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 Terapia del sorriso

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MessaggioOggetto: Terapia del sorriso   Mer 13 Apr 2011, 16:14

E’ scientifico: ridere fa bene al cuore






Uno studio dell’università di Baltimora conferma quanto intuito dal medico clown Patch Adams.
Ridere fa buon sangue, dice un vecchio proverbio. Ridere fa bene al cuore, conferma un’originale ricerca
scientifica appena presentata a Orlando, in Florida, all’American
College of Cardiology, l’appuntamento più importante dell’anno per i
cardiologi di tutto il mondo. La risata è un vero e proprio farmaco,
ci suggeriscono i ricercatori, con tanto di indicazioni. Dosaggio: una
somministrazione di quindici minuti al giorno. Effetti: miglioramento
della circolazione del sangue e prevenzione delle malattie
cardiovascolari. Controindicazioni: nessuna. Una medicina che va bene per tutti, grandi e piccoli, uomini e donne. La terapia del sorriso non è una novità: tutti ormai conoscono la storia di Patch Adams, il medico americano con il naso da clown che prima ha intuito, poi trasformato in cura il potere benefico della risata.
SEQUENZE DI FILM -- Ora gli studiosi dell’Università del Maryland a Baltimora ci dicono che la risata è capace di stimolare l’espansione dell’endotelio,
il rivestimento interno dei vasi sanguigni, favorendo così il passaggio
del sangue, esattamente come succede con l’esercizio fisico. E lo
dimostrano in un modo originale, ma scientifico: misurando con gli
ultrasuoni il flusso sanguigno nell’arteria del braccio di venti
volontari, prima e dopo la proiezione di due film, uno allegro e uno
drammatico. Il primo, «King Pin», è una commedia dei fratelli Farrelly (quelli di «Tutti pazzi per Mary»),
uscito in Italia soltanto in cassetta. E’ bastata una serie di gag fra
un ex campione di bowling, senza la mano destra, e un Amish naturalmente
portato al gioco, ma contrario per motivi religiosi, perché tutti i partecipanti all’esperimento,
tranne uno, mostrassero arterie rilassate e un aumento del flusso di
sangue per un tempo che andava dalla mezz’ora ai 45 minuti dopo la
visione della pellicola. Esattamente l’opposto succedeva a quelle stesse
persone quando assistevano alle sequenze, tanto spettacolari quanto violente, dello sbarco in Normandia con cui si apre il film «Salvate il soldato Ryan» di Spielberg: in quattordici dei venti spettatori volontari le arterie si restringevano e il flusso sanguigno si riduceva.
STRESS MENTALE -- «Mediamente -- ha precisato uno dei ricercatori americani, Michael Miller -- il flusso aumenta del 22 per cento come conseguenza della risata e diminuisce del 35 per cento durante uno stress mentale. C’è una grande variabilità fra persona e persona, ma tutto quello che condiziona lo stato emozionale di un individuo ha un impatto importante sul cuore». L’endotelio è il punto di partenza dei processi che portano all’aterosclerosi, cioè all’indurimento delle arterie e al loro restringimento, situazioni che aumentano il rischio di infarto e di ictus. E se è vero che la risata aiuta a mantenere un endotelio sano, è immaginabile che possa ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. «La risata, come l’esercizio fisico -- ha continuato Miller -- stimola la produzione di endorfine, sostanze chimiche che hanno un effetto benefico
sul sistema cardiovascolare. Le modificazioni che noi abbiamo visto
nell’endotelio sono simili a quelle che si osservano come conseguenza
dell’attività aerobica, ma senza i dolori, gli indolenzimenti e le
tensioni muscolari associate a quest’ultima
».
SENZA ASCENSORE -- Se la risata appare efficace quanto l’esercizio fisico nello stimolare la salute dei vasi, questo non significa che si debba rinunciare all’attività fisica come sistema di prevenzione delle malattie cardiovascolari. «L’esercizio fisico -- commenta Calogero Calcullo, coordinatore nazionale per la prevenzione dell’Associazione dei cardiologi del territorio -- provoca una dilatazione diretta dei vasi sanguigni, a differenza della risata, dove sono i mediatori chimici, come le endorfine, ad avere l’effetto dilatante. A questo si aggiunge la funzione di allenamento sul muscolo e sulla capacità dell’emoglobina di trasportare ossigeno ai tessuti. L’esercizio fisico ha dunque un effetto più completo su tutto l’organismo».
Una buona ricetta pratica per uno stile di vita salutare,
suggeriscono i ricercatori, dovrebbe prevedere trenta minuti di
attività fisica tre volte alla settimana e un quarto d’ora di risate al
giorno. «E’ dimostrato che un’attività fisica regolare come il salire e scendere tre o quattro piani di scale al giorno -- conclude Calcullo -- riduce
l’incidenza di malattie cardiovascolari del 10-15 per cento.
Basterebbe, dunque, rinunciare all’ascensore per rischiare meno
l’infarto
».
Di Adriana Bazzi.
Fonte: http://www.corriere.it

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MessaggioOggetto: Re: Terapia del sorriso   Mer 13 Apr 2011, 16:15

Il valore di un sorriso
Un sorriso non costa nulla e produce molto.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
ma nel ricordo può essere eterno.
Nessuno è così ricco
da poterne fare a meno
e nessuno è così povero da non meritarlo.
Creatore di felicità in casa,
negli affari è sostegno:
è il segno sensibile dell’amicizia profonda.
Un sorriso dà riposo alla stanchezza,
allo scoraggiamento;
nella tristezza è consolazione.
Rinnova il coraggio,
poiché è l’antidoto naturale alle nostre pene.
È un bene che non si può comprare,
né prestare, né rubare,
poiché ha valore nell’istante in cui esiste.
E se poi incontrerete
chi l’aspettato sorriso a voi non dona,
siate generosi e date il vostro,
perché nessuno ne ha tanto bisogno
come chi non sa darlo.

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MessaggioOggetto: Re: Terapia del sorriso   Mer 13 Apr 2011, 16:15

Terapia del sorriso - Patch Therapy






La Terapia del Sorriso si basa sugli effetti
positivi psicologici e biologici del riso. Questo tipo di cura nasce in
America. I primi dottori-clown sono Michael Christensen e Paul Binder.
Il primo era un vero e proprio pagliaccio presso un circo a New York.
Nel 1986 i due fondano “The Clown Care Unit”, l’unità di clown terapia,
che fa della risata una specie di medicina. Nei primi anni Novanta
questo tipo di cura sbarca anche in Europa; gli ospedali francesi e
svizzeri sono i primi ad accoglierla. Nella naturalizzazione essa prende
il nome di “Le Rire Medicin”. La grande fortuna, però, arriva alla fine
degli anni Novanta, quando dalla figura di un noto medico della West
Virginia viene preso spunto per un celebre film. Lui è Hunter “Patch”
Adams. Nel 1971 questo dottore alquanto originale fonda, con la
collaborazione della compagna e di alcuni amici, l’Istituto Gesundheit.
Per molti aspetti il suo è stato un vero e proprio colpo di genio, i
risultati denotano un incremento delle guarigioni che ha
dell’incredibile.






  • Ridere infatti è un esercizio muscolare e respiratorio che permette
    un fenomeno di purificazione e liberazione delle vie respiratorie
    superiori; ridere può in effetti far cessare una crisi di asma
    provocando un rilassamento muscolare delle fibre lisce dei bronchi, per
    azione del sistema parasimpatico. Per coloro che soffrono di enfisema,
    ridere, provocando l'aspirazione dell'aria, migliora l'insufficienza
    respiratoria.
  • Ridere ha un effetto benefico sul colesterolo in quanto promuove
    l'aumento degli scambi polmonari e tende ad abbassare il tasso di grasso
    nel sangue.
  • Ridere fa rilassare il nostro corpo. Da quando si inizia a ridere,
    il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa
    cala e i muscoli si rilassano. Si può affermare quindi che il riso ha un
    ruolo di prevenzione dell'arteriosclerosi.
  • Ridere possiede una funzione depurativa dell'organismo ed espellendo
    anidride carbonica permette un miglioramento delle funzioni intestinali
    ed epatiche.
  • Ridere combatte la stitichezza perché provoca una ginnastica addominale che rimesta in profondità l'apparato digestivo.
  • Ridere, sullo stato generale di salute, combatte la debolezza fisica
    e mentale: la sua azione infatti causa una riduzione degli effetti
    nocivi dello stress.
  • Ridere calma il dolore, in quanto distrae l'attenzione da esso e
    quando lo stesso dolore riappare non ha più la stessa intensità.
  • Ridere è un primo passo verso uno stato di ottimismo che
    contribuisce a donare gioia di vivere e quindi ha delle proprietà
    antidepressive. Anche l'insonnia passa, perché ridere diminuisce le
    tensioni interne.





L’intervento dei dottori clown presso l’ospedeale
Infantile Burlo di Trieste, non è solo un servizio di attività
ricreativa ma un supporto psicopedagogico e viene in aiuto ai piccoli
pazienti che si trovano a dover superare l'impatto con la realtà
ospedaliera. Spesso i dottori del sorriso non si limitano a fare visita
al piccolo degente, ma affiancano il medico "regolare" fin dalla fase di
accoglienza del bambino, al Pronto Soccorso Pediatrico, all'ingresso
nel reparto, durante le visite, i prelievi, le iniezioni. In tutti quei
momenti, insomma che possono spaventare il bimbo. L'utilità del medico
clown non è limitata al campo psicologico, in quanto aiuta il bambino ad
inserirsi più serenamente nel contesto ospedaliero, ma ha anche dei
positivi riflessi sulle terapie: il sorriso produce endorfina e chi
sorride ha una migliore difesa immunitaria.

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MessaggioOggetto: Re: Terapia del sorriso   Mer 13 Apr 2011, 16:17

La comicoterapia o terapia del sorriso




Il riso fa parte di ciò che noi chiamiamo comunicazione non verbale ed è
una caratteristica tipica della specie umana. Si tratta di un
comportamento innato nell'uomo perché non è condizionato dall'ambiente,
ma è riferibile ad un programma genetico che esiste a priori: l'uomo
produce e riconosce le risate sin da quando nasce.

Nel riso ritroviamo sia l'aspetto fisiologico che quello
psicologico; esso fa sì che le tensioni emotive siano liberate. Se così
non fosse, esse rimarrebbero imprigionate dentro di noi ritorcendosi
contro la nostra salute. Inoltre, molte ricerche hanno dimostrato che la
risata ha anche degli specifici effetti chimici sul nostro corpo.


Le prime scoperte in questa direzione furono fatte intorno agli anni
'70, ma hanno avuto maggiore risonanza dopo il caso di Norman Cousins,
di cui parlerò in seguito, ed hanno dato origine ad una nuova disciplina
chiamata Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI). Secondo gli studiosi di
questa nuova branca della medicina, esiste la via emotiva che porta
alla salute: si tratta di scoprire se emozioni come l'ilarità, la gioia,
la contentezza possano rappresentare un'accelerazione di questo
percorso verso la sconfitta dei mali che ci colpiscono. Secondo questi
ricercatori ciò che conta maggiormente è esprimere, avere la capacità e
la forza di permettere al nostro organismo di "buttare fuori" i propri
turbamenti, la propria rabbia, la paura, il dolore; bisognerebbe non
imporsi mai comportamenti contrari al proprio istinto, in quanto il
trattenerli a lungo potrebbe provocare stati depressivi che causano un
grave abbassamento delle difese immunitarie.

E' quindi importante imparare a praticare un ottimismo responsabile
attraverso il continuo esercizio della speranza, della fede nel futuro
e, soprattutto, dell'autoironia, ovvero della capacità di "ridersi
addosso", di guardarsi con occhi diversi, di considerare i propri
problemi come sfide e non come drammi insolubili.


Tutte queste notizie positive sugli effetti del riso e le loro
possibilità applicative, anche se provvisorie, erano troppo allettanti
per attendere ancora, così negli ospedali e nelle cliniche degli Stati
Uniti si è lanciato questo nuovo filone, nel quale le emozioni positive,
ed in particolare lo humour, assumono un'importanza rilevante per la
qualità della salute: nasce la comicoterapia.

Come dice il detto? "Ridere fa buon sangue". Questa, ridotta
all'osso, è la base su cui poggia la terapia del sorriso. Questo tipo di
approccio curativo si va diffondendo lentamente in tutto il mondo a
partire dalla sua nascita, nel 1986 a New York. Qui Michael Christensen,
clown professionista, impiegato all'epoca al Big Apple Circus, insieme a
Paul Binder fondò "The Clown Care Unit" ("L'Unità di Clownterapia") per portare il sorriso negli ospedali pediatrici.

La comicoterapia agisce dunque negli ospedali, e non solo, con lo
scopo di aiutare a stimolare la capacità di sorridere nei pazienti
adulti e bambini: in questo modo, contribuisce a rendere più piacevole
la degenza, rende l'istituzione-ospedale meno incombente, avvicina i
pazienti, ora solidali nel divertimento, non più nel dolore, e agevola
l'uso delle terapie mediche sui malati: ridere costringe ad un
cambiamento psicologico della persona.

Come afferma il Dottor Henry Rubinstein, celebre neurologo francese, autore del saggio "Psicosomatica del riso, ridere per guarire":
"Poiché il riso funziona come stimolante psichico, disintossicante
contro ansia e angoscia, quando si ride si attua anche un vero e proprio
jogging dello spirito che libera dalla depressione e lubrifica le
relazioni interpersonali".

Si è detto "non solo negli ospedali" perché oggi la terapia del
sorriso opera ovunque ci sia bisogno di ritrovare gioia: dagli
ambulatori alle case di riposo, dalle carceri agli ospedali, e in molti
altri ambiti.


La mia esperienza come volontaria di Servizio Civile Nazionale
presso l'Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Monopoli, che mi
ha vista impegnata nel progetto "I diritti dell'infanzia nella città di
Monopoli", quindi il mio contatto con le persone disagiate, mi ha
portato a comprendere che si possono trovare sempre in se stessi motivi
di sorriso. In ogni occasione, anche nella più difficile, si può trovare
un punto di vista umoristico.

Il carattere e a volte persino le imperfezioni fisiche, che spesso
condizionano l'esistenza, se considerati sotto una nuova luce, possono
scatenare l'ilarità e sbloccare timidezze, aiutando la persona a
crescere. L'allegria e il senso dell'umorismo si possono allenare
sviluppando la fantasia e la creatività e spesso sono proprio le persone
in difficoltà che ci stimolano a farlo. Si possono guardare gli
avvenimenti della vita da un'altra angolazione, smontarli e rimontarli
secondo un'altra logica, con una nuova ottica. Sono una sostenitrice del
pensiero positivo e credo che nel ribaltamento della condizione tragica
del vivere ci sia sempre una soluzione positiva.



http://sociologia.tesionline.it/sociologia/articolo.jsp?id=3464

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