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 Il teschio di cristallo

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O.V.N.I
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MessaggioOggetto: Re: Il teschio di cristallo   Ven 30 Ott 2009, 11:26

la storia fondata dai loro ritrovamenti,è basata dal fatto che in essi vegano rachiusi dei segreti e delle forze a noi tutt ora estranee e che solo con la loro unione vengano spriggionate per rendere atto a tutto il mondo che qualcosa ci attende credo per anno 2012
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MessaggioOggetto: Il Mistero dei Teschi di Cristallo   Ven 23 Ott 2009, 16:14

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MessaggioOggetto: Re: Il teschio di cristallo   Mar 22 Set 2009, 16:40

I Teschi di Cristallo






I Teschi di Cristallo sono oggetti mitologici appartenuti alla cultura Maya, e divenuti celebri in seguito al ritrovamento di Mitchell-Hedges. La leggenda narra che in tutto il mondo esistono 13 teschi di cristallo, di dimensioni diverse. Essi furono donati agli uomini dagli stessi dèi, prima di ripartire verso le stelle dalle quali erano venuti, e che vennero sparsi per il pianeta. Quando l'uomo ritroverà tutti i Teschi e li radunerà sul punto alto della piramide di Chitzen Itza, riacquisterà l'antica conoscenza andata perduta con il tempo. La figura del Teschio indicava per i popoli precolombiani (Maya inclusi) e Preincaici il concetto del dualismo Morte-Rinascita. Infatti, secondo alcune fonti la leggenda si dovrebbe avverare non prima della Fine dell'Era, ovvero non prima del Dicembre 2012. Nelle profezie Maya, Tolteche ed Azteche, la Vecchia Era che cede a quella Nuova entrante, infatti, è sempre raffigurata con un teschio. Secondo alcuni interpretatori, la Leggenda vuole indicare il concetto che la Nuova Era entrante nel 2012 sarà portatrice di saggezza e il numero 13 ricorda i tredici dèi del mondo superiore. Nonostante le varie interpretazioni della leggenda, molti Teschi di Cristallo reali sono stati ritrovati, e molti di loro risalgono appunto all'Epoca Precolombiana, o anche molto prima. Per questo motivo, sono stati classificati come OOPArts, ovvero oggetti fuori dal tempo. Sappiamo che circolano migliaia di teschi falsi spacciati per veri, tutti di manifattura recente, e solo sette sembrano essere autentici, o comunque diversi dagli altri.

Un teschio intagliato in un solo pezzo di quarzo venne ritrovato, nel 1912, in Guatemala, e ricorda molto le raffigurazioni Maya del Dio della Morte: per questo è stato chiamato semplicemente "Teschio Maya".



Uno di essi venne rinvenuto nel 1915 in un reliquiario Maya, in Messico, e pare essere l'unico che possa essere ritenuto autentico al 100%. Tuttavia, il metodo di fabbricazione è alquanto inquietante per l'epoca. E' stato ricavato da un pezzo unico di Ametista, e proprio dal suo materiale prende nome.




Un altro è di proprietà di Anna Mitchell-Hedges, figlia di un famoso archeologo teosofista inglese, che ritrovò l'oggetto per puro caso, durante uno scavo alla ricerca di reperti Maya a Lubaantun, in Belize, negli anni Venti.



Uno è conservato nella fattoria della famiglia Parks, ad Huston, in Texas. Il Teschio pesa 18 kg ed è completamente lavorato in cristallo di quarzo. Loro sostengono di averlo ricevuto in dono da un monaco tibetano, come ringraziamento per dei servizi a lui resi da parte dei Parks stessi. Il Teschio venne battezzato "Max".



Un pacco anonimo contenente un altro Teschio di Cristallo giunse allo Smithsonian Museum di Washington. Da allora, è esposto nel Museo Statunitense ed è alto e largo 13 cm, lungo 18 cm, pesante 20 kg.




Sempre in un museo, in quello londinese del British Museum, è conservato un altro esemplare, scolpito nel cristallo di quarzo brasiliano. Di recente è stato provato che tale teschio è un falso di epoca ottocentesca. Ciononostante, presenta una grande abilità e bravura nella manifattura.




Al confine tra Honduras e Guatemala venne ritrovato un teschio di quarzo rosa, con mandibola mobile, dalla forma molto simile a quello di Mithcell-Hedges, seppur più grande.


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MessaggioOggetto: Re: Il teschio di cristallo   Lun 14 Set 2009, 20:25

Angiungo ancora,qualcosina al topic:

I dubbi sulla versione originaria sono giustificati e nascono a partire dalla congettura che il teschio sia stato fatto trovare apposta ad Anna dal padre come sorpresa di compleanno. Altri dubbi sono sorti quando, controllando le fotografie della spedizione, manca Anna, senza contare che nei resoconti originali non vi sono riferimenti.
È certo infine che il teschio sia stato acquistato da Mitchell-Hedges nel 1944 da un antiquario londinese, che lo stesso teschio fosse comparso in un'asta nel 1943 nella quale il proprietario dichiarato era sempre lo stesso antiquario, e che infine ci sia stata una precedente apparizione dell'oggetto nel 1936, in un confronto tra questo e il teschio del British Museum.
Nel campo delle perizie eseguite sui teschi, interessante è quella condotta dal British Museum negli anni Novanta. Si è confrontato un calice di sicura datazione precolombiana con alcuni dei teschi (British Musem, Smithsonian, Parks, Redo e Nocerino) con un manufatto moderno. Il test non ha fornito una soluzione certa al problema della sua datazione: i risultati degli esami per i teschi di Nocerino e della Parks non sono stati resi pubblici,mentre sugli altri sono state rilevate tracce di lavorazioni più tarde,non sono state giudicate significative per potere post-datare con certezza gli oggetti.
Da segnalare l'assenza in questo test del teschio della Mitchell-Hedges, per il suo esplicito rifiuto a renderlo disponibile.
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MessaggioOggetto: Re: Il teschio di cristallo   Lun 14 Set 2009, 20:18



Delle dimensioni di un cranio umano, un teschio "vivente".

è stato ritrovato da Frederick Mike Mitchell-Hedges, durante una esplorazione in Belize, nella città maya di Labaanatum; nel 1964 il teschio passa nelle mani di Frank Dorland, esperto di cristalli, che esegue dei test presso i laboratori della Hewlett-Packard a Santa Clara in California.

Cosa emerge: il teschio è stato scolpito lungo l'asse principale del cristallo. Si tratta di una tecnica estremamente avanzata, che utilizza l'asse di simmetria e che diminuisce notevolmente il rischio di frantumazione del pezzo. Il teschio cambia di colore, sensazioni di caldo e freddo si avvertono toccando il quarzo.

Secondo Dorland "... il cristallo stimola una parte sconosciuta del cervello, aprendo una porta psichica sull'assoluto". In una dichiarazione alla stampa, lo studioso rivela: "... i cristalli emettono continuamente onde elettromagnetiche; dal momento che il cervello fa la stessa cosa, è naturale che vi sia interazione".


Già nell'antichità al cristallo venivano riconosciute proprietà spirituali; questo stesso minerale affascinò anche le culture antiche: i greci lo chiamavano Crystallos, o “ghiaccio chiaro”. In Egitto, fin dal 4000 a.C., le fronti dei defunti venivano adornate con un “terzo occhio” di quarzo cristallino per permettere all’anima di vedere la strada per l’eternità.

Tradizionalmente, il materiale preferito da veggenti e sensitivi per le loro sfere è il cristallo di rocca purissimo.

L’oggetto più straordinario che si conosca, composto da questo materiale, è il cosiddetto Teschio di Cristallo scoperto da Mitchell-Hodges, la cui origine è variamente attribuita: Atzechi, Maya o addirittura ai mitici abitanti di Atlantide.

Anche il suo rinvenimento fu molto controverso ed è stato al centro di diversi dibattiti: secondo certe fonti, fu trovato nel 1927 da una diciassettenne, Anna, figlia adottiva dell’avventuriero e vagabondo F.A. Mitchell-Hodges, mentre scavava fra le rovine di Lubaantun, la “Città delle pietre cadute”, nelle giungle dell’Honduras britannico.




La squadra di Mitchell-Hodges eseguì estesi scavi nella zona e diede un enorme contributo al nostro attuale patrimonio di reperti e conoscenze sulla civiltà precolombiana del Nuovo Mondo.

Mitchell-Hodges era anche noto come un fervente assertore della veridicità della leggenda di Atlantide; fu anzi in primo luogo la convinzione che fosse possibile confermare l’esistenza di una connessione fra le civiltà di Atlantide e dei Maya a spingerlo a sfidare le giungle dell’America centrale.

Il cristallo di rocca, purtroppo, non può essere datato con i sistemi convenzionali; tuttavia i laboratori Hewlett-Packard, che studiarono il misterioso cranio, hanno stimato che il suo completamento avrebbe richiesto un minimo di trecento anni di lavoro a una serie di artigiani dotati, inoltre, di enorme talento. In termini di durezza questo tipo di cristallo è solo leggermente inferiore al diamante.

Perché questo pezzo di pietra, tra l’altro non originario del posto, era considerato di un tale valore che il popolo che lo lavorò - quale che fosse - impiegò più di tre secoli per levigarlo pazientemente?

Il mistero del teschio di cristallo si infittì ancor di più quando fu ritrovata la parte inferiore e quando, unendo i due pezzi, si vide che la mandibola si articolava col resto del teschio, creando l’effetto di un cranio umano che apre e chiude la bocca.

è possibile che il teschio fosse manovrato in tal modo dai sacerdoti del tempio e che fosse usato come oracolo e strumento di divinazione. Si racconta che il lobo frontale del teschio a volte si appanni, acquistando una tinta lattiginosa; altre volte esso emette un’aura spettrale simile all’alone della luna: queste manifestazioni potrebbero essere il frutto di una fantasia sovreccitata, oppure stimolata dal potere intrinseco del cranio stesso.

Di fatto coloro che hanno avuto contatti prolungati nel tempo col teschio riferiscono di esperienze sensoriali inquietanti che comprendono suoni ed odori eterei, fino ad arrivare all’apparizione di spettri ...

L’impatto visivo del teschio è, sicuramente, ipnotico anche per uno scettico.

Quali che siano le sue proprietà, a ogni modo, non sembra proprio che chi lo possieda venga colpito da maledizioni, anzi: Mitchell-Hodges, che non si staccò dal teschio per più di trenta anni, è scampato a tre accoltellamenti e ad otto ferite d’arma da fuoco!

Prima di morire, il 12 giugno 1949, lasciò scritto nel suo testamento che il teschio doveva essere assolutamente consegnato alla figlia adottiva, che lo aveva trovato.

http://www.cerchinelgrano.info/teschio_cristallo.htm
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MessaggioOggetto: Il teschio di cristallo   Ven 11 Set 2009, 15:58

Racconta chi ha fatto il suo rittrovamento:

"Mio padre stava facendo degli scavi in America Centrale, nell'Honduras Britannico (l'attuale Belize). Scoprimmo le rovine di una civiltà Maya, che, secondo lui, avevano qualcosa a che vedere con Atlantide, per cui continuammo a scavare per sette anni. Poi, un giorno, tra le pietre, vidi qualcosa che scintillava. Era il mio diciassettesimo compleanno, e la cosa mi riempì di gioia." A parlare è una serafica vecchia signora, figlia adottiva di Frederick Albert "Mike" Mitchell-Hedges, un personaggio molto popolare negli anni Venti. Il suo nome è Anna Mitchell-Hedges e quell'oggetto scintillante da lei ritrovato, è uno dei reperti archeologici più misteriosi mai rinvenuti durante uno scavo: il Teschio di cristallo o del Destino, un cranio umano a grandezza naturale scolpito in un unico blocco di purissimo cristallo di rocca, lavorato con incredibile perizia e precisione. Un'antica leggenda Maya narra che al mondo esistono tredici teschi di cristallo che racchiudono misteriose informazioni sull'origine, gli scopi e il destino dell'umanità. Secondo quest'antica credenza un giorno, quando tutti i teschi saranno stati scoperti e riuniti, avranno di nuovo il potere di trasmettere agli uomini tutta la loro conoscenza, purché l'umanità sia sufficientemente evoluta e moralmente integra.

L'avventuriero e archeologo F. A. "Mike" Mitchell-Hedges fece nello Yuacatàn, terra dei Maya in America Centrale, un'importante scoperta: seguendo le indicazioni delle popolazioni indigene, individuò nella foresta quanto rimaneva di una grande città perduta chiamata Lubaantun, parola Maya che significa "città dalle pietre cadute". Le ricerche in questa zona archeologica richiesero varie spedizioni nel corso di anni diversi, ma Mike non si perse mai d'animo, spinto anche e soprattutto dal desiderio di ritrovare, tra le rovine di Lubaantun, l'Atlantide di platonica memoria. E se non era la tanto sognata Atlantide, la città che si svelò agli occhi dell'esploratore era comunque un maestoso complesso architettonico, con città fortificata, piramidi, terrazze, terrapieni, mura, case, camere sotterranee e un imponente magnifico anfiteatro della capacità di diecimila persone! Questa Lubaantun, città Maya fondata, secondo gli studiosi, poco dopo il 700 d.C., e che venne abbandonata meno di due secoli dopo.



Il teschio di cristallo ivi rinvenuto nel 1926 risalirebbe, secondo gli esperti del British Museum, alla civiltà azteca, datandone la dubbia origine al 1300/1400 dopo Cristo. Ma cosa ci faceva un manufatto azteco in una città Maya dislocata molte centinaia di chilometri più a sud? Non si sa neppure con quali strumenti il teschio fu costruito: è stata rilevata soltanto la possibile traccia di un acuminato scalpello. In tal caso, per costruirlo, sarebbero stati necessari almeno centocinquant'anni di lavoro ininterrotto! E inoltre i Maya non conoscevano il ferro. Sfregamento di sabbia? Ancora più probabile, per cui però sarebbero stati necessari almeno trecento anni per terminarlo! L'affascinante ed eclettico libro Il segreto dei teschi di cristallo di Jon Ropper ci spiega che, benché esistano altri teschi di cristallo simili in musei europei, nessuno pare fornire informazioni particolarmente interessanti utili a chiarirne la provenienza o l'utilità. Da dove deriva quindi tanto interesse sui particolari del ritrovamento del "Teschio del Destino"? Proprio dal fatto che nessun ricercatore sia in grado di affermare con certezza quando e da quale civiltà esso sia stato fabbricato. Qualunque sia la verità sull'autenticità di crani sinistri come questo, rimane per noi il fatto che si tratta di oggetti dotati di un fascino inquietante, e citando le parole di Simon Welfare e John Failey, si può affermare: "Il Teschio di Mitchell-Hedges esercita su chi lo osserva un potere maestoso e terrificante. Gli occhi prismatici e la mascella mobile stimolano facilmente l'immaginazione di ognuno a considerarlo un oggetto destinato ad atterrire gli animi di primitive popolazioni. Probabilmente veniva illuminato dal basso e, luccicando nella penombra di un tempio, profetizzava dalla sua bocca di cristallo. Anche se fosse relativamente moderno, come opera d'arte è indimenticabile ed è di una sinistra bellezza".

http://spazioinwind.libero.it/menhir/Menhir/archindi.htm#elenco collegamenti preferiti
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