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  IL TERZO OCCHIO : 6° chakra

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JERICHO 2
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MessaggioTitolo: Re: IL TERZO OCCHIO : 6° chakra   Mer 09 Feb 2011, 13:09

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JERICHO 2
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MessaggioTitolo: Re: IL TERZO OCCHIO : 6° chakra   Mer 09 Feb 2011, 12:57

La Sensibilità Psichica è il terzo organo della luce ed è ciò che i tibetani hanno chiamato “terzo occhio” e svolge una funzione di integrazione , che se sviluppato dona la capacità di percepire l’Unità del Tutto.


La prima funzione della sensibilità psichica è quella di attivare la capacità di percezione totale attraverso la quale possiamo conoscere la realtà di un evento,una situazione ecc…fino alla conoscenza della realtà ultima.

La seconda funzione, collegata alla prima, permette di eliminare i limiti imposti dallo spazio e dal tempo sondando gli aspetti che appartengono alla sfera dell’invisibile.

La terza funzione si esplica nel processo di autoconoscenza detto generalmente ”Interiorizzazione”.

In genere si vive “ascoltando” automaticamente gli avvisi dei nostri centri quali la fame,la sete la stanchezza ec , ma tutto ciò avviene separatamente, mentre ,attivando la sensibilità psichica ,si ha la percezione della totalità del nostro essere ,dell’energia che ci anima ,del suo percorso e delle sue funzioni.

La quarta funzione della sensibilità psichica permette di attivare i talenti in modo che possano essere vissuti ed utilizzati pienamente.


L'attivazione della Sensibilità Psichica si effettua in 5 incontri individuali. È consigliata quando si è insoddisfatti, insicuri e disorientati, ma anche quando si desidera essere più consapevoli di sé stessi, per condurre una vita piena e realizzata. L'attivazione psichica può essere fatta anche ai bambini e ai portatori di handicap. È particolarmente utile nei casi di irrequietezza, di apatia o di difficoltà nella socializzazione e nell'apprendimento.

Al termine delle cinque sedute di attivazione, l'operatore con l'aiuto della propria sensibilità psichica, fa la ricerca dei talenti, cioé delle capacità più sviluppate che la persona può utilizzare per realizzarsi e per svolgere il compito per il quale si è incarnata. Qualsiasi capacità amministrativa, organizzativa, tecnica o artistica può essere un talento. Ai talenti artistici (scrittura, poesia, canto, danza, drammatizzazione, musica, pittura e scultura) Baba Bedi ha dedicato particolare attenzione. Infatti ha insegnato alcune semplicissime tecniche per attivare i talenti artistici cioé per imparare a esprimerli attraverso l'uso della sensibilità psichica. La ricerca dei talenti e l'attivazione di quelli artistici sono ottimi strumenti per lo sviluppo armonico della personalità, quindi sono utili a tutti, ma soprattutto ai bambini con problemi di socializzazione, ritardi nello sviluppo intellettivo, difficoltà di apprendimento e ai portatori di handicap. Chi non esprime i propri talenti non riesce a portare a termine niente, inizia un'attività e la lascia, perché dopo poco tempo perde l'interesse, si innamora di una persona e subito viene attratta da un'altra. Non trova mai pace e si sente soffocare da una profonda insoddisfazione che, a lungo andare, può determinare stati di angoscia e di disperazione anche molto intensi. E' dunque molto importante conoscere i propri talenti e cercare di esprimerli pienamente, per poter vivere con soddisfazione ed essere felici.




APPROFONDIMENTO

Cos'è la Sensibilità psichica? I tibetani l'hanno chiamata terzo occhio, i parapsicologi percezione extrasensoriale e gli psicologi sesto senso. Baba Bedi diceva che queste denominazioni non sono corrette, perché riducono le funzioni di questa facoltà alla sola percezione. Invece essa esplica quattro funzioni diverse. L'ha quindi chiamata sensibilità psichica, sottolineando che non è un organo di senso, ma è un organo del sistema vibrazionale o campo energetico, che consente di percepire l'Unità del Tutto.
La prima funzione della sensibilità psichica è quella di attivare la capacità di percezione totale, attraverso cui possiamo conoscere la realtà di un evento, di una situazione, di un oggetto ecc., fino alla conoscenza della Realtà ultima.
La seconda funzione permette di eliminare i limiti imposti dallo spazio e dal tempo. Consente quindi di sondare l'invisibile. Infatti nulla è troppo lontano nel tempo o nello spazio e tutto può rientrare nell'orbita della sua percezione.
La terza funzione si esplica nel processo di autoconoscenza che generalmente viene chiamato interiorizzarsi. Noi comunichiamo sempre, anche se in modo molto superficiale, con la parte fisica - prima di mangiare osserviamo se abbiamo fame, prima di andare a dormire sentiamo se abbiamo sonno, ecc. -, ma non con la nostra totalità. Infatti non siamo coscienti dell'energia che ci anima e del suo movimento continuo, dei suoi percorsi, del suo centro, delle sue funzioni, delle sue molteplici capacità ecc. La sensibilità psichica ha accesso alla totalità del nostro essere e, tra l'altro, permette di scoprire i talenti - ovvero le capacità - che abbiamo a disposizione per realizzarci.
La quarta funzione permette di attivare i talenti, affinché siano vissuti pienamente.

Baba diceva che la sensibilità psichica non è attiva in tutti gli individui. Fino a pochi anni fa infatti, era un privilegio dei Santi e degli Illuminati, ora con l'inizio dell'Età dell'Acquario è giunto il momento che quest'organo funzioni in tutti gli individui, perché tutti sono destinati a diventare esseri umani totali. E l'essere umano non è totale se un organo del sistema vibrazionale non è attivo, anche se si tratta di un solo organo. In cosa consiste l'attivazione della Sensibilità psichica? L'attivazione della sensibilità psichica si fa una sola volta nella vita e si attua in cinque incontri individuali, generalmente con cadenza settimanale. Baba ha insegnato due tecniche specifiche, una per gli adulti, l'altra per i bambini. Entrambe queste tecniche offrono importanti indicazioni affinchè la persona diventi sempre più consapevole delle proprie urgenze e delle capacità che ha a disposizione per soddisfarle. Si tratta quindi di strumenti di grande valore, utili per realizzare una vita piena di gioia e di soddisfazione. Durante gli incontri di attivazione, l'operatore emana energia di Luce verso la persona, affinché la sua sensibilità psichica sia stimolata e resa attiva. Inoltre rimuove le oscurità dovute alle emozioni negative vissute, che si sono stratificate intorno alla coscienza, rendendo così possibile la comunicazione tra la sensibilità psichica della persona stessa e la sua coscienza, in modo che quest'ultima sia in grado di sviluppare la percezione totale. Quando si parla di percezione totale, si intende la possibilità di percepire la realtà al di là dei cinque sensi fisici.Infine, una volta attivata, la sensibilità psichica stimola le capacità positive della persona e le rende attive. Al termine dell'attivazione l'operatore fa la Ricerca dei Talenti antichi e nuovi. Tali capacità o talenti, se vissute pienamente, favoriscono l'evoluzione, lo sviluppo della personalità e la piena realizzazione dell'individuo.



I talenti sono di due tipi: Maturi e Neonati.


MATURI:
fluiscono da esistenze precedenti l'attuale vita, esistono come entità dentro di noi, se non vengono vissuti causano problemi, principalmente di tre tipi.

1°) Non potendosi esprimere restano soffocati e frustrati, provano la sensazione di una persona chiusa in una cella nera e buia, senza speranza di poterne uscire. In questa situazione chiunque urlerebbe, picchierebbe contro i muri disperata, come impazzita. Nell'interiorità dell'Essere Umano, i talenti maturi repressi reagiscono allo stesso modo. Creano irrequietezza e forte tensione apparentemente immotivata. Dopo essersi agitati e dibattuti, i talenti repressi, si abbattono, stanchi, senza più forze proiettando depressione nell'animo umano. Di conseguenza si oscilla tra tensione e depressione, depressione e tensione, sembra un problema psicologico. In caso di problemi psicologici, la tensione rimane tale ed altrettanto la depressione, mentre, nel caso di talenti non vissuti, oscillano questi stati d'animo.

2°) Un altro problema creato dai talenti non vissuti è l'incostanza. Qualunque cosa una persona voglia fare non riesce a metterci il cuore completamente, non vi è cosa in cui riesca ad applicarsi, cambia strada nella vita continuamente e non porta mai nulla a termine. Diventa così preda di complessi senza comprendere che tali situazioni non sono create dall'incapacità, ma dal gioco crudele delle sue vere capacità che, sentendosi soffocate, protestano, come se dicessero: perché non usi noi, che siamo le tue capacità, le tue potenzialità? Perché devi mettere il tuo cuore in altre cose? I talenti sono gelosi.

3°) Ancora un problema, forse il più crudele, perché getta ombre scure nei legami sentimentali. Dubbi e conflitti continui distruggono gli affetti e ci si colpevolizzano l'un l'altro, senza capire che il vero problema è legato alle capacità non vissute. La logica, in fondo è semplice: come può essere felice la vita sentimentale se non c'è equilibrio in se stessi? Se non si vivono le proprie potenzialità e i propri talenti, che sono la nostra vera essenza? Restando soffocati, in lacrime, non ci possono riconoscere come un diritto la felicità nella vita sentimentale. Le capacità represse possono creare anche tutti e tre questi problemi, manifestando così la loro protesta.

NEONATI:
I talenti di questo tipo devono anche essere conosciuti e coltivati. Vengono dalle emanazioni planetarie nel momento del concepimento nell'attuale vita, anche se non vissuti subito, non creano in genere grandi problemi.

I talenti possono essere di ogni genere, non solo artistici come: danza, pittura, poesia, teatro, scultura…..ma anche architettura, fisica, astronomia, ricerca scientifica, botanica, giardinaggio, cucina…. poi ci sono quelli legati alla percezione psichica: medianità, chiaroveggenza, radioestesia, capacità di guarire, contemplazione………

FONTE www.animazen.it/approfondimento_psichico.html
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MessaggioTitolo: Re: IL TERZO OCCHIO : 6° chakra   Mer 09 Feb 2011, 12:55



Il sesto chakra


Il sesto chakra è ubicato anteriormente sulla fronte tra le sopracciglia e posteriormente all'altezza del cervelletto sopra la nuca. L'elemento è la luce.
Leonardo da Vinci
"...e tirato dalla mia bramosa voglia, vago di vedere la gran copia delle varie e strane forme fatte dalla artificiosa natura, raggiratomi al quanto infra gli ombrosi scogli, pervenni all'entrata d'una gran caverna, dinanzi alla quale, restato al quanto ignorante di tal cosa..salzaro in me due cose: paura e desiderio;
paura per la minacciante e scura spilonca, desiderio per vedere se l'a entro fusse alcuna miracolosa cosa.."


Il medico e filosofo Theophrast Bombast (meglio conosciuto come Paracelso)
"..L'intima natura d'ogni cosa può essere conosciuta mediante la magia in generale e mediante i poteri della vista interiore, o seconda vista.
Sono questi i poteri da cui possono essere scoperti i segreti della natura. Ed è necessario che un medico conosca bene questa arte e sappia capire molto di più da questa sua intima percezione circa le malattie dei pazienti, che non interrogandoli.
Finchè l'uomo rimase in uno stato naturale, riconobbe i segni delle cose e capì il loro vero carattere. Ma quanto più si allontanò dal sentiero della natura, e quanto più si lasciò catturare dalle illusorie apparenze esterne, tanto più questo tipo di potere scomparve".

La ghiandola pineale o epifisi è collegata al sesto chakra posteriore, e ancora oggi è considerata un mistero.Si chiama così perchè ha la forma di una pina..è ubicata nella parte centrale posteriore della testa, fisicamente è subordinata al sistema endocrino, gestisce il ritmo fisiologico giorno-notte e quello stagionale. Deriva da un abbozzo di terzo occhio fisico, iniziato a svilupparsi nell'embrione per poi continuare nel feto, dopo la nascita arresta la crescita per poi degenerare...la pineale non è la ghiandola del terzo occhio...
Avere il terzo occhio aperto, saperlo usare, è di starordinaria importanza...si entra in contatto con la natura delle cose...

http://filosofia.ituoiblog.com/Diventa-cio-che-sei-b1/Il-sesto-chakra-b1-p265.htm
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MessaggioTitolo: IL TERZO OCCHIO : 6° chakra   Mer 09 Feb 2011, 12:50

COS’E’ IL TERZO OCCHIO









Il terzo occhio è direttamente collegato al 6°
chakra ed alla ghiandola pineale.



E’ posizionato al centro della fronte, appena
sopra le sopracciglia e, insieme al 6° chakra che si trova immediatamente
dietro al terzo occhio con la ghiandola pineale, costituisce la vista
dell’anima.



Nella persona media, la ghiandola pineale è
atrofizzata e dormiente. A causa di secoli in cui l’umanità è stata tagliata
fuori dalla pratica della meditazione, in cui l’energia circola come il sangue,
e dove essa è necessaria, diverse aree dell’anima umana hanno cessato di
funzionare.



Un altro triste risultato del cristianesimo.





Il terzo occhio contiene l’ultimo di tre nodi. Una
volta che un nodo è aperto, e l’energia circola attraverso di esso, il chakra
della corona diventa semplice da aprire.



Il terzo occhio è la sede della visione
astrale. Attraverso il terzo occhio, le
immagini astrali sono trasferite al cervello. Il terzo occhio è anche
importante nella telepatia, e per influenzare il terzo occhio delle altre
persone, anche se questo non è visibile. Il terzo occhio è recettivo
all’energia che viene diretta ad esso.






Il terzo occhio, insieme al sesto chakra,
controlla la vista degli occhi, la pelle, e il naso. E’ attraverso il terzo
occhio che possiamo vedere le aure, visualizzare attraverso uno specchio, e
visualizzare l’energia. La ghiandola pineale e il sesto chakra sono dietro di
esso.









Il
sesto chakra è il punto in cui i serpenti Ida e Pingala si incontrano. Quando
la kundalini attraversa questo chakra, apre l’ultimo dei tre nodi. Un lampo di
luce viene spesso riscontrato nel momento in cui questo avviene. Aprire il
terzo occhio è uno dei passi principali del prendere coscienza.






La Runa Dagr/Dagaz e il suo collegamento con il 6°
chakra e il 3° occhio :






La runa Dagr/Dagaz corrisponde alla carta del
mondo dei Trionfi nei Tarocchi. Il Mondo significa completezza. Dagaz, è anche
la runa della Luna e la Luna rappresenta il sesto chakra ed il terzo occhio. E’
la runa della completezza. “Questa runa può essere comparata alla pietra filosofale.
Nell’alchimia sessuale, Dagaz è il momento dell’orgasmo in cui il fine del
lavoro si realizza. E’ utile in tutti i lavori ‘alchimistici’, siano essi
pratici, o solo collegati alla coscienza” (1)


Ultima modifica di JERICHO 2 il Mer 09 Feb 2011, 13:10, modificato 1 volta
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