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 21 Dicembre 2012 : Gli ultimi passi verso le verità reali di oggi e di un domani .....

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CYBORG
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MessaggioTitolo: 21 Dicembre 2012 : Gli ultimi passi verso le verità reali di oggi e di un domani .....   Dom 18 Apr 2010, 20:54

Il cammino del 2012, un percorso lungo 4 anni, 3 ormai, si sente su la pelle, si respira nell'aria, si percepisce tramite le sensazioni e principalmente dalla televisione, molte persone lo stanno vivendo sotto i loro piedi e sopra la loro testa, altre invece sono già state vittime e guardano l'evolversi dall'alto, povere anime ormai strappate da questo pianeta che sta cambiando, lui non ne ha colpa, assolutamente, anzi, la terra ne è dispiaciuta, non vuole farci del male ma è costretta, perchè noi viviamo sopra di essa...
E tutto questo secondo alcuni studi è destinato a peggiorare, qualcuno l'aveva predetto molti anni fà, con un complesso calendario ancora indecifrato, che qualcuno lo interpreta in un modo, altri in un altro, ma la verità ormai è davanti agli occhi.

La strada al 2012 è cominciata, si perchè non accadrà in quel specifico anno, accade tutto adesso, per poi finire nel 2012... l'umanità dovra stringere i denti fino alla cambiamento, fino al relax totale, perchè i maia non hanno detto che nel 2012 accadrà una catastrofe, dicono che comincerà una nuova era (dopo 4 anni di sofferenza) e tutto questo è già cominciato...

Benvenuto nella lunga strada del 2012............. buon viaggio!
Tutto è cominciato con un avvertimento il 27 12 2004, quando un fortissimo terremoto del 9° grado all'argo delle isole di sumatra scateno uno dei più defastanti zunami degli ultimi 40 anni, che ha colpito l'indonesia, sri lanka e india, provocando 12 mila morti, il peggior terremoto che rimarrà nella storia dell'umanita, fece tremare tutto il pianeta provocando una debolissima oscillazione del asse terrestre.... da li molte cose sono cambiate, dal clima hai terremoti, da un rallentamento del pianeta di qualche secondo e da altri eventi che stiamo vivendo ora nel nostro tempo.



A distanza di un'anno il 23 agosto 2005 il pianeta sembra quasi impazzito.. l'uragano katrina ne è la prova, una delle più mortali tempeste della storia degli stati uniti, katrina devastò new orleans con 1832 morti, una delle tempeste più forti formate sul mare, in quel l'anno tutto il pianeta ha subito strani cambiamenti, a cominciare con il freddo in europa a ferragosto e la creazione di altri 4 uragani sul mare asiatico senza però aver raggiunto le coste.



Nel 2006, numerosi paesi in Africa, Asia e America Latina sono stati devastati da alluvioni e uragani, oppure colpiti da fenomeni di siccità che hanno creato insicurezza alimentare per gli abitanti e messo in ginocchio le economie locali.



Il 2007 è stato uno degli anni forse più preso di questo percorso, una escalations di eventi che si sono fatti strada per creare morte e distruzione,
l'india Con 15 tempeste nominate nell’Atlantico settentrionale, il 2007 si colloca nettamente al di sopra della media pluriennale, la tempesta invernale Kyrill in gennaio e le inondazioni estive in Gran Bretagna, nel fratempo un grande terremoto in giappone fece spendere molti soldi hai governi del pianeta, in aprile la tempesta invernale nor'easter degli stati uniti, a giugno il ciclone gono in oman e nel frattempo una raffica di tempeste in australia, a luglio un grosso terremoto in giappone e inondazioni in gran bretagna!



Oltre all'enorme crisi economica del 2008, molti eventi rimarranno segno di un continuo aumentare di eventi che vanno a creare tensione e paura,
la tragedia del ciclone Nargis che ha colpito la sera del 2 maggio la parte sud occidentale della Birmania. Secondo gli esperti meteorologici i venti raggiunsero velocità inaudite (tra i 190 e 240 km/h) e per due giorni le piogge devastarono il territorio provocando la morte di 138.000 persone e danni a 2,4 milioni di cittadini.
Maggio 2008 e' stato un mese tragico per l'Asia. Dopo il ciclone Nargis d'inizio mese, il giorno 12 un terribile terremoto di magnitudo 8 sulla scala Richter ha sconvolto la provincia cinese di Sichau. alla fine si conteranno 88.000 morti, 375.000 feriti e 5 milioni di senzatetto.
Il 21 giugno il tifone Fengshen si abbatte sulle Filippine. La nave "MV Princess of the Stars", partita da Manila in viaggio verso l'isola di Cebu incontra gigantesche onde che la fanno inabissare al largo dell'isola di Sibuyan. Delle 862 persone a bordo solo 57 saranno ritrovate vive. Pochi giorni dopo le autorita' sospenderanno le operazioni di salvataggio perche' scopriranno che sulla nave vi erano dei pesticidi altamente tossici.
I 4 uragani Fay, Gustav, Hanna et Ike, tra agosto e settembre, si abbattono su Haiti. Anche questa volta il bilancio è tragico: 800 morti, la maggior parte nella sola città di Gonaïves. Almeno 100.000 sono le case danneggiate dagli uragani
A metà ottobre incredibili incendi, alimentati anche da forte raffiche di vento che superano i 100 km/h, si moltiplicano a nord di Los Angeles distruggendo in meno di 5 giorni 7700 ettari di territorio. Nuove fiamme si svilupperanno il 12 novembre tra Los Angeles e Santa Barbara portando via 17.000 ettari di terreno


Sicuramente l'evento del 2009 più devastante è stato il terremoto in Italia dell'Aquila, del 6 aprile è stato seguito da tutto il mondo, 150 morti, 1500 feriti e 70 mila sfollati, l'aquila è stata spostata di 15 centimentri, un terremoto devastante che a danneggiato tantissimi punti storici e distrutto un quantitativo massiccio di case, scuole e negozi...
L'inverno 2009 è stato uno dei più rigidi, a cominciare da freddo polare in tutta europa, nevicate record nei centri urbani, pioggie smontamenti e alluvioni. terribili tempeste di neve negli stati uniti che sono durate 4 giorni di fila, sommergendo di neve strade e automobili, nevicate mai viste prima e forti grandinate in tutto il pianeta, accenni di nevicata anche in messico!





IL 2010 apre subito in maniera esponeziale con una delle catastrofi devastanti, Haiti, terremoto di 7,5 ha causato il crollo di quasi tutte le abitazioni, un bilancio devastante di circa un migliaio di morti, un'intensità durata circa un minuto e un enorme rischio tzunami, il tremare della terra a fatto saltare le auto parcheggiate portandole in mezzo ala strada... sicuro rimmarra nella storia come uno dei più forti terremoti del pianeta!

IL 25 febbraio 2010 in cile
Prima il violentissimo sisma, poi una impressionante sequenza di repliche, infine l'allarme tsunami. La natura mette in ginocchio il Cile, colpito nella notte da un devastante terremoto. La prima scossa di magnitudo 8,8 gradi della scala Richter, a una profondità di 55 chilometri e con epicentro a 115 chilometri da Concepcion e 325 da Santiago del Cile.
Nel fratempo un terremoto di magnitudo 7 ha colpito il sud del Giappone alle 5,31 del mattino ora locale (le 21,31 ora italiana). L'epicentro è stato registrato a 84 chilometri a est di Naha, nell'isola meridionale di Okinawa, a soli 29 chilometri sotto la superficie del mare. E' rientrato dopo circa un'ora l'allarme tsunami, inizialemente diramato per onde fino a 2 metri.
E mentre il mondo trema arriva lo tsunami francese Xynthia. Il paese, colto forse impreparato e nel cuore della mobilitazione per le vacanze scolastiche d'inverno, è stato travolto in pieno dalla tempesta che ha investito l'Europa. Le conseguenze sono state devastanti: 45 morti (52 in tutta Europa), la Vandea spazzata dal mare, case allagate in pochi minuti. Ra ffiche di vento dai 100 ai 120 km orari.

Sempre durante questi tre eventi di febbraio un enorme blocco di ghiaccio, grande come la superficie del lussemburgo,vaga nelle acque del Polo Sud. Pericoli per la navigazione. Un iceberg gigante della dimensione del lussemburgo si e' staccato da un ghiacciaio in Antartide dopo essere investito da un altro mostro di ghiaccio ancora piu' grande.



Dal 2004 ad oggi le catastrofi stano diventando sempre più frequenti, ci aspettanno ancora 2 anni di cosa? tutto questo da cosa è causato? dalle esplosioni solari o dal rallentamento della terra? a cosa il pianeta si stà preparando? sono molte le domande che ci girano in testa e non trovano risposta, sta di fatto che tutti questi eventi, specie le raffiche di catastrofi in soli 2 mesi nel 2010 ci mettono di fronte ad una dura prova di vita! forse la terra ci mette alla prova per vedere se siamo degni di restare su questo pianeta, forse si è stuffata di noi e cerca di eliminarci, e per fagli capire quanto ci meritiamo di vivere doviamo cambiare! Il cambiamento e cominciato, e non si può non vedere... stà qui davanti hai nostri occhi!
Da domani possiamo solo cominciare a pregare che tutto vada per il verso giusto...

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MessaggioTitolo: Re: 21 Dicembre 2012 : Gli ultimi passi verso le verità reali di oggi e di un domani .....   Dom 18 Apr 2010, 21:03

Qualsiasi cosa stia prendendo piega.....sta avvenendo piuttosto velocemente e senza preavviso...
Distogliendo lo sguardo dal 2012 ...ogni protagonista climatico o catastrofico come terremoti,vulcani,tsunami e temperature sballate......fanno presumere che il pianeta è soggetto a degli stress dovuto ...non solo alle scie chimiche,progetti come H.A.A.R.P e cosi via citando......Ma anche dal fatto che ultimamente le forti esplosioni solari danno delle forti onde d'urto rivolte alla oramai debole magnetosfera che in se dovrebbe fornire una globale protezione all'intero pianeta.

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MessaggioTitolo: Re: 21 Dicembre 2012 : Gli ultimi passi verso le verità reali di oggi e di un domani .....   Dom 18 Apr 2010, 22:05

Su questo topic prevedo molti post a riguardo visto la situazione che precipita ogni giorno nel mondo....chissa cosa altro accade Smile
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MessaggioTitolo: Re: 21 Dicembre 2012 : Gli ultimi passi verso le verità reali di oggi e di un domani .....   Mer 21 Apr 2010, 21:18

Negli ultimi 20 anni le verità riferite al attuale data del 21 dicembre 2012......hanno preso una piega piu che misteriosa diciamo pure di guadagno mediatico...il fatto sta...e resta che teorie fondate presumono che in esso qualcosa di reale esista.
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MessaggioTitolo: Re: 21 Dicembre 2012 : Gli ultimi passi verso le verità reali di oggi e di un domani .....   Ven 23 Apr 2010, 08:43

Nuovo peggioramento in arrivo da ovest, piogge e temporali verso l’Italia. Timido miglioramento nel weekend, poi la prossima settimana si scatenano i temporali pomeridiani: primavera avanti a singhiozzo



L’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajoekull ha monopolizzato negli ultimi giorni tutta l’attenzione di studiosi e appassionati tra cui i meteorologi, che hanno dovuto lavorare molto sulle previsioni dei venti per capire l’evolversi della nube di ceneri eruttata dalla bocca del vulcano.

In Italia, la situazione meteo abbastanza tranquilla e monotona ha contribuito a puntare i riflettori verso l’Islanda e l’Eyjafjallajoekull, e proprio adesso che l’emergenza pare, almeno momentaneamente, rientrata, l’evoluzione meteorologica si vivacizza.
E torna la paura per un’altra emergenza, quella del dissesto idrogeologico alimentato da fenomeni di piogge violente: la frana di Ventotene ha riportato agli onori della cronaca un problema che, dalla Sicilia a Montaguto fino alla Val Venosta, non è mai terminato. Il periodo di grandi piogge che vive l’Italia negli ultimi anni sta determinando una pericolosissima fragilità dei terreni che, già per natura geologica, in molte aree non sono certo stabili.

Intanto, nel nord Europa un freddo affondo artico ha riportato condizioni invernali soprattutto nell’area Baltico/Scandinava, con nevicate fin a bassa quota e maltempo diffuso.
Nel settore centro/occidentale del continente, invece, si sta aprendo nuovamente la porta Atlantica che andrà subito a provocare, nelle prossime ore, un forte peggioramento nel Mediterraneo: masse d’aria umide e instabili attraverseranno l’area Pirenaica piombando rapidamente dall’Oceano Atlantico al Mar Mediterraneo, dove nascerà un vortice ciclonico con annessa goccia fredda in quota.

La nuova ondata di maltempo punterà direttamente sull’Italia: le prime avvisaglie le avremo già dal pomeriggio di giovedì 22 aprile quando un grosso e minaccioso ammasso nuvoloso raggiungerà la Sardegna portando piogge e qualche temporale, muovendosi poi in serata verso le coste Tirreniche, provocando rovesci prima deboli ma poi più intensi in Liguria, Toscana e Lazio.

La giornata ’clou’ del peggioramento sarà quella di venerdì 23 aprile, quando pioverà praticamente in tutt’Italia. I venti saranno tesi di scirocco su gran parte del Paese, specie in mattinata, mentre le piogge più intense si concentreranno nei versanti Tirrenici delle Regioni Appenniniche, dalla Liguria alla Campania. Pioverà in modo esteso su quasi tutto il territorio nazionale, specie al centro/nord dove l’intensità delle precipitazioni sarà più convinta e insistente. I fenomeni più intensi, con nubifragi temporaleschi, colpiranno il litorale Tirrenico tra Toscana meridionale e Campania centro/settentrionale.

Poi, nel weekend, avremo un timido miglioramento ma le condizioni del tempo rimarranno incerte con molte nubi da nord a sud e qualche pioggia specie nelle zone interne, a ridosso dei rilievi.

La prossima settimana, poi, la situazione cambierà nuovamente a livello di configurazione barica Europea. L’Anticiclone delle Azzorre si renderà protagonista di una nuova intensa rimonta verso nord/est e tornerà quindi a chiudere la porta Atlantica. L’Europa occidentale, dalla penisola Iberica alle isole Britanniche, potrà finalmente assaporare la prima vera ondata di caldo della stagione, mentre tra la Russia, la Scandinavia e l’Europa dell’est insisteranno fresche e perturbate correnti artiche. Proprio questa circolazione, tramite i Balcani, influenzerà le condizioni del tempo in Italia: senza perturbazioni organizzate, comunque dominerà il maltempo a causa dei temporali pomeridiani che, giorno dopo giorno, si scateneranno su Alpi e Appennini.
Il centro/sud in modo particolare, maggiormente esposto al fresco e instabile respiro Balcanico, vivrà pomeriggi caratterizzati da violenti fenomeni temporaleschi che dalle zone interne si estenderanno fin nelle aree di pianura e anche nelle coste e nei litorali. Non sono da escludere forti grandinate con locali nubifragi.
Quello della prossima settimana, sarà un vero e proprio ’festival’ dei temporali termoconvettivi: la primavera, insomma, stenta a decollare e va avanti a singhiozzo.

Le temperature continueranno a mantenersi stazionarie, più o meno in linea con le medie del periodo, ma non c’è l’ombra di rimonte anticicloniche nè a medio nè a lungo termine, per cui le condizioni atmosferiche rimarranno ancora variabili e perturbate rendendo ancora vivo il ricordo dell’inverno, freddissimo e molto piovoso, rispetto all’estate che, ormai vicina, sembra però lontana anni luce.

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MessaggioTitolo: Re: 21 Dicembre 2012 : Gli ultimi passi verso le verità reali di oggi e di un domani .....   Ven 23 Apr 2010, 08:45

Azione ciclonica in avvicinamento da Spagna e Marocco, nubi e prime piogge ad iniziare dalla Sardegna e regioni tirreniche.Migliora nel weekend con residui fenomeni al sud e Sicilia, domenica più soleggiata



Ci risiamo, ancora una volta il debole impianto di alta pressione, accasato da pochi giorni sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, è costretto nuovamente alla resa, sotto la pressione esercitata da una circolazione depressionaria, di vecchia origine atlantica, in avanzamento dalla penisola Iberica.

Dopo aver portato condizioni di tempo instabile, o localmente anche perturbato, con piogge e locali manifestazioni temporalesche, tra Portogallo, Spagna e nord del Marocco, l’ampia circolazione depressionaria, strutturata pure in quota, nel corso della giornata dal mare di Alboran si dirigerà verso le Baleari per puntare successivamente sul Mediterraneo centro-occidentale, stabilendo entro il tardo pomeriggio un minimo barico di 1002 hpa a nord delle coste algerine orientali, dando cosi inizio al peggioramento sulla Sardegna con le prime piogge.

La pressione è destinata a calare mentre nei bassi strati cominceranno ad attivarsi moderate correnti sciroccali di provenienza nord-africana, ad iniziare dalla Sardegna e bacino tirrenico, che contribuiranno a far aumentare la copertura nuvolosa su buona parte delle regioni.

Già dalla mattinata dall’entroterra algerino risalirà un compatto corpo nuvoloso, rappresentante la parte più avanzata della perturbazione, che coprirà i cieli della Sardegna dispensando le prime piogge, di debole e moderata intensità, nella parte centro-meridionale dell’isola.

Sul cagliaritano e sulle coste orientali sarde dal pomeriggio saranno possibili pure dei rovesci, causa lo "stau" generato dai tesi e umidi venti di Scirocco in azione sul Canale di Sardegna e Tirreno occidentale.

Sulle restanti regioni la mattinata sarà per lo più soleggiata, con ampi spazi di sereno, anche se dalla tarda mattinata si assisterà ad un graduale aumento delle nubi, per lo più medio-alte e cirri, ad iniziare dai settori tirrenici e dalla Sicilia.

Cieli ancora sereni o poco nuvolosi resisteranno solo sul medio-basso Adriatico, tra Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, e lungo l’area ionica, fra Calabria e Sicilia orientale, ma con tendenza ad un incremento della nuvolosità medio-alta dal pomeriggio/sera, pur senza alcun tipo di fenomeno.

Nel pomeriggio le nuvole andranno ad aumentare un pò ovunque, specie sul nord-ovest e lungo le coste tirreniche, con qualche pioviggine o debole pioggia più probabile sui settori alpini, prealpini e zone pedemontane a nord del Po, altrove solo un pò di nubi, mentre sul Triveneto, soprattutto sul Friuli e coste dell’alto Adriatico, resteranno ampi rasserenamenti destinati a lasciare lo spazio alle nubi dalla serata successiva.

In serata, con lo spostamento del minimo barico al suolo di 1002 hpa sul tratto di mare ad ovest della Sardegna, il tempo peggiorerà ulteriormente sul centro-sud peninsulare con l’arrivo dal Tirreno del corpo nuvoloso nord-africano che darà la stura alle prime piogge su Lazio, bassa Toscana, Umbria, Campania, Lucania, nord Calabria, in estensione alla Puglia, Molise, Abruzzo e sud delle Marche dalla nottata successiva.

Domani, venerdi 23 Aprile, il minimo barico sui 1004 hpa si sarà centrato proprio a ridosso della Sardegna, attirando verso l’Italia centro-meridionale umidi e tesi venti di Scirocco, in arrivo dalle coste nord-africane, pronti a portare piogge e rovesci sparsi su gran parte del centro-sud e sulle isole maggiori.

Al mattino la ventilazione sud-orientale addenserà molte nubi e delle piogge partendo da Toscana, Lazio, Umbria, Campania, Marche, Abruzzo, Molise, Lucania e Puglia.

Il cattivo tempo si trasferirà pure all’estremo sud e sulle isole con piogge e locali rovesci, anche a sfogo temporalesco, sulla Sardegna orientale e coste ioniche di Calabria e Sicilia.

Nel settentrione sarà presente un pò di nuvolosità variabile ma con scarsi fenomeni, per lo più concentrati sull’Emilia-Romagna e coste venete.

Nel pomeriggio e serata successiva è probabile un momentaneo peggioramento anche sul nord Italia con qualche pioggia in risalita su Emilia-Romagna, Liguria, basso Piemonte e forse anche sul pavese.

Le piogge e i rovesci insisteranno fino a sera sulle regioni del centro-sud peninsulare e sulle due isole maggiori, con probabili temporali in arrivo sulla Sardegna entro la serata.

I fenomeni al centro-sud e sulla Sicilia si attenueranno gradualmente dalla nottata successiva, solo su Puglia, Lucania, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana, Liguria ed Emilia-Romagna, saranno presenti delle precipitazioni sparse più significative.

La ventilazione durante la giornata si disporrà dai quadranti sud-orientali soffiando in modo alquanto teso, con locali rinforzi sul Tirreno e Canali delle isole maggiori, dove i mari passeranno da mossi a molto mossi con intense risacche sulle coste esposte, come i litorali di Puglia, Calabria e Sicilia ionica.

Sostenuti venti di Grecale sferzeranno il ponente ligure, dal pomeriggio intensi venti occidentali si alzeranno sul Canale di Sardegna e settore più occidentale del basso Tirreno, con mari anche qua da mossi a molto mossi, fino a localmente agitati a largo.

Sabato 24 Aprile l’area depressionaria, in fase di lento colmamento, traslerà sul basso Tirreno arrecando ancora un pò di instabilità con annesse piogge al centro-sud peninsulare e su Sardegna e Sicilia, mentre al nord si farà strada un certo miglioramento con ampie aperture e maggiori spazi soleggiati nel corso della giornata.

La bassa pressione, in rapido indebolimento, spostandosi dal basso Tirreno all’alto Ionio, aspirerà dai Balcani umide e fresche correnti orientali che daranno luogo a delle piogge e qualche rovescio isolato sulle coste del medio-basso Adriatico, basso Tirreno, nord Sicilia e Sardegna orientale.

Nel pomeriggio, con l’allontanamento del minimo barico sull’alto Ionio, il miglioramento si estenderà a tutto il centro-nord con la cessazione dei fenomeni su Toscana, Marche, Umbria e Lazio, migliorerà pure in Sardegna con residue piogge sulla costa orientale dell’isola.

Sempre nel pomeriggio le piogge potranno bagnare l’Abruzzo, il Molise, la Puglia, Campania, Lucania, Calabria e nord della Sicilia, dove transiterà una nuvolosità irregolare.

Nelle ore pomeridiane, malgrado il miglioramento su tutto il nord, sui rilievi alpini e prealpini potranno svilupparsi i consueti addensamenti cumuliformi capaci di dare luogo a dei rovesci o eventuali temporali isolati.

Si tratterà comunque di fenomeni brevi e molto localizzati, in rapido esaurimento entro la serata.

Nella giornata del 25 Aprile, festa della liberazione, il nostro paese sarà interessato dal ramo più meridionale di un vasto promontorio anticiclonico che si distenderà sull’Europa continentale, incastonato tra due vaste circolazioni depressionarie, una di origine artica a nord della Russia europea, sul mare di Barents, e l’altra di origine oceanica, in organizzazione sul nord Atlantico, a nord-ovest delle Azzorre.

L’avvento di questo cuneo di alta pressione favorirà un rapido miglioramento del tempo su tutte le regionil, compreso il sud e la Sicilia, dove tornerà a splendere il sole, con cieli pronti a spaziare dal parzialmente nuvoloso al sereno.

Nelle ore pomeridiane non mancheranno i soliti fenomeni di instabilità diurna lungo le zone interne e sui rilievi alpini e appenninici, con buona possibilità di locali rovesci e qualche locale temporale sull’Appennino meridionale e sui monti interni di Sardegna e Sicilia.

Le temperature sono attese stazionarie on in lieve calo mentre i venti soffieranno dai quadranti settentrionali, con rinforzi da N-NE sullo Ionio e E-NE sul golfo di Trieste.

http://www.meteoweb.it/cgi/intranet.pl?_tit=Azione%20ciclonica%20in%20avvicinamento%20da%20Spagna%20e%20Marocco,%20nubi%20e%20prime%20piogge%20ad%20iniziare%20dalla%20Sardegna%20e%20regioni%20tirreniche.Migliora%20nel%20weekend%20con%20residui%20fenomeni%20al%20sud%20e%20Sicilia,%20domenica%20pi%F9%20soleggiata&_cgifunction=form&_layout=sezioni&keyval=sezioni.sezioni_id%3d5734
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MessaggioTitolo: Re: 21 Dicembre 2012 : Gli ultimi passi verso le verità reali di oggi e di un domani .....   Ven 23 Apr 2010, 08:47

Diluvio temporalesco su Brazzaville





Come era nelle previsioni la graduale e lenta risalita dell’ITCZ, meglio noto col nome di "fronte intertropicale", verso nord, in concomitanza con il passaggio del sole allo "Zenith" sulla fascia sub-sahariana, dove si sta riscontrando un cruento riscaldamento con picchi da record, sta favorendo una ripresa dell’attività convettiva sull’Africa centrale e sui paesi che si affacciano sul golfo di Guinea.

Nel frattempo il temporaneo rinforzo dell’umido flusso monsonico atlantico sud-occidentale, verso il golfo di Guinea, sta facendo addensare nei bassi strati masse d’aria molto umide e pesanti che spesso nelle ore pomeridiane e serali forniscono un ottimo carburante per la costruzione di grossi sistemi temporaleschi pronti a portare forti precipitazioni tra il bacino congolese, il Gabon, Guinea equatoriale, Camerun e coste di Nigeria, Benin, Ghana, Togo, Costa d’Avorio, Sierra Leone e Liberia.

A volte, nelle situazioni adatte, quando al grande accumulo di calore nei bassi strati si sovrappone la giusta influenza umida del "monsone atlantico" da sud-ovest, si vengono a creare delle vere e proprie bombe di vapore con lo sviluppo di imponenti "cumulonembi temporaleschi", alti più di 10-12 km, capaci di scaricare autentici diluvi su un’area più o meno vasta.

Nella prima mattinata di ieri Brazzaville, capitale della Repubblica del Congo, nonchè importante centro di comunicazioni ferroviarie e fluviali per l’esportazione dell’avorio e del caucciù nell’Africa centro-occidentale, è stata sferzata da un violento nubifragio temporalesco che per fortuna non ha causato tanti disagi, a parte i consueti allagamenti nelle varie zone della popolosa città africana.

Il diluvio equatoriale ha scaricato su Brazzaville ben 91 mm d’acqua dalle 06:00 PM (ora locale) di mercoledi 21 Aprile fino alle 07:00 AM di giovedi 22 Aprile.

Di questi 91 mm di pioggia ben soli 63 mm si sono accumulati nel giro di 6 ore, dalle 18:30 PM alle 00:00 del 21, dopo violenti e ripetuti scrosci temporaleschi, accompagnati da lampi, tuoni e fulmini quasi ininterrotti che hanno turbato la notte di Brazzaville.

Ma andiamo a vedere cosa ha generato queste violente turbolenze sui cieli congolesi.

La mattinata di mercoledi 21 Aprile era trascorsa all’insegna di un cielo poco nuvoloso e di un sole cocente che aveva fatto schizzare il termometro abbondantemente sopra i +30°, con una massima di ben +34° raggiunta tra le 02:00 e le 03:00 PM.

Le elevate temperature, sommate agli altissimi tassi di umidità relativa, sopra il 70 %, caratteristici della fascia equatoriale africana, hanno reso il clima davvero insopportabile, con un effetto afa molto rilevante, ottimo carburante per la convenzione.

Nel pomeriggio infatti, con l’inserimento del debole flusso monsonico sud-occidentale, che ha ammassato altra aria caldo e umida proveniente dal mare (in questo caso l’Atlantico), assieme al notevole contributo di vapore acqueo evaporato dagli acquitrini e stagni della foresta pluviale congolese, si sono sommati tutti gli elementi necessari per la genesi di grandi "cumulogenesi termoconvettive", alimentate da forti moti convettivi esaltati dalla stagnante bassa pressione termica dell’Africa centrale.

Verso il tardo pomeriggio e la prima serata la grossa mole di calore e umidità preesistente nei bassi strati (alle 05:00 PM il termometro segnava ancora +32° con 66% di U.R.) ha dato ulteriore enfasi alle "cumulogenesi", agevolando lo scoppio di potenti "cumulonembi temporaleschi" con lo sviluppo di una intensa "cellula" a ridosso della regione di Bandundu.

Nelle ore successivo il neonato "nucleo temporalesco", costantemente alimentato nei bassi strati dal flusso marittimo e molto umido da O-SO, si è ulteriormente gonfiato (stadio di maturità dei CB) raggiungendo intorno le 07:00 PM del 21 Aprile l’area di Brazzaville, producendo i primi violenti acquazzoni, rotti solo dai fulmini e dai tuoni fragorosi.

Muovendosi lentamente verso ovest il forte temporale, nella nottata successiva, si è diretto con il suo nucleo centrale proprio sopra Brazzaville, scatenando il sopra citato diluvio.

Durante la fase clou del diluvio, tra le 12:00 e l’01:00 AM di giovedi 22 Aprile, il forte temporale aveva ridotto la visibilità orizzontale nella zona dell’aeroporto a meno di 3 km, mentre la temperatura è scesa a un minimo di +22°, dopo una massima (lo ricordiamo) di ben +34°, con improvvisi colpi di vento da Nord e N-NE, segno anche di particolari convergenze di venti diversi alle varie quote, componente da O-SO al suolo con un più sostenuto E-NE in quota (tipica convergenza nel bacino congolese).

Solo nella prima mattinata, tra le 04:00 e le 05:00 AM, il temporale ha perso di consistenza, con i nuclei dei "cumulonembi" in fase di sfaldamento nel loro movimento verso ovest, che li portava ad estinguersi sull’area costiera atlantica, non lontano da Pointe-Noire.

Le precipitazioni su Brazzaville sono cessate invece solo dopo le 07:00 AM, con residui piovaschi pomeridiani che hanno tenuto l’umidità relativa su valori superiori il 90 %.

Va sottolineato come questo abbia influito nel far rilevare ieri una massima di soli +29°, in confronto ai +34° del giorno precedente.

Davvero niente male.

La settimana scorsa, in una analoga situazione temporalesca dopo giorni di calura opprimente, vicina i record, una breve ma intensa grandinata, con forti colpi di vento, aveva colpito la vicina Kinshasa, capitala della Repubblica democratica del Congo (ex Zaire) e terza grande area metropolitana dell’Africa dopo Il Cairo e Lagos, portando una temporanea rinfrescata.

Intanto nei prossimi giorni, grazie alla temporanea intensificazione del "monsone atlantico da SO" e alla lenta risalita dell’"ITCZ" verso nord, rimanendo pur sempre arretrata rispetto alla media trentennale, l’attività temporalesca si intensificherà ulteriormente sull’Africa centro-occidentale, con violenti temporali, per lo più serali o notturni, tra il bacino del Congo, Gabon, Guinea equatoriale, Camerun, Repubblica Centrafricana e coste di Nigeria, Benin, Ghana, Togo, Costa d’Avorio, Sierra Leone e Liberia.

I forti temporali inoltre porteranno pure delle belle rinfrescate, attenuando sensibilmente la calura che in queste settimane ha messo a dura prova le popolazioni locali.

Il grande caldo, grazie al sole prossimo allo "Zenith", resisterà sui paesi della fascia sub-sahariana (Sahel), dove si registrerà il massimo irraggiamento stagionale in condizioni di bassa umidità relativa e alta pressione.

Niger, Ciad, Mali, Senegal, Burkina Faso, saranno ancora una volta gli stati più caldi, dove il termometro localmente potrà lambire la soglia dei +45° +46°, se non addirittura oltre.

Qui il caldo non mollerà facilmente la presa fino alla prossima estate.

http://www.meteoweb.it/cgi/intranet.pl?_tit=Diluvio%20temporalesco%20su%20Brazzaville&_cgifunction=form&_layout=sezioni&keyval=sezioni.sezioni_id%3d5739
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MessaggioTitolo: Re: 21 Dicembre 2012 : Gli ultimi passi verso le verità reali di oggi e di un domani .....   Gio 06 Mag 2010, 14:41

Il mondo fa i conti
con 600 vulcani in attività


Quale sarà il prossimo? E quando potrebbe accadere? Domande a cui nessuno può rispondere perché l’eruzione di un vulcano dipende da una serie di fattori collegati al movimento della crosta terrestre che «maturano» nel lungo periodo. Anche forti terremoti come quelli accaduti di recente ad Haiti e in Cile possono a loro volta innescare reazioni a catena con altri terremoti ed eruzioni che però potrebbero richiedere anni.
È per questa ragione che gli scienziati considerano «attivi» i vulcani che hanno eruttato almeno una volta negli ultimi 10mila anni: se ne contano circa 1.500, mentre sono circa 600 quelli che hanno eruttato negli ultimi seimila anni (il periodo comunemente conosciuto come storia).
In ogni istante dato, in genere, eruttano nel mondo tra i 10 e i 20 vulcani, più raramente si è arrivati a punte di 50 vulcani contemporaneamente. Ad esempio, l’ultimo bollettino settimanale dello Smithsonian Institute registrava tra il 7 e il 13 aprile eruzioni in corso in 18 vulcani, tra cui anche l’Etna. Proprio l’Etna è considerato il secondo vulcano più attivo al mondo, preceduto dal Kilauea (Hawaii) e seguito dal Piton de la Fournaise sull’isola di La Réunion.

Europa. In Europa i vulcani in attività sono concentrati tra Islanda, Italia e Grecia. L’Islanda in particolare è considerata il paradiso dei vulcanologi, essendo il suo territorio formatosi proprio su una serie di vulcani alla congiunzione tra le placche tettoniche americana ed euroasiatica. Su un territorio pari a quello dell’intera Italia settentrionale ci sono qualcosa come 31 vulcani in attività. In Italia, oltre all’Etna, sono sotto osservazione Vesuvio e Isole Eolie (Vulcano, Stromboli e Lipari), mentre la Grecia ne ha quattro.

Asia. Un caso tutto particolare è quello dell’Indonesia, dove c’è una concentrazione enorme di vulcani: dal 1900 ad oggi sono stati ben 63 ad eruttare. Il più famoso di tutti è comunque Tambora, la cui eruzione del 1815 fu una delle più devastanti della storia e fu ritenuta responsabile di conseguenze climatiche che portarono a definire il 1816 l’«anno senza estate». Nell’Oceano Pacifico ci sono altri importanti vulcani in Papua Nuova Guinea (7), Filippine (3), Vanuatu (3), Isole Tonga (1) e le Hawaii, dove oltre al già citato Kilauea c’è quello di Mauna Loa.

Kamchatka. La penisola della Kamchatka, nell’estremo oriente russo a poca distanza dal Giappone, è uno dei luoghi di massima attività vulcanica al mondo: lo Smithsonian Institute ne elenca ben 109 posizionati su una striscia lunga 700 chilometri: 30 di loro hanno registrato eruzioni in anni recenti. La Kamchatka è anche la regione con la più alta frequenza di grandi eruzioni esplosive.

Oceano Indiano. Qui troviamo il già citato Piton de la Fournaise, che dal 1640 ha fatto registrare oltre 150 eruzioni. Nella regione è sotto osservazione anche il Karthala, nelle Isole Comore.

Alaska.Anche in questa regione c’è un’importante concentrazione di vulcani, ma sono nove quelli maggiormente sotto osservazione. Nell’aprile 2009 c’è stata una forte eruzione del Redoubt (3108m slm), la cui esplosione ha sparato ceneri a oltre 20 chilometri di altezza.

America centrale.Qui i vulcani sono divisi tra quattro Paesi: il più ricco è senz’altro il Messico, che ne conta ben 14 con eruzioni recenti. Il più famoso è il Popocatepetl, il cui cratere è a oltre 5mila metri di quota e la cui frequenza di eruzioni è impressionante. Altri tre vulcani attivi si trovano in Guatemala, altri 5 in Costa Rica, dove l’Arenal sta eruttando in questi giorni. Ci sono poi i Caraibi, che ospitano molti crateri, ma il più importante è è il Soufriere Hills a Montserrat, la cui prima eruzione nella storia è iniziata nel 1995 ed è tuttora in corso.

America Meridionale.Le attività vulcaniche sono qui concentrate in Colombia ed Ecuador. Nel primo Paese ci sono 6 vulcani sotto osservazione: il Galeras ha avuto una forte eruzione nel gennaio di quest’anno che ha fatto seguito a quella del novembre scorso quando furono evacuati decine di villaggi nell’area circostante. Nel 2007 si è risvegliato anche il Nevado del Huila dopo 500 anni. In Ecuador ci sono invece tre importanti vulcani in attività, tra cui il Tungurahua, 5023 metri di altitudine, con l’ultima forte eruzione esplosiva registrata giusto un anno fa.

http://www.avvenire.it/Mondo/mappa+vulcani+in+attivita_201004170717502500000.htm

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NESSUNO PUO NASCONDERE E NEGARE LE VERITÀ ALL UMANITÀ.
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