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 La sonda IBEX della NASA Individua particelle "aliene"

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MessaggioTitolo: La sonda IBEX della NASA Individua particelle "aliene"    Sab 18 Feb 2012, 13:00

La sonda IBEX della NASA Individua particelle "aliene"



Per la prima volta la sonda IBEX ha rilevato delle particelle provenienti da oltre i confini del nostro Sistema Solare



Per la
prima volta, una sonda della NASA ha osservato direttamente delle
particelle "aliene" provenienti da aldilà del nostro sistema solare. La
scoperta non solo ci fa intravedere cosa c'è nel cosiddetto mezzo
interstellare - o ISM, la materia fra le stelle - ma ci offre degli
indizi sull'anatomia dei nostri vicini galattici. Orbitando attorno alla
Terra a circa 322.000 chilometri di distanza, la navicella Interstellar Boundary Explorer (IBEX) è stata in grado di intercettare campioni di idrogeno, ossigeno e neon provenienti dallo spazio interstellare.


elettrizzante poter disporre di queste prime osservazioni di materia
aliena - materiale che non proviene dal nostro Sole o da pianeti, ma che
arriva da oltre i confini del nostro Sistema Solare, da altre regioni
della galassia", ha detto David McComas, team leader per il programma IBEX, durante la conferenza stampa tenuta dalla NASA.

"Pensiamo
che si tratti di misurazioni davvero importanti, perché questi
elementi sono i materiali di costruzione fondamentali delle stelle, dei
pianeti, degli esseri viventi"
. La scoperta di IBEX è una "buca al primo colpo da 24 miliardi di chilometri"

Fin dal suo lancio, avvenuto nell'ottobre del 2008, la sonda IBEX
continua a mappare i confini del Sistema Solare, la cosiddetta
eliosfera. Questa "bolla" nella galassia della Via Lattea è creata dal
vento solare, che è il flusso di particelle cariche costantemente emesso
dal Sole in tutte le direzioni.

Il
margine della eliosfera si trova, rispetto a noi, a circa un centinaio
di volte la distanza che separa la Terra dal Sole, e protegge il
Sistema Solare interno dalle devastanti radiazioni cosmiche. Questo
perché l'eliosfera e il campo magnetico ad essa associato allontana le
particelle cariche dannose.

Queste
particelle - resti di supernove che si sono disperse attraverso lo
spazio interstellare - viaggiano verso di noi a circa 80.000 chilometri l'ora.
Ma metà delle particelle nel vento interstellare sono neutre, e questo
tipo di atomi non carichi può riuscire a entrare nel nostro Sistema
Solare.

Alcune di queste particelle sono riuscite ad arrivare in prossimità della Tera, dove sono state individuate da IBEX, spiega McComas: "È stato come fare buca in uno da 24 miliardi di chilometri".


Il Sistema Solare è ricco di ossigeno - Un'analisi dei nuovi dati raccolti da IBEX ha
messo a confronto il rapporto fra ossigeno e neon provenienti dallo
spazio interstellare con quello fra gli stessi atomi ma originari nel
nostro Sistema Solare. Il risultato indica che quest'ultimo sembra
contenere una maggior quantità di ossigeno rispetto allo spazio
interstellare circostante. Ciò potrebbe significare che il nostro
Sistema solare sia migrato nella sua posizione attuale da un ambiente
più ricco di ossigeno. O è possibile che una grande quantità di
ossigeno sia intrappolata all'interno di granelli di polveri e ghiaccio
nel mezzo interstellare.

IBEX
inoltre ha misurato la velocità del vento interstellare, rivelando che
si muove circa 11.000 chilometri l'ora meno di quanto rilevato in
precedenza. Combinando questi dati con quelli rilevati in precedenza
delle più vicine nubi interstellari gli studiosi sono stati in grado di
definire con maggior precisione la nostra posizione nel locale
vicinato galattico. Il nostro Sistema Solare sembra situato al margine
di una delle varie rarefatte nubi interstellari che si muovono
attraverso questa regione della galassia, nube da cui, nelle prossime
migliaia di anni, potremmo uscire, indicano i dati.


davvero elettrizzante sapere dove si trova il nostro Sole rispetto alle
nubi locali. Questa scoperta inserisce realmente la nostra stella nel
contesto. La nostra posizione all'interno della nostra nube
interstellare è importante per capire come proteggerci dai devastanti
raggi cosmici". dice l'astronomo Seth Redfield della Wesleyan University di Middletown, Connecticut, che lavora la progetto IBEX.

I nuovi risultati della sonda IBEX sono pubblicati nel numero di febbraio della rivista Astrophysical Journal Supplements.

Tratto da: NationalGeographic

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NESSUNO PUO NASCONDERE E NEGARE LE VERITÀ ALL UMANITÀ.
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