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 Archeologia Aliena : Oppure Archeologia spaziale.....

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nibiru2012
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MessaggioOggetto: Re: Archeologia Aliena : Oppure Archeologia spaziale.....   Mar 18 Gen 2011, 12:34

UN UFO IN UN DIPINTO DEL XV SECOLO?!

LA MADONNA E SAN GIOVANNINO, DEL LIPPI


«La Madonna e San Giovannino», una scena di natività attribuita alla scuola di Filippo Lippi, un pittore fiorentino del XV secolo, .. fu notata per puro caso nel corso di una visita in Palazzo Vecchio a Firenze, nel Salone di Saturno, da un giovane architetto italiano, Daniele Bedini. Osservandola, nella sua porzione superiore destra egli poté notare con chiarezza la presenza, nel cielo, di un oggetto volante plumbeo e ovoidale, apparentemente in movimento. Come Bedini stesso sottolinea, il movimento di tale corpo «è chiaro e presumibile per la presenza di raggi luminosi (di colore giallo oro) tutt'intorno all'oggetto, che quasi ne suggeriscono anche la direzione; fattori, questi, che sono in netto contrasto con la completa staticità delle figure e del paesaggio dello sfondo».

Cosa potrebbe essere questo oggetto? [Non è] la stella di Betlemme [che,] in quanto fonte di luce definita, sarebbe stata rappresentata in maniera completamente diversa: e cioè come un corpo splendente simile ad una cometa, e non come un corpo opaco come in questo caso. [Nè è] il sole, [che] possiamo osservar[e] nella porzione superiore sinistra.



«L'oggetto», suggerisce Daniele Bedini, «viene anche osservato da un pastore, posto a destra rispetto alla Madonna, raffigurato dal pittore con la mano destra sulla fronte in chiaro atteggiamento di attenzione e perfino dal suo cane che al passare dell'oggetto abbaia in maniera molto evidente, proprio come è accaduto in moltissimi casi di avvistamenti ufologici attuali».
In effetti, l'oggetto misterioso è all'origine di reazioni sia sull'uomo che sugli animali nella scena sullo sfondo e nessuna spiegazione convenzionale sembra darne una ragione possibile. Si tratta di un vero enigma che deve ancora essere risolto.

IL MIRACOLO DELLA NEVE, DEL MASOLINO DA PANICALE

dal libro di Roberto Volterri "Narrano antiche cronache..", Hera ediz.
Roma, notte tra il 4 e il 5 Agosto, IV secolo d.C. : ai pochi abitanti della Città Eterna che si aggirano sul colle Esquilino in una calda giornata estiva, appare strano vedere cadere dal cielo, da curiose 'nuvole' .. moltissimi, quasi impalpabili 'fiocchi di neve'. Qualcuno fugge impaurito da questa manifestazione dell'ira divina, qualcuno li raccoglie in mano, vedendoli svanire dopo un po', evaporando, sublimando come neve al sole, qualcuno annota l'evento..
Roma, undici secoli più tardi: .. qualcuno .. commissiona parte [del] "Trittico della Madonna della Neve" [al] pittore Masolino, originario di Panicale in Valdelsa.

.. Di Tommaso di Cristoforo Fini, detto Masolino, nato nel 1383, abbiamo le prime notizie certe solo intorno al 1423 quando, ormai in età matura, si iscrive alla Corporazione dei Medici e degli Speziali, di cui facevano parte anche i pittori dato che trattavano 'materie chimiche', cioè i pigmenti con cui fabbricavano i colori. Fu dal Vasari definito uno dei più bravi 'rinettatori' - cioè pulitori e cesellatori delle formelle in bronzo usate nelle fusioni artistiche - al servizio del Ghiberti. Iniziò a dipingere nel 1402, a Firenze, e, sempre a Firenze, ricompare, ormai quarantenne, dopo aver viaggiato a lungo e aver soggiornato, secondo il Vasari, anche a Roma. Dove, forse, ebbe notizia proprio di quel 'miracolo' che sei anni dopo dipinse per il "Trittico della Madonna della Neve", insieme a Tommaso di Ser Giovanni di Monte Cassai, più noto come Masaccio, e al meno illustre Paolo Schiavo.





Il celebre dipinto di Masolino da Panicale intitolato "Il miracolo della neve" (1429). E' conservato a Napoli, presso il Museo di Capodimonte. Raffigura la 'miracolosa' nevicata avvenuta in Agosto (!) a Roma,nella seconda metà del IV secolo d.C. Vi appare Papa Liberio (eletto il 17 Maggio del 352 e morto il 24 Ottobre del 366) che traccia - sulla 'neve' caduta dalle strane 'nuvole' in formazione aerea - il perimetro dell'area sulla quale verrà edificata la Basilica di S.Maria Maggiore. .. Secondo la tradizione egli ebbe dagli 'angeli', in un sogno, l'ordine di costruire a Roma una nuova chiesa nel luogo esatto ove una miracolosa 'nevicata' si sarebbe manifestata. In effetti, il giorno dopo, in una calda giornata d'Agosto, una strana sostanza simile a neve cadde dal cielo.






Firenze, 27 Ottobre 1954. [A sinistra]: uno dei.. fiocchi di 'neve' caduti abbondantemente dal cielo. [A destra] ingrandimento a 10X della stessa sostanza, .. costituita essenzialmente da silicio, calcio, alluminio, ferro, magnesio e boro.


"Come avrebbe potuto un Masolino da Panicale .. descrivere l'avvistamento di UFO e la relativa caduta di 'bambagia silicea' [la 'neve'] su Roma, in un'epoca in cui tutto ciò che si scostava dal 'conosciuto' era considerato stregoneria o miracolo?" (Roberto Pinotti, "Angeli, Dei, Astronavi")
Indubbiamente,il modo migliore, più scevro da 'pericoli' (e roghi) era proprio quello adottato da vari artisti dell'epoca (intendiamo il XV secolo e poco oltre): inquadrando il tutto in una dimensione mistica, religiosa.


Cosa può aver letto o sentito narrare, il nostro Masolino riguardo quell'impossibile nevicata estiva avvenuta in una notte di Agosto di molti secoli prima, come ci tramanda Bartolomeo da Trento nel suo "Liber epilogorum in gesta sanctorum" e che indusse Papa Liberio, nella seconda metà del IV secolo a tracciare il perimetro dell'area su cui poi fu edificata S.Maria Maggiore?


.. La 'neve' .. cade da una 'nuvola ' allungata, quasi sigariforme (non ne ho il coraggio, ma se lo avessi la definirei..'astronave madre') sotto e dietro la quale sono visibili delle 'nuvole' più piccole, ben delineate nei loro contorni come .. la maggior parte dei 'dischi diurni' muniti di cupola.
Sarebbe interessante [confrontare] alcune di queste 'nuvole' del Masolino con [la fotografia] scattata a Siena nel 1954, mentre altra' neve' (o meglio: 'bambagia silicea') cadeva su questa città.



Particolare del dipinto di Masolino da Panicale: sono ben visibili i 'fiocchi di neve' che cadono dalle strane 'nuvole'. E estremamente plausibile che Masolino si sia avvalso di antiche cronache descriventi la caduta di 'bambagia silicea' da UFO.


[Per] ora soffermiamoci [sulla] 'nuvola' che si trova su lato destro del dipinto, vicino al cornicione dell'edificio: [impiegando] filtri che consentono un miglior contrasto e che mettono in evidenza le differenze cromatiche tra le varie parti del dipinto, .. è stato possibile evidenziare con maggior efficacia la forma e i contorni della 'nuvola' presa in considerazione.




Raffronto tra una delle strane 'nuvole' del dipinto di Masolino [a sinistra] e una delle foto scattate il 5 Giugno 1955 a Namur (Belgio) da Francois-Gilbert Muyldermans. Si tratterebbe del classico 'disco diurno', illuminato, dal Sole, sulla cupola: appare identico a ciò che ha dipinto Masolino oltre cinque secoli prima.





.. (Queste analisi di immagine, come è evidente, non sono assolutamente 'invasive' riguardo un eventuale cambiamento della morfologia degli oggetti rappresentati, ma tendono semplicemente, tramite filtri ed algoritmi matematici applicati alla matrice dell'immagine digitalizzata, ad evidenziare alcuni parametri piuttosto che altri.) .. L'ultima immagine è il risultato di un algoritmo matematico appositamente elaborato .. dall'Ing.Mazzoni .. per ricavare i reali contorni dell'immagine [e] mettere in evidenza la forma vera e propria dell'oggetto stesso, non tenendo conto di eventuali sfumature cromatiche dovute alla componente prettamente artistica del dipinto.

L'ANNUNCIAZIONE, DEL CRIVELLI

dal libro di Roberto Volterri "Narrano antiche cronache..", Hera ediz.
[Dopo aver letto un] articolo di Daniele Bedini intitolato "La Madonna del Disco Volante", pubblicato sul Notiziario Ufo del Luglio Agosto 1996, dedicato al ben noto dipinto conservato a Firenze, a Palazzo Vecchio nel Salone di Saturno, .. Fabrizio Colista .. mi compare davanti con le foto di un dipinto eseguito da un pittore veneziano non molto noto al grande pubblico, vissuto a metà del XV secolo: Carlo Crivelli, [che nel 1486 dipinse] l'"Annunciazione".
Esposta in un primo tempo nella chiesa dell'Annunziata di Ascoli, è oggi conservata alla National Gallery di Londra. .. Nel dipinto .. è ben visibile in alto a sinistra, una sorta di "doppio anello" dorato dal quale scaturisce un lungo e sottile raggio giallo che prima attraversa una piccola apertura praticata sull'edificio visibile sulla destra, poi "attraversa" la classica colomba (lo "Spirito Santo") e colpisce al capo la Vergine. Ma, e qui sta la stretta analogia con il dipinto conservato a Firenze, "La Madonna e San Giovannino", tutta la scena viene osservata con attenzione dal personaggio posto sotto l'arco e visibile a sinistra nel dipinto (forse il 'nostro' Carolus?). Analogamente a quanto avviene nel ben più noto dipinto attribuito alla scuola di Filippo Lippi, il personaggio in questione si scherma gli occhi, con la mano sinistra, dall'intensa luce che sembra emanare l'oggetto in cielo e dal raggio che da esso scaturisce. Cosa rappresenta la strana forma sospesa in cielo? L'Oggetto Volante .. che non siamo in grado di identificare, potrebbe essere stato direttamente avvistato dal Crivelli, potrebbe averne letto in antiche cronache o potrebbe averne sentito parlare da conoscenti, riportando un fatto realmente accaduto con il mezzo a lui più familiare, la pittura!




Particolare del dipinto di Carlo Crivelli (1430-1495) "L'Annunciazione". .. È ben visibile, in alto, l'oggetto di forma circolare dal quale fuoriesce un raggio luminoso attraversante una piccola apertura posta sulla costruzione visibile a destra. In basso, al centro, è chiaramente visibile un uomo che similmente al dipinto conservato a Palazzo Vecchio (Firenze) si copre gli occhi a causa dell'intensa luminosità del fenomeno.




Masolino da Panicale e il suo "Miracolo della neve" (Napoli, Museo di Capodimonte), Ventura Salimbeni ed il suo inquietante dipinto " Glorificazione dell'Eucarestia" conservato a Montalcino (Siena), e in primis, il già citato "La Madonna e San Giovannino" non possono non indurci a riflettere sulla possibilità .. di visite e contatti con il nostro pianeta in epoche non "sospette", in epoche cioè, durante le quali nessun prodotto dell'umano ingegno solcava i cieli.


Ma torniamo al nostro Carlo Crivelli, in un altro suo piccolo dipinto, scoperto da Fabrizio Colista, la "Madonna col Bambino" (1480 circa) conservato presso la Pinacoteca Civica di Ancona, sullo sfondo, sono visibili alcuni oggetti molto simili a.. "missili" che sembrano innalzarsi verso il cielo. Il dipinto [è] di misure molto contenute e gli oggetti citati sono di dimensioni millimetriche, ma i 'missili' sono ben visibili sullo sfondo di una campagna popolata da strani personaggi con curiosi cappelli di foggia 'orientale'. .. La cosa che subito salta all'occhio è l'estrema cura con cui il Crivelli ha dipinto quello che doveva essere solo lo sfondo di un quadro che, come si è detto, è di piccolissime dimensioni. E qui abbiamo già il primo spunto di riflessione: perché dipingere in maniera così accurata qualcosa che solo guardando molto da vicino e con una lente di ingrandimento era possibile vedere?




Il dipinto di Carlo Crivelli "Madonna col Bambino", conservato presso la Pinacoteca Civica di Ancona. Sono visibili a destra, al centro, alcuni interessanti 'anacronismi'.




Particolare ingrandito del dipinto di Carlo Crivelli. .. Sono qui maggiormente visibili, sullo sfondo, tra le colline, gli strani oggetti 'sigariformi' che sembrano decollare.


.. Osserviamo ora .. lo sfondo al di là delle colline. Qui si osservano due tipologie di soggetti: i primi sembrerebbero i classici uccelli stilizzati di colore nero, i secondi sembrano, ad uno sguardo superficiale, qualcosa di simile a dei campanili molto alti o a dei minareti. [Ma] se fossero dei minareti o delle torri, perché l'autore ne avrebbe dipinti così tanti? Infatti, se ne contano almeno sei.


[E] perché quella che dovrebbe essere la struttura portante di queste torri è dipinta di colore giallo e rosso (fiamme?) e soprattutto, perchè è trasparente? Perché, inoltre, le parte superiore di queste torri non sembra trasparente come la parte sottostante e soprattutto perchè ha una forma così allungata, con delle strane sporgenze alla base? E' difficile rispondere a queste domande, ma immaginiamo solo per un attimo di non essere davanti ad un dipinto del XV secolo, ma di osservare un disegno realizzato magari da un bambino dei giorni nostri: allora, in questa nuova ottica, cosa ci farebbero venire in mente le sagome sullo sfondo? Non ci sono dubbi: dei missili in decollo!




Ingrandimento fotografico di uno degli strani oggetti 'sigariformi'. .. La foto a sinistra mostra l'ingrandimento fotografico, quella a destra mostra un ulteriore ingrandimento seguito da elaborazione computerizzata .. per metterne in risalto la struttura, senza alterarla, e per evidenziarne la parte sottostante che appare come una sorta di scia. .. Cosa intendeva realmente dipingere il Crivelli? Forse qualcosa che aveva realmente visto? Forse qualcosa di cui aveva letto in antiche cronache?

IL SATELLITE DI MONTALCINO

di S.Ghilardi, A.Migliavaccae ed E.Salmistraro, da UFO News n.3, Maggio 1996

[Nella] basilica di S. Pietro in Montalcino, tra le splendide colline senesi, [si trova] un dipinto rinascimentale del 1595, attribuito a Bonaventura Salimbeni e rappresentante la S.S.Trinità ed altre figure della tradizione cristiana. Ciò che colpisce immediatamente l'attenzione dell'osservatore é un oggetto posto al centro del dipinto, di forma sferica apparentemente di materiale metallico, con due aste argentee poste sulla semisfera superiore ed un piccolo cilindro bianco innestato nella semisfera inferiore. [Ricorda] un moderno satellite artificiale, simile allo Sputnik sovietico o al Vanguard II americano (lanciati sul finire degli anni '50).
.. Si è reso quindi necessario un sopralluogo per poter scattare numerose fotografie servendosi di uno zoom appropriato per consentire di focalizzare, in campi ristretti, particolari più adatti ad una meticolosa analisi.
Le fotografie evidenziano dei dettagli molto precisi.

  1. Le aste impugnate dalle due figure poggiano direttamente sulla superficie della sfera, senza particolari punti di giunzione;
  2. Le ombre proiettate dalle aste sembrerebbero generate da una fonte di luce coincidente con il sole posto al centro, nella parte superiore della sfera;
  3. Le due aste sembrano lunghe uguali e quella impugnata da Cristo presenta una piccola croce di colore rosso, all'estremità superiore;
  4. La sfera presenta due linee parallele sull'equatore, due linee perpendicolari incidenti a queste, ed una linea che sembra di saldatura nella parte sinistra;
  5. La sfera é colorata con tonalità variabili di azzurro, grigio e verde;
  6. Nella parte inferiore, sul lato sinistro osserviamo un piccolo cilindro bianco, con la base visibile dello stesso colore della superficie della sfera.
[Secondo] l'ufologo romeno Ion Hobana, .. l'oggetto sarebbe un antico mappamondo, rappresentante il creato, in cui é visibile il sole ed una forma primitiva di tracciatura dei meridiani e paralleli; inoltre il piccolo cilindro sarebbe il perno per poter fissare ad un supporto la sfera. Un esempio dell'insieme é visibile in una sala in Vaticano. .. In molte icone provenienti dai Paesi dell'Est è possibile notare sfere con gli stessi simboli e tracciati, accompagnate o dalla sola figura del cristo o da tutta la Trinità.
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nibiru2012
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MessaggioOggetto: Re: Archeologia Aliena : Oppure Archeologia spaziale.....   Mar 18 Gen 2011, 12:29

UFO IN ITALIA NEL XV SECOLO?!

«Pattuglia di stelle» a Roma




Tre stelle (e, sembra, in autentica formazione di combattimento) furono viste volare su Roma la sera del settembre 1408. Il fatto è descritto da Antonio Di Pietro, canonico beneficiato del Capitolo Vaticano, nel suo «Diario di Roma dall'anno 1404 all'anno 1417», conservato nell'Archivio Capitolare Vaticano, [rinvenuto] nella Biblioteca Estense di Modena da L.A. Muratori, che inserì il testo nel tomo XXIV (ed, 1734) della «Rerum Italicarum Scriptores»:
.. «Subito dopo il tramonto del sole .., appena giunti in Piazza San Pietro, vedemmo con altri .. una bellissima stella .. che, venendo dal cielo di Tarrione, si dirigeva verso Castel Sant'Angelo con altre due piccole stelle raggianti e splendenti. E rimanemmo tutti sorpresi da quello spettacolo».
Il racconto è tutto qui e, come si vede, il cronista non si diffonde in esclamazioni entusiastiche e in altri particolari e la notazione del fatto è resa più credibile appunto dalla sua scarna semplicità. .. Tarrione era la zona collinosa .. a sud ovest della Basilica Vaticana, nei cui pressi si trova Villa Pamphili, e dove tuttora si snoda un'antica strada in salita chiamata «Via del Lago Tarrione», forse in ricordo di qualche grossa pozzanghera colà in permanenza.

I «Globbi» di Bibbiena
Il 28 giugno .. 1444 apparvero sul Santuario di S. Maria del Sasso, presso Bibbiena, nel Casentino, dei globi luminosi. .. E sembra che da essi uscissero addirittura dei giovani vestiti di bianco. .. La narrazione .. di Don Massimo, .. un monaco benedettino di Camaldoli, .. è contenuta nel manoscritto «Dei fatti miracolasi avvenuti pressa il torrente Vessa, non lungi da Bibbiena, ecc.», inserito nel codice Moreniano-Raccolta Frullani n.29, pagina 56, custodito nella biblioteca «Riccardiana» di Firenze:
«..el potestà .. sendo .. sopra un poggetto, volgendosi verso la chiesa vidde lui co' compagni suoi un globbo di grossezza quanto un torchio. .. El suo notaro .. andossene in sul tetto della chiesa per vedere se alcuno avessi fatto questa cosa fictamente. Come fu in sul tetto, cominciò a tremare et gridare per sì fatto modo, che se non avesse avuto aiuto, cadeva a terra da quel tetto. .. Messer Lorenzo piovano di Bibbiena mi disse che .. vide questi lumi più volte di dì come di notte, ed alchuna volta vidde andare intorno alla chiesa questi lumi et lasciare un odore di tanta soavità e di tanta dolcezza che non si potrebbe dire. E fanciugli del Castello, quando andavano il sabato sera alla sopradetta chiesa, tutti, mi disse messer Lorenzo, che vedevano questi globbi».
Più avanti il monaco benedettino torna al primo momento in cui furono visti i lumi:
«..esso potestà et tutti gli altri viddono venire per la via che va a Chamenza grandissima quantità di giovani tutti vestiti di bianco et viddegli andare su pel prato di Sancta Maria et entrare nella chiesa».
Don Massimo aggiunge che il podestà e gli altri corsero anch'essi in chiesa ma non videro nessuno. Avvertirono però un soavissimo odore. Inoltre ci fa sapere che
«...è sopraddetti lumi et globbi stettero mesi tre et furono veduti il sabato e il lunedì».

«Tre Soli» prima del Conclave

Stefano Infessura, scriba del Senato del Popolo Romano, nel suo «Diario
della città di Roma», che va dal 1429 al 1494, [riporta un]
avvistamento effettuato il 6 agosto 1492 .. alla vigilia del Conclave
dal quale sarebbe uscito papa Alessandro VI. .. Scritto un po' in
latino, un po' in italiano, anche questo «Diario» fu trovato nella
Biblioteca Estense di Modena dal Muratori, che lo pubblicò nel tomo III,
p. la, della «Rerum Italicarum Scriptores»:
«.. Apparve un segno nell'ora terza [e cioè in pieno pomeriggio]:
infatti furono visti in cielo a oriente tre grandi, bianchissimi e
lucenti Soli e furono visti da molti di diversa condizione. .. E i
Cardinali che stavano entrando nel Conclave si fermarono sulla scalinata
di Santo Pietro.».
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nibiru2012
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MessaggioOggetto: Re: Archeologia Aliena : Oppure Archeologia spaziale.....   Mar 18 Gen 2011, 12:25

CHE COSA È LA CLIPEOLOGIA?

La clipeologia è la ricerca di eventuali manifestazioni UFO nel passato. Il termine deriva da «clipeus», lo scudo rotondo dei guerrieri romani, e trova giustificazione nel fatto che gli antichi scrittori latini, come ad esempio Plinio il Vecchio, descrissero come «clipei ardentes» (scudi infuocati) certe strane apparizioni celesti dell'epoca. .. La parola clipeologia è di conio prettamente italiano: proposta, pare, dal milanese Umberto Corazzi nel 1959, essa ha trovato diffusione nel nostro paese soprattutto grazie ad una rivista edita (a partire dal 1964) dal Centro Studi Clipeologici di Torino e intitolata, appunto, «Clypeus». Il termine non ha invece avuto fortuna all'estero. .. Ciò non significa, beninteso, che la ricerca di riferimenti ufologici nel passato sia stata trascurata all'estero. .. Esistono validi studiosi stranieri, fra i quali possiamo ricordare per esempio l'inglese Raymond Drake. Fra quelli italiani, sono invece da citare Gianni Settimo e Solas Boncompagni.
La clipeologia si basa su due presupposti:

  1. il fenomeno UFO non è esclusivo del nostro tempo: esso affonda le proprie radici nella storia, fino alle epoche più remote;
  2. il suo manifestarsi attraverso i secoli è rimasto documentato, sotto forma di descrizioni, allusioni, riferimenti, nelle mitologie, nei testi sacri, nei libri degli antichi autori, nelle cronache medioevali, nei diari di viaggio, nei libri di bordo ecc.
Lo scopo della clipeologia è quindi quello di scoprire queste presunte tracce e di presentarle come tali dopo averle spogliate della veste mitica, religiosa o leggendaria con la quale sono arrivate fino a noi. .. Tutto quello che essa può fare è di presentare una serie di passi enucleati da testi di vario genere e di suggerirne una interpretazione in chiave ufologica. Ma [naturalmente ciò non implica] che tale interpretazione sia quella giusta.
.. Convenzionalmente si indica il 1947 come l'anno di nascita del problema UFO. In realtà quello fu soltanto l'anno in cui, per effetto dell'avvistamento di Kenneth Arnold sul Monte Rainier, il problema divenne di dominio pubblico. Ma gli UFO si vedevano già da un pezzo, anche se venivano chiamati con altri nomi. Durante la Seconda Guerra Mondiale comparvero su vari teatri di operazioni e furono denominati «Foo-Fighters» (caccia infuocati); nell'estate del 1946 «invasero» i cieli dei paesi scandinavi, dove furono battezzati «razzi fantasma».
.. Misteriosi aeromobili (la cui origine è rimasta ignota) furono osservati sopra l'Inghilterra e la Nuova Zelanda nel 1909; sulla Russia, la Polonia e ancora l'Inghilterra nel 1913; nel Sud Africa nel 1914. Più indietro ancora, tra la fine del 1896 e i primi mesi del 1897, si verificò negli Stati Uniti quella che è oggi considerata .. la prima grande ondata di avvistamenti «UFO»: un bizzarro tipo di apparecchio volante, che fu denominato «airship» (aeronave), apparve a più riprese nei cieli di molti stati dell'Unione. Si ebbero centinaia di avvistamenti, casi di atterraggio e perfino osservazioni di «occupanti». Il fenomeno non è mai stato spiegato. Nel 1878 un contadino del Texas, John Martin, assistè al passaggio di un oggetto volante scuro, dalla velocità «impressionante», che egli descrisse, anticipando di 69 anni K. Arnold, a forma di «piatto».
.. Tutti gli avvistamenti a cui ho accennato risultano infatti pubblicati sui giornali delle rispettive epoche, e possono quindi essere riletti così come furono riferiti subito dopo il loro accadere, senza che il trascorrere del tempo abbia potuto alterarne i particolari con il sovrapporsi di abbellimenti o il frammischiarsi di elementi leggendari. Probabilmente è proprio qui, nel tipo di documentazione, che dobbiamo individuare il principale fattore discriminante tra ufologia e clipeologia. Quest'ultima, in pratica, comincia laddove finisce la disponibilità della cronaca giornalistica diretta.


UFO, RELIGIONE E MITOLOGIA


Oggi esistono seri indizi che inducono a credere che effettivamente creature extraterrestri visitarono la Terra in un passato più o meno remoto; ma .. tali indizi restano elementi slegati fra loro, tessere di un mosaico che deve ancora essere ricostruito. .. In Occidente come ad Est, archeologi ed etnologi ipotizzano, onde giustificare elementi e reperti sconvolgenti, un contatto dell'Homo Sapiens con creature in possesso di una tecnologia superiore ..: «L'uomo è stato civilizzato da esseri extraterrestri», affermò il dottor Roger W. Wescott, quattro volte laureato al l'Università di Princeton e presidente del Dipartimento di antropologia alla Drew University di Madison.Egli propugnò la sua tesi nel libro «The divine Animal», in cui sostiene che esseri provenienti da un altro mondo hanno civilizzato l'uomo 10 mila anni fa, ma lo hanno poi abbandonato a se stesso quando si è dimostrato un cattivo allievo. [Ra, il dio-creatore degli antichi Egizi, avrebbe abbandonato la Terra deluso dagli uomini, ndJB] .. E la sua ipotesi è tutt'altro che infondata. Le cronache del passato sono eloquenti al riguardo.
«... Eodem millesimo (1487) d'Augusto. Apparve una matina dui here inance di una stella granda, la quale venia de verso la montagna e andava verso Ravenna; certo parea una pavagliotta (farfalla) che volasse per l'aria. Io la vido... como li altri. Certo parea come una rota da carro, e durò circa un bon miserere. Alcuni dicono che più de meza hora prima l'avevano veduta a la montagna....».
Così si esprime, nelle sue Cronache Forlivesi, lo storico Leone Cobelli, nel XV secolo.
I «dischi» e i «sigari» volanti non sono allora un fenomeno nuovo per l'umanità? In effetti una casistica imponente sembra provarlo al di là di ogni ragionevole dubbio ..: « Brillano improvvise in cielo le travi di fuoco...» ci dice infatti Plinio («Storia naturale», Libro 2, 26) .. «quelle travi che i greci chiamano 'doxous'».
[Quando Alessandro il Grande invase l'India, più di duemila anni fa, i suoi storici scrissero che ad un certo punto venne attaccato da "scudi volanti infuocati" che si lanciavano contro il suo esercito terrorizzando la cavalleria. Questi "dischi volanti" non usarono nessuna .. arma .. contro i soldati di Alessandro, .. ed egli fini col conquistare l'India. (da "VIMANA: tecnologia di velivolo dell'antica India")]
E ancora: «Un oggetto di forma circolare simile ad un 'clypeus' (lo scudo rotondo dei legionari romani) fu visto attraversare il cielo da oriente a occidente...». Questo brano riferentesi ad un evento del 98 a.C. è tratto dal Cap. 105 del Libro dei Prodigi dello storico romano Giulio Ossequente.
["Nell'anno del Signore 1520, in Inghilterra, fu visto nel cielo a Hereford un grande trave di fuoco.Avvicinatosi al suolo, vi bruciò molte cose con il calore che esso emavava.Quindi ascese nuovamente verso il cielo e fu visto cambiare forma fino ad assumere quella di un cerchio di fuoco.." (Corrado Licostene, Chronicon Prodigiorum, XV secolo)]
.. Simili descrizioni si incontrano anche .. negli scritti dei cronisti presenti alla battaglia di Lepanto, il decisivo evento storico che arrestò la conquista turca dell'Europa:
«... Nelle prime ore del 16 settembre 1571 la grande flotta cristiana .. riprese la navigazione, disturbata dal maltempo che l'obbligò a ripararsi a ridosso della costa calabrese. .. Ed ecco nel mezzo dell'aria fiamma di fuoco si lucente e sì grande, in forma di colonna, per lungo tempo fu da tutti con meraviglia veduta, onde gli spettatori, come da prodigiosa apparizione, ne tiravano felici auguri di gran vittoria. Stimavano che la colonna di fuoco guidar dovesse l'Armata cristiana sul mare, come guidò il popolo d'Israele nel deserto. E tanto più si addentravano nei pronostici di siffatto segno, quanto che da molti altri era stato in poco tempo preceduto... ».
Così narra P. Alberto Guglielmotti, lo storico della Marina Pontificia, sulla scorta delle trattazioni del Sereno e del Caracciolo, testimoni oculari. Un accostamento fra questa cronaca del XVI secolo e l'Antico Testamento .. «esiste già, punto per punto, nelle narrazioni di Mosè, Esodo e Numeri. Essi c'erano dunque già trentadue secoli fa?», [come dice Aimè Michel, autore de "Il gran sigaro delle nubi",] tra i primi ad indicare, negli UFO a forma di sigaro osservati clamorosamente fin dal 1952 ad Oloron e Gaillac, delle «astronavi-madre» extraterrestri in manovra con i loro apparecchi.
[Si direbbe dunque che gli UFO sorveglino i "punti di svolta" della Storia umana: l'esercito di Alessandro, quello romano, la battaglia di Lepanto.. e, più recentemente, il crollo delle Torri Gemelle. ndJB]
In «La Bibbia aveva ragione», Werner Keller ci ha dimostrato come i testi biblici siano fondamentalmente precise testimonianze storiche, nelle quali ben poco c'entra la leggenda e il mito. .. «Ed il Signore li precedeva, segnando la strada, di giorno in una colonna di nubi, e di notte in una colonna di fuoco, per esser loro di guida nel viaggio...» leggiamo in Esodo 13, 21. Che cosa era, se non si tratta di un semplice mito, l'oggetto che aveva di giorno l'apparenza di una colonna ( = cilindro) di nubi e nottetempo quella di una colonna di fuoco, quello stesso oggetto che dopo il passaggio del Mar Rosso scenderà sul Sinai («.., tutto il Sinai fumava, perché il Signore vi era disceso in mezzo al fuoco...») per consentire a Mosè di ricevere le tavole della Legge? Bisogna onestamente convenire che la descrizione biblica può adattarsi agli UFO tubolari che abbiamo prima ricordato; e che le parole che leggiamo in Esodo 19, 18 possono effettivamente evocare in noi, uomini del vicino 2000, l'immagine dell'atterraggio di un'astronave.

[Nel] libro del profeta Ezechiele [è riportata la seguente descrizione] fatta da un israelita sbigottito e terrorizzato del 593 a.C. ..: «Io guardavo, ed ecco un vento tempestoso avanzarsi dal settentrione, una grande nube che splendeva tutt'intorno, un fuoco da cui guizzavano bagliori, e nel centro come lo splendore dell'elettro in mezzo al fuoco.» (1, 4). «Nel mezzo» di questa vampata di fuoco scesa dal cielo a breve distanza e al cui interno dunque sembravano distinguersi dei bagliori metallici «apparve la figura di quattro viventi, il cui aspetto era il seguente. Presentavano sembianze umana... » (1, 5).

Sorvoliamo sulla descrizione che Ezechiele ci dà di questi uomini (alati, e con quattro facce) in cui parecchi esegeti hanno voluto ravvisare una raffigurazione allegorica delle caratteristiche rilevate dal profeta in questi «Angeli» (la faccia d'uomo, cioè, denoterebbe la natura e l'apparenza umana; quella d'aquila, con le ali, si riferirebbe alla loro provenienza celeste, ovvero alla loro capacità di volare; quella di bue, con i piedi bovini, rivelerebbe la loro mitezza; e infine quella di leone simboleggerebbe la loro forza), e vediamo cosa altro egli scorge accanto a loro.

«Or, guardando io quei viventi, vidi che sul terreno v'era una ruota a fianco di tutt'e quattro. Le ruote e la loro struttura splendevano come il crisolito: tutt'e quattro avevano l'identica forma, e sembravano congegnate in modo come se fossero l'una in mezzo all'altra. Così movendosi potevano andare verso quattro direzioni, senza voltarsi nei loro movimenti. La loro circonferenza era di grande altezza, e i cerchioni di tutt'e quattro erano costellati di occhi tutto all'intorno ... » ( l , 15 -18).
In questa semplicistica, ma precisa descrizione si è voluta ravvisare una macchina volante di forma circolare munita di oblò (gli «occhi») della quale invano il profeta cerca, nei brani successivi, di descriverci le caratteristiche tecniche. ..
«Sulle teste di quei viventi» prosegue infatti il profeta ebreo «vi era una specie di firmamento ( = volta), splendente come un cristallo disteso sopra le loro teste... » (1, 22).
A questo punto .. è ben difficile non pensare ad un vero e proprio casco trasparente. Ezechiele si trovò dunque di fronte quattro astronauti? È quanto afferma nel suo libro E il cielo si aprì l'Ing. Joseph Blurnrich della NASA, che ha addirittura ricostruito tecnicamente l'«astronave di Ezechiele».
.. Basta leggere [nel] Pentateuco [della] famosa «arca dell'alleanza» fatta costruire da Mosè in base alle precise e dettagliate istruzioni fornitegli da Dio sul Sinai. .. Come Peter Kolosimo ci ricorda in "Terra senza tempo" (SugarCo, Milano), era fatta di legno d'acacia, rivestita d'oro all'interno e all'esterno (il medesimo principio dei condensatori elettrici: due conduttori separati da un isolante) e circondata da una ghirlanda pure d'oro. L'arca era posta in una zona secca, dove il campo magnetico naturale raggiunge normalmente i 500-600 volt per metro verticale. Forse conteneva pile analoghe a quelle trovate al museo di Bagdad: la ghirlanda sarebbe servita, in questo caso, a caricare le pile stesse o il condensatore. .. Per spostarla 'passavano due stanghe rivestite d'oro negli anelli' tanto che dalla ghirlanda al suolo la conduzione avveniva per presa di terra naturale. Il condensatore (o la pila) si scaricava così senza pericolo per i portatori. Isolata, l'arca s'aureolava talvolta di raggi di fuoco, di lampeggi, e se un imprudente la toccava, dava scosse terribili, spaventose per i profani; si comportava esattamente come una bottiglia di Leyda.
L'arca degli Israeliti era dunque una macchina elettrica? .. È comunque un fatto che l'arca ebbe un ruolo di primo piano, dal punto di vista psicologico e militare oltre che da quello sacrale, nella storia di Israele, e che i vari nemici della nazione ebraica ne avevano un sacro terrore (Cfr. il 1° Libro dei Re, o 1° Libro di Samuele, 3, 6-Cool.
.. Ciò non impedì peraltro che essa fosse distrutta nel 587 a. C. quando Gerusalemme ed il Tempio furono rasi al suolo dal re assiro-babilonese Nebucadnetsar II.
.. Anche ammettendo quanto rileva Robert Charroux, e cioé che Mosè avesse ricevuto dai sacerdoti egizi profonde nozioni in fatto di fisica, chimica e meteorologia tali da dare ragione di alcuni dei prodigi a lui attribuiti, restano senza risposta altri, sconvolgenti interrogativi. L'arca santa sarebbe stata in effetti qualcosa di più di una semplice macchina elettrica. .. Dice infatti il Signore a Mosè: «di lì Io darò i miei ordini; di sul propiziatorio... ». In altri termini, Dio si rivolgeva al suo popolo per mezzo dell'arca. .. Leggiamo infatti in Giudici 20, 27-28: «In quel tempo l'arca dell'alleanza di Dio era colà... Consultarono quindi il Signore e chiesero: «Dobbiamo un'altra volta muovere alla pugna..., o astenercene?». E il Signore rispose ad essi: «Salite, perché domani li darò in vostra balìa».
.. L'arca non era il solo oggetto costruito sulla base degli ordini ricevuti da Mosè sul Sinai. Parliamo ad esempio, dei misteriosi Urim o Tummim. «Sembra certo .. che fossero oggetti per mezzo dei quali si consultava il volere divino, ma di che materia e forma fossero questi oggetti è ignoto» (G.Ricciotti). «Non si conosce la natura di tali oggetti, né l'esatto significato delle parole ebraiche Urim e Tummim. [Secondo Bartolomeo Catena, potrebbero significare "Lume e Perfezione". Secondo altri, Urim potrebbe significare "gemma", "brillante" e Tummim "cosa lucente", "specchio metallico".] .. Il passo che ci illumina maggiormente circa il loro uso è I Sam. 14: 36-46, e specialmente il v. 41: E Saul disse: "O Dio d'Israele, .. se l'iniquità è in me o nel mio figlio Gionathan, dà Urim; ma se .. l'iniquità è nel tuo popolo Israele, dà Tummim."» (Miegge, «Dizionario Biblico»). [Pertanto alcuni deducono che fossero due dadi, o pietre colorate, ma dal v.37 sappiamo che Saul non ottenne risposta:] se si fosse trattato di sorti o dadi, il responso «divino» ci sarebbe comunque stato, in senso positivo o in senso negativo; ma in nessun caso ci si sarebbe trovati di fronte ad un nulla di fatto.

Evidentemente, il silenzio di Dio denota che, come l'arca dell'alleanza, anche l'Urim e il Tummim «funzionavano» quanto e se Egli lo desiderava, quali mezzi di comunicazione fra la Divinità e il Popolo Eletto. L'Urim e il Tummim, la cui consultazione fu riservata al Sommo Sacerdote, erano contenuti all'interno del pettorale del pontefice [il pettorale "Efod", con 12 pietre preziose incastonate in oro, paramento sacro usato per officiare all'interno del Tabernacolo]. Tutto ciò, e il fatto che il Signore ordinò espressamente sul Sinai a Mosè di ungere con un olio «santo» all'uopo preparato (Esodo 30, 25-28) gli oggetti del culto (il tabernacolo, l'arca, le varie suppellettili, etc), ha fatto sì che non pochi abbiano ravvisato nell'arca e in altri arredi sacerdotali dei sia pur rudimentali apparecchi circondati dall'alone mistico del tabù.
Al museo archeologico della capitale irakena (dove furono per anni esposte prima che si capisse che cosa fossero) le famose «pile di Bagdad», d'altronde, non erano state etichettate come «oggetti di culto»? Oggi sappiamo che sono pile voltaiche «ante litteram» dell'epoca dei Sassanidi. Prodotte e usate da chi?
[Forse dal] Dio di Mosè: «Elohim» (plurale di «Eloha» = Dio) - [che] è la forma più usata nel Pentateuco; cioè, letteralmente «gli Dei». Perché mai questo plurale?
.. Chi non è credente può pure identificare gli Angeli biblici, alla stregua di altre divinità, con dei visitatori extraterrestri poi divinizzati; tanto più che gli elementi a suffragio di tale tesi non mancano. Dalla Genesi (6, 1-2) agli Apocrifi o allo storico ebreo Giuseppe Flavio: « .. Molti angeli di Dio, permischiatisi colle donne, superbi figli ne generarono, e disprezzatori d'ogni onestade alla fidanza che avevano nel loro potere .., che da' Greci si scrive aver fatto i giganti». (dal Libro I, Cap. ITI, delle sue «Antichità Giudaiche»).
.. Peter Kolosimo ammonisce senza timore i propri lettori che «l'Uomo è un anello di una catena evolutiva iniziata altrove nel cosmo e continuata poi sulla Terra», riportando la specie umana in una dimensione cosmica; quella stessa dimensione che la teoria di Darwin secondo la quale l'umanità deriverebbe dalle scimmie antropoidi - sempre avversata dalle Chiese cristiane - le aveva precluso. [Non direi. Al contrario, io ci troverei una conferma: gli uomini sarebbero scimmie geneticamente modificate dagli Elohim. ndJB]
UFO E FARAONI: IL PAPIRO TULLI

di Solas Boncompagni, da "Il giornale dei misteri" n.214 e "I Misteri" n.9

Il «Papiro Tulli» é .. un papiro egizio che, nel 1934, fu individuato nel negozio di un antiquario, dal professor Alberto Tulli (allora direttore del Pontificio Museo Egizio Vaticano). .. Non poté essere acquistato a causa del prezzo esorbitante che ne veniva richiesto. Tuttavia il professor Tulli .. ottenne di poterne copiare il testo, testo che fu poi trascritto da ieratico in geroglifico con la collaborazione dell'Abate E. Drioton, direttore del Museo del Cairo. Il testo del papiro riportava .. di una serie di strani avvistamenti di misteriosi oggetti nel cielo, cui avrebbero assistito il Faraone Thuthmosis llI (1504- l450, circa a. C.) e molti dei suoi sudditi. Una strana caratteristica del papiro era la presenza di alcune cancellature in punti chiavi del testo che rendevano nebuloso il significato del contenuto. Tali cancellature, che non erano state eseguite dal Tulli nella sua copia, ma che erano presenti nel documento originale, non apparivano casuali, ma volutamente effettuate, quasi vi fosse stata la volontà di sopprimere i dati più significativi del testo allo scopo di evitare che l'episodio fosse comprensibile e preciso.
.. Fu nel gennaio del 1964 che la rivista «Clypeus», fondata e diretta da Gianni Settimo, pubblicò, proprio nel suo primo numero, la traduzione in italiano del testo geroglifico ..:

«.. Il 22° giorno del 3° mese d'inverno, alla sesta ora del giorno (non si può definire con precisione il mese e l'ora, poiché non conosciamo ancora con esattezza il calendario degli antichi egizi), gli Scribi, gli Archivisti e gli Annalisti della Casa della Vita si accorsero che un cerchio di fuoco .. (lacuna - [in cui probabilmente] doveva figurare la direzione nello spazio e forse altri importanti dettagli). Dalla bocca emetteva un soffio pestifero (bocca anteriore o posteriore? La definizione farebbe pensare alla parte anteriore. .. Il soffio invece dà l'idea della propulsione. ["Pestifero" probabilmente significa "puzzolente", "maleodorante". ndJB]), ma non aveva «testa» («Testa» non corrisponde ad una esatta traduzione del geroglifico - [probabilmente si riferisce alla] cabina di comando ..). Il suo corpo misurava una pertica per una pertica (era perciò circolare e misurava circa cinquanta metri) ed era silenzioso (avvalora tanto la tesi meteorica che quella clipeologica). Ed i cuori degli Scribi, degli Archivisti tutti furono (da ciò) atterriti e confusi ed essi si gettarono nella polvere col ventre a terra .... (lacuna....) .... essi riferirono allora la cosa al Faraone. Sua Maestà ordinò di .... (lacuna) .... (probabilmente di ricercare se analoghi fatti fossero stati in precedenza registrati nei papiri della Casa della Vita) .... è stato esaminato .... (lacuna) .... ed egli stava meditando su ciò che era accaduto, che era registrato dai papiri della Casa della Vita (si noti come le lacune siano, nella traduzione del papiro, proprio nei tratti forse più interessanti e per noi posteri - diciamo - punti chiave per importanti deduzioni storiche ed anche scientifiche). Ora, dopo che fu trascorso qualche giorno, ecco che queste cose divennero sempre più numerose nei cieli d'Egitto (il termine «cosa» si è usato anche recentemente per indicare i Dischi Volanti). .. Il loro splendore superava quello del sole (tale ed insolita doveva apparire la loro luminosità, specie notturna; è da tenere presente che, di giorno, poi, anteposti allo stesso sole, sono stati scambiati per il sole medesimo) ed essi andavano e venivano liberamente per i quattro angoli del cielo (lacuna) (è evidente che la lacuna poteva precisare importanti dati sulla direzione e sulla velocità degli UFO, ma già quel «per i quattro angoli» dice tutta la remota provenienza di quei corpi celesti, per i quali non esisteva limite d'orizzonte). Alta e sovrastante nel cielo era la stazione (chiarissima descrizione della nave-madre-astronave cosmica ) da cui andavano e venivano questi cerchi di fuoco. [Poi] questi cerchi di fuoco salirono più che mai alti nel cielo e .. pesci ed uccelli caddero allora dal cielo (apporti abituali in tali manifestazioni). .. Il Faraone fece portare dell'incenso per rimettersi in pace con la Terra .. e quanto accadde il Faraone diede ordine di scriverlo e di conservarlo negli Annali della Casa della Vita, affinché fosse ricordato per sempre dai posteri».
L'ENIGMA DI PALENQUE: RE O ASTRONAUTA?

[La] lastra tombale del Tempio delle Leggi o delle Iscrizioni di Palenque (un'antica città Maya situata quasi nel baricentro geografico della penisola dello Yucatan), [scoperta nel giugno 1952 dall'] archeologo messicano Alberto Ruz Lhuillier, .. ha in effetti fatto galoppare alquanto la fantasia: non solo quella di chi si occupa della cosiddetta archeologia spaziale, ma anche quella di noti e preparati archeologi.
.. Il fatto è che per chiunque la osservi non vi sono troppi dubbi: si tratta apparentemente della raffigurazione, in sezione, di un astronauta vissuto in tempi remoti a bordo della sua navicella spaziale gettosostentata. .. La lastra, ben profilata, aveva una misura di metri 3,80 di lunghezza per 2,20 di larghezza e uno spessore di 25 centimetri, e ne fu calcolato anche il peso (intorno alle 5 tonnellate). .. Attorno all'orlo del grosso lastrone del quale abbiamo detto, dunque, correva un'iscrizione pressoché indecifrabile, ricca di segni e simboli; in essi si riconobbero, ricavandole a fatica, tredici date che permisero comunque, di fissare l'opera al 692 d.C. e risalire al nome del defunto, il re-sacerdote Pacai. Sulla superficie di pietra era .. scolpita l'immagine di un uomo .. seduto o meglio quasi coricato in avanti e sembrava caratterizzato, dalla tipica posizione di un moderno pilota o astronauta. Dalle narici (alle quali sembrava applicato un respiratore) fuoriuscivano infatti dei tubicini collegati al restante incredibile macchinario. Le mani dell'individuo stringevano poi come dei comandi e delle leve proprio come noi oggi le intendiamo. L'involucro che lo conteneva, infine, appariva con impressionante somiglianza come l'interno di una navicella spaziale vista in sezione, e .. alle spalle del presunto «antico astronauta» erano stati scolpiti dall'autore del bassorilievo, persino quelle che sembravano le infuocate vampe di scarico posteriori che, in un moderno mezzo gettosostentato, servono ad imprimere la spinta sufficiente (mediante la propulsione a reazione) per poter consentire al sistema di levarsi in volo.

[Il sarcofago] accoglieva lo scheletro di un uomo di circa 40-45 anni di età e alto 1 metro e 73 centimetri, giacente in posizione normale e senza tracce apparenti di lesioni. Il teschio, parzialmente decomposto a causa dell'umidità, era ricoperto in parte da una maschera a mosaico, fatta con tessere di giada verde, che ne riproduceva con fedeltà i tratti del volto. .. Fra gli altri monili rinvenuti nella tomba, un pettorale incuriosì gli archeologi particolarmente; esso era composto da nove cerchi concentrici, ognuno dei quali costituito da 21 perle, con in più, al centro, un'enorme falsa perla ottenuta con l'unione di due ostriche perlifere. .. L'Halah LLinic (come fu chiamato il misterioso personaggio, letteramente un «vero uomo») stringeva nella mano sinistra una perla sferica e nella destra una cubica. [Queste,] assieme al curioso pettorale, [sembrano] suggerire l'ipotesi di un misterioso naufrago spaziale, specie a chi avesse voluto interpretare gli oggetti come una sorta di rappresentazione geometrica a scala ridotta del nostro sistema solare.

La spiegazione ufficiale [è che si tratti della] raffigurazione, di tipo simbolico-religioso, del «Mostro della Terra», una divinità con sembianze di grosso rettile o dragone che si nutre dei corpi dei defunti, quasi con la funzione di riassorbirli nel proprio interno. .. In questo, come in altri casi, la spiegazione data dalla scienza ufficiale (nella fattispecie l'archeologia), sembra in effetti non solo meno credibile, ma anche più curiosamente divertente e forzata di quella dei sostenitori della cosiddetta «archeologia spaziale». [Per non parlare del fatto] che Palenque è solo il nome dato dagli spagnoli durante il loro dominio alla località, ma che il nome antico della città era «Na Chan Caan», letteralmente «La Casa del Serpente Celeste».

[Inoltre] esistono anche altre testimonianze curiose dal punto di vista della rappresentazione figurata a Palenque come il famoso «guerriero», un personaggio scolpito su una stele, riccamente parato e con in mano uno strano oggetto che potrebbe raffigurare tranquillamente un moderno fucile mitragliatore o un lanciafiamme. Le caratteristiche somatiche poi appaiono identiche a quelle del nostro «astronauta».
.. «Ci pare estremamente contraddittorio il comportamento che porta l'Uomo a spedire nello spazio una sonda con sopra la targhetta 'messaggio' alla ricerca di una civiltà extraterrestre, quando non si riesce a vedere quelle che si hanno in casa propria» (G.Mondalesi, "Palenque: 20 tonnellate di mistero")
EXTRATERRESTRI NELL'INDIA PROTOSTORICA?


[Nel] Mahabharata, un confuso racconto di guerre e di battaglie avvenute in un'antichità indefinita e leggendaria lungo la valle dell'Indo, [si legge che] «il valoroso Aswatthaman (un personaggio), risoluto, toccò l'acqua e invocò l'arma Agneya (da Agni, «fuoco»). Puntandola verso i suoi nemici visibili e fuori vista, sparò una colonna esplosiva che si aprì in tutte le direzioni e provocò una luce brillante come fuoco senza fumo, a cui seguì una pioggia di scintille che circondò completamente l'esercito dei Partha».
Ed ecco gli effetti dell'arma: «I quattro punti cardinali furono coperti di buio.., un vento violento e cattivo cominciò a soffiare. Il sole sembrò girare in senso contrario, l'universo sembrò febbricitante. Gli elefanti, scorticati dal calore, si misero a correre terrorizzati». Persino l'acqua si mise a «ribollire e gli animali acquatici mostrarono un'intensa sofferenza».
.. «Queste descrizioni .. richiamano alla memoria in modo impressionante gli effetti di esplosioni atomiche e di bombe al fosforo» (David Davenport ed Ettore Vincenti, autori di "2000 a.C.: distruzione atomica", Sugarco editore, Milano)
.. Nel Ramayana vengono descritte parecchie armi che, per quanto possano sembrare fantastiche, somigliano molto ad armi modernissime. Il glossario delle armi del Mahabharata stilato dall'illustre sanscritista indiano Hari Prasad Shastri parla per esempio dell'arma Kamaruchi, «freccia intelligente, che va dove vuole», in cui senza troppa fantasia si può vedere un missile telecomandato. O della Murchchdhana, «arma che causa la temporanea sospensione di tutte le sensazioni»; forse un gas nervino? E l'arma Nadana, «che produce gioia», non potrebbe essere un gas esilarante? E la Shabdaveditva, «freccia che segue i suoni ed è capace di colpire gli oggetti nascosti», non può ricordare un missile capace di orientarsi automaticamente dietro le onde sonore degli aerei nemici?
.. Nei testi indù si parla abbondantemente di aerei. «Il termine sanscrito è vimana», spiega Davenport «che letteralmente significa 'uccello artificiale abitato'. I libri sacri dicono che i vimana possono volare e li descrivono come vere e proprie macchine.
.. Nel Ramayana (Uttara Kanda, cap. 81) si parla di un rishi (un «sapiente») che, adirato contro gli abitanti di una città chiamata Lanka, dà un preavviso di sette giorni; al termine dei quali promette «una calamità, che cadrà come fuoco dal cielo». .. Mohenjo-Daro, nome moderno (significa «luogo della morte») era chiamata qualche secolo fa «Isola» (Lanka), perché era circondata da un braccio secondario del fiume Indo, oggi prosciugato. .. «Gli ultimi abitanti di Mohenjo-Daro sono periti di una morte subitanea e violenta», ha scritto l'archeologo Sir Mortimer Wheeler. .. Un'incursione di nemici è esclusa, perché i corpi non presentano ferite da arma bianca. In compenso, come ha scritto l'antropologo indiano Guha, «si trovano segni di calcinazione su alcuni degli scheletri. È difficile spiegare questa calcinazione...». Tanto più che gli scheletri calcinati sembrano meglio conservati degli altri.
.. «L'antica Lanka è stata spazzata via .. da una esplosione assimilabile ad una deflagrazione nucleare. .. Abbiamo individuato chiaramente sul posto l'epicentro dell'esplosione: .. è una zona coperta da detriti anneriti, resti di manufatti di argilla. Abbiamo fatto esaminare alcuni di questi detriti presso l'Istituto di Mineralogia dell'Università di Roma: risulta che l'argilla è stata sottoposta ad una temperatura altissima, più di 1.500 gradi, per qualche frazione di secondo. C'è stato un inizio di fusione subito interrotta. È escluso che un normale incendio o il calore di una fornace possano produrre questo effetto. Inoltre, le case dell'antica città sono state danneggiate con tanto minor gravità, quanto più sono lontane dall'epicentro. Nei pressi dello scoppio, gli edifici (in mattoni, con piani superiori in legno che sono andati completamente distrutti) sono stati rasi al suolo. Un po' più lontano restano muretti alti un metro e mezzo; nei punti più lontani della città le mura rimaste in piedi superano i tre metri. È l'inequivocabile effetto di un'esplosione avvenuta a qualche metro da terra. L'ipotesi che il disastro sia stato provocato da un'esplosione di tipo nucleare .. è rafforzata da una leggenda che abbiamo raccolto da un abitante del luogo. Egli ci ha raccontato che "i signori del cielo" .. hanno annientato la città con una luce che brillava come mille soli e che mandava il rombo di diecimila tuoni. Da allora chi si arrischia ad avventurarsi nei luoghi distrutti viene aggredito da spiriti cattivi [le radiazioni, ndJB] che lo fanno morire. [Tuttavia] è difficile credere .. che una civiltà di quattromila anni or sono, capace di costruire missili, 'macchine volanti' e bombe atomiche, sia scomparsa senza lasciare tracce. Una civiltà tecnologica sarebbe anche una civiltà industriale: quindi una civiltà che lascia montagne di rifiuti e di rottami. Anche fra quattromila anni i resti della nostra attuale cultura tecnologica dovrebbero essere visibili: se non altro per la grande quantità di macerie, ruderi di cemento, spazzatura di vario genere. Niente di tutto quanto si trova nella città di Mohenjo-Daro: la quale era una città prospera ed avanzata, con pozzi disposti razionalmente ed un progredito sistema di fognature, ma certamente non inserita in un sistema tecnologico paragonabile al nostro. Le poche armi ritrovate sono lance e spade, non certo fucili e pistole. .. Si impone l'ipotesi extraterrestre: .. i 'signori del cielo' che distrussero l'antica Lanka erano forse esseri giunti da 'altrove'. Colonizzatori spaziali che si sono comportati come tutti i colonizzatori: con brutalità e prepotenza. Forse, aggrediti dagli abitanti di Mohenjo-Daro, hanno voluto infliggere loro una punizione esemplare. A suon di bombe atomiche». (Davenport e Vincenti)
LE MACCHINE VOLANTI DEGLI ANTICHI ABITANTI DELL'INDIA

di Corrado Malanga, del dipartimento di Chimica dell'Università di Pisa, da "Il giornale dei misteri" n.214
.. Più di diecimila anni di storia indiana sono .. frammentariamente giunti ai giorni nostri .. attraverso quei «saggi uomini libro» che parlavano in sanscrito (la lingua degli dei) e non in hindi (la lingua del popolo), [come] Pandit Subbaraya Sastry [che il 1° Agosto 1918] cominciò a dettare in sanscrito quelle che erano le sue conoscenze, tramandate per via orale, di storia indiana. .. Molti di questi testi giacciono ancora non tradotti in inglese e, per questo motivo, inaccessibili alla cultura occidentale, mentre molti altri testi non sono mai stati scritti e forse non lo saranno mai.
[Uno di questi, tradotto nel 1959 e studiato nel 1974 dall'Accademia Sanscritista di Bengalore, risale a circa 5000 anni fa ed è intitolato Vymaanika-Shastra - che] vuol dire alla lettera «Pratiche Aeronautiche» od «Astronautiche». [Pare] che Pandit Subbaraya Sastry avesse anche delle facoltà «paranormali» [ossia l'accesso a quello che i Tibetani chiamano "Il libro dell'Akasha", ndJB] che lo avessero in qualche modo aiutato a «ricordare» il contenuto del manoscritto. .. Nel testo si descrive come sono costruiti i vymaana, come si devono pilotare, come si nutrono i piloti delle macchine volanti, quanti e quali tipi di vymaana ci sono, senza parlare della minuziosa descrizione di motori, radar, televisori, schermi difensivi ed armi micidiali e... chi più ne ha più ne metta. .. (I tedeschi, durante l'ultima guerra mondiale, [hanno tentato] di ricostruire, sulla base dei disegni effettuati delle macchine volanti contenuti nel testo, qualche balorda arma da guerra.)
[Da notare che, essendo] il testo originale .. del 1918, l'autore o meglio il «tramandatore» di questi concetti quali macchine volanti rotonde, raggi distruttori, leghe superleggere, televisori, motori a reazione, non poteva neanche aver sentito parlare di queste cose.
.. Il Vymaanika-Shaastra non è un libro ma un manuale di istruzioni che non si abbandona mai all'aulico linguaggio del Ramayana ma parla di bulloni, manopole, radiazioni così come farebbe il manuale di istruzioni della Consolle di un Calcolatore Elettronico. In più risultò molto utile, nella comprensione del testo, il continuo accenno che l'autore fa ad altre fonti dell'epoca che descrivono, con altre parole gli stessi aspetti dei manufatti riportati, permettendoci di ricavarne degli utili confronti. La settima e l'ottava parte del libro parlano dei metalli e delle leghe metalliche che servono per costruire il vymaana ..: «Ci sono tre tipi di metalli detti Somaka, Soundaalika e Mourthwika che, opportunamente miscelati, danno origine a sedici tipi di leghe che assorbono molto bene il calore. .. I metalli che sono luminosi [o, piuttosto, "leggeri"? "light" in inglese significa sia "luce" che "leggero", ndJB] sono adatti per produrre aeroplani e questi metalli sono sedici, .. formàti da leghe di metalli del gruppo Soma, Soundaala e Mourthwika: non sono conduttori di calore e sono utili per costruire vymaana. .. Nel settimo livello i metalli sono di ventisette specie. Il terzo tipo di metalli sono detti metalli base ed hanno cinque qualità».
[In effetti, oggi sappiamo che] ci sono proprio sette livelli energetici distinti che possono essere occupati dagli elettroni.

Bisogna sapere che tutti gli elementi che costituiscono l'universo, dall'idrogeno all'uranio e così via, sono eguali dappertutto. Sulla Luna o su Alfa del Centauro, l'atomo di ferro è uguale a quello terrestre, così come tremila anni prima di Cristo o cento milioni di anni fa c'erano gli stessi cento e più elementi che conosciamo oggi. .. Un atomo, anche molto grosso, non può tenere attorno a sé più di un certo numero di elettroni poiché questi tendono ovviamente ad occupare posizioni sempre più lontane dal nucleo [che] non riesce più ad esercitare la sua forza di attrazione su queste particelle più esterne, che non possono quindi essere trattenute. Ciò vuol dire che atomi con più di centoundici-centododici elettroni circa, non possono «stare insieme». .. Ciò che noi sappiamo oggi sulla struttura dell'atomo ci ha indotto ad usare la classificazione di Mendelejev, in cui i metalli sono divisi a seconda del numero di elettroni che hanno nell'ultimo livello energetico, quello esterno e più distante dal nucleo. Chiunque conosca le regole con cui gli elettroni si distribuiscono attorno ad un nucleo sceglierebbe più o meno lo stesso tipo di classificazione dettata da Mendelejev, anche un indiano di cinquemila anni fa.
.. Ma ascoltiamo ancora cosa dice il Vymaanika-Shaastra: «.. Le forze gravitazionali dell'Universo producono i livelli .. nelle proporzioni 3, 8, 11, 5, 2, 6, 4, 9 e .. causano l'origine dei metalli».
.. Ciascun numero sembra descrivere la configurazione elettronica del primo elemento di ciascun gruppo, il 3 è il litio, l'8 è l'ossigeno, il 5 è il boro, il 2 è l'elio, il 6 è il carbonio, il 4 è il berillio, il 9 è il fluoro mentre l'l1 è il sodio ma al suo posto ci dovrebbe essere l'azoto (N = Nitrogeno)». Quest'ultima è l'unica discrepanza che abbiamo trovato. .. Se la chiave di lettura da noi qui proposta è giusta si giunge all'agghiacciante conclusione che cinquemila anni fa, qualcuno conosceva molto bene la struttura dell'atomo.
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MessaggioOggetto: Archeologia Aliena : Oppure Archeologia spaziale.....   Mar 18 Gen 2011, 12:23

Non stiamo per parlare di avvistamenti, o rapimenti alieni. Stiamo invece per addentrarci nello studio di reperti archeologici (cfr. il trafiletto qua accanto).
Fatti concreti e oggettivi, dunque, non opinioni soggettive: non si tratta di credere, bensì di constatare.
Inventarsi storie e dicerie sui marziani è senz'altro puerile, ma ignorare pervicacemente le numerose evidenze storiche in nostro possesso, per il semplice fatto che non rientrano nei nostri presuntuosi schemi antropocentrici ("l'uomo è er-mejo di tutto il Creato"), è un atteggiamento fazioso ancor più deleterio.


Il primo risale all'anno 18.617.837 a.C.; l'ultimo al 607 a.C.: stiamo parlando degli sbarchi di popoli extraterrestri che avrebbero aiutato l'evoluzione della nostra civiltà , se non, addirittura, "creato" l'uomo con ardite operazioni di biogenetica: [è] la cosiddetta Ipotesi extraterrestre, [secondo la quale] all'origine della civiltà umana vi sarebbe .. un popolo alieno, proprio come sostengono le varie mitologie quando parlano di "Dei venuti dal Cielo". I visitatori spaziali avrebbero fornito ai terrestri le conoscenze necessarie per iniziare il loro lungo cammino verso la civiltà; poi, compiuta la missione, sarebbero tornati al loro mondo sperduto nella Galassia.
.. L'ipotesi extraterrestre [cfr. Robert Charroux e Pauwels & Bergier, Peter Kolosimo, Erich Von Daeniken, ed altri] per anni .. è stata relegata a riviste estremamente specializzate diffuse tra gli ufologi o in altri club interessati a cose misteriose, [che] propongono una soluzione extraterrestre a molti degli enigmi [insoluti della Storia]: .. le grandi costruzioni come Stonehenge, le piramidi, Tiahuanaco furono edificate con l'ausilio di tecnologie aliene; l'incisione sul sarcofago del tempio di Palenque, le statuine Dogu e certi graffiti in Australia e nel Sahara rappresentano astronauti in tenuta da volo; .. le esplosioni che distrussero Mohenjo-Daro e Tunguska furono provocate da armi extraterrestri.

.. Milioni e milioni di copie vendute, miliardi di diritti d'autore, una denuncia per truffa, un vero e proprio esercito di seguaci, decine di imitatori in tutto il mondo: questo é quanto ha reso a Erich Von Daeniken una serie di libri iniziata nel 1967 con Erinnerungen an die Zukumft (letteralmente "Ricordi dal futuro"; tradotto in Italia con il titolo Gli extraterrestri torneranno ). L'abile scrittore tedesco ha saputo elaborare l'ipotesi extraterrestre in forma estremamente divulgativa e leggibile, anche se le prove esibite a suo favore sono assai scarse. Von Daeniken (come i suoi imitatori) si limita infatti a mostrare foto di antiche statuette e monili; se la testa della statuetta è rotonda, secondo lui rappresenta senz'ombra di dubbio un casco da astronauta; se il personaggio porta un copricapo con le corna (come in molte antiche raffigurazioni), queste sono antenne radio, e così via. Spesso, poi, lo scrittore cita viaggi che non ha mai compiuto, inventa testimonianze, parla di luoghi che in realtà non esistono; cosicché la sua opera ha, paradossalmente, fornito nuove armi ai detrattori di un'ipotesi che, dopotutto, potrebbe nascondere un fondo di verità.

.. Presso il villaggio di Fergana, sul fiume Shiahimardan, un'incisione riproduce un essere munito di un "casco" stilizzato. A Sarmys, in Uzbekistan, un graffito che risale almeno a 3000 anni fa riproduce un "missile" circondato da uomini che portano in volto un oggetto simile a un respiratore.
.. Nel museo di paleontologia di Mosca si trova un cranio di bisonte rinvenuto in Yakutija, con un foro perfettamente rotondo al centro della fronte. Secondo Alexandr Kazantsev, esso sarebbe stato causato da "una specie di pallottola"; e poichè l'osso parzialmente riformato intorno al buco indica che l'animale riuscì a sopra vvivere, questo significa che fu colpito quando era ancora vivo, migliaia di anni fa. Ma chi poteva disporre, allora, di un'arma da fuoco? Forse gli spiriti che, secondo gli abitanti della regione, " scendevano dal cielo con i loro carri splendenti " a prelevare le anime dei morti?
.. C'è chi ha attribuito all'intervento alieno l'episodio in cui Giosuè ha fermato il Sole o quello in cui ha abbattuto grazie a una tromba le mura di Gerico; chi ritiene che l'Arca dell'Alleanza sia un manufatto alieno, [e che] la distruzione di Sodoma e Gomorra [sia] stata causata da un esplosione atomica scatenata dagli extraterrestri. (Lo prova il fatto che la moglie di Lot, voltatasi a osservarne il bagliore, si sia trasformata in una statua di sale, ovvero sia stata calcificata dal calore.) [Per non parlare dei numerosi riferimenti all'interno dei vangeli apocrifi, che farebbero pensare a strette collaborazioni fra Gesù e UFO. Vedi qua, qua e qua. ndJB]
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Archeologia Aliena : Oppure Archeologia spaziale.....
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