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 LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA

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CYBORG
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MessaggioTitolo: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 22 Set 2009, 22:32

LA SCIENZA CONFERMA : NON È UN FILM...MA LA REALTÀ CHE COLPIRÀ IL NOSTRO PIANETA TRA L`ANNO 2010 ED IL 2011.....

Fisici americani scoprono che anche in fase di scarsa attività della nostra stella i flussi di radiazioni e particelle possono essere molto intensi



ROMA
- Il Sole può lanciare verso la Terra pericolosi flussi di radiazioni e di particelle anche quando raggiunge il minimo del suo ciclo undecennale di attività -come in questo periodo- e la sua superficie appare priva di macchie solari. La scoperta, fatta da un numeroso gruppo di ricercatori americani e annunciata sul Journal of Geophysical Research, arriva proprio mentre si sta prolungando un eccezionale minimo dell'attività solare che lascia sbalorditi gli stessi scienziati. «Per ora il Sole ci riserva una sorpresa dopo l'altra - ha dichiarato Sarah Gibson, portavoce del gruppo e geofisica al National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, Colorado-. Finora si pensava che il cosiddetto vento solare toccasse i livelli più bassi in corrispondenza del minimo dell'attività, quando anche le macchie quasi scompaiono dalla sua superficie. Invece, studiando il comportamento della nostra stella, durante l'ultimo minimo del 2008, e confrontandolo con il precedente minimo del 1996, abbiamo trovato che questa convinzione non è fondata: il vento solare può investire la Terra come un lanciafiamme anche quando non ci sono macchie».



SISTEMI DI COMUNICAZIONE

- La metafora del lanciafiamme, ovviamente, non è da prendere alla lettera. In realtà può succedere che un intenso flusso di particelle elementari di origine solare, giunto al livello dell'orbita terrestre con velocità di centinaia di km al secondo, colpisce il campo magnetico terrestre che ci fa da scudo contro questo tipo di radiazioni e riesce a penetrarlo, scatenando tempeste elettromagnetiche. Il fenomeno può avere risvolti rilevanti anche per la nostra vita quotidiana poiché la maggior parte dei moderni sistemi elettronici e di telecomunicazioni è vulnerabile rispetto a questi eventi e può andare in tilt, causando una serie di blackout a catena che investono i satelliti artificiali, le linee elettriche e quelle telefoniche, i trasporti, le trasmissioni radio e televisive, gli apparati GPS, eccetera.

STRATEGIE

- Secondo i ricercatori americani i flussi di radiazioni durante il «Sole quieto» del 2008, piuttosto che alle inesistenti macchie, sono associati a «buchi» che si producono nella rovente atmosfera solare. Dei rischi associati alle tempeste solari si è parlato nei giorni scorsi anche nel corso di un seminario internazionale presso la sede dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) a Roma. «Abbiamo ospitato un meeting internazionale patrocinato dallo SCAR (Comitato Scientifico per la Ricerca in Antartide) che ha avuto come tema centrale il prossimo massimo di attività solare atteso nel 2012 e le contromisure per mitigarne gli effetti sui sistemi di navigazione satellitare, quali il ben noto GPS, ma anche il russo GLONASS e l’imminente sistema europeo GALILEO -riferisce la dirigente di ricerca Giorgiana De Franceschi -. Le regioni polari forniscono un laboratorio naturale per l’osservazione e lo studio dei disturbi atmosferici di origine solare, che influenzano la prestazione degli apparati tecnologici basati sui sistemi di navigazione satellitare, riducendone la precisione e l'affidabilità. Gli esperti di diverse nazioni, guidati dal gruppo di fisica dell’alta atmosfera dell’INGV, si sono perciò riuniti per pianificare l’osservazione e lo studio dell’atmosfera polare attraverso una rete internazionale di speciali ricevitori GPS posizionati sul continente Antartico”. Da questi studi ci si aspetta una migliore conoscenza di due caratteristiche dell'atmosfera: il vapore d’acqua nella bassa atmosfera (troposfera) e il contenuto di elettroni nella parte alta (ionosfera) che influenzano la propagazione delle onde radio.

ALCUNI VECCHI DOSSIER POTETE TROVARLI NEL LINK ELENCATO QUA SOTTO:

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_settembre_21/vento-solare-timori-telecomunicazioni_90d8d276-a699-11de-8d5f-00144f02aabc.shtml


Ultima modifica di THE CROW il Mar 05 Gen 2010, 20:52, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 22 Set 2009, 22:49

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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 05 Gen 2010, 16:06

Ho sentito spesso parlare di tempeste magnetiche provenienti dal sole che , soprattutto negli ultimi anni, si sono abbattute dal sole sul nostro pianeta. Cosa sono le tempeste magnetiche ? Come si generano ? Cosa "abbattono" sulla terra ? Come si manifestano a noi ? Le vediamo come una aurora boreale oppure hanno ripercussioni solo a livello di trasmissioni terrestri o di strumenti? E ancora è possibile ricreare queste tempeste magnetiche "in provetta"? L'argomento mi affascina e vorrei conoscerlo fin nei minimi particolari. (Mirko) (2114)

Come si sviluppa il fenomeno delle aurore boreali? (Serena Picchioli) (2014)



Quando sul Sole si verificano fenomeni di attività improvvisa e violenta, come i brillamenti vengono emesse grandi quantità di raggi X , che disturbano la ionosfera (quella parte dell'alta atmosfera dove ioni ed elettroni sono presenti in quantità sufficiente da modificare la propagazione delle onde radio ad alta frequenza che la attraversano) aumentando di molto il numero di atomi ionizzati e di particelle ad alta energia che viaggiano velocemente nello spazio verso la Terra. Questa corrente di particelle viene frenata e deviata dal campo terrestre, che a sua volta ne viene disturbato e distorto. Quando avvengono queste esplosioni ("tempeste magnetiche") la magnetosfera terrestre (la regione attorno alla Terra pervasa dall’azione del suo campo magnetico) subisce un forte contraccolpo, che può causare black out temporanei nelle reti elettriche o nei sistemi satellitari di comunicazioni.
Inoltre, alle tempeste magnetiche è associato lo spettacolare fenomeno delle aurore polari (boreali e australi, figura 1).





Esse sono causate dal fatto che elettroni e protoni del “vento solare” (il flusso di particelle che, a causa dell’altissima temperatura dovuta ai processi di fusione all’interno del Sole, sfuggono alla sua attrazione gravitazionale) immessi nella magnetosfera durante un brillamento solare sono incanalati dalle linee di forza ed in vicinanza dei poli magnetici urtano gli strati superiori dell'atmosfera, provocando l'emissione di luce da parte degli atomi alle frequenze loro caratteristiche.
I brillamenti solari (figura 2) possono essere considerate le più colossali esplosioni che si possono ammirare nell’intero sistema solare.





Un brillamento è causato da una immane quantità di energia magnetica, generata nell’atmosfera solare, improvvisamente rilasciata verso lo spazio aperto. La radiazione emessa abbraccia tutto lo spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi X e gamma.
E’ erroneo credere che le tempeste magnetiche, e quindi i brillamenti solari, siano aumentati negli ultimi anni. La frequenza dei brillamenti, infatti, coincide con il ciclo undecennale del Sole, il quale è conseguenza del peculiare comportamento del campo magnetico solare.
Il campo magnetico solare è estremamente debole. Caratteristica importante di questo campo è che il suo asse non è fisso. Esso, infatti, migra dai poli verso l'equatore, procedendo poi verso i poli, ma con un'orientazione opposta a quella iniziale, e di nuovo verso l'equatore fino ad assumere la posizione iniziale. La rotazione completa dell'asse magnetico avviene con un periodo di circa 22 anni e la manifestazione più apparente di questa variabilità è nel numero di macchie solari visibili sulla fotosfera.
Le macchie (figura 3) sono probabilmente generate da intensi flussi magnetici che fuoriescono dalla superficie solare una volta che, a causa della rotazione differenziale, i flussi magnetici si raggomitolano gli uni sugli altri.





Il numero delle macchie aumenta quando l'asse magnetico è orientato nella direzione dei poli, mentre diminuisce quando questo è orientato lungo l'equatore. Dall'alternarsi di periodi di massima e minima attività solare è stato definito un periodo, detto ciclo solare, appunto di 11 anni.
Quando il numero delle macchie è elevato l'intensità dei campi magnetici è assai forte e aumenta di conseguenza anche la frequenza dei brillamenti. Quando le zone attive sono poche e piccole, vengono rilevati pochi brillamenti di scarsa rilevanza.
L’argomento delle tempeste magnetiche, e più in generale dell’influenza del Sole sulla magnetosfera terrestre, è molto vasto e complesso e c’è una vastissima letteratura in proposito, che ti invito a consultare.
Infine, per concludere, da questa breve risposta potrai facilmente immaginare che riprodurre una tempesta magnetica in provetta è impresa assai ardua!

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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 05 Gen 2010, 16:45




La quiete dopo la tempesta. È quella che si vive sul Sole in questo momento, dopo che la regione della macchia solare 930 ha dato spettacolo.
È da lì infatti che, il 13 dicembre scorso, si è originata un’imponente esplosione solare insieme a un’espulsione di massa coronale diretta verso la Terra. Sotto una tempesta di energia e protoni solari così forte, i satelliti possono essere disturbati e subire lievi danni, ma anche i passeggeri degli aerei potrebbero essere esposti a un rischio elevato di radiazioni.
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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 05 Gen 2010, 20:21

ALLARME DAL SOLE:
Martedi 5,gennaio 2010


Nei giorni scorsi la nostra stella, ormai avviata verso il minimo di attività, si è improvvisamente ravvivata producendo l'esplosione solare più energetica mai registrata. Alcuni giorni prima un evento simile aveva innescato aurore boreali viste anche dall'Italia.


Il grafico dell'attività solare durante il ciclo corrente.
E' ben evidente l'insolito picco doppio. (NOAA / SEC)

In un articolo dell'aprile 2001 avevamo riportato l'inusuale "risveglio" della nostra stella. E' noto infatti che l'attività del Sole segue un ciclo della durata di circa undici anni. Il picco del ciclo corrente si è avuto all'inizio del 2000: dopo tale data si è registrato un netto calo di macchie solari e di emissioni radio dalla nostra stella.
Tutto insomma sembrava svolgersi secondo copione, con il Sole avviato verso il minimo. Quand'ecco che nell'aprile 2001 due potenti esplosioni solari (chiamate brillamenti o flare) hanno fatto risalire l'indice di attività. Dopo più di due anni possiamo volgerci indietro a considerare l'andamento complessivo di questo picco (figura a destra).
Ebbene, con sorpresa notiamo che questo ciclo solare ha avuto un picco doppio! Dunque quel risveglio non era episodico, ma effettivamente marcava un aumento dell'attività solare. Qualcosa di simile sta accadendo in queste settimane.

Come fanno gli astronomi a misurare l'attività solare?
Oggigiorno, con i satelliti in orbita che tengono continuamente sotto controllo la nostra stella, sarebbe facile stabilire un indice di attività, basato sulla radiazione emessa dal Sole e misurata senza il disturbo dell'atmosfera terrestre. Tuttavia tale indice sarebbe un'assoluta novità rispetto al passato e sarebbe dunque difficile lo studio dell'attività solare nel corso dei secoli.
Per questo motivo gli astronomi utilizzano un indice non molto preciso ma comunque indicativo, il numero di Wolf, messo a punto nel lontano 1848. Esso si basa sul numero di macchie solari presenti sul disco del Sole.

Due enormi gruppi di macchie solari presenti
sul disco solare alla fine di ottobre 2003.
In basso il gruppo che ha causato ben tre brillamenti
in una settimana.

Esse in effetti sono la sede dei fenomeni più energetici che si verificano sul Sole:
- brillamenti (flares)
- emissioni di materia
- campi magnetici estremamente intensi.

Quando alziamo gli occhi al cielo per guardare il Sole, meglio se con qualche filtro protettivo, stiamo anche guardando la sonda SOHO (SOlar and Heliospheric Observatory). Naturalmente essa non è visibile: piccola, lontana 1,5 milioni di kilometri e persa nel bagliore della nostra stella. Da quasi otto anni SOHO tiene sotto controllo la nostra stella con una decina di strumenti, sensibili a diverse radiazioni.
I dati trasmessi dalla sonda non sono appetiti soltanto dagli astronomi, ma anche dagli appassionati di astronomia. Essi infatti sanno bene che tutti i brillamenti solari sono seguiti da eruzioni di materia che viene scagliata nello spazio a velocità folli. Se il brillamento avviene proprio di fronte a noi e se la bolla di materia colpisce la Terra di notte, genera infuocate e meravigliose aurore boreali.
Dalla metà di ottobre gli astronomi seguivano l'evoluzione di due notevoli gruppi di macchie, insolitamente presenti su un Sole in declino. L'ennesima stranezza di questo ciclo solare: il gruppo più esteso di macchie solari compare con un ritardo di ben tre anni dal massimo!

Sequenza di immagini che documentano il brillamento solare più
potente mai registrato. Le righe bianche segnano l'accecamento
dei sensori a causa dell'intensità. (NASA / ESA)

Martedi 28 ottobre l'attenzione degli scienziati è stata premiata da un brillamento da record. Due giorni dopo una bellissima aurora boreale è stata avvistata persino dalla Sicilia, mentre nel Veneto si sono visti sviluppi di colonne luminose e sbuffi che raggiungevano la stella polare!
Il 29 ottobre un altro brillamento, sempre dallo stesso gruppo di macchie solari. Ciò che sembrava un grandioso - persino doppio - spettacolo in realtà era solo l'antipasto.

Martedi 4 novembre infatti gli strumenti a bordo della sonda SOHO sono stati accecati dal più potente brillamento mai registrato. Proprio per il fatto di essere stati accecati, i sensori non hanno potuto misurare con precisione l'energia emessa. Stime effettuate a posteriori hanno permesso di determinare che l'evento è stato di gran lunga il numero uno tra i brillamenti solari.
La poderosa emissione di materia che ha
seguito il brillamento solare. (NASA / ESA)

Questo flare, come si vede nella sequenza animata a fianco, ha prodotto una eruzione di materia che si è allontanata dal Sole alla velocità di ben 2300 kilometri al secondo!
Visto di lato è proprio uno spettacolo maestoso.

Viene spontaneo chiedersi se non sia possibile udire tali esplosioni con con le nostre orecchie. Purtroppo la risposta è negativa, per due motivi. Innanzitutto nello spazio c'è il vuoto, dunque non si possono propagare suoni dal Sole fino a noi. In secondo luogo i "rumori" emessi dal Sole hanno frequenze molto più elevate di quelle percepibili dall'orecchio umano.
E' interessante però elaborare i segnali provenienti dal Sole e adattarli all'orecchio umano. Ne emerge così un "assaggio" di come potrebbe essere il botto se potessimo udirlo. Assomiglia abbastanza ad un tuono e ciò non sorprende perché i fenomeni sono simili, anche se si svolgono su scala enormemente diversa. Per "ascoltare" un brillamento solare clicca qui.

A questo punto potremmo sbilanciarci nel pronosticare un andamento simile al ciclo solare che ha avuto un massimo nel 1970. Nel 1973 si ebbe una improvvisa e - mai vista - risalita a metà della fase discendente.
L'effervescente gruppo di macchie solari è tramontato dietro il bordo del Sole, ma dato che il Sole ruota su se stesso in 27 giorni, tra un paio di settimane potremo vedere se ci si aspetta un ... bis dopo il gran finale.

Domande e risposte
Domanda: ho letto che nei brillamenti solari si producono anche raggi X, sono dunque pericolosi?

Risposta: si è calcolato che il 4 novembre i passeggeri degli aerei in volo durante il brillamento solare abbiano ricevuto una dose di raggi X pari a un centinaio di radiografie al torace!
Sorte peggiore è toccata agli astronauti a bordo della stazione spaziale internazionale. Come si intuisce, un evento che in apparenza sembra lontano e tutto sommato di interesse solo scientifico, può essere invece importante per la nostra vita quotidiana.


Domanda: il Sole toccherà il minimo della sua attività tra alcuni anni, come fanno gli astronomi a stabilire l'inizio del nuovo ciclo?

Risposta: dall'apparizione di macchie solari a latitudini elevate sul Sole. Infatti a mano a mano che il ciclo procede e l'attività aumenta, esse compaiono sempre più vicine all'equatore. Inoltre le polarità magnetiche associate alle macchie si invertono dopo ogni ciclo. Il ciclo magnetico infatti ha una durata doppia del ciclo solare (22 anni). Si tratta di fenomeni suggestivi e non ancora compresi dalla comunità scientifica.


In rete
"Ascoltare" un brillamento
Pagina dell'Università dell'Iowa che mostra i dati raccolti dalla sonda Cassini. Si tratta di onde radio di frequenza molto elevata. Una opportuna elaborazione le rende udibili dall'orecchio umano.

Brillamenti da record
Classifica dei brillamenti solari dal 1976 ad oggi.

SpaceWeather.com
Notizie ed informazioni sull'ambiente Terra-Sole.

SOHO
Il sito web della sonda spaziale che funge da sentinella per l'attività solare.

Aurora Alert
Sistema di allerta per gli osservatori italiani di aurore boreali.
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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 05 Gen 2010, 20:23

La nostra stella è nella fase di massima attività del suo ciclo undecennale: ad aprile sono state registrate due potentissime esplosioni solari. Per i prossimi mesi sono attese tempeste magnetiche ed aurore boreali anche a basse latitudini.




Il numero di macchie solari nel corso degli ultimi 250 anni: è evidente una periodicità di circa 11 anni
.
Chi assiste ad uno spettacolo di fuochi d'artificio attende trepidante il momento in cui si raggiungerà il culmine. Tuttavia non è dato sapere quando ciò avverrà, e questo contribuisce a rendere ancora più emozionanti questi spettacoli.
Con lo stesso atteggiamento gli astronomi stanno assistendo all'evoluzione dell'attività solare, che nei prossimi mesi dovrebbe raggiungere il picco. Infatti è noto fin dal 1843 che la nostra stella ha un ciclo di attività della durata di circa 11 anni, ma finora non se ne conoscono le cause e non si può nemmeno prevedere con esattezza il momento del massimo. Come si vede dal grafico qui sopra, il numero di macchie solari ha una marcata periodicità e con esso anche gli altri indici dell'attività solare: i brillamenti e l'intensità del vento solare.

I brillamenti solari sono tremende esplosioni che avvengono nell'atmosfera del sole e rilasciano l'energia prodotta da migliaia di bombe atomiche. Essi sono innescati da improvvisi rilasci di energia magnetica ed in pochi secondi i brillamenti possono riscaldare l'atmosfera solare fino a decine di milioni di gradi.
Spesso associate ai brillamenti, le CME (emissioni coronali di massa) sono nubi di materiale elettricamente carico, della massa di miliardi di tonnellate, che vengono scagliate nello spazio ad una velocità tipica di 1500 km/s! Esse possono investire la Terra se l'esplosione solare avviene esattamente nella parte del Sole rivolta verso di noi.

Le misure dell'attività solare hanno mostrato che il culmine si è raggiunto la scorsa estate, ed in effetti dopo mesi di intensa attività, nel mese di gennaio 2001 si è assistito ad una notevole diminuzione dell'attività solare. Tuttavia in queste ultime settimane si stanno verificando i più intensi eventi esplosivi: il 2 aprile 2001 si è verificata sul Sole la più grande esplosione m
ai registrata finora, e pochi giorni dopo, il 15 aprile, si è verificato un altro evento di portata analoga.

Questo notevolissimo gruppo di macchie solari, grande 10 volte il pianeta Terra, è stato visibile anche ad occhio nudo.
Il 2 aprile, quando ormai stava tramontando nei pressi del bordo occidentale del Sole, ha generato la più potente esplosione solare mai registrata.
Fortunatamente le radiazioni e le particelle emesse durante questi episodi non hanno raggiunto la Terra, in caso contrario ci sarebbero stati grossi problemi per i satelliti artificiali, per le comunicazioni radio e persino per la rete di distribuzione dell'energia elettrica. L'attività della nostra stella infatti può causare anomalie magnetiche in grado di bruciare i trasformatori di potenza. Il 13 marzo 1989, durante il precedente massimo dell'attività solare, si verificò una potente esplosione sul Sole che innescò un'intensa tempesta magnetica sulla Terra. Questo fenomeno causò l'interruzione per ben nove ore dell'erogazione di energia elettrica in tutta la regione del Quebec, in Canada.

Accanto a questi effetti dannosi ci sono però altri effetti molto più suggestivi: le aurore polari. Il materiale espulso nel corso dei brillamenti solari viaggia a velocità elevatissime, tanto da coprire i 150 milioni di kilometri che separano il Sole e la Terra in un giorno e mezzo. Il nostro pianeta ha uno scudo naturale contro le particelle cariche provenienti dal Sole: è il campo magnetico terrestre. Quando però l'onda d'urto del materiale espulso dal Sole raggiunge la Terra, lo scudo naturale non riesce a deviare le particelle, che dunque possono raggiungere la Terra. Prima di raggiungere il suolo si scontrano con le molecole di ossigeno ed di azoto che compongono la nostra atmosfera. Il risultato di queste collisioni è uno splendido fenomeno: l'aurora polare. Drappi luminosi verdi, blu oppure rossi si muovono lentamente nel cielo notturno. Solitamente le aurore sono visibili solo nei paesi nordici, ma se l'emissione di materia dal Sole è particolarmente intensa, si possono registrare aurore boreali anche dall'Italia.
Il 29 marzo si è verificato un brillamento solare diretto verso la Terra e questo ha prodotto delle splendide aurore che sono state avvistate anche nel nostro Paese. La fotografia accanto è stata scattata da Elena Gandini a San Giuseppe in Valmalenco (SO).
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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 05 Gen 2010, 20:24

Tsunami sul Sole dopo forti esplosioni

A volte per "credere" è necessario "vedere". Ed è quello che aspettavano gli scienziati della Nasa per dare conferma a una serie di deduzioni su fenomeni che sembravano avvenire sulla superficie del nostro Sole. Qualche anno fa infatti, alcuni ricercatori avevano rilevato elementi provenienti dalla stella che facevano sospettare la presenza di gigantesche esplosioni seguite da onde gigantesche, così spaventosamente grandi che a dubitare per primi erano gli stessi fisici autori della scoperta. Gli scettici poi sostenevano che i dati erano dovuti a qualcosa di ancora non ben compreso, ma certamente non dovevano essere legati ad esplosioni solari. "Ora abbiamo la certezza. Sul Sole avvengono davvero dei giganteschi tsunami", ha spiegato Joe Gurmel del Solar Physic Lab al Goddard Space Flight Center della Nasa.

La conferma visiva del fenomeno arriva dalla coppia di satelliti gemelli chiamati STEREO, che hanno colto il fenomeno lo scorso febbraio (la notizia è stata data solo ora), quando una macchia solare, la numero 11012, esplose inaspettatamente. L'esplosione eiettò nello spazio una nube di gas di miliardi di tonnellate di peso e creò un vero e proprio tsunami di energia lungo la superficie della stella. STEREO registrarono il fenomeno in due punti diversi dello spazio, posti a 90° l'uno dall'altro, dando ai ricercatori un punto di vista del fenomeno senza precedenti.

"Tale osservazione ci ha permesso di affermare definitivamente che si è formata una vera e propria onda di "plasma" (materiale ad altissima temperatura)", ha spiegato Spiros Patsourakos della George Mason University, autore di un rapporto apparso sulla rivista scientifica Astrophisical Journal Letters.

Gli STEREO hanno osservato un'onda di materiale sollevarsi per 100.000 chilometri dalla superficie del Sole e avanzare nello spazio alla velocità di 900.000 chilometri all'ora. L'esplosione ha generato un'energia paragonabile a quella prodotta da 2.400 milioni di tonnellate di tritolo.

I primi tsunami solari vennero rilevati nel 1997 dal satellite NASA/Esa chiamato SOHO, il quale però non fu in grado di rilevare l'intensità e le proporzioni delle esplosioni in quanto osserva la nostra stella da un'unica posizione.

Il mistero degli tsunami solari è così rimasto insoluto fino a quando i due satelliti della serie STEREO si sono trovati esattamente a 90° l'uno dall'altro rispetto all'esplosione solare, una posizione che ha permesso di cogliere tutti i particolari del fenomeno avvenuto lo scorso febbraio.

"La realtà degli "tsunami solari" è stata confermata anche dai video delle onde che si sono scontrate con aree della superficie del Sole dalle particolari caratteristiche magnetiche. In un video si vede una di queste oscillare dopo che è stata colpita dall'onda dell'esplosione", ha spiegato Angelos Vourlidas del Naval Research Lab in Washington (Usa).

Ricadute sulla Terra? "Per fortuna nessuna - ha assicurato Gurman - Tuttavia sono importanti per studiare il nostro Sole, soprattutto per raccogliere informazioni sull'atmosfera più bassa della stella che non è assolutamente osservabile da Terra".
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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 05 Gen 2010, 20:28

La scienza conferma la profezia Maya

L’avverarsi delle dettagliate predizioni dell’antica cultura maya riguardo al periodo che va dal 1992 al 2012 del nostro calendario solleva un profondo mistero e una domanda inquietante: stiamo realmente vivendo la fine di un'era cosmica e vedremo fra due anni l'alba di un'altra era molto diversa?

Gli scienziati non sanno cosa sta accadendo al Sole . Il 4 gennaio di quest'anno una sorprendente tempesta solare ha colpito la Terra ed ha raggiunto il suo picco massimo di radiazione solo 15 minuti dopo l'inizio di una serie di esplosioni; nella normalità ciò avviene dopo 2 ore. Secondo Richard Mewaldt, del California Istitute of Technology, è stata la piú violenta degli ultimi 50 anni. Anche la più misteriosa.

Gli scienziati credevano che queste tempeste avvenissero nella corona solare a causa dello scontro di onde associate a eiezioni di plasma. Tuttavia, questa volta sembra avere avuto origine stranamente all’interno dell'astro re, secondo quanto ha affermato il professore Robert Lin, dell'Università della California.

Gli astronomi sono rimasti perplessi. Il professore Lin -principale investigatore del satellite Reuven Ramaty High Energy Solar Spectroscopic Imager (RHESSI), ha concluso la sua dichiarazione con una frase molto significativa: “Questo significa che non sappiamo realmente come funziona il Sole”. In poche parole: l'insolito fenomeno del 30 gennaio ha polverizzato i modelli predittivi della nostra scienza.

Sorge un’altra domanda: perchè si sta verificando un'attività così intensa e anomala in questo momento? Il picco massimo di attività della nostra stella - nel suo ciclo principale di 11 anni - si è verificato nel 2000. Nel 2004 i fisici solari osservarono un'assenza totale di macchie, un fatto che preannuncia sempre l'avvicinarsi di un picco minimo di attività.

Questo picco minimo doveva avvenire tra il 2005 e 2006, circa 4 anni prima del nuovo massimo, previsto per l’anno 2010 (questo attuale) o 2011, precisamente alla vigilia della data che gli antichi Maya hanno identificato come la fine dell’era che corrisponde al “Quinto Sole” e l’inizio di un altro ciclo cosmico chiamato “Sesto Sole”.

I Maya sapevano qualcosa che la nostra scienza attuale ignora? I loro testi sacri potrebbero aiutare gli scienziati, sconcertati dallo strano e inquietante comportamento dell’astro re?

E soprattutto: per quale motivo quell’antica cultura ha prestato così tanta attenzione all’attivitá solare dei nostri giorni in tempi così antichi?

Il calendario maya termina il sabato 23 dicembre 2012, 5.125 anni dopo l’inizio dell’era del “Quinto Sole”.

Secondo le loro profezie, la causa fisica scatenante sarebbe un raggio che il Sole riceverebbe proveniente dal centro della galassia e che emanerebbe un’immensa “fiammata raggiante”, trasmettendo quella radiazione alla Terra e al resto del sistema solare.

Questo evento dovrebbe precedere l’inizio di un nuovo ciclo cosmico. Secondo il loro calcolo, stanno per completarsi 5 cicli di 5.125 anni, completando una serie di 25.625 anni, un periodo che si avvicina molto a quello della “precessione degli equinozi”, conosciuto come “Anno Platonico” o “Grande Anno Egizio” e che corrisponde a un ciclo completo formato dalle 12 ere astrologiche (25.920 anni).

Secondo i Maya , ogni ciclo di 5.125 anni la Terra è stata lo scenario dell’avventura di un’Umanità –“una razza” in questo suo concetto- e si sarebbe concluso con la propria autodistruzione, susseguita da una rigenerazione portata da un successivo ciclo o “Sole”. All’inizio del quale avviene una sincronizzazione della “respirazione” di tutte le stelle, pianeti ed esseri.

L’11 agosto del 3.113 a.C. i Maya fissarono la nascita del “Quinto Sole” - l’era attuale - che si concluderebbe nel 2012. L’era dell’Acqua si sarebbe conclusa con il Diluvio, la successiva con un diluvio di fuoco e la nostra, denominata “di Movimento”, si concluderebbe con violenti terremoti, eruzioni vulcaniche e uragani devastanti.

La mitologia delle culture antiche più diverse tramanda la memoria di inondazioni catastrofiche che sono avvenute circa 12.000 anni fa e misteriose piogge di fuoco, oltre 5.000 anni fa, che ricercatori come Maurice Cotterell associano a una grande cometa che avrebbe sfiorato l’atmosfera terrestre. La predizione maya descrive anche i 20 anni che precedono il primo giorno del “Sesto Sole” piuttosto dettagliatamente. Questo ciclo minore, che loro denominavano Katum, ha già consumato due terzi della sua durata totale.

Ciò rende possibile verificare fino a che punto si sono compiute le loro profezie fino al momento attuale e, di conseguenza, valutare se le loro predizioni esatte meritano credibilità e quindi maggior considerazione.

L’ultimo Katum, che loro hanno denominato “il tempo del non tempo”, sarebbe cominciato nel 1992 del nostro calendario, in seguito ad un eclisse di sole che questa cultura aveva pronosticato l’11 luglio 1991 e che si è compiuto puntualmente. Per i Maya si tratta di un periodo di transizione, caratterizzato da profondi cambiamenti cosmici, tellurici e storici.

È curioso osservare che a settembre del 1994 si sono verificati forti perturbazioni nel magnetismo terrestre, con alterazioni importanti nell’orientamento degli uccelli migratori e dei cetacei insieme al funzionamento dell’aviazione.

Nel 1996, la sonda spaziale Soho scoprì che il Sole non presentava più dei poli magnetici bensì un unico campo omogeneo. Nel 1997 si verificarono violente tempeste magnetiche nel Sole. E nel 1998, la NASA individuò l’emissione di un potente flusso di energia proveniente dal centro della galassia che nessuno ha saputo spiegare.

Un’altra data importante delle profezie Maya è stata l’eclisse totale di Sole dell’11 agosto del 1999, che si verificò anch’essa puntualmente. Secondo il Chilam Balam - un libro sacro maya - sette anni dopo l’inizio dell’ultimo Katum (1999), inizierebbe un’era di oscurità e le convulsioni della Terra – scosse, uragani, eruzioni vulcaniche – aumenterebbero sensibilmente.

L’ 11 settembre del 1999, solo un mese dopo questa eclisse, una misteriosa esplosione proveniente dallo spazio eclissò per ore la luminosità di alcune stelle. Le radiazioni di onde radio, raggi gamma e raggi X moltiplicarono la loro intensità di 120 volte.

Astronomi come Richard Berendzen e Bob Hjellming, dell’Osservatorio Radioastronomico del Nuovo Messico (USA), classificarono questo fenomeno come un enigma “degno di un’accurata investigazione”.

Il raggio e la fiammata raggiante
Di fronte a questi fatti sorgono alcune domande: quella misteriosa e inspiegabile radiazione del 1999 potrebbe essere il raggio proveniente dal centro della galassia che, secondo i Maya, avrebbe raggiunto il Sole prima del 2012, dando origine allo scatenarsi di fenomeni sismici? E l’altrettanto enigmatica e anomala esplosione solare del 30 gennaio del 2005”, che ha lasciato perplessi e senza risposte gli scienziati, non sembra evocare “la fiammata raggiante” che, secondo i Maya, il Sole emetterebbe dopo aver ricevuto questo “raggio”?

L’eclisse dell’11 agosto del 1999 che precedette la forte radiazione proveniente dallo spazio del 15 settembre del 2005 inauguró un periodo di cataclismi naturali.

Il giorno 7 dello stesso mese si verificò un terremoto del 5,9º (scala Richter) in Grecia, che causò 218 morti; l’8 ci furono inondazioni catastrofiche in Cina, con migliaia di morti; il 17, un terremoto del 7,4 in Turchia, con 15.000 morti; il 20, un terremoto del 7,6º a Taiwan, con 2.000 morti; il 22, una catena di terremoti meno distruttivi, tra il 2º e il 5,2º, in tutto il pianeta; il 30, un terremoto a Oaxaca (Messico), seguito da grandi incendi dovuti a esplosioni di gas, con piú di 100 morti e il 10 ottobre le piogge provocarono oltre 300 morti e 500.000 furono colpiti dal disastro in Messico.

Non si tratta di fare un elenco delle catastrofi, niente di tutto ciò, ma dimostra come alcuni fenomeni molto distruttivi sono avvenuti nei due mesi seguenti all’eclisse di agosto. Se dovessimo includere i conflitti umani esplosi in quei due mesi e altre catastrofi naturali necessiterebbe un sostanzioso volume. Inoltre bisognerebbe aggiungere altri dati riguardo l’aumento spettacolare di sismi, eruzioni vulcaniche e meteoriti violente. Se comparati questi eventi con quelli di periodi antecedenti, troviamo un incremento spettacolare in questo periodo che i Maya hanno denominato “il tempo del non tempo”.

Dopo la potente e anomala radiazione emessa dal Sole il 20 gennaio di questo anno si sono scatenate le eruzioni vulcaniche che già avevano registrato un incremento notevole dopo l’eclisse del 1999. In tutto nel 2004 sono state registrate 31 eruzioni significative.

Soltanto tra gennaio e aprile del 2005, ne sono state rilevate 21. E se aggiungiamo le informazioni sulla nuova attività dei vulcani che hanno registrato eruzioni significative dal 1999, esse sono già 43.

Oltre a questa bisogna aggiungere altre conferme alle predizioni maya.

Secondo queste profezie, a partire dell’eclisse del 1999 sarebbero aumentate le guerre e la distruzione. Il cono di ombra di questa eclisse si è proiettato precisamente sul Medio Oriente, Iraq, Iran, Afghanistan, Pakistan e India, indicando una zona sconvolta dai conflitti più sanguinosi e dalla minaccia permanente di un confronto tra Pakistan e India, entrambi provvisti da arsenale nucleare.

Con l’avvicinarsi del 2012 un’onda di calore farebbe aumentare la temperatura del pianeta dando origine a cambiamenti climatici, geologici e sociali senza precedenti, ad un ritmo incalzante. Siamo nel bel mezzo di questa dinamica. L’accelerato scioglimento dei ghiacciai di tutto il mondo e l’apparizione di zone verdi nell’Antartide è un fatto confermato scientificamente. Hanno predetto inoltre i mutamenti inattesi dell’attività del Sole che gli scienziati stanno costatando.

Le profezie maya pronosticano la comparsa di una cometa, con un’elevata probabilità di impatto con la Terra. Curiosamente, anche nell’Apocalisse di San Giovanni si profetizza l’arrivo di questa cometa denominata “Assenzio”, un segno della “Fine dei Tempi”.

Un’altra coincidenza che chiama l’attenzione è che l’11 agosto del 1999, non solo si è verificato l’ultima eclisse totale del millennio, ma è avvenuta anche la formazione di una configurazione astrologica molto rara: la Grande Croce Cosmica, formata dai segni del Toro, Leone, Scorpione e Acquario, per il Sole, la Luna e i tre pianeti (Año/Cero, 102).

Questa croce ci riporta all’Apocalisse perché evoca i “quattro viventi custodi del Trono”. Il primo è descritto “somigliante ad un leone”, il secondo “somigliante ad un toro”, il terzo “con sembianze umane” (Acquario, l’acquaiolo) e il quarto somigliante ad un’aquila (Scorpione).

Ci troviamo di fronte ad una simbologia complessa che inquadra perfettamente con le profezie maya sull’inizio del “Sesto Sole”: una nuova era che, secondo la loro predizione, significa “la fine del tempo della paura” e un’Umanità rinnovata cosmicamente, che costruirà una civiltà superiore all’odierna.

Questa convergenza di aspettative, indipendenti l’una dell’altra, che avvallano le profezie Maya è un’altra realtà da tenere in considerazione.

È inevitabile ricordare maestri come Sri Aurobindo che, insieme alla sua compagna Madre e al suo discepolo Satprem, hanno promosso una trasformazione fisiologica, convinti che in un essere umano superiore debba avvenire “il risveglio” del corpo a livello cellulare e anche negli atomi.

Aurobindo insegnó che “la luce superiore sarebbe discesa ai livelli più inferiori della natura” e avrebbe favorito l’ascensione dell’essere umano a un livello di conoscenza più elevato di quello attuale.

Potrebbe questo cambio essere attivato o favorito da questo grande evento cosmico annunciato dalle profezie maya? Potrebbe questo salto vibrazionale dell’universo, trasmesso dall’Universo al Sole e da quest’ultimo alla Terra, alimentare “la grande trasformazione” che, secondo i Maya, raggiungerà il nostro pianeta definitivamente il sabato 23 dicembre del 2012?

In qualunque caso, tutte queste profezie sono molto eloquenti per quanto riguarda il suddetto salto qualitativo nell’evoluzione della coscienza.

Il cambio cosmico crea le condizioni, ma il mutamento interiore può solo essere frutto di una decisione libera e di un lavoro interiore individuale.

In questo tempo finale dell’ultimo Katum del calendario Maya il Cielo ci mette di fronte ad un bivio: autodistruzione o trasformazione. Ci troviamo per tanto in una specie di “terra di nessuno”: una fase definitiva che non appartiene più alla vecchia era, ma che non appartiene nemmeno all’alba della nuova era che avverrà fra sette anni, quando si aprirà “la porta” cosmica di un tempo rinnovato.

Tuttavia, ci sembra evidente che i fatti corroborano le profezie maya al punto da prenderle sul serio e studiarle senza pregiudizi alla luce delle nostre conoscenze attuali del mondo. L’evoluzione biologica e psicospirituale risponde ad una programmazione cosmica intelligente?

Questo è senza dubbio il grande mistero che ci si prospetta.
Traduzione da: atinachile.cl


Fonte: altrogiornale.org
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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 05 Gen 2010, 20:33

SCIENZIATI AMERICANI: TRA L`ATTUALE 2010 ED IL PROSSIMO 2011 - ARRIVA UNA SUPER TEMPESTA SOLARE CHE FARA' PIOMBARE IL MONDO IN UN CLIMA DA MEDIO EVO
Immagino già come si stiano sfregando le mani i vari catastrofisti, apocalittici, specialmente quelli che hanno individuato il 2012 - qui a Mysterium ce ne stiamo occupando da illo tempore, con risultati di interesse e lettura, fra l'altro, strabilianti - come l'anno zero per la nostra beneamata terra.
Però l'allarme è serio, e la fonte da cui proviene è di più, cioè serissima. Quindi sono molto meravigliato del poco o nullo spazio che finora la notizia ha avuto nei media italiani. Vi riporto la notizia nella sua interezza, e poi ne discutiamo:
Tra circa tre anni la Terra potrebbe essere investita da una tempesta solare potentissima, in grado di distruggere le reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina d'anni, all'eta' del Medio Evo.
Secondo quanto riporta il settimanale britannico New Scientist, un rapporto finanziato dalla Nasa e pubblicato dalla National Academy of Sciences (Nas) americana a gennaio conclude che una tempesta solare potrebbe verificarsi a breve e avere gravi conseguenze per la societa' umana, totalmente dipendente dall'elettricita' e dalla tecnologia.
"Ci stiamo avvicinando sempre piu' ad un possibile disastro", ha dichiarato alla rivista britannica Daniel Baker, esperto di meteorologia spaziale dell'universita' del Colorado e presidente della commissione della Nas che ha redatto il rapporto. Secondo gli scienziati, in un anno di intensa attivita' del Sole, come si prevede potra' essere il 2012, potrebbero avvenire violente esplosioni della corona solare e la Terra potrebbe essere investita da un'ondata particolarmente violenta di vento solare. A contatto con la magnetosfera terrestre, il vento solare potrebbe causare una perturbazione geomagnetica tale, secondo l'esperto, da far saltare le linee elettriche.
L'ultima volta che si era verificata una tempesta solare particolarmente violenta, nel 1859, una gigante aurora boreale aveva investito la Terra fino ai Tropici. In California, un gruppo di minatori si era svegliato pensando fosse giorno ed invece erano le due del mattino. Ma il mondo non era ancora cosi' industrializzato e dipendente dalla tecnologia e, a parte alcuni danni alle linee del telegrafo, le conseguenze di quella tempesta, chiamata perturbazione di Carrington, non erano state particolarmente gravi.
Oggi invece le cose andrebbero in maniera molto diversa.
Secondo il rapporto della Nas telefoni cellulari e internet potrebbero avere problemi di collegamento, cosi' come la radio e potrebbero esserci problemi di approvvigionamento elettrico e di acqua. Senza elettricita' le pompe di benzina nonfunzionerebbero cosi' come le centrali nucleari e a carbone, e l'intero pianeta potrebbe trovarsi senza energia. Gli esperti hanno calcolato che per far ripartire il sistema sarebbero necessari almeno una ventina d'anni.
Una tempesta solare, afferma Paul Kintner, fisico della Cornell University di Ithaca, New York, farebbe danni almeno dieci volte superiori ad una tragedia meteorologica come quella dell'uragano Katrina.
E proprio come con Katrina, sottolinea Kintner, "poco probabile non significa impossibile". "La perturbazione di Carrington si era verificata in un ciclo di attivita' solare mediocre. . La verita' e' che ora sappiamo che una cosa del genere sta per accadere di nuovo".
( fonte ANSA - http://www.ansa.it )
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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 05 Gen 2010, 20:37

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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 05 Gen 2010, 20:41

edit by NASA 4/01/2010 Hr:18:36










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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 05 Gen 2010, 20:57

ho visto nel sito della nasa e credo proprio che ci siamo quasi a capire cosa sia stato vivvere sul nostro pianeta speriamo accada infretta e senza provare dolore
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andromeda77
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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 05 Gen 2010, 21:01

Scusate la mia prossiam espressione ok ragazzi:
Cazzo potevano almeno dirci prima che accadesse..o almeno farci informare di cio che accadra?lo trovo egoistico questo....e poi dicono niente panico...ho visto il film di nicolas cage...bhe identico a cio che hanno affermato gli scienziati ora ......

scusate ancora
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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mer 06 Gen 2010, 16:49


Sole. Troppo pallido: rischiamo il gelo, titolava venerdì scorso Repubblica. I giornalisti, come sempre, esagerano, poichè al momento non rischiamo nessun gelo, ma è comunque vero che il sole quest'anno è più "pallido" di quanto ci si aspetterebbe.
Il nostro sole attraversa cicli di attività massima e minima della durata di circa 11 anni. (1) Quando l'attività è massima, il sole (anche se di poco) è più caldo e presenta più macchie sul disco, mentre quando l'attività è minima è un po' più freddo e le macchie quasi scompaiono.
Il grafico in alto riporta il valore della costante solare (detta anche irradianza) negli ultimi 30 anni, cioè da quando viene misurata con i satelliti (2). Il suo valore medio è di circa 1366 W/m² e oscilla di circa 1 W/m² tra i periodi di massima e di minima attività. (3)
Dal grafico vediamo che in questa fase di minima attività solare l'irradianza è scesa a valori più bassi rispetto ai cicli precedenti. Il ciclo attuale sta inoltre durando più di 11 anni.
Questo non significa affatto che stiamo andando verso una piccola era glaciale, ma al contrario che:

  1. La temperatura (sia della superficie che della troposfera) è comunque aumentata di circa 0,15 °C negli ultimi 8 anni, anche quando il sole ci ha scaldato di meno;
  2. Quando nel 2009 o 2010 il sole riprenderà la sua attività e ci scalderà di più, la temperatura potrebbe salire ancora più in fretta.

L'articolo di Repubblica ci ricorda che il sole non ha mai avuto un'attività così ridotta negli ultimi 50 anni e che bisogna risalire al 1954 per trovare una situazione simile. Peccato che durante il massimo successivo il sole abbia presentato il livello di attività più elevato degli ultimi 400 anni... (4)


(1) La presenza di macchie solari è un indicatore dell'attività del sole. Da quando esse vengono osservate in modo sistematico, cioè dal 1610, il sole ha attraversato 35 cicli di massimo e minimo (gli astronomi però contano solo gli ultimi 23, in cui le osservazioni sono più precise), con una durata media di 11 anni e una deviazione standard di 1,5 anni. La durata minima di un ciclo è stata di 9 anni, la durata massima di 13-14 anni.
(2) L'irradianza è la quantità di energia solare che colpisce perpendicolarmente in un secondo una superficie di 1 m² posta fuori dall'atmosfera. Dal momento che l'orbita terrestre non è circolare, ma ellittica, l'irradianza solare è massima in gennaio, quando la terra è più prossima al sole (oltre 1400 W/m²) e minima in luglio quando la terra è più lontana (circa 1320 W/m²). Per agevolare i confronti, i dati della NASA riportati nel grafico in alto sono "destagionalizzati" ovvero ricalcolati ad una distanza fissa di 1 Unità Astronomica.
(3) Qui sono reperibili i dati giornalieri dell'irradianza dal 1978 al 30 luglio 2008 (oltre 10000 dati!). I punti del grafico sono le medie annuali di questi valori.
(4) Durante il minimo del 1954 si è registrata una media di 3.4 macchie solari al giorno, mentre quest'anno, al 30 settembre, la media è di 2.8. Durante il massimo del 1959 le macchie solari hanno raggiunto la quota record di 200 al giorno.
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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 12 Gen 2010, 15:37

Ancora misteri dal Sole

Lo scorso 10 Gennaio gli astronomi hanno registrato la più intensa attività solare degli ultimi 50 anni che ha portato ad una sorta di revisione delle teorie sul Sole e delle tecniche di “previsioni del tempo” nello spazio. Il brillamento solare si è fatto sentire dagli strumenti a terra e nello spazio per alcuni minuti. E’ stato una specie di esempio estremo di come una tempesta di radiazione solare può arrivare in breve tempo sul nostro pianeta e causare seri problemi anche per le missioni spaziali.

Data la sua vicinanza alla Terra, circa 150 milioni di chilometri, il Sole è l’unica stella di cui si possono osservare direttamente ed in dettaglio i fenomeni fisici che si manifestano sulla sua superficie ed in altre zone a diverse profondità. Queste osservazioni sono particolarmente importanti perchè aiutano gli astrofisici a valutare le teorie sulla struttura ed evoluzione stellare.

Lo studio del Sole non è solo importante per l’Astrofisica ma anche per la Fisica in generale. Il Sole infatti può essere considerato come un gigantesco laboratorio dove si possono osservare quasi in tempo reale – la luce impiega circa 8 minuti per percorrere la distanza Sole-Terra – i fenomeni fisici in condizioni di temperatura e densità estreme, non possibili da ottenere nei laboratori a Terra.



L’interazione Sole-Terra: il vento solare arriva fino agli strati più alti dell’atmosfera terrestre e si manifesta con il fenomeno della aurore polari (Credit: SOHO-NASA/ESA)

Da più di un secolo, noi sappiamo che il Sole influenza anche i processi fisici che avvengono nell’alta atmosfera terrestre e che sono oggetto di studio di un altro settore della Fisica, cioè la Geofisica.

La Terra è come “immersa” nel Sole o meglio nella sua regione più tenue della sua atmosfera che continuamente fluisce verso l’esterno nello spazio interplanetario sottoforma di “vento solare”. Oggi esiste tutta una problematica nota come Fisica Sole-Terra che studia le molteplici relazioni fra attività solare e fenomeni geofisici.

Le complesse interazioni fra i campi magnetici e i moti del plasma nell’atmosfera solare danno luogo alle molteplici manifestazioni di attività solare che variano nel tempo e si concentrano in regioni fra loro interagenti che vengono chiamate Regioni Attive.

La prima manifestazione in queste Regioni Attive, che può durare diversi mesi, è costituita dal sorgere di campi magnetici dovuti agli strati più bassi della fotosfera. Si tratta di campi magnetici discontinui, a forma di arco, legati ai processi fisici che avvengono negli strati esterni superficiali. Giornalmente si formano centinaia di Regioni Attive e di queste solo una al giorno in media riesce a sopravvivere e quindi a evolversi in fasi successive.

Contemporaneamente, o subito dopo il sorgere dei campi magnetici, si formano delle strutture brillanti note come facole. L’estensione di queste strutture è pari a qualche centesimo della superficie solare ma la loro area è enorme se confrontata con la scala terrestre: si tratta cioè di aree dell’ordine di decine di miliardi di chilometri quadrati.

Le Regioni Attive possono poi evolvere ad una fase successiva che è la più attiva e che può durare da una a diverse settimane, dando origine a macchie, brillamenti e protuberanze a rapida evoluzione.

Tempesta solare anomala

Il fatto più sorprendente che si è potuto registrare nell’evento del 10 Gennaio è stato il breve tempo con cui le particelle hanno raggiunto il massimo dell’intensità e poi sono arrivate a Terra. Di solito, una volta avvenuto un brillamento solare, ci vogliono circa due ore affinchè una “doccia di protoni” arrivi sul nostro pianeta mentre le particelle dell’evento del 10 Gennaio hanno impiegato solo 15 minuti.

Questo ci fa capire come sia importante monitorare l’attività solare per prevedere in anticipo eventuali brillamenti in modo da tutelare gli astronauti in orbita per le future missioni interplanetarie. Lo straordinario evento solare ha scosso, per così dire, le teorie sull’origine e la formazione di sciami di particelle cariche che arrivano sulla Terra. Dal 1990 si credeva infatti che lo sciame di protoni che raggiungono il nostro pianeta fosse causato da onde d’urto nella parte più interna del sistema solare, cioè quando si hanno le emissioni coronali di materia che vengono diffuse nello spazio interplanetario.

I protoni di questo evento potrebbero essere arrivati direttamente dal Sole e questo ha creato negli astrofisici degli interrogativi sulle teorie dell’attività solare.

I brillamenti solari e le emissioni coronali di materia, che si manifestano come nubi gigantesche di plasma diffuse nello spazio, sono le esplosioni di energia più violente che avvengono nel sistema solare. Essi sono causati dalla formazione e dalla successiva espulsione dei campi magnetici nell’atmosfera solare in quelle regioni che noi chiamiamo macchie solari.



Un esempio di brillamento solare osservato dallo strumento EIT (Extreme UltraViolet Imaging Telescope) a bordo di SOHO (SOlar Heliospheric Observatory) alla lunghezza d’onda di 195Å il 2 Maggio 1998. Un brillamento solare, chiamato dagli astrofisici flare, consiste di una rapida ed intenza variazione di luminosità e si ha quando l’energia del campo magnetico che raggiunge la superficie solare viene rilasciata, lanciando verso l’esterno la materia ad una velocità di alcuni milioni di chilometri all’ora.
In alcuni punti della superficie le linee di forza del campo magnetico si riconnettono e si cancellano reciprocamente e questo causa la fuoriuscita del plasma. Nell’immagine si nota inoltre il gas coronale alla temperatura di un milione e mezzo di gradi e le strutture del campo magnetico solare. (Credit: SOHO-NASA/ESA)

Non si sa ancora come si forma e come viene rilasciata questa enorme quantità di energia dei brillamenti solari anche se ci sono dei modelli che ci spiegano che una possibile causa sia dovuta alla rotazione delle macchie solari che provocano la distorsione dei campi magnetici.



Rappresentazione artistica di come, secondo uno dei modelli proposti, le linee di forza dei campi magnetici vengono distorte dalla rotazione delle macchie solari determinando brillamenti di alta energia. Credit: NASA

La rotazione delle macchie solari non ci spiega in definitiva l’emissione di alta energia registrata dall’evento del 10 Gennaio poichè si è trattato dell’ultimo di una serie di 5 grandi brillamenti provenienti dallo stesso gruppo di macchie solari e nessuno sa ancora perchè questo sia stato il più estremo rispetto ai primi quattro.

Probabilmente non sappiamo ancora bene come funziona la nostra stella e perciò abbiamo bisogno di una serie di altri dati che, grazie a satelliti dedicati, ci aiuteranno a capire meglio come “vive” il Sole.


Per vedere i filmati relativi all’evento:

http://www.nasa.gov/mpg/115881main_eit_sm.mpg

http://www.nasa.gov/mpg/115883main_fast_lasco_320x240.mpg

http://www.nasa.gov/mpg/115829main_SunSpots_NASA%20WebV_1.mpg



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MessaggioTitolo: MACCHIE SOLARI E BRILLAMENTI - il Sole   Mar 12 Gen 2010, 15:41

MACCHIE SOLARI E BRILLAMENTI - il Sole

Se posso esprimere un giudizio personale, eccomi a scrivere dell’aspetto di gran lunga piu’ affascinante del Sole!!!! Avevo promesso in proposito di mettere foto spettacolari per descrivere l’argomento e la prima credo rispecchi in pieno questa “promessa”…………soprattutto per i dettagli che si possono cogliere in questa immagine.

Meravigliosa foto del SWEDISH SOLAR TELESCOPE al bordo di una macchia solare con granuli e spicole in evidenza

Si tratta di argomenti complessi, ormai lo sapete, ma e’ proprio la loro complessita’ mista alla loro impariggiabile bellezza e potenza, che rendono il tutto piu’ intrigante!!!! Innanzitutto collochiamo le macchie solari nel loro “habitat” naturale: la fotosfera (gia’ impropriamente definita la superficie visibile del Sole)! Non hanno dimensioni standard, possono pero’ arrivare a dimensioni abbastanza grandi da essere visibili a occhio nudo durante l’alba o il tramonto; si e’ misurato che alcune macchie solari hanno diametri di 40 / 45.000 Km e questa e’ una misura sufficiente per essere sacorte anche senza strumentazione. Perche’ sono piu’ scure? Semplicemente perche’ la loro temperatura e’ piu’ fredda rispetto al resto della materia che la circonda; si parla di 4.000 °K della macchia contro i 5.500 °K del resto della fotosfera!

Macchie solari fotografate dallo Swedish Solar Telescope

Le macchie solari sono attraversate da intensi campi magnetici, anzi si puo’ dire che ne sono la valvola di sfogo. Come si e’ gia’ accennato parlando della zona convettiva, i campi magnetici, secondo gli studi, si formerebbero a causa dello sfregamento della zona radiativa contro quella convettiva, lentamente questi campi riuscirebbero a salire in superficie e poi, attraverso le macchie, si liberano dalla costrizione solare esplodendo in spettacolari brillamenti!! Questa e’ una sintesi della sintesi del riassunto , ma in concreto succede questo: il flusso magnetico partito dalla zona convettiva e’ ormai arrivato alla superficie, qui all’emergere del campo magnetico, appare la macchia solare, ovvero quella zona piu’ fredda per effetto del turbamento del campo magnetico sulle attivita’ convettive (ipotesi piu’ accreditata); il flusso magnetico appena uscito accumula al suo interno gas caldo proveniente dalla corona diventando cosi’ visibile con una caratteristica forma ad arco. Nel momento in cui il campo assume questa forma ad arco perde la sua forma a spirale che aveva al momento della risalita; la parte ancora “ancorata” alla superficie si contorce e il campo si contrae finche’ le forze in gioco non sono tali da spaccare l’arco che libera la potenza accumulata nel campo magnetico ed espelle il gas in esso intrappolato. Per maggiori chiarimenti clikkate qui per vedere il filmato il-sole-campi-magnetici-e-macchie (copyright filmato NASA/SOHO).

Macchie solari fotografate dal SWEDISH SOLAR TELESCOPE

Va da se che le forze in gioco sono improponibili e inimmaginabili sulla Terra! Per i brillamenti si e’ osservato che la loro forza si aggira fra i 1020 e i 1027 J ( J = Joule unita’ di misura energetica 1J = 1 Watt al secondo). Si puo’ dire che rilasciano miliaridi di megatoni di TNT a ogni “botto”!!!!! Una stima molto poco edificante potrebbe portarci a questo paragone: prendendo come punto di partenza la forza liberata dalla bomba di Hiroshima, si potrebbe dire che il brillamento piu’ piccolo e’ paragonabile alla forza di 50.000 di queste bombe e quello piu’ grosso a 500.000.000.000 !!!!!

Macchie solari e spicole riprese dallo SWEDISH SOLAR TELESCOPE

Un brillamento si sviluppa in tre fasi:

  1. DI PREPARAZIONE: e’ il momento in cui si accumula energia (a maggioranza magnetica), con un notevole aumento anche nella banda X, gamma, ultravioletta e visibile. Tempo di durata della fase da alcune ora a un giorno;
  2. DEL FLASH: dura pochi minuti, ma sono minuti intensi in cui almeno la meta’ dell’energia accumulata viene liberata sia sotto forma di radiazione che sotto forma di energia cinetica di ioni, che si allontanano dal Sole alla stratosferica velocita’ di 1000 / 1500 km/sec (e’ il vento solare vedi pagina 003 - Venere);
  3. DI DECADIMENTO: qui l’energia residua, che ancora permane nel fenomeno, viene definitivamente liberata sottoforma di radiazione; durata del fenomeno dai 20 minuti a qualche ora.

E’ a questo punto che si rende necessaria la spiegazione di che cosa sono i campi magnetici sviluppati nella nostra stella e dei Cicli Solari, ma per non rendere complicata a noiosa la lettura vi prometto di parlarne nelle prossime pagine!!!

Macchie solari fotografate dallo SWEDISH SOLAR TELESCOPE

Vorrei invece concludere con due righe sulle protuberanze solari, che vanno doverosamente annoverate anche loro fra i fenomeni energetici degni di nota!!! Benche’ conosciamo gli sviluppi, non ci e’ ancora chiaro il meccanismo chimico/fisico che si mette in moto per arrivare a produrre questi spettacolari giochi pirotecnici di cui e’ capace il Sole! Va detto che la migliore osservazione del fenomeno si ha nella righa dell’Idrogeno alfa (H-alfa) (*). Il dilemma di questi fenomeni e’ dovuto al fatto che pur essendo legati allo strato coronale del Sole, essi hanno una temperatura molto inferiore all’ambiente che li circonda; possono interagire fra loro se ci sono due protuberanze vicine e variano rapidamente la loro forma. Quello che colpisce e’ la dimensione che una protuberanza puo’ raggiungere: anche 400.000 km di altezza!!!!

Una protuberanza solare e la minuscola Terra

Se l’altezza stupisce, la larghezza non e’ da meno, 40.000 km; per non parlare della massa che portano con se: tra le 1013 e 1015 kg; c’e’ invece da impallidire davanti alla velocita’ di spostamento di questi fenomeni: anche 400.000 km/h !!!! Qualcuno offre di piu’????
Anche questi fenomeni sono classificabili come protuberanze:

  1. ATTIVE: sono legate alle macchie solari e al flusso dei campi magnetici;
  2. QUIESCENTI: sono le protuberanze intrappolate nel campo magnetico, la loro struttura puo’ restare inalterata anche per parecchio tempo.
  3. ERUTTIVE: si sviluppano velocemente (al contrario delle quiescenti) e ricadono nella cromosfera dove contribuiscono a riscaldare l’ambiente fino a 100.000 °K;
  4. LOOP: associate agli archi sopra le macchie solari di cui si e’ parlato all’inizio di questa pagina;
  5. A VORTICE: per la loro forma attorcigliata (caratteristica dell’intenso campo magnetico);
  6. A GETTO: strettamente legate al ciclo dell’attivita’ solare e collegate sia alle macchie solari che ai brillamenti altamente energetici.


Brillamento da record che ha raggiunto i 400.000 km d'altezza

Dal Cosmo e’ tutto………..

(*) H-alfa: come si e’ detto la radiazione e’ fatta di onde! L’emissione delle onde dell’idrogeno-alfa avvengono alla lunghezza di 656.28 nm (nanometri); la sua traccia e’ di colore rosso e la sua presenza riverla ai ricercatori l’idrogeno ionizzato!!! Andando molto sul tecnico si puo’ dire che: essendo la ionizzazione un passaggio di elettroni (cessione o acquisizione) la presenza di H-alfa segnala nello specifico una transizione eletronica da 3–>2 secondo la serie di Balmer (per chi ricorda un pò di chimica delle superiori e’ il famoso salto di orbitale). Per la fotografia astronomica e’ possibile acquistare filtri che lavorano nella banda dell’H-alfa per fotografare direttamente il Sole.

Foto del Sole con filtro H-alfa - TRANSITO DI VENERE SUL DISCO SOLARE NEL 2006 (NASA/SOHO)


Il Sole ripreso da SOHO - in evidenza la corona

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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 12 Gen 2010, 15:45

Brillamento solare: Satelliti in Tilt




Un brillamento solare registrato il 10 gennaio scorso, di inaspettate dimensioni ha sorpreso le agenzie spaziali causando guasti in vari satelliti e disfunzioni nella Stazione spaziale internazionale (Iss), ed Envisat (il satellite che monitora atmosfera terrestre, terre emerse, oceani, calotte polari) in questo momento si trova con buona parte della strumentazione in avaria……Il direttore della stazione spaziale Joe Montalbano ha riferito che l’insolita attività solare ha avuto effetto anche sulla Terra causando un aumento della densità dell’atmosfera.

http://gx3.netsons.org/wpress/wp-content/2006-12-19_205409.jpg

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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Mar 12 Gen 2010, 15:56

UN ESEMPIO DI COSA CAUSO UNA TEMPESTA SOLARE NEL-2008



Questo gigantesco brillamento è stato osservato il 26aprile 2008....
Pochi giorni dopo ecco quanto successi sulla Terra nell'arco di più o meno una settimana...

Il ciclone Nargis devasta la Birmania
«15mila morti e 30mila dispersi»



Lo ha detto il ministro degli Esteri: «Danni ancora da valutare nei villaggi». Centinaia di migliaia i senza tetto
RANGOON (BIRMANIA) - 15mila morti, di cui 10mila nella sola città di Bogalay per il passaggio del ciclone Nargis in Birmania. I dispersi sono 30mila. Lo ha detto il ministro degli Esteri Nyan Win parlando alla tv di Stato, aggiungendo che il governo sta ancora valutando i danni nei villaggi remoti dell'area del delta del fiume Irrawaddy, particolarmente colpita, inclusa Rangoon, la più grande città del Paese. È la peggiore catastrofe naturale registrata in Asia dal '91, quando in Bangladesh morirono 143mila persone. Secondo fonti delle Nazioni Unite, i senzatetto sono nell'ordine delle centinaia di migliaia, ma potrebbero risultare milioni.
AIUTI - La giunta militare birmana avrebbe, visto le dimensioni della catastrofe, accettato l'offerta di aiuti internazionali attraverso le Agenzie dell'Onu. Lo hanno reso noto le Nazioni Unite, spiegando che i primi aiuti partiranno subito. Anche la Casa Bianca ha annunciato l'invio di aiuti ma ha sottolineato che prenderà precauzioni per evitare che i fondi possano essere usati in altro modo dalla giunta militare birmana. «Siamo molto turbati dalle informazioni che giungono dalla Birmania e siamo addolorati per il numero delle vittime - ha affermato oggi il portavoce della Casa Bianca, Scott Stanzel - la nostra ambasciata è in contatto con le autorità birmane per far giungere aiuti». Ma il portavoce ha precisato che gli aiuti saranno distribuiti da organizzazioni internazionali per evitare «che passino direttamente nelle mani del governo».
Anche il Ministero degli Affari Esteri italiano, attraverso la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, ha erogato un contributo immediato di 123.000 euro in risposta all'appello della Ficross (Federazione Internazionale delle Croci Rosse e delle Mezze Lune Rosse).
DANNI INGENTI - Del resto la macchina degli aiuti internazionali si è già messa in moto. «Sappiamo che centinaia di migliaia di persone hanno bisogno di un riparo e di acqua potabile», ha dichiarato da Bangkok Richard Horsey, dell'ufficio delle Nazioni Unite per l'emergenza disastri, «ma non siamo in grado di quantificare il numero esatto». La tempesta tropicale di categoria 3, che sabato si è abbattuta sulle coste meridionali della Birmania con raffiche di vento a 190 chilometri orari, ha spazzato via interi villaggi e lasciato senza energia elettrica cinque regioni, tra cui anche Rangoon che conta cinque milioni di abitanti. I danni maggiori sono stati lungo il delta del fiume Irrawaddy. Qui, secondo i media locali, almeno 98.000 persone sono rimaste senza casa e in loro aiuto si sono mobilitati centinaia di monaci.
PRIMO SOCCORSO - Il portavoce della Federazione della Croce Rossa internazionale, Michael Annear, ha riferito che l'organizzazione ha già distribuito 5.000 litri d'acqua potabile, pasticche di cloro per la potabilizzazione, kit di sopravvivenza, zanzariere, teli di plastica e coperte. «Abbiamo cercato di raggiungere le zone più isolate», ha spiegato Annear, «ma molte strade sono inaccessibili». Ad ostacolare i soccorsi, secondo fonti della dissidenza, sono anche le restrizioni agli spostamenti imposte dalla giunta militare alle organizzazioni umanitarie.
DUE MILIONI DI PERSONE COINVOLTE - Sono almeno due milioni le persone coinvolte dal ciclone Nargis. La stima è stata effettuata dagli scienziati del Politecnico di Torino che hanno realizzato con immagini da satellite, in tempi rapidi, la prima carta delle aree colpite. Il team lavora ad Ithaca, laboratorio ad alta tecnologia, nato un anno fa all'interno di Siti, il centro di ricerche sui sistemi territoriali fondato dal Politecnico di Torino e dalla Compagnia di San Paolo. La cartina, che permette di constatare le reali dimensioni dell'evento, è già stata inviata al Wfp e alla Ocha, le agenzie dell'Onu che intervengono sulle emergenze umanitarie. «In questo modo - sottolinea il direttore di Ithaca, Piero Boccardo - si potrà valutare quanta roba mandare e anche quali vie di comunicazione utilizzare per raggiungere i posti colpiti dall'uragano. Siamo soddisfatti perchè le tecnologie che abbiamo messo a punto ci hanno permesso di fornire in pochissime ore dati fondamentali per gli interventi di soccorso».
STRAGE IN CARCERE - Ma dalla Birmania arrivano anche storie di ulteriori orrori dovuti alla mano dell'uomo. Il passaggio del ciclone Nargis, secondo quanto rivela un'organizzazione per i diritti umani thalandese, avrebbe provocato il crollo dei soffitti di diverse celle consentendo a circa 1000 prigionieri di tentare di scappare all'esterno. Ma questi ultimi dopo essere stati radunati tutti in un cortile sono stati «calmati» dalla polizia penitenziaria che ha sparato loro addosso. Al termine della strage sul terreno sarebbero rimasti 36 morti e 70 feriti.
05 maggio 2008(ultima modifica: 06 maggio 2008) (1)

Terremoto in Cina
STRANE NUBI LUMINESCENTI FILMATE IN CINA PRIMA DEL TERRIBILE TERREMOTO





migliaia di vittime
Un violento sisma, pari al 7.6 della scala Richter, ha squassato il Paese asiatico: incerto il numero di morti, ma ora l'agenzia di stampa cinese parla di almeno 7000 vittime. Nessun danno agli impianti di Pechino
PECHINO (Cina), 12 maggio 2008 - I primi dati parlano di 107 morti e 900 persone sepolte vive, tra cui molti adolescenti di una scuola, anche se ormai secondo Xinhua, l'agenzia di stampa nazionale, adesso le vittime sarebbero almeno 7000. Tra l'altro una notevole fonte di preoccupazione sarebbe data dai pesanti danni subiti da 2 grosse fabbriche farmaceutiche che avrebbero disperso 80 tonnellate di ammoniaca pura nel terreno. Le circa 6000 persone che vivono nei dintorni delle fabbriche sono state evacuate. Questo sarebbe il primo bilancio, ancora del tutto parziale, del terremoto che c'è stato nellla notte, alle 14.28 ora locale, nella zona di Wenchuan, in Provincia Sichuan, a 146 km dalla capitale regionale Chengdu.
Secondo l'ufficio sismiologico dello Stato si parla di una scossa del valore di 7.6 nella scala Richter. I feriti sarebbero oltre 10mila e con l'arrivo della notte e' sempre più difficile fare arrivare aiuti, visto che sono andati distrutti anche tutti i centri di comunicazione. Colpita tutta la regione del Sichuan e la vicina Chongching, fino all'omonima capitale dove sono deceduti 4 bambini di una scuola, prime vittime accertate. Il Presidente cinese Hu Jintao ha chiesto al Paese di massimizzare gli sforzi per cercare di salvare il maggior numero di persone. Il Primo ministro Wen Jiabao è anche andato sul posto per essere vicino alla gente. Ma il terremoto si è sentito in tutto il Paese, da Shanghai a Pechino, a oltre 3000 chilometri di distanza dall'epicentro e, al Sud, fino alla capitale tailandese Bangkok.
Paura anche a Pechino, dove le scosse si sono sentite per una ventina di secondi, soprattutto nei piani alti dei grattacieli. "Venti secondi interminabili - dice un dirigente di una società italiana con sede nei nuovi palazzi di SOHO Shangdu - sono corso giù per le scale e i dipendenti della ditta mi hanno tutti seguito. Dopo pochi minuti la strada era piena di gente, anche dagli altri uffici e, per mezz'ora, tutti sono rimasti lì a vedere cosa stesse succedendo. Ma erano evidenti segnali di terremoto e c'è stata tanta paura". Nessun danno però nella Capitale, né per le vecchie costruzioni né per tutte le nuove strutture, comprese quelle olimpiche. Questi i primi dati ufficializzati dal Governo cinese. Le vittime, per ora, sembrano essere concentrate tutte nella zona dell'epicentro dove la scossa si è sentita per circa 3 minuti. Si temono altre scosse di assestamento che potrebbero far cadere palazzi lesionati dalla prima scossa. Ancora colpita una zona di grande presenza tibetana. Wenchuan è infatti un'area di circa 120mila abitanti tutti di origine tibetana e parte della Prefettura Autonoma Tibet-Qiang a circa 146 km a nord della capitale provinciale di Chengdu. Wenchuan è anche situata nel Parco Naturale Wolong dove c'è il centro di ricerca e di allevamento dei Panda giganti.


L'ERUZIONE DI CHAITEN METTE PAURA A POMPEI





Il 2 maggio del 2008 , la città di Chaiten , 7000 abitanti e 1300 Km a sud di Santiago del Cile , si è svegliata sotto uno strato di cenere bianca che copriva strade , prati, automobili . Il vulcano Chaiten annunciava il suo ritorno in attività dopo 9400 anni di silenzio, mettendo in allarme i vulcanologi di tutto il mondo. Dopo poche ore dalla sua bocca si è innalzata verso il cielo una nube di gas , ceneri e lapilli alta circa di 20 Km. I venti in quota hanno trasportato il fumo verso le Ande e sull'Argentina , per spingersi poi fin sull'Oceano Atlantico. Nessuna colata , solo cenere e gas. Gli esperti affermano che è più devastante, dato che danneggia i polmoni e tolgono l'ossigeno al suolo. Prima dell'eruzione , il vulcano era coperto da un duomo , un “tappo” di lava solida a forma di cupola che fessuratosi, ha lasciato uscire il materiale gassoso. La formazione della colonna di gas ha richiesto molte ore come a Pompei nel 79 d.C. . Le 4000 persone evacuate è stata solo una misura prudenziale avvertono dal governo . Le eruzioni esplosive ha fatto registrare colonne alte anche 40 Km , come accaduto nel 1991 con il vulcano Pinatubo , nelle Filippine: in quel caso il clima si raffreddò per un paio d'anni di 1,1°C in media , perché l'anidride solforosa emessa ha bloccato la luce del sole. Per fare in modo che anche questa volta ci sia un effetto climatico apprezzabile è necessario una decina di milioni di tonnellate di aerosol nella stratosfera.Napoli dovrà preoccuparsi di questa eruzione ? Ci risponde Mastrolorenzo , dell'istituto nazionale di vulcanologia e geologia “ Al momento è tutto tranquillo . Una futura eruzione sarebbe preannunciata da terremoti , deformazioni del suolo e variazioni nel flusso dei gas vulcanici “.(3)

HO DEI SERISSIMI DUBBI CHE SI TRATTINO TUTTE DI COINCIDENZE.
PER I SOSTENITORI DELLA TEORIA HAARP PER VIA DELLE NUBI LUMINESCENTI CONSIGLIO DI DAR UN OCCHIATA AI SEGUENTI ARTICOLI IN QUESTO BLOG:"POSSIBILE SPIEGAZIONE A CERTE LUCI "ALIENE"" E "TUNGUSKA".


Fonti:
(1)http://www.corriere.it/esteri/08_maggio_05/ciclone_nargis_myanmar_fe6a4296-1a97-11dd-b32c-00144f486ba6.shtml
(2)http://www.gazzetta.it/Speciali/Olimpiadi/Primo_Piano/2008/05_Maggio/12/terremoto.shtml
(3)http://pensierimadyur.blogspot.com/2008/10/leruzione-di-chaiten-mette-paura-pompei.html

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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Gio 14 Gen 2010, 11:45

Violento terremoto a Haiti
Crollati palazzi, morti e feriti
"E' un'enorme catastrofe


Il Pacific Tsunami Warning Center statunitense ha diramato un’allerta oltre che per Haiti, per Cuba, le Bahamas e la Repubblica Domenicana. Il centro di prevenzione ha, però, spiegato che "non c’è minaccia di uno tsunami distruttivo su tutta l’area", ma sono possibili "maremoti locali sulle coste nel raggio di cento chilometri dall’epicentro del terremoto".

Alla prima scossa, avvenuta alle 16.53 ora locale (le 22.53 in Italia), ne sono poi seguite due fortissime di assestamento: la seconda è stata di magnitudo 5.9 Richter, la terza di 5.5.

L'Associated Press ha riferito del crollo di un edificio a tre piani (sembra un ospedale) nei pressi di Port-au-Prince. Un reporter della Reuters, che si trova sul posto, ha riferito di edifici distrutti sempre nella capitale, di morti e feriti. "Tutto ha cominciato a tremare, la gente urla, le case hanno cominciato a crollare. Il caos è totale", ha detto il giornalista.

La prima scossa avrebbe fatto addirittura saltare le auto dalla strada. La gente è impegnata a scavare, anche con le mani, per cercare di liberare chi è rimasto intrappolato sotto le macerie.

L'ambasciatore di Haiti negli Stati Uniti, Raymond Joseph, ha detto a Cnn che "si tratta di una catastrofe di enormi proporzioni". Joseph ha fatto appello a tutti i paesi, e in particolare agli Stati Uniti perché si mobilitino con gli aiuti.

E proprio il presidente americano ha detto che gli Usa sono pronti ad aiutare il popolo di Haiti. In una dichiarazione diffusa in serata dalla Casa Bianca, Obama ha scritto: "i miei pensieri e le mie preghiere vanno a chi è stato colpito dal terremoto. Stiamo seguendo la situazione da vicino e siamo pronti ad aiutare il popolo di Haiti".

INSERISCO QUESTO POST QUA .IL MOTIVO' È CHIARISSIMO ED EVIDENTE.
LE FORTI ESPLOSIONI CHE HANNO E STANNO AVVENENDO A 135.000KM DA NOI CIOE SUL SOLE....CAUSANO AVVENTIMENTI DI CARATERE CATASTROFICO COME QUELLO SUCESSIVO ALL EURZIONE DEL VUCANO MAYON .PARLO DEL TERREMOTO CHE IL 12 GENNAIO 2010 HA COLPITO HAITI ,E LE SCOSSE AVVERTITE OGGI NELLE MARCHE(ITALIA). APRESCIENDERE DA CIO CHE GIA GLI SCEINZIATI STAREBBERO ASPETTANDO..NIENTE LASCIA PRESUMERE AD UN MIGLIORAMENTO MA ANZI LE COSE SARANNO PIU RIPETUTE ECONSECUTIVE LUNA DALL`ALTRA.....INPOSTO UN VIDEO CHE THE CROW MI HA MANDATO PER FARVI CAPIRE COSA CAUSI LE CATATROFI CHE STANNO INERESSANDO OGGI IL NOSTRO PIANETA.



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MessaggioTitolo: Re: LA SCIENZA AMMETTE : FORTI ESPLOSIONI SOLARI COLPIRANNO IL NOSTRO PIANETA   Gio 25 Mar 2010, 01:46

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