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 Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi

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MessaggioOggetto: Re: Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi   Ven 10 Set 2010, 17:53


Links

CAMPAGNE E ASSOCIAZIONI ANTI-VIVISEZIONISTE
NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
MONTICHIARI CONTRO GREEN HILL
(comitato locale composto da cittadini di Montichiari che vogliono la chiusura di Green Hill)
CHIUDERE MORINI
(campagna per la chiusura dell’allevamento di cani beagle Morini)
SHAC
(campagna per la chiusura di Huntingdon Life Sciences)
SPEAK
(campagna per fermare gli esperimenti all’interno dell’università di Oxford)
CLOSE HIGHGATE FARM
(campagna per la chiusura del fornitore di conigli per esperimenti Highgate)
GATEWAY TO HELL
(Campagna per ostacolare qualsiasi esportazione di primati)
ACADEMIC ABUSE
(Campagna per fermare gli esperimenti all’interno dell’università di Bradford)
UNCAGED
(Campagna anti-vivisezionista contro Procter & Gamble, Iams ed altri…)
VITA DA CANI
(associazione impegnata in numerosi progetti e nella tutela dei diritti animali)
___________________________________________ALTRE CAMPAGNE PER LA LIBERAZIONE ANIMALE
AIP
(Attacca l’ Industria della Pelliccia)
ESCADA
(Campagna tedesca anti-pellicce contro il marchio Escada)
___________________________________________ANTISPECISMO

OLTRE LA SPECIE

(associazione antispecista italiana)
IGUALDAD ANIMAL

(associazione antispecista spagnola)
___________________________________________

VEGANESIMOCA - CAMPAGNE PER GLI ANIMALI
(progetto di contro-informazione su veganesimo e liberazione animale)
PROGETTO VIVERE VEGAN
(associazione per la diffusione di informazione sul veganesimo)
VEGAN RIOT
(ricette culinarie vegane realizzate con intelligenza)
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MessaggioOggetto: Re: Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi   Ven 10 Set 2010, 17:52












http://www.fermaregreenhill.net/wp/?page_id=85
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MessaggioOggetto: Re: Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi   Ven 10 Set 2010, 17:50

Galleria fotografica


Disponibile per informazione, diffusione e per la stampa
l’intera galleria fotografica su Green Hill cliccando qui!
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l’intera galleria fotografica sulla vivisezione cliccando qui!
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MessaggioOggetto: Re: Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi   Ven 10 Set 2010, 17:46


Fornitori e clienti

Clienti italiani

Qui di seguito potete trovare la lista dei clienti italianidella fabbrica di cani che è Green HillWYETH LEDERLE Spa
Via F. Gorgone, Zona Industriale
95030 CATANIA (CT)

Bayer AG
Via P. Gorgone, Zona Industriale
95030 CATANIA (CT)
GlaxoSmithKline Spa
Via A. Fleming 2
37135 VERONA

Cell Therapeutics
Via L. Ariosto 231
20091 BRESSO (MI)
IRBM S.p.A.
Via Pontinia KM 30.600
00040 POMEZIA (ROMA)
Recordati S.p.A.
Via Civitali, 1 (MILANO)
Sigma Tau
via Pontina Km 30.400
00040 POMEZIA (ROMA)

Nerviano Medical Science
Via Pasteur 10
20014 NERVIANO (MI)

Univ. Di Bari
Dipart. Sanità Benessere Animale

aziende estere

Ecco la lista delle aziende estere che torturano i beagle di Green Hill:
Huntingdon Research Centre
Huntingdon, UK
Novartis
Svizzera
N.V. Organon Animal House Group - Olanda
Organon Schayk -
Olanda
Organon -
La Varenne Rion, Francia

Pfizer
Amboise, Francia

Sequani LTD
Ledbury, UK
Sanofi Aventis - Alfortville, Francia
Sanofi Synthelabo -
Chilly Mazarin, Francia
Sanofi Aventis -
Rueil Malmaison, Francia
Sanofi Aventis -
Gargenville, Francia
Sanofi Aventis Montpellier -
Francia

Intervet International B.V. -
Olanda
Intervet Pharma –
Feneu, Francia

Charles River
Scozia
Bayer Cropscience
Francia

Bayer Wuppe
rtal - Germania
Bayer Monheim -
Germania

Hoffmann-La Roche
Basilea, Svizzera

Boehringer Ingelheim
Biberach An der Riss, Germania

Abbott Postssach
Ludwigshafen, Germania

Solvay Pharma
Weesp, Olanda
E ancora…

Virbac - FranciaSurdon LTD - UKMDS - Les Oncins, Saint-Germain-Sur-L’Arbresle, FranciaAptuit LTD - Edinburgh, UKLPT, Lab fur Pharmakologie und Toxicologie - Amburgo, GermaniaFacultè de Med Vet. Liege - Fontenilles, FranciaPorsalt & Partners Pharma - FranciaHannover School of Vet Med - Hannover, GermaniaLaboiratoire Fournier Centre de recherche - Daix, FranciaJanssen Pharma - Beersee, BelgioLaboratoire d’hormonologie - Marloie, BelgioBiomatech - Chasse/Rhone, FranciaBiotrial - Rennes, FranciaEcole Nationale Veterinaire De Lyon - Marcy l’Etoile, FranciaEcole National Veterinaire - Maison Alfort, FranciaCERB - Bengy FranciaC.IT - FranciaUtrecht University - OlandaIhm - Fontenay les Briis, FranciaInstitut de recherche Pierre Fabre Castres - FranciaTNO - Zeist, Olanda
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MessaggioOggetto: Re: Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi   Ven 10 Set 2010, 17:43


La vivisezione

L’utilizzo degli animali nella ricerca scientifica è un aspetto di cui istituzioni, industrie e addetti ai lavori parlano poco e sempre mal volentieri, tacendo o mentendo sulle modalità con cui si effettuano gli esperimenti, sul perché vengono realmente eseguiti e sulle conseguenze che questi provocano agli esseri usati come cavie.Numerosi aspetti della società moderna e dello stile di vita che essa promuove sono direttamente in contatto con un “mondo parallelo” nascosto a molti individui che, se invece ne fossero a conoscenza, rimarrebbero senza dubbio sconvolti.
Cos’è realmente oggi la vivisezione e perchè nonostante essa rivesta un ruolo non certo marginale nella vita quotidiana di tutti noi è soggiogata da una così erronea o celata informazione?Che cos’è.
Erroneamente ancora oggi si pensa alla vivisezione solo come alla pratica che implica il sezionamento da vivo di un essere animale, ma è più corretto, a detta degli stessi vivisettori, comprendere con questo termine ogni tipo di ricerca effettuata sugli animali.
E’ così che sono stati coniati alcuni sinonimi, come “sperimentazione animale” o ancora “ricerca in vivo”; sperando in questo modo di addolcire il nome di quella che in realtà si è rivelata essere come una vera e propria forma di tortura subita da esseri senzienti che, in quanto tali, provano dolore, paura e molte altre emozioni che comunemente proviamo anche noi esseri umani.
E’ ovvio ma a questo punto necessario affermare che esistono ricerche in cui, anche se l’animale non viene letteralmente “vivisezionato”, accusa comunque un grado di sofferenza elevatissimo.Pochi sanno che tutti i moderni prodotti chimici, farmaci, cosmetici, pesticidi, additivi, prodotti per l’igiene della casa… devono essere per legge testati sugli animali prima di essere commercializzati. Questi ultimi vengono forzati ad ingerire o a respirare una sostanza o a resistere alla sua applicazione negli occhi o sulla pelle nuda, cosicché i ricercatori ne possano analizzare le bruciature, le infezioni e gli avvelenamenti che essa provoca.Pochi sanno dell’enorme uso di animali in studi di ogni genere, dalle ricerche farmacologiche, in cui si inducono artificialmente malattie tipiche degli esseri umani sugli animali per poi studiarle; alle ricerche fisiologiche in cui si utilizzano i loro corpi per conoscerne i segreti; passando per un’infinità di sperimentazioni, nel campo della psicologia, della medicina veterinaria o delle industrie che operano in campo bellico.Intossicati da ciò che in futuro troveremo sullo scaffale del supermercato, sottoposti volutamente a traumi fisici e psicologici o a operazioni chirurgiche con la speranza di trovare qualche cura estendibile poi agli umani; oppure costretti a digiuno, decerebrati, ustionati, mutilati, colpiti da scariche elettriche o a qualsiasi altro tipo di tormento possa essere considerato utile o perlomeno sul quale valga la pena cimentarsi in una qualche ricerca…. Così soffrono e muoiono nel silenzio e nell’indifferenza più generale circa un milione di animali ogni anno in Italia, quasi tremila ogni giorno, imprigionati nei 500 laboratori che sono autorizzati a detenere animali per la ricerca scientifica, siano essi istituti privati o pubblici, industrie o università.
Le cifre globali sono spaventose: nel mondo un numero compreso tra i 300 e i 400 milioni di animali ogni anno subisce esperimenti di ogni tipo.Su quali animali si sperimenta.
Sono moltissime le specie utilizzate: soprattutto topi e ratti ma in numero notevole anche gatti, cani, primati, porcellini d’India, mucche, suini, cavalli, pecore, capre, piccioni, furetti, rettili, pesci, uccelli… In alcuni casi provengono da una cattura dall’ambiente naturale dove questi vivono, come nel caso dei primati, cacciati in paesi come l’Indonesia o Mauritius e poi importati nei laboratori di tutto il mondo, ma la maggior parte di loro viene allevata appositamente in aziende come Green Hill. Fabbriche di animali al servizio della vivisezione, stabilimenti fornitori produttori di cavie che, oltre ai futuri esperimenti, subiscono sin dalla nascita la sofferenza di una vita innaturale dovuta alla stabulazione intensiva. Mancanza di libertà, malattie, stress, disagi fisici e psicologici sono l’anticamera di un vero e proprio inferno che li attende una volta “venduti”.
Un inferno fatto di camere asettiche e tavoli operatori, in cui nella maggior parte dei casi non viene nemmeno utilizzata l’anestesia o non viene somministrato alcun antidolorifico, perché potrebbero interferire con i risultati dell’esperimento o più giustamente perché hanno un costo economico che incide sui fondi disponibili.
Se l’animale interferisce con le sue grida e disturba i ricercatori la pratica comune è quella di tagliare le corde vocali per non sentirne i lamenti. Una pratica che Green Hill mette a disposizione dei suoi clienti.Perché si pratica.
La parola “cavia” esprime già da sola tutto il suo significato. Si sperimenta sugli animali per vedere “cosa succede loro”, per avere a disposizione dei dati che potrebbero rivelarsi utili per gli esseri umani. Sia come detto un cosmetico, un inchiostro, una nuova arma bellica o la ricerca ad una qualche malattia il fine è concettualmente lo stesso. “D’altra parte chi avrebbe il coraggio di sperimentare nell’uomo un farmaco di cui non si conoscano le reazioni indotte preliminariamente in varie specie animali di piccola e larga taglia?”Queste sono le parole di uno dei vivisettori più conosciuti d’Italia, Silvio Garattini.
Riprendono l’ormai famoso dilemma “preferite salvare un cane o un bambino” con cui i ricercatori cercano di legittimare il loro operato, facendo leva sull’emotività. Il loro sacrificio sarebbe quindi indispensabile per il progresso della scienza medica e per il bene della specie umana.A nostro avviso ogni essere vivente merita rispetto e ha diritto di vivere, indipendentemente dalla specie a cui appartiene e di conseguenza non deve subire nessuna imposizione e nessuna forma di sopruso.Sono parole semplici che rispondono da sole alla presunta necessità della vivisezione.
Essa va combattuta e abolita per il semplice fatto che è una forma di tortura.Alcune considerazioni.
E’ importante comunque sottolineare alcuni altri aspetti.
Sono moltissimi i ricercatori che negli ultimi anni si sono dichiarati antivivisezionisti in quanto questa pratica non sarebbe corretta da un punto di vista scientifico. Gli animali non sarebbero un modello utile per la specie umana per via delle numerose differenze che vi sono a livello fisiologico, anatomico, biologico e genetico. A rafforzare queste tesi vi sono numerose valutazioni:1. Il fatto stesso che la legge che regolamenta la vivisezione (n. 116 del 1992) preveda l’immissione in commercio dei prodotti testati solo prima di un’ulteriore sperimentazione sugli umani. Di conseguenza solo a posteriori possiamo dire che una determinata specie, per una certa sostanza, si comporta in modo simile a noi.2. La creazione di animali geneticamente modificati, voluti dagli stessi vivisettori tramite l’inserimento di geni umani nel loro dna, al fine di poter utilizzare animali “chimere”, più simili agli umani.Ecco alcuni esempi a sostegno di ciò:
Arsenico – le pecore e i porcospini possono ingerirne senza effetti una quantità capace di sterminare una famiglia umana intera.
Botulino – veleno letale per gli umani non ha alcun effetto sui gatti, però uccide i topi.
Stricnina – nessun effetto su cavie, scimmie e polli, ma uccide cani ed esseri umani.
Penicillina – antibiotico per gli esseri umani ma letale veleno per i porcellini d’india. Il Dr Florey, che la purificò, ha detto che è stato un puro caso fortunato che sia stata invece testata sui topi.
Morfina – calmante per i ratti e gli umani, ma causa eccitamento maniacale in gatti e topi.
Vitamina C – se viene tolta dalla dieta di cani, ratti, criceti e topi il loro organismo la riproduce. Se viene tolta a cavie, primati ed esseri umani, questi moriranno di scorbuto. Per i gatti è velenosa. Ci preme comunque sottolineare come la nostra critica non si fermi alla pratica della vivisezione ma si estenda a tutto l’apparato agro-chimico-farmaceutico, supportato e sostenuto da una società che cerca le risposte e le soluzioni ai suoi problemi solo riponendo una cieca fiducia nel progresso, nella scienza e nella tecnologia, senza fermarsi a riflettere su quelle che sono le reali cause di tante malattie o quelli che sono i veri bisogni degli esseri umani.
In questo vortice di inerzia culturale in cui “tutto continua così perché così si è sempre fatto” gli animali fungono da alibi legale per le industrie che vengono citate in tribunale per danni, in quanto i test previsti dalla legge sono lo scaricabarile con cui si giustificano le conseguenze di 22000 farmaci ritirati solo in Italia negli ultimi 10 anni; oppure sono massa vivente per una facile e carriera universitaria di ricercatori sempre ben disposti a pubblicizzare nuovi studi sugli animali.Le stesse industrie colpevoli di torture sugli animali sono le stesse che stanno avvelenando l’intero pianeta con l’immissione in commercio di prodotti altamente inquinanti, sono le stesse che sperimentano nuovi farmaci sulle popolazioni africane a loro insaputa, sono le stesse che hanno causato migliaia di morti e di menomazioni producendo consapevolmente medicinali con effetti collaterali disastrosi (Talidomide, Cliochinolo, Opren, Lipobay, Vioxx, solo per citarne alcuni).Il loro unico fine è il profitto economico ed è lo stesso fine per cui ancora oggi si sperimenta sugli animali. Esse sono l’ultimo anello di una catena di sofferenza che inizia in luoghi come l’allevamento Green Hill.
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MessaggioOggetto: Re: Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi   Ven 10 Set 2010, 17:41

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MessaggioOggetto: Re: Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi   Ven 10 Set 2010, 17:40


Chi è Green Hill?

Green Hill 2001 è un’azienda situata a Montichiari (Brescia) che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Da questo allevamento più di 250 cani ogni mese finiscono negli stabulari, tra le mani dei vivisettori e sui tavoli operatori. Cani nati per morire e condannati a soffrire.Dopo il tracollo dell’altro allevamento italiano di cani beagle da laboratorio, la Stefano Morini di San Polo d’Enza, è probabile che Green Hill abbia avuto una maggiore richiesta, ampliandosi e diventando uno dei principali allevamenti di cani del mercato europeo della ricerca su animali.Dentro i 5 capanni di Green Hill sono rinchiusi fino a 2500 cani adulti, più le varie cucciolate. Un lager per animali fatto di capanni chiusi, asettici, senza spazi all’aperto e senza aria o luce naturale. File e file di gabbie con luci artificiali e un sistema di areazione sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori.Tra i clienti di Green Hill ci sono laboratori universitari, aziende farmaceutiche rinomate e centri di sperimentazione come il famigerato Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande laboratorio di tortura animale in Europa.Chi lucra su questo dolore?
Da alcuni anni Green Hill è stata acquisita da un’azienda americana, la Marshall Farm Inc. Marshall è un nome tristemente noto in tutto il mondo in quanto è la più grande “fabbrica” di cani da laboratorio che esista. Il beagle Marshall è addirittura uno standard di varietà. I cani di Marshall vengono spediti via aereo in tutto il mondo, ma con l’acquisto di Green Hill come sede europea e la costruzione di un enorme allevamento in Cina, Marshall sta portando avanti un piano di espansione e di monopolio del mercato.
In quest’ottica va visto anche il progetto di ampliamento che prevede la costruzione di altri capanni a Montichiari, per arrivare ad avere 5.000 cani nell’allevamento Green Hill, che diventerebbe il più grande allevamento di cani beagle in Europa.Per un prezzo dai 450 ai 900 euro si possono comprare cani di tutte le età. Chi è disposto a pagare di più può comprare anche una madre gravida.
Green Hill e Marshall Farm inoltre offrono ai propri clienti trattamenti chirurgici su richiesta, tra cui il taglio delle corde vocali o l’asportazione di alcune ghiandole.Per Green Hill e Marshall Farm gli animali sono solamente merce, oggetti da far riprodurre e vendere, senza il minimo scrupolo sul dolore e la sofferenza, psichica e fisica, che andranno a subire.Dove si trova Green Hill?Green Hill 2001
Via Colle San Zeno 6
25018 Montichiari (BS)Tel: 030 9961244
030 962061
030 9651902
Fax: 030 9659420Mail: info@greenhill2001.com
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MessaggioOggetto: Re: Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi   Ven 10 Set 2010, 17:24

Vivisezione, l’inganno dell’Unione europea: a pagare le spese del “compromesso” solo gli animali

31 agosto 2010 News, Vivisezione Nessun commento

L’approvazione della nuova direttiva europea sulla vivisezione è senza dubbio un provvedimento che comporterà un grosso passo indietro e un aggravamento di quanto è “permesso” ai vivisettori.
Milioni di animali vengono torturati ogni anno in nome di una scienza crudele e senza scrupoli.
Su di loro vengono sperimentati farmaci, testate nuove tecniche chirurgiche, cosmetici e alimenti. Cani, gatti, primati, cavie, topi e molte altre specie animali vengono avvelenati con sostanze chimiche e farmaci, gli vengono indotte malattie artificiali di ogni genere, vengono sottoposti a esperimenti al cervello, sul dolore, e molto altro. Vengono reclusi, strappati al loro ambiente per vivere in uno stabulario per tutta la loro vita subendo atrocità per molti inimmaginabili.
Tutto questo avviene ogni giorno e non lontano da tutti voi. Non in luoghi isolati e irraggiungibili ma nelle vostre città, nelle vostre università e nei vostri ospedali.
Oggi non è possibile dire, come molto tempo fa quando era difficile reperire documenti sull’argomento, “io non lo sapevo”, oggi tutti voi sapete cosa è la sperimentazione animale, a tutti voi è possibile guardare foto e video che non lasciano spazio a dubbi o alla fantasia.
L’orrore va ogni immaginazione.
Non ci sono compromessi possibili o giustificazioni, non bastano le affermazioni di chi dice che tutto questo possa avere una qualche utilità, se anche l’avesse, noi saremmo contrari.
Niente può giustificare tutto questo.
Fonte: IlFattoQuotidiano.it – 30 agosto 2010
La nuova direttiva Ue deve essere approvata entro l’8 settembre. Ma già infuriano le polemiche degli animalisti su una deriva ancora più violenta. Ogni anno vengono utilizzati 12 milioni di animali per esperimenti scientifici.
Esperimenti su animali randagi e domestici. In poche parole cani e gatti. Utilizzando metodi da tortura come l’isolamento forzato, il nuoto forzato o altri esercizi che portano inevitabilmente all’esaurimento (morte) degli animali. E non è finita, perché se l’intensità è “moderata”, l’esperimento sulla stessa bestiola si può ripetere. Un bell’escamotage per sostenere, come recita la nuova direttiva europea sulla vivisezione, che d’ora in poi gli esperimenti coinvolgeranno meno animali. Il tutto gravato da un singolare paradosso: in Italia la legge sulle vivisezione è più rigida, ma ora le nuove regole dell’Unione non saranno più derogabili dai singoli paesi con buona pace delle multinazionali del farmaco. Certo l’Italia potrebbe chiedere di mantenere le sue regole, ma la domanda è: lo farà?
Intanto, dopo anni di discussioni e rimaneggiamenti, la nuova direttiva europea sulla vivisezione è pronta al varo. Ma nessuno, o quasi, degli europarlamentari italiani eletti nel 2009 è ancora andato a leggersi il testo. Peccato, perché a guardarlo bene ci sono punti che farebbero accapponare la pelle anche al più convinto sostenitore della sperimentazione scientifica con gli animali. Il testo prevede, ad esempio, all’articolo 16: “La possibilità di riutilizzare animali già sottoposti a esperimenti di intensità ‘moderata’”. Un paradosso, si diceva. “In questi ultimi mesi quasi tutti gli articoli chiave sono cambiati in peggio rispetto alla prima stesura del 2008 – dichiara scandalizzata Vanna Brocca della Leal, la Lega antivivisezione – ad esempio la frase la possibilità di riutilizzare animali già sottoposti a esperimenti di intensità moderata è significativamente diversa rispetto alla prima stesura ipotizzata dalla Commissione, dove si parlava invece di esperimenti di intensità lieve“.
Tra le procedure codificate poi – continua la Brocca – c’è l’isolamento forzato di cani e scimmie o il nuoto forzato o altri esercizi fino all’esaurimento dell’animale”. Un risultato ben diverso, insomma, da quello che si aspettavano le principali associazioni animaliste che auspicavano il graduale superamento della sperimentazione con gli animali grazie all’utilizzo di metodi alternativi, in provetta o tramite modelli computerizzati e, nello stesso tempo, la riduzione degli esperimenti più dolorosi. Ma non è l’unico scivolone del testo. Sempre nella prima stesura del 2008 non vi era di certo: “La possibilità di chiedere delle deroghe a sperimentare su animali randagi delle specie domestiche – aggiunge la Brocca – l’ articolo 11 del testo (compresi cani e gatti ndr), qualora sia impossibile raggiungere lo scopo della procedura” altrimenti e quando sia ritenuto “essenziale” per tutelare l’ambiente o la “salute umana o animale”.
Eppure, la relatrice della normativa, l’eurodeputata Elisabeth Jeggle del Partito popolare europeo, aveva dichiarato alle agenzie di stampa: “Le nuove norme realizzano un compromesso tra i diritti degli animali e le esigenze della ricerca”. Ma il risultato finale non pende certo a favore degli animali. E così, mentre i nostri eurodeputati sonnecchiano, il tam tam di protesta degli animalisti è già partito. La Leal, lega antivivisezionista, sta raccogliendo le firme per una petizione online da portare al Parlamento europeo entro l’8 settembre, giorno della votazione del testo. Sono già oltre le 60mila. Tra questi hanno firmato: l’astrofisica Margherita Hack, l’attrice Lea Massari, la scrittrice Sveva Casati Modignani, il fotografo Gabriele Basilico. In gioco, stando ai dati forniti dall’Ue nel 2005 (gli ultimi disponibili), ci sono i 12 milioni di animali che vengono usati ogni anno in Europa per finalità di ricerca. Una statistica dalla quale vengono generalmente escluse le specie invertebrate e gli animali uccisi per utilizzare tessuti e organi. Ed ecco che cosa si sono inventati a Bruxelles come “compromesso”, per usare le parole della Jeggle.
Il professor Agostino Macrì è stato per anni uno dei massimi ricercatori all’Istituto Superiore di Sanità, oggi scrive per alcune riviste scientifiche: “Io ho fatto quasi sempre sperimentazione sui ratti, non sono contrario alla sperimentazione scientifica con test sugli animali. Ci sono farmaci che possono essere testati sull’uomo se non dopo una prima fase di test fatta sugli animali. Certo, però, se dovesse passare il principio generale a livello europeo che si possono riutilizzare per più esperimenti gli stessi animali, sarei contrario. Mi sembra una inutile tortura. Come sono contrarissimo a usare animali cosiddetti randagi, portatori di per se di altre malattie. Oggi comunque in Italia – continua Macrì – per la sperimentazione su cani e gatti o su altre specie al di fuori dei ratti, bisogna chiedere una deroga, una autorizzazione al ministero della Salute che la sottopone poi al vaglio di una commissione in seno all’I.S.S”. E già la normativa italiana, la n.116/92, è parecchio restrittiva sulla sperimentazione su quasi tutte le specie animali.
In realtà- dice Brocca – domani potrebbe diventare tutto più difficile o più semplice a guardarlo dalla parte dei vivisettori e dei grandi gruppi che dalla vivisezione traggono profitto. Infatti l’articolo 2 della nuova Direttiva esclude che si possano apportare migliorie alla Direttiva nella fase di recepimento. Tutt’al più l’Italia potrà chiedere di mantenere delle misure più restrittive, se già le possiede. Ma avrà voglia di farlo?”. Il timore è che per competere con gli altri 26 Paesi dell’Unione, il nostro governo non si batta abbastanza e decida di adeguarsi integralmente a questa Direttiva tutta giocata al ribasso.
Bruno Fedi, già docente universitario in medicina a Roma e poi a Terni, è un luminare del cancro dell’urotelio. Fedi è un “pentito” della sperimentazione scientifica sugli animali: “Dopo 15 anni di sperimentazione all’università su cavie, topi, criceti, cani e gatti, un bel giorno mi sono reso conto che i risultati erano o inutili o dannosi e ho deciso così di liberare tutti gli animali del laboratorio. Torturare e uccidere animali, per sperimentare cosmetici, farmaci o altro, è una ingiustificabile crudeltà, a meno che non vi sia una reale utilità per l’uomo. Faccio notare – continua Fedi – che i risultati degli esperimenti su animali, possono essere, sull’uomo, uguali, diversi, o addirittura opposti e per verificarlo bisogna ripetere gli esperimenti sull’uomo. Questo fatto è ormai riconosciuto da prestigiose riviste e organizzazioni di controllo o di ricerca internazionali. Le grandi industrie si ostinano a praticare esperimenti su animali solo perché così facendo “l’iter” di molecole farmacologiche nuove, prima della immissione sul mercato, diventa più complesso e costoso, escludendo le piccole industrie e i paesi poveri dal progresso scientifico. Vogliamo metterci in testa che la struttura genetica di un animale è diversa da quella di un uomo! Non siamo, come ha scritto un mio illustre collega su Nature (si tratta dell’autorevole scienziato Thomas Hartung ndr), topi che pesano 70 kilogrammi. Gli uomini assorbono le sostanze in modo diverso, le metabolizzano in modo diverso. Vi sono metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali, come quelli sulle cellule coltivate o quelli sui tessuti umani che si possono prelevare dagli arti amputati, che danno risultati di gran lunga migliori”.
Secondo la Leal, anche in materia di metodi alternativi alla sperimentazione animale il testo che sarà votato a Strasburgo segna un pericoloso passo indietro rispetto a quello di due anni fa: “Infatti vengono resi obbligatori soltanto i metodi alternativi recepiti dalla normativa comunitaria, che al momento sono pochi. Il primo testo proposto della Commissione, invece, era molto più avanzato, includendo tutti i metodi sostitutivi disponibili e scientificamente soddisfacenti”.

http://www.laboratorioantispecista.org/vivisezione-l%E2%80%99inganno-dell%E2%80%99unione-europea-a-pagare-le-spese-del-compromesso-solo-gli-animali
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MessaggioOggetto: Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi   Ven 10 Set 2010, 17:18

Vivisezione, l’inganno dell’Unione europea: prendi un animale e lo torturi tre volte

La nuova direttiva Ue deve essere approvata entro l'8 settembre. Ma già infuriano le polemiche degli animalisti su una deriva ancora più violenta. Ogni anno vengono utilizzati 12 milioni di animali per esperimenti scientifici

Esperimenti su animali randagi e domestici. In poche parole cani e gatti. Utilizzando metodi da tortura come l’isolamento forzato, il nuoto forzato o altri esercizi che portano inevitabilmente all’esaurimento (morte) degli animali. E non è finita, perché se l’intensità è “moderata”, l’esperimento sulla stessa bestiola si può ripetere. Un bell’escamotage per sostenere, come recita la nuova direttiva europea sulla vivisezione, che d’ora in poi gli esperimenti coinvolgeranno meno animali. Il tutto gravato da un singolare paradosso: in Italia la legge sulle vivisezione è più rigida, ma ora le nuove regole dell’Unione non saranno più derogabili dai singoli paesi con buona pace delle multinazionali del farmaco. Certo l’Italia potrebbe chiedere di mantenere le sue regole, ma la domanda è: lo farà?

Intanto, dopo anni di discussioni e rimaneggiamenti, la nuova direttiva europea sulla vivisezione è pronta al varo. Ma nessuno, o quasi, degli europarlamentari italiani eletti nel 2009 è ancora andato a leggersi il testo. Peccato, perché a guardarlo bene ci sono punti che farebbero accapponare la pelle anche al più convinto sostenitore della sperimentazione scientifica con gli animali. Il testo prevede, ad esempio, all’articolo 16: “La possibilità di riutilizzare animali già sottoposti a esperimenti di intensità ‘moderata’”. Un paradosso, si diceva. “In questi ultimi mesi quasi tutti gli articoli chiave sono cambiati in peggio rispetto alla prima stesura del 2008 – dichiara scandalizzata Vanna Brocca della Leal, la Lega antivivisezione – ad esempio la frase la possibilità di riutilizzare animali già sottoposti a esperimenti di intensità moderata è significativamente diversa rispetto alla prima stesura ipotizzata dalla Commissione, dove si parlava invece di esperimenti di intensità lieve“.

“Tra le procedure codificate poi – continua la Brocca – c’è l’isolamento forzato di cani e scimmie o il nuoto forzato o altri esercizi fino all’esaurimento dell’animale”. Un risultato ben diverso, insomma, da quello che si aspettavano le principali associazioni animaliste che auspicavano il graduale superamento della sperimentazione con gli animali grazie all’utilizzo di metodi alternativi, in provetta o tramite modelli computerizzati e, nello stesso tempo, la riduzione degli esperimenti più dolorosi. Ma non è l’unico scivolone del testo. Sempre nella prima stesura del 2008 non vi era di certo: “La possibilità di chiedere delle deroghe a sperimentare su animali randagi delle specie domestiche – aggiunge la Brocca – l’ articolo 11 del testo (compresi cani e gatti ndr), qualora sia impossibile raggiungere lo scopo della procedura” altrimenti e quando sia ritenuto “essenziale” per tutelare l’ambiente o la “salute umana o animale”.

Eppure, la relatrice della normativa, l’eurodeputata Elisabeth Jeggle del Partito popolare europeo, aveva dichiarato alle agenzie di stampa: “Le nuove norme realizzano un compromesso tra i diritti degli animali e le esigenze della ricerca”. Ma il risultato finale non pende certo a favore degli animali. E così, mentre i nostri eurodeputati sonnecchiano, il tam tam di protesta degli animalisti è già partito. La Leal, lega antivivisezionista, sta raccogliendo le firme per una petizione online da portare al Parlamento europeo entro l’8 settembre, giorno della votazione del testo. Sono già oltre le 60mila. Tra questi hanno firmato: l’astrofisica Margherita Hack, l’attrice Lea Massari, la scrittrice Sveva Casati Modignani, il fotografo Gabriele Basilico. In gioco, stando ai dati forniti dall’Ue nel 2005 (gli ultimi disponibili), ci sono i 12 milioni di animali che vengono usati ogni anno in Europa per finalità di ricerca. Una statistica dalla quale vengono generalmente escluse le specie invertebrate e gli animali uccisi per utilizzare tessuti e organi. Ed ecco che cosa si sono inventati a Bruxelles come “compromesso”, per usare le parole della Jeggle.

Il professor Agostino Macrì è stato per anni uno dei massimi ricercatori all’Istituto Superiore di Sanità, oggi scrive per alcune riviste scientifiche: “Io ho fatto quasi sempre sperimentazione sui ratti, non sono contrario alla sperimentazione scientifica con test sugli animali. Ci sono farmaci che possono essere testati sull’uomo se non dopo una prima fase di test fatta sugli animali. Certo, però, se dovesse passare il principio generale a livello europeo che si possono riutilizzare per più esperimenti gli stessi animali, sarei contrario. Mi sembra una inutile tortura. Come sono contrarissimo a usare animali cosiddetti randagi, portatori di per se di altre malattie. Oggi comunque in Italia – continua Macrì – per la sperimentazione su cani e gatti o su altre specie al di fuori dei ratti, bisogna chiedere una deroga, una autorizzazione al ministero della Salute che la sottopone poi al vaglio di una commissione in seno all’I.S.S”. E già la normativa italiana, la n.116/92, è parecchio restrittiva sulla sperimentazione su quasi tutte le specie animali.

“In realtà- dice Brocca – domani potrebbe diventare tutto più difficile o più semplice a guardarlo dalla parte dei vivisettori e dei grandi gruppi che dalla vivisezione traggono profitto. Infatti l’articolo 2 della nuova Direttiva esclude che si possano apportare migliorie alla Direttiva nella fase di recepimento. Tutt’al più l’Italia potrà chiedere di mantenere delle misure più restrittive, se già le possiede. Ma avrà voglia di farlo?”. Il timore è che per competere con gli altri 26 Paesi dell’Unione, il nostro governo non si batta abbastanza e decida di adeguarsi integralmente a questa Direttiva tutta giocata al ribasso.

Bruno Fedi, già docente universitario in medicina a Roma e poi a Terni, è un luminare del cancro dell’urotelio. Fedi è un “pentito” della sperimentazione scientifica sugli animali: “Dopo 15 anni di sperimentazione all’università su cavie, topi, criceti, cani e gatti, un bel giorno mi sono reso conto che i risultati erano o inutili o dannosi e ho deciso così di liberare tutti gli animali del laboratorio. Torturare e uccidere animali, per sperimentare cosmetici, farmaci o altro, è una ingiustificabile crudeltà, a meno che non vi sia una reale utilità per l’uomo. Faccio notare – continua Fedi – che i risultati degli esperimenti su animali, possono essere, sull’uomo, uguali, diversi, o addirittura opposti e per verificarlo bisogna ripetere gli esperimenti sull’uomo. Questo fatto è ormai riconosciuto da prestigiose riviste e organizzazioni di controllo o di ricerca internazionali. Le grandi industrie si ostinano a praticare esperimenti su animali solo perché così facendo “l’iter” di molecole farmacologiche nuove, prima della immissione sul mercato, diventa più complesso e costoso, escludendo le piccole industrie e i paesi poveri dal progresso scientifico. Vogliamo metterci in testa che la struttura genetica di un animale è diversa da quella di un uomo! Non siamo, come ha scritto un mio illustre collega su Nature (si tratta dell’autorevole scienziato Thomas Hartung ndr), topi che pesano 70 kilogrammi. Gli uomini assorbono le sostanze in modo diverso, le metabolizzano in modo diverso. Vi sono metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali, come quelli sulle cellule coltivate o quelli sui tessuti umani che si possono prelevare dagli arti amputati, che danno risultati di gran lunga migliori”.

Secondo la Leal, anche in materia di metodi alternativi alla sperimentazione animale il testo che sarà votato a Strasburgo segna un pericoloso passo indietro rispetto a quello di due anni fa: “Infatti vengono resi obbligatori soltanto i metodi alternativi recepiti dalla normativa comunitaria, che al momento sono pochi. Il primo testo proposto della Commissione, invece, era molto più avanzato, includendo tutti i metodi sostitutivi disponibili e scientificamente soddisfacenti”.



http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/30/vivisezione-linganno-dellunione-europea-prendi-un-animale-e-lo-torturi-tre-volte/52376/
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MessaggioOggetto: Re: Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi   Oggi a 07:48

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Direttiva Ue, Autorizza Sperimentazione su Cani e Gatti Randagi
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