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 Tecnologie aliene per le piramidi egiziane?!

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andromeda77
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MessaggioOggetto: Re: Tecnologie aliene per le piramidi egiziane?!   Gio 13 Mag 2010, 20:35

Non so voi ma a mio parere tutte le piramidi sono di costruzione e ideazione aliena.
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MessaggioOggetto: Vestigia di Atlantide in Giappone   Sab 24 Apr 2010, 00:23

Posti al largo del Mar della Cina, nello stretto che collega il Giappone a Formosa e sommersi a 25 metri sotto il livello del mare, rappresentano per gli scopritori la testimonianza di una civiltà vissuta oltre 10.000 anni fa.
Le costruzioni, di enormi dimensioni, hanno suscitato eccitazione e sgomento nella comunità archeologica internazionale. Le caratteristiche architettoniche di quella che può essere considerata una colossale struttura, di grandezza paragonabile a quella della piramide di Cheope, sono accostabili alle costruzioni mesopotamiche chiamate "Ziggurat", piramidi a gradoni, tipiche dell'area medio-orientale. Non possono quindi essere associate a niente che abbia a che fare con le culture nipponica e cinese a noi note.

In precedenza nessuno aveva fatto caso alla presenza di queste costruzioni ed il professar Kimura è stato il primo ad aver capito che la struttura non era opera della natura, bensì dell'uomo. Inoltre, nella stessa zona, ritrovamenti di altre costruzioni si sono aggiunti alla scoperta principale, a conferma che, sommerso a poche decine di metri sotto la superficie marina, un intero complesso architettonico era in attesa di essere scoperto e fornire una nuova chiave di lettura alla storia della civiltà orientale e mondiale. Al sito sottomarino si sono interessati anche il geologo Robert Schoch e l'egittologo John Antony West, sostenitori dell'esistenza di Atlantide e consulenti per gli approfonditi studi di Robert Bauval e Graham Hancock, che hanno considerato la struttura opera della natura. Ma Kimura ha replicato a queste affermazioni. "Se i gradoni fossero il risultato dell'erosione causata dalle correnti marine - ha dichiarato Kimura - lo stesso fenomeno sarebbe leggibile anche sulle rocce circostanti. La scoperta di ciò che sembra essere una strada che cinge l'intero complesso, conferma che è solo opera dell’uomo". Dopo che le immagini del luogo sono state divulgate, Schoch e West hanno dovuto ammettere il loro errore.

UNA PIRAMIDE DI 10.000 ANNI FA
Una certa agitazione regna fra gli studiosi giapponesi, in quanto le analisi e gli studi sembrano confermare che il complesso sottomarino di Ryukyu ha strette relazioni con le rovine precolombiane ed egiziane.
Forse si trattava di un sito religioso e cerimoniale che non ha corrispondenze con nessun'altra architettura sacra dell'estremo Oriente e che si lega invece a siti archeologici presenti in altre parti del mondo. In particolare, l'intero complesso sottomarino come progetto architettonico è sorprendentemente simile alla città Inca di Pachacamac in Perù. Il professar Kimura si dichiara convinto che il tutto è opera di un popolo molto intelligente "con un alto grado di conoscenza tecnologica e di cui finora non avevamo nessuna traccia". Anche l'età stimata del complesso lascia perplessi; Teruaku Ishi, docente di geologia all'Università di Tokio, sostiene che la Piramide sommersa potrebbe risalire almeno all'ottomila a.C.. Altri studiosi la retrodatano addirittura al 12.000 a.C.; come dire, più antica delle piramidi d'Egitto. La corrispondenza architettonica tra le strutture sommerse di Okinawa e i templi egiziani, mesopotamici e mesoamericani pone sul tavolo le argomentazioni che gli studiosi di paleoastronautica hanno sino ad oggi avanzato e che molti archeologi solo ora iniziano a prendere in considerazione: vale a dire la presenza di una civiltà planetaria molto evoluta, antecedente il diluvio, Atlantide o la leggendaria Mu, (oppure ciò che i giapponesi chiamano la mitica "Onogorojima") della cui cultura pre-diluviana si trovano tracce nei monumenti megalitici sparsi un po' ovunque nel mondo. Il fatto che la Piramide di Ryukyu sia posta sotto il livello delle acque è un indizio consistente del fatto che la civiltà che la eresse scomparve con il diluvio.
INGEGNERIA ANTIDILUVIANA
Una civiltà che in un lontano passato dovette esercitare una grossa influenza su tutto il globo terracqueo.
Non sono altrimenti spiegabili le notevoli analogie tra le costruzioni peruviane e boliviane e quelle giapponesi. Non è noto a molti infatti che anche in Giappone sono state ritrovate piramidi a facce levigate. Il 19 ottobre 1996 una spedizione archeologica ha scoperto nel nord del Giappone, nell'isola di Honsu, in località Hang sul monte Kasagi, una piccola piramide monolitica e simmetrica, versione in miniatura della piramide di Cheope. Formata da un unico blocco granitico, misura 4,70 metri di base per 2,20 di altezza e rappresenta un elemento architettonico del tutto sconosciuto in Giappone; sino ad oggi almeno. La piccola piramide giapponese non è la sola struttura apparentemente inconsistente con la classica architettura del Sol Levante. Molti dei lettori conosceranno le costruzioni peruviane della città di Cuzco con il suo "Curichanca", il recinto d'oro, e la vicina Sacsayhuaman ancora caratterizzata da lunghe file murarie. L’ingegneria inca era contraddistinta dalla capacità di saper assemblare blocchi monolitici e giganteschi con una tecnica ad incastro che non ha corrispettivi validi in epoca moderna. Queste costruzioni hanno vinto la sfida del tempo, superando anche forti eventi sismici, pur essendo costruite senza alcun cementificante. Il segno di una tecnica superiore ancora oggi enigmatica. Il sistema ad incastro non è solo prerogativa del centro-sud America. Le piramidi e i templi egiziani, la piattaforma del tempio di Baalbek in Libano, le fondamenta del tempio di Gerusalemme, oggi visitabili dalla parte cristiana della città sacra presentano la stesse caratteristiche, da molti ricercatori addebitabili ad una cultura antecedente il diluvio, in un periodo compreso tra il 10.000 e il 15.000 a.C.. Peculiarità incredibilmente presenti nelle mura di cinta del palazzo imperiale di Tokio, anch'esse formate da blocchi monolitici perfettamente incastrati l'uno nell'altro, come per le costruzioni inca e caratterizzate dalla medesima tecnica ingegneristica. Tra i resti del palazzo è stata inoltre trovata una piccola porta, versione in scala ridotta della Porta del Sole di Tiahuanaco in Bolivia, e come quest'ultima sovrastata da un idolo il cui originale è stato distrutto dai bulldozer durante gli scavi. È una statua, per stile, assimilabile agli idoli a tutto tondo peruviani. Il sistema con cui è assemblata la porta, caratterizzato da tre blocchi monolitici, sembra collegarla ai "Dolmen" europei e soprattutto ai "Triliti" che formano l'intero complesso di "Stonehenge".

I MENHIR DI NABEYAMA
Se, infatti, le recenti scoperte archeologiche hanno rivelato incredibili corrispondenze con monumenti americani, medio-orientali ed egiziani, colpisce il fatto che anche l'architettura bretone e celtica, trovi i suoi corrispettivi in Giappone. Nella foresta di Nabeyama sono stati rinvenuti, sempre nel 1996, due "Menhir" affiancati, elementi del tutto sconosciuti alla cultura giapponese. Si è appurato che i megaliti dell'antica cultura neolitica europea e bretone in particolare avevano lo scopo di segnalare, come un vero calendario, i principali eventi astronomici, dalle eclissi ai solstizi, e su questi le popolazioni scandivano il loro ritmo di vita. Gli studiosi di paleoastronautica sapranno che il tempio megalitico bretone di "Stonehenge" ha un'origine ancora oscura e la sua data di costruzione viene continuamente anticipata. Anche in Egitto è stata scoperta, proprio quest'anno, una struttura simile, risalente al 7000 a.C., formata da monoliti di 3,6 metri di diametro e oltre 2 metri d'altezza disposti in circolo e perfettamente allineata nord-sud, est-ovest e con il solstizio d'estate. Il fatto che queste costruzioni siano presenti in luoghi così distanti e in tre continenti differenti, Asia, Europa ed Africa, riconduce alle stesse ipotesi formulate per le costruzioni piramidali nipponiche. Una cultura sviluppata ha agito da impronta a livello planetario in un lontano passato, per poi sparire improvvisamente.

LA RADICE COMUNE
Se queste costruzioni si trovassero in Perù o in Bretagna, nessuno avrebbe dubbi sulla loro origine. Che significato dare a queste perfette corrispondenze? La risposta deve per forza di cose considerare che America, Asia ed Europa furono in un lontano passato legate da una cultura estremamente evoluta. La presenza in terra giapponese di questo tipo di architettura conferma che Atlantide deve essere realmente esistita e che essa estese il suo dominio anche in Estremo Oriente o quanto meno influenzò con la sua conoscenza le popolazioni vicine. È un dato di fatto che sta emergendo con forza grazie alle nuove scoperte, molto più di quanto ancora gli archeologi siano pronti ad ammettere. Come si spiegherebbe altrimenti l'esistenza in Giappone di elementi estranei alla cultura estremo orientale, ma perfettamente inseribili in contesti culturali così lontani quali quelli precolombiani, medio-orientali ed europei? Se il Giappone nella sua storia conosciuta mai venne a contatto con queste popolazioni, dove va cercata la radice comune? Probabilmente in una realtà cancellata dalle acque devastatrici di una catastrofe di 10.000 anni fa, che solo ora sta restituendoci un'antica memoria storica sepolta nel buio dei secoli.

LA LEMURIA DI FRANCIS DRAKE
Che il Giappone facesse parte, migliaia di anni fa, di un antico impero scomparso, era già stato ipotizzato nel 1968 da W. Raymond Drake nel suo libro "Spacemen" in the "Ancient East", in cui il Sol Levante viene inserito all'interno dei continente di Lemuria. Drake scrive che i primi coloni del Giappone erano uomini di razza bianca, custodi della conoscenza lemuriana. La bandiera del Sole nascente, simbolo dei Giappone, rappresenterebbe ancora il sacro simbolo di Lemuria. "Come gli lndù, i Cinesi e gli Egiziani, i Giapponesi hanno avuto ben dodici dinastie di imperatori divini - afferma Drake - che hanno regnato per 18.000 anni, suggerendo una dominazione di origine cosmica. Gli etnologi concordano sul fatto che i primi antenati dei Giapponesi erano uomini bianchi che soggiogarono gli autoctoni Ainu, oggi quasi dei tutto scomparsi, iniziando così la stirpe Yamato. Analisi linguistiche suggeriscono che la lingua giapponese ha affinità con il babilonese". Ciò conferma che non sono i soli monumenti a fornire le tracce di una radice culturale comune di epoca antidiluviana tra le popolazioni dell'antichità.

Fonte: edicolaweb
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MessaggioOggetto: Re: Tecnologie aliene per le piramidi egiziane?!   Ven 23 Apr 2010, 09:06

Svelato il mistero della costruzione della piramide di Keope
8 anni di studi e una ricostruzione in 3D per capire com'è stata costruita la piramide di Keope: un mistero di architettura e archeologia che resiste da 4.500 anni. Ne parliamo anche su Focus 177!




Per tutto il mondo è la Grande Piramide, una delle sette meraviglie del mondo, ma è anche un enigma per gli studiosi che si sono sfidati per risolvere il mistero circa la sua tecnica di costruzione. Molte le ipotesi per rispondere alla domanda su come avessero fatto gli egizi a movimentare migliaia di blocchi di pietra, pesanti anche 60 tonnellate, in un'epoca che poteva disporre solo di macchine semplici.




Da fuori o da dentro?
La teoria dell'architetto francese Jean-Pierre Houdin risolverebbe il dilemma, dimostrando una volta di più la genialità edilizia degli architetti dell'epoca. Durante le fasi di costruzione delle imponenti pareti laterali si sarebbe lasciato posto al loro interno per un condotto di servizio che si snoda a spirale fino alla sommità. Questa galleria, non più accessibile perché murata tra i blocchi alla fine dei lavori, come una intercapedine tra due mura, sarebbe stata utilizzata come tunnel per trasportare i blocchi fino al luogo di posizionamento. L'ipotesi permette di riconsiderare lo scopo delle impalcature esterne in legno, che avrebbero mal sopportato il peso delle monumentali pietre.



Cantiere super affollato
In più, la ridotta pendenza del tunnel di servizio avrebbe permesso di utilizzare un numero minore di operai al lavoro per il trasporto dei blocchi: "soltanto" 4 mila, contro gli oltre 100.000 indicati da studi precedenti. Secondo Bob Brier, uno tra i massimi egittologi sulla scena mondiale, "la teoria di Jean-Pierre Houdin ha solide basi scientifiche e permette di spiegare molte questioni ancora irrisolte". Lo studio, passato anche al vaglio di un simulatore per verificarne la coerenza e raccontato da un video 3D, ora dovrà trovare le conferme sul campo. Sul prossimo numero di Focus troverete tutte le anticipazioni di questo nuovo viaggio tra i misteri degli egizi.
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MessaggioOggetto: Re: Tecnologie aliene per le piramidi egiziane?!   Ven 23 Apr 2010, 09:03



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MessaggioOggetto: Re: Tecnologie aliene per le piramidi egiziane?!   Ven 23 Apr 2010, 09:00

ALIENI GRIGI NELLE TOMBE EGIZIANE









Documentazione reperita dal sito: http://www.usac.it/alieni_grigi_nelle_tombe_egizian.htm


Questo articolo è stato inviato a Derrel Sims da 2 diversi ricercatori. La nostra collaboratrice Paola Harris ce l'ha spedito poco tempo fa. Le immagini allegate dimostrano inequivocabilmente la presenza di "GRIGI" nell'antico Egitto. A voi le deduzioni.
La "Cospirazione Cosmica" ha recentemente ricercato in Internet foto di antichi Egizi per la realizzazione di magliette per pubblicizzare il sito. Mentre visitavamo molti siti sull'Egittologia, abbiamo notato questa foto scattata all'interno della tomba di Ptah-Hotep, a Saqqara in Egitto, risalente alla 5° dinastia.
La foto raffigura servi che offrono cibo al saggio e filosofo egizio Ptah-Hotep (seduto a tavola a sinistra della foto). Ptah-Hotep ha servito durante il regno di Izevi in veste di saggio.

Le sue massime sono scritte nel papiro Prisse, che si trova al museo del Louvre. Izevi è stato l'ottavo re della 5° dinastia ed ha governato l'Egitto dal 2388 al 2356 a. C.

Siamo rimasti sbalorditi quando, guardando attentamente l'immagine, abbiamo scorto un "alieno grigio" nella parte bassa della foto! Questo prova che la costruzione e posizionamento delle Piramidi sono avvenuti con l'aiuto di un'intelligenza aliena?
Siamo stati in grado di trovare solo 3 immagini di codesta foto e abbiamo scoperto che questo particolare non appare in nessuna guida ufficiale. Mi chiedo perché? Comunque, ho scoperto che una foto mostra lo stesso murale in un vecchio libro intitolato "All'ombra delle Piramidi" - L'Egitto dutante l'Antico regno".
Il risvolto della scoperta di questa antica pittura sulla pietra, che include un alieno, è stata assolutamente grandiosa! E potrebbe essere uno dei più importanti indizi mai scoperti sull'intervento degli alieni nella nostra storia antica!

Nel riquadro a sinistra notiamo un ingrandimento del "Grigio". Questa foto può spiegare perché gli antichi Egizi erano così tecnologicamente avanzati e come siano stati capaci di costruire le Piramidi con una ineguagliabile precisione. Ad esempio. il sarcofago nella Grande Piramide è stato tagliato così accuratamente che non potremmo ricrearne una copia oggi neanche con la tecnologia laser!
Inoltre, questo riconduce all'infatuazione degli antichi Egizi per Orione. E' stato appurato che le tre Piramidi di Giza sono allineate esattamente con la cintura della costellazione di Orione. Dobbiamo anche ricordarci che Betelgeuse, una stella della costellazione di Orione, è stata indicata nella storia antica come il pianeta degli alieni che hanno visitato la Terra.
Le immagini di quest'altra foto sono state trovate sulle travi del soffitto di un tempio di 3000 anni fa, nel tempio del Nuovo Regno, dedicato al dio maggiore del pantheon egizio, Osiride, collocato a parecchie centinaia di miglia a sud del Cairo e la Piana di Giza, a Abydos. Come si può notare, si scorgono le immagini di un elicottero, di un sottomarino, di un aereo e di un aliscafo! Ancora una volta sembra che gli Antichi Egizi fossero a conoscenza della tecnologia che usiamo oggi. Si è anche vociferato che fossero stati trovati 6 alianti di legno in una delle piramidi di Saqqara. Anche se 5 di essi sono andati distrutti, uno si trova ancora nell'Ultima Stanza Dinastica al museo egizio del Cairo, nella collezione degli uccelli di legno.
La pubblicazione delle immagini di Marte di poco tempo fa, del tutto coincidenti con l'immagine di Nefertiti, la principessa egiziana, rafforza il legame tra l'antico Egitto e le civiltà aliene.
Non dimentichiamoci anche di Cydonia, delle piramidi di Marte (che sono anch'esse allineate alla cintura di Orione) ed altre anomalie marziane che sono in relazione con l'Egittologia!
Sembra che l'Egitto non sia l'unico posto visitato dagli alieni in tempi antichi. La lastra di sopra, chiamata "La lastra Lolladoff" è un disco di pietra di 12.000 anni trovata in Nepal. Mostra chiaramente un disco volante (in alto). C'è una figura sul bordo del disco, molto simile ad un "Grigio".

Altre foto riguardanti l'articolo su citato sono state inviate da un altro gruppo interessato.

Al momento sto cercando di scaricare una foto fatta nel Tempio alle miniere d'oro di Kush, in Egitto, dove si scorge una pietra spaziale. Quando andai al museo del Louvre anni fa, non ho visto queste immagini (il Louvre è immenso e ci vogliono giorni per visitarlo tutto). Ho cercato lavori simili ma non li ho trovati. Sono contento che altri ci siano riusciti. Avevo sospettato che queste ed altre entità fossero raffigurate in antiche immagini. Penso che siano ancora una piccola parte di ciò che si può trovare.

Possiedo altre foto che mostrano un altro PHAROAH egizio con un possibile aspetto genetico. Queste foto che ho da anni mostrano una mummia che assomiglia ad un alieno "Grigio". La mummia è stata trovata quest'anno da un brillante egittologo.



* Derrel Sims è un anestesista ipnologo, iscritto all'Albo, certificato come ipnoterapista, pratico di Neurolinguistica, oratore internazionale, investigatore e ricercatore di Incontri con alieni/umanoidi. Il lavoro principale di Mr. Sims è quello di trovare evidenze fisiche di contatti con umanoidi/alieni. Queste informazioni vengono poi riviste da professionisti in vari campi. Alcuni lavori di Mr. Sims vengono analizzati dalla Royal Society of Chemical Engineers o altri media.

http://digilander.libero.it/giulia300/Alieni/alieni.htm
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MessaggioOggetto: Tecnologie aliene per le piramidi egiziane?!   Ven 23 Apr 2010, 08:56

Se siamo ancora convinti che le piramidi egiziane furono opera degli uomini,è arrivato il momento di ricrederci,in internet ho trovato questi due video davvero interessanti e ben costruiti(ho fatto una ricerca su questo forum e mi è parso di non trovare nulla di simile):
http://www.youtube.com/watch?v=-hQKB0ktdbU&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=CJAu1uTcUOI

Facendo un piccolo riassunto di quello che vedrete vi anticipo che nel primo video vengono mostrati alcuni pezzi di pietra utilizzati per la costruzione delle piramidi da cui risultano strani segni,righe e molto altro procurati con un tipo di tecnologia che in quell’epoca erano impensabili;nel secondo invece ci vengono fornite alcune informazioni di cui pochi ne sono a conoscenza tra cui il fatto che il tipo di pietra con cui le antiche piramidi venivano erette si trovava al di la del fiume,resta inspiegabile quindi come gli egiziani siano riusciti a trasportare massi che pesavano decine di tonnellate da un punto all’altro della città pur non essendo grandi navigatori e senza possedere navi adeguate(dovevano essere molto grosse per poter permettere il trasporto di certi pesi,e non mi pare di aver mai visto i resti una nave egiziana).
E’ utile ricordare che la costruzione delle piramidi egiziane si basava sul progetto matematico del pi greco(3,14)come facevano a conoscerlo e come facevano soprattutto a riproporlo su quelle strutture senza neanche avere delle tecnologie e strumentazioni adeguate?Vi sarà stato l'intervento o l'aiuto di civiltà più evolute della nostra?,in ultima analisi le piramidi egiziane erano perfettamente allineate con la costellazione di orione: http://nuke.alessiofollieri.com/Portals/0/piramidi%20e%20stelle.jpg
Siamo pronti a riscrivere i libri e a smetterla di vedere gli omini che con l’utilizzo di corde e travi costruiscono le piramidi?!





Il mistero delle piramidi: verità aliena?
Le piramidi spiegherebbero una presenza aliena sulla terra o sarebbero solo la massima espressione del genio umano?
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MessaggioOggetto: Re: Tecnologie aliene per le piramidi egiziane?!   

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