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 Hawking: la terra non basta

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MessaggioOggetto: Hawking: la terra non basta   Mer 11 Ago 2010, 18:11




Lo scienziato: colonizzare lo spazio è l'unico modo per sopravvivere
LONDRA
Per evitare l'estinzione, nei prossimi 200 anni la razza umana dovrà colonizzare lo spazio. La terra, infatti, rischia il disastro già nel prossimo secolo e in un futuro più lontano questo rischio aumenterà ulteriormente. Per salvarsi l’uomo dovrà per forza abbandonare il proprio pianeta natale.

Non è la trama di un nuovo film di fantascienza, ma la tesi assai inquietante di Stephen Hawking, l’astrofisico britannico, considerato uno dei massimi esperti al mondo in materia. «La razza umana non deve mettere tutte le sue uova in un solo paniere nè su un solo pianeta», ha ammonito lo scienziato in un’intervista messa in rete da "Big Think", un sito Internet creato «per relazionare uomini e idee».

«Vedo un grande pericolo per l’uomo, nel passato ha già corso rischi molto gravi, come nel caso della crisi dei missili a Cuba nel 1963, ma in futuro ce saranno sempre di più», ha affermato. E se riusciremo a scongiurare catastrofi nel corso dei prossimi 200 anni, dovremo comunque salvare l’umanità lasciando una Terra troppo ormai inospitale a causa dell’aumento della sua popolazione e delle sue insufficienti risorse.

Hawking ritiene che quello di assicurare la propria sopravvivenza sia un preciso dovere dell’umanità, soprattutto «se siamo noi gli unici esseri intelligenti della galassia». A questo riguardo, lo scorso aprile l’astrofisico britannico aveva ammonito che se esistono civiltà extraterrestri l’uomo deve evitare qualsiasi contatto in quanto le conseguenze potrebbero essere devastanti.

Lo scienziato, 68 anni, docente all’università inglese di Cambridge, è noto per le sue ricerche sulla gravità e sui buchi neri. È affetto da una malattia degenerativa del sistema nervoso che lo obbliga a muoversi su una sedia a rotelle e che gli permette di comunicare solo attraverso un sintetizzatore vocale.


http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/296002/

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MessaggioOggetto: Sette pianeti per una stella Un nuovo sistema extrasolare   Mar 24 Ago 2010, 20:46

Gli astronomi dell'osservatorio europeo Australe (Eso) in Cile hanno annunciato la scoperta di almeno cinque corpi celesti, forse sette: si tratta della struttura più simile alla nostra mai identificata finora.

PARIGI - Un sistema planetario con almeno cinque pianeti in orbita intorno a una stella simile al nostro Sole, battezzata HD10180 e situata a 127 anni luce di distanza nella costellazione australe Hydrus. Gli astronomi dell'osservatorio europeo australe (Eso) a La Silla, in Cile, hanno annunciato la scoperta di quello che sembra essere il sistema planetario più simile al nostro mai scoperto finora, almeno in termini di numero di pianeti (sette, contro gli otto di quello terrestre). Per identificarli, il team internazionale ha utilizzato lo spettrografo HARPS, aggiunto al telescopio da 3,6 metri dell'Eso, e ha seguito per sei anni la stella HD 10180, "simile al nostro Sole", riuscendo a misurare le influenze gravitazionali dei pianeti che le orbitano intorno.

I cinque segnali più forti corrispondono a corpi celesti simili a Nettuno (fra le 13 e le 25 masse terrestri), con periodi orbitali che vanno dai 6 ai 600 giorni. Secondo gli astronomi è probabile che siano presenti anche altri due pianeti. Uno sarebbe simile a Saturno, con una massa minima di 65 masse terrestri e un'orbita di circa 2.200 giorni. L'altro sarebbe il pianeta extrasolare mai scoperto di minor massa, circa 1,4 volte quella della Terra.

Le distanze dei vari pianeti dalla loro stella sono, tuttavia, di gran lunga minori rispetto al nostro sistema: quello più piccolo, in particolare, si troverebbe a una distanza pari al 2% di quella fra la Terra e il Sole, con un periodo orbitale di soli 2 giorni. In pratica, un “anno” su questo pianeta dura solo 1,18 giorni-Terra. "Abbiamo trovato quello che è il sistema con il maggior numero di pianeti finora scoperto", ha commentato Christophe Lovis dell'Osservatorio dell'Univesità di Ginevra. "Questa notevole scoperta evidenzia anche come stiamo entrando in una nuova era nella ricerca degli esopianeti: lo studio di complessi sistemi planetari e non soltanto dei singoli pianeti. Gli studi dei moti planetari nel nuovo sistema rivelano complesse interazioni gravitazionali tra i pianeti e ci dà la possibilità di intuire l'evoluzione a lungo termine del sistema".

Finora si era a conoscenza di quindici sistemi con almeno tre pianeti. L'ultimo detentore del record era 55 Cancro, con cinque pianeti, due dei quali giganti. "Sistemi di corpi celesti di piccola massa, come quelli intorno a 10180 HD, sembrano essere abbastanza comuni, ma la loro storia di formazione rimane un puzzle", conclude Lovis.

Utilizzando la nuova scoperta, nonché i dati per altri sistemi planetari, gli astronomi hanno trovato un equivalente della legge di Titius-Bode, che esiste nel nostro sistema solare: le distanze dei pianeti dalla loro stella sembrano seguire uno schema regolare. "Potrebbe essere una firma del processo di formazione di questi sistemi planetari", ha aggiunto un membro del team Michel Mayor. La scoperta è stata annunciata al convegno "Rilevamento internazionale e dinamica dei pianeti extrasolari in transito" presso l'Observatoire de Haute-Provence.

24 AGOSTO 2010 FONTE: http://www.repubblica.it/scienze/2010/08/24/news/scoperto_il_re_dei_sistemi_solari_con_almeno_cinque_nuovi_pianeti-6480670/
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MessaggioOggetto: Re: Hawking: la terra non basta   Mer 25 Ago 2010, 10:09

ecco il ritorno del gladiatore.....Smile buon proseguimento capsula Smile

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MessaggioOggetto: Re: Hawking: la terra non basta   Mer 25 Ago 2010, 13:01

grazie mille cyborg Wink
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MessaggioOggetto: Re: Hawking: la terra non basta   Gio 26 Ago 2010, 17:23

Leggevo poco fà,che si è scoperto un pianeta abitabile,Sapete qualcosa di concreto?
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MessaggioOggetto: PIANETA ABITABILE   Gio 26 Ago 2010, 21:29

Il pianeta, ancora senza nome, è stato scoperto da un gruppo di ricercatori dell'Osservatorio dell'Università di Ginevra.
Rispetto alla Terra, il corpo celeste situato fuori dal sistema solare (esopianeta) ha un raggio superiore di una volta e mezzo, una forza di gravità doppia ed una massa cinque volte più importante.
Gli astronomi stimano che la sua temperatura media oscilli tra gli 0 e i 40 gradi centigradi, ciò che lascia aperta la possibilità dell'esistenza di acqua.
«Abbiamo tutti gli ingredienti per lo sviluppo della vita», sostiene Stéphane Udry, astronomo all'osservatorio ginevrino.
«Siamo di fronte a qualcosa di solido o con acqua e più o meno delle stesse dimensioni della Terra. Inoltre, la gravità non è troppo eccessiva e la distanza dalla sua stella è tale da permettere l'esistenza di acqua in forma liquida», spiega a swissinfo.
" La distanza che ci separa è pari a quella che divide la Terra dalla luna - 400mila km - moltiplicata per 600 milioni. "
Michel Mayor, astronomo Spazio cosmico
Il pianeta è stato scoperto utilizzando lo spettrografo Harps (High Accuracy Radial Velocity Planet Searcher), un particolare strumento di progettazione elvetica posto sul telescopio dell'Osservatorio europeo meridionale di La Silla, in Cile.
La sua stella, la cui luminosità corrisponde ad un cinquantesimo di quella del sole, è tra i cento astri più prossimi al nostro sistema solare. «È molto vicino a noi», per usare le parole di Udry.
Un'affermazione probabilmente esatta nel contesto cosmico, ma decisamente ingannevole in termini comuni. «La distanza che ci separa è pari a quella che divide la Terra dalla luna - 400mila km - moltiplicata per 600 milioni», rileva Michel Mayor, direttore dell'Osservatorio di Ginevra.
Le possibilità di poter lanciare una sonda esplorativa alla volta dell'esopianeta - analogamente alla missione su Marte della NASA - sono remote tanto quanto la posizione dell'astro.
«È un'impresa impossibile: ci vorrebbero secoli o addirittura millenni, per raggiungere il pianeta», osserva Udry.

Pianeti abitabili
Due progetti spaziali, uno in Europa (progetto Darwin) e l'altro negli Stati Uniti (Terrestrial Planet Finder), si prefiggono di saperne di più sugli esopianeti abitabili. E questo nonostante le «astronomiche» (è il caso di dirlo) distanze del cosmo.
«Grazie alla luce proveniente da un pianeta si può iniziare a studiare la composizione chimica della sua atmosfera», spiega Stéphane Udry. «Possiamo osservare se c'è acqua e addirittura se sono presenti delle forme di vita. Ad esempio, se ci troviamo di fronte a grandi quantità di ossigeno abbiamo ragione di pensare che ci deve essere qualcosa di vivente, che appunto ha prodotto l'ossigeno».
Per gli astronomi di Ginevra, scovare tracce di vita nello spazio è importante sia dal punto di vista filosofico, che da quello sociologico. Secondo loro, più le nostre conoscenze sullo sviluppo della vita dell'universo sono ampie, meglio riusciremo a capire il nostro pianeta.
«Con l'avanzare delle ricerche ci convinciamo che è solo una questione di tempo, e di tecnologie, prima di scoprire, su altri pianeti, forme di vita analoghe alla nostra», conclude Udry.
Alcuni ricercatori svizzeri ed europei hanno annunciato la scoperta del primo pianeta al di fuori del sistema solare con caratteristiche propizie allo sviluppo della vita.
Chiunque stia pensando di fuggire dalla Terra in direzione del nuovo astro è avvertito: il pianeta si trova a 20,5 anni luce oppure a 240 trilioni di km di distanza.
SPERO TI SIA STATO D AIUTO ITALIA 2010

Fonte: swissinfo, Adam Beaumont, Ginevra
(traduzione e adattamento: Luigi Jorio).
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MessaggioOggetto: risp   Dom 10 Ott 2010, 14:21

Chiunque stia pensando di fuggire dalla Terra in direzione del nuovo astro è avvertito: il pianeta si trova a 20,5 anni luce oppure a 240 trilioni di km di distanza.
scusa,,che te lo chiedo,,ma con che potrei andare via dalla terra,lo dici come se avrebero tutti una navicela spaziale nell garage,,eh bene io nn ce l'ho. ,alora che dovrei fare? Sad
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MessaggioOggetto: Re: Hawking: la terra non basta   Lun 11 Ott 2010, 10:09

drop81 ha scritto:
Chiunque stia pensando di fuggire dalla Terra in direzione del nuovo astro è avvertito: il pianeta si trova a 20,5 anni luce oppure a 240 trilioni di km di distanza.
scusa,,che te lo chiedo,,ma con che potrei andare via dalla terra,lo dici come se avrebero tutti una navicela spaziale nell garage,,eh bene io nn ce l'ho. ,alora che dovrei fare? Sad


Le navicelle ? chissa cosa stanno imballando gli operai nell'area 51
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MessaggioOggetto: Re: Hawking: la terra non basta   Gio 14 Ott 2010, 10:38

No fino a nevada per una navicela, Crying or Very sad
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MessaggioOggetto: Re: Hawking: la terra non basta   Sab 16 Ott 2010, 07:47

a mio parere Navicella o no.....Sempre bisogno di essere in allerta caso mai accada il cosi detto fuori programma,il conto alla rovescia è sempre in funzione,come una classidra siamo sotto attesa pur essendo tutti noi positivi nel credere che mai questo accada.

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MessaggioOggetto: ma!   Sab 16 Ott 2010, 12:08

Rolling Eyes devo darti raggione a questo punto,,e bene sapere le cose ed essere preparati,Ma!,io credo che nn possiamo essere preparati mai abbastanza per quello che vera.Io sinceramente so che averanno dei cambiamenti ma nn penso che sono preparata,e nn credo che qualcona puo esserlo!
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MessaggioOggetto: Re: Hawking: la terra non basta   Ven 22 Ott 2010, 04:59

Prepararsi potrebbe significare psycologiacamente parlando...anche ad un avvenimento che cambiera il nostro modo di vivere da come siamo ad un modo ancora estraneo a quello gia conosciuto.
Pensare positivo non esclude questo ma qualcosa sta cambiando.

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