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 Basi aliene e dischi volanti sulla luna (svelati i segreti della NASA)

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MessaggioTitolo: Re: Basi aliene e dischi volanti sulla luna (svelati i segreti della NASA)   Lun 25 Apr 2011, 10:46

Strutture artificiali sulla luna:quello che la NASA ci nasconde





Nel fare delle scoperte inoppugnabili che riguardano l’esistenza di
una civiltà sul nostro satellite, ci si domanda se gli scienziati, gli
astronomi, anche dilettanti, non si siano accorti di una presenza così
vitale e ingombrante, testimoniata senza dubbio da segni inoppugnabili
che rappresentano tutto quello che il potere temporale non vorrebbe mai
riconoscere né tanto meno divulgare a livello ufficiale. Spesso si dice:
se c’è fumo, ci dovrà pur essere dell’arrosto!
Da quando sono cominciate le spedizioni lunari, si è avuto poi un altro
potente dubbio: perché la NASA e il Governo degli Stati Uniti hanno
speso e stanno spendendo centinaia di miliardi di dollari per una
semplice e pura curiosità scientifica?
Dall’altra parte, l’Unione Sovietica aveva ingaggiato una lotta simile
per la conquista dello spazio, soprattutto della Luna, che aveva
soltanto uno scopo apparentemente politico e militare.
Mi viene logico pensare che doveva esserci qualche cosa in più. Qualche
cosa che il popolo non doveva assolutamente sapere ma che il potere
doveva fare o conoscere ad ogni costo.
Nel documentarmi sulla storia della ricerca lunare, ebbi occasione di
leggere uno dei più dettagliati libri sull’argomento. Si trattava di
quello scritto da Antonio Ribera, dal titolo “I dischi volanti
esistono…?”. In appendice vi compariva una lista delle osservazioni e
dei fatti che riguardavano la Luna da far rimanere sconcertati, perché
il nostro satellite non è mai stato un mondo morto, come ci hanno fatto
conoscere con l’educazione scolastica.
Dal XVIII Secolo, in effetti, sono stati segnalati alcuni episodi inverosimili:

  • Il 22 ottobre 1790, Herschel, durante un’eclisse totale di Luna, vide diversi punti brillanti e luminosi, piccoli e rotondi.
  • Il 7 Marzo 1794, il dottor William Wilkins, di Norwich, vide una
    luce simile ad una stella sulla parte scura del disco lunare; durò 15
    minuti ed era visibile ad occhio nudo.
  • Nel 1783,1787 e 1821, Herschel vide luci brillanti sopra la Luna ed intorno ad essa.
  • Il 7 Settembre 1820, molti osservatori francesi videro, durante
    un’eclisse lunare, strani oggetti che si muovevano in linea retta, come
    se stessero compiendo movimenti, tipo manovre militari per la loro
    precisione degli spostamenti e delle evoluzioni.
  • Il 9 Aprile 1867, Thos G. Elger comunicò all’”Astronomical Register”
    di aver visto fiammeggiare improvvisamente una parte scura della Luna
    come una stella di settima grandezza. Il fenomeno durò dalle 7,30 della
    sera fino alle 9,30. Secondo il testimone, non era la prima volta che
    vedeva luci sulla Luna, ma mai erano state così chiare.
  • 7 Agosto 1869, il prof. Swift di Matton (Illinois), vide durante
    un’eclisse di Sole alcuni oggetti attraversare la Luna 20 minuti prima
    della totalità dell’eclisse. In Europa, i professori Hines e Zentmayer
    comunicarono a Les Mondes di Parigi, di aver visto anch’essi tali
    oggetti che sembravano viaggiare in linee rette parallele. Il “Journal
    of the Franklin Institute” registrò un’osservazione identica.
  • 13 Maggio 1870, luci che variavano in numero, secondo gli
    osservatori inglesi, furono viste sul cratere Platone. Le luci si
    accendevano e si spegnevano alternativamente.
  • 1874, il signor Lamey, in l’”Annèe Scientifique”, descrive un gran numero di corpi neri attraversare la Luna.
  • 1874, Rankin testimonia di aver osservato punti luminosi durante l’eclisse di Sole.
  • 24 Aprile 1877, il professor Schafarik, di Praga, osservò un oggetto
    di un bianco accecante che attraversava lentamente il disco lunare e
    usciva da esso.
  • 20 Febbraio 1877, il signor Trouvelot, dell’”Osservatorio di Meudon”
    (Parigi) vide nel cratere Eudoxus una sottile linea luminosa, come un
    filo teso sul cratere.
  • marzo 1877, sull’”Astronomical Register” inglese fu riportato di una
    luce brillante sopra il disco lunare nel cratere Proclus; lo stesso
    mese ne apparve un’altra nel cratere Picard.
  • 21 marzo 1877, C. Barrett, astronomo inglese, vide una luce brillante sul cratere Proclus.
  • 21 Marzo 1877, il professor Henry Harrison di New York, vide una
    luce sulla parte oscura della Luna. Contemporaneamente Frank Dennett
    dall’Inghilterra, vide un piccolo punto luminoso nel cratere di Bessel.
  • 23 Novembre 1877, il dottor Klein comunicò al quotidiano scientifico
    francese “L’Astronomie”: “Vidi un triangolo luminoso sul fondo del
    cratere Platone”. La stessa notte dell’osservazione di Klein, alcuni
    astronomi statunitensi videro misteriosi punti di luce dirigersi verso
    Platone da altri crateri lunari, che si disposero a triangolo sopra il
    cratere Platone.
  • 27 Settembre 1881, oggetto luminoso si muove attraversando la Luna. È
    stato visto dal dottor Prescott in Arizona, dal dottor Warren E. Davy e
    da G.O. Scott, sempre in Arizona il 7 Marzo.
  • Tra il 21 Febbraio 1885 e il 19 Dicembre 1919, i fenomeni visti in
    vari crateri lunari comprendono: fumo rossiccio; un oggetto curvo come
    uno scudo; una zona nera che diventa bianca; qualcosa come un cavo
    luminoso nel cratere Aristarco; due luci l’11 Maggio 1885 che ripetono
    esattamente l’11 Maggio dell’anno seguente macchia nerissima con bordo
    bianco; macchia nera nel centro del cratere Copernico; oggetto nero come
    l’inchiostro sul bordo del cratere Aristarco; macchie nerissime sui
    crateri Lexall e Littrow.
  • 15 Novembre 1899, da Dourite nella Dordogna (Francia), fu vista alle
    sette del pomeriggio un’enorme “stella” bianca, rossa e azzurra che si
    muoveva come una cometa vicino alla Luna.
  • 10 Maggio 1902, il colonnello Markwick dal Devon meridionale vide
    molti oggetti colorati, come piccoli soli, che si muovevano in cielo
    vicino alla Luna.
  • 26 Novembre 1910, da Besancon fu visto come un imponente razzo
    partire dalla Luna durante un’eclisse di questa (La Nature-Francia).
    Nello stesso giorno, il “Journal of the British Association for the
    Advancement of Science” comunicò che era stata vista una macchia
    luminosa sopra la Luna durante l’eclisse.
  • 27 Gennaio 1912, F.B. Harris comunicò alla rivista inglese “Popular
    Astronomy” di aver visto sulla Luna un oggetto scurissimo di circa 250
    metri di lunghezza e 150 di larghezza, simile ad un immenso corvo
    posato.
  • 29 Agosto 1917, oggetto brillante che si muove sopra il disco lunare (Bollettino della Società Astronomica di Francia).
  • 14-21 Giugno 1959, per varie notti consecutive Francesco Almor,
    illustre membro della “Società Astronomica Aster” di Barcellona, e molti
    altri suoi colleghi osservarono il passaggio di uno strano oggetto, o
    meglio un’ombra ellittica sul disco della Luna. La traiettoria
    dell’oggetto andava da sud a nord e oscillava ogni 15 secondi esatti
    ricomparendo esattamente ogni 35 minuti. Probabilmente l’oggetto si
    trovava ad una distanza dalla Luna di circa 2000 Km ed aveva un diametro
    di circa 35 Km. Ci fu gran sorpresa e meraviglia tra tutti gli
    studiosi. Così come bruscamente era apparso, allo stesso modo l’oggetto
    scomparve dopo il 21 Giugno.

Il ponte lunare sul "Mare Crisium". La presenza dell’arco è resa evidente dalla sua ombra con illuminazione proveniente da est.

Non c’è dubbio, dunque, sul fatto che la Luna sia stata teatro di
strani avvenimenti e che probabilmente costituisca già da molto tempo
una base d’appoggio per le civiltà extraterrestri. Ma l’episodio più
interessante, proposto dagli astronomi, risale all’anno 1954.Proprio in
quel periodo la Luna salì sugli onori della stampa quotidiana poiché il
noto selenologo H.P. Wilkins, in una trasmissione radiofonica nazionale
inglese, ebbe modo di intrattenere gli ascoltatori su vari aspetti del
nostro satellite e nell’occasione rivelò la scoperta di un gigantesco
ponte “naturale”.
La notizia era abbastanza insolita ma acquistò notevole valore perché il
dottor Wilkins era ben noto nel campo scientifico per la sua grande
mappa lunare (7,5 metri di diametro) che gli era costata ben 25 anni di
lavoro. Questo fatto “marginale” gli diede la notorietà, giacché il
dettaglio lunare innescò una serie di rappresentazioni tanto pittoresche
quanto immaginose da attribuirgli dimensioni fantastiche e né mancò chi
pensò di addossare la sua costruzione ai Seleniti, gli antichi
abitatori lunari.
Il ponte era stato localizzato sulle rive orientali del “Mare Crisium”,
situato presso il bordo occidentale della Luna e ben noto per la sua
forma regolare. A metà circa delle sue rive orientali, in prossimità del
luminoso cratere Proclus, che diffonde la sua corona di larghi raggi su
gran parte del fondo cupo e vellutato del “mare”, si notano due
prominenze rocciose che si fronteggiano, che nei piccoli strumenti
appaiono rigorosamente simmetriche e che prendono il nome di
“Promontorium Olivium” e “Promontorium Lavinium”.
Il paesaggio intorno non è molto tormentato. Ad ovest affiorano, dalla
coltre scura del “Mare Crisium”, ruderi di un piccolo circolo
parzialmente sepolto, “Yerkes”, accompagnato da una bassa scogliera
diretta al nord che lo collega ad un piccolo cratere, ma assai profondo,
“Yerkes E”.
I due promontori non sono nettamente separati: un gruppo di dettagli molto delicati li congiungono ed uno di questi è il ponte.
Pochi giorni dopo la Luna Piena, secondo le osservazioni di Wilkins,
l’ombra del ponte si proietta nettamente sul tratto scuro ed uniforme
che sta tra i promontori e Yerkes.
Com’era nata questa scoperta? Wilkins, ai primi di Agosto del 1953,
ricevette una lettera da J.J. O’Neill, redattore scientifico del “New
York Herald Tribune”, che gli annunciava di aver scoperto il 28 Luglio,
per mezzo di un rifrattore di 100 mm, un gigantesco ponte naturale sulle
rive del Mare Crisium, collegante due montagne separate da un
intervallo di circa due miglia. O’Neill chiedeva conferma della sua
scoperta e Wilkins non poté far altro che confermare, nonostante fosse
abbastanza scettico inizialmente.
Anche l’astronomo P. Moore, coinvolto nella questione, confermò la presenza del ponte.
Sta di fatto che Wilkins diede altri dettagli: il ponte era una
formazione chiara, lineare, molto sottile, avente un’arcata di circa tre
chilometri di lunghezza, aderente ad una formazione ad essa parallela
dal lato orientale, che sembrava essere una parte di un anello
semidistrutto e che è considerevolmente più alta del “ponte” stesso.
L’osservazione del ponte è assai difficoltosa data la brevità
d’illuminazione del Sole, che permette di individuare i dettagli ma
soprattutto le ombre.
Naturalmente non mancarono le critiche alla scoperta e la più bellicosa
fu formulata dall’autorevole rivista americana “Sky and Telescope” che
cercò proprio di smentire la notizia.
Non c’è da meravigliarsi se all’epoca gli americani cercassero di
contrastare qualsiasi notizia che potesse far credere nell’esistenza di
altre civiltà, anche se la maggior parte di coloro che si espressero sul
ponte non dettero certezze assolute. Si limitarono ad affermare che il
ponte presentava un interesse eccezionale dal punto di vista
selenologico, che sarebbe dovuto sfociare in un enigma riguardante
proprio la sua costruzione, da ritenersi essenzialmente d’origine
vulcanica.
Certo che questo è un caso significativo, ma non è il solo. Vediamo altre interessanti anomalie:

  • Il 29 Marzo 1939, viene osservato un debole bagliore all’interno del
    cratere Copernico ed il gruppo di collinette vicino al centro non
    mostra i soliti contorni ben definiti, ma offuscati come se ci fosse
    della nebbia.
  • Il 19 Ottobre 1945, ancora Patrick Moore vide due punti luminosi
    brillare come stelle sulla parete del cratere Darwin, di solito molto
    scura.
  • Il 20 Giugno 1948, nel cratere Philolaus, verso nord-ovest, Raurn
    osservò, per oltre 15 minuti, dei bagliori con una tenue colorazione
    rossastra.
  • Il 2 Agosto 1948, Patrick Moore se ne stava a guardare il “Mare
    Crisium”, con lo scopo di disegnare una mappa dettagliata, quando si
    accorse che nel lato occidentale, presso Capo Agarurn, la cosa gli si
    presentò abbastanza difficile. Con grande stupore notò che la zona era
    ricoperta da una sostanza luminescente simile a nebbia.
  • Il 28 Ottobre 1963, Barr e Greenacre osservarono tre punti nella
    zona dei crateri Herodotus e Aristarcus: brilleranno di una luce
    rosso-arancio per cinque minuti.
  • Il 17 Luglio 1969, in contemporanea con l’Osservatorio di Bochum,
    gli astronauti Armstrong e Aldrin, a bordo dell’Apollo 11, osservarono
    un punto luminoso accendersi nella zona del cratere Aristarcus.

Ci sono state poi notizie di cambiamenti topografici del suolo lunare.
Sempre vicino al bordo del “Mare Crisium”, il noto ricercatore Schröeter
aveva osservato un cratere di circa 36 Km di diametro, che chiamò
“Alhazeen”, mentre al giorno d’oggi si possono notare nient’altro che
depressioni mal definite tra due picchi, ma nessuna traccia di
“Alhazeen”.
Le sorprese però non finiscono qui perché ci sono anche le scomparse di altri crateri.
Ad esempio c’è la famosissima storia del cratere “Linneo”.
Nel 1788 Schröeter descrisse Linneo come una piccolissima macchia rotonda, luminosa e senza una struttura craterica evidente.
Riccioli, nella sua mappa del 1652, lo descrisse però come un riconoscibile cratere di dimensioni apprezzabili.
Nel 1824 Lohrmann gli attribuì un diametro di ben 7 Km, mentre J.
Schmidt, nel 1843, lo descrisse con un diametro di ben 11 Km e
addirittura nel 1866 ne annunciò la sparizione.
Nel corso degli anni il diametro di Linneo viene osservato avere 880 metri sino al valore attuale, stimato in circa 1200 metri.
Queste continue variazioni hanno certamente creato un nuovo enigma negli
studiosi lunari, ma ammontano oramai a più di 1500 i casi del genere
che possono essere spiegati con ipotesi non naturali.
Il mondo astronomico li ha catalogati col nome di “Fenomeni Lunari
Temporanei” (FLT) e si pensa che essi possano essere causati da eruzioni
vulcaniche o da semplici fuoriuscite di gas dovute a smottamenti del
suolo come conseguenza della forte variazione di temperatura tra le zone
in ombra e quelle esposte al sole.
Nel Novembre del 1958 l’astronomo sovietico Kozyrev, mentre svolgeva la
sua attività presso l’Osservatorio Astrofisico della Crimea, notò che il
picco centrale del cratere “Alphonsus” divenne molto lucido e di colore
rossastro. Dopo circa due ore il picco assunse un aspetto bianco
brillante e poi tornò alla normalità.
Attraverso studi comparati, Kozyrev dedusse che si era verificato un
fenomeno di vulcanesimo, con espulsione di polveri ed emissione di gas
d’origine magmatica. Il tutto corrispondeva a poche centinaia di
migliaia di metri cubi.
Molti anni più tardi la NASA ammise che la Luna fosse un “pianeta”
relativamente morto per quanto riguardava il vulcanesimo attuale. Allora
quali spiegazioni si possono dare a questo tipo di evento?
Gli scienziati continuarono a scervellarsi, cercando disperatamente di
trovare una spiegazione naturale del FLT. Viene però spontaneo chiedersi
se si fosse trattato di un fenomeno naturale, non ancora conosciuto
alla nostra scienza.
Cerchiamo ora di esporre altri fatti misteriosi tratti da osservazioni
lunari, in particolare con l’avvento dell’astronautica. Per arrivare a
quest’obiettivo reputo il libro, scritto da George H. Leonard, “Qualcun
altro è sulla Luna”, una pietra miliare di sicuro interesse, anche
perché l’autore analizza le numerose foto acquisite con le esplorazioni
lunari. Inizia la sua ricerca con una scoperta clamorosa: nell’area
compresa tra i crateri Bullialdus e Lubinicky vi è una macchina gigante
straordinaria, accompagnata da un’incastellatura che ha tutta l’aria di
essere un generatore che potrebbe sfruttare l’energia solare o energie a
noi sconosciute. Leonard inoltre elenca e discute tutta una serie
d’anomalie riscontrate nelle varie foto:
Il 26 Agosto 1966 la sonda americana “Orbiter 1″ scattò una serie di
foto sulla faccia nascosta della Luna. In una di queste si evidenziava
la presenza di un cratere largo una cinquantina di Km fuso con le pareti
di un cratere più piccolo. I crateri in discussione avevano
indiscutibilmente la forma di un ottagono.L’autore ha scoperto attività
di vaporizzazione e nebulizzazione in prevalenza sulla faccia nascosta
della Luna. Un esame più ravvicinato dell’area “Bullialdus-Lubinicky” e
di “Tycho”, rivela la presenza di più servomeccanismi a X, di più di un
cratere ad imbuto in corso di lavorazione e naturalmente di più segnali a
croce sul bordo del cratere. Egli trae, da questi fatti, alcune
conclusioni interessanti ed in particolare pensa che crateri di
determinate dimensioni e con una forma caratteristica non si siano
formati per impatto meteorico, o per fenomeni vulcanici o per altre
cause naturali, ma grazie all’attività consapevole ed intelligente dei
Seleniti. Precisa, infine, che parte del terreno che presenta il
cosiddetto “effetto stagno” non è una reliquia di un remoto passato ma
l’effetto dell’azione vaporizzante dei servomeccanismi fatti a X.Con un
insieme d’attrezzature aventi un raggio d’azione che supera almeno 40
volte quelle usate sulla Terra, i Seleniti sono impegnati a polverizzare
una montagna alta quasi 5800 metri. Di questo fatto Leonard dà
spiegazioni dettagliate.Analizzando con molta cura le foto realizzate
dalla sonda “Ranger VII”, Leonard si è accorto che il suo impatto lunare
(31 Luglio 1964) era avvenuto a circa 350 chilometri dal cratere
“”Bullialdus”, guarda caso dove era stata già notata un’imponente
apparecchiatura collegata ad un generatore e dove si era registrata
un’intensa attività sismica. Una delle foto, che aveva sconcertato gli
scienziati della NASA, mostrava sei oggetti costruiti con notevole
maestria ed una nuvola di foschia o di vapore che fuoriusciva da una
protuberanza a forma di torretta. Leonard ha dedotto subito che la sonda
“Ranger VII” fosse stata programmata per individuare proprio questo
bersaglio e scoprire così il grande mistero. Ha dichiarato poi che la
zona era molto probabilmente un parcheggio per cosmoaerei all’esterno di
una delle entrate principali di una città sotterranea. Egli afferma
ancora che esaminando più da vicino un determinato tratto di terreno
lunare, ha la sensazione di trovarsi davanti a lavori di mimetizzazione,
a contraffazioni, ad una messinscena, probabilmente perché i Seleniti
non vogliono presentarci la superficie lunare com’è veramente.Lo studio
di molte foto lunari lo porta a considerare il fenomeno dei solchi
scavati dai massi che sono rotolati lungo il pendio di qualche rilievo.
La NASA stessa ha ammesso di non poter dare alcuna spiegazione sulla
causa che ha fatto rotolare i massi. Leonard si chiede: ma sono stati
proprio quei massi a scavare i solchi? Nel continuare la ricerca egli ha
scoperto che nella foto 67-H-1135 l’oggetto più piccolo che vi compare
ha lasciato una scia, che è la più lunga di tutte, ed è uscito da un
cratere prima di continuare la corsa giù per la collina. E sul masso in
questione s’intravede un disegno simmetrico. Un messaggio dei
Seleniti?La foto 67-H-758 rappresenta un edificio, un veicolo o una
forma di vita.Uno degli enigmi più difficili da spiegare riguarda i
raggi bianchi che fuoriescono da molti crateri e si diffondono in tutte
le direzioni. Ci sono raggi così larghi che non è possibile distinguerli
singolarmente perché formano una massa bianca intorno al cratere; altri
sono stretti come linee di gesso. E nessuno sa come si sono formati.I
Fenomeni transienti Lunari potrebbero essere prodotti da un’attività
industriale che elimina i gas per pompaggio, quindi ci devono essere
momenti in cui i termofusori interrompono l’attività e i bagliori si
spengono.Leonard è dell’opinione che il cratere “Tycho” sia una zona di
notevole interesse: in un’area di circa 1800 ettari vi é un’intensa
attività e vi è presenza d’enormi costruzioni.Ci sono poi i “terreni
raschiati” visibili all’estremità di alcuni crateri più piccoli. Il
terreno raschiato ha sempre forma di un quadrato o di un rettangolo.
Nella maggior parte dei casi le aree raschiate e livellate si trovano ad
intervalli di 90° intorno al cratere. Sembra abbastanza credibile che
questi terreni raschiati e livellati siano il risultato di un’attività
intelligente. Forse stanno ad indicare i luoghi dove alcuni oggetti si
poserebbero durante i lavori di vaporizzazione del cratere?
Disegno scaturito dalla foto NASA 67-H-327 ("Qualcun altro è sulla Luna" di G. H. Leonard)

La foto 67-H-327 mostra un cratere il cui orlo è indubbiamente a
forma d’esagono. Nel punto culminante si trova l’oggetto appollaiato
all’interno dell’orlo e sembra una campana subacquea sui trampoli:
questo presenta una somiglianza straordinaria con alcuni veicoli
terrestri destinati all’allunaggio. La Luna ha una superficie piena di
contrassegni assai interessanti. C’è una presenza di geroglifici, di
segni o contrassegni dei quali quello che si ripete di più è quello
dell’albero della vita. E sempre è chiuso in un cerchio o in un ovale.
Sulla Luna si trovano pure segnali o frecce direzionali. L’esempio più
significativo si trova sugli altipiani nei pressi del cratere
“King”.Sulla Luna è visibile una struttura interessante che assume la
forma di una torre esile e slanciata, alta un chilometro e mezzo e forse
più. È una delle prove più chiare ed evidenti della presenza d’esseri
intelligenti. Le torri sono invariabilmente diritte ed allungate e, cosa
ancor più interessante, quando si trovano su un rilievo o su un
massiccio montuoso, si trovano sempre nel punto più alto. Si possono
così riassumere:

  • Antenne in cima alle montagne
  • Torri collegate da un cavo o da un filamento
  • Torri isolate che si ergono verticalmente dal terreno
  • Strutture anomale:strutture a S che si alzano verso il cielo,torri a zig-zag e parallele
  • Ci sono fenomeni che sfuggono ad una precisa classificazione per la loro eccentricità

Il libro termina con un’affermazione di Sam Wittcomb, ex dipendente
della NASA, dopo aver espressamente affermato che gli addetti alle
ricerche spaziali non possono assolutamente parlare di quanto sanno
sulla Luna e su altre missioni nei vari pianeti:”Nella primavera del
1975 si sono riuniti scienziati provenienti da molti paesi. L’incontro
si è svolto in Inghilterra. Volevano parlare con calma degli
extraterrestri e delle loro attività. Molti responsabili politici però
si sono spaventati. Hanno invitato un fisico del Colorado, un certo
Joachim Kuetner, che aveva lavorato al programma lunare e sapeva quello
che accade lassù. Aveva notizie di prima mano sulla frenetica attività
edilizia e sugli scavi in corso, sulla vaporizzazione dei crateri e sui
lavori d’incisione e rifinitura dei rilievi e delle creste dei crateri.
Non so esattamente di cosa abbiano parlato. Ma puoi scommettere che
sanno benissimo che la Luna non appartiene più al popolo della Terra, se
mai lo è stata. La Luna è Loro.”
Fonte:edicolaweb.net


Ecco di seguito alcuni video sulle anomalie lunari:










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MessaggioTitolo: Basi aliene e dischi volanti sulla luna (svelati i segreti della NASA)   Lun 25 Apr 2011, 10:38

Basi aliene e dischi volanti sulla luna (svelati i segreti della NASA)


Questo video mi è stato con attenzione,segnalato da un utente.L'origine del video è di vecchia data ma i colori delle foto riprendono con impressionante bellezza il suolo lunare.Alcune foto mettono in stretta evidenza cio che per anni abbiamo visto in bianco e nero ,nascondendone tutti i rilievi e forme molto interessanti.


Buona visione :



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