, sul corretto uso dei farmaci, sui loro rischi e benefici. Obiettivo: una politica sanitaria nazionale di tipo culturale, per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute, operando sui fattori di rischio e di protezione delle malattie. Parola d’ordine, prevenzione: alimentazione sana, attività fisica, niente fumo, e poi screening e diagnosi precoce.
Nella piattaforma-salute del movimento di Grillo, contrario ad ogni logica commerciale applicata nella cura delle malattie, anche un sistema di misurazione della qualità degli interventi negli ospedali (tassi di successo, mortalità, volume dei casi trattati), con esiti di pubblico dominio. Riguardo ai medici, Grillo chiede di proibire gli incentivi economici sulle vendite dei farmaci e propone di «separare le carriere dei medici pubblici e privati», in moda da «non consentire a un medico che lavora in strutture pubbliche di operare nel privato». Grillo chiede che sia incentivata la permanenza dei sanitari nel settore pubblico e che sia resa trasparente il meccanismo di promozione per i primariati. Meno peso infine ai direttori generali delle Asl, reintroducendo consigli di amministrazione.
La riforma sanitaria che Grillo invoca, e che si prepara a proporre in tutte le Regioni italiane nella prossima primavera, prevede liste di attesa pubbliche e on-line, l’istituzione di centri unici di prenotazione via web, la pubblicazione di tutte le convenzioni con strutture private e investimenti sui consultori familiari. Nella lotta al dolore (uso di oppiacei come la morfina) Grillo chiede di allineare l’Italia agli altri paesi europei, mentre grande importanza è riservata al settore della ricerca, da anni alle prese con gravi difficoltà economiche.
«Chiediamo – precisa Beppe Grillo – che venga concessa la possibilità di destinare l’8 per mille alla ricerca medico-scientifica». Si propone inoltre di finanziare la ricerca indipendente «attingendo ai fondi destinati alla ricerca militare». In particolare, si chiede alla ricerca di indagare a fondo sugli effetti sulla salute, specie se legati a disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale, dando priorità a ricercatori indipendenti. Senza dimenticare di promuovere ricerche sulle malattie rare, sostenendo le spese delle cure all’estero in assenza di strutture nazionali.
Molto incisive, infine, le richieste che riguardano l’impatto della medicina e di altre attività pubbliche sui cittadini, pazienti e non solo. «Sulla base delle raccomandazioni dell’Oms – spiega Grillo – chiediamo di introdurre, a livello di governo centrale e regionale, la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare per i settori dei trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione». Se Grillo pretende la messa al bando degli inceneritori, definiti pericolosi, chiede anche «l’introduzione del reato di strage» per ministri, presidenti di Regione, sindaci e assessori, nel caso vengano accertati «danni sensibili e diffusi, causati dalle politiche locali e nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini» (info: www.beppegrillo.it).

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MessaggioTitolo: Inventori di malattie: per vendere farmaci a persone sane   Lun 01 Feb 2010, 15:34

«Il nostro sogno è inventare farmaci per gente sana»: la frase, attribuita ad Henry Gadsen, direttore generale della multinazionale farmaceutica Merck, riassume la filosofia del “Disease mongering”, ovvero: la scienza (mostruosa) degli “inventori di malattie” che creano patologie a tavolino per poi vendere più farmaci. L’argomento, delicatissimo, è stato affrontato il 9 ottobre a Genova, a poche settimane dalla storica sentenza di patteggiamento siglata dalla multinazionale farmaceutica Pfitzer. L’azienda sborserà 2,3 miliardi di dollari: la sanzione punisce la spregiudicatezza degli informatori scientifici e la corruzione dei medici al fine di aumentare le prescrizioni.
Se n’è parlato al forum genovese promosso dalla rivista “Diagnosi & Terapia” e dall’associazione “Giù le mani dai bambini”, con il Comune di Genova e con il patrocinio di Provincia, Regione Liguria e Ordine dei Medici. Introdotti da una sintesi del recente documentario di RaiTre “Inventori di malattie”, i relatori hanno esaminato la pratica del “disease mongering”, la raffinata tecnica di marketing che prevede l’invenzione a tavolino di malattie al fine di vendere “blockbuster” farmaceutici come il Ritalin, il Prozac, il Tamiflu ed altre molecole sempre più presenti negli armadietti dei medicinali di ogni famiglia della penisola, che è – per numeri assoluti – il quinto mercato farmaceutico al mondo.
Bambini troppo agitati e distratti? E’ la sindrome Adhd. Che secondo Stefano Scoglio, esperto nutrizionista e ricercatore, «è una case history di marketing su cui dobbiamo interrogarci, come denuncia il documentario di RaiTre», visto l’abuso di psicofarmaci a cui si ricorre sistematicamente. «Siamo ad oltre 20 milioni di ricette di metanfetamine all’anno, con un giro di affari da miliardi di dollari». Per Scoglio esistono prodotti di origine naturale, di comprovata efficacia e con bassissimi profili di rischio. «Ma dato che non sono brevettabili e quindi non si può ‘proteggere’ l’investimento, nessuno fa ricerca su queste molecole, penalizzando i piccoli pazienti: perché allora non ci pensa il ministero della salute?».
Per l’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, ora presidente della fondazione “Università Verde”, il ruolo di controllo delle associazioni rappresentative della società civile è riconosciuto e accettato dalle istituzioni pubbliche di molti paesi del mondo, tranne in Italia, dove è ancora visto con diffidenza». Le ‘lobby bianche’ devono mettersi in rete e fare fronte comune: «Le multinazionali del farmaco hanno strutture di pr e marketing efficientissime e sono presenti costantemente nei corridoi delle istituzioni che contano. Chi ambisce a contrastare queste pratiche di business troppo aggressive deve imparare ad organizzarsi».
«Questi prodotti salvano vite ed hanno allungato le aspettative di esistenza dell’uomo nell’ultimo secolo», ammette Enrico Nonnis, di “Psichiatria Democratica”, ma parlare oggi di marketing farmaceutico invadente è come scoprire l’acqua calda. «E’ mai possibile che solamente il sollevare questi argomenti eticamente sensibili susciti reazioni forti e contrarie?».
Per non parlare del “Disordine disforico da deficit ansiogeno da consunzione di attenzione sociale”: «Una finta malattia, con tanto di farmaco fittizio per curarla e sito internet per promozionarla», inventata provocatoriamente da un suo collega medico. «La verità – aggiunge Nonnis – è che noi medici siamo così bombardati di informazioni che a volte non possiamo più distinguere tra quello che è marketing e quello che è vera scienza».
«La salute è un’industria, fa gola a molti, e la pressione delle aziende farmaceutiche è certamente forte», riconosce Alberto Ferrando, pediatra e vicepresidente dell’Ordine dei Medici. «Ogni approccio terapeutico dev’essere diverso dall’altro. Ora le sirene dell’industria cercano di rivolgersi non solo più al medico, ma direttamente ai malati. Il “disease mongering” esiste, eccome, e a volte noi medici neppure conosciamo questi meccanismi: ai colleghi più giovani ricordo che non esiste solo la scienza medica, c’è anche una scienza del marketing».
Il sistema è «inquinato» alla base, avverte Federico Mereta, medico e giornalista. «Invece di intervenire per curare, pare che a volte l’obiettivo sia quello di creare surrettiziamente malessere, al fine di proporre poi soluzioni pronte per risolverlo, possibilmente che rendano molto denaro». Emilia Costa, docente di psichiatria alla Sapienza di Roma, la chiama «complessa ed articolata strategia per il condizionamento del mercato della salute». La professoressa la definisce «un’ipnosi dolce, che mira a convincere gli individui circa l’utilità incondizionata del farmaco. Non è più il dottore che cura il paziente, ma il farmaco: noi medici siamo diventati esclusivamente distributori di ricette?».
Distributori, in molti casi, “complici” dell’industria farmaceutica. «Tre quarti dei colleghi che hanno redatto il Dsm (il catalogo diagnostico delle malattie mentali), hanno rapporti finanziari con le case farmaceutiche», accusa Paolo Roberti di Sarsina, dirigente di psichiatria ed esperto del Consiglio Superiore di Sanità. Non è tutto: «Più del 90% della ricerca scientifica è finanziato dall’industria, e oltre la metà del budget dell’Agenzia Europea del Farmaco è garantito dai produttori». Quello che il sanitario auspica è «una pandemia, certo: ma di consapevolezza».
Il problema non sono le industrie, che spingono alla follia sulle leve del marketing per svuotare i magazzini di vaccini contro l’influenza A: il problema sono gli Stati che ne acquistano decine di milioni di dosi, accusa Franco De Luca, medico e autore del libro “Bambini e (troppe) medicine” (Il Leone Verde edizioni). «Cosa possiamo fare noi medici? Dare segnali chiari: rinunciare ad omaggi e regalie, privilegiare corsi di formazione non sponsorizzati dalle industrie, dichiarare sempre – se esistono – i legami finanziari con i produttori, richiedere a gran voce la pubblicazione delle ricerche scientifiche sui farmaci».
Luca Poma, giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, è divenuto famoso per la battaglia contro l’abuso di psicofarmaci sui piccoli pazienti. «Un recente rapporto di Business Insights, una delle più note riviste destinate ai dirigenti del settore pharma – afferma Poma – dice che la capacità di “creare mercati per nuove malattie si traduce in vendite” e che “una delle migliori strategie consiste nel cambiare il modo in cui la gente percepisce i propri disturbi”». Vie d’uscita? Agire sui pazienti, informarli, metterli in guardia. Perché «gli anni futuri saranno i testimoni privilegiati della creazione di malattie patrocinate dalle industrie» (info: portavoce@giulemanidaibambini.org).
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MessaggioTitolo: INVENTORI DI MALATIE : LE DITTE FARMACEUTICHE E LE LORO DEVASTANTI STRATEGIE DI MARKETING   Lun 01 Feb 2010, 15:19

Con dati certi e senza ombra di dubbio si mette in evidenza come l'industria farmaceutica finanziarizzata sia oggi in qualche modo, costretta ad ingigantire, spesso con attente strategie di marketing della paura, nuove malattie pur di assicurare un rendimento crescente delle proprie azioni. I danni a carico della collettività mondiale e della sua salute sono incredibilmente evidenti. In America più di 5 milioni di bambini vengono trattati con psicofarmaci, semplicemente perché "troppo" vivaci.

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