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 EMP : Onde elettromagnetiche, scie chimiche e melatonina

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CYBORG
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MessaggioTitolo: EMP : Onde elettromagnetiche, scie chimiche e melatonina   Dom 09 Gen 2011, 22:15

La Bomba EMP (più comunemente note come "bomba interferenza") fa la sua prima comparsa in Halo Wars dove ogni leader UNSC può chiamare un bombardiere Shortsword che sganci la bomba, che ha il semplice effetto di annullare le abilità speciali delle unita o dei leader nel suo raggio d'azione.
Non è potenziabile, a differenza degli altri poteri, per questo ha anche un costo più contenuto.
Consiste nell'attacco immediato di un caccia Shortsword che rilascia un dispositivo simile ad una bomba inesplosa, ed emette una sorta di onda visibile nel terreno. Disattiva immediatamente il potere di un leader (covenant) e, nel caso si tratti di un Comandante Brute, impedisce l'esplosione della Sfera di Energia. Anche i Leader UNSC non possono utilizzare i loro poteri nell'area che ha subito l'effetto della bomba.


BOMBA ELETTROMAGNETICAUn'ARMA Di DISTRUZIONE TOTALE ELETTRONICA
SCRITTO DA CARLO KOPP, ANALISTA DELLA DEFENSE, MELBOURNE, AUSTRALIA

Le tecniche della generazione di impulso di alta alimentazione e la tecnologia di microonda elettromagnetiche di alta
alimentazione hanno fatto maturare al punto in cui le E-bombe pratiche (bombe elettromagnetiche) stanno diventando
tecnicamente fattibili, con le nuove applicazioni sia nella guerra strategica che tattica delle informazioni. Lo sviluppo dei
dispositivi convenzionali della E-bomba permette il loro uso nei confronti non nucleari. Questa carta discute le funzioni
della base di tecnologia, tecniche di consegna dell'arma e propone un fondamento doctrinal per l'uso di tali dispositivi nelle
applicazioni della bomba e del warhead.L'esecuzione efficiente di una campagna di IW contro un avversario industriale o post-industrial moderno
richiederà l'uso degli attrezzi specializzati destinati per distruggere i sistemi d'informazione. Le bombe
elettromagnetiche costruite a questo fine possono fornire, dove trasportato attraverso i mezzi adatti, un attrezzo
molto efficace a questo fine.
L'Effetto di EMP
L'effetto elettromagnetico di impulso (EMP) in primo luogo è stato osservato durante il primo esame delle armi
nucleari di airburst di alta altezza. L'effetto è caratterizzato dalla produzione di un impulso elettromagnetico molto
corto (centinaia dei nanosecondi) ma intenso, che si propaga via dalla relativa fonte con intensità mai
diminuente, governato dalla teoria di elettromagnetismo. L'impulso elettromagnetico è in effetti un'onda di scossa
elettromagnetica.
Questo impulso di energia produce un campo elettromagnetico potente, specialmente in prossimità del burst
dell'arma. Il campo può essere sufficiente forte produrre le tensioni transitorie di breve durata delle migliaia dei
volt (chilovolt dello IE) sui conduttori elettrici esposti, quali i legare, o le piste conduttive sui bordi stampati del
circuito, dove esposto.
È questa funzione dell'effetto di EMP che è di importanza militare, poichè può provocare il danneggiamento
irreversibile di una vasta gamma di attrezzature elettriche ed elettroniche, specialmente dei calcolatori e delle
riceventi del radar o della radio. Conforme alla durezza elettromagnetica dell'elettronica, una misura di resilienza
dell'apparecchiatura a questo effetto e l'intensità del campo ha prodotto dall'arma, l'apparecchiatura può
irreversibilmente essere danneggiata o in effetti essere distrutto elettricamente. Danni inflitti non sono dissimili
che hanno sperimentato con esposizione ai colpi di lampo vicini di prossimità e possono richiedere il rimontaggio
completo dell'apparecchiatura, o almeno le parti notevoli di ciò.
Il materiale informatico commerciale è particolarmente vulnerabile agli effetti di EMP, poichè in gran parte è
sviluppato dei dispositivi ad alta densità a semiconduttore dell'ossido di metallo (MOS), che sono molto sensibili
ad esposizione ai passeggeri ad alta tensione. Che cosa è significativo circa i dispositivi del MOS è che l'energia
pochissima è richiesta permanente per ferirla o distruggere, tutta la tensione dentro al di sopra dei dieci dei volt
può produrre tipicamente un effetto chiamato ripartizione del cancello che distrugge efficacemente il dispositivo.
Anche se l'impulso non è abbastanza potente produrre danni termici, il gruppo di alimentazione
nell'apparecchiatura assicurerà prontamente abbastanza energia per realizzare il processo distruttivo. I dispositivi
ferriti possono calmare la funzione, ma la loro affidabilità sarà alterata seriamente. La protezione dell'elettronica
dal telaio dell'apparecchiatura assicura soltanto la protezione limitata, poichè tutti i cavi che funzionano dentro e
fuori dall'apparecchiatura si comporteranno molto come le antenne, in effetti guidanti i passeggeri ad alta
tensione nell'apparecchiatura.
I calcolatori utilizzati nei sistemi dell'elaborazione dei dati, nei sistemi di comunicazione, nelle esposizioni, nelle
applicazioni industriali di controllo, compreso la strada e la guida che segnalano ed in quelle incastonate in
attrezzature militari, quali i processor del segnale, nei controlli di volo elettronici e nei sistemi di controllo digitali
del motore, sono tutti potenzialmente vulnerabili all'effetto di EMP.
Altri dispositivi elettronici ed il materiale elettrico possono anche essere distrutti dall'effetto di EMP.
L'apparecchiatura di telecomunicazioni può essere altamente vulnerabile, dovuto la presenza dei cavi di rame
lunghi fra i dispositivi. Le riceventi di tutte le varietà sono particolarmente sensibili a EMP, come i transistori ad
alta frequenza miniatura altamente sensibili ed i diodi in tale apparecchiatura sono distrutti facilmente tramite
esposizione ai passeggeri elettrici ad alta tensione. Di conseguenza il radar e l'apparecchiatura di guerra elettronica, il satellite, la microonda, la frequenza ultraelevata, il VHF, l'HF e l'apparecchiatura di comunicazioni
bassa della fascia e l'apparecchiatura della televisione sono tutto potenzialmente vulnerabile all'effetto di EMP.
È significativo che le piattaforme militari moderne sono imballate densamente con apparecchiatura elettronica ed
a meno che queste piattaforme siano indurite bene, un dispositivo di EMP può ridurre sostanzialmente la loro
funzione o renderlo inutilizzabili.

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Ultima modifica di CYBORG il Lun 10 Gen 2011, 12:24, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: Re: EMP : Onde elettromagnetiche, scie chimiche e melatonina   Dom 09 Gen 2011, 22:19

Alla bbc,è stato fatto rifferimento a quanto sta accadendo,sull'uso di una BOMBA EMP.
Per rendere atto di cosa sia questa devastante bomba( di supperiore piu devastante di quella atomica)

Il documento qua sotto in PDF speiga cosa essa sia e cosa potrebbe causare se essa venisse impiegata:

http://www.next-up.org/pdf/It_Untitled.pdf

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MessaggioTitolo: Re: EMP : Onde elettromagnetiche, scie chimiche e melatonina   Lun 10 Gen 2011, 12:22


L'incredibile effetto EMP
delle armi nucleari











Nonostante le riduzioni effettuate negli anni Novanta, rimangono nel mondo circa
30.000 testate nucleari, sufficienti a distruggere il nostro pianeta 25 volte.
Secondo i dati ufficiali, la Russia ha ammesso di possedere 20.000 bombe, gli
Stati Uniti 10.500, la Francia 450, la Cina 400 e la Gran Bretagna 185. Secondo
alcuni osservatori Israele ne possiede almeno 200, seguono India, Pakistan e
Corea del Nord. In realtà tali dati sono quelli ufficiali, mentre quelli reali
sono cifre superiori.


Le armi nucleari si trovano dislocate in tutti i paesi del mondo, questo perché
le superpotenze fanno mettere installazione e depositi di armi nucleari in tutti
i Paesi alleati. L'Italia da decenni ha installazioni missilistiche nucleari e
depositi di armi nucleari.


Sulle armi nucleari essenzialmente si sanno solo dettagli marginali, poiché
tutto ciò che le riguarda è coperto da un altissimo livello di segretezza. Di
sicuro si sa che si è prodotti e si continua a produrre armi nucleari di ogni
tipo, sicuramente superiori a qualsiasi necessità di una guerra nucleare contro
qualsiasi nazione, e sicuramente senza motivo dato che una guerra nucleare di
vaste proporzioni è impossibile già da tempo, dato lo scenario politico globale.


Di armi nucleari ne esistono di ogni grandezza, sia fisica che di potenza, e
questo già da molto tempo. Per esempio, nel 1961, in una serie di test nucleari,
l'URSS fece esplodere la più potente bomba H mai realizzata (la bomba Zar) che
liberò energia pari a 57 megatoni, ovvero oltre 4 500 volte più potente della
bomba all'uranio lanciata su Hiroshima (Little Boy).
Tra gli effetti di un'esplosione nucleare, quello che ci interessa è l'effetto
EMP o impulso elettromagnetico. Durante la reazione nucleare avviene una
temporanea separazione di cariche elettriche che genera un campo
elettromagnetico istantaneo, contemporaneo al lampo: a distanza di alcuni
chilometri dal sito dell'esplosione, si possono ancora avere tensioni indotte
nei circuiti elettrici di molte migliaia di volt, che portano in genere alla
immediata distruzione degli stessi se non sono appositamente schermati.



Tra i tipi di esplosione nucleare, è bene sottolineare quelle aero-alte:
esplosione nella stratosfera, con forte rilascio di particelle alfa e beta e
scarso rilascio di radiazioni gamma, che però vengono fermate dall'atmosfera;
nessun danno agli esseri umani ma viene rilasciato un gigantesco impulso
elettromagnetico (EMP, Electro Magnetic Pulse) che distrugge qualunque
apparecchiatura elettronica non protetta da adeguata schermatura; inoltre
vengono azzerate le comunicazioni radio per un certo periodo a causa dei
disturbi.


Di fatto le armi nucleari sono delle bombe elettromagnetiche o bombe-E (E-bomb),
cioè è un'arma progettata per mettere fuori uso i componenti elettronici in un
vasto raggio di azione mediante un impulso elettromagnetico o EMP (electro
magnetic pulse), che si propaga alla velocità della luce per una zona vastissima.
Questo intenso flusso di energia elettromagnetica può essere generato per
effetto Compton o fotoelettrico. In entrambi i casi si può avere generazione di
elettroni ad alta energia ed è ipotizzabile l’impiego di ordigni esplosivi in
grado di sfruttare questi fenomeni fisici stimolando l’emissione di elettroni
dei materiali di cui sono costituiti o dei mezzi circostanti. Gli intensi campi
elettrici e magnetici risultanti possono accoppiarsi con gli apparati elettrici
o elettronici circostanti creando extracorrenti o picchi di tensione in grado di
danneggiare i circuiti. Normalmente questo tipo di effetti associati alle
esplosioni è nascosto dagli effetti della deflagrazione nel caso di esplosioni
convenzionali, ma è più evidenziabile in raggi di azione molto più vasti nel
caso di detonazioni nucleari o di ordigni progettati specificamente per generare
una “onda d’urto elettromagnetica”.


Sono state appositamente costruite armi nucleari che massimizzano l'effetto EMP
prodotto, attraverso l'emissione di un intenso effetto EMP alla velocità della
luce in modo da disegnare una sfera di centinaia di KM intorno all'esplosione.
Sono state prodotte anche armi nucleari con effetti EMP per abbattere satelliti
nemici o missili nemici nello spazio, senza danni per le apparecchiature
elettriche a terra.















Le armi EMP più potenti sono le armi nucleari, il cui disturbo elettromagnetico
è senza eguali.
La funzione di arma EMP è più efficace se la bomba esplode nell'alta atmosfera,
il che non provoca danni alle forme viventi che vi si trovino al di sotto, ma
comporta una ricaduta di un impulso di disturbo elettromagnetico su un'area
vastissima.
Questa strategia militare è già stata definita da usare in casi estremi per la
conquista di un territorio senza danneggiare le persone.
Le superpotenze hanno iniziato a fare esperimenti del genere sin dal 1962, con
estremo interesse verso questa cosa e verso lo speciale flusso di energia
elettromagnetica che può essere generata dall'esplosione.
Questo intenso flusso di energia elettromagnetica può essere generato per
effetto Compton o fotoelettrico. In entrambi i casi si può avere generazione di
elettroni ad alta energia ed è ipotizzabile l’impiego di ordigni esplosivi in
grado di sfruttare questi fenomeni fisici stimolando l’emissione di elettroni
dei materiali di cui sono costituiti o dei mezzi circostanti. Gli intensi campi
elettrici e magnetici risultanti possono accoppiarsi con gli apparati elettrici
o elettronici circostanti creando extracorrenti o picchi di tensione in grado di
danneggiare i circuiti. Normalmente questo tipo di effetti associati alle
esplosioni è nascosto dagli effetti della deflagrazione nel caso di esplosioni
convenzionali, ma è più evidenziabile in raggi di azione molto più vasti nel
caso di detonazioni nucleari o di ordigni progettati specificamente per generare
una “onda d’urto elettromagnetica”.



L’impulso elettromagnetico o EMP (electro magnetic pulse) fu osservato
estensivamente per la prima volta durante gli esperimenti nucleari della serie
Fishbowl, comprendenti i test Starfish, Checkmate, Bluegill e Kingfish condotti
all'inizio degli anni anni '60 con esplosioni nell’alta atmosfera. Durante
queste detonazioni si verificò la generazione di un forte impulso
elettromagnetico che si propagò in tutte le direzioni come un’onda d’urto e con
una intensità che inizialmente era stata sottostimata. Questa onda d’urto
elettromagnetica fu in grado di indurre elevate correnti nei dispositivi
elettrici e elettronici anche posti a notevoli distanze. I picchi di corrente in
alcuni casi furono di entità tale da generare il calore sufficiente a portare a
temperatura di fusione i circuiti o a interrompere i fusibili. Si dimostrò,
quindi, la potenziale capacità di ottenere pesanti danni su vasti territori, pur
senza causare direttamente perdite di vite umane, ma rendendo inefficienti i
sistemi elettrici ed elettronici
I resoconti più completi si hanno sugli effetti sperimentati sulle isole Hawaii
nel caso della esplosione Starfish Prime, un test nucleare che portò
all'esplosione a 400 km di quota di una testata da 1,4 Mton il 9 luglio 1962.
Gli effetti EMP furono evidenti anche a oltre 1300 km di distanza e le
misurazioni portarono ad una prima comprensione del fenomeno.
I componenti soggetti a questo tipo di danni sono (elencando in ordine
decrescente di vulnerabilità):



-
circuiti integrati (IC), processori (CPU), componenti a base silicio in genere.

-
transistor.
-
valvole termoioniche
-
induttanze e motori.



Di conseguenza la tecnologia a transistor è più vulnerabile, mentre le vecchie
apparecchiature a valvole potrebbero sopravvivere a questi attacchi. Comunque
studi successivi hanno meglio caratterizzato la suscettibilità all’EMP dei
dispositivi a semiconduttori verificando diverse sensibilità. Come risultato si
è verificato che i circuiti integrati con tecnologia bipolare sono più
resistenti rispetto a quelli utilizzanti tecnologie FET e specialmente MOSFET.
L’Unione Sovietica aveva condotto ricerche significative mirate a sviluppare e
produrre ordigni nucleari da utilizzare nell’alta atmosfera e venne di seguito
imitata dagli Stati Uniti e dal Regno Unito.
Le armi nucleari specializzate nella produzione di EMP appartengono alla terza
generazione di armi nucleari.
Le armi elettromagnetiche sono ancora essenzialmente ad alto livello di
classifica di segretezza, ma gli analisti militari e gli esperti generalmente
ipotizzano che le bombe-E utilizzino sorgenti con generatori a compressione
esplosiva del flusso. Secondo alcune fonti, la U.S. Navy ha utilizzato bombe
elettromagnetiche sperimentali durante la guerra del golfo del 1991. Questo tipo
di bombe era armato con dispositivi che convertivano l’energia degli esplosivi
convenzionali in un impulso elettromagnetico. La CBS News ha riferito
dell’utilizzo di una bomba-E sulla TV Irachena durante la guerra in Iraq del
2003, ma la notizia non è stata confermata da fonti ufficiali.
Tuttavia, il metodo più semplice, efficace e potente per produrre un effetto EMP
potente e vasto rimane l'utilizzo di armi nucleari
con esplosioni nell'alta atmosfera, che non danneggiano le persone a terra ma
solo tutto ciò che collegato ed è sensibile all'energia elettromagnetica.

Questo disegno ufficiale fa ben capire l'enorme vastità dell'effetto EMP di una
esplosione nucleare nell'alta atmosfera a diverse altitudini:

















Tutto quello che riguarda l'impulso EMP di una esplosione nucleare ad alta quoto
è ben spiegato anche nei seguenti link (in inglese):

http://glasstone.blogspot.com/2006/03/emp-radiation-from-nuclear-space.html

http://en.wikipedia.org/wiki/High_altitude_nuclear_explosion

http://www.johnstonsarchive.net/nuclear/hane.html





Eventualmente, per chi cerca informazioni accurate e scientifiche
sull'argomento, può leggere questo rarissimo e completo libro in inglese:



http://www.archive.org/details/engineeringwithn00plowrich

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MessaggioTitolo: Re: EMP : Onde elettromagnetiche, scie chimiche e melatonina   Lun 10 Gen 2011, 12:23


Onde elettromagnetiche, scie chimiche e melatonina





La melatonina è un ormone derivato dall'amminoacido triptofano e secreto dall'epifisi. L'epifisi è una struttura diencefalica impari e mediana, di forma ovoidale, situata in corrispondenza della volta del terzo ventricolo. La melatonina è prodotta ritmicamente in funzione dell'alternanza luce-buio, con concentrazioni nel plasma più elevate nelle ore notturne. La melatonina è quindi un sincronizzatore dei bioritmi e limita gli effetti negativi associati al cambiamento del fuso orario, in seguito a viaggi aerei molto lunghi (il disturbo noto come jet lag). E' stato dimostrato che la melatonina svolge una funzione protettiva nei confronti dei radicali liberi. Essa possiede anche altre proprietà terapeutiche: è efficace contro certe forme di insonnia e contro alcuni tumori. La melatonina è oggetto di crescente interesse in campo medico e farmacologico.

Senza dubbio uno degli scopi malevoli delle scie chimiche in sinergia soprattutto con le onde elettromagnetiche è quello di alterare gli equilibri biologici, influendo negativamente sul sonno e sulla fase R.E.M., associata all'attività onirica. La fase R.E.M. costituisce il 20-25 per cento del sonno totale nell'adulto ed il 50 per cento nel neonato. Un'attività onirica disturbata è all'origine di scompensi, quali irritabilità, aggressività, tensione nervosa, senso di spossatezza, difficoltà di concentrazione... Naturalmente un sonno riposante è indispensabile per gli esseri viventi, poiché favorisce il processo di riorganizzazione dei circuiti nervosi cerebrali ed il consolidamento di alcuni processi mnemonici.

L'interferenza dei campi magnetici artificiali, irradiati illegalmente anche nelle ore notturne, con le onde emesse dal cervello è un altro aspetto deleterio. Per queste ragioni l'attività di irrorazione e soprattutto l’irradiazione di onde di varia lunghezza e frequenza non si interrompe di notte e si intensifica durante alcune fasi lunari, quando la secrezione di melatonina aumenta. Il professor Angelo Gino Levis, già docente ordinario di Mutagenesi ambientale all'Università di Padova, ci ricorda che le emissioni elettromagnetiche, tra i vari effetti dannosi, determinano una riduzione della sintesi della melatonina.

Così, vedremo agevolmente nelle notti di luna piena aerei chimici e scie che solcano il cielo, rischiarate dalla luce del satellite. Tra l'altro, la coltre chimica impedisce alla radiazione infrarossa di disperdersi nello spazio, essendo riflessa verso il suolo, sicché l'escursione termica tra il giorno e la notte diminuisce con incremento del fenomeno definito correttamente "effetto atmosfera”. E' un fenomeno che pseudo-ambientalisti, capeggiati da Bario Tozzi in Italia e da Al Gore negli Stati Uniti, addebitano al biossido di carbonio, glissando sulle chemtrails e sulle radiazioni non ionizzanti, vere cause del riscaldamento globale con tutte le sue conseguenze.

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