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 AGHARTI : IL MONDO SOTTERRANEO

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ARMAGHEDON




MessaggioOggetto: Re: AGHARTI : IL MONDO SOTTERRANEO   Lun 13 Dic 2010, 01:50

AHNENERBE
Le origini ancestrali


Sicuramente la maggior parte di noi ricorderà il film Sette anni in Tibet, in cui un ottimo Brad Pitt nei panni dello scalatore Heinrich Harrer trascorreva un periodo di tempo alla corte del Dalai Lama, il capo spirituale della religione Buddista. In pochi però sapranno che la vera storia di Heinrich Harrer nasconde particolari di una delle pagine più misteriose della storia dell’umanità.
L’Ahnenerbe occupa un posto di primo piano nell’insieme delle aberrazioni più misteriose della storia del regime nazista. Questo gruppo operativo fu costituito ufficialmente il 1 gennaio 1935 ad opera di Heinrich Himmler, uno dei gerarchi nazisti più potenti, con il nome di “Deutsche Ahnenerbe – Società di studio sulla storia antica dello spirito”, ma presto divenne nota con il nome di “Eredità Ancestrale”. Tuttavia, già dal 1928, l’Ahnenerbe era identificabile con la Wirth, una società segreta di studio del germanismo fondata dall’olandese Hermann Wirth. Lo stesso Wirth fu il responsabile del primo reparto operativo dell’Ahnenerbe, che si occupava dello studio della simbologia germanica e, soprattutto, delle rune, l’antica scrittura dei popoli del nord. Lo stesso simbolo della società è preso direttamente da questo primitivo alfabeto ed indica la vita. I membri della società, oltre ad una notevole preparazione culturale, erano tenuti ad allenare anche il carattere e soprattutto il fisico, la cui cura rivestiva una grande importanza: ogni singolo membro era obbligato a praticare alpinismo e arrampicata, gli sport che nella logica nazista maggiormente mettevano alla prova il corpo umano.
Nel periodo di massimo splendore, l’Ahnenerbe contava 43 dipartimenti più o meno importanti e dedicati ad una grande varietà di studi, quali antropologia, botanica, astronomia, erboristeria, geografia, geofisica, danze popolari, canzoni tradizionali, archeologia, sociologia, magia e occultismo. Quest’ultimo campo di studi è quello a cui l’Ahnenerbe deve la maggior parte della sua fama: capitanato da Friederich Hielscher, si occupò di ricerche negli angoli più sperduti del globo, quali Tibet, deserto del Gobi, Amazzonia, Africa, nonché della caccia ad oggetti di elevato valore mistico, quali il Sacro Graal, la lancia di Longino e il tesoro dei Templari, e luoghi misteriosi quali la Terra Cava e Shamballa, la capitale di Agharti. L’importanza dell’associazione era talmente alta che annoverava nelle sue file persino degli scienziati di origine ebrea. Godette di autonomia più completa sino al 1944, quando passò direttamente sotto il controllo delle SS.
Gli obiettivi dell’Ahnenerbe erano molteplici:
· Investigare la sfera di influenza territoriale e spirituale della Germania.
· Riscattare e ricostruire le tradizioni tedesche.
· Diffondere la cultura tradizionale germanica nella popolazione.
L’Ahnenerbe si occupava anche della ricerca dei cosiddetti “Oggetti del potere”, che secondo la credenza popolare permettono al loro padrone di dominare la Terra ed il cui possesso tanto ossessionava Adolf Hitler. Le investigazioni dei membri della società univano in una sorta di simbiosi metodi di ricerca scientifica ed ideologie di partito..
Il primo dei numerosi oggetti recuperati dai ricercatori dell’Ahnenerbe fu la mitologica Lancia di Longino, che la leggenda indica come l’arma con cui il centurione Longino trafisse il costato di Cristo dopo la morte. La lancia era parte del tesoro del palazzo imperiale di Hofburg a Vienna, appartenuto a Carlo Magno. In gioventù Hitler era solito soffermarsi ad osservare la mitologica lancia esposta al pubblico, come in uno stato di trance. Successivamente all’Anschluss, si affrettò a traslarla a Norimberga, la futura capitale del Rechi Millenario. Gli scienziati del reich si prodigarono anche nella ricerca dei famosi teschi di cristallo, una serie di teschi scolpiti in materiale vetroso in tempi antichi, la cui perfezione rappresenta una sorta di anacronismo costruttivo. Giunsero persino nell’Etiopia fascista, alla ricerca della perduta Arca dell’Alleanza, oggetto sacro della tradizione ebraica. L’oggetto che Hitler cercò con più insistenza fu però il Santo Graal. Per giungere al suo ritrovamento, l’associazione reclutò l’esperto Otto Rhan. I risultati delle sue ricerche portarono gli uomini con la svastica sin nel sud della Francia, a Montsegur, l’ultima roccaforte catara. Esaminò le cripte e i sotterranei della rocca ed inviò ciò che aveva trovato a Berlino, nel massimo segreto. Nell’ottica delle ricerche del Santo Graal si inserisce probabilmente anche il massacro di Oradour-Sur-Glande, un paese i quali abitanti furono apparentemente massacrati senza motivo da un’intera colonna delle Panzer SS.
Nel profondo della foresta amazzonica, gli scienziati tedeschi effettuarono ricerche e studi sulle potenti droghe e sulle sostanze allucinogene usate dagli sciamani, forse in ricerca di una droga capace di annullare completamente la volontà dell’uomo, preziosa sia per inculcare ai diversi individui le dottrine di regime, sia per formare un esercito di uomini totalmente obbedienti e pronti a tutto in nome della difesa della patria. Ma le spedizioni più famose rimasero quelle in Tibet. I membri dell’Ahnenerbe erano convinti della sopravvivenza di determinate tradizioni ancestrali indoeuropee nelel vestigia antropologiche ed archeologiche delle popolazioni orientali. Nel 1938 l’Ahnenerbe finanziò una spedizione nell’estremo oriente a capo del dottor Ernst Schaeffer, etnologo ed alpinista: sua missione era realizzare uno studio scientifico del popolo tibetano. Durante la spedizioni esaminò più di trecento crani di abitanti del Tibet e del Sikkim, registrando minuziosamente le loro caratteristiche fisiche. Determinò che il popolo tibetano si situava in una posizione intermedia tra le popolazioni europee e mongolidi, e che i caratteri europei erano tanto più marcati quanto lo stato sociale si alzava. Ma un altro dei compiti assegnati a questa spedizione era la ricerca della mitica Agarthi, regno sotterraneo in cui risiederebbe il Re del mondo, entità con cui Hitler sosteneva di mantenere una sotra di contatto telepatico. L’ultima spedizione in Tibet avvenne nel 1939, agli ordini del già nominato Heinrich Harrer, ma fu bloccata a Karachi dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale: è l’inizio della storia che sarebbe stata in futuro ripresa da Hollywood con il nome di Sette anni in Tibet.
Nel luglio del 1943, in concomitanza con l’inizio dei bombardamenti degli Alleati sopra la Germania, tutti gli oggetti ed i documenti dell’Ahnenerbe furono trasferiti in una paese della Franconia chiamato Waischenfelf, dove giacquero sino al momento della loro distruzione, avvenuta prima della disfatta finale. I gerarchi dell’associazione vennero giustiziati in base alle decisioni del processo di Norimberga, portando con sé per l’eternità tutti i segreti e le scoperte a cui questa associazione venne a capo.
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ARMAGHEDON




MessaggioOggetto: Re: AGHARTI : IL MONDO SOTTERRANEO   Lun 13 Dic 2010, 01:49

LA TEORIADELLA
TERRA CAVA


Un tempo, gli eschimesi venivano chiamati dagliscandinavi “trolls” in quanto, secondo le leggende, provenientidall’interno della Terra, così come altri esseri fantastici, come fate egnomi. Gli stessi eschimesi affermano di esser giunti nelle loro terre odierneda un luogo lontano e sotterraneo. Anche altre popolazioni ammettonol’esistenza di un mondo sotterraneo, nascosto e non facilmente raggiungibile.Le popolazioni del Sud America ci parlano dell’Eldorado e le popolazioniasiatiche di Agarthi e Shamballah. Secondo queste leggende, comuni a moltipopoli, c’erano una volta due grandi continenti, Atlantide e Mu che, permisteriose cause, vennero distrutte da un grande cataclisma. I superstiti sisarebbero divisi in diversi gruppi. Parte di questi avrebbero abitato le terredell’Asia, dell’Europa e delle Americhe; altri, gli “eletti”, sarebberoscesi all’interno del pianeta ed avrebbero dato vita ad una civiltà nascostaai nostri occhi, divisa tra altri due grandi continenti, Eldorado e Agarthi. Ilprimo accessibile dal Polo Sud, il secondo, dal Polo Nord. Il primo scienziatoad affermare la probabile esistenza di un “vuoto” all’interno del pianetafu Edmond Halley (1656-1742), il noto scopritore della omonima cometa. Secondo isuoi studi sull’elettromagnetismo terrestre, il pianeta Terra doveva esserecavo e, al suo interno, doveva trovarsi un altro globo incandescente, un nucleocapace, come un altro sole, di illuminare le terre interne.
Importante, la testimonianza dell’ammiraglio Richard Evelyn Byrd che, tra le tante missioni da lui effettuate ai Poli, nel 1947 visse un’incredibile esperienza. Noi siamo venuti a conoscenza di ciò grazie al suo diario, tenuto nascosto anche alla sua famiglia fino al 1956, a poco prima della sua morte per via del segreto militare impostogli dal Governo americano un mese dopo l’accaduto, e poi reso pubblico, per suo stesso volere. Il 19 febbraio 1947, Byrd volava sul suo aereo sopra il Polo Sud, quando verso le 10 del mattino, dopo due ore che era in volo, avvista una terra verdeggiante e degli elefanti! Successivamente, viene avvicinato da altri veicoli volanti non convenzionali che lo obbligano a scendere a terra. Byrd atterra e viene condotto al cospetto di una sorta di sovrano, all’interno di una grande città cristallina popolata da gente dalla pelle chiara e dall’accento tedesco. Questi, si definiscono “abitanti del mondo sotterraneo” e mettono in guardia Byrd sul futuro dell’umanità, di cui hanno iniziato maggiormente ad interessarsi dallo scoppio delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Il messaggio rivolto all’umanità è simile ad altri messaggi dati, in momenti differenti, da altri esseri, a contattisti e persone comuni. È un messaggio di pace e di protezione. È un monito per il futuro dell’umanità che, se proseguirà per la strada intrapresa, andrà incontro alla sua stessa auto-distruzione, come accadde già in passato per le civiltà di Atlantide e di Mu, che adoperarono male la tecnologia data loro dai loro dei (extraterrestri e creatori dell’umanità). Per chi volesse approfondire, il diario “nascosto” di Byrd è oramai facilmente reperibile e consultabile. Oggi, nell’era satellitare e del computer, sembra strano pensare che, se effettivamente prendessimo come buona l’ipotesi che vi siano delle aperture ai Poli, non le abbiano ancora scoperte. Ma ciò è dovuto al fatto che molti, a tal riguardo, tacciono. Tuttavia, le foto satellitari dei poli, dimostrerebbero questa realtà.

qui sopra: una rielaborazione tridimensionale al computer della zona antartica,
eseguita partendo da rilevamenti satellitari.
È possibile vedere un’apertura circolare aprirsi e chiudersi periodicamente proprio al Polo Nord. La misteriosa ed affascinante aurora boreale, così, non sarebbe altro che il risultato della luce proveniente dal “sole interno” del pianeta che traspare all’esterno, formando un bellissimo gioco di luci. Infatti, entrando da una delle aperture del pianeta poste ai Poli, ci ritroveremmo, senza nemmeno accorgercene (per via della gravità, che ci farebbe rimanere incollati al suolo, anche durante l’entrata), all’interno del grembo terrestre, in un mondo del tutto simile al nostro di superficie, quindi, con laghi, fiumi, montagne e folta vegetazione. Qui, come già detto, dimorerebbero esseri più evoluti di noi, discendenti degli uomini che vissero su Atlantide e su Mu (o Lemuria). Oltre a questi due popoli, sarebbero presenti anche altre razze aliene, provenienti da altri pianeti, alcune presenti da poco tempo, altre abitanti della Terra da tempi immemorabili. La stessa mitica Eldorado, interamente realizzata in oro, esisterebbe da ancor prima della distruzione di Atlantide, fondata da esseri di cui si è perduta memoria. Non dobbiamo infatti dimenticare che la nostra storia conosciuta ricopre un arco di tempo di, al massimo, 5.000 anni.
GIORGIO PASTORE
Fonti:
Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Edizioni.“Alla Scoperta della Terra Cava” di Costantino Paglialunga
Macro Edizioni, 2002.

“Da Atlantide a Shamballah” di Alec MacLellan
Piemme Pocket.

http://www.croponline.org/agharti.htm
http://www.croponline.org/cremona.htm
http://www.croponline.org/akakor.htm
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MessaggioOggetto: Re: AGHARTI : IL MONDO SOTTERRANEO   Lun 13 Dic 2010, 01:48

IL DIARIO DELL'AMMIRAGLIO R.E.BYRD
L'ammiraglio statunitense R.E.Byrd fu un grande esploratore. Compì diversi viaggi al Polo Nord ed in Antartide nella prima metà del '900. Iniziò la sua carriera di esploratore polare nel 1925. Il suo volo esplorativo al Polo lo consacrò leader dell'aviazione e delle esplorazioni polari nonchè eroe nazionale. Il 29-30 Maggio 1927 compì la transvolata dell'Oceano Atlantico da New York alla Manica che seguì quello di Charles Lindbergh di pochi giorni. Nel 1928 compì la sua prima grande esplorazione in Antartide, ma quella più importante è del 1946. Tutte le sue avventure sono narrate nel suo diario, conservato attualmente presso il Centro di Ricerca Polare Byrd dell'Università di Stato di Columbus (Ohio-USA). Il dottor Raimund E. Goerler, capo archivista del Centro Polare, nel trascrivere il contenuto del diario del 1925, tra le pagine "bianche", trovò una serie di affascinanti, incredibili e straordinarie informazioni datate 19 Febbraio 1947. Esse non hanno nulla a che fare con la coraggiosa esplorazione artica ma riguardano esclusivamente la meravigliosa avventura accaduta all'Ammiraglio durante la sua quarta spedizione al Polo Sud:
(Versione tagliata)
"Devo scrivere questo diario di nascosto e in assoluta segretezza. Riguarda il mio volo antartico del 19 Febbraio dell'anno 1947. Verrà un tempo in cui la razionalità degli uomini dovrà dissolversi nel nulla, e si dovrà allora accettare l'ineluttabilità della Verità. Io non ho la libertà di diffondere la documentazione che segue, forse non vedrà mai la luce, ma devo comunque fare il mio dovere e riportarla qui con la speranza che un giorno tutti possano leggerla, in un mondo in cui l'egoismo e l'avidità di certi uomini non potranno più sopprimere la Verità".

19 Febbraio 1947
Sia la bussola magnetica che la girobussola cominciano a ruotare e ad oscillare, non ci è possibile mantenere la nostra rotta con la strumentazione. Rileviamo la direzione con la bussola solare, tutto sembra ancora a posto. I controlli sembrano lenti nel rispondere e nel funzionare, ma non c'è indicazione di congelamento. In lontananza sembrano esserci delle montagne. 29 minuti di volo trascorsi dal primo avvistamento dei monti, non si tratta di un'allucinazione. E' una piccola catena di montagne che non avevo mai visto prima.
Stiamo sorvolando la piccola catena di montagne e procediamo verso nord per quanto possiamo appurare. Oltre le montagne vi è ciò che sembra essere una vallata con un piccolo fiume o ruscello che scorre verso la parte centrale. Non dovrebbe esserci nessuna valle verde qui sotto! C'è qualcosa di decisamente strano e anormale qui! Dovremmo sorvolare solo ghiaccio e neve! Sulla sinistra ci sono grandi foreste sui fianchi dei monti.


I nostri strumenti di navigazione girano ancora come impazziti, il giroscopio oscilla avanti e indietro.
Altero l'altitudine a 1400 piedi ed eseguo una stretta virata completa a sinistra per esaminare meglio la valle sottostante. È verde con muschio ed erba molto fitta. La luce qui sembra diversa. Non riesco più a vedere il sole. Facciamo un altro giro a sinistra e avvistiamo ciò che sembra essere un qualche tipo di grosso animale. Assomiglia ad un elefante! NO!!! Sembra essere un mammut!
E' incredibile! Eppure è così! Scendiamo a quota 1000 piedi ed uso un binocolo per esaminare meglio l'animale. È confermato, si tratta assolutamente di un animale simile al mammut. Riporto questa notizia al campo base. Incontriamo altre colline verdi. L'indicatore della temperatura esterna riporta 24 gradi centigradi. Ora proseguiamo sulla nostra rotta. Gli strumenti di navigazione sembrano normali adesso. Sono perplesso circa le loro reazioni. Tento di contattare il campo base. La radio non funziona.
Il paesaggio sottostante è più livellato e normale (se è il caso di usare questa parola). Avanti a noi avvistiamo ciò che sembra essere una città!!! E' Impossibile! L'aereo sembra leggero e stranamente galleggiante. I controlli si rifiutano di rispondere!
Mio Dio!! Alla nostra destra e alla nostra sinistra ci sono apparecchi di uno strano tipo. Si avvicinano e qualcosa irradia da essi. Ora sono abbastanza vicini per vedere i loro stemmi. E' uno strano simbolo. Non lo rivelerò. E' fantastico. Dove siamo! Cosa è successo. Ancora una volta tiro decisamente i comandi. Non rispondono!!! Siamo tenuti saldamente da una sorta di invisibile morsa d'acciaio.
La nostra radio gracchia e giunge una voce che parla in inglese con accento che sembra leggermente nordico o tedesco! Il messaggio è: "Benvenuto nel nostro territorio, Ammiraglio. Vi faremo atterrare esattamente tra sette minuti. Rilassatevi, Ammiraglio, siete in buone mani".
Mi rendo conto che i motori del nostro aereo sono spenti. L'apparecchio è sotto uno strano controllo ed ora vira da sé.
I comandi sono inutilizzabili.
Riceviamo un altro messaggio radio. Stiamo per cominciare la procedura di atterraggio, ed in breve l'aereo vibra leggermente cominciando a scendere come sorretto da un enorme, invisibile ascensore.
Sto facendo un'ultima velocissima annotazione sul diario di bordo. Alcuni uomini si stanno avvicinando a piedi all'aereo. Sono alti ed hanno i capelli biondi. In lontananza c'è una grande città scintillante, vibrante di tinte dei colori dell'arcobaleno. Non so cosa succederà ora, ma non vedo traccia di armi su coloro che si avvicinano. Sento ora una voce che mi ordina, chiamandomi per nome, di aprire il portellone. Eseguo.

Fine del diario di bordo
Da questo punto in poi scrivo gli eventi che seguono richiamandoli dalla memoria. Ciò rasenta l'immaginazione e sembrerebbe una pazzia se non fosse accaduto davvero.
Il tecnico ed io fummo prelevati dall'aereo ed accolti in modo cordiale. Fummo poi imbarcati su un piccolo mezzo di trasporto simile ad una piattaforma ma senza ruote! Ci condusse verso la città scintillante con grande celerità. Mentre ci avvicinavamo, la città sembrava fatta di cristallo. Giungemmo in poco tempo ad un grande edificio, di un genere che non avevo mai visto prima. Sembrava essere uscito dai disegni di Frank Lloyd Wright, o forse più precisamente da una scena di Buck Rogers!
Ci venne offerta un tipo di bevanda calda che sapeva di qualcosa che non avevo mai assaporato prima. Era deliziosa. Dopo circa 10 minuti, due dei nostri mirabili ospiti vennero nel nostro alloggio invitandomi a seguirli. Non avevo altra scelta che obbedire. Lasciai il mio tecnico radio e camminammo per un po' fino ad entrare in ciò che sembrava essere un ascensore. Scendemmo per alcuni istanti, l'ascensore si fermò e la porta scivolò in alto silenziosamente! Procedemmo poi per un lungo corridoio illuminato da una luce rosa che sembrava emanare dalle pareti stesse! Uno degli esseri fece segno di fermarci davanti ad una grande porta. Sopra di essa c'era una scritta che non ero in grado di leggere. La grande porta scorse senza rumore e fui invitato ad entrare.
Uno degli ospiti disse: "Non abbiate paura, Ammiraglio, state per avere un colloquio con il MAESTRO..." Entrai ed i miei occhi si adeguarono lentamente alla meravigliosa colorazione che sembrava riempire completamente la stanza. Allora cominciai a vedere quello che mi circondava. Ciò che mostrò ai miei occhi era la vista più stupenda di tutta la mia vita. In effetti era troppo magnifica per poter essere descritta. Era deliziosa. Non credo che esistano termini umani in grado di descriverla in ogni dettaglio con giustizia.
I miei pensieri furono interrotti dolcemente da una voce calda e melodiosa: "Le do il benvenuto nel nostro territorio, Ammiraglio". Vidi un uomo dai lineamenti delicati e con i segni dell'età sul suo viso. Era seduto ad un grande tavolo. Mi invitò a sedermi su una delle sedie. Dopo che fui seduto, unì le punte delle sue dita e sorrise.

Parlò di nuovo dolcemente e mi disse quanto segue: "L'abbiamo lasciata entrare qui perché lei è di nobile carattere e ben conosciuto nel Mondo di Superficie, Ammiraglio".
Mondo di Superficie, quasi rimasi senza fiato! - "Si, ribatté il Maestro con un sorriso, lei si trova nel territorio degli ARIANNI, il mondo Sotterraneo della Terra. Non ritarderemo a lungo la sua missione, e sarete scortati indietro sulla superficie e un poco oltre senza pericolo. Ma ora, Ammiraglio, le dirò il motivo della sua convocazione qui.

Il nostro interessamento cominciò esattamente subito dopo l'esplosione delle prime bombe atomiche, da parte della vostra razza, su Hiroshima e Nagasaki, in Giappone. Fu in quel momento inquietante che spedimmo sul vostro mondo di superficie i nostri mezzi volanti, i FLUGELRADS, per investigare ciò che la vostra razza aveva fatto. Questa è ovviamente storia passata, Ammiraglio, ma mi permetta di proseguire. Vede, noi non abbiamo mai interferito prima d'ora nelle guerre e nella barbarie della vostra razza, ma ora dobbiamo farlo in quanto voi avete imparato a manipolare un tipo di energia, quella atomica, che non è affatto per l'uomo.

I nostri emissari hanno già consegnato dei messaggi alle potenze del vostro mondo, e tuttavia esse non se ne curano. Ora voi siete stato scelto per essere testimone qui che il nostro mondo esiste. Vede, la nostra cultura e la nostra scienza sono avanti di diverse migliaia di anni rispetto alle vostre, Ammiraglio".
Lo interruppi: "Ma tutto ciò che cosa ha a che fare con me, Signore!". Gli occhi del Maestro sembrarono penetrare in modo profondo nella mia mente, e dopo avermi studiato per un po' rispose: "La vostra razza ha raggiunto il punto del non-ritorno, perché ci sono tra voi alcuni che distruggerebbero il vostro intero mondo piuttosto che rinunciare al potere così come lo conoscono...".
Annuii e il Maestro continuò: "Dal 1945 in poi abbiamo tentato di entrare in contatto con la vostra razza, ma i nostri sforzi sono stati accolti con ostilità: fu fatto fuoco contro i nostri flugelrads. Si, furono persino inseguiti con cattiveria e animosità dai vostri aerei da combattimento. Così ora, figlio mio, le dico che c'è una grande tempesta all'orizzonte per il vostro mondo, una furia nera che non si esaurirà per diversi anni. Non ci sarà difesa nelle vostre armi, non ci sarà sicurezza nella vostra scienza.
Imperverserà fino a quando ogni fiore della vostra cultura sarà stato calpestato, e tutte le cose umane saranno state disperse nel caos. La recente guerra è stata soltanto un preludio a quanto deve ancora avvenire alla vostra razza. Noi qui possiamo vederlo più chiaramente ad ogni ora... crede che mi sbagli? ".
"No, risposi, è già successo una volta in passato; giunsero gli anni oscuri e durarono per cinquecento anni". "Si, figlio mio, replicò il Maestro, gli anni oscuri che giungeranno ora per la vostra razza copriranno la terra come una coltre, ma credo che qualcuno tra voi sopravviverà alla tempesta, oltre questo non so! Noi vediamo in un futuro lontano riemergere, dalle rovine della vostra razza, un mondo nuovo, in cerca dei suoi leggendari tesori perduti, ed essi saranno qui, figlio mio, al sicuro in nostro possesso.
Quando giungerà il momento ci faremo nuovamente avanti per aiutare la vostra cultura e la vostra razza a rivivere. Forse per allora avrete appreso la futilità della guerra e della sua lotta... e dopo quel momento, una parte della vostra cultura e scienza vi saranno restituite cosi che la vostra razza possa ricominciare. Lei, figlio mio, deve tornare nel Mondo di Superficie con questo messaggio...".

Con queste parole conclusive il nostro incontro sembrava giunto al termine. Per un attimo mi sembrò di vivere un sogno... eppure sapevo che quella era la realtà, e per qualche strana ragione mi inchinai lievemente, non so se per rispetto od umiltà. Improvvisamente mi resi conto che i due fantastici ospiti che mi avevano condotto qui erano di nuovo al mio fianco. "Da questa parte, Ammiraglio", mi indicò uno di loro. Mi girai ancora una volta prima di uscire e guardai indietro verso il Maestro. Un dolce sorriso era impresso sul suo anziano viso delicato. "Addio, figlio mio", mi disse, e fece un gesto soave con la sua esile mano, un gesto di pace, ed il nostro incontro ebbe definitivamente termine. Uscimmo velocemente dalla stanza del Maestro attraverso la grande porta ed entrammo ancora una volta nell'ascensore. La porta si abbassò silenziosamente e ci muovemmo subito verso l'alto. Uno dei miei ospiti parlò di nuovo: "Ora dobbiamo affrettarci, Ammiraglio, in quanto il Maestro non desidera ritardare oltre il vostro programma previsto e dovete ritornare dalla vostra razza con il suo messaggio". Non dissi nulla, tutto ciò era quasi inconcepibile, e una volta ancora i miei pensieri si interruppero non appena ci fermammo. Entrai nella stanza e fui di nuovo con il mio tecnico radio. Aveva un'espressione ansiosa sul suo volto. Avvicinandomi dissi: "E' tutto a posto Howie, è tutto a posto". I due esseri ci fecero segno verso il mezzo in attesa, salimmo e presto giungemmo al nostro aereo. I motori erano al minimo, e ci imbarcammo immediatamente. L'atmosfera era ora carica di una certa aria di urgenza. Dopo che il portellone fu chiuso, L'aereo fu immediatamente trasportato in alto da quella forza invisibile fino a quando raggiungemmo i 2700 piedi.
Due dei mezzi aerei erano ai nostri fianchi ad una certa distanza facendoci planare lungo la via del ritorno. Devo sottolineare che l'indicatore di velocità non riportava nulla, nonstante ci stessimo muovendo molto rapidamente.
Ricevemmo un messaggio radio. "Ora vi lasciamo, Ammiraglio, i vostri controlli sono liberi. Auf Wiedersehen!!!"
Guardammo per un istante i flugelrads fino a quando non scomparvero nel cielo blu pallido. L'aereo sembrò improvvisamente catturato da una corrente discensionale. Ne riprendemmo immediatamente il controllo. Non parlammo per un po', ognuno di noi era immerso nei propri pensieri.
Sorvoliamo nuovamente distese di ghiaccio e neve, a circa 27 minuti dal campo base. Inviamo un messaggio radio, ci rispondono. Riportiamo condizioni normali... normali. Dal campo base esprimono sollievo per aver nuovamente stabilito il contatto.
Atterriamo dolcemente al campo base. Ho una missione da compiere...


Fine delle annotazioni 11 Marzo 1947
Ho appena avuto un incontro di Stato Maggiore al Pentagono. Ho riportato interamente la mia scoperta ed il messaggio del Maestro. E' stato tutto doverosamente registrato. Il Presidente ne è stato messo al corrente. Vengo trattenuto per diverse ore (6 ore e 39 minuti per l'esattezza). Sono accuratamente interrogato dal Top Security Forces e da una èquipe medica. È UN TRAVAGLIO!!!
Sopra: l'"impossibile" mappa di Piri Reis (XVI sec.). Fu forse realizzata dagli abitanti di Agharti?

Vengo posto sotto stretto controllo attraverso i mezzi di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d'America. Mi viene ordinato di TACERE su quanto appreso, per il bene dell'umanità!!! INCREDIBILE! Mi viene rammentato che sono un militare e che quindi devo obbedire agli ordini.
Ultima annotazione 30 Dicembre 1956
Questi ultimi anni trascorsi dal 1947 ad oggi non sono stati buoni... Ecco dunque la mia ultima annotazione in questo diario singolare. Concludendo, devo affermare che ho doverosamente mantenuto segreto questo argomento, come ordinatomi, durante tutti questi anni. Ho fatto questo contro ogni mio principio di integrità morale. Ora sento avvicinarsi la grande notte e questo segreto non morirà con me, ma, come ogni verità, trionferà. QUESTA È LA SOLA SPERANZA PER IL GENERE UMANO. Ho visto la verità ed essa ha rinvigorito il mio spirito donandomi la libertà! Ho fatto il mio dovere nei confronti del mostruoso complesso industriale militare.
Ora, la lunga notte comincia ad avvicinarsi, ma ci sarà un epilogo. Come la lunga notte dell'antartico termina, così il sole brillante della verità sorgerà di nuovo, e coloro che appartengono alle tenebre periranno alla sua luce...
Perché io ho visto "quella Terra oltre il Polo, quel Centro del Grande Ignoto".
Fonti: archivio NEXUS ed. italiana
Autore: Costantino Paglialunga
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MessaggioOggetto: Re: AGHARTI : IL MONDO SOTTERRANEO   Lun 13 Dic 2010, 01:47

AMAUR GED
E IL MERAVIGLIOSO VOLO DI NATITA


[size=16]"L’Incontro" (tratto da "Il Meraviglioso Volo di Natita", di Amaur-ged) [/size]
Un sacerdote di nome Natita vissuto al tempo di Sesostri, terzo re della XII dinastia, descrive un volo da lui compiuto che definì meraviglioso, su una nave volante. A quel tempo la monarchia era divenuta potente, le arti in Egitto erano già molto sviluppate, grandiosi edifici ornati di pregevoli sculture decoravano le principali città. Quella dinastia si estinse con Senniofri, sorella di Ammeneun ultimo principe. Il sacerdote Natita racconta che trovandosi sulle rive del Nilo, non molto lontano dall’antico tempio di Dendera, scorse, posato sulla sabbia, uno strano ed enorme uccello. La paura gli consigliava di allontanarsi, la curiosità lo portava ad avvicinarsi, tanto più che due persone sostavano vicino quindi non doveva essere pericoloso, al volatile, Gli giunse una voce: “Non temere, si tratta di una nave volante, sali sopra con noi e potrai osservare dall’alto come sia fatta la terra, ti aspettavamo poiché hai raggiunto l’età della saggezza e quindi nulla di quanto vedrai ti stupirà”. Appena fu nel ventre del velivolo, questi si alzò, mentre le ali si muovevano lentamente. Istintivamente Natita guardò fuori da una finestra e vide le immen­se ali abbassarsi ed alzarsi, poi abbassarsi di nuovo e risollevarsi ancora; il loro movimento divenne gradatamente sempre più rapido. In basso si stendeva una vasta distesa d’acqua e il sacerdote comprese che andavano verso una terra di cui molti parlavano, ma ai più sconosciuta. Dopo avere superato quell’acqua che al giorno d’oggi è il Golfo Persico, arrivarono su una terra verdeggiante per enormi foreste, solcate da fiumi sulle cui rive sorgevano delle città, in lontananza si scorgevano dei monti altissimi. Il sacerdote guardava affascinato quel paesaggio coperto da una folta e verdeggiante vegetazione, molto diversa da quella della sua terra in cui la sabbia del deserto predominava e solo lungo le rive del Nilo crescevano erbe e piante. Gli giunse una voce: “Quella che vedi è la nostra patria, essa ha una antichissima civiltà, la nostra scienza è talmente progredita da permetterci di volare, osserva laggiù alla tua destra». Natita guardò nella direzione indicatagli e scorse diverse macchine volanti procedenti a varie altezze e di dimensioni diverse. “Il nostro popolo è riuscito con l’aiuto di Esseri provenienti dalle stelle a costruire delle navi volanti che possono con sicurezza innalzarsi nei cieli. La nave scese in uno spiazzo nei pressi di una grande città; era molto vasta con sontuosi palazzi e nelle vie molta folla passeggiava apparentemente senza preoccupa­zione e vi doveva regnare il benessere. Al mattino seguente la nave volante si alzò lentamente mentre le stelle impallidivano davanti al chiarore sempre crescente del giorno.
GIORGIO PASTORE
BIBLIOGRAFIA:
Alberto Fenoglio, I MISTERI DELL'ANTICO EGITTO, Gruppo Editoriale Muzzio
Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Edizioni.
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MessaggioOggetto: AGHARTI : IL MONDO SOTTERRANEO   Lun 13 Dic 2010, 01:46

LA LEGGENDA DI AGHARTI
Secondo la tradizione induista, esiste un grande regno sotterraneo, chiamato Agharti (in sanscrito "l'inaccessibile"). Qui dimorerebbe il Re del Mondo, colui che, da Shamballah (in sanscrito "città degli smeraldi"), la capitale di questo grande luogo mitico, domina le menti dei grandi, dei re, degli imperatori e dei presidenti di tutto il mondo. Qui, vivono esseri superiori, da tempo immemorabile. Esseri capaci di cose inaudite, in grado di usare ancora quell'energia che noi, uomini di superficie, abbiamo ormai dimenticato ad usare, l'energia chiamata Vril. Un'energia che, volendo, può essere ancora risvegliata, in quanto è presente ancora in tutti noi, ma è "addormentata". Questa energia permette, a chi la sa usare, di volare, di spostare oggetti solo con la forza del pensiero, di leggere nella mente altrui.


Shamballah, che dovrebbe trovarsi in profondità, sotto il deserto del Gobi, in Asia, è solo il centro di questo grande regno, che dovrebbe estendersi, attraverso un'immensa rete di gallerie, sotto tutta la superficie del globo, collegando tra loro i diversi continenti. Agharti è questo, un'estesissima rete di gallerie sotterranee.
Dott. Giorgio Pastore Fonte: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Edizioni.
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AGHARTI : IL MONDO SOTTERRANEO

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