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 Onu: in Siria crimini contro l'umanita'

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MessaggioOggetto: Onu: in Siria crimini contro l'umanita'   Gio 23 Feb 2012, 12:11

Onu: in Siria crimini contro l'umanita'


Almeno dieci morti solo questa mattina nella repressione ad Homs


23 febbraio, 11:42


BEIRUT
- Il governo siriano non è stato in grado di proteggere la popolazione"
e le sue forze hanno commesso gravi violazioni che equivalgono a
"crimini contro l'umanita" con l'apparente consenso dei più alti livelli
dello Stato. Lo afferma un rapporto della commissione d'inchiesta Onu
sulla Siria, pubblicato oggi a Ginevra.

E' di almeno dieci morti il bilancio provvisorio della repressione
compiuta dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assad nelle prime
ore di oggi a Homs e in altre regioni del Paese. Lo riferiscono i
Comitati di coordinamento locali e attivisti anti-regime di altre
piattaforme.

"Quello che disgusta è la spietatezza con cui vengono presi di mira i
civili". Lo aveva detto giorni fa in un'intervista da Homs ad Al Jazira
l'inviata del Sunday Times, l'americana Marie Colvin. E oggi anche lei,
insieme al fotografo francese Remi Ochlik, è andata ad allungare la
lista dei morti nei bombardamenti delle forze governative, mentre altri
tre loro colleghi sono rimasti feriti. I due reporter, sottolineano i
Comitati locali di coordinamento dell'opposizione, figurano tra le 35
persone uccise oggi in tutto il Paese, di cui 20 a Homs e otto a Hama.
Ieri, secondo gli attivisti, era rimasto ucciso anche un fotografo e
oppositore siriano, Ramy al Sayed. Mentre l'opposizione annuncia che ora
chiederà ufficialmente di ricevere armi dall'estero, la Ue ha fatto
sapere che varerà lunedì nuove sanzioni contro Damasco. Gli Usa hanno
affermato che l'uccisione dei giornalisti è "un ulteriore esempio della
sfrontata brutalità del regime di Assad". '"Ora basta, questo regime
deve andare via", ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy,
mentre il re saudita Abdallah ha affermato che "ormai ogni dialogo è
vano".

La Russia, pur condannando "con fermezza" l'uccisione dei giornalisti
occidentali, ha chiarito di non prendere in considerazione le
dimissioni del presidente Assad. Marie Colvin, 55 anni, e Remi Ochlik,
28, sono morti quando la casa nella quale si trovavano nel quartiere di
Bab Amro è stata colpita da proiettili di mortaio. In un video diffuso
da attivisti dell'opposizione si vedono due corpi irriconoscibili, uno
dei quali sembra decapitato, tra le macerie dell'edificio. Le stesse
fonti hanno detto che altri tre giornalisti occidentali sono rimasti
feriti, di cui una donna versa in condizioni "critiche". Secondo
l'organizzazione Reporters sans Frontières (Rsf), si tratta della
francese Edith Bouvier, una freelance che collabora con il quotidiano Le
Figaro. Un altro dei feriti è il fotografo freelance del Sunday Times
Paul Conroy. Secondo Rsf la casa bombardata sarebbe stata "colpita
intenzionalmente" dalle forze governative, perché su di essa sarebbero
piovute non meno di 11 granate mentre era "di dominio pubblico che esso
ospitava regolarmente dei giornalisti". Da parte loro le agenzie
fotografiche hanno raccomandato ai loro inviati in Siria di tenersi
lontani dai telefoni satellitari, affermando che "i colleghi colpiti
oggi sono stati presi di mira" seguendo questi segnali. Il ministro
dell'informazione siriano, Adnan Mahmoud, ha detto invece che il suo
dicastero non aveva "alcuna informazione" sulla presenza dei giornalisti
uccisi e feriti. Altri due giornalisti occidentali erano morti
dall'inizio dell'anno in Siria: il francese Gilles Jacquier di France 2,
colpito da un proiettile di mortaio mentre si trovava a Homs in una
visita organizzata dalle autorità di Damasco, e l'americano di origine
libanese Anthony Shadid, del New York Times, stroncato da una crisi
d'asma nel nord del Paese.

Secondo i Comitati locali di coordinamento, i bombardamenti sono
continuati a Homs sui quartieri di Bab Amro e Karm al Zeitoun. La stessa
fonte ha detto che ad Aleppo è morto oggi l'oppositore curdo Nasreddin
Brhek, ferito alcuni giorni fa in un attentato. L'agenzia governativa
Sana dà invece notizia di attentati di "terroristi" in cui due ufficiali
dell'esercito e un poliziotto sono rimasti uccisi nella provincia di
Homs. La Francia ha chiesto un "accesso" per soccorrere le vittime della
repressione a Homs. Ma la Russia si oppone all'idea di creare corridoi
umanitari, ciò che finirebbe per "inasprire il conflitto", ha affermato
il vice ministro degli Esteri Ghennady Gatilov. Mosca ha invece detto di
sostenere un appello della Croce rossa internazionale per tregue
quotidiane di due ore per fare arrivare aiuti umanitari. Il Consiglio
nazionale siriano dell'opposizione ha fatto sapere che alla conferenza
degli 'Amici della Siria' venerdì in Tunisia, chiederà di fornire armi
ai disertori dell'esercito che combattono contro il regime.







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