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 Non molti Sanno : Per anni l'URANIO IMPOVERITO , viene usato per Aerei di Linea

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O.V.N.I
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MessaggioOggetto: Non molti Sanno : Per anni l'URANIO IMPOVERITO , viene usato per Aerei di Linea   Gio 30 Dic 2010, 19:12


L'intervista che seguirà,è il risultato di una scoperta che ancora oggi,puo rendere di una catastrofe la piu piccola ed immaginabile di tente se L'uranio contenuto negli aerei di linea viene sottoposto all'inesco della sua radiottiva devastazione.
Ecco l'intevista :


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Sono circa 40 anni che esiste l'industria nucleare, quindi ormai di uranio impoverito se ne sono accumulate oltre 6 milioni di tonnellate. 650.000 le hanno negli Stati Uniti, quasi 5 milioni nell'ex Unione Sovietica, mentre in Europa la Francia, la Gran Bretagna, Belgio, Olanda e Lussemburgo ne hanno complessivamente 318.000 tonnellate.
Il problema è:
1° tutto questo uranio impoverito è innocuo per la salute?
2° di tutta questa roba che cosa se ne fanno?


MARCO SABA - Comitato "Stop uranio 238"

Abbiamo scoperto che è utilizzato in moltissimi oggetti di uso comune: sugli aerei di linea, sulle barche a vela, in tantissimi usi che secondo noi sono molto pericolosi per il pubblico.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Concentriamoci sugli aerei. Possibile che l'uranio impoverito ci voli sulla testa perché si troverebbe all'interno degli aerei? E poi perché l'uso di questo materiale presenterebbe dei rischi?



ALBERTO DI FAZIO - Astrofisica - Osservatorio astronomico di Roma

Usare l'uranio impoverito per esempio come contrappeso nelle ali degli aerei, darà sempre il rischio di pericolo di incendio su impatto, quindi su incidente, e inoltre sulla generazione di particelle finissime di ossido di uranio che vanno nell'alveo respiratorio e che poi finiscono sulle ossa e irradiano il corpo dall'interno. Questo è ineliminabile.



VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Quindi anche se l'uranio impoverito è poco radioattivo, i rischi di contaminazione sono gravi nel caso di inalazione e ingestione. A questo punto ho chiesto all'Alitalia se loro, per esempio, hanno aerei che contengono questo materiale e un comandante ci ha spiegato quali superfici dell'aereo contengono uranio impoverito.



SILVANO MANERA - Sicurezza di sistema - Gruppo Alitalia (indicando le ali di un modellino di aereo)

Sono queste superfici qui che si muovono durante il volo e che hanno bisogno di un bilanciamento dinamico.



VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

L'Alitalia quindi conferma che l'uranio impoverito viene usato sugli aerei. Loro ne hanno dieci che lo contengono, 10 Boeing Jumbo 747, ma la compagnia tiene a puntualizzare che la stragrande maggioranza degli altri velivoli non ne ha.



SILVANO MANERA - Sicurezza di sistema -



Gruppo Alitalia

Il 98% dei voli effettuati da Alitalia non ha questo tipo di fenomeno. Comunque il 2% è sotto controllo e non provoca nessun tipo di effetto o di fenomeno degenerativo. Nei programmi della flotta questi aeromobili sono in sostituzione.




VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

I contrappesi di alcuni aerei sono stati fatti con l'uranio impoverito perché è un metallo pesantissimo, quasi 2 volte il piombo, per cui in poco spazio si concentra moltissimo peso. Quello che interessa sapere adesso è: quanto uranio impoverito c'è sulle ali di quei 10 Boeing 747?



SILVANO MANERA - Sicurezza di sistema -


Gruppo Alitalia

Come le ho detto è un dato variabile che può arrivare fino a 1 chilo.




VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

Noi non vorremmo sapere circa ma vorremmo sapere esattamente quanto ce n'è e lo scopriamo da un documento del costruttore, la Boeing, che i chili non sono 1 ma sono 400. Ci sarà anche su altri aerei e quanto? Lo chiediamo all'Ente Nazionale Aviazione Civile.



BENEDETTO MARASA' - Dir. Servizi Tecnici Ente Naz.



Aviazione Civile

Io ho dei dati molto dettagliati sul Boeing 747. Il peso totale per ogni aeroplano varia da modello a modello e va dai 370 ai circa 500 chili e il DC10, che ha un peso totale inferiore al Boeing 747, dovrebbe aggirarsi intorno ai 300 chili di materiale.



VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

Quindi non solo i Boeing 747 contengono uranio impoverito ma anche i DC10, il Lockeed "Tristar" 1011 e alcuni tipi di elicottero. Secondo l'Ente Aviazione Civile sono stati costruiti 551 Boeing 747 e 450 Douglas DC10 con questi contrappesi. E di questi velivoli ce ne sono in giro ancora circa la metà. Cioè ci sono in giro circa 500 aerei che contengono ognuno da mezza tonnellata a 300 chili di uranio esaurito, un materiale altamente tossico e comunque radioattivo.



SILVANO MANERA - Sicurezza di sistema - Gruppo Alitalia

Vorrei tranquillizzare tutti in quanto sono non solo rivestiti ma all'interno di superfici sigillate e quindi non ci sono pericoli che le particelle se ne vadano a spasso.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Le particelle di uranio impoverito se ne vanno a spasso soltanto in caso di incidente perché questo materiale, durante l'impatto, può prendere fuoco. In tal caso il pericolo c'è, eccome, perché i fumi sono tossici e radioattivi.





BENEDETTO MARASA' - Dir. Servizi Tecnici Ente Naz. Aviazione Civile.

Un aereo di questo tipo ha un incidente con perdita dell'aeroplano ogni milione di voli.




VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

Un incidente ogni milione di voli non è nulla finché non capita. Ma quella volta che capita si sa che purtroppo per i passeggeri la presenza di uranio nell'aereo può non essere il problema più urgente. Ma per chi ci va vicino, a prestare soccorso, si. I vigili del fuoco lo sanno?



RENATO RIGGIO - Dir. Lab. Difesa Atomica Vigili del Fuoco

Lo sa chiunque perché è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale: Decreto del Ministero dell'Industria in concerto con la Sanità del 15 dicembre 1970.




VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

Abbiamo visto che l'amministrazione centrale dei servizi antincendio lo sa. Ma i vigili del fuoco, quelli che rischiano in prima persona, ne sono informati?
FERDINANDO MATTEI - Caposquadra Vigili del Fuoco
I vigili del fuoco non lo sanno, punto e basta. Io lavoro all'aeroporto di Malpensa da 16 anni. Dal 1983 non sono mai stato informato della presenza di uranio impoverito a bordo degli aeromobili.



VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
C'è però tutto uno schieramento che sdrammatizza.
Per esempio secondo la nostra agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, le dosi di radiazioni che si assorbirebbero durante l'incendio sono al di sotto di quelle consentite.



GIUSEPPE ONUFRIO - Agenzia Nazionale Protezione Ambiente

Per quanto riguarda gli incendi quello che sappiamo è che le particelle, in quel caso, sono abbastanza grossolane da essere fermate da normali filtri che si usano in caso di difesa da fuoco e da vapori da fumo.



MILENA GABANELLI in studio

Quindi in caso di disgrazia le normali attrezzature dei vigili del fuoco sarebbero sufficienti. E allora vediamo cosa è successo nel 1992, quando un cargo della compagnia israeliana si schianta sulla periferia di Amsterdam. La ricostruzione è di Sabrina Giannini.



CIELO SOPRA AMSTERDAM - 4 OTTOBRE 1992 - ORE 18.35
Registrazione degli ultimi istanti del volo EL AL 1862

PILOTA
El AL 1862, abbiamo perso i motori tre e quattro, tre e quattro&

PILOTA
El Al 1862, precipitiamo, stiamo precipitando, passo stiamo precipitando&


TORRE

El AL 1862, la tua rotta& è precipitato, vedo un grande incendio su Amsterdam&



http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-e5e00779-86e6-4117-b582-ca82458d59e0.html?refresh_ce


Ultima modifica di O.V.N.I il Gio 30 Dic 2010, 19:23, modificato 1 volta
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O.V.N.I
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MessaggioOggetto: URANIO A BORDO   Gio 30 Dic 2010, 19:18

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Queste piastrelle sono in memoria dei 43 morti che abitavano in quel palazzo.
Ma nel quartiere vivono soprattutto immigrati e voci non ufficiali parlano di 200 vittime, i clandestini senza tomba. Anche dei bambini sono rimasti soltanto i loro giocattoli ritrovati tra i rottami. Amavano giocare con i modellini di aereo: ne vedevano passare uno al minuto sulle loro case del quartiere popolare di Bijlmermeer.
AUTRICE
Bijlmermeer, Amsterdam. Alle mie spalle vedete il punto dello schianto dell'aereo. Sono passati 7 anni, 2 mesi, 18 giorni dalla tragedia che, secondo moltissime persone, è in realtà soltanto iniziata alle 18.35 del 4 ottobre 1992.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Un disastro nel disastro. Tutto inizia un anno dopo la tragedia grazie alla tenacia degli attivisti contro il nucleare della fondazione Laka di Amsterdam che denunciano la presenza di uranio impoverito su quel maledetto aereo e la possibilità che questo avesse creato problemi seri alla salute della popolazione.
Infatti nella coda di quel Boeing 747 della compagnia israeliana El Al si trovava un contrappeso di uranio impoverito. La Laka ne ha conferma dalla Boeing stessa, come testimonia una lettera datata 13 ottobre 1993.
E' la prima volta nella storia dei disastri aerei che si parla del rischio di contaminazione da uranio impoverito. E tutti si chiedono: ma le autorità sapevano?
AUTRICE
Ottobre 1993. L'amministrazione dell'aviazione olandese dichiara "non sapevamo ci fosse uranio impoverito sul quell'aereo, la Boeing non ce l'ha mai detto".
ROBERT J. VAN DEN BERG - Fondazione LAKA
Non volevano confermare o smentire la nostra dichiarazione ma avrebbero dovuto saperlo visto che nell'84 l'autorità per l'aviazione americana aveva avvertito tutte le compagnie che usavano questi aerei con contrappesi come comportarsi in caso di incidente.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE (su immagini di avviso)
Ecco l'avviso della Federal Aviation Administration. A chiare lettere viene scritto che, in caso di incidenti, vanno prese alcune precauzioni per evitare il contatto con l'uranio. Nel dettaglio si avvisa che andrebbero usati guanti di protezione per non ingerire le particelle di uranio, maschere e occhiali.
E questa lettera è negli archivi di tutte le autorità mondiali che gestiscono il traffico aereo e delle compagnie aeree che hanno nella loro flotta i 747 costruiti con contrappesi di uranio impoverito. Dunque tutti dovrebbero saperlo. Le autorità aeronautiche conoscevano il potenziale pericolo dell'uranio impoverito al punto che, incredibilmente, decidono di avvertire soltanto alcuni dipendenti dell'aeroporto intervenuti poi nel dopo disastro.
VINCENT DEKKER - Giornalista
Si, quelli che lavoravano all'aeroporto lo sapevano, forse non tutti. Ma quelli che andarono a soccorrere no
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E poi molti, troppi, testimoniamo di aver visto sul posto del disastro persone con tute bianche anticontaminazione. Anche il volontario dei vigili del fuoco Carel Boer, che intervenne sul luogo del disastro, vide gli uomini in tuta bianca. Ma a lui e a quasi tutti gli altri non venne consigliata alcuna protezione particolare, neppure durante la settimana dedicata al recupero dei cadaveri.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Lei che protezione aveva?
CAREL BOER - Volontario dei Vigili del Fuoco
Indossavo gli anfibi, evidentemente non proteggevano bene. Sono certo di aver inalato polvere di uranio, la temperatura era alta e lo schianto così forte che il cemento si era polverizzato. Avevo le mani e i piedi in questa melma ma non distinguevo ciò che toccavo, poteva esserci di tutto là, cadaveri e chissà cos'altro. Sei settimane dopo ho iniziato a non stare bene, ho iniziato con il problema ai polmoni, due mesi dopo ai piedi. Non ho idea di cosa sia, mi hanno fatto delle biopsie, deve essere una specie di eczema, non è stata fatta una diagnosi precisa e questo lo avevo già due mesi dopo il disastro.
Uso questo e altri medicinali contro la tosse (utlizzando un inalatore), mi hanno detto che si tratta di polmonite chimica.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Solo all'aeroporto dunque sapevano. La prova è negli archivi della Laka: è il manuale dei vigili del fuoco di stanza all'aeroporto dove si parla del possibile rischio contaminazione. Abbiamo chiesto conferma al gruppo di sicurezza dell'aeroporto olandese e ci hanno inviato un fax in cui si legge: "i vigili del fuoco ne sono al corrente e dopo il '92 sono state prese ulteriori misure e in caso di incidenti il servizio spegnimento dei vigili del fuoco usa sempre maschere protettive e indumenti speciali." Perché allora nessuno lo ha detto ai soccorritori intervenuti nel disastro?
VINCENT DEKKER - Giornalista
Probabilmente per l'autorità aeronautica poteva essere difficile ammettere che c'era del pericolo, anche per non creare panico. Certo che avrebbero dovuto evacuare il quartiere.
AUTRICE
Ma le autorità gettano ancora acqua sul fuoco. Il pericolo dell'uranio c'è ma soltanto se si raggiungono alte temperature che sprigionano la nube di polvere finissima di ossidi di uranio che può essere inalata o ingerita. E si continua ad escludere il rischio salute per i 100.000 abitanti del quartiere.
Il ministro dei trasporti olandese dichiara "sono stati perduti i 227 chili di uranio che si trovavano su quell'aereo ma non c'è alcun problema. Secondo un laboratorio nucleare olandese, infatti, l'uranio brucia soltanto a 1300 gradi centigradi". Sono stati raggiunti soltanto 1100 gradi centigradi dopo l'esplosione. Ma la LAKA ha in mano studi secondo i quali già a 500 gradi centigradi l'uranio brucia e si polverizza, studi fatti dalla stessa ditta che forniva uranio impoverito alla Boeing e studi fatti dall'esercito americano.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Si comincia così a ricercare i contrappesi all'uranio per dimostrare che è rimasto intatto ma dei 288 chili ne vengono ritrovati soltanto 130. Che fine hanno fatto gli altri 152?
VINCENT DEKKER - Giornalista
Contrappesi all'uranio? E' probabile che una parte sia bruciata, visto che sono stati trovati pezzi di uranio impoverito con delle bruciature sopra. Nell'hangar numero 8 dell'aeroporto.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Dirk Van Os lavorava nell'hangar n.8 al tempo dell'incidente. Ciò che restava del Boeing rimase là, per un anno e 9 mesi.
Lei era stato avvertito da qualcuno che poteva esserci del pericolo, le avevano detto di proteggersi?
DIRK VAN OS - Ex impiegato aeroporto di Amsterdam
No, non sono per niente stato avvertito di proteggermi. Ho saputo soltanto durante la commissione di inchiesta parlamentare che erano stati messi dei biglietti per avvertire del pericolo, ma in un'area dell'hangar in cui io non avevo accesso.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Lei ricorda altre persone che avevano protezioni, guanti maschere?
DIRK VAN OS - Ex impiegato aeroporto di Amsterdam
Lunedì, il giorno dopo l'incidente, entrarono 5 uomini in tuta bianca e maschere protettive. Giravano fra i rottami, sembrava che cercassero qualcosa. Io ho pensato: "che strano, loro sono così protetti e io sono qui in maglietta".
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Van Os non ci fa più tanto caso ma nel '94 comincia a stare male.
DIRK VAN OS - Ex impiegato aeroporto di Amsterdam
Ho dei seri problemi di memoria, le articolazioni mi fanno male, si è intaccato il mio sistema immunitario, ho la sindrome di stanchezza cronica. Poi non ho sensibilità sulla punta delle dita, anche un piede è insensibile. Così mi hanno dato l'invalidità sul lavoro. Nel 1997 il medico continuava a non trovare la causa dei miei mali: mi disse che dovevo imparare a conviverci.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E' così Van Os cerca l'origine dei suoi mali.
DIRK VAN OS - Ex impiegato aeroporto di Amsterdam
Si ho affittato un contatore Geiger. In alcune zone dell'hangar ho trovato che il livello di radioattività si innalzava di molto. Successivamente anche quelli della KLM hanno fatto dei controlli ritrovando gli stessi livelli. Il giorno dopo hanno chiuso l'hangar e avvertito il Ministero della Sanità.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
La tragedia del Bijlmermeer lascia dietro di sé dubbi irrisolti che cadono sempre più nel silenzio. La nube di polvere di uranio potrebbe essersi sprigionata, quella sera c'era anche molto vento, e può essersi dispersa su tutta la zona. Forse qualcosa è successo alla salute degli abitanti e dei soccorritori che, a un certo punto, non si trovano più soli perché sono in 10.000 ad avere sintomi molto simili.
CAREL BOER - Volontario dei Vigili del Fuoco
Un giorno ho letto il libro di Vincent Dekker: ho visto che tante persone coinvolte nel disastro avevano i miei stessi sintomi, solo allora ho collegato i miei problemi all'incidente.
ELLY PRIJT - Abitante di Bijlmermeer
Incredibile, guardi, incredibile quello che ho visto. Dopo lo schianto c'è stato come un attimo di silenzio eterno. Poi mio marito è corso subito là ad aiutare.
HENK PRIJT - Abitante di Bijlmermeer
Sotto i piedi vanno e vengono delle eruzioni cutanee. C'era un sacco di acqua che mi entrava nelle scarpe mentre ero là.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Si comincia a parlare di un insieme di sintomi riconducibili alla sindrome detta del Bijlmermeer.
TARCIS SCHIPPER - Presidente Associazione Vittime di Bijlmermeer
Dolori alle articolazioni, sindrome di stanchezza cronica, problemi delle vie respiratorie. Sembra sempre più evidente che si tratti di sintomi legate al sistema immunitario. E' stato sempre detto che tutti i disturbi sono dovuti al trauma, a questioni psicologiche.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Nessuna ricerca approfondita viene fatta. Viene invece avviata un'indagine statistica dall'Accademia Medica centrale per registrare facoltativamente coloro che ritengono di avere disturbi vari collegabili al disastro.
TARCIS SCHIPPER - Presidente Associazione Vittime di Bijlmermeer
Si sono registrate 5000 persone ma noi pensiamo che i malati siano molti di più, almeno il doppio. Tanti non si sono registrati e mai lo faranno.
ALBERT MAKDOEMBAKAS - Medico di Bijlmermeer
Di coloro che si sono registrati soltanto il 30% erano di colore, invece questo quartiere è popolato per l'80% da persone immigrate. Quindi, quasi tutti i medici del quartiere, hanno fin dall'inizio negato un collegamento fra la sciagura e le malattie. Adesso per loro è difficile ammettere che avevano minimizzato il problema, si creerebbero delle forti tensioni fra i medici e la gente di qui.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Il dottor Makdoembakas è il medico del quartiere che ha sempre sostenuto l'esistenza della sindrome del Bijlmermeer. E' stato addirittura sospeso per tre mesi per averlo detto in pubblico e ha scritto in una relazione tutto ciò che ha visto negli ultimi sette anni.
ALBERT MAKDOEMBAKAS - Medico di Bijlmermeer
Dal '93 ho iniziato a vedere un peggioramento di malattie preesistenti. Vedevo con frequenza patologie che il medico vede una volta l'hanno. Per esempio tanti neonati morti poco prima della nascita. Alla trentesima, quarantesima settimana, la placenta si riempie di ulcere e il feto muore. Poi un aumento della morte improvvisa, bambini nati prematuri, immaturi, con delle malformazioni, per esempio nati con sei dita, con difetti congeniti gravi, come la spina bifida e difetti cromosomici gravi. E poi molte persone giovani malate di cancro e leucemia.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma tutto resta sotto la cenere. In fondo perché fare indagini costose visto che non è stato provato che l'uranio si disperse in una nube di polvere? Ma nel 1998, soltanto un anno fa, le insistenze della LAKA portano a buon frutto. Sotto pressione il Ministero del Traffico chiede al Centro di Ricerche dell'Energia di fare una ricerca approfondita sulle temperature e il caso si riapre. Dopo anni di silenzio il caso Bijlmermeer torna d'attualità. Dunque l'uranio, con ogni probabilità, si è disperso e per fare chiarezza, anche sulle responsabilità delle autorità coinvolte, viene istituita una commissione di inchiesta parlamentare.
THEO MEIJER - Pres. Commissione Inchiesta Incidente Bijlmermeer
Abbiamo concluso che le persone coinvolte non sono state avvertite adeguatamente del pericolo e i responsabili sono sia l'autorità aeronautica, che sapeva dell'uranio e non l'ha mai detto, sia il Ministro dell'Ambiente che non ha mai attuato le misure di sicurezza per i soccorritori, per esempio, visto che sono stati messi gli avvertimenti soltanto in alcuni settori dell'hangar. Sono state prese delle misure disciplinari verso alcuni dirigenti ma non è stato avviato alcun procedimento penale.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Qui, all'Aja, si è discusso per sei mesi. 500 persone ascoltate, 90 sotto giuramento, per arrivare a una conclusione che nessuno si aspettava. La commissione dichiara esplicitamente che non può escludersi, in circostanze specifiche, che alcuni individui abbiano inalato sufficienti particelle di ossido di uranio da essere contaminati.
THEO MEIJER - Pres. Commissione Inchiesta Incidente Bijlmermeer
Questa è una delle ragioni per cui il settore dipendenti della KLM coordinerà una ricerca medica proprio per dare delle risposte ai dipendenti dell'hangar.
E poi ci sono anche i soccorritori.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Dunque verrà fatta una ricerca medica aperta a tutti i coinvolti. Forse un giorno si saprà se l'aver taciuto la presenza di quell'uranio agli abitanti e ai soccorritori può aver fatto altre vittime. O forse non si saprà mai perché molte risposte restano insolute. Molti misteri: una scatola mai ritrovata, per esempio.
VINCENT DEKKER - Giornalista
Credo che noi sappiamo cosa è successo&
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Cioè?
VINCENT DEKKER - Giornalista
Cioè che la scatola nera è stata presa da Israele.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E poi il carico di quell'aereo israeliano che trasportava materie prime per le armi. Verità che è uscita soltanto anni dopo. Ma quello delle armi è un campo minato e un grande affare. E l'uranio impoverito è arrivato anche lì.
MILENA GABANELLI in studio
E' doveroso sottolineare che su quell'aereo c'erano materie prime destinate alle fabbriche d'armi e quelle materie prime erano materiali chimici. Quindi l'uranio potrebbe essere solo una delle conseguenze di quel disastro.
Ma rimaniamo sempre sull'uranio e vediamo l'uso che ne viene fatto, invece, in campo militare.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Per disfarsi di sei milioni di tonnellate di uranio impoverito non è sufficiente usarlo come contrappeso negli aerei, cosa che comunque non si fa più dagli anni'80. Per cui negli Stati Uniti si sta cominciando ad utilizzarlo al posto del cemento armato, per costruire le case. Ma l'utilizzo principale dell'uranio impoverito è quello bellico.
MARCO SABA - Comitato "Stop Uranio 238"
E' stato utilizzato anche nei proiettili. Nella Guerra del Golfo, ad esempio, sono state bruciate più di 300 tonnellate di questi proiettili di uranio. E un alto funzionario del Pentagono ha dichiarato che con dieci guerre così si eliminerebbero le scorie nucleari degli Stati Uniti.
BAGHDAD - DICEMBRE 1998. ALCUNE IMMAGINI DELLA GUERRAVOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE (su immagini di macerie)
Siccome, a parità di massa, l'uranio impoverito pesa due volte il piombo, è l'ideale, si fa per dire, per aumentare il potere di penetrazione dei proiettili. L'esercito italiano non li ha in dotazione ma la NATO si.
GEN. GIUSEPPE MARANI - Ex portavoce NATO
Che io sappia sono dei proiettili di artiglieria e dei proiettili di cannone d'aeroplano.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
La questione è: oltre che in Iraq l'uranio impoverito è stato sparato anche nei Balcani? Il Gen. Marani era portavoce della NATO fino alla fine di aprile di quest'anno e garantisce che, almeno fino ad allora, non è stato utilizzato in Kosovo e in Serbia.
GEN. GIUSEPPE MARANI - Ex portavoce NATO
Ho fatto delle verifiche e ho chiesto anche direttamente a chi operava ai velivoli se fossero stati impiegati questi proiettili all'uranio esaurito e la risposta è stata negativa.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Se fino alla fine di aprile non sono stati usati, in seguito si. Dopo mesi di reticenze, il Pentagono ha ammesso di aver usato proiettili all'uranio esaurito anche nei Balcani.
TANA DE ZULUETA - Senatrice
La NATO non ha mai confermato ufficialmente che siano stati usati missili e proiettili all'uranio impoverito però noi abbiamo avuto la conferma da parte del Pentagono, durante una conferenza stampa a Washington nel corso dei bombardamenti.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Da questo punto in poi il mistero si infittisce. La NATO si trincera dietro il segreto militare e si rifiuta di dire quanto uranio esaurito è stato sganciato nel cuore dell'Europa e dove. E non specifica nemmeno con quali armi: se solo con i proiettili sparati dagli aerei A10 o se era contenuto anche nei missili.
PADRE J.MARIE BENJAMIN - Fondazione Beato Angelico
Sui Balcani, a 5 mesi dai bombardamenti, perché non sono pubblici? Se non c'è niente di grave se, come ho sentito dire da un colonnello della NATO, un'arma all'uranio impoverito non inquina più di un cellulare o di un orologio, come mai allora non è tutto così trasparente e ufficiale? Facciano vedere la mappa del luogo in cui hanno sparato e lascino andare sul luogo giornalisti ed esperti a fare il proprio lavoro.
GEN. GIUSEPPE MARANI - Ex portavoce NATO
Quali difficoltà possa aver avuto la NATO a fornire certe indicazioni dovrebbe chiederlo alla NATO.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
La NATO non fornisce questa risposta a nessuno, neanche al segretario dell'Agenzia per l'Ambiente delle Nazioni Unite che stava cercando di fare un'inchiesta. Nel frattempo la rete degli scienziati pacifisti si sta mobilitando per raccogliere informazioni. Ma non è facile quantificare i danni.
PEDRAG POLIC - Chimico - Università di Belgrado
Ho portato alcuni campioni, che dovrebbero essere analizzati qui in Italia, di sostanze che potrebbero rivelare una contaminazione radioattiva durante la guerra. Sono campioni di miele: i risultati li sapremo nel giro di un mese. Quello che sembra fino ad ora è che in questa guerra, e anche in quella precedente in Bosnia, sia stato usato un tipo di uranio impoverito diverso da quello che è stato usato in Iraq nella guerra del Golfo. A quanto pare è un materiale un po' meno pericoloso, non così facile a trasformarsi in aerosol e ad essere tossico quando è inalato. Questo perché, secondo le mie fonti, si è voluto prevenire il fatto che soldati occidentali dovessero essere contaminati e soffrire della sindrome del Golfo.
MILENA GABANELLI in studio
Che cos'è la sindrome del Golfo? Per capirlo andiamo in Inghilterra, nel quartier generale dei veterani inglesi che sostengono di essersi ammalati durante la guerra del Golfo.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Shaun Rusling, 40 anni, sergente, riformato per invalidità, era paramedico durante la guerra contro l'Iraq. Oggi è il presidente dell'Associazione Veterani della Guerra del Golfo.
SHAUN RUSLING - Presidente Associazione Veterani Guerra del Golfo (indicando lo schermo del computer)
In genere parlo con questo veterano statunitense e questi, vede, sono due canadesi malati. Ci sono dei giorni che mi arrivano 60 email e queste sono le schede dei veterani iscritti. Ho iniziato a stare male all'inizio del '93. Nel '94 ero già molto malato. Ho avuto una crisi tipica ed un esaurimento mentale ma non capivo cosa stesse succedendo. Dicevano che fosse stress post traumatico però dopo tanti anni mi sono reso conto che non era soltanto un problema psicologico.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Andiamo a prendere Ray Bristow, 40 anni, pensionato invalido. Era tecnico d'ospedale durante la guerra. In ospedale entravano feriti con le uniformi piene di polvere, anche d'uranio.
Immagini del filmato delle Forze Armate americane sulla tossicità e sulla radioattività dei metalli pesanti"CONTAMINATED AND DAMAGED EQUIPMENT
MANAGEMENT OPERATIONS"

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Avete mai visto prima questo video?
SHAUN RUSLING - Presidente Associazione Veterani Guerra del Golfo
No, mai.
SHAUN RUSLING - Presidente Associazione Veterani Guerra del Golfo
Certo, siamo stati come cavie da laboratorio. Dovevano misurare il nostro livello di salute per vedere come reagiva nel nostro corpo. Così hanno potuto fare questo video per l'addestramento. Soltanto vedendo ciò che è successo a noi. Durante la guerra del golfo sapevano già del pericolo ma dovevano monitorare gli effetti sui soldati: adesso sanno esattamente cosa succede.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Shaun, dunque, è convinto che sapessero. Questa è la lettera che viene dal Ministero delle Forze Armate datata agosto '93, indirizzata al portavoce dell'associazione inglese per il test nucleare ai veterani. Vi si legge che nel caso dell'uranio impoverito usato in Iraq, le istruzioni di sicurezza sono state in effetti sottovalutate, che questa missione è deplorevole ma che deve essere vista in un contesto di emergenza nel quale ci si è trovati.
SHAUN RUSLING - Presidente Associazione Veterani Guerra del Golfo
Lo sapevano da tempo e non hanno fatto altro che insabbiare, insabbiare, insabbiare.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Nel frattempo arriva Mike Kirkby, 29 anni. Era addetto al trasporto delle armi durante la guerra, oggi è invalido. Gli autisti erano tutto il giorno sulle piste, quindi molto più esposti alla polvere di uranio.
MIKE KIRKBY - Veterano Forze Armate Inglesi
E' stata mia moglie tre, quattro anni fa, a entrare in contatto con altri veterani dell'associazione. Io ero convinto che il mio stato fosse anche un problema psicologico. Poi ne ho parlato con gli altri e mi hanno raccontato di problemi che conoscevo.
SHAUN RUSLING - Presidente Associazione Veterani Guerra del Golfo
I nostri governanti dicono che non esiste la sindrome del golfo: non fanno altro che mentire, non fanno altro che mentire!
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Certo, non esiste nessuna definizione scientifica di sindrome del golfo. I veterani, quindi, sono andati in cerca dell'origine dei loro mali.
RAY BRISTOW - Veterano Forze Armate Inglesi
Sono andato a Washington. Mi hanno fatto una TAC e mi hanno trovato un buco nella parte sinistra del cervello. Ho parlato con una vedova: nell'autopsia del marito, un veterano, hanno trovato un buco nel cervello in cui poteva entrare un dito. Sul certificato di morte c'era scritto: sindrome del golfo.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Mike Capps ha 31 anni, al fronte era addetto al trasporto di carburante.
MIKE CAPPS - Veterano Forze Armate Inglesi
Stress post traumatico, emicrania, mancanza di memoria, di concentrazione, mal di schiena, artrite, osteoartrite nelle ginocchia e nelle spalle.
RAY BRISTOW - Veterano Forze Armate Inglesi
Ho problemi di memoria, dislessia. Un medico americano, visti i miei risultati, ha scritto che ho una malattia degenerativa del cervello.
SHAUN RUSLING - Presidente Associazione Veterani Guerra del Golfo
Prendo circa 10 medicine al giorno: per i dolori, la depressione, la fatica. Non riesco più a ricordare un numero di telefono.
MIKE KIRKBY - Veterano Forze Armate Inglesi
Non è facile accettare questo quando si hanno 25,26 anni e non puoi più giocare a calcio, a cricket, con i tuoi figli. Adesso posso soltanto restare seduto a guardarli mentre giocano.
SHAUN RUSLING - Presidente Associazione Veterani Guerra del Golfo
La causa di morte principale per i veterani inglesi è la leucemia chimicamente indotta e il suicidio.
MIKE KIRKBY - Veterano Forze Armate Inglesi
Io ho provato il suicidio tre volte. Prima provavo molta autocommiserazione, ma adesso penso che ho una moglie e due figli e che devo avere la volontà di vivere.
SHAUN RUSLING - Presidente Associazione Veterani Guerra del Golfo
Queste altre schede sono dei bambini malati. A nessuno fa piacere parlare dei propri figli malati ma molti lo hanno fatto dopo aver associato i problemi dei figli alla guerra.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Sempre gli stessi sintomi, sempre gli stessi problemi. Un sistema immunitario indebolito ma nessuna indagine scientifica viene fatta sui veterani, nonostante le loro insistenti richieste. Basterebbe per smentire o confermare le responsabilità dell'uranio impoverito.
MIKE KIRKBY - Veterano Forze Armate Inglesi
Vorrei che fossero onesti, che ammettessero il loro errore, ma se poi lo fanno chi si arruolerebbe più. Se qualcuno mi dicesse: "Vorrei arruolarmi" sa cosa gli direi? "guarda cosa hanno fatto a me. Non ti arruolare".
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
L'enigma della sindrome del golfo non riguarda solo i reduci ma anche la popolazione civile, come testimonia padre Benjamin che ha presentato un rapporto in Parlamento su questa tragedia.
PADRE J. MARIE BENJAMIN - Fondazione Beato Angelico
La radioattività ha provocato, soprattutto nel sud del paese, un aumento tra il 350 e il 700% di casi di leucemia e cancro. Un aumento di infezioni, di herpes. Sono centinaia i bambini nati da genitori contaminati con deformazioni spaventose, orribili. Anche dai veterani americani nascono bambini in queste condizioni.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Il dubbio è: in Europa si ripeteranno tutti questi danni? Secondo studi di fonte militare no perché l'uranio impoverito con tutto questo, secondo loro, non c'entra niente.
GEN. GIUSEPPE MARANI - Ex portavoce NATO
Ascrivere all'uranio esaurito la sindrome del golfo mi sembra un salto abbastanza poco proponibile.
IMMAGINI DELLA GUERRA DEL GOLFOVOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE (su filmato "Contaminated and damaged equipment management operations")
Se l'uranio impoverito non è pericoloso allora perché l'esercito americano nel 1995 ha realizzato questo video che spiega tutte le precauzioni che i soldati devono prendere nel trattare questo materiale? Un video che non è mai stato distribuito, forse perché avrebbe potuto abbassare il morale delle truppe. Il video descrive il modo in cui i soldati devono comportarsi in presenza di contaminazione da uranio esaurito. I soldati, protetti dalle speciali tute anticontaminazione, devono isolare gli oggetti radioattivi per evitare che si diffonda la polvere tossica. Devono poi proteggere le vie respiratorie con maschere apposite e si spiegano loro le procedure speciali per soccorrere un ferito. L'esercito americano raccomanda ai suoi soldati di minimizzare il tempo di esposizione alle radiazioni, di allontanarsi il più possibile, di indossare gli indumenti protettivi. E nonostante il fatto che perfino l'esercito americano metta in guardia i suoi soldati, ancora ci sono dubbi e discussioni sul rischio di inquinamento da uranio esaurito.
MASSIMO BRUTTI - Sottosegretario alla Difesa
Sull'uranio impoverito non c'è una certezza, non si sa quale sia il rischio ma, proprio per questo, è necessario che la comunità internazionale raggiunga una convinzione certa.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E mentre aspettiamo che sui rischi si arrivi ad una convinzione certa, c'è qualcuno che delle risposte le esige subito. E' la madre di Salvatore Vacca, della brigata Sassari, dislocata in Bosnia, morto di leucemia linfoblastica acuta nel settembre di quest'anno.
PEPPINA SECCI - Madre di Salvatore Vacca
Ho la certezza che l'ha presa lì, visto che in linea d'aria era a sette chilometri dalla Serbia quando è scoppiata la guerra. I malesseri li ha accusati sin da quei giorni. Si è confidato con un collega dicendo che si era spaventato a morte quando le bombe gli sono scoppiate molto vicine. Inoltre, in una località che loro hanno denominato "lazzaretto", si trovavano 70 ragazzi, chi dice 70 chi dice 80, e quando ho chiesto al capitano come veniva questo tipo di influenza, come loro la avevano chiamata, mi rispose che i sintomi erano vomito, diarrea, febbre altissima, anche a 42, e problemi alla gola. Tutti sintomi che aveva lui quando arrivò a casa.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Abbiamo saputo di altri due soldati che stanno male ma nessuno vuole parlare perché è in ballo il posto di lavoro.
E' stata presentata anche un'interrogazione in Parlamento per sapere se la leucemia del caporal maggiore Vacca è ricollegabile alla contaminazione radioattiva. Ma, per il momento, resta un mistero. Secondo il Ministero della Difesa i nostri soldati nei Balcani stanno tutti bene.
MASSIMO BRUTTI - Sottosegretario alla Difesa
Non abbiamo evidenze, prove di nessun genere, che mostrino che c'è un pericolo, un danno per i nostri soldati derivante dalle condizioni ambientali. Se ci fosse noi ne saremmo informati in tempo reale.
MILENA GABANELLI in studio
Tutto sotto controllo, quindi. Però proprio stamattina la terza commissione Affari Esteri della Camera ha informato che il governo italiano ha istituito una commissione tecnico-scientifica per valutare i rischi da contaminazione radioattiva nel Kosovo.
E parliamo sempre di uranio americano e di uranio europeo ma ricordiamo che ci sono quelle famose 5 milioni di tonnellate di scorie russe che, probabilmente, se ne stanno andando a spasso da qualche parte ma nessuno lo sa.
MILENA GABANELLI in studio
Certo che le verità non dichiarate prima o poi emergono con tutte le inevitabili distorsioni.
A distanza di mesi, tanto per rimanere in casa nostra, riusciamo a capire quante bombe sono state gettate nell'Adriatico, quante ne sono state recuperate e se c'è ancora pericolo per i pescatori? Bernardo Iovene.
COMANDANTE LUIGI DIANA - Caposquadra cacciamine (indicando veicoli subacquei)
Qui, sia alla nostra sinistra che alla nostra dritta, possiamo vedere i due veicoli subacquei. Questo è uno dei due, prende il nome di Min mk2 e ha la possibilità di scendere a quote profonde. Attraverso questo filo viene filocomandato dalla Centrale Operativa di Combattimento e, qui in basso, possiamo vedere che ha la possibilità di lasciare la carica vicino ad un probabile ordigno.
Attualmente quello che sta lavorando è il Pluto.


http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-a3746b73-b2ff-4c8e-aef4-0fba80ac2244.html?refresh_ce
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MessaggioOggetto: Re: Non molti Sanno : Per anni l'URANIO IMPOVERITO , viene usato per Aerei di Linea   Gio 30 Dic 2010, 19:19


Autori:
Bernardo Iovene

Argomenti:
Salute

Stagioni:
2000

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ma si sa quante bombe hanno sganciato gli americani?
COMANDANTE LUIGI DIANA - Caposquadra cacciamine
Questo si sa però io non lo so. Attualmente so soltanto di quelle che abbiamo trovato.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quante ne avete trovate?
COMANDANTE LUIGI DIANA - Caposquadra cacciamine
In questa area ne abbiamo trovate 34.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Cosa diciamo ai pescatori, comandante?
COMANDANTE LUIGI DIANA - Caposquadra cacciamine
Gli dico che possono stare tranquilli nel senso che le aree in cui è intervenuta la marina sono state bonificate e che la possibilità di trovare delle bombe è irrisoria perché tutte quelle che si immagina siano state lanciate sono state trovate.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Attualmente la situazione è questa: chi operativamente deve trovare le bombe sganciate in Adriatico non ne conosce il numero ma immagina che l'area sia bonificata. Il dato certo, invece, è che quelle ritrovate, avete sentito, sono 34 ed erano tutte nella zona dell'alto Adriatico. Ma facciamo un passo indietro e cioè al 10 maggio 1989.
JIMMY ZENNARO - Peschereccio Profeta (indicando un punto dell'imbarcazione)
Qui, vedi, al centro della pompa è scoppiata la bomba. Come puoi immaginare in un primo momento, quando abbiamo sentito l'esplosione, c'è stato un po' di panico, chi gridava, Gino che è caduto a terra.
Qui una scheggia (mostrando la gamba), sono stato ferito all'addome, alla gamba sinistra, alla mano destra, dove porto ancora dei segni (mostra la mano).La settimana prima li pescavamo e li gettavamo in mare pensando fossero dei fumogeni.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Li avevate già trovati?
JIMMY ZENNARO - Peschereccio Profeta
Già trovati. Infatti il primo giorno abbiamo pescato 10, 20, 30 di quegli ordigni.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Il 10 maggio, fra i 17.000 pescatori dell'Adriatico, qualcuno si ritrova le bombe nelle reti e le ributta in mare pensando che siano barattoli, finché una di queste scatoline esplode. Le bombe erano state buttate dalla NATO ma il nostro paese non era stato informato.

GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Precisiamo innanzitutto che si tratta di zone in acque internazionali senza nessun obbligo di coinvolgimento del paese rivierasco. Ovviamente noi sappiamo dove sono queste zone e, in sede di pianificazione, i nostri uomini erano stati messi al corrente della loro ubicazione.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quindi ovviamente gli uomini, e pensiamo ai militari che operano nel mare, sapevano.
COMANDANTE GIUSEPPE SPINOSO - Capitaneria di Porto - Chioggia
Erano state comunicate dalla NATO ai vertici militari però non erano a nostra conoscenza.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Voi non sapevate niente?
COMANDANTE GIUSEPPE SPINOSO - Capitaneria di Porto - Chioggia
Noi non sapevamo niente.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Le capitanerie, dunque, non sapevano. Allora abbiamo chiesto al Comandante dei Cacciamine.
COMANDANTE LUIGI DIANA - Caposquadra cacciamine
Io personalmente non lo sapevo. Non ero a conoscenza del fatto che gli americani lasciassero le bombe qui nell'Adriatico.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Può essere che i sindaci delle zone costiere fossero, almeno loro, informati?
FORTUNATO GUARNIERI - Sindaco di Chioggia
Si è dovuta muovere una città. Siamo dovuti andare con 70 imbarcazioni nel bacino di San Marco. Sono dovuto andare a Roma con i pescatori dal presidente D'Alema&.
RENATO GALEAZZI - Sindaco di Ancona
E' mancata una comunicazione e diciamo, sicuramente, un rispetto per le città, per le comunità, per i cittadini che vivono su questo mare. Al di là di tutto andava comunicato: se c'è un'informazione corretta e responsabile i cittadini, e anche i sindaci, capiscono.
PESCATORE
Ma quando siamo stati avvisati se la prima volta hanno detto che era una bomba del '15-'18? La prima volta ci hanno detto che era un reperto del '15-'18, poi sono andato con altri pescatori a fargli vedere che non erano bombe del '15-'18.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Dunque nessuno sapeva, né pescatori, né capitanerie, né sindaci e neppure la Presidenza del Consiglio.
Prima dell'incidente del peschereccio Profeta non si sapeva niente di queste bombe?
GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Non si sapeva niente nel senso che non era stato divulgato al pubblico.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ma neanche ai pescatori che andavano a pescare?
GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Su questo ci sono stati degli avvisi che forse non erano sufficientemente precisi nell'indicazione delle zone.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Non lo sapevano neanche quelli della Capitaneria di Porto
GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Ripeto: era una questione di imprecisione nell'indicazione delle coordinate esatte che erano necessariamente generiche&
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Voi eravate al corrente di tutto questo?
GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Nei termini in cui le ho detto.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Cioè in che termini?
GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Nei termini che sapevamo dove erano queste zone con una precisione approssimata.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Però c'è stata una mancanza di comunicazione fra voi, le capitanerie di porto, la Presidenza del Consiglio. O no?
GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Bisogna vedere cosa intende per mancanza di comunicazione&
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Nel senso che ci stava scappando il morto. I pescatori poi sono stati avvisati sull'ubicazione di queste zone e adesso le evitano accuratamente ma prima non lo sapevano.
GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Può interrompere, per cortesia?
ENZO FORNARO - Presidente Federcopesca - Veneto
Io credo che i militari avrebbero fatto bene a dire le cose come stavano anziché farci assistere al proclama del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito che ha detto che tutti erano informati. Invece a non essere informati eravamo proprio noi e le Capitanerie di Porto.
JIMMY ZENNARO - Peschereccio Profeta
Certamente le autorità in un primo momento, specialmente gli artificieri, hanno detto su tutti i giornali che erano ordigni della seconda guerra mondiale&
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Gli artificieri sono molto competenti?
COMANDANTE LUIGI DIANA - Caposquadra cacciamine
Sono competenti ma anche una persona non competente riesce a distinguere una mina della seconda guerra mondiale da una mina nuova o una bomba nuova.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE (su immagini di bombe)
E' possibile pensare che queste bombe siano della seconda guerra mondiale?
TELEFONATA TRA L'AUTORE ED UN ARTIFICIEREAUTORE
Sappiamo che lei era uno degli artificieri arrivato prima. Quindi è stato un suo errore di valutazione?
VOCE DELL'ARTIFICIERE
Non un'errore di valutazione, non si conosceva il materiale. Nessuno sapeva che c'erano queste bombe in Adriatico. Lei lo sapeva?
AUTORE
No, io non lo sapevo.
VOCE DELL'ARTIFICIERE
E appunto. D'altra parte anche noi non ci possiamo inventare le cose. Uno presume: l'ultima guerra quando c'è stata? La seconda guerra mondiale. E allora si presume che siano di allora.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quindi nessuno ha avvisato che erano state buttate le bombe. Ma quante ne sono state sganciate?
COMANDANTE LUIGI DIANA - Caposquadra cacciamine
Attualmente non sono a conoscenza di questo dato. Non so quante bombe hanno rilasciato all'interno di queste aree.
GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Abbiamo dei numeri che sono ragionevolmente precisi sulle bombe sganciate. Durante questa operazione sono state ritrovate altre bombe riferibili ad altre operazioni anche molto lontane nel tempo, per cui non possiamo essere assolutamente certi sul numero di quelle presenti sul fondo dell'Adriatico.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ma la NATO ha comunicato il numero del rilascio?
GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Sissignore.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Il numero del recupero lo sappiamo?
GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Il numero del recupero lo sappiamo. Diciamo che mancano all'appello un certo numero di ordigni che stiamo appunto cercando con i cacciamine che sono ancora in operazione.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Poiché i numeri esatti nessuno ce li dice facciamo riferimento al documento della Presidenza del Consiglio. Il comunicato del 24 maggio dice che sono stati sganciati 143 ordigni di cui 7 bombe a grappolo. Cosa sono le bombe a grappolo?
COMANDANTE GIUSEPPE SPINOSO - Capitaneria di Porto - Chioggia (su fotografie di bombe)
Sono dei contenitori che vengono sganciati dall'aereo e contengono circa 200 ordigni.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ritorniamo al documento del 24 maggio nel quale la Presidenza del Consiglio viene rassicurata dalla NATO che non verranno più gettate bombe in Adriatico. Ricordiamo che gli ordigni erano 143 e le bombe a grappolo, di cui ognuna contenente 200 piccole altre bombe, erano 7. Ma con il comunicato ANSA del 29 luglio le bombe a grappolo trovate dai cacciamine nell'alto Adriatico, passano da 7 a 10.
Tra quelle rilasciate e quelle prelevate non si riesce a fare un conto. Secondo lei perché?
RENATO GALEAZZI - Sindaco di Ancona
Perché i conti non tornano mai. Siamo sulle 150 bombe, 158 o 200. Questo e il problema.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Attualmente i cacciamine rimasti in operazione sono tre. Tutti nell'alto Adriatico. Ma sappiamo che tipo di bombe erano state sganciate?
GEN. VINCENZO CAMPORINI - Stato Maggiore della Difesa
Abbiamo trovato bombe di impiego generale e bombe di tipo intelligente, che sono bombe normali con un kit di guida per il tiro di precisione.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ma sul recupero almeno siamo certi? Pare di si: complessivamente sono 34, recuperate tutte nell'alto Adriatico dove non ce ne sarebbero più, come conferma il comandante di cacciamine.
COMANDANTE LUIGI DIANA - Caposquadra cacciamine
Nelle aree in cui siamo andati a lavorare non ci sono mine.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
I pescatori, invece, dicono ben altro perché continuano a trovarle.
PESCATORE
Io le ho viste quando le hanno buttate là. Però non è che le ho pescate.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Se ne trovano ancora?
ENZO FORNARO - Presidente Federcopesca - Veneto
Purtroppo si, nonostante l'attività di bonifica realizzata dalla nostra Marina con impiego notevole di mezzi ma con risultati non del tutto soddisfacenti.
JIMMY ZENNARO - Peschereccio Profeta
Qualcuno che ho sentito in giro ha ripescato questi oggetti ma velocemente li ha ributtati in mare, per paura di qualche scoppio. Tutti sanno cosa è successo a noi del Profeta e sanno che siamo salvi per miracolo.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quindi se diamo per buoni i dati NATO, all'appello mancano 109 bombe di cui tre sono nell'alto Adriatico e altre 106 nel basso Adriatico dove, evidentemente, nessuno le sta cercando anche perché lì le acque sono più profonde. Ma tra poco i pescatori del basso Adriatico si sposteranno proprio in quelle zone.
PESCATORE
Ora stiamo facendo le pesche qui. Quando si faranno le pesche buone si vedrà, nelle zone dove si pensa siano state gettate le bombe.
MILENA GABANELLI in studio
E speriamo che non succeda più nulla. Comunque, per amore di precisione, come abbiamo sentito la NATO aveva comunicato a fine maggio al governo italiano che il numero delle bombe lanciate nell'Adriatico erano 143. Bene: il resoconto di un'interrogazione parlamentare di qualche giorno fa, in relazione ad una nuova comunicazione della NATO al governo italiano, parla di 235 bombe.


http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-a3746b73-b2ff-4c8e-aef4-0fba80ac2244.html?refresh_ce
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MessaggioOggetto: Re: Non molti Sanno : Per anni l'URANIO IMPOVERITO , viene usato per Aerei di Linea   Gio 30 Dic 2010, 19:30

L'uranio impoverito è ottenuto come scarto del procedimento di arricchimento dell'uranio. La miscela di 235U e 238U, con arricchimento maggiore in 235U della concentrazione naturale (0,7110%), costituisce l'uranio arricchito utilizzato come combustibile nelle centrali nucleari e come principale elemento detonante nelle armi nucleari.
Il materiale risultante consiste principalmente in 238U, che ha una minore attività specifica dell'uranio naturale.
Il termine è una traduzione dall'inglese depleted uranium, che a volte viene tradotto gergalmente con il termine uranio depleto. Il terzo isotopo naturale dell'uranio (234U), si concentra a sua volta nell'uranio arricchito e si disperde nell'uranio impoverito.
L'estrazione, a partire dall'uranio contenuto in minerali naturali o dal combustibile irradiato prodotto dalle centrali nucleari, avviene in diversi modi, ed il risultato finale è un prodotto in cui la percentuale di 235U è più bassa che nel materiale originale (passa dallo 0,7110% allo 0,25-0,4%).
Da 12 kg di uranio naturale si ottengono all'incirca 1 kg di uranio arricchito al 5% di 235U e 11 kg di uranio impoverito.[1]
Quasi tutto (circa il 95%) l'uranio impoverito è conservato sotto forma di esafluoruro di uranio (UF6), in cilindri stoccati all'aperto, per evitare il pericolo di accumulo di acido fluoridrico in caso di incidenti.[2]
L'uranio impoverito nel ciclo del combustibile nucleare





Nel ciclo attuale del combustibile nucleare, a partire dall'uranio purificato, si ottengono il combustibile arricchito (al 3,5% di U235) ed una grande quantità di uranio impoverito di scarto. Dopo l'uso in reattori, si ottiene il "combustibile esausto" che presenta elevata radiotossicità e complesse problematiche di trattamento: il materiale può essere soggetto a riprocessamento o allo smaltimento come scorie radioattive.
L'uranio impoverito può essere miscelato con il plutonio ottenuto dal riprocessamento per la produzione di combustibile MOX, che ha un comportamento fisico simile a quello del combustibile originario e può essere utilizzato assieme all'uranio.





Serbatoio di esafluoruro di uranio (impoverito), con evidenziata una perdita



Utilizzi civili


L'uranio impoverito viene utilizzato in vari campi dell'industria civile. Questo utilizzo è favorito da alcune caratteristiche:

  • la sua alta densità, che si traduce in un elevatissimo peso specifico;
  • il basso costo;
  • la relativa abbondanza (dovuta al fatto che da più di 40 anni si accumula nei depositi materiale di scarto radioattivo);
  • duttilità;
  • capacità di assorbire le radiazioni.

I suoi due usi civili più importanti sono come materiale per la schermatura dalle radiazioni (anche in campo medico) e come contrappeso in applicazioni aerospaziali, come per le superfici di controllo degli aerei (alettoni e piani di coda), e navali.
Nel disastro aereo di un Boeing 747 ad Amsterdam, nel 1992, si accertò la mancanza di circa 150kg dell'uranio impoverito, su un totale di 282kg[4][5]. Esso è usato anche nei pozzi petroliferi come parte delle sinker bars, cioè pesi usati per fare affondare strumentazioni nei pozzi pieni di fango.
È usato anche nei rotori giroscopici ad alte prestazioni, nei veicoli di rientro dei missili balistici, negli yacht da competizione come componente della deriva e nelle mazze da golf.
Utilizzi militari [modifica]

Munizione APFSDS Americana M829; la parte in bianco (a destra) è composta da una lega all'uranio impoverito




Oltre che in applicazioni civili, l'uranio impoverito viene usato nelle munizioni anticarro e nelle corazzature di alcuni sistemi d'arma.
Se adeguatamente legato e trattato ad alte temperature (ad esempio con 2% di molibdeno o 0,75% di titanio; temprato rapidamente a 850 °C in olio o acqua, successivamente mantenuto a 450 °C per 5 ore), l'uranio impoverito diviene duro e resistente come l'acciaio temperato (sollecitazione a rottura di ca. 1 600 MPa).
In combinazione con la sua elevata densità, se usato come componente di munizioni anticarro esso risulta molto efficace contro le corazzature, decisamente superiore al più costoso tungsteno monocristallino, il suo principale concorrente.
Per questo, ed essendo inoltre estremamente denso e piroforico (capace di accendersi spontaneamente), negli anni sessanta le forze armate statunitensi iniziarono ad interessarsi all'uso dell'uranio impoverito.
La tipica munizione all'uranio impoverito è costituita da un rivestimento (sabot) che viene perduto in volo per effetto aerodinamico e da un proiettile penetrante, chiamato "penetratore", che è la parte che effettivamente penetra nella corazzatura, per il solo effetto dell'alta densità unita alla grande energia cinetica dovuta all'alta velocità. Il processo di penetrazione polverizza la maggior parte dell'uranio che esplode in frammenti incandescenti (fino a 3 000 °C) quando colpisce l'aria dall'altra parte della corazzatura perforata, aumentandone l'effetto distruttivo. Le munizioni di questo tipo vengono chiamate in "gergo" militare API, Armor Piercing Incendiary Ammunitions ovvero munizioni incendiarie perforanti.
Circa 300 tonnellate di uranio impoverito sono state esplose durante la prima guerra del Golfo (principalmente dai cannoni GAU-8a da 30 mm degli aeroplani d'attacco A-10 Thunderbolt, ogni proiettile dei quali conteneva 272 grammi di uranio impoverito).
L'uranio impoverito è stato usato anche in Bosnia, nella guerra del Kosovo e nella Operazione Enduring Freedom (OEF), in misura minore.
L'utilizzo di uranio impoverito da parte delle forze armate italiane, pur essendo stato ripetutamente negato in documenti ufficiali dei Ministri della Difesa nonché dai vertici militari, è sospettato da molte organizzazioni della società civile e da periodiche notizie di stampa, anche alla luce dei numerosi casi di tumore (tra cui il linfoma di Hodgkin), che si sono verificati sia tra il personale militare che tra quello civile, nelle basi militari. [senza fonte]
Liceità dell'uso di uranio impoverito come arma [modifica]

I punti rossi indicano le zone in cui sono stati usati munizionamenti ad Uranio impoverito





Nel 2001 Carla del Ponte, allora a capo del Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia affermò che l'uso di armi all'uranio impoverito da parte della NATO avrebbe potuto essere considerato un crimine di guerra.[6]
Tuttavia questo punto di vista non è però generalmente accettato, dato che non esiste un trattato ufficiale sul bando delle armi all'uranio impoverito, né leggi internazionali che le vietino espressamente, come fu concluso poco dopo da uno studio commissionato dal predecessore della del Ponte, Louise Arbour. [7]
Effetti sull'uomo e sull'ambiente


Meccanismi di contaminazione


Quando un penetratore all'uranio impatta su un obiettivo, o quando un carro armato con corazzatura all'uranio prende fuoco, parte dell'uranio impoverito brucia e si frammenta in piccole particelle. I penetratori all'uranio impoverito che non colpiscono l'obiettivo possono rimanere sul suolo, essere sepolti o rimanere sommersi nell'acqua, ossidandosi e disgregandosi (decadendo) nel corso del tempo (emivita di 4,46 mld di anni).
La dimensione delle particelle di uranio create, la facilità con cui esse possono essere inalate o ingerite e la loro capacità di muoversi attraverso l'aria, la terra, l'acqua o nel corpo di una persona dipendono dalla maniera in cui si è polverizzato l'uranio impoverito metallico. I test dell'esercito statunitense hanno dimostrato che quando un penetratore all'uranio impoverito colpisce un obiettivo, dal 20 al 70% del penetratore brucia e si frammenta in piccole particelle. Ciò significa che a seguito dell'impatto di un penetratore all'uranio impoverito da 120mm contro un bersaglio corazzato si liberano da 1 a 3 kg di polvere di uranio radioattiva ed altamente tossica. Un carro armato colpito da tre di queste munizioni e l'area attorno ad esso potrebbero essere contaminati da 3 a 9 kg di particolato di uranio. Naturalmente la polvere prodotta da un impatto iniziale potrebbe essere rimessa in sospensione da impatti successivi e dal vento.
Esplosioni di test e studi sul campo hanno mostrato che la maggior parte della polvere prodotta dagli impatti (costituita dal proiettile stesso ed in maggior proporzione dal bersaglio stesso) finisce per depositarsi entro un raggio di 50 metri dal bersaglio. Tuttavia, considerando le particelle più fini (tra il miliardesimo ed il milionesimo di metro), pur costituendo una parte relativamente ridotta della massa totale, queste saranno disperse in atmosfera ricadendo nelle vicinanze dato l'alto valore di peso specifico.
L'uranio impoverito è un metallo pesante radioattivo. Un contatto diretto e prolungato con munizioni o corazzature all'uranio impoverito può causare effetti clinici nefasti solo se l'uranio è esposto e direttamente in contatto con la cute; basta un solo foglio di carta (o lo strato cheratinizzato dell'epidermide) per fermare le pesanti particelle Alfa. Resta quindi pericoloso solo se direttamente inalato, ingerito, o posto a contatto di ferite.
La tossicità chimica dell'uranio impoverito rappresenta la fonte di rischio più alta a breve termine, ma anche la sua radioattività può causare problemi clinici nel lungo periodo (anni o decenni dopo l'esposizione).
Il pericolo principale di contaminazione è quindi l'inalazione, seguito dal contatto e dall'assorbimento mediante il ciclo alimentare o attraverso l'acqua. Un pericolo particolare deriva dall'incorporazione di particelle di uranio impoverito attraverso le ferite, che le porta direttamente a contatto con i tessuti vitali.
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