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 N.W.O : New World Order, CI STÀ OSSERVANDO E MANIPOLANDO FIN DALLA NASCITA

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CYBORG
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MessaggioTitolo: Re: N.W.O : New World Order, CI STÀ OSSERVANDO E MANIPOLANDO FIN DALLA NASCITA   Lun 07 Feb 2011, 11:08

La
disinformazione del complottismo






















<< Le teorie
di complotto sono popolari perché,
non importa di cosa trattano, sono
tutte realtà confortevoli, perché
sono tutte modelli di semplicità
totale. Affermare che "è tutto
finto" è molto più rassicurante,
definitivo e comodo del sapere che
"qualcosa può non andare come
crediamo". >>


























Premessa: adattato da
Qui





L'argomento del complottismo è molto vasto: da semplice "vezzo" per annoiati
appassionati di catastrofismo si è talmente diffuso che qualcuno lo considera un
"problema sociale".
Negli Stati Uniti la figura del paranoico complottista è diventata un
tormentone. Il "tin foil hat" è il copricapo fatto con un foglio di alluminio
per proteggersi dal controllo mentale e dalle influenze nefaste, tipica
fissazione dei paranoici più estremi.
Se il paranoico con il cappellino di alluminio è visto come un innocuo pieno di
paure e fobie esiste al contrario il paranoico "per interesse", il
professionista che vive di paranoia (in senso professionale) ed alimenta i
paranoici in quanto suoi clienti.
Ha tutto l'interesse che la paranoia e la teoria del complotto non venga
dimenticata, non passi mai di moda.
Il "guru" complottista non è un giornalista investigativo, non fa "inchieste"
scottanti, non lavora per la verità ma vende sciocchezze. Credere che un
complottista professionista sia come un giornalista sarebbe come paragonare il
New York Times a Novella 2000.
Un vero "ricercatore della verità" (i complottisti amano questa definizione ed
il corrispondente in inglese di "truther") si baserebbe su fatti, documenti,
indagini comprovate da riscontri reali e prima di tutto va a cercarli in prima
persona o si affida a report attendibili, non si basa sui video di You Tube o su
siti internet amatoriali, un "ricercatore" che ricerca su Google è semplicemente
un cronista dilettante. Se un medico si aggiornasse sull'enciclopedia medica per
la famiglia verrebbe considerato quantomeno irresponsabile.

Un esempio potrebbe essere quello di Wikileaks che da semplice servizio di
documentazione giornalistica è diventato un riferimento per l'ufficializzazione
di veri e propri crimini governativi o di importanti eventi mai diffusi
pubblicamente, tutti documentati e con riscontri certi, difficili da smentire,
ufficiali. Questo sarebbe "complottismo" serio, quello che sparge il web di
paure e bugie invece è gossip, nè più nè meno. Guardacaso i "complotti svelati"
(traffico d'armi, vittime civili in guerre, incidenti mai rivelati, documenti
mai pubblicati...) da Wikileaks non vengono smentiti nemmeno dai potenti governi
accusati, quelli "svelati" dai complottisti sono smontabili con una semplice
analisi superficiale e con il buon senso, soprattutto E naturalmente i
complottisti sostegono che Wikileaks faccia parte del complotto perchè...diffonde
fatti talmente scottanti che non è possibile dica la verità. È un loop continuo.
Se non diffondi una notizia è perchè c'è qualcosa sotto, se la diffondi
evidentemente...c'è qualcosa sotto.
E c'è chi in tutto questo ci sguazza.

Tra gadgets, DVD, libri, video e pubblicità un vero e proprio centro commerciale
che spazia dalla più incredibile storia degli UFO all'assassinio di Kennedy ed
alla fabbricazione di vaccini velenosi. Dall'invasione dei rettiliani alla
politica internazionale fino alle teorie pseudoscientifiche più assurde, un giro
d'affari ben sviluppato che si nutre della credulità del prossimo e delle menti
deboli ed ingenue dei clienti più creduloni. Il complottista fa della
disinformazione il proprio lavoro.
Naturalmente il complottista professionista "deve" essere "povero, insediato dai
potenti ed amante della verità", che conosce solo lui ma è talmente perseguitato
ed ha svelato verità talmente terribili ed angoscianti che è libero di dirle a
tutti diffondendole sul web e pubblica libri e DVD. Ancora più curioso il fatto
che il complottista di professione lanci anatemi contro "il grande fratello",
denuncia limitazioni della libertà, annuncia la costruzione di grandi campi di
deportazione e per diffondere il suo messaggio utilizza la corrotta televisione
e...internet che è il "luogo" più controllato, controllabile e gestibile a
distanza del mondo. Come se una spia che dovesse inviare messaggi segreti li
pubblicasse sulla bacheca del proprio ufficio.

Dalla rete, ripetuta dovunque e continuamente, il salto al mondo "reale" della
bugia è rapidissimo. Una bugia ripetuta all'infinito rischia di apparire verità.
Così tante teorie del complotto sbarcano sulla carta stampata, in TV ma anche
nei banchi (teoricamente seri) di un parlamento (è successo anche da noi) con
interrogazioni parlamentari e commissioni che nascono da informazioni reperite
su internet e si autoalimentano, aumentano di dimensioni, le supposizioni
diventano indizi, le teorie diventano presunte prove che si moltiplicano, si
replicano e toccano gli spazi più reconditi dello scibile umano formando quella
che ormai è conosciuta come "la teoria della montagna di merda": qualsiasi incompetente, anche il più sordido degli
ignoranti, sarà capace di produrre molta più spazzatura di quanta se ne possa
spalare.

Questa caratteristica del complottismo si può notare in una discussione su
questi temi. Il complottista porrà due dubbi, qualcuno li risolve ma il discorso
non finisce lì. Subito altri due dubbi, che diventano quattro e toccheranno
altri argomenti. Se l'interlocutore avrà avuto abbastanza pazienza e capacità
per smontare pure questi ecco che ne appaiono altri otto, poi dieci, infine
venti che toccheranno estremità inconcepibili per lo scibile umano. La
discussione si chiude con la fisica quantistica, le lobby ed il movimento
sionista, secondo gli argomenti trattati.
È un continuo spostamento di paletti: nessuna risposta andrà bene al
complottista, lui non cerca risposte le ha già. Disinforma perché non è
informato bene o perché vuole disinformare.

Nessuno può escludere che un giorno si possa scoprire che un avvenimento
importante sia stato nascosto o falsificato da un governo o da un personaggio
storico all'intera popolazione ma finché non esistono prove è inammissibile
passare per certe delle supposizioni che lanciano dei sospetti così gravi.
Domani sicuramente scopriremo una cura molto più efficace delle attuali per il
cancro ma pensare che esista oggi e che venga nascosta consapevolmente è folle.
E poi basterebbe una considerazione elementare per tagliare ogni fantasia:
guadagnerebbe di più il medico (il ricercatore, lo scienziato) che scoprisse la
cura del cancro rendendola pubblica o quello che scoprendola la nascondesse
all'umanità?
Falsità pretestuose quindi e pure una colpa gravissima: la calunnia.
Il complottismo ha allora come scopo principale la disinformazione e proprio su
internet la diffusione di questi teoremi del terrore ha avuto uno sviluppo
incredibile. È stato visto ad esempio che il web è molto più fornito di pagine
complottistiche che di siti "culturali" e ci si è chiesti quali potessero essere
i metodi per limitare l'ondata di ignoranza e di incertezza che causano queste
credenze.
Finora si è puntato sull'educazione, sull'informazione di chi utilizza il web ma
si è presto notato che si tratta di un mezzo quasi del tutto inefficace. Questo
perché i complottisti rifiutano la scienza in toto e soprattutto evitano il
concetto di autorità. Se un complottista ha una convinzione riguardante la
salute non sarà certo un medico a tranquillizzarlo perché potrebbe essere parte
del complotto.
Se un individuo è convinto che i terremoti siano di origine "artificiale",
l'unico modo di informarlo sembrerebbe essere quello di spiegargli i meccanismi
dei terremoti ma questo potrebbe non bastargli in quanto egli non accetterà
spiegazioni da gente competente in materia in quanto questi farebbero parte del
complotto.



Alla ricerca di metodi migliori di informazione alla fine ci si è arresti
all'evidenza. Sembra che l'unico modo per bilanciare i danni del complottismo
sia il dialogo.
È forse il metodo più complicato (il complottista evita il dialogo) ma è l'unico
che sembra portare dei frutti.
Un metodo può essere quello di "accettare" anche le teorie più bizzarre per poi
discuterne i punti se possibile serenamente e solo allora poter ritenere
compiuta l'opera di corretta informazione.
Ma attenzione nel non cadere nella paranoia opposta.
Esiste la figura del "debunker", è colui che smonta le teorie di complotto
o le bufale e le leggende metropolitane, studiandone e documentandone la
falsità.
È un'opera sicuramente meritoria. Decine di blogger (soprattutto) sparsi in
tutto il mondo, combattono a suon di documenti, opinioni di esperti, grandi
dossier, le credenze disseminate nel web. È un lavoro immane.
Ma accanto ai paladini del buon senso e della ragione il tarlo della paranoia è
sempre in agguato: esiste un estremismo anche in questo senso, se il
complottista è un "paranoico del male", esistono "scettici" che rappresentano
una sorta di "paranoico del bene". Nulla che vada contro la logica può essere
accettato, a prescindere dagli argomenti. Tutto ciò che afferma un complottista
è sciocco, senza appello e senza possibilità di ripensamento, chiusura a riccio
davanti ad ogni affermazione che abbia solo l'aria di essere "complottista" e
chi va contro è matto o delirante. È un atteggiamento identico a quello
complottista ma speculare.



In realtà ogni volta che si legge un'affermazione poco "credibile" è bene
documentarsi da varie fonti e cercare di capire chi fornisce le basi più
attendibili su quell'argomento. Un elemento fondamentale è la PROVA. Un evento
reale è provato.
Questo se non si hanno le capacità o la cultura per studiare personalmente i
vari argomenti che ci interessano. L'autorità inoltre (intendo chi si occupa per
professione dei vari argomenti) ha il diritto di avere più voce in capitolo per
il semplice motivo che con gli argomenti trattati ne ha a che fare ogni giorno,
quindi almeno per esperienza. L'abito in questo campo fa quasi sempre il monaco
essendo molto improbabile che un "dilettante" abbia più conoscenze ed esperienza
di un professionista, non per niente i complottisti si travestono da "esperti" e
si definiscono "ricercatori" quasi a darsi un'aria di accademicità che in realtà
nemmeno sanno cosa significhi.
Il lavoro di indagine su una bufala, su una teoria di complotto è un lavoro
faticoso ma spesso il catastrofista basa le sue parole su un termine
decontestualizzato, su una traduzione sbagliata, su un video inguardabile.
Costruisce un castello di sabbia che alla prima mareggiata viene cancellato
inesorabilmente.

















Complotti e razzismo





Premessa: adattato da
Qui





Si può sostenere che il razzismo stesso sia una forma di paranoia complottarda
La paura dei complotti è una paura antica probabilmente quanto le società umane.
In ogni caso ha assunto forme diverse a seconda dello sviluppo sociale raggiunto
nel contesto in cui si sviluppava. Le più antiche forme di “teorie del
complotto” sono quelle ai danni delle minoranze, che in alcuni casi sono ancora
diffuse. Quasi tutte queste accuse complottarde servivano a rafforzare le
convenzioni sociali volte ad escluderli. Si pensi innanzitutto alle fole di
“complotto giudaico”, nelle sue innumerevoli varianti, dall’accusa di omicidi
rituali, a quella di controllare l’oro, o nella sua ultima versione, i media.
Inventate dai Crociati, queste accuse imperversano ancora oggi. E gli ebrei sono
le principali vittime di questa paranoia.
Altri gruppi comunque ne sono state vittime. Si pensi alle accuse agli “zingari”
per rapire bambini, o mangiarli. In America simili dicerie colpivano i neri,
accusati di stupri e assassini di bianchi (di padroni bianchi, nell’800). Anche
in questo caso queste dicerie erano alle base dei linciaggi pubblici che sono
proseguiti fino agli anni ‘60 dello scorso secolo.

Chi è razzista è particolarmente predisposto a credere ai complotti. Si può anzi
sostenere che il razzismo stesso sia una forma di paranoia complottarda. Infatti
è riduttivo definire come base del pensiero razzista il credere che altre
persone siano inferiori; i razzisti in genere non credono solo o tanto
nell’inferiorità di un gruppo, ma soprattutto nella sua intrinseca pericolosità,
perché quel gruppo è dedito a fare il male, complottando fra di loro.
Questa base razzista – che per certi versi è una costante antropologica in tutte
le comunità - negli anni si è arricchita di nuovi spunti, tanto da farla passare
in secondo piano, e oggi chi crede ai complotti non è detto che sia razzista.






Punti in comune delle teorie complottistiche



Come mai le teorie del complotto sono diventate così popolari?
Le persone che credono nei complotti tendono a pensare di aver perso la propria
autonomia individuale. Questo è dovuto alla crescente ansietà delle persone
verso il controllo sulle loro vite esercitato dallo stato, o da altri enti
impersonali o da forze esterne non meglio definite, e un pò paranoiche (es.
Ufo).
Tutto ciò è divenuto più evidente nel XX secolo man mano che si è sviluppata la
moderna burocrazia e lo stato cosiddetto “interventista”.
Nel dopoguerra la crescente complessità del sistema economico delle nostre
società, e segnatamente lo sviluppo del consumismo, ha arricchito la lista degli
enti temuti per la loro invadenza alle “multinazionali” e alla semplice
pubblicità, che plasma e seleziona stili di vita, gusti e preferenze.
Una delle teorie del complotto oggi più note, grazie a film e telefilm come “X-files”,
è quella paranormale. Tuttavia sono purtroppo ancora importanti vecchie teorie
del complotto come quelle antisemite (il complotto giudeoplutocratico, inventato
dai fascisti).
Uno dei massimi studiosi di teorie del complotto è oggi Mark Fenster, che ha
analizzato però solo la cultura americana.

In ogni caso Fenster nota come tutte le teorie sui complotti sostengano le
stesse cose (Fenster 1999):
- Innanzitutto, che il complotto è in atto, e qualcuno sta cercando di fare del
male.
- In secondo luogo, il male non viene fatto in genere a tutti, ma in particolare
a “noi, persone per bene”.
- Terzo, si tratta di una cospirazione organizzata. (punto centrale).
- Quarto, le mosse dei cospiratori sono segrete, e ogni traccia viene coperta.
- Quinto, i cospiratori sono potenti; tutte i complotti riguardano infatti in
ultima analisi il controllo del potere.

Inoltre ci sono alcuni punti fermi comuni a tutte le teorie del complotto:
- Il controllo delle informazioni è la parte più importante della cospirazione.
Persone malvagie nasconderebbero informazioni preziose al pubblico per
orientarne i comportamenti, e in ultima analisi dominarli.
- Le teorie del complotto non sono altro che una versione falsificata della
storia, servono a reindirizzare l’odio verso un certo gruppo (etnico, politico,
religioso o altro).
- Le teorie del complotto sono sempre populiste: pretendono di stare dalla parte
dell’”uomo comune”, contro il “potere”: disprezzano le elite, le persone
altolocate, i ricchi, i potenti, i colti, compresi gli scienziati. Sia i
populisti che chi crede nei complotti ritengono che la scienza rappresenti le
elite e sia contraria agli interessi dell’”uomo comune”. La scienza è difficile
da comprendere e richiedere studio, populisti e complottardi la vedono come un
fenomeno e elitario e in quanto tale convenzionale e tradizionalista (loro
invece sarebbero “rivoluzionari”).
- Le teorie del complotto sono sempre reazionarie. Spesso legate all’estrema
destra (i nazisti erano dei paranoici della “cospirazione mondiale”), si
scagliano contro ogni novità, vagheggiando un mondo mitico prima che i “poteri
occulti” si diffondessero.
- La teoria del complotto però fa parte anche del bagaglio culturale
dell’estrema sinistra (si pensi alle purghe staliniane) e ultimamente prospera
nella versione antiamericana della “cospirazione NWO”, dove Nwo sta per “New
World Order”.















Considerazioni finali





La gente crede nei complotti solitamente per ignoranza in materia e per grande
credulità, anche se i più attivi soffrono chiaramente di disturbi mentali, e
dietro di loro ci sono tanti ciarlatani che per ottenere soldi, notorietà o
semplice divertimento, se la godono ad ingannarli con bufale complottistiche di
ogni tipo costruite ad hoc.


I principali complotti-bufala attualmente più popolari sono quelli su:


- l'attentato alle torri gemelli dell'11/9/2001


- lo sbarco lunare americano


- le scie rilasciate dagli aerei nei cieli


- gli ebrei e su Israele


- le banche e sul signoraggio


- i vaccini e sulle case farmaceutiche


- le scoperte scomode tenute nascoste dal mondo scientifico


- l'olocausto ebraico avvenuto nella seconda guerra mondiale


- la massoneria e sugli illuminati


- gli alieni rettiliani e simili


- il 2012 e catastrofi in generale


- il governo ombra chiamato New World Order





Si tratta di idiozie assolutamente false ma sono supportate da una grande
quantità di materiale non veritiero che continua ad essere ripescato e
riproposto da persone che cascano nella bufala o da ciarlatani che tentano di
sfruttare questi argomenti. D'altronde se questi complotti bufala si diffondono
così velocemente è anche perché sono un ottimo mezzo per attirare la gente sui
propri siti internet o forum, senza contare chi ci guadagna.


Queste bufale complottistiche si diffondono velocemente anche a causa della
scarsa presenza di appositi sbugiardamenti, i quali scarseggiano in quanto le
persone serie non hanno interesse a dedicare tempi e sforzi a smontare le
bufale, anche perché le ritengono così assurde che nessuno possa crederci
davvero. Tuttavia, si sbaglia a ragionare in tal modo poiché sono tante le
persone che cascano nelle bufale complottistiche, probabilmente anche a causa
della scarsità dei sbugiardamenti.





In realtà è incredibile che la gente possa credere in queste sciocchezze,
infatti anche se si è ignoranti in materia basta documentarsi seriamente per
capire che sono tutte falsità, ed è ancora più semplice capirlo grazie ai tanti
siti italiani ed esteri che sono stati appositamente redatti per spiegare alla
gente che quel determinato complotto è una bufala.


Eppure è alquanto impressionante il fatto che a credere nelle bufale
complottistiche non sono solo malati di mente e persone estremamente ignoranti,
ma anche gente comune: come è possibile questa cosa?


La risposta è che i complotti sono divulgati in modo da ingannare la gente
tramite una forma apparentemente accurata, tramite finte prove a corredo del
complotto e sopratutto tramite meccanismi psicologici che tendono a raggirare
mentalmente il lettore ed a far credere che si tratta di qualcosa di plausibile:
chi non è una persona che conosce la materia o non è in grado di fare verifiche
sulle affermazioni fatte ha seri rischi di cadere nella bufala complottistica.


I ciarlatani ed i pazzoidi che stanno dietro alle bufale complottistiche,
nonostante il loro status di imbroglioni e di malati di mente, non sono idioti o
handicappati mentali, ma sono persone in grado di redigere qualcosa di
estremamente complesso pur di portare avanti una bufala ed indurre la gente a
credergli.


È anche vero che la realtà ci dimostra come basti diffondere qualsiasi storia
inventata, anche la più assurda, per trovare persone disposte a crederci
ciecamente che arrivano perfino a difenderla ed a diffonderla ulteriormente.





Concludo evidenziando l'amara realtà di come il complottismo e la
disinformazione che porta con sé stiano rapidamente aumentando grazie ad
internet, mentre dall'altro lato diminuisce il numero di persone ed il materiale
che combattono tutto ciò, anche perché come si è evidenziato è molto facile
inventare bufale complottistiche ma è abbastanza impegnativo smontarle. D'altro
canto è anche vero che dalla parte dei complottisti abbiamo ciarlatani, malati
di mente e gente realmente convinta che le bufale complottistiche siano vere, e
quindi ci sono persone estremamente motivate, mentre dall'altra parte abbiamo
persone serie che non hanno molto tempo a disposizione e che non hanno nulla da
guadagnarci nel combattere il complottismo se non una soddisfazione personale.


Ma attenzione: il complottismo è qualcosa di pericoloso, ha spesso generato cose
orribili e mosso le menti di squilibrati, pertanto è un dovere morale
combatterlo, altrimenti continuerà a dilagare senza sosta facendo cadere sempre
più persone nei suoi inganni.



CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
dott. Pasquariello Domenico




http://ceifan.org

_________________
NESSUNO PUO NASCONDERE E NEGARE LE VERITÀ ALL UMANITÀ.
http://anno2012.secretsstories.com/


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MessaggioTitolo: Re: N.W.O : New World Order, CI STÀ OSSERVANDO E MANIPOLANDO FIN DALLA NASCITA   Lun 07 Feb 2011, 11:07


Nella mente del complottista











Premessa: adattato da
Qui





I complottisti non hanno squame o la testa quadrata, sono persone normalissime
che camminano tra noi ogni giorno, padri di famiglia, figli, impiegati, sono
persone come tutti. Essi sono tra noi.
Spesso quando ci capita di discutere con un complottista può capitare di
trovarsi di fronte un "cospirazionista della domenica" che tanto per partecipare
ad una discussione entra a gamba tesa sposando le teorie più astruse anche per
svago, spesso senza nemmeno crederci ma per provocare, ma altre volte vi sono
individui davvero convinti.
Credono veramente a ciò che diffondono con un click: il fenomeno è diffuso, concentrato, circoscritto soprattutto su internet,
ma abbastanza diffuso.

Il complottista modello si sente una spanna superiore al resto degli individui:
è un "risvegliato", uno che sa come sono andate le cose e cerca di spiegarle al
"popolo bue" che dorme senza rendersi conto di essere una pedina in mano ai
potenti. Il complottista sa e non si fa fregare. Mentre "gli altri" sono schiavi
della propaganda, dei giornali e di Facebook, il complottista è libero,
indipendente ed in guardia.
Ma usa la propaganda, i giornali e Facebook per far conoscere le sue idee.
Registra un appello chiedendo di boicottare You Tube (il noto sito di
condivisione video) e lo diffonde tramite...You Tube. Afferma che i quotidiani
mentono continuamente con false notizie ma quando un giornale pubblica una
notizia che fa comodo alla causa la mette in risalto: "l'hanno scritto anche nel
giornale", mentre l'amico complottista più furbo si chiede "...e se l'hanno
scritto sul giornale, cosa ci sarà sotto?".
È contro la globalizzazione ma si connette da lande sperdute con mezzo mondo via
internet, è convinto che la televisione manipoli la realtà ma va in televisione
se invitato.

Chi sposa le teorie del complotto ad occhi chiusi è schierato in una battaglia
totale contro "gli autori del grande inganno" non compra oggetti
"capitalistici", disprezza il consumismo (salvo non rendersi conto che egli
stesso è un prodotto ed una vittima del "consumismo") e critica chi non la pensa
come lui. Chi invece fa parte del suo stesso gruppo è un suo amico,
indipendentemente dalle cose che dice.
Il complottista è convinto che ciò in cui crede non può che essere la verità e
lui, in quanto "risvegliato" non può essere vittima della disinformazione e
della manipolazione, quella colpisce gli altri, il complottista non si crede nè
manipolato nè manipolabile. Al contrario è convinto che chi non faccia parte del
gruppo sia una "vittima del sistema". Si chiama "effetto della terza persona" (TPE
Third-person effect) e definisce l'errata percezione che i media abbiano un
forte effetto di persuasione sugli altri ma non su se stessi. Sono sempre gli
altri che sbagliano, in sintesi.



Ed anche uno studio realizzato dall'università di Canterbury ha messo in
evidenza come chi è orientato verso le ipotesi di complotto sottovaluta il
condizionamento che riceve da ciò che legge o ascolta. In poche parole, il
complottista si forma in ambienti complottistici ed ha poco da divagare quindi,
è quella la sua formazione ma lui non se ne rende conto.
Lo studio ha concluso infatti: chi è sottoposto alla lettura di teorie di
complotto e di cospirazione, non si rende pienamente conto di quanto queste
influenzino il suo pensiero.
Sono stati creati due gruppi poco dopo la morte della principessa Diana
d'Inghilterra.
Il primo gruppo doveva dare un'indicazione su quanto si trovasse daccordo su
alcune considerazioni sulla morte della principessa e sull'atteggiamento dei
compagni di classe dell'altro gruppo sullo stesso argomento.
Il secondo gruppo doveva fare lo stesso: cosa ne pensava sui particolari sulla
morte della principessa e come giudicava i compagni di classe dell'altro gruppo
ma fu fornito di letteratura "complottista" sullo stesso avvenimento.
Il risultato fu che mentre il primo gruppo stimò con buona approssimazione
l'atteggiamento dell'altro, il secondo gruppo, quello sottoposto a letture "cospirazioniste",
sottovalutò il proprio atteggiamento. Non si resero conto in parole povere, di
quanto quelle letture influenzarono il loro pensiero sull'argomento,
considerandolo "non particolarmente influenzato".

Inutile quindi tentare di fargli cambiare idea, si chiuderebbe a riccio.
Metterlo davanti ai fatti che smentiscono le sue idee o affermazioni infatti è
assolutamente inutile. Esiste il bisogno di coerenza: se si prende una decisione
si ha più fiducia nella stessa. Gli scommettitori di corse ippiche, subito dopo
la loro scelta, credono molto di più nella vittoria del cavallo su cui hanno
puntato rispetto a prima. Ci si IMPONE di credere ad una risposta che si crede
giusta. Oltretutto ogni tentativo di demolizione (anche giustificato!) di quella
scelta, può essere visto come un'aggressione alla propria coerenza.
Per questo motivo il complottista si batte con tutte le forze: diffonde il
proprio pensiero, cerca proseliti, attacca chi non la pensa come lui tacciandolo
di complicità e collusione, insinua sospetti in ogni discussione ed anche in
ambiti che apparentemente non hanno nulla a che vedere con certi argomenti, la
parola giusta al momento giusto può sempre servire a scatenare il dibattito.
Tipico ricorrere a "lettere aperte ai potenti del mondo" o a veri e propri
appelli a personalità famose (religiose, politiche, giornalistiche), in una
sorta di ululato alla luna piena che è in realtà una "richiesta di attenzione"
che ha quasi sempre scopi ben poco nobili: semplice pubblicità. Il complottista
ha bisogno di farsi sentire.

Ma non vedrete mai un "vero" complottista impegnarsi allo stesso modo e con la
stessa veemenza per temi molto più sensibili e reali: l'inquinamento, la
deforestazione, problemi quotidiani che mettono in gioco la sopravvivenza di
tutti noi. Ma anche la fame nel mondo, tragedia quotidiana di interi continenti.
Non c'è dubbio che un serio "ricercatore della verità" avrebbe molto più
prestigio e dovere morale di trattare temi come questi piuttosto di parlare
della telepatia ma i siti complottisti ed i loro guru ci rifileranno estenuanti
video ed incredibili ragionamenti su ben altre cose. E gli spettatori
applaudono.



Ma possibile che nei gruppi complottisti si bevano proprio tutto?
Non c'è mai nessuno che si ferma un attimo e riflette che forse si sta un po'
esagerando?
Succede che qualcuno dei "risvegliati" torni tra i comuni mortali?
Può capitare, molti hanno fasi della vita "complottistiche" e poi tornano tra la
"gente comune", è un po' come una fase adolescenziale di ribellione che può
quindi rivelarsi temporanea o legata a certi stati d'animo, ma non dimentichiamo
la "dipendenza dal campo", il contesto. Staccarsi dall'opinione del gruppo che
si frequenta non è facile.
Si viene influenzati sicuramente dalle scelte del gruppo. Se tutti in un gruppo
vedono un miracolo, avere il coraggio di dire di non averlo visto è da uomini di
carattere e la scelta di seguire la tendenza comune è la più comoda e semplice
ed anche contro l'evidenza, se in un gruppo si decide in un senso, la decisione
opposta sarà molto difficoltosa non solo nel momento in cui la si è presa.

Ma prima dell'esistenza del termine complottismo, prima di internet, chi si
sentiva perseguitato, osservato, seguito e controllato da fantomatici guardiani
era un soggetto ben racchiuso in una diagnosi psichiatrica. Oggi con i nostri
ritmi siamo in pochi ad essere completamente sereni ed in pace con noi stessi e
dei tratti di fobia e psicosi appartengono tipicamente alla nostra società. È
proprio l'evoluzione di alcuni tratti della personalità, come la diffidenza,
l'insicurezza, l'orgoglio, fino al pregiudizio ed al fanatismo che si identifica
in un disturbo di personalità ben preciso e che ha un nome: paranoia.
Il complottista "vero" è "semplicemente" paranoico.
Non mi riferisco naturalmente a chi vede una luce nel cielo e sogna sia
un'astronave extraterrestre o a chi pensa che in fondo l'idea delle piramidi
costruite dagli alieni sia affascinante ma di certo non va in Egitto alla
ricerca di orme a tre dita, parlo proprio di chi condiziona la propria vita in
funzione delle sue fobie. Chi guarda il cielo alla continua ricerca di un segno.
È lui il paranoico.
Il complottista paranoico è assolutamente differente dal gonzo credulone che per
colpa della sua ignoranza non capisce quello che gli gira attorno e prende per
oro colato ogni affermazione che trova su Google.

Ignoranza quindi, stupidità, ingenuità, sono questi i terreni nei quali
germoglia il complottismo da fiera, quello dei gadget e dei DVD, quello che si
trova su internet ed in certe riviste in edicola.
La persona affetta da paranoia invece non è ingenua, nè stupida, lo stupido per
dirla alla Eco "può anche dire una cosa giusta, ma per ragioni sbagliate", il
paranoico invece è fortemente condizionato dai suoi incubi tanto da farne
ragione di vita e comportamento, è quello che per chi lo ascolta farneticare è
"matto", sempre per dirla alla Eco:
"Il matto li riconosci subito. E’ uno stupido che non conosce i trucchi. Lo
stupido la sua tesi cerca di dimostrarla, ha la sua logica sbilenca ma ce l’ha.
Il matto invece non si preoccupa di avere logica, procede per cortocircuiti.
Tutto per lui dimostra tutto. Il matto ha una idea fissa, e tutto quel che trova
gli va bene per confermarla. Il matto lo riconosci dalla libertà che si prende
nei confronti del dovere di prova, dalla disponibilità a trovare illuminazioni.
E le parrà strano, ma il matto prima o poi tira fuori i Templari. [...] Ci sono
i matti senza Templari, ma quelli con i Templari sono i più insidiosi" (da: Il
pendolo di Focault, Umberto Eco).









Il paranoico



Da Wikipedia:
Il termine "paranoia" indica una contingenza di disturbo mentale lucido,
caratterizzato dall'impressione del paziente di essere perseguitato (o, più
specificatamente, dall'impressione che qualcuno o qualcosa abbia intenzione di
nuocergli). Questa condizione è spesso caratterizzabile come una degenerazione
patologica di alcuni tratti caratteriali come la diffidenza, l'inclinazione al
pregiudizio o l'insicurezza. Il sistema di credenze di tipo persecutorio viene
elaborato dal paziente in modo lucido e sistematico, ovvero non viene in
generale a mancare la funzione razionale. In questo senso la paranoia si può
descrivere come un caso particolare di disturbo delirante.

Che il complottista (e come detto nella prima parte mi riferisco al complottista
per fede, non all'appassionato di misteri) sia paranoico non è un'affermazione
azzardata, ma esistono diversi gradi di paranoia e quelli meno gravi sono in
genere compatibili con una vita sociale normale. Scavando nella personalità
complottista spesso ci si rende conto che il soggetto che crede in certe teorie
è tanto pervaso dalle sue idee che le ritiene oggettivamente credibili. È quello
che succede nella fede religiosa.


Non ha senso ed è inutile "convincere" o
"spiegare" fatti di fede poiché la credenza è profonda, intima, niente e nessuno
potrà eliminarla. Da questo punto di vista il complottista può essere definito
anche come "fanatico": non ha mezzi termini, il suo ideale è corretto, quello di
chi lo nega è marcio, perverso e falso.
Riguardo al complottismo comunemente detto è forse più adeguato il termine di "pseudoparanoia"
che si differenzia dalla paranoia perché quasi sempre si esprime non con
pensieri paranoici personali ed intimi ma con l'adesione a gruppi guidati da
paranoici per ignoranza, mancanza di cultura o problemi di relazione e
razionalità. Ci si affida insomma ad un "guru" che condiziona con la sua
mancanza di adesione alla realtà, i suoi adepti.
Ogni cospirazione, ogni mistero dietro ad un fatto si autoalimenta, si complica,
si ingrandisce. Se la "prova definitiva dell'esistenza degli alieni" viene
smontata e si rivela una bufala, il complottista si affretterà a dirottare tutte
le attenzioni sulla prossima "prova definitiva".
Non esiste un complotto "parziale": il complotto è totale, distruttivo della
realtà come la conosciamo.
È l'apoteosi della generalizzazione.

Così il cospirazionista "sincero" è quello che sa distinguere un mistero "reale"
da uno "immaginario", mentre il cospirazionista "ipocrita" no: se in una
discussione con un complottista emerge la sua convinzione che i cerchi nel grano
sono messaggi extraterrestri realizzati con navicelle aliene e qualcuno chiede:
"non crederai anche alla terra cava?", il complottista, scatterà inorridito "per
chi mi avete preso, per un pazzo?" senza rendersi conto che tra la teoria della
terra cava ed i cerchi nel grano fatti dagli alieni non c'è in pratica
differenza. Sono due bufale belle e buone e fanno davvero a gara per essere la
più grossa.
Il complotto è talmente totale che pure gli altri complottisti potrebbero farne
parte.
Per un complottista i governi ci nascondono l'esistenza degli alieni ma per
l'altro i governi vogliono farci credere all'esistenza degli alieni che in
realtà non esistono. Quindi per un complottista l'altro sarà un infiltrato
disinformatore. È l'apoteosi del sospetto.
Il complottista arriva ad essere sospettoso se "nel gruppo" si intromette un
altro sedicente cospirazionista che comincia ad elencare teorie totalmente
bizzarre oppure a capovolgere le leggi della fisica, straparlare di altre
dimensioni e poteri energetici. Quello che dice è talmente incredibile anche per
il più estroverso dei complottisti che c'è una sola spiegazione per quella
presenza: è un complotto.
I cospirazionisti sono convinti che vi siano degli infiltrati nei loro gruppi,
inviati (da chi?) con lo scopo di deriderli, renderli poco credibili,
ridicolizzarli...
In pratica un complotto contro i complottisti.

Se diffonde una voce falsa anche su un argomento serio ed importante, il
complottista paranoico (diverso da quello di "professione") quando la sua
previsione, la profezia, l'avvenimento non si compie, non smentisce e non
corregge le sue affermazioni, semplicemente "glissa", le fa scivolare nel
dimenticatoio.
Ricordate il periodo dell'influenza suina?
Ricordate gli appelli disperati sulla vaccinazione obbligatoria, sui campi di
concentramento per chi rifiutava il vaccino?
Ricordate la vaccinazione che era stata creata per decimare la popolazione
mondiale? Per alcuni era il virus (creato in un laboratorio segreto, chissà
perché) che era stato diffuso per distruggere la specie umana, per altri era il
vaccino che aveva questo scopo. Alla fine non si è avverata nè l'una nè l'altra
catastrofe.
Interi siti che parlavano di ghigliottine, bare nere allineate nei cimiteri,
posti di blocco negli USA e migliaia di vittime causate dai vaccini assassini.



Avete sentito solo una di queste persone ritrattare le sue affermazioni quando
dopo milioni di dosi di vaccino somministrate in tutto il mondo non si è
avverata nessuna strage mondiale?
Non lo faranno mai. Non sarebbe un sospiro di sollievo per un allarme assurdo e
rivelatosi falso ma una sconfitta personale, l'ammissione di uno stato di
eccessivo sospetto.
Ed ora che i vaccini sono rimasti nei magazzini (e non c'è stato nessun
ghigliottinato per fortuna...), gli amanti del complotto dicono che è stato un
modo per far guadagnare le multinazionali (quando una delle cause di questo
spreco sono state proprio le deliranti profezie dei catastrofisti). Ogni passo
della vicenda, in qualsiasi modo si fosse evoluta, sarebbe stato un complotto.
Alla fine però i diabolici ideatori del genocidio mondiale che dopo aver messo
in marcia un progetto mortale di enormi dimensioni, falliscono miseramente
perché in "pochi" hanno usato i vaccini, si sono ritirati in silenzio
proseguendo chissà quali altri progetti mostruosi.

Poco importa se un gruppo di
pazzi assassini avrebbero potuto radere al suolo una città con un ordigno
nucleare o avvelenando gli acquedotti, oppure diffondendo un virus mortale in
una metropoli, questi crudeli assassini hanno scelto la maniera più difficile
per fallire miseramente. E si sono arresi subito. Nemmeno nei fumetti succedono
cose del genere, saranno dei terribili pianificatori di stragi mondiali ma dai
risultati sembrano più dei poveri pensionati falliti.

Nei gruppi complottisti trovano riparo le personalità paranoiche più estreme:
anche gli altri esponenti del "gruppo" hanno i loro stessi timori catastrofisti,
il paranoico non è più solo dunque, è perfettamente a suo agio.
Così compaiono personaggi dai tratti assolutamente patologici e non sono casi
isolati.
Se il complottista gestisce un sito, controlla chi lo visita, traccia gli
indirizzi IP, li archivia. Se scopre che una visita proviene da un ufficio
istituzionale (polizia, ministero...) afferma di essere sorvegliato, è
probabilmente convinto di avere i telefoni sotto controllo e di essere pedinato,
esce poco da casa e sorveglia i dintorni della sua abitazione. Non ridete,
succede eccome ed è gente che ha un seguito sul web.
Un seguace della teoria delle scie chimiche (le scie degli aerei sarebbero
pericolosi agenti chimico-biologici pericolosi e velenosi contenenti metalli,
vaccini, virus e batteri) scrive di barricarsi a casa per evitare le proprie
paure.
L'oggetto della paranoia è alla fine il rifugio dallo stress emotivo che
caratterizza il paranoico. La paranoia complottista può scaturire addirittura da
traumi vissuti con forte sofferenza e che richiedono una fuga cosciente o meno
dalla realtà come unico modo per assopirli. Esiste a tal proposito uno studio
del 2006 che nota come in individui che hanno subìto violenze nell'età
infantile, la credenza nel paranormale è maggiore rispetto al resto del
campione. Credere all'irreale per coprire la realtà insomma.

La terapia della paranoia dipende dal grado del disturbo. Sarebbe ottimale anche
identificare le eventuali cause del problema. Per molti infatti si tratta di un
disturbo proveniente da una dipendenza psicofisica da internet (IAD). È una vera
e propria dipendenza, esattamente come quella da sostanze tossiche.
Molti individui infatti hanno iniziato a manifestare i primi disturbi di
paranoia proprio interessandosi delle teorie del complotto, avvertendo
un'insicurezza in seguito ai proclami catastrofistici letti su internet e
trasferiscono tutta la loro attività extralavorativa sulla rete, impegnandosi
attivamente a ricercare informazioni "alternative" e diffondere queste paranoie
che diventano il motivo principale della propria esistenza. Si trasferisce tutto
il proprio vissuto in rete.
È quindi internet che spesso determina l'aggravamento di personalità già deboli.
Il primo passo consisterebbe con l'allontanamento dalla rete ed un sostegno
psicologico, e nei casi importanti farmacologico, sarebbe utile a risolvere la
maggioranza dei sintomi. Nel tempo si sono sperimentati con buon risultato i
gruppi di sostegno e di autoaiuto. Il paranoico complottista inoltre tende ad
isolarsi, fisicamente e sentimentalmente e quindi anche un inserimento in
attività sociali potrebbe completare l'opera di recupero psicologico. Internet è
notoriamente un mezzo di isolamento sociale, comunichiamo con tutto il mondo in
un attimo ma chiusi da soli in una stanza.
In questo senso esistono diversi centri che studiano e curano la dipendenza da
internet.
In alcuni individui il disturbo si attenua notevolmente con l'eventuale
miglioramento delle condizioni sociali ed economiche.

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MessaggioTitolo: N.W.O : New World Order, CI STÀ OSSERVANDO E MANIPOLANDO FIN DALLA NASCITA   Lun 07 Feb 2011, 11:06


La psicologia del complottismo












Premessa: adattato da
Qui





Per iniziare, bisogna chiarire a chi non lo sa cos'è
il complottismo e chi sono i "complottisti".
Sono "persone che credono nelle cospirazioni", dice Wikipedia. Ma "credere alle
cospirazioni" è una generalizzazione.
Il complottista o cospirazionista in realtà è una persona convinta che i
maggiori avvenimenti di attualità, politica, storia, economia e scienza siano
frutto di un complotto organizzato e gestito da gruppi di controllo del nostro
pianeta (a volte citati, altre volte "misteriosi") che decidono in questo modo i
destini ed il futuro della popolazione mondiale.

È chiaro che i complotti esistono (dall'alba dei tempi, l'omicidio di Giulio
Cesare fu una cospirazione), hanno scritto pagine di storia, non si tratta
quindi di credere che un complotto sia possibile ma che la nostra realtà sia
praticamente tutta un complotto.
Prima di accusare di qualsiasi crimine un uomo, un governo, una istituzione
religiosa o scientifica bisognerebbe però avere in mano delle prove, almeno dei
documenti certi, punti saldi sui quali basare le proprie accuse che,
ricordiamolo, sono gravissime.
I teoremi dei complottisti invece sono opere incompiute: nessuna prova, nessuna
evidenza documentata, solo supposizioni che trasformano qualsiasi evento in un
piano alle spalle della popolazione inconsapevole. Non si tratta quindi di
discutere dei problemi che realmente rendono difficile la nostra vita o minano
la nostra tranquillità (l'inquinamento, la politica disonesta, la povertà, alla
fine non sono "complotti"?) ma di eventi talmente enormi da poter cambiare la
storia se fossero reali, ma che nel caso del complottismo non hanno nessuna
prova della loro esistenza.
Studiare il complottismo è un utile esercizio psicologico e proprio secondo
alcuni psicologi (nonostante la presenza di pochi studi importanti sul problema)
la personalità complottista è legata a disturbi di personalità ben precisi.
Essere "complottisti" è uno stato correlato a difficoltà di relazione con il
prossimo e ad insicurezza lavorativa (o irrealizzazione professionale) e
soprattutto ad uno stato di anomìa (mancanza di norme e regole sociali che
controllano il comportamento personale, scatenata spesso da un trauma o da
cambiamenti continui della propria condizione personale) questo almeno emergeva
da uno studio effettuato nel 1992 da Ted Goerzel su 348 studenti universitari.
Il complottista crede a più complotti, non è quasi mai convinto di una sola
teoria ma le sposa tutte. È spesso di classe socioeconomica medio-bassa ed il
suo credo politico è ininfluente.

Ma c'è di più, si sono scomodati anche sociologi (Lipset and Raab nel 1970) e
storici (Groh nel 1987), che hanno determinato che il pensiero cospirativo è
tipico di gruppi antisemiti ed autoritari, frequenti sia in Europa che negli
Stati Uniti. Secondo il pensiero complottista (e sempre da quello che scrive
Groh) il "grande cospiratore" è secondo le epoche rappresentato dagli ebrei, dai
comunisti, poi dai capitalisti ed infine dai servizi segreti. I grandi
avvenimenti devono avere "grandi esecutori".
Così le torri gemelle non furono abbattute da un gruppo di fanatici ma da un
piano organizzato dal governo americano o Lady Diana non può essere morta per
colpa di un autista ubriaco ma per mandato dei servizi segreti inglesi.

Che le teorie complottistiche si fermino davanti ad un ostacolo enorme e deciso
è ininfluente (per i complottisti). Tutte le teorie del complotto infatti
(tutte, o non si chiamerebbero "teorie") non hanno una sola prova che ne
confermi la plausibilità.
È quello che succede con le medicine alternative: nel momento in cui
dimostrassero la loro efficacia, cesserebbero per definizione di essere
"alternative" entrando pienamente a far parte del bagaglio medico dell'umanità.
In un processo, un sospettato di reato a carico del quale non si scoprisse una
sola prova nonostante decenni di indagini, studi, analisi, verrebbe assolto,
senza appello. Le grandi teorie del complotto invece non si assolvono mai, sono
sempre vive ed anzi si moltiplicano, crescono, vengono vendute come "assodate"
per chi ci crede. Il complottista non è un testimone oculare, non era presente
al momento dell'avvenimento che crede "frutto di cospirazione", si basa su
supposizioni, filmati, foto, tutti elementi insufficienti per accusare intere
organizzazioni, gruppi, nazioni o governi di crimini efferati.
Osserva sempre Goerzel infatti, che il complottista non si basa su prove di
fatto per sostenere le sue teorie ma sulla generalizzazione dei fatti ed ogni
nuova cospirazione ne origina un'altra, in un percorso senza fine: se la
cospirazione degli americani è stata capace di uccidere il loro amato presidente
Kennedy, è "ovvio" che gli stessi americani sono responsabili anche di un'altra
cospirazione, quella dell'11 settembre. Non è provata la prima, non è provata la
seconda ma in un unico passaggio mentale due grandi avvenimenti diventano due
cospirazioni assodate.
Qualcuno ha paragonato questo tipo di logica ad una sorta di effetto Barnum. Chi
arriva a credere agli alieni prigionieri nascosti nelle basi militari USA, non
può fare a meno di credere a tutto quello che viene dopo (dalle abductions, alle
installazioni aliene sulla Luna).
Una delle ultime ricerche sull'argomento è stata preparata da Virem Swami e
Rebecca Coles ed ha il titolo "The truth is out there" (La verità è lì fuori) e
punta molto sui disturbi paranoici scatenati da eventi personali. Si parla
oltretutto del fatto che è ìnsito nell'uomo cercare una spiegazione accettabile
anche dove non esiste.
Come accettare che dei terroristi abbiano fatto schiantare degli aeroplani su
due grattacieli causando migliaia di vittime? Inaccettabile e ragionevolmente
non comprensibile. L'unica spiegazione può essere qualcosa di nascosto, di
segreto: un complotto all'insaputa di tutti.

Con la teoria del complotto si tende quindi a spiegare qualsiasi cosa che non si
comprende. Il viaggio sulla Luna, sebbene avvenuto decenni fa, resta sempre un
traguardo umanamente e scientificamente unico ed eclatante. Non viverlo in prima
persona riesce a renderlo quasi come un avvenimento finto, distante ed
impossibile e l'unica spiegazione è che si sia trattato di un falso. Prove di
questa presunta falsificazione non ne esistono ma esiste gente che SA, basandosi
solo su supposizioni personali, che quello sbarco sia in realtà un film girato
in studio. Non si tratta di esperti di astronautica o di viaggi lunari ma di
semplici "uomini della strada" che formulano teorie così complicate basate su
indizi fragilissimi usati a piene mani per diffondere questi dubbi quasi a farlo
apposta...o forse proprio per farlo apposta.
Il fatto che la medicina abbia realizzato passi da gigante raddoppiando la
nostra aspettativa di vita in pochi decenni rende la sua incapacità di guarire
alcune malattie come impossibile, incredibile. Eppure di qualcosa si muore,
perché non immaginare un complotto per le malattie cardiovascolari o per
l'Alzheimer? In realtà il complotto deve nascere per definizione per spiegare
l'avvenimento più grande. Il viaggio sulla Luna per il complotto astronautico,
l'assassinio di Kennedy per la cospirazione politica, la cura del cancro per
quella medica e...peggio ancora...









Tutto un complotto



Esistono complotti "innocui" come quelli che riguardano il mondo della musica:
Elvis Presley non è morto per un "banale" blocco intestinale ma è vivo e si è
rifatto una vita lontana dai riflettori. Lo stesso Jim Morrison (dei Doors),
Michael Jackson e Bob Marley, "morti per finta" con lo scopo di chiudere una
vita troppo stressante e ricominciarne un'altra più anonima.
Paul Mc Cartney (il cantante dei Beatles) è in realtà un sosia che ha sostituito
l'originale morto in un incidente stradale. In realtà anche per tutti questi
fatti non esistono nè prove nè indizi importanti, solo supposizioni spesso
fantasiose che servono più a riempire le pagine dei rotocalchi che della storia.
Se ci limitassimo a questi si tratterebbe in fondo di una discussione leggera
che non danneggerebbe nessuno.
Ma ormai si scende in fatti storici e politici, importanti e drammatici.
Il presidente degli Stati Uniti Kennedy (morto in un attentato a Dallas) fu in
realtà vittima di un complotto che coinvolge a seconda di chi parla la CIA, la
mafia, il governo americano, chiunque insomma ma non il colpevole identificato
dalla giustizia statunitense. Anche qui nessuna prova, nessun indizio
schiacciante, solo supposizioni, voci, testimoni improvvisati che di attendibile
hanno pochissimo. Non si può credere al capo della CIA perché "deve far parte
del complotto" ma si crede ad un detenuto omicida che racconta storie mai
provate che giusificherebbero i sospetti della cospirazione. La versione
"governativa" deve essere per forza falsa, quella "alternativa" non può che
essere vera.
L'attentato alle torri gemelle dell'11 settembre fu un complotto, un "autoattentato"
ordito dal governo americano. Prove? Nemmeno una. Ma per il complottista è
assodato: andò così, senza nessun dubbio, è evidente. Per lui.

Ma arriviamo all'inverosimile.
L'uomo sulla Luna? Mai andato. Si è trattato in realtà di filmati e foto
realizzate in studio, solo per "vincere" la corsa alla Luna che in un periodo di
guerra fredda era più importante della conquista di una nazione. Anche qui prove
nessuna, solo complicati e risicati argomenti che però non giungono a nessuna
conclusione se non a quella di insinuare, dubitare, sospettare. Fino a scoprire
che per alcuni la Luna non è nemmeno un satellite del nostro pianeta, è
un'astronave aliena messa in orbita migliaia di anni fa e nel nostro sistema
solare le astronavi aliene, gigantesche, sono decine, sempre in giro per
sorvegliarci.
La Terra gira attorno al Sole? Ma non dite sciocchezze. La verità ce l'hanno
nascosta per secoli. La Terra è al centro dell'universo e tutto l'universo gira
attorno a lei. C'è pure una società che si riunisce per studiare gli ultimi
sviluppi di questa realtà così spaventosa. La società, fortemente cattolica, si
chiama Galileo was wrong (Galileo aveva torto), naturalmente.
Esistono siti che parlano di fantomatiche società segrete e gruppi che compiono
efferati crimini sotto i nostri occhi: l'attore Roberto Benigni coinvolto nei
delitti del mostro di Firenze? C'è chi lo sostiene. Umberto Eco a capo della
Rosa Rossa società segreta che pratica sacrifici umani ed uccide senza pietà?
C'è chi lo ha scritto.
Poi l'apoteosi.
Il "NWO" che sta per "New World Order", ovvero nuovo ordine mondiale. Una forma
di governo totalitaria e centralizzata che governa il mondo intero, controlla la
popolazione e concentra il potere in un gruppo ristretto (e segreto, perché non
è che si sappia chi ordisce queste trame, sono segrete...) infischiandosene dei
diritti umani e civili.

C'è chi lo scrive e chi ci crede, senza una prova naturalmente.
Così intanto si insinua un dubbio, un sospetto, infondato ma scritto nero su
bianco, si diffonde una calunnia...
Ecco, insinuare il dubbio su tutto, nulla è come sembra.
Il metodo più tipico per "contagiare" il prossimo con il virus del complottismo
è proprio questo, creare ad arte dei dubbi, sfruttare la scarsa preparazione in
certi argomenti, toccare i tasti giusti approfittando della pigrizia di chi
abbiamo di fronte che solo molto difficilmente andrà a verificare la veridicità
delle affermazioni.
Basta pochissimo, a volte una frase.
Se entro in una discussione e mi rivolgo a qualcuno che parla delle vaccinazioni
dei propri figli, mi basterà chiedere con gentilezza: "Scusate il disturbo ma
vorrei approfittare della vostra cortesia: qualcuno sa come posso disintossicare
mio figlio dall'ultima vaccinazione fatta ieri?"

Non ho lanciato accuse, non ho parlato di fantomatici "uomini in nero" che
vaccinano la popolazione ma ho fatto una domanda camuffando un'affermazione come
se questa fosse scontata, consolidata. Il lettore attento chiederà lumi: "Perché
dovresti disintossicarlo, il vaccino non intossica..." quello meno attento e se
vogliamo pure quello più ansioso registrerà l'informazione: "I vaccini sono
tossici allora, chissà come ci si disintossica...".
E chi volesse approfondire? Beh, basterà puntare il dito verso le "innumerevoli
morti da vaccino" o i "tantissimi danni da vaccino" tanto chi vuoi che vada a
controllare scoprendo che non esistono "innumerevoli" morti da vaccino e nemmeno
tutti questi danni e quelli che ci sono, fortunatamente, sono raramente gravi ed
in ogni caso previsti ufficialmente dalle statistiche. Ed il complottista
particolarmente sfortunato che trovasse sulla sua strada quello testardo che
chiede almeno un esempio di morte da vaccino? C'è sempre la scappatoia del
"gravissimo shock anafilattico successo l'anno scorso in Canada". Il testardo,
se è veramente tale, osserverà che lo shock anafilattico può essere provocato
anche da un alimento, dalla puntura di un'ape, da un profumo, da qualsiasi cosa,
eppure nessuno fa crociate contro le api o raccoglie firme contro le grigliate
di aragosta. Non resta che l'attacco frontale: "le morti di cancro causate dalla
lobby di Big Pharma".
Che c'entrano le morti di cancro con i vaccini? Nulla, ma serve a chiudere la
discussione, davanti a Big Pharma non c'è argomento che tenga.

Questa è una tecnica di marketing ben conosciuta.
La "demolizione dell'avversario", si chiama FUD (Fear, Uncertainty and Doubt,
paura, incertezza e dubbio): insinuare il dubbio, creare panico, incertezza
sulle "certezze" ufficiali: la medicina non è così sicura, il governo non vuole
il nostro bene, il vaccino è tossico, i poliziotti sono violenti, i magistrati
sono corrotti, gli alimenti sono avvelenati, l'aria che respiriamo pure. In
pratica: non fidarsi di niente e nessuno. Il complottista non si fida nemmeno
"dell'altro complottista": potrebbe essere un infiltrato.
Persino le scie degli aerei, le scie bianche di vapore che da sempre solcano il
cielo al passaggio di aeroplani (chi non le ricorda quando da bambino si
seguivano nel cielo trasformandosi nella nostra fantasia in figure
immaginarie?).

Ebbene oggi ci sono gruppi di persone che si dicono convinte (ma convinte
seriamente) che queste scie siano veleni sparsi consapevolmente da chi ci vuole
avvelenare e controllare. Le chiamano "scie chimiche" e nell'ossessione sono
cascati anche politici ed amministratori. Non si parla dell'eventuale
inquinamento causato dal continuo passaggio di aerei sulla nostra testa ma di un
consapevole avvelenamento della popolazione progettato da chissà chi e con un
metodo assolutamente inverosimile.
Assieme a queste scie, oltre a composti chimici di tutti i tipi, sono sparsi
nell'aria batteri, virus e...piccoli animaletti robotici dotati di batteria che
si infilerebbero sotto la nostra pelle percorrendola dalla mattina alla sera
causando una malattia, il Morgellons che avremmo contratto tutti,
inconsapevolmente.
Prove di questo avvelenamento planetario? Nessuna, come al solito. Lo dice
qualcuno su internet ed il gruppo di cospirazionisti è bello e pronto.
Si formano comitati, gruppi di cittadini allarmati, notizie sul giornale.
C'è gente che dice di stare tutta la mattina con gli occhi al cielo per
controllare la situazione, altri che riprendono ogni aereo che passa, altri
ancora che controllano con i radar quali e quanti aerei sorvolano la propria
zona. Follia isolata, paranoia pura, si potrebbe pensare, eppure queste idee
sono finite anche in televisione, nei giornali e persino nel nostro parlamento
con delle interrogazioni ufficiali e questo è un sintomo di ignoranza imperante:
anche i giornalisti e chi dovrebbe per cultura saper distinguere una bufala da
una realtà non è preparato a farlo. Se chi ci governa porta in discussione delle
vere e proprie sciocchezze invece di discutere di problemi reali, percorriamo la
strada della superstizione e della caccia alle streghe senza alcun ritegno.
E nell'attesa di scie chimiche velenose ecco spuntare un UFO perché sembra
esserci un nesso tra scie chimiche ed UFO. Ma anche con i vaccini (perché le
scie spargono virus ma anche vaccini) e quindi con Big Pharma, con le cure per
il cancro, l'11 settembre e così via.
Perché ogni complotto è totale, si autoalimenta e non si spegne mai
diffondendosi con un circolo infinito.



Si raggiungono vette di contraddizione spinta: le scie spargono virus ma anche
vaccini, servono a far piovere ma anche a provocare siccità, dissolvono le
nuvole ma le creano nello stesso momento. Fanno tutto ed il contrario di tutto e
se si chiedono prove la risposta è: "basta guardare il cielo".


Tutto normale, il
complottista non si chiede se quelle contraddizioni dimostrino l'inconsistenza
di certe teorie, fa parte dell'ideale da difendere ad ogni costo e chi prova a
contraddire queste teorie viene incluso in una lista di nomi: sono i
"disinformatori" coloro che tramano nell'ombra, che negano la realtà.

Le liste
sono (naturalmente) infinite e comprendono giornalisti, scienziati, tecnici,
personaggi della TV, quasi sempre all'oscuro della loro appartenenza al "club
dei disinformatori" fino ad inconsapevoli cittadini colpevoli di aver detto che
non credono a queste fandonie, una sorta di lista di proscrizione di "persone
sospette". A queste persone, oltre all'accusa di far parte di un grande disegno
contro l'umanità, anche insulti pesantissimi, l'augurio di gravi malattie e
delle peggiori sofferenze possibili, sono liti "virtuali", scazzottate digitali.

I complotti riguardano qualsiasi evento umano, come ho scritto.
Barack Obama in realtà sarebbe un rettiliano, un ibrido uomo-rettile o in
alternativa un infiltrato.
Il presidente degli Stati Uniti sarebbe anche un agente CIA in incognito ed il
suo vero nome sarebbe Barry Soetoro.
Poi i cerchi nel grano che sono creati dagli alieni (o da misteriose armi
militari), sempre gli alieni che però sono custoditi in basi segrete americane
(la famosa Area 51), la fine del mondo nel 2012, il pianeta X (o Nibiru) che
presto si scontrerà con il nostro, i terremoti non sono naturali e non lo sono
neppure gli uragani, le piogge e la nebbia. Nulla è un fenomeno casuale o una
coincidenza, è tutto "provocato" da qualcuno.
Questo ed altro (ogni attentato, ogni aereo che precipita ed ogni evento della
quotidianità, è visto in chiave complottista) nell'agenda del complottista
modello. Di tutti questi avvenimenti, neanche a dirlo di nuovo nessuna prova,
nessun indizio importante...come per le altre vicende.
E la solita risposta: prove? Basta guardare la perfezione di un cerchio nel
grano per capire che è opera di alieni.
In medicina il grande complotto è quello delle case farmaceutiche che
conoscerebbero cure definitive per malattie gravissime (il cancro...) ma non le
diffondono per non perdere introiti miliardari (come se fossero costrette a
regalarle, queste cure segrete...). Nulla conta se il complotto delle
multinazionali presupporrebbe complicità da parte di tutti i medici del mondo,
dei ricercatori, degli informatori scientifici, scienziati, biologi, niente, il
complotto è più forte di milioni di persone al mondo e schiaccia tutti noi che
ne siamo solo vittime. Il problema sarebbe capire chi resterebbe a fare da
carnefice, visto che il complotto totale coinvolgerebbe la maggioranza della
popolazione mondiale come organizzatrice: prove? Una? Qualcuna? No, zero.

Intendiamoci, la maggioranza di quelli che si dicono "complottisti" sono solo
persone con cultura scadente, che colmano le loro lacune con la fantasia ma non
è possibile giudicare tutto il fenomeno solo con l'ignoranza.
In alcuni casi infatti il complottismo copre una vera e propria personalità
patologica o almeno borderline (ai limiti della patologia). Senza generalizzare,
il complottista convinto è probabilmente affetto da disturbi di personalità.
E' fondamentale capire di chi stiamo parlando. Esistono "complottisti
professionisti" che spargono allarmi e diffondono "verità" ma che hanno in
realtà il solo scopo di trovare clienti per la propria attività commerciale.
Questi non sono "paranoici" ma semplicemente furbi venditori.
Chi invece sta male all'idea di essere controllato dal "nuovo ordine mondiale" o
perché tra qualche mese la Terra sarà invasa da rettili alieni ha probabilmente
alcuni lati della personalità da rivedere.

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NESSUNO PUO NASCONDERE E NEGARE LE VERITÀ ALL UMANITÀ.
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MessaggioTitolo: Re: N.W.O : New World Order, CI STÀ OSSERVANDO E MANIPOLANDO FIN DALLA NASCITA   

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N.W.O : New World Order, CI STÀ OSSERVANDO E MANIPOLANDO FIN DALLA NASCITA
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