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 La mente controlla il corpo in esperimenti estremi - W. G. Cromie

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MessaggioOggetto: La mente controlla il corpo in esperimenti estremi - W. G. Cromie   Mer 13 Apr 2011, 16:00

La mente controlla il corpo in esperimenti estremi - W. G. Cromie







In un monastero dell'India settentrionale, alcuni monaci tibetani poveramente
vestiti siedono quietamente in una stanza dove la temperatura è di soli
4, 5 gradi. Usando una tecnica yoga nota come g Tum-mo, sono entrati in
uno stato di profonda meditazione. Altri monaci hanno riposto dei panni
di 1 x 2 metri, dopo averli messi a mollo in acqua fredda (9 gradi), sulle
spalle dei praticanti. Per delle persone non allenate, tali glaciali involucri
provocherebbero un irrefrenabile tremolio.

Se le temperature del corpo continuano a scendere in tali condizioni, può
verificarsi la morte. Ma non ci volle molto prima che del vapore iniziasse
a sollevarsi dai panni. Come risultato del calore corporeo prodotto dai
monaci durante la meditazione, i lenzuoli si asciugarono in circa un'ora.

Gli astanti rimossero i lenzuoli, poi coprirono i meditanti con un secondo
panno umido e raffreddato. Ad ogni monaco fu richiesto di asciugare tre
panni su un periodo di molte ore.

Perché qualcuno dovrebbe fare una cosa del genere? Herbert Benson, che ha
studiato il g Tum-mo per 20 anni, risponde che "I buddisti sentono che la
realtà in cui viviamo non è quella definitiva. C'è un'altra realtà in cui
possiamo immetterci, la quale è incontaminata dalla nostre emozioni, dal
nostro mondo quotidiano. I buddisti credono che questo stato della mente
possa essere raggiunto facendo il bene per gli altri e attraverso la meditazione.
Il calore che generano durante il processo è solo un sotto-prodotto della
meditazione g Tum-mo".

Benson è professore associato di medicina alla Harvard Medical School e
presidente del Mind/Body Medical Institute al Beth Israel Deaconess Medical
Center di Boston. Crede fermamente che studiare queste forme avanzate di
meditazione "possa svelare capacità che ci aiuteranno a trattare meglio
le malattie legate allo stress".

Benson ha sviluppato la "risposta rilassante", che descrive come "uno stato
fisiologico opposto allo stress". E' caratterizzato da diminuzioni nel metabolismo,
nella respirazione, nel battito cardiaco e nella pressione sanguigna. Lui
ed altri hanno raccolto prove che la meditazione può aiutare chi soffre
di malattie causate o esacerbate dallo stress. Benson e i suoi colleghi
la usano per curare ansia, elevata pressione sanguigna, depressione medio-bassa,
irregolarità cardiache, rabbia eccessiva, insonnia, e persino l'infertilità.
Il suo team usa anche questo tipo di semplice meditazione per calmare persone
traumatizzate dalla morte di altri, o da diagnosi di cancro e altre malattie
dolorose che mettono a rischio la vita.

"Oltre il 60 % delle visite a medici generici negli Stati Uniti sono dovute
a problemi legati allo stress, la maggior parte dei quali sono miseramente
trattati con farmaci, chirurgia e altre procedure mediche", sostiene Benson.

Il Mind/Body Medical Institute sta ora insegnando alle persone come usare
la risposta rilassante per aiutare quelli che lavorano a Ground Zero, New
York, dove due aeroplani si schiantarono sulle torri del World Trade Center
lo scorso 11 settembre. Sono state create delle strutture nella vicina chiesa
di Saint Paul per aiutare le persone che ancora lavorano a ripulire dalle
macerie e dai corpi. Chiunque si senta stressato da quei terribili eventi
può ottenere aiuto alla cappella. "Stiamo istruendo gli istruttori che lavorano
lì", dice Benson.

La risposta rilassante consiste nel ripetere una parola, suono, frase o
breve preghiera mentre si scartano i pensieri intrusivi. "Se una tale pratica,
così facile d'attuare, può condurre ai notevoli cambiamenti che osserviamo",
fa notare Benson, "voglio indagare quali forme avanzate di meditazione possano
aiutare i processi fisici di controllo della mente che una volta si pensavano
incontrollabili".

Risultati sorprendenti


Alcuni Occidentali praticano il g Tum-mo, ma spesso ci vogliono anni
prima di raggiungere stati come quelli ottenuti dai monaci buddisti. Nel
cercare di trovare gruppi che potesse studiare, Benson ha incontrato Occidentali
che affermavano di aver raggiunto tali tecniche avanzate, ma che erano,
nelle sue parole, "fraudolenti".

Benson decise che aveva bisogno di localizzare un luogo religioso, dove
la meditazione avanzata è praticata tradizionalmente. La sua opportunità
si realizzò nel 1979, quando il Dalai Lama, leader spirituale del Tibet,
visitò l'Università di Harvard. "Sua Santità acconsentì ad aiutarmi", ricorda
Benson. Quella visita fu l'inizio di una lunga amicizia e di molte spedizioni
nell'India settentrionale dove molti monaci tibetani vivono in esilio. Durante
le visite a remoti monasteri negli anni '80, Benson e la sua squadra studiarono
monaci che vivevano nelle Montagne dell'Himalaya i quali potevano, attraverso
la meditazione g Tum-mo, alzare le temperature delle loro dita (sia delle
mani che dei piedi) fino a 17 gradi. Deve ancora essere determinato come
i monaci fossero in grado di generare tale calore.

I ricercatori hanno fatto rilevamenti anche su altre forme di meditazione
avanzata dei praticanti a Sikkim, in India. Furono sbalorditi nel scoprire
che questi monaci potevano abbassare il loro metabolismo del 64 %. "Fu un
risultato sbalorditivo, che toglieva il fiato [senza gioco di parole]",
esclama Benson.

Tanto per confrontare queste diminuzioni, il metabolismo, o consumo di ossigeno,
si abbassa di solo il 10-15 % nel sonno e di circa 17 % durante la meditazione
semplice. Benson crede che una tale capacità possa essere utile nei viaggi
spaziali. Gli astronauti potrebbero usare la meditazione per ridurre lo
stress e il consumo di ossigeno in lunghi voli verso altri pianeti.

Nel 1985, il team girò un video di monaci che asciugavano freddi ed umidi
panni con il calore corporeo. Documentarono anche monaci che passavano una
notte invernale su una cengia rocciosa a 4.500 metri di altezza nell'Himalaya.
Si verificò a febbraio, nella notte della luna piena invernale, quando le
temperature raggiungevano i meno 18 gradi. Indossando solo scialli di cotone
o lana, i monaci si addormentarono presto sulla cengia rocciosa. Non stavano
rannicchiati insieme e il video non mostrò prove di tremori. Dormirono fino
a mezzogiorno, poi ritornarono camminando al loro monastero.

Ostacoli soverchianti


Lavorare in monasteri isolati ai piedi dell'Himalaya si è rivelato estremamente
difficoltoso. Alcuni leader religiosi custodivano gelosamente le loro pratiche
meditative. Gli strumenti di rilevamento medico richiedono energia elettrica
e le prese di corrente non sono sempre disponibili. In aggiunta, cercare
di meditare mentre degli estranei tentano di misurare la vostra temperatura
rettale non è qualcosa che la maggior parte dei monaci sia felice di fare.

Per evitare questi problemi, Sara Lazar, assistente in psicologia, collega
di Benson, ha usato la risonanza magnetica funzionale per esaminare i cervelli
dei meditanti al Massachusetts General Hospital di Boston. I soggetti erano
maschi, tra i 22 e i 45 anni, che avevano praticato una forma di meditazione
avanzata chiamata Kundalini quotidianamente per almeno 4 anni. In questi
esperimenti, gli ostacoli dovuti al freddo e all'isolamento furono rimpiazzati
da difficoltà nel cercare di meditare in una macchina angusta e rumorosa.
Comunque, i risultati, pubblicati il 15 maggio 2000, in un numero della
rivista NeuroReport, si rivelarono significativi.

"Lazar ha scoperto una netta diminuzione nel flusso sanguigno di tutto il
cervello", spiega Benson. "Allo stesso tempo, certe aree del cervello diventano
più attive, specificamente quelle che controllano l'attenzione e funzioni
autonome come la pressione sanguigna e il metabolismo. In breve, lei ha
dimostrato il valore di usare questo metodo per registrare cambiamenti nell'attività
cerebrale durante la meditazione".

Il più grande ostacolo in ulteriori studi, che siano in India o a Boston,
è sempre stato il denaro. La ricerca è proceduta lentamente e a intermittenza
fino al febbraio 2001, quando il team di Benson ricevette 1.25 milioni di
dollari dal magnate della birra Loel Guinness, attraverso la Kalpa Foundation,
creata per studiare le capacità umane fuori dall'ordinario.

I fondi permisero ai ricercatori di portare tre monaci esperti a praticare
il g Tum-mo in un edificio in Normandia, Francia, lo scorso luglio. In seguito
i monaci praticarono per 100 giorni in modo da raggiungere la loro piena
capacità meditativa. Un'infezione dell'occhio mise fuori gioco uno dei monaci,
ma gli altri due si rivelarono in grado di asciugare panni umidi e freddi
mentre portavano sensori che registravano cambiamenti nella produzione di
calore e nel metabolismo.

Nonostante il team avesse ottenuto dati di valore, Benson conclude che "la
stanza non era abbastanza fredda per fare i test adeguatamente". Il suo
team proverà di nuovo il prossimo inverno con sei monaci. Inizieranno a
praticare in estate inoltrata e dovrebbero essere pronti durante la fase
più fredda dell'inverno.

Benson si sente sicuro che questi tentativi di comprendere la meditazione
avanzata porteranno a migliori cure per le malattie legate allo stress.
"La mia speranza", dice, "è che l'auto-cura avrà la stessa dignità di farmaci,
chirurgia e altre terapie che ora sono usate per alleviare la sofferenza
mentale e fisica. Insieme alla nutrizione e all'esercizio, gli approcci
mente/corpo possono essere parte di pratiche di auto-cura che potrebbero
salvare milioni di dollari ogni anno in costi medici".

La meditazione ... Qui il cuore potrebbe dare un'utile
lezione alla testa - Cowper
William J. Cromie


  • Fonte: http://www.hno.harvard.edu/
  • Link:

    http://www.hno.harvard.edu/gazette/2002/04.18/09-tummo.html
    2002
  • Scelto e tradotto per
    www.comedonchisciotte.org
    da CARLO MARTINI
  • Nota del traduttore: nell'originale le varie unità di misura erano
    anglo-sassoni (piede, gradi Fahrenheit, etc). Le ho convertite

    con questo software di conversione e approssimate.
  • Fonte
    web comedonchisciotte.org


  • Link all'articolo originale

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MessaggioOggetto: Re: La mente controlla il corpo in esperimenti estremi - W. G. Cromie   Mer 13 Apr 2011, 16:03

Il corpo e la mente: la mente può controllare il corpo.
La salute è un processo a due
sensi: i legami fisico mentali sono
più stretti e singolari di quanto
spesso pensiamo.

Allorché si goda di buona forma fisica e di
salute mentale, c'è la tendenza a separare i
due concetti: pensiamo sempre, come facevano i nostri antenati, che si tratti di due parti
separate dell'essere umano, con la mente
piantata nella testa come un pilota nella sua
carlinga, volto al controllo della sottostante
macchina. Sta di fatto che mente e corpo costituiscono uri intreccio inestricabile in cui la
mente dovrebbe dominare il corpo, ma di
fatto ne è spesso dominata.


Una valida conferma di ciò si ebbe allorché



due ricercatori convinsero alcuni professori e
amministratori universitari a sottoporsi a un
duro, anche se non intenso, allenamento fisico: metà di questi uomini
furono trovati ragionevolmente idonei per iniziare, ma l'altra
metà era incredibilmente inadatta; molti poi
si preoccupavano di rischiare un attacco cardiaco per lo sforzo. Dopo
quattro mesi tutta
via tutti erano in grado di correre tranquilla
mente per alcuni chilometri e nuotare o giocare a tennis o a ping-pong
per mezz'ora.


Ma il mutamento davvero notevole si ebbe
nel grande miglioramento che ebbero queste
persone in fatto di personalità. All'inizio coloro che si erano
dimostrati più idonei risultavano anche emotivamente più stabili, meglio
dotati di immaginazione, più sicuri di sé e
più autosufficienti dei loro colleghi. Al termine quelli che avevano
incominciato non
idonei avevano fatto un bei pezzo di strada
per migliorare il livello di immaginazione e
stabilità, ma avevano superato gli altri di gran
lunga in fatto di sicurezza in sé stessi e auto
sufficienza. Pertanto con un fisico in buona
forma possiamo tutti essere meno nevrotici,
avere più immaginazione ed essere spesso più
indipendenti.


Da lungo tempo molto di più si sa sui modi
imprevedibili con cui la mente può controllare il corpo. L'ipnosi era nota ai greci antichi,
ma fu dimenticata per essere poi riscoperta
nel secolo XVIII da Anton Messner. L'ipnosi,
però, come fenomeno generale non è attendibile — infatti non più del dieci per cento
degli individui è ipnotizzabile profondamente mentre un altro trenta quaranta per cento è
moderatamente 'suggestionabile'. Inoltre
rende incosciente la persona mettendo in atto
meccanismi di semplice reazione 'a uno stimolo che non sono razionali. Non sono in
giustificati i timori popolani a proposito del
'potere' dell'ipnotizzatore (p. es. che qualcuno sotto ipnosi possa essere indotto a com
mettere un assassinio) sebbene casi di questo
tipo non si verifichino praticamente mai. Per
questi e altri motivi analoghi l'ipnosi non ha
fornito molti rimedi per i disturbi del comportamento. Ha tuttavia conseguito notevoli
successi in anestesia: vi sono madri che hanno
partorito sotto ipnosi con pochissimo anestetico chimico o addirittura senza.

D'altro canto si può anche ottenere l'opposto
dell'anestesia. Se l'ipnotizzatore dice a una
donna che le brucerà il braccio con una sigaretta e poi la tocca con la punta di una matita,
potrà apparire un segno bruno, rotondo di
scottatura che, in certi casi, si è trasformato in
una vescica. In casi del genere succede che la
mente, convinta che il suo corpo sia stato
bruciato, fa apparire gli stessi sintomi che
apparirebbero se fosse stato bruciato davvero.
Questo fatto dimostra come la mente possa
far comparire una 'malattia' solo perché il
soggetto è convinto di averla contratta.


Purtroppo la scienza tradizionale occidentale
è stata troppo pronta a ignorare tali fenomeni.
In Occidente, la possibilità di capire le più
recondite interazioni fra mente e corpo è stata
per lungo tempo impedita dal credo dell'ortodossia medica relativamente al modo con
cui il sistema nervoso controlla il corpo; si
diceva che il sistema nervoso fosse diviso in
due parti: quella volontaria e quella involontaria. La parte volontaria del sistema com
prende il cervello e i nervi attraverso i quali
controlla i muscoli striati, cioè quelli che per
mettono al corpo di muoversi volontaria
mente come fanno, per esempio, i bicipiti
delle braccia. La parte involontaria del sistema che, secondo quanto si riteneva, sfuggiva
al nostro controllo diretto, pareva avesse
scarso collegamento col cervello e le veniva
attribuito il controllo della muscolatura liscia
del corpo e delle varie ghiandole. I muscoli
lisci formano un involucro intorno a parecchi
organi interni, quali lo stomaco e i vasi sanguigni; fanno muovere il cibo attraverso il
corpo e controllano fenomeni come il rossore.
le perdite termiche, la sudorazione. Il cuore.
un muscolo a sé stante, è un altro organo
controllato dalla parte involontaria del sistema nervoso. La parte involontaria del sistema
nervoso è tuttavia controllata da una parte
specifica della mente di cui noi non siamo
solitamente coscienti e che possiamo definire
mente somatica.
Questo, del resto, è il concetto che sta alla base
del 'rivelatore di menzogna. Quando ci si trova in stato di tensione
aumenta l'emissione di sudore, anche se sole
di poco, e cresce in tal modo la conducibilità
elettrica della pelle. Quando si dice una bugia
in ciascuno di noi viene indotta una pur piccola tensione, sempre però
sufficiente a indicare sul registratore elettrico un cambiamene
nella conducibilità della pelle: la nostra voci
può ingannare, ma la nostra pelle no. Con un
esperimento è stato dimostrato quanto sicuro

sia da parte del nostro io autentico la conoscenza della realtà. Ad
alcuni soggetti vennero inflitte scosse elettriche dicendo loro che non
sarebbe stata variata l'intensità; tutti i soggetti
dissero che le scosse andavano diminuendo d'
intensità, ma in realtà esse restavano agli
stesso livello. La reazione della pelle, invece
registrata per via elettrica, mostrò che la

mente somatica sapeva sebbene il livello cosciente dell'individuo non
sapesse. Per buon
parte della nostra vita siamo sottoposti a uni
stato di stress più o meno permanente: la
maggior parte degli impegni di lavoro e della
vita in famiglia implicano ostilità e frustrazioni e noi impariamo ad
affrontarle con un
complicato sistema di controlli sociali e personali. Ma il corpo 'sa' e
reagisce in conseguenza. L'elevata pressione sanguigna,
battito cardiaco accelerato, alti livelli adrenalinici ricorrenti e
abnormi nonché eleva
aumenti della temperatura cutanea (che poi
sono causare eczemi) sono stati tutti identificati come conseguenza del
vivere per lungo tempo in uno stato di stress.


Dunque, secondo quanto ci hanno insegnate
c'erano due sistemi: uno che reagisce a ogni
nostro comando (entro limiti ragionevoli)
uno automatico fuori della portata della nostra mente e della nostra volontà. Quando ci giunsero le prime voci sulle strane
attività che in lontane civiltà erano compiuto



da sciamani, i racconti venivano
scartati come parto della fantasia dei viaggiatori.

La scoperta del feedback sta modificando
questi concetti. Infatti, applicando le nuove
tecnologie per ricavare informazioni dirette
sul modo in cui funzionano queste varie parti
intime 'automatiche' del corpo, gli scienziati
hanno scoperto che possiamo imparare a
controllare la pressione sanguigna e la velocità del battito cardiaco, a rilassare i singoli
muscoli e perfino a controllare il funzionamento del cervello.


Il feedback ci pone tra le mani uno strumento
per aiutare il corpo a soddisfare le esigenze
imposte dalla mente cosciente nell'affrontare
la vita moderna. Queste tecniche fanno sì che
una persona possa avere dati immediati sul
ritmo cardiaco, sulla pressione sanguigna o
sullo stato di rilassamento dei muscoli. Se
applicato ai muscoli, il feedback è stato di
aiuto alla gente sia in casi di ansietà generale
, che di crampi per ansietà in particolari muscoli di cui occorre far
uso per un compito di
particolare importanza. Chi se ne è avvalso ne
ha ricavato sollievo dalla tensione fisica ed
una serenità invidiabile.

Però il risultato più stupefacente che si ha col
feedback è il controllo ottenuto sui vasi sanguigni e sul cuore. Se ad
una persona si da un
segnale luminoso o acustico ogniqualvolta si
ha un abbassamento della pressione sanguigna o un rallentamento
cardiaco, e se ad essa
si da la disposizione di far sì che il segnale
continui a funzionare, l'individuo può imparare a ridurre da sé, a suo
piacimento, la sua
pressione sanguigna e il suo ritmo cardiaco
(pur non avendo la minima idea di come lo
fa). Tutto questo sta a dimostrare che almeno
una parte di ciò che abbiamo considerato
falsità e magia non è per nulla falsità e non è
neppure magia. Sembra proprio possibile che
a un adepto di yoga in stato di trance riesca di
rallentare il funzionamento del suo corpo al
punto da poter resistere senza cibo, acqua o
aria per lungo tempo. Riesce anche possibile
ad un derviscio di forarsi le due guance con
una spada, ritirandola poi senza alcuna perdita di sangue. Così
incomincia per noi la
possibilità di giungere ad una spiegazione
delle guarigioni per fede. Dicono gli scettici
'nessuna gamba spezzata si è mai aggiustata a
Lourdes', e forse hanno ragione, ma essi sono
a tal punto desiderosi di contestare l'aspetto
'superstizioso' di quelle guarigioni da non essere disposti ad ammettere
le guarigioni che
possono sopravvenire per effetto del funzionamento di meccanismi mentali
che stanno
appena incominciando ad essere individuati.
È allo stesso tempo stupefacente e rassicurante potersi rendere conto
che la mente è
suscettibile di addestramento, analogamente
al corpo; ed è giunto come una rivelazione a
migliaia di persone il fatto di poter, con informazioni corrette e
tecniche idonee, controllare in maniera assai più spinta di quanto
avessero mai ritenuto possibile, il proprio
stato emotivo, con tutto l'insieme di effetti
che questo può avere sul corpo.



I fattori fisici — dieta
inadatta o malattia
— non sono i soli
che inibiscono la
crescita: anche
bambini privati
dell'affetto non
raggiungeranno il
loro optimum fisico.
Condizioni più felici
possono causare
una crescita più
rapida, pur entro
certi limiti.


Le malattie del
sistema nervoso, le
malattie veneree e
l'alcolismo sono
tutte cause di
impotenza. Lo sono
pure i fattori
psicologici quali
l'ignoranza e il
timore di essere
respinti.

Il mal di schiena, uno
dei malanni più
frequenti e più
invalidanti, può
essere causato dal
sollevare pesi in
modo errato. Sintomi
analoghi possono
essere presentati da
una donna

desiderosa di avere
bambini, ma non in
grado di averne.


L'asma è un disturbo
della respirazione
causato spesso da
sensibilità a
qualcuna fra molte
sostanze. Vi sono
però parecchi fattori
mentali, ad esempio
l'ansietà, che
possono esserne in
parte o totalmente la
causa e imporre una
cura psicologica.


I disturbi cutanei
possono essere
causati o da disturbi
del sangue o da
parassiti. Disturbi del
genere verranno
rivelati da campioni
di sangue. In molti
casi, però, le cause
sono essenzialmente
psicologiche, e fra
esse la più notevole
è lo stress.

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MessaggioOggetto: Re: La mente controlla il corpo in esperimenti estremi - W. G. Cromie   Mer 13 Apr 2011, 16:03

I poteri della mente sul corpo




Da alcuni anni ormai è assodato che la mente e il
corpo siano strettamente legati uno all’altro.
Alcune persone infatti nascono con una capacità innata di controllare
il proprio corpo attraverso la mente, altri invece imparano a farlo
con grande fatica, altri ancora purtroppo non riescono nemmeno ad
immaginare di poterlo fare.
Che sia comunque scientificamente dimostrabile o meno, la mente può
esercitare sul corpo un potere immenso e tale da poterci permettere
di riuscire in situazioni impossibili, come alleviare i dolori,
controllare le emozioni, o addirittura favorire la guarigione.

A volte però è vero anche il contrario; molto
spesso infatti la mente ci condiziona a tal punto da limitare le
nostre potenzialità ponendoci dei limiti che in realtà saremmo
ampiamente in grado di superare.
Per imparare abilmente il controllo della mente a favore anche del
corpo, Il rilassamento e la visualizzazione sono ottimi alleati da
raggiungere per penetrare nel subconscio e permetterci di realizzare
ciò che ci proponiamo di eseguire.

Trovato successivamente il perfetto equilibrio e la
condizione ottimale tra questi elementi, carichi nuovamente di
energia, si può visualizzare il nuovo obiettivo senza porsi alcun
limite ed impegnarsi per raggiungerlo.
Nel campo sportivo spesso riuscire a portare a termine un allenamento
faticoso, una serie, o l’ultima ripetizione allo stremo delle forze
è una grande conquista che si può cercare di realizzare provando a
controllare la propria volontà eliminando ogni interferenza negativa
coma la fatica, la stanchezza, il carico eccessivo, la tensione, il
dolore muscolare e mille altri eventi che ci circondano,
permettendoci cosi di eseguire quell’ultimo sforzo o tentativo in
più mai realizzato prima per la riuscita della nostra nuova
performance.
Anche lo stress purtroppo però come altri fattori importanti e spesso
limitanti, potrebbe agire negativamente sulla riuscita del nostro
obiettivo.
Infatti un alto indice di stress, oltre che influire negativamente
sulle energie fisiche quindi sulla forza e sulla resistenza,
limitando anche la motivazione, agisce influenzando il paziente
lavoro di molti altri organi del corpo rendendoli potenzialmente
meno efficienti.
Le ghiandole surrenali che sono organi decisamente molto importante
per regolare la produzione di diversi ormoni tra i quali il
cortisolo, influenzate da una situazione permanente di stress
rilasciano alti livelli di questa sostanza nel sangue creando uno
dei problemi sicuramente più gravi per lo sportivo, che è la
distruzione del tessuto muscolare la gluconeogenesi che consiste
nella demolizione di proteine perestrarne glucosio e rappresenta
l’ultima risorsa del cervello per rifornirsidi energia immediata
insituazioni di emergenza.
Il cortisolo accelera questo processo, sicché il sistema più rapido
per perdere massa e forza muscolare nel caso specifico dell’attività
fisica è proprio mantenere alti i livelli del cortisolo.
Ci sembra logico quindi cercare comunque e sempre di tenere sotto
estremo controllo ogni situazione di stanchezza fisica e/o mentale
anche con il forzato riposo, imparando a controllarci emotivamente e
a prendere ogni eventuale provvedimento perfavorire un completo
recupero riducendo ogni stress.
Nel caso in cui ci si trovasse comunque in difficoltà permanente
potrebbe essere possibile trarre invece grande forza positiva e
motivazione anche dalla momentanea situazione di difficoltà, usando
appunto lo stress a favore per aumentare la motivazione e
rafforzarci, riuscendo a portare a termine e a superare ogni
ostacolo momentaneamente insormontabile migliorando anche le
performance.

Rimane comunque possibile pensare che la noia, la
stanchezza e l’irritabilità, che spesso conducono alle cause
maggiori dello stato di stress e quindi di affaticamento generale e
svogliatezza (riducendo soprattutto le nostre potenzialità e le
energie), possono essere comunque e sempre abbattute e combattute.
Con l’aiuto di una mirata educazione mentale infatti, attingendo dalla
forza e dalle potenzialità nascoste che ci può offrire potremo
trovare sempre un approccio positivo e migliore alla vita.
L’equilibrio perfetto che intercorrerà tra mente e corpo, non
trascurando mai il riposo e le potenzialità di una corretta
alimentazione, sarà fondamentale per lo svolgimento di tutte le
nostre attività quotidiane, riuscendo ad applicare anche
all’attività fisica ed allo sport in genere, potremo trasformare
qualsiasi momento di vita in energia positiva utilizzabile,
stimolando il corpo attraverso un approccio mentale sempre positivo
a percepire e a produrre comunque buone sensazioni, donandoci nuovi
stimoli, tanta carica e un aspetto generale sempre migliore.
Se riusciremo a comprendere profondamente tutte le nostre potenzialità
acquistando padronanza dei nostri sensi, potremo sfruttare al meglio
ogni energia per favorire attivamente tutte le capacità della mente
e del corpo di reagire ad ogni evento, riuscendo sempre e con
facilità in ogni situazione impossibile in cui ci sentiremo in
obbligo morale di superarci e di superare ogni nostro limite con
motivazione e con costruttiva perseveranza.



http://www.discobolo.it/rivista/ambrogi/i_poteri_della_mente_sul_corpo.htm

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MessaggioOggetto: Re: La mente controlla il corpo in esperimenti estremi - W. G. Cromie   Mer 13 Apr 2011, 16:04



Il Corpo e la Mente nel galleggiamento




Il Corpo






La mancanza di stimolazioni per ampie aree del
sistema nervoso innesca una spontanea reazione a catena attraverso
il corpo conosciuta con il nome di "risposta parasimpatica".




Tensione muscolare, pressione sanguigna, battito
cardiaco e consumo di ossigeno si autoregolano verso le condizioni
ottimali.



I vasi sanguigni, inclusi i capillari, si dilatano
(effetto vasodilatatore), migliorando l’efficienza cardiovascolare
e aumentando la fornitura di ossigeno e dei nutrienti ad ogni
singola cellula del corpo.



La soluzione, alla temperatura ottimale, esercita
una costante pressione in ogni punto della pelle. A causa di
ciò, una parte del liquido interstiziale (che si trova tra cellula
e cellula) viene spinta attraverso le pareti dei capillari venosi
e si riversa nel sangue. L'organismo, tramite i meccanismi che
regolano il volume del plasma nel sangue, stimola l'attività
dei reni in modo che il liquido in eccesso possa venire espulso.
Per questo, il galleggiamento è utile per chi soffre di ritenzione
idrica e gambe gonfie.



Con il galleggiamento, i componenti chimici prodotti
dal corpo e correlati allo stress, come l’adrenalina, il cortisolo,
l’ACTH e l’acido lattico vengono rimossi dal flusso sanguigno
e sostituiti dalla benefica endorfina.



L’endorfina – scoperta nel 1976 dall’Istituto
di ricerca dell’NIMH – può essere considerata come "l’essenza
del piacere". Anche chiamata "l’oppio naturale del corpo", l’endorfina
prodotta durante il galleggiamento crea intense sensazioni di
benessere, alleviando fatica, dolori cronici, così come pure
migliora molte delle principali funzioni del cervello, come
la memoria e l’apprendimento.





La Mente


Mentre il corpo raggiunge un livello di rilassamento
fisico ancor più profondo di quello raggiunto nel sonno, la mente
rimane sveglia e ricettiva seppur "sognante", appena sopra la soglia
del sonno.



Vaste aree del cervello si liberano rapidamente dal
loro normale carico di lavoro derivante dall’interpretazione dei
segnali provenienti dal sistema nervoso e dagli organi sensoriali.
Si assiste a una netta diminuzione dell’attività elettrica del cervello
dai comuni 20-25 Hz a 4-8 Hz; la lettura dell’EEG mostra un’onda
ritmica lenta nota come onda Theta.



Questa è la condizione ottimale per esprimere la
creatività e i processi di pensiero più profondi, dove le capacità
di apprendimento sono al massimo e i poteri di visualizzazione e
apprendimento sono fortemente avanzati.



Per la maggior parte delle persone, lo "stato Theta"
risulta quasi impossibile da raggiungere se non con il sonno. Nella
vasca di galleggiamento è invece possibile accedere a questo stato
senza sforzo, e rimanerci per gran parte della sessione di galleggiamento.



Le misurazioni dell'attività celebrale su persone
che praticano abitualmente il galleggiamento, mostrano che il livello
di attività nei due emisferi del cervello diventa anche molto bilanciato
e sincronizzato.



E’ questo un notevole sviluppo nel ridimensionamento
dell’azione comunemente dominante dell’emisfero sinistro (logica,
linearità, analisi, dettaglio) a vantaggio di pensieri molto più
intuitivi, capacità di sintesi e apprendimento caratteristici dell’emisfero
destro.



Dorothy L. Singer, docente di psicologia a Yale:
"La fantasia sviluppa lati del carattere che sono importanti fattori
di successo nella società attuale, quali la capacità di apprendere
cose nuove, di pensare in autonomia, di essere creativi. E il successo,
nella società di domani, non si baserà sull'informazione o sulla
conoscenza, ma sulla creatività"



I benefici effetti del galleggiamento sulla mente
e sul corpo migliorano notevolmente le capacità di controllo emotivo.
Le emozioni negative nonché le cattive abitudini sembrano dissolversi
nella vasca insieme alla tensione fisica e agli stress che li accompagnano.



Il fumo, la dipendenza dall’alcool, i problemi di
controllo del peso corporeo possono essere veramente alleviati in
maniera molto semplice e a volte del tutto spontaneamente.



Alcune ricerche suggeriscono che comportamenti di
dipendenza come quelli citati possono essere legati ad un basso
livello di endorfina presente nel corpo. Stimolando il cervello
alla produzione dell’endorfina, il galleggiamento agirebbe sul problema
dalla radice.












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MessaggioOggetto: Re: La mente controlla il corpo in esperimenti estremi - W. G. Cromie   Mer 13 Apr 2011, 16:05

Interazioni tra il corpo e la mente



L'argomento può sembrare strano per un sito specialistico, tuttavia tra
poco avremo modo di scoprire importantissime interazioni tra il corpo e
la mente in grado di condizionare la nostra vita e l'andamento di molte
patologie.

In diverse culture e religioni antiche si attribuiscono allo “stato
dell'anima” potenti effetti sulla salute dell'uomo. Ciò ha portato alla
diffusione di tecniche che influenzano positivamente lo spirito (Yoga,
meditazione, preghiera corale), viste sempre con molto scetticismo
dalla medicina tradizionale. Lo stretto rapporto esistente tra la
reattività del corpo e lo stato della mente fa parte della comune
esperienza di noi medici. E' tipico, ad esempio, che molte persone che
subiscono un grave dispiacere, come ad esempio un lutto, nei primi
momenti riescano a fronteggiarlo con molta energia per poi “crollare”
ammalandosi di diverse patologie dopo un certo periodo di tempo.
E' noto il fenomeno delle coppie molto anziane in cui è frequente che
dopo la morte di un coniuge l'altro, sebbene non malato, muoia dopo poco
tempo in maniera inspiegabile. Da tempo ci si è accorti che i pazienti
motivati riescono a reagire fisicamente meglio anche dinnanzi a
malattie gravi come i tumori. A volte invece si nota che persone in
buona salute fisica, dopo gravi e protratti stati di stress o
depressione, sviluppino malattie tumorali con una frequenza superiore
alla media. Esistono inoltre intere categorie professionali che hanno
dei carichi di lavoro ciclici, con enormi picchi di stress concentrati
in alcuni mesi dell'anno: molti di loro stanno fisicamente bene anche
nei momenti di peggior fatica, per poi ammalarsi 2-3 giorni dopo la
scadenza, appena sopravviene il rilassamento.


COME' E' POSSIBILE TUTTO CIO'? CON CHE MECCANISMO LA MENTE INFLUENZA IL CORPO?

PARLIAMO DI STRESS
Lo stress è uno stato comune dell'essere umano e consiste nell'azione di
fattori esterni che stimolano in maniera spesso estrema il nostro
organismo.
In realtà esistono 2 tipi di stress:
*Lo “stress buono “ o “eu-stress”, causato da eventi da noi percepiti
come piacevoli ma tuttavia molto impegnativi dal punto di vista
psicofisico. La nascita di un figlio, la partecipazione ad un evento
sportivo molto impegnativo sono tipici esempi di EU-STRESS.
Gli studi dimostrano che l'eu-stress causa il rilascio di particolari
sostanze nel cervello dette ENDORFINE, che hanno un effetto positivo sul
nostro corpo.
*Il secondo tipo di stress è lo STRESS NEGATIVO, rappresentato dal
PERICOLO DI VITA imminente, dalle ANGHERIE SUL POSTO DI LAVORO, dalla
CONVIVENZA CON PERSONE SPIACEVOLI.
Questo è definito “DIS-TRESS” e viene percepito come estremamente
negativo dall’organismo, che risponde con un particolare meccanismo che
può avere numerosi risvolti negativi.

Vediamo adesso come lo stress negativo agisce sul corpo:
Le situazioni di stress o pericolo vengono elaborate nel cervello, a livello di una regione definita IPOTALAMO.
L'ipotalamo è un' antica regione del cervello che predispone le reazioni necessarie per reagire alle aggressione o al pericolo.

A distanza di migliaia di anni il nostro cervello non riesce a
distinguere tra un pericolo fisico reale, come la tigre affamata che
minacciava i nostri antenati, ed un pericolo “mentale” come il
capo-ufficio arrabbiato dei nostri giorni: l'ipotalamo scatena le stesse
reazioni atte a garantire la sopravvivenza:
- aumento della resistenza fisica alla fatica
- innalzamento della pressione del sangue per irrorare i muscoli durante un eventuale combattimento
- aumento della frequenza di battiti del cuore per garantire la portata di sangue
- aumento della frequenza respiratoria
- diminuzione ella fame
- diminuzione del desiderio sessuale
- diminuzione del sonno

Tutto ciò avviene lungo un asse che collega il sistema nervoso centrale
al sistema immunitario, studiato oggi da una scienza definita
P sico
N euro
E ndrocino
I mmunologia

Come funziona il sistema PNEI?
Il livello emotivo (psichico), la paura ad esempio, agisce
sull'ipotalamo. Questa struttura nervosa (neuro) controlla tramite
alcune sostanze l'ipofisi, importantissima ghiandola a produzione
ormonale (endocrino) che a sua volta controlla il surrene che produce
una sostanza, il cortisolo, che a sua volta controlla le cellule
immunitarie (livello immunitario). Ecco quindi l'asse che, partendo da
uno stato emotivo, è in grado di influenzare in meglio o in peggio la
nostra capacità di opporci alle malattie. Periodi prolungati di
dis-stress causano una costante stimolazione del surrene. L'aumento per
un lungo periodo dei tassi di cortisolo, dopo un'iniziale innalzamento
delle difese immunitarie, ne comporta un calo.

CONSEGUENZE
Per quanto possa sembrare difficile da mettere in atto, un
“atteggiamento positivo” nei confronti della vita oltre che essere
vantaggioso nei rapporti sociali sembra essere utile in quanto tiene in
buona salute il sistema immunitario.
Lo sport, la meditazione, lo yoga, possono essere un enorme aiuto
proprio in momenti di estrema difficoltà del nostro organismo.
Occorre riappropriarsi del concetto che siamo costituiti da un'unità
inscindibile di corpo ed anima e come tali dobbiamo gestire la nostra
salute modificando adeguatamente il nostro stile di vita.

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MessaggioOggetto: Re: La mente controlla il corpo in esperimenti estremi - W. G. Cromie   Mer 13 Apr 2011, 16:07



Rapporto tra corpo, mente ed energia



Una reale comprensione del concetto di energia, sia da un punto di vista teorico che pratico, non può prescindere dalla dimensione fisica e da quella mentale. I tre aspetti non possono essere trattati separatamente perché costituiscono un tutt’uno inscindibile simile a un ologramma, dove ogni parte contiene le altre, e il lavoro svolto su una qualunque influenza in maniera diretta anche le altre.
Nel Taiji Quan, per evidenziare il profondo legame tra le varie componenti, si dice che “la mente comanda, l’energia segue e il corpo esegue”. Questo antico detto, oltre ad avvalorare quanto appena espresso, definisce una sorta di gerarchia funzionale tra quelli che i maestri chiamano le “I Tre Poteri o Le Tre Armonie ” e cioè:
1° – Il potere del corpo (Li),
2° – Il potere dell’energia (Qi),
3° – Il potere della mente (Yi).
Yi – Potere della Mente
Lo “Yi” lo potremmo definire il “primus inter pares” e il “trait d’union” tra Li (dimensione fisica) e Qi (dimensione energetica).
Esso può, simbolicamente e sinteticamente, essere inteso come la qualità di colui che perfettamente centrato nel proprio spirito controlla sia il proprio corpo che la propria mente.
In realtà é una idea molto più complessa che coinvolge la mente, nei suoi molteplici aspetti, il corpo, con le sue potenzialità e lo spirito o Shen.
Secondo la tradizione cinese Yi (il pensiero) nasce dall’energia spirituale o Shen, come tale rappresenta “il Pensiero o l’Immaginazione Creatrice“, che si manifesta attraverso l’organo Xin o cuore (dove il carattere Xin indica non solo il cuore inteso come organo, ma anche il cuore come centro dell’attività mentale, quindi come sinonimo di mente). Infatti l’antico ideogramma Yi era composto dal carattere cuore con sopra il carattere suono, che in senso lato può essere inteso come la “Voce o la Risonanza del Cuore”. Queste relazioni tra energia spirituale (Shen) e pensiero
(Yi) e tra cuore (Xin) e pensiero, non sono in contraddizione ma
chiariscono in maniera precisa il luogo fisico nell’essere umano in cui
questa forza creatrice si manifesta. Non si dice forse: “Ti parlo con il
cuore in mano”, quando si vuole intendere che si è profondamente sinceri?
Yi lo possiamo sinteticamente esprimere con “cuore-mente” che implica, quindi, il concetto di “consapevolezza intuitiva”; dove le due parole “consapevolezza” ed “intuizione” sono intese nel loro significato più pieno (cfr. il libro “Le Tre Vie del Tao” – pag. 46 e pag. 180 ) e cioè la capacità di “conoscere e di esserne coscienti” senza mediazioni “intellettuali” in maniera diretta ed immediata, come implica la parola intuizione che etimologicamente significa “essere in Dio”, dal greco en (in) e theòs (Dio) , che in senso lato é quella che i maestri chiamano “conoscenza del cuore”. Opportunamente sviluppata permette una presa di coscienza delle potenzialità del corpo e della mente. E’ lo stato in cui non c’é disarmonia tra pensiero ed azione, in cui la consapevolezza si fonde con l’azione, facendo si che i movimenti del corpo siano perfettamente allineati al flusso della nostra “intenzione cosciente”, é una specie di “estasi
non mistica, che rappresenta uno stato di fusione, di assorbimento
totale in quello che si sta facendo, dimentichi di ogni cognizione spazio-temporale. Alcuni grandi campioni sportivi la chiamano la “Zona” e la definiscono come uno “stato” nel quale “l’eccellenza delle prestazioni” non richiede sforzo alcuno.
Corpo, mente ed energia si fondono in un più alto stadio dimensionale, che rappresenta la quintessenza delle potenzialità individuali: lo stadio Spirituale o Shen.
Il Taiji rappresenta un metodo scientifico
(nell’accezione più occidentale del termine) per sviluppare questo
stato in maniera cosciente. Da notare, infine, come “Yi” significhi
anche “anticipare” (è naturale, per una scrittura composta da segni
ideografici, avere molteplici significati per una sola parola).
Importante nel taiji quan il concetto della mente che “anticipa” , che “intuisce” le intenzioni dell’avversario.
Nel Taiji Quan e nelle arti marziali in genere Yi é
assolutamente basilare, perché i risultati che si otterranno dipendono
essenzialmente da essa. Per questo è opportuno cercare, nei limiti
imposti dalla parola scritta, di spiegarne i vari significati e
specificare i molteplici contesti in cui viene usata. Secondo l’ambito
in cui agisce, Yi assume sfumature a cui corrispondono significati con
diverse valenze e diversi livelli di realizzazione. Per
la lingua cinese è normale sintetizzare in un ideogramma concetti
complessi che nelle lingue come quelle occidentali richiedono lunghe
spiegazioni ed è per questo Yi può essere tradotta come idea,
attenzione, intenzione e volontà cosciente (Yi Nian); consapevolezza, coscienza e intuizione (Yi Shi). Vediamo quindi di stabilire questa “gerarchia funzionale” per una comprensione e un uso ottimale della stessa.
YI NIAN – attenzione, volontà cosciente, intenzione
L’attività della mente non si ferma mai, l’uomo normale é continuamente coinvolto in un dialogo interiore senza sosta, che impedisce la calma ed agita i pensieri come il vento le acque di un lago.
La quiete del pensiero cosciente, che presiede all’equilibrio
di tutte le attività dell’organismo, è la condizione minima
indispensabile che il praticante deve raggiungere per avviare il
processo di pacificazione (Jing) della
mente (Yi). Il suo strumento principale è l’attenzione, strettamente
legata alla capacità di concentrazione, che a sua volta, altro non é che
la focalizzazione volontaria dell’attenzione.
Pacificazione, attenzione, concentrazione e intenzione, sono strettamente correlate in una specie di “circolo virtuoso” che si autoalimenta.
Ci sono molti modi per entrare nel “flusso”, sicuramente la capacità
di focalizzarsi esclusivamente ed intenzionalmente su quello che si sta
facendo, in uno stato di profonda concentrazione ne rappresenta l’essenza.
L’Attenzione
“Attento come un gatto che punta un topo”. Questa immagine, spesso abusata, sintetizza in maniera esemplare, nell’immaginario collettivo,
l’archetipo della perfetta attenzione. Ma l’attenzione di cui parliamo è
di ordine diverso ed è peculiare dell’essere umano. Essa è nello stesso
tempo una delle capacità più elevate e meno sviluppate che possediamo:
l’attenzione cosciente. Vediamo, quindi, di chiarire la differenza
sostanziale che intercorre fra l’attenzione istintuale di un gatto affamato e l’attenzione cosciente dell’essere umano. Il gatto non ha possibilità di scelta, l’istinto
della fame lo obbliga alla concentrazione totale di tutte le sue
energie sul cibo-topo. Tutti gli animali hanno queste risposte coatte e
reattive sotto l’impulso degli istinti fondamentali. Anche gli esseri
umani sono soggetti a questi stessi istinti che condizionano il comportamento é impongono una attenzione intensa in determinate situazioni: pericoli di vita, forte eccitazione
sessuale ecc.. Questo tipo di attenzione non cosciente, non é il
risultato di una scelta, si produce automaticamente quando per un caso
fortuito, le condizioni interne (istinti, bisogni, desideri) e quelle esterne coincidono.
La vera attenzione, al contrario, nasce dalla scelta consapevole di orientare e focalizzare l’intento o volontà della mente nella direzione scelta, indipendentemente da qualunque necessità o condizioni esterne.
Questa capacità di astrazione, tipicamente umana,
che abbiamo chiamato attenzione cosciente opportunamente sviluppata è la
condizione indispensabile per una reale crescita interiore.
Solo grazie ad essa possiamo staccarci dalle situazioni contingenti e
volgere all’interno il nostro sguardo per attivare le enormi potenzialità interiori.
Un attenzione forte é frutto di un intento inflessibile.
Chi, dopo anni di pratica, non ha raggiunto dei risultati apprezzabili lo deve, probabilmente, alla mancanza di attenzione e volontà, senza di esse non si sviluppa la percezione della propria energia interna (Qi). Molti sono i praticanti che, pur seguendo la disciplina con amore e diligenza, non avendo sviluppato lo Yi nei molteplici aspetti appena esaminati, non fanno progressi nella pratica, perché ingannati dalle loro stesse sensazioni non riescono a decodificare i messaggi del corpo.
Allenare la mente
Yi può essere allenata come si allena un arto, cominciando con piccoli esercizi di immaginazione creativa, fino ad arrivare alle sofisticate tecniche, messe a punto da generazioni di maestri
nel corso dei secoli, quali l’imitazione degli animali e dei fenomeni
naturali (il turbinare del vento, la potenza devastatrice del lampo, il
fuoco, l’acqua) che creano una identificazione totale in grado di
sviluppare straordinari poteri fisici e mentali.
Un semplice esercizio che può essere fatto è congiungere pollice indice
immaginandoli come un anello d’acciaio, finché si riesce a tenere ferma
quest’immagine nella mente, diventerà molto difficile per chiunque
separarli. Altri esempi del potere eccezionale della mente sono gli atti compiuti sotto ipnosi, in situazioni estreme di pericolo, o ancora la tremenda forza
dimostrata dalle persone colte da raptus isterici. Questo può succedere
perché ci sono determinati “stati indotti”, in cui la mente in
situazioni non ordinarie quali malattie, stati allucinatori, pericoli, non più vincolata dai normali parametri “razionali“, agisce senza senso di limite liberando fonti inaspettate di energia. Questi “stati indotti” oltre che subiti, possono essere creati sotto la guida del pensiero cosciente
(Yi). Inizialmente si usa la propria capacità immaginativa, poi, una
vota appreso il meccanismo, tutto avviene naturalmente senza sforzo cosciente.
Di Flavio Daniele.
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