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 Incredibile scoperta:la teoria della cosmomodulaz

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MessaggioTitolo: .:: Fermare il tempo ::.   Ven 30 Ott 2009, 21:36


Trenta anni fa le congetture relative a come le ipotetiche astronavi aliene attraversassero i grandi spazi cosmici sembravano fantasiose congetture da far invidia al più geniale Giulio Verne. da molti anni invece i fisici sembrano diventati più possibilisti riguardo i presupposti fisico-matematici che rendono plausibile attraversare il tempo e lo spazio: oggi essi discutono, quasi alla Star Trek, di tunnel spaziotemporali, wormholes, iperspazio e universi paralleli.

Schema di wormholes, zone diverse dello spazio-tempo che collabiscono funzionando da vere e proprie scorciatoie. Sono presupposti dalle più moderne vedute della fisica moderna: attraverso i wormholes due aree distanti anche anni luce sono percorribili istantaneamente. Vari ufologi hanno prospettato che gli Ufo non provengano da pianeti più o meno distanti ma percorrano queste strutture dinamiche apparendo e sparendo subitaneamente.


La possibilita' che un'astronave possa lasciare il proprio pianeta sfidando le leggi di Einstein ed in particolare la contrazione del tempo non e' piu' molto fantascientifica. , A tale proposito sembra molto affascinante la considerazione di come all'interno delle scorciatoie temporali il tempo scorra lentamente e, all'esterno, molto velocemente.

A tal proposito gli UFO di Crosia e Mount Rainier mostrano una sorta di 'buco nero al centro. Altri UFO presentano fasce scure attorno al centro dell'oggetto o veri e propri buchi neri al centro dell'asse di simmetria.

La presenza di queste zone puo' essere messa in relazione ad alcuni effetti di natura elettromagnetica che questi stessi oggetti producono sulle radiazioni che li colpiscono. Infatti sono noti casi in cui questi oggetti emettono fasci di luce (definiti dagli addetti ai lavori "luce solida") che non si propagano in linea retta ma "curvano" nello spazio. Tale effetto e' proprio non solo di fasci luminosi che escono da tali oggetti (luci di torce elettriche, fasci di luce di lampade di automobili eccetera). Non risulta tanto differente il risultato con un fascio di raggi X o radar inviati contro l'UFO; questi non tornano quasi mai indietro a segnalare la presenza dell'oggetto ma vengono o inghiottiti o evidentemente deviati dall'oggetto stesso.

Un'ipotesi di notevole rilievo e' stata avanzata dal chimico Corrado Malanga dell'Universita' di Pisa sulle pagine della prestigiosa rivista Notiziario UFO (n. 112). "Dall'osservazione di quasi tutte le foto scattate sugli UFO - ha scritto Malanga - non dichiarate false dagli esperti, si evince un particolare. La ricostruzione fatta con il calcolatore rispetta fedelmente la teoria delle luci e delle ombre; che pero' non vengono rispettate, a quanto pare, nelle immagini fotografiche in nostro possesso. In parole povere, esistono sensibili differenze tra la ricostruzione al computer e l'immagine fotografica: infatti mentre ci sono in questi oggetti parti molto luminose, dovute verosimilmente a emissioni di energia nello spettro visibile, esistono alcune zone scure non solo nella parte che dovrebbe essere in ombra ma anche nella parte illuminata dal sole o dalle luci circostanti".

Effetti dello stesso tipo sono riscontrabili sulle onde radio e sulla corrente elettrica (cioe' su un campo elettromagnetico) in vicinanza di questi UFO (le radio si spengono, la luce si abbassa, le automobili si fermano). Ancora un tale effetto e' riscontrabile sugli orologi dei testimoni che si sono avvicinati troppo a tali oggetti. Vicino a loro il tempo scorre più' lentamente!

Numerosi sono gli esempi in cui la grandezza tempo è stata alterata come nel caso dell'aereo di linea americano avvicinato in volo da un UFO e scomparso per cinque minuti dal controllo radar di terra. All'arrivo i passeggeri avevano l'orologio indietro di cinque minuti rispetto all'ora ufficiale di volo.

Nelle abduction gli addotti (i rapiti) raccontavano di aver trascorso solo poche ore in volo mentre sulla Terra erano passati dei giorni (gap temporale).

Un altro effetto molto particolare che sembra giustificato e supportato dalle moderne vedute della fisica è la modalità di accelerazione, degli UFO: essa assume valori infiniti per archi di spazio brevi. Quando questi oggetti accelerano, passano da una velocita' ad un'altra di scatto, senza passare attraverso valori intermedi: in parole povere in modo "quantizzato", come direbbero i fisici atomici.

Ecco come la fisica conforta la possibile lettura dei fenomeni elettromagnetici che sembrano accompagnare i fenomeni UFO: un oggetto volante si muoverebbe come un elettrone. Quando viene eccitato puo' passare in un secondo orbitale atomico. La risposta che le funzioni matematiche danno e' univoca: l'elettrone e' scomparso da qui per passare la' in un altro livello! Infatti non e' possibile trovare l'elettrone in una zona di spazio intermedia; per la meccanica quantistica infatti tutto e' quantizzato cioe' espresso da pacchetti di energia indivisibili. Questi quanti di energia consentirebbero all'elettrone di trovarsi solo in certe aree energetiche e non in altre poichè, appunto, la distribuzione dell'energia non è continua ma discontinua .L'accelerazione degli elettroni quindi sarebbe quasi infinita...come quella degli UFO. Il moto degli UFO sarebbe dunque quantizzato ed esprimibile con leggi fisiche simili alle equazioni di Schroedinger. Il buco nero, gli elettroni e gli UFO hanno un punto in comune. Tutti e tre ruotano attorno ad un asse. La teoria degli spazi curvi ci dice come un buco nero attrae tutte le radiazioni, proprio come un UFO che puo', in linea di principio, aprire un varco, un buco, nel continuum spaziotemporale permettendo l'acceso a un'altra lontana zona di spazio.

Percorrere distanze di centinaia o migliaia di anni luce sarebbe quindi possibile utilizzando le scorciatoie come entrare in un buco nero, opportunamente orientato, e passare dall'altra parte in un solo attimo, utilizzando questo sentiero privilegiato Il risultato finale sarebbe che volando a una velocita' di gran lunga inferiore a quella della luce si percorrono spazi enormi. Invece di aumentare la velocita' che non puo' andare oltre il limite fisico della luce (e anche su questo si potrebbe discutere...) si può contrarre lo spazio. L'UFO deve percio' ruotare sul suo asse, come l'elettrone, e deve creare un campo gravitazionale o qualcosa di simile in grado di fare un buco fisico nello spaziotempo..." .

Fantasia? Assolutamente no, soltanto acquisizioni teoriche che richiedono tempo per confermarsi, nel frattempo, forse nello spazio, oggetti volanti, fanno la spola tra il loro pianeta e la Terra impiegando un battito di ciglia...

fonte scienzeemisteri.it
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MessaggioTitolo: Re: Incredibile scoperta:la teoria della cosmomodulaz   Mar 20 Ott 2009, 18:57

RELATIVITÀ E COSMOMODULAZIONE UNIVERSALE : DUE TEORIE A CONFRONTO

Nel sistema Universo concepito come chiuso e isolato, mentre un insieme di parametri fisici relativistici non può essere neppure parzialmente risolvibile, se non ha come riferimento noto almeno un valore assoluto ad esso interagente, un insieme di parametri fisici assoluti rimane indeterminato se tutti i suoi valori non sono noti o sono noti solo tramite rilievo sperimentale.

Secondo la presente teoria della cosmomodulazione, il sistema universale assoluto è costituito da entità perennemente immutabili quali - lo spazio materiale fluidico e non lo spazio vuoto che è privo di significato naturale, la materia spaziale densa con struttura gerarchica multimodulare, l’energia interagente tra lo spazio fluidico e la materia densa - ma non il tempo, che è la misura di ciò che relativamente varia tra il prima e il dopo. In altre parole il sistema assoluto è composto da un fluido cosmico eterogeneo, trasmettitore di una complessa forma di energia ondulatoria proveniente dall’universo, modulatrice di particelle elementari rivelatrici per risonanza della minima energia racchiusa nelle singole bolle sferiche depresse, formatosi nel fluido stesso per conseguenza derivata dalla loro interazione.

Le leggi classiche di Newton, i principi di conservazione dell’energia e della quantità di moto hanno descritto così sapientemente sia il moto dei corpi terrestri che quello degli astri, da essere ritenuti idonei anche alla trattazione di altri fenomeni fisici, quali la propagazione ondulatoria delle onde elettromagnetiche e luminose in un fluido allora definito etere.
La teoria elaborata da Maxwell aveva non solo unificati i fenomeni elettromagnetici, ma anche descritto la manifestazione delle stesse onde elettromagnetiche, peraltro simile a quella dei fenomeni luminosi.

Tuttavia le due teorie di Newton e di Maxwell, a causa della ipotetica velocità della luce ritenuta sempre costante, risultavano incompatibili tra loro su una questione fondamentale di logica naturale, inerente la prevalenza di uno dei due sistemi di riferimento sull’altro, onde così definire in una sola relazione fisica questi due controversi fenomeni. Questo problema di scelta, a mio parere, fu risolto troppo sbrigativamente, per aver racchiuso in un’unica relazione fenomenica due sistemi appartenenti a livelli diversi, come se il tutto fosse concepibile in un insieme di elementi paritari, dove ognuno di essi assume una variabilità indipendente da tutto il resto.

Sulla base del famoso esperimento di Michelson e Morley, dove apparentemente venne dimostrato l’inesistenza dell’etere cosmico universale, quale mezzo fluido trasmettitore dei fenomeni ondulatori luminosi ed elettromagnetici, Einstein pubblicò una teoria che si impose rapidamente come risolutiva per tutte queste questioni in atto. In essa si proponeva di rinunciare all’idea che esistesse questo etere cosmico, quale supporto fluido per la trasmissione ondulatoria, quindi anche ad un sistema di riferimento assoluto, mentre si avanzava una ipotesi rivoluzionaria quantificatrice di riferimenti relativistici paritari, espressi in due postulati o principi, che comprendevano tutti i risultati ottenuti dalle precedenti sperimentazioni, ma che invece di tentare di spiegarli adeguatamente, vennero accettati semplicemente come veri, traendone le dovute deduzioni matematiche.

Il primo, appartenente alla relatività galileana, valido per la meccanica, afferma che le leggi della fisica sono le stesse per tutti i sistemi di riferimento inerziali, compresi quelli ondulatori.

Il secondo, noto come principio della costanza della velocità della luce, afferma che la luce si propaga nel vuoto con velocità costante, indipendentemente sia dalla velocità della sorgente luminosa, sia da quella dell’osservatore.

Se dunque, come è stato apparentemente dimostrato con verifiche su ipotesi ritenute idonee allo scopo, la velocità della luce assume una valenza costante e assoluta, comunque sia lo spazio fisico ritenuto privo di etere entro cui transita, come mai in tale spazio vuoto la materia non può esistere come struttura costituita da particelle aggregate, mentre l’informazione ondulatoria che regge la luce può transitarvi liberamente, continuando a permanere nel proprio essere, quale fenomeno reale e non virtuale ?

Ciò equivale a sostenere anche una concezione assurda priva di ordine naturale, poichè la luce, generata dalla materia eccitata risulta superione alla materia stessa, quale generatrice della luce: è come affermare che, diversamente dalla materia, solo la luce può permanere nel vuoto assoluto, peraltro inesistente. Ma è poi sempre vero che la velocità della luce, sia sempre costante ed assoluta indipendentemente dalla temperatura presente nello spazio in cui transita, a sua volta originata dalla consistenza o dallo stato fisico della materia circostante?
È noto che se un fascio luminoso caratterizzato da una specifica frequenza, colpisce con sufficiente intensità la lamina di una fotocellula, la luce incidente urta contro i suoi elettroni, liberandoli così dal loro vincolo elettrico.

Einstein, alla luce delle deduzioni ricavate da precedenti sperimentazioni, diede così la sua spiegazione a questo strano fenomeno: l’energia luminosa trasportata non può essere distribuita uniformemente e con continuità in un fascio di luce, ma deve essere localizzata in pacchetti o quanti di luce denominati fotoni, intesi come particelle di energia traslanti alla velocità della luce nel vuoto assoluto. In contrapposizione a quanto affermato da Einstein e secondo questa innovativa teoria della cosmomodulazione, il fenomeno è interpretabile in modo completamente diverso, negando così alle teorie quantistiche il loro significato relativistico, per sostenere invece l’essenza autonoma della luce.

Infatti il flusso luminoso, traslante normalmente sotto forma ondulatoria e non corpuscolare, quando raggiunge le particelle costituenti l’elettrone, posto in essere dall’insieme di cosmoonde modulatrici, fa si che entrambe le energie interagenti e pulsanti su specifiche frequenze, associate quindi all’elettrone e alla luce, si modifichino mutuamente, attenuandosi vicendevolmente al punto tale da liberare gli elettroni dai loro vincoli elettrici. Poichè tutte le particelle elementari della materia sono interattive per essere associate a cosmofrequenze risonanti, o anche ricettive di cause ondulatorie contrapposte, di cui una agente per porle in essere rispetto l’universo, l’altra interagente per contrastarne l’essere, risulta subito evidente anche l’inconsistenza della meccanica quantistica, che non ha tenuto debito conto né delle complesse cause né delle corrispondenti controcause correlate all’esistere della materia stessa.


La materia è governata su tre distinti livelli gerarchici tra loro correlati

Livello iperluminare (velocità superiore alla luce) : primo livello fisico della materia, relativo ai fenomeni cosmoondulatori dovuti alla cosmomodulazione universale della materia elementare indivisibile, composto da : fluido primordiale, cosmofluidi costituenti il cosmoplasma, cosmomoduli rivelatori per risonanza delle cosmofrequenze modulatrici della materia strutturata (effetto dell’energia costante).

Livello luminare (velocità della luce) :
secondo livello fisico della materia, relativo ai fenomeni ondulatori volumetrici, interattivi tramite il cosmoplasma (luce, elettromagnetismo, gravità, evento rotazionale, evento scindente, evento invertitore del moto, ecc.)

Livello ipoluminare (velocità inferiore alla luce):
terzo livello fisico della materia, relativo ai fenomeni massivi (fisica classica).

Nei sistemi energetici della materia elementare, occorre distinguere le gradezze assolute da quelle relative.


Sono parametri assoluti, quindi immutabili

Le singole unità indivisibili di materia

L’energia negativa racchiusa nelle bolle depresse generate dai singoli cosmomoduli risonanti, anche se deformate a causa del loro movimento o da sollecitazioni esterne : E = -p v = cost


Sono parametri lievemente variabili

Le velocità di propagazione ondulatoria nei singoli cosmofluidi costituenti il cosmoplasma (VPI).

La velocità di propagazione ondulatoria nel cosmoplasma (VPL).

La simmetria sferica dei volumi delle bolle depresse prodotte dai cosmomoduli risonanti.


Alla luce anche delle successive proposizioni metafisiche concatenate, esposte nella presente teoria, si enuncia una innovativa visione di questi fenomeni, formulata solo concettualmente nei seguenti termini

L’energia presente nella materia è sempre costante in ogni sua manifestazione, qualunque sia l’energia ad essa aggiunta o tolta. Per questo lo stato dinamico o variabile della materia è correlato a specifiche cosmoonde ad essa reagenti, per mantenere appunto costante la sua energia complessiva rispetto quella universale.

La luce è la rivelazione materiale di una particolare perturbazione ondulatoria dello spazio fluidico (cosmoplasma), prodotta da un altrettanto particolare stato fisico della materia, attiva o emettente, oppure passiva o riflettente.

Quindi i fenomeni luminosi si presentano come una conseguenza derivata dalla perturbazione prodotta, tramite il fluido portante (cosmoplasma), nella simmetria sferica presente nell’impronta depressa lasciata dalla rotazione oscillante dei cosmomoduli risonanti.
L’equazione E = mc² è inattendibile, non dal punto di vista matematico ma concettuale o di impostazione dei parametri fenomenici, poichè le singole particelle elementari costitutive della materia sono inscindibili, anche per urti ricevuti alla velocità della luce. Inoltre risulta impossibile determinarne la loro massa, quindi anche la loro velocità di scorrimento rispetto quella del loro cosmofluido portante. Conseguentemente risulta anche impossibile quantificare l’energia nucleare presente nella materia.

http://utenti.lycos.it/Cosmod/confront.htm
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MessaggioTitolo: Incredibile scoperta:la teoria della cosmomodulaz   Mar 20 Ott 2009, 18:16


Ipotetico atomo cosmomodulato

Un insegnante tecnico di Reggio Emilia, Gianfranco Soncini, basandosi su una sua avanzata teoria, titolata Cosmomodulazione Universale della Materia, scaricabile dal sito www.webalice.it/gsoncini/cosmos, congiuntamente alla rete di Hartmann,(che prende il nome dal Prof. Ernest Hartmann, medico nonché docente presso l’Università di Heidelberg in Germania.Dopo diversi studi empirici, egli elaborò negli anni ‘50 una strana teoria secondo cui la Terra sarebbe avvolta da una misteriosa rete o griglia non ancora chiaramente definita dalla scienza ufficiale, le cui linee di forza larghe circa cm. 21 e distanziate tra loro tra 2 e 2,5 metri, sono dirette da nord a sud, e da est a ovest incrociandosi in determinati punti detti “Nodi”) alla serie di Fibonacci e ai fenomeni frattali, dopo complesse considerazioni e prove empiriche, relative alla traslazione verticale delle masse tra le multi-frequenze reticolari che muovono e governano la materia universale, ha costruito una turbina astrale, anche per dimostrare il teorema, da lui definito gravitanza. Questo dispositivo è trascinato in rotazione da una forza esterna, poichè se fosse semovente, quindi mosso da una sua energia di origine interna, dovrebbe sfruttare il principio della propulsione a reazione.

Non essendoci trucchi riscontrabili di alcun tipo, tale energia rotatoria dipende quindi da una causa ad esso esterna. Ma questa causa esterna proviene da una causa cosmica iniziale ad esaurimento, o da una causa non preordinata dipendente da determinati effetti in atto nell’universo, oppure da una causa preordinata quindi finalizzata alla rotazione assiale delle masse cosmiche?Partendo quindi dal presupposto che Dio non può aver creato gli spazi infiniti per l’uomo, senza fornirgli una adeguata fonte di energia pura per poterli visitare, per implicazione conseguente si può affermare che tale energia cosmica, diffusa e inesauribile in tutto l’Universo chiuso, che lo struttura, lo muove e lo governa, attende il suo sfruttamento.

Il prototipo della "turbina astrale" ideato da Gianfranco Soncini

La presente teoria viene allora così sintetizzata: Dagli estremi confini dellUniverso chiuso, lungo le 3 dimensioni dello spazio multi-fluidico continuo, giungono multi-onde di energia modulatrice delle multi-particelle elementari indivisibili rivelatrici della materia, e multi-onde di energia disgregatrice della stessa materia strutturata, generando ciclicamente ordine edificante e caos disperdente, tra loro alternativi nello spazio e nel tempo ciclico.

Secondo la presente teoria, queste cause dinamiche ordinatrici, separate, distinte ed esterne alle loro diversificate unità di materia rivelatrici, producono fenomeni interattivi tra le varie unità di materia interagenti, a causa dell’effetto fluidico Magnus, generando così forze di attrazione e repulsione, ma anche rotazioni assiali e orbitali. Per i suddetti motivi, gli attuali metodi di calcolo impostati sulle forze di campo elettriche, magnetiche, gravitazionali e nucleari, risultano decisamente inadatti alla quantificazione di tali fenomeni, invalidando così le basi della fisica moderna.La dimostrazione probante di queste enunciazioni è data dal presente esperimento della Turbina Astrale, ruotante in senso assiale e orbitale come la Terra e come le particelle fondamentali indivisibili dell’atomo, dove le loro cause moventi sono insite nella presente teoria, mentre per la Fisica Moderna tali cause risultano ancora completamente sconosciute.


Principio fisico della propulsione ufo

Il prelievo di energia cosmica dallUniverso, sconvolgerà sia la teoria della sua nascita (big-bang), che la teoria della sua morte per collasso cosmico (big-crunch), ma anche le basi della fisica moderna.Ne consegue che gran parte della Fisica Moderna deve essere nuovamente interpretata, per aver assurdamente inclusi nella stessa unità di materia, sia la sua causa movente ancora sconosciuta, che il suo effetto rotante, rendendoli così indefinibili l’una rispetto l’altro, quindi scientificamente non quantificabili.

Ma le comunità scientifiche, ancora vincolate al controproducente ateismo ottocentesco, trasformato in “Comunismo Scientifico Dominante”, statisticamente assurdo nella sua concezione auto-evoluzionista, utile soprattutto per non perdere gli ingenti finanziamenti pubblici a loro assegnati, vorranno prendere in considerazione questa avanzata e complessa teoria, completamente estranea alle loro concezioni quantistiche e relativistiche ufficialmente discordanti tra loro? O preferiranno invece il loro disorganico e limitato metodo sperimentale del tornaconto probabilistico, peraltro inadeguato in caso di variabilità fenomeniche, e insicuro nella quantificazione degli effetti derivati dalle collisioni nucleari rilevate in forma ondulatoria, partendo da ipotetici parametri fisici tutt’altro che certi?
Di seguito il Video di Gianfranco Soncini:
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