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 NEMESIS :LA STELLA DELLA MORTE .

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THE PUNISHER
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MessaggioTitolo: Re: NEMESIS :LA STELLA DELLA MORTE .   Dom 21 Mar 2010, 00:28


Ma questa è anche voglia di potenza mitica. Se un antropologo di una generazione precedente avesse sentito una storia simile, il dotto libro che ne sarebbe derivato avrebbe senza dubbio usato parole come ‘primitiva’ o ‘pre-scientifica’. Considerate questa storia:
“ C’è un altro Sole nel cielo, un Sole Demonio che noi non possiamo vedere. Tanto tempo fa, ben prima del tempo della bisnonna, il Sole Demonio attaccò il nostro Sole. Le comete caddero e un terribile inverno dominò sulla Terra. Quasi tutta la vita venne distrutta. Il Sole Demonio aveva già attaccato molte volte in precedenza. Esso attaccherà ancora. “
Questo spiega perché alcuni scienziati pensarono che la teoria di Nemesis fosse uno scherzo, quando ne sentirono parlare per la prima volta: un Sole invisibile che attacca la Terra con le comete fa pensare ad una fissazione o ad un mito. Ma ciò si merita un’ulteriore dose di scetticismo per questa ragione: l’uomo corre sempre il pericolo di ingannarsi. Ma anche se la teoria è ipotetica,essa è seria e rispettabile, poiché la sua idea principale può essere messa alla prova: trovate la stella ed esaminate le sue caratteristiche.


Tuttavia, visto che il satellite IRAS ( nella foto sopra ) ha svolto l’esame di tutto il cielo nell’infrarosso lontano senza trovare nessuna “Nemesis”, l’esistenza di questa stella appare molto improbabile.
Beh che dire questa volta ho voluto scrivere di qualcosa che va più nel mito che nella realtà delle cose. Scommetto che in molti di voi avrebbero preferito un finale diverso, cioè che questa stella fosse esistita veramente e che molti avevano già sentito di questa affascinante ipotesi. Non preoccupatevi però che ci sia qualcosa che disturba l’orbita di Nettuno e Urano è un fatto risaputo ma che cosa sia questo corpo o forza non si è ancora riusciti a capire…Voi che ne dite??
da astrofilitrentini.it e da fonti varie
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MessaggioTitolo: Re: NEMESIS :LA STELLA DELLA MORTE .   Dom 21 Mar 2010, 00:25


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MessaggioTitolo: ESTINZIONI DI MASSA SULLA TERRA   Dom 21 Mar 2010, 00:24

Alcuni scienziati studiando le grandi estinzioni di massa sulla terra grazie alle testimonianze geologiche di crateri trovati un pò dappertutto ( Australia, Antartide, Siberia, America ) sono riusciti a fare un quadro della situazione generale. Da questo appare che all’incirca ogni 26 milioni di anni si è verificata una grande estinzione nelle forme viventi terrestri. La più conosciuta di queste estinzioni è naturalmente quella dei dinosauri, avvenuto all’incirca 65 milioni di anni fa quando un gigantesco asteroide colpì la Terra al largo dell’odierna penisola Yucatan in Messico.



Secondo quest’ipotesi, tra circa 13 milioni di anni sarà tempo per la prossima estizione di massa.

Questa ipotetica “compagna mortale” del Sole è stata suggerita nel 1985 da Daniel P. Whitmire e John J. Matese ( nella foto sotto da sinistra a destra ), dell’University of Southern Lousiana. Essa ha anche ricevuto il nome Nemesis, appunto.

La cosa strana dell’ipotesi di Nemesis è che non c’è alcuna prova dell’esistenza di una stella compagna del Sole. Non deve essere molto luminosa né molto massiccia: una stella molto più piccola e fioca del Sole dovrebbe andare bene, una nana bruna o nera (un corpo simile ad un pianeta, non abbastanza massiccio per iniziare a “bruciare idrogeno” come una stella). È possibile che questa stella sia già stata catalogata, senza che nessuno abbia notato nulla di particolare, vale a dire l’enorme moto apparente di questa stella rispetto allo sfondo delle stelle più distanti (cioè la sua parallasse). Se essa dovesse essere trovata, pochi dubiterebbero che sia la causa primaria delle periodiche estinzioni di massa sulla Terra.

http://julianajazi.com/blog/nemesis-il-gemello-oscuro-del-sole

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MessaggioTitolo: Nemesis, il gemello oscuro del Sole   Dom 21 Mar 2010, 00:22

Nemesis, il cosidetto “gemello oscuro” del nostro Sole.



Essa è una ipotetica stella situata oltre l’orbita di Plutone, la fascia di Kuiper e la Nube di Oort che sembra influenzare a intervalli abbastanza regolari il Sistema Solare.
Nemesis dovrebbe essere una Nana Bruna che si muove su un’orbita ellittica, con una distanza dal Sole che varia da 1 a 3 anni luce, ed un periodo di 26 milioni di anni. Questa stella è difficile da trovare vista la sua scarsa luminosità e la sua massa di pochi ordini di grandezza maggiore a quella dei nostri pianeti giganti( caratteristiche tipiche di una Nana Bruna ).



Tutto questo vuol dire che ogni 26 milioni di anni questa ipotetica compagna del Sole passa attraverso la nube di Oort ( un ammasso di trilioni di proto-comete situato ad una grande distanza dal Sole). Durante tale passaggio Nemesis perturba l’ordine del Sistema Solare che diventa a dir poco caotico. Miliardi di proto-comete e asteroidi di tutte le dimensioni della nube di Oort vengono disturbate nella loro orbita e vengono gravitazionalmente scagliate all’interno del sistema solare. Alcune decine di migliaia di anni dopo, sulla Terra si nota un notevole aumento nel numero di comete e asteroidi intersecanti l’orbita del nostro pianeta. Visto il loro grandissimo numero, comete e asteroidi che raggiungono il sistema solare interno hanno probabilità che colpiscano la terra quasi uguali a 1, cioè impatto inevitabile.


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MessaggioTitolo: ALTRE IPOTESI   Dom 21 Mar 2010, 00:19

Nemesis non è l'unica teoria proposta per spiegare la ciclicità delle estinzioni di massa sul nostro pianeta: alcuni hanno ipotizzato la presenza di un "Decimo" pianeta che, con un'orbita esterna a quella di Plutone, interferirebbe in modo analogo con la nube di Oort (e Smiley, il corpo celeste recentemente identificato da osservazioni fatte dall'osservatorio di Mauna Kea, nelle Hawaii, e da quello Eso sulle Ande cilene, potrebbe essere proprio ciò che si cercava); altri hanno pensato alla periodicità di fenomeni vulcanici terrestri, altri ancora a una nuvola di polvere la cui orbita intersecherebbe il nostro Sistema Solare. Sono state avanzate molte altre ipotesi (alcune estremamente complesse, altre veramente affascinanti), ma nessuna di queste ha avuto finora dei riscontri attendibili.

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MessaggioTitolo: Re: NEMESIS :LA STELLA DELLA MORTE .   Dom 21 Mar 2010, 00:18

Alcuni indizi

Agli inizi del 1984 due paleontologi dell'Università di Chicago, David Raup e John Sepkoski, studiando la scomparsa di circa 3.500 specie avvenuta negli ultimi 250 milioni di anni, fecero un'inquietante scoperta: ogni 30 milioni di anni, con sorprendente regolarità, sul nostro pianeta si era verificata una catastrofe che, in un tempo relativamente breve, aveva spazzato via per sempre un'enorme quantità di organismi, e fra questi anche alcuni che pure avevano dominato il pianeta per milioni d'anni. Alla luce degli studi condotti le estinzioni di massa sembravano essere un fenomeno inevitabile di carattere ciclico: esse si verificavano puntualmente circa ogni 26 milioni di anni.
Se così fosse, a partire dal Cambriano, si sarebbere susseguite 23 estinzioni. I paleontologi ne hanno identificato, finora, 5 di grande entità

Le prime due si verificarono all'incirca 435 e 360 milioni di anni fa, durante l'età Paleozoica. Esse causarono la fine di decine di migliaia di specie di organismi marini.

La terza, la madre di tutte le estinzioni, avvenne alla fine dell'età Paleozoica, circa 250 milioni di anni fa. Essa svuotò il pianeta, eliminando circa il 95% di tutte le forme viventi che lo popolavano. Nulla di altrettanto catastrofico si è più ripetuto.

La quarta estinzione di massa risale circa a 205 milioni di anni fa, durante l'era mesozoica. Essa determinò la scomparsa della maggior parte di anfibi e rettili, aprendo la strada al dominio dei Dinosauri.

La quinta estinzione, quella che determinò la fine dei dinosauri, avvenne 65 milioni di anni fa, alla fine del Mesozoico.

Negli anni '80 lo studio delle improvvise estinzioni di massa stava conoscendo una certa popolarità nel mondo accademico e in quello giornalistico, a seguito del rinvenimento, in uno strato di argilla della gola di Bottaccione (vicino a Gubbio, in Umbria) vecchio di 65 milioni di anni, di una percentuale insolitamente alta di iridio. Questo minerale è presente ad alte concentrazioni quasi esclusivamente negli asteroidi: secondo il premio Nobel Louis Alvarez e suo figlio Walter che studiarono la strana argilla, dunque, anche l'iridio di Bottaccione doveva essere di origine cosmica. Un asteroide di almeno 10 chilometri di diametro doveva essersi schiantato sul nostro pianeta alla velocità di 72.000 chilometri l'ora, provocando colossali sconvolgimenti ambientali su tutta la Terra e determinando, tra l'altro, l'estinzione dei dinosauri. L'ipotesi ebbe una clamorosa conferma nel 1987, quando un cratere di 45 chilometri di diametro, causato presumibilmente da quest'impatto, fu localizzato nei fondali al largo del Canada.

L'entusiasmo suscitato dalla scoperta degli Alvarez fece individuare altri strati d'argilla risalenti allo stesso periodo; le accurate misurazioni del contenuto d'iridio, però, delinearono una realtà sbalorditiva: circa 65 milioni di anni fa, non uno, ma almeno cinque colossali asteroidi si devono essere schiantati sul nostro pianeta nell'arco di qualche millennio.
Il tempo delle estinzioni di massa, dunque, sembrava essere stato segnato da un'orologio di natura extraterrestre.

L'ipotesi Nemesis

L'impatto, in un periodo così breve, di cinque asteroidi così grandi non poteva essere una coincidenza: c'era bisogno di una teoria che spiegasse che cosa avesse potuto scatenare un tale evento, e il perché di quella ciclicità di 30 milioni d'anni nella scomparsa di gran parte delle specie viventi.

Fu allora che cominciò ad acquistare popolarità la teoria di Nemesis, la stella nera.

Nel 1950, Jan H. Oort, astronomo olandese vincitore del premio Nobel per la fisica, aveva ipotizzato che in prossimità del sistema solare si trovasse una vasta regione, detta da allora "nube di Oort", popolata di oggetti spaziali oscuri, fatti di ghiaccio e polvere. Ogni tanto, una casuale interazione dei campi gravitazionali avrebbe determinato una modifica nell'orbita originaria di uno di loro, provocandone la "caduta" verso il nostro Sole. Sotto l'effetto del vento solare, la massa di ghiaccio sublima, ammantandosi di una chioma di gas che viene soffiata all'indietro mentre s'illumina dei raggi solari: l'oggetto freddo e oscuro proveniente dallo spazio diventa sempre più luminoso ed evanescente trasformandosi in ciò che chiamiamo cometa, uno dei più spettacolari fenomeni della natura che in ogni tempo e in ogni luogo è stato interpretato come un sinistro presagio.

L'arrivo nel sistema solare di una cometa isolata proveniente dalla nube di Oort, però, non poteva certamente giustificare la ciclicità delle estinzioni sul nostro pianeta.

Una risposta fu trovata da due astrofisici, Marc Davis di Berkeley e Piet Hut dell'Institute for Advanced Studies di Princeton: in un lavoro salito agli allori della rivista "Nature", teorizzarono l'esistenza di una stella nana rossa, una sconosciuta compagna del Sole che, con un percorso molto ellittico, orbiterebbe con la nostra stella attorno a un centro comune di gravità. La battezzarono Nemesis, come la dea latina della vendetta, in quanto si tratterebbe di un oggetto portatore di distruzione. Una stella "nera" è un corpo astrale spento. Un simile oggetto celeste emette solo radiazioni nel lontano infrarosso: è un corpo quasi nero, quasi invisibile, difficilissimo da identificare. Una stella simile ha origine da una massa d'idrogeno relativamente piccola (dieci volte inferiore a quella del Sole): dopo un breve periodo di attività termonucleare, la stella si spegne, contraendosi. Il gas rimasto "cade" verso il centro di gravità, e la stella poi si raffredda, diventando un corpo oscuro.

L' orologio che scandisce il tempo delle catastrofi potrebbe quindi essere Nemesi, stella nana orbitante attorno al Sole con un periodo di 26 milioni di anni. Secondo l'ipotesi di Davis e Hut, la vendetta di Nemesis si scatena ogni 30 milioni di anni quando, percorrendo la sua orbita, essa si avvicina alla nube di Oort, alterando gli equilibri gravitazionali e determinando una colossale pioggia di comete sul sistema solare: la maggior parte di esse, dopo averlo attraversato, si perde nell'universo, altre annegano nel Sole, altre ancora lo evitano di misura, iniziando la loro orbita allungata; altre, infine, si scontrano con qualche oggetto del sistema solare: con uno degli asteroidi che orbitano tra Marte e Giove, con un satellite al seguito di un pianeta, o con un pianeta stesso

Qualcuna si schianta sulla Terra ...

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MessaggioTitolo: NEMESIS :LA STELLA DELLA MORTE .   Dom 21 Mar 2010, 00:15

La stella, conosciuta anche con il nome di Nemesis (Dark Star), è cinque volte più grande di Giove e
potrebbe essere responsabile dell'impatto che ha estinto i dinosauri 65 milioni di anni fa.
Gli astronomi credono che si tratti di una nana bruna o rossa, ovvero di una “stella mancata” chenon è riuscita a generare abbastanza energia per bruciare come il Sole. L'influenza gravitazionale della “stella della morte” potrebbe attirare centinaia di comete verso il nostro sistema solare.



foto sopra: immagine che mostra Planet X scattata da uno dei telescopi spaziali della serie IRAS

Il maggior indizio dell'esistenza di Nemesis è un misterioso pianeta nano chiamato Sedna, individuato in un'orbita attorno al Sole molto lunga: 12.000 anni. Mike Brown, colui che ha scoperto Sedna nel 2003, ha dichiarato: «Sedna è un oggetto molto anomalo, non dovrebbe trovarsi lì!». Sedna non si avvicina mai a nessuno dei pianeti giganti o al Sole. La sua orbita, là fuori, è incredibilmente eccentrica. L'unico modo per ottenere un'orbita così ellittica è avere un qualche tipo di corpo gigante che ti spinge. Quindi che cosa c'è là fuori?
Il professor John Matese, dell'università di Louisiana (Lafayette), dichiara che la maggior parte delle comete del sistema solare interno sembra provenire della regione della Nube di Oort, lanciata dall'influenza di una stella compagna del Sole che sparge le comete lungo la sua scia. Metese suggerisce che la stella è fino a cinque volte più grande di Giove, o 7.000 volte più grande della Terra.
Ha affermato inoltre che «C'è una rilevante evidenza statistica che tale concentrazione di comete possa essere causata dalla compagna del nostro Sole».
Fonte:
http://www.telegraph.co.uk/science/space/7429335/Search-on-for-Death-Star-that-throws-out-deadly-comets.html - www.nexusedizioni.it

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