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 "Planet X":La scoperta

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MessaggioTitolo: "Planet X":La scoperta   Ven 18 Set 2009, 20:37

ANSA ORIGINALE del 12 dicembre 2002


Quando me l'hanno detto per telefono pensavo ad una presa in giro. Era troppo.
Successivamente dopo aver letto il comunicato ufficiale (vedere alla fine) ho pensato invece ad un clamoroso errore. Alla fine dopo aver sfogliato la pubblicazione di una delle riviste scientifiche più accreditate al mondo mi sono rassegnato.
Forse c'era qualcosa di vero!
Mi riferisco al comunicato Ansa, datato 12 dicembre 2002, in merito alla scoperta di un nuovo pianeta (non è Quaoar!) e della rivista britannica New Scientist (www.newscientist.com) che ne ha curato la pubblicazione con tanto di copertina.
Fin qui nulla di strano, giusto? L'astronomia d'altronde ci ha un po' abituati a scoperte simili.
Peccato che qui si sta parlando di un pianeta del nostro Sistema Solare!
Avete capito? Proprio quel Sistema formato da nove pianeti -come ci hanno insegnato per bene i libri scolastici e universitari- che in quattro e quattr'otto è passato a dieci. Alla faccia degli studi accademici!
Dieci come il nome scelto dai ricercatori argentini e britannici che hanno firmato il lavoro: Pianeta X.
Mi sembra che questa sia notizia interessante, o no?
Un pianeta, che stando alle dichiarazioni riportate, è grande più o meno come la Terra e gravita oltre l'orbita di Plutone, l'ultimo pianeta e il più lontano dal Sole, almeno fino al 12 dicembre 2002.
Eppure nessun giornale, nessun telegiornale lo ha detto. Zero più assoluto, censura totale, filtro globale.
Ricordiamo che il comunicato Ansa è arrivato a tutte le redazioni giornalistiche, o presunte tali.
Come mai?
Sono più importanti notizie di calcio, di scontri che accadono dentro e fuori gli stadi, di Saddam Hussein che non avrebbe rispettato i trattati dell'Onu, ecc. Queste sono le cose che più contano.
Non che le notizie sulla guerra non siano importanti. Assolutamente! Non sono importanti le notizie che danno oggi i telegiornali e i giornali sulla guerra. Evitano in tutti i modi di trattare il problema quello vero: la guerra anglo-americana all'Iraq si farà. Eccome se si farà, e non c'entrano nulla le armi di distruzione di massa, non c'entra nulla l'antrace o il plutonio.
Perché non viene detto? Perché nessun giornalista, escluso pochissimi, ha fatto queste semplici e lapalissiane dichiarazioni?
La macchina bellica ahimé è già mossa e piazzata lì, e per tanto NON può tornare a casa senza essere stata rispolverata a dovere. Una macchina orgogliosa e molto costosa come testimoniano i 358 miliardi di dollari che Bush è riuscito a far cacciare dal governo americano per gli armamenti.
Per quanto riguarda il "Planet X", se vogliamo ulteriormente complicare il quadro, possiamo anche dire che è una vecchia conoscenza. Molto vecchia se consideriamo che era noto fin dai tempi dei Sumeri. Non ci credete? Prendete un libro dello studioso russo Zecharia Sitchin, magari scritto diversi anni fa, e leggerete le stesse informazioni che oggi sono trapelate sulla sua scoperta.
Il problema è che allora non esistevano le strumentazioni che abbiamo oggi: computer, telescopi immensi, addirittura telescopi in orbita attorno alla terra. Proprio quest'ultimi, vorrei tanto sapere perché si sono spesi miliardi di dollari per mettere in orbita una vera e propria "talpa spaziale" come Hubble? Certamente le fotografie che invia sulla Terra di galassie, stelle lontane centinaia, forse migliaia di anni luce sono stupende, ma se non vede un pianeta appena dopo Plutone a cosa serve?
Stiamo parlando di un corpo celeste dalle notevoli dimensioni, eppure nessuno lo aveva visto prima. Come mai?
Questo è l'interrogativo che si è posto anche il prof. Mario Melita dell'unità astronomica dell'Università Queen Mary di Londra.
Domande naturalmente che rimarranno, come al solito, prive di risposta -almeno per noi comuni mortali- e che inoltriamo per conoscenza a chi l'informazione dovrebbe farla veramente, e non fare sempre finta di non vedere e/o sentire nulla!

link per il resto della notizia stà sotto:
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http://www.disinformazione.it/pianetax.htm#KBXT
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MessaggioTitolo: Re: "Planet X":La scoperta   Ven 18 Set 2009, 20:49

Il sistema solare, il pianeta X e la città del Vaticano


Il misterioso pianeta "X", di cui si parla da anni, ha a che fare col sistema solare, ma cosa c'entra il Vaticano?
La storia non è semplice e come per tutti gli "X" files non vi sono dati sicuri e probanti, ma solo voci, rivelazioni, teorie, piccole scoperte scientifiche e deduzioni oltre che dei Top secrets.
Potremmo dire che la storia inizia addirittura ai tempi dei Sumeri ed avrebbe a che fare con gli extraterrestri!
Sulla ricerca del decimo pianeta del sistema solare (il cosiddetto pianeta X) vi sono state da parte degli studiosi varie teorie, mentre antiche tavolette d'argilla mesopotamiche, tradotte dall'archeologo Zecharia Sitchin lascerebbero intuire che si tratta del pianeta Nibiru menzionato dagli antichi popoli mesopotamici. Il tutto inizia con un'anomala rilevazione strumentale riscontrata dal satellite-telescopio IRAS (Infrared Astronomical Satellite) nel 1983 e comunicata in conferenza stampa dal JPL della NASA.
Sui giornali fu riportata un'eclatante notizia in merito ad un anomalo dato lRAS che indicava un corpo planetario di dimensioni superiori a quelle della Terra, a circa 50 miliardi di miglia dal nostro pianeta.
Importante diventa il comunicato della BBC del 28 settembre 1999 secondo il quale gli scienziati avevano scoperto un nuovo corpo celeste, orbitante attorno al Sole oltre Plutone il quale aveva deviato la traiettoria del Pioneer 10 per una durata di 25 giorni.
Ma già precedentemte Tom Van Vlandern che lavorava col collega astronomo Robert Sutton Harrington, allo "US. Naval Observatory" di Washington, persuase Harrington dell'esistenza del Pianeta X e questi ne fece menzione nei suoi ultimi scritti scientifici del 1991.
Nel 1987 lo scrittore H.S. Stuttman (Connecticut, USA.) pubblicò un'enciclopedia intitolata "New Science and Invention Encyclopedia" dove viene riportata, accanto ad un'illustrazione della sonda spaziale Pioneer 10 della NASA (la prima sonda spaziale ad uscire dal Sistema Solare per entrare nello spazio interstellare, proprio nel 1983), un diagramma che mostra l'itinerario delle due sonde Pioneer 10 ed 11. Ma contestualmente vengono rappresentati anche due oggetti anomali: quello indicato come una stella morta ("Dead Star"), posta a 50 miliardi di miglia, ed il Decimo Pianeta ("Tenth planet"), a 4,7 miliardi di miglia.
Potrebbe uno di questi due corpi essere l'anomalo corpo celeste individuato dall'IRAS oppure il rosso dio-pianeta Nibiru adorato dai Sumeri?
Poi, vi sono alcuni avvenimenti e strane coincidenze avvenute mentre erano in corso i progetti di ricerca australiani "Near Earth Objects" dell'osservatorio astronomico "Learmonth Solar Observatory" ed il programma di monitoraggio spaziale americano "U.S. SpaceWatch Project", i quali lascerebbero intuire, entrambi, che tali ricerche riguardassero proprio quella porzione di galassia dove presumibilmente graviterebbe il pianeta X. Il chimico britannico Andy Lloyd sostiene la teoria secondo cui Nibiru sarebbe un pianeta che orbiterebbe in senso antiorario attorno ad una stella compagna del Sole (Dark Star Theory).


Dal 1995 ad oggi non solo sono stati scoperti moltissimi pianeti al di fuori del sistema solare, ma è diventata sempre piu attendibile, grazie a sorprendenti dati sperimentali, l'ipotesi della Fascia di Kuiper-Edgeworth: una larga zona esterna alle orbite di Nettuno e Plutone e precedente la Nube di Oort, popolata da centinaia di corpi planetari. Il più grande di questi KBO ("Kuiper Belt Objects" - Oggetti della Fascia di Kuiper) scoperti sinora, catalogato come -2003 UB313- ha una dimensione superiore a quella di Plutone e presenta persino un satellite naturale.


http://antveral.spaces.live.com/blog/cns
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MessaggioTitolo: Re: "Planet X":La scoperta   Mar 22 Set 2009, 16:16

Sumeri, Anunnaki e Nibiru.




Le prime tracce della cultura sumerica furono scoperte nel 1840 dall'archeologo inglese Henry Austin Layard. Layard si trovava in Iraq per eseguire scavi presso Mossul, allo scopo di riportare alla luce la biblica Ninive, capitale dell'impero assiro. La città doveva il suo splendore al re Sanherib, di cui la Bibbia riporta che fu costretto da un Angelo a ritornare in patria a causa dell'assedio di Gerusalemme. I tesori dell'arte assira, riportati alla luce durante quegli scavi, sono oggi esposti al British Museum di Londra. Tra di essi monumentali bassorilievi raffiguranti il re a caccia, in battaglia e mentre riceve ambasciatori stranieri. Ma il rinvenimento più importante sono le centinaia di tavolette di argilla, spesso non più grandi del palmo di una mano, ricche di informazioni sulla cultura fiorente a quel tempo fra il Tigri e l'Eufrate. La maggior parte di esse proviene dalla "biblioteca" di Assurbanipal, un successore di Sanherib. Assurbanipal, coltissimo sovrano del VII secolo a.c., aveva ordinato ai suoi scribi di raccogliere tutti i testi che nel suo regno erano stati tramandati dal passato, di trascriverli e, dove fosse necessario, anche tradurli.

Un primo interrogativo con cui si sono scontrati gli storici riguarda proprio l'origine dei Sumeri. Questo popolo appare improvvisamente attorno al 3800 a.C. con la sua progredita e raffinata cultura. Senza nessun apparente periodo d'inizio e successivi stadi di evoluzione, i Sumeri possedevano già una cultura e delle precise conoscenze scientifiche. Nel 1956 il sumerologo Noah S. Kramer nel suo libro From the Tablets of Sumer elencò alcune delle "intuizioni" di questo popolo: le prime scuole, le prime leggi e riforme sociali, la prima cosmologia. È probabile che disponessero di una flotta commerciale d'alto mare e di una rete di canali artificiali fra il Tigri e l'Eufrate, usata per il trasporto e l'irrigazione dei campi coltivati. Inventarono la fornace, e con le tegole e i mattoni che producevano erigevano la Ziggurat, un edificio con diversi piani che può essere considerato il primo grattacielo della storia. Questo edificio era adibito a tempio e a osservatorio per i sacerdoti, che a quell'epoca erano anche astronomi. Forse serviva anche al riparo durante le grandi inondazioni. L'ultimo piano era la "dimora degli dèi", il sancta sanctorum, posto così in alto e orientato in modo che gli déi potessero vederlo e raggiungerlo quando volessero. La religione dei Sumeri era politeista. Gli dei, immortali e per lo più personificazioni di forze naturali, erano numerosissimi. Tra essi emergevano il dio del cielo (Anu), dell'aria (Enlil) e dell' acqua (Enki), e la triade astrale Nannar, Utu, Inanna, personificazioni della Luna, del Sole e della stella Venere. Il termine sumerico che significa divinità, dingir, aveva il senso primitivo di epifania celeste: “Luminoso, brillante" (dingir si traduceva in accadico ellu, "luminoso", "brillante").

L'ideogramma che esprimeva la parola “divinità" (pronunciata dingir) era lo stesso di quello corrispondente alla parola “cielo" (e in questo senso si pronunciava ana, anu). Il segno grafico è un geroglifico rappresentante una stella. Con la pronuncia an(a), an(u), il geroglifico significa trascendenza spaziale propriamente detta: "alto, essere alto". Ma lo stesso segno an serve anche a esprimere “il cielo piovoso" e, per estensione, la pioggia. All'inizio, quindi, l'idea di divinità, come nelle gran parti dei culti primitivi, era fondata sulle ierofanie celesti (“alto", “lucente", “brillante", “cielo", “pioggia"). Ben presto, però, queste ierofanie si staccarono dall'intuizione della divinità come tale e si concentrarono intorno ad una divinità personificata, Anu, che esprimeva il cielo col proprio nome. Questa divinità comparve nella storia attorno al IV millennio a.c.: Anu divenne così parte del pantheon sumero e in seguito di quello babilonese. Come gli altri dèi celesti, cessò col tempo di rappresentare una parte di capitale importanza. Almeno in tempi storici, Anu era un dio alquanto astratto; il suo culto non era molto diffuso; era raramente invocato nei testi religiosi, e non figurava nei "nomi teofori". Non era un dio creatore come il Marduk babilonese; non si conoscono statue di Anu, e questo sembra una conferma della sua inattualità nel culto e nella vita babilonese dei tempi storici. La sua sede naturale era cielo; il suo palazzo, posto nel punto più elevato della volta celeste, non fu raggiunto dalle acque del diluvio.

Il suo tempio di Uruk si chiamava E-an-na, “Casa del cielo". In cielo Anu sedeva in trono, con tutti gli attributi della sovranità: scettro, diadema, copricapo e bastone. Era il Sovrano per eccellenza e le insegne della sua regalità erano fonte e giustificazione dell’autorità monarchica; simbolicamente il potere del re derivava direttamente da Anu, per questo lo invocavano soltanto i sovrani e non i sudditi. Nel Codice di Hammurabi (antico codice di leggi scritto attorno al XVIII sec. a.C. da Hammurabi, re della prima dinastia di Babilonia) Anu è invocato come “re degli Anunnaki", e i suoi epiteti più comuni sono il shame; “ dio del Cielo", ab shame, “padre dei Cieli", shar shame, “re dei Ciéli". Le stelle formano il suo esercito, perché Anu, in quanto sovrano universale, era un dio guerriero. La sua festa principale coincideva con l'inizio dell'anno nuovo, e quindi con la creazione del mondo. Col tempo però la festa dell'anno nuovo fu consacrata dai babilonesi a Marduk, dio più giovane (la sua ascesa risale al tempo di Hammurabi, verso il 2150 a.c.), più dinamico (lotta col mostro marino Tiamat e lo uccide), e soprattutto dio creatore (creò il mondo dal corpo di Tiamat).

Le interpretazioni di Zecharia Sitchin

Il nome accadico Anunnaki vuol dire "Coloro che dal Cielo sono venuti sulla Terra". Secondo Zecharia Sitchin il "cielo" degli Anunnaki cui si riferiscono i testi sumerici, detto Ni.bi.ru, era il "pianeta del transito", il "centro del cielo", cioè un pianeta del nostro Sistema Solare. Sitchin è uno studioso ben noto a chi segue la cosiddetta archeologia spaziale: è nato in Russia ma è cresciuto in Palestina, e qui ha acquisito una completa padronanza della lingua ebraica antica e moderna, studiando in modo approfondito le lingue semitiche ed europee, l'Antico Testamento, la storia e l'archeologia del Medio Oriente. In particolare, ha compiuto ricerche sul mito di Gilgamesh e sui racconti biblici. Gilgamesh è un re semi leggendario di Uruk (quinto re della I dinastia, forse realmente esistito attorno al 2600 a.C.), la sua leggenda ha dato luogo a una serie di poemi; nel corso del II millennio a.c., gli scribi accadici ne hanno fatto un'epopea in dodici canti, il cui soggetto è la ricerca illusoria dell'immortalità. Uno degli episodi, quello concernente il Diluvio con il personaggio di Utnapishtim, presenta notevoli analogie col racconto del Diluvio biblico. Nei testi sumerici scritti in grafia cuneiforme si trovano altre cronache affini ai racconti biblici come, ad esempio, la creazione dell'uomo. La prima colonia di Sumer fu la città E.ri.du, nome che significa letteralmente "Casa costruita lontano", essa sorgeva su una collina eretta artificialmente alla foce dell'Eufrate, in mezzo alla edinu, che significa "pianura", o anche E.din, "Patria dei Giusti", da cui deriva "Eden", biblico nome del giardino paradisiaco, prima dimora terrestre dell'uomo.

Le teorie di Sitchin sono esposte in una serie di libri facenti parte di un vasto progetto editoriale, iniziato nel 1976 e denominato The Earth Chronicles (Cronache della Terra). Come molti sostenitori della paleoastronautica, Sitchin è convinto che opere come La Bibbia, L'epopea di Gilgamesh, le iscrizioni reali degli Accadi e dei Sumeri, debbano essere considerate come vere e proprie documentazioni storico-scientifiche; e da questi testi ne ricava che la nascita e lo sviluppo della vita sulla Terra sarebbe stata guidata da esseri extraterrestri. Nella Bibbia questi esseri vengono chiamati col nome di Nephilim (o Nefilim, dalla parola ebraica Nafal, "caduti") che significa "coloro che sono scesi (o caduti) sulla Terra dal Cielo", mentre nella lingua degli Accadi questi esseri diventano gli Anunnaki, che letteralmente significa "coloro che sono venuti sulla Terra". Gli Anunnaki avrebbero avuto un ruolo importante nella veloce evoluzione della civiltà umana e in particolare di quella sumerica. I signori di Nibiru, sin dall'antichità, sarebbero scesi sulla Terra per sfruttare le risorse minerarie del nostro pianeta. All'inizio furono inviate delle sonde automatiche per verificare l'abitabilità del nostro mondo. Quando il pianeta Nibiru giunse nel punto della sua orbita più vicino alla Terra fu inviata una prima spedizione umana capeggiata da Enlil, un nome che ricorre spesso nella mitologia dei Sumeri. I luoghi scelti furono la Valle del Nilo, la Valle dell'Indo e la Mesopotamia.

Il sottosuolo mesopotamico, in particolare, era ricco di petrolio ed era possibile ottenere combustibile e fonti di energia per le strutture installate; il terreno pianeggiante favoriva la costruzione di veri e propri campi di atterraggio. I "visitatori" fondarono le prime città e costruirono dei veri e propri luoghi di lavorazione dei prodotti minerari a loro utili. Secondo Sitchin i nomi delle prime città sumeriche rivelano la funzione del Sumer come territorio di scambio o come base per le operazioni a terra degli "Dèi" e degli "dèi minori": Bad.Tibira era il "luogo luminoso dove viene lavorato il minerale grezzo"; La.ra.ak ("Luce splendente da vedere") era un fuoco sempre acceso come un faro, sul quale si orientavano le navi spaziali in fase di atterraggio; Sippar ("Città degli Uccelli") era l'aeroporto spaziale; Shu.rup.pak ("Luogo del massimo benessere") era il centro della medicina. Enlil stesso fondò Nibru.ki ("posto di Nibiru sulla Terra") come sede di rappresentanza.

Alcuni ritrovamenti archeologici hanno contribuito ad accrescere il mistero. A Tell-Brak, un sito preistorico sul fiume Khabur, sono state recuperate dalla cosiddetta "piattaforma di mattoni grigi" del Tempio degli Occhi centinaia di piccole statuette di alabastro. Le statuette, chiamate "Divinità Occhio", sono caratterizzate da uno strano cappello affusolato, mentre altre sembrano essere madri con bambino. La forma vagamente umanoide di alcune di queste statue ha alimentato la fantasia dei sostenitori della paleoastronautica. Rappresentazioni di extraterrestri divinizzati? Le "Divinità Occhio" sarebbero la sintesi di un culto legato ad esseri supremi che lo stesso Sitchin vede come personaggi dotati di pesanti tute spaziali oppure come oggetti assimilabili ai moderni satelliti terrestri. Nel suo libro La Genesi, Sitchin afferma che durante la missione degli Anunnaki sulla Terra, alcune unità rimanevano in orbita ad occuparsi della navetta spaziale, oltre che ad osservare dall'alto ciò che avveniva sul pianeta. Il termine sumero che li definisce è Igi.gi, e significa "coloro che osservano e vedono".

I "visitatori" però non erano venuti sulla Terra soltanto per osservarla. Consideravano molto utile e prezioso l'oro e cominciarono ad estrarne in gran quantità soprattutto in Africa (nell'odierno Zimbabwe). Con il passare del tempo le operazioni di raccolta diventavano sempre più faticose. Accadde che gli Anunnaki smisero di prendere ordini dai signori di Nibiru e decisero di ammutinarsi. Fu così che per alleggerire il lavoro decisero di creare una razza di lavoratori sfruttando forme di vita già presenti sulla Terra. All'inizio cercarono di effettuare incroci tra diverse specie. Infine, il grande passo fu compiuto: in una zona dell'Africa orientale viveva un ominide dall'aspetto scimmiesco che sembrava, più di ogni altra creatura, predisposto a essere modificato geneticamente. Un ovulo di ominide femmina venne fecondato con il seme di un Anunnaki, dando origine a una creatura ibrida detta “Lulu", ovvero "il misto".

Tale creatura fu chiamata Adama, ovvero il "venuto dalla terra", e da essa ebbe origine il genere umano. Sitchin ritiene che le cronache sumeriche riportino la storia della creazione dell'uomo in modo corretto, sia dal punto di vista del tempo che del luogo. Dopo di ciò ebbe inizio "il Regno degli Dèi" sulla " Terra dei due Fiumi" con la fondazione di Eridus, circa 428.000 anni fa. Per 144.000 anni, pari a 40 rivoluzioni dell'orbita di Nibiru, gli Anunnaki avevano sopportato il pesante lavoro che i signori di Nibiru imponevano loro di fare, prima di ribellarsi. Ciò significa che il "Lulu" è apparso sulla Terra circa 280.000 anni fa, "al di là di Ab.zu", cioè a nord dello Zimbabwe. Ed è precisamente a quell'epoca e in quella regione dell'Africa Orientale che i paleoantropologi fanno risalire la comparsa dello Homo Sapiens sulla Terra.

All'inizio gli uomini venivano impiegati come lavoratori nelle miniere e laddove fosse necessaria la forza manuale. In seguito, gli Anunnaki diedero loro un'istruzione sommaria e informazioni concernenti il pianeta Nibiru. Agli uomini fu anche concesso di costruire dei villaggi di capanne disposti intorno alle basi aliene. Gli uomini si diffusero ben presto su tutta la Terra ma questa proliferazione preoccupò gli Anunnaki, che si trovarono impreparati a gestire i problemi derivanti da una simile mole di popolazione. A modificare gli eventi in modo inaspettato giunse una catastrofe ricordata in tutte le mitologie del mondo come il Diluvio Universale. Sitchin ipotizza che la causa di quest'evento fu, al termine dell'ultima glaciazione cioè circa 13.000 anni fa, uno slittamento della massa di ghiaccio delle calotte polari che provocò un'ondata tale da sommergere interi paesi costieri e l'entroterra di numerosi continenti. Tutto ciò che gli Anunnaki avevano costruito venne distrutto nell'arco di pochi mesi durante quella gigantesca inondazione. Gli alieni non fecero alcunché per salvare l'umanità, limitandosi a mettere in salvo loro stessi decollando a bordo delle astronavi.

Se le cose stanno così, dove sono oggi gli Anunnaki? Le loro visite avrebbero luogo ogni 3.600 anni, cioè ogni volta che Nibiru, nel percorrere la sua lunghissima orbita, si avvicina maggiormente alla Terra. Se esiste, si tratta di un pianeta che descrive un'orbita irregolare e il cui punto più vicino al Sole si trova tra Marte e Giove. Prendendo come partenza la data del Diluvio (all'epoca Nibiru si sarebbe trovavo in un punto abbastanza vicino alla Terra), calcolata attorno all'11600 a.C., tenendo conto dei passaggi già avvenuti attorno l'8000 e il 4400 a.C., il prossimo passaggio si avrebbe attorno all'anno 2800. Il pianeta, dopo aver raggiunto nell'anno 1000 il punto più lontano dal Sole, avrebbe già percorso più della metà del viaggio di avvicinamento alla Terra. Per Sitchin il fenomeno degli UFO è da collegare alla normale attività di controllo e osservazione dei messaggeri degli Anunnaki (probabilmente dei robot o delle biomacchine che guidano questi oggetti), che vigilano sulla Terra in attesa del ritorno dei loro padroni. Secondo Sitchin sarebbero questi gli Angeli descritti nel Vecchio Testamento; questi esseri sono spesso chiamati anche "Guardiani" o "Malachim", che in ebraico significa "messaggeri". A sostegno di questa teoria fa notare la somiglianza di alcune statuette raffiguranti i Malachim, eseguite circa 5500 anni fa dalle popolazioni mesopotamiche, con i cosiddetti "grigi", gli alieni macrocefali più frequentemente descritti dai testimoni UFO.

Sorprendenti conoscenze

Sitchin si è impegnato anche nel cercare negli scritti sumerici "tracce" di quelle conoscenze che gli Anunnaki avrebbero dato agli umani. A suo avviso, la descrizione della battaglia cosmica tra Nibiru e le altre divinità del pantheon sumerico riportata sui testi cuneiformi deve essere considerata come la cronaca mitizzata della formazione del nostro Sistema Solare e dell'ingresso in esso del pianeta Nibiru. Trattandosi di un pianeta dotato di orbita retrograda (cioè di senso contrario al movimento degli altri pianeti), Nibiru avrebbe sconvolto l'assetto originale del Sistema Solare. Passando nei pressi di Nettuno, un'escrescenza si sarebbe staccata da Nibiru per diventare Tritone, una delle lune di Nettuno, che infatti ha un'orbita retrograda rispetto agli altri satelliti. Lo sconvolgimento generato dal transito di Nibiru vicino Urano ha dato vita alle quattro lune del pianeta. Nibiru poi è impattato con alcuni satelliti contro Tiamat, un pianeta posto tra Marte e Giove. Quest'impatto avrebbe frantumato una parte della superficie di Tiamat, generando la cintura degli asteroidi, e scaraventando la restante parte di Tiamat con il suo satellite, Kingu (la Luna), in procinto di divenire pianeta (nei libri di Sitchin, Nibiru viene indicato come il "dodicesimo pianeta" perché tiene conto anche di Tiamat e della Luna), verso un'orbita più vicina al Sole, dando vita all'attuale sistema Terra- Luna.

Per i sostenitori delle tesi di Sitchin, la "prova" che i Sumeri conoscessero i pianeti del Sistema Solare è un'incisione su un sigillo cilindrico accadico risalente al 2400 a.C. e conservato nel Museo di Stato di Berlino. Sul sigillo vi è una raffigurazione del Sistema Solare, con il Sole circondato dai pianeti nella giusta successione e dimensione, con in più Tiamat e il misterioso Nibiru. Va ricordato che i pianeti più lontani sono stati scoperti solo negli ultimi tre secoli: nel 1781 da Herschel (Urano), nel 1846 da Galle (Nettuno), e nel 1930 da Tombaugh (Plutone). Ma questi tre pianeti sono presenti sul sigillo cilindrico dei Sumeri e rappresentati nei loro scritti con una certa precisione. Urano era chiamato Kakkab Schanamma (cioè il pianeta-gemello, in quanto gemello di Nettuno), Nettuno era detto Hum.ba, che vuol dire "pianeta dalla vegetazione di palude", o En.ti.masch.sig che significa "pianeta dalla luminosa vita verde". La curiosità è che queste antiche descrizioni sono coerenti con le immagini inviate sulla Terra dalla sonda spaziale Voyager 2. Le fotografie relative a Urano mostrano un pianeta dalla colorazione verde-azzurra. Come appurato dalle analisi compiute dalla NASA, tale aspetto è causato dal nucleo solido del pianeta, rivestito di uno spessissimo strato di idrogeno e ammoniaca.

Anche le immagini di Nettuno mostrano un mondo verde-azzurro, simile a Urano come un suo "gemello", probabilmente strutturato allo stesso modo: un nucleo centrale avvolto in una spessa coltre di metano. Chi poteva aver dato quelle informazioni ai Sumeri? Spiegazioni più semplici possono venirci incontro senza dover ricorrere ad interventi extraterrestri. Gli storici ritengono che i sigilli cilindrici dei Sumeri fossero i precursori dei moderni rotocalchi e che venissero usati nelle scuole e nelle università di Sumer, tutte rette da sacerdoti, per moltiplicare i loro modelli scientifici e le raffigurazioni dei loro simboli. In effetti, sul sigillo conservato al Museo di Berlino insieme ai corpi celesti, sono raffigurati anche un semidio e un sacerdote che venerano il dio Enlil, sacrificandogli due capre.

Uomini-pesce

Zecharia Sitchin non è stato il primo ad aver parlato di interventi di esseri extraumani nel passato. Altri ricercatori famosi, in tempi non sospetti, hanno parlato di "tracce" di alieni nei sigilli sumeri. Intelligent Life in the Universe è un libro dell'astronomo russo Iosif Shklovskii, pubblicato una prima volta nel 1962 e poi integrato nella versione in inglese dall'astronomo Carl Sagan. In quest'opera gli autori suggeriscono che vi sia stato un contatto fra esseri umani e una civiltà non-umana sulle rive del Golfo Persico, forse in prossimità dell'antica città sumera di Eridu. Si sarebbe trattato di esseri sovrumani, evocanti nell'aspetto uomini in tuta subacquea, anche se Shklovskii e Sagan ne ipotizzano un'origine celeste. Tutto ciò ci introduce ad altre leggende mesopotamiche, riguardanti stavolta esseri per metà pesce e metà uomini, a volte descritti anche come "animali senzienti": gli Apkallu. Di questi esseri parlano diversi antichi cronisti. Beroso, sacerdote babilonese del dio Bel-Marduk (vissuto nel III sec. a.C.), aveva accesso a incisioni cuneiformi e pittografiche (su cilindri, tavolette e pareti dei templi) risalenti a migliaia d'anni prima. In alcune di esse trovò notizie di un animale dotato di raziocinio, chiamato Oannes: il suo corpo era come quello di un pesce, ma, essendo un anfibio, nascondeva sotto la testa di pesce un'altra umana e sotto la coda dei piedi.

Anche la sua voce ed il linguaggio che usava erano articolati e umani. Secondo la leggenda, Oannes parlava con l'uomo durante il giorno ed erudiva gli uomini sulle lettere, le scienze ed ogni genere di arte. Aveva insegnato loro a costruire case, a fondare i templi, a compilare le leggi, a conoscere i principi delle cognizioni geometriche. Quando tramontava il Sole, l'essere si tuffava di nuovo nel mare ed attendeva tutta la notte nelle profondità marine. Anche Abideno, discepolo di Aristotele (III sec. a.C.), parlando dei re Sumeri menziona questi esseri usciti dal mare. Apollodoro di Atene, erudito ateniese (II sec. a.C.) riferisce di diverse manifestazioni di questi esseri usciti dalle acque del Golfo Persico: sotto il regno di Amennon il Caldeo "apparve il Musarus Oannes, l'Annedotus", che significa “l’abominevole Oannes il repellente"; sotto il regno di Euedoreschus apparve invece un personaggio di nome Odacon.

Si possono tracciare analogie con altre tradizioni che descrivono personaggi dalle caratteristiche molto simili agli Apkallu: in America i Maya adoravano un essere anfibio che chiamavano "Uaana", la cui traduzione è "colui che risiede nell' acqua"; a Rodi troviamo i Telchini, divinità anfibie dotate di poteri magici; la tribù "Dogon" del Mali adorava il Nommo, un essere superiore dal corpo di pesce, propiziatore di tutta la loro cultura, che tornò fra le nuvole all'interno di un uovo rovente... Anche nei Sumeri, quindi, accanto ad una componente "celeste" è rintracciabile una mitologia "acquatica". Per i sostenitori della paleoastronautica ambedue i miti sono, in realtà, riferibili ad esseri alieni deformati dalla visione culturale dell'epoca. E per avvalorare la loro tesi, evidenziano il fatto che la descrizione dei mezzi con cui questi esseri emergevano dal mare ricorda i moderni sommergibili o navi spaziali in grado di divenire mezzi anfibi...

Gli oggetti "Transnettuniani"

Negli anni Novanta la scoperta dei primi pianeti extrasolari non ha distolto gli astronomi dall'esplorazione del Sistema Solare. Non sono mancate certo le sorprese, ad esempio nel 2000 sono stati scoperti nuovi satelliti di Saturno. Si tratterebbe di satelliti "irregolari", così detti perché la loro orbita intorno al pianeta è instabile. Questa caratteristica, assieme alla grande distanza a cui si trovano (circa 15 milioni di chilometri dal pianeta), fa pensare che non abbiano avuto origine dalla nube di polveri e gas che circondava Saturno all'epoca della formazione del pianeta, come è accaduto ai satelliti regolari, ma che siano stati catturati nella sua orbita in un secondo momento.

Senza dubbio un'altra importante successo astronomico è la scoperta di piccoli corpi celesti ai confini del Sistema Solare. Gli astronomi li hanno denominati "oggetti transnettuniani" (o "plutinos") perché ruotano oltre Nettuno, anche se superano, e alcuni di molto, pure l’orbita di Plutone. Il primo, grande circa 192 Km. e battezzato "QB.1", fu scoperto nel 1992. Solo nel 2000 ne sono stati scoperti 134. L'opinione ricorrente tra gli astronomi è che questi oggetti, sconosciuti fino a qualche anno fa, siano dei pezzi di ghiaccio che una volta erano associati alle comete e formerebbero la cosiddetta "Cintura di Kuiper" (il nome è dell'astronomo olandese Gerard Kuiper che l'ha teorizzata), dalla quale provengono le comete di "corto periodo". Quelle di "lungo periodo", come ad esempio la famosa di Halley che compare a gli occhi terrestri ogni 76 anni, sono originate dalla "Nube di Oort", una regione più lontana rispetto alla "Cintura di Kuiper". La maggior parte di questi asteroidi si è spostata poco dalla posizione in cui si trovavano alle origini del Sistema Solare.

A tali distanze il ghiaccio non somiglia a quello delle comete in avvicinamento al Sole. In realtà alcuni di loro, soggetti a qualche migrazione, diventano delle comete di breve periodo e il punto più lontano della loro orbita si colloca dopo Giove. Gli "oggetti transnettuniani" scoperti sinora hanno una dimensione media intorno ai cento chilometri. Si ipotizza l'esistenza di circa 7000 corpi di taglia superiore alla media indicata, mentre sembrerebbero più numerosi, circa un milione, quelli più piccoli. Negli ultimi mesi del 2000 un team di astronomi americani ne ha scoperto uno grande tra i 300 e i 700 km. Questo mini Plutone impiega circa 243 anni a compiere il giro completo intorno al Sole, da cui dista più di 4 miliardi di chilometri. Un'altra idea che si è fatta strada tra gli astronomi è che lo stesso Plutone debba essere considerato un "oggetto transnettuniano", e con il suo diametro di 2400 chilometri è il più grande del gruppo dei "plutinos". Alcuni anni fa l’Unione astronomica internazionale propose di cancellarlo dalla lista dei pianeti e di declassarlo al ruolo di asteroide. Se lo stesso Plutone rischia di perdere la qualifica di pianeta, sembra essere divenuta più scarsa la possibilità di trovare il mitico decimo pianeta. Si potrebbe arrivare a ipotizzare che Nibiru sia un "oggetto transnettuniano" e non un vero e proprio pianeta?

Certamente i "plutinos" non hanno le caratteristiche del pianeta descritto da Sitchin, ovvero quelle di un pianeta più grande della Terra, e con una fonte di energia autoprodotta o forse addirittura prodotta artificialmente dagli stessi suoi abitanti! Se un pianeta del genere esistesse veramente i telescopi di oggi, che riescono a captare questi piccoli oggetti all'estremità del nostro Sistema Solare, dovrebbero rilevarlo prima o poi. A meno che non si parli anche in questo caso di cover-up. Secondo i sostenitori delle idee di Sitchin, la scoperta di Nibiru sarebbe già avvenuta da anni ma è stata tenuta sotto silenzio per evitare le destabilizzanti conseguenze derivanti da una rivelazione ufficiale... Ipotesi decisamente molto debole. In mancanza di elementi convincenti a favore della sua esistenza, per la maggior parte degli scienziati e delle persone comuni, "il pianeta degli Anunnaki" resta soltanto uno dei tanti miti prodotti dalla letteratura dell'archeologia spaziale.
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MessaggioTitolo: Re: "Planet X":La scoperta   Mar 22 Set 2009, 16:24

Nibiru
Il più fantasma dei pianeti della mente?



Secondo gli studi e le interpretazioni della lingua cuneiforme ad opera di Zecharia Sitchin, linguista e storico russo, l’antico popolo sumero definisce col nome di Nibiru un pianeta, il “Pianeta dell'incrocio”. Da questo pianeta provengono gli Anunnaki, “Coloro che dal Cielo caddero sulla Terra”, una stirpe di giganti super-evoluti, di dei corrispondenti ai Nefilim biblici che, atterrati sulla terra, danno vita al genere umano attuale. I luoghi scelti per la colonizzazione sono la Valle del Nilo, la Valle dell'Indo e la Mesopotamia ad opera di una spedizione capeggiata da Enlil, nome che ricorre spesso nella mitologia dei Sumeri.


Il sigillo, a detta di Sitchin, altro non è che una raffigurazione del Sistema Solare che vede la nostra stella circondata dai pianeti da noi oggi conosciuti, nella giusta successione e dimensione, più Tiamat e il misterioso Nibiru. Tiamat, per i Sumeri, è un pianeta anticamente posto tra Marte e Giove. Già molto prima dell’arrivo degli Anunnaki, Nibiru si è trovato periodicamente in posizione a noi prossima. In uno di questi passaggi viene ad impattare con Tiamat; quest’ultimo si frantuma in più parti, una parte diviene la cintura degli asteroidi mentre, la restante parte di Tiamat con il suo satellite Kingu (la Luna), viene scagliata verso un'orbita più vicina al Sole e genera all'attuale sistema Terra-Luna.



Da testi sumeri:

“Dio Nibiru:

è colui che senza fatica

continua l’attraversamento nel mezzo di Tiamat

sia Attraversamento il suo nome

colui che occupa il mezzo”

“Il grande pianeta:

in apparenza, rosso scuro

il paradiso a metà divide

il suo nome è Nibiru”



I Sumeri, nel sigillo di Berlino, illustrano e dimostrano perciò di conoscere il nostro sistema planetario all’interno del quale includono il misterioso Nibiru, un sistema che contiene tutti i nove pianeti oggi conosciuti, il Sole e la Luna. Nibiru viene perciò ad essere il decimo pianeta o dodicesimo se si conta, come fanno i Sumeri, anche il Sole e il nostro satellite. Nibiru, a causa di un’orbita molto ellittica ed esterna, ha la caratteristica di tornare puntualmente nelle vicinanze della Terra ogni 3600 anni circa, numero più volte citato nei testi sumeri.



Va ricordato che i pianeti più lontani vengono da noi scoperti solo negli ultimi tre secoli: Urano nel 1781 da William Herschel, Nettuno nel 1846 da Johann Gotfried Galle e Heinrich Ludwig d'Arrest e Plutone nel 1930 da Clyde Tombaugh. Questi tre pianeti sono presenti sul sigillo cilindrico dei Sumeri e rappresentati nei loro scritti con una certa precisione. Urano è chiamato Kakkab Schanamma (cioè il pianeta-gemello, in quanto gemello di Nettuno), Nettuno è detto Hum.ba, che vuol dire "pianeta dalla vegetazione di palude", o En.ti.masch.sig che significa "pianeta dalla luminosa vita verde". Le antiche descrizioni sono di fatto coerenti con le immagini inviate sulla Terra dalla sonda spaziale Voyager 2 che mostrano sia Urano che Nettuno, il suo "gemello", dalla colorazione verde-azzurra. Ciò è dovuto alla composizione dei due pianeti caratterizzati da un corpo solido circondato il primo da idrogeno e ammoniaca, il secondo da una spessa coltre di metano.

L’ultimo passaggio di Nibiru, narrato al tempo dei Sumeri, è ricordato come causa di sconvolgimenti climatici incredibili e, forse per questo, molte testimonianze del periodo associano Nibiru a qualcosa di oscuro e pericoloso.



Alcuni studiosi ritengono che gli anni intorno al 1600 a.C. sono un periodo di grandi cataclismi. A modificare gli eventi interviene una catastrofe ricordata in tutte le mitologie del mondo come il Diluvio Universale. Sitchin ipotizza che la causa di quest'evento è da imputare ad uno dei passaggi di Niburu che, sciogliendo le calotte polari, genera un'ondata che sommerge interi paesi. Tutto viene distrutto.



Anche i babilonesi riportano descrizioni di un pianeta da loro chiamato Marduk curiosamente simile a Nibiru. Il testo epico babilonese afferma chiaramente che Marduk è un invasore proveniente dall’esterno del sistema solare che arriva da regioni sconosciute dei cieli, dalle profondità dell’universo.

Nell’ultima riga del testo K.3558, tradotto da Charles Virolleaud, sono descritti i membri del gruppo Mulmul, i componenti del nostro sistema solare:



“Il numero dei suoi corpi celesti è dodici.

Dodici sono le stazione dei suoi corpi celesti.

Il totale dei mesi della Luna è dodici”.





E Nella Tavola TE, alla riga 20:

“In totale 12 membri a cui appartengono il Sole e la Luna,

e dove orbitano i pianeti”.





Alcuni studiosi definiscono le ipotesi di Zecharia Sitchin errate interpretazioni dei testi sumeri; le sue teorie risultano non facilmente confutabili in quanto sono ben pochi i ricercatori in grado di poter affermare con sicurezza di saper decifrare la scrittura cuneiforme come il Sitchin. Nei testi sumeri che ci descrivono Niburu essi ravvisano le rappresentazioni fantastiche e mitologiche di Dei e divinità ed inoltre, altri ricercatori, in particolare astronomi, non ritengono probanti le interpretazioni planetarie del sigillo di Berlino. Da un’attenta analisi astronomica del sigillo, definito da Sitchin la mappa del nostro sistema solare, questo non sembra corrispondere alla realtà né per posizione dei corpi celesti né per ampiezza delle orbite.

Chi considera esatte le teorie di Zecharia Sitchin afferma invece che, come i Sumeri sanno di Urano, Nettuno e Plutone, dicono parimenti il vero su Nibiru, è reale il calcolo secondo cui il “pianeta dell'incrocio” ritorna ad avvicinarsi ogni 3.600 anni e vera è l’esistenza degli Anunnaki, un popolo che nel passato ci ha civilizzato.

Per essi, in ultima analisi, noi non siamo né i soli esseri del nostro sistema solare né certamente il popolo più progredito







Zecharia Sitchin, cresciuto in Palestina, acquisisce qui una completa padronanza della lingua ebraica antica e moderna, studia in modo approfondito le lingue semitiche ed europee, l'Antico Testamento, e la storia e l'archeologia del Medio Oriente. Nel suo libro “The Twelfth Planet”, sempre basandosi sui antichi testi Sumeri, fornisce dati piuttosto precisi sulle caratteristiche di Nibiru e ritiene probante, al fine di definire “strabilianti” le conoscenze astronomiche sumere, l’analisi di un reperto conservato nel Museo di Stato di Berlino, un'incisione su un sigillo cilindrico accadico risalente al 2400 a.C.
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MessaggioTitolo: Re: "Planet X":La scoperta   Mar 22 Set 2009, 16:27

Sumeri: le conoscenze su Nibiru



La storia umana inizia all’improvviso, in Mesopotamia, dove sorgono i primi segnali della civilizzazione, con il popolo dei Sumeri, verso il 3000 a.C. Questo popolo aveva incredibili conoscenze in tutti i campi. I loro miti sostenevano che le loro conoscenze venivano da Aratta, una misteriosa città edificata dagli dèi e dagli dèi distrutta, sette montagne distante da Ur: una città che l'archeologia sostiene di non aver mai ritrovato. Sono state ritrovate anche alcune tavolette, in terra di Sumer, con incisioni alquanto strane. Non è scrittura cuneiforme, tipica dei mesopotamici. Secondo studi non ortodossi, ad ogni lettera corrisponderebbe un numero. Con dei procedimenti complessi, poi, collegati anche alla conoscenza della Qabbalah, ogni numero ha un preciso significato, ed unendoli si comprende la frase nella sua complessività. Questa tecnica elaborata di lasciare un messaggio ha portato alcuni studiosi ad ipotizzare che fosse la scrittura di un popolo molto più evoluto, forse alieno. I Sumeri conoscevano incredibilmente bene la cosmogonia, la nascita dell’Universo, conoscevano una versione che ricorda molto il Big Bang, conoscevano in modo dettagliato la nascita del nostro pianeta, conoscevano già la disposizione di dieci pianeti nel Sistema Solare, oltre Plutone conoscevano addirittura Haumea, pianeta nano scoperto ufficialmente solo nel 2004, e alcuni asteroidi nella cintura di Kuiper. La loro conoscenza era tale da non considerare la nostra Luna un pianeta, come invece accadeva presso altre civiltà antiche. Inoltre, sostenevano che vi era un undicesimo pianeta, chiamato Nibiru, cioè “Pianeta del Passaggio”. Lontanissimo dal Sole, nel 2001 gli scienziati dell'Osservatorio Vaticano della Specola, in Arizona, avvistarono a malapena questo pianeta, battezzato con il nome di “Planet X”. Secondo gli studi dei Gesuiti, in un tempo remotissimo avrebbe ospitato acqua e, molto probabilmente, vita. Secondo altri, l'acqua è ancora presente su quel pianeta. I Sumeri conoscevano già 4500 anni fa la presenza di questo misterioso corpo celeste, di cui l'osservatorio americano SPT (South Pole Station) ha scattato chiare foto a partire da Marzo 2008. E' stata rilasciata la più grande scoperta astronomica che sia mai stata fatta, ma il progetto di cover-up (censura) attuato dai governi non ha permesso la diffusione della notizia. Perchè? Secondo alcuni scienziati, grazie alle fondamentali teorie di Zecharia Sitchin, sumerologo e scrittore e padre della "Teoria del paleocontatto", Planet X (per gli antichi Nibiru) sta per rientrare nel nostro Sistema. Già Plutone ed altri pianeti solari prossimi a lui stanno presentando anomalie precise sulla superficie e nel percorso orbitale. L'orbita di Nibiru è di 3600 anni circa e le foto, che stavolta provengono dalla scienza, invece che da abili falsari sparsi per il mondo e per la rete che mostrano foto truccate di tramonti e cieli con due soli (e volendo spacciare uno di questi due, aggiunti tramite chissà quale programma, per Planet X), provano che il nostro è un Sistema binario. In pratica, non è un sistema formato da una sola stella (la nana gialla chiamata Sole), ma da due stelle. E' lo stesso concetto della stella Sirio, per intendersi. L'altra stella era stata chiamata teoricamente da alcuni studiosi, come il prof. Muller o Sitchin stesso, "Nemesis" ovvero "opposto". La scienza non ortodossa, rappresentata da questi studiosi, ora l'ha battezzata proprio "Nibiru", in onore alle antiche conoscenze, anche se gli antichi non si riferivano probabilmente alla stella con questo nome, ma al pianeta che orbita intorno ad essa. Già, perchè non starebbe entrando solo il pianeta (altrimenti non si spiegherebbe lo sviluppo della vita in un corpo celeste che a tratti dista anche più di Plutone dal Sole), bensì starebbe entrando un intero e piccolo sistema planetario. Si tratta di una nana bruna, un tipo di stella, intorno al quale orbitano svariati pianetini, e il più grande è il famigerato Planet X, a cui la scienza ha lasciato questo nome, per alcuni solo teorico. Sta entrando nel nostro Sistema, e secondo alcune teorie (in verità non provate del tutto) nel 2012 la stella sarà visibile dalla Terra davvero come un secondo Sole, ma molto più piccolo, sarà poco più che una stella. Ma è inutile illudersi, ora. Le conoscenze sumere sono state ereditate agli accadi, poi ai babilonesi, agli assiri e infine agli egizi. I Greci e i Macedoni, con Alessandro Magno, e poi i Romani, con la loro conquista del mondo conosciuto, hanno portato ovunque la credenza del mondo come un piatto centro dell’Universo. Solo nel 1700, Copernico con i suoi studi scoprirà (anzi, ri-scoprirà) che il mondo è sferico e che è la Terra a girare intorno al Sole insieme ad altri pianeti. L’ultimo pianeta del Sistema Solare, Plutone, è stato avvistato nel 1930. Nel 2500 a.C. i Sumeri già lo conoscevano, ma soprattutto sapevano di “Planet X”, o di Nibiru, come loro lo chiamavano.
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MessaggioTitolo: Re: "Planet X":La scoperta   Mer 23 Set 2009, 22:52

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MessaggioTitolo: Re: "Planet X":La scoperta   Gio 24 Set 2009, 00:37

La minaccia più grande con cui ci dobbiamo confrontare non è il Pianeta X stesso, sebbene colpirà la Terra con terribili tempeste di meteoriti e altri eventi a forte impatto, ma saranno le interazioni catastrofiche fra esso e il Sole






E' evidente che nel 2012 non saremo minacciati da un singolo oggetto o cosa, ne tantomeno faremo esperienza, in senso biblico, di un singolo giorno catastrofico. Che cosa ci dobbiamo dunque aspettare? Quello che avverrà sarà per il mondo, così come noi lo conosciamo e su scala globale, un disastro a rallentatore di tipo "deragliamento di un treno cosmico".

Come già nel passato, il passaggio di Planet X provocherà una convergenza di molteplici eventi catastrofici, sia ad opera dell'uomo che naturali, che avverranno lungo un periodo di anni. Una volta finito l'incubo, i sopravissuti emergeranno per far nascere la successiva Età dell'Oro.. nel frattempo viene da chiedersi quando inizierà questo deragliamento cosmico?

I segnali di un qualcosa di grande nel nostro sistema solare





Un aspetto interessante del Pianeta X è che la maggior parte di noi si trova immersa in questa faccenda per caso. Un giorno qualcosa di strano ci colpisce e solletica la nostra curiosità. Allora incominciando a indagare nel mistero e la nebbia inizia a diradarsi e noi iniziamo a vedere i segni messaggeri dell'avvicinarsi di Planet X.

Vediamo il nostro Sole, i pianeti, le Lune subire l'influenza del suo transito quando le comete si disintegrano in modo misterioso. Prese tutte assieme queste osservazioni ci mostrano i segnali di un qualcosa di grande nel nostro sistema solare.

Comunicato Stampa della NASA (1992)

" Deviazioni inspiegabili nelle orbite di Urano e nettuno stanno ad indicare un grande corpo da 4 a 8 volte la massa della Terra, nella parte esterna del nostro sistema solare, in un orbita estremamente inclinata, oltre a 7 bilioni di miglia dal nostro Sole"
A questo punto i fatti si sovrappongono ai nostri pensieri e la nebbia sparisce. E' come se noi ci trovassimo in un buio tetro e i tecnici delle luci accendessero ogni possibile fonte luminosa della casa. nella luce brillante ci porremmo una domanda molto logica: sto vedendo quello che vedo o sono un pazzo?

La prima risposta è che non siete folli e la seconda è che purtroppo il Pianeta X non sparirà e neanche la devastazione che ci sovrasta, ma aiuterà ad affrontarla meglio..
Il Pianeta X è un argomento a cui ogni persona deve arrivare secondo i propri tempi, perché se sentite l'impulso di annunciare al mondo intero questa minaccia, scordatevi che qualcuno vi dia ascolto abbastanza a lungo da permettervi di dire tutto.

Secondo il noto autore e ricercatore Zecharia Sitchin, gli antichi Sumeri lo chiamavano Nibiru. Allo stesso modo la Kolbrin Bible ci offre un'ampia gamma di racconti storici che riguardano i passaggi precedenti del Pianeta X e i suoi libri furono scritti dagli egizini dopo l'Esodo e dai celti dopo la morte di Gesù.
Secondo questa antologia secolare gli Egiziani chiamavano il Pianeta X "il Distruttore", come troviamo anche in passaggi della Bibbia. I Druidi gli antenati dei Celti lo chiamavano "il Terrore".

Molti ricercatori del Pianeta X ritengono che esso sia stato immortalato per la prima volta e non ufficialmente dal satellite IRAS della NASA nel 1983. Questo credo fu reso più profondo nell'Aprile 2006 quando il portale internet YOWUSA.com fu il primo a pubblicare un articolo sul telescopio SPT - South Pole Telescope dislocato al Polo Sud presso la Stazione Antartica Amundsen - Scott.
Un osservatorio a infrarossi altamente sofisticato, il SPT divenne operativo all'inizio del 2007. E' lo strumento perfetto, come perfetto e anche il luogo e il tempo per osservare il Pianeta X.





Tuttavia finchè il governo americano non si espone e annuncia che il Pianeta X ci sovrasta, questo perturbatore rimarrà "ufficialmente" oscurato.
Comunque se si dovesse fare una ricerca d'ufficio, il candidato più probabile a dare l'annuncio "ufficiale" dell' avvistamento di Nibiru/PlanetX, sarebbe il Progetto Wormwood dell'Osservatorio Solare di Learmonth, specializzato nello studio di minacce Planetarie e di detriti spaziali dislocato al Capo Nord-Ovest dell'Australia Occidentale.

Fintanto che il Progetto Wormwood o qualcun altro ricerverà il credito ufficiale per poter avvistare il Pianeta X, significa forse che dobbiamo credere all'esistenza di questo oggeto per un semplice atto di fede? No certamente.

link della notizia:
http://profezie2012.myblog.it/archive/2009/01/23/minaccia-dal-pianeta-x.html
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MessaggioTitolo: Re: "Planet X":La scoperta   Gio 24 Set 2009, 00:39

Nel 2012 minaccia di ripetersi il potente fenomeno magnetico che
nel 1859 mandò in tilt le telecomunicazioni: dall’elettricità al telefono
ai sistemi di sicurezza, sono a rischio blackout tutti i servizi essenzial





La notizia è di quelle che faranno tremare, in primo luogo, i rappresentanti duri e puri della generazione “always on”: quelli sempre connessi, via web - ovviamente wireless -, via cellulare, via bluetooth, via satellitare. Ma le conseguenze dell’allarmante scenario dipinto dalla Nasa per il 2012 minacciano, in realtà, la vita quotidiana di tutti e, addirittura, la sicurezza nazionale di qualsiasi paese dotato anche di un minimo sistema di telecomunicazioni: fra tre anni, infatti, potrebbe ripetersi l’intensa tempesta solare che nel 1859 “spense” completamente le tecnologie di comunicazione negli Stati Uniti e in Europa.

Ma se 150 anni fa ad andare in tilt furono “soltanto” le reti del telegrafo, in un mondo in cui le telecomunicazioni sono base fondante di innumerevoli attività, “una replica attuale di quell’evento potrebbe causare una devastazione economica e sociale significativamente più ampia e potenzialmente catastrofica”, affermano i ricercatori dell’Accademia nazionale delle scienze, che hanno condotto lo studio commissionato dall’ente spaziale americano.

La colpa è della cosiddetta “fase attiva”, che il Sole attraversa ogni 11 anni: durante questo particolare periodo, la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti: la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via”, prevede la Nasa.

Ma quel che è peggio, scrive l’équipe diretta da Daniel Baker, direttore del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell’Università del Colorado, è che “i servizi d’emergenza potrebbero essere interrotti e il controllo sul paese completamente perso”: l’unico modo di evitare che questo avvenga è cercare di arrivare preparati all’appuntamento con questa “Katrina spaziale”, studiando in modo ancor più approfondito le tempeste magnetiche e intervenendo per rafforzare le difese delle tecnologie più delicate. “Un fallimento catastrofico delle infrastrutture commerciali e governative, nello spazio e sulla Terra, può essere mitigato incrementando la preparazione della gente su questi temi, rafforzando le strutture vulnerabili e sviluppando sistemi avanzati pre la previsione delle tempeste”, conclude la ricerca, “Senza azioni o piani di prevenzione, l’accresciuta dipendenza da tecnologie avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali potrebbe rendere la nostra società molto vulnerabile in futuro”.



leggete il dossier che in questi giorni e in mano alla NASA e all'ESA

http://www.scribd.com/doc/10043419/UFO-Blogger-NASA-Catastrophic-Sun-Storm-Possible-by-2012

link del video:

http://img190.imageshack.us/i/3886.mp4/
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MessaggioTitolo: Re: "Planet X":La scoperta   Gio 15 Ott 2009, 21:04

2012 FINE DEL MONDO SMENTITA DAL GURU MAYA
LA FINE DEL MONDO NEL 2012?GURU MAYA: “È UNA BUFALA”Cosa succederà il 21 dicembre del 2012? Per le ultime superstizioni, che citano un presunto calendario Maya, il mondo finirà.Ma Apolinario Chile Pixtun, che è proprio un guru discendente dell’antico popolo americano, non la pensa allo stesso modo.“Sono davvero stanco che la gente mi faccia domande su questa storia – ha detto alla Associated Press – queste teorie-bufala vengono dall’occidente, non certo dai Maya”.Ann Martin, della Cornell University, ha detto che “molte persone sono spaventate da questa prospettiva. Riceviamo email da molti ragazzi che dicono di essere troppo giovani per morire, una madre di due bambini che ha paura di non vederli crescere”.Il prossimo mese arriverà nelle sale cinematografiche il film 2012, di Roland Emmerich; ci sarà qualche legame tra l’euforia collettiva per la fine del mondo e l’uscita del film?Oltre pero a tutto cio che il guru ha confermato,lniente viene messo in verità infatti da oggi 14 ottobre 2009 gli scettici dopo varie discussioni affermano che il guru che in data 12/10/2009 avveva affermato il contrario di cio che la la stessa popolazione ,risuolterebbe una deviazione sui fatti che antecedono la profezia ,aggiungendo che lo stesso guru non ha prove fondate per affermare il contrario di quanto le scritture e il calendario maya dimostrano.La nuova profezia desunta dalla fine del calendario Maya, il 20 dicembre del 2012Siti, forum, video, ma anche libri e film si moltiplicano, alimentando il fenomeno La fine del mondo nel 2012?Sul web è di nuovo allarme.VENTI dicembre 2012, ovvero 20-12-2012, ovvero la prossima fine del mondo. Catastrofisti e fan di apocalissi varie hanno una nuova data da segnare in rosso sul loro calendario - fra tre anni - che coincide con la fine secondo il calendario Maya di un ciclo durato 5.126 anni. Archiviato l'incubo Y2K, ovvero il fatidico arrivo dell'anno 2000, carico di oscuri presagi, incubi da crash informatico globale, da affrontare con istruzioni precise diffuse in rete e kit di sopravvivenza, e scavallata la prova acceleratore Lhc di Ginevra, anche questa accompagnata da previsioni catastrofiche, ecco il nuovo allarme per il 20 dicembre 2012. Data ricca di rimandi interni cui è difficile resistere, che, come ricorda anche Cnn, senza alcun fondamento scientifico, ha scatenato una nuova ondata di allarme via web. Siti, libri, forum, perfino kolossal hollywoodiani stanno alimentando il fenomeno, anche se nessuno scienziato è in grado di sostenere l'idea che i Maya, noti per le loro avanzate conoscenze astronomiche, abbiano lanciato alcun allarme per l'anno in questione. Eppure basta fare una semplice ricerca su Google con "2012 fine mondo" per essere inondati da 952.000 risultati, fra siti, volumi dedicati, blog e video a tema, solo in italiano. Con vari scenari: si spazia da tempeste solari in grado di innescare eruzioni vulcaniche a un'inversione dei poli magnetici che farà fermare la terra per 72 ore, per poi farla riprendere a girare sul proprio asse in direzione opposta. Bufala creata ad arte o profezia che si basa su un minimo di verità? L'unico fatto è che la data del 20 dicembre 2012 coincide con il solstizio di inverno. Se si aggiunge l'ipotesi secondo la quale i Maya avrebbero indicato questa specifica data come finale perché coincide con l'allineamento del Sole con il centro della Via Lattea, tanto basta a seguaci di teorie new age e amanti ed esegeti di coincidenze catastro-millenariste a creare un fenomeno. Neppure le smentite degli esperti riescono a far smontare la bolla: "Libri popolari e teorie sui Maya sono costruite sulla base di ben poche evidenze" assicura alla Cnn Anthony Aveni, professore di astronomia e antropologia e studi nativo-americani all'università Colgate, negli Stati Uniti, studioso della civiltà Maya. Le ultime uscite in libreria, insieme a Hollywood - che farà uscire in autunno un filmone con John Cusack diretto da Roland Emmerich dal titolo "2012" - alimentano la febbre da giorno del giudizio, agitando lo spettro di catastrofi climatiche, disastri naturali, impatti di asteroidi o comunque qualcosa di terribile che sconvolgerà il mondo. Per qualcun'altro quella fine preannunciata per il 2012, ammesso che arrivi davvero, potrebbe voler solo indicare un rinnovamento; almeno così avrebbero interpretato i Maya fa la fine del ciclo al termine del quale il mondo avrebbe attraversato una grande trasformazione, non necessariamente negativa: potrebbe trattarsi di una rivoluzione in senso spirituale, con il passaggio da un mondo materiale ad uno dominato da valori più elevati, alternativi. Teorie a parte, una certezza, comunque, rimane: se usciremo indenni dall'emergenza 2012, avremo giusto il tempo di prepararci mentalmente alla prossima apocalisse annunciata: l'appuntamento è per il 2033, altra data fortemente a rischio, fatta degli anni del Signore più duemila
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MessaggioTitolo: Re: "Planet X":La scoperta   Ven 23 Ott 2009, 10:51

Pianeta X. Nei testi mesopotamici le origini dell'uomo

Antichissime tavolette Sumere rivelerebbero l'esistenza nel nostro sistema solare di un misterioso pianeta il cui popolo - gli Anunnaki - avrebbe creato l'essere umano ed edificato le prime civiltà sulla Terra.






Nella storia dell'archeologia le presunte origini della civiltà hanno subito diversi spostamenti. Dapprima si credeva che furono i Greci a dare i natali alla nostra cultura, poi, con i rinvenimenti di età neolitica, il ruolo d'iniziatrice passò alla magnificenza egiziana. Ma tra gli studiosi aleggiava un dubbio: gli imperi di Babilonia e di Assiria, di cui si narra nell'Antico Testamento, erano precedenti all'epoca egizia? Successive scoperte indussero gli esperti a portare l'inizio della civiltà più indietro nel tempo, fino alla fondazione dell'impero Sumero: il il 3.000 a.C. Bassorilievo sumero raffigurante i due "guardiani", o Anunnaki, di fronte all'albero della vitaUlteriori scavi riportarono alla luce migliaia di tavolette che riferiscono la storia degli "Dei" di Sumer. Gli Anunnaki (letteralmente: "Coloro che dal Cielo sono venuti sulla Terra") sarebbero giunti sul nostro pianeta circa 450.000 anni fa in cerca di risorse minerarie ed in particolare di oro perché questo metallo, necessario per risolvere problemi concernenti l'atmosfera di Nibiru (il pianeta "dell'attraversamento") scarseggiava


A Eridu, nel sud della Mesopotamia, gli Dei attrezzarono il primo avamposto sul pianeta Terra; l'entità denominata "Enki" era il comandante di questa spedizione. Dopo 28.000 anni giunse il fratello, Enlil e furono fondate altre città. Il comando della spedizione passò a quest'ultimo, dopo che Enki si trasferì in Africa nei pressi dell'attuale Zimbabwe, per estrarre oro dai vasti giacimenti presenti nel sottosuolo.




L'Homo Sapiens e la camera delle creazioni


Dopo un lunghissimo tempo gli Anunnaki, stanchi di continuare il pesante e gravoso incarico, decisero di elaborare una soluzione alternativa e grazie alle loro avanzate conoscenze scientifiche, 300.000 anni fa effettuarono un esperimento. Al fine di creare una razza di lavoratori, decisero di manipolare geneticamente, innestandovi il proprio DNA, una specie di ominidi allora presenti in quell'area. Tale progetto fu realizzato in collaborazione con la sposa di Enki: Ninhursag (chiamata significativamente la "Dea Madre" o la "Sapiente Mami" o anche "Signora che dà la vita") che ritirandosi nella camera delle creazioni dopo vari tentativi mostrò tra le sue mani la nuova creatura; era stato generato l'Homo Sapiens.

Al principio questo "novello schiavo" venne utilizzato nella "terra delle miniere" (in Africa), ma ben presto si richiese la sua presenza anche a Sumer. L'uomo, creato in serie dagli Anunnaki, come tutti gli ibridi, non era in grado di procreare fino a quando, ad un certo punto della storia, Enki decise di dargli questa opportunità senza l'approvazione dei suoi superiori, suscitando notevole scalpore.In questo sigillo viene rappresentata l'epica della creazione dell'uomo secondo la mitologia sumera Trascorsero gli anni e avvenne, come recita la Bibbia: "Che i figli degli Dei videro le figlie dei terrestri e presero per mogli quelle che piacquero loro più di tutte". Enlil non apprezzò tale iniziativa e decise di sfruttare un evento di sua conoscenza per eliminare l'umanità.

Il Diluvio e la rinascita della civiltà

Gli Anunnaki sapevano che, entro un breve periodo, sulla Terra si sarebbe verificata un'immane ed inevitabile catastrofe (avvenuta all'incirca 13.000 anni fa). Tale cataclisma sarebbe stato provocato dalla notevole forza gravitazionale esercitata dalla vicinanza di Nibiru alla Terra. Senza avvertire l'uomo, gli Dei partirono sulle loro navicelle e tornarono solo quando la furia degli elementi si placò. Ma Enki, da sempre simpatizzante dell'umanità, contravvenne alla decisione progettando di salvarla attraverso una "famiglia prescelta" ed informando del pericolo un uomo, ricordato nella Bibbia con il nome di Noé. La divinità decise di fornire le informazioni necessarie alla costruzione di "un'arca" dove venissero preservate le specie terrestri dall'imminente disastro. In seguito, quando le navicelle si posarono sul monte Ararat, grande fu la sorpresa di Enlil nel constatare che alcuni uomini erano sopravvissuti all'immane evento.

A quel punto, per intercessione di Enki, l'umanità fu finalmente accettata in pieno e gli Dei aprirono la Terra all'uomo. Poiché il diluvio aveva spazzato via le città, fu deciso di dare la possibilità ai terrestri di ricostruire una civiltà stabilendosi in tre zone: nella Valle del Nilo, nella bassa Mesopotamia e nella Valle dell'Indo. Una quarta area, definita sacra (termine che originariamente significava "dedicata, riservata") e alla quale l'uomo non poteva avvicinarsi senza autorizzazione, fu lasciata agli dei. Questa regione si chiamava Tilmun ("il luogo dei missili") e, come la traduzione letterale indica chiaramente, costituiva la nuova base spaziale, dopo che la precedente era stata cancellata dal diluvio. Numerose leggende narrano gli sforzi incessanti di alcuni valorosi per giungervi e trovare "l'albero della vita", capace di renderli immortali. Simili testimonianze costituiscono la nutrita documentazione tramandataci dai Sumeri.

Il pianeta X

Perché in seguito gli Anunnaki abbandonarono la Terra, perché non vissero più con l'uomo? E, soprattutto - come ha sottolineato Sitchin nei suoi libri - perché stanno ritornando? Se al primo quesito è arduo rispondere, il secondo trova conferma in dati astronomici tangibili e quindi non assimilabili al campo delle ipotesi. Nibiru, il pianeta degli Anunnaki, starebbe ritornando verso la Terra, come ha sempre fatto nel passato.In questo sigillo viene rappresentata l'epica della creazione dell'uomo secondo la mitologia sumera Sino a poco tempo fa gli astronomi erano convinti che Plutone fosse il pianeta che segnava il limite estremo del nostro sistema solare. Ricordiamo, per inciso, che Plutone è così piccolo che, ultimamente, gli è stato negato lo status di pianeta, declassandolo ad asteroide. Negli ultimi decenni si è ipotizzata, attraverso un modello matematico, l'esistenza di un corpo celeste oltre il Sole che con la sua enorme mole gravitazionale influirebbe sull'orbita delle comete passanti per l'estrema periferia del sistema solare. Denominato pianeta X (nel duplice significato di decimo pianeta e di incognita. Vedi: Extra Terrestre n°6), presenta una massa tre volte superiore a quella di Giove ed un'orbita contraria a quella degli altri pianeti. Ma perché crediamo che questo misterioso astro corrisponda a Nibiru? Proprio per il dato appena riferito: le tavolette sumere parlano del pianeta degli Dei come di un enorme corpo celeste con orbita contraria rispetto ai nostri.





Nibiru torna ogni 3.600 anni

Gli studiosi ipotizzano che, se anche non fosse un pianeta, Nibiru comunque potrebbe essere una nana bruna: una stella più piccola del Sole, incapace di emettere luce e collassata su se stessa dopo aver esaurito l'energia contenuta nel proprio nucleo. Ma, a parte quel poco che gli astronomi possono dirci su Nibiru, possiamo ancora una volta ricavare delle preziose notizie a riguardo dalle suddette tavole sumere, sforzandoci però di interpretarne i dati obiettivamente e non considerarle semplici miti. Nibiru, ci svelano i Sumeri, avrebbe una perfetta orbita ellittica che lo fa entrare ed uscire dal nostro sistema solare ogni 3.600 anni. Può quindi venire considerato, a buon diritto, appartenente al nostro sistema solare, sebbene risulti invisibile per lungo tempo. Orbiterebbe tra due soli (il nostro ed uno esterno) che ne costituirebbero i perigei. Quando Nibiru passa vicino al nostro pianeta, porterebbe degli scompensi tellurici,vista la sua alta potenza gravitazionale.

Tale affermazione non vuole essere allarmistica, tanto più che bisogna considerare la posizione della Terra durante questi passaggi: più si è vicini e più la possibilità di sommovimenti naturali si accentua. I Sumeri ci insegnano che il famoso Diluvio sarebbe stato provocato dall'approssimarsi di Nibiru alla Terra e che la nascita di tutte le grandi civiltà è sempre stata scandita dal metronomico lasso di tempo dei fatidici 3.600 anni. Questa osservazione risulta particolarmente interessante se notiamo che tutti i popoli antichi avrebbero appreso i fondamenti della loro cultura da "divinità celesti". Andrea Carusi, ricercatore dell'Istituto di Astrofisica Spaziale del CNR, sostiene che l'orbita retrograda del pianeta X ci invita a comprendere che esso non può essere stato generato con il Sole. Quindi, Nibiru dev'essere stato "catturato" nel nostro sistema solare in un secondo tempo. E, guarda caso, questo è proprio quanto sostengono i "miti" sumeri! Ma, chi fornì alla fiorente civiltà sumera dei dati astronomici così minuziosi da risultare ancora oggi esatti? La risposta, secondo Sitchin, è stata e sarà sempre la stessa: gli Dei o meglio, gli Anunnaki.


Fonte: http://www.segnidalcielo.it
http://www.nibiru2012.it/archeologia/pianeta-x.-nei-testi-mesopotamici-le-origini-dell-uomo.html
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MessaggioTitolo: Re: "Planet X":La scoperta   Ven 23 Ott 2009, 11:04

IL PIANETA X
STA PER ARRIVARE


Il seguente messaggio è stato ricevuto dopo la nostra pubblicazione di tributo a Benazir Bhutto

Anche se non possiamo confermare le informazioni pervenuteci, ci sentiamo in coscienza che non possiamo e non dobbiamo sottrarci dal pubblicarlo. La persona che ci ha scritto si è firmata col suo proprio nome ( che abbiamo controllato ) ed ha allegato varie fotografie di sé stesso col Primo Ministro norvegese e, separatamente con Benazir Bhutto. Noi siamo certi della sua buona fede, ma capirete che non possiamo rivelare il vero nome o pubblicare le foto senza consenso. Se vero, il messaggio potrebbe essere veramente molto importante.




Sono un politico norvegese..

Vorrei parlare delle cose difficili che accadranno dal 2008 al 2012.

Il governo norvegese sta costruendo basi sotterranee e bunker in numero sempre maggiore.


Israele e molti altri paesi stanno facendo la stessa cosa. Quando ho chiesto spiegazioni, hanno semplicemente risposto “per proteggere il popolo norvegese”. Ho chiesto anche quando avrebbero pensato di terminare il lavoro e la risposta è stata “prima del 2011”.

La prova di quello che sto dicendo è nelle fotografie che ho mandato di me stesso e di tutti i Primi Ministri che ho avuto cura di incontrare mettendomi al corrente della questione. Loro sanno tutto di ciò che sta per accadere, ma non vogliono assolutamente fare allarmismi o creare panico di massa.
Il pianeta X*, sta arrivando

Il pianeta X sta arrivando e la Norvegia ha cominciato con l’approvvigionamento di cibo e sementi nella zona di Svalbard e nel Nord artico con l’aiuto degli US e UE e di tutto il paese.

Salveranno solamente chi fa parte dell’elite di potere e coloro che potranno ancora creare o costruire: dottori, scienziati e così via.

Quanto a me, già so che partirò prima del 2012 per l’area di Mosjoen, dove si trova un’agevole base militare sotterranea.

Lì saremo divisi in settori rossi, blu e verdi. I distintivi dell’esercito norvegese sono già stati dati loro, e gli alloggi costruiti già molto tempo fa.

La gente che sarà lasciata sulla superficie e morirà insieme a tutti gli altri, non riceverà nessun tipo di aiuto. Il piano è che 2 milioni di Norvegesi si salverà e gli altri moriranno, questo significa che 2.6oo.ooo persone periranno nella notte senza sapere cosa fare.

Tutti i settori e le arche sono collegate tra loro attraverso tunnel e un sistema di comunicazione di binari per macchine che ti possono portare da un arca a un'altra. Solo grandi portoni separano i settori così che non siano compromessi in nessun modo.

Sono molto triste, spesso mi ritrovo a piangere insieme ad altri che sanno che così tanti sapranno troppo tardi la verità e che tutto finirà per loro.

E’ fin dal 1983 che i governanti raccontano bugie, tutti loro sono a conoscenza di ciò che succede in Norvegia, ma pochi lo diranno apertamente, hanno troppa paura di perdere il NOAH 12 railcar* che li porterà alle arche mettendosi in salvo. Dicendolo a qualcuno moriranno sicuramente. Io non sono preoccupato per me, il genere umano deve sopravvivere, la specie deve sopravvivere.

La gente deve sapere. Tutti i governanti sono consapevoli della situazione e di ciò che sta per accadere. Per le persone che potranno salvarsi, consiglio di spostarsi in posti alti, e trovare grotte o caverne dove poter stipare riserve di cibo per almeno 5 anni, scatolame e acqua che duri per un po’. Per chi se lo può permettere suggerisco anche pillole antiradiazioni e tute spaziali*. Possa Dio aiutare tutti noi… ma so che Dio non ci aiuterà.
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